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Buoni del tesoro poliennali
BTP Buoni del tesoro poliennali

Buono del Tesoro Poliennale, cosa sono?

I BTP (Buono del Tesoro Poliennale) sono delle obbligazioni emesse dallo stato italiano. In pratica, si tratta di uno strumento con il quale lo stato italiano recupera denaro rilasciando un contratto di credito.

In gioco sono presenti tre elementi:

  1. Lo stato che emette i BTP
  2. L’acquirente che presta i propri soldi allo Stato
  3. Un intermediario (solitamente la banca)

I BTP hanno durata che va oltre un anno e solitamente sono per 3, 5, 10, 15 e 30 anni. Ovviamente il prestito non è gratuito e chi acquista un’obbligazione si attende, oltre alla restituzione dei propri soldi a scadenza, anche un premio, detto cedola.

Le cedole sono dei corrispettivi percentuali sul valore del prestito che l’emittente corrisponde periodicamente. Le cedole, per i BTP, sono annuali e vengono pagate a frazioni semestrali. Quindi, facendo un esempio pratico, se prestassimo allo Stato (quindi comprando le obbligazioni) 10.000 €, con BTP quinquennali, quest’ultimo, alla scadenza del prestito, ci restituisce i nostri 10.000 €; inoltre, oltre alla somma prestata, lo Stato ci dà anche una cedola semestrale, la quale, mettiamo il caso di interessi del 5% annui, sarebbe del 2,5% sulla somma prestata; nel nostro caso quindi di 250 € (lordi) ogni sei mesi. In cinque anni il totale restituitoci sarebbe di 12.500 ai quali vanno applicati delle tasse, corrispondenti al 20% su ciò che avremo guadagnato, quindi ci rimarrebbe di netto 2.500 – 20% = 2.000 €.

In pratica, il funzionamento, è simile a quanto fa una banca quando ci concede un prestito, anche se in questo caso la banca siamo noi e il creditore diventa lo stato.

Lo stato emette nuove obbligazioni ogni mese e per acquistarle si può andare sul mercato primario (quindi direttamente dallo Stato), oppure sul mercato secondario. Infatti, dopo l’emissione, queste obbligazioni iniziano a passare di mano su un mercato secondario e quindi, una volta acquistati, si possono vendere anche prima della loro naturale scadenza. Bisogna però stare attenti in questo caso poiché sul mercato secondario potrebbero non avere il prezzo del 100% ma, in base a vari fattori, valere di meno o di più. Viene da sé che acquistare sul mercato secondario un’obbligazione a un prezzo più basso del 100% e portandola a scadenza ci restituisce maggiori guadagni.

Per meglio capire, all’esempio precedente mettiamo il caso in cui l’acquisto sia stato fatto su mercato secondario a un prezzo del 97%. In tal caso l’acquisto iniziale non avviene più a 10.000 € ma a 9.700 e la differenza di 300 € si sommano ai nostri guadagni lordi.

Allo stesso tempo, sul mercato secondario, se per l’Italia non ci sono problemi di stabilità, i prezzi dei BTP possono anche essere più alti del 100%, ciò perché, magari, acquistando le obbligazioni a 105% 6 mesi dopo l’emissione, ancora conviene. Nel nostro caso avremmo che le stesse obbligazioni ci costerebbero non più 10.000 ma 10.500 € e, avendole acquistate 6 mesi dopo avremmo perso anche la prima cedola, quindi sarebbero altri 250€ in meno. In pratica guadagneremmo 750 € in meno degli originali 2.500 lordi. Come si vede ancora si presenta una convenienza nell’acquisto.

In realtà a questi guadagni vanno anche tolte le commissioni bancarie che solitamente si aggirano tra i 5 e i 50 € per operazione, quindi da moltiplicare, nel nostro caso, per due (operazione di acquisto e operazione di vendita).

Infine, ultima nota sull’acquisto: in caso in cui acquistassimo obbligazioni sul mercato secondario dopo, ovviamente, l’emissione, nel prezzo di acquisto dovremmo anche calcolare il rateo, cioè quanto ha maturato il vecchio possessore dal pagamento dell’ultima cedola fino al momento della transazione. In pratica, andando nel nostro calcolo, se avessimo acquistato sul mercato secondario al prezzo di 100% dopo 3 mesi dall’emissione, questo periodo andrebbe ripagato al vecchio possessore che ovviamente, tendendo le obbligazioni per un tot di tempo ha diritto a un premio. In questo caso è il nuovo acquirente che rimborsa il vecchio possessore con quei tre mesi, salvo poi farseli rimborsare con la cedola che comunque paga 6 mesi.

C’è da dire che la rendita annuale dei BTP è variabile e viene decisa nel momento dell’emissione, quindi dipende tanto dal momento in cui si ritrovava lo stato nel momento dell’emissione. I tassi di rendimento attualmente sul mercato, per i BTP, variano dal 3 al 5,5%. Quindi ottimi strumenti per riuscire ad ammortizzare la naturale inflazione che vive qualsiasi paese, con un piccolissimo guadagno.

I BTP sono emessi dallo Stato italiano che negli anni ha dimostrato di pagare regolarmente le cedole, e i propri debiti, e che quindi è considerato un creditore affidabile. Comunque sia, ci sono le agenzie di rating, come per esempio Moody’s oppure Standard & Poor’s che danno un giudizio su ogni creditore; peggiore è il giudizio maggiore sarà il premio che lo Stato dovrà pagare per trovare finanziatori. Per esempio: la Germania che ha rating AAA (il migliore) si può permettere il lusso di pagare delle cedole annuali vicini al tasso di interesse imposto dalla BCE (quindi in questo momento 1,5%), peggiore sarà il rating, come in questo momento la Grecia che ha rating CC (praticamente spazzatura), più dovrà pagare lo stato per trovare finanziatori (al momento la Grecia è vicina al 10%), ma in questo caso c’è un alto rischio di non rivedere i nostri soldi perché lo stato potrebbe avere un default (un fallimento).

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