Azione: Home Depot (NYSE:HD)

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Home Depot

The Home Depot, Inc. è un rivenditore di articoli per la casa. La società offre ai suoi clienti un assortimento di materiali da costruzione, prodotti per il miglioramento della casa, prodotti per il prato e il giardino e prodotti per l’arredamento e fornisce una serie di servizi, tra cui servizi di installazione per il miglioramento della casa e noleggio di strumenti e attrezzature.

Gestisce circa 2.291 punti vendita The Home Depot situati in tutti gli Stati Uniti (USA), compresi il Commonwealth di Portorico e i territori delle Isole Vergini statunitensi e di Guam; Canada e Messico.

Home Depot serve due gruppi di clienti principali: i clienti fai da te e i clienti professionali.

I clienti fai da te comprendono i proprietari di case che acquistano prodotti e completano i propri progetti e installazioni. I clienti professionali sono principalmente restauratori/rimobilanciatori professionisti, imprenditori generali, tuttofare, gestori di immobili, imprenditori edili e artigiani specializzati, come elettricisti, idraulici e imbianchini.

Facendo un paragone, si tratta della Leroy Merlin degli USA.

  • Investire nelle azioni di edilizia, come guadagnare con il mercato delle costruzioni

    Investire nelle azioni di edilizia, come guadagnare con il mercato delle costruzioni

    Pensando all’edilizia la mente corre veloce a un manovale con l’elmetto e il giubbotto catarifrangente in un cantiere. Certo, questa è una parte del lavoro, ma il mercato dell’edilizia è ben più ampia e prevede dalla pianificazione iniziale della costruzione fino all’imbiancatura delle pareti, con conseguente consegna delle chiavi in mano all’acquirente.

    Essendo una spina dorsale dell’economia mondiale, soprattutto in alcune nazioni dove, visto il Covid, si sta investendo particolarmente in questo settore (vi dice nulla il bonus al 90% o al 110%?), le aziende nate nel mercato delle costruzioni sono migliaia. Molte di queste aziende sono private, anche se gestiscono progetti da milioni di euro, c’è però qualche eccezione e vale la pena di capire come guadagnare con qualche azienda quotata in borsa.

    Industria delle costruzioni o edile

    L’industria edile consiste, grossomodo, in tre settori principali:

    1. Infrastrutture: progetti di opere pubbliche come autostrade, ponti e ferrovie
    2. Industriale: strutture e impianti specializzati come raffinerie, fabbriche e capannoni
    3. Edifici, che naturalmente si suddivide in due sottocategorie:
      1. Edifici residenziali: case, di solito per famiglie singole, ma anche residenze multifamiliari come i condomini e/o palazzi
      2. Edifici non residenziali e commerciali: luoghi di vendita al dettaglio come centri commerciali e negozi indipendenti, così come edifici per uffici, ospedali e scuole

    Aziende del mercato edile

    Come abbiamo già detto, soprattutto in Italia, molte delle aziende del mercato edile sono private, quindi non quotate in borsa. Tipicamente le aziende quotate in borsa rientrano in queste categorie:

    • Produttori di attrezzature: producono macchinari da costruzione come bulldozer e betoniere
    • Produttori di materiali: producono beni necessari per la costruzione come legname, acciaio e cemento
    • Costruttori di case residenziali: progettano, costruiscono su misura e spesso finanziano case unifamiliari e altri sviluppi residenziali
    • Società di ingegneria industriale: gestiscono tutti gli aspetti dei progetti di costruzione di massa

    Azioni edili, come investire sulle costruzioni

    Avendo ben in mente questo, andiamo a guardare una lista di aziende edili che sono quotate in borsa. Per ognuna di esse specifichiamo qual è il tipo di attività svolta.

    Azienda / AzioneAttività
    Assa Abloy
    STO: ASSA-B
    Serrature
    Azek Company
    NYSE: AZEK
    Materiali Edili
    Barratt Developments
    LON: BDEV
    Costruttore
    BELIMO Holding
    SWX: BEAN
    Climatizzazione residenziale
    Bellway
    LON: BWY
    Costruttore
    Berkeley Group Holdings
    LON: BKG
    Costruttore
    Bouygues
    EPA: EN
    Sviluppo immobiliare
    Builders FirstSource
    NASDAQ: BLDR
    Materiali Edili
    Buzzi Unicem
    BIT: BZU
    Cemento
    Caltagirone
    BIT: CALT
    Costruttore
    Caterpillar
    NYSE: CAT
    Macchinari edili
    Cement Roadstone Holdings
    LON: CRH
    Materiali Edili
    D. R. Horton
    NYSE: DHI
    Costruttore
    Eiffage
    EPA: FGR
    Sviluppo immobiliare
    Franchi Umberto Marmi
    BIT: FUM
    Materiali Edili
    Geberit AG
    SWX: GEBN
    Sanitari
    Gibus
    BIT: GBUS
    Tende da sole
    HeidelbergCement
    ETR: HEI
    Cemento
    Home Depot
    NYSE: HD
    Rivenditore Materiali
    Jacobs Engineering
    NYSE: J
    Ingegneria
    Kingfisher
    LON: KGF
    Rivenditore Materiali
    Kingspan Group
    LON: KGP
    Materiali Edili
    LafargeHolcim
    SWX: LHN
    Cemento / Calcestruzzo
    Lennar Corporation
    NYSE: LEN
    Costruttore
    Leslie’s
    NASDAQ: LESL
    Piscine
    Lowe’s
    NYSE: LOW
    Rivenditore Materiali
    LU-VE SpA
    BIT: LUVE
    Climatizzazione
    Martin Marietta Materials
    NYSE: MLM
    Materiali Edili
    Masco Corporation
    NYSE: MAS
    Materiali Edili
    Mdu Resources Group
    NYSE: MDU
    Materiali Edili
    Nucor
    NYSE: NUE
    Acciaieria
    NVR
    NYSE: NVR
    Costruttore
    Panariagroup Industrie Ceramiche
    BIT: PAN
    Pavimentazioni
    Persimmon
    LON: PSN
    Costruttore
    Pulte Homes
    NYSE: PHM
    Costruttore
    Redrow
    LON: RDW
    Costruttore
    Saint-Gobain
    EPA: SGO
    Materiali Edili
    Schneider Electric
    EPA: SU
    Sistemi elettrici
    Sciuker Frames
    BIT: SCK
    Infissi
    Somec
    BIT: SOM
    Costruzioni industriali
    Steel Dynamics
    NASDAQ: STLD
    Acciaieria
    Taylor Wimpey
    LON: TW
    Costruttore
    Travis Perkins
    LON: TPK
    Rivenditore materiali
    Vinci
    EPA: DG
    Sviluppo immobiliare
    Vistry Group
    LON: VTY
    Costruttore
    Vulcan Materials
    NYSE: VMC
    Materiali Edili
    Wienerberger
    VIE: WIE
    Materiali Edili

    Nella lista ci siamo concentrati su quelle aziende che si occupano principalmente di edilizia, abbiamo quindi ignorato una serie di aziende che lavorano (anche) con l’edilizia, le quali sono raccolte nella guida relativa al mercato industriale.

    Stesso dicasi per il mercato degli acciai, per il quale abbiamo messo solo un paio di presenze ma che certamente non è esaurito.

    Caterpillar (NYSE: CAT)

    Caterpillar è il re delle attrezzature industriali per l’edilizia, una società enorme con base negli Stati Uniti d’America ma con interessi in tutto il globo. Riconosciuta soprattutto per l’enorma qualità dei propri attrezzi, si concentra maggiormente su articoli pesanti per l’edilizia. Non tratta solo il mercato delle costruzioni ma ha interessi in molti altri settori, non vi è dubbio, comunque, che quello edile è il maggior mercato per Caterpillar.

    Il mercato edile è particolarmente sensibile ai cicli economici e quindi anche Caterpillar ha avuto alti e bassi, ma il costante aumento degli interessi e la buona fama fanno dell’azienda comunque un punto di riferimento.

    In definitiva si tratta di un buon acquisto in momenti di calo del prezzo, poiché i generosi dividendi ripagheranno abbondantemente l’investimento.

    D.R. Horton (NYSE: DHI)

    Gli Stati Uniti sono certamente la più grande economia mondiale, insidiati dalla Cina che però ha tutt’altre regole. E quando sei il più grande costruttore di immobili residenziali degli Stati Uniti puoi certamente guardare dall’alto in basso il mercato con una certa tranquillità.

    D.R. Horton ha una storia di bassi livelli di debito rispetto al proprio mercato, grazie al suo stile di gestione conservativo. L’azienda spesso pubblica profitti impressionanti, così come flussi di cassa superiori rispetto ai suoi rivali. È uno dei pochi costruttori di case che paga un dividendo, che ha regolarmente aumentato durante i periodi di crescita economica. Nonostante ciò, sa anche riconoscere i momenti di difficoltà e regolarsi di conseguenza, come fatto per esempio durante la Grande Recessione, quando taglio il dividendo per evitare di assumere un debito eccessivo.

    Buzzi Unicem (BIT: BZU)

    Lasciamo l’America e portiamoci in Europa e precisamente in Italia, dove Buzzi Unicem è uno dei migliori player globali nel proprio mercato. Certo, la produzione di cemento e calcestruzzo non riguarda solo la costruzione di immobili ma anche la costruzione di ponti, gallerie, ecc.

    Quello che rende Buzzi Unicem un titolo molto interessante è il fatto che stanno per arrivare fiumi di denaro pubblico per sostenere l’economia post-Covid. E naturalmente le costruzioni sono un buon terreno dove investire denaro che dovrà creare vantaggio per il futuro.

    Così il piano Biden e il Next Generation UE sono ottimi spunti per questa azienda, soprattutto considerando che l’Italia è l’ultimo dei propri mercati, grazie alla forte presenza negli Stati Uniti e in giro per l’Europa.

    Come selezionare le migliori azioni edili?

    Quando si passa alla valutazione dei titoli azionari del mercato edile bisogna tenere ben in mente questi fattori:

    • Affidabilità e sicurezza: il Ponte di Genova con la tragedia successa ad agosto del 2018 dovrebbe farci ben comprendere di cosa stiamo parlando. Quando si costruisce un immobile o in generale un’opera edile bisogna usare buoni materiali e avere una certa sicurezza che le cose vengano fatte ad opera d’arte. Il rischio è di avere molti danni materiali e la perdita di vite umane, che non è mai accettabile.
    • Livelli di debito: iniziare un cantiere edile significa spendere molti soldi per impianti, progettazione ed esecuzione dei lavori. Ciò porta l’azienda a esporsi a livello di debito; avere un buon leverage è quindi fondamentale per evitare di finire fuori controllo con le spese.
    • Dividendi: in aziende che devono usare liquidità per attività principali del loro lavoro è sempre bene fare in modo tale che il dividendo non porti l’azienda a ritrovarsi con pochi fondi per investire nel momento del bisogno. Dall’altro lato queste aziende hanno crescite relative sul valore del prezzo dell’azione, quindi un discreto dividendo è necessario per poter avere un ritorno dall’investimento. La questione è trovare un buon equilibrio che porti vantaggi all’investitore e permetta all’azienda di continuare a prosperare.

    I rischi degli investimenti nel mercato edile

    Il principale rischio è la ciclicità: infatti il mercato edile risente tantissimo dell’andamento economico e in periodi di crisi finisce sotto pressione.

    Un esempio ne è ciò che è successo a fine anni 2000 con la Grande Recessione, nata proprio in seno all’edilizia (finanziaria), con i mutui subprime. Il mercato immobiliare, in crescita continua da inizi anni ’90 e con una bolla durante la metà del 2000 ha subito una grande frenata. Quindi nel 2011 il ciclo economico ha iniziato nuovamente a salire e siamo ancora in quella fase, con il Covid al quale il mercato edile si è dimostrato resiliente, come detto anche grazie all’enorme iniezione di liquidità.

  • Elezioni americane, come seguirle e come guadagnarne

    Elezioni americane, come seguirle e come guadagnarne

    Oggi è il grande giorno in America, infatti i 328 milioni di abitanti americani sono chiamati alle urne per decidere chi sarà il futuro presidente degli Stati Uniti d’America.

    Appare evidente, per il potere posto in mano a questa figura, che questa è una scelta che travalica i confini americani e interessa direttamente tutto il mondo.

    I due principali sfidanti sono l’attuale presidente Donald Trump e il candidato democratico Joe Biden.

    A onor del vero, oltre a Repubblicani e Democratici, esistono anche altri partiti, con relativi candidati. Qui una breve lista, ovviamente puramente indicativa poiché è praticamente impossibile che alcuno di essi abbia la benché minima possibilità di guadagnare anche solo uno Stato:

    • Partito Libertario: Jo Jorgensen
    • Partito Verde: Howie Hawkins
    • Partito della Costituzione: Don Blankenship
    • Vari partiti attivisti sulle libertà: Gloria La Riva
    • Partito proibizionista: Phil Collins
    • Partito dell’Alleanza: Rocky De La Fuente
    • Pane e Rose: Jerome Segal
    • Partito della Marijuana libera: Rudy Reyes
    • Partito dell’Unità d’America: Bill Hammons
    • Partito della Solidarietà: Brian T. Carroll
    • Birthday Party: Kanye West (sì, proprio il cantante)

    Come seguire le elezioni americane

    Partiamo dalla cosa più semplice, cioè come seguire le elezioni americane in Italia.

    Innanzitutto gli orari: si voterà oggi, 3 novembre 2020, con l’inizio dello spoglio nella serata italiana. Al solito tutte le emittenti faranno dei talk show e dei programmi di approfondimento.

    Negli ultimi anni, in particolare, molto seguite le #maratonamentana con Enrico Mentana in diretta da mezzanotte su La7 e gli approfondimenti di SkyTG24, anche esso in diretta dalla sera di martedì 3 novembre.

    Probabilmente un’idea di vincitore l’avremo intorno alle 4/5 di mattina (orario italiano) con l’arrivo degli Stati chiave.

    Le idee economiche di Biden e di Trump

    Cerchiamo quindi di capire quali sono le idee economiche che metteranno in campo i due leader in caso di vittoria.

    Idee economiche Trump

    L’abbiamo già visto grazie al primo mandato: il presidente Donald Trump punta a una politica protezionistica, con la difesa delle aziende americane, sia sul territorio nazionale che internazionale.

    Un chiaro esempio è la guerra dei dazi fatta partire con la Cina.

    Inoltre Donald Trump prosegue una guerra fiscale per tutelare la ricchezza, con la tutela dei redditi più alti.

    Dal punto di vista ambientale, Trump reputa l’evoluzione climatica come un intoppo da ignorare. Quindi largo spazio ad aziende che producono energia attraverso carburanti fossili, a discapito dell’onda green che sta investendo il mondo intero.

    Idee economiche Biden

    Al contrario, Biden è un democratico di vera sinistra, quindi riprenderebbe in mano l’idea di Obama, con largo spazio alla salute alla portata di tutti, con forti investimenti nello sviluppo di infrastrutture nel Paese e con un’accelerazione importante sulle tematiche ambientali.

    Durante la campagna elettorale il leader democratico ha promesso 2 mila miliardi per investimenti nell’energia green.

    Probabilmente non terminerebbe la guerra contro le altre nazioni per il diritto americano di tutelare le proprie aziende, ma certamente non arriverà ad avere posizioni oltranziste come Trump.

    In caso di vittoria di Donald Trump

    Lasciando da parte i partiti piccoli che obiettivamente non hanno alcuna possibilità di vincere, cerchiamo di analizzare cosa potrebbe succedere in borsa in caso di vittoria di uno o dell’altro candidato.

    Iniziamo con il Partito Repubblicano che vede Donald Trump come candidato, quindi sarebbe una conferma per ulteriori 4 anni dell’attuale presidenza.

    Settore energia con Trump

    In caso di vittoria di Trump il settore energetico avrebbe una ulteriore spinta verso le energie old style. Quindi nessun nuovo investimento sulla green economy ma spinta sulla old economy, con i produttori petroliferi che ne avrebbero un gran vantaggio.

    In questo caso potremmo vedere titoli come BP, Royal Dutch Shell, ExxonMobil, Total ed Equinor, ma anche la nostra ENI, pronte a esultare.

    Tutte aziende che hanno già dichiarato di voler puntare al green per il futuro ma che a oggi hanno la maggior parte della loro produzione ancora legata a energia non rinnovabile.

    Settore automobilistico con Trump

    Per le case europee sarebbe un disastro la vittoria di Trump alle imminenti elezioni, ciò perché il tycon ha più volta messo nel mirino proprio i produttori auto del vecchio continente, a suo dire poiché farebbero svalutare il mercato dei produttori americani.

    Particolarmente esposte sul mercato a stelle e strisce ci sono: Daimler, FCA, Michelin, Pirelli. Stesso discorso anche per i marchi asiatici, con Honda e Nissan che potrebbero essere i più penalizzati.

    Ovviamente a guadagnarne, quantomeno per il mercato interno, sarebbero Ford e General Motors.

    Comparto lusso con Trump

    Donald Trump ha già dimostrato di non voler minimamente tassare i ricchi o comunque chi possiede molto denaro.

    Il mercato del lusso quindi fa ampiamente il tifo per l’attuale presidente, con marchi come Burberry, Salvatore Ferragamo, Nike, Brunello Cucinelli, Louis Vuitton, EssilorLuxottica, Adidas, Tod’s e Tiffany che potrebbero navigare meglio con Trump.

    In caso di vittoria di Joe Biden

    Di contro, gli stessi settori già analizzati per Trump, si ritroverebbero in situazione diametralmente opposta in caso di vittoria di Biden.

    Comparto energetico con Biden

    La promessa di 2 mila miliardi di incentivi sull’energia rinnovabile è una bella spinta per tutti i titoli del settore green.

    Per l’amministrazione Biden l’abbandono dell’energia attraverso combustibili fossili è una priorità.

    A guadagnarne potrebbero essere SMA Solar Technology AG, Vestas, Siemens Gamesa Renewable Energy, Nordex, Iberdrola, RWE, National Grid, oltre a quei brand che già sono avanti con la trasformazione del loro business, giusto per fare un nome abbiamo ERG in Italia oppure Snam che sta puntando forte sull’idrogeno.

    Con la vittoria del Partito Democratico e in particolare con i 2 mila miliardi, ci sarebbe uno tsunami di denaro in grado di arrivare anche ad aziende più modeste, come per esempio Nel, Ceres Power e ITM Power.

    Comparto auto con Biden

    Ovviamente a giovarne sarebbero i produttori europei, i quali vedrebbero cadere la spinta protezionistica nei confronti delle aziende a stelle e strisce.

    Al di là del protezionismo, i vantaggi green proposti da Biden investirebbero anche il mercato automobilistico, con Tesla sugli scudi.

    Ci sarebbe spazio anche per quella Volkswagen che recentemente ha messo sul piatto 60 miliardi per la trasformazione green della propria linea.

    Particolarmente avvantaggiati potrebbero essere anche i player del settore batterie, con Johnson Matthey, Umicore e Varta che potrebbero avere buoni spunti.

    Settore del lusso con Biden

    Biden vorrebbe creare un sistema fiscale più proporzionale e certamente andrebbe a intaccare i portafogli dei più facoltosi.

    Per questo motivo, in caso di vittoria del Partito Democratico, potrebbe vedere i player del comparto lusso perdere punti percentuali in borsa.

    Chi non ha influenze dalle elezioni americane?

    Ci sono dei settori che non propendono per una o per l’altra parte, si tratta di particolari mercati che, per fattori esterni o ciclici, non hanno particolare preferenza e che continuerebbero a macinare i loro fatturati.

    Settore edile

    Dopo una crisi come l’attuale, dovuta al Covid, l’espansione e la creazione di nuovi posti di lavoro deve necessariamente passare anche dal settore edile.

    Diventa quindi indifferente la vittoria di uno o dell’altro partito, poiché certamente questo settore verrà investito da liquidità necessaria per far ripartire l’economia di un’intera nazione. Lo stiamo già vedendo in Italia, dove il Governo è stato molto celere a creare bonus al 110% per inondare il mercato di liquidità.

    Aziende come per esempio Buzzi Unicem, HeidelbergCement e LafargeHolcim, piuttosto che Ashtead Group, CRH e Ferguson vedranno comunque incrementare i loro guadagni.

    Se vogliamo proprio fare una scommessa, il mercato delle illuminazioni a led potrebbe avere una spinta in caso di vittoria di Biden, sempre grazie ai 2 mila miliardi per investimenti green; quindi attenzione a Illumina, Signify, Schneider Electric, Legrand e Rexel.

    Comparto farmaceutico

    L’idea di Biden è quella di dare accesso a cure a tutti gli abitanti americani, quindi potenzialmente potrebbe arrivare a calmierare i prezzi di alcuni medicinali fondamentali.

    Trump all’opposto è sulla posizione di far pagare tutto il necessario ai contribuenti per sostenere le case farmaceutiche e indirettamente il lavoro delle stesse, soprattutto se queste case farmaceutiche sono americane.

    Letta così appare evidente come il settore farmaceutico dovrebbe fare il tifo per Trump, ma è anche vero che maggior persone che si possono permettere delle cure equivale ad avere maggiori clienti.

    Infine il particolare momento che stiamo vivendo e la crisi dovuta al Covid farà sì che queste posizioni siano fortemente calmierate, quindi sostanzialmente, nell’arco dei prossimi 4 anni, difficilmente ci sarà una differenza dovuta al vincitore di queste elezioni.

    Tra le aziende che potrebbero avvantaggiarsi ci sono certamente AstraZeneca, Novartis, Roche Holding e Novo Nordisk.

    Settore bancario e finanziario

    Come al solito il mercato teme solo l’incertezza e se questa non dovesse verificarsi, se quindi avremo un vincitore chiaro e incontestabile, il settore bancario e finanziario si adatterà velocemente alla nuova corrente.

    C’è giusto un accento che potrebbe cambiare e cioè il fatto che Biden potrebbe voler maggiormente regolamentare il mercato, oltre ad aggiungere qualche tassa per sostenere altre iniziative più popolari.

    Trump di contro è molto liberale e lascia che sia il mercato stesso ad autoregolamentarsi.

    Comunque, per sua natura stessa, il mercato finanziario si adatta e quindi nel medio periodo cambia veramente poco il colore dell’amministrazione americana. L’abbiamo già visto quattro anni fa, quando la vittoria di Trump sembrava la sciagura peggiore che potesse accadere: sappiamo che a distanza di 4 anni i mercati si sono adeguati.

    Al di là delle banche americane, guardando al vecchio continente le banche maggiormente esposte in america sono: BNP Paribas, Banco Santander, Barclays e BBVA.

    Comparto Tech

    Esiste veramente qualcuno in grado di bloccare l’avanzata dei big tech? C’è da scommettere che qualsiasi sia il colore del partito vincitore delle elezioni americane del 2020, i big tecnologici avanzeranno senza problemi.

    Ciò è certamente dovuto alla natura innovativa di tali aziende ma anche al fatto che il business è così distribuito in tutto il mondo che difficilmente il governo di una sola nazione sarà in grado di cambiare le sorti di aziende come Apple, Microsoft, Amazon, Google ecc.

    Anche qui, su questo comparto, l’unica nota di differenza si potrebbe avere con la vittoria di Biden e successiva apertura a mercati internazionali. In tal caso aziende di semiconduttori (STMicroelectronics e/o Infineon Technologies) oppure aziende legate alla domotica e al green potrebbero avere dei vantaggi consistenti (esempio Home Depot). Vantaggio che si potrebbe estendere anche ad aziende asiatiche che sono state messe al bando ultimamente, come per esempio Huawei.

  • Le migliori 100 aziende occidentali dalla classifica Global 500

    Le migliori 100 aziende occidentali dalla classifica Global 500

    Spesso ci si riferisce alle varie classifiche mondiali guardando alle aziende che hanno più profitti, che hanno più ricavi oppure semplicemente che hanno una maggiore capitalizzazione.

    La questione di base, però, è che la maggior parte degli investitori non va OTC e quindi le azioni che riescono ad acquistare arrivano dai seguenti mercati:

    • USA
    • Gran Bretagna
    • Germania
    • Francia
    • Italia
    • Spagna
    • Svizzera
    • Olanda
    • Portogallo

    Si tratta di pochi mercati che però, Cina a parte, servono la maggior parte delle aziende di spessore a livello mondiale.

    Certo, la Cina (così come anche il Giappone) fa storia a sé ma chi volesse operare su questi mercati avrebbe sostanzialmente 2 strade: mercato Over The Country oppure CFD/ETF.

    Rimaniamo quindi in occidente, dove è molto semplice acquistare azioni e limitiamoci a 4 monete principali: euro, dollaro, franco svizzero, sterlina.

    Per la classifica, anziché prendere come parametro semplicemente la capitalizzazione, dove le aziende americane la fanno da padrone, prendiamo quella che è la lista globale più completa, cioè il Fortune Global 500 dell’ultimo anno, quindi del 2019.

    Le migliori aziende occidentali, quotate in borsa

    Pos.AziendaNazione
    1WalmartUSA
    2Royal Dutch ShellOlanda
    3BPGran Bretagna
    4Exxon MobilUSA
    5VolkswagenGermania
    6AppleUSA
    7Berkshire HathawayUSA
    8Amazon.comUSA
    9UnitedHealth GroupUSA
    10GlencoreSvizzera
    11McKessonUSA
    12DaimlerGermania
    13CVS HealthUSA
    14TotalFrancia
    15EXOR GroupOlanda / Italia
    16AT&TUSA
    17AmerisourceBergenUSA
    18ChevronUSA
    19Ford MotorUSA
    20General MotorsUSA
    21Costco WholesaleUSA
    22Alphabet / GoogleUSA
    23Cardinal HealthUSA
    24Walgreens Boots AllianceUSA
    25JPMorgan Chase & Co.USA
    26Verizon CommunicationsUSA
    27AllianzGermania
    28AXAFrancia
    29KrogerUSA
    30General ElectricUSA
    31Fannie MaeUSA
    32BMW GroupGermania
    33Phillips 66USA
    34Valero EnergyUSA
    35Bank of America Corp.USA
    36MicrosoftUSA
    37Home DepotUSA
    38BoeingUSA
    39Wells FargoUSA
    40SiemensGermania
    41CitigroupUSA
    42Marathon PetroleumUSA
    43ComcastUSA
    44NestléSvizzera
    45UniperGermania
    46AnthemUSA
    47CarrefourFrancia
    48ENIItalia
    49Dell TechnologiesUSA
    50Banco SantanderSpagna
    51EnelItalia
    52Deutsche TelekomGermania
    53Crédit AgricoleFrancia
    54Assicurazioni GeneraliItalia
    55PeugeotFrancia
    56HSBC HoldingsGran Bretagna
    57DuPontUSA
    58TescoGran Bretagna
    59BNP ParibasFrancia
    60Johnson & JohnsonUSA
    61Electricité de France (EDF)Francia
    62International Business Machines (IBM)USA
    63BASFGermania
    64ArcelorMittalLussemburgo
    65TargetUSA
    66AirbusOlanda
    67Deutsche Post DHL GroupGermania
    68EngieFrancia
    69Royal Ahold DelhaizeOlanda
    70United Parcel Service (UPS)USA
    71Lowe’sUSA
    72IntelUSA
    73MetLifeUSA
    74RenaultFrancia
    75Munich Re GroupGermania
    76Procter & GambleUSA
    77United TechnologiesUSA
    78FedExUSA
    79PepsiCoUSA
    80Archer Daniels MidlandUSA
    81Prudential FinancialUSA
    82Roche GroupSvizzera
    83Albertsons Cos.USA
    84UnileverOlanda / GB
    85CenteneUSA
    86Walt DisneyUSA
    87SyscoUSA
    88HPUSA
    89Société GénéraleFrancia
    90TelefónicaSpagna
    91HumanaUSA
    92RWEGermania
    93FacebookUSA
    94Christian DiorFrancia
    95CaterpillarUSA
    96Anheuser-Busch InBevBelgio
    97Energy TransferUSA
    98Lockheed MartinUSA
    99PfizerUSA
    100RepsolSpagna
    101NovartisSvizzera
    102Goldman Sachs GroupUSA
    103ContinentalGermania
    104VinciFrancia
    105FinatisFrancia
    106ThyssenKruppGermania
    107VodafoneGran Bretagna
    108Morgan StanleyUSA

    Le ultime 8 le abbiamo aggiunte poiché non ce l’hanno fatta per poco 🙂

    Scherzi a parte, le ultime 8 le abbiamo aggiunte perché questa è la lista completa delle società, presenti nella Global 500 di Fortune, che hanno superato i 50 miliardi $ di fatturato durante il 2019. Ovviamente stiamo parlando di società che arrivano da mercati comunitari, britannici, svizzeri o americani.

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    Cosa è il S&P 100 e quali titoli contiene

    L’indice S&P 100 è un indice del mercato azionario degli Stati Uniti gestito da Standard & Poor’s.

    Le opzioni dell’indice S&P 100 sono negoziate con il simbolo del ticker “OEX“. A causa della popolarità di queste opzioni, gli investitori spesso si riferiscono all’indice con il simbolo del ticker.

    L’S&P 100, un sottoinsieme dell’S&P 500, comprende 101 (perché una delle società che lo compongono ha 2 classi di azioni) azioni statunitensi leader con opzioni quotate in borsa.

    I titoli azionari nell’S&P 100

    I componenti dell’S&P 100 sono selezionati per l’equilibrio del settore e rappresentano circa il 63% della capitalizzazione di mercato dell’S&P 500 e quasi il 51% della capitalizzazione di mercato dei mercati azionari statunitensi. Le azioni dell’S&P 100 tendono ad essere le società più grandi e consolidate dell’S&P 500.

    Ecco la lista completa dei titoli nell’S&P 100:

    TickerAziendaMarket CapP/EDiv. Yield
    AAPLApple Inc1.673.443.32830,660,84%
    MSFTMicrosoft Corp1.546.415.10436,760,98%
    AMZNAmazon.com Inc1.496.278.016143,760,00%
    GOOGAlphabet Cl C1.036.215.68030,550,00%
    GOOGLAlphabet Cl A1.034.113.21630,610,00%
    FBFacebook Inc686.434.11232,920,00%
    BRK.BBerkshire Hathaway Cl B464.160.96019,190,00%
    JNJJohnson & Johnson393.213.15216,702,72%
    VVisa Inc376.066.46434,540,61%
    WMTWal-Mart Stores374.615.39226,451,64%
    PGProcter & Gamble Company308.861.24824,602,54%
    JPMJP Morgan Chase & Company304.732.76813,463,61%
    MAMastercard Inc300.469.28039,040,52%
    UNHUnitedhealth Group Inc291.294.91216,331,64%
    HDHome Depot277.570.94425,632,33%
    INTCIntel Corp250.398.75210,832,24%
    NVDANvidia Corp249.314.86475,900,16%
    NFLXNetflix Inc231.948.224105,920,00%
    VZVerizon Communications Inc230.817.42411,314,47%
    TAT&T Inc218.294.5608,436,93%
    DISWalt Disney Company215.722.46426,571,46%
    BACBank of America Corp207.607.3609,352,93%
    ADBEAdobe Systems Inc204.476.40056,380,00%
    MRKMerck & Company200.413.63214,523,07%
    PYPLPaypal Holdings199.353.88877,860,00%
    KOCoca-Cola Company198.209.23221,683,53%
    PFEPfizer Inc197.752.08012,324,26%
    CSCOCisco Systems Inc193.296.70415,683,10%
    CMCSAComcast Corp A191.864.86413,672,19%
    XOMExxon Mobil Corp187.225.16818,997,80%
    PEPPepsico Inc185.758.51224,763,06%
    ORCLOracle Corp171.293.82416,181,70%
    ABTAbbott Laboratories170.516.65629,671,49%
    CRMSalesforce.com Inc167.144.512232,210,00%
    CVXChevron Corp164.966.27213,395,80%
    LLYEli Lilly and Company157.814.25625,611,79%
    TMOThermo Fisher Scientific Inc154.986.67231,490,22%
    NKENike Inc151.242.60853,850,99%
    AMGNAmgen Inc150.120.64016,412,53%
    ABBVAbbvie Inc147.556.04810,904,70%
    COSTCostco Wholesale144.056.03238,850,86%
    MCDMcDonald’s Corp141.959.71225,232,61%
    ACNAccenture Plc139.525.29628,761,46%
    BMYBristol-Myers Squibb Company134.222.76811,203,04%
    DHRDanaher Corp131.697.04840,240,38%
    NEENextera Energy131.358.60030,262,16%
    CHTRCharter Communicatio130.687.84865,250,00%
    MDTMedtronic Inc128.429.37621,172,39%
    TXNTexas Instruments121.311.23225,712,72%
    UNPUnion Pacific Corp120.018.32020,252,22%
    PMPhilip Morris International Inc117.329.74414,106,24%
    AMTAmerican Tower Corp114.142.43231,841,71%
    IBMInternational Business Machines110.107.4969,925,30%
    LOWLowe’s Companies107.776.68022,521,56%
    HONHoneywell International Inc107.438.89617,982,37%
    CCitigroup Inc107.129.8409,533,94%
    WFCWells Fargo & Company104.385.92021,138,05%
    UPSUnited Parcel Service103.236.83216,353,39%
    LMTLockheed Martin Corp102.605.56016,552,63%
    QCOMQualcomm Inc102.593.43234,922,81%
    BABoeing Company100.844.880552,760,00%
    GILDGilead Sciences Inc96.135.15212,463,55%
    MMM3M Company92.318.95217,923,69%
    BLKBlackrock87.460.38419,952,55%
    SBUXStarbucks Corp86.909.84029,192,17%
    CVSCVS Corp84.947.8408,763,10%
    MSMorgan Stanley82.942.52811,092,73%
    AXPAmerican Express Company77.534.80811,931,77%
    MOAltria Group77.085.1049,568,20%
    MDLZMondelez Intl Inc76.003.29620,942,17%
    CATCaterpillar Inc74.994.08014,232,98%
    GSGoldman Sachs Group73.822.22411,512,31%
    BKNGBooking Holdings Inc71.497.84018,740,00%
    CLColgate-Palmolive Company64.222.47225,672,36%
    GEGeneral Electric Company61.667.00012,310,56%
    TGTTarget Corp60.976.82822,282,17%
    DUKDuke Energy Corp59.574.53616,224,70%
    SOSouthern Company56.803.55616,624,83%
    USBU.S. Bancorp56.576.21611,204,46%
    RTXRaytheon Technologies Corp.54.022.4607,743,02%
    BIIBBiogen Inc45.617.2967,900,00%
    COPConocophillips44.602.15613,694,04%
    FDXFedex Corp43.393.62816,971,61%
    GDGeneral Dynamics Corp42.602.32012,303,02%
    KHCKraft Heinz Company42.031.05611,974,83%
    DDDu Pont De.Nemours Inc40.197.40014,752,19%
    GMGeneral Motors Company38.424.3926,675,65%
    EMREmerson Electric Company37.724.56817,823,14%
    EXCExelon Corp37.085.97211,824,02%
    WBAWalgreens Boots Alliance35.831.1807,904,50%
    METMetlife Inc35.150.9206,224,76%
    KMIKinder Morgan33.899.69215,917,02%
    BKBank of New York Mellon Corp32.531.1788,903,36%
    DOWDow Inc32.466.24213,806,46%
    COFCapital One Financial Corp28.848.44210,342,51%
    ALLAllstate Corp28.776.1667,712,40%
    AIGAmerican International Group28.043.63610,154,03%
    FFord Motor Company27.282.48812,250,00%
    SLBSchlumberger N.V.26.118.64013,312,65%
    SPGSimon Property Group20.155.8645,657,81%
    OXYOccidental Petroleum Corp15.309.30666,080,23%
    Componenti dell’S&P 100 a luglio 2020

    Storia del S&P100

    L’indice è stato avviato il 15 giugno 1983, quando il CBOE ha creato le prime opzioni di indice, basate sul proprio indice, il CBOE 100.

    Nel 1993 il CBOE ha creato il Chicago Board Options Exchange Market Volatility Index (VIX), calcolato sulla base del prezzo delle opzioni S&P 100 (all’epoca queste erano di gran lunga le opzioni di indice più negoziate). Poi, nel 2003, l’hanno modificato per essere basato sull’S&P 500.

    La capitalizzazione media di mercato del flottante dell’S&P 100 è oltre 3 volte superiore a quella dell’S&P 500 (135 miliardi di dollari contro i 40 miliardi di dollari del gennaio 2017); come tale, è più grande di un indice a grande capitalizzazione. Il “sigma” delle società all’interno dell’S&P 100 è tipicamente inferiore a quello dell’S&P 500 e quindi la corrispondente volatilità dell’S&P 100 è inferiore. Tuttavia, la correlazione tra i due indici è molto elevata.

    Il 2019 si è chiuso per l’indice S&P100 a 1.442, in aumento del 29,47% rispetto alla chiusura del 2018. Si tratta di uno dei migliori anni per l’indice.