Azione: Maersk (CPH:MAERSK-A)

Maersk Group

A.P. Moeller-Maersk A/S è una compagnia di navigazione e petrolifera con sede in Danimarca.

È attiva nella logistica dei container e nella catena del valore del petrolio upstream.

La struttura operativa della società comprende otto segmenti:

  1. Maersk Line
  2. APM Terminals
  3. Damco
  4. Svitzer
  5. Maersk Oil
  6. Maersk Drilling
  7. Maersk Supply Service
  8. Maersk Tankers

Maersk Line gestisce le attività di spedizione globale di container dell’azienda. APM Terminals è responsabile dei servizi di trasporto container e delle attività del terminal, include la linea di spedizione container Hamburg Sudamerikanische Dampfschifffahrts-Gesellschaft KG. La Damco si occupa dei servizi di gestione della catena di fornitura. Svitzer è impegnata in attività di rimorchio e attività marittime correlate. Maersk Oil è attiva nell’esplorazione e produzione di gas. Maersk Drilling si occupa di perforazioni terrestri e di attività di trivellazione offshore. Maersk Supply Service gestisce i servizi marittimi offshore globali della società. Maersk Tankers spedisce prodotti petroliferi raffinati.

  • Le aziende che hanno già lasciato la Russia

    Le aziende che hanno già lasciato la Russia

    La scelta di Vladimir Putin di invadere l’Ucraina gli si sta ritorcendo contro; probabilmente il presidente, che sogna l’ex Unione Sovietica, non si aspettava questa reazione da parte dell’occidente, che l’ha etichettato come tiranno dittatore e sta abbandonando l’area.

    Sono tantissime le aziende che hanno già abbandonato la Russia, altre hanno bloccato (o limitato) i servizi e altre ancora non hanno ancora abbandonato la nazione ma hanno bloccato qualsiasi ulteriore investimento.

    L’Europa ha paura che lo zar possa continuare con la sua opera di invasione e quindi prova a proteggere le Nazioni più virtuose, laddove le aziende fanno il grosso dei loro profitti. Lo fanno anche a costo di perderci business e capitali, a patto di mantenere al sicuro le nazioni in cui operano.

    Aziende dell’intrattenimento

    Partiamo da quelle aziende che probabilmente avranno un minor impatto sull’economia ma un segno forte sulla popolazione russa, cioè le aziende del business dell’entertainment. Sony, Disney e Warner Bros (AT&T) hanno già sospeso la distribuzione di film in Russia. Un po’ più lieve la posizione di Paramount e Spotify che, come anche Netflix, ha sospeso la distribuzione di nuove produzioni ma non hanno ancora abbandonato il mercato.

    Electronic Arts, per andare sul mondo del gaming, ha eliminato la Russia dal proprio gioco di punta: Fifa.

    Tecnologia

    Le aziende sopracitate hanno una forte connessione con la tecnologia, ma non sono dei Tech puri. In questa sezione rientrano invece Apple, Google (Alphabet) e Meta, che vista l’essenzialità dei prodotti distribuiti, non hanno abbandonato il Paese ma hanno limitato i servizi. Meta ha servizi come Facebook, Instagram e WhatsApp, che potrebbero rientrare nell’entertainment ma anche nelle necessità (pensiamo alle comunicazioni su WhatsApp).

    Apple ha chiuso negozi fisici e deciso di non vendere nuovi dispositivi nel Paese dell’ex Unione Sovietica. Google ha fortemente limitato i servizi su Maps, anche per una questione di sicurezza per gli Ucraini che si proteggono, e bloccato il servizio Pay, così da allinearsi con le sanzioni.

    Airbnb ha sospeso i suoi servizi in Russia e, insieme ai propri host, ha deciso di fornire alloggi gratuiti e sicuri in Ucraina e nelle nazioni vicine al conflitto, così da dare supporto ai rifugiati che decidono di lasciare il Paese.

    I servizi di media, come YouTube, Facebook, Microsoft, Tik Tok e Twitter hanno deciso di bloccare i canali di propaganda russa, chiudendo la diffusione di RT (Russia TV) e di Sputnik.

    Pagamenti e Finanziari

    Sappiamo già che le banche e le strutture russe sono state fortemente bloccate, quelle che rimanevano disponibili erano i pagamenti attraverso Mastercard e Visa. Negli ultimi giorni anche queste due aziende hanno bloccato tutto per i clienti russi, spingendosi anche oltre i confini russi e bloccando i pagamenti per russi in giro per l’Europa.

    Decisione abbastanza simile anche per American Express, che al momento pare abbia bloccato solo all’interno dei confini russi.

    Ovviamente in questa categoria rientrano anche tutti i servizi finanziari, come Société Générale e HSBC.

    Posizione molto dura da parte di NorgesBank, il più grande fondo sovrano al mondo che è stato il primo ad abbandonare il Paese, abbandonando partecipazioni molto importanti, soprattuto in Gazprom, Lukoil e Sberbank.

    Moda e Retail

    Sono molti i brand di moda e di negozi retail che hanno deciso di chiudere i punti fisici in Russia. Tra i primi a prendere decisioni del genere sono stati Nike e Burberry, tra gli ultimi si registrano le aziende svedesi H&M e Ikea. L’azienda di arredamenti, inoltre, in Russia aveva delle importanti sedi di produzione, che vengono congelate e vengono bloccati gli export e gli import dal paese, con un impatto diretto su circa 15 mila russi e relativo indotto.

    Settore automobilistico

    Negli ultimi 20 anni le aziende automobilistiche hanno guardato alla Russia come a un mercato vergine da inondare, spostando produzioni e vendite nel Paese. Appena scoppiato il conflitto bellico sono arrivate decisioni importanti da quasi tutte le aziende principali, quindi Volkswagen, Ford e GM hanno annunciato lo stop a esportazioni verso la Russia. Ancora più drastica Toyota, che in Russia, precisamente a San Pietroburgo ha una fabbrica che è stata bloccata.

    Si registrano anche i blocchi agli export per Volvo e Harley Davidson, oltre che per i marchi di lusso Jaguar, Aston Martin e Rolls-Royce.

    Daimler (Mercedes Benz) ha deciso di interrompere la collaborazione con la russa Kamaz, vendendo anche la sua quota nell’azienda.

    Trasporti

    Con il blocco degli import ed export delle principali aziende industriali del globo, ovviamente viene impattato anche tutto l’indotto. Sia per questo motivo che per la sicurezza delle proprie navi, la società di trasporto marino Maersk ha completamente bloccato qualsiasi import verso la Russia.

    Aziende petrolifere

    Non fa certo eccezione il petrolio, ne avevamo già parlato qualche giorno fa, con le aziende petrolifere di tutto il mondo che hanno dismesso o bloccato importanti partecipazioni. La prima in ordine cronologico è stata la britannica BP, che possedeva e ha ceduto il 20% di Rosneft. Hanno copiato la mossa ExxonMobil, Shell ed Equinor.

    Leggermente differente la posizione della francese TotalEnergies che ha deciso di non fare ulteriori investimenti ma non ha abbandonato quelli già in essere.

  • Investire in azioni industriali

    Investire in azioni industriali

    Le industrie muovono l’economia di interi Paesi, quasi sempre sono tutelate sotto la sfera della strategia nazionale e sono, in larga parte, una buona fetta del PIL di qualsiasi Nazione.

    Essendo una categoria di aziende molto vasta, questi titoli vengono suddivisi in sottocategorie, focalizzate su prodotti e servizi industriali:

    Il mercato industriale è conosciuto anche come settore secondario e, come abbiamo imparato a scuola, è uno dei tre segmenti principali dell’economia, insieme al primario (agricoltura, pesca e materie prime) e terziario (servizi, turismo, ecc).

    Lista azioni industriali

    Con questo in mente e prima di continuare con il nostro discorso, andiamo a vedere quali sono le azioni legate al mondo industriale.

    Naturalmente, essendo un mercato che occupa larghe fette di economia, non possiamo fare la lista completa delle aziende, ma proviamo a dare una visione su quelle imprese che per capitalizzazione o importanza occupano certamente i primi posti di questo settore.

    Azienda / AzioneSettore
    3M
    NYSE: MMM
    Prodotti industriali
    ABB Ltd
    SWX: ABBN
    Robotica
    AGCO
    NYSE: AGCO
    Macchine agricole
    Airbus Group
    EPA: AIR
    Aviazione
    Alstom
    EPA: ALO
    Treni
    Andritz AG
    VIE: ANDR
    Impianti industriali
    ArcelorMittal
    AMS: MT
    Acciaieria
    Aston Martin
    LON:AML
    Auto
    Audi Group
    FRA:NSU
    Auto
    BAE Systems
    LON: BA
    Difesa
    BAIC Motor Corp
    HKG: 1958
    Mezzi pesanti
    BMW
    ETR:BMW
    Auto
    Boeing
    NYSE: BA
    Aviazione
    Carraro
    BIT: CARR
    Mezzi di mozione
    Carrier Corporation
    NYSE: CARR
    Climatizzazione
    Caterpillar
    NYSE: CAT
    Macchinari da costruzione
    Cintas
    NASDAQ: CTAS
    Pulizia industriale
    CNH Industrial
    BIT: CNHI
    Mezzi industriali
    Comer Industries
    BIT: COM
    Ingegneria
    Cummins
    NYSE: CMI
    Motori industriali
    Daimler
    ETR: DAI
    Mezzi pesanti / Auto
    Deere & Company
    NYSE: DE
    Macchine agricole
    Deutz
    ETR: DEZ
    Macchine agricole
    Dongfeng Motor Group
    HKG: 0489
    Mezzi pesanti
    Dover Corporation
    NYSE: DOV
    Prodotti industriali
    FAW Jiefang Group
    SHE: 000800
    Mezzi pesanti
    Ford
    NYSE: F
    Auto / Mezzi pesanti
    General Dynamics
    NYSE: GD
    Difesa
    General Motors
    NYSE:GM
    Auto
    Hino Motors
    TYO: 7205
    Mezzi pesanti
    Honeywell
    NYSE: HON
    Controllo e Automazione
    Huntington Ingalls
    NYSE: HII
    Costruttore navale
    IDEX
    NYSE: IEX
    Ingegneria speciale
    Illinois Tool Works
    NYSE: ITW
    Elementi di fissaggio
    Isuzu
    TYO: 7202
    Mezzi pesanti / Auto
    Johnson Controls
    NYSE: JCI
    Attrezzatura antincendio
    Kion Group
    ETR: KGX
    Movimentazione materiali
    Kirby
    NYSE:KEX
    Trasporti
    Komatsu Limited
    TYO: 6301
    Movimento terra
    KONE
    HEL: KNEBV
    Ascensori e scale mobili
    Kubota
    TYO: 6326
    Macchine agricole
    L3Harris Technologies
    NYSE: LHX
    Difesa / Tech
    Leidos
    NYSE: LDOS
    Difesa / Aerospazio
    Leonardo
    BIT: LDO
    Difesa / Aerospazio
    Linde AG
    NYSE: LIN
    Gas industriali
    Lockheed Martin
    NYSE: LMT
    Difesa
    Maersk
    CPH:MAERSK-A
    Trasporti
    NaviStar International
    NYSE: NAV
    Mezzi pesanti
    Nikola Corporation
    NASDAQ: NKLA
    Mezzi pesanti
    Northrop Grumman
    NYSE: NOC
    Difesa / Aerospazio
    Paccar
    NASDAQ: PCAR
    Mezzi pesanti
    Parker
    NYSE: PH
    Automazione industriale
    Piaggio
    BIT:PIA
    Motoveicoli
    Rational AG
    ETR: RAA
    Forni industriali
    Raytheon Technologies
    NYSE: RTX
    Difesa
    Renault
    EPA:RNO
    Auto
    Rockwell Automation
    NYSE: ROK
    Automazione industriale
    Roper Technologies
    NYSE: ROP
    Prodotti ingegnerizzati
    Safran
    EPA: SAF
    Aeronautica / Difesa
    Saipem
    BIT: SPM
    Servizi industriali
    Sandvik
    STO: SAND
    Ingegneria dei materiali
    Schindler Holding
    SWX: SCHP
    Scale mobili e ascensori
    Sinotruk
    HKG: 3808
    Mezzi pesanti
    Snap-on
    NYSE: SNA
    Utensileria meccanica
    Stanley Black & Decker
    NYSE: SWK
    Utensileria da lavoro
    Stellantis
    BIT: STLA
    Auto
    Tesla
    NASDAQ:TSLA
    Auto
    Thales
    EPA: HO
    Difesa / Aerospazio
    The Greenbrier Companies
    NYSE: GBX
    Trasporti
    ThyssenKrupp
    ETR: TKA
    Materiali industriali
    Trinity Industries
    NYSE: TRN
    Materiali industriali
    United Rentals
    NYSE: URI
    Noleggio attrezzature
    Volkswagen
    ETR: VOW3
    Auto / Mezzi pesanti
    Volvo
    STO: VOLV-B
    Auto / Mezzi pesanti
    Wabtec
    NYSE: WAB
    Treni
    Lista delle azioni del mercato industriale

    Caratteristiche di un’azione industriale

    Il settore industriale, basando tutte le proprie revenue dal contesto economico, e partecipandovi così attivamente, è ovviamente sensibile ai cambiamenti economici. Possiamo tranquillamente dire che gli industriali sono ciclici.

    Questa è una chiara preoccupazione per gli investitori, che infatti, in momenti di crisi, scappano velocemente da tali titoli. Il caso esempio è la pandemia da Covid-19, che ha visto i titoli industriali perdere più di altri mercati a inizio 2020.

    E proprio per questo motivo i titoli industriali tornano a essere ottimi strumenti nel momento in cui si sta per uscire da una crisi economica.

    Come trovare i migliori titoli industriali

    Le caratteristiche chiave di una forte azienda industriale sono:

    • Operazioni diversificate
    • Un rating obbligazionario investment-grade
    • Bassi costi operativi

    Il settore industriale è anche ad alta intensità di capitale, il che significa che le aziende hanno bisogno di investire regolarmente molto denaro per sostenere ed espandere le loro operazioni. Per questo motivo, le aziende industriali spesso prendono in prestito denaro per comprare nuove attrezzature e costruire nuovi impianti di produzione. Un rating obbligazionario investment-grade aiuta le aziende industriali a prendere in prestito in modo più economico ed efficiente.

    Dato il modo in cui i cicli economici possono influenzare la redditività del settore industriale, le aziende del settore devono mantenere un forte profilo finanziario e investire saggiamente il loro denaro in modo da poter navigare in condizioni di mercato difficili. I bassi costi operativi alleviano le pressioni fiscali sulle aziende industriali e aiutano a mantenere le loro finanze forti.

  • Industriali penalizzati da nave bloccata nel Canale di Suez

    Industriali penalizzati da nave bloccata nel Canale di Suez

    Finalmente è arrivata la notizia dello spostamento della nave EverGreen dal Canale di Suez, si è trattato di un’operazione molto complessa per permettere alle navi in coda, all’interno del Mar Rosso e del Golfo di Suez di poter finalmente transitare e arrivare nel Mediterraneo.

    Ci è voluta una settimana intera, nella quale alcune navi hanno fatto il vecchio giro intorno all’Africa (con il rischio pirati, come successo alla nave Maersk Alabama nell’aprile del 2009) altre invece hanno semplicemente atteso che fosse possibile passare, infine alcune hanno ritardato la partenza per evitare di ritrovarsi in coda.

    Un danno enorme in quella direttrice che collega l’Asia, e in particolar modo la Cina, con l’Europa. Un danno che ha toccato, con pesi differenti, praticamente tutte le industrie del Vecchio Continente.

    Ma tra i mercati quello certamente più penalizzato è stato quello industriale, con forniture di materie prime importate dall’Asia che hanno bloccato intere linee di produzione. E se il settore automobilistico va già a rilento a causa della crisi dei chip, lo stesso non si può dire per altre industrie che navigano a pieno regime.

    Persino il mercato alimentare ha subito dei piccoli problemi, dovuti al fatto che, in attesa di passare da Suez, ci fossero navi cariche di bestiame vivo, destinato al mercato alimentare europeo. Animali che, come segnalato dall’ong Animals International, potrebbero avere acqua e cibo per pochi giorni, rischiando quindi una catastrofe non indifferente, e che non possono sbarcare in altre nazioni per questioni burocratiche e di permessi.

    Infine, ovviamente, pessime notizie per chi effettua trasporti marittimi, giusto per fare un esempio, Maersk è arrivata a perdere fino all’11%, per poi recuperare parzialmente, da quando il canale è bloccato.

    Chi ci guadagna da questo incidente?

    Ma come ogni crisi c’è chi ci perde, chi subisce rallentamenti e chi ci guadagna. Una settimana di blocco è relativamente troppo poco tempo per cambiare radicalmente abitudini, ma siamo assolutamente sicuri che questo incidente abbia sposato una piccola fetta di merci in transito dalle navi verso gli aerei, quindi con un beneficio per le aziende che effettuano trasporti via aerea (DHL, UPS, ecc).

    Altro vantaggio potrebbe arrivare da chi effettua noleggi di sistemi per B2B: pensiamo per esempio a un cantiere che sa dell’arrivo di un macchinario per una specifica data e si ritrova a iniziare i lavori senza quel macchinario… ovviamente, non avendo certezza di quando la situazione si sbloccherà, per evitare di avere spese maggiori, il cantiere si rivolgerà alle società di noleggio che magari hanno già quel sistema necessario.

  • Investire nell’Idrogeno che rivoluzionerà il mercato dei trasporti

    Investire nell’Idrogeno che rivoluzionerà il mercato dei trasporti

    L’Italia è fortemente in ritardo sul mercato dell’elettrico applicato ai mezzi di trasporto. Un treno che è passato con il totale immobilismo da parte del nostro sistema produttivo e gestionale.

    C’è però un altro mercato che sta nascendo e si sta sviluppando, sul quale l’Italia, con le proprie aziende, ha molta voce in capitolo: il mercato dell’Idrogeno.

    Infatti, come segnala un bell’articolo di Financia Lounge, l’elettrico ben si adatta ai trasporti leggeri, come auto o veicoli commerciali leggeri, ma non si adatta altrettanto bene per i veicoli pesanti.

    I limiti dell’elettrico sui mezzi pesanti

    Per spostare un TIR elettrico da 40 tonnellate servirebbe una batteria da 8 tonnellate che sposterebbe il mezzo per appena 500Km; si tratta di un peso e uno spazio occupato troppo grandi per rendere conveniente questo tipo di motricità nei mezzi pesanti.

    Diventa quindi molto poco conveniente creare dei mezzi pesanti completamente elettrici, a meno che non si migliori, e di tanto, la tecnologia alla base delle batterie.

    La soluzione dell’Idrogeno

    In compenso c’è un altro sistema che potrebbe essere ben più adatto ai mezzi pesanti e molto poco per i mezzi leggeri, ed è l’idrogeno.

    Infatti le celle a combustibile basate sull’idrogeno sono ancora troppo costose e quindi montate su un automobile porterebbe il costo di questa fuori da ogni mercato.

    La logica cambia però quando parliamo di mezzi pesanti, che hanno un costo decisamente più alto e che potrebbero beneficiare, in tempi abbastanza rapidi, dei motori mossi a idrogeno.

    Non è certo un mistero che i semirimorchi alimentati a idrogeno sono già in una fase piuttosto avanzata; con i primi test che dimostrano come l’energia per kg, dei motori a idrogeno, siano 3 volte superiori a quelli diesel, significa che un tir potrebbe avere un terzo della quantità di combustibile per percorrere i medesimi chilometri. Certo è anche che i serbatoi per motori a idrogeno sono molto più pesanti di quelli a diesel, poiché devono stabilizzare un gas che di sua natura è instabile.

    Tralasciando i tir, ci sono sviluppi già in essere per spostare aerei, navi e treni; con soluzioni differenti tra di loro ma con tempi che non saranno brevi. Si stima che per riprogettare tutti gli aerei a idrogeno, anziché a cherosene servano tanti anni e prima del 2045 non si vedrà nessun aereo mosso dal nuovo carburante.

    Maersk, principale compagnia per navi di trasporto commerciale, ha dichiarato di voler essere carbon free già nel 2050, il ché significa che dovrà avere le prime tecnologie al più tardi nel 2030.

    I treni a idrogeno potrebbero essere di più veloce costruzione, ma comunque non se ne parla prima del 2030.

    Idrogeno in altri ambienti

    Ma l’idrogeno potrebbe essere la soluzione non soltanto per i mezzi di trasporto; infatti si stanno sviluppando soluzioni per il riscaldamento attraverso l’idrogeno.

    Ovviamente, anche in questo caso, per la complessità delle operazioni e per la dimensione necessaria è complesso immaginare queste soluzioni nei normali condomini, piuttosto si può immaginare l’adozione dell’idrogeno in grandi edifici (ospedali, caserme, carceri, ecc) o in condomini veramente enormi.

    Le posizioni politiche all’Idrogeno

    La Comunità Europea sa benissimo di essere molto in ritardo rispetto all’America e alla Cina sull’elettrico e quindi sta spingendo per la prossima tendenza, così da farsi trovare preparata nel momento in cui l’idrogeno dovesse diventare il combustibile preferibile per aerei, treni, camion e tutti i mezzi di locomozione pesanti.

    Ufficialmente l’Unione Europea vorrebbe incoraggiare lo sviluppo di soluzioni meno inquinanti rispetto ai motori a combustione; e lo sta facendo finanziando tutte le soluzioni alternative che potrebbero avere un futuro.

    Le aziende con tecnologie sull’idrogeno

    Arriviamo al punto che più interessa noi, cioè quelle aziende che stanno già investendo su questo mercato e che in futuro potrebbero ritrovarsi in una posizione di vantaggio.

    Partiamo in modo particolare dall’Italia e dalla “nostra” Snam che crede molto sull’idrogeno, a tal punto da fare investimenti che poggiano su un flusso di denaro non indifferente. L’ultima notizia è quella dell’acquisizione del 33% di De Nora dal fondo Blackstone.

    Inoltre, sempre in tema di acquisizioni che riguardano Snam c’è da sottolineare quelle di Mieci SpA ed Evolve Srl, società impegnate nella distribuzione di energia nei condomini e in edifici pubblici.

    Appare evidente che se tale scommessa dovesse funzionare Snam sarà l’azienda energetica del futuro nel Bel Paese; ma il rischio è che la liquidità bruciata sia molta durante la fase di ricerca e sviluppo.

    Snam appare al momento come un investimento abbastanza sicuro, essendo l’azienda di San Donato Milanese, ex ENI, attualmente di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti (31%) con uno zoccolo duro di investitori istituzionali (48%).

    Al di là della “nostra” Snam (e diciamo nostra perché essendo di Cassa Deposi e Prestiti si tratta a tutti gli effetti di un’azienda in cui c’è l’interesse pubblico), però, ci sono decine di aziende in tutto il globo che stanno investendo su questa “nuova” tecnologia.

    Ecco la lista di qualche azienda che sta investendo sull’idrogeno, o che è nata per farlo:

    AziendaTicketNazione
    AFC EnergyLON:AFCRegno Unito
    Air LiquideEPA:AIFrancia
    Air Products & ChemicalsNYSE:APDUSA
    Ballard Power SystemsNASDAQ:BLDPUSA
    Bloom EnergyNYSE:BEUSA
    FuelCell EnergyNASDAQ:FCELUSA
    Hazer Group LimitedASX:HZRAustralia
    ITM PowerLSE:ITMRegno Unito
    Nikola CorporationNASDAQ:NKLAUSA
    Plug PowerNASDAQ:PLUGUSA
    SnamBIT:SRGItalia
    Azioni di aziende impegnate nel mercato dell’idrogeno

    Pericoli dell’idrogeno

    Al di là dei pericoli in sé dell’idrogeno stesso, quello che vogliamo valutare in questo articolo è la pericolosità nell’investire in azioni legate all’idrogeno.

    Infatti, come ogni mercato che sta nascendo, potrebbe rappresentare una grande opportunità di investimento, ma solo a patto che le previsioni si concretizzino e l’idrogeno faccia realmente ciò che per cui lo si vuole impegnare.

    Nella strada per arrivare ad avere un mercato dei mezzi di trasporto che si spostano a idrogeno, però, ci sono vari pericoli e tante variabili. In particolar modo, essendo una tecnologia ancora poco conosciuta i costi di ricerca e sviluppo per arrivare alle soluzioni finali potrebbero presentare un costo elevato, in caso di difficoltà i costi potrebbero essere poco sostenibili da parte di aziende che non presentano un ottimo stato patrimoniale.

    Aziende con poca liquidità e tanto debito difficilmente ce la faranno ad arrivare a superare questi (almeno) 10 anni che ci separano dalle prime vere soluzioni, soprattutto se l’idrogeno non dovesse essere così miracoloso come ci si aspetta.

    Va bene quindi investire in questo mercato, ma bisogna seguire attentamente le evoluzioni e capendo molto bene i fondamentali delle aziende interessate.

  • Investire in Azioni su Trasporti e Logistica

    Investire in Azioni su Trasporti e Logistica

    Spostare persone e cose da un luogo all’altro è un grande business, e molte aziende di trasporto diverse puntano ad accaparrarsi una grande fetta di questo enorme mercato. Investendo nelle azioni di queste aziende, si può trarre profitto dal trasporto.

    In questo momento, l’industria dei trasporti è stata seriamente perturbata dal Corona Virus. Di seguito, esamineremo più da vicino le azioni di trasporto e il modo migliore per investire in esse alla luce della pandemia.

    Cosa sono le azioni della logistica?

    Le azioni del mercato dei trasporti rientrano nel settore industriale, che comprende un’ampia gamma di produttori di attrezzature pesanti e fornitori di servizi chiave per le imprese. Troverete le seguenti attività nel settore dei trasporti:

    • Compagnie aeree, che trasportano passeggeri
    • Compagnie di trasporto aereo, che trasportano merci
    • Le ferrovie, che trasportano passeggeri e merci in treno
    • Aziende di autotrasporti, che trasportano merci su strada
    • Le compagnie di navigazione marittima, che movimentano i prodotti via mare
    • Le aziende di logistica, che escogitano la migliore combinazione di mezzi di trasporto per spostare le cose in modo rapido ed efficiente
    • Fornitori di servizi che aiutano altre aziende con tutte queste modalità di trasporto, come gli operatori aeroportuali, i porti marittimi e le compagnie di pedaggio private

    Alcune aziende che muovono le cose non vengono trattate come azioni di trasporto. Per esempio, le compagnie di oleodotti che trasportano petrolio greggio, gas naturale e acqua sono considerate azioni di energia o di servizi pubblici.

    Alcune azioni del settore trasporti di alto livello

    Tra le azioni legate al business dei trasporti più conosciute ci sono le seguenti:

    • United Parcel Service (NYSE:UPS): colosso nella consegna dei pacchi, UPS ha visto un grande incremento di attività grazie all’ascesa dell’e-commerce. Non solo spedisce ogni anno miliardi di pacchi e documenti via terra, mare e aria, ma UPS gestisce anche una rete di negozi, centri clienti e drop box ad uso dei clienti
    • FedEx (NYSE:FDX): parlando del mercato dei servizi overnight di posta non possiamo non nominare FedEx, la quale, nonostante sia impegnata nella logistica dei pacchi, ha la terza flotta mondiale in quanto a numero di aerei, seconda solo a Delta ed American Airlines.
    • Union Pacific (NYSE:UNP): questa ferrovia ha una vasta rete di binari nei due terzi occidentali degli Stati Uniti, con diverse rotte che vanno dal fiume Mississippi all’Oceano Pacifico. La Union Pacific spedisce tutto, dal carbone e dai prodotti chimici alle colture e alle automobili
    • Deutsche Post DHL (ETR:DPW): lasciamo l’America e veniamo nel vecchio continente, dove il mercato è molto frammentato. C’è però un’azienda che lentamente si sta imponendo come la UPS europea e si tratta di DHL, ramo di Deutsche Post.
    • Poste Italiane (BIT:PST): se parliamo di business del trasporto non possiamo dimenticare la nostra Posta. Benché negli ultimi anni il proprio core business si sta sempre più spostando verso i servizi bancari e finanziari, comunque le Poste sono ancora oggi la rete più distribuita in Italia.
    • Gruppo FNM (BIT:FNM): rimanendo sempre in Italia abbiamo il secondo vettore ferroviario alle spalle di Ferrovie dello Stato. Ferrovie Nord Milano è posseduta per metà dalla Regione Lombardia ed è un’azienda fondamentale per gli spostamenti di persone nell’area economicamente più sviluppata del Paese.
    • J.B. Hunt Transport Services (NASDAQ:JBHT): torniamo dall’altra parte dell’oceano e con una vasta rete di autotrasporti, J.B. Hunt serve gli Stati Uniti, il Canada e il Messico. J.B. Hunt si avvale anche di partner per offrire trasporti diversi dall’autotrasporto
    • Kirby (NYSE:KEX): è il principale operatore di tank-barge negli Stati Uniti, che utilizza l’intero spartiacque del fiume Mississippi come canale per il trasporto di merci attraverso il cuore del paese. Kirby serve anche le coste occidentali, orientali e del Golfo insieme all’Alaska e alle Hawaii per la consegna di liquidi alla rinfusa ai clienti
    • Maersk (CPH:MAERSK-A): anziché saltare da un lato all’altro dell’oceano, questa volta rimaniamo in mare aperto con un’azienda che ha il proprio core business nel segmento dei trasporti marittimi. Si tratta di una holding danese, conosciuta dal grande pubblico grazie soprattutto ai container con il logo enorme stampato sopra
    • Lufthansa Group (ETR:LHA): prendiamo come esempio quella con la flotta più grande in Europa, ma potremmo anche mettere nella lista la anglo-iberica IAG, piuttosto che la low cost Ryanair o la franco-olandese Air France-KLM. Volando (è il caso di dirlo) dall’altra parte dell’oceano non possiamo non nominare American Airlines, Delta Air Lines e United Airlines

    Come valutare le migliori scorte di trasporto

    Vedrete alcuni aspetti comuni se investirete in azioni di trasporto. Per valutare come si comporteranno queste aziende, tenete presente quanto segue.

    Costi del carburante

    Le aziende di trasporto usano molta energia per portare le cose dove devono andare. Sono quindi sensibili ai prezzi del petrolio greggio e ai costi del carburante. Sia che utilizzino jet fuel per aerei, diesel per camion e treni, o una combinazione di elettricità e gas naturale per far funzionare attrezzature aggiornate, le migliori aziende di trasporto cercano di essere il più possibile efficienti dal punto di vista dei consumi.

    Debito

    È costoso per le aziende di trasporto acquistare l’attrezzatura di cui hanno bisogno. Finanziare gli acquisti attraverso il debito a lungo termine può essere intelligente, ma le migliori aziende evitano che i loro livelli di debito diventino insostenibili.

    Forza economica

    Quando l’economia è forte, le aziende di trasporto tendono a fare bene, perché molte persone e imprese vogliono spedire oggetti. Ma la domanda di spedizione può diminuire drasticamente durante i periodi di crisi economica. Gli investitori devono abituarsi agli alti e bassi dell’industria dei trasporti in risposta alle mutevoli condizioni dell’economia globale.

    Concorrenza

    È comune che diverse aziende si battano per lo stesso gruppo di clienti. Per esempio, anche solo negli Stati Uniti, si trovano vettori come American Airlines Group (NASDAQ:AAL), Southwest Airlines (NYSE:LUV), Delta Air Lines (NYSE: DAL) e JetBlue (NASDAQ:JBLU) che combattono l’uno contro l’altro e i loro pari. Come per altre azioni di trasporto, il confronto di metriche chiave come la capacità e la redditività può essere utile per valutare se uno stock è migliore di un altro.

    COVID-19

    La pandemia di coronavirus ha sconvolto il settore dei trasporti sia a livello nazionale che globale. L’aviazione, ad esempio, è stata colpita duramente come requisiti normativi (compresi i mandati governativi per servire alcune città e volare su rotte specifiche) in conflitto con le restrizioni di viaggio e la mancanza di domanda. Tutte le principali compagnie aeree statunitensi hanno sospeso i loro dividendi in risposta all’emergenza.

    Nel frattempo, gli ordini di soggiorno a domicilio e le chiusure di attività hanno incrementato la domanda di servizi di spedizione per l’e-commerce, ma hanno danneggiato le spedizioni business-to-business. Questa è stata una benedizione mista per gli spedizionieri come UPS, che continuano a costruire le loro reti di e-commerce.

    D’altro canto ci sono aziende di trasporto, come quelle legate alle crociere (Carnival, Norwegian Cruise e Royal Caribbean), che hanno bloccato le loro navi in porto e non hanno idea di quando potranno tornare a lavorare a pieno regime.

    Poiché gli effetti di COVID-19 si ripercuotono sull’economia globale, gli investitori del settore dei trasporti dovrebbero essere pronti a fare i conti con i colpi.

    Le azioni della logistica fanno per voi?

    I titoli legati al mondo della logistica possono dare un prezioso contributo al vostro portafoglio azionario. Con un’esposizione diretta allo stato dell’economia, i titoli di trasporto hanno la reputazione di segnalare se ci si trova di fronte a tempi buoni o cattivi. Questo però vuol dire spesso anticipare i restanti mercati, quindi un investitore deve essere conscio del fatto che potrebbe avere perdine o guadagni senza preavvisi.

  • MSCI Europa, l’indice europeo poco conosciuto

    MSCI Europa, l’indice europeo poco conosciuto

    Ben più noto l’indice EuroStoxx 50 ma non è l’unico strumento per fare un paniere delle azioni del vecchio continente. Una valida alternativa è l’indice MSCI Europa.

    Cosa è l’MSCI Europa

    Si tratta di un paniere di titoli azionari gestito dall’omonima società MSCI (Morgan Stanley Capital International) che include tutte le migliori azioni del vecchio continente.

    Si tratta di una raccolta dei 15 mercati azionari più grandi in Europa e copre un complessivo 85% della capitalizzazione di ognuno di questi mercati.

    Ciò è possibile perché, per ognuno dei 15 mercati, nel paniere finiscono le azioni a più larga capitalizzazione.

    Composizione dell’indice MSCI Europa

    Come già detto sono 15 i mercati che “prestano” i titoli per la composizione di questo indice, si tratta dei mercati di:

    1. Austria
    2. Belgio
    3. Danimarca
    4. Finlandia
    5. Francia
    6. Germania
    7. Irlanda
    8. Italia
    9. Olanda
    10. Norvegia
    11. Portogallo
    12. Spagna
    13. Svezia
    14. Svizzera
    15. Regno Unito

    Ovviamente quando si parla di titoli azionari il Regno Unito fa da padrone e compone circa un quarto dell’intero indice, seguito da Francia, Germania e Svizzera.

    Il paniere ha un consistente numero di azioni, tipicamente si sfiorano i 500 titoli differenti. Nel momento in cui scriviamo, per esempio, contiamo 424 azioni differenti all’interno del paniere.

    Titoli azionari all’interno dell’indice MSCI Europa

    TitoloNazionePeso nel paniere
    NESTLECH4,17%
    ROCHE HOLDING PARCH3,07%
    NOVARTISCH2,34%
    SAPDE1,90%
    ASML HOLDINGNL1,79%
    ASTRAZENECAGB1,71%
    LVMHFR1,53%
    NOVO NORDISKDK1,40%
    SANOFIFR1,35%
    SIEMENSDE1,19%
    GLAXOSMITHKLINEGB1,13%
    TOTALFR1,02%
    UNILEVERNL1,01%
    ALLIANZDE0,98%
    L’OREALFR0,95%
    BRITISH AMERICAN TOBACCOGB0,91%
    AIR LIQUIDEFR0,89%
    HSBC HOLDINGSGB0,89%
    DIAGEOGB0,88%
    IBERDROLAES0,86%
    ENELIT0,82%
    RIO TINTOGB0,82%
    RECKITT BENCKISER GROUPGB0,79%
    SCHNEIDER ELECTRIC SEFR0,78%
    BAYERDE0,74%
    BPGB0,72%
    ADIDASDE0,72%
    DEUTSCHE TELEKOMDE0,67%
    BASFDE0,65%
    ZURICH INSURANCE GROUPCH0,64%
    ROYAL DUTCH SHELL CL AGB0,62%
    KERINGFR0,61%
    LONZA GROUPCH0,55%
    ABB LTDCH0,55%
    BHP GROUP ORD SHSGB0,55%
    AIRBUSNL0,52%
    VINCIFR0,52%
    DEUTSCHE POSTDE0,52%
    DAIMLERDE0,52%
    PROSUSNL0,51%
    BNP PARIBAS ACT.AFR0,51%
    RELXGB0,50%
    PHILIPSNL0,49%
    AB INBEVBE0,49%
    UBS GROUPCH0,49%
    GIVAUDANCH0,48%
    DANONEFR0,48%
    NATIONAL GRIDGB0,44%
    MUENCHENER RUECKVERDE0,43%
    PRUDENTIALGB0,43%
    AXAFR0,43%
    ESSILORLUXOTTICAFR0,43%
    VODAFONE GROUPGB0,42%
    LONDON STOCK EXCHANGE GROUPGB0,42%
    VONOVIADE0,42%
    RICHEMONTCH0,41%
    EXPERIANGB0,41%
    PERNOD RICARDFR0,40%
    INFINEON TECHNOLOGIESDE0,40%
    SIKACH0,40%
    SAFRANFR0,40%
    AHOLD DELNL0,39%
    DEUTSCHE BOERSEDE0,39%
    ADYENNL0,38%
    DSV PANALPINADK0,38%
    INTESA SANPAOLOIT0,38%
    ERICSSONSE0,37%
    INDITEXES0,37%
    ATLAS COPCOSE0,37%
    BANCO SANTANDERES0,37%
    VESTAS WIND SYSTEMSDK0,35%
    ANGLO AMERICANGB0,35%
    VOLKSWAGENDE0,34%
    INVESTORSE0,34%
    KONEFI0,34%
    TESCOGB0,33%
    ALCONCH0,33%
    VOLVOSE0,33%
    CRHIE0,33%
    COMPASS GROUPGB0,33%
    DSM KONNL0,32%
    ING GROEPNL0,32%
    HERMES INTERNATIONALFR0,32%
    ORSTED DONG EnergyDK0,30%
    GENMABDK0,30%
    AMADEUS IT GROUPES0,30%
    E.ONDE0,29%
    DASSAULT SYSTEMFR0,29%
    CREDIT SUISSE GROUP AGCH0,29%
    ENGIEFR0,29%
    NORDEA BANKFI0,28%
    LAFARGEHOLCIM LTDCH0,28%
    NESTEFI0,28%
    ASSA ABLOYSE0,28%
    BMWDE0,28%
    FLUTTER ENTERTAINMENTIE0,28%
    WOLTERS KLUWERNL0,27%
    HEINEKENNL0,27%
    FERRARINL0,27%
    RWEDE0,27%
    VIVENDIFR0,27%
    SANDVIKSE0,27%
    SWISS RE AGCH0,26%
    NOKIAFI0,26%
    GLENCOREJE0,26%
    LLOYDS BANKING GROUPGB0,26%
    CAPGEMINIFR0,25%
    ORANGEFR0,25%
    SAINT GOBAINFR0,25%
    GEBERITCH0,25%
    KERRY GROUPIE0,25%
    LEGRANDFR0,25%
    ENIIT0,25%
    ESSITY AKTIEBOLAG (PUBL)SE0,24%
    BAE SYSTEMSGB0,24%
    FERGUSONJE0,24%
    BARCLAYSGB0,24%
    HEXAGONSE0,24%
    CELLNEX TELECOMES0,23%
    STMICROELECTRONICSNL0,22%
    MERCKDE0,22%
    SAMPOFI0,22%
    AKZO NOBELNL0,22%
    FRESENIUSDE0,22%
    COLOPLASTDK0,22%
    HENKEL& KGAADE0,22%
    MICHELINFR0,21%
    SYMRISEDE0,21%
    UNICREDITIT0,21%
    TELEPERFORMANCEFR0,21%
    FRESENIUS MEDICAL CAREDE0,21%
    DEUTSCHE WOHNENDE0,20%
    TELEFONICAES0,20%
    PARTNERS GROUP HOLDINGCH0,20%
    BANCO BILBAO VIZCAYA ARGENTARIAES0,20%
    OCADO GROUPGB0,19%
    UPM-KYMMENEFI0,19%
    IMPERIAL BRANDSGB0,19%
    SMITH AND NEPHEWGB0,19%
    DEUTSCHE BANKDE0,19%
    SGSCH0,19%
    ASHTEAD GROUPGB0,19%
    SSEGB0,19%
    ASSICURAZIONI GENERALIIT0,18%
    EQUINORNO0,18%
    UCBBE0,17%
    SEGRO REITGB0,17%
    SKANDINAVISKA ENSKILDA BANKENSE0,17%
    AVIVAGB0,17%
    SARTORIUSDE0,17%
    SWISSCOMCH0,17%
    SWEDBANKSE0,17%
    LEGAL AND GENERAL GROUPGB0,16%
    JUST EAT TAKEAWAYNL0,16%
    EDPPT0,16%
    DELIVERY HERODE0,16%
    CARLSBERGDK0,16%
    HENNES & MAURITZSE0,16%
    ZALANDODE0,16%
    NOVOZYMESDK0,16%
    KINGSPAN GROUPIE0,16%
    SVENSKA HANDELSBANKENSE0,16%
    DNBNO0,15%
    INTERTEK GROUPGB0,15%
    SWEDISH MATCHSE0,15%
    KBCBE0,15%
    FIAT CHRYSLER AUTOMOBILESNL0,15%
    RENTOKIL INITIALGB0,15%
    SONOVA HOLDINGCH0,15%
    SWISS LIFE HLDGCH0,15%
    FERROVIALES0,15%
    WORLDLINEFR0,14%
    LOGITECHCH0,14%
    BT GROUPGB0,14%
    SIEMENS HEALTHINEERSDE0,14%
    CHRISTIAN HANSEN HOLDINGDK0,14%
    3I GROUPGB0,14%
    STANDARD CHARTEREDGB0,14%
    VEOLIA ENVIRONNEMENT VEFR0,14%
    EDENREDFR0,14%
    TELENORNO0,14%
    QIAGENNL0,13%
    SOCIETE GENERALEFR0,13%
    BEIERSDORFDE0,13%
    SCHINDLER P PARCH0,13%
    CONTINENTALDE0,13%
    HALMAGB0,13%
    NN GROUPNL0,13%
    ARGENXNL0,13%
    REPSOLES0,13%
    BUNZLGB0,12%
    CREDIT AGRICOLEFR0,12%
    KUEHNE & NAGELCH0,12%
    PEUGEOTFR0,12%
    EUROFINSFR0,12%
    GBLBE0,12%
    STRAUMANN HOLDINGCH0,12%
    CRODA INTERNATIONALGB0,12%
    ALSTOMFR0,12%
    NEXTGB0,12%
    LEG IMMOBILIENDE0,12%
    SNAMIT0,12%
    SPIRAX-SARCO ENGINEERINGGB0,12%
    SAGE GROUPGB0,12%
    INGENICO GROUPFR0,12%
    BRENNTAGDE0,12%
    TERNA RETE ELETTRICA NAZIONALEIT0,11%
    GN STORE NORDDK0,11%
    TELIA COMPANYSE0,11%
    CARREFOURFR0,11%
    PERSIMMONGB0,11%
    A P MOLLER MAERSKDK0,11%
    MONDIGB0,11%
    SCOUT24DE0,11%
    JULIUS BAERCH0,11%
    SARTORIUS STEDIM BIOTECHFR0,11%
    EPIROCSE0,11%
    TEMENOSCH0,11%
    CHOCOLADEF. LINDT & SPRUENGLI PARCH0,11%
    STORA ENSOFI0,11%
    HANNOVER RUECKDE0,11%
    UMICOREBE0,11%
    AENA SMEES0,11%
    KINNEVIKSE0,11%
    DANSKE BANKDK0,11%
    COVESTRO AGDE0,11%
    ARCELORMITTALLU0,11%
    FORTUMFI0,11%
    MTU AERO ENGINES HOLDINGDE0,10%
    WPPJE0,10%
    PORSCHE AUTOMOBIL HOLDING PRFDE0,10%
    INTERCONTINENTAL HOTELS GROUPGB0,10%
    HEIDELBERGCEMENTDE0,10%
    KPN KONNL0,10%
    KNORR BREMSEDE0,10%
    SMURFIT KAPPA GROUPIE0,10%
    ENDESAES0,10%
    ASSOCIATED BRITISH FOODSGB0,10%
    GRIFOLSES0,10%
    ELISAFI0,10%
    BOLIDENSE0,10%
    CAIXABANKES0,10%
    SVENSKA CELLULOSA AKTIEBOLAGETSE0,10%
    EVOLUTION GAMING GROUPSE0,10%
    ADECCOCH0,10%
    FINECO BANKIT0,10%
    RED ELECTRICA CORPORACIONES0,10%
    ATOSFR0,09%
    BOUYGUESFR0,09%
    MONCLERIT0,09%
    MOWINO0,09%
    SKFSE0,09%
    THALESFR0,09%
    DCCIE0,09%
    UBISOFT ENTERTAINFR0,09%
    BURBERRY GROUPGB0,09%
    NIBE INDUSTRIERSE0,09%
    ATLANTIAIT0,09%
    ARKEMAFR0,09%
    CNH INDUSTRIALNL0,09%
    EMS-CHEMIE HOLDINGCH0,09%
    NEXIIT0,09%
    AGEASBE0,09%
    UNITED UTILITIES GROUPGB0,09%
    SEVERN TRENTGB0,09%
    PANDORADK0,09%
    ORKLANO0,09%
    ALFA LAVALSE0,08%
    PUMADE0,08%
    KINGFISHERGB0,08%
    EIFFAGEFR0,08%
    BALOISECH0,08%
    INFORMAGB0,08%
    SWISS PRIME SITECH0,08%
    SKANSKASE0,08%
    SMITHS GROUPGB0,08%
    TELE2SE0,08%
    VALEOFR0,08%
    PRYSMIANIT0,08%
    BUREAU VERITASFR0,08%
    MELROSE INDUSTRIESGB0,08%
    AUTO TRADER GROUPGB0,08%
    ADMIRAL GROUPGB0,08%
    HARGREAVES LANSDOWNGB0,08%
    BERKELEY GROUP HOLDINGS THEGB0,08%
    PUBLICIS GROUPEFR0,08%
    SWATCH GROUP ICH0,08%
    VIFOR PHARMACH0,08%
    BARRY CALLEBAUTCH0,08%
    YARA INTERNATIONALNO0,08%
    SOLVAYBE0,08%
    TEAMVIEWERDE0,08%
    ST.JAMES’S PLACEGB0,08%
    STANDARD LIFE ABERDEENGB0,07%
    BIOMERIEUXFR0,07%
    GVC HOLDINGSIM0,07%
    SODEXOFR0,07%
    UNIPERDE0,07%
    DAVIDE CAMPARI MILANONL0,07%
    RSA INSURANCE GROUPGB0,07%
    SIEMENS GAMESA RENEWABLE ENERGYES0,07%
    EDFFR0,07%
    RANDSTADNL0,07%
    ERSTE GROUP BANKAT0,07%
    SUEZFR0,07%
    EXORNL0,07%
    GETLINKFR0,07%
    GALAPAGOSBE0,07%
    ORPEAFR0,07%
    NATURGY ENERGYES0,07%
    JOHNSON MATTHEYGB0,07%
    BARRATT DEVELOPMENTSGB0,07%
    NATWEST GROUPGB0,07%
    AROUNDTOWNLU0,07%
    GECINAFR0,07%
    HIKMA PHARMACEUTICALSGB0,07%
    ACS ACTIVIDADES DE CONSTRUCCIONES0,07%
    ENAGASES0,07%
    KION GROUPDE0,07%
    EVONIK INDUSTRIESDE0,06%
    MORRISONWM.SUPERMARKETSGB0,06%
    RECORDATI INDUSTRIA CHIM. FARMA.IT0,06%
    WHITBREADGB0,06%
    SCHINDLER HOLDINGCH0,06%
    EPIROCSE0,06%
    ANTOFAGASTAGB0,06%
    GEA GROUPDE0,06%
    DIRECT LINE INSURANCE GROUPGB0,06%
    ICA GRUPPENSE0,06%
    ACCORFR0,06%
    DIASORINIT0,06%
    COMMERZBANKDE0,06%
    GALP ENERGIA-NOMPT0,06%
    UNIBAIL RODAMCO WE STAPLED UNTFR0,06%
    M&GGB0,06%
    MEDIOBANCA BANCA DI CREDITOIT0,06%
    ELECTROLUXSE0,06%
    LANXESSDE0,06%
    ORIONFI0,06%
    SECURITASSE0,06%
    RENAULTFR0,06%
    TAYLOR WIMPEYGB0,06%
    PEARSONGB0,06%
    CARL ZEISS MEDITECDE0,06%
    LAND SECURITIES GROUP REITGB0,05%
    POSTE ITALIANEIT0,05%
    SAINSBURYJGB0,05%
    HUSQVARNASE0,05%
    A P MOLLER MAERSKDK0,05%
    SCHRODERSGB0,05%
    AEGONNL0,05%
    OMVAT0,05%
    AMUNDIFR0,05%
    SOFINABE0,05%
    JD SPORTS FASHIONGB0,05%
    NEMETSCHEKDE0,05%
    AMBUDK0,05%
    EQTSE0,05%
    INDUSTRIVARDENSE0,05%
    J.MARTINS SGPSPT0,05%
    SCORFR0,05%
    VOPAKNL0,05%
    CLARIANTCH0,05%
    LUNDIN ENERGYSE0,05%
    IPSENFR0,05%
    ROLLS-ROYCE HOLDINGSGB0,05%
    REMY COINTREAUFR0,05%
    AVEVA GROUPGB0,05%
    GJENSIDIGE FORSIKRINGNO0,05%
    ADEVINTANO0,05%
    UNITED INTERNETDE0,05%
    NORSK HYDRONO0,04%
    BRITISH LAND REITGB0,04%
    LUNDBERGFORETAGENSE0,04%
    TRYGDK0,04%
    SCHIBSTEDNO0,04%
    SEBFR0,04%
    VERBUNDAT0,04%
    COLRUYT (D)BE0,04%
    COVIVIOFR0,04%
    ABN AMRO BANKNL0,04%
    WARTSILAFI0,04%
    LATOUR INVESTMENTSE0,04%
    TELECOM ITALIAIT0,04%
    FUCHS PETROLUB PRFDE0,04%
    AERCAP HOLDINGSNL0,04%
    BANKINTERES0,04%
    BOLLOREFR0,04%
    BANQUE CANTONALE VAUDOISECH0,04%
    DEMANTDK0,04%
    FDJFR0,04%
    ELIA GROUPBE0,04%
    FAURECIAFR0,04%
    ALTICE EUROPENL0,04%
    VOESTALPINEAT0,04%
    PROXIMUSBE0,03%
    AEROPORTS DE PARISFR0,03%
    ILIADFR0,03%
    TELEFONICA DEUTSCHLAND HOLDINGDE0,03%
    DEUTSCHE LUFTHANSADE0,03%
    SES FDRLU0,03%
    INWITIT0,03%
    KLEPIERRE REITFR0,03%
    LEONARDOIT0,03%
    WENDELFR0,03%
    TENARISLU0,03%
    THYSSENKRUPPDE0,03%
    RAIFFEISEN BANK INTERNATIONALAT0,03%
    SWATCH GROUPCH0,03%
    H.LUNDBECKDK0,03%
    ANDRITZAT0,03%
    NATIXISFR0,03%
    DASSAULT AVIATFR0,03%
    EVRAZGB0,03%
    EURAZEOFR0,02%
    CNP ASSURANCESFR0,02%
    HOCHTIEFDE0,02%
    METRODE0,02%
    PIRELLI & CIT0,02%
    MAPFREES0,02%
    FRAPORTDE0,02%
    TELENET GROUPBE0,02%
    ICADE REITFR0,02%
    JCDECAUXFR0,02%
    Componenti dell’MSCI Europa

    Confronto tra MSCI Europa ed EuroStoxx 50

    Vista la natura e la grandezza dell’indice MSCI Europa, possiamo tranquillamente affermare che è questo la vera cartina tornasole del mercato europeo, ben più dell’EuroStoxx.

    Infatti il paniere di 50 titoli ha al suo interno le più grandi aziende, senza fare reale distinzione tra mercati, succede così che mercati più piccoli, come possono essere quelli scandinavi o dell’Est Europa abbiano uno o nessun titolo dentro l’EuroStoxx 50.

    Inoltre abbiamo accennato alla grandezza dell’indice, infatti lo Stoxx 50 ha, appunto, 50 titoli, mentre l’MSCI ha all’interno oltre 400 titoli (424 a ottobre del 2020).

    Diverso invece il discorso per l’MSCI Europa che coprendo le aziende a più grande capitalizzazione di 15 mercati differenti ha all’interno varie aziende che sfuggono completamente all’indice di Stoxx (il quale si ferma 12).

    Inoltre MSCI Europa ha all’interno anche mercati che non fanno parte dello Stoxx perché non nella comunità europea (Svizzera e presto UK).

  • Società in cui investire con azioni che sono poco considerate

    Società in cui investire con azioni che sono poco considerate

    Esistono alcune società, spesso a caratura globale, che per un motivo o per un altro non vengono in mente appena si pensa a un investimento in borsa.

    Eppure alcune di queste sono addirittura leader nei propri settori e hanno dei fondamentali ottimi; si tratta quindi di buone possibilità di investimento.

    Ne abbiamo già vista qualcuna nel precedente articolo nel quale trattavamo le migliori 100 azioni di società occidentali.

    L’articolo precedente, dando un’occhio attento a tutte le maggiori società, ha fatto emergere solo qualche possibile nome, come per esempio i leader delle spedizioni UPS e DHL, piuttosto che la catena inglese Tesco, la farmaceutica McKesson oppure, guardando a brand molto conosciuti in Italia, la banca spagnola Santander, che è stata anche sponsor della Ferrari in F1, o ancora le francesi Christian Dior, Vinci e Finatis.

    Insomma società globali, con numeri enormi, che però non vengono immediatamente in mente.

    Se vi chiedessi 10 azioni a livello globale sono sicuro che mi rispondereste con Apple, Microsoft, Facebook, Netflix, Volkswagen, Amazon… e come darvi torto!? Queste aziende sono in qualunque cosa facciamo. Ma potrebbero non essere la scelta migliore.

    Ottime aziende con azioni spesso dimenticate

    Proviamo quindi a stilare una lista di aziende occidentali e teniamo lo stesso passo tenuto nell’altro articolo, quindi continuiamo sulla lista Global 500 di Fortune.

    Proviamo quindi a togliere quel leggero patino di polvere che ci permetterà, magari, di conoscere azioni e aziende insospettabili, che magari usiamo tutti i giorni e che forse non abbiamo mai considerato in ottica di investimento.

    Da questa lista escludiamo volontariamente tutte le aziende italiane poiché diamo per presupposto che qualsiasi investitore italiano conosca benissimo il mercato su cui si muove.

    AziendaNazione
    NatixisFrancia
    Cisco SystemsUSA
    Saint-GobainFrancia
    OrangeFrancia
    CignaUSA
    Banco Bilbao Vizcaya Argentaria (BBVA)Spagna
    American International GroupUSA
    Zurich Insurance GroupSvizzera
    HCA HealthcareUSA
    BayerGermania
    BungeUSA
    CNP AssurancesFrancia
    VolvoSvezia
    Charter CommunicationsUSA
    MetroGermania
    UBS GroupSvizzera
    Best BuyUSA
    MerckUSA
    SanofiFrancia
    Honeywell InternationalUSA
    Maersk GroupDanimarca
    AccentureIrlanda
    OracleUSA
    BarclaysGran Bretagna
    ABBSvizzera
    Swiss ReSvizzera
    E.ONGermania
    Lloyds Banking GroupGran Bretagna
    Credit Suisse GroupSvizzera
    3MUSA
    British American TobaccoGran Bretagna
    L’OréalFrancia
    Air France-KLM GroupFrancia
    Compass GroupGran Bretagna
    BT GroupGran Bretagna
    InditexSpagna
    Abbott LaboratoriesUSA
    Schneider ElectricFrancia
    Philip Morris InternationalUSA
    SAPGermania
    DanoneFrancia
    International Airlines Group (IAG)Spagna / GB
    Adecco GroupSvizzera
    RandstadOlanda
    Mapfre GroupSpagna
    NokiaFinlandia
    Heineken HoldingOlanda
    Kraft HeinzUSA
    MichelinFrancia
    U.S. BancorpUSA
    SafranFrancia
    Air LiquideFrancia

    Abbiamo fatto una breve lista, con alcuni marchi più conosciuti e altri un po’ meno.

    Quasi tutte queste aziende hanno degli ottimi fondamentali e potrebbero essere delle buone occasioni di investimento.