Azione: AirBnb (NASDAQ:ABNB)

[pgtstock info ABNB]

  • Le aziende che hanno già lasciato la Russia

    Le aziende che hanno già lasciato la Russia

    La scelta di Vladimir Putin di invadere l’Ucraina gli si sta ritorcendo contro; probabilmente il presidente, che sogna l’ex Unione Sovietica, non si aspettava questa reazione da parte dell’occidente, che l’ha etichettato come tiranno dittatore e sta abbandonando l’area.

    Sono tantissime le aziende che hanno già abbandonato la Russia, altre hanno bloccato (o limitato) i servizi e altre ancora non hanno ancora abbandonato la nazione ma hanno bloccato qualsiasi ulteriore investimento.

    L’Europa ha paura che lo zar possa continuare con la sua opera di invasione e quindi prova a proteggere le Nazioni più virtuose, laddove le aziende fanno il grosso dei loro profitti. Lo fanno anche a costo di perderci business e capitali, a patto di mantenere al sicuro le nazioni in cui operano.

    Aziende dell’intrattenimento

    Partiamo da quelle aziende che probabilmente avranno un minor impatto sull’economia ma un segno forte sulla popolazione russa, cioè le aziende del business dell’entertainment. Sony, Disney e Warner Bros (AT&T) hanno già sospeso la distribuzione di film in Russia. Un po’ più lieve la posizione di Paramount e Spotify che, come anche Netflix, ha sospeso la distribuzione di nuove produzioni ma non hanno ancora abbandonato il mercato.

    Electronic Arts, per andare sul mondo del gaming, ha eliminato la Russia dal proprio gioco di punta: Fifa.

    Tecnologia

    Le aziende sopracitate hanno una forte connessione con la tecnologia, ma non sono dei Tech puri. In questa sezione rientrano invece Apple, Google (Alphabet) e Meta, che vista l’essenzialità dei prodotti distribuiti, non hanno abbandonato il Paese ma hanno limitato i servizi. Meta ha servizi come Facebook, Instagram e WhatsApp, che potrebbero rientrare nell’entertainment ma anche nelle necessità (pensiamo alle comunicazioni su WhatsApp).

    Apple ha chiuso negozi fisici e deciso di non vendere nuovi dispositivi nel Paese dell’ex Unione Sovietica. Google ha fortemente limitato i servizi su Maps, anche per una questione di sicurezza per gli Ucraini che si proteggono, e bloccato il servizio Pay, così da allinearsi con le sanzioni.

    Airbnb ha sospeso i suoi servizi in Russia e, insieme ai propri host, ha deciso di fornire alloggi gratuiti e sicuri in Ucraina e nelle nazioni vicine al conflitto, così da dare supporto ai rifugiati che decidono di lasciare il Paese.

    I servizi di media, come YouTube, Facebook, Microsoft, Tik Tok e Twitter hanno deciso di bloccare i canali di propaganda russa, chiudendo la diffusione di RT (Russia TV) e di Sputnik.

    Pagamenti e Finanziari

    Sappiamo già che le banche e le strutture russe sono state fortemente bloccate, quelle che rimanevano disponibili erano i pagamenti attraverso Mastercard e Visa. Negli ultimi giorni anche queste due aziende hanno bloccato tutto per i clienti russi, spingendosi anche oltre i confini russi e bloccando i pagamenti per russi in giro per l’Europa.

    Decisione abbastanza simile anche per American Express, che al momento pare abbia bloccato solo all’interno dei confini russi.

    Ovviamente in questa categoria rientrano anche tutti i servizi finanziari, come Société Générale e HSBC.

    Posizione molto dura da parte di NorgesBank, il più grande fondo sovrano al mondo che è stato il primo ad abbandonare il Paese, abbandonando partecipazioni molto importanti, soprattuto in Gazprom, Lukoil e Sberbank.

    Moda e Retail

    Sono molti i brand di moda e di negozi retail che hanno deciso di chiudere i punti fisici in Russia. Tra i primi a prendere decisioni del genere sono stati Nike e Burberry, tra gli ultimi si registrano le aziende svedesi H&M e Ikea. L’azienda di arredamenti, inoltre, in Russia aveva delle importanti sedi di produzione, che vengono congelate e vengono bloccati gli export e gli import dal paese, con un impatto diretto su circa 15 mila russi e relativo indotto.

    Settore automobilistico

    Negli ultimi 20 anni le aziende automobilistiche hanno guardato alla Russia come a un mercato vergine da inondare, spostando produzioni e vendite nel Paese. Appena scoppiato il conflitto bellico sono arrivate decisioni importanti da quasi tutte le aziende principali, quindi Volkswagen, Ford e GM hanno annunciato lo stop a esportazioni verso la Russia. Ancora più drastica Toyota, che in Russia, precisamente a San Pietroburgo ha una fabbrica che è stata bloccata.

    Si registrano anche i blocchi agli export per Volvo e Harley Davidson, oltre che per i marchi di lusso Jaguar, Aston Martin e Rolls-Royce.

    Daimler (Mercedes Benz) ha deciso di interrompere la collaborazione con la russa Kamaz, vendendo anche la sua quota nell’azienda.

    Trasporti

    Con il blocco degli import ed export delle principali aziende industriali del globo, ovviamente viene impattato anche tutto l’indotto. Sia per questo motivo che per la sicurezza delle proprie navi, la società di trasporto marino Maersk ha completamente bloccato qualsiasi import verso la Russia.

    Aziende petrolifere

    Non fa certo eccezione il petrolio, ne avevamo già parlato qualche giorno fa, con le aziende petrolifere di tutto il mondo che hanno dismesso o bloccato importanti partecipazioni. La prima in ordine cronologico è stata la britannica BP, che possedeva e ha ceduto il 20% di Rosneft. Hanno copiato la mossa ExxonMobil, Shell ed Equinor.

    Leggermente differente la posizione della francese TotalEnergies che ha deciso di non fare ulteriori investimenti ma non ha abbandonato quelli già in essere.

  • Azioni dei siti Web, come investire sui portali

    Azioni dei siti Web, come investire sui portali

    La quotazione di Coinbase è solo l’ultima operazione che ha portato un sito web all’interno del mondo della borsa. Di portali, in borsa, ne troviamo di tutti i tipi, dagli eCommerce, che hanno quindi un guadagno diretto dall’attività del consumer, fino ai siti di annunci (Real Estate, Atomotive, ecc) che hanno un guadagno indiretto; senza dimenticare quei siti che hanno un guadagno dalla pubblicazione di pubblicità o molto più semplicemente da attività di intermediazione, come appunto Coinbase.

    Indubbiamente il Web è oramai al centro delle nostre vite e i siti di un certo livello hanno centinaia di professionisti che ci lavorano. Il giro d’affari è immenso e, giusto per dare un esempio, la pubblicità online, nella sola Italia, quota intorno ai 3,3 miliardi di euro. Con queste cifre appare chiaro il perché colossi del calibro di Facebook e Google cercano di accaparrarsi questo mercato e, considerando che IAB quota la loro parte nel 78%, appare evidente come ci stiano perfettamente riuscendo.

    Ma la pubblicità è solo un piccolo pezzetto di questa torta. Immaginiamo per esempio alle commissioni di Airbnb, piuttosto che di Booking, per la prenotazione alberghiera, piuttosto che agli introiti di altri siti per la pubblicazione di annunci di lavoro o di compravendita (eBay); tutte attività che esulano dalla pubblicità e che si vanno a sommare alle cifre precedentemente accennate.

    Si tratta di una montagna di denaro che gira in mano a poche centinaia di portali e qualcuno di questi è quotato.

    Azioni dei portali web quotati in borsa

    Ce ne sono svariati su molti sottomercati, proviamo quindi a fare una lista più completa possibile di questi siti web.

    AzioneSettore
    Airbnb
    NASDAQ: ABNB
    Prenotazione Travel
    Alphabet
    NASDAQ: GOOG
    Google / Youtube
    Alibaba Group
    Alibaba Group
    E-Commerce
    Amazon.com
    NASDAQ: AMZN
    E-commerce
    AO World
    LON: AO
    E-Commerce elettronica
    ASOS
    LON: ASC
    E-Commerce abbigliamento
    Atlassian
    NASDAQ: TEAM
    B2B Services
    Auto Trader
    LON: AUTO
    Annunci automotive
    Baidu
    NASDAQ: BIDU
    Motore di ricerca
    Blue Apron
    NYSE: APRN
    Delivery Food
    Carparts.Com
    NASDAQ: PRTS
    E-Commerce Automotive
    Chewy Inc
    NYSE: CHWY
    E-Commerce Pet
    Coinbase Global
    NASDAQ: COIN
    Trading Crypto
    Deliveroo
    LON: ROO
    Delivery Food
    Delivery Hero SE
    ETR: DHER
    Delivery Food
    DoorDash
    NYSE: DASH
    Delivery Food
    DropBox
    NASDAQ: DBX
    Cloud
    eBay
    NASDAQ: EBAY
    E-Commerce
    ePrice
    BIT: EPR
    E-Commerce elettronica
    Etsy
    NASDAQ: ETSY
    E-Commerce
    Facebook
    NASDAQ: FB
    Social Network
    Farfetch
    NYSE: FTCH
    E-Commerce abbigliamento
    Farmae
    BIT: FAR
    E-Commerce Pharma
    Fiverr
    NYSE: FVRR
    Body Rental
    Giglio Group
    BIT: GG
    E-Commerce Moda
    Go Daddy
    NYSE: GDDY
    Hosting e domini
    GrubHub
    NYSE: GRUB
    Food Delivery
    home24
    ETR: H24
    E-Commerce arredamento
    IAC/InterActiveCorp
    NASDAQ: IAC
    Ask.com / Investopedia
    IQIYI
    NASDAQ: IQ
    Video Sharing
    JD.com
    NASDAQ: JD
    E-commerce Moda
    Jumia Technologies
    NYSE: JMIA
    E-Commerce elettronica
    Just Eat Takeaway.com
    AMS: TKWY
    Food Delivery
    MercadoLibre
    NASDAQ: MELI
    Aste online
    MoneySupermarket.com
    LON: MONY
    Comparatore prezzi
    Mutui Online
    BIT: MOL
    Comparatore Mutui
    N Brown Group
    LON: BWNG
    E-Commerce Moda
    Overstock.com
    NASDAQ: OSTK
    E-Commerce Arredo
    Pinterest
    NYSE: PINS
    Social Network
    Redfin
    NASDAQ: RDFN
    Annunci Real Estate
    REVOLVE
    NYSE: RVLV
    E-Commerce Moda
    Rightmove
    LON: RMV
    Annunci Real Estate
    Scout24
    ETR: G24
    Network di annunci
    Shopify
    NYSE: SHOP
    Piattaforma E-Commerce
    Spotify
    NYSE: SPOT
    Musica
    Tencent Music Entertainment
    NYSE: TME
    Streaming musicale
    The Priceline Group
    NASDAQ: BKNG
    Booking.com
    TripAdvisor
    NASDAQ: TRIP
    Travel Review
    Trivago
    NASDAQ: TRVG
    Comparatore Hotel
    Twilio
    NYSE: TWLO
    Comunicazione online
    Twitter
    NYSE: TWTR
    Social Network
    Wayfair
    NYSE: W
    E-Commerce Arredi
    Wish
    NASDAQ: WISH
    E-Commerce
    Zalando
    ETR: ZAL
    E-Commerce Moda
    Zillow Group
    NASDAQ: ZG
    Annunci Real Estate
    Azioni di siti web

    Essendo tutti servizi basati sulla tecnologia è complesso tirare una riga per capire cosa è servizio offline e cosa diventa puro online.

    Vero, il settore degli E-commerce la fa da padrone, è evidente dal numero di aziende presenti in lista, ma la vendita di Hosting è un servizio o un sito? Uber, piuttosto che Deliveroo e compagnia, sono solo delle app/siti o sono un servizio fisico?

    Certo, se ci fossimo fermati alla pura lista di portali che realizza tutto in modo non tangibile saremmo stati certi di essere nel giusto, ma la lista si sarebbe ridotta a poche voci; eppure siamo convinti che un E-Commerce, per quanto c’è alla base un bene fisico, è pur sempre un portale web.

  • Azioni degli E-Commerce, come investire sulle vendite online

    Azioni degli E-Commerce, come investire sulle vendite online

    La pandemia da Corona Virus ha fatto scattare lockdown in tutto il mondo, spingendo qualsiasi azienda a valutare nuovi metodi per la vendita di prodotti. Una tendenza già in atto, cioè quella dello spostamento da vendite in store fisici a vendita su E-Commerce, grazie al Covid, ha avuto un’accelerazione improvvisa.

    Ciò si denota dalla continua chiusura di negozi (lo stiamo vedendo con i brand di abbigliamento che abbandonano i centri commerciali in favore dell’online), lo stiamo vedendo dando un occhio sulle offerte di lavoro, con la continua ricerca di figure che degli E-commerce hanno fatto la loro professione e lo stiamo vedendo osservando i dati delle aziende che hanno già una grande storia in questo mercato.

    Azioni degli E-Commerce

    Prima di proseguire e analizzare nel dettaglio questo mercato, facciamo subito una lista quanto più completa possibile, con le aziende più grandi del mercato degli ecommerce.

    AzioneSettore
    AirBnb
    NASDAQ: ABNB
    Travel
    Alibaba Group
    (NYSE:BABA)
    Generico
    Amazon.com
    (NASDAQ:AMZN)
    Generico
    ASOS
    (LON:ASC)
    Abbigliamento
    Booking Holdings
    (NASDAQ:BKNG)
    Travel
    CarParts.com
    (NASDAQ:PRTS)
    Automotive
    Chewy
    (NYSE:CHWY)
    Pet food
    Costar Group
    (NASDAQ:CSGP)
    Real Estate
    Ebay
    (NASDAQ:EBAY)
    Piattaforma
    Etsy
    (NASDAQ:ETSY)
    Artigianato
    Expedia Group
    (NASDAQ:EXPE)
    Travel
    Farfetch
    (NYSE:FTCH)
    Abbigliamento
    Godaddy
    (NYSE:GDDY)
    Hosting
    JD.com
    (NASDAQ:JD)
    Elettronica
    Jumia Technologies
    (NYSE:JMIA)
    Elettronica
    Mercadolibre
    (NASDAQ:MELI)
    Generico
    NetEase
    (NASDAQ:NTES)
    Video Games
    Overstock.com
    (NASDAQ:OSTK)
    Arredo
    Pinduoduo
    NASDAQ:PDD
    Agricoltura
    Qurate Retailm
    (NASDAQ:QRTEA)
    Media
    Scout24
    ETR:G24
    Auto / Real Estate
    Shopify
    (NYSE:SHOP)
    Piattaforma
    The RealReal
    (NASDAQ:REAL)
    Lusso
    Wayfair
    (NYSE:W)
    Casalinghi
    Wish
    NASDAQ:WISH
    Generico
    Zalando
    ETR:ZAL
    Abbigliamento
    Azioni del mondo degli ecommerce

    Come possiamo vedere dalla lista, i mercati a cui si rivolgono queste piattaforme sono i più vari, con siti per un solo settore specifico, come nel caso di Zalando (abbigliamento), Scout24 che possiede AutoScout e ImmobilScout, oppure Godaddy che si occupa di domini internet e hosting.

    Ci sono poi delle soluzioni tecnologiche, come per esempio Shopify, che è la piattaforma più utilizzata per aziende che hanno la necessità di aprire un proprio sito ecommerce.

    Infine ci sono dei colossi, come per esempio Amazon e Alibaba, che vendono di tutto e che permettono anche a venditori terzi di cedere i propri prodotti.

    I migliori E-Commerce su cui investire

    In questa sezione facciamo una breve lista di quelli che, a nostro parere, sono gli E-Commerce su cui si può certamente investire. Ovviamente nella lista includiamo anche i colossi mondiali della vendita online.

    Amazon

    Non possiamo parlare di eCommerce senza parlare di Amazon. Partito come sito di vendita di libri, nel tempo ha aggiunto ulteriori categorie sino ad arrivare oggi con la vendita di qualsiasi prodotto.

    Si tratta certamente del sito E-Commerce più utilizzato in occidente e, oltre al business della vendita online, il gigante di Seattle, fondato da Jeff Bezos, ha nelle proprie revenue stream anche la rivendita di servizi tecnologici avanzati (AWS) o sistemi di home entertainment (Prime Video, Prime Music, piuttosto che Echo).

    Alibaba

    Potremmo tranquillamente dire che Alibaba sta all’Asia come Amazon sta all’occidente, se non per il fatto che lo stesso Alibaba, attraverso Aliexpress, è riuscito a sbarcare anche in Europa e America portando con sé tutto il mercato asiatico.

    Proprio quest’ultimo punto l’ha fatto diventare un colosso mondiale: si tratta della principale porta d’accesso ai prodotti asiatici (principalmente cinesi) da parte degli occidentali.

    ASOS e Zalando

    Lasciamo il mercato asiatico e americano e concentriamoci su due player del mercato europeo come Zalando e ASOS. Concorrenti tra di loro, entrambe si occupano prevalentemente del mercato dell’abbigliamento.

    ASOS è britannico mentre Zalando è tedesco, ma entrambe hanno avuto successo nell’intero vecchio continente.

    Wish

    Se vogliamo, facendo un paragone con l’offline, Wish è quello che Tigros è per i negozi: prodotti a basso costo, di importazione dalla Cina.

    Si tratta di un E-commerce che negli ultimi anni è praticamente esploso e l’IPO del 2020 lo ha dimostrato. L’azione è partita da 20 dollari, arrivando fino a 31 ma ora è sotto pressione.

    Shopify

    Come per Amazon, non si può parlare del mercato degli ecommerce senza citare Shopify. Si tratta di una piattaforma in grado di portare online migliaia di aziende che non vogliono portarsi in house l’infrastruttura necessaria.

    Con poco sforzo, su Shopify, è possibile creare e gestire un negozio online e all’esercente non rimane che caricare i prodotti con relativa fotografia a prezzo.

    Inoltre Shopify è il centro di un’ulteriore tendenza degli ultimi anni, cioè il DropShip: in pratica è possibile aprire un negozio senza avere magazzino, si mettono in vendita i prodotti e al packaging e delivery ci pensa un terzo player che prende in carico l’impegno di fare shipping.

    eBay

    Con eBay si parla della storia degli eCommerce, infatti l’azienda esisteva quando ancora, praticamente, non esisteva la vendita online.

    Nata come piattaforma per rivendere prodotti usati, il sito è evoluto per accettare ogni tipo di venditore, sia di merce nuova che usata.

  • IPO 2020, nuove aziende in borsa

    IPO 2020, nuove aziende in borsa

    Il 2020 è passato oramai da un paio di mesi, ma non è mai tardi per fare un punto sulle novità. E in particolare, in questo articolo, vogliamo provare a fare un riassunto di tutte le IPO realizzate nel 2020.

    Vari sono i nomi celebri, come Airbnb, DoorDash, Zoom ma anche sul nostro mercato qualcosa si è mosso.

    Ecco quindi le IPO più importanti del 2020:

    AzioneValore IPOPrezzo inizialeData IPO
    Airbnb Inc (NASDAQ:ABNB)3,5B6810/12/2020
    Snowflake Inc (NYSE:SNOW)3,4B12017/09/2020
    Doordash Inc (NYSE:DASH)3,4B10210/12/2020
    Palantir Technologies Inc (NYSE:PLTR)3,0B11,5001/10/2020
    Lufax Holding Ltd (NYSE:LU)2,4B13,5029/10/2020
    Ke Holdings Inc (NYSE:BEKE)2,1B2013/08/2020
    Royalty Pharma Plc (NASDAQ:RYLT)2,0B2818/06/2020
    Warner Music Group (NASDAQ:WMG)1,8B2506/06/2020
    Ppd Inc (NASDAQ:PPD)1,6B2706/02/2020
    Dun And Bradstreet Holding Inc (NYSE:DNB)1,4B2202/07/2020
    Maravai Lifesciences Holdings Inc (NASDAQ:MRVI)1,4B2719/11/2020
    Xpeng Inc (NYSE:XPEV)1,3B1527/08/2020
    Unity Software Inc (NYSE:U)1,3B5217/09/2020
    Reynolds Consumer Products Inc (NASDAQ:REYN)1,2B2630/01/2020
    Albertsons Companies (NYSE:ACI)1,1B1625/06/2020
    Goodrx Holdings Inc (NASDAQ:GDRX)1,1B3324/09/2020
    Sotera Health Co (NASDAQ:SHC)1,1B2319/11/2020
    Contextlogic (NASDAQ:WISH)1,1B2417/12/2020
    Zoominfo Technologies Inc (NASDAQ:ZI)934,5M2104/06/2020
    Ozon Holdings Plc (NASDAQ:OZON)900,0M3025/11/2020
    Asana Inc (NYSE:ASAN)840,9M2801/10/2020
    Gohealth Llc (NASDAQ:GOCO)829,5M2116/07/2020
    Ftac Olympus Acquisition (NASDAQ:FTOCU)750,0M1003/09/2020
    Array Technologies Inc (NASDAQ:ARRY)742,5M2215/10/2020
    McAfee Corp (NASDAQ:MCFE)740,0M2022/10/2020
    Cpg Newco Llc (NYSE:AZEK)718,8M2311/06/2020
    Leslies Inc (NASDAQ:LESL)680,0M1729/10/2020
    Root Inc (NASDAQ:ROOT)652,4M2729/10/2020
    C3 Ai Inc (NYSE:AI)651,0M4210/12/2020
    IPO più grandi al mondo nel 2020

    IPO in Italia nel 2020

    Ed ecco quindi le IPO più importanti in Italia nel 2020:

    AzionePrezzo IPOData IPO
    Unidata SpA (BIT:UD)13,0016/03/2020
    Gvs Spa (BIT:GVS)8,1519/06/2020
    Sebino Antincendio SpA (BIT:SEB)2,0019/06/2020
    Cy4gate Spa (BIT:CY4)3,1524/06/2020
    Fabilia Group Spa (BIT:FHR)1,6011/08/2020
    Sourcesense Spa (BIT:SOUS)1,3012/08/2020
    Fenix Entertainment Spa (BIT:FNX)4,0014/08/2020
    Reti Spa (BIT:RETI)1,0010/09/2020
    Labomar SpA (BIT:LBM)6,0005/10/2020
    Esi Srl (BIT:ESI)3,1526/10/2020
    Trendevice Spa (BIT:TDE)27/10/2020
    Euro Cosmetic Spa (BIT:EC)6,3006/11/2020
    Tecma Solutions Spa (BIT:TCMA)4,0009/11/2020
    Promotica Spa (BIT:PMTI)1,7527/11/2020
    Comal Spa (BIT:CMLA)2,0016/12/2020
    Igeamed SpA (BIT:IGEAM)1,5022/12/2020
    Mit Abbreviabile In Mit Sim SA (BIT:MTSI)5,6428/12/2020
    Convergenze (BIT:CVG)1,7530/12/2020
    Eviso (BIT:EVS)1,7530/12/2020
    Planetel (BIT:PLTA)3,6030/12/2020
    IPO in Italia nel 2020
  • Azioni Information Technology, come e quali scegliere

    Azioni Information Technology, come e quali scegliere

    Il settore della tecnologia è molto ampio e permea oramai tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana. Qualsiasi azione voi compiate c’è certamente qualche azienda del settore tecnologico che ha lavorato in modo che ciò sia possibile.

    Sviluppo software, Social, Provider di connettività (che sia fibra, WiFi o mobile), streaming televisivo, cloud computing… insomma, qualsiasi cosa oramai voi pensiate, questa è parallela alla tecnologia.

    Un mercato che, nonostante la relativa giovinezza, ha vissuto già grandi evoluzioni nella storia (pensate per esempio cosa sono stati gli smartphone nel mercato dei telefoni cellulari) e altre sono in fase di svolgimento.

    Una in particolare è la tendenza che in questi anni sta cambiando radicalmente questo mercato: l’adozione di Software-As-A-Service (SaaS), cioè l’acquisto di un abbonamento ricorrente che fornisce il servizio chiavi in mano, basato su cloud e su Intelligenza Artificiale. Scendendo nel dettaglio e facendo un esempio molto basilare, pensate per esempio a Netflix o a Spotify, cioè la fornitura di servizi multimediali con il semplice acquisto di un abbonamento anziché farvi andare in un negozio per acquistare il supporto fisico.

    Questo, con le implicazioni molto più complesse rispetto al semplice esempio che abbiamo fatto, è certamente una comodità per gli utenti stessi, ma soprattutto è un modo per garantirsi flussi continui e ricorrenti da parte di chi quel prodotto lo sviluppa.

    Guardando invece all’hardware abbiamo in essere un’evoluzione sui semiconduttori, che costituiscono la base di tutto l’hardware e che, per realizzare device sempre più tascabili, sta sperimentando dimensioni di CPU, GPU, ecc sempre più ridotte.

    E cosa dire delle società di telecomunicazioni, che non più tardi di un decennio fa vivevano di traffico voce e sms e che oggi, grazie a Internet, si concentrano prevalentemente sulla rete?

    Le aziende dell’Information Technology

    Ovviamente questo mercato è enorme e le aziende che potremmo elencare sarebbero qualche decina di migliaia. Quindi ci limiteremo solo alle aziende più grandi o più innovative.

    Settore
    Activision Blizzard (NASDAQ:ATVI)Games
    Adobe (NASDAQ:ADBE)Software
    Advanced Micro Devices (NASDAQ:AMD)Hardware
    Airbnb (NASDAQ:ABNB)Web
    Akamai Technologies (NASDAQ:AKAM)Networking
    Alphabet (NASDAQ:GOOG)Web / Cloud
    Amazon.com (NASDAQ:AMZN)E-Commerce / Cloud
    Apple (NASDAQ:AAPL)Device e servizi
    AT&T Inc. (NYSE:T)Provider
    Atlassian (NASDAQ:TEAM)Software
    Broadcom Inc (NASDAQ:AVGO)Hardware
    Cisco (NASDAQ:CSCO)Hardware
    CloudFlare (NYSE:NET)Networking
    Delivery Hero SE (ETR:DHER)Delivery
    Dell Technologies (NYSE:DELL)Hardware
    DocuSign (NASDAQ:DOCU)Software
    Dropbox Inc (NASDAQ:DBX)Cloud
    Electronic Arts (NASDAQ:EA)Games
    Facebook (NASDAQ:FB)Social
    Go Daddy (NYSE:GDDY)Brand e Domini
    Hewlett-Packard (NYSE:HPQ)Hardware
    IBM (NYSE:IBM)Hardware / Cloud
    Intel (NASDAQ:INTC)Hardware
    Microsoft (NASDAQ:MSFT)Software / Cloud
    Netflix (NASDAQ:NFLX)Streaming
    NVIDIA (NASDAQ:NVDA)Hardware
    Oracle Corporation (NYSE:ORCL)Database
    Paypal (NASDAQ:PYPL)FinTech
    Pinterest Inc (NYSE:PINS)Web
    Qualcomm (NASDAQ:QCOM)Hardware
    Salesforce.com (NYSE:CRM)Software
    SAP (ETR:SAP)Software
    ServiceNow (NYSE:NOW)Cloud
    Shopify (NYSE:SHOP)E-Commerce
    Slack Technologies Inc (NYSE:WORK)Comunicazione
    Sonos (NASDAQ:SONO)Hardware
    Spotify (NYSE:SPOT)Streaming
    STMicroelectronics NV (BIT:STM)Hardware
    Take Two Interactive (NASDAQ:TTWO)Games
    Texas Instruments (NASDAQ:TXN)Hardware
    Twilio (NYSE:TWLO)Comunicazione
    Twitter Inc. (NYSE:TWTR)Social
    Uber (NYSE:UBER)Delivery
    Verisign (NASDAQ:VRSN)Software
    VMware Inc. (NYSE:VMW)Software
    Zendesk (NYSE:ZEN)Software
    Zoom Video Communications (NASDAQ:ZM)Comunicazione
    Le azioni delle aziende più grandi nel settore della tecnologia

    In pratica le macrocategorie (o almeno una parte di esse, quella più importante) potrebbero essere le seguenti:

    • Cloud / Networking
    • Comunicazione
    • E-Commerce
    • FinTech
    • Games
    • Hardware
    • Provider
    • Servizi (Delivery, ecc)
    • Social
    • Software
    • Streaming
    • Web

    L’impatto della pandemia COVID-19

    La pandemia dovuta al corona virus è stata una manna per alcune di queste società e una disgrazia per altre.

    Pensiamo per esempio ad Airbnb, fresca di IPO, la quale ha dovuto parzialmente rivoluzionato il proprio core business per contenere i mancati viaggi e quindi le mancate entrate dal principale servizio offerto.

    Di contro, per esempio, pensiamo ad Amazon che grazie al Covid ha venduto molto di più rispetto a quanto non facesse precedentemente; idem per servizi di streaming in settori business, come per esempio Zoom o Teams di Microsoft, di Slack (fresco di offerta da parte di Salesforce) oppure di Netflix che ha visto un ottimo volano nei lockdown.

    Ma la rivoluzione non c’è stata solo per i giganti dell’IT, ma anche per aziende molto più piccole e dinamiche che hanno saputo approfittare del momento. La mente corre veloce a Shopify, una piattaforma per eCommerce che ha saputo cavalcare il momento e presentarsi come una delle migliori soluzioni agli occhi di aziende che proprio nella vendita online vedevano il loro unico sbocco per sopravvivere.

    Inoltre non è tutto oro ciò che luccica, pensiamo per esempio a Facebook e Alphabet (Google), premiate dagli utenti costretti a rimanere chiusi in casa ma con il core business principale legato al mondo dell’advertising, il quale è crollato poiché le aziende “normali” hanno ridotto gli investimenti in tempo di crisi. Il risultato è stato un maggior costo per sostenere gli utenti alla ricerca di informazioni a fronte di un minor introito dovuto a tagli pubblicitari.

    Come analizzare le azioni di tecnologia

    Le aziende mature, con un buon track record, che hanno esaurito la loro verve esplosiva nell’innovazione (pensiamo per esempio ad Apple, con prodotti maturi come iPhone, iPad e Macbook, che non sta innovando particolarmente ma che conta su buonissimi bilanci), possono basare la loro valutazione sul P/E, infatti il rapporto tra prezzo dell’azione e utili è un buonissimo indicatore per comprendere quali aziende, tra quelle mature, è più premiata di altre.

    Attenzione però, perché il P/E potrebbe facilmente infiammarsi per annunci, innovazioni o idee in questo settore.

    Le aziende giovani, con grandi idee innovative, spesso hanno utili negativi poiché si trovano ancora nella fase di investimento. Per queste aziende ovviamente il P/E non ha alcun significato, ciò che c’è da analizzare è quindi la curva di crescita di fatturato e utile, così da comprendere se tra qualche mese/anno queste potranno essere competitive e ancora sul mercato oppure in difficoltà.

    Le differenze tra le azioni della tecnologia

    Facciamo giusto qualche esempio per meglio comprendere quanto stiamo dicendo.

    Alphabet ha una capitalizzazione di 1.300 miliardi di dollari, il P/E si aggira stabilmente intorno ai 35 e nel 2019 (ultimo anno intero chiuso) è riuscita a registrare utili per 34 miliardi, in crescita rispetto ai 31 dell’anno prima e ai 13 del 2014. Insomma è un’azienda solida, in continua crescita ma che ha perso l’etichetta in rampa di lancio.

    Netflix ha una capitalizzazione di 225 miliardi di dollari (circa un quinto di Google), P/E di 133 e ha chiuso il 2019 con utile netto a 1,86 miliardi, in crescita rispetto a 1,2 miliardi dell’anno precedente e a 122 milioni del 2015.

    Square, che rappresenta un innovativo sistema di pagamento mobile, è ancora nel pieno della propria scalata, ha capitalizzazione di 108 miliardi di dollari, P/E di 763 e il 2019 è stato il primo anno chiuso con un’utile superiore allo zero (375 milioni) contro i 38 milioni persi nel 2018 e i 154 milioni persi nel 2014.

    Come possiamo vedere si tratta di 3 aziende molto differenti tra di loro.

    La prima, Alphabet, è un’azienda solida, che continua a innovare ma che ha trovato una propria dimensione, che continua a portare utili ai propri soci e ciò si denota dal P/E di 35, che nel settore è basso ma rispetto ad altri mercati è enorme. Si tratta dell’azione meno rischiosa da acquistare poiché ha servizi di cui difficilmente riusciremo a fare a meno in futuro, continua a innovare e continua regalare gioie, senza il rischio di essere sovraprezzata.

    Netflix ha fatto capire di che pasta è fatta ed è già entrata tra i colossi della tecnologia. Nonostante ciò ancora ha ampi spazi per crescere e tanti clienti ancora da raggiungere; senza il timore di essere smentiti possiamo dire che è la televisione del futuro ma che ancora centinaia di milioni di persone vivono senza questa TV. Ecco, questo aspetto ci fa capire il perché del 133 di P/E; l’ampio margine la porterà a continuare a crescere con gli utili e la farà diventare sempre più solida. Sicuramente è più rischiosa rispetto ad Alphabet, poiché ancora non ha conquistato quel vantaggio competitivo certo. Ma sicuramente in futuro avrà un posto e quindi il rischio è limitato.

    Di contro Square è la più rischiosa, potrebbero succedere qualche migliaio di fattori che potrebbero portarla a non avere la giusta spinta per mantenere le promesse. Inoltre il P/E di 763 è grande sia per il mercato della tecnologia che per altri mercati. La scommessa è enorme ma se manterrà ciò che promette sarà vincente. Ovviamente tutto dipende dalla vostra propensione al rischio.

    Conclusione

    Partiamo dal fondo e cioè dai 3 esempi che abbiamo fatto: appare evidente come ci siamo concentrati sui quasi estremi della torta, proprio per rappresentare la complessità e la grandezza di questo mercato, nel quale hanno posto aziende appena nate e colossi con decenni alle spalle.

    Si tratta di un mercato tipicamente valutato in modo più generoso rispetto ad altri mercati e in alcuni casi con qualche azione che somigli a una bolla pronta a esplodere (per esempio Tesla con capitalizzazione da 900 miliardi e nemmeno un anno chiuso in utile, se nel Q4 non ci saranno sorprese il 2020 potrebbe essere il primo).

    Aziende storiche o con basi solide possono rappresentare ottimi porti per i vostri soldi, le scommesse dipendono dal vostro giudizio e dalla vostra voglia di scommettere.

  • DoorDash, AirBnb e un’italiana alle IPO di fine 2020

    DoorDash, AirBnb e un’italiana alle IPO di fine 2020

    Con gli annunci e i primi vaccini torna l’entusiasmo sulle borse e quale miglior modo di esultare se non con nuove IPO?

    Sono decine le aziende che stanno (o hanno appena) deciso di quotarsi e in un paio di casi stiamo parlando di IPO enormi.

    Questa la lista completa delle IPO in corso o appena realizzate:

    AziendaValore IPOData listing
    Maravai Lifesciences Holdings(NASDAQ:MRVI)1,4 mlrd $19/11/2020
    Sotera Health Co (NASDAQ:SHC)1,1 mlrd $19/11/2020
    Yatsen Holding (NYSE:YSG)617 mln $19/11/2020
    Ozon Holdings PLC (NASDAQ:OZON)900 mln $25/11/2020
    Doordash Inc (NYSE:DASH)2,8 mlrd $08/12/2020
    C3 Ai Inc (NYSE:AI)527 mln $08/12/2020
    AirBnb (NASDAQ:ABNB)2,6 mlrd $10/12/2020
    Recenti e prossime IPO di grande valore

    In questo fine anno c’è spazio anche per un’italiana, Promotica Spa (BIT:PMTI), quotatasi il 27 novembre del 2020.

    Come sono andate le ultime IPO

    In attesa di vedere l’apertura di AirBnb, che promettere di volare già alle stelle (infatti la forchetta di prezzo è già passata dai previsti 44-50 dollari a 56-60 dollari), possiamo certamente farci l’idea di come sono andate le aziende che hanno fatto una quotazione negli ultimi giorni.

    AziendaPrezzo IPOUltimo prezzo
    Maravai Lifesciences27 $24,50 $
    Sotera Health23 $25,56 $
    Yatsen Holding10,50 $17,90 $
    Ozon Holdings30 $44,85 $
    Doordash75/85 $189,51 $
    C3 Ai Inc31/34 $92,49 $
    Ultime IPO a Wall Street

    Come si può notare, in ben 5 casi su 6 il prezzo a cui viene scambiata ora l’azione è più alto del prezzo di IPO iniziale.

    Questo è certamente un buon indicatore per le azioni di AirBnb che probabilmente voleranno in apertura.

    Il prezzo delle azioni di AirBnb

    In particolar modo si noti come le ultime 2 quotazioni, DoorDash e C3 AI hanno più che triplicato il prezzo iniziale. Il motivo è molto semplice: fame da IPO.

    Infatti le notizie sulle nuove IPO, con brand molto conosciuti, come appunto AirBnb, portano gli investitori mondiali a prestare attenzione a ciò che sta succedendo.

    Questo articolo stesso, senza la quotazione di una big come AirBnb, non sarebbe stato scritto. Appare evidente quindi il perché dei prezzi che si impennano appena l’azione viene quotata.

  • Le azioni del settore del Turismo, come investire sulle vacanze

    Le azioni del settore del Turismo, come investire sulle vacanze

    C’è un settore che più di tutti durante questo periodo complesso ha affrontato momenti duri, si tratta del settore turistico e alberghiero.

    Causa lockdown, dovuto ovviamente al Corona Virus e agli ammalati di Covid, il settore turistico ha subito un forte stop.

    Tante aziende sono già andate perdute e alcune lo faranno ancora a causa della seconda ondata, ci sono però delle società con ottime capacità di resilienza, e con ottimi fondamentali, che possono affrontare tranquillamente questa crisi e risorgere anche più forti di prima, o quantomeno con meno concorrenza.

    È infatti indubbio che le compagnie che sapranno sfruttare al meglio questo particolare periodo avranno molto spazio per correre dal 2021 in poi.

    Quali settori sono interessati dal turismo?

    Dire turismo vuol dire tutto e vuol dire nulla se non andiamo ad analizzare i sottosettori che lo compongono:

    • Viaggi
    • Alberghiero
    • Prenotazioni
    • Servizi

    Partiamo dai viaggi

    Questo settore è probabilmente il più colpito, ne abbiamo già parlato nell’articolo in cui mettevamo in risalto le aziende che si sarebbero riprese dopo il Covid, oltre che nelle guide sul settore trasporti.

    In questo articolo, in particolare, vogliamo solo mettere in risalto qualcuna delle centinaia di aziende che fanno parte della filiera dei viaggi per turismo, guardando a quelle che sono veramente too big to fail e che potrebbero avere aiuti statali importanti qualora le cose dovessero peggiorare.

    Ecco quindi qualche nome:

    AziendaSettore
    American AirlinesAereo
    CarnivalCrociere
    CSX CorporationFerroviario
    Delta Air LinesAereo
    EasyJetAereo
    Flughafen Wien AGAeroporto
    FraportAeroporto
    Groupe ADPAeroporto
    LufthansaAereo
    NorwegianCrociere
    Royal CaribbeanCrociere
    RyanairAereo
    United AirlinesAereo
    Azioni di aziende del trasporto impegnate nel turismo

    Settore Alberghiero

    Chi di voi non ha un amico che lavora nel settore alberghiero e che in questo periodo è in tensione?

    La serrata del lockdown ha praticamente azzerato gli spostamenti e quindi il settore alberghiero si è ritrovato senza lavoro.

    Sopravvive (e sottolineiamo sopravvive) a stento quel segmento che si rivolgeva un po’ più al mondo business, mentre il settore turistico è completamente fermo.

    Ecco qualche titolo legato a questo segmento:

    AziendaTicket
    Choice Hotels InternationalNYSE:CHH
    Civeo CorporationNYSE:CVEO
    Diamondrock Hospitality CompanyNYSE:DRH
    GreenTree HospitalityNYSE:GHG
    Hyatt Hotels CorporationNYSE:H
    Hilton Worldwide HoldingsNYSE:HLT
    InterContinental Hotels GroupLON:IHG
    Marriott InternationalNASDAQ:MAR
    MGM Resorts InternationalNYSE:MGM
    Monarch Casino & ResortNASDAQ:MCRI
    Las Vegas SandsNYSE:LVS
    Summit Hotel PropertiesNYSE:INN
    Vail ResortsNYSE:MTN
    Wyndham Hotels & ResortsNYSE:WH
    Xenia Hotels & ResortsNYSE:XHR
    Aziende alberghiere quotate in borsa

    Settore Bookings / Prenotazioni

    Ovviamente per portare le persone negli alberghi, ma anche a concerti ed eventi, esistono delle aziende che hanno dei portali o delle strutture adatte allo scopo.

    Vi dice nulla booking.com?

    Ecco, questa la lista di aziende che durante il Covid hanno avuto un forte rallentamento e che, finita la paura da Corona Virus sono pronte a spiccare il volo:

    AzioniTicker
    Accor SAEPA:AC
    AirBnBNASDAQ:ABNB
    Booking (The Priceline Group)NASDAQ:BKNG
    eDreamsBME:EDR
    ExpediaNASDAQ:EXPE
    LastMinuteSWX:LMN
    Trip.comNASDAQ:TCOM
    TripadvisorNASDAQ:TRIP
    TrivagoNASDAQ:TRVG

    Servizi per il turismo

    Ma il turismo non si compone solo di viaggi e alberghi, c’è molto di più, come per esempio i parchi divertimento, le società che organizzano concerti ecc.

    Inoltre ci sono sistemi di pagamento, dove MasterCard e Visa hanno certamente compensato le perdite grazie agli acquisti su Ecommerce, ma American Express è molto più usata per gente continuamente in movimento.

    Ecco una breve lista di aziende impegnate nei servizi per i turisti:

    AzioneTicker
    Amadeus IT GroupBME:AMS
    American ExpressNYSE:AXP
    Cts EventimETR:EVD
    On the Beach Group PlcLON:OTB
    Sabre CorpNASDAQ:SABR
    TUI AGETR:TUI1
    Walt DisneyNYSE:DIS
    Lista di aziende che sono impegnate, a vario titolo, nel settore turistico

    Come si può notare da questa ultima lista, ci sono aziende che si occupano di parchi divertimento, quindi totalmente ascrivibili al settore turismo, altre che si occupano di pagamenti o settori non propriamente identificabili come turismo: si pensi per esempio a Walt Disney che ha il proprio core business nella produzione di cartoni animati, ma che a causa dei parchi divertimento distribuiti in tutto il globo ha impatti negativi dalla pandemia.

  • Le azioni che cresceranno dopo il Covid

    Le azioni che cresceranno dopo il Covid

    Ci sono alcuni settori che sono stati particolarmente colpiti dal Covid-19, lo sappiamo già, abbiamo imparato a conoscerle attraverso TG e leggendo le notizie. Bar, Ristoranti e tutti quei centri di aggregazione tipiche del pre-covid hanno ricevuto un salasso non da poco.

    Andando nel nostro ambito, cioè quello degli investimenti azionari, ci sono dei settori che più di altri hanno subito il shock della pandemia con relativo lockdown.

    In questo articolo proviamo ad analizzare un po’ di segmenti e qualche titolo che, superate le difficoltà, potrebbero registrare delle crescite a doppia cifra.

    Aviazione e Trasporti

    Partiamo da quel settore che più di tutti ha subito variazioni, cioè trasporti e Aviazione.

    In questo settore rientrano varie aziende e vari sottosegmenti. Giusto per elencarne qualcuno:

    • Trasporti ferroviari
    • Trasporti marittimi
    • Aviazione
    • Trasporti stradali

    Guardando più nel dettaglio possiamo facilmente notare come ci siano delle aziende che a causa del Corona Virus hanno perso tanto nel loro core business e faranno fatica a riprendersi, ciò perché questa pandemia cambierà anche gli usi comuni.

    Trasporti stradali

    Pensiamo per esempio a Saras, azienda italiana che raffina il petrolio ricavandone derivati. Con gli spostamenti che si azzerano o che, comunque, diminuiscono è evidente che Saras perda business; altrettanto evidente che appena ci sarà una ripresa l’azienda ne beneficerà; attenzione però, perché con la tendenza verso lo smart working prima di tornare al 100% del pre-crisi ci vorrà del tempo. Certamente è un’azione da cassettista, da acquistare oggi e rivendere tra qualche anno.

    Saras ha comunque beneficiato della minore richiesta di petrolio, che ha portato il prezzo della materia prima ad abbassarsi sensibilmente. Con la ripresa della normalità è prevedibile che il greggio torni ad alzarsi leggermente, con giubilo da parte di quelle aziende che trattano il combustibile:

    • ENI
    • Total
    • Shell

    Sempre rimanendo su strada c’è un’altra azienda che ha subito dei forti cali dati dai trasporti rallentati, si tratta di Atlantia, che gestisce (ancora per poco) la rete autostradale italiana; ovviamente meno spostamenti significano meno pedaggi e quindi meno introiti per Autostrade. Con la ripresa delle attività a pieno regime ci sarà un recupero e, anche se lo Stato dovesse revocare le concessioni autostradali, comunque teniamo bene in mente che Atlantia gestisce aeroporti e autostrade in tante nazioni, quindi la concessione italiana è solo una fetta dell’enorme torta.

    Trasporti marittimi

    Spostiamoci dalle autostrade e guardiamo il settore delle crociere, dove i big player sono sostanzialmente 3:

    • Royal Caribbean (NYSE:RCL)
    • Carnival (NYSE:CCL)
    • Norwegian (NYSE:NCLH)

    Con le navi bloccate nei porti è complesso riuscire a fare business, non appena ci sarà una vera ripresa le navi usciranno in mare e a quel punto ci sarà un ritorno alla normalità. Non è un caso se con le prime info sui vaccini Carnival ha registrato +40% in un solo giorno e ogni minimo rumor è utile per ulteriori allunghi.

    Anche perché, a differenza delle aziende citate in precedenza, che subiranno anche la tendenza allo smart working, le crociere non avranno questo tipo di impatto e le persone torneranno in totale sicurezza a navigare.

    Su queste aziende c’è solo il peso del debito: un settore che già per sua natura si affida ai finanziamenti, con il Covid ha sommato ulteriori passivi e serviranno anni per riuscire a rientrare nei fondamentali precedenti.

    Aviazione

    Anche qui il discorso non differisce molto dai trasporti marittimi: appena si tornerà a una parvenza di normalità le persone torneranno a viaggiare.

    A differenza delle crociere, che non sono sostituibili dal digitale, i viaggi per lavoro probabilmente avranno un impatto negli anni a venire, quindi il recupero, almeno nel breve periodo, non sarà al 100%.

    Stesso discorso dicasi anche per gli aeroporti.

    Qualche azione di questo settore:

    • Compagnie aeree:
      • American Airlines Group
      • Delta Air Lines
      • Deutsche Lufthansa
      • Air France-KLM
      • International Airlines Group
    • Enti di gestione aeroportuale:
      • ENAV
      • AENA
      • Groupe ADP
      • Fraport
    • Aeroporti
      • Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna
    • Trasporto ferroviario
      • Trainline PLC

    Turismo

    Ci stiamo un po’ girando intorno al turismo, in varie forme, ma ciò che è stato particolarmente colpito è il trasporto e l’organizzazione per il turismo.

    Parliamo in modo particolare della prenotazione alberghiera, fortemente colpita da questa pandemia.

    Tra i titoli da segnalare ci sono:

    • Booking
    • Trivago
    • Last Minute

    E se il settore del booking non ride c’è certamente chi al momento sta piangendo ed è il settore alberghiero puro. In questo settore segnaliamo Marriott International, pronto all’esplosione non appena si tornerà alla normalità.

    Un settore che con la ripresa tornerà a volare, soddisfacendo l’esigenza dei viaggiatori di piacere.

    C’è un ulteriore azione, che ancora non è quotata, ma che sta per farlo ed è AirBnb; anche questa azione, quando sarà quotata, potrà beneficiare della ripresa.

    Commercio al dettaglio

    Con la serrata dei negozi voluta durante il lockdown un altro settore che è andato in difficoltà è quello della Grande Distribuzione.

    Se a soffrire sono i negozi, c’è anche un altro attore della filiera che ha subito qualche contraccolpo: si tratta dei gestori dei centri commerciali, i quali hanno dovuto trovare accordi per dilazionare gli affitti durante la prima fase e assistono a chiusure definitive dentro i loro locali.

    In Italia abbiamo una società particolarmente attiva in questo settore ed è Igd SIIQ. Se invece allarghiamo l’orizzonte al panorama europeo e mondiale troviamo Unibail Rodamco Westfield.

    Con la ripresa delle vendite è probabile che gran parte del mercato venga recuperato, con buona pace di quelle attività e di quelle catene che hanno deciso di spostare tutto online.

    Elettricità

    Il consumo casalingo non ha compensato le perdite del settore business: un negozio, una fabbrica e gli uffici consumano più elettricità di quanto non si faccia in ambiente domestico.

    Azioni di compagnie elettriche hanno quindi perso terreno e recupereranno con il ritorno alla normalità. Non ci si aspetta crescite in doppia cifra, come potrebbe essere per il settore alberghiero o crocieristico, ma certamente ci sarà un rimbalzo. Tra questi titoli si segnala:

    • Enel
    • EDP
    • Engie

    Aziende che oltre del ritorno alla normalità potranno beneficiare del nuovo presidente americano Biden e della sua promessa di 2 mila miliardi sul settore green, oltre che della tendenza verso auto elettriche.