Trading / Pubblicato / Di Celeste Russo

Ferrari Luce sorprende tutti e l'elettrica raggiunge l'obiettivo annuale in due mesi

La Ferrari Luce avrebbe già raccolto ordini sufficienti a coprire il target 2026: il successo arriva dalla Cina e ribalta i dubbi sulla prima elettrica del Cavallino

Ferrari Luce a target dopo 2 mesi

La Ferrari Luce era stata criticata per il design, il prezzo e la scelta di trasformare la prima elettrica del Cavallino in una vettura a quattro porte e cinque posti, tuttavia appena due mesi dopo la presentazione avrebbe già raccolto ordini sufficienti a raggiungere l'intero obiettivo commerciale previsto per il 2026.

Secondo quanto riportato dal Financial Times, Ferrari puntava a vendere poco meno di 500 esemplari durante il primo anno, un traguardo che sarebbe stato raggiunto soprattutto grazie alla forte domanda proveniente dalla Cina. L'azienda non ha confermato ufficialmente né il numero degli ordini né il target annuale, di conseguenza il dato deve essere considerato un'indiscrezione attribuita a persone vicine al dossier, ma rappresenta comunque un primo segnale molto più positivo rispetto alle aspettative iniziali.

È inoltre necessaria una precisazione: Ferrari non avrebbe già consegnato 500 automobili, poiché le prime Luce arriveranno ai clienti soltanto nel quarto trimestre, ma avrebbe riempito attraverso gli ordini l'allocazione prevista per l'intero anno.

Un successo arrivato dopo il crollo del titolo Ferrari

La reazione iniziale alla Luce era stata tutt'altro che favorevole. Il giorno successivo alla presentazione, avvenuta il 25 maggio, le azioni Ferrari quotate a Milano avevano perso l'8,4%, mentre il titolo scambiato a New York era arretrato del 5,1%.

Investitori e appassionati contestavano soprattutto la distanza rispetto alle Ferrari tradizionali: la Luce non è una supercar bassa, compatta e costruita intorno a un motore V8 o V12, ma una grande vettura elettrica a quattro porte, con cinque posti, un bagagliaio da 600 litri e un design sviluppato insieme a LoveFrom, il collettivo fondato dall'ex responsabile del design di Apple Jony Ive.

Le critiche erano arrivate persino da Luca Cordero di Montezemolo, secondo il quale il modello rappresentava un tradimento della storia del marchio, mentre sui social l'aspetto della vettura era stato paragonato più volte a quello di una berlina elettrica asiatica. Il mercato temeva quindi che Ferrari stesse entrando in un segmento molto difficile sacrificando parte della propria identità, proprio mentre altri costruttori di lusso come Porsche e Lamborghini rallentavano i rispettivi programmi elettrici.

Gli ordini raccolti non cancellano tutte queste perplessità, ma dimostrano che il giudizio degli acquirenti può essere molto diverso da quello espresso dagli appassionati e dai mercati finanziari durante il lancio.

La Ferrari Luce piace soprattutto in Cina

La Luce non è stata progettata per convincere il cliente che desidera sostituire una 12Cilindri o una 296 con un'automobile elettrica, bensì per intercettare un pubblico nuovo, composto da imprenditori tecnologici, famiglie estremamente facoltose e consumatori più giovani, abituati a considerare batterie, software e interfacce digitali come elementi di prestigio.

Questo pubblico è particolarmente presente in Cina, dove le automobili elettriche sono ormai ampiamente diffuse anche nei segmenti premium, mentre le grandi vetture con motori a benzina subiscono una tassazione più pesante. Per molti clienti cinesi la mancanza del rombo di un V12 non rappresenta quindi necessariamente una rinuncia, mentre il marchio Ferrari, il prezzo elevatissimo e la possibilità di possedere la prima elettrica prodotta a Maranello conservano un'enorme forza simbolica.

Ferrari ha scelto inoltre di non realizzare una semplice versione elettrica di un modello già esistente, ma di creare una categoria completamente nuova all'interno della propria gamma, offrendo cinque posti reali, maggiore comfort e uno spazio di carico utilizzabile anche in famiglia.

Sotto la carrozzeria rimangono comunque prestazioni da supercar: quattro motori elettrici, oltre 1.000 cavalli, accelerazione da zero a 100 chilometri orari in circa 2,5 secondi, velocità massima superiore a 310 chilometri orari e autonomia dichiarata di oltre 500 chilometri. La vettura utilizza inoltre le vibrazioni naturali del sistema elettrico per generare un'esperienza sonora collegata al funzionamento della meccanica, evitando di riprodurre artificialmente il rumore di un motore termico.

Quasi 275 milioni di euro di ordini potenziali

La Luce parte da 550.000 euro, prima delle personalizzazioni che tradizionalmente rappresentano una componente molto importante dei ricavi Ferrari. Moltiplicando il prezzo base per quasi 500 unità, il valore teorico dell'allocazione 2026 si avvicina a 275 milioni di euro.

Questa cifra non deve essere interpretata come fatturato già contabilizzato, poiché i ricavi verranno riconosciuti con le consegne e alcune automobili potrebbero arrivare ai clienti dopo la fine dell'anno, tuttavia permette di comprendere perché un modello prodotto in numeri molto ridotti possa comunque avere un impatto economico rilevante.

Nel 2025 Ferrari ha consegnato 13.640 vetture e generato ricavi per 7,15 miliardi di euro; le circa 500 Luce rappresenterebbero quindi meno del 4% degli attuali volumi annuali, mentre il loro valore complessivo al prezzo di partenza equivarrebbe a circa il 3,7% dei 7,5 miliardi di ricavi previsti dal gruppo per il 2026.

Il vero vantaggio non deriva quindi dalla possibilità di trasformare Ferrari in un produttore di massa, ma dalla capacità di applicare anche all'elettrico la stessa formula utilizzata per le vetture tradizionali: volumi controllati, prezzo elevatissimo, scarsità e personalizzazioni ad alto margine.

Ferrari non vuole abbandonare benzina e motori ibridi

Il successo iniziale della Luce non significa che Ferrari sia pronta a diventare un marchio completamente elettrico. Al contrario, nel piano industriale presentato nel 2025 l'azienda ha dimezzato il precedente obiettivo di elettrificazione e ha stabilito che nel 2030 la gamma sarà composta per il 40% da modelli con motore termico, per il 40% da ibridi e soltanto per il 20% da elettriche.

Secondo le fonti del Financial Times, il progetto di lungo periodo prevederebbe circa 2.500 Luce entro il 2030, equivalenti a una media vicina alle 600 vetture all'anno e a circa il 5% delle attuali consegne Ferrari. Anche questo obiettivo non è stato comunicato ufficialmente, ma suggerisce che Maranello consideri l'elettrica un'aggiunta alla gamma e non la sostituta dei modelli più tradizionali.

La strategia consente a Ferrari di sperimentare un nuovo mercato senza obbligare i clienti storici ad abbandonare i motori termici, proteggendo nello stesso tempo esclusività e valore residuo delle automobili già in circolazione.

Gli ordini non risolvono ancora tutti i dubbi

Raggiungere l'obiettivo annuale in due mesi rappresenta una partenza eccellente, ma non permette ancora di stabilire se la Luce sarà un successo duraturo. Sarà necessario verificare quante configurazioni verranno realmente completate, quale sarà il livello medio delle personalizzazioni, come reagirà il mercato dell'usato e soprattutto se la domanda continuerà dopo che i primi collezionisti e clienti tecnologici avranno ricevuto la propria vettura.

Per Ferrari sarà altrettanto importante dimostrare che la maggiore complessità delle batterie e dei quattro motori non riduca la redditività. Nel primo trimestre del 2026 il gruppo ha registrato un margine operativo del 29,7% e un margine EBITDA del 39,1%, livelli eccezionali per l'industria automobilistica, che Maranello dovrà riuscire a difendere anche durante la transizione tecnologica.

Il primo responso commerciale, tuttavia, sembra smentire l'ipotesi più pessimistica, secondo la quale nessuno sarebbe stato disposto a pagare oltre mezzo milione di euro per una Ferrari priva di motore termico. La Luce non ha convinto tutti gli appassionati, ma potrebbe aver trovato esattamente i clienti per i quali era stata progettata: persone molto ricche, attratte dalla tecnologia e interessate a possedere qualcosa che nessun'altra Ferrari aveva mai offerto.

La vera sorpresa non è quindi che Ferrari sia riuscita a vendere circa 500 automobili, un numero relativamente piccolo per qualsiasi costruttore tradizionale, ma che abbia trasformato una delle vetture più contestate della propria storia recente in un prodotto apparentemente esaurito prima ancora dell'inizio delle consegne. Maranello non sta chiedendo ai vecchi clienti di scegliere tra il V12 e l'elettrico: sta utilizzando la Luce per creare un nuovo tipo di cliente Ferrari.