Trading / Pubblicato / Aggiornato il / Di Claudio Martini

Nvidia valuta garanzie per 250 miliardi a OpenAI

Nvidia potrebbe garantire 250 miliardi di dollari per il nuovo data center di OpenAI e finanziare separatamente fino a 350 miliardi di chip, trasformandosi da semplice fornitore a pilastro finanziario dell'intero ecosistema AI

Nvidia garanzia OpenAI

Nvidia potrebbe mettere la propria solidità finanziaria al servizio di OpenAI attraverso una garanzia da circa 250 miliardi di dollari, destinata a rendere possibile la costruzione di quello che diventerebbe il più grande data center per l'intelligenza artificiale mai annunciato.

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il produttore di chip sta discutendo il sostegno finanziario necessario per consentire a OpenAI di affittare un campus da 10 gigawatt nel sud dell'Ohio, sviluppato da SB Energy, società controllata da SoftBank, mentre il costo complessivo dell'infrastruttura, includendo server, semiconduttori, impianti energetici, manodopera e opere civili, potrebbe superare i 500 miliardi di dollari.

Le trattative sarebbero ancora in una fase preliminare, Nvidia, OpenAI e il Dipartimento del Commercio americano non hanno confermato l'operazione e Reuters afferma di non essere riuscita a verificarla autonomamente, tuttavia la dimensione degli importi mostra quanto la corsa all'intelligenza artificiale stia diventando una questione non soltanto tecnologica, ma anche energetica e finanziaria.

Come funziona l'operazione?

Il primo punto da chiarire è che Nvidia non starebbe preparando un assegno da 250 miliardi di dollari, poiché l'operazione avrebbe la forma di una garanzia finanziaria attraverso la quale il gruppo rassicurerebbe banche e investitori sulla capacità di OpenAI di rispettare i pagamenti relativi al data center.

OpenAI dovrebbe utilizzare il campus attraverso un contratto di locazione della durata di circa 20 anni, controllando direttamente le apparecchiature installate, ma non dispone di un rating creditizio investment grade, di conseguenza la garanzia di Nvidia permetterebbe ai veicoli finanziari coinvolti di raccogliere debito a condizioni migliori e di sostenere un progetto che, senza un soggetto estremamente solido alle spalle, sarebbe difficilmente finanziabile.

La garanzia coprirebbe il contratto di locazione e parte del debito utilizzato per costruire l'infrastruttura, mentre non comprenderebbe i chip Nvidia destinati al campus, per i quali il gruppo starebbe discutendo un'ulteriore operazione di finanziamento fino a 350 miliardi di dollari. I due numeri rappresentano però soglie potenziali riferite a strumenti differenti e non devono essere sommati come se Nvidia avesse già deciso di investire immediatamente 600 miliardi.

Perché Nvidia è disposta ad assumersi questo rischio

Per Nvidia il vantaggio è evidente, poiché aiutare OpenAI a costruire il campus significa garantirsi una domanda enorme di processori, sistemi di rete e software per molti anni, assicurando contemporaneamente che una delle aziende più importanti del settore rimanga legata al proprio ecosistema tecnologico.

La trattativa si inserisce inoltre in un rapporto già molto stretto, infatti nel settembre 2025 Nvidia e OpenAI avevano annunciato un accordo preliminare per installare almeno 10 gigawatt di sistemi Nvidia, accompagnato dalla possibilità che il produttore di chip investisse fino a 100 miliardi di dollari, anche se quel progetto aveva successivamente incontrato difficoltà. Nel febbraio 2026 OpenAI ha poi comunicato un nuovo aumento di capitale da 110 miliardi, realizzato a una valutazione pre-money di 730 miliardi, al quale Nvidia partecipa con 30 miliardi di dollari.

Il rischio dei finanziamenti circolari nell'intelligenza artificiale

L'aspetto più delicato riguarda la crescente sovrapposizione tra fornitori, clienti, investitori e garanti, poiché Nvidia vende i chip a OpenAI, investe nella società, potrebbe finanziare gli acquisti delle proprie apparecchiature e ora valuta persino di garantire il debito necessario per ospitarle.

Questa struttura non significa automaticamente che la domanda sia artificiale, considerando che OpenAI dichiara oltre 900 milioni di utenti settimanali, 50 milioni di abbonati consumer e più di 9 milioni di utenti aziendali paganti, tuttavia rende più difficile capire quanta parte degli investimenti derivi da una domanda economicamente autonoma e quanta dipenda dal sostegno finanziario degli stessi soggetti che beneficiano degli ordini.

La garanzia sarebbe inoltre enorme persino per Nvidia, poiché i 250 miliardi potenziali sono quasi equivalenti ai 259,5 miliardi di attività totali riportati dal gruppo alla fine di aprile 2026. Non si tratterebbe di un esborso immediato e l'eventuale esposizione potrebbe essere suddivisa tra più veicoli, fasi e condizioni, ma se OpenAI non riuscisse in futuro a rispettare i propri impegni, una parte del rischio potrebbe trasferirsi direttamente sul bilancio del produttore di chip.

Cosa significa per Nvidia e per la corsa all'AI

Per gli investitori la notizia presenta quindi due letture opposte: da una parte conferma che la richiesta di potenza di calcolo continua a crescere e offre a Nvidia una visibilità potenziale sugli ordini difficilmente eguagliabile, dall'altra dimostra che la domanda futura potrebbe richiedere un sostegno finanziario sempre maggiore da parte del principale fornitore.

Il vero rischio non è che Nvidia debba versare domani 250 miliardi di dollari, ma che l'azienda passi progressivamente dal vendere chip a clienti indipendenti al finanziare e garantire quei clienti affinché possano continuare ad acquistarli. Finché l'utilizzo dell'intelligenza artificiale e i ricavi di OpenAI cresceranno abbastanza rapidamente, questa strategia potrà rafforzare il vantaggio competitivo di Nvidia; se invece la monetizzazione rallentasse, le garanzie trasformerebbero una parte del rischio commerciale in rischio finanziario.

La trattativa dell'Ohio rappresenta quindi molto più di un nuovo data center, perché mostra che l'espansione dell'intelligenza artificiale ha ormai raggiunto dimensioni tali da richiedere capitali pubblici e privati, grandi impianti energetici, debito strutturato e garanzie societarie senza precedenti. Nvidia non si limita più a vendere gli strumenti della corsa all'AI: sta valutando di finanziare, proteggere e rendere possibile la corsa stessa, una posizione molto rischiosa qualora OpenAI non riuscisse a onorare il proprio debito e qualora questa garanzia fosse confermata.