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STMicroelectronics crolla in Borsa nonostante ricavi in crescita del 26%

STMicroelectronics chiude il trimestre con ricavi e utili in forte ripresa, ma perde oltre il 15% in Borsa. A deludere sono profitti, guidance e aspettative ormai elevatissime

Crollo STMicroeletronics

Ricavi in aumento del 26%, ritorno all'utile e domanda in accelerazione praticamente in tutti i principali mercati. Letti in questo modo, i risultati trimestrali di STMicroelectronics sembrerebbero meritare una reazione positiva. Il titolo, invece, è arrivato a perdere oltre il 15% tra Milano e Parigi, mostrando ancora una volta che in Borsa non conta soltanto quanto un'azienda cresce, ma soprattutto quanto riesce a superare le aspettative già incorporate nelle quotazioni.

Nel secondo trimestre del 2026 STMicroelectronics ha registrato ricavi per 3,49 miliardi di dollari, contro i 2,77 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. La crescita su base annua è stata quindi del 26%, mentre il fatturato ha superato sia il punto centrale della guidance aziendale, fissato a 3,45 miliardi, sia le previsioni medie degli analisti.

Anche il risultato finale è migliorato nettamente: ST è passata dalla perdita di 97 milioni di dollari del secondo trimestre 2025 a un utile netto di 222 milioni, pari a 0,24 dollari per azione. Escludendo alcune componenti straordinarie, l'utile netto adjusted ha raggiunto 291 milioni e l'utile per azione 0,31 dollari. Il margine lordo si è attestato al 34,8%, sostanzialmente in linea con quanto indicato dalla società. I dati completi sono disponibili nel comunicato ufficiale di STM.

Numeri indubbiamente migliori rispetto a un anno fa, ma insufficienti per un titolo che, prima della trimestrale, aveva già guadagnato oltre il 100% dall'inizio del 2026.

La qualità dei profitti

La crescita del fatturato non si è tradotta in una redditività altrettanto convincente. L'EBITDA del trimestre si è fermato a 679 milioni di dollari, sensibilmente sotto i circa 798 milioni attesi dal mercato. L'utile operativo reported è stato pari a 187 milioni, con un margine operativo del 5,4%, mentre su base non-GAAP ha raggiunto 269 milioni e il 7,7% dei ricavi.

La distanza tra crescita delle vendite e crescita dei profitti è stata determinata anche da 58 milioni di dollari di svalutazioni, costi di ristrutturazione e spese legate alla progressiva dismissione di alcune attività, ai quali si sono aggiunti 24 milioni di effetti contabili connessi all'acquisizione dei sensori MEMS di NXP.

Escludere queste componenti permette di osservare meglio l'andamento operativo, ma non significa che siano irrilevanti. ST sta riorganizzando la propria struttura produttiva e ridimensionando alcuni costi, mentre contemporaneamente investe nelle tecnologie considerate strategiche. Questa transizione richiede denaro e continua a comprimere la redditività.

Il gruppo prevede inoltre investimenti netti nel 2026 nella parte alta della precedente forchetta compresa tra 2 e 2,2 miliardi di dollari. Nel trimestre il free cash flow è tornato positivo per 75 milioni, contro i 152 milioni negativi di un anno prima, ma rimane contenuto rispetto alle dimensioni dell'azienda e agli investimenti programmati.

La guidance del terzo trimestre

La seconda delusione riguarda le prospettive a breve termine. Per il terzo trimestre STMicroelectronics prevede ricavi per 3,70 miliardi di dollari, con una tolleranza del 3,5% in entrambe le direzioni. Il dato implicherebbe una crescita del 6,2% rispetto al trimestre precedente e del 16,2% su base annua, ma risulta leggermente inferiore alle aspettative degli analisti, comprese tra 3,72 e 3,79 miliardi a seconda delle rilevazioni.

La differenza è piccola in valore assoluto. Tuttavia, dopo una corsa così rapida del titolo, il mercato non cercava semplicemente una previsione positiva: si aspettava un nuovo aumento sostanziale delle stime.

A frenare la crescita nel terzo trimestre dovrebbe essere soprattutto il comparto dell'elettronica personale, per il quale ST prevede una stagionalità più debole del solito. Secondo gli analisti di Jefferies, una delle possibili spiegazioni potrebbe essere una partenza più lenta della produzione legata all'iPhone 18. Si tratta però di un'interpretazione degli analisti e non di una spiegazione ufficiale fornita da Apple o da ST.

Più incoraggiante appare la previsione sul margine lordo, atteso al 37%, mentre nel quarto trimestre la società si aspetta ricavi superiori a 4 miliardi di dollari. Il problema è che una parte importante della storia di crescita viene così rinviata agli ultimi mesi dell'anno.

AI e data center corrono

I dati operativi mostrano segnali di ripresa piuttosto diffusi, su base annua, i ricavi legati all'automotive sono aumentati del 16%, quelli industriali del 34% e quelli dell'elettronica personale del 20%. Il comparto Communication Equipment, Computer and Peripherals è cresciuto addirittura del 50%, sostenuto dalle infrastrutture per l'intelligenza artificiale, dalla connettività ottica e dalla fotonica del silicio.

ST ha nuovamente alzato le proprie ambizioni nei data center: ora prevede ricavi superiori a un miliardo di dollari nel 2026 e ben oltre 2 miliardi nel 2027, a condizione che l'attuale domanda e i programmi con i clienti continuino. La società beneficia inoltre della domanda proveniente dalle comunicazioni satellitari in orbita bassa, compresi i programmi legati a Starlink.

Queste prospettive, però, erano già una parte essenziale del rialzo del titolo. La precedente revisione delle ambizioni sui data center, annunciata a giugno, aveva contribuito ad alimentare aspettative molto elevate. Come ha osservato JPMorgan, la trimestrale non avrebbe quindi offerto elementi sufficienti per giustificare un nuovo significativo rialzo, soprattutto in assenza di prove più nette sul miglioramento dei margini. Reuters

Perché il titolo è crollato?

La reazione può essere riassunta con una distinzione fondamentale: STMicroelectronics ha pubblicato risultati buoni rispetto allo scorso anno, ma non abbastanza buoni rispetto a ciò che il mercato si aspettava oggi.

Il titolo era stato rivalutato sulla base di una combinazione molto ambiziosa: ripresa dell'automotive e dell'industriale, crescita esplosiva dei data center, contratti nel settore satellitare e rapido miglioramento dei margini. La trimestrale ha confermato buona parte di questa storia, ma ha anche mostrato costi ancora elevati, un EBITDA inferiore alle attese e una guidance trimestrale incapace di sorprendere positivamente.

Il crollo non segnala quindi necessariamente che il mercato consideri negativi i fondamentali di STMicroelectronics. Mostra piuttosto che il prezzo delle azioni era salito più rapidamente dei risultati effettivamente visibili nei conti.

Da questo momento l'attenzione si sposterà sul quarto trimestre. Per recuperare la fiducia degli investitori, ST dovrà dimostrare che i ricavi superiori a 4 miliardi non rappresentano soltanto un obiettivo ottimistico, che la crescita dei data center si traduce in margini migliori e che la ripresa di automotive e industriale può proseguire senza richiedere investimenti e costi operativi eccessivi.

La trimestrale non ha smentito la storia di crescita di STMicroelectronics. Ha però ricordato al mercato che, dopo un rialzo superiore al 100%, anche una buona notizia può diventare una delusione se non è migliore di quanto tutti avevano già immaginato.