Fondato nel 2010, Pinterest è un famoso motore di scoperta visiva che aiuta le persone a trovare contenuti rilevanti, utili e stimolanti.
Operando come piattaforma di social media e come sito di scrapbooking, attira 250 milioni di visitatori ogni mese.
Con sede a San Francisco, California, la società Pinterest ha un team di oltre 1.600 dipendenti in uffici in tutto il mondo, tra cui New York, Los Angeles, Seattle, Berlino, Londra, Dublino, Parigi, San Paolo e Tokyo.
Pinterest è sbarcata sul mercato azionario nell’aprile 2019 e per il suo debutto a Wall Street, la società ha quotato oltre 75 milioni di azioni al prezzo di circa 17 dollari ciascuna. Il prezzo delle azioni Pinterest è negoziato alla Borsa di New York (NYSE) sotto il simbolo del ticker PINS.
La quotazione di Coinbase è solo l’ultima operazione che ha portato un sito web all’interno del mondo della borsa. Di portali, in borsa, ne troviamo di tutti i tipi, dagli eCommerce, che hanno quindi un guadagno diretto dall’attività del consumer, fino ai siti di annunci (Real Estate, Atomotive, ecc) che hanno un guadagno indiretto; senza dimenticare quei siti che hanno un guadagno dalla pubblicazione di pubblicità o molto più semplicemente da attività di intermediazione, come appunto Coinbase.
Indubbiamente il Web è oramai al centro delle nostre vite e i siti di un certo livello hanno centinaia di professionisti che ci lavorano. Il giro d’affari è immenso e, giusto per dare un esempio, la pubblicità online, nella sola Italia, quota intorno ai 3,3 miliardi di euro. Con queste cifre appare chiaro il perché colossi del calibro di Facebook e Google cercano di accaparrarsi questo mercato e, considerando che IAB quota la loro parte nel 78%, appare evidente come ci stiano perfettamente riuscendo.
Ma la pubblicità è solo un piccolo pezzetto di questa torta. Immaginiamo per esempio alle commissioni di Airbnb, piuttosto che di Booking, per la prenotazione alberghiera, piuttosto che agli introiti di altri siti per la pubblicazione di annunci di lavoro o di compravendita (eBay); tutte attività che esulano dalla pubblicità e che si vanno a sommare alle cifre precedentemente accennate.
Si tratta di una montagna di denaro che gira in mano a poche centinaia di portali e qualcuno di questi è quotato.
Azioni dei portali web quotati in borsa
Ce ne sono svariati su molti sottomercati, proviamo quindi a fare una lista più completa possibile di questi siti web.
Azione
Settore
Airbnb NASDAQ: ABNB
Prenotazione Travel
Alphabet NASDAQ: GOOG
Google / Youtube
Alibaba Group Alibaba Group
E-Commerce
Amazon.com NASDAQ: AMZN
E-commerce
AO World LON: AO
E-Commerce elettronica
ASOS LON: ASC
E-Commerce abbigliamento
Atlassian NASDAQ: TEAM
B2B Services
Auto Trader LON: AUTO
Annunci automotive
Baidu NASDAQ: BIDU
Motore di ricerca
Blue Apron NYSE: APRN
Delivery Food
Carparts.Com NASDAQ: PRTS
E-Commerce Automotive
Chewy Inc NYSE: CHWY
E-Commerce Pet
Coinbase Global NASDAQ: COIN
Trading Crypto
Deliveroo LON: ROO
Delivery Food
Delivery Hero SE ETR: DHER
Delivery Food
DoorDash NYSE: DASH
Delivery Food
DropBox NASDAQ: DBX
Cloud
eBay NASDAQ: EBAY
E-Commerce
ePrice BIT: EPR
E-Commerce elettronica
Etsy NASDAQ: ETSY
E-Commerce
Facebook NASDAQ: FB
Social Network
Farfetch NYSE: FTCH
E-Commerce abbigliamento
Farmae BIT: FAR
E-Commerce Pharma
Fiverr NYSE: FVRR
Body Rental
Giglio Group BIT: GG
E-Commerce Moda
Go Daddy NYSE: GDDY
Hosting e domini
GrubHub NYSE: GRUB
Food Delivery
home24 ETR: H24
E-Commerce arredamento
IAC/InterActiveCorp NASDAQ: IAC
Ask.com / Investopedia
IQIYI NASDAQ: IQ
Video Sharing
JD.com NASDAQ: JD
E-commerce Moda
Jumia Technologies NYSE: JMIA
E-Commerce elettronica
Just Eat Takeaway.com AMS: TKWY
Food Delivery
MercadoLibre NASDAQ: MELI
Aste online
MoneySupermarket.com LON: MONY
Comparatore prezzi
Mutui Online BIT: MOL
Comparatore Mutui
N Brown Group LON: BWNG
E-Commerce Moda
Overstock.com NASDAQ: OSTK
E-Commerce Arredo
Pinterest NYSE: PINS
Social Network
Redfin NASDAQ: RDFN
Annunci Real Estate
REVOLVE NYSE: RVLV
E-Commerce Moda
Rightmove LON: RMV
Annunci Real Estate
Scout24 ETR: G24
Network di annunci
Shopify NYSE: SHOP
Piattaforma E-Commerce
Spotify NYSE: SPOT
Musica
Tencent Music Entertainment NYSE: TME
Streaming musicale
The Priceline Group NASDAQ: BKNG
Booking.com
TripAdvisor NASDAQ: TRIP
Travel Review
Trivago NASDAQ: TRVG
Comparatore Hotel
Twilio NYSE: TWLO
Comunicazione online
Twitter NYSE: TWTR
Social Network
Wayfair NYSE: W
E-Commerce Arredi
Wish NASDAQ: WISH
E-Commerce
Zalando ETR: ZAL
E-Commerce Moda
Zillow Group NASDAQ: ZG
Annunci Real Estate
Azioni di siti web
Essendo tutti servizi basati sulla tecnologia è complesso tirare una riga per capire cosa è servizio offline e cosa diventa puro online.
Vero, il settore degli E-commerce la fa da padrone, è evidente dal numero di aziende presenti in lista, ma la vendita di Hosting è un servizio o un sito? Uber, piuttosto che Deliveroo e compagnia, sono solo delle app/siti o sono un servizio fisico?
Certo, se ci fossimo fermati alla pura lista di portali che realizza tutto in modo non tangibile saremmo stati certi di essere nel giusto, ma la lista si sarebbe ridotta a poche voci; eppure siamo convinti che un E-Commerce, per quanto c’è alla base un bene fisico, è pur sempre un portale web.
Tra il 20 e il 21 febbraio del 2020 abbiamo registrato, a livello mondiale, l’ultimo giorni di massimi prima del crollo causato dalla pandemia da Corona Virus.
Giusto per dare un’indicazione, prendiamo in esempio l’S&P 500 che il giorno 20 febbraio 2020 toccava il massimo a 3.398,3 prima di iniziare una correzione che l’avrebbe portato a toccare, il giorno 23 marzo 2020, un minimo di 2.184,7.
A tutti gli effetti, quindi, possiamo dire che l’incubo SARS-CoV-2, per le borse mondiali, è iniziato tra il 20 e il 21 febbraio di un anno fa.
A distanza di un anno, quindi, quali azioni hanno recuperato? Quali azioni sono ancora sotto e quali hanno registrato nuovi record?
Migliori e peggiori azioni a distanza di un anno dall’inizio del Covid
Per fare questa classifica prendiamo in esame i titoli della parte occidentale del mondo, quindi registrando le performance in Europa, USA e Canada.
Per stilare questa classifica prendiamo in esame solo i titoli azionari che a oggi hanno una valutazione di capitalizzazione maggiore di 1 miliardo, così da escludere delle aziende sconosciute.
Ecco quello che esce:
Migliori azioni dall’inizio del Covid
Performance
Nazione
Argo Blockchain PLC LON:ARB
+4.330%
Regno Unito
Riot Blockchain NASDAQ:RIOT
+4.035%
USA
Marathon Patent Group NASDAQ:MARA
+3.729%
USA
Novavax NASDAQ:NVAX
+3.237%
USA
Ocugen NASDAQ:OCGN
+1.801%
USA
Blink Charging Co NASDAQ:BLNK
+1.309%
USA
NIO NYSE:NIO
+1.234%
Cina
Veritone NASDAQ:VERI
+1.204%
USA
Bionano Genomics NASDAQ:BNGO
+1.109%
USA
eXp World Holdings NASDAQ:EXPI
+1.109%
USA
Migliori azioni dall’inizio del Covid
Come possiamo vedere, nella lista, eccetto la prima posizione che va a un’azione del Regno Unito, il resto della classifica è occupata da aziende americane.
Insieme a queste mettiamo anche NIO che, benché abbia la sede centrale in Cina, è quotata al Nasdaq.
Peggiori azioni dall’inizio del Covid
Performance
Nazione
Galapagos NV AMS: GLPG
-72%
Belgio
Grenke AG FRA: GLJ
-69%
Germania
BlueBird Bio NASDAQ: BLUE
-66%
USA
International Airlines Group LON: IAG
-63%
Spagna / Regno Unito
eHealth NASDAQ:EHTH
-59%
USA
Rolls-Royce Holdings LON: RR
-59%
Regno Unito
Phillips 66 Partners NYSE: PSXP
-58%
USA
Two Harbors Investment NYSE: TWO
-58%
USA
PBF Energy NYSE: PBF
-57%
USA
Banco de Sabadell BME: SAB
-56,7%
Spagna
Peggiori azioni dall’inizio del Covid
Qui la presenza americana è molto inferiore e si può notare come molte aziende del vecchio continente abbiano subito il colpo.
Migliori azioni in Europa dall’inizio del Covid
Stringendo leggermente lo sguardo, calcolando solo le aziende con una capitalizzazione superiore al miliardo, guardiamo quali sono in Europa le aziende che hanno registrato la miglior performance.
Performance
Nazione
Argo Blockchain LON:ARB
+4.330%
Regno Unito
Fastned BV AMS:FAST
+698%
Olanda
Global Fashion Group ETR: GFG
+660%
Lussemburgo
Shop Apotheke Europe FRA: SAE
+382%
Olanda
AO World LON: AO
+299%
Regno Unito
Indivior LON: INDV
+287%
Regno Unito
Valneva EPA: VLS
+255%
Francia
ITM Power LON: ITM
+243%
Regno Unito
Northern Data ETR: NB2
+227%
Germania
Flatex AG FRA: FTK
+193%
Germania
Migliori azioni in Europa dall’inizio del Covid
Un bel mix nel vecchio continente, con azioni che arrivano da qualsiasi angolo dell’Europa, eccetto che dall’Italia.
Peggiori azioni in Europa dall’inizio del Covid
Passiamo quindi alle peggiori azioni nel vecchio continente, dove va certamente registrato il crollo di Wirecard, non qui menzionato perché il nuovo valore di capitalizzazione è inferiore al miliardo.
Inoltre, onde evitare di ripeterci, in questa classifica non inseriamo le aziende già inserite in quella globale, che sono Galapagos NV, Grenke AG, International Airlines Group, Rolls-Royce Holdings e Banco de Sabadell.
Performance
Nazione
SSP Group LON: SSPG
-56,7%
Regno Unito
Cineworld Group LON: CINE
-56,1%
Regno Unito
Unibail Rodamco AMS: URW
-55,2%
Francia
Babcock International Group LON: BAB
-53,9%
Regno Unito
Elior Group EPA: ELIOR
-52,8%
Francia
Prosegur Cash BME: CASH
-48,3%
Spagna
TechnipFMC EPA: FTI
-48,2%
Regno Unito
Autogrill SpA BIT: AGL
-48%
Italia
Deutsche Pfandbriefbank FRA: PBB
-47,6%
Germania
Micro Focus International LON: MCRO
-47,3%
Regno Unito
Easyjet LON: EZJ
-47%
Regno Unito
Leonardo SpA BIT: LDO
-46,8%
Italia
Azioni peggiori in Europa dall’inizio del Covid
A differenza delle altre classifiche, dove abbiamo preso in considerazione sempre i primi 10 posti, in questo caso facciamo una piccola eccezione e arriviamo a 12 poiché, come possiamo ben vedere, le ultime due posizioni sono occupate da aziende dal grosso calibro, come EasyJet e Leonardo.
Azioni migliori in Italia dall’inizio del Covid
Stringiamo ancora il campo geografico e andiamo ad analizzare solo le aziende italiane, ma considerando le capitalizzazioni medie di Piazza Affari abbassiamo il livello di capitalizzazione da 1 miliardo a 500 milioni di euro.
Performance
Alerion Clean Power BIT: ARN
+113%
Esprinet BIT: PRT
+105%
SeSa BIT: SES
+98,2%
De’ Longhi BIT: DLG
+84,3%
Tinexta BIT: TNXT
+60,6%
Gruppo MutuiOnline BIT: MOL
+59,7%
DiaSorin BIT: DIA
+47,6%
Biesse BIT: BSS
+44,9%
SOL BIT: SOL
+44,9%
Carel Industries BIT: CRL
+39,8%
Migliori azioni a Piazza Affari dall’inizio del Covid
Peggiori azioni a Milano dall’inizio del Covid
Ed ecco invece le peggiori azioni a Piazza Affari dall’inizio del Covid.
Performance
Autogrill BIT: AGL
-48%
Saras BIT: SRS
-47,8%
Leonardo BIT: LDO
-46,8%
Cattolica Assicurazione BIT: CASS
-43,9%
UniCredit BIT: UCG
-42,4%
Banca Monte dei Paschi di Siena BIT: BMPS
-40,6%
ENAV BIT: ENAV
-39,1%
Bper Banca BIT: BPE
-35,9%
Banca IFIS BIT: IF
-35,1%
Atlantia BIT: ATL
-33,9%
Azioni peggiori a Piazza Affari dall’inizio del Covid
Come possiamo vedere, rispetto alla classifica precedente europea, tra Autogrill e Leonardo, considerando la diminuzione sul filtro della capitalizzazione (da 1 miliardo a 500 milioni) si inserisce Saras che ha una capitalizzazione di 681 milioni.
Migliori azioni in Nord America dall’inizio del Covid
Ci spostiamo quindi dal vecchio continente all’America, prendendo in esame le azioni del Nord America, quindi con Nasdaq, NYSE e mercato del Canada.
Anche qui applichiamo dei filtri, in particolare, considerando che dall’Italia difficilmente si investe su titoli azionari piccoli americani, poniamo un limite sulla capitalizzazione a 10 miliardi di dollari e in questa classifica, considerando che 9 su 10 azioni della classifica globale arrivano dagli USA, non replichiamo i titoli già aggiunti in quella classifica. Li riportiamo solo a titolo informativo:
Riot Blockchain
Marathon Patent Group
Novavax
Ocugen
Blink Charging Co
NIO
Veritone
Bionano Genomics
eXp World Holdings
Queste le azioni che, di conseguenza, hanno guadagnato meno di quelle già in lista.
Performance
IAC/Interactivecorp NASDAQ:IAC
+965%
Plug Power NASDAQ:PLUG
+914%
Etsy NASDAQ:ETSY
+318%
Cloudflare NYSE:NET
+305%
Chewy Inc. NYSE:CHWY
+290%
CrowdStrike Holdings NASDAQ:CRWD
+277%
Roku Inc NASDAQ:ROKU
+277%
Pinterest NYSE:PINS
+265%
Wayfair Inc NYSE:W
+256%
Appian Corporation NASDAQ:APPN
+249%
Migliori azioni in Nord America dall’inizio del Covid
Dalla lista, guardando il prefisso del ticket, appare evidente come non siano presenti azioni canadesi ma solo degli States. Per questo motivo aggiungiamo un supplemento di tabella, con le migliori 3 aziende canadesi dall’inizio del Covid.
Performance
First Quantum Minerals TSE: FM
+141%
Teck Resources TSE:TECK.A
+69,7%
Constellation Software TSE: CSU
+18,3%
Migliori azioni in Canada dall’inizio del Covid
E come possiamo vedere dal terzo titolo, la crescita e modesta. Il quarto in classifica registra appena il +5% e quindi nemmeno lo menzioniamo, poiché sono andamenti che potrebbero cambiare in una singola giornata.
Peggiori azioni americane dall’inizio del Covid
Passiamo quindi alle peggiori azioni, cioè quelle che non hanno ancora recuperato il livello pre-Covid. Il ché, considerando che gli indici americani hanno già superato i record precedenti al Covid, è indicativo del come queste aziende siano state particolarmente colpite quest’anno.
Performance
Energy Transfer NYSE: ET
-44,2%
United Airlines NASDAQ: UAL
-43,4%
Carnival Corporation NYSE: CCL
-42,1%
ONEOK NYSE: OKE
-40,9%
Occidental Petroleum NYSE: OXY
-40,9%
Suncor Energy TSE: SU
-40,8%
Boston Properties NYSE:BXP
-37,2%
Pembina Pipeline TSE: PPL
-35,4%
Boeing NYSE: BA
-35,3%
FirstEnergy NYSE: FE
-34,3%
Azioni peggiori in Nord America dall’inizio del Covid
In questo caso in classifica troviamo due aziende canadesi, mentre le altre sono tutte “americane”. Mettiamo l’aggettivo americane tra virgolette poiché in mezzo c’è qualche azienda, come Carnival, che in realtà ha sedi e interessi in vari parti del mondo.
Si noti come tra le azioni peggiori ce ne siano varie del mondo del turismo e trasporti, in particolare Carnival e United Airlines e sempre in classifica troviamo Boeing.
Andamento indici da inizio Covid
Per dare un riferimento molto chiaro, quindi un benchmark, riportiamo qui gli indici principali a livello mondiale con le performance a 1 anno, quindi dall’inizio del Covid.
Indice
Performance
Area
NASDAQ 100
+43,7%
USA
S&P 500
+17%
USA
DOW Jones
+8,6%
USA
DAX
+2,19%
Germania
EURO STOXX 50
-3,18%
Europa
SMI
-4,13%
Svizzera
CAC
-5,0%
Francia
FTSE MIB
-7,5%
Italia
FTSE 100
-11,4%
Regno Unito
IBEX
-18,3%
Spagna
Andamento indici dall’inizio della pandemia da Corona Virus
I più “vecchi” (o poco giovani, che è meglio) ricorderanno certamente il tentativo di acquisizione da parte di Microsoft che voleva portare nel proprio giardino quello che allora era un gigante come Yahoo… Tentativo che allora fallì perché di mezzo si mise Google.
Poi è arrivata l’epoca dei social, dei microservizi, del cloud e Microsoft ha decisamente cambiato strada. Nel mentre ha cambiato anche management, con l’arrivo di Satya Nadella che è riuscito a dare un’impronta nuova alla società.
Ma l’appetito di acquisizioni, per il colosso di Redmond, non è certo cambiato e negli anni è riuscita ad allungare le mani su social del calibro di LinkedIn, su community professionali open source come GitHub o su profili gaming come ZeniMax Media.
Appetito che evidentemente non è stato ancora domato, considerando che Microsoft durante il 2020 ha cercato di cogliere l’opportunità di acquisire TikTok, società cinese che Trump voleva internalizzare (o chiudere), tentativo andato in fallimento per il cambiamento della linea politica cinese e soprattutto per minacce incrociate tra i governi di Cina e USA.
Allora, orfana di TikTok, Microsoft ha ben pensato di provare a fare campagna acquisti direttamente in America, provando a portarsi a casa Pinterest, social di ricerca fotografica che durante la pandemia da Corona Virus è riuscita a portare a casa uno strepitoso +600% sulla capitalizzazione.
Successo arrivato grazie al fatto che, con i negozi chiusi per i vari lockdown, Pinterest ha rappresentato un’opportunità unica per i brand di moda di far conoscere i propri capi, con l’inizio del funnel di acquisto che partiva proprio dal social photo network.
Peccato che anche questo tentativo di Microsoft sia andato a vuoto, con la ferma intenzione del management di Pinterest di rimanere indipendente.
Il settore della tecnologia è molto ampio e permea oramai tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana. Qualsiasi azione voi compiate c’è certamente qualche azienda del settore tecnologico che ha lavorato in modo che ciò sia possibile.
Sviluppo software, Social, Provider di connettività (che sia fibra, WiFi o mobile), streaming televisivo, cloud computing… insomma, qualsiasi cosa oramai voi pensiate, questa è parallela alla tecnologia.
Un mercato che, nonostante la relativa giovinezza, ha vissuto già grandi evoluzioni nella storia (pensate per esempio cosa sono stati gli smartphone nel mercato dei telefoni cellulari) e altre sono in fase di svolgimento.
Una in particolare è la tendenza che in questi anni sta cambiando radicalmente questo mercato: l’adozione di Software-As-A-Service (SaaS), cioè l’acquisto di un abbonamento ricorrente che fornisce il servizio chiavi in mano, basato su cloud e su Intelligenza Artificiale. Scendendo nel dettaglio e facendo un esempio molto basilare, pensate per esempio a Netflix o a Spotify, cioè la fornitura di servizi multimediali con il semplice acquisto di un abbonamento anziché farvi andare in un negozio per acquistare il supporto fisico.
Questo, con le implicazioni molto più complesse rispetto al semplice esempio che abbiamo fatto, è certamente una comodità per gli utenti stessi, ma soprattutto è un modo per garantirsi flussi continui e ricorrenti da parte di chi quel prodotto lo sviluppa.
Guardando invece all’hardware abbiamo in essere un’evoluzione sui semiconduttori, che costituiscono la base di tutto l’hardware e che, per realizzare device sempre più tascabili, sta sperimentando dimensioni di CPU, GPU, ecc sempre più ridotte.
E cosa dire delle società di telecomunicazioni, che non più tardi di un decennio fa vivevano di traffico voce e sms e che oggi, grazie a Internet, si concentrano prevalentemente sulla rete?
Le aziende dell’Information Technology
Ovviamente questo mercato è enorme e le aziende che potremmo elencare sarebbero qualche decina di migliaia. Quindi ci limiteremo solo alle aziende più grandi o più innovative.
Settore
Activision Blizzard (NASDAQ:ATVI)
Games
Adobe (NASDAQ:ADBE)
Software
Advanced Micro Devices (NASDAQ:AMD)
Hardware
Airbnb (NASDAQ:ABNB)
Web
Akamai Technologies (NASDAQ:AKAM)
Networking
Alphabet (NASDAQ:GOOG)
Web / Cloud
Amazon.com (NASDAQ:AMZN)
E-Commerce / Cloud
Apple (NASDAQ:AAPL)
Device e servizi
AT&T Inc. (NYSE:T)
Provider
Atlassian (NASDAQ:TEAM)
Software
Broadcom Inc (NASDAQ:AVGO)
Hardware
Cisco (NASDAQ:CSCO)
Hardware
CloudFlare (NYSE:NET)
Networking
Delivery Hero SE (ETR:DHER)
Delivery
Dell Technologies (NYSE:DELL)
Hardware
DocuSign (NASDAQ:DOCU)
Software
Dropbox Inc (NASDAQ:DBX)
Cloud
Electronic Arts (NASDAQ:EA)
Games
Facebook (NASDAQ:FB)
Social
Go Daddy (NYSE:GDDY)
Brand e Domini
Hewlett-Packard (NYSE:HPQ)
Hardware
IBM (NYSE:IBM)
Hardware / Cloud
Intel (NASDAQ:INTC)
Hardware
Microsoft (NASDAQ:MSFT)
Software / Cloud
Netflix (NASDAQ:NFLX)
Streaming
NVIDIA (NASDAQ:NVDA)
Hardware
Oracle Corporation (NYSE:ORCL)
Database
Paypal (NASDAQ:PYPL)
FinTech
Pinterest Inc (NYSE:PINS)
Web
Qualcomm (NASDAQ:QCOM)
Hardware
Salesforce.com (NYSE:CRM)
Software
SAP (ETR:SAP)
Software
ServiceNow (NYSE:NOW)
Cloud
Shopify (NYSE:SHOP)
E-Commerce
Slack Technologies Inc (NYSE:WORK)
Comunicazione
Sonos (NASDAQ:SONO)
Hardware
Spotify (NYSE:SPOT)
Streaming
STMicroelectronics NV (BIT:STM)
Hardware
Take Two Interactive (NASDAQ:TTWO)
Games
Texas Instruments (NASDAQ:TXN)
Hardware
Twilio (NYSE:TWLO)
Comunicazione
Twitter Inc. (NYSE:TWTR)
Social
Uber (NYSE:UBER)
Delivery
Verisign (NASDAQ:VRSN)
Software
VMware Inc. (NYSE:VMW)
Software
Zendesk (NYSE:ZEN)
Software
Zoom Video Communications (NASDAQ:ZM)
Comunicazione
Le azioni delle aziende più grandi nel settore della tecnologia
In pratica le macrocategorie (o almeno una parte di esse, quella più importante) potrebbero essere le seguenti:
Pensiamo per esempio ad Airbnb, fresca di IPO, la quale ha dovuto parzialmente rivoluzionato il proprio core business per contenere i mancati viaggi e quindi le mancate entrate dal principale servizio offerto.
Di contro, per esempio, pensiamo ad Amazon che grazie al Covid ha venduto molto di più rispetto a quanto non facesse precedentemente; idem per servizi di streaming in settori business, come per esempio Zoom o Teams di Microsoft, di Slack (fresco di offerta da parte di Salesforce) oppure di Netflix che ha visto un ottimo volano nei lockdown.
Ma la rivoluzione non c’è stata solo per i giganti dell’IT, ma anche per aziende molto più piccole e dinamiche che hanno saputo approfittare del momento. La mente corre veloce a Shopify, una piattaforma per eCommerce che ha saputo cavalcare il momento e presentarsi come una delle migliori soluzioni agli occhi di aziende che proprio nella vendita online vedevano il loro unico sbocco per sopravvivere.
Inoltre non è tutto oro ciò che luccica, pensiamo per esempio a Facebook e Alphabet (Google), premiate dagli utenti costretti a rimanere chiusi in casa ma con il core business principale legato al mondo dell’advertising, il quale è crollato poiché le aziende “normali” hanno ridotto gli investimenti in tempo di crisi. Il risultato è stato un maggior costo per sostenere gli utenti alla ricerca di informazioni a fronte di un minor introito dovuto a tagli pubblicitari.
Come analizzare le azioni di tecnologia
Le aziende mature, con un buon track record, che hanno esaurito la loro verve esplosiva nell’innovazione (pensiamo per esempio ad Apple, con prodotti maturi come iPhone, iPad e Macbook, che non sta innovando particolarmente ma che conta su buonissimi bilanci), possono basare la loro valutazione sul P/E, infatti il rapporto tra prezzo dell’azione e utili è un buonissimo indicatore per comprendere quali aziende, tra quelle mature, è più premiata di altre.
Attenzione però, perché il P/E potrebbe facilmente infiammarsi per annunci, innovazioni o idee in questo settore.
Le aziende giovani, con grandi idee innovative, spesso hanno utili negativi poiché si trovano ancora nella fase di investimento. Per queste aziende ovviamente il P/E non ha alcun significato, ciò che c’è da analizzare è quindi la curva di crescita di fatturato e utile, così da comprendere se tra qualche mese/anno queste potranno essere competitive e ancora sul mercato oppure in difficoltà.
Le differenze tra le azioni della tecnologia
Facciamo giusto qualche esempio per meglio comprendere quanto stiamo dicendo.
Alphabet ha una capitalizzazione di 1.300 miliardi di dollari, il P/E si aggira stabilmente intorno ai 35 e nel 2019 (ultimo anno intero chiuso) è riuscita a registrare utili per 34 miliardi, in crescita rispetto ai 31 dell’anno prima e ai 13 del 2014. Insomma è un’azienda solida, in continua crescita ma che ha perso l’etichetta in rampa di lancio.
Netflix ha una capitalizzazione di 225 miliardi di dollari (circa un quinto di Google), P/E di 133 e ha chiuso il 2019 con utile netto a 1,86 miliardi, in crescita rispetto a 1,2 miliardi dell’anno precedente e a 122 milioni del 2015.
Square, che rappresenta un innovativo sistema di pagamento mobile, è ancora nel pieno della propria scalata, ha capitalizzazione di 108 miliardi di dollari, P/E di 763 e il 2019 è stato il primo anno chiuso con un’utile superiore allo zero (375 milioni) contro i 38 milioni persi nel 2018 e i 154 milioni persi nel 2014.
Come possiamo vedere si tratta di 3 aziende molto differenti tra di loro.
La prima, Alphabet, è un’azienda solida, che continua a innovare ma che ha trovato una propria dimensione, che continua a portare utili ai propri soci e ciò si denota dal P/E di 35, che nel settore è basso ma rispetto ad altri mercati è enorme. Si tratta dell’azione meno rischiosa da acquistare poiché ha servizi di cui difficilmente riusciremo a fare a meno in futuro, continua a innovare e continua regalare gioie, senza il rischio di essere sovraprezzata.
Netflix ha fatto capire di che pasta è fatta ed è già entrata tra i colossi della tecnologia. Nonostante ciò ancora ha ampi spazi per crescere e tanti clienti ancora da raggiungere; senza il timore di essere smentiti possiamo dire che è la televisione del futuro ma che ancora centinaia di milioni di persone vivono senza questa TV. Ecco, questo aspetto ci fa capire il perché del 133 di P/E; l’ampio margine la porterà a continuare a crescere con gli utili e la farà diventare sempre più solida. Sicuramente è più rischiosa rispetto ad Alphabet, poiché ancora non ha conquistato quel vantaggio competitivo certo. Ma sicuramente in futuro avrà un posto e quindi il rischio è limitato.
Di contro Square è la più rischiosa, potrebbero succedere qualche migliaio di fattori che potrebbero portarla a non avere la giusta spinta per mantenere le promesse. Inoltre il P/E di 763 è grande sia per il mercato della tecnologia che per altri mercati. La scommessa è enorme ma se manterrà ciò che promette sarà vincente. Ovviamente tutto dipende dalla vostra propensione al rischio.
Conclusione
Partiamo dal fondo e cioè dai 3 esempi che abbiamo fatto: appare evidente come ci siamo concentrati sui quasi estremi della torta, proprio per rappresentare la complessità e la grandezza di questo mercato, nel quale hanno posto aziende appena nate e colossi con decenni alle spalle.
Si tratta di un mercato tipicamente valutato in modo più generoso rispetto ad altri mercati e in alcuni casi con qualche azione che somigli a una bolla pronta a esplodere (per esempio Tesla con capitalizzazione da 900 miliardi e nemmeno un anno chiuso in utile, se nel Q4 non ci saranno sorprese il 2020 potrebbe essere il primo).
Aziende storiche o con basi solide possono rappresentare ottimi porti per i vostri soldi, le scommesse dipendono dal vostro giudizio e dalla vostra voglia di scommettere.
Si scrive LUPA ma nulla ha a che fare con Roma e con l’animale; si tratta invece di investimenti e LUPA sta per Lyft, Uber, Pinterest e AirBnb.
Le azioni LUPA sono un soprannome per quattro aziende che sono nate nella generazione delle app mobili e sono entrate a far parte dell’economia dei consumatori del 21° secolo. Sono anche chiamate le azioni PAUL.
Sono state tutte depositate per essere rese pubbliche, o si dice che stiano considerando un’offerta pubblica iniziale nel prossimo futuro. Come già detto, la L sta per Lyft, la società di mobile ride sharing che è emersa come concorrente di Uber nel 2012. U sta per Uber, naturalmente, l’onnipresente società di ride-sharing che si è espansa in altri mercati. P sta per Pinterest, la bacheca fotografica basata sul web che è anche un social network. A sta per Airbnb, la popolare piattaforma per il noleggio a breve termine e l’esperienza che ha rivoluzionato il settore dei viaggi e dell’alloggio.
Tutte queste aziende sono emerse come parte dell’app economy e sono state finanziate con capitale di rischio e private equity.
Sono diventati marchi forti, con un’ampia adozione e la fedeltà dei consumatori, ma i profitti sono stati elusivi. Tuttavia, la loro scala e la loro popolarità hanno bagnato l’appetito dei mercati pubblici, dove molte di loro sono dirette a diventare società quotate in borsa.
Lyft
Lyft, è una popolare applicazione di condivisione delle corse con sede a San Francisco, benché poco conosciuta in Italia, è stata originariamente fondata nel 2007 come Bounder Web, Inc. Ha cambiato il suo nome in Zimride nel 2008 e poi in Lyft nel 2012.
È stata fondata dagli imprenditori Logan Green e John Zimmer, che sono CEO e Presidente della società. La sua missione dichiarata è: “Migliorare la vita delle persone con i migliori mezzi di trasporto del mondo”. L’azienda ha chiesto di essere resa pubblica il 1° marzo 2019. Nel suo prospetto, Lyft ha rivelato di aver avuto una perdita netta di 911 milioni di dollari nel 2018 su 2,2 miliardi di dollari di entrate, e che potrebbe non raggiungere la redditività.
Lyft punta a una valutazione tra 21-23 miliardi di dollari. Fidelity Capital Markets detiene oltre il 7% delle azioni non pubbliche della società.
Uber
Uber, il principale concorrente di Lyft nell’economia del ride-sharing, ha avuto un decennio intenso da quando è stato formato nel 2009 come UberCab.
Nata da un’idea degli imprenditori Travis Kalanick e Garrett Camp, l’applicazione di ride-sharing opera a livello globale e si è espansa in altre attività, tra cui la consegna di cibo, il trasporto di autocarri e il noleggio di scooter.
La sua popolarità – unita alla critica di quelle che alcuni considerano pratiche di lavoro sleali – ha causato un contraccolpo contro l’azienda. Ci sono state diverse cause legali e diverse città hanno fortemente limitato o spostato il divieto del servizio.
Nel 2017, il co-fondatore Kalanick si è dimesso in mezzo alle polemiche ed è stato sostituito dall’ex amministratore delegato di Expedia, Dara Khosrowshahi.
Prima dell’IPO, a maggio del 2019, è stata valutata a 120 miliardi di dollari, anche se continua a perdere denaro, secondo i suoi più recenti dati finanziari.
Oggi che è valutata, l’azienda ha una capitalizzazione di circa 50 miliardi di dollari.
Pinterest
La popolare bacheca di condivisione di foto online è stata la visione degli imprenditori Ben Silbermann, Paul Sciarra ed Evan Sharp, che hanno fondato l’azienda nel 2010. L’azienda sostiene che la sua piattaforma raggiunge 250 milioni di persone ogni mese. L’azienda ha sede a San Francisco, ma ha uffici in tutto il mondo. La metà dei suoi utenti sono al di fuori degli Stati Uniti.
Quotata ad aprile del 2019 oggi ha una valorizzazione di circa 10 miliardi di $.
AirBnb
La popolare piattaforma di noleggio di alloggi a breve termine peer-to-peer ha sconvolto l’industria dei viaggi in modi che i suoi fondatori non avrebbero mai immaginato quando è stata lanciata nel 2008. L’azienda si è anche espansa nei servizi turistici e in altre iniziative. Nata da un’idea degli imprenditori Brian Chesky, Joe Gebbia e Nathan Blecharzyk, Airbnb afferma di poter accedere a più di 5 milioni di posti unici per soggiornare in più di 81.000 città e 191 paesi. Alcune città, come New York, hanno limitato la capacità di Airbnb di operare, visti gli intensi sforzi di lobby del settore alberghiero, così come le preoccupazioni in materia di sicurezza e di tassazione. Il CEO Chesky e il suo team hanno deciso di rinunciare a un’IPO nel 2018, ma ci sono stati diversi rapporti che indicano che l’azienda testerà le acque pubbliche durante il 2020.
Altri Unicorni
Queste quattro società sono tra le più grandi della cosiddetta famiglia dei cosiddetti “unicorni”, che sono società start-up con valutazioni stimate di oltre 1 miliardo di dollari. Dati i loro valori elevatissimi e la consapevolezza del marchio, queste quattro sono tra le aziende private più attese che potrebbero testare i mercati pubblici nel prossimo futuro (o che l’hanno provato da poco).
Gli investitori hanno dimostrato di essere disposti a premiare altre aziende basate sulla tecnologia che perdono denaro, come hanno fatto con Amazon e Netflix nei loro primi tempi. Mentre le azioni LUPA o PAUL sono state in grado di far crescere le loro attività sostenute da investimenti di venture capital e private equity, i mercati pubblici potrebbero non essere così indulgenti.