Webuild, il nuovo gruppo nato nel 2020 da Salini Impregilo, è un player globale delle costruzioni specializzato nella realizzazione di grandi opere e infrastrutture complesse per i settori della mobilità sostenibile, dell’energia idroelettrica, dell’acqua, delle bioedilizia e del tunnelling.
Leader nel mercato italiano, in competizione a livello globale con i principali operatori del settore. Webuild è l’espressione di 114 anni di esperienza di ingegneria applicata in 50 paesi, nei cinque continenti, grazie al talento di 50.000 persone di oltre 100 nazionalità.
Le opere realizzate, sia in Italia che nel mondo, raccontano la storia di un gruppo guidato dalla passione per le costruzioni e dalla ricerca dell’eccellenza, che ha rinnovato il proprio impegno per costruire un futuro sostenibile applicando il proprio know-how per realizzare opere innovative e di valore.
Da cinque anni il gruppo è stato classificato al primo posto nel settore delle infrastrutture idriche (dighe, progetti idraulici e di smaltimento delle acque reflue, impianti di depurazione e desalinizzazione) da Engineering News-Record (ENR).
A partire dal 2018, ha raggiunto la classifica nella Top Ten delle Top Environmental Firms.
Il Gruppo è leader anche nel settore della mobilità sostenibile (metropolitane e ferrovie, strade e ponti).
Quotato a Piazza Affari con il ticket WBD, fa parte dell’indice FTSE Mid Cap.
Il confronto con l’anno scorso, considerando l’arrivo del Covid 12 mesi fa, è un po’ forzato (ma lo abbiamo comunque fatto poco tempo fa); molto più utile andare a calcolare quali siano le aziende che in questo 2021 hanno meglio (o peggio) performato. Lo facciamo oggi, al giro di boa che segna il passaggio del primo semestre del 2021.
Migliori e Peggiori azioni in Italia
Con spirito patriottico, datoci anche dalle belle prestazioni della nostra nazionale all’Europeo, partiamo dal Bel Paese, quindi guardiamo le migliori azioni sul FTSE MIB e quindi allarghiamo lo sguardo a tutto il paniere italiano.
Migliori azioni sul FTSE Mib nel primo semestre 2021
Titolo
Performance
Banco BPM
+51,38%
Tenaris
+38,50%
CNH Industrial
+35,54%
Poste Italiane
+34,07%
Banca Generali
+33,92%
A2A
+33,58%
UniCredit
+32,06%
Mediobanca
+31,86%
Interpump Group
+25,31%
Amplifon
+23,82%
Intesa San Paolo
+23,21%
BPER Banca
+23,00%
Campari
+21,79%
Buzzi Unicem
+21,14%
ENI
+20,94%
Migliori azioni del FTSE MIB
Migliori azioni italiane nel primo semestre del 2021
Come detto allarghiamo quindi lo sguardo e osserviamo cosa è successo sull’intero paniere di azioni italiane nel primo semestre del 2021.
Azione
Performance
Isagro
+146,22%
Alkemy
+114,69%
Tod’s
+103,62%
WeBuild
+84,43%
Unieuro
+77,91%
SABAF
+75,42%
BFF Bank
+72,37%
EL EN
+71,75%
IRCE
+71,60%
Maire Tecnimont
+69,26%
Banca Popolare di Sondrio
+68,18%
Piovan
+68,03%
Prima Industrie
+59,38%
EMAK
+58,65%
Orsero
+57,19%
15 migliori azioni italiane nel primo semestre del 2021
Peggiori azioni italiane nel primo semestre del 2021
Continuiamo con la carrellata delle azioni italiane ma questa volta passiamo alla poco invidiabile classifica delle peggiori performance sul listino milanese.
Azione
Performance
Giglio Group
-17,72%
Falck Renewables
-14,87%
Cellularline
-12,60%
EuroTech
-11,66%
Juventus F.C.
-11,61%
GVS
-8,92%
Ferrari
-8,03%
Saipem
-7,12%
Rai Way
-6,59%
Diasorin
-6,00%
Peggiori azioni italiane nel primo semestre del 2021
Migliori e Peggiori azioni in Europa nel primo semestre del 2021
Superiamo quindi i confini italiani e andiamo a dare uno sguardo a quanto successo in Europa, partendo dalle migliori aziende europee nel primo semestre del 2021.
Azione
Nazione
Performance
Entreparticuliers.com SA
Francia
+686%
Fast Finance 24 Holding AG
Germania
+472%
PetroNeft Resources plc
Irlanda
+431%
AssetCo plc
UK
+411%
Kodal Minerals PLC
UK
+338%
Evergreen SA
Francia
+331%
Tern Plc
UK
+296%
Itaconix plc
UK
+295%
Argo Blockchain
UK
+288%
Helium One Global Ltd
UK
+259%
Migliori azioni in Europa nel primo semestre del 2021
Peggiori azioni europee nel primo semestre 2021
Anche per l’Europa andiamo a vedere entrambe le facce della medaglia e, dopo aver visto le migliori azioni, andiamo a osservare quelle che sono state le peggiori 10 azioni in Europa nel primo semestre del 2021.
Azione
Nazione
Performance
Cybergun SA
Francia
-87%
Neovacs SA
Francia
-79%
Openlimit Holding AG
Svizzera
-79%
Archos SA
Francia
-79%
Hemogenyx Pharmaceuticals Plc
UK
-75%
Avenir Telecom SA
Francia
-74%
Europlasma SA
Francia
-74%
SIMEC Atlantis Energy Limited
UK
-73%
Iffe Futura SA
Spagna
-70%
Visiomed Group SA
Francia
-68%
Peggiori azioni in Europa nel primo semestre del 2021
Migliori e Peggiori titoli azionari in America nel primo semestre del 2021
Abbandoniamo quindi il Vecchio Continente per andare al di là dell’Oceano, in America, dove, come al solito, le prestazioni delle azioni lasciano abbastanza basiti.
Ecco quindi le performance delle azioni americane nel primo semestre del 2021.
Migliori azioni in America nel primo semestre 2021
Partiamo quindi con le migliori performance del mercato a stelle e strisce.
Azione
Performance
Vertex Energy
+1.342%
Cassava Sciences
+1.116%
Marin Software
+756%
Atossa Therapeutics
+660%
Express
+621%
Koss Corporation
+577%
PDS Biotechnology Corp
+447%
BSQUARE Corporation
+429%
Asensus Surgical
+417%
J.Jill Inc
+411%
Le migliori azioni americane nel primo semestre 2021
Peggiori azioni in America nel primo semestre del 2021
Infine chiudiamo l’articolo con la poco invidiabile classifica delle azioni americane che hanno perso di più durante il primo semestre del 2021. Anche qui ci sono numeri sensazionali e belle sorprese.
Azione
Performance
Odonate Therapeutics
-81%
Graybug Vision
-79%
Sigilon Therapeutics
-78%
ChemoCentryx
-77%
Immunovant
-77%
iRhythm Technologies
-72%
Frequency Therapeutics
-72%
NuZee
-70%
Lumos Pharma
-70%
Athira Pharma
-69%
Azioni americane peggiore durante il primo semestre del 2021
I motivi, per i tre soggetti, sono differenti ma riconducono tutti al medesimo scopo: controllare pubblicamente gli asset strategici dello Stato.
Infatti con Autostrade si voleva portare nel recinto pubblico la più grande rete autostradale italiana; con Telecom Italia si voleva accelerare nell’opera di merge con Open Fiber (di cdp al 50%), per arrivare alla rete unica Internet nazionale; con Euronext si volevaricontrollare Borsa Italiana, in un contesto internazionale e pan-europeo, insieme ai francesi di Caisse des Dépôts et Consignations e ai belga di Euroclear.
Queste trattative sono state ereditate dal Governo Draghi, il quale non ha ancora spostato il timone e sta facendo andare le trattative con il pilota automatico.
Cosa è Cassa Depositi e Prestiti
Le tre trattative, comunque, non rappresentano i soli interessi di Cassa Depositi e Prestiti, la quale ha asset in ogni segmento strategico del Paese.
CDP è una SpA italiana di proprietà:
83% Ministero dell’economia e delle finanze
17% Fondazioni bancarie
In questa seconda categoria si notano soprattutto:
Fondazione Monte dei Paschi di Siena
Compagnia di San Paolo
Fondazione CRT
Fondazione Cariplo
Fondazione CR Verona Vicenza Belluno e Ancona
Con il 2,57% di quote ciascuna riempiono il 12,85% di quote, lasciando fuori poco più del 5% che va ad altre decine di fondazioni.
Benché se ne senta parlare insistentemente solo da pochi anni, l’istituzione fa risalire le proprie origini al 1850 quando si chiamava Cassa Piemontese ed era di proprietà dell’allora Regno di Sardegna.
La struttura di CDP
Tra gli obiettivi principali di Cassa Depositi e Prestiti c’è quella di mantenere partecipazioni nel capitale delle medie e grandi imprese nazionali, profittevoli e ritenute strategiche per lo sviluppo del Paese.
Per fare ciò CDP ha una struttura suddivisa in segmenti ben specifici:
Le Partecipazioni quotate di Cassa Depositi e Prestiti
Le partecipazioni totali sono decine, ma quelle che ci interessano particolarmente, per il nostro articolo, sono quelle quotate in borsa.
Eccole quindi le partecipazioni di Cassa Depositi e Prestiti con i relativi valori.
Azienda / Azione
Quota
Valore quota
BF BIT: BFG
18,83%
122 mln di €
Eni BIT: ENI
25,96%
9,5 mlrd di €
Fincantieri BIT: FCT
71,32%
800 mln di €
Italgas BIT: IG
26,04%
1,15 mlrd di €
Poste Italiane BIT: PST
35%
4,94 mlrd di €
Saipem BIT: SPM
12,55%
280 mln di €
Snam BIT: SRG
31,35%
4,95 mlrd di €
Telecom Italia BIT: TIT
9,891%
947 mln di €
Terna BIT: TRN
29,85%
3,71 mlrd di €
Trevi Finanziaria Industriale BIT: TFI
25,67%
48 mln di €
Webuild BIT: WBD
18,68%
312 mln di €
Partecipazioni di CDP
ENI (BIT:ENI)
Iniziamo l’analisi da ENI, la società fondata da Enrico Mattei come Ente Nazionale Idrocarburi. Si tratta della quotata più importante per Cassa Depositi e Prestiti. Non stiamo qui a spiegare cosa faccia ENI, pensiamo sia chiaro a tutti che si occupa di energia e di petrolio/gas.
Quello che andiamo ad analizzare è invece il profilo societario della società, con particolare attenzione agli azionisti principali:
CDP S.p.A. – 25,96%
Ministero dell’economia e delle finanze – 4,37%
Norges Bank – 1,425%
Come possiamo vedere dalla lista delle aziende più rilevanti, CDP è affiancata dal Ministero dell’economia e finanza con una quota totale pubblica del 30,33%.
Snam (BIT: SRG)
Seconda azienda in quanto a peso specifico nel valore della quota è Snam (Società Nazionale Metanodotti). Si tratta di un’azienda attiva nel trasporto, rigassificazione e stoccaggio del metano.
Nata come ramo di ENI, l’azienda ha raggiunto un’autonomia durante gli anni e oggi è di proprietà di CDP reti. Questa la lista degli shareholders:
Come possiamo vedere ENI ha liquidato tutte le posizioni nella società ma CDP Reti possiede circa un terzo del capitale, considerando anche la quota di Banca d’Italia la quota pubblica diventa quindi del 32,37%.
Poste Italiane (BIT: PST)
La società di delivery postale, Poste Italiane, è quotata da pochi anni; anche in Poste è molto forte la presenza dello Stato, non solo attraverso CDP ma anche grazie alle quote possedute dal Ministero dell’Economia e delle finanze:
Cassa Depositi e Prestiti: 35%
Ministero dell’economia e delle finanze: 29,26%
Tutti gli altri azionisti sono sotto la quota dell’1% e quindi ininfluente, lo Stato controlla quindi il 64,26% delle quote di Poste Italiane.
BF (BIT: BFG)
Dopo aver visto le prime 3 società, in ordine di valore per Cassa Depositi e Prestiti, passiamo alla lista in ordine alfabetico e la prima della lista è certamente B.F. SpA.
Il gruppo nasce intorno all’azienda Bonifiche Ferraresi S.p.A. e rappresenta la più grande azienda agricola italiana. Rispetto alle restanti aziende della lista si nota subito un’eccezione, cioè il fatto che CDP non è il socio principale, lasciando lo scettro a una fondazione bancaria, nello specifico a Fondazione Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde.
Ecco quindi la lista degli azionisti di BF SpA:
Fondazione Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde: 20,7%
CDP Equity SpA: 18,8%
Sergio Gianfranco Dompé: 14,1%
Federico Vecchioni: 12,9%
Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca: 3,41%
Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri: 3,37%
Fondazione ENPAIA: 3,37%
Massimo Segre: 2,93%
Inalca SpA: 2,07%
Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Medici: 1,98%
In questo caso la quota in mano pubblica è rappresentata solo da quella posseduta da CDP, che rappresenta il 18,8% delle quote del capitale.
Fincantieri (BIT: FCT)
Continuando in ordine alfabetico e saltando ENI di cui abbiamo già parlato, troviamo un’altra società quotata da pochi anni, si tratta di Fincantieri, nella quale la mano pubblica conta parecchio.
Infatti, guardando la lista degli azionisti:
CDP Industria: 71,3%
Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri: 2,20%
Norges Bank Investment Management: 1,16%
The Vanguard Group: 0,72%
Dimensional Fund Advisors: 0,65%
Notiamo subito come CDP controlla non solo la maggioranza delle quote ma ha una partecipazione tale da poter controllare anche l’assemblea degli azionisti, fatto molto insolito per una public company.
Italgas (BIT: IG)
Torniamo sul settore energia e continuiamo a parlare dell’ex galassia ENI, lo facciamo con ItalGas, dove però, in questo caso, un’eredità dell’azienda di San Donato Milanese è ancora presente, non direttamente ma attraverso un’altra società dell’ex galassia:
In questo caso la mano pubblica conta, oltre alla presenza di CDP, anche la presenza di Snam, controllata, come abbiamo visto, dalla stessa Cassa Depositi e Prestiti.
Saipem (BIT: SPM)
Pensate che la mano di ENI sia terminata? Nulla di più sbagliato, infatti anche Saipem fa parte dell’ex galassia ENI, con l’eccezione data dal fatto che la società di San Donato Milanese ancora controlla Saipem.
Sommando quindi le quote in mano a ENI, controllata comunque dallo Stato, CDP e Banca d’Italia, la partecipazione pubblica arriva al 44,09%.
Telecom Italia (BIT: TIT)
Telecom per tanti anni è stata dimenticata dall’apparato governativo, ne avevamo anche parlato, ma con la scalata di Vivendi e, soprattutto, con l’idea di unire le reti di TIM e di Open Fiber, l’ISP è tornato di moda. Per questo motivo CDP è entrata nel capitale di Telecom e rischia, in caso di necessità per la rete unica, di incrementare le quote.
Anche in questo caso CDP è solo il secondo azionista, alle spalle dei francesi di Vivendi. Sommando le quote di CDP e di Banca d’Italia si arriva al 10,81% di quote capitale detenute dallo Stato.
Terna (BIT: TRN)
Se non fossimo passati a una lista alfabetica dopo il podio, con i 3,71 miliardi di euro di quota, avremmo Terna al quarto posto in quanto a valore totale della partecipazione Statale.
CDP Reti: 29,9%
Lazard Asset Management Pacific: 2,83%
The Vanguard Group: 1,73%
Norges Bank Investment: 1,71%
Pictet Asset Management: 1,69%
BlackRock Fund Advisors: 1,17%
Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri: 1,11%
Banca d’Italia: 1,02%
Anche in Terna è presente Banca d’Italia e il principale azionista è proprio CDP, sommando le due partecipazioni, la quota pubblica arriva al 30,92%.
Trevi Finanziaria Industriale (BIT: TFI)
Trevi Group si divide in due segmenti ben distinti:
Trevi
Soilmec
La prima si occupa di costruzioni di grandi opere, mentre la seconda si occupa della fornitura di sistemi di trivelle.
La partecipazione di CDP nel capitale di Trevi è modesta, si tratta infatti, in valore economico, della più piccola partecipazione tra le società quotate. Nonostante ciò, con una quota così bassa, CDP è comunque il principale azionista della società:
Come possiamo vedere, sommando le due partecipazioni di CDP, la quota sale fino al 32,7% e se aggiungiamo le quote in mano al ministero arriviamo al 37,65%.
Webuild (BIT: WBD)
Ultima della lista, in ordine alfabetico, Webuild, nata a maggio del 2020 dalle ceneri di Salini Impregilo S.p.A.
Anche qui troviamo una forte presenza dello Stato Italiano, nonostante CDP non sia il principale azionista della società:
Salini Costruttori: 44,99%
CDP Equity: 18,68%
Unicredit: 5,38%
Intesa San Paolo: 5,28%
Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri: 1,32%
Norges Bank Investment Management: 0,99%
Partecipazioni non quotate
Ovviamente CDP non ha quote solo in società quotate, ma anche in società private, che spesso controlla direttamente. Per chi volesse approfondire, questa è la fotografia a fine 2020.
Partecipazioni totali di Cassa Depositi e Prestiti
Abbiamo già chiarito come le blue chip, cioè i titoli a maggior capitalizzazione e maggiore stabilità, siano listati sul FTSE MIB, l’indice principale di Piazza Affari, ma quest’ultimo contiene massimo 40 società. Dove si trovano le altre?
La risposta è sul FTSE Italia Mid Cap che contiene tutte le società a media capitalizzazione che non hanno abbastanza “grandezza” per entrare nell’indice principale.
E se è vero che le società del FTSE MIB hanno respiro internazionale e sono dei colossi, è anche vero che nel FTSE Italia Mid Cap ci sono una serie di aziende che potrebbero tranquillamente stare nell’indice principale, oltre al fatto che il vero tessuto italiano, fatto di Piccole e Medie Imprese, è maggiormente rappresentato dall’indice secondario.
Cosa è il FTSE Italia Mid Cap
Andiamo con ordine e rispondiamo a un po’ di domande.
Il FTSE Italia Mid Cap è l’indice delle aziende a media capitalizzazione, raccoglie 60 società e ogni trimestre viene rivisto insieme al FTSE MIB per decidere ingressi e uscite.
Creato il 31 dicembre 1994, con il nome originale di Midex e con una quota di partenza di 10.000 punti. A distanza di 25 anni gira intorno ai 34 mila punti.
Nel 2007, a seguito dell’acquisizione di Borsa SpA da parte del London Stock Exchange, il nome è cambiato da Midex a FTSE Italia Mid Cap.
Società quotate sul FTSE Italia Mid Cap
Questa è una lista di società quotate al Mid Cap come da decisioni ultime del giugno 2020.
Azienda
Settore
Capitalizzazione (milioni di €)
UnipolSai
Finanziari
6.120
Acea
Energetici
3.890
De Longhi
Ciclici/Industria
3.490
Iren
Energetici
3.020
ERG
Energetici
2.880
Brembo
Ciclici/Auto
2.800
Reply
Tech
2.710
ASTM
Trasporti
2.700
IMA
Materiali di base
2.380
ENAV
Trasporti
2.250
Salvatore Ferragamo
Ciclici/Moda
2.150
Brunello Cucinelli
Ciclici/Moda
1.940
Mediaset
Servizi/Media
1.870
Banca MPS
Finanziari
1.670
Falck Renewables
Utility
1.610
Technogym
Ciclici/Fitness
1.590
Rai Way
Servizi/Media
1.580
Carel Industries
Tech
1.520
Anima Holding
Finanziari
1.500
Credito Emiliano
Finanziari
1.470
Autogrill
Servizi/Food
1.320
WeBuild
Beni strumentali
1.310
Juventus
Servizi
1.300
BPER Banca
Finanziari
1.280
Cerved Group
Tech
1.230
ItalMobiliare
Materiali di base
1.150
Zignago Vetro
Materiali di base
1.100
Fincantieri
Trasporti
1.100
Tamburi Investment Partners
Finanziari
1.030
Cementir Holding NV
Beni strumentali
1.000
SOL
Materiali di base
984
Ascopiave
Utility
924
Marr
Servizi
903
Tod’s
Ciclici/Moda
856
Sesa
Tech
834
Piaggio
Ciclici/Moto
822
Banca Farmafactoring
Finanziari
819
Danieli & C
Ciclici
790
Saras
Energetici
734
MutuiOnLine
Finanziari
720
Banca Popolare di Sondrio
Finanziari
720
Datalogic
Tech
685
Cattolica Assicurazioni
Finanziari
665
doValue
Finziari
578
Maire Tecnimont
Beni strumentali
557
Tinexta
Tech
554
Sanlorenzo
Ciclici
528
Illimity Bank
Finanziari
489
Banca Ifis
Finanziari
489
El.En.
Salute
458
Guala Closures
Materiali di base
401
Dea Capital
Finanziari
401
IGD Siiq
Servizi
394
Garofalo H Care
Salute
389
Credito Valtellinese
Finanziari
374
Fila
Non ciclici
372
RCS
Servizi/Media
332
Aeroporto Gugl. Marconi
Trasporti
329
Mondadori Editore
Servizi/Media
276
OVS
Ciclici/Moda
255
Componenti del FTSE Italia Mid Cap al 17/06/2020
Come è semplice notare, si va da semicolossi, come per esempio UnipolSai, Piaggio, Mediaset o De Longhi a semplici aziende quasi a conduzione familiare.
Nonostante le capitalizzazioni, che in alcuni casi sembrano davvero severe, le aziende in questo indice sono tutte imprese con respiro internazionale e con buoni valori di base.