Azione: WeBuild (BIT:WBD)

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Webuild, il nuovo gruppo nato nel 2020 da Salini Impregilo, è un player globale delle costruzioni specializzato nella realizzazione di grandi opere e infrastrutture complesse per i settori della mobilità sostenibile, dell’energia idroelettrica, dell’acqua, delle bioedilizia e del tunnelling.

Leader nel mercato italiano, in competizione a livello globale con i principali operatori del settore. Webuild è l’espressione di 114 anni di esperienza di ingegneria applicata in 50 paesi, nei cinque continenti, grazie al talento di 50.000 persone di oltre 100 nazionalità.

Le opere realizzate, sia in Italia che nel mondo, raccontano la storia di un gruppo guidato dalla passione per le costruzioni e dalla ricerca dell’eccellenza, che ha rinnovato il proprio impegno per costruire un futuro sostenibile applicando il proprio know-how per realizzare opere innovative e di valore.

Da cinque anni il gruppo è stato classificato al primo posto nel settore delle infrastrutture idriche (dighe, progetti idraulici e di smaltimento delle acque reflue, impianti di depurazione e desalinizzazione) da Engineering News-Record (ENR).

A partire dal 2018, ha raggiunto la classifica nella Top Ten delle Top Environmental Firms.

Il Gruppo è leader anche nel settore della mobilità sostenibile (metropolitane e ferrovie, strade e ponti).

Quotato a Piazza Affari con il ticket WBD, fa parte dell’indice FTSE Mid Cap.

  • Azioni migliori e peggiori del primo semestre 2021

    Azioni migliori e peggiori del primo semestre 2021

    Il confronto con l’anno scorso, considerando l’arrivo del Covid 12 mesi fa, è un po’ forzato (ma lo abbiamo comunque fatto poco tempo fa); molto più utile andare a calcolare quali siano le aziende che in questo 2021 hanno meglio (o peggio) performato. Lo facciamo oggi, al giro di boa che segna il passaggio del primo semestre del 2021.

    Migliori e Peggiori azioni in Italia

    Con spirito patriottico, datoci anche dalle belle prestazioni della nostra nazionale all’Europeo, partiamo dal Bel Paese, quindi guardiamo le migliori azioni sul FTSE MIB e quindi allarghiamo lo sguardo a tutto il paniere italiano.

    Migliori azioni sul FTSE Mib nel primo semestre 2021

    TitoloPerformance
    Banco BPM+51,38%
    Tenaris+38,50%
    CNH Industrial+35,54%
    Poste Italiane+34,07%
    Banca Generali+33,92%
    A2A+33,58%
    UniCredit+32,06%
    Mediobanca+31,86%
    Interpump Group+25,31%
    Amplifon+23,82%
    Intesa San Paolo+23,21%
    BPER Banca+23,00%
    Campari+21,79%
    Buzzi Unicem+21,14%
    ENI+20,94%
    Migliori azioni del FTSE MIB

    Migliori azioni italiane nel primo semestre del 2021

    Come detto allarghiamo quindi lo sguardo e osserviamo cosa è successo sull’intero paniere di azioni italiane nel primo semestre del 2021.

    AzionePerformance
    Isagro+146,22%
    Alkemy+114,69%
    Tod’s+103,62%
    WeBuild+84,43%
    Unieuro+77,91%
    SABAF+75,42%
    BFF Bank+72,37%
    EL EN+71,75%
    IRCE+71,60%
    Maire Tecnimont+69,26%
    Banca Popolare di Sondrio+68,18%
    Piovan+68,03%
    Prima Industrie+59,38%
    EMAK+58,65%
    Orsero+57,19%
    15 migliori azioni italiane nel primo semestre del 2021

    Peggiori azioni italiane nel primo semestre del 2021

    Continuiamo con la carrellata delle azioni italiane ma questa volta passiamo alla poco invidiabile classifica delle peggiori performance sul listino milanese.

    AzionePerformance
    Giglio Group-17,72%
    Falck Renewables-14,87%
    Cellularline-12,60%
    EuroTech-11,66%
    Juventus F.C.-11,61%
    GVS-8,92%
    Ferrari-8,03%
    Saipem-7,12%
    Rai Way-6,59%
    Diasorin-6,00%
    Peggiori azioni italiane nel primo semestre del 2021

    Migliori e Peggiori azioni in Europa nel primo semestre del 2021

    Superiamo quindi i confini italiani e andiamo a dare uno sguardo a quanto successo in Europa, partendo dalle migliori aziende europee nel primo semestre del 2021.

    AzioneNazionePerformance
    Entreparticuliers.com SAFrancia+686%
    Fast Finance 24 Holding AGGermania+472%
    PetroNeft Resources plcIrlanda+431%
    AssetCo plcUK+411%
    Kodal Minerals PLCUK+338%
    Evergreen SAFrancia+331%
    Tern PlcUK+296%
    Itaconix plcUK+295%
    Argo BlockchainUK+288%
    Helium One Global LtdUK+259%
    Migliori azioni in Europa nel primo semestre del 2021

    Peggiori azioni europee nel primo semestre 2021

    Anche per l’Europa andiamo a vedere entrambe le facce della medaglia e, dopo aver visto le migliori azioni, andiamo a osservare quelle che sono state le peggiori 10 azioni in Europa nel primo semestre del 2021.

    AzioneNazionePerformance
    Cybergun SAFrancia-87%
    Neovacs SAFrancia-79%
    Openlimit Holding AGSvizzera-79%
    Archos SAFrancia-79%
    Hemogenyx Pharmaceuticals PlcUK-75%
    Avenir Telecom SAFrancia-74%
    Europlasma SAFrancia-74%
    SIMEC Atlantis Energy LimitedUK-73%
    Iffe Futura SASpagna-70%
    Visiomed Group SAFrancia-68%
    Peggiori azioni in Europa nel primo semestre del 2021

    Migliori e Peggiori titoli azionari in America nel primo semestre del 2021

    Abbandoniamo quindi il Vecchio Continente per andare al di là dell’Oceano, in America, dove, come al solito, le prestazioni delle azioni lasciano abbastanza basiti.

    Ecco quindi le performance delle azioni americane nel primo semestre del 2021.

    Migliori azioni in America nel primo semestre 2021

    Partiamo quindi con le migliori performance del mercato a stelle e strisce.

    AzionePerformance
    Vertex Energy+1.342%
    Cassava Sciences+1.116%
    Marin Software+756%
    Atossa Therapeutics+660%
    Express+621%
    Koss Corporation+577%
    PDS Biotechnology Corp+447%
    BSQUARE Corporation+429%
    Asensus Surgical+417%
    J.Jill Inc+411%
    Le migliori azioni americane nel primo semestre 2021

    Peggiori azioni in America nel primo semestre del 2021

    Infine chiudiamo l’articolo con la poco invidiabile classifica delle azioni americane che hanno perso di più durante il primo semestre del 2021. Anche qui ci sono numeri sensazionali e belle sorprese.

    AzionePerformance
    Odonate Therapeutics-81%
    Graybug Vision-79%
    Sigilon Therapeutics-78%
    ChemoCentryx-77%
    Immunovant-77%
    iRhythm Technologies-72%
    Frequency Therapeutics-72%
    NuZee-70%
    Lumos Pharma-70%
    Athira Pharma-69%
    Azioni americane peggiore durante il primo semestre del 2021

  • Partecipazioni di Cassa Depositi e Prestiti

    Partecipazioni di Cassa Depositi e Prestiti

    Cassa Depositi e Prestiti, con il Governo Conte 2, ha avuto un ruolo attivo nelle trattative per arrivare a 3 società differenti:

    I motivi, per i tre soggetti, sono differenti ma riconducono tutti al medesimo scopo: controllare pubblicamente gli asset strategici dello Stato.

    Infatti con Autostrade si voleva portare nel recinto pubblico la più grande rete autostradale italiana; con Telecom Italia si voleva accelerare nell’opera di merge con Open Fiber (di cdp al 50%), per arrivare alla rete unica Internet nazionale; con Euronext si voleva ricontrollare Borsa Italiana, in un contesto internazionale e pan-europeo, insieme ai francesi di Caisse des Dépôts et Consignations e ai belga di Euroclear.

    Queste trattative sono state ereditate dal Governo Draghi, il quale non ha ancora spostato il timone e sta facendo andare le trattative con il pilota automatico.

    Cosa è Cassa Depositi e Prestiti

    Le tre trattative, comunque, non rappresentano i soli interessi di Cassa Depositi e Prestiti, la quale ha asset in ogni segmento strategico del Paese.

    CDP è una SpA italiana di proprietà:

    • 83% Ministero dell’economia e delle finanze
    • 17% Fondazioni bancarie

    In questa seconda categoria si notano soprattutto:

    • Fondazione Monte dei Paschi di Siena
    • Compagnia di San Paolo
    • Fondazione CRT
    • Fondazione Cariplo
    • Fondazione CR Verona Vicenza Belluno e Ancona

    Con il 2,57% di quote ciascuna riempiono il 12,85% di quote, lasciando fuori poco più del 5% che va ad altre decine di fondazioni.

    Benché se ne senta parlare insistentemente solo da pochi anni, l’istituzione fa risalire le proprie origini al 1850 quando si chiamava Cassa Piemontese ed era di proprietà dell’allora Regno di Sardegna.

    La struttura di CDP

    Tra gli obiettivi principali di Cassa Depositi e Prestiti c’è quella di mantenere partecipazioni nel capitale delle medie e grandi imprese nazionali, profittevoli e ritenute strategiche per lo sviluppo del Paese.

    Per fare ciò CDP ha una struttura suddivisa in segmenti ben specifici:

    • CDP Equity
    • CDP Reti
    • CDP Industria
    • SACE
    • FINTECNA
    • CDP Immobiliare
    • CDP Immobiliare SGR

    Le Partecipazioni quotate di Cassa Depositi e Prestiti

    Le partecipazioni totali sono decine, ma quelle che ci interessano particolarmente, per il nostro articolo, sono quelle quotate in borsa.

    Eccole quindi le partecipazioni di Cassa Depositi e Prestiti con i relativi valori.

    Azienda / AzioneQuotaValore quota
    BF
    BIT: BFG
    18,83%122 mln di €
    Eni
    BIT: ENI
    25,96%9,5 mlrd di €
    Fincantieri
    BIT: FCT
    71,32%800 mln di €
    Italgas
    BIT: IG
    26,04%1,15 mlrd di €
    Poste Italiane
    BIT: PST
    35%4,94 mlrd di €
    Saipem
    BIT: SPM
    12,55%280 mln di €
    Snam
    BIT: SRG
    31,35%4,95 mlrd di €
    Telecom Italia
    BIT: TIT
    9,891%947 mln di €
    Terna
    BIT: TRN
    29,85%3,71 mlrd di €
    Trevi Finanziaria Industriale
    BIT: TFI
    25,67%48 mln di €
    Webuild
    BIT: WBD
    18,68%312 mln di €
    Partecipazioni di CDP

    ENI (BIT:ENI)

    Iniziamo l’analisi da ENI, la società fondata da Enrico Mattei come Ente Nazionale Idrocarburi. Si tratta della quotata più importante per Cassa Depositi e Prestiti. Non stiamo qui a spiegare cosa faccia ENI, pensiamo sia chiaro a tutti che si occupa di energia e di petrolio/gas.

    Quello che andiamo ad analizzare è invece il profilo societario della società, con particolare attenzione agli azionisti principali:

    • CDP S.p.A. – 25,96%
    • Ministero dell’economia e delle finanze – 4,37%
    • Norges Bank – 1,425%

    Come possiamo vedere dalla lista delle aziende più rilevanti, CDP è affiancata dal Ministero dell’economia e finanza con una quota totale pubblica del 30,33%.

    Snam (BIT: SRG)

    Seconda azienda in quanto a peso specifico nel valore della quota è Snam (Società Nazionale Metanodotti). Si tratta di un’azienda attiva nel trasporto, rigassificazione e stoccaggio del metano.

    Nata come ramo di ENI, l’azienda ha raggiunto un’autonomia durante gli anni e oggi è di proprietà di CDP reti. Questa la lista degli shareholders:

    • CDP Reti: 31,352%
    • Romano Minozzi: 7,459%
    • BlackRock: 5,161%
    • Lazard: 5,038%
    • Minozzi Family: 2,85%
    • Snam S.p.A.: 2,75%
    • The Vanguard Group: 1,60%
    • Norges Bank Investment Management: 1,48%
    • BlackRock Fund Advisors: 1,39%
    • Banca d’Italia: 1,02%

    Come possiamo vedere ENI ha liquidato tutte le posizioni nella società ma CDP Reti possiede circa un terzo del capitale, considerando anche la quota di Banca d’Italia la quota pubblica diventa quindi del 32,37%.

    Poste Italiane (BIT: PST)

    La società di delivery postale, Poste Italiane, è quotata da pochi anni; anche in Poste è molto forte la presenza dello Stato, non solo attraverso CDP ma anche grazie alle quote possedute dal Ministero dell’Economia e delle finanze:

    • Cassa Depositi e Prestiti: 35%
    • Ministero dell’economia e delle finanze: 29,26%

    Tutti gli altri azionisti sono sotto la quota dell’1% e quindi ininfluente, lo Stato controlla quindi il 64,26% delle quote di Poste Italiane.

    BF (BIT: BFG)

    Dopo aver visto le prime 3 società, in ordine di valore per Cassa Depositi e Prestiti, passiamo alla lista in ordine alfabetico e la prima della lista è certamente B.F. SpA.

    Il gruppo nasce intorno all’azienda Bonifiche Ferraresi S.p.A. e rappresenta la più grande azienda agricola italiana. Rispetto alle restanti aziende della lista si nota subito un’eccezione, cioè il fatto che CDP non è il socio principale, lasciando lo scettro a una fondazione bancaria, nello specifico a Fondazione Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde.

    Ecco quindi la lista degli azionisti di BF SpA:

    • Fondazione Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde: 20,7%
    • CDP Equity SpA: 18,8%
    • Sergio Gianfranco Dompé: 14,1%
    • Federico Vecchioni: 12,9%
    • Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca: 3,41%
    • Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri: 3,37%
    • Fondazione ENPAIA: 3,37%
    • Massimo Segre: 2,93%
    • Inalca SpA: 2,07%
    • Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Medici: 1,98%

    In questo caso la quota in mano pubblica è rappresentata solo da quella posseduta da CDP, che rappresenta il 18,8% delle quote del capitale.

    Fincantieri (BIT: FCT)

    Continuando in ordine alfabetico e saltando ENI di cui abbiamo già parlato, troviamo un’altra società quotata da pochi anni, si tratta di Fincantieri, nella quale la mano pubblica conta parecchio.

    Infatti, guardando la lista degli azionisti:

    • CDP Industria: 71,3%
    • Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri: 2,20%
    • Norges Bank Investment Management: 1,16%
    • The Vanguard Group: 0,72%
    • Dimensional Fund Advisors: 0,65%

    Notiamo subito come CDP controlla non solo la maggioranza delle quote ma ha una partecipazione tale da poter controllare anche l’assemblea degli azionisti, fatto molto insolito per una public company.

    Italgas (BIT: IG)

    Torniamo sul settore energia e continuiamo a parlare dell’ex galassia ENI, lo facciamo con ItalGas, dove però, in questo caso, un’eredità dell’azienda di San Donato Milanese è ancora presente, non direttamente ma attraverso un’altra società dell’ex galassia:

    • CDP Reti S.p.A.: 26,05%
    • Snam: 13,50%
    • Lazard Asset Management: 8,7%
    • Romano Minozzi: 4,29%
    • Blackrock: 4,7%
    • Sun Life Financial: 3,4%

    In questo caso la mano pubblica conta, oltre alla presenza di CDP, anche la presenza di Snam, controllata, come abbiamo visto, dalla stessa Cassa Depositi e Prestiti.

    Saipem (BIT: SPM)

    Pensate che la mano di ENI sia terminata? Nulla di più sbagliato, infatti anche Saipem fa parte dell’ex galassia ENI, con l’eccezione data dal fatto che la società di San Donato Milanese ancora controlla Saipem.

    • ENI: 30,54%
    • CDP Industria: 12,55
    • Marathon Asset Management: 5%
    • Eleva Capital: 3,07
    • Banca d’Italia: 1%
    • Unicredit Bank: 1%

    Sommando quindi le quote in mano a ENI, controllata comunque dallo Stato, CDP e Banca d’Italia, la partecipazione pubblica arriva al 44,09%.

    Telecom Italia (BIT: TIT)

    Telecom per tanti anni è stata dimenticata dall’apparato governativo, ne avevamo anche parlato, ma con la scalata di Vivendi e, soprattutto, con l’idea di unire le reti di TIM e di Open Fiber, l’ISP è tornato di moda. Per questo motivo CDP è entrata nel capitale di Telecom e rischia, in caso di necessità per la rete unica, di incrementare le quote.

    • Vivendi: 23,75%
    • Cassa Depositi e Prestiti: 9,81%
    • Canada Pension Plan Investment Board: 3,24%
    • Bjorgolfsson Bjorgolfur Thor Family: 2,96%
    • The Vanguard Group: 1,64%
    • Eleva Capital: 1,39%
    • Telecom Italia S.p.A.: 1,05%
    • Norges Bank Investment Management: 1,04%
    • Henderson Global Investors: 1,04%
    • Banca d’Italia: 1%

    Anche in questo caso CDP è solo il secondo azionista, alle spalle dei francesi di Vivendi. Sommando le quote di CDP e di Banca d’Italia si arriva al 10,81% di quote capitale detenute dallo Stato.

    Terna (BIT: TRN)

    Se non fossimo passati a una lista alfabetica dopo il podio, con i 3,71 miliardi di euro di quota, avremmo Terna al quarto posto in quanto a valore totale della partecipazione Statale.

    • CDP Reti: 29,9%
    • Lazard Asset Management Pacific: 2,83%
    • The Vanguard Group: 1,73%
    • Norges Bank Investment: 1,71%
    • Pictet Asset Management: 1,69%
    • BlackRock Fund Advisors: 1,17%
    • Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri: 1,11%
    • Banca d’Italia: 1,02%

    Anche in Terna è presente Banca d’Italia e il principale azionista è proprio CDP, sommando le due partecipazioni, la quota pubblica arriva al 30,92%.

    Trevi Finanziaria Industriale (BIT: TFI)

    Trevi Group si divide in due segmenti ben distinti:

    • Trevi
    • Soilmec

    La prima si occupa di costruzioni di grandi opere, mentre la seconda si occupa della fornitura di sistemi di trivelle.

    La partecipazione di CDP nel capitale di Trevi è modesta, si tratta infatti, in valore economico, della più piccola partecipazione tra le società quotate. Nonostante ciò, con una quota così bassa, CDP è comunque il principale azionista della società:

    • Polaris Capital Management: 25,7%
    • CDP Equity SpA (Private Equity): 25,7%
    • CDP Investimenti SGR SpA: 6,99%
    • Intesa Sanpaolo S.p.A.: 6,91
    • Ministero di Economia e Finanza: 4,95%
    • Banco BPM S.p.A.: 4,57%
    • UniCredit S.p.A.: 4,32%
    • Credit Suisse Asset Management (Schweiz) AG: 1,85%

    Come possiamo vedere, sommando le due partecipazioni di CDP, la quota sale fino al 32,7% e se aggiungiamo le quote in mano al ministero arriviamo al 37,65%.

    Webuild (BIT: WBD)

    Ultima della lista, in ordine alfabetico, Webuild, nata a maggio del 2020 dalle ceneri di Salini Impregilo S.p.A.

    Anche qui troviamo una forte presenza dello Stato Italiano, nonostante CDP non sia il principale azionista della società:

    • Salini Costruttori: 44,99%
    • CDP Equity: 18,68%
    • Unicredit: 5,38%
    • Intesa San Paolo: 5,28%
    • Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri: 1,32%
    • Norges Bank Investment Management: 0,99%

    Partecipazioni non quotate

    Ovviamente CDP non ha quote solo in società quotate, ma anche in società private, che spesso controlla direttamente. Per chi volesse approfondire, questa è la fotografia a fine 2020.

    Partecipazioni di Cassa Depositi e Prestiti
    Partecipazioni totali di Cassa Depositi e Prestiti

  • FTSE Italia Mid Cap, l’indice delle medie imprese di Piazza Affari

    FTSE Italia Mid Cap, l’indice delle medie imprese di Piazza Affari

    Abbiamo già chiarito come le blue chip, cioè i titoli a maggior capitalizzazione e maggiore stabilità, siano listati sul FTSE MIB, l’indice principale di Piazza Affari, ma quest’ultimo contiene massimo 40 società. Dove si trovano le altre?

    La risposta è sul FTSE Italia Mid Cap che contiene tutte le società a media capitalizzazione che non hanno abbastanza “grandezza” per entrare nell’indice principale.

    E se è vero che le società del FTSE MIB hanno respiro internazionale e sono dei colossi, è anche vero che nel FTSE Italia Mid Cap ci sono una serie di aziende che potrebbero tranquillamente stare nell’indice principale, oltre al fatto che il vero tessuto italiano, fatto di Piccole e Medie Imprese, è maggiormente rappresentato dall’indice secondario.

    Cosa è il FTSE Italia Mid Cap

    Andiamo con ordine e rispondiamo a un po’ di domande.

    Il FTSE Italia Mid Cap è l’indice delle aziende a media capitalizzazione, raccoglie 60 società e ogni trimestre viene rivisto insieme al FTSE MIB per decidere ingressi e uscite.

    Creato il 31 dicembre 1994, con il nome originale di Midex e con una quota di partenza di 10.000 punti. A distanza di 25 anni gira intorno ai 34 mila punti.

    Nel 2007, a seguito dell’acquisizione di Borsa SpA da parte del London Stock Exchange, il nome è cambiato da Midex a FTSE Italia Mid Cap.

    Società quotate sul FTSE Italia Mid Cap

    Questa è una lista di società quotate al Mid Cap come da decisioni ultime del giugno 2020.

    AziendaSettoreCapitalizzazione
    (milioni di €)
    UnipolSaiFinanziari6.120
    AceaEnergetici3.890
    De LonghiCiclici/Industria3.490
    IrenEnergetici3.020
    ERGEnergetici2.880
    BremboCiclici/Auto2.800
    ReplyTech2.710
    ASTMTrasporti2.700
    IMAMateriali di base2.380
    ENAVTrasporti2.250
    Salvatore FerragamoCiclici/Moda2.150
    Brunello CucinelliCiclici/Moda1.940
    MediasetServizi/Media1.870
    Banca MPSFinanziari1.670
    Falck RenewablesUtility1.610
    TechnogymCiclici/Fitness1.590
    Rai WayServizi/Media1.580
    Carel IndustriesTech1.520
    Anima HoldingFinanziari1.500
    Credito EmilianoFinanziari1.470
    AutogrillServizi/Food1.320
    WeBuildBeni strumentali1.310
    JuventusServizi1.300
    BPER BancaFinanziari1.280
    Cerved GroupTech1.230
    ItalMobiliareMateriali di base1.150
    Zignago VetroMateriali di base1.100
    FincantieriTrasporti1.100
    Tamburi Investment PartnersFinanziari1.030
    Cementir Holding NVBeni strumentali1.000
    SOLMateriali di base984
    AscopiaveUtility924
    MarrServizi903
    Tod’sCiclici/Moda856
    SesaTech834
    PiaggioCiclici/Moto822
    Banca FarmafactoringFinanziari819
    Danieli & CCiclici790
    SarasEnergetici734
    MutuiOnLineFinanziari720
    Banca Popolare di SondrioFinanziari720
    DatalogicTech685
    Cattolica AssicurazioniFinanziari665
    doValueFinziari578
    Maire TecnimontBeni strumentali557
    TinextaTech554
    SanlorenzoCiclici528
    Illimity BankFinanziari489
    Banca IfisFinanziari489
    El.En.Salute458
    Guala ClosuresMateriali di base401
    Dea CapitalFinanziari401
    IGD SiiqServizi394
    Garofalo H CareSalute389
    Credito ValtellineseFinanziari374
    FilaNon ciclici372
    RCSServizi/Media332
    Aeroporto Gugl. MarconiTrasporti329
    Mondadori EditoreServizi/Media276
    OVSCiclici/Moda255
    Componenti del FTSE Italia Mid Cap al 17/06/2020

    Come è semplice notare, si va da semicolossi, come per esempio UnipolSai, Piaggio, Mediaset o De Longhi a semplici aziende quasi a conduzione familiare.

    Nonostante le capitalizzazioni, che in alcuni casi sembrano davvero severe, le aziende in questo indice sono tutte imprese con respiro internazionale e con buoni valori di base.