Telecom Italia e la rete unica
Fibra Ottica e rete unica
Telecom Italia e la rete unica

Alla fine forse Elisabetta Ripa aveva ragione: la rete unica italiana deve essere libera da operatori e il controllo non può essere delegato a Telecom Italia.

Secondo quanto scrive Bloomberg, l’Antitrust europeo potrebbe bloccare l’operazione di aggregazione di FiberCop in AccessCo.

L’operazione, dopo l’ingresso di Fastweb in FiberCop, con merge della rete di Telecom Italia, e la successiva cessione di una parte minoritaria al fondo KKR, prevedeva la fusione della appena nata FiberCop in AccessCo, newco nata dall’aggregazione con Open Fiber. A Telecom Italia sarebbe rimasto il controllo grazie a una quota superiore al 50% della nuova nata. Open Fiber sarebbe quindi diventato socio di minoranza della nuova rete unica.

AccessCo che avrebbe avuto, tra gli shareholders, oltre a Telecom, anche Cassa Depositi e Prestiti, Fastweb, KKR e Enel, che possiede il 50% di Open Fiber.

Probabilmente questa fusione non andrà in porto se Bloomberg dovesse avere ragione e l’antitrust europeo dovesse bloccare l’operazione in essere.

Un duro colpo per Telecom (e per Luigi Gubitosi che ha promosso questa operazione), che nel giorno della rivelazione è arrivata a perdere quasi il 15%.

L’alternativa, qualora l’operazione venisse stoppata, sarebbe quella di non avere la rete unica, oppure di permettere l’ingresso nella nuova nata ad altri operatori, con Iliad, Sky e altri player che hanno già dimostrato interesse nei giorni scorsi.

A sorpresa il 17 settembre si inserisce anche il fondo Macquarie, con un’offerta vincolante per il 50% di Open Fiber in mano a Enel. Quindi Enel potrebbe essere esclusa dalla nuova rete unica, qualora accettasse l’offerta.

L’offerta arrivata, però, valuta la rete 5,3 miliardi, ben al di sotto rispetto ai 7 miliardi delle vecchie valutazioni.