Azione: BioNTech (NASDAQ:BNTX)

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  • Investire in azioni legate alle necessità

    Investire in azioni legate alle necessità

    Mai come in questo momento storico le azioni di aziende legate alle necessità primarie sono considerate così tanto bene rifugio. Si tratta di aziende anticicliche, che anche in periodi di crisi continuano a prosperare poiché il core business è legato a qualcosa che le persone non possono non acquistare.

    Ci sono varie categorie, come per esempio le utility, le quali offrono elettricità, acqua, gas naturale e servizi di scarico per clienti residenziali, commerciali e industriali, senza dimenticare ovviamente i servizi governativi.

    Nel tempo queste aziende si sono guadagnate un posto tra i beni indispensabili e il loro continuo guadagno è dato dall’aumento costante dei prezzi, grazie a contratti regolamentati (quindi approvati da enti governativi) oppure garantiti da accordi ad hoc.

    Tali guadagni costanti permettono a queste aziende di avere una visione nel lungo periodo, potendo approvare piani industriali a più anni che garantiscono per i soci dei buoni dividendi, tipicamente superiori alle medie di mercato.

    Investimenti a lungo periodo, garanzia degli introiti, prevedibilità del mercato e redditività rendono tali azioni dei buoni beni rifugio, a basso rischio per chi decide di investirci.

    Quali sono le migliori azioni di beni indispensabili?

    Non tutte le aziende hanno dei fondamentali così soddisfacenti per attirare investimenti; ciò può essere dato dall’alto debito conseguito per posizionarsi sul mercato, da una cattiva gestione o da mutamenti del mercato (pensiamo per esempio ai produttori di petrolio nel momento in cui il mercato si sta spostando verso green energy).

    Ecco una lista di aziende di spicco:

    SettoreNazione
    Abbott Laboratories
    NYSE: ABT
    SaluteUSA
    AbbVie
    NYSE: ABBV
    SaluteUSA
    Albertsons
    NYSE: ACI
    FoodUSA
    American Water Works Company Inc
    NYSE: AWK
    AcquaUSA
    ArcelorMittal
    AMS: MT
    Materie BaseLussemburgo
    Artesian Resources Corporation
    NASDAQ: ARTNA
    AcquaUSA
    Athens Water and Sewerage Company SA
    FRA: EYP
    AcquaGrecia
    BioNTech
    ETR: 22UA
    SaluteGermania
    Brookfield Infrastructure Partners L.P.
    NYSE: BIP
    InfrastruttureCanada
    California Water Service Group
    NYSE: CWT
    AcquaUSA
    Campbell’s
    NYSE: CPB
    FoodUSA
    Canadian Solar
    NASDAQ: CSIQ
    InfrastruttureCanada
    Carrefour
    EPA: CA
    FoodFrancia
    Centrica PLC
    LON: CNA
    EnergiaRegno Unito
    Companhia de Saneamento Bsc DEDSP Sbsp
    BVMF: SBSP3
    AcquaBrasile
    Compass Minerals
    NYSE: CMP
    Materie BaseUSA
    Covestro
    ETR: 1COV
    Materie BaseGermania
    DaVita
    NYSE: DVA
    SaluteUSA
    DONG Energy
    CPH: ORSTED
    EnergiaDanimarca
    EDP Renewables
    ELI: EDPR
    EnergiaPortogallo
    Électricité de France
    EPA: EDF
    EnergiaFrancia
    Eli Lilly and Company
    NYSE: LLY
    SaluteUSA
    Enel
    BIT: ENEL
    EnergiaItalia
    Engie
    EPA: ENGI
    EnergiaFrancia
    Essential Utilities Inc
    NYSE: WTRG
    AcquaUSA
    Exelon
    NASDAQ: EXC
    EnergiaUSA
    E.ON
    ETR: EOAN
    EnergiaGermania
    Fresenius Medical Care
    ETR: FME
    SaluteGermania
    Global Water Resources Inc
    NASDAQ: GWRS
    AcquaUSA
    Hospital Corporation of America
    NYSE: HCA
    SaluteUSA
    Iberdrola
    BME: IBE
    EnergiaSpagna
    JinkoSolar Holding Co., Ltd
    NYSE: JKS
    InfrastruttureCina
    Johnson & Johnson
    NYSE: JNJ
    SaluteUSA
    Kansai Electric Power Co Inc
    TYO: 9503
    EnergiaGiappone
    Kroger
    NYSE: KR
    FoodUSA
    KSB SE & Co KgaA
    ETR: KSB
    InfrastruttureGermania
    Legrand
    EPA: LR
    InfrastruttureFrancia
    Magellan Health
    NASDAQ: MGLN
    SaluteUSA
    Medtronic
    NYSE: MDT
    SaluteUSA
    Merck & Co.
    NYSE: MRK
    SaluteUSA
    Merck KGaA
    ETR: MRK
    SaluteGermania
    Middlesex Water Company
    NASDAQ: MSEX
    AcquaUSA
    Nestle SA
    SWX: NESN
    FoodSvizzera
    Nexans
    EPA: NEX
    InfrastruttureFrancia
    NextEra Energy Inc
    NYSE: NEE
    EnergiaUSA
    Novartis AG
    SWX: NOVN
    SaluteSvizzera
    Novo Nordisk
    CPH: NOVO-B
    SaluteDanimarca
    Nutrien Ltd
    TSE: NTR
    Materie BaseCanada
    Pennon Group
    LON: PNN
    AcquaRegno Unito
    Pfizer
    NYSE: PFE
    SaluteUSA
    Prysmian SpA
    BIT: PRY
    InfrastruttureItalia
    Recordati
    BIT: REC
    SaluteItalia
    Renewable Energy Group Inc
    NASDAQ: REGI
    EnergiaUSA
    Rexel
    EPA: RXL
    InfrastruttureFrancia
    Rio Tinto Group
    ASX: RIO
    Materie BaseAustralia
    RWE AG
    ETR: RWE
    EnergiaGermania
    Saint-Gobain
    EPA: SGO
    Materie BaseFrancia
    Scottish and Southern Energy plc
    LON: SSE
    EnergiaRegno Unito
    Sesa Goa
    NYSE: VEDL
    Materiali BaseIndia
    Severn Trent
    LON: SVT
    AcquaRegno Unito
    Suez Environnement
    EPA: SEV
    AcquaFrancia
    Tenaris
    BIT: TEN
    Materie BaseLussemburgo
    Tokyo Electric Power Company
    TYO: 9501
    EnergiaGiappone
    UnitedHealth Group
    NYSE: UNH
    SaluteUSA
    Universal Health Services Inc
    NYSE: UHS
    SaluteUSA
    United Utilities Group PLC
    LON: UU
    AcquaRegno Unito
    Vale
    BVMF: VALE3
    Materie BaseBrasile
    Veolia Environnement
    EPA: VIE
    Acqua / EnergiaFrancia
    Vestas
    CPH: VWS
    InfrastruttureDanimarca
    Vinci
    EPA: DG
    InfrastruttureFrancia
    Walmart
    NYSE: WMT
    FoodUSA
    York Water Co
    NASDAQ: YORW
    AcquaUSA
    Azioni delle aziende legate a servizi indispensabili

    Perché è bene investire in azioni di utilità?

    Prendiamo per esempio il caso delle aziende legate alle infrastrutture, queste hanno affrontato costi enormi per costruire e mantenere i loro asset e quindi temono poco la concorrenza; ciò perché qualsiasi azienda volesse entrare nel mercato dovrebbe, prima di ogni altra cosa, avere un profilo finanziario adatto, creare debito e avere il tempo per creare il tutto, una volta fatto questo si confronterebbe con il mercato.

    Stesso dicasi per le aziende energetiche, per la distribuzione di acqua, gas e per l’estrazione di materiali. Ma anche degli ospedali, di laboratori di ricerca, di aziende farmaceutiche e di ogni altro genere di grande investimento primario.

    Rating obbligazionario investment-grade

    Ovviamente stiamo parlando di aziende medio/grandi, che emettono obbligazioni per finanziare gli investimenti, diventa quindi fondamentale analizzare il rating obbligazionario o di credito di ognuna delle società.

    Naturalmente le aziende con rating investment-grade possono finanziarsi a costi bassi e in taluni casi, per aziende con rating AAA (sono pochissime) il credito sfiora lo zero di tasso di interesse.

    Bassa leva finanziaria

    Come detto è naturale che tali aziende si finanzino sul mercato del credito, ma allo stesso tempo è altrettanto fondamentale che ripaghino tali debiti oppure abbiano una crescita di fatturato tale da rendere i passivi trascurabili.

    Per questo motivo, gli investitori dovrebbero cercare le utility con metriche di leverage conservative per il settore. Possibilmente con il rapporto tra debito e ebitda che sia il più basso possibile.

    Dividend Payout conservativo

    Il Dividend Payout ratio è la percentuale di utile che viene poi distribuita ai soci sotto forma di dividendo. Tipicamente le aziende di utility hanno un payout che si aggira intorno al 65/70%.

    I dividendi, per quanto utili per gli azionisti, non sempre sono un bene per l’azienda. Pensiamo per esempio a una compagnia che ha in previsione un grosso investimento e che distribuisce comunque un bel dividendo ricorrendo poi al debito. Non è una mossa molto saggia poiché, conoscendo comunque l’investimento previsto, ha finanziato il dividendo attraverso il debito con l’unico intento di far felici gli azionisti.

  • Azioni delle aziende farmaceutiche

    Azioni delle aziende farmaceutiche

    Warren Buffett ha appena annunciato di aver acquistato azioni Pfizer e di essere esposto verso le aziende farmaceutiche; Amazon ha appena annunciato Amazon Pharmacy, per vendere medicinali da banco (al momento solo in America); i vaccini contro il Covid stanno galoppando e smuoveranno decine di miliardi.

    Insomma, c’è un forte fermento sul tema farmaceutico con un mercato che è in evoluzioni e che potrebbe creare delle grandi opportunità, ne avevamo già parlato in un articolo dedicato al mercato della salute un po’ più ad ampio spettro.

    L’industria farmaceutica globale registra ogni anno un fatturato di 1,2 trilioni di dollari. Si tratta di un mercato enorme, che crea enormi opportunità per gli investitori a lungo termine, nonché progressi nella qualità della vita dei pazienti.

    Come già detto la pandemia dovuta al COVID-19 sta attirando l’attenzione sulle aziende farmaceutiche, soprattutto quelle che stanno sviluppando vaccini candidati per il Corona Virus. Non è tutto oro ciò che luccica però, ci sono dei rischi ed è fondamentale capire quali sono.

    Come fare a entrare nel segmento dei farmaceutici? Proviamo dare una lista di azioni e a capire cosa valutare.

    Perché investire in azioni farmaceutiche?

    Partiamo da un fondo relativamente giovane, cioè l’ETF SPDR S&P Pharmaceuticals (NYSEMKT:XPH) che, dalla sua nascita del 2006, ha sovraperformato l’S&P500. Appare evidente che i titoli farmaceutici hanno un potenziale tale per superare il mercato in generale, soprattutto se si guarda ai solidi fondamentali di cui dispone.

    C’è poco da fare: la popolazione invecchia e linearmente ha sempre più bisogno di medicinali, per vaccini o per la cura, siano essi per infezioni batteriche che per virali. Inoltre questo mercato, per sua natura, investe continuamente in ricerca e sviluppo (e per fortuna aggiungeremmo), così da avere continuamente nuovi prodotti da distribuire.

    Alcune azioni di aziende farmaceutiche

    Ecco qui una lista di azioni farmaceutiche che hanno il potenziale per creare utili a lungo periodo.

    AziendaTicketNazione
    Abbott LaboratoriesNYSE:ABTUSA
    AbbVieNYSE:ABBVUSA
    Amgen IncNASDAQ:AMGNUSA
    AstraZenecaLON:AZNRegno Unito
    Baxter InternationalNYSE:BAXUSA
    BayerETR:BAYNGermania
    BioNTechNASDAQ:BNTXGermania
    Bristol Myers SquibbNYSE:BMYUSA
    DiasorinBIT:DIAItalia
    Eli Lilly and CompanyNYSE:LLYUSA
    GlaxoSmithKlineLON:GSKRegno Unito
    Johnson & JohnsonNYSE:JNJUSA
    Merck & CoNYSE:MRKUSA
    NovartisSWX:NOVNSvizzera
    PfizerNYSE:PFEUSA
    RecordatiBIT:RECItalia
    Roche HoldingSWX:ROSvizzera
    SanofiEPA:SANFrancia
    Vertex PharmaceuticalsNASDAQ:VRTXUSA

    Abbott Laboratories

    Ha sede a North Chicago in Illinois ma opera in più di 130 paesi differenti, Italia compresa.

    Si tratta di un gruppo molto vasto che nel 2013 ha deciso di scindere le proprie attività di ricerca e sviluppo che ha fatto confluire in una nuova società quotata che prende il nome di AbbVie.

    Alla “vecchia” Abbott Laboratories rimane il compito della produzione dei prodotti.

    AbbVie

    In ordine alfabetico viene subito dopo ed è strettamente collegata alla precedente come abbiamo già visto. Nata nel 2013 dalla scissione con Abbott Laboratories, AbbVie si occupa di Ricerca e Sviluppo per conto della casa madre.

    Il portafoglio di AbbVie comprende diversi prodotti in rapida crescita, tra cui i farmaci antitumorali Imbruvica e Venclexta e i farmaci antinfiammatori Rinvoq e Skyrizi.

    Non appare strano, occupandosi di ricerca e sviluppo, che questa azienda abbia costantemente un gran numero di farmaci in programma di test clinici, e spesso tante sono in fase 3, cioè l’ultima fase prima delle autorizzazioni e messa in commercio.

    AbbVie, tenendo buono il track record di Abbott, vanta ben 47 anni di aumento costante del dividendo, facendo di questa società una delle regine dei Dividendi Aristocratici.

    Amgen Inc

    La società di biotecnologie Amgen è stata fondata nel 1980 e il nome AMGen è una contrazione di Genetica Molecolare Applicata.

    Con circa 20.000 dipendenti, Amgen è una delle più grandi aziende biotecnologiche del mondo, con un fatturato annuo superiore a 25 miliardi di dollari USA.

    Oltre alla sede centrale a Thousand Oaks (California), e a varie filiali negli USA, l’azienda ha uffici praticamente in tutto il globo. Per l’Europa la sede centrale si trova a Zugo, in Svizzera.

    I principali prodotti sono: Repatha, Parsabiv, Blincyto, Aimovig, Prolia, Nplate e Vectibix.

    AstraZeneca

    Salita agli onori della cronaca già in primavera/estate 2020 perché una delle prime ad aver annunciato di avere un vaccino contro il Covid, AstraZeneca è una multinazionale originaria della Svezia/Regno Unito.

    AstraZeneca è infatti un gruppo farmaceutico internazionale creato nel 1999 dalla svedese Astra AB e dalla britannica Zeneca PLC.

    Zeneca è stata creata nel 1993 dalla divisione farmaceutica dell’azienda chimica britannica Imperial Chemical Industries.

    La sede centrale è a Cambridge, il dipartimento di sviluppo e ricerca si trova a Södertälje, in Svezia, a sud di Stoccolma.

    Attiva nello sviluppo di farmaci con prescrizione medica per patologie cardiovascolari, respiratorie, infiammatorie, metaboliche, oncologiche, infezioni e disturbi del sistema nervoso.

    Baxter International

    Baxter International Inc è un’azienda statunitense facente parte della lista Fortune 500.

    Con sede a Deerfield, nell’Illinois, l’azienda si concentra principalmente sui prodotti per il trattamento dell’emofilia, delle malattie renali, dei disturbi immunitari e di altre condizioni mediche croniche e acute.

    Bayer

    Un gigante tedesco attivo in vari mercati, non solo quello farmaceutico ma anche in quello veterinario, agricolo e altre decine di subsegmenti.

    Oggi ha sede a Leverkusen, in Renania Settentrionale-Vestfalia, Germania.

    La Bayer AG si occupa di molti settori sin dalla sua nascita, nel 1863, quando era una semplice fabbrica di tintura a Barmen, in Germania.

    L’azienda era molto prospera, perché in quel periodo era in corso la rivoluzione industriale e le aziende tessili stavano diventando molto potenti, quindi le aziende collegate come la fabbrica di tintura stavano facendo un sacco di soldi. Qualche tempo dopo, scoprirono che il colorante conteneva un qualche mezzo di guarigione e decisero di indagare sul soggetto, scoprendo l’acido acetilsalicilico, il composto dell’aspirina.

    Oggi Bayer è conosciuta soprattutto per l’aspirina in campo farmaceutico, ma produce ben più prodotti, anche grazie ad acquisizioni fatte nel corso della sua vita, come quella di Schering AG; Bayer Schering Pharma produce le pillole anticoncezionali Yaz e Yasmin. Entrambi i prodotti utilizzano un nuovo tipo di ormone chiamato progesterone drospirenone in combinazione con gli estrogeni.

    Sono solo degli esempi, poiché per entrare nel dettaglio della produzione di Bayer non basterebbe un sito intero.

    BioNTech

    È una delle aziende più piccole di questa lista, dal basso delle sue poche decine di milioni di fatturato l’anno; eppure merita di stare in questa compagnia poiché, insieme a Pfizer, è titolare di quello che sembra il vaccino più promettente contro il Corona Virus.

    Oltre al Covid si è occupata di immunoterapie per il trattamento di pazienti in gravi condizioni.

    Bristol Myers Squibb

    Bristol-Myers Squibb, spesso chiamata BMS, è una società farmaceutica con sede a New York.

    Produce farmaci su prescrizione in diverse aree terapeutiche, tra cui cancro, HIV/AIDS, malattie cardiovascolari, diabete, epatite, artrite reumatoide e disturbi psichiatrici.

    Diasorin

    Questa è decisamente l’azienda più piccola di questa lista, ma è italiana (un piccolo orgoglio) ed è molto attiva in immunodiagnostica e nella diagnostica molecolare.

    Salita agli onori della cronaca poiché è stata una delle poche aziende ad avere la velocità necessaria per la creazione di un test diagnostico molecolare per vedere la presenza del Corona Virus con un tampone nel giro di 60 minuti.

    Eli Lilly and Company

    Si tratta del più grande produttore di farmaci psichiatrici e ha nel suo portafoglio brand come Prozac (fluoxetina), Dolophine (metadone), Cymbalta (duloxetina) e Zyprexa (olanzapina).

    Nella storia di Eli Lilly ci sono due milestone molto importanti, cioè la creazione in serie del vaccino contro la poliomielite e dell’insulina.

    GlaxoSmithKline

    Stabile tra le prime 10 aziende pharma mondiali, GlaxoSmithKline è nata nel 2000 dalla fusione tra Glaxo Wellcome e SmithKline Beecham.

    In Italia ha un portafoglio che comprende circa 50 farmaci da prescrizione nei segmenti del respiratorio, in antibioticoterapia, nel sistema nervoso centrale, in oncologia e in immunologia.

    Johnson & Johnson

    Tra i prodotti di J&J ci sono i farmaci immunologici Stelara e Tremfya e il farmaco per il cancro alla prostata Darzalex.

    L’azienda ha quasi decine di programmi in fase avanzata. I candidati più promettenti sono il farmaco antitumorale lazertinib e il farmaco per la sclerosi multipla ponesimod.

    J&J sta anche sviluppando un candidato per il vaccino COVID-19 e sta aumentando la capacità di produzione prima ancora che i test clinici siano completati. Tuttavia, il gigante della sanità è in ritardo rispetto a molti altri nel far avanzare il suo candidato attraverso i test clinici.

    Come AbbVie, la J&J è un’aristocratica dei dividendi.

    Merck & Co

    Da non confondere con la tedesca Merck KGaA, anch’essa impegnata nel mercato del pharma, Merck & Co è un’azienda americana che sviluppa decine di prodotti per la salute umana e veterinaria.

    Si tratta di una delle 10 migliori aziende al mondo in termini di fatturato ed è conosciuta, al di fuori degli Stati Uniti, come Merck Sharp & Dohme.

    Novartis

    Novartis è una multinazionale che si dedica all’industria farmaceutica e biotecnologica.

    La sua sede centrale si trova nella città di Basilea (Svizzera). L’azienda è nata dalla fusione di Ciba-Geigy con Sandoz nel 1996, che all’epoca è stata la più grande fusione al mondo.

    Il settore pharma genera il 60% delle vendite dell’azienda; strategicamente, questa unità cerca di sviluppare farmaci innovativi, attraverso la leadership mondiale nel mercato cardiologico e oncologico e una forte crescita dei farmaci per l’assistenza primaria, così come dei farmaci per uso specialistico, possedendo un portafoglio di prodotti altamente riconosciuto e in fase di sviluppo.

    Pfizer

    Realmente non conoscete ancora Pfizer? Si tratta dell’azienda che pare abbia la miglior opportunità per trovare il vaccino contro il Corona Virus.

    Nel 2019 Pfizer ha trasformato la sua unità di assistenza sanitaria ai consumatori in una joint venture con GlaxoSmithKline (NYSE:GSK).

    Lo spin-off Upjohn dovrebbe aprire la strada a una solida crescita futura, guidata dal farmaco per il cancro al seno Ibrance, dal diluente del sangue Eliquis (che è in commercio con BMS) e dal farmaco immunologico Xeljanz.

    Anche la pipeline dell’azienda dovrebbe contribuire alla crescita di Pfizer. Pfizer ha quasi 30 programmi in fase avanzata di test o in attesa di approvazione normativa, tra cui il suo promettente vaccino pneumococcico e il farmaco antidolorifico cronico tanezumab.

    Recordati

    Si tratta della seconda azienda italiana di cui trattiamo, anche questa più per orgoglio tricolore che per reale merito nello stare in questa lista di aziende che sono dei colossi.

    Il settore farmaceutico pesa per Recordati per il 97%, il restante 3% è nel settore chimico.

    Controllata dal fondo CVC Capital Partners, che è molto attivo sul segmento salute.

    Particolarmente attiva nei sottosettori di

    allergia, antiinfettivi, cardiovascolare, dermatologia, gastrointestinale, ginecologia e ostetricia, integratori alimentari, farmaci di automedicazione, otorinolaringoiatra, sistema nervoso centrale, terapia del dolore/Infiammazione, urologia.

    Roche Holding

    F. Hoffmann-La Roche AG, con sede a Basilea, è la più grande azienda farmaceutica del mondo con un fatturato di quasi 64 miliardi di dollari USA, seguita da Pfizer e Novartis.

    Roche produce reagenti e attrezzature per test medici. Le attuali attività di ricerca di Roche si concentrano su oncologia, virologia, neurologia e medicina dei trapianti.

    Sanofi

    Sanofi è una società francese transnazionale le cui attività comprendono i prodotti farmaceutici,compresi i medicinali soggetti a prescrizione medica nel campo del diabete, delle malattie rare, della sclerosi multipla e dell’oncologia, dei prodotti per la salute dei consumatori e dei generici, e i vaccini.

    Nel settore sanitario (non pharma), Sanofi si colloca al terzo posto a livello mondiale in termini di fatturato, ma solo all’undicesimo posto in termini di capitalizzazione di mercato.

    Vertex Pharmaceuticals

    Vertex Pharmaceuticals è una società biofarmaceutica statunitense con sede a Boston, Massachusetts. L’azienda sviluppa farmaci per il trattamento della fibrosi cistica, del cancro, delle malattie intestinali, delle malattie autoimmuni e dei disturbi neurologici. Vertex è attiva anche nel campo della terapia genica.

    Su quali aziende investire?

    Si tratta di un mercato lento, che certamente non può eguagliare i grandi andamenti del mercato tech o di altri mercati più immaturi.

    Tuttavia tutte le aziende citate hanno qualche prodotto in fase 3, quindi all’ultimo stadio prima della commercializzazione. Inoltre tutte queste aziende hanno già dei farmaci in farmacia e negli ospedali di tutto il mondo.

    Si tratta di un mercato maturo ma costante, che continua ad arruolare clienti con il crescere della popolazione mondiale e con il relativo invecchiamento.

    Cosa guardare nelle azioni farmaceutiche

    La lista è lunga e investire in ognuna di queste aziende, a meno che non guidiate un fondo, è impensabile.

    La prima cosa da sapere è la differenza tra le azioni farmaceutiche e quelle biotecnologiche, o addirittura quelle legate al mondo salute. In senso stretto, le aziende farmaceutiche utilizzano prodotti chimici per sviluppare farmaci, mentre le biotecnologie producono farmaci utilizzando organismi viventi come batteri o enzimi. Le aziende della salute invece sono impegnate nella pipeline globale per fruire dei servizi.

    La cosa più importante da cercare nei titoli farmaceutici è la loro prospettiva di crescita, dimostrata dalla crescita dei ricavi e dei guadagni. Un rallentamento della crescita potrebbe far pensare a un aumento della concorrenza.

    Un’altra componente chiave delle prospettive di crescita di un’azienda farmaceutica è la sua pipeline (tutti i candidati farmaci attualmente in fase di sviluppo). La maggior parte delle aziende farmaceutiche include nelle loro pipeline solo quei farmaci candidati ai test clinici sugli esseri umani o in attesa dell’approvazione normativa da parte delle agenzie governative competenti. Questi candidati possono essere farmaci approvati per un’indicazione (malattie specifiche e, talvolta, fasce d’età specifiche per una malattia), ma non sono ancora stati approvati per un’altra indicazione. Ottenere l’approvazione per ulteriori indicazioni è una grande opportunità di crescita per i produttori di farmaci.

    Alcune aziende includono anche i candidati ai farmaci nelle prime fasi di sviluppo della scoperta del farmaco (dove vengono identificati i candidati ai farmaci e le malattie che potrebbero potenzialmente bersagliare) e nei test preclinici (dove i candidati ai farmaci vengono testati in provetta e/o su animali vivi).

    Ci sono tipicamente tre fasi coinvolte nei test clinici:

    • Fase 1: piccoli studi progettati per trovare una dose sicura per il farmaco candidato e determinare come influisce sull’uomo.
    • Fase 2: studi che possono includere 100 o più pazienti e che si concentrano sulla determinazione della sicurezza, degli effetti collaterali a breve termine e della dose ottimale del farmaco.
    • Fase 3: studi più ampi che possono includere centinaia o addirittura migliaia di pazienti e che si concentrano sull’efficacia di un farmaco sperimentale nel trattare una malattia target e sulla sua sicurezza.

    Ogni fase è un ostacolo che un candidato farmaco deve superare per terminare la gara. Un candidato deve completare con successo ogni fase per passare alla fase successiva. Dopo aver completato con successo i test della fase 3, una società farmaceutica richiede l’approvazione delle normative.

    La Food and Drug Administration (FDA) valuta tutti i farmaci negli Stati Uniti. L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha la stessa responsabilità nell’Unione Europea.

    Ci vogliono in media 10 anni per far avanzare un farmaco dalla scoperta all’approvazione. Tuttavia, la FDA può accelerare il processo concedendo ad un farmaco la designazione di scoperta, lo status di farmaco orfano o la revisione prioritaria.

    I dividendi sono un altro fattore importante da considerare quando si valutano le azioni delle grandi aziende farmaceutiche.

    I rischi dell’investimento in azioni farmaceutiche

    Diversi fattori determinano i rischi di investimento in azioni farmaceutiche:

    • Potenziale di fallimento clinico: le probabilità sono particolarmente elevate che i candidati all’inizio della fase iniziale possano non essere efficaci o sicuri negli studi clinici. Anche i candidati ai farmaci nella fase 3 dei test possono però fallire.
    • Possibilità di non ottenere l’approvazione normativa: mentre un farmaco potrebbe attraversare tutte le fasi dei test clinici, non c’è garanzia che ottenga l’approvazione delle agenzie regolatorie.
    • Sfide nell’ottenere il rimborso: le aziende farmaceutiche devono convincere i pagatori, compresi i programmi governativi o le assicurazioni sanitarie, a coprire i loro farmaci. I pagatori possono fare pressione sulle aziende farmaceutiche affinché fissino prezzi dei farmaci più bassi di quanto ipotizzato dagli stessi produttori.
    • La concorrenza: la compagnia farmaceutica può affrontare la concorrenza sul mercato, specialmente quando le versioni generiche di un farmaco entrano nel mercato dopo che il farmaco perde l’esclusività del brevetto.
    • Responsabilità del prodotto e contenzioso: i produttori di farmaci possono affrontare questioni di responsabilità civile relative ai loro prodotti. Alcune aziende hanno ritirato i farmaci dal mercato a causa di problemi di sicurezza, e sono comuni anche le cause legali.
  • Pfizer e BioNTech, conviene acquistarle ora?

    Pfizer e BioNTech, conviene acquistarle ora?

    Pfizer e BioNTech hanno inondato i mercati con una forte ondata di ottimismo, ciò grazie all’annunciato che il vaccino contro il Covid-19 è efficace nel 90% dei casi, in un piccolo sottoinsieme di candidati che facevano parte degli studi clinici di Fase 3 dell’azienda.

    La notizia di un vaccino contro il coronavirus ha fatto salire gli indici in tutto il mondo, insieme alle materie prime e ad altre attività a rischio.

    La sostanza dell’annuncio di Pfizer

    La notizia del vaccino Pfizer, annunciata nientemeno che dal presidente e CEO dell’azienda, il dottor Albert Bourla, indica che in una piccola analisi intermedia condotta su 94 candidati risultati positivi al Covid-19, i test hanno rilevato che il 90 per cento dei pazienti, che hanno ricevuto il vaccino, aveva una forte risposta immunitaria al virus, il che significa che non erano stati infettati.

    Risultati molto positivi nella lotta contro il virus, che ha causato quasi 1.300.000 morti nel mondo finora. Grande entusiasmo soprattutto perché gli scienziati di tutto il mondo avevano già detto che le loro migliori speranze erano per un vaccino che mostrasse un livello di efficacia intorno al 75 per cento, mentre i più pessimisti settavano l’asticella al 60%.

    La casa farmaceutica americana Pfizer e la tedesca BioNTech hanno lavorato a fianco nel processo di sviluppo del vaccino e si divideranno i proventi della vendita del trattamento una volta che sarà approvato dalle autorità di regolamentazione di tutto il mondo, compresa la Food and Drugs Administration (FDA) degli Stati Uniti.

    Quanto guadagnano Pfizer e BioNTech dal vaccino?

    Secondo le stime della banca d’investimento statunitense Morgan Stanley, la vendita del vaccino farà fruttare intorno a 13 miliardi di dollari nel prossimo anno, il che significa un introito di 6,5 miliardi a testa per le due aziende che hanno cooperato.

    Il prezzo di ogni dose dovrebbe aggirarsi intorno ai 20 euro e saranno necessarie due dosi per garantire il massimo livello di immunità.

    Considerando che nel 2019 le vendite di Pfizer sono state per quasi 52 miliardi, questa nuova ondata di liquidità significherà un aumento del fatturato di circa il 10%; invece è complesso calcolare il costo in ricerca e sviluppo per poi arrivare a calcolare quanto il vaccino impatterà sull’utile aziendale.

    È probabile che gli analisti rivedano le loro previsioni sulle azioni Pfizer, con poco preavviso, così da incorporare l’impatto che un vaccino efficace (forse il più efficace finora) avrà sul prezzo delle azioni Pfizer.

    Passiamo invece a BioNTech, che ha avuto un fatturato di quasi 109 milioni di euro lo scorso anno, il che la rende decisamente interessante e con un potenziale di upside veramente notevole.

    Detto questo, il patrimonio netto della società è attualmente valutato a 27 miliardi di dollari, che è circa quattro volte l’importo delle vendite che il vaccino porterebbe l’anno prossimo.

    Prospettive delle azioni Pfizer

    Da un punto di vista tecnico, lunedì, giorno dell’annuncio, sembrava ci fosse un limite a 42 dollari che gli operatori erano riluttanti a superare. Sebbene il titolo si sia spostato a questi livelli durante la giornata, il prezzo si è stabilizzato al di sotto, chiudendo a 38,5 dollari e (8,3 per cento al di sotto dei massimi intraday dello stesso giorno).

    Un brutto segnale arriva però dall’amministratore delegato dell’azienda, che avrebbe venduto un totale di 5,6 milioni di dollari di azioni della società nello stesso giorno dell’annuncio, anche se l’esecutivo detiene ancora un totale di 81.812 azioni della casa farmaceutica, valutate circa 3,15 milioni di dollari.

    Le azioni della casa farmaceutica americana sono attualmente scambiate a 13 volte i suoi guadagni dei prossimi 12 mesi. L’anno scorso Pfizer ha realizzato un utile netto di 16,27 miliardi di dollari, con un EPS di 1,65 dollari.

    Prospettive delle azioni BioNTech

    Le azioni BioNTech hanno superato con successo la loro resistenza di 105 dollari vista in marzo e luglio, con il prezzo del titolo che ha chiuso la sessione di lunedì proprio sopra quel punto.

    A questo punto, gli investitori dovrebbero essere consapevoli del fatto che l’unico elemento a sostegno di una valutazione così alta per BioNTech è un vaccino efficace che fornisce ricavi significativi per l’azienda.

    Qualsiasi notizia che metta in discussione questo flusso di entrate potrebbe provocare un forte crollo del prezzo delle azioni.

    Inoltre, l’ammontare delle entrate derivanti dal vaccino è un fattore da analizzare in profondità, dato che le attuali previsioni sulle azioni BioNTech stanno assumendo molti “se”, mentre la realtà delle cose può essere molto diversa da quelle aspettative.

    Vale anche la pena di notare che le ultime tre volte che le azioni BioNTech hanno visto un RSI ipercomprato, la ripresa è stata accolta da brusche vendite mentre i player del mercato hanno preso profitti dopo che lo slancio iniziale ha iniziato a svanire.

    Conclusione sulle azioni Pfizer e BioNTech

    C’è un vecchio detto a Wall Street che dice: “Compra il pettegolezzo, vendi la notizia“.

    La crescente pandemia mondiale ha spinto negli ultimi mesi i titoli tecnologici e sanitari; al solo annuncio di un vaccino queste azioni si sono un po’ sgonfiate.

    Le notizie di Pfizer stanno ora potenzialmente materializzando quelle “speranze”, il che significa che le azioni potrebbero fare l’esatto contrario di quello che la maggior parte delle persone si aspetterebbe: la speranza gonfia la bolla e nel momento della notizia ci potrebbero essere prese di beneficio.

    Con questo in mente, anche se il vaccino non è ancora un affare fatto, i player del mercato potrebbero prepararsi a ruotare in settori ciclici che negli ultimi mesi hanno subito perdite; non è un caso che Carnival, per esempio, lunedì ha chiuso con un guadagno che sfiorava il 40%.

  • Il vaccino di Pfizer manda al tappeto alcune azioni

    Il vaccino di Pfizer manda al tappeto alcune azioni

    Grande euforia ieri per l’annuncio di Pfizer secondo cui, nel 90% dei casi trattati in fase 3 della sperimentazione per il vaccino, l’esito a un contagio possibile è stata negativa.

    In parole povere, significa che il vaccino sviluppato da Pfizer, in collaborazione con BioNTech, nel 90% dei casi funziona.

    Bisogna essere prudenti però, perché tale vaccino è stato somministrato a circa 4.000 persone e di queste solo circa un centinaio sono entrate in contatto con il virus, e 10 di loro hanno comunque contratto il virus con esito positivo, mentre in 90 l’esito è stato negativo.

    Prima di affermare con certezza che il vaccino funziona bisogna attendere ancora altri casi di contatto certo, almeno 165, e solo allora si potrà calcolare il reale funzionamento.

    Vaccini contro il Corona Virus

    Di contro bisogna anche sottolineare che il vaccino prodotto da Pfizer è solo uno dei 4 che si trovano in una fase avanzata, gli altri 3 sono sviluppati da:

    • AstraZeneca
    • Moderna
    • Jonhson & Jonhson

    Il Covid 19 ha quindi i giorni contati? Non propriamente, perché i tempi, benché si stia correndo, non sono ancora corti. Bisogna attendere almeno gennaio perché le dosi dei vaccini siano disponibili per il grosso della popolazione.

    La reazione sui mercati

    Nel mentre ieri giornata di grande sbornia sui mercati globali, con aziende più colpite che hanno recuperato quasi il 40% (come nel caso di Carnival), con Pfizer che è andata in doppia cifra percentuale e come il FTSE MIB che ha chiuso con un rialzo che superava il 6%.

    Però c’è una cerchia di aziende che non beneficiano del risultato. Per una serie di motivi c’è una lista di aziende che ieri ha chiuso in territorio negativo, o semplicemente che non avrà vita facile in borsa nel prossimo futuro. Ecco qualche esempio:

    • Diasorin: l’azienda italiana si occupa di test sierologici e tamponi; appare evidente che con il vaccino la richiesta dei suoi servigi sarà sempre più bassa. Ieri l’azienda di Salluggia ha perso circa il 16%.
    • Zoom Communication ha avuto una notorietà immensa in questi mesi di lockdown, con un aumento, da inizio anno, che supera il 500%. Appare ovvio che in caso di vaccino il software servirà un po’ meno, con ovvie ripercussioni sui conti economici.
    • Netflix: alzi la mano chi non ha fatto (o quantomeno pensato) a Netflix in questo periodo di chiusura. È la tv del futuro che, grazie al covid, ha avuto una netta accelerazione nel presente. L’azienda continuerà certamente a incrementare la propria base utenti, ma forse un po’ più lentamente di quanto fatto in questi ultimi mesi.
    • Amazon: con i negozi chiusi era una delle poche alternative alla sete di shopping. Ecco, la piattaforma certamente continuerà a crescere, ma forse l’accelerazione di questi mesi diventerà difficile da ripetere.