Texas Instruments (TI) è una società statunitense che si occupa di produzione e distribuzione di semiconduttori e tecnologie per l’elettronica. La sua storia inizia nel 1930, quando Patrick Haggerty e Eugene McDermott fondarono la Geophysical Service Inc. (GSI) a Dallas, in Texas.
Nel 1951, GSI si espandette nel settore dei semiconduttori e cambiò il suo nome in Texas Instruments. Da allora, TI è diventata una delle più grandi società di semiconduttori al mondo, con una presenza in oltre 35 paesi.
TI è nota per la sua ricerca e sviluppo di tecnologie innovative e per la sua attenzione alla qualità dei suoi prodotti. Tra i principali brevetti di TI ci sono il microprocessore, che è stato il primo microprocessore commerciale al mondo, e il circuito integrato, che è stato il primo circuito integrato a transistor al mondo.
Nel corso della sua storia, Texas Instruments ha sviluppato molti altri prodotti importanti, tra cui la prima calcolatrice tascabile al mondo, la TI-30, e il primo processore per computer portatile al mondo, il TMS 1000. Oggi, TI continua a essere una delle aziende più innovative e rispettate del settore dei semiconduttori e dell’elettronica, con una vasta gamma di prodotti di alta qualità per i mercati industriali, consumer e automobilistici.
Negli ultimi due anni il mercato dei PC ha vissuto sull’altalena, infatti al periodo di grazia, dovuto ai lockdown e alle esigenze, per le persone, di avere apparecchiatura funzionante per poter lavorare da remoto, è seguita la crisi dei chip e quindi l’arrivo dell’inflazione, che ha visto intaccare le vendite.
I prezzi dei portatili e, in generale, di tutte le apparecchiature informatiche si è già in parte adeguato al nuovo corso. Il caso simbolo, per esempio, è Apple, il quale ha alzato i prezzi dei suoi Macbook, in concomitanza con l’introduzione dei processori M1, portandoli dai 1.400 medi necessari per l’acquisto di un Macbook pro del 2020 ai 2.300 necessari per l’acquisto della nuova versione 2021.
Le altre aziende non sono state a guardare e, chi più chi meno, tutti hanno adeguato i prezzi, abbattendo il problema della carenza di componentistica e di aumento dei prezzi della logistica. Insomma, il mercato dei PC, e in generale dell’informatica, è già allineato al nuovo corso.
Quali sono le azioni del mercato dei PC
Andiamo quindi ad analizzare una lista di aziende che hanno come core business lo sviluppo di apparecchiatura informatica, con particolare attenzione proprio ai Personal Computer.
Azienda
Mercato
Advanced Micro Devices (NASDAQ:AMD)
Processori
Apple (NASDAQ:AAPL)
Device / PC
ASUS (TPE:2357)
Device / PC
Broadcom Inc (NASDAQ:AVGO)
Semiconduttori
Dell Technologies (NYSE:DELL)
Device / PC
Hewlett-Packard (NYSE:HPQ)
Device / PC
IBM (NYSE:IBM)
Hardware
Intel (NASDAQ:INTC)
Processori
Lenovo (HKG:0992)
Device / PC
Logitech (SWX:LOGN)
Sistemi puntamento
Microsoft (NASDAQ:MSFT)
Device / OS
NVIDIA (NASDAQ:NVDA)
Schede grafiche
Philips (AMS:PHIA)
Device / Monito
Samsung (KRX:005930)
Device / Monitor
STMicroelectronics NV (BIT:STM)
Semiconduttori
Texas Instruments (NASDAQ:TXN)
Semiconduttori
Aziende del mondo laptop/desktop
Queste sono le aziende principalmente impegnate nel segmento dei PC (sia desktop che laptop) a vario titolo.
In questa lista ci siamo concentrati sulle aziende che hanno una forte connotazione nel mercato, quindi andando ad analizzare le aziende che producono PC/Laptop, ma anche aziende leader sul mondo dei display, della componentistica e sui sistemi di puntamento.
Nella lista appaiono anche aziende che hanno nel loro core business altri mercati poco legati all’informatica, come per esempio Samsung, che produce display ed è alla base della maggior parte dei pannelli nelle nostre case, oltre a componenti interni ai PC (memorie, schede di rete, ecc), ma produce anche prodotti che con l’informatica non c’entrano nulla, come per esempio lavatrici e/o microonde.
Stesso dicasi per Philips, che ha mantenuto una buona fetta di mercato sui display ma che produce anche biberon e altri prodotti per la prima infanzia.
Dalla lista abbiamo volontariamente escluso Alphabet/Google, poiché è vero che produce i ChromeBook ed è attiva sui sistemi operativi, ma l’attività è molto marginale, concentrandosi molto di più sui dispositivi mobile, dove è presente con Android, e sul software, dove ha Chrome e una serie di altre App.
Market Share Laptop/Desktop
Tralasciando le aziende che fanno componentistica, ecco quindi la suddivisione del mercato tra le aziende che producono solo laptop/notebook e PC Desktop. Si tratta del market share a tutto il 2021.
Azienda
Market Share
Lenovo
24,1%
HP
21,7%
Dell
17,4%
Apple
8,5%
Acer
7,1%
Altre
21,2%
Market Share vendite computer
Come si può notare dall’ultima riga, il mercato è molto frammentato e anche aziende molto piccole riescono ad avere una discreta fetta di mercato.
Ci siamo, come ogni anno, a metà aprile, si apre la stagione dei rilasci degli utili, tipicamente il primo trimestre del nuovo anno.
Naturalmente il 2021 non farà eccezione e questa settimana avremo i primi big mondiali che pubblicheranno i loro dati.
Si comincia con Goldman Sachs, JPMorgan Chase, Wells Fargo e Tesco, attesi il 14 aprile ad aprire la stagione.
Fermo restando che potrete seguire l’evoluzione dal nostro calendario utili, ecco comunque riassunte le prossime date importanti:
Azione
Data
Goldman Sachs Group
14/04/2021
JPMorgan Chase
14/04/2021
Wells Fargo
14/04/2021
Tesco
14/04/2021
Citigroup
15/04/2021
Alcoa
15/04/2021
Bank of America
15/04/2021
BlackRock
15/04/2021
PepsiCo
15/04/2021
UnitedHealth Group
15/04/2021
U.S. Bancorp
15/04/2021
Bank of New York Mellon
16/04/2021
Morgan Stanley
16/04/2021
Coca-Cola
19/04/2021
Lockheed Martin
19/04/2021
Texas Instruments
19/04/2021
United Airlines Holdings
19/04/2021
IBM
19/04/2021
Procter & Gamble
20/04/2021
Johnson & Johnson
20/04/2021
Netflix
20/04/2021
Philip Morris
20/04/2021
Intuitive Surgical
20/04/2021
Il calendario dei prossimi utili
Come possiamo facilmente vedere saranno le banche, come al solito, ad aprire le danze ma dalla prossima settimana avremo altre aziende in vari settori. Nella lista troviamo Coca Cola e Pepsi, quindi del settore delle bevande, Intuitive Surgical e UnitedHealth, quindi settore medico, Netflix e IBM a rappresentare il settore Tech, Lockheed Martin per il settore della difesa.
Il settore della tecnologia è molto ampio e permea oramai tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana. Qualsiasi azione voi compiate c’è certamente qualche azienda del settore tecnologico che ha lavorato in modo che ciò sia possibile.
Sviluppo software, Social, Provider di connettività (che sia fibra, WiFi o mobile), streaming televisivo, cloud computing… insomma, qualsiasi cosa oramai voi pensiate, questa è parallela alla tecnologia.
Un mercato che, nonostante la relativa giovinezza, ha vissuto già grandi evoluzioni nella storia (pensate per esempio cosa sono stati gli smartphone nel mercato dei telefoni cellulari) e altre sono in fase di svolgimento.
Una in particolare è la tendenza che in questi anni sta cambiando radicalmente questo mercato: l’adozione di Software-As-A-Service (SaaS), cioè l’acquisto di un abbonamento ricorrente che fornisce il servizio chiavi in mano, basato su cloud e su Intelligenza Artificiale. Scendendo nel dettaglio e facendo un esempio molto basilare, pensate per esempio a Netflix o a Spotify, cioè la fornitura di servizi multimediali con il semplice acquisto di un abbonamento anziché farvi andare in un negozio per acquistare il supporto fisico.
Questo, con le implicazioni molto più complesse rispetto al semplice esempio che abbiamo fatto, è certamente una comodità per gli utenti stessi, ma soprattutto è un modo per garantirsi flussi continui e ricorrenti da parte di chi quel prodotto lo sviluppa.
Guardando invece all’hardware abbiamo in essere un’evoluzione sui semiconduttori, che costituiscono la base di tutto l’hardware e che, per realizzare device sempre più tascabili, sta sperimentando dimensioni di CPU, GPU, ecc sempre più ridotte.
E cosa dire delle società di telecomunicazioni, che non più tardi di un decennio fa vivevano di traffico voce e sms e che oggi, grazie a Internet, si concentrano prevalentemente sulla rete?
Le aziende dell’Information Technology
Ovviamente questo mercato è enorme e le aziende che potremmo elencare sarebbero qualche decina di migliaia. Quindi ci limiteremo solo alle aziende più grandi o più innovative.
Settore
Activision Blizzard (NASDAQ:ATVI)
Games
Adobe (NASDAQ:ADBE)
Software
Advanced Micro Devices (NASDAQ:AMD)
Hardware
Airbnb (NASDAQ:ABNB)
Web
Akamai Technologies (NASDAQ:AKAM)
Networking
Alphabet (NASDAQ:GOOG)
Web / Cloud
Amazon.com (NASDAQ:AMZN)
E-Commerce / Cloud
Apple (NASDAQ:AAPL)
Device e servizi
AT&T Inc. (NYSE:T)
Provider
Atlassian (NASDAQ:TEAM)
Software
Broadcom Inc (NASDAQ:AVGO)
Hardware
Cisco (NASDAQ:CSCO)
Hardware
CloudFlare (NYSE:NET)
Networking
Delivery Hero SE (ETR:DHER)
Delivery
Dell Technologies (NYSE:DELL)
Hardware
DocuSign (NASDAQ:DOCU)
Software
Dropbox Inc (NASDAQ:DBX)
Cloud
Electronic Arts (NASDAQ:EA)
Games
Facebook (NASDAQ:FB)
Social
Go Daddy (NYSE:GDDY)
Brand e Domini
Hewlett-Packard (NYSE:HPQ)
Hardware
IBM (NYSE:IBM)
Hardware / Cloud
Intel (NASDAQ:INTC)
Hardware
Microsoft (NASDAQ:MSFT)
Software / Cloud
Netflix (NASDAQ:NFLX)
Streaming
NVIDIA (NASDAQ:NVDA)
Hardware
Oracle Corporation (NYSE:ORCL)
Database
Paypal (NASDAQ:PYPL)
FinTech
Pinterest Inc (NYSE:PINS)
Web
Qualcomm (NASDAQ:QCOM)
Hardware
Salesforce.com (NYSE:CRM)
Software
SAP (ETR:SAP)
Software
ServiceNow (NYSE:NOW)
Cloud
Shopify (NYSE:SHOP)
E-Commerce
Slack Technologies Inc (NYSE:WORK)
Comunicazione
Sonos (NASDAQ:SONO)
Hardware
Spotify (NYSE:SPOT)
Streaming
STMicroelectronics NV (BIT:STM)
Hardware
Take Two Interactive (NASDAQ:TTWO)
Games
Texas Instruments (NASDAQ:TXN)
Hardware
Twilio (NYSE:TWLO)
Comunicazione
Twitter Inc. (NYSE:TWTR)
Social
Uber (NYSE:UBER)
Delivery
Verisign (NASDAQ:VRSN)
Software
VMware Inc. (NYSE:VMW)
Software
Zendesk (NYSE:ZEN)
Software
Zoom Video Communications (NASDAQ:ZM)
Comunicazione
Le azioni delle aziende più grandi nel settore della tecnologia
In pratica le macrocategorie (o almeno una parte di esse, quella più importante) potrebbero essere le seguenti:
Pensiamo per esempio ad Airbnb, fresca di IPO, la quale ha dovuto parzialmente rivoluzionato il proprio core business per contenere i mancati viaggi e quindi le mancate entrate dal principale servizio offerto.
Di contro, per esempio, pensiamo ad Amazon che grazie al Covid ha venduto molto di più rispetto a quanto non facesse precedentemente; idem per servizi di streaming in settori business, come per esempio Zoom o Teams di Microsoft, di Slack (fresco di offerta da parte di Salesforce) oppure di Netflix che ha visto un ottimo volano nei lockdown.
Ma la rivoluzione non c’è stata solo per i giganti dell’IT, ma anche per aziende molto più piccole e dinamiche che hanno saputo approfittare del momento. La mente corre veloce a Shopify, una piattaforma per eCommerce che ha saputo cavalcare il momento e presentarsi come una delle migliori soluzioni agli occhi di aziende che proprio nella vendita online vedevano il loro unico sbocco per sopravvivere.
Inoltre non è tutto oro ciò che luccica, pensiamo per esempio a Facebook e Alphabet (Google), premiate dagli utenti costretti a rimanere chiusi in casa ma con il core business principale legato al mondo dell’advertising, il quale è crollato poiché le aziende “normali” hanno ridotto gli investimenti in tempo di crisi. Il risultato è stato un maggior costo per sostenere gli utenti alla ricerca di informazioni a fronte di un minor introito dovuto a tagli pubblicitari.
Come analizzare le azioni di tecnologia
Le aziende mature, con un buon track record, che hanno esaurito la loro verve esplosiva nell’innovazione (pensiamo per esempio ad Apple, con prodotti maturi come iPhone, iPad e Macbook, che non sta innovando particolarmente ma che conta su buonissimi bilanci), possono basare la loro valutazione sul P/E, infatti il rapporto tra prezzo dell’azione e utili è un buonissimo indicatore per comprendere quali aziende, tra quelle mature, è più premiata di altre.
Attenzione però, perché il P/E potrebbe facilmente infiammarsi per annunci, innovazioni o idee in questo settore.
Le aziende giovani, con grandi idee innovative, spesso hanno utili negativi poiché si trovano ancora nella fase di investimento. Per queste aziende ovviamente il P/E non ha alcun significato, ciò che c’è da analizzare è quindi la curva di crescita di fatturato e utile, così da comprendere se tra qualche mese/anno queste potranno essere competitive e ancora sul mercato oppure in difficoltà.
Le differenze tra le azioni della tecnologia
Facciamo giusto qualche esempio per meglio comprendere quanto stiamo dicendo.
Alphabet ha una capitalizzazione di 1.300 miliardi di dollari, il P/E si aggira stabilmente intorno ai 35 e nel 2019 (ultimo anno intero chiuso) è riuscita a registrare utili per 34 miliardi, in crescita rispetto ai 31 dell’anno prima e ai 13 del 2014. Insomma è un’azienda solida, in continua crescita ma che ha perso l’etichetta in rampa di lancio.
Netflix ha una capitalizzazione di 225 miliardi di dollari (circa un quinto di Google), P/E di 133 e ha chiuso il 2019 con utile netto a 1,86 miliardi, in crescita rispetto a 1,2 miliardi dell’anno precedente e a 122 milioni del 2015.
Square, che rappresenta un innovativo sistema di pagamento mobile, è ancora nel pieno della propria scalata, ha capitalizzazione di 108 miliardi di dollari, P/E di 763 e il 2019 è stato il primo anno chiuso con un’utile superiore allo zero (375 milioni) contro i 38 milioni persi nel 2018 e i 154 milioni persi nel 2014.
Come possiamo vedere si tratta di 3 aziende molto differenti tra di loro.
La prima, Alphabet, è un’azienda solida, che continua a innovare ma che ha trovato una propria dimensione, che continua a portare utili ai propri soci e ciò si denota dal P/E di 35, che nel settore è basso ma rispetto ad altri mercati è enorme. Si tratta dell’azione meno rischiosa da acquistare poiché ha servizi di cui difficilmente riusciremo a fare a meno in futuro, continua a innovare e continua regalare gioie, senza il rischio di essere sovraprezzata.
Netflix ha fatto capire di che pasta è fatta ed è già entrata tra i colossi della tecnologia. Nonostante ciò ancora ha ampi spazi per crescere e tanti clienti ancora da raggiungere; senza il timore di essere smentiti possiamo dire che è la televisione del futuro ma che ancora centinaia di milioni di persone vivono senza questa TV. Ecco, questo aspetto ci fa capire il perché del 133 di P/E; l’ampio margine la porterà a continuare a crescere con gli utili e la farà diventare sempre più solida. Sicuramente è più rischiosa rispetto ad Alphabet, poiché ancora non ha conquistato quel vantaggio competitivo certo. Ma sicuramente in futuro avrà un posto e quindi il rischio è limitato.
Di contro Square è la più rischiosa, potrebbero succedere qualche migliaio di fattori che potrebbero portarla a non avere la giusta spinta per mantenere le promesse. Inoltre il P/E di 763 è grande sia per il mercato della tecnologia che per altri mercati. La scommessa è enorme ma se manterrà ciò che promette sarà vincente. Ovviamente tutto dipende dalla vostra propensione al rischio.
Conclusione
Partiamo dal fondo e cioè dai 3 esempi che abbiamo fatto: appare evidente come ci siamo concentrati sui quasi estremi della torta, proprio per rappresentare la complessità e la grandezza di questo mercato, nel quale hanno posto aziende appena nate e colossi con decenni alle spalle.
Si tratta di un mercato tipicamente valutato in modo più generoso rispetto ad altri mercati e in alcuni casi con qualche azione che somigli a una bolla pronta a esplodere (per esempio Tesla con capitalizzazione da 900 miliardi e nemmeno un anno chiuso in utile, se nel Q4 non ci saranno sorprese il 2020 potrebbe essere il primo).
Aziende storiche o con basi solide possono rappresentare ottimi porti per i vostri soldi, le scommesse dipendono dal vostro giudizio e dalla vostra voglia di scommettere.
Naturalmente, lo sappiamo bene, il Corona Virus non è arrivato solo in Italia, anzi è proprio in America che ha fatto il maggior numero di morti.
Questo ha avuto un impatto, anche sul settore tecnologico come può essere quello rappresentato dal Nasdaq. Nonostante l’indice del settore tecnologico abbia ampiamente recuperato il terreno perso, e sia stato il primo a farlo, ci sono ancora dei titoli in ritardo.
In questo articolo vogliamo analizzare i prezzi delle azioni del Nasdaq da metà febbraio a oggi, cioè dal 19 febbraio, ultimo giorno prima che l’occidente scoprisse il Covid, e oggi che le notizie sul vaccino stanno spopolando.
Sono passati esattamente 9 mesi, ed ecco cosa è successo sul Nasdaq 100 in questi tre trimestri.
Azione
Ticker
Performance
Moderna Inc
NASDAQ:MRNA
369,82%
Zoom Video Communications Inc
NASDAQ:ZM
299,35%
Pinduoduo Inc
NASDAQ:PDD
256,53%
Tesla Inc
NASDAQ:TSLA
165,23%
Docusign Inc
NASDAQ:DOCU
134,26%
JD.Com Inc
NASDAQ:JD
100,81%
Mercadolibre Inc
NASDAQ:MELI
77,46%
NVIDIA Corporation
NASDAQ:NVDA
70,69%
QUALCOMM, Inc.
NASDAQ:QCOM
62,38%
Align Technology, Inc.
NASDAQ:ALGN
60,42%
Paypal Holdings Inc
NASDAQ:PYPL
53,43%
IDEXX Laboratories, Inc.
NASDAQ:IDXX
52,61%
Apple Inc
NASDAQ:AAPL
45,88%
Seagen Inc
NASDAQ:SGEN
45,19%
Amazon.com, Inc.
NASDAQ:AMZN
43,09%
Xilinx, Inc.
NASDAQ:XLNX
42,30%
TAKE-TWO INTERACTIVE SOFTWARE, INC Common Stock
NASDAQ:TTWO
42,29%
Advanced Micro Devices, Inc.
NASDAQ:AMD
40,14%
KLA Corp
NASDAQ:KLAC
38,94%
Cadence Design Systems Inc
NASDAQ:CDNS
38,75%
ASML Holding NV
NASDAQ:ASML
33,53%
Synopsys, Inc.
NASDAQ:SNPS
32,24%
Regeneron Pharmaceuticals Inc
NASDAQ:REGN
29,50%
eBay Inc
NASDAQ:EBAY
29,31%
Lam Research Corporation
NASDAQ:LRCX
28,90%
Lululemon Athletica Inc
NASDAQ:LULU
28,35%
T-Mobile Us Inc
NASDAQ:TMUS
27,23%
Maxim Integrated Products Inc.
NASDAQ:MXIM
25,41%
Facebook, Inc. Common Stock
NASDAQ:FB
25,05%
Netflix Inc
NASDAQ:NFLX
24,75%
Fastenal Company
NASDAQ:FAST
24,34%
PACCAR Inc
NASDAQ:PCAR
21,03%
Broadcom Inc
NASDAQ:AVGO
20,57%
Monster Beverage Corp
NASDAQ:MNST
20,18%
Verisk Analytics, Inc.
NASDAQ:VRSK
20,12%
Adobe Inc
NASDAQ:ADBE
19,88%
NetEase Inc
NASDAQ:NTES
19,82%
Autodesk, Inc.
NASDAQ:ADSK
19,67%
Alexion Pharmaceuticals, Inc.
NASDAQ:ALXN
19,63%
Intuitive Surgical, Inc.
NASDAQ:ISRG
19,27%
Cintas Corporation
NASDAQ:CTAS
18,48%
Charter Communications Inc
NASDAQ:CHTR
18,43%
Costco Wholesale Corporation
NASDAQ:COST
18,33%
Activision Blizzard, Inc.
NASDAQ:ATVI
17,29%
Intuit Inc.
NASDAQ:INTU
16,08%
O’Reilly Automotive Inc
NASDAQ:ORLY
15,91%
Kraft Heinz Co
NASDAQ:KHC
15,82%
Skyworks Solutions Inc
NASDAQ:SWKS
15,46%
Texas Instruments Incorporated
NASDAQ:TXN
15,34%
Alphabet Inc Class C
NASDAQ:GOOG
14,42%
Alphabet Inc Class A
NASDAQ:GOOGL
14,15%
CSX Corporation
NASDAQ:CSX
13,92%
Microchip Technology Inc.
NASDAQ:MCHP
13,69%
Workday Inc
NASDAQ:WDAY
13,17%
DexCom, Inc.
NASDAQ:DXCM
12,87%
Microsoft Corporation
NASDAQ:MSFT
12,71%
Applied Materials, Inc.
NASDAQ:AMAT
12,31%
Liberty Global PLC
NASDAQ:LBTYK
11,84%
Copart, Inc.
NASDAQ:CPRT
10,98%
Splunk Inc
NASDAQ:SPLK
10,87%
NXP Semiconductors NV
NASDAQ:NXPI
9,78%
Liberty Global PLC Class A
NASDAQ:LBTYA
9,77%
Starbucks Corporation
NASDAQ:SBUX
8,62%
Cognizant Technology Solutions Corp
NASDAQ:CTSH
8,45%
Analog Devices, Inc.
NASDAQ:ADI
7,54%
ANSYS, Inc.
NASDAQ:ANSS
7,38%
Comcast Corporation
NASDAQ:CMCSA
6,90%
Electronic Arts Inc.
NASDAQ:EA
6,43%
Baidu Inc
NASDAQ:BIDU
4,61%
Booking Holdings Inc
NASDAQ:BKNG
3,87%
Keurig Dr Pepper Inc
NASDAQ:KDP
2,29%
Amgen, Inc.
NASDAQ:AMGN
2,15%
Paychex, Inc.
NASDAQ:PAYX
1,99%
Dollar Tree, Inc.
NASDAQ:DLTR
1,80%
Micron Technology, Inc.
NASDAQ:MU
1,25%
Expedia Group Inc
NASDAQ:EXPE
0,53%
Check Point Software Technologies Ltd.
NASDAQ:CHKP
0,42%
Incyte Corporation
NASDAQ:INCY
0,39%
Xcel Energy Inc
NASDAQ:XEL
-0,41%
CDW common stock
NASDAQ:CDW
-0,66%
PepsiCo, Inc.
NASDAQ:PEP
-1,48%
MONDELEZ INTERNATIONAL INC Common Stock
NASDAQ:MDLZ
-2,60%
Illumina, Inc.
NASDAQ:ILMN
-2,63%
Citrix Systems, Inc.
NASDAQ:CTXS
-2,67%
Trip.com Group Ltd
NASDAQ:TCOM
-3,16%
Automatic Data Processing Inc
NASDAQ:ADP
-4,46%
Cerner Corporation
NASDAQ:CERN
-5,00%
Ulta Beauty Inc
NASDAQ:ULTA
-7,63%
Verisign, Inc.
NASDAQ:VRSN
-8,03%
Ross Stores, Inc.
NASDAQ:ROST
-9,47%
Gilead Sciences, Inc.
NASDAQ:GILD
-9,58%
Cisco Systems, Inc.
NASDAQ:CSCO
-10,74%
Fiserv Inc
NASDAQ:FISV
-12,61%
Vertex Pharmaceuticals Incorporated
NASDAQ:VRTX
-12,68%
Sirius XM Holdings Inc
NASDAQ:SIRI
-12,83%
Exelon Corporation
NASDAQ:EXC
-13,91%
BioMarin Pharmaceutical Inc.
NASDAQ:BMRN
-17,47%
Marriott International Inc
NASDAQ:MAR
-18,49%
Walgreens Boots Alliance Inc
NASDAQ:WBA
-26,58%
Fox Corp Class A
NASDAQ:FOXA
-27,27%
Fox Corp Class B
NASDAQ:FOX
-27,71%
Biogen Inc
NASDAQ:BIIB
-29,34%
Intel Corporation
NASDAQ:INTC
-32,86%
Componenti del Nasdaq 100 e performance dal prima del Covid a oggi
I migliori titoli sul Nasdaq dal crollo covid
Non stupisce che il primo della lista sia Moderna, prima società ad aver comunicato di aver trovato una strada per produrre il vaccino per il Corona Virus.
Così come pochi si stupiranno della seconda posizione, quello Zoom che in questi mesi è diventato indispensabile per gli usi più disparati, dalla didattica a distanza fino al business.
Pinduoduo è sconosciuto ai più probabilmente, ma è una società cinese che sviluppa un software per Ecommerce, non stupisce quindi che si trovi in quella posizione.
Al quarto posto troviamo quella Tesla che nel mentre è stata ammessa nell’indice S&P500 e che quindi ha un vantaggio rifletto dalla forza del paniere.
DocuSign, come Pinduoduo, beneficia della pandemia con relativo lockdown poiché si tratta di un sistema per sottoscrivere documenti da remoto; quindi fondamentali in questo momento.
Le azioni peggiori del Nasdaq dal crollo del Corona Virus
La peggiore in assoluto è Intel che agli effetti del Corona Virus somma il fatto che Apple ha deciso, a partire dal prossimo anno, di sviluppare in casa anche i processori per i propri Mac. Una perdita non da poco per un produttore che negli ultimi anni sta vedendo svanire tante linee di business.
Stupisce invece la posizione di Biogen, che ha avuto importanti autorizzazioni da parte dell’FDA (ente di controllo dei medicinali in America) e che presenta dei bilanci che superano i consensi degli analisti. In netto ritardo rispetto al resto dell’indice.
L’indice S&P 100 è un indice del mercato azionario degli Stati Uniti gestito da Standard & Poor’s.
Le opzioni dell’indice S&P 100 sono negoziate con il simbolo del ticker “OEX“. A causa della popolarità di queste opzioni, gli investitori spesso si riferiscono all’indice con il simbolo del ticker.
L’S&P 100, un sottoinsieme dell’S&P 500, comprende 101 (perché una delle società che lo compongono ha 2 classi di azioni) azioni statunitensi leader con opzioni quotate in borsa.
I titoli azionari nell’S&P 100
I componenti dell’S&P 100 sono selezionati per l’equilibrio del settore e rappresentano circa il 63% della capitalizzazione di mercato dell’S&P 500 e quasi il 51% della capitalizzazione di mercato dei mercati azionari statunitensi. Le azioni dell’S&P 100 tendono ad essere le società più grandi e consolidate dell’S&P 500.
Ecco la lista completa dei titoli nell’S&P 100:
Ticker
Azienda
Market Cap
P/E
Div. Yield
AAPL
Apple Inc
1.673.443.328
30,66
0,84%
MSFT
Microsoft Corp
1.546.415.104
36,76
0,98%
AMZN
Amazon.com Inc
1.496.278.016
143,76
0,00%
GOOG
Alphabet Cl C
1.036.215.680
30,55
0,00%
GOOGL
Alphabet Cl A
1.034.113.216
30,61
0,00%
FB
Facebook Inc
686.434.112
32,92
0,00%
BRK.B
Berkshire Hathaway Cl B
464.160.960
19,19
0,00%
JNJ
Johnson & Johnson
393.213.152
16,70
2,72%
V
Visa Inc
376.066.464
34,54
0,61%
WMT
Wal-Mart Stores
374.615.392
26,45
1,64%
PG
Procter & Gamble Company
308.861.248
24,60
2,54%
JPM
JP Morgan Chase & Company
304.732.768
13,46
3,61%
MA
Mastercard Inc
300.469.280
39,04
0,52%
UNH
Unitedhealth Group Inc
291.294.912
16,33
1,64%
HD
Home Depot
277.570.944
25,63
2,33%
INTC
Intel Corp
250.398.752
10,83
2,24%
NVDA
Nvidia Corp
249.314.864
75,90
0,16%
NFLX
Netflix Inc
231.948.224
105,92
0,00%
VZ
Verizon Communications Inc
230.817.424
11,31
4,47%
T
AT&T Inc
218.294.560
8,43
6,93%
DIS
Walt Disney Company
215.722.464
26,57
1,46%
BAC
Bank of America Corp
207.607.360
9,35
2,93%
ADBE
Adobe Systems Inc
204.476.400
56,38
0,00%
MRK
Merck & Company
200.413.632
14,52
3,07%
PYPL
Paypal Holdings
199.353.888
77,86
0,00%
KO
Coca-Cola Company
198.209.232
21,68
3,53%
PFE
Pfizer Inc
197.752.080
12,32
4,26%
CSCO
Cisco Systems Inc
193.296.704
15,68
3,10%
CMCSA
Comcast Corp A
191.864.864
13,67
2,19%
XOM
Exxon Mobil Corp
187.225.168
18,99
7,80%
PEP
Pepsico Inc
185.758.512
24,76
3,06%
ORCL
Oracle Corp
171.293.824
16,18
1,70%
ABT
Abbott Laboratories
170.516.656
29,67
1,49%
CRM
Salesforce.com Inc
167.144.512
232,21
0,00%
CVX
Chevron Corp
164.966.272
13,39
5,80%
LLY
Eli Lilly and Company
157.814.256
25,61
1,79%
TMO
Thermo Fisher Scientific Inc
154.986.672
31,49
0,22%
NKE
Nike Inc
151.242.608
53,85
0,99%
AMGN
Amgen Inc
150.120.640
16,41
2,53%
ABBV
Abbvie Inc
147.556.048
10,90
4,70%
COST
Costco Wholesale
144.056.032
38,85
0,86%
MCD
McDonald’s Corp
141.959.712
25,23
2,61%
ACN
Accenture Plc
139.525.296
28,76
1,46%
BMY
Bristol-Myers Squibb Company
134.222.768
11,20
3,04%
DHR
Danaher Corp
131.697.048
40,24
0,38%
NEE
Nextera Energy
131.358.600
30,26
2,16%
CHTR
Charter Communicatio
130.687.848
65,25
0,00%
MDT
Medtronic Inc
128.429.376
21,17
2,39%
TXN
Texas Instruments
121.311.232
25,71
2,72%
UNP
Union Pacific Corp
120.018.320
20,25
2,22%
PM
Philip Morris International Inc
117.329.744
14,10
6,24%
AMT
American Tower Corp
114.142.432
31,84
1,71%
IBM
International Business Machines
110.107.496
9,92
5,30%
LOW
Lowe’s Companies
107.776.680
22,52
1,56%
HON
Honeywell International Inc
107.438.896
17,98
2,37%
C
Citigroup Inc
107.129.840
9,53
3,94%
WFC
Wells Fargo & Company
104.385.920
21,13
8,05%
UPS
United Parcel Service
103.236.832
16,35
3,39%
LMT
Lockheed Martin Corp
102.605.560
16,55
2,63%
QCOM
Qualcomm Inc
102.593.432
34,92
2,81%
BA
Boeing Company
100.844.880
552,76
0,00%
GILD
Gilead Sciences Inc
96.135.152
12,46
3,55%
MMM
3M Company
92.318.952
17,92
3,69%
BLK
Blackrock
87.460.384
19,95
2,55%
SBUX
Starbucks Corp
86.909.840
29,19
2,17%
CVS
CVS Corp
84.947.840
8,76
3,10%
MS
Morgan Stanley
82.942.528
11,09
2,73%
AXP
American Express Company
77.534.808
11,93
1,77%
MO
Altria Group
77.085.104
9,56
8,20%
MDLZ
Mondelez Intl Inc
76.003.296
20,94
2,17%
CAT
Caterpillar Inc
74.994.080
14,23
2,98%
GS
Goldman Sachs Group
73.822.224
11,51
2,31%
BKNG
Booking Holdings Inc
71.497.840
18,74
0,00%
CL
Colgate-Palmolive Company
64.222.472
25,67
2,36%
GE
General Electric Company
61.667.000
12,31
0,56%
TGT
Target Corp
60.976.828
22,28
2,17%
DUK
Duke Energy Corp
59.574.536
16,22
4,70%
SO
Southern Company
56.803.556
16,62
4,83%
USB
U.S. Bancorp
56.576.216
11,20
4,46%
RTX
Raytheon Technologies Corp.
54.022.460
7,74
3,02%
BIIB
Biogen Inc
45.617.296
7,90
0,00%
COP
Conocophillips
44.602.156
13,69
4,04%
FDX
Fedex Corp
43.393.628
16,97
1,61%
GD
General Dynamics Corp
42.602.320
12,30
3,02%
KHC
Kraft Heinz Company
42.031.056
11,97
4,83%
DD
Du Pont De.Nemours Inc
40.197.400
14,75
2,19%
GM
General Motors Company
38.424.392
6,67
5,65%
EMR
Emerson Electric Company
37.724.568
17,82
3,14%
EXC
Exelon Corp
37.085.972
11,82
4,02%
WBA
Walgreens Boots Alliance
35.831.180
7,90
4,50%
MET
Metlife Inc
35.150.920
6,22
4,76%
KMI
Kinder Morgan
33.899.692
15,91
7,02%
BK
Bank of New York Mellon Corp
32.531.178
8,90
3,36%
DOW
Dow Inc
32.466.242
13,80
6,46%
COF
Capital One Financial Corp
28.848.442
10,34
2,51%
ALL
Allstate Corp
28.776.166
7,71
2,40%
AIG
American International Group
28.043.636
10,15
4,03%
F
Ford Motor Company
27.282.488
12,25
0,00%
SLB
Schlumberger N.V.
26.118.640
13,31
2,65%
SPG
Simon Property Group
20.155.864
5,65
7,81%
OXY
Occidental Petroleum Corp
15.309.306
66,08
0,23%
Componenti dell’S&P 100 a luglio 2020
Storia del S&P100
L’indice è stato avviato il 15 giugno 1983, quando il CBOE ha creato le prime opzioni di indice, basate sul proprio indice, il CBOE 100.
Nel 1993 il CBOE ha creato il Chicago Board Options Exchange Market Volatility Index (VIX), calcolato sulla base del prezzo delle opzioni S&P 100 (all’epoca queste erano di gran lunga le opzioni di indice più negoziate). Poi, nel 2003, l’hanno modificato per essere basato sull’S&P 500.
La capitalizzazione media di mercato del flottante dell’S&P 100 è oltre 3 volte superiore a quella dell’S&P 500 (135 miliardi di dollari contro i 40 miliardi di dollari del gennaio 2017); come tale, è più grande di un indice a grande capitalizzazione. Il “sigma” delle società all’interno dell’S&P 100 è tipicamente inferiore a quello dell’S&P 500 e quindi la corrispondente volatilità dell’S&P 100 è inferiore. Tuttavia, la correlazione tra i due indici è molto elevata.
Il 2019 si è chiuso per l’indice S&P100 a 1.442, in aumento del 29,47% rispetto alla chiusura del 2018. Si tratta di uno dei migliori anni per l’indice.