Azione: Vertex Pharmaceuticals (NASDAQ:VRTX)

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Vertex Pharmaceuticals Incorporated è una società di biotecnologie che sviluppa farmaci per le malattie gravi.

L’azienda si concentra sullo sviluppo e la commercializzazione di terapie per il trattamento della fibrosi cistica (FC) e sull’avanzamento dei suoi programmi di ricerca e sviluppo.

Commercializza:

  • ORKAMBI (lumacaftor in combinazione con ivacaftor) per il trattamento di pazienti affetti da fibrosi cistica, omozigoti per la mutazione F508del nel loro gene regolatore della conduttanza transmembrana della fibrosi cistica (CFTR);
  • KALYDECO (ivacaftor) per il trattamento di pazienti affetti da FC che hanno mutazioni specifiche nel loro gene CFTR, inclusa la mutazione G551D;
  • SYMDEKO (tezacaftor in combinazione con ivacaftor) per il trattamento di pazienti affetti da FC che sono omozigoti F508del o che hanno 1 mutazione che è reattiva al tezacaftor/ivacaftor.

L’azienda sviluppa anche:

  • VX-659 e VX-445, che sono composti correttore CFTR nella Fase II di sperimentazione clinica;
  • VX-150 che è in Fase II di sperimentazione clinica per il trattamento del dolore;
  • VX-128, che è in Fase I di sperimentazione clinica per il trattamento del dolore;
  • CTX001, un trattamento sperimentale di modificazione genica che è in Fase I/II di sperimentazione per il trattamento della beta-talassemia e della malattia falciforme;
  • pimodivir (JNJ-63623872), che è in un programma di sviluppo clinico di Fase III per il trattamento dell’influenza;
  • VX-210 per il trattamento delle lesioni acute del midollo spinale.

Vende i suoi prodotti principalmente a fornitori di farmacie specializzate in Nord America, nonché a clienti di proprietà del governo e supportati a livello internazionale. L’azienda collabora con la Cystic Fibrosis Foundation Therapeutics Incorporated; CRISPR Therapeutics AG; Moderna Therapeutics, Inc.; BioAxone Biosciences, Inc.; Parion Sciences, Inc.; Merck KGaA; Janssen Pharmaceuticals, Inc; e Q-State Biosciences, Inc.

La società è stata fondata nel 1989 e ha sede a Boston, Massachusetts; quotata sul Nasdaq con il ticket VRTX.

  • Azioni difensive, quali e cosa sono

    Azioni difensive, quali e cosa sono

    Qualche tempo fa, in previsione dell’uscita dalla pandemia da Covid 19, avevamo parlato delle azioni cicliche, cioè azioni che tendono a essere soggette all’andamento del mercato, quindi a crescere nei momenti di espansione economica e deprimersi nei momenti di contrazione economica.

    Ma esiste anche l’altro lato della medaglia, cioè le azioni difensive (o anche conosciute come azioni non cicliche), cioè titoli che sono poco influenzate dal ciclo economico e hanno una buona performance, distribuendo dividendi, anche nei momenti di crisi economica, come per esempio una Stagflazione.

    Un’azione difensiva è quindi un titolo azionario è un’azione che ben performa indipendentemente dallo stato di salute dei mercati azionari. Attenzione a non confondere le azioni difensive con le azioni della difesa, che invece sono titoli di aziende impegnate in ambito militare.

    Caratteristiche delle azioni difensive

    Iniziamo quindi a comprendere quali caratteristiche deve avere un’azione per essere considerata difensiva. Innanzitutto deve avere un core business che è necessario 365 giorni l’anno, sia con la neve, con la guerra o con il sole. Per esempio, anche durante una guerra, le persone devono mangiare e curarsi, tali azioni rientrano quindi a pieno titolo nei difensivi.

    Inoltre è bene che un’azione difensiva non subisca eccessivamente la volatilità e che distribuisca dividendi costanti, ancora meglio se tra gli aristocratici dei dividendi, cioè azioni che ogni anno aumentano la loro cedola.

    Giusto per citare qualche nome: la francese Carrefour, le americane Procter & Gamble e Coca Cola oppure legate a vizi che non verranno meno con una crisi, come il fumo e quindi Philip Morris International o Altria. Questi sono solo alcuni esempi.

    C’è anche un parametro che indica quelle che sono azioni tipicamente più difensive, o quantomeno che vengono influenzate meno dalla volatilità ed è l’indicatore beta. Le azioni difensive hanno solitamente beta minore di 1, spesso addirittura minore di 0,5. Per meglio comprendere, se il mercato scende del 4% e un’azione ha un beta di 0,25 vuol dire che è scesa solo dell’1%. Lo stesso dicasi però al contrario, quindi se il mercato sale del 4% con beta 0,25 l’azione sarà salita solo dell’1%.

    Mix del portafoglio con azioni difensive

    Per le caratteristiche intrinseche delle azioni difensive, appare molto evidente come una percentuale di tali titoli dovrebbe sempre essere presente all’interno di ogni portafoglio. E qualora si andasse verso un periodo di forte stress sui mercati, i titoli difensivi dovrebbero essere qualcosa in più di qualche azione.

    Naturalmente nel momento in cui si esce da una crisi, quindi il mercato è fortemente espansivo, ci si affiderà molto di più ai titoli ciclici e meno ai difensivi.

    I mercati che possono rientrare tra i titoli difensivi

    Passiamo quindi ad analizzare i mercati che potrebbero rientrare tra i titoli difensivi. Per farlo immaginate a cosa avrete bisogno a prescindere dalla vostra situazione economica. A noi vengono in mente:

    Le abbiamo inserite in quello che per noi è l’ordine di importanza, poiché di vitto e alloggio avremo sempre e comunque necessità, della salute anche, ma in taluni casi alcune spese, in caso di crisi economica, potrebbero essere rimandate (benché sia meglio di no). Se abbiamo animali in casa è certo che dovremo alimentarli, ma possiamo dare i nostri scarti piuttosto che acquistare i cibi appositi. Prodotti per l’igiene sono fondamentali, ma in caso di necessità basta acqua e un sapone e non sono necessari prodotti supplementari su cui l’intero mercato fa business. Dell’energia c’è necessità, ma in caso di crisi ci si può limitare con l’uso (pensiamo per esempio alle richieste da parte dei governi, negli anni ’70 durante la crisi energetica, per ridurre la temperatura in casa e fare a meno di ciò che non è strettamente necessario). Infine il tabacco, che è un vizio ma in caso di grave crisi economica siamo certi che qualcuno smetterà di fumare.

    Anche se parzialmente derogabili, comunque queste spese accompagnano la vita di ognuno di noi e, tipicamente, a meno che la crisi economica non sia veramente devastante, tipicamente ci curiamo poco delle spese su queste categorie.

    Le azioni difensive, una breve lista

    Dopo aver sviscerato i mercati che sono zeppi di azioni difensive, andiamo a fare qualche nome, in questa lista di azioni difensive.

    Per fare questa lista abbiamo cercato di mixare azioni provenienti da vari mercati, principalmente americano ed europeo (compresa Svizzera e UK), inoltre abbiamo guardato solo alle aziende con un beta minore di 1 (poco volatili) ed essendo i risultati moltissimi, abbiamo limitato la lista a quelle con la capitalizzazione più alta. Ovviamente tutte queste azioni provengono dalle industrie di cui abbiamo già parlato.

    AzioneSettoreSede
    Abbott Laboratories
    (NYSE:ABT)
    SaluteUSA
    AbbVie
    (NYSE:ABBV)
    SaluteUSA
    Ahold Delhaize
    (AMS:AD)
    RetailOlanda
    Alexandria Real Estate
    (NYSE:ARE)
    Real EstateUSA
    Altria Group
    (NYSE:MO)
    TabaccoUSA
    Amgen
    (NASDAQ:AMGN)
    BioTechUSA
    Archer-Daniels-Midland
    (NYSE:ADM)
    AlimentareUSA
    AstraZeneca
    (LON:AZN)
    SaluteGran Bretagna
    Beiersdorf Aktiengesellschaft
    (ETR:BEI)
    IgieneGermania
    Biogen
    (NASDAQ:BIIB)
    SaluteUSA
    Bristol-Myers Squibb
    (NYSE:BMY)
    BiofarmaceuticaUSA
    British American Tobacco
    (LON:BATS)
    TabaccoGran Bretagna
    Carl Zeiss Meditec
    (ETR:AFX)
    SaluteGermania
    Carrefour
    (EPA:CA)
    RetailFrancia
    Cellnex Telecom
    (BME:CLNX)
    TelecomunicazioniSpagna
    Church & Dwight
    (NYSE:CHD)
    Prodotti per la casaUSA
    Clorox Company
    (NYSE:CLX)
    Igiene / Aliment.USA
    Coca Cola
    (NYSE:KO)
    BevandeUSA
    Colgate-Palmolive
    (NYSE:CL)
    IgieneUSA
    Coloplast
    (CPH:COLO-B)
    SaluteDanimarca
    CVS Health
    (NYSE:CVS)
    SaluteUSA
    Danone
    (EPA:BN)
    AlimentareFrancia
    Diageo
    (LON:DGE)
    BevandeGran Bretagna
    Digital Realty Trust
    (NYSE:DLR)
    Real EstateUSA
    DSM – Koninklijke DSM
    (AMS:DSM)
    SaluteOlanda
    Duke Energy
    (NYSE:DUK)
    EnergiaUSA
    E.ON
    (ETR:EOAN)
    EnergiaGermania
    Eli Lilly
    (NYSE:LLY)
    SaluteUSA
    EnBW Energie
    (FRA:EBK)
    EnergiaGermania
    Endesa
    (BME:ELE)
    EnergiaSpagna
    Enel
    (BIT:ENEL)
    EnergiaItalia
    Equity Residential
    (NYSE:EQR)
    Real EstateUSA
    EssilorLuxottica
    (EPA:EL)
    Occhiali / VistaFrancia / Italia
    Fresenius Medical Care
    (ETR:FME)
    SaluteGermania
    GlaxoSmithKline
    (LON:GSK)
    SaluteGran Bretagna
    Heineken
    (AMS:HEIA)
    BevandeOlanda
    Hormel Foods
    (NYSE:HRL)
    AlimentareUSA
    Infrastrutture Wireless Italiane
    (BIT:INW)
    TelecomunicazioniItalia
    Johnson & Johnson
    (NYSE:JNJ)
    SaluteUSA
    Kellogg
    (NYSE:K)
    AlimentareUSA
    Keurig Dr Pepper
    (NASDAQ:KDP)
    BevandeUSA
    Kimberly-Clark
    (NYSE:KMB)
    IgieneUSA
    L’Oreal
    (EPA:OR)
    IgieneFrancia
    Lindt & Spruengli
    (SWX:LISP)
    AlimentareSvizzera
    Medtronic
    (NYSE:MDT)
    SaluteIrlanda
    Merck KGaA
    (ETR:MRK)
    SaluteGermania
    Mondelez International
    (NASDAQ:MDLZ)
    AlimentareUSA
    National Grid
    (LON:NG)
    EnergiaGran Bretagna
    Nestlé
    (SWX:NESN)
    AlimentareSvizzera
    Novo Nordisk
    (CPH:NOVO-B)
    SaluteDanimarca
    Ørsted – Dong Energy
    (CPH:ORSTED)
    EnergiaDanimarca
    PepsiCo
    (NASDAQ:PEP)
    BevandeUSA
    Pernod Ricard
    (EPA:RI)
    BevandeFrancia
    Philip Morris International
    (NYSE:PM)
    TabaccoUSA
    Pfizer
    (NYSE:PFE)
    SaluteUSA
    Procter & Gamble
    (NYSE:PG)
    IgieneUSA
    Prologis
    (NYSE:PLD)
    Real EstateUSA
    Realty Income
    (NYSE:O)
    Real EstateUSA
    Reckitt Benckiser
    (LON:RKT)
    Prodotti per la casaGran Bretagna
    Recordati
    (BIT:REC)
    SaluteItalia
    Roche Holding
    (SWX:RO)
    SaluteSvizzera
    RWE
    (ETR:RWE)
    EnergiaGermania
    Sanofi
    (EPA:SAN)
    SaluteFrancia
    Sartorius Stedim Biotech
    (EPA:DIM)
    BiotechFrancia
    Siemens Healthineers
    (ETR:SHL)
    SaluteGermania
    Terna Rete Elettrica Naz.
    (BIT:TRN)
    EnergiaItalia
    Tesco
    (LON:TSCO)
    RetailGran Bretagna
    Tyson Foods
    (NYSE:TSN)
    AlimentareUSA
    Unilever
    (LON:ULVR)
    Food / IgieneUK / Olanda
    Vertex Pharmaceuticals
    (NASDAQ:VRTX)
    SaluteUSA
    Vonovia
    (FRA:VNA)
    Real EstateGermania
    Walmart
    (NYSE:WMT)
    RetailUSA
    Lista aziende difensive
  • Azioni da comprare e tenere per sempre

    Azioni da comprare e tenere per sempre

    Nel nostro sito è già presente una sezione nella quale indichiamo le operazioni che effettuiamo sui nostri portafogli, il nostro stile è quello da cassettista, cioè acquistare un’azione, decidere un take profit e uno stop lose e mantenere in portafoglio i titoli fino al raggiungimento di un livello.

    I take e gli stop vengono aggiornati periodicamente, soprattutto in presenza di nuove trimestrali delle aziende.

    Per decidere quali aziende acquistare e quali vendere, abbiamo un calcolo che parte da 67 indicatori differenti e ci restituiscono un numero sintetico sul valore dell’azienda stessa. Lo stesso meccanismo ci indica anche, partendo dai fondamentali, quale potrebbe essere il miglior take profit; lo stop lose, invece, lo posizioniamo manualmente, a una distanza che varia tra il 20 e il 35%.

    Non vogliamo assolutamente consigliare l’acquisto di tali azioni, ma nella pagina suddetta c’è il nostro portafoglio di azioni che valgono qualcosa per noi. Ovviamente ogni lettore dovrà avere la propria idea e seguire il proprio calcolo. Noi cerchiamo di aiutare in ciò.

    Quali azioni comprare?

    Grazie a tale sistema, negli ultimi mesi, abbiamo chiuso un paio di operazioni come:

    • Adidas: entrati a 207,40 € e usciti a 290,90 € con un guadagno del 40,26% lordo
    • Hasbro: entrati a 62,53 $ e usciti a 96,76 $ con un guadagno lordo del 54,74%

    Non è ovviamente un portafoglio molto movimentato e non lo vogliamo lo sia. In questo momento abbiamo all’interno circa 42 azioni e solo 4 di queste, dal momento in cui le abbiamo comprate, sono in negativo, con il rendimento peggiore che ci sta facendo perdere solo il 4%. Tutte le restanti 38 azioni sono in positivo, con alcune che superano il rendimento teorico del 240% (Carnival al momento in cui scriviamo).

    Si tratta di un portafoglio di azioni da comprare e tenere per un lungo tempo.

    Le migliori azioni da avere

    Ma le azioni da tenere per sempre, spesso, non coincidono con le azioni migliori nel portafoglio. Per esempio, il calcolo di cui abbiamo parlato poco fa, ci segnala che le migliori aziende, tra le circa 500 che monitoriamo, sono nell’ordine:

    1. BPER Banca
    2. Unipol Gruppo
    3. BNP Paribas
    4. UnipolSai Assicurazioni
    5. Berkshire Hathaway
    6. Vertex Pharmaceuticals
    7. Credit Agricole
    8. Orange
    9. Munich Re
    10. Buzzi Unicem

    Vedremo tra un po’ le azioni da tenere per sempre, ma vi anticipiamo già che questa lista è parzialmente differente rispetto a quella delle azioni da tenere per anni.

    Quali azioni tenere per sempre?

    Come già detto, il portafoglio in sé e per sé è già impostato in modo da immaginare dei lunghi tempi all’interno dello strumento, ciò perché sono azioni che hanno ottimi fondamentali e che, prevediamo, continueranno a rendere bene nei mesi / anni a venire.

    Ci sono alcune aziende su cui abbiamo un orizzonte temporale più basso, come per esempio Mastercard, su cui siamo entrati a 298,53 $ e, considerando il prezzo attuale a 372 $, abbiamo un guadagno teorico del 24,61% che è molto vicino al prezzo di 421 $, punto in cui usciremo (ci manca quindi solo il 13% e speriamo di riuscirci nel prossimo trimestre).

    Però ci sono anche azioni da cui difficilmente usciremo per almeno i prossimi 5 anni. Teoricamente ci sono anche aziende su cui il prezzo obiettivo è così alto che continueremo a incassare cedole e probabilmente non ne usciremo mai.

    Ecco una breve lista delle azioni da tenere per sempre:

    • Netflix
    • ENI
    • Alphabet
    • Intesa San Paolo
    • Stellantis
    • Berkshire Hathaway
    • Vertex
    • Intuitive Surgical
    • Unipol Gruppo
    • Walt Disney

    Successivamente capiremo, per ognuna di queste, il perché pensiamo di tenerle per lunghissimo tempo. Come possiamo facilmente notare la lista delle azioni migliori non è la medesima delle azioni da tenere per un lungo periodo, ciò è dato da vari fattori e li analizzeremo nel dettaglio più avanti.

    Il metodo Warren Buffett

    Quello che cerchiamo di ricalcare, con questa strategia, è il metodo Warren Buffett, cioè comprare aziende dai forti fondamentali e che distribuiscono dividendi, reinvestire quest’ultimi e continuare a far crescere il portafoglio.

    Ciò non significa necessariamente non vendere, anzi, quando un’azione ha corso tanto e i fondamentali non la sostengono più è correttissimo venderla.

    Capita soventemente anche di alienare solo una quota di azioni su un titolo (vendendone per esempio il 50%) per girare il portafoglio e prendere posizione su un altro titolo che è sottostimato.

    Come dice Buffett:

    Le opportunità arrivano raramente. Quando piove oro, metti fuori un secchio, non un ditale.

    Warren Buffett

    Analisi delle azioni da tenere per sempre

    Ora, dopo aver spiegato come funziona il nostro algoritmo e aver visto le azioni migliori e quelle da tenere per sempre, andiamo ad analizzare singolarmente le azioni da tenere per un lungo periodo.

    Queste che seguono sono azioni da cui non usciremo, probabilmente, per i prossimi 5 anni (almeno).

    Netflix (NASDAQ: NFLX)

    Capitalizzazione: 221,5 miliardi di $
    P/E: 60,49
    Prezzo attuale: 499,52 $
    Target Price attuale: 615,06 $
    Nostro ingresso: 497,51 $
    Nostro Target Price: 3.975 $
    Nostro Stop Lose: 310,94 $

    Partiamo con un tecnologico, facente parte dei FAANG, cioè la società che ha inaugurato la stagione dello streaming tv flat. Lo abbiamo visto negli ultimi anni, lo streaming TV sta sostituendo la visione classica della stessa. In futuro possiamo immaginare come si guarderà la TV solo per programmi di attualità ed eventi live, mentre tutto ciò che sarà on-demand (film, serie tv, ecc) passerà da servizi di streaming.

    In questa panoramica Netflix è ben posizionata, si tratta a tutti gli effetti della TV del futuro. Subisce la concorrenza della sola Amazon con Prime Video, che però pare molto in ritardo.

    La capitalizzazione di mercato attuale è di 221 miliardi di dollari, un decimo di quella di Apple, un settimo di quella di Alphabet; certo, rispetto a queste due ha ancora molto da dimostrare, ma Netflix è in rampa di lancio e lo si denota anche dalla fiducia che gli danno gli investitori, con un P/E oltre 60, rispetto ad Apple e Alphabet che si aggirano intorno a 35/40.

    I mercati da raggiungere sono ancora molti e anche dove è già presente, come in Italia, ancora ci sono grandi fette di mercato da colpire. In questo momento l’utente tipo di Netflix è nella fascia 25/45 medio/alto spendente ma, come già visto per Facebook in passato, il mercato dei boomer (50/70 anni) è ancora da esplorare. Inoltre ci sono anche grosse differenze in base alle regioni nelle stesse nazioni: per esempio, in Italia la penetrazione al nord è molto più ampia rispetto a quella del centro/sud.

    In Netflix la nostra operazione è partita qualche mese fa, quando siamo entrati a 497,51 $, il prezzo ha sfiorato i 600 $ e ora si aggira di nuovo intorno al nostro prezzo di ingresso. Si tratta di una buona occasione di ingresso o di aumento del volume di azioni. Reputiamo che la capitalizzazione di mercato sia ancora molto bassa e pensiamo che il valore possa fortemente aumentare, soprattutto perché i prezzi di listino di Netflix sono ancora relativamente bassi per l’offerta che ha. Infine c’è un nuovo spiraglio possibile, già percorso da Amazon e su cui Netflix potrebbe fare dei ragionamenti: gli eventi live come la trasmissione delle gare di calcio; Amazon ha acquisito la licenza per poter trasmettere delle gare per il prossimo trimestre e non è detto che Netflix non possa seguire a ruota libera, inaugurando a tutti gli effetti un nuovo mercato. In tale circostanza il marketCap di Netflix è vermanete molto basso a oggi.

    ENI (BIT: ENI)

    Capitalizzazione: 37,25 miliardi di €
    P/E: –
    Prezzo attuale: 10,30 €
    Target Price attuale: 18,06 €
    Nostro ingresso: 6,67 €
    Nostro Target Price: 23,62 $
    Nostro Stop Lose: 4,82 $

    Veniamo quindi a un’azione italiana: ENI, l’Ente Nazionale Idrocarburi fondato da Enrico Mattei. Storicamente ENI è sempre stata un’azione da cassettista, ciò grazie agli ottimi dividendi che ha sempre distribuito: non era insolito ricevere il 7/8% lordo di dividend yield.

    La crisi del petrolio degli ultimi 3/4 anni ha un po’ modificato le carte in tavola, facendo crollare il prezzo delle azioni e facendo abbattere il dividendo distribuito. Allo stesso tempo ENI è stata in grado di ripulire i costi, abbattendo il prezzo limite del barile dal quale fare utili. Infatti nel 2014 a ENI, per fare utili, serviva un prezzo al barile di 90 dollari; nel 2016 ne bastavano 55 e negli ultimi anni si è ancora abbassato.

    Oggi il brent prezza a circa 65 dollari al barile e quindi ENI è nelle condizioni di poter fare utili. Ciò rappresenta un’uscita da un tunnel che è durato svariati anni. Inoltre le previsioni per il futuro, sul prezzo al barile, sono in netto aumento, con le options sui future a 100$ che vengono comprati come biglietti delle lotterie.

    Forse c’è una fiammata dei prezzi e un po’ di speculazione alla base, ma una cosa rimane certa: da più punti si sta parlando di inflazione in netta crescita, ne abbiamo parlato anche noi qualche tempo fa, e questo porterà i prezzi delle materie prime ad alzarsi. Un aumento dei prezzi del petrolio sarebbe oro per il titolo ENI. Quindi a questi prezzi c’è un’ottima opportunità di acquisto.

    Dall’altro canto c’è l’evoluzione green in atto e il petrolio, tra 10/20 anni, varrà molto meno di ciò che vale oggi. In tal senso l’operazione di trasformazione di ENI è già iniziata da anni, soprattutto con gli investimenti in GNL, inoltre gli oltre 200 miliardi di euro del piano PNRR dati dal Next Generation UE, sono linfa vitale per l’azienda di Stato, che ne approfitterà per continuare con l’evoluzione.

    Il nostro portafoglio è esposto verso ENI, con il prezzo di ingresso a 6,67 euro, realizzato durante il crollo per la pandemia da Corona Virus. Stiamo già realizzando un guadagno teorico del 54% ma non siamo intenzionati a realizzare. La nostra visione riporta i prezzi dell’azione fino a 23,62 euro e questa è sostenuta dalla distribuzione dei dividendi che, nei prossimi anni, dovrebbero continuare ad aumentare. Insomma, ENI è un’azione che probabilmente non taglieremo mai dal nostro portafoglio.

    Alphabet (NASDAQ: GOOGL)

    Capitalizzazione: 1.580 miliardi di $
    P/E: 30,19
    Prezzo attuale: 2.337 $
    Target Price attuale: 2.405 $
    Nostro ingresso: 1.430,50 $
    Nostro Target Price: 4.723 $
    Nostro Stop Lose: 857,13 $

    Torniamo su un tecnologico e torniamo nel mercato degli Stati Uniti d’America. Alphabet è la capogruppo di Google e YouTube, oltre che di Nest e di un’altra serie di piccoli progetti. Come si vede anche dalla capitalizzazione di mercato, si tratta di un colosso del mercato tech.

    Benché nel nostro portafoglio sia assente solo Amazon, per gli investimenti a lungho periodo, tra i veri colossi dell’Information Technology, abbiamo scelto Alphabet anziché Facebook, Apple, Amazon e Microsoft. Il motivo è molto semplice: Google è posizionata sulle nuove tecnologie, ha un’ottima infrastruttura cloud, fa utili con servizi semplici (come Google Maps, Google for Business e Google Analytics) ed è il big player dell’advertising oltre ad avere il sistema operativo più diffuso su mobile (Android). Rispetto ad Amazon non ha i costi fisici di distribuzione di prodotti, rispetto a Microsoft ha una visione più ampia, rispetto ad Apple ha molta più varietà e rispetto a Facebook ha molti più brevetti… insomma, è in assoluto l’azienda più completa del gruppo.

    Inoltre, dando un occhio ai fondamentali, è anche l’azienda meglio posizionata e che sta crescendo di più, nonostante non sia una start-up. Poco debito, utili in costante crescita, investimenti calibrati in ricerca e sviluppo e sbaglia pochi colpi.

    Benché sia il secondo player, alle spalle di AWS di Amazon, con il cloud ha ancora molta strada da percorrere e YouTube ancora dovrà evolvere per portare maggiori introiti. Google Home e, in generale, la platea di strumenti Nest, hanno ancora ampie fette di mercato da raggiungere e, inoltre, con Stadia è entrata pesantemente sul mercato del games.

    Alphabet è presente nel nostro portafoglio da qualche mese oramai, siamo entrati a 1.430 e considerando il prezzo attuale a 2.337$ abbiamo già un guadagno teorico del 63%. Non abbiamo nessuna intenzione di vendere però, perché pensiamo che il prezzo delle azioni, nei prossimi anni, subiranno ancora rialzi. La nostra visione porta il prezzo di Alphabet fino a 4.723 $, anche se ci vorranno anni per arrivarci.

    Chi ancora non è dentro potrà ancora approfittare del prezzo attuale che, secondo il nostro algoritmo, è ancora relativamente basso in rapporto ai fondamentali dell’azienda. Certo, forse un anno fa il prezzo era decisamente migliore…

    Intesa San Paolo (BIT: ISP)

    Capitalizzazione: 45,86 miliardi di €
    P/E: 20,10
    Prezzo attuale: 2,36 €
    Target Price attuale: 2,58 €
    Nostro ingresso: 1,40 €
    Nostro Target Price: 3,78 €
    Nostro Stop Lose: 0,82 €

    Torniamo in Italia e guardiamo il miglior titolo del settore bancario, in particolare concentriamoci sulla terza banca più grande in Europa. Intesa San Paolo fino a pochi anni fa era la seconda banca italiana, alle spalle di Unicredit, negli ultimi anni una buona gestione da parte di Corrado Passera prima e Carlo Messina poi l’hanno portata a essere leader incontrastata di mercato. Ciò è stato migliorato nell’ultimo anno grazie all’operazione che le ha permesso di scalare UBI Banca.

    I fondamentali dell’azienda sono ottimi, con poco debito, un buon patrimonio netto e dei bilanci che di volta in volta continuano a stupire. L’unico neo, se vogliamo, è la poca internazionalizzazione dell’istituto, a differenza di Unicredit che, invece, è il più internazionale tra gli istituti italiani.

    Dalla sua ha una remunerazione degli azionisti continua e sempre in salita; eccezion fatta per il 2020, quando la BCE, a causa del Covid, ha bloccato la distribuzione dei dividendi, Intesa ha sempre saputo regalare gioie agli azionisti. Dividendi che comunque Intesa ha messo in cassaforte, pronta a distribuire non appena la BCE gli darà l’autorizzazione.

    L’ultima trimestrale (la 1Q2021) pubblicata pochi giorni fa, conferma che la banca è in continua scalata e difficilmente si fermerà.

    Il nostro portafoglio ha il titolo oramai da anni, con vari ingressi abbiamo mediato il prezzo medio di carico, siamo riusciti ad approfittare dell’occasione regalataci dal crollo causa Covid e oggi abbiamo un PMC di 1,40. Siamo posizionati benissimo soprattutto se consideriamo il prezzo attuale a 2,36.

    La nostra visione dice che il prezzo di Intesa, visti i fondamentali, è ancora basso e che un’uscita possibile, stando a questi dati, potrà arrivare solo a 3,78 euro. C’è da dire che la distribuzione dei dividendi continua ad agire sul prezzo tenendo bassi gli exploit, quindi difficilmente l’azione raggiungerà quel prezzo, ciò ci va benissimo poiché guardando la politica di dividendi dell’azienda e il nostro PMC riusciremo a ripagarci l’investimento entro pochi anni, tutto ciò che arriverà successivamente sarà certamente un guadagno.

    Infine, nell’ottica di cavalcare l’inflazione che sta per abbattersi sulle nostre teste, i titoli finanziari sono una delle migliori scelte, questo giustifica ancora di più il nostro investimento in ISP.

    Stellantis (BIT: STLA)

    Capitalizzazione: 47 miliardi di €
    P/E: –
    Prezzo attuale: 15,00 €
    Target Price attuale: 19,72 €
    Nostro ingresso: 6,64 €
    Nostro Target Price: 41,71 €
    Nostro Stop Lose: 5,21 €

    Come per Intesa San Paolo, anche per Stellantis abbiamo nel tempo mediato il prezzo, essendo posizionati oramai da anni (all’incirca dal momento in cui Sergio Marchionne annunciava l’azzeramento del debito) su quella che fu FCA e che ora è Stellantis, grazie alla fusione con Peugeot.

    Metà del nostro prezzo di ingresso è già stato ripagato dalla distribuzione, ordinaria e straordinaria, dovute alla fusione con PSA. Quindi il nostro investimento, al di là del prezzo attuale, è già stato vincente. Se aggiungiamo che oggi scambia a 15 euro, con un guadagno teorico del 126% al quale vanno aggiunti i dividendi ricevuti negli ultimi 2/3 anni allora possiamo dire che anche Stellantis fallisse, noi comunque ne saremmo usciti vincitori.

    Ma Stellantis ha una visione ben lontana dal fallimento e il nostro algoritmo ci dice che il prezzo è ancora fortemente sottovalutato. Stessa view paiono averla gli analisti che danno un prezzo obiettivo per Stellantis con un premio del 31,5% rispetto ai prezzi attuali.

    Carlos Taveres, attuale CEO di Stellantis, ha già dimostrato, prima con Peugeot e poi con Opel, di riuscire a risanare situazioni complesse e di essere in grado di avere un occhio lungo sul futuro, per questo motivo pensiamo che Stellantis non possa fare altro che salire nei prossimi mesi/anni. Inoltre l’attenzione per gli analisti e i dividendi distribuiti sono un ottimo incentivo.

    Come già accennato, abbiamo un prezzo medio di carico di 6,64 euro e un target a 41,71 euro, forse un po’ alto ma per il semplice motivo che venderemo Stellantis proprio se non ha più senso tenerla in portafoglio.

    Berkshire Hathaway (NYSE: BRK.B)

    Capitalizzazione: 661 miliardi di $
    P/E: 6,60
    Prezzo attuale: 290 $ / 435.000 $
    Target Price attuale: 443.000 $
    Nostro ingresso: 262,69 $
    Nostro Target Price: 538 $
    Nostro Stop Lose: 118,02 $

    Potevamo seguire il metodo Warren Buffett senza possedere e ammirare l’azione da lui posseduta? Certo che no…

    Ecco, chi non conosce Berkshire Hathaway deve sapere che le azioni originali sono quelli di classe A, su cui Buffett non ha mai voluto effettuare split, nemmeno in presenza di problemi tecnici da parte del Nasdaq, da qualche anno però sono state quotate anche le azioni di classe B, non tanto perché Buffett volesse offrire le proprie azioni a chiunque, ma per evitare che player potessero realizzare split non ufficiali e guadagnare alle spalle dell’oracolo di Omah.

    Da ciò nasce la doppia valutazione di Berkshire Hathaway:

    • Classe A: attualmente quota a 435 mila dollari ad azione e ha in circolazione 580 mila azioni
    • Classe B: attualmente quota a 290$ e ha in circolazione circa 1.250 milioni di azioni

    Naturalmente con il nostro portafoglio non ci possiamo permettere il lusso di acquistare solo un’azione di classe A di Berkshire Hathaway e non differenziare su altre azioni, quindi abbiamo optato per le classe B, decisamente più alla portata.

    Il motivo dell’acquisto e del perché in questa lista di azioni da tenere per sempre è chiaro: ci ispiriamo alla sua metodologia e quindi pensiamo che i risultati ottenuti fin qua siano stratosferici: negli ultimi 20 anni ha una resa percentuale del proprio portafoglio del 20% medio annuo. In pratica, se iniziate oggi con 10 mila euro investiti, con questa resa, tra 20 anni avreste 383 mila euro. Bel risultato no!? Beh, questa è la resa degli ultimi anni, ma Berkshire Hathaway è attiva dagli anni ’60…

    Il nostro ingresso in questa azione è relativamente recente, effettuato ad aprile del 2021, con prezzo di ingresso di 262,69 $, grazie alla buona trimestrale pubblicata a inizio maggio siamo già a un guadagno teorico del 10%, ma siamo assolutamente certi che questa azione avrà ancora tanto fiato per correre.

    Vertex Pharmaceuticals (NASDAQ: VRTX)

    Capitalizzazione: 55 miliardi di $
    P/E: 20,28
    Prezzo attuale: 213 $
    Target Price attuale: 285,09 $
    Nostro ingresso: 221,32 $
    Nostro Target Price: 592 $
    Nostro Stop Lose: 125,13 $

    Per differenziare il nostro portafoglio portiamo in esame un titolo azionario del settore salute, nel dettaglio evitiamo qualsiasi azione legata ai vaccini, che potrebbero essere un boomerang e invece mettiamo in portafoglio un’azione che sviluppa medicinali principalmente per malattie rare.

    Vertex non solo sviluppa normali farmaci, ma è addentrata nel mercato delle biotecnologiche, quindi con ottime prospettive per il futuro. Ha vari preparati allo stadio 2 e 3 di test e presto potrebbe presentarsi sul mercato con novità molto importanti.

    Il nostro algoritmo ce la segnala come una delle più promettenti del panorama medico, con ottimi fondamentali e buona capacità di crescita. Siamo entrati in questa azione circa un anno fa a 227 $, poi abbiamo mediato qualche tempo dopo con prezzi un po’ più bassi e il nostro prezzo medio di carico è attualmente a 221,32 $. Allo stato attuale stiamo perdendo il 3,75%, quindi siamo ancora in un buon punto di ingresso per chi volesse affacciarsi su questo titolo.

    Come sempre abbiamo un nostro prezzo obiettivo (592 $) decisamente più alto rispetto al target medio che gli assegnano gli analisti oggi (285,09 $). Per noi è un’azione che nei prossimi mesi regalerà grandi soddisfazioni, quindi è un’azione che visto il basso debito, il continuo sviluppo grazie all’area ricerca e le buone prospettive dei medicinali che si trovano all’ultima fase di sviluppo, potrebbe rapidamente crescere. Ciò gli viene riconosciuto anche dagli analisti, che non sono così spinti come lo siamo noi, ma comunque riconoscono un possibile premio del 29%.

    Intuitive Surgical (NASDAQ: ISRG)

    Capitalizzazione: 99,8 miliardi di $
    P/E: 86,86
    Prezzo attuale: 842 $
    Target Price attuale: 871,13 $
    Nostro ingresso: 759,50 $
    Nostro Target Price: 2.812 $
    Nostro Stop Lose: 455,60 $

    Rimaniamo nel settore sanitario ma spostiamoci dai farmaci alla tecnologia. Intuitive Surgical è un’azienda americana che produce il da Vinci un sistema di assistenza chirurgica. In pratica grazie al da Vinci di Intuitive è possibile realizzare, da parte di chirurghi, operazioni molto complesse e che richiedono la precisione al millimetro.

    Negli ultimi anni, grazie allo sviluppo di questa tecnologia, Intuitive Surgical è cresciuta in modo continuo, nell’ultimo anno, con le cliniche impegnate sul Covid e molto meno su operazioni procrastinabili, le vendite di nuovi sistemi sono un po’ rallentate. Ora, con l’uscita dall’emergenza pandemia, ci si aspetta un buon ritorno per Intuitive, con l’installazione di sistemi di assistenza che costano vari milioni di dollari.

    In questo campo Intuitive Surgical ha praticamente il monopolio e all’orizzonte non si notano concorrenti degni di nota, quindi, tra nuove installazione e manutenzione di sistemi installati, che hanno cicli di vita decennali, non ci sono nubi all’orizzonte di questa società.

    Il nostro algoritmo la piazza molto bene, grazie ai buoni fondamentali, anche se i risultati dell’ultimo anno hanno un po’ abbassato il rating facendola scivolare fuori dalle aziende migliori.

    Il nostro ingresso risale a circa un anno fa, quando entrammo nell’azione con un prezzo di 759,50 $, il quale ci sta facendo guadagnare un teorico 11%. Il nostro prezzo obiettivo è molto lontano e siamo tranquilli che l’assenza di concorrenza e l’essenzialità delle operazioni ci permetteranno di raggiungerlo tra qualche anno.

    Unipol Gruppo (BIT: UNI)

    Capitalizzazione: 3,46 miliardi di €
    P/E: 4,88
    Prezzo attuale: 4,8 €
    Target Price attuale: 4,89 €
    Nostro ingresso: 4,34 €
    Nostro Target Price: 13,17 €
    Nostro Stop Lose: 2,60 €

    Tornando a casa nostra, degna di nota è il Gruppo Unipol, il quale ha al proprio interno partecipazioni in UnipolSai e in BPER Banca, tutti e 3 i titoli facenti parte del gruppo dei migliori secondo il nostro algoritmo. Il nostro ingresso in questa azione risale a febbraio del 2021, quando abbiamo comprato per 4,34 €, il che ci garantisce già un gain teorico del 10,37%; anche per Unipol nessuna intenzione di cedere azioni poiché all’orizzonte ci sono ottime prospettive.

    Oltre al fatto che il gruppo assicurativo/bancario ha fondamentali perfetti, con un patrimonio netto (7,6 miliardi) che supera la capitalizzazione (3,46 miliardi), quindi è certamente sottostimato, soprattutto se consideriamo che il debito è assolutamente sostenibile in rapporto ai ricavi e agli utili.

    Inoltre, guardando un po’ più in là, la banca partecipata (BPER Banca) è in un gioco di strategie che la porterà certamente ad andare in sposa a qualche altra banca (probabilmente Banco BPM), così da creare il vero terzo polo del Paese. Posizione di vantaggio per il gruppo Unipol, che a quel punto potrebbe far entrare il polo assicurativo UnipolSai all’interno di un player di tutto rispetto.

    Da non dimenticare infine la continua distribuzione di dividendi, con Yield che difficilmente scende sotto il 5%.

    Walt Disney (NYSE: DIS)

    Capitalizzazione: 330 miliardi di $
    P/E: –
    Prezzo attuale: 181,8 $
    Target Price attuale: 209,42 $
    Nostro ingresso: 133,26 $
    Nostro Target Price: 362 $
    Nostro Stop Lose: 82 $

    Eccoci qui arrivati all’ultimo della lista di azioni da comprare e tenere per sempre (o quasi). Walt Disney è un colosso dell’intrattenimento e benché nell’ultimo anno i suoi parchi divertimento abbiano avuto qualche problema a causa del Corona Virus, nuove revenue stream stanno crescendo facendo sì che la Disney diventi a tutti gli effetti un colosso differenziato nell’intrattenimento per grandi e piccini.

    Ci riferiamo in modo particolare alla piattaforma Disney+, in grado di diventare, in breve tempo, la tv di riferimento per i bimbi. Ciò che Netflix è per gli adulti Disney+ lo è per i bimbi. Ma non solo… perché Disney+ ha ambizione di essere anche qualcosa in più, non a caso l’ultimo film che ha vinto gli Oscar 2021 (Nomadland) è distribuito da Walt Disney Studios Motion Pictures e si trova solo su Disney+.

    Casa di produzione, marchi di proprietà, licenze da riscuotere per ogni uso di un proprio personaggio, streaming tv e parchi divertimento… Walt Disney Company è in assoluto una delle migliori aziende dell’intrattenimento e ciò si denota dai fondamentali, con bilanci sempre migliori, trimestre dopo trimestre.

    Ciò gli viene riconosciuto dagli analisti, che infatti hanno un premio del 15,5% sui prezzi attuali e glielo riconosciamo anche noi che, in ottica cassettista, ci libereremmo del titolo solo se raggiungesse velocemente i 362 $. Altrimenti continuiamo a goderci i dividendi e a osservare il verde del risultato che in questo momento segna +36,4%.

    I titoli migliori che non avremo per sempre

    Dopo aver terminato la carrellata dei titoli azionari da tenere per sempre, non possiamo non tornare su quelli che sono i titoli migliori, secondo il nostro algoritmo, ma che noi non terremo per sempre, anzi, ci aspettiamo che nei prossimi mesi raggiungano il nostro target price e quindi verranno ceduti.

    Ricapitoliamo la lista per evitare che dobbiate tornare in cima all’articolo:

    1. BPER Banca
    2. Unipol Gruppo
    3. BNP Paribas
    4. UnipolSai Assicurazioni
    5. Berkshire Hathaway
    6. Vertex Pharmaceuticals
    7. Credit Agricole
    8. Orange
    9. Munich Re
    10. Buzzi Unicem

    Questi sono i titoli migliori secondo il nostro algoritmo. Di questi, abbiamo visto, come quelli che terremo per sempre sono: Unipol Gruppo, Berkshire Hathaway e Vertex Pharmaceuticals. Ne rimangono quindi sette, che reputiamo molto interessanti (e infatti li abbiamo acquistati) ma altrettanto velocemente (arco temporale massimo di 12 mesi) li venderemo.

    BPER Banca e UnipolSai

    Partiamo dai primi 2, con BPER che secondo il nostro algoritmo è in assoluto l’azienda più sottovalutata tra le 500 circa che analizziamo. Ovviamente l’abbiamo acquistata e abbiamo un target price abbastanza alla portata, soprattutto perché pensiamo che le voci di fusione tra BPER e BPM faranno sì che presto la banca emiliana vada in rally e arrivi a livelli ben più alti di quanto visto fino a ora.

    Discorso simile per UnipolSai, certamente la miglior assicurazione che abbiamo in lista, seguita a poca distanza da Axa, ma che terremo poco in portafoglio.

    Entrambi i titoli, inoltre, sono nella galassia di Unipol Gruppo, candidato a rimanere per sempre nel nostro portafoglio, quindi mantenere la capogruppo e 2 società satellite sarebbe un po’ tanto. Nell’ottica di diversificazione, quindi, approfittiamo dei prezzi bassi di UnipolSai e di BPER ma terremo sul lungo periodo solo Unipol Gruppo.

    BNP Paribas e Credit Agricole

    Discorso parzialmente simile per BNP Paribas e Credit Agricole: i titoli si trovano nel nostro portafoglio ma l’orizzonte temporale per la cessione è a 12 mesi. Non perché non crediamo nelle banche francesi, ma per il semplice motivo che preferiamo avere la miglior banca italiana, quindi Intesa San Paolo, e per una questione di differenziazione del portafoglio un assicurativo e un bancario ci bastavano.

    Intesa ha più prospettive di crescita rispetto a BNP, forse uguali a Credit Agricole, che continua a fare acquisizione, come l’ultima in Italia: il Creval.

    Stiamo comunque parlando di 3 tra le banche migliori in Europa, con BNP che occupa stabilmente il primo posto in termini di capitalizzazione.

    Orange

    Per fondamentali meriterebbe di stare a piena regola tra i titoli azionari da tenere per sempre, la questione è che il mercato degli ISP è in continuo movimento e l’azienda leader di oggi potrebbe non esserlo più tra un paio d’anni (per esempi vedere cosa è successo in Italia con l’arrivo di Iliad).

    In questo momento approfittiamo della segnalazione del nostro algoritmo e cerchiamo nel giro di pochi mesi di ricavarne il più possibile; non è detto che non questa azione non ci faccia compagnia per qualche anno, ma certamente la sua presenza nel nostro portafoglio sarà attenzionata continuamente, per capire se i fondamentali saranno ancora stabili.

    Munich Re

    Munich Re è un titolo tedesco assicurativo, escluso dalla lista dei “per sempre” per il semplice motivo che il nostro algoritmo ci segnala come migliore Unipol.

    Certo è che con questi fondamentali farà una bella presenza nel nostro portafoglio e i generosi dividendi che stacca sono particolarmente preziosi. Ci accompagnerà per un po’ di tempo.

    Buzzi Unicem

    Il decimo miglior titolo segnalatoci dal nostro algoritmo è un industriale italiano che lavora molto all’estero e in particolare negli Stati Uniti. Buzzi Unicem rientra in questa particolare classifica dei migliori, oltre che per gli ottimi fondamentali, perché i nuovi piani di sviluppo varati in America e in Europa, puntano moltissimo sullo sviluppo edile e cantieristico, con ottimi ritorno in vista per Buzzi Unicem.

    Non è un titolo da “per sempre” perché vive di fiammate e benché in questo momento si trovi nel momento di gloria tra qualche anno potrebbe non essere più tra i migliori. Nel mentre ce lo godiamo nel nostro portafoglio e attendiamo i ritorni, per i prossimi 2/3 anni, dati dai piani emergenziali made in USA e in Europa.

  • Investire in azioni BioTech

    Investire in azioni BioTech

    Alcuni esperti dicono che siamo nell’età dell’oro della biotecnologia. I progressi scientifici stanno aprendo possibilità per la cura e la prevenzione di malattie che si potevano solo immaginare in passato.

    Quest’età dell’oro presenta anche enormi opportunità per gli investitori. I titoli biotecnologici offrono il potenziale per enormi rendimenti a lungo termine. Ecco cosa bisogna sapere per investire nei migliori titoli biotech sul mercato.

    I migliori titoli BioTech

    I migliori titoli biotecnologici da acquistare al momento vantano forti pipeline, e alcuni hanno già farmaci vincenti sul mercato. La pandemia COVID-19 ha anche creato alcune enormi opportunità per le biotecnologie che sviluppano potenziali trattamenti e vaccini. Ecco alcune aziende che gli investitori dovrebbero osservare da vicino.

    AziendaTicketFocus
    Axsome TherapeuticsNASDAQ:AXSMNeuroscienze
    BioSpecifics TechnologiesNASDAQ:BSTCMalattie infettive
    Bluebird BioNASDAQ:BLUECancro
    Bristol Myers SquibbNYSE:BMYCancro
    CRISPR TherapeuticsNASDAQ:CRSPMalattie rare
    Gilead SciencesNASDAQ:GILDAntivirali
    Ionis PharmaceuticalsNASDAQ:IONSMalattie rare
    NovavaxNASDAQ:NVAXInfezioni rare
    Vertex PharmaceuticalsNASDAQ:VRTXMalattie rare
    Una lista di società (con relative azioni) impegnate nelle BioTecnologie

    Axsome Therapeutics

    Axsome ha un candidato principale, AXS-05, che è in fase di valutazione in tre studi di fase 3 che riguardano la depressione e l’agitazione del morbo di Alzheimer, nonché in uno studio di fase 2 per la cessazione del fumo. La biotecnologia sta anche testando il farmaco sperimentale per l’emicrania AXS-07 in uno studio di fase 3 e ha altri due candidati farmaci in studi clinici precedenti.

    Se approvato, AXS-05 potrebbe generare un picco di vendite annuali di almeno 1 miliardo di dollari, il che lo renderebbe un farmaco di successo. Gli analisti non hanno valutato l’entità delle entrate che AXS-07 o gli altri candidati di Axsome potrebbero realizzare. Ma il solo potenziale di AXS-05 rende Axsome un’interessante azione biotecnologica a piccola capitalizzazione da acquistare in questo momento.

    BioSpecifics Technologies

    Produce collagene da iniettare per malattie e contratture. Ha in fase 3 un medicinale per la cura della cellulite.

    Inoltre in fase due ha un medicinale per Capsuliti adesive.

    Bluebird Bio

    Bluebird Bio ha già un farmaco approvato in Europa per il trattamento della rara malattia del sangue trasfusione-dipendente beta-talassemia (Zynteglo). Il farmaco è in uno studio di fase 3 negli Stati Uniti; Bluebird sta anche valutando la Lenti-D in studi di fase 3 per il trattamento di una rara malattia genetica chiamata adrenoleukodystrophy cerebrale.

    Oltre a questi programmi di proprietà completa, Bluebird e Bristol Myers Squibb (NYSE:BMY) hanno richiesto l’approvazione normativa statunitense ed europea per l’ide-cel nel trattamento del mieloma multiplo, un tipo di tumore del sangue. La pipeline di Bluebird include anche candidati in studi di fase 1 che si occupano di altre malattie genetiche e tipi di cancro.

    Zynteglo potrebbe raggiungere lo status di blockbuster, generando un picco di vendite annuali di quasi 1,9 miliardi di dollari. Alcuni analisti ritengono che la Lenti-D potrebbe rastrellare fino a 4 miliardi di dollari all’anno se approvata negli Stati Uniti e in Europa. Bluebird riceverà royalties dalle vendite di ide-cel della BMS (ammesso che ottenga l’approvazione). Tutto questo si traduce in una grande crescita per Bluebird nei prossimi anni.

    Bristol Myers Squibb

    Bristol Myers Squibb è una delle aziende di BioTech con maggiori progetti in fase di sviluppo.

    Conta oltre 50 candidati in fase di sviluppo, con una dozzina in fase 3 e altrettante in fase 2.

    Inoltre è allo studio su possibili altri 40 medicinali che potrebbero presto entrare in pipeline di approvazione.

    BMS è impegnata prevalentemente nella ricerca di medicinali per combattere il cancro.

    Novavax

    Novavax ha un secondo flop per il candidato al vaccino respiratorio sinciziale ResVax.

    L’azienda ha riportato risultati estremamente positivi da uno studio in fase avanzata di uno studio sperimentale sul vaccino antinfluenzale NanoFlu. L’azienda ora prevede di perseguire l’approvazione del vaccino da parte della Food and Drug Administration. Gli analisti progettano che, se approvato, NanoFlu potrebbe generare un picco di vendite annuali di 1,7 miliardi di dollari.

    Novavax potrebbe avere un vincitore ancora più grande con il suo candidato vaccino COVID-19 NVX-CoV2373. È uno dei principali candidati al vaccino che utilizza una sotto unità proteica (una singola molecola proteica) per stimolare una risposta immunitaria contro il nuovo coronavirus. La biotecnologia ha annunciato i risultati positivi di uno studio di fase 1 del vaccino sperimentale ad agosto, spingendo alcuni analisti a dichiarare NVX-CoV2373 come potenzialmente il miglior candidato vaccino della categoria tra i candidati al coronavirus in fase di sviluppo.

    Il governo degli Stati Uniti ha firmato un accordo da 1,6 miliardi di dollari con Novavax per finanziare lo sviluppo e la produzione in fase avanzata del suo vaccino COVID-19, compresa la fornitura di 100 milioni di dosi in caso di successo nei test clinici. La Novavax ha anche concluso accordi di fornitura di inchiostri nel Regno Unito e in India.

    Vertex Pharmaceuticals

    Vertex gode di un monopolio virtuale nel trattamento della causa alla base della fibrosi cistica (CF), una rara malattia genetica che provoca l’eccessivo accumulo di muco nei polmoni e nell’apparato digerente. Il suo più recente farmaco per la fibrosi cistica, il Trikafta/Kaftrio, potrebbe espandere la popolazione di pazienti indirizzabili di oltre il 50%, mirando a una mutazione genetica che si stima si verifichi nel 90% dei pazienti affetti da fibrosi cistica.

    La pipeline dell’azienda include altri promettenti farmaci per la FC in fase 2 di sperimentazione. Vertex sta anche cercando di espandersi oltre la FC, con programmi di fase 2 mirati al dolore e al raro deficit di alfa-1 antitripsina, una malattia genetica rara che può causare sintomi quali respiro affannoso, infezioni polmonari e affaticamento.

    Inoltre, i programmi di Vertex in fase iniziale potrebbero essere dei veri e propri capovolgimenti. Sta collaborando con CRISPR Therapeutics (NASDAQ:CRSP) per testare le terapie di modificazione genica (trattamenti che comportano la modificazione delle sequenze di DNA) che mirano alle malattie rare del sangue beta-talassemia e falcemia. Il gruppo spera di passare presto alla fase 1 di sperimentazione di un farmaco sperimentale che ha il potenziale per curare il diabete di tipo 1, una malattia che colpisce oltre 1,1 milioni di persone in tutto il mondo. Anche se gli analisti non hanno previsto picchi di vendite per questi candidati alla pipeline, Vertex potrebbe essere seduto su una miniera d’oro se tutto va bene.

    Nozioni di base sulle biotecnologie

    Cos’è una biotecnologia? È un’azienda che utilizza organismi viventi (per esempio, batteri o enzimi) per produrre farmaci. Questo uso di organismi viventi differenzia le biotecnologie dalle aziende farmaceutiche, che utilizzano sostanze chimiche per sviluppare farmaci.

    Ci sono quattro fasi principali per le biotecnologie nello sviluppo di nuovi farmaci:

    • La scoperta dei farmaci, in cui le biotecnologie identificano i candidati farmaci e le malattie che potrebbero potenzialmente colpire.
    • Test preclinici, in cui le biotecnologie testano i candidati farmaci in vitro (in provetta) e/o in vivo (in animali vivi, come i topi).
    • Test clinici, dove le biotecnologie testano i candidati farmaci nell’uomo.
    • Approvazione normativa, dove le biotecnologie cercano di ottenere l’approvazione da parte delle agenzie governative competenti per la vendita di un farmaco.

    I test clinici prevedono di solito tre fasi:

    • Fase 1, che comprende piccoli studi progettati per trovare una dose sicura per il candidato farmaco e determinare come influisce sull’uomo.
    • Fase 2, che prevede studi che possono includere circa 100 o più pazienti e che si concentrano sulla sicurezza, sugli effetti collaterali a breve termine e sulla determinazione della dose ottimale per il farmaco.
    • Fase 3, che prevede studi più ampi che possono includere centinaia o addirittura migliaia di pazienti e che si concentrano su quanto efficacemente un farmaco sperimentale tratti una malattia target e su quanto sia sicuro.

    Un candidato farmaco deve superare con successo ogni fase per passare alla successiva. Una volta che un farmaco ha completato con successo uno studio di fase 3 dimostrando sicurezza ed efficacia nel trattamento della condizione target, la biotecnologia presenterà la domanda per l’approvazione normativa utilizzando i dati clinici dello studio. Negli Stati Uniti, la FDA supervisiona le approvazioni dei nuovi farmaci.

    Gli investitori devono prestare molta attenzione alle fasi in cui si trovano i candidati farmaci di una società. Più è in fase avanzata, meno rischi ci sono di solito. È anche importante considerare il picco di vendite annuali di un farmaco candidato, il più alto livello di vendite all’anno che gli analisti progettano. Più alto è, meglio è.

    Inoltre, una biotecnologia con più farmaci sperimentali in cantiere (il termine usato per indicare tutti i farmaci di un’azienda in fase di sviluppo) tenderà ad avere meno rischi rispetto ad una biotecnologia con uno o pochissimi drug candidate.

    Un’altra cosa importante da tenere d’occhio con le biotecnologie è la loro posizione finanziaria. La maggior parte delle biotecnologie non raggiunge la redditività finché non lancia con successo uno o più farmaci sul mercato. Hanno bisogno di ingenti somme di denaro per finanziare le operazioni e far avanzare i loro candidati alla pipeline. Spesso le aziende emettono nuove azioni per raccogliere la liquidità necessaria, il che riduce il valore delle azioni esistenti. Alcune biotecnologie ricevono denaro anche attraverso partnership con produttori di farmaci più grandi e sovvenzioni da parte di agenzie governative e organizzazioni no-profit.

    Rischi del BioTech

    È possibile che gli studi clinici di queste biotecnologie possano fallire. Anche se i test andassero bene, non c’è garanzia che le aziende otterranno le approvazioni normative per i loro farmaci. Questi sono due dei principali rischi associati all’investimento in azioni biotech. Le aziende possono anche esaurire i fondi per finanziare studi clinici, completare le pratiche normative e/o portare nuovi farmaci sul mercato.

    È anche possibile che una qualsiasi di queste aziende possa essere acquisita da un produttore di farmaci più grande. Le probabilità che questi titoli generino enormi guadagni a lungo termine per gli investitori dei pazienti sembrano essere buone.

  • Azioni migliori e peggiori del NASDAQ, come ha impattato il Covid

    Azioni migliori e peggiori del NASDAQ, come ha impattato il Covid

    Naturalmente, lo sappiamo bene, il Corona Virus non è arrivato solo in Italia, anzi è proprio in America che ha fatto il maggior numero di morti.

    Questo ha avuto un impatto, anche sul settore tecnologico come può essere quello rappresentato dal Nasdaq. Nonostante l’indice del settore tecnologico abbia ampiamente recuperato il terreno perso, e sia stato il primo a farlo, ci sono ancora dei titoli in ritardo.

    In questo articolo vogliamo analizzare i prezzi delle azioni del Nasdaq da metà febbraio a oggi, cioè dal 19 febbraio, ultimo giorno prima che l’occidente scoprisse il Covid, e oggi che le notizie sul vaccino stanno spopolando.

    Sono passati esattamente 9 mesi, ed ecco cosa è successo sul Nasdaq 100 in questi tre trimestri.

    AzioneTickerPerformance
    Moderna IncNASDAQ:MRNA369,82%
    Zoom Video Communications IncNASDAQ:ZM299,35%
    Pinduoduo IncNASDAQ:PDD256,53%
    Tesla IncNASDAQ:TSLA165,23%
    Docusign IncNASDAQ:DOCU134,26%
    JD.Com IncNASDAQ:JD100,81%
    Mercadolibre IncNASDAQ:MELI77,46%
    NVIDIA CorporationNASDAQ:NVDA70,69%
    QUALCOMM, Inc.NASDAQ:QCOM62,38%
    Align Technology, Inc.NASDAQ:ALGN60,42%
    Paypal Holdings IncNASDAQ:PYPL53,43%
    IDEXX Laboratories, Inc.NASDAQ:IDXX52,61%
    Apple IncNASDAQ:AAPL45,88%
    Seagen IncNASDAQ:SGEN45,19%
    Amazon.com, Inc.NASDAQ:AMZN43,09%
    Xilinx, Inc.NASDAQ:XLNX42,30%
    TAKE-TWO INTERACTIVE SOFTWARE, INC Common StockNASDAQ:TTWO42,29%
    Advanced Micro Devices, Inc.NASDAQ:AMD40,14%
    KLA CorpNASDAQ:KLAC38,94%
    Cadence Design Systems IncNASDAQ:CDNS38,75%
    ASML Holding NVNASDAQ:ASML33,53%
    Synopsys, Inc.NASDAQ:SNPS32,24%
    Regeneron Pharmaceuticals IncNASDAQ:REGN29,50%
    eBay IncNASDAQ:EBAY29,31%
    Lam Research CorporationNASDAQ:LRCX28,90%
    Lululemon Athletica IncNASDAQ:LULU28,35%
    T-Mobile Us IncNASDAQ:TMUS27,23%
    Maxim Integrated Products Inc.NASDAQ:MXIM25,41%
    Facebook, Inc. Common StockNASDAQ:FB25,05%
    Netflix IncNASDAQ:NFLX24,75%
    Fastenal CompanyNASDAQ:FAST24,34%
    PACCAR IncNASDAQ:PCAR21,03%
    Broadcom IncNASDAQ:AVGO20,57%
    Monster Beverage CorpNASDAQ:MNST20,18%
    Verisk Analytics, Inc.NASDAQ:VRSK20,12%
    Adobe IncNASDAQ:ADBE19,88%
    NetEase IncNASDAQ:NTES19,82%
    Autodesk, Inc.NASDAQ:ADSK19,67%
    Alexion Pharmaceuticals, Inc.NASDAQ:ALXN19,63%
    Intuitive Surgical, Inc.NASDAQ:ISRG19,27%
    Cintas CorporationNASDAQ:CTAS18,48%
    Charter Communications IncNASDAQ:CHTR18,43%
    Costco Wholesale CorporationNASDAQ:COST18,33%
    Activision Blizzard, Inc.NASDAQ:ATVI17,29%
    Intuit Inc.NASDAQ:INTU16,08%
    O’Reilly Automotive IncNASDAQ:ORLY15,91%
    Kraft Heinz CoNASDAQ:KHC15,82%
    Skyworks Solutions IncNASDAQ:SWKS15,46%
    Texas Instruments IncorporatedNASDAQ:TXN15,34%
    Alphabet Inc Class CNASDAQ:GOOG14,42%
    Alphabet Inc Class ANASDAQ:GOOGL14,15%
    CSX CorporationNASDAQ:CSX13,92%
    Microchip Technology Inc.NASDAQ:MCHP13,69%
    Workday IncNASDAQ:WDAY13,17%
    DexCom, Inc.NASDAQ:DXCM12,87%
    Microsoft CorporationNASDAQ:MSFT12,71%
    Applied Materials, Inc.NASDAQ:AMAT12,31%
    Liberty Global PLCNASDAQ:LBTYK11,84%
    Copart, Inc.NASDAQ:CPRT10,98%
    Splunk IncNASDAQ:SPLK10,87%
    NXP Semiconductors NVNASDAQ:NXPI9,78%
    Liberty Global PLC Class ANASDAQ:LBTYA9,77%
    Starbucks CorporationNASDAQ:SBUX8,62%
    Cognizant Technology Solutions CorpNASDAQ:CTSH8,45%
    Analog Devices, Inc.NASDAQ:ADI7,54%
    ANSYS, Inc.NASDAQ:ANSS7,38%
    Comcast CorporationNASDAQ:CMCSA6,90%
    Electronic Arts Inc.NASDAQ:EA6,43%
    Baidu IncNASDAQ:BIDU4,61%
    Booking Holdings IncNASDAQ:BKNG3,87%
    Keurig Dr Pepper IncNASDAQ:KDP2,29%
    Amgen, Inc.NASDAQ:AMGN2,15%
    Paychex, Inc.NASDAQ:PAYX1,99%
    Dollar Tree, Inc.NASDAQ:DLTR1,80%
    Micron Technology, Inc.NASDAQ:MU1,25%
    Expedia Group IncNASDAQ:EXPE0,53%
    Check Point Software Technologies Ltd.NASDAQ:CHKP0,42%
    Incyte CorporationNASDAQ:INCY0,39%
    Xcel Energy IncNASDAQ:XEL-0,41%
    CDW common stockNASDAQ:CDW-0,66%
    PepsiCo, Inc.NASDAQ:PEP-1,48%
    MONDELEZ INTERNATIONAL INC Common StockNASDAQ:MDLZ-2,60%
    Illumina, Inc.NASDAQ:ILMN-2,63%
    Citrix Systems, Inc.NASDAQ:CTXS-2,67%
    Trip.com Group LtdNASDAQ:TCOM-3,16%
    Automatic Data Processing IncNASDAQ:ADP-4,46%
    Cerner CorporationNASDAQ:CERN-5,00%
    Ulta Beauty IncNASDAQ:ULTA-7,63%
    Verisign, Inc.NASDAQ:VRSN-8,03%
    Ross Stores, Inc.NASDAQ:ROST-9,47%
    Gilead Sciences, Inc.NASDAQ:GILD-9,58%
    Cisco Systems, Inc.NASDAQ:CSCO-10,74%
    Fiserv IncNASDAQ:FISV-12,61%
    Vertex Pharmaceuticals IncorporatedNASDAQ:VRTX-12,68%
    Sirius XM Holdings IncNASDAQ:SIRI-12,83%
    Exelon CorporationNASDAQ:EXC-13,91%
    BioMarin Pharmaceutical Inc.NASDAQ:BMRN-17,47%
    Marriott International IncNASDAQ:MAR-18,49%
    Walgreens Boots Alliance IncNASDAQ:WBA-26,58%
    Fox Corp Class ANASDAQ:FOXA-27,27%
    Fox Corp Class BNASDAQ:FOX-27,71%
    Biogen IncNASDAQ:BIIB-29,34%
    Intel CorporationNASDAQ:INTC-32,86%
    Componenti del Nasdaq 100 e performance dal prima del Covid a oggi

    I migliori titoli sul Nasdaq dal crollo covid

    Non stupisce che il primo della lista sia Moderna, prima società ad aver comunicato di aver trovato una strada per produrre il vaccino per il Corona Virus.

    Così come pochi si stupiranno della seconda posizione, quello Zoom che in questi mesi è diventato indispensabile per gli usi più disparati, dalla didattica a distanza fino al business.

    Pinduoduo è sconosciuto ai più probabilmente, ma è una società cinese che sviluppa un software per Ecommerce, non stupisce quindi che si trovi in quella posizione.

    Al quarto posto troviamo quella Tesla che nel mentre è stata ammessa nell’indice S&P500 e che quindi ha un vantaggio rifletto dalla forza del paniere.

    DocuSign, come Pinduoduo, beneficia della pandemia con relativo lockdown poiché si tratta di un sistema per sottoscrivere documenti da remoto; quindi fondamentali in questo momento.

    Le azioni peggiori del Nasdaq dal crollo del Corona Virus

    La peggiore in assoluto è Intel che agli effetti del Corona Virus somma il fatto che Apple ha deciso, a partire dal prossimo anno, di sviluppare in casa anche i processori per i propri Mac. Una perdita non da poco per un produttore che negli ultimi anni sta vedendo svanire tante linee di business.

    Stupisce invece la posizione di Biogen, che ha avuto importanti autorizzazioni da parte dell’FDA (ente di controllo dei medicinali in America) e che presenta dei bilanci che superano i consensi degli analisti. In netto ritardo rispetto al resto dell’indice.

  • Azioni delle aziende farmaceutiche

    Azioni delle aziende farmaceutiche

    Warren Buffett ha appena annunciato di aver acquistato azioni Pfizer e di essere esposto verso le aziende farmaceutiche; Amazon ha appena annunciato Amazon Pharmacy, per vendere medicinali da banco (al momento solo in America); i vaccini contro il Covid stanno galoppando e smuoveranno decine di miliardi.

    Insomma, c’è un forte fermento sul tema farmaceutico con un mercato che è in evoluzioni e che potrebbe creare delle grandi opportunità, ne avevamo già parlato in un articolo dedicato al mercato della salute un po’ più ad ampio spettro.

    L’industria farmaceutica globale registra ogni anno un fatturato di 1,2 trilioni di dollari. Si tratta di un mercato enorme, che crea enormi opportunità per gli investitori a lungo termine, nonché progressi nella qualità della vita dei pazienti.

    Come già detto la pandemia dovuta al COVID-19 sta attirando l’attenzione sulle aziende farmaceutiche, soprattutto quelle che stanno sviluppando vaccini candidati per il Corona Virus. Non è tutto oro ciò che luccica però, ci sono dei rischi ed è fondamentale capire quali sono.

    Come fare a entrare nel segmento dei farmaceutici? Proviamo dare una lista di azioni e a capire cosa valutare.

    Perché investire in azioni farmaceutiche?

    Partiamo da un fondo relativamente giovane, cioè l’ETF SPDR S&P Pharmaceuticals (NYSEMKT:XPH) che, dalla sua nascita del 2006, ha sovraperformato l’S&P500. Appare evidente che i titoli farmaceutici hanno un potenziale tale per superare il mercato in generale, soprattutto se si guarda ai solidi fondamentali di cui dispone.

    C’è poco da fare: la popolazione invecchia e linearmente ha sempre più bisogno di medicinali, per vaccini o per la cura, siano essi per infezioni batteriche che per virali. Inoltre questo mercato, per sua natura, investe continuamente in ricerca e sviluppo (e per fortuna aggiungeremmo), così da avere continuamente nuovi prodotti da distribuire.

    Alcune azioni di aziende farmaceutiche

    Ecco qui una lista di azioni farmaceutiche che hanno il potenziale per creare utili a lungo periodo.

    AziendaTicketNazione
    Abbott LaboratoriesNYSE:ABTUSA
    AbbVieNYSE:ABBVUSA
    Amgen IncNASDAQ:AMGNUSA
    AstraZenecaLON:AZNRegno Unito
    Baxter InternationalNYSE:BAXUSA
    BayerETR:BAYNGermania
    BioNTechNASDAQ:BNTXGermania
    Bristol Myers SquibbNYSE:BMYUSA
    DiasorinBIT:DIAItalia
    Eli Lilly and CompanyNYSE:LLYUSA
    GlaxoSmithKlineLON:GSKRegno Unito
    Johnson & JohnsonNYSE:JNJUSA
    Merck & CoNYSE:MRKUSA
    NovartisSWX:NOVNSvizzera
    PfizerNYSE:PFEUSA
    RecordatiBIT:RECItalia
    Roche HoldingSWX:ROSvizzera
    SanofiEPA:SANFrancia
    Vertex PharmaceuticalsNASDAQ:VRTXUSA

    Abbott Laboratories

    Ha sede a North Chicago in Illinois ma opera in più di 130 paesi differenti, Italia compresa.

    Si tratta di un gruppo molto vasto che nel 2013 ha deciso di scindere le proprie attività di ricerca e sviluppo che ha fatto confluire in una nuova società quotata che prende il nome di AbbVie.

    Alla “vecchia” Abbott Laboratories rimane il compito della produzione dei prodotti.

    AbbVie

    In ordine alfabetico viene subito dopo ed è strettamente collegata alla precedente come abbiamo già visto. Nata nel 2013 dalla scissione con Abbott Laboratories, AbbVie si occupa di Ricerca e Sviluppo per conto della casa madre.

    Il portafoglio di AbbVie comprende diversi prodotti in rapida crescita, tra cui i farmaci antitumorali Imbruvica e Venclexta e i farmaci antinfiammatori Rinvoq e Skyrizi.

    Non appare strano, occupandosi di ricerca e sviluppo, che questa azienda abbia costantemente un gran numero di farmaci in programma di test clinici, e spesso tante sono in fase 3, cioè l’ultima fase prima delle autorizzazioni e messa in commercio.

    AbbVie, tenendo buono il track record di Abbott, vanta ben 47 anni di aumento costante del dividendo, facendo di questa società una delle regine dei Dividendi Aristocratici.

    Amgen Inc

    La società di biotecnologie Amgen è stata fondata nel 1980 e il nome AMGen è una contrazione di Genetica Molecolare Applicata.

    Con circa 20.000 dipendenti, Amgen è una delle più grandi aziende biotecnologiche del mondo, con un fatturato annuo superiore a 25 miliardi di dollari USA.

    Oltre alla sede centrale a Thousand Oaks (California), e a varie filiali negli USA, l’azienda ha uffici praticamente in tutto il globo. Per l’Europa la sede centrale si trova a Zugo, in Svizzera.

    I principali prodotti sono: Repatha, Parsabiv, Blincyto, Aimovig, Prolia, Nplate e Vectibix.

    AstraZeneca

    Salita agli onori della cronaca già in primavera/estate 2020 perché una delle prime ad aver annunciato di avere un vaccino contro il Covid, AstraZeneca è una multinazionale originaria della Svezia/Regno Unito.

    AstraZeneca è infatti un gruppo farmaceutico internazionale creato nel 1999 dalla svedese Astra AB e dalla britannica Zeneca PLC.

    Zeneca è stata creata nel 1993 dalla divisione farmaceutica dell’azienda chimica britannica Imperial Chemical Industries.

    La sede centrale è a Cambridge, il dipartimento di sviluppo e ricerca si trova a Södertälje, in Svezia, a sud di Stoccolma.

    Attiva nello sviluppo di farmaci con prescrizione medica per patologie cardiovascolari, respiratorie, infiammatorie, metaboliche, oncologiche, infezioni e disturbi del sistema nervoso.

    Baxter International

    Baxter International Inc è un’azienda statunitense facente parte della lista Fortune 500.

    Con sede a Deerfield, nell’Illinois, l’azienda si concentra principalmente sui prodotti per il trattamento dell’emofilia, delle malattie renali, dei disturbi immunitari e di altre condizioni mediche croniche e acute.

    Bayer

    Un gigante tedesco attivo in vari mercati, non solo quello farmaceutico ma anche in quello veterinario, agricolo e altre decine di subsegmenti.

    Oggi ha sede a Leverkusen, in Renania Settentrionale-Vestfalia, Germania.

    La Bayer AG si occupa di molti settori sin dalla sua nascita, nel 1863, quando era una semplice fabbrica di tintura a Barmen, in Germania.

    L’azienda era molto prospera, perché in quel periodo era in corso la rivoluzione industriale e le aziende tessili stavano diventando molto potenti, quindi le aziende collegate come la fabbrica di tintura stavano facendo un sacco di soldi. Qualche tempo dopo, scoprirono che il colorante conteneva un qualche mezzo di guarigione e decisero di indagare sul soggetto, scoprendo l’acido acetilsalicilico, il composto dell’aspirina.

    Oggi Bayer è conosciuta soprattutto per l’aspirina in campo farmaceutico, ma produce ben più prodotti, anche grazie ad acquisizioni fatte nel corso della sua vita, come quella di Schering AG; Bayer Schering Pharma produce le pillole anticoncezionali Yaz e Yasmin. Entrambi i prodotti utilizzano un nuovo tipo di ormone chiamato progesterone drospirenone in combinazione con gli estrogeni.

    Sono solo degli esempi, poiché per entrare nel dettaglio della produzione di Bayer non basterebbe un sito intero.

    BioNTech

    È una delle aziende più piccole di questa lista, dal basso delle sue poche decine di milioni di fatturato l’anno; eppure merita di stare in questa compagnia poiché, insieme a Pfizer, è titolare di quello che sembra il vaccino più promettente contro il Corona Virus.

    Oltre al Covid si è occupata di immunoterapie per il trattamento di pazienti in gravi condizioni.

    Bristol Myers Squibb

    Bristol-Myers Squibb, spesso chiamata BMS, è una società farmaceutica con sede a New York.

    Produce farmaci su prescrizione in diverse aree terapeutiche, tra cui cancro, HIV/AIDS, malattie cardiovascolari, diabete, epatite, artrite reumatoide e disturbi psichiatrici.

    Diasorin

    Questa è decisamente l’azienda più piccola di questa lista, ma è italiana (un piccolo orgoglio) ed è molto attiva in immunodiagnostica e nella diagnostica molecolare.

    Salita agli onori della cronaca poiché è stata una delle poche aziende ad avere la velocità necessaria per la creazione di un test diagnostico molecolare per vedere la presenza del Corona Virus con un tampone nel giro di 60 minuti.

    Eli Lilly and Company

    Si tratta del più grande produttore di farmaci psichiatrici e ha nel suo portafoglio brand come Prozac (fluoxetina), Dolophine (metadone), Cymbalta (duloxetina) e Zyprexa (olanzapina).

    Nella storia di Eli Lilly ci sono due milestone molto importanti, cioè la creazione in serie del vaccino contro la poliomielite e dell’insulina.

    GlaxoSmithKline

    Stabile tra le prime 10 aziende pharma mondiali, GlaxoSmithKline è nata nel 2000 dalla fusione tra Glaxo Wellcome e SmithKline Beecham.

    In Italia ha un portafoglio che comprende circa 50 farmaci da prescrizione nei segmenti del respiratorio, in antibioticoterapia, nel sistema nervoso centrale, in oncologia e in immunologia.

    Johnson & Johnson

    Tra i prodotti di J&J ci sono i farmaci immunologici Stelara e Tremfya e il farmaco per il cancro alla prostata Darzalex.

    L’azienda ha quasi decine di programmi in fase avanzata. I candidati più promettenti sono il farmaco antitumorale lazertinib e il farmaco per la sclerosi multipla ponesimod.

    J&J sta anche sviluppando un candidato per il vaccino COVID-19 e sta aumentando la capacità di produzione prima ancora che i test clinici siano completati. Tuttavia, il gigante della sanità è in ritardo rispetto a molti altri nel far avanzare il suo candidato attraverso i test clinici.

    Come AbbVie, la J&J è un’aristocratica dei dividendi.

    Merck & Co

    Da non confondere con la tedesca Merck KGaA, anch’essa impegnata nel mercato del pharma, Merck & Co è un’azienda americana che sviluppa decine di prodotti per la salute umana e veterinaria.

    Si tratta di una delle 10 migliori aziende al mondo in termini di fatturato ed è conosciuta, al di fuori degli Stati Uniti, come Merck Sharp & Dohme.

    Novartis

    Novartis è una multinazionale che si dedica all’industria farmaceutica e biotecnologica.

    La sua sede centrale si trova nella città di Basilea (Svizzera). L’azienda è nata dalla fusione di Ciba-Geigy con Sandoz nel 1996, che all’epoca è stata la più grande fusione al mondo.

    Il settore pharma genera il 60% delle vendite dell’azienda; strategicamente, questa unità cerca di sviluppare farmaci innovativi, attraverso la leadership mondiale nel mercato cardiologico e oncologico e una forte crescita dei farmaci per l’assistenza primaria, così come dei farmaci per uso specialistico, possedendo un portafoglio di prodotti altamente riconosciuto e in fase di sviluppo.

    Pfizer

    Realmente non conoscete ancora Pfizer? Si tratta dell’azienda che pare abbia la miglior opportunità per trovare il vaccino contro il Corona Virus.

    Nel 2019 Pfizer ha trasformato la sua unità di assistenza sanitaria ai consumatori in una joint venture con GlaxoSmithKline (NYSE:GSK).

    Lo spin-off Upjohn dovrebbe aprire la strada a una solida crescita futura, guidata dal farmaco per il cancro al seno Ibrance, dal diluente del sangue Eliquis (che è in commercio con BMS) e dal farmaco immunologico Xeljanz.

    Anche la pipeline dell’azienda dovrebbe contribuire alla crescita di Pfizer. Pfizer ha quasi 30 programmi in fase avanzata di test o in attesa di approvazione normativa, tra cui il suo promettente vaccino pneumococcico e il farmaco antidolorifico cronico tanezumab.

    Recordati

    Si tratta della seconda azienda italiana di cui trattiamo, anche questa più per orgoglio tricolore che per reale merito nello stare in questa lista di aziende che sono dei colossi.

    Il settore farmaceutico pesa per Recordati per il 97%, il restante 3% è nel settore chimico.

    Controllata dal fondo CVC Capital Partners, che è molto attivo sul segmento salute.

    Particolarmente attiva nei sottosettori di

    allergia, antiinfettivi, cardiovascolare, dermatologia, gastrointestinale, ginecologia e ostetricia, integratori alimentari, farmaci di automedicazione, otorinolaringoiatra, sistema nervoso centrale, terapia del dolore/Infiammazione, urologia.

    Roche Holding

    F. Hoffmann-La Roche AG, con sede a Basilea, è la più grande azienda farmaceutica del mondo con un fatturato di quasi 64 miliardi di dollari USA, seguita da Pfizer e Novartis.

    Roche produce reagenti e attrezzature per test medici. Le attuali attività di ricerca di Roche si concentrano su oncologia, virologia, neurologia e medicina dei trapianti.

    Sanofi

    Sanofi è una società francese transnazionale le cui attività comprendono i prodotti farmaceutici,compresi i medicinali soggetti a prescrizione medica nel campo del diabete, delle malattie rare, della sclerosi multipla e dell’oncologia, dei prodotti per la salute dei consumatori e dei generici, e i vaccini.

    Nel settore sanitario (non pharma), Sanofi si colloca al terzo posto a livello mondiale in termini di fatturato, ma solo all’undicesimo posto in termini di capitalizzazione di mercato.

    Vertex Pharmaceuticals

    Vertex Pharmaceuticals è una società biofarmaceutica statunitense con sede a Boston, Massachusetts. L’azienda sviluppa farmaci per il trattamento della fibrosi cistica, del cancro, delle malattie intestinali, delle malattie autoimmuni e dei disturbi neurologici. Vertex è attiva anche nel campo della terapia genica.

    Su quali aziende investire?

    Si tratta di un mercato lento, che certamente non può eguagliare i grandi andamenti del mercato tech o di altri mercati più immaturi.

    Tuttavia tutte le aziende citate hanno qualche prodotto in fase 3, quindi all’ultimo stadio prima della commercializzazione. Inoltre tutte queste aziende hanno già dei farmaci in farmacia e negli ospedali di tutto il mondo.

    Si tratta di un mercato maturo ma costante, che continua ad arruolare clienti con il crescere della popolazione mondiale e con il relativo invecchiamento.

    Cosa guardare nelle azioni farmaceutiche

    La lista è lunga e investire in ognuna di queste aziende, a meno che non guidiate un fondo, è impensabile.

    La prima cosa da sapere è la differenza tra le azioni farmaceutiche e quelle biotecnologiche, o addirittura quelle legate al mondo salute. In senso stretto, le aziende farmaceutiche utilizzano prodotti chimici per sviluppare farmaci, mentre le biotecnologie producono farmaci utilizzando organismi viventi come batteri o enzimi. Le aziende della salute invece sono impegnate nella pipeline globale per fruire dei servizi.

    La cosa più importante da cercare nei titoli farmaceutici è la loro prospettiva di crescita, dimostrata dalla crescita dei ricavi e dei guadagni. Un rallentamento della crescita potrebbe far pensare a un aumento della concorrenza.

    Un’altra componente chiave delle prospettive di crescita di un’azienda farmaceutica è la sua pipeline (tutti i candidati farmaci attualmente in fase di sviluppo). La maggior parte delle aziende farmaceutiche include nelle loro pipeline solo quei farmaci candidati ai test clinici sugli esseri umani o in attesa dell’approvazione normativa da parte delle agenzie governative competenti. Questi candidati possono essere farmaci approvati per un’indicazione (malattie specifiche e, talvolta, fasce d’età specifiche per una malattia), ma non sono ancora stati approvati per un’altra indicazione. Ottenere l’approvazione per ulteriori indicazioni è una grande opportunità di crescita per i produttori di farmaci.

    Alcune aziende includono anche i candidati ai farmaci nelle prime fasi di sviluppo della scoperta del farmaco (dove vengono identificati i candidati ai farmaci e le malattie che potrebbero potenzialmente bersagliare) e nei test preclinici (dove i candidati ai farmaci vengono testati in provetta e/o su animali vivi).

    Ci sono tipicamente tre fasi coinvolte nei test clinici:

    • Fase 1: piccoli studi progettati per trovare una dose sicura per il farmaco candidato e determinare come influisce sull’uomo.
    • Fase 2: studi che possono includere 100 o più pazienti e che si concentrano sulla determinazione della sicurezza, degli effetti collaterali a breve termine e della dose ottimale del farmaco.
    • Fase 3: studi più ampi che possono includere centinaia o addirittura migliaia di pazienti e che si concentrano sull’efficacia di un farmaco sperimentale nel trattare una malattia target e sulla sua sicurezza.

    Ogni fase è un ostacolo che un candidato farmaco deve superare per terminare la gara. Un candidato deve completare con successo ogni fase per passare alla fase successiva. Dopo aver completato con successo i test della fase 3, una società farmaceutica richiede l’approvazione delle normative.

    La Food and Drug Administration (FDA) valuta tutti i farmaci negli Stati Uniti. L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha la stessa responsabilità nell’Unione Europea.

    Ci vogliono in media 10 anni per far avanzare un farmaco dalla scoperta all’approvazione. Tuttavia, la FDA può accelerare il processo concedendo ad un farmaco la designazione di scoperta, lo status di farmaco orfano o la revisione prioritaria.

    I dividendi sono un altro fattore importante da considerare quando si valutano le azioni delle grandi aziende farmaceutiche.

    I rischi dell’investimento in azioni farmaceutiche

    Diversi fattori determinano i rischi di investimento in azioni farmaceutiche:

    • Potenziale di fallimento clinico: le probabilità sono particolarmente elevate che i candidati all’inizio della fase iniziale possano non essere efficaci o sicuri negli studi clinici. Anche i candidati ai farmaci nella fase 3 dei test possono però fallire.
    • Possibilità di non ottenere l’approvazione normativa: mentre un farmaco potrebbe attraversare tutte le fasi dei test clinici, non c’è garanzia che ottenga l’approvazione delle agenzie regolatorie.
    • Sfide nell’ottenere il rimborso: le aziende farmaceutiche devono convincere i pagatori, compresi i programmi governativi o le assicurazioni sanitarie, a coprire i loro farmaci. I pagatori possono fare pressione sulle aziende farmaceutiche affinché fissino prezzi dei farmaci più bassi di quanto ipotizzato dagli stessi produttori.
    • La concorrenza: la compagnia farmaceutica può affrontare la concorrenza sul mercato, specialmente quando le versioni generiche di un farmaco entrano nel mercato dopo che il farmaco perde l’esclusività del brevetto.
    • Responsabilità del prodotto e contenzioso: i produttori di farmaci possono affrontare questioni di responsabilità civile relative ai loro prodotti. Alcune aziende hanno ritirato i farmaci dal mercato a causa di problemi di sicurezza, e sono comuni anche le cause legali.
  • Investire in Azioni legate alla Salute, tutto ciò che devi sapere

    Investire in Azioni legate alla Salute, tutto ciò che devi sapere

    Immaginate una pila di banconote da un dollaro che arriva dalla Terra alla Luna, con un’altra pila che arriva dalla superficie della Luna per l’85% del tragitto di ritorno verso la Terra. Il totale sarebbe di circa 6,5 trilioni di dollari. Questo è quanto denaro viene speso ogni anno a livello globale per l’assistenza sanitaria, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

    Con tutti questi soldi destinati all’assistenza sanitaria, è ragionevole pensare che questo sia un settore di grande interesse per gli investitori. Ma come si comincia a investire nel settore sanitario? Qui c’è tutto quello che dovete sapere sul settore sanitario e che tipo di azioni e di ETF scegliere per il vostro portafoglio.

    Che cos’è il settore sanitario?

    Il settore sanitario è enorme e comprende una vasta gamma di aziende, sia grandi che piccole. Queste aziende possono essere ampiamente suddivise in tre gruppi:

    1. Fornitori di servizi sanitari
    2. Pagatori
    3. Fornitori di prodotti e servizi per l’industria sanitaria

    La buona notizia per gli investitori è che ci sono molti titoli tra cui scegliere in tutte e tre le categorie, molti dei quali hanno solide prospettive di crescita.

    I fornitori di assistenza sanitaria sono costituiti da organizzazioni e individui che forniscono assistenza diretta ai pazienti, tra cui ospedali, ambulatori, studi medici, studi dentistici e ortodontisti, farmacie, centri di dialisi, agenzie sanitarie domiciliari, strutture di assistenza a lungo termine e centri per anziani.

    I pagatori aiutano a coprire i costi dell’assistenza sanitaria per i pazienti. Pagatori governativi come Medicare e Medicaid negli Stati Uniti forniscono la copertura sanitaria per molti individui. I pagatori privati includono gli assicuratori sanitari, le compagnie di assistenza sanitaria gestite e i gestori delle prestazioni farmaceutiche (PBM), in Italia abbiamo molte assicurazioni, come UniSalute, del gruppo Unipol, giusto per fare un esempio.

    Tra i fornitori di prodotti e servizi per l’industria sanitaria ce ne sono alcuni che sviluppano prodotti utilizzati direttamente per curare i pazienti, come le aziende farmaceutiche e i produttori di dispositivi medici. Questo gruppo comprende anche aziende che forniscono prodotti e servizi utilizzati per la diagnosi di malattie, ad esempio, fornitori di servizi di laboratorio e produttori di test medici. Ci sono anche molte aziende che forniscono servizi tecnologici all’industria sanitaria, fornendo ai fornitori le infrastrutture necessarie per curare i pazienti e mantenere i loro dati al sicuro.

    L’industria sanitaria, in generale, sta crescendo in modo significativo. Un fattore chiave che guida questa crescita è l’andamento demografico dell’invecchiamento della popolazione in molte parti del mondo. Man mano che gli individui invecchiano, è più probabile che abbiano bisogno di prodotti e servizi sanitari.

    Un altro fattore che ha influito sulla crescita del settore sanitario statunitense è l’Affordable Care Act (ACA), noto anche come Obamacare, che è stato firmato nel 2010. L’ACA ha aumentato l’accesso all’assicurazione sanitaria per milioni di americani attraverso l’espansione dei programmi statali Medicaid e l’istituzione di una borsa di assicurazione sanitaria in cui gli individui senza assicurazione sanitaria sponsorizzata dal datore di lavoro possono acquistare un’assicurazione sanitaria. Gli individui con un reddito più basso ricevono sussidi federali per ottenere la copertura assicurativa sanitaria.

    L’ACA è solo un esempio di come la regolamentazione governativa abbia un impatto sull’industria sanitaria. Attualmente, sono in corso sforzi a Washington, D.C., per controllare i prezzi dei farmaci. Inoltre, diversi candidati presidenziali democratici sostengono una proposta chiamata Medicare for All, che offrirebbe servizi sanitari a tutti gli americani con il governo federale come unico pagatore. Un po’ come succede in Italia per intenderci, con il Servizio Nazionale che paga gran parte delle spese mediche per gli italiani.

    La U.S. Food and Drug Administration (FDA) supervisiona l’industria sanitaria negli Stati Uniti e questa è l’agenzia di regolamentazione con cui le aziende sanitarie lavorano per ottenere l’approvazione di farmaci, dispositivi e servizi per l’uso su pazienti americani.

    Punti focali nel settore sanitario

    Diversi punti focali avranno un impatto sul settore sanitario per gli anni a venire.

    Invecchiamento demografico
    L’invecchiamento della popolazione globale è la tendenza chiave più importante nel settore sanitario. Una media di 10.000 baby boomer negli Stati Uniti raggiunge i 65 anni ogni giorno, secondo l’AARP. Ma anche le popolazioni di altri Paesi stanno invecchiando, comprese molte nazioni in Europa e in Asia. E l’Italia? Siamo uno dei Paesi più vecchi al mondo, la longevità italiana è seconda solo ai giapponesi.

    L’invecchiamento demografico che spinge la domanda di assistenza sanitaria potrebbe aumentare le entrate per le aziende di tutto il settore sanitario. Tuttavia, è anche probabile che stimoli nuovi sforzi per esercitare una pressione al ribasso sull’aumento dei costi sanitari, in modo che le persone possano permettersi l’assistenza di cui hanno bisogno. La pressione sui prezzi va a vantaggio delle aziende che offrono prodotti e servizi che aiutano a contenere o a ridurre i costi sanitari complessivi, ma i cambiamenti nelle politiche di prezzo dei farmaci potrebbero avere un impatto negativo sulle aziende con prodotti e servizi sanitari ad alto prezzo.

    Tecnologia avanzata dei dispositivi medici
    Continuano a essere fatti enormi progressi nello sviluppo di dispositivi medici che utilizzano tecnologie avanzate. Alcuni di questi dispositivi sono utilizzati dagli operatori sanitari per il trattamento dei pazienti, mentre altri dispositivi sono indossati dai pazienti (come i monitor per il glucosio continuo o le CGM) o funzionano all’interno dei pazienti (come le pompe cardiache artificiali e le valvole cardiache artificiali).

    Un esempio di tecnologia avanzata dei dispositivi medici utilizzata dagli operatori sanitari per il trattamento dei pazienti è un sistema chirurgico robotico, che consente ai chirurghi di controllare con precisione gli strumenti chirurgici montati su un braccio robotico.

    Editing genico e terapie geniche
    Ci sono più di 10.000 malattie causate da un’alternanza (nota come mutazione) in un singolo gene del DNA umano, secondo l’OMS. Due tipi di trattamenti che hanno molte promesse nel trattamento di queste malattie genetiche sono l’editing genico e le terapie geniche.

    L’editing genico comporta l’inserimento, la cancellazione o la sostituzione del DNA all’interno di un gene. Il trattamento di modificazione genica non è ancora disponibile per i pazienti, ma diverse aziende biotecnologiche stanno sviluppando trattamenti di modificazione genica per varie malattie genetiche, tra cui l’emofilia e la malattia falciforme. Le biotecnologie stanno anche utilizzando approcci di gene-editing chiamati CAR-T per modificare le cellule immunitarie del corpo per combattere il cancro.

    Le terapie geniche prevedono l’inserimento di un gene sano nelle cellule. Diverse terapie geniche sono state approvate negli Stati Uniti, tra cui Luxterna di Spark Therapeutics, che tratta una rara forma genetica di cecità. Roche Holding, una società sanitaria svizzera, ha annunciato che acquisterà Spark per 5 miliardi di dollari.

    Biopsia liquida
    Alcune malattie potrebbero essere trattate in modo più efficace se potessero essere individuate prima. La biopsia liquida è un approccio particolarmente promettente per la diagnosi precoce delle malattie, in particolare per alcuni tipi di cancro.

    La biopsia liquida funziona ottenendo campioni di sangue per trovare biomarcatori (sostanze nel sangue o nei tessuti che indicano la presenza di un cancro). Anche se l’uso della biopsia liquida non è ancora diffuso, nei prossimi anni si potrebbero fare progressi significativi nel migliorare l’approccio per individuare più tipi di cancro e altre malattie in fasi molto precoci.

    Medicina di precisione
    Un’altra tendenza genetica che ha già un impatto sull’assistenza sanitaria e che dovrebbe crescere di importanza è la medicina di precisione (talvolta chiamata anche medicina personalizzata), che comporta l’adattamento dei farmaci alle caratteristiche individuali di un paziente. Le caratteristiche genetiche dei pazienti sono un settore particolarmente importante per la medicina di precisione.

    Nel 2018 i farmaci di precisione hanno rappresentato il 42% di tutte le approvazioni di farmaci. Questo approccio di sviluppo di farmaci che si concentrano su specifiche mutazioni genetiche è destinato a diventare ancora più diffuso in futuro con il progredire della ricerca genetica.

    Chi sono gli investitori nel settore sanitario?

    Prima di esaminare cosa cercare nei titoli sanitari, pensiamo a quali tipi di investitori dovrebbero essere i titoli sanitari in primo luogo.

    Storicamente, alcuni titoli sanitari (in particolare le grandi aziende farmaceutiche, i dettaglianti di farmacie e le assicurazioni sanitarie) sono stati considerati come alternative relativamente stabili per gli investitori conservatori interessati ai titoli di valore. D’altro canto, i titoli in crescita nel settore sanitario, ad esempio le piccole biotecnologie senza prodotti approvati, sono stati visti come adatti solo per gli investitori aggressivi disposti ad assumersi rischi significativi, al fine di bloccare il potenziale vantaggio di questi multibaggers in fase iniziale.

    In una certa misura, questi punti di vista storici sono ancora applicabili. Gli investitori conservatori dovrebbero comunque evitare le azioni di piccole biotecnologie senza entrate costanti. Tuttavia, le mutevoli dinamiche del settore sanitario potrebbero rendere i titoli sanitari più volatili rispetto al passato. Se gli Stati Uniti dovessero implementare un sistema sanitario a pagamento unico come Medicare for All, quasi certamente danneggerebbe gli assicuratori sanitari, ma potrebbe anche avere un impatto negativo su altre aziende del settore. Come per tutti gli investimenti, non investire mai denaro di cui si avrà bisogno nei prossimi tre o cinque anni. Con i titoli sanitari in piccola crescita, avrete bisogno di molto tempo per ripagare il vostro investimento.

    Come trovare i migliori titoli sanitari

    Quindi cosa si deve cercare nei titoli sanitari se si è un investitore disposto a gestire quello che probabilmente sarà un mercato più volatile per il settore? I fattori che cerchereste con qualsiasi tipo di azione sono ancora validi, incluse le prospettive di crescita, i dividendi, la solidità finanziaria e la valutazione.

    Ricordate, però, che le prospettive di crescita delle azioni del settore sanitario potrebbero avere un impatto drammatico se gli Stati Uniti passassero a un sistema a singolo pagatore. Perché? La maggior parte delle aziende health che operano a livello globale si affidano agli Stati Uniti per gran parte delle loro entrate e dei loro profitti. Un sistema a contribuzione unica negli Stati Uniti potrebbe limitare i prezzi dei prodotti e dei servizi delle aziende. A causa di questo rischio, le azioni delle aziende sanitarie, che aiutano a ridurre i costi sanitari, potrebbero funzionare meglio di altre.

    Come per le azioni di qualsiasi settore, non concentratevi solo sul dividend yield delle azioni sanitarie. Valutate anche la probabilità che l’azienda sia in grado di continuare a pagare il dividendo almeno ai livelli attuali. Una metrica utile per effettuare questa determinazione è il payout ratio, che misura i dividendi in percentuale degli utili.

    Ci sono diversi modi per valutare la solidità finanziaria di un determinato titolo. Si dovrebbe considerare la crescita dei ricavi e degli utili. È importante anche la posizione di cassa dell’azienda, che comprende le disponibilità liquide, i mezzi equivalenti e gli investimenti a breve termine. Uno dei migliori indicatori della solidità finanziaria è il free cash flow (FCF) generato, che misura la liquidità residua dopo aver pagato le spese operative e gli investimenti.

    La metrica più comunemente utilizzata per determinare il valore intrinseco di un titolo è il rapporto prezzo/utile (P/E). Tuttavia, poiché molti titoli del settore sanitario stanno registrando una rapida crescita, l’analisi dei rapporti P/E storici potrebbe non essere utile quanto il rapporto P/E a termine, che si basa su utili stimati a un anno di distanza. Può essere utile anche il rapporto prezzo/utilizzo degli utili (PEG), che è un fattore dei tassi di crescita degli utili previsti (di solito su un periodo di cinque anni). Il lato negativo di queste metriche è che le stime della crescita dei guadagni possono essere troppo alte o troppo basse.

    I migliori titoli health da acquistare

    Ci sono troppi grandi stock sanitari da discutere in un unico articolo, ma queste azioni sanitarie si distinguono soprattutto per la loro stabilità:

    AziendaCapitalizzazioneP/E
    Illumina50 mlrd $53,5
    Intuitive Surgical62 mlrd $46,0
    Johnson & Johnson400 mlrd $18,9
    Teladoc Health13 mlrd $EPS -1,3761
    Vertex Pharmaceuticals73 mlrd $62,3
    Recordati8,5 mlrd €23,1
    Sanofi110 mlrd €16,40
    Bayer60 mlrd €12

    Illumina

    Illumina è leader mondiale nel sequenziamento dei geni. Nel gennaio 2019 l’amministratore delegato Francis deSouza ha detto che “l’ubiquità e l’impatto della genomica renderanno nano tutto ciò che abbiamo visto finora” in futuro. Se questo punto di vista ottimistico si rivelerà vincente, gli investitori di Illumina saranno ampiamente ricompensati.

    I sistemi dell’azienda sono già strumenti critici utilizzati per lo sviluppo di biopsie liquide e farmaci di precisione, due tendenze fondamentali per la salute. Diverse altre aree presentano enormi opportunità di crescita per Illumina, in particolare la genomica dei consumatori, i test prenatali non invasivi (NIPT), la genomica della popolazione e la ricerca e il trattamento di malattie rare e non diagnosticate.

    Si può pensare al sequenziamento genico come a un puzzle. Il tipo di sequenziamento genico in cui Illumina è specializzata è il sequenziamento a lettura breve, che è noto per la sua elevata precisione e la sua produttività. Ma il sequenziamento a lettura lunga comporta meno “pezzi di puzzle” da mettere insieme rispetto al sequenziamento a lettura breve ed è più adatto per alcuni tipi di applicazioni.

    Illumina spera di aggiungere il sequenziamento a lunga lettura al suo repertorio attraverso l’acquisizione della Pacific Biosciences of California.

    Intuitive Surgical

    L’azienda è particolarmente pronta a trarre vantaggio dal trend demografico menzionato in precedenza. Man mano che gli individui invecchiano, è più probabile che necessitino di procedure chirurgiche (compresi diversi dei tipi di procedure in cui l’azienda è oggi più utilizzata).

    Intuitive Surgical pensa anche che l’uso della chirurgia robotica possa aiutare a ridurre i costi sanitari complessivi. L’azienda mette spesso in evidenza studi che hanno scoperto che l’uso del sistema da Vinci riduce la durata delle visite in ospedale, riduce le complicanze associate alle procedure chirurgiche, si traduce in un minor numero di riammissioni ospedaliere e abbassa i tassi di infezione.

    Le principali opportunità di crescita dell’azienda sono la continua espansione dei tipi di procedure che possono essere eseguite con la tecnologia robotica e l’aumento delle vendite sui mercati internazionali.

    Johnson & Johnson

    Johnson & Johnson è la più grande azienda sanitaria del mondo. Il gigantesco conglomerato ha più di 260 società operative che operano in almeno 60 paesi e sono organizzate in tre segmenti di business: consumer, farmaceutico e dispositivi medici.

    Il segmento consumer di J&J commercializza un’ampia varietà di marchi per la casa, tra cui Band-Aid, Benadryl, Neosporin, Aveeno, StayFree, Tylenol e Zyrtec. Anche se negli ultimi anni l’azienda non ha generato una crescita significativa dal segmento consumer, il business realizza un fatturato annuo di oltre 80 miliardi di dollari.

    Il segmento farmaceutico dell’azienda è il suo più forte motore di crescita e il più grande produttore di denaro. Il segmento ha più farmaci da prescrizione approvati che rappresentano un successo, in particolare i farmaci immunologici Remicade, Simponi, Stelara e Tremfya, e i farmaci antitumorali Darzalex, Imbruvica e Zytiga.

    Il segmento dei dispositivi medici di Johnson & Johnson si concentra sui dispositivi per applicazioni ortopediche, procedure chirurgiche, soluzioni interventistiche come quelle cardiovascolari e neurovascolari e la salute degli occhi. Il segmento sta diventando anche un attore più importante nel mercato dei sistemi chirurgici robotici grazie all’acquisizione di Auris Health.

    Qualsiasi discussione su J&J deve includere il dividendo della società. Il rendimento dei dividendi di J&J è attualmente pari a quasi il 2,6%. La società ha aumentato il suo dividendo per 56 anni consecutivi. Sono probabili ulteriori aumenti dei dividendi, con il payout ratio di J&J ad un livello ragionevole del 63%.

    Teladoc Salute

    Teladoc Health fornisce servizi di teleassistenza sanitaria a pazienti in più di 125 paesi in tutto il mondo. Gli oltre 12.000 clienti dell’azienda comprendono il 40% di Fortune 500.

    Si potrebbe pensare che la convenienza che la telehealth offre ai pazienti sia un grande vantaggio per Teladoc Health, e lo è. Tuttavia, un vantaggio ancora più grande per l’azienda è che i suoi servizi riducono effettivamente i costi per i clienti. Dato che i demografi anziani di cui si è parlato in precedenza spingono i costi sanitari più alti, Teladoc potrebbe trovare un numero ancora maggiore di clienti in fila alle sue porte.

    Ma non ci sono molti concorrenti nel mercato dei servizi di teleassistenza? Certo, ma Teladoc è il più grande. È l’unica azienda di servizi di teleassistenza sanitaria con un’impronta globale. L’azienda offre anche servizi di assistenza virtuale per più aree rispetto ai suoi concorrenti. Non sorprende quindi che il principale rivenditore di farmacie CVS Health abbia scelto Teladoc come partner di teleassistenza per i suoi ambulatori MinuteClinic.

    Teladoc Health è l’operatore più interessante in quello che dovrebbe essere un mercato in rapida crescita. Potrebbe anche essere un solido vincitore anche se gli Stati Uniti passassero a un sistema sanitario a pagamento unico. Purtroppo al momento presenta bilanci con EPS negativo, quindi è un titolo in prospettiva.

    Vertex Pharmaceuticals

    Vertex Pharmaceuticals si concentra principalmente sullo sviluppo di farmaci per il trattamento della causa genetica alla base della fibrosi cistica (FC). La biotecnologia dispone di tre farmaci per la fibrosi cistica approvati dalla FDA: Kalydeco, Orkambi e Symdeko.

    Vertex è probabilmente il miglior titolo biotech sul mercato per diverse ragioni. L’azienda gode fondamentalmente di un monopolio nella fibrosi cistica. Nessun altro farmaco che affronti la causa alla base della malattia è stato approvato negli Stati Uniti o in Europa. Vertex ha anche molto spazio per crescere.

    La biotecnologia dovrebbe essere in grado di aumentare il suo mercato indirizzabile di oltre il 75% nei prossimi anni con l’introduzione di terapie combinate a tre farmaci per la FC. L’anno prossimo Vertex potrebbe ottenere la sua prima approvazione FDA per una combinazione di tre farmaci.

    Vertex sta inoltre sviluppando farmaci per il trattamento di altre malattie. Potrebbe essere un attore chiave nell’editing dei geni grazie alla partnership con Crispr Therapeutics. Le due biotecnologie stanno sviluppando trattamenti di modificazione genica per le malattie rare del sangue, la beta talassemia e l’anemia falciforme. Inoltre, la pipeline di Vertex include farmaci sperimentali per il trattamento del dolore e delle malattie genetiche rare.

    Recordati

    Lasciamo per un attimo il mercato sanitario statunitense e spostiamoci su quello di casa nostra.

    Uno dei principali attori in Italia, e in Europa, è certamente Recordati, fondata nel 1926, è un gruppo farmaceutico internazionale, quotato alla Borsa Italiana, con oltre 5.000 dipendenti, che si dedica alla ricerca, allo sviluppo, alla produzione e alla commercializzazione di prodotti farmaceutici. Con sede a Milano, Recordati è presente in tutta Europa, compresa la Russia, la Turchia, il Nord Africa, gli Stati Uniti d’America, il Canada, il Messico, alcuni paesi del Sud America, il Giappone e l’Australia.

    Un’efficiente rete di informatori scientifici del farmaco promuove un’ampia gamma di farmaci innovativi (Lomexin, Urispas, Kentera, REAGILA), sia proprietari che su licenza, in diverse aree terapeutiche, tra cui un’attività specializzata nel trattamento delle malattie rare. Recordati è un partner di riferimento per le licenze di nuovi prodotti per i propri territori. Recordati è impegnata nella ricerca e nello sviluppo di nuove specialità farmaceutiche con particolare attenzione ai trattamenti per le malattie rare.

    Dal 2018 il socio maggioritario è CVC Capital Partners, un fondo inglese specializzato sul mercato sanitario.

    Sanofi

    Rimaniamo in Europa e spostiamoci in Francia, almeno per la sede centrale, con un’azienda molto concentrata sui vaccini, si tratta del maggior produttore al mondo di vaccini, attraverso la controllata Sanofi Pasteur (e secondo voi non avrà anche quello contro il Covid-19?).

    Sanofi S.A. è una multinazionale farmaceutica francese con sede a Parigi dal 2013 la quinta più grande al mondo per vendite su prescrizione medica. Originariamente, la società è stata costituita nel 1973 e l’attuale incarnazione è stata costituita come Sanofi-Aventis nel 2004, dalla fusione di Aventis e Sanofi-Synthélabo, ognuna delle quali era il prodotto di diverse fusioni precedenti. Ha cambiato il suo nome in Sanofi nel maggio 2011.

    Sanofi si occupa di ricerca e sviluppo, produzione e commercializzazione di farmaci principalmente nel mercato delle prescrizioni, ma l’azienda sviluppa anche farmaci da banco. L’azienda copre sette grandi aree terapeutiche: cardiovascolare, sistema nervoso centrale, diabete, medicina interna, oncologia, trombosi e vaccini.

    Bayer

    Bayer è una multinazionale tedesca, una delle più grandi aziende farmaceutiche del mondo. Con sede a Leverkusen, le aree di business di Bayer includono prodotti farmaceutici per uso umano e veterinario; prodotti per la salute dei consumatori; prodotti chimici per l’agricoltura, sementi e prodotti biotecnologici.

    Fondata a Barmen nel 1863 come fabbrica di coloranti, il primo e più noto prodotto della Bayer è stato l’Aspirina.

    La Bayer ha svolto un ruolo chiave nella ricostruzione della Germania occidentale del dopoguerra, riguadagnando rapidamente la sua posizione di una delle più grandi aziende chimiche e farmaceutiche del mondo. Nel 2006 l’azienda ha acquisito Schering, nel 2014 ha acquisito il business consumer di Merck & Co. con marchi come Claritin, Coppertone e Dr. Scholl’s, e nel 2018 ha acquisito Monsanto, uno dei principali produttori di colture geneticamente modificate.

    I prodotti chiave includono analgesici come Bayer Aspirin e Aleve, integratori alimentari Redoxon e Berocca, e prodotti per la cura della pelle Bepanthen e Bepanthol.

    La Divisione Farmaceutica si concentra sui prodotti su prescrizione, soprattutto per la salute delle donne e la cardiologia, e anche sulle specialità terapeutiche nei settori dell’oncologia, dell’ematologia e dell’oftalmologia. La divisione comprende anche la Business Unit Radiologia, che commercializza apparecchiature per la diagnostica per immagini potenziata con mezzi di contrasto.

    ETF per la salute

    Se la scelta di singoli titoli sanitari sembra troppo scoraggiante, avete un’altra buona opzione per investire nel settore sanitario. Gli ETF (Exchange Traded Funds) focalizzati sul settore sanitario che forniscono un modo per acquistare più azioni in un colpo solo, il che vi offre una diversificazione istantanea e un’esposizione al rialzo del settore. Un ETF è un titolo negoziabile che segue un determinato indice e fa trading su un’importante borsa valori.

    Il più grande ETF sanitario è il Health Care Select Sector SPDR Fund (NYSEMKT:XLV). Questo ETF tenta di tracciare l’indice Health Care Select Sector Index, che comprende oltre 60 titoli sanitari che si trovano nell’indice S&P 500. Se siete alla ricerca di un’ampia esposizione al settore sanitario, questo ETF potrebbe essere una buona scelta per voi.

    Ci sono anche ETF che vi permettono di concentrarvi solo su un settore specifico all’interno dell’assistenza sanitaria. Ad esempio, l’ETF SPDR S&P Biotech (NYSEMKT:XBI) include 120 titoli biotech nel suo portafoglio. L’iShares U.S. Medical Devices ETF (NYSEMKT:IHI), come indica il suo nome, possiede 58 titoli di dispositivi medici statunitensi.

    I vantaggi principali dell’acquisto di un ETF sanitario piuttosto che di singoli titoli sanitari sono la semplicità e la diversificazione. Il principale svantaggio è che gli ETF addebitano le spese di gestione. Gli ETF sanitari a cui si fa riferimento hanno un rapporto di spesa (spese di gestione suddivise per attività nell’ETF) compreso tra lo 0,13% e lo 0,43%.

    Rischi dei titoli sanitari

    I titoli sanitari e gli ETF, che detengono titoli sanitari, sono esposti a diversi rischi. Abbiamo già accennato ai rischi associati ai cambiamenti normativi governativi, in particolare alla possibilità che gli Stati Uniti possano implementare un sistema sanitario a pagamento unico.

    Un altro rischio importante per i titoli sanitari è la possibilità di concorrenza. I produttori di farmaci, ad esempio, devono continuamente affrontare la prospettiva che un’altra società sviluppi un trattamento meno costoso o più efficace. Le aziende produttrici di dispositivi medici si trovano ad affrontare sfide simili.

    Alcuni stock sanitari corrono anche il rischio che i loro prodotti e servizi possano essere considerati non sicuri. Johnson & Johnson è stata coinvolta in un contenzioso per l’accusa di contaminazione da amianto del suo talco e di altri prodotti a base di talco. Bayer, con l’acquisizione della Monsanto ha portato a casa vari problemi. È necessario che gli investitori scavino nella relazione annuale di una società e leggano la sezione sui fattori di rischio, prestando particolare attenzione alle questioni relative ai consumatori e alle cause legali per responsabilità civile sui prodotti.

    Le aziende sanitarie che sviluppano farmaci o dispositivi medici devono ottenere le approvazioni normative per i loro prodotti da parte della FDA, dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) o di altri enti normativi. Il mancato ottenimento di queste approvazioni normative può danneggiare le prospettive di business delle aziende e causare il crollo delle loro azioni.

    Alcune aziende sanitarie devono anche affrontare delle sfide per ottenere il rimborso dei loro prodotti.

    Grandi guadagni potenziali

    Nonostante questi rischi, i titoli del settore sanitario possono anche offrire agli investitori un’opportunità significativa di generare forti rendimenti a lungo termine. I titoli sanitari come Illumina, Intuitive Surgical, Johnson & Johnson, Teladoc Health, Vertex Pharmaceuticals, Recordati, Sanofi e Bayer sembrano essere in ottima forma per fornire tali rendimenti grazie ai loro prodotti innovativi e alle tendenze chiave che operano a loro favore.