Azione: Acea (BIT:ACE)

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Acea (ACE) è una società italiana multiutility suddivisa nei seguenti segmenti:

Segmenti Acqua
Energia
Reti
Ambiente

Ha sede a Roma, in Italia, l’attuale organico dell’azienda è di 5.000 persone. L’unità Energia gestisce impianti termoelettrici e idroelettrici in Abruzzo, Lazio e Umbria. La divisione Acqua è impegnata nella distribuzione di acqua potabile a oltre 8 milioni di clienti. Mentre la divisione Reti si occupa della distribuzione di energia elettrica ad oltre 1,5 milioni di punti.

Nata nel 1909 come società al servizio di Roma, Acea si è sviluppata negli anni fino a diventare uno degli operatori multiutility di riferimento nel panorama italiano.
Quotazione in Borsa
Nel 1991 il Comune ha trasformato Acea in una Società speciale e, il 1° gennaio 1998, è stata costituita la SpA. Dal 19 luglio 1999, Acea SpA è stata ammessa alla quotazione alla Borsa Italiana ed ha iniziato un intenso processo di spin-off.
Il nuovo marchio e l’ingresso nel mercato estero
Nel 2000, Acea è entrata nel mercato estero con la costruzione e la concessione di un impianto idrico a Lima.

Inoltre il restyling del logo ha lanciato Acea nel mondo digitale.

Nel 2018 l’avvio del Piano Industriale ha confermato un forte impulso agli investimenti infrastrutturali sia nel settore idrico che in quello elettrico: tecnologia resiliente e innovazione, con particolare attenzione allo sviluppo sostenibile per l’ambiente e per le persone.

Il 12 gennaio 2018, Acea e Open Fiber hanno siglato un accordo per lo sviluppo di una rete di comunicazione a banda ultralarga nella città di Roma: un servizio innovativo per l’intera città. Nel 2019 Acea entra nel settore della distribuzione del gas e approva il nuovo Business Plan 2019-2022 per accelerare la crescita.

  • Investire in azioni del settore elettricità

    Investire in azioni del settore elettricità

    Le azioni delle utility elettriche sono equity che riguardano società che hanno come core business la fornitura, quindi la vendita, di energia elettrica verso i clienti.

    Le azioni del settore elettrico

    Per la loro grandezza e la complessità che hanno, considerando anche che, spesso, sono ex monopoliste statali, sono quasi sempre quotate in borsa. Ogni nazione ha almeno una società elettrica, come il caso italiano di Enel, ex monopolista statale che con le privatizzazioni degli anni 90 è sbarcata in borsa.

    Eccole quindi le aziende elettriche più importanti nel mondo:

    AzioneNazione
    Acea
    BIT: ACE
    Italia
    AES Corporation
    NYSE: AES
    USA
    American Electric Power
    NASDAQ: AEP
    USA
    Brookfield Renewable Corp
    NYSE: BEPC
    USA
    Companhia Energetica de Minas Gers CEMIG
    BVMF: CMIG4
    Brasile
    Dominion Energy Inc
    NYSE: D
    USA
    Duke Energy Corp
    NYSE: DUK
    USA
    Edison
    BIT: EDNR
    Italia
    Edison International
    NYSE: EIX
    USA
    Électricité de France
    EPA: EDF
    Francia
    Enel
    BIT: ENEL
    Italia
    Enel Americas SA
    NYSE: ENIA
    USA
    Engie
    EPA: ENGI
    Francia
    Entergy Corporation
    NYSE: ETR
    USA
    ERG
    BIT: ERG
    Italia
    Exelon
    NASDAQ: EXC
    USA
    E.ON
    ETR: EOAN
    Germania
    Falck Renewables
    BIT: FKR
    Italia
    FirstEnergy Corp.
    NYSE: FE
    USA
    General Electric
    NYSE: GE
    USA
    Iberdrola
    BME: IBE
    Spagna
    Idacorp
    NYSE: IDA
    USA
    Iren SpA
    BIT: IRE
    Italia
    National Grid PLC
    LON: NG
    Regno Unito
    NextEra Energy Inc
    NYSE: NEE
    USA
    NFI Group Inc
    TSE: NFI
    Canada
    NRG Energy Inc
    NYSE: NRG
    USA
    Pacific Gas and Electric Company
    NYSE: PCG
    USA
    PPL Corporation
    NYSE: PPL
    USA
    Public Service Enterprise Group Inc.
    NYSE: PEG
    USA
    Red Electrica Corporacion SA
    BME: REE
    Spagna
    RWE AG
    ETR: RWE
    Germania
    Scottish and Southern Energy plc
    LON: SSE
    Regno Unito
    Sempra Energy
    NYSE: SRE
    USA
    Tokyo Electric Power Company
    TYO: 9501
    Giappone
    Veolia Environnement
    EPA: VIE
    Francia
    Vistra Corp
    NYSE: VST
    USA
    WEC Energy Group Inc
    NYSE: WEC
    USA
    Xcel Energy
    NASDAQ: XEL
    USA
    Le azioni delle aziende elettriche più importanti

    Come capire quale azione vale la pena acquistare

    Come per ogni settore, anche quello elettrico ha delle peculiarità da conoscere per poter analizzare un’azione. In particolare, sono tre i parametri che hanno permesso, negli ultimi anni, alle azioni legate al mondo dell’elettricità, di performare particolarmente bene:

    Forza finanziaria

    Dei buoni fondamentali sono di vitale importanza per le società dei servizi elettrici, ciò perché queste compagnie, per la loro natura, devono continuare a fare manutenzione ed espansione della propria rete.

    Inoltre i fondamentali ottimi tornano utili nel momento in cui si vorrà pagare un generoso dividendo, e tipicamente questo settore ha un ottimo dividend yield.

    Quindi importante che il rating assegnato a queste società rientri nella parte di investiment-grade, ciò perché, per finanziare gli investimenti, il costo del credito sarà certamente più basso rispetto ad altre società con un alto profilo di debito.

    Payout conservativo

    Abbiamo già parlato del dividend yield generoso di tale settore, allo stesso tempo è di vitale importanza che il PayOut ratio, cioè il rapporto tra il dividendo distribuito e gli utili totali della società, rimanga in un range sostenibile (tipicamente il settore si aggira tra il 50 e il 75%).

    Ovviamente minore sarà il payout più grande sarà la capacità, per queste aziende, di poter crescere sul territorio e di migliorare l’efficienza dell’energia prodotta e distribuita.

    Crescita costante degli utili

    Questo punto dovrebbe essere conseguenza degli altri due, anche se non è sempre così scontato.

    Teoricamente un buon profilo finanziario, basso debito, buoni dividendi che comunque sono da considerarsi mantenibili, grazie a un payout sostenibile, dovranno essere la base per costruire degli investimenti che permettano un ritorno sempre in aumento.

    Una buona società utility, infatti, investe al meglio le proprie risorse per continuare a far crescere il proprio utile.

    Per fare ciò, bisogna investire, per esempio, sostituendo le vecchie centrali a carbone e sostituirle con innovative centrali green che sfruttino le risorse naturali; piuttosto che approfittando di acquisizioni e di crediti di imposta e incentivi.

    Le azioni delle utility non dovrebbero mancare in nessun portafoglio

    Data la loro natura, investire in buone società elettriche, rappresenta quella base costante e difensiva nel portafoglio. Infatti la maggior parte delle società elettriche possono essere considerate delle azioni difensive, ciò è dato dal fatto che, anche in momenti di contrazione economica, le persone continueranno a utilizzare elettricità.

    Inoltre, nella maggior parte delle nazioni, i costi di energia elettrica sono controllati e regolamentati, ciò perché si tratta di un bene di base. Questo rende gli introiti di queste compagnie abbastanza prevedibili, con orizzonti di crescita che vanno dai 2 ai 5 anni di piano industriale.

    Infine abbiamo già ampiamente parlato dei dividendi, i quali sono generalmente ben accettati dagli investitori.

  • La riscossa delle ex municipalizzate

    La riscossa delle ex municipalizzate

    Nate come piccole realtà locali, gestite dai comuni di appartenenza per i servizi principali che svariavano dalla gestione elettrica a quella idrica o del gas, con interessi nel business della spazzatura e, in taluni casi, dei trasporti, oggi alcune delle ex municipalizzate sono dei colossi che valgono miliardi.

    Vengono definite multiutility e ce ne sono 4, in particolare, che sono diventate veramente grandi e che appartengono, in alcuni casi, al FTSE MIB, quindi quotate in borsa e nel paniere principale:

    AziendaComuneFatturato 2019Capitalizzazione
    A2ABrescia7,3 mlrd4 mlrd
    AceaRoma3,1 mlrd3,7 mlrd
    HeraBologna6,9 mlrd4,6 mlrd
    IrenTorino4,1 mlrd2,9 mlrd
    Lista municipalizzate multiutility quotate

    Si tratta di società nate in contesti locali che stanno prendendo la via dell’internazionalizzazione.

    Un esempio lampante ne è A2A, fresco firmatario della joint venture con i francesi di Suez, per lo smaltimento dei rifiuti industriali.

    Ma non si tratta solo dell’internazionalizzazione ma anche di acquisire nuove società per arrivare ad avere una dimensione maggiore, come per esempio l’acquisizione di Ascopiave da parte di Hera; e la stessa società bolognese ha Aliplast, con interessi in Francia, Spagna e Polonia.

    Tra queste quattro società solo Acea è un po’ più legata al territorio in cui si trova (la capitale), mentre Iren ha piano espansionistici in tutta Italia.

    Conclusione

    Nate come municipalizzate, queste quattro società hanno saputo superare i confini comunali per imporsi prima a livello nazionale e poi provare la strada internazionale.

    Si tratta oramai di quattro big del listino milanese e non a caso fanno bella scena a Piazza Affari.

    Inoltre l’ottica di espansione e di crescita che hanno può essere una buona occasione per investire del denaro con un possibile buon ritorno.

  • FTSE Italia Mid Cap, l’indice delle medie imprese di Piazza Affari

    FTSE Italia Mid Cap, l’indice delle medie imprese di Piazza Affari

    Abbiamo già chiarito come le blue chip, cioè i titoli a maggior capitalizzazione e maggiore stabilità, siano listati sul FTSE MIB, l’indice principale di Piazza Affari, ma quest’ultimo contiene massimo 40 società. Dove si trovano le altre?

    La risposta è sul FTSE Italia Mid Cap che contiene tutte le società a media capitalizzazione che non hanno abbastanza “grandezza” per entrare nell’indice principale.

    E se è vero che le società del FTSE MIB hanno respiro internazionale e sono dei colossi, è anche vero che nel FTSE Italia Mid Cap ci sono una serie di aziende che potrebbero tranquillamente stare nell’indice principale, oltre al fatto che il vero tessuto italiano, fatto di Piccole e Medie Imprese, è maggiormente rappresentato dall’indice secondario.

    Cosa è il FTSE Italia Mid Cap

    Andiamo con ordine e rispondiamo a un po’ di domande.

    Il FTSE Italia Mid Cap è l’indice delle aziende a media capitalizzazione, raccoglie 60 società e ogni trimestre viene rivisto insieme al FTSE MIB per decidere ingressi e uscite.

    Creato il 31 dicembre 1994, con il nome originale di Midex e con una quota di partenza di 10.000 punti. A distanza di 25 anni gira intorno ai 34 mila punti.

    Nel 2007, a seguito dell’acquisizione di Borsa SpA da parte del London Stock Exchange, il nome è cambiato da Midex a FTSE Italia Mid Cap.

    Società quotate sul FTSE Italia Mid Cap

    Questa è una lista di società quotate al Mid Cap come da decisioni ultime del giugno 2020.

    AziendaSettoreCapitalizzazione
    (milioni di €)
    UnipolSaiFinanziari6.120
    AceaEnergetici3.890
    De LonghiCiclici/Industria3.490
    IrenEnergetici3.020
    ERGEnergetici2.880
    BremboCiclici/Auto2.800
    ReplyTech2.710
    ASTMTrasporti2.700
    IMAMateriali di base2.380
    ENAVTrasporti2.250
    Salvatore FerragamoCiclici/Moda2.150
    Brunello CucinelliCiclici/Moda1.940
    MediasetServizi/Media1.870
    Banca MPSFinanziari1.670
    Falck RenewablesUtility1.610
    TechnogymCiclici/Fitness1.590
    Rai WayServizi/Media1.580
    Carel IndustriesTech1.520
    Anima HoldingFinanziari1.500
    Credito EmilianoFinanziari1.470
    AutogrillServizi/Food1.320
    WeBuildBeni strumentali1.310
    JuventusServizi1.300
    BPER BancaFinanziari1.280
    Cerved GroupTech1.230
    ItalMobiliareMateriali di base1.150
    Zignago VetroMateriali di base1.100
    FincantieriTrasporti1.100
    Tamburi Investment PartnersFinanziari1.030
    Cementir Holding NVBeni strumentali1.000
    SOLMateriali di base984
    AscopiaveUtility924
    MarrServizi903
    Tod’sCiclici/Moda856
    SesaTech834
    PiaggioCiclici/Moto822
    Banca FarmafactoringFinanziari819
    Danieli & CCiclici790
    SarasEnergetici734
    MutuiOnLineFinanziari720
    Banca Popolare di SondrioFinanziari720
    DatalogicTech685
    Cattolica AssicurazioniFinanziari665
    doValueFinziari578
    Maire TecnimontBeni strumentali557
    TinextaTech554
    SanlorenzoCiclici528
    Illimity BankFinanziari489
    Banca IfisFinanziari489
    El.En.Salute458
    Guala ClosuresMateriali di base401
    Dea CapitalFinanziari401
    IGD SiiqServizi394
    Garofalo H CareSalute389
    Credito ValtellineseFinanziari374
    FilaNon ciclici372
    RCSServizi/Media332
    Aeroporto Gugl. MarconiTrasporti329
    Mondadori EditoreServizi/Media276
    OVSCiclici/Moda255
    Componenti del FTSE Italia Mid Cap al 17/06/2020

    Come è semplice notare, si va da semicolossi, come per esempio UnipolSai, Piaggio, Mediaset o De Longhi a semplici aziende quasi a conduzione familiare.

    Nonostante le capitalizzazioni, che in alcuni casi sembrano davvero severe, le aziende in questo indice sono tutte imprese con respiro internazionale e con buoni valori di base.

  • Indici azionari della Borsa Italiana, cosa c’è oltre il FTSE MIB

    Indici azionari della Borsa Italiana, cosa c’è oltre il FTSE MIB

    Abbiamo già parlato del FSTE MIB e abbiamo dedicato ampio spazio ai principali indici azionari in tutto il mondo.

    In Italia però ci siamo concentrati poco, questo per due ragioni:

    1. Le grandi aziende italiane sono tutte sul FTSE MIB
    2. L’Italia, nello scacchiere delle borse mondiali, non occupa precisamente una posizione dominante.

    Questo secondo punto è dovuto in parte al primo e in parte al fatto che la finanza in Italia è stata sempre un po’ bistrattata. Inoltre, se guardiamo alla classifica delle aziende nel FTSE MIB per capitalizzazione ci rendiamo conto come la prima in classifica, ENEL, è una delle poche aziende che realmente può competere con i giganti presenti all’estero. Grandi nomi italiani, quando paragonati con i big dell’estero, spesso impallidiscono.

    Ecco perché reputiamo che la finanza, quella seria, tocchi solo relativamente l’Italia e abbia il suo capoluogo altrove (in particolare in USA, UK e Germania).

    Ma qui siamo a parlare degli indici italiani e quindi bando alle ciance.

    Quali sono gli indici azionari più importanti di Borsa Italiana?

    La lista degli indici principali è relativamente breve e include:

    • FTSE MIB
    • FTSE Italia Mid Cap
    • FTSE Italia STAR
    • FTSE Italia Small Cap
    • FTSE Italia All-Share
    • FTSE AIM Italia

    FTSE MIB

    Passiamo quindi alla rassegna degli indici azionari principali di Borsa Italiana.

    Del FTSE MIB ne abbiamo già parlato: è l’indice che copre le 40 maggiori aziende quotate a Piazza Affari.

    La lista delle aziende viene rivista trimestralmente e al momento queste sono le aziende incluse.

    Pos.AziendaCapitaliz.
    (miliardi di €)
    1Enel67
    2ENI30,7
    3Ferrari28,6
    4Intesa San Paolo27
    5Generali20
    6STMicroElectronics19,7
    7Unicredit16,6
    8Snam13,7
    9Fiat Chrysler Auto12,6
    10Atlantia12,4
    11Terna12
    12Exor11,9
    13Poste Italiane10,3
    14Diasorin10,2
    15Nexi8,8
    16Recordati8,6
    17Moncler8,5
    18Davide Campari8,1
    19CNH Industrial7,7
    20Telecom Italia7,1
    21Tenaris6,7
    22Fineco Bank6,1
    23InWit5,5
    24Amplifon5,28
    25Prysmian5,1
    26Mediobanca5,1
    27HERA5
    28Banca Mediolanum4,4
    29A2A3,9
    30ItalGas3,88
    31Pirelli3,82
    32Buzzi Unicem3,33
    33Leonardo3,3
    34Interpump Group3,0
    35UBI Banca2,9
    36Banca Generali2,7
    37Unipol2,3
    38Saipem2,1
    39Azimut2,1
    40Banco BPM1,7
    Elenco componenti FTSE MIB con data capitalizzazione 04/06/2020

    Come si può notare le capitalizzazioni vanno giù molto velocemente e, giusto per fare un confronto, Deutsche Telekom, l’azienda numero 17 per capitalizzazione in Germania, ha lo stesso valore di Enel.

    ENI, la nostra seconda azienda per capitalizzazione, ha lo stesso valore di Deutsche Boerse, la numero 42 in Germania.

    Il confronto con la Francia ci va un po’ meglio, Christian Dior (numero 7 in Francia) ha lo stesso valore di Enel. Orange (numero 22) equivale a ENI.

    Con gli USA non c’è rapporto, ma se proprio vogliamo sforzarci, Enel equivale a Morgan Stanley che occupa la posizione numero 120 in America. Onestamente non cerchiamo nemmeno quale posizione occupa la nostra numero 2 negli Stati Uniti, potremmo non venirne a capo.

    Questo è il motivo per cui il nostro FTSE MIB vale meno, molto meno, del DAX, del CAC, dell’S&P, del DOW Jones e anche dell’IBEX Spagnolo. Questo è anche il motivo per cui sulle nostre pagine si legge molto di più su aziende straniere che nostrane.

    FTSE Italia Mid Cap

    Dopo aver riportato la lista completa delle aziende che compongono il FTSE MIB alla data odierna e, soprattutto, dopo aver capito quanto valiamo a livello finanziario, passiamo al secondo indice in termini di importanza in Italia, cioè il FTSE Italia Mid Cap.

    Come dice il nome stesso ci sono le aziende che, in Italia, vengono considerate a media capitalizzazione, anche se le prime della lista superano tante ultime del FTSE MIB. Questo è dovuto al fatto che per essere nell’indice principale non basta solo la capitalizzazione ma bisogna avere determinati volumi giornalieri di scambio, sia di numero di azioni che di liquidità.

    Ecco quindi una breve lista dei titoli con maggiore capitalizzazione.

    Pos.AziendaCapitaliz.
    (miliardi di €)
    1UnipolSai5,8
    2Acea3,7
    3Iren2,9
    4Reply2,9
    5Brembo2,9
    6ERG2,8
    7De Longhi2,8
    8ASTM2,7
    9Salvatore Ferragamo2,4
    10IMA2,3
    11ENAV2,2
    12Brunello Cucinelli1,9
    13Mediaset1,8
    14TechnoGym1,5
    15BPER Banca1,3
    I primi 15 componenti per capitalizzazione dell’indice FTSE Italia Mid Cap

    FTSE Italia Small Cap

    Anche qui il nome è abbastanza parlante: si tratta dell’indice che include l’ultima fascia, cioè le matricole, le aziende con una capitalizzazione bassa.

    Spesso ci si può imbattere in qualche stella che presto sarà nel FTSE MIB, molto più spesso le aziende in questo indice non hanno avuto la forza di fare il grande salto.

    Non mancano comunque nomi importanti anche nelle Small Cap, con capitalizzazioni anche importanti ma che non sono abbastanza liquidi, non hanno abbastanza quote pubbliche o non fanno abbastanza volumi per stare negli indici maggiori.

    Ecco qualche brand molto conosciuto:

    AstaldiBeghelliBialetti
    BrioschiePriceGabetti
    Geoxil Sole 24 OreLazio calcio
    PininfarinaPiquadroAS Roma
    TiscaliUnieuroZucchi
    Una selezione di aziende dell’indice FTSE Italia Small Cap

    FTSE Italia All-Share

    Questo è l’index gran totale, infatti tutte le aziende che si trovano negli indici FTSE MIB, FTSE Italia Mid Cap e FTSE Italia Small Cap poi fanno la somma in questo indice.

    Quindi, se voleste vedere la lista dei titoli ordinati per capitalizzazione, anziché guardare i singoli indici, bisognerebbe guardare l’All-Share.

    FTSE Italia STAR

    STAR sta per Segmento Titoli con Alti Requisiti. I requisiti di cui si parla sono trasparenza, liquidità del titolo e, in ultimo, corporate governance.

    Alcuni titoli presenti in questo segmento sono anche negli altri già visti, come per esempio Amplifon, che svetta per maggior capitalizzazione e che è già incluso nel FTSE MIB.

    FTSE AIM Italia

    Si tratta di uno degli ultimi arrivati nella famiglia degli indici italiani e contiene tutte le aziende del mid e dello small cap con un forte potenziale di crescita.

    Quindi, se amate cercare la futura Netflix è in questo indice che bisognerà guardare.

    FTSE Italia Brands

    Il FTSE Italia Brands è proprio il più giovane essendo stato creato nel 2017.

    Contiene tutti i titoli che hanno un brand appetibile e globalmente riconosciuto. Degli esempi?

    • Ferrari
    • Juventus
    • Brembo
    • Brunello Cuccinelli
    • Campari
    • Moncler
    • Piaggio
    • Autogrill
    • Tod’s
    • ecc

    Indici Settoriali di Borsa Italiana

    Inoltre, per chi volesse concentrarsi solo in determinati settori, ci sono degli indici settoriali che coprono praticamente tutte le azioni presenti a Piazza Affari.

    Questa la lista degli indici settoriali italiani:

    • Ftse Italia Oil & Gas Producers
    • Ftse Italia Oil Equipment, Services & Distribution
    • Ftse Italia Chemicals
    • Ftse Italia Industrial Metals & Mining
    • Ftse Italia Construction & Materials
    • Ftse Italia Aerospace & Defense
    • Ftse Italia General Industrials
    • Ftse Italia Electronic & Electrical Equipment
    • Ftse Italia Industrial Engineering
    • Ftse Italia Industrial Transportation
    • Ftse Italia Support Services
    • Ftse Italia Automobiles & Parts
    • Ftse Italia Beverages
    • Ftse Italia Food Producers
    • Ftse Italia Household Goods & Home Construction
    • Ftse Italia Leisure Goods
    • Ftse Italia Personal Goods
    • Ftse Italia Health Care Equipment & Services
    • Ftse Italia Pharmaceuticals & Biotechnology
    • Ftse Italia Food & Drug Retailers
    • Ftse Italia General Retailers
    • Ftse Italia Media
    • Ftse Italia Travel & Leisure
    • Ftse Italia Fixed Line Telecommunications
    • Ftse Italia Mobile Telecommunications
    • Ftse Italia Electricity
    • Ftse Italia Gas, Water & Multiutilities
    • Ftse Italia Banks
    • Ftse Italia Nonlife Insurance
    • Ftse Italia Life Insurance
    • Ftse Italia Real Estate Investment & Services
    • Ftse Italia Real Estate Investment Trusts
    • Ftse Italia Financial Services
    • Ftse Italia Software & Computer Services
    • Ftse Italia Technology Hardware & Equipment

    Come potete vedere gli indici settoriali sono veramente tanti e coprono veramente di tutto.

    Come investire sugli indici italiani

    Prima di passare all’analisi degli indici principali (in questa fase non analizzeremo gli indici settoriali, sia per una questione di numerosità, sia perché già il nome è auto esplicativo), capiamo come fare trading sugli indici di Borsa Italiana.

    Lo strumento migliore è certamente l’ETF e ce ne sono vari che replicano l’andamento di ognuno degli indici.

    Per esempio:

    • FTSE Italia Mid Cap:
      • iShares FTSE Italia Mid-Small Cap
      • Lyxor FTSE Italia Mid Cap TRN-ucits
    • FTSE Italia Small Cap:
      • Lyxor MSCI EMU Small Cap DR UCITS
      • MSCI EMU Small Cap TRN-ucits -IS

    In alternativa si può investire sugli indici anche attraverso i CFD, per esempio, sul FTSE MIB c’è ITALY FTSEMIB – XFTSEMIBCFD.