Come ogni anno, il quarto lunedì del mese di maggio è dedicato ai dividendi, anche il 2021 non fa eccezione, anche se, rispetto al pre-Covid, il bottino rimane ancora magro.
Il 2021, infatti, vedrà una pioggia di circa 17,3 miliardi di euro, cifra certamente più alta rispetto ai 13 miliardi del 2020, ma ancora distante dai 21 miliardi distribuiti nel 2019.
Anche guardando dal punto di vista percentuale, il dividend yield di Piazza Affari, quest’anno, sarà intorno a 2,73%, contro l’1,92% del 2020, ma che mal si concilia con la media degli ultimi 10 anni che è stata del 3,44%.
A pesare sui dividendi c’è ancora lo stop della BCE sulla distribuzione degli utili bancari, e su una borsa come quella milanese, dove il peso specifico dei finanziari è molto alto, questo è uno scoglio non di poco conto.
Certamente si fa meglio a guardare il futuro, quando gli analisti, al 2024, si aspettano un ritorno del 4,38% sulla borsa italiana.
Pensando all’edilizia la mente corre veloce a un manovale con l’elmetto e il giubbotto catarifrangente in un cantiere. Certo, questa è una parte del lavoro, ma il mercato dell’edilizia è ben più ampia e prevede dalla pianificazione iniziale della costruzione fino all’imbiancatura delle pareti, con conseguente consegna delle chiavi in mano all’acquirente.
Essendo una spina dorsale dell’economia mondiale, soprattutto in alcune nazioni dove, visto il Covid, si sta investendo particolarmente in questo settore (vi dice nulla il bonus al 90% o al 110%?), le aziende nate nel mercato delle costruzioni sono migliaia. Molte di queste aziende sono private, anche se gestiscono progetti da milioni di euro, c’è però qualche eccezione e vale la pena di capire come guadagnare con qualche azienda quotata in borsa.
Industria delle costruzioni o edile
L’industria edile consiste, grossomodo, in tre settori principali:
Infrastrutture: progetti di opere pubbliche come autostrade, ponti e ferrovie
Industriale: strutture e impianti specializzati come raffinerie, fabbriche e capannoni
Edifici, che naturalmente si suddivide in due sottocategorie:
Edifici residenziali: case, di solito per famiglie singole, ma anche residenze multifamiliari come i condomini e/o palazzi
Edifici non residenziali e commerciali: luoghi di vendita al dettaglio come centri commerciali e negozi indipendenti, così come edifici per uffici, ospedali e scuole
Aziende del mercato edile
Come abbiamo già detto, soprattutto in Italia, molte delle aziende del mercato edile sono private, quindi non quotate in borsa. Tipicamente le aziende quotate in borsa rientrano in queste categorie:
Produttori di attrezzature: producono macchinari da costruzione come bulldozer e betoniere
Produttori di materiali: producono beni necessari per la costruzione come legname, acciaio e cemento
Costruttori di case residenziali: progettano, costruiscono su misura e spesso finanziano case unifamiliari e altri sviluppi residenziali
Società di ingegneria industriale: gestiscono tutti gli aspetti dei progetti di costruzione di massa
Azioni edili, come investire sulle costruzioni
Avendo ben in mente questo, andiamo a guardare una lista di aziende edili che sono quotate in borsa. Per ognuna di esse specifichiamo qual è il tipo di attività svolta.
Azienda / Azione
Attività
Assa Abloy STO: ASSA-B
Serrature
Azek Company NYSE: AZEK
Materiali Edili
Barratt Developments LON: BDEV
Costruttore
BELIMO Holding SWX: BEAN
Climatizzazione residenziale
Bellway LON: BWY
Costruttore
Berkeley Group Holdings LON: BKG
Costruttore
Bouygues EPA: EN
Sviluppo immobiliare
Builders FirstSource NASDAQ: BLDR
Materiali Edili
Buzzi Unicem BIT: BZU
Cemento
Caltagirone BIT: CALT
Costruttore
Caterpillar NYSE: CAT
Macchinari edili
Cement Roadstone Holdings LON: CRH
Materiali Edili
D. R. Horton NYSE: DHI
Costruttore
Eiffage EPA: FGR
Sviluppo immobiliare
Franchi Umberto Marmi BIT: FUM
Materiali Edili
Geberit AG SWX: GEBN
Sanitari
Gibus BIT: GBUS
Tende da sole
HeidelbergCement ETR: HEI
Cemento
Home Depot NYSE: HD
Rivenditore Materiali
Jacobs Engineering NYSE: J
Ingegneria
Kingfisher LON: KGF
Rivenditore Materiali
Kingspan Group LON: KGP
Materiali Edili
LafargeHolcim SWX: LHN
Cemento / Calcestruzzo
Lennar Corporation NYSE: LEN
Costruttore
Leslie’s NASDAQ: LESL
Piscine
Lowe’s NYSE: LOW
Rivenditore Materiali
LU-VE SpA BIT: LUVE
Climatizzazione
Martin Marietta Materials NYSE: MLM
Materiali Edili
Masco Corporation NYSE: MAS
Materiali Edili
Mdu Resources Group NYSE: MDU
Materiali Edili
Nucor NYSE: NUE
Acciaieria
NVR NYSE: NVR
Costruttore
Panariagroup Industrie Ceramiche BIT: PAN
Pavimentazioni
Persimmon LON: PSN
Costruttore
Pulte Homes NYSE: PHM
Costruttore
Redrow LON: RDW
Costruttore
Saint-Gobain EPA: SGO
Materiali Edili
Schneider Electric EPA: SU
Sistemi elettrici
Sciuker Frames BIT: SCK
Infissi
Somec BIT: SOM
Costruzioni industriali
Steel Dynamics NASDAQ: STLD
Acciaieria
Taylor Wimpey LON: TW
Costruttore
Travis Perkins LON: TPK
Rivenditore materiali
Vinci EPA: DG
Sviluppo immobiliare
Vistry Group LON: VTY
Costruttore
Vulcan Materials NYSE: VMC
Materiali Edili
Wienerberger VIE: WIE
Materiali Edili
Nella lista ci siamo concentrati su quelle aziende che si occupano principalmente di edilizia, abbiamo quindi ignorato una serie di aziende che lavorano (anche) con l’edilizia, le quali sono raccolte nella guida relativa al mercato industriale.
Stesso dicasi per il mercato degli acciai, per il quale abbiamo messo solo un paio di presenze ma che certamente non è esaurito.
Caterpillar (NYSE: CAT)
Caterpillar è il re delle attrezzature industriali per l’edilizia, una società enorme con base negli Stati Uniti d’America ma con interessi in tutto il globo. Riconosciuta soprattutto per l’enorma qualità dei propri attrezzi, si concentra maggiormente su articoli pesanti per l’edilizia. Non tratta solo il mercato delle costruzioni ma ha interessi in molti altri settori, non vi è dubbio, comunque, che quello edile è il maggior mercato per Caterpillar.
Il mercato edile è particolarmente sensibile ai cicli economici e quindi anche Caterpillar ha avuto alti e bassi, ma il costante aumento degli interessi e la buona fama fanno dell’azienda comunque un punto di riferimento.
In definitiva si tratta di un buon acquisto in momenti di calo del prezzo, poiché i generosi dividendi ripagheranno abbondantemente l’investimento.
D.R. Horton (NYSE: DHI)
Gli Stati Uniti sono certamente la più grande economia mondiale, insidiati dalla Cina che però ha tutt’altre regole. E quando sei il più grande costruttore di immobili residenziali degli Stati Uniti puoi certamente guardare dall’alto in basso il mercato con una certa tranquillità.
D.R. Horton ha una storia di bassi livelli di debito rispetto al proprio mercato, grazie al suo stile di gestione conservativo. L’azienda spesso pubblica profitti impressionanti, così come flussi di cassa superiori rispetto ai suoi rivali. È uno dei pochi costruttori di case che paga un dividendo, che ha regolarmente aumentato durante i periodi di crescita economica. Nonostante ciò, sa anche riconoscere i momenti di difficoltà e regolarsi di conseguenza, come fatto per esempio durante la Grande Recessione, quando taglio il dividendo per evitare di assumere un debito eccessivo.
Buzzi Unicem (BIT: BZU)
Lasciamo l’America e portiamoci in Europa e precisamente in Italia, dove Buzzi Unicem è uno dei migliori player globali nel proprio mercato. Certo, la produzione di cemento e calcestruzzo non riguarda solo la costruzione di immobili ma anche la costruzione di ponti, gallerie, ecc.
Quello che rende Buzzi Unicem un titolo molto interessante è il fatto che stanno per arrivare fiumi di denaro pubblico per sostenere l’economia post-Covid. E naturalmente le costruzioni sono un buon terreno dove investire denaro che dovrà creare vantaggio per il futuro.
Così il piano Biden e il Next Generation UE sono ottimi spunti per questa azienda, soprattutto considerando che l’Italia è l’ultimo dei propri mercati, grazie alla forte presenza negli Stati Uniti e in giro per l’Europa.
Come selezionare le migliori azioni edili?
Quando si passa alla valutazione dei titoli azionari del mercato edile bisogna tenere ben in mente questi fattori:
Affidabilità e sicurezza: il Ponte di Genova con la tragedia successa ad agosto del 2018 dovrebbe farci ben comprendere di cosa stiamo parlando. Quando si costruisce un immobile o in generale un’opera edile bisogna usare buoni materiali e avere una certa sicurezza che le cose vengano fatte ad opera d’arte. Il rischio è di avere molti danni materiali e la perdita di vite umane, che non è mai accettabile.
Livelli di debito: iniziare un cantiere edile significa spendere molti soldi per impianti, progettazione ed esecuzione dei lavori. Ciò porta l’azienda a esporsi a livello di debito; avere un buon leverage è quindi fondamentale per evitare di finire fuori controllo con le spese.
Dividendi: in aziende che devono usare liquidità per attività principali del loro lavoro è sempre bene fare in modo tale che il dividendo non porti l’azienda a ritrovarsi con pochi fondi per investire nel momento del bisogno. Dall’altro lato queste aziende hanno crescite relative sul valore del prezzo dell’azione, quindi un discreto dividendo è necessario per poter avere un ritorno dall’investimento. La questione è trovare un buon equilibrio che porti vantaggi all’investitore e permetta all’azienda di continuare a prosperare.
I rischi degli investimenti nel mercato edile
Il principale rischio è la ciclicità: infatti il mercato edile risente tantissimo dell’andamento economico e in periodi di crisi finisce sotto pressione.
Un esempio ne è ciò che è successo a fine anni 2000 con la Grande Recessione, nata proprio in seno all’edilizia (finanziaria), con i mutui subprime. Il mercato immobiliare, in crescita continua da inizi anni ’90 e con una bolla durante la metà del 2000 ha subito una grande frenata. Quindi nel 2011 il ciclo economico ha iniziato nuovamente a salire e siamo ancora in quella fase, con il Covid al quale il mercato edile si è dimostrato resiliente, come detto anche grazie all’enorme iniezione di liquidità.
Nella giornata del Black Friday, che avvia il week end che si concluderà con il Cyber Monday, non potevamo non parlare di quelle che sembrerebbero delle azioni a sconto a Piazza Affari.
Partiamo da Banco BPM che è un ottima preda per qualsiasi acquirente principalmente per un motivo: il valore patrimoniale è molto maggiore rispetto alla capitalizzazione; quindi chi acquista l’azienda si porta in casa un valore di molto superiore rispetto a quello che paga.
Non è un caso che Banco BPM sia passato da un minimo di 1,28 di qualche settimana fa a 1,95 di questi giorni, con rumor che parlano anche di acquisizioni (Risiko bancario).
Secondo questo rapporto, quindi, Capitalizzazione / Valore Patrimononiale, denominato P/BV ratio, vediamo quali sono le occasioni che si presentano ad oggi sulla borsa milanese.
Azienda
Valore Patrimoniale
Capit.
P/BV
Banca Monte dei Paschi di Siena
6.770
1.320
0,19
BPER Banca
5.316
2.100
0,21
BANCO BPM
12.436
2.810
0,22
PanariaGroup Industrie Ceramiche
147,4
41,68
0,28
CSP International Fashion Group
48,7
14,27
0,28
Intek Group
497,8
153,47
0,29
Caltagirone
1.058
332,73
0,31
Banca IFIS
1.507
497,48
0,33
Unicredit
60.645
20.290
0,33
Banco di Desio e della Brianza
977,0
328,54
0,34
IGD SIIQ
1.167
397,78
0,34
IRCE
119,7
45
0,36
Banca Popolare di Sondrio
2.853
1.070
0,36
Banca Finnat Euramerica
219,5
85,64
0,36
OVS
653,9
241,07
0,37
Gas Plus
209,2
84,43
0,39
d’Amico International Shipping
364,1
121,25
0,39
Nova Re Siiq
63,6
24,49
0,41
Telecom Italia
20.227
8.540
0,41
Unipol Gruppo
6.673,6
2,940
0,44
Cattolica Assicurazioni
1.937
897,61
0,44
Autostrade Meridionali
178,0
80,06
0,45
Exprivia
86,0
41,71
0,45
Cellularline
192,7
94,71
0,46
Credito Valtellinese
1.727
806,58
0,47
Beghelli
86,1
41,2
0,48
COIMA RES
440,9
215,2
0,49
Credito Emiliano
3.036
1.570
0,52
Danieli & C Officine Meccaniche
1.937
951,52
0,54
Tesmec
48,5
83,09
0,54
Intesa Sanpaolo
68.364
37.490
0,55
Centrale del Latte d’Italia
60,3
33,32
0,55
IVS group
319,4
193,59
0,58
Servizi Italia
112,5
69,34
0,59
Immsi
235,6
141,66
0,6
Conafi Prestito
15,7
9,6
0,61
Saras
879,5
546,35
0,62
FNM
440,2
273,12
0,62
Brioschi Sviluppo Immobiliare
84,5
54,35
0,64
Neodecortech
58,3
37,84
0,64
Poligrafica S Faustino
8,9
6,45
0,65
Massimo Zanetti Beverage Group
283,5
188,65
0,67
Mediobanca
10.118
6,940
0,67
DeA Capital
426,0
294,34
0,68
Orsero
160,0
115,64
0,71
I Grandi Viaggi
62,3
44,71
0,72
Emak
217,0
160
0,74
Itway
8,2
6,78
0,74
Banca Sistema
190,2
143,95
0,76
Aeffe
158
128,84
0,76
Guala Closures
573,6
409,53
0,77
Monrif
21,7
16,89
0,78
Compagnia Immobiliare Azionaria
11,5
9,03
0,79
Risanamento
126,2
101,57
0,8
Aziende più svalutate a Piazza Affari considerando Capitalizzazione e Valore Patrimoniale
Come si può ben vedere, ci sono delle aziende che hanno una svalutazione importante, tra queste certamente ci sono da notare gli istituti di credito, che occupano i primi 3 posti.
Benché possa sembrare ovvio correre ad acquistare queste aziende che sono svalutate, prima di farlo considerate che se il prezzo è basso un motivo c’è: potrebbe essere semplicemente un momento dato dalla congettura economica e dalla situazione generale dell’economia, ma potrebbe anche essere che il titolo in sé stesso abbia delle criticità che con questa tabella non possono certamente essere lette.
Per esempio, il primo di questa classifica è Monte dei Paschi di Siena, tutti sappiamo perché si trova in quella posizione. Ovvio che il patrimonio netto è ben più alto del prezzo di mercato, ma ciò è dovuto al fatto che negli ultimi anni MPS ha fatto perdere soldi a molti azionisti.
Situazione simile per un altro istituto finanziario come Unicredit, che benché non possa essere paragonabile a MPS, negli ultimi 10 anni ha avuto una performance di -85%. In pratica investendo 2.000 euro il 26 novembre 2010 oggi si avrebbe poco più di 300 euro. Appare anche in questo caso evidente come questo titolo abbia negli anni respinto gli azionisti, eccetto quelli short. A poco son serviti i buoni risultati degli ultimi anni, oramai gli investitori, prima di acquistare Unicredit, se ne guardano molto bene.
Discorso invece diametralmente opposto per Intesa Sanpaolo, che è l’azienda più grande di questa lista. ISP negli ultimi dieci anni ha perso appena il 13%, cioè investendo 2.000 euro il 26 novembre del 2010 oggi si avrebbero 1.774 euro, ma essendo un’azione che negli ultimi 10 anni ha staccato varie cedole ricche, il gran totale è decisamente più alto e quindi si tratta di un’azione che non ha respinto gli azionisti. Anzi, i ricchi dividendi uniti alla performance del titolo è decisamente attraente per gli azionisti.
Allora perché ISP si trova in questa classifica? Semplice, ci si aspettano difficoltà date dalla crisi di Covid ed è ancora da capire quante aziende e famiglie non riusciranno a pagare gli impegni finanziari presi in passato. Ecco quindi perché un colosso come Intesa Sanpaolo si trova in questa classifica e perché, in generale, gli istituti di credito in questo momento hanno la capitalizzazione molto più bassa del Patrimonio Netto.
In generale, ogni azienda ha una propria storia e se il prezzo, rappresentato dalla capitalizzazione, è basso c’è certamente una spiegazione.
Quindi non bisogna investire in queste azioni? Assolutamente sì, bisogna investire nella maggior parte di queste azioni, perché sono a sconto in questo momento, e come dice Warren Buffett:
Chi non scambierebbe monete da 80 centesimi con una banconota da 1 dollaro?
Warren Baffett sul valore delle azioni
Attenzione però, perché dobbiamo essere certi di prendere in cambio banconote da 1 dollaro che siano vere, altrimenti avremmo perso solo gli 80 centesimi.
Quindi bisogna assolutamente acquistare queste azioni, ma analizzando il perché si trovano in queste condizioni. Quindi attenzione a tutti gli altri parametri dell’analisi fondamentale.
Si tratta di nomi molto spesso conosciuti, quindi iniziamo ad abbandonare la tematica principale di questo filone, alcune di queste azioni sono già negli indici di Borsa Italiana, nel FTSE MIB e nelle Mid Cap e spesso sono aziende conosciute dal grandissimo pubblico.
Eccole quindi elencate:
Azione
Ticker
Settore
Market Cap
Aeffe
AEF
Ciclici
101,99
Risanamento
RN
Servizi
102,11
B & C Speakers
BEC
Ciclici
106,48
Expert System
EXSY
Tecnologia
107,69
Mittel
MIT
Finanziari
109,01
Ratti
RAT
Ciclici
109,4
GPI SpA
GPI
Tecnologia
111,37
d’Amico International Shipping
DIS
Energia
114,67
Orsero
ORS
Non ciclici
116,7
Equita Group
EQUI
Finanziari
117,5
Abitare In
ABT
Servizi
118,01
Indel B
INDB
Beni strumentali
118,59
Somec
SOM
Beni strumentali
118,68
Carraro
CARR
Ciclici
121,33
SIT SpA
SIT
Tecnologia
122,04
Tecnologia Avanzata dei Sistemi
TAS
Tecnologia
124,89
LABOMAR
LBM
Salute
128,46
Italian Wine Brands
IWB
Non ciclici
132,87
Immsi
IMS
Ciclici
133,66
Techedge
EDGE
Tecnologia
138,17
Sogefi
SO
Ciclici
138,86
Rosetti Marino
YRM
Energia
140,8
Banca Sistema
BST
Finanziari
141,38
Valsoia
VLS
Non ciclici
143,12
Banca Profilo
PRO
Finanziari
145,09
Prima Industrie
PRI
Beni strumentali
146,98
Intred
ITD
Servizi
150,26
Intek Group
IKG
Materiali di base
151,32
Seri Industrial
SERI
Tecnologia
151,82
Eurotech
ETH
Tecnologia
152,72
Sabaf
SAB
Materiali di base
157,43
Emak
EM
Beni strumentali
162,3
Cairo Communication
CAI
Servizi
167,21
Geox
GEO
Ciclici
171,34
Elica
ELC
Ciclici
172,24
Piteco
PITE
Tecnologia
172,37
Tiscali
TIS
Servizi
174,36
Aquafil
ECNL
Materiali di base
174,72
Massimo Zanetti Beverage Group
MZB
Non ciclici
176,3
Be Shaping the Future
BEST
Tecnologia
177,26
NB Aurora
NBA
Finanziari
181,82
Trevi Finanziaria Industriale
TFI
Beni strumentali
184,04
Safilo Group
SFL
Ciclici
186,1
IVS group
IVS
Servizi
197,88
Fiera Milano
FM
Servizi
200,65
Fine Foods & Pharmaceuticals
FF
Salute
208,92
COIMA RES
CRES
Servizi
211,58
AS Roma
ASR
Servizi
217,91
Newlat Food
NWL
Non ciclici
217,92
Basic Net
BAN
Servizi
218,36
Comer Industries
COM
Beni strumentali
220,42
SICIT Group
SICT
Materiali di base
221,11
Ferrovie Nord Milano
FNM
Trasporti
238,33
OVS SpA
OVS
Ciclici
238,35
Piovan
PVN
Beni strumentali
252,46
Unieuro
UNIR
Servizi
254,8
Digital Bros
DIB
Tecnologia
254,98
Toscana Aeroporti
TYA
Trasporti
261,5
Thespac
FUM
Finanziari
264,84
Pharmanutra
PHN
Salute
271,07
DeA Capital
DEA
Finanziari
293,27
Avio
AVIO
Beni strumentali
296,28
Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna
ADB
Trasporti
297,68
Rizzoli Corriere della Sera Mediagroup
RCS
Servizi
302,68
Caltagirone
CALT
Beni strumentali
315,92
LU-VE
LUVE
Beni strumentali
317,95
Digital Value
DGV
Tecnologia
326,22
Cembre
CMB
Tecnologia
326,4
Banco di Desio e della Brianza
BDB
Finanziari
327,84
Reno De Medici
RM
Materiali di base
360,18
Immobiliare Grande Distribuzione SIIQ
IGD
Servizi
375,16
FILA Fabbrica Italiana Lapis ed Affini
FILA
Non ciclici
382,33
Retelit – Reti Telematiche Italiane
LIT
Servizi
382,74
Arnoldo Mondadori Editore
MN
Servizi
384,34
La Doria
LD
Non ciclici
396,18
Guala Closures
GCL
Materiali di base
397,12
Acsm Agam
ACS
Utility
406,53
Wiit
WIIT
Tecnologia
415,05
Garofalo Health Care
GHC
Salute
426,4
Alerion Clean Power
ARN
Utility
428,11
Esprinet
PRT
Tecnologia
428,87
Biesse
BSS
Beni strumentali
472,8
SAES Getters
SG
Tecnologia
482,71
Banca IFIS
IF
Finanziari
487,53
Salcef Group
SCF
Beni strumentali
488,41
El En
ELN
Salute
489,95
Astaldi
AST
Beni strumentali
496,65
Maire Tecnimont
MT
Beni strumentali
519,25
Sanlorenzo
SL
Ciclici
531,3
Saras
SRS
Energia
538,27
CIR SpA
CIR
Ciclici
551,75
Antares Vision
AV
Beni strumentali
592,91
illimity Bank
ILTY
Finanziari
607,31
BF SpA
BFG
Non ciclici
628,76
doValue
DOV
Finanziari
710,4
Banca Piccolo Credito Valtellinese
CVAL
Finanziari
754,67
Banca Farmafactoring
BFF
Finanziari
792,67
Datalogic
DAL
Tecnologia
794,87
Ascopiave
ASC
Utility
821,61
TOD’S
TOD
Ciclici
830,65
Societa Cattolica di Assicurazione
CASS
Finanziari
876,7
Tinexta
TNXT
Tecnologia
893,16
Danieli & C Officine Meccaniche
DAN
Beni strumentali
949,17
Piaggio & C
PIA
Ciclici
951,26
Banca Popolare di Sondrio
BPSO
Finanziari
967,53
Come si può notare dalla lista, sotto i 170 milioni di capitalizzazione ci sono veramente poche aziende conosciute dal grandissimo pubblico. A 171 milioni troviamo la prima vera azienda molto conosciuta, si tratta del produttore di scarpe GEOX. Da quel punto in poi le aziende popolari sin fanno via via sempre più comuni, fino ad arrivare a ridosso di 1 miliardo dove le aziende sconosciute sono veramente poche.