Azione: Commerzbank (ETR:CBK)

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Commerzbank

Commerzbank AG è un fornitore globale di servizi bancari e finanziari per clienti privati e aziende.

Fondata nel 1870 e con sede a Francoforte, è diventata la seconda banca più grande della Germania.

Oggi, Commerzbank vanta una rete mondiale di uffici e rappresentanze, distribuita in 50 paesi.

Le attività della banca sono suddivise in tre segmenti strategici:

  1. Clienti privati
  2. Direct Banking
  3. Gruppo Commerz Real

Commerzbank fornisce prestiti ipotecari, private banking, cambi, gestione patrimoniale e servizi di tesoreria.

Il titolo Commerzbank è quotato alla Borsa di Francoforte.

  • Azioni migliori e peggiori a una settimana dalla guerra

    Azioni migliori e peggiori a una settimana dalla guerra

    Giovedì scorso, 24 febbraio 2022, Vladimir Putin ha deciso di invadere l’Ucraina, aprendo una guerra di conquista come non si vedevano da decenni in Europa. Una guerra assurda, condannata pesantemente da gran parte del globo (ma non da tutti).

    Mercoledì scorso, quindi, abbiamo vissuto l’ultimo giorno da nazioni in pace, benché, come avevamo anche scritto, i venti di guerra si potevano già percepire.

    In una settimana molto è successo: Putin probabilmente pensava in una guerra lampo e invece è impantanato in Ucraina; l’Europa ha scoperto che la fiducia posta nella Russia negli ultimi 20 anni probabilmente era mal riposta; sono partite le sanzioni nei confronti della Russia e della Bielorussia e ci siamo resi conto che certamente queste fanno male agli aggressori, ma anche a chi infligge queste pene; la borsa russa è chiusa da tre giorni, per evitare il degrado dell’economia russa, ma non è bastato poiché il rublo è crollato e l’inflazione prevista per la nazione dell’ex Unione Sovietica è alle stelle, a tal punto che la Banca Centrale russa ha portato il tasso di interesse al 20%.

    Come si sono comportate le azioni durante la guerra

    Ma tutto ciò è un riecheggiare di qualcosa che possiamo ancora percepire come lontano; benché ci sia una guerra alle porte dell’Europa, se il conflitto rimanesse circoscritto, in Europa dovremo solo comprendere come muoverci in futuro.

    Invece quello che è molto più vicino sono i movimenti dei titoli azionari sui nostri mercati. Andiamo quindi a vedere, una per una, quali sono stati i migliori e i peggiori titoli azionari dall’inizio della guerra, e quindi a una settimana dall’ultimo giorno di pace.

    Le peggiori azioni a Piazza Affari durante la Guerra in Ucraina

    Partiamo da casa nostra, quindi dal FTSE MIB e dalle azioni a media capitalizzazione, e guardiamo quelle che sono state le peggiori azioni durante la guerra.

    Azione% 1 settimana% inizio anno
    Maire Tecnimont (BIT:MT)-26,2%-31,9%
    Unicredit (BIT:UCG)-24,7%-21,8%
    Banco BPM (BIT:BAMI)-17,7%+8,9%
    BPER Banca (BIT:BPE)-17,7%-8,9%
    Banca Popolare di Sondrio (BIT:BPSO)-17,4%-10%
    Intesa Sanpaolo (BIT:ISP)-14,2%+0,86%
    Iveco (BIT:IVG)-14,1%
    Buzzi Unicem (BIT:BZU)-13,6%-14,6%
    Telecom Italia (BIT:TIT)-13,3%-20,8%
    Mediobanca (BIT:MB)-12,8%-15%
    Pirelli (BIT:PIRC)-11,9%-19,1%
    Banca IFIS (BIT:IF)-11,7%+4,5%
    DoValue (BIT:DOV)-10,6%-13,6%
    BFF Bank (BIT:BFF)-10,3%-9%
    Banca Mediolanum (BIT:BMED)-10,3%-15,2%
    Le azioni di Piazza Affari peggiori a causa della Guerra in Ucraina

    Come possiamo vedere dalla lista, Maire Tecnimont è stata l’azienda più colpita, anche perché puntava alla Russia come mercato per l’espansione.

    A seguito del gruppo ingegneristico troviamo ben 5 banche, settore molto colpito a causa del blocco delle transazioni con Swift e poiché gli istituti di credito avevano molti interessi in Russia.

    Le migliori azioni a Piazza Affari nonostante la guerra

    Possiamo dire nonostante la guerra oppure, in qualche singolo caso, grazie alla guerra. Perché, ovviamente, all’interno di una crisi ci sarà sempre qualcuno che riuscirà a guadagnarci (e lo diciamo senza pregiudizi, è giusto così).

    Ecco quindi la lista delle azioni che hanno guadagnato valore durante la settimana di guerra.

    Azione% a 1 settimana% da inizio anno
    Leonardo (BIT:LDO)+24,7%+27%
    ERG (BIT:ERG)+18,7%-0,6%
    Alerion Clean Power (BIT:ARN)+17,5%+3,2%
    Fincantieri (BIT:FCT)+16,5%+4,8%
    Terna (BIT:TRN)+9,6%+3,2%
    Le migliori azioni a Piazza Affari durante la prima settimana di guerra

    Eccole quindi le aziende che, durante la prima settimana di guerra, hanno guadagnato di più a Piazza Affari.

    Potremmo dividere le aziende in due blocchi distinti: da un lato le azioni che hanno nel loro core business la difesa, ciò perché le nazioni stanno rivedendo le spese militari e quindi danno un’accelerata ai business di queste aziende; dall’altro lato la transizione energetica, infatti con il rischio di blocco del gas russo è fondamentale affrancarsi il prima possibile e, per farlo, l’unico modo è quello di investire su fonti di energia che siano il futuro, quindi l’energia green e, a tal proposito, vengono premiate le aziende più attive su questo tema nei mesi scorsi.

    Le peggiori azioni in Europa durante la guerra in Ucraina

    Allarghiamo quindi l’orizzonte e andiamo a guardare cosa sta succedendo nell’intera Europa. Vediamo quindi quelle che sono state le peggiori azioni nel Vecchio Continente durante questa prima settimana di guerra.

    Per evitare i Penny Stock abbiamo messo un limite alla capitalizzazione delle aziende, che devono valere almeno 1 miliardo.

    Azione% a 1 settimanaNazione
    Polymetal International
    (LON:POLY)
    -67%Cipro
    EVRAZ
    (LON:EVR)
    -63%UK
    Ferrexpo
    (LON:FXPO)
    -41%Svizzera
    Nokian Tyres
    (HEL:TYRES)
    -31%Finlandia
    Technip Energies
    (EPA:TE)
    -29%Francia
    Commerzbank
    (ETR:CBK)
    -25%Germania
    Uniper
    (FRA:UN01)
    -24,8%Germania
    Wizz Air Holdings
    (LON:WIZZ)
    -24,4%Svizzera
    Casino Guichard Perrachon
    (EPA:CO)
    -24,3%Francia
    ING Groep
    (AMS:INGA)
    -24,2%Olanda
    Mondi
    (LON:MNDI)
    -22,7%UK
    Valeo
    (EPA:FR)
    -22,2%Francia
    Rolls-Royce Holdings
    (LON:RR)
    -22%UK
    Deutsche Bank
    (ETR:DBK)
    -21,2%Germania
    Fortum
    (HEL:FORTUM)
    -20,8%Finlandia
    BNP Paribas
    (EPA:BNP)
    -19,3%Francia
    Société Générale
    (EPA:GLE)
    -19,2%Francia
    Montana Aerospace
    (SWX:AERO)
    -19,2%Svizzera
    Unicaja Banco
    (BME:UNI)
    -18,2%Spagna
    Renault
    (EPA:RNO)
    -18,2%Francia
    Le azioni peggiori in Europa durante la guerra

    Eccole elencate, le 20 azioni che hanno perso di più in Europa durante la prima settimana di guerra. Ci sono alcune aziende che semplicemente esportano in Russia, altre che hanno delle fabbriche e alcune che sono talmente permeate con la nazione dell’ex Unione Sovietica che si può dire quasi siano russe.

    Per esempio, per la prima della lista (Polymetal International), se andiamo a leggere il profilo dell’azienda, troviamo:

    gruppo minerario di metalli preziosi con sede a Cipro. Il gruppo ha un portafoglio di nove miniere di oro e argento in produzione e 3 progetti di sviluppo in Russia e Kazakistan

    Descrizione di Polymetal International

    Forse ancora peggio va a Ferrexpo, per la quale leggiamo nel profilo aziendale:

    Gestisce circa due miniere e un impianto di lavorazione vicino a Kremenchug in Ucraina, oltre ad avere interessi in un porto a Odessa.

    Descrizione di Ferrexpo

    Quindi, in questo caso, non colpiscono le sanzioni russe, ma direttamente la guerra, operando direttamente in Ucraina, nonostante sia un’azienda svizzera.

    Le aziende europee che hanno guadagnato durante la guerra in Ucraina

    Dall’altro lato della medaglia, sempre mantenendo il limite della capitalizzazione a 1 miliardo, ecco quali sono le aziende che hanno visto il loro valore di borsa allargarsi durante la prima settimana di scontri.

    Azione% a 1 settimanaNazione
    Hensoldt
    (FRA:HAG)
    +113%Germania
    Rheinmetall
    (ETR:RHM)
    +42%Germania
    Oxford Instruments
    (LON:OXIG)
    +38%UK
    Secunet Security Networks
    (FRA:YSN)
    +36%Germania
    ITM Power
    (LON:ITM)
    +36%UK
    Vestas Wind Systems
    (CPH:VWS)
    +32%Danimarca
    Nordex
    (ETR:NDX1)
    +29%Germania
    Siemens Gamesa Renewable Energy
    (BME:SGRE)
    +28%Spagna
    Solaria Energia y Medio Ambiente
    (BME:SLR)
    +27%Spagna
    SMA Solar Technology
    (ETR:S92)
    +26%Germania
    BAE Systems
    (LON:BA)
    +26%UK
    Vallourec
    (EPA:VK)
    +25%Francia
    Voltalia
    (EPA:VLTSA)
    +24%Francia
    Thales
    (EPA:HO)
    +23,9%Francia
    Orsted – Dong Energy
    (CPH:ORSTED)
    +23,3%Danimarca
    Neoen
    (EPA:NEOEN)
    +22%Francia
    Ceres Power Holdings
    (LON:CWR)
    +21,6%UK
    Bobst Group
    (SWX:BOBNN)
    +21,6%Svizzera
    EDP Renovaveis
    (BME:EDPR)
    +21,3%Spagna
    Chemring Group
    (LON:CHG)
    +21,1%UK
    Migliori azioni in Europa durante la prima settimana di guerra

    Anche qui, come successo in Italia, possiamo vedere molta presenza di azioni legate alla difesa delle nazioni, come per esempio la britannica BAE Systems, oppure la francese Thales. Dall’altro lato della medaglia, vediamo anche qui la tendenza a investire nel mercato delle energie rinnovabili, con molte aziende spagnole nella lista, oltre a ITM Power, impegnato nell’industria dell’idrogeno, che sta diventando sempre più un colosso.

    Caso emblematico per la prima della lista, che ha visto, in una settimana, più che raddoppiare il proprio valore, si tratta di Hensoldt e questo il suo profilo:

    Produttore con sede in Germania di sistemi e strumenti di ricerca, rilevamento, navigazione, guida, aeronautici e nautici. La società inoltre, direttamente o indirettamente, acquisisce, detiene, vende e gestisce partecipazioni in società coinvolte nello sviluppo, nella produzione, nel funzionamento e nella vendita di sistemi di ingegneria elettrica, prodotti optronici e soluzioni software per scopi militari e non

    Descrizione di Hensoldt

    Le peggiori azioni sul mercato americano durante la guerra in Ucraina

    Facciamo quindi il salto dell’oceano e andiamo a guardare quali sono state le azioni a stelle e strisce più colpite dalla guerra in Ucraina che, per quanto lontana dalle coste americane, comunque ha avuto delle ripercussioni anche nella nazione guidata da Biden, quantomeno per le tendenze sul lungo periodo.

    Essendo le capitalizzazioni del mercato azionario americano tipicamente più grandi, per evitare piccole aziende abbiamo allargato il limite a 5 miliardi di dollari per poter essere considerate.

    Azione% a 1 settimana
    EPAM Systems (NYSE:EPAM)-53%
    Viatris – Mylan (NASDAQ:VTRS)-25%
    Booking Holdings (NASDAQ:BKNG)-17%
    United Therapeutics Corp (NASDAQ:UTHR)-15,4%
    Biohaven Pharmaceutical (NYSE:BHVN)-15%
    Azioni peggiori in America durante la prima settimana di guerra in Ucraina

    La lista è molto corta poiché le azioni successive hanno una perdita tale che è considerabile “mercato” e non effetti esterni. Come vediamo sono poche le aziende impattate e non tutte potrebbero avere subito a causa della guerra.

    Le azioni migliori in America durante la guerra in Ucraina

    Andiamo a questo punto a vedere quali sono le aziende che hanno visto aumentare il loro valore di mercato durante la guerra tra Russia e Ucraina.

    Azione% a 1 settimana
    CarGurus (NASDAQ:CARG)+41%
    DraftKings (NASDAQ:DKNG)+37%
    Block – Square (NYSE:SQ)+30%
    First Horizon (NYSE:FHN)+29,7%
    New Fortress Energy (NASDAQ:NFE)+24,1%
    Roku (NASDAQ:ROKU)+24%
    GlobalFoundries (NASDAQ:GFS)+22,2%
    Azioni migliori a Wall Street durante la prima settimana di guerra in Ucraina

    Anche qui osserviamo nella lista delle aziende che, probabilmente, con la guerra c’entrano solo in minima parte. Per esempio, la prima della lista, CarGurus, è un rivenditore online di autovetture e potrebbe aver beneficiato più dell’annuncio di Stellantis, che prevede di vendere un terzo delle vetture online entro il 2030, che degli effetti della guerra in Ucraina.

    Conclusione

    In conclusione abbiamo osservato come i mercati europei sono stati realmente impattati dalla guerra tra Ucraina e Russia. I settori che stanno pagando più dazio sono quelli finanziari, a causa dell’incertezza sugli effetti delle sanzioni comminate alla Russia, e quelli che lavorano con i minerali provenienti da Russia e Ucraina.

    I settori che ne hanno beneficiato sono quelli legati alle spese militari e alle energie rinnovabili, poiché la transizione ecologica, con la guerra in atto, verrà certamente accelerata.

    In America gli effetti dello scontro bellico sono arrivati solo in minima parte e le aziende che stanno andando meglio/peggio in questa settimana sono legati, per lo più, ad altri fattori non strettamente connessi con la battaglia sul suolo europeo.

  • Le banche più solide d’Europa (fonte Cet1)

    Le banche più solide d’Europa (fonte Cet1)

    Tempo fa abbiamo stilato la classifica delle banche europee più grandi, cioè quelle che superano almeno un miliardo di capitalizzazione.

    Grande però non sempre significa sicuro e per calcolare la stabilità di una banca esiste un parametro specifico: Common Equity Tier 1.

    Si tratta di un parametro (ne abbiamo già parlato) che tutti gli istituti di credito segnalano nel loro bilancio ed è richiesto dalla Banca Centrale Europea poiché, la stessa istituzione comunitaria, periodicamente fissa degli obiettivi per ognuna delle banche interessate.

    La BCE sottopone gli istituti di credito agli Srep Test (Supervisor Review and Evaluation Process), cioè delle prove che rivelano la resa delle banche in situazioni di stress finanziario ed economico e sulla base dei risultati di questi Srep test la BCE fissa degli obiettivi da raggiungere, con un floor minimo dell’8% per ogni istituto.

    Quindi, partendo dal Cet1, vediamo quali sono le grandi banche più solide d’Europa allo stato attuale.

    BancaCET1
    Danske Bank17,60
    ABN AMRO Bank NV17,30
    Natwest Group17,20
    HSBC HoLdings15,00
    ING Groep14,96
    Intesa Sanpaolo14,62
    Lloyds Banking Group14,60
    UniCredit14,54
    Standard Chartered14,30
    Barclays14,20
    Commerzbank13,40
    UBS Group13,32
    Deutsche Bank13,30
    Socièté Gènérale12,50
    Credit Suisse Group12,50
    BNP Paribas12,40
    Caixa Bank12,29
    Credit Agricole12,00
    Banco Santander11,84
    Banco Bilbao Vizcaya Argentaria11,63
    Grandi banche europee con CET 1 solido

    Come si può facilmente notare la lista delle 20 banche europee è composta da nomi veramente grandi della finanza ed è una selezione realizzata da S&P Global.

    Sono due le italiane in classifica, Intesa Sanpaolo e Unicredit, che hanno ottimi livelli di CET1, quindi molto solide.

    CET1 delle banche italiane

    Se allarghiamo leggermente l’orizzonte alle banche di tutte le dimensioni (o lo restringiamo alla sola Italia), notiamo facilmente che nel Bel Paese ci sono degli istituti di credito molto più virtuosi rispetto alle due citate in precedenza.

    BancaCET1
    Gruppo Banca Finnat31,61
    Banco di Sardegna31,58
    Fineco Bank22,14
    Mediolanum21,90
    Creval15,50
    Banca Sella14,81
    Banca Generali14,61
    Mediobanca14,10
    Credem13,50
    BPER13,23
    Gruppo Bando Desio12,97
    Monte dei Paschi di Siena12,60
    Gruppo Banco BPM12,06
    Le banche italiane più sicure

  • MSCI Europa, l’indice europeo poco conosciuto

    MSCI Europa, l’indice europeo poco conosciuto

    Ben più noto l’indice EuroStoxx 50 ma non è l’unico strumento per fare un paniere delle azioni del vecchio continente. Una valida alternativa è l’indice MSCI Europa.

    Cosa è l’MSCI Europa

    Si tratta di un paniere di titoli azionari gestito dall’omonima società MSCI (Morgan Stanley Capital International) che include tutte le migliori azioni del vecchio continente.

    Si tratta di una raccolta dei 15 mercati azionari più grandi in Europa e copre un complessivo 85% della capitalizzazione di ognuno di questi mercati.

    Ciò è possibile perché, per ognuno dei 15 mercati, nel paniere finiscono le azioni a più larga capitalizzazione.

    Composizione dell’indice MSCI Europa

    Come già detto sono 15 i mercati che “prestano” i titoli per la composizione di questo indice, si tratta dei mercati di:

    1. Austria
    2. Belgio
    3. Danimarca
    4. Finlandia
    5. Francia
    6. Germania
    7. Irlanda
    8. Italia
    9. Olanda
    10. Norvegia
    11. Portogallo
    12. Spagna
    13. Svezia
    14. Svizzera
    15. Regno Unito

    Ovviamente quando si parla di titoli azionari il Regno Unito fa da padrone e compone circa un quarto dell’intero indice, seguito da Francia, Germania e Svizzera.

    Il paniere ha un consistente numero di azioni, tipicamente si sfiorano i 500 titoli differenti. Nel momento in cui scriviamo, per esempio, contiamo 424 azioni differenti all’interno del paniere.

    Titoli azionari all’interno dell’indice MSCI Europa

    TitoloNazionePeso nel paniere
    NESTLECH4,17%
    ROCHE HOLDING PARCH3,07%
    NOVARTISCH2,34%
    SAPDE1,90%
    ASML HOLDINGNL1,79%
    ASTRAZENECAGB1,71%
    LVMHFR1,53%
    NOVO NORDISKDK1,40%
    SANOFIFR1,35%
    SIEMENSDE1,19%
    GLAXOSMITHKLINEGB1,13%
    TOTALFR1,02%
    UNILEVERNL1,01%
    ALLIANZDE0,98%
    L’OREALFR0,95%
    BRITISH AMERICAN TOBACCOGB0,91%
    AIR LIQUIDEFR0,89%
    HSBC HOLDINGSGB0,89%
    DIAGEOGB0,88%
    IBERDROLAES0,86%
    ENELIT0,82%
    RIO TINTOGB0,82%
    RECKITT BENCKISER GROUPGB0,79%
    SCHNEIDER ELECTRIC SEFR0,78%
    BAYERDE0,74%
    BPGB0,72%
    ADIDASDE0,72%
    DEUTSCHE TELEKOMDE0,67%
    BASFDE0,65%
    ZURICH INSURANCE GROUPCH0,64%
    ROYAL DUTCH SHELL CL AGB0,62%
    KERINGFR0,61%
    LONZA GROUPCH0,55%
    ABB LTDCH0,55%
    BHP GROUP ORD SHSGB0,55%
    AIRBUSNL0,52%
    VINCIFR0,52%
    DEUTSCHE POSTDE0,52%
    DAIMLERDE0,52%
    PROSUSNL0,51%
    BNP PARIBAS ACT.AFR0,51%
    RELXGB0,50%
    PHILIPSNL0,49%
    AB INBEVBE0,49%
    UBS GROUPCH0,49%
    GIVAUDANCH0,48%
    DANONEFR0,48%
    NATIONAL GRIDGB0,44%
    MUENCHENER RUECKVERDE0,43%
    PRUDENTIALGB0,43%
    AXAFR0,43%
    ESSILORLUXOTTICAFR0,43%
    VODAFONE GROUPGB0,42%
    LONDON STOCK EXCHANGE GROUPGB0,42%
    VONOVIADE0,42%
    RICHEMONTCH0,41%
    EXPERIANGB0,41%
    PERNOD RICARDFR0,40%
    INFINEON TECHNOLOGIESDE0,40%
    SIKACH0,40%
    SAFRANFR0,40%
    AHOLD DELNL0,39%
    DEUTSCHE BOERSEDE0,39%
    ADYENNL0,38%
    DSV PANALPINADK0,38%
    INTESA SANPAOLOIT0,38%
    ERICSSONSE0,37%
    INDITEXES0,37%
    ATLAS COPCOSE0,37%
    BANCO SANTANDERES0,37%
    VESTAS WIND SYSTEMSDK0,35%
    ANGLO AMERICANGB0,35%
    VOLKSWAGENDE0,34%
    INVESTORSE0,34%
    KONEFI0,34%
    TESCOGB0,33%
    ALCONCH0,33%
    VOLVOSE0,33%
    CRHIE0,33%
    COMPASS GROUPGB0,33%
    DSM KONNL0,32%
    ING GROEPNL0,32%
    HERMES INTERNATIONALFR0,32%
    ORSTED DONG EnergyDK0,30%
    GENMABDK0,30%
    AMADEUS IT GROUPES0,30%
    E.ONDE0,29%
    DASSAULT SYSTEMFR0,29%
    CREDIT SUISSE GROUP AGCH0,29%
    ENGIEFR0,29%
    NORDEA BANKFI0,28%
    LAFARGEHOLCIM LTDCH0,28%
    NESTEFI0,28%
    ASSA ABLOYSE0,28%
    BMWDE0,28%
    FLUTTER ENTERTAINMENTIE0,28%
    WOLTERS KLUWERNL0,27%
    HEINEKENNL0,27%
    FERRARINL0,27%
    RWEDE0,27%
    VIVENDIFR0,27%
    SANDVIKSE0,27%
    SWISS RE AGCH0,26%
    NOKIAFI0,26%
    GLENCOREJE0,26%
    LLOYDS BANKING GROUPGB0,26%
    CAPGEMINIFR0,25%
    ORANGEFR0,25%
    SAINT GOBAINFR0,25%
    GEBERITCH0,25%
    KERRY GROUPIE0,25%
    LEGRANDFR0,25%
    ENIIT0,25%
    ESSITY AKTIEBOLAG (PUBL)SE0,24%
    BAE SYSTEMSGB0,24%
    FERGUSONJE0,24%
    BARCLAYSGB0,24%
    HEXAGONSE0,24%
    CELLNEX TELECOMES0,23%
    STMICROELECTRONICSNL0,22%
    MERCKDE0,22%
    SAMPOFI0,22%
    AKZO NOBELNL0,22%
    FRESENIUSDE0,22%
    COLOPLASTDK0,22%
    HENKEL& KGAADE0,22%
    MICHELINFR0,21%
    SYMRISEDE0,21%
    UNICREDITIT0,21%
    TELEPERFORMANCEFR0,21%
    FRESENIUS MEDICAL CAREDE0,21%
    DEUTSCHE WOHNENDE0,20%
    TELEFONICAES0,20%
    PARTNERS GROUP HOLDINGCH0,20%
    BANCO BILBAO VIZCAYA ARGENTARIAES0,20%
    OCADO GROUPGB0,19%
    UPM-KYMMENEFI0,19%
    IMPERIAL BRANDSGB0,19%
    SMITH AND NEPHEWGB0,19%
    DEUTSCHE BANKDE0,19%
    SGSCH0,19%
    ASHTEAD GROUPGB0,19%
    SSEGB0,19%
    ASSICURAZIONI GENERALIIT0,18%
    EQUINORNO0,18%
    UCBBE0,17%
    SEGRO REITGB0,17%
    SKANDINAVISKA ENSKILDA BANKENSE0,17%
    AVIVAGB0,17%
    SARTORIUSDE0,17%
    SWISSCOMCH0,17%
    SWEDBANKSE0,17%
    LEGAL AND GENERAL GROUPGB0,16%
    JUST EAT TAKEAWAYNL0,16%
    EDPPT0,16%
    DELIVERY HERODE0,16%
    CARLSBERGDK0,16%
    HENNES & MAURITZSE0,16%
    ZALANDODE0,16%
    NOVOZYMESDK0,16%
    KINGSPAN GROUPIE0,16%
    SVENSKA HANDELSBANKENSE0,16%
    DNBNO0,15%
    INTERTEK GROUPGB0,15%
    SWEDISH MATCHSE0,15%
    KBCBE0,15%
    FIAT CHRYSLER AUTOMOBILESNL0,15%
    RENTOKIL INITIALGB0,15%
    SONOVA HOLDINGCH0,15%
    SWISS LIFE HLDGCH0,15%
    FERROVIALES0,15%
    WORLDLINEFR0,14%
    LOGITECHCH0,14%
    BT GROUPGB0,14%
    SIEMENS HEALTHINEERSDE0,14%
    CHRISTIAN HANSEN HOLDINGDK0,14%
    3I GROUPGB0,14%
    STANDARD CHARTEREDGB0,14%
    VEOLIA ENVIRONNEMENT VEFR0,14%
    EDENREDFR0,14%
    TELENORNO0,14%
    QIAGENNL0,13%
    SOCIETE GENERALEFR0,13%
    BEIERSDORFDE0,13%
    SCHINDLER P PARCH0,13%
    CONTINENTALDE0,13%
    HALMAGB0,13%
    NN GROUPNL0,13%
    ARGENXNL0,13%
    REPSOLES0,13%
    BUNZLGB0,12%
    CREDIT AGRICOLEFR0,12%
    KUEHNE & NAGELCH0,12%
    PEUGEOTFR0,12%
    EUROFINSFR0,12%
    GBLBE0,12%
    STRAUMANN HOLDINGCH0,12%
    CRODA INTERNATIONALGB0,12%
    ALSTOMFR0,12%
    NEXTGB0,12%
    LEG IMMOBILIENDE0,12%
    SNAMIT0,12%
    SPIRAX-SARCO ENGINEERINGGB0,12%
    SAGE GROUPGB0,12%
    INGENICO GROUPFR0,12%
    BRENNTAGDE0,12%
    TERNA RETE ELETTRICA NAZIONALEIT0,11%
    GN STORE NORDDK0,11%
    TELIA COMPANYSE0,11%
    CARREFOURFR0,11%
    PERSIMMONGB0,11%
    A P MOLLER MAERSKDK0,11%
    MONDIGB0,11%
    SCOUT24DE0,11%
    JULIUS BAERCH0,11%
    SARTORIUS STEDIM BIOTECHFR0,11%
    EPIROCSE0,11%
    TEMENOSCH0,11%
    CHOCOLADEF. LINDT & SPRUENGLI PARCH0,11%
    STORA ENSOFI0,11%
    HANNOVER RUECKDE0,11%
    UMICOREBE0,11%
    AENA SMEES0,11%
    KINNEVIKSE0,11%
    DANSKE BANKDK0,11%
    COVESTRO AGDE0,11%
    ARCELORMITTALLU0,11%
    FORTUMFI0,11%
    MTU AERO ENGINES HOLDINGDE0,10%
    WPPJE0,10%
    PORSCHE AUTOMOBIL HOLDING PRFDE0,10%
    INTERCONTINENTAL HOTELS GROUPGB0,10%
    HEIDELBERGCEMENTDE0,10%
    KPN KONNL0,10%
    KNORR BREMSEDE0,10%
    SMURFIT KAPPA GROUPIE0,10%
    ENDESAES0,10%
    ASSOCIATED BRITISH FOODSGB0,10%
    GRIFOLSES0,10%
    ELISAFI0,10%
    BOLIDENSE0,10%
    CAIXABANKES0,10%
    SVENSKA CELLULOSA AKTIEBOLAGETSE0,10%
    EVOLUTION GAMING GROUPSE0,10%
    ADECCOCH0,10%
    FINECO BANKIT0,10%
    RED ELECTRICA CORPORACIONES0,10%
    ATOSFR0,09%
    BOUYGUESFR0,09%
    MONCLERIT0,09%
    MOWINO0,09%
    SKFSE0,09%
    THALESFR0,09%
    DCCIE0,09%
    UBISOFT ENTERTAINFR0,09%
    BURBERRY GROUPGB0,09%
    NIBE INDUSTRIERSE0,09%
    ATLANTIAIT0,09%
    ARKEMAFR0,09%
    CNH INDUSTRIALNL0,09%
    EMS-CHEMIE HOLDINGCH0,09%
    NEXIIT0,09%
    AGEASBE0,09%
    UNITED UTILITIES GROUPGB0,09%
    SEVERN TRENTGB0,09%
    PANDORADK0,09%
    ORKLANO0,09%
    ALFA LAVALSE0,08%
    PUMADE0,08%
    KINGFISHERGB0,08%
    EIFFAGEFR0,08%
    BALOISECH0,08%
    INFORMAGB0,08%
    SWISS PRIME SITECH0,08%
    SKANSKASE0,08%
    SMITHS GROUPGB0,08%
    TELE2SE0,08%
    VALEOFR0,08%
    PRYSMIANIT0,08%
    BUREAU VERITASFR0,08%
    MELROSE INDUSTRIESGB0,08%
    AUTO TRADER GROUPGB0,08%
    ADMIRAL GROUPGB0,08%
    HARGREAVES LANSDOWNGB0,08%
    BERKELEY GROUP HOLDINGS THEGB0,08%
    PUBLICIS GROUPEFR0,08%
    SWATCH GROUP ICH0,08%
    VIFOR PHARMACH0,08%
    BARRY CALLEBAUTCH0,08%
    YARA INTERNATIONALNO0,08%
    SOLVAYBE0,08%
    TEAMVIEWERDE0,08%
    ST.JAMES’S PLACEGB0,08%
    STANDARD LIFE ABERDEENGB0,07%
    BIOMERIEUXFR0,07%
    GVC HOLDINGSIM0,07%
    SODEXOFR0,07%
    UNIPERDE0,07%
    DAVIDE CAMPARI MILANONL0,07%
    RSA INSURANCE GROUPGB0,07%
    SIEMENS GAMESA RENEWABLE ENERGYES0,07%
    EDFFR0,07%
    RANDSTADNL0,07%
    ERSTE GROUP BANKAT0,07%
    SUEZFR0,07%
    EXORNL0,07%
    GETLINKFR0,07%
    GALAPAGOSBE0,07%
    ORPEAFR0,07%
    NATURGY ENERGYES0,07%
    JOHNSON MATTHEYGB0,07%
    BARRATT DEVELOPMENTSGB0,07%
    NATWEST GROUPGB0,07%
    AROUNDTOWNLU0,07%
    GECINAFR0,07%
    HIKMA PHARMACEUTICALSGB0,07%
    ACS ACTIVIDADES DE CONSTRUCCIONES0,07%
    ENAGASES0,07%
    KION GROUPDE0,07%
    EVONIK INDUSTRIESDE0,06%
    MORRISONWM.SUPERMARKETSGB0,06%
    RECORDATI INDUSTRIA CHIM. FARMA.IT0,06%
    WHITBREADGB0,06%
    SCHINDLER HOLDINGCH0,06%
    EPIROCSE0,06%
    ANTOFAGASTAGB0,06%
    GEA GROUPDE0,06%
    DIRECT LINE INSURANCE GROUPGB0,06%
    ICA GRUPPENSE0,06%
    ACCORFR0,06%
    DIASORINIT0,06%
    COMMERZBANKDE0,06%
    GALP ENERGIA-NOMPT0,06%
    UNIBAIL RODAMCO WE STAPLED UNTFR0,06%
    M&GGB0,06%
    MEDIOBANCA BANCA DI CREDITOIT0,06%
    ELECTROLUXSE0,06%
    LANXESSDE0,06%
    ORIONFI0,06%
    SECURITASSE0,06%
    RENAULTFR0,06%
    TAYLOR WIMPEYGB0,06%
    PEARSONGB0,06%
    CARL ZEISS MEDITECDE0,06%
    LAND SECURITIES GROUP REITGB0,05%
    POSTE ITALIANEIT0,05%
    SAINSBURYJGB0,05%
    HUSQVARNASE0,05%
    A P MOLLER MAERSKDK0,05%
    SCHRODERSGB0,05%
    AEGONNL0,05%
    OMVAT0,05%
    AMUNDIFR0,05%
    SOFINABE0,05%
    JD SPORTS FASHIONGB0,05%
    NEMETSCHEKDE0,05%
    AMBUDK0,05%
    EQTSE0,05%
    INDUSTRIVARDENSE0,05%
    J.MARTINS SGPSPT0,05%
    SCORFR0,05%
    VOPAKNL0,05%
    CLARIANTCH0,05%
    LUNDIN ENERGYSE0,05%
    IPSENFR0,05%
    ROLLS-ROYCE HOLDINGSGB0,05%
    REMY COINTREAUFR0,05%
    AVEVA GROUPGB0,05%
    GJENSIDIGE FORSIKRINGNO0,05%
    ADEVINTANO0,05%
    UNITED INTERNETDE0,05%
    NORSK HYDRONO0,04%
    BRITISH LAND REITGB0,04%
    LUNDBERGFORETAGENSE0,04%
    TRYGDK0,04%
    SCHIBSTEDNO0,04%
    SEBFR0,04%
    VERBUNDAT0,04%
    COLRUYT (D)BE0,04%
    COVIVIOFR0,04%
    ABN AMRO BANKNL0,04%
    WARTSILAFI0,04%
    LATOUR INVESTMENTSE0,04%
    TELECOM ITALIAIT0,04%
    FUCHS PETROLUB PRFDE0,04%
    AERCAP HOLDINGSNL0,04%
    BANKINTERES0,04%
    BOLLOREFR0,04%
    BANQUE CANTONALE VAUDOISECH0,04%
    DEMANTDK0,04%
    FDJFR0,04%
    ELIA GROUPBE0,04%
    FAURECIAFR0,04%
    ALTICE EUROPENL0,04%
    VOESTALPINEAT0,04%
    PROXIMUSBE0,03%
    AEROPORTS DE PARISFR0,03%
    ILIADFR0,03%
    TELEFONICA DEUTSCHLAND HOLDINGDE0,03%
    DEUTSCHE LUFTHANSADE0,03%
    SES FDRLU0,03%
    INWITIT0,03%
    KLEPIERRE REITFR0,03%
    LEONARDOIT0,03%
    WENDELFR0,03%
    TENARISLU0,03%
    THYSSENKRUPPDE0,03%
    RAIFFEISEN BANK INTERNATIONALAT0,03%
    SWATCH GROUPCH0,03%
    H.LUNDBECKDK0,03%
    ANDRITZAT0,03%
    NATIXISFR0,03%
    DASSAULT AVIATFR0,03%
    EVRAZGB0,03%
    EURAZEOFR0,02%
    CNP ASSURANCESFR0,02%
    HOCHTIEFDE0,02%
    METRODE0,02%
    PIRELLI & CIT0,02%
    MAPFREES0,02%
    FRAPORTDE0,02%
    TELENET GROUPBE0,02%
    ICADE REITFR0,02%
    JCDECAUXFR0,02%
    Componenti dell’MSCI Europa

    Confronto tra MSCI Europa ed EuroStoxx 50

    Vista la natura e la grandezza dell’indice MSCI Europa, possiamo tranquillamente affermare che è questo la vera cartina tornasole del mercato europeo, ben più dell’EuroStoxx.

    Infatti il paniere di 50 titoli ha al suo interno le più grandi aziende, senza fare reale distinzione tra mercati, succede così che mercati più piccoli, come possono essere quelli scandinavi o dell’Est Europa abbiano uno o nessun titolo dentro l’EuroStoxx 50.

    Inoltre abbiamo accennato alla grandezza dell’indice, infatti lo Stoxx 50 ha, appunto, 50 titoli, mentre l’MSCI ha all’interno oltre 400 titoli (424 a ottobre del 2020).

    Diverso invece il discorso per l’MSCI Europa che coprendo le aziende a più grande capitalizzazione di 15 mercati differenti ha all’interno varie aziende che sfuggono completamente all’indice di Stoxx (il quale si ferma 12).

    Inoltre MSCI Europa ha all’interno anche mercati che non fanno parte dello Stoxx perché non nella comunità europea (Svizzera e presto UK).

  • Risiko bancario tra MPS, BPM, BPER e Unicredit

    Risiko bancario tra MPS, BPM, BPER e Unicredit

    Sembra una di quelle storie d’amore dove lui vuole lei, ma lei vuole un altro, ne avevamo già parlato non molto tempo fa. Potremmo sintetizzare così i rumor che stanno uscendo su possibili M&A tra Unicredit, MPS e BPM.

    Andiamo però in ordine e cerchiamo di mettere chiarezza alle decine di notizie uscite negli ultimissimi giorni. Sottolineando che si tratta di rumor, quindi nessuna notizia ufficiale, iniziamo dall’azionista principale che ha la necessità di vendere: lo Stato.

    Monte dei Paschi di Siena è oramai una banca nazionale da un po’ di anni, infatti l’azionista di riferimento è il Ministero dell’Economia e Finanza (MEF) che possiede il 68,25%. Quota che lo Stato deve cedere entro fine del 2021, causa accordi presi con la commissione europea nel lontano 2017, quando il Tesoro ha dovuto farsi carico della banca senese che presentava dei conti veramente poco rosei.

    Ma anche se fine 2021 è ancora lontana come data, soprattutto alla luce della possibile richiesta di slittamento causa emergenza Covid, il MEF vorrebbe chiudere questa partita e consegnare nelle mani stabili di una grande banca le proprie quote.

    Merge tra Unicredit e Monte dei Paschi di Siena

    Proprio in questa direzione vanno i rumor pubblicati nel weekend da vari quotidiani, che parlano del Tesoro pronto a portare in dote circa 5 miliardi per chi deciderà di prendersi MPS.

    Lo stesso Ministero ha anche scelto la sposa ideale per la propria banca, ed è ovviamente Unicredit. Diciamo ovviamente perché è interesse dello Stato consegnare le quote di quella che fu la terza banca italiana, nelle mani più stabili possibili e, eliminata Intesa Sanpaolo, fresca acquisitrice di UBI e che quindi avrebbe problemi con l’antitrust nell’integrare MPS, rimane la seconda scelta, cioè quella Unicredit che negli ultimi anni ha visto crollare la propria capitalizzazione e che non avrebbe problemi particolari nell’acquisizione di una grande banca come MPS.

    5 miliardi di dote per la sposa di MPS

    I 5 miliardi messi sul piatto da parte dello Stato sono suddivisi attraverso un aumento di capitale di circa 2 miliardi e con bonus fiscali differiti per circa 3 miliardi.

    In particolare, i 2 miliardi servono per coprire i rischi dovuti alla causa, appena giunta in primo grado, che ha visto condannati gli ex amministratori delegati Alessandro Profumo e Fabrizio Viola. Causa dalla quale potrebbero scaturire richieste di risarcimento di cui MPS potrebbe farsi carico. Lo stesso Monte, vista la sentenza, ha deciso di portare la voce degli accantonamenti per rischi legali, da possibile a probabile.

    Coperti quindi i rischi legali e considerando il bonus fiscale, diventa quindi molto conveniente, per la banca che acquisirà MPS, portarsi in casa gli attivi di MPS. Ciò soprattutto considerando il badwill proveniente dalla differenza tra il Patrimonio netto e il prezzo di acquisto del Monte (stiamo parlando di circa 6 miliardi ad oggi), lo stesso strumento che ha permesso a Intesa di azzerare i costi di acquisizione di UBI.

    La reazione e i piani di Unicredit

    Da parte sua Unicredit continua ad affermare di non essere minimamente interessata a operazioni di M&A in Italia e all’estero. In particolare questo è un mantra del proprio Amministratore delegato, Jean Pierre Mustier, che più volte ha espresso la propria idea di crescita bancaria senza necessariamente far riferimento a operazioni di merge con altre banche.

    C’è però da dire che la stessa Unicredit, sempre secondo rumor, starebbe lavorando per staccare le proprie operazioni italiane da quelle estere. Nascerebbero quindi due Unicredit parallele, una italiana e una straniera, la quale verrebbe addirittura quotata sulla borsa di Francoforte. Questo parallelismo permetterebbe di portare a termine operazioni di sistema in Italia e anche potenzialmente all’estero.

    In Italia abbiamo già visto la questione MPS, mentre all’estero ci sono due voci parallele che vorrebbe aggregazioni transfrontalieri. Due voci che portano in Germania e in Francia.

    In terra teutonica si parla di un’acquisizione di Commerzbank, finita in pessime acque negli ultimi anni e spesso affiancata ad altri player tedeschi (in particolare a Deutsche Bank) e stranieri.

    Nell’oltralpe francese, invece, ci sono voci di merge tra Unicredit e BNP Paribas, ma solo dopo lo scorporo delle attività italiane.

    Appare evidente come nel caso di Commerzbank, che capitalizza solo 5 miliardi di euro, sarebbe Unicredit il predatore e la banca tedesca la preda; al contrario, nel caso di BNP Paribas, che capitalizza 38 miliardi, contro i 14 dell’intera Unicredit (Italia ed Estero), sarebbero i galletti a fare da predatore e gli italiani a fare da preda. Ma nel secondo caso potrebbe nascere un gruppo bancario da circa 50 miliardi di euro di capitalizzazione e con risparmi sistemici che potrebbero sfiorare i 2 miliardi annui, mentre l’acquisizione dei tedeschi non sposterebbe gli equilibri europei delle banche, ma darebbe solo un po’ di sostanza a Unicredit.

    Banco BPM è il terzo incomodo

    Però, come abbiamo detto in apertura di articolo, lo Stato vorrebbe Unicredit, per sposare MPS, ma da Gae Aulenti guardano verso un’altra preda, che è quel Banco BPM che ha un ottimo Badwill (circa 10 miliardi), che non presenta un nocciolo duro di azionisti (anche se presto questa situazione potrebbe cambiare ed è già in evoluzione), e ha le sedi in luoghi deboli per la stessa Unicredit.

    Infatti l’istituto guidato da Giuseppe Castagna registra una forte presenza al nord, in particolare in Lombardia e Veneto, mercati che, con l’esclusione di Milano, sono deboli per la banca di Gae Aulenti.

    Aggregazione tra BPER e BPM

    A gettare benzina sul fuoco, il 20 novembre 2020, ci pensa l’AD di Unipol, Carlo Cimbri, che parla di un’aggregazione tra BPER e BPM per la creazione del terzo polo bancario italiano.

    Definendo affascinante questa possibilità sottolinea come:

    verrebbe a consolidarsi il settore bancario con un gruppo da 300 miliardi di attivi, prevalentemente nel nord Italia, con quote di mercato importanti nelle regioni più produttive del paese ed economie di scala estremamente rilevanti

    Carlo Cimbri sul valore di un’aggregazione tra BPM e BPER

    ltre aggiunge:

    I media riportano che in questo periodo Banco Bpm sta definendo le proprie strategie. Qualora dimostrasse prioritario interesse verso questa ipotesi penso che Bper non potrebbe che approfondirla con grande attenzione […] un progetto, che creasse valore e fosse coerente con gli interessi degli azionisti, raccoglierebbe il consenso degli stessi e del mercato

    L’AD di Unipol sull’aggregazione BPM / BPER

    Crédit Agricole lancia OPA su Credito Valtellinese

    A sorpresa nel weekend tra il 20 e il 22 novembre 2020 Crédit Agricole lancia un’OPA su Credito Valtellinese.

    Le modalità sono simili a quanto già visto da Intesa su UBI, quindi con condizioni poste su:

    • Approvazione da parte degli organi di controllo (antritrust e BCE)
    • Raggiungimento del 66,7% di quote

    Su quest’ultimo punto Crédit Agricole lascia la porta aperta, con un merge che potrebbe essere portato a termine anche con il raggiungimento del 50% + 1 azione.

    Pronta la risposta di Algebris di Davide Serra, socia con il 5,29% di quote del CreVal che ha subito dato il suo consenso.

    La nuova realtà nascente sarebbe molto forte in Lombardia, dove andrebbe a raddoppiarsi la quota dei francesi, che passerebbero da 3 al 6% di quote di mercato.

    Mediobanca potrebbe andare in sposa a Unicredit

    Mentre si discute sui numeri dell’integrazione tra BPM e BPER, appare un nuovo matrimonio in vista, il quale ha un carattere storico non indifferente.

    Si tratta del merge tra Mediobanca e Unicredit, la quale tralasciata l’idea MPS, a marzo del 2021 potrebbe lasciare il segno con un’operazione di alto livello.

    In particolare è il Sole 24 Ore a lanciare l’ipotesi, sottolineando un report di Equita SIM:

    Secondo l’articolo ci sono due elementi di novità che rendono lo scenario più favorevole: l’arrivo di Orcel in UniCredit, e il cambio di assetti di Mediobanca intorno alla posizione più influente di Delfin arrivato al 13% ma proiettato al 20%, più i recenti acquisti di Caltagirone.

    Dal punto di vista industriale riteniamo che l`integrazione tra Unicredit e Mediobanca possa essere sensata, in quanto darebbe forte impulso alla crescita della divisione CIB di UniCredit, oltre a permettere di acquisire quote di mercato rilevanti nel consumer banking attraverso Compass e maggiore esposizione all’asset/wealth management, riducendo la volatilità dei risultati di UniCredit.

    Sulla base delle nostre simulazioni, l’acquisizione di Mediobanca da parte di UniCredit sarebbe ipotizzabile dal punto di vista finanziario attraverso un pagamento “per carta” o con l’aggiunta di una limitata componente cash, in modo da non diluire la posizione di capitale di una Global-Sifi come UniCredit post combinazione

    Equita SIM sulle indiscrezioni del Sole24Ore

    Unipol aumenta peso in Popolare di Sondrio

    Un po’ a sorpresa, a fine maggio del 2021 Unipol, per il mezzo di UnipolSai, ha aumentato il proprio peso in Banca Popolare di Sondrio, salendo dal 2,9% già in suo possesso fino al 9,8%.

    Un’operazione fatta per mezzo di un reverse accelerated bookbuilding sul 6,62% delle quote di Sondrio.

    Unipol, attraverso questa operazione, diventa il principale azionista di Banca Popolare di Sondrio e, considerando la quota in mano di BPER (10,74%), detenute direttamente e con UnipolSai, si appresta ad avere il controllo di ben due tra le 5 banche più grandi in Italia.

    Risiko bancario in conclusione

    Unicredit, quindi, se dovesse decidere di fare un’operazione in Italia molto probabilmente metterebbe nel mirino BMP prima di MPS. Ma la situazione è liquida e i vantaggi garantiti dallo Stato sulla banca senese potrebbero cambiare le carte in tavola.

    Alla data di scrittura di questo articolo (02/11/2020) però ci si basa solo su rumor, senza alcuna notizia certa e senza conferme. Sono quindi tutte ipotesi su notizie di corridoio date dalla stampa. Per investire su queste azioni serve consapevolezza e un po’ di propensione al rischio, poiché con il mutare di notizie così velocemente gli scossoni potrebbero essere violenti (come nel momento in cui scriviamo, con MPS che registra +12%).

  • Le banche europee più grandi (con oltre 1 miliardo di capitalizzazione)

    Le banche europee più grandi (con oltre 1 miliardo di capitalizzazione)

    Pochi giorni fa abbiamo parlato del settore finanziario e di cosa valutare per investire negli istituti di credito.

    Abbiamo anche inserito in quell’articolo una lista delle migliori banche italiane, americane ed europee; su quest’ultime però abbiamo considerato l’Europa continentale, quindi includendo anche banche inglesi e svizzere.

    Il problema con la Svizzera e con il Regno Unito nasce quando si decide di acquistare degli asset, ciò poiché bisogna considerare, al di là del rischio insito nello strumento, anche il rischio cambio.

    Per questo motivo, in questo articolo vogliamo fare una lista delle migliori banche europee, concentrandoci in modo particolare su quegli istituti di credito che hanno una capitalizzazione che supera 1 miliardo di euro e che possono essere acquistate in euro.

    Le banche più grandi in Europa

    Pos.Banca (ticket)NazioneCapitalizzazione
    (in miliardi di €)
    1BNP Paribas (EPA:BNP)Francia43,87
    2Banco Santander (BME:SAN)Spagna35,39
    3Intesa Sanpaolo (BIT:ISP)Italia29,46
    4Nordea Bank Abp (HEL:NDA-FI)Finlandia25,18
    5ING Groep (AMS:INGA)Olanda24,42
    6Crédit Agricole (EPA:ACA)Francia23,31
    7KBC Bank (EBR:KBC)Belgio22,01
    8BBVA (BME:BBVA)Spagna21,02
    9Unicredit (BIT:UCG)Italia18,44
    10Deutsche Bank (ETR:DBK)Germania17,16
    11Société Générale (EPA:GLE)Francia12,22
    12Caixa Bank (BMW:CABK)Spagna11,32
    13Poste Italiane (BIT:PST)Italia10,55
    14Erste Bank (VIE:EBS)Austria9,28
    15Natixis (EPA:KN)Francia7,01
    16Mediobanca (BIT:MB)Italia6,05
    17Raiffeisen Bank (VIE:RBI)Austria5,50
    18Commerzbank (ETR:CBK)Germania4,83
    19Banca Mediolanum (BIT:BMED)Italia4,80
    20Bankinter (BME:BKT)Spagna3,82
    21ABN Amro Bank (AMS:ABN)Olanda3,61
    22UBI Banca (BIT:UBI)Italia3,24
    23Banca Generali (BIT:BGN)Italia3,10
    24Allied Irish Banks (LON:AIBG)Irlanda3,03
    25Bankia (BMW:BKIA)Spagna2,96
    26Banco BPM (BIT:BAMI)Italia2,03
    27Bank of Ireland Group (LON:BIRG)Irlanda1,96
    28Comdirect Bank (ETR:COM)Germania1,92
    29Banco Sabadell (BME:SAB)Spagna1,80
    30Banco Comercial Portugues (ELI:BCP)Portogallo1,69
    31Alpha Bank (FRA:ACBB)Grecia1,32
    32Aareal Bank (ETR:ARL)Germania1,04
    Banche della Comunità Europea con capitalizzazione maggiore a 1 miliardo al 24/06/2020

    Da questa lista si può notare subito una serie di cose.

    Innanzitutto la prima banca tedesca che si ritrova solo alla decima posizione; può far strano considerando che la Germania è unanimemente considerata la locomotiva economica d’Europa. Eppure, se analizziamo il mercato finanziario tedesco, ci accorgiamo subito della presenza delle Landers Bank, cioè istituti di credito molto piccoli che lavorano in un solo (o in pochi) lander (regioni) e che quindi non hanno una grande capitalizzazione.

    Esisterebbe in realtà Deutsche Post, che fa anche servizio bancario, un po’ come la nostra Poste Italiane; ma a differenza del servizio italiano, Deutsche Post è ancora molto legata al business della corrispondenza, soprattutto attraverso DHL, ha quindi poco senso inserirla in questa lista.

    Si denota dalla lista anche la forte presenza di banche francesi tra quelle più grandi. Se prendiamo la lista delle banche con più di 10 miliardi di capitalizzazione troviamo.

    NazioneNum. BancheTotale Capit.
    Francia379,40
    Spagna367,73
    Italia358,45
    Banche con più di 10 miliardi di capitalizzazione suddivise per nazione

    Insomma, la Francia concentra poche banche ad alta capitalizzazione; la Germania ha tantissime banche a bassissima capitalizzazione (e ciò le permette di sfuggire spesso ai radar della BCE), posizionando solo Deutsche Bank tra le più grandi; l’Italia ha due grosse banche che hanno condensato capitalizzazione e sulla parte bassa della lista ha una grande presenza con banche di media grandezza; ignoriamo volontariamente la capitalizzazione di Poste Italiane, che supera i 10 miliardi ma che come ben sappiamo non è formata solo dal servizio bancario.

    In Olanda ING vede molto distanziata ABN Amro mentre in tutte le altre nazioni difficilmente si supera una banca con capitalizzazione significativa.