Il Corona Virus, con i relativi lockdown ha certamente costituito un problema dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista delle forniture.
Infatti, durante i primi mesi di lockdown, quindi in primavera del 2020, si ha avuto un crollo della produzione dei chip, i quali sono tornati alla normalità tra maggio e giugno del 2020. Il successivo aumento di vendite, di automobili e tecnologia, ha costituito però un problema di richiesta a cui i produttori hanno risposto con lentezza.
Si arriva quindi agli ultimi mesi, nei quali tanti produttori segnalano carenze e ritardi di chip che sono alla base di varie industrie.
Ovviamente con una maggior domanda e un’offerta stabile (o addirittura in calo) si è assistito anche ad aumenti dei prezzi, con alcuni particolari chip che hanno raggiunto prezzi del 15% maggiori, rispetto al valore preCovid.
Settore tecnologico
Il principale settore che fa uso di chip è quello tecnologico e qui si hanno le problematiche maggiori.
L’ha segnalato Apple, la quale ha in FoxConn il principale produttore di device, i quali hanno segnalato ritardi nella produzione dei nuovi iPhone 12.
In particolar modo viene colpito tutto il mondo dei device 5G e quindi anche Qualcomm, produttore dei principali motherboard per device Android, registra il medesimo problema e annuncia che il problema dovrebbe durare fino a 6 mesi.
Allarmi lanciati anche dall’Europa, con NXP Semiconductors e Infineon Technologies AG che si aggiungono al coro.
E come trascurare Sony, la quale è in fortissimo ritardo sulla produzione e consegna della nuovissima PlayStation 5, la quale viene usata dai bagarini che acquistano a prezzi “normali” per rivendere sul mercato a prezzi superiori.
Settore automobilistico
Ma il settore tech non è l’unico a fare ampio uso dei chip, medesimo uso lo fanno anche le case automobilistiche, soprattutto quelle con un forte cuore elettrico.
Il settore automobilistico, con il crollo delle vendite di auto nei primi mesi dell’anno e la conseguente esplosione delle immatricolazioni in estate/autunno (anche grazie a incentivi a pioggia che sono arrivati in tutto il mondo) è stato causa ed effetto, ma allo stesso tempo ora paga le conseguenze di questa carenza.
Sono molte le case automobilistiche che hanno bloccato o rallentato la produzione di auto, come per esempio Subaru che ha ridotto le stime di vendita, portandole a sole 43 mila unità, contro le 868 mila stimate in precedenza.
A questo si sommano anche i problemi legati al Covid che è non ancora stato completamente domato, ed è così che praticamente tutto il comparto auto asiatico (Toyota, Nissan, Honda e Mazda) hanno bloccato alcuni impianti e annunciato riduzioni di vendita.
Problema che però non tocca solo l’Asia ma si allarga a tutto il mondo, con General Motors che anticipa che la carenza di chip potrebbe durare fino a fine anno (e considerato che siamo a febbraio e un danno non da poco). Dalla società fanno sapere che:
Nonostante i nostri sforzi, la carenza di semiconduttori avrà un impatto sulla produzione di GM nel 2021
GM sulla carenza di chip
L’altra casa automobilistica americana, la Ford, ha eliminato due interi turni di lavoro, limitando la produzione a un solo turno da 8 ore, e prevede cali tra il 10 e il 20% del venduto.
Colpita anche l’Europa, con Stellantis costretta a bloccare le produzioni di Opel a Eisenbach, in Germania, e di Citroen a Saragozza, in Spagna. Renault invece non si concentra su singoli stabilimenti ma abbasserà la produzione ovunque, quindi in Francia, Romania e Marocco.
Volkswagen, principale produttore mondiale di auto, non ne è esente e anzi è stata la prima, già a dicembre dell’anno scorso, a lanciare l’allarme e ad abbassare la produzione.
Quello delle auto è certamente il settore più colpito, poiché il forte aumento della domanda di veicoli nell’estate/autunno era inatteso e ha messo in difficoltà i produttori che, generalmente, lavorano su una programmazione trimestrale.
Oltre a ciò, il settore automobilistico ha bisogno di chip poso sofisticati ed è disposto a pagare questi chip a prezzi molto bassi. Per questo motivo, quando gli ordini si sono intensificati, i produttori di semiconduttori hanno dato la precedenza ad alcuni settori facendo rallentare altri.
Un sensore per il parcheggio è certamente meno sofisticato e meno costoso di chip per smartphone, quindi priorità a chi ha margini più alti rispetto a chi margina molto meno.
Per questo motivo non notiamo allarmi dal settore salute, per esempio, poiché il margine per la produzione di device per le operazioni o per interventi è ben più alto di qualsiasi altro mercato.
Giusto per fare un esempio, il sistema DaVinci, prodotto da Intuitive Surgical per micro operazioni, arriva a costare intorno a 2 milioni di dollari a installazione; appare quindi evidente che per questa azienda non ci sarà mai un problema finché sarà affiancata a produttori di veicoli che hanno una tecnologia basilare e dei costi del venduto relativamente bassi.
Le società produttrici di semiconduttori
Naturalmente le società produttrici di semiconduttori non stanno ignorando il problema. Il mercato vede una sorta di monopolio asiatico, con la taiwanese TSMC che guida la classifica (28% di quota di mercato), seguita dalla connazionale Umc (13%), dalla cinese Smic (11%) e dalla koreana Samsung (10%).
Proprio Samsung, che oltre a produrre chip realizza anche smartphone, ha dichiarato che stanno lavorando a un’espansione della capacità produttiva.
Spesso si indicano Apple, ARM, Nvidia e la stessa Qualcomm come produttori di semiconduttori, ma ciò è errato poiché queste aziende realizzano solo la progettazione, lasciando ad altre compagnie il ruolo della realizzazione.
Vista la crisi di sistema, le aziende più reattive potrebbero velocemente guadagnare quote di mercato. Un’occasione per Intel che sta osservando un crollo del proprio lavoro a causa della decisione di Apple di progettare da sé i semiconduttori per i device della mela.
Naturalmente, lo sappiamo bene, il Corona Virus non è arrivato solo in Italia, anzi è proprio in America che ha fatto il maggior numero di morti.
Questo ha avuto un impatto, anche sul settore tecnologico come può essere quello rappresentato dal Nasdaq. Nonostante l’indice del settore tecnologico abbia ampiamente recuperato il terreno perso, e sia stato il primo a farlo, ci sono ancora dei titoli in ritardo.
In questo articolo vogliamo analizzare i prezzi delle azioni del Nasdaq da metà febbraio a oggi, cioè dal 19 febbraio, ultimo giorno prima che l’occidente scoprisse il Covid, e oggi che le notizie sul vaccino stanno spopolando.
Sono passati esattamente 9 mesi, ed ecco cosa è successo sul Nasdaq 100 in questi tre trimestri.
Azione
Ticker
Performance
Moderna Inc
NASDAQ:MRNA
369,82%
Zoom Video Communications Inc
NASDAQ:ZM
299,35%
Pinduoduo Inc
NASDAQ:PDD
256,53%
Tesla Inc
NASDAQ:TSLA
165,23%
Docusign Inc
NASDAQ:DOCU
134,26%
JD.Com Inc
NASDAQ:JD
100,81%
Mercadolibre Inc
NASDAQ:MELI
77,46%
NVIDIA Corporation
NASDAQ:NVDA
70,69%
QUALCOMM, Inc.
NASDAQ:QCOM
62,38%
Align Technology, Inc.
NASDAQ:ALGN
60,42%
Paypal Holdings Inc
NASDAQ:PYPL
53,43%
IDEXX Laboratories, Inc.
NASDAQ:IDXX
52,61%
Apple Inc
NASDAQ:AAPL
45,88%
Seagen Inc
NASDAQ:SGEN
45,19%
Amazon.com, Inc.
NASDAQ:AMZN
43,09%
Xilinx, Inc.
NASDAQ:XLNX
42,30%
TAKE-TWO INTERACTIVE SOFTWARE, INC Common Stock
NASDAQ:TTWO
42,29%
Advanced Micro Devices, Inc.
NASDAQ:AMD
40,14%
KLA Corp
NASDAQ:KLAC
38,94%
Cadence Design Systems Inc
NASDAQ:CDNS
38,75%
ASML Holding NV
NASDAQ:ASML
33,53%
Synopsys, Inc.
NASDAQ:SNPS
32,24%
Regeneron Pharmaceuticals Inc
NASDAQ:REGN
29,50%
eBay Inc
NASDAQ:EBAY
29,31%
Lam Research Corporation
NASDAQ:LRCX
28,90%
Lululemon Athletica Inc
NASDAQ:LULU
28,35%
T-Mobile Us Inc
NASDAQ:TMUS
27,23%
Maxim Integrated Products Inc.
NASDAQ:MXIM
25,41%
Facebook, Inc. Common Stock
NASDAQ:FB
25,05%
Netflix Inc
NASDAQ:NFLX
24,75%
Fastenal Company
NASDAQ:FAST
24,34%
PACCAR Inc
NASDAQ:PCAR
21,03%
Broadcom Inc
NASDAQ:AVGO
20,57%
Monster Beverage Corp
NASDAQ:MNST
20,18%
Verisk Analytics, Inc.
NASDAQ:VRSK
20,12%
Adobe Inc
NASDAQ:ADBE
19,88%
NetEase Inc
NASDAQ:NTES
19,82%
Autodesk, Inc.
NASDAQ:ADSK
19,67%
Alexion Pharmaceuticals, Inc.
NASDAQ:ALXN
19,63%
Intuitive Surgical, Inc.
NASDAQ:ISRG
19,27%
Cintas Corporation
NASDAQ:CTAS
18,48%
Charter Communications Inc
NASDAQ:CHTR
18,43%
Costco Wholesale Corporation
NASDAQ:COST
18,33%
Activision Blizzard, Inc.
NASDAQ:ATVI
17,29%
Intuit Inc.
NASDAQ:INTU
16,08%
O’Reilly Automotive Inc
NASDAQ:ORLY
15,91%
Kraft Heinz Co
NASDAQ:KHC
15,82%
Skyworks Solutions Inc
NASDAQ:SWKS
15,46%
Texas Instruments Incorporated
NASDAQ:TXN
15,34%
Alphabet Inc Class C
NASDAQ:GOOG
14,42%
Alphabet Inc Class A
NASDAQ:GOOGL
14,15%
CSX Corporation
NASDAQ:CSX
13,92%
Microchip Technology Inc.
NASDAQ:MCHP
13,69%
Workday Inc
NASDAQ:WDAY
13,17%
DexCom, Inc.
NASDAQ:DXCM
12,87%
Microsoft Corporation
NASDAQ:MSFT
12,71%
Applied Materials, Inc.
NASDAQ:AMAT
12,31%
Liberty Global PLC
NASDAQ:LBTYK
11,84%
Copart, Inc.
NASDAQ:CPRT
10,98%
Splunk Inc
NASDAQ:SPLK
10,87%
NXP Semiconductors NV
NASDAQ:NXPI
9,78%
Liberty Global PLC Class A
NASDAQ:LBTYA
9,77%
Starbucks Corporation
NASDAQ:SBUX
8,62%
Cognizant Technology Solutions Corp
NASDAQ:CTSH
8,45%
Analog Devices, Inc.
NASDAQ:ADI
7,54%
ANSYS, Inc.
NASDAQ:ANSS
7,38%
Comcast Corporation
NASDAQ:CMCSA
6,90%
Electronic Arts Inc.
NASDAQ:EA
6,43%
Baidu Inc
NASDAQ:BIDU
4,61%
Booking Holdings Inc
NASDAQ:BKNG
3,87%
Keurig Dr Pepper Inc
NASDAQ:KDP
2,29%
Amgen, Inc.
NASDAQ:AMGN
2,15%
Paychex, Inc.
NASDAQ:PAYX
1,99%
Dollar Tree, Inc.
NASDAQ:DLTR
1,80%
Micron Technology, Inc.
NASDAQ:MU
1,25%
Expedia Group Inc
NASDAQ:EXPE
0,53%
Check Point Software Technologies Ltd.
NASDAQ:CHKP
0,42%
Incyte Corporation
NASDAQ:INCY
0,39%
Xcel Energy Inc
NASDAQ:XEL
-0,41%
CDW common stock
NASDAQ:CDW
-0,66%
PepsiCo, Inc.
NASDAQ:PEP
-1,48%
MONDELEZ INTERNATIONAL INC Common Stock
NASDAQ:MDLZ
-2,60%
Illumina, Inc.
NASDAQ:ILMN
-2,63%
Citrix Systems, Inc.
NASDAQ:CTXS
-2,67%
Trip.com Group Ltd
NASDAQ:TCOM
-3,16%
Automatic Data Processing Inc
NASDAQ:ADP
-4,46%
Cerner Corporation
NASDAQ:CERN
-5,00%
Ulta Beauty Inc
NASDAQ:ULTA
-7,63%
Verisign, Inc.
NASDAQ:VRSN
-8,03%
Ross Stores, Inc.
NASDAQ:ROST
-9,47%
Gilead Sciences, Inc.
NASDAQ:GILD
-9,58%
Cisco Systems, Inc.
NASDAQ:CSCO
-10,74%
Fiserv Inc
NASDAQ:FISV
-12,61%
Vertex Pharmaceuticals Incorporated
NASDAQ:VRTX
-12,68%
Sirius XM Holdings Inc
NASDAQ:SIRI
-12,83%
Exelon Corporation
NASDAQ:EXC
-13,91%
BioMarin Pharmaceutical Inc.
NASDAQ:BMRN
-17,47%
Marriott International Inc
NASDAQ:MAR
-18,49%
Walgreens Boots Alliance Inc
NASDAQ:WBA
-26,58%
Fox Corp Class A
NASDAQ:FOXA
-27,27%
Fox Corp Class B
NASDAQ:FOX
-27,71%
Biogen Inc
NASDAQ:BIIB
-29,34%
Intel Corporation
NASDAQ:INTC
-32,86%
Componenti del Nasdaq 100 e performance dal prima del Covid a oggi
I migliori titoli sul Nasdaq dal crollo covid
Non stupisce che il primo della lista sia Moderna, prima società ad aver comunicato di aver trovato una strada per produrre il vaccino per il Corona Virus.
Così come pochi si stupiranno della seconda posizione, quello Zoom che in questi mesi è diventato indispensabile per gli usi più disparati, dalla didattica a distanza fino al business.
Pinduoduo è sconosciuto ai più probabilmente, ma è una società cinese che sviluppa un software per Ecommerce, non stupisce quindi che si trovi in quella posizione.
Al quarto posto troviamo quella Tesla che nel mentre è stata ammessa nell’indice S&P500 e che quindi ha un vantaggio rifletto dalla forza del paniere.
DocuSign, come Pinduoduo, beneficia della pandemia con relativo lockdown poiché si tratta di un sistema per sottoscrivere documenti da remoto; quindi fondamentali in questo momento.
Le azioni peggiori del Nasdaq dal crollo del Corona Virus
La peggiore in assoluto è Intel che agli effetti del Corona Virus somma il fatto che Apple ha deciso, a partire dal prossimo anno, di sviluppare in casa anche i processori per i propri Mac. Una perdita non da poco per un produttore che negli ultimi anni sta vedendo svanire tante linee di business.
Stupisce invece la posizione di Biogen, che ha avuto importanti autorizzazioni da parte dell’FDA (ente di controllo dei medicinali in America) e che presenta dei bilanci che superano i consensi degli analisti. In netto ritardo rispetto al resto dell’indice.
I computer e gli smartphone non sono gli unici dispositivi che si collegano a Internet. Oggetti di uso quotidiano come lampadine, televisori, grandi elettrodomestici e persino campanelli sono sempre più dotati di connettività internet. L’Internet degli oggetti (Internet of Things – IoT) comprende tutti questi dispositivi e oggetti, tutti in comunicazione tra loro e con i centri dati su Internet. Ne avevamo già parlato, analizzando i big del settore, cioè quelle multinazionali che hanno piedi radicati in ogni mercato. Ma l’IoT non è composto solo da Apple, Google ed Amazon, anzi, sono proprio le piccole aziende che costituiscono la rete nevralgica di questo nuovo mercato.
Investire in Internet of Things è difficile perché molte aziende sono coinvolte nei vari aspetti, comprese quelle che producono o forniscono:
Dispositivi di consumo come i tracker per il fitness, le telecamere di sicurezza collegate e gli altoparlanti intelligenti
Sensori, chip e altro hardware che serve per il mercato industriale e commerciale
Piattaforme software per la gestione dei dispositivi IoT
Servizi di cloud computing per la potenza di elaborazione necessaria a far girare tutti i dati che i dispositivi IoT generano
La pandemia COVID-19 ha complicato ulteriormente le cose. Dal punto di vista dei consumatori, la recessione dovuta alla pandemia metterà sotto pressione le vendite di gadget e dispositivi. Sul lato commerciale, le chiusure temporanee di attività, i fallimenti causati dalla pandemia e la prudenza generale sulla spesa in un contesto economico incerto potrebbero mettere sotto pressione la domanda di IoT.
Nonostante la pandemia, la storia a lungo termine rimane brillante. Molte aziende si stanno concentrando sull’internet degli oggetti, perché l’IoT è un business in crescita. IDC stima che la spesa totale per la tecnologia e i servizi dell’IoT di consumo e industriali supererà i 1.000 miliardi di dollari entro il 2022, crescendo a un tasso a due cifre. Si tratta di una torta enorme, e si sta espandendo rapidamente, anche se questa stima potrebbe ora essere troppo ottimistica data la pandemia.
Ci sono molti modi per investire nell’Internet of Things. Qui ci sono cinque opzioni, che vanno da un gigante tecnologico di provata efficacia a piccole aziende pure-play, passando per il più grande eCommerce al mondo.
Azienda
Ticker
Descrizione
Cisco Systems
NASDAQ:CSCO
Il fornitore leader di hardware di rete aziendale nell’occidente
Alarm.com
NASDAQ:ALRM
Piattaforma basata sul cloud per la gestione dei dispositivi domestici e aziendali connessi
Dexcom
NASDAQ:DXCM
Un produttore di dispositivi medici per il monitoraggio del glucosio
Impinj
NASDAQ:PI
Un produttore di prodotti per l’identificazione a radiofrequenza (RFID)
Global X IoT ETF
NASDAQ:SNSR
Un fondo quotato in borsa che comprende una vasta gamma di aziende IoT
NXP Semiconductors
NASDAQ:NXPI
Realizza diversi prodotti che hanno applicazioni nello spazio IOT (sensori, interfacce, ecc)
Analog Devices
NASDAQ:ADI
Le loro tecnologie supportano lo sviluppo dei prodotti IOT
Orion Energy Systems
NASDAQ:OESX
Realizza soluzioni di illuminazione a LED che utilizzano controlli intelligenti
Arlo Technologies
NYSE:ARLO
Telecamere di sicurezza wireless che utilizzano la tecnologia IOT
Breve lista di aziende impegnate nel mercato IoT
Alarm.com
Mentre Cisco vale oltre 150 miliardi di dollari, il fornitore di software cloud Alarm.com è valutato solo pochi miliardi di dollari. Le sue piccole dimensioni lo rendono più rischioso del gigante della tecnologia, ma l’azienda ha un grande potenziale di crescita.
Alarm.com fornisce una piattaforma software basata sul cloud per la gestione di una casa o di un’azienda collegata. Gli abbonati utilizzano il software per gestire dispositivi abilitati a Internet, tra cui telecamere di sicurezza, luci, serrature, termostati e una serie di altri prodotti supportati.
Alarm.com collabora con i fornitori di servizi per vendere la sua piattaforma a consumatori e aziende. L’azienda lavora attualmente con oltre 9.000 fornitori di servizi e conta più di 6,8 milioni di abbonati. Le entrate sono aumentate del 19% nel 2019, raggiungendo i 502,4 milioni di dollari, e la società è stata redditizia.
Alarm.com prevede che il mercato globale della sicurezza intelligente crescerà fino a 21 miliardi di dollari entro il 2022, espandendosi del 24% all’anno. Con solo una piccola parte delle case che attualmente utilizzano la piattaforma di Alarm.com, l’azienda IoT ha una lunga pista di crescita.
La pandemia ha creato alcune sfide. Le linee guida di distanziamento sociale hanno portato molti dei partner fornitori di servizi di Alarm.com ad avere problemi nella vendita e nell’installazione dei sistemi. L’azienda ha visto diminuire i tassi di installazione una volta che gli ordini di permanenza a casa sono stati effettuati, e si prevede che il recupero richiederà molti mesi.
Alarm.com potrebbe anche sentire un po’ di dolore per il fallimento di alcuni dei suoi clienti commerciali. Le piccole imprese sono particolarmente colpite dalle recessioni, e la recessione attuale può essere lunga e dolorosa se la pandemia non può essere portata sotto controllo.
I prossimi due anni potrebbero essere duri per Alarm.com, ma è improbabile che la tendenza delle case intelligenti venga uccisa dalla pandemia.
Dexcom
Dexcom si concentra sulla gestione del diabete, in particolare sui dispositivi medici per il monitoraggio continuo del glucosio. Il sistema G6 dell’azienda comprende un auto-applicatore, un sensore e un trasmettitore e un ricevitore touchscreen che visualizza in tempo reale i dati sul glucosio. Per la visualizzazione dei dati possono essere utilizzati anche smartphone e smartwatch compatibili.
Il numero di persone negli Stati Uniti con diabete diagnosticato è cresciuto da 1,58 milioni nel 1958 a 23,35 milioni nel 2015.
La combinazione di tassi crescenti di diabete e il passaggio al monitoraggio continuo del glucosio darà a Dexcom molte opportunità di crescita nei prossimi anni. Nel 2019, il fatturato di Dexcom è cresciuto del 43% fino a 1,48 miliardi di dollari.
Durante la pandemia da Covid l’azienda ha beneficiato del passaggio alla telemedicina, ma si aspetta anche un impatto negativo sull’acquisizione di nuovi pazienti.
Le persone con condizioni mediche sottostanti, tra cui il diabete di tipo 2, sono a più alto rischio di sviluppare gravi casi di COVID-19. Mentre la pandemia può gettare una chiave di volta nella crescita a breve termine di Dexcom, potrebbe anche spingere più persone a rivolgersi al monitoraggio continuo del glucosio nel lungo periodo.
Dexcom è un titolo costoso in rapporto alle sue entrate, valutate a più di 35 miliardi di dollari. Ma per chi è disposto ad assumersi qualche rischio per acquisire esposizione sia all’internet degli oggetti che all’assistenza sanitaria, è uno stock da prendere in considerazione.
Orion Energy Systems
Orion Energy Systems realizza soluzioni di illuminazione a LED che utilizzano controlli intelligenti. Fornisce soluzioni di illuminazione sia per interni che per esterni, oltre che per la manutenzione.
Tali prodotti di illuminazione utilizzano la tecnologia IOT per risparmiare energia. Utilizzano sensori per accendersi e spegnersi automaticamente e possono integrarsi con altre tecnologie aziendali. I prodotti Orion aiutano i consumatori ad abbassare le bollette energetiche e ad essere più rispettosi dell’ambiente.
Con la tendenza mondiale a rispettare l’ambiente, sia per questioni normative (come le quote verdi) sia per questioni morali, Orion sembra sulla pista di lancio per riuscire ad avere un futuro roseo.
Impinj
Impinj è il più piccolo titolo di questa lista, valutato ben al di sotto di 1 miliardo di dollari. L’azienda è specializzata in soluzioni che prevedono l’identificazione a radiofrequenza, o RFID.
I tag RFID di Impinj sono utilizzati da rivenditori, produttori e aziende di logistica per tracciare l’inventario e i beni.
Il mercato dei prodotti RFID, inclusi tag, lettori, software e servizi, valeva 11 miliardi di dollari nel 2018, secondo IDTechEx, e si prevede che crescerà fino a 13,4 miliardi di dollari entro il 2022. La vendita al dettaglio di abbigliamento è finora uno dei più grandi mercati per volume della tecnologia RFID, con circa 8 miliardi di etichette RFID utilizzate nel 2018 per etichettare i capi d’abbigliamento.
I retailer di abbigliamento sono stati duramente colpiti dalla pandemia, con molti negozi costretti a chiudere i battenti durante i lockdown. In futuro, l’avversione a visitare i negozi e la riduzione della spesa per l’abbigliamento potrebbero far fallire alcuni rivenditori di abbigliamento.
Questo è ovviamente un problema per Impinj, e danneggerà i risultati dell’azienda. Ma Impinj ha ancora alcune opportunità di crescita create dal passaggio all’e-commerce. Mentre la maggior parte dei mercati finali dell’azienda non si presentava bene in aprile, tra i punti luminosi c’erano il retail omnicanale, la supply chain e la logistica.
Impinj stima che solo lo 0,1% degli articoli collegabili sono oggi collegati. Nel lungo periodo, trilioni di oggetti di consumo, che vanno dall’imballaggio alimentare ai pneumatici, potrebbero essere rintracciati utilizzando la tecnologia RFID. Ogni endpoint RFID costa solo pochi centesimi, rendendo la tecnologia economica per una vasta gamma di casi d’uso.
Impinj è una piccola azienda, con appena 152,8 milioni di dollari di fatturato nel 2019. Ha spedito oltre 30 miliardi di endpoint RFID nel corso della sua vita, e questo numero potrebbe aumentare notevolmente nei prossimi anni. Impinj è tutt’altro che un investimento sicuro, ma è un’azienda da tenere d’occhio nello spazio IoT.
Cisco Systems
Cisco Systems è il fornitore leader di hardware di rete aziendale. Poiché i suoi prodotti costituiscono la spina dorsale di Internet, il gigante della tecnologia trae vantaggio dall’esplosione dei dispositivi abilitati a Internet.
Cisco vende hardware di rete progettato per gestire un gran numero di dispositivi collegati, compresi prodotti robusti e durevoli destinati ad applicazioni industriali. Dal punto di vista del software, Cisco fornisce la piattaforma Cisco Kinetic e altri strumenti per la gestione dei dati e dei dispositivi IoT.
Cisco è anche una delle maggiori aziende di sicurezza informatica. L’azienda offre hardware, software e servizi volti a mettere in sicurezza tutte le reti contro le minacce, comprese quelle rivolte in modo specifico ai sistemi di IoT.
Cisco è un mezzo a basso rischio per investire nell’internet degli oggetti. L’azienda è estremamente redditizia, avendo generato un utile netto rettificato di 13,8 miliardi di dollari su un fatturato di 51,7 miliardi di dollari nell’anno fiscale 2019. Cisco è sensibile alle condizioni economiche globali, dato che la sua base clienti comprende molte grandi aziende, organizzazioni e governi, ma investire in azioni è un buon modo per ottenere un’esposizione all’internet degli oggetti senza correre grossi rischi.
Questa sensibilità alle condizioni economiche si sta manifestando durante la pandemia, con l’azienda che sta vivendo una pausa nella domanda da parte di alcuni clienti che si trovano ad affrontare l’incertezza economica. Questo ha messo sotto pressione le vendite di Cisco, ma la storia a lungo termine non è cambiata. Quando questa crisi sarà passata, Cisco rimarrà dominante come sempre.
Arlo Technologies
Arlo Technologies produce telecamere di sicurezza wireless che utilizzano la tecnologia IOT. Si tratta di una delle migliori azione di IoT a prezzi accessibili al momento.
I prodotti Arlo includono telecamere di sicurezza, baby camera, campanelli video e altro ancora. Utilizzano il WiFi per connettersi con un’applicazione per smartphone. Arlo utilizza sensori per rilevare persone, animali e oggetti per notifiche più accurate.
NXP Semiconductors
Questa azienda olandese realizza diversi prodotti che hanno applicazioni nello spazio IOT. Questi includono sensori, interfacce, strumenti di connettività wireless e strumenti di sicurezza. Questi prodotti sono utilizzati anche nell’industria automobilistica.
Come suggerisce il nome, NXP è specializzata in semiconduttori. I chip a semiconduttore sono realizzati con materiali che conducono l’elettricità. Questi chip sono utilizzati in molti dei dispositivi elettronici essenziali su cui facciamo affidamento oggi.
NXP ha registrato forti ricavi nell’ultimo anno. Nonostante la pandemia con relativi lockdown, NXP continua a registrare numeri forti.
Con il ritorno della vita in Cina alle condizioni pre-pandemiche, possiamo aspettarci di vedere aumentare la domanda sia di prodotti IOT che di prodotti automobilistici. Questo può continuare a spingere in avanti il valore di NXP.
I prodotti di NXP sono particolarmente importanti per lo sviluppo dell’IOT nelle automobili. La domanda di automobili è relativamente bassa al momento, ma si prevede che tornerà alla normalità man mano che la pandemia globale comincerà a rallentare.
Poiché NXP è parte integrante del progresso della tecnologia automobilistica, questa è una buona azione IOT da acquistare a lungo termine.
Analog Devices
Analog Devices è un’azienda con sede negli Stati Uniti che produce tecnologia di elaborazione dei segnali e soluzioni per l’analisi dei dati. Le loro tecnologie supportano lo sviluppo di prodotti IOT, sia per i consumatori che per le imprese.
I circuiti prodotti da Analog Devices sono utilizzati in tecnologie di molti settori diversi. I loro circuiti elaborano gli input sensoriali, come il movimento, la luce e il suono.
Nonostante le sfide di quest’anno, Analog Devices ha sviluppato forti partnership con i clienti. Mentre continuano ad espandere la loro base di clienti, i loro prodotti saranno utilizzati in soluzioni IOT più innovative.
Analog Devices è una delle molte aziende tecnologiche posizionate per realizzare guadagni con l’aumento della domanda di soluzioni IOT. Le azioni sono già stabili a prezzi pre-pandemici.
Global X IoT ETF
Se la scelta di singoli titoli non fa per voi, potete comunque acquisire un’esposizione all’internet degli oggetti investendo nel fondo quotato Global X Internet of Things. Questo ETF detiene posizioni in decine di società collegate all’internet degli oggetti; Dexcom rappresenta la sua maggiore partecipazione. Tra le altre figurano aziende di semiconduttori che producono chip per i dispositivi dell’internet degli oggetti, aziende che producono i dispositivi stessi e giganti della tecnologia come Cisco e IBM.
L’utilizzo di questo ETF per investire su IoT offre una certa esposizione ai titoli più rischiosi che potrebbero salire nei prossimi anni, fornendo al tempo stesso una diversificazione sufficiente a proteggere l’utente nel caso in cui uno di questi titoli si rivelasse un fallimento. La diversificazione può essere particolarmente importante visti i rischi posti dalla pandemia.
Un settore in crescita a lungo termine
È chiaro che nei prossimi anni un numero sempre maggiore di oggetti di uso quotidiano si collegherà a internet. Applicazioni come la sicurezza domestica, il tracciamento dei dispositivi e la gestione delle malattie croniche offriranno molte opportunità di crescita per un’ampia varietà di aziende.