Sanofi è un’azienda sanitaria, focalizzata sulle esigenze dei pazienti e impegnata nella ricerca, sviluppo, produzione e commercializzazione di soluzioni terapeutiche.
I suoi segmenti sono Farmaceutici, Vaccini Umani (Vaccini) e Altro. Il segmento Pharmaceuticals comprende le attività commerciali di varie franchigie, tra cui Speciality Care (Malattie Rare, Sclerosi Multipla e Oncologia), Diabete e Cardiovascolare, Established Prescription Products, Consumer Healthcare e Generici, e le attività di ricerca e sviluppo, produzione e marketing per tutte le attività farmaceutiche della società.
Il segmento Vaccini comprende le attività commerciali della divisione vaccini della società Sanofi Pasteur e le attività di ricerca e sviluppo, produzione e commercializzazione dei vaccini della società.
I prodotti per le Malattie Rare comprendono Cerezyme, Cerdelga, Myozyme e Lumizyme, Fabrazyme e Aldurazyme.
Collabora da anni con Alnylam Pharmaceuticals.
Quotata a Parigi su Euronext con il simbolo SAN e fa parte del CAC40.
Qualche tempo fa, in previsione dell’uscita dalla pandemia da Covid 19, avevamo parlato delle azioni cicliche, cioè azioni che tendono a essere soggette all’andamento del mercato, quindi a crescere nei momenti di espansione economica e deprimersi nei momenti di contrazione economica.
Ma esiste anche l’altro lato della medaglia, cioè le azioni difensive (o anche conosciute come azioni non cicliche), cioè titoli che sono poco influenzate dal ciclo economico e hanno una buona performance, distribuendo dividendi, anche nei momenti di crisi economica, come per esempio una Stagflazione.
Un’azione difensiva è quindi un titolo azionario è un’azione che ben performa indipendentemente dallo stato di salute dei mercati azionari. Attenzione a non confondere le azioni difensive con le azioni della difesa, che invece sono titoli di aziende impegnate in ambito militare.
Caratteristiche delle azioni difensive
Iniziamo quindi a comprendere quali caratteristiche deve avere un’azione per essere considerata difensiva. Innanzitutto deve avere un core business che è necessario 365 giorni l’anno, sia con la neve, con la guerra o con il sole. Per esempio, anche durante una guerra, le persone devono mangiare e curarsi, tali azioni rientrano quindi a pieno titolo nei difensivi.
Inoltre è bene che un’azione difensiva non subisca eccessivamente la volatilità e che distribuisca dividendi costanti, ancora meglio se tra gli aristocratici dei dividendi, cioè azioni che ogni anno aumentano la loro cedola.
Giusto per citare qualche nome: la francese Carrefour, le americane Procter & Gamble e Coca Cola oppure legate a vizi che non verranno meno con una crisi, come il fumo e quindi Philip Morris International o Altria. Questi sono solo alcuni esempi.
C’è anche un parametro che indica quelle che sono azioni tipicamente più difensive, o quantomeno che vengono influenzate meno dalla volatilità ed è l’indicatore beta. Le azioni difensive hanno solitamente beta minore di 1, spesso addirittura minore di 0,5. Per meglio comprendere, se il mercato scende del 4% e un’azione ha un beta di 0,25 vuol dire che è scesa solo dell’1%. Lo stesso dicasi però al contrario, quindi se il mercato sale del 4% con beta 0,25 l’azione sarà salita solo dell’1%.
Mix del portafoglio con azioni difensive
Per le caratteristiche intrinseche delle azioni difensive, appare molto evidente come una percentuale di tali titoli dovrebbe sempre essere presente all’interno di ogni portafoglio. E qualora si andasse verso un periodo di forte stress sui mercati, i titoli difensivi dovrebbero essere qualcosa in più di qualche azione.
Naturalmente nel momento in cui si esce da una crisi, quindi il mercato è fortemente espansivo, ci si affiderà molto di più ai titoli ciclici e meno ai difensivi.
I mercati che possono rientrare tra i titoli difensivi
Passiamo quindi ad analizzare i mercati che potrebbero rientrare tra i titoli difensivi. Per farlo immaginate a cosa avrete bisogno a prescindere dalla vostra situazione economica. A noi vengono in mente:
Le abbiamo inserite in quello che per noi è l’ordine di importanza, poiché di vitto e alloggio avremo sempre e comunque necessità, della salute anche, ma in taluni casi alcune spese, in caso di crisi economica, potrebbero essere rimandate (benché sia meglio di no). Se abbiamo animali in casa è certo che dovremo alimentarli, ma possiamo dare i nostri scarti piuttosto che acquistare i cibi appositi. Prodotti per l’igiene sono fondamentali, ma in caso di necessità basta acqua e un sapone e non sono necessari prodotti supplementari su cui l’intero mercato fa business. Dell’energia c’è necessità, ma in caso di crisi ci si può limitare con l’uso (pensiamo per esempio alle richieste da parte dei governi, negli anni ’70 durante la crisi energetica, per ridurre la temperatura in casa e fare a meno di ciò che non è strettamente necessario). Infine il tabacco, che è un vizio ma in caso di grave crisi economica siamo certi che qualcuno smetterà di fumare.
Anche se parzialmente derogabili, comunque queste spese accompagnano la vita di ognuno di noi e, tipicamente, a meno che la crisi economica non sia veramente devastante, tipicamente ci curiamo poco delle spese su queste categorie.
Le azioni difensive, una breve lista
Dopo aver sviscerato i mercati che sono zeppi di azioni difensive, andiamo a fare qualche nome, in questa lista di azioni difensive.
Per fare questa lista abbiamo cercato di mixare azioni provenienti da vari mercati, principalmente americano ed europeo (compresa Svizzera e UK), inoltre abbiamo guardato solo alle aziende con un beta minore di 1 (poco volatili) ed essendo i risultati moltissimi, abbiamo limitato la lista a quelle con la capitalizzazione più alta. Ovviamente tutte queste azioni provengono dalle industrie di cui abbiamo già parlato.
Dopo aver visto le 50 aziende più grandi della Spagna, valichiamo i Pirenei e andiamo in terra francese, dando un’occhiata alle 50 aziende quotate più grandi della Francia.
Il CAC40 ha una gran parte di queste aziende, ma come succede in ogni paniere principale, l’inserimento non è solo dato dal valore di mercato dell’azienda, ma soprattutto dall’azionariato e dal flottante, ecco quindi che nel CAC40 non troviamo alcune società con una buona capitalizzazione.
A differenza di quanto visto in Spagna e Italia, dove i finanziari e gli energetici la fanno da padrone, in Francia è il lusso, in ogni declinazione (dall’abbigliamento agli accessori, dai profumi ai gioielli) a guidare questa lista. Ecco quindi che a guidare la lista troviamo LVMH, L’Oréal, Dior ed Hermès, ma in lista troviamo altri marchi come Essilorluxottica, Kering e Pernod Ricard.
Azienda / Azione
Capitalizzazione (in milioni di $)
Settore / Core Business
Lvmh Moët Hennessy Louis Vuitton EPA: MC
$ 379.574
Abbigliamento e accessori
L’Oréal EPA: OR
$ 230.424
Cosmetici e profumi
Christian Dior EPA: CDI
$ 132.601
Abbigliamento e accessori
Hermès International EPA: RMS
$ 131.371
Borse & Bagagli
Sanofi EPA: SAN
$ 131.116
Farmaceutici
Total EPA: FP
$ 116.489
Petrolio e Gas
Kering EPA: KER
$ 100.019
Abbigliamento e accessori Retailers
Airbus EPA: AIR
$ 94.444
Produttore Aerei
Schneider Electric EPA: SU
$ 88.700
Componenti elettronici
Bnp Paribas EPA: BNP
$ 80.217
Banche
Air Liquide EPA: AI
$ 79.540
Prodotti Chimici
Essilorluxottica EPA: EL
$ 72.890
Occhiali
Axa EPA: CS
$ 67.517
Assicurativo
Safran EPA: SAF
$ 63.773
Parti di Aerei
Vinci EPA: DG
$ 62.128
Costruzioni e ingegneria
Dassault Systèmes EPA: DSY
$ 60.672
Software
Pernod Ricard EPA: RI
$ 53.559
Distillati e vini
Danone EPA: BN
$ 45.829
Food
Electricité De France EPA: EDF
$ 45.183
Energetici
Crédit Agricole EPA: ACA
$ 45.146
Banche
Sartorius Stedim Biotech EPA: DIM
$ 42.359
Medicina/Salute
Vivendi EPA: VIV
$ 37.853
Media
Engie EPA: ENGI
$ 35.963
Energetici
Stmicroelectronics EPA: STM
$ 33.746
Semiconduttori
Saint-Gobain EPA: SGO
$ 33.474
Attrezzi per le costruzioni
Orange EPA: ORA
$ 33.111
Telecomunicazioni
Capgemini EPA: CAP
$ 30.869
Tech
Worldline EPA: WLN
$ 27.449
FinTech
Legrand EPA: LR
$ 25.986
Componenti elettronici
Michelin EPA: ML
$ 25.820
Pneumatici
Société Générale EPA: GLE
$ 24.165
Banche
Teleperformance EPA: TEP
$ 22.687
Servizi commerciali
Thales EPA: HO
$ 21.693
Satelliti e Aerospazio
Alstom EPA: ALO
$ 20.290
Macchinari/Veicoli pesanti
Eurofins Scientific EPA: ERF
$ 18.931
Laboratori
Veolia Environnement EPA: VIE
$ 18.038
Acqua
Amundi EPA: AMUN
$ 17.997
Servizi di investimento
Bouygues EPA: EN
$ 16.326
Costruzioni e ingegneria
Publicis Groupe EPA: PUB
$ 15.922
Advertising & Marketing
Carrefour EPA: CA
$ 15.657
Supermercati
Natixis EPA: KN
$ 15.426
Servizi di investimento
Suez EPA: SEV
$ 15.270
Gestione e riciclo
Bolloré EPA: BOL
$ 14.808
Media
Sodexo EPA: SW
$ 14.588
Ristoranti e Bar
Biomérieux EPA: BIM
$ 14.058
Sistemi diagnostici
Edenred EPA: EDEN
$ 13.947
Servizi commerciali
Bureau Veritas EPA: BVI
$ 13.445
Servizi commerciali
Aéroports De Paris EPA: ADP
$ 12.700
Aeroporti
Cnp Assurances EPA: CNP
$ 12.021
Assicurativo
Renault EPA: RNO
$ 10.961
Costruttore veicoli
Le 50 aziende con capitalizzazione maggiore in Francia
L’ordine è in base alla capitalizzazione di mercato, tradotta in dollari, quindi variabile per natura. Riguardando questa lista tra qualche mese ci potrebbe essere qualche cambio, soprattutto negli ultimi posti, dove Renault, o CNP Assurances, potrebbero essere scalzate da qualche società che nel mentre potrebbe crescere. Questa è la fotografia con i valori di capitalizzazione al 3 maggio del 2021.
Warren Buffett ha appena annunciato di aver acquistato azioni Pfizer e di essere esposto verso le aziende farmaceutiche; Amazon ha appena annunciato Amazon Pharmacy, per vendere medicinali da banco (al momento solo in America); i vaccini contro il Covid stanno galoppando e smuoveranno decine di miliardi.
Insomma, c’è un forte fermento sul tema farmaceutico con un mercato che è in evoluzioni e che potrebbe creare delle grandi opportunità, ne avevamo già parlato in un articolo dedicato al mercato della salute un po’ più ad ampio spettro.
L’industria farmaceutica globale registra ogni anno un fatturato di 1,2 trilioni di dollari. Si tratta di un mercato enorme, che crea enormi opportunità per gli investitori a lungo termine, nonché progressi nella qualità della vita dei pazienti.
Come già detto la pandemia dovuta al COVID-19 sta attirando l’attenzione sulle aziende farmaceutiche, soprattutto quelle che stanno sviluppando vaccini candidati per il Corona Virus. Non è tutto oro ciò che luccica però, ci sono dei rischi ed è fondamentale capire quali sono.
Come fare a entrare nel segmento dei farmaceutici? Proviamo dare una lista di azioni e a capire cosa valutare.
Perché investire in azioni farmaceutiche?
Partiamo da un fondo relativamente giovane, cioè l’ETF SPDR S&P Pharmaceuticals (NYSEMKT:XPH) che, dalla sua nascita del 2006, ha sovraperformato l’S&P500. Appare evidente che i titoli farmaceutici hanno un potenziale tale per superare il mercato in generale, soprattutto se si guarda ai solidi fondamentali di cui dispone.
C’è poco da fare: la popolazione invecchia e linearmente ha sempre più bisogno di medicinali, per vaccini o per la cura, siano essi per infezioni batteriche che per virali. Inoltre questo mercato, per sua natura, investe continuamente in ricerca e sviluppo (e per fortuna aggiungeremmo), così da avere continuamente nuovi prodotti da distribuire.
Alcune azioni di aziende farmaceutiche
Ecco qui una lista di azioni farmaceutiche che hanno il potenziale per creare utili a lungo periodo.
Azienda
Ticket
Nazione
Abbott Laboratories
NYSE:ABT
USA
AbbVie
NYSE:ABBV
USA
Amgen Inc
NASDAQ:AMGN
USA
AstraZeneca
LON:AZN
Regno Unito
Baxter International
NYSE:BAX
USA
Bayer
ETR:BAYN
Germania
BioNTech
NASDAQ:BNTX
Germania
Bristol Myers Squibb
NYSE:BMY
USA
Diasorin
BIT:DIA
Italia
Eli Lilly and Company
NYSE:LLY
USA
GlaxoSmithKline
LON:GSK
Regno Unito
Johnson & Johnson
NYSE:JNJ
USA
Merck & Co
NYSE:MRK
USA
Novartis
SWX:NOVN
Svizzera
Pfizer
NYSE:PFE
USA
Recordati
BIT:REC
Italia
Roche Holding
SWX:RO
Svizzera
Sanofi
EPA:SAN
Francia
Vertex Pharmaceuticals
NASDAQ:VRTX
USA
Abbott Laboratories
Ha sede a North Chicago in Illinois ma opera in più di 130 paesi differenti, Italia compresa.
Si tratta di un gruppo molto vasto che nel 2013 ha deciso di scindere le proprie attività di ricerca e sviluppo che ha fatto confluire in una nuova società quotata che prende il nome di AbbVie.
Alla “vecchia” Abbott Laboratories rimane il compito della produzione dei prodotti.
AbbVie
In ordine alfabetico viene subito dopo ed è strettamente collegata alla precedente come abbiamo già visto. Nata nel 2013 dalla scissione con Abbott Laboratories, AbbVie si occupa di Ricerca e Sviluppo per conto della casa madre.
Il portafoglio di AbbVie comprende diversi prodotti in rapida crescita, tra cui i farmaci antitumorali Imbruvica e Venclexta e i farmaci antinfiammatori Rinvoq e Skyrizi.
Non appare strano, occupandosi di ricerca e sviluppo, che questa azienda abbia costantemente un gran numero di farmaci in programma di test clinici, e spesso tante sono in fase 3, cioè l’ultima fase prima delle autorizzazioni e messa in commercio.
AbbVie, tenendo buono il track record di Abbott, vanta ben 47 anni di aumento costante del dividendo, facendo di questa società una delle regine dei Dividendi Aristocratici.
Amgen Inc
La società di biotecnologie Amgen è stata fondata nel 1980 e il nome AMGen è una contrazione di Genetica Molecolare Applicata.
Con circa 20.000 dipendenti, Amgen è una delle più grandi aziende biotecnologiche del mondo, con un fatturato annuo superiore a 25 miliardi di dollari USA.
Oltre alla sede centrale a Thousand Oaks (California), e a varie filiali negli USA, l’azienda ha uffici praticamente in tutto il globo. Per l’Europa la sede centrale si trova a Zugo, in Svizzera.
I principali prodotti sono: Repatha, Parsabiv, Blincyto, Aimovig, Prolia, Nplate e Vectibix.
AstraZeneca
Salita agli onori della cronaca già in primavera/estate 2020 perché una delle prime ad aver annunciato di avere un vaccino contro il Covid, AstraZeneca è una multinazionale originaria della Svezia/Regno Unito.
AstraZeneca è infatti un gruppo farmaceutico internazionale creato nel 1999 dalla svedese Astra AB e dalla britannica Zeneca PLC.
Zeneca è stata creata nel 1993 dalla divisione farmaceutica dell’azienda chimica britannica Imperial Chemical Industries.
La sede centrale è a Cambridge, il dipartimento di sviluppo e ricerca si trova a Södertälje, in Svezia, a sud di Stoccolma.
Attiva nello sviluppo di farmaci con prescrizione medica per patologie cardiovascolari, respiratorie, infiammatorie, metaboliche, oncologiche, infezioni e disturbi del sistema nervoso.
Baxter International
Baxter International Inc è un’azienda statunitense facente parte della lista Fortune 500.
Con sede a Deerfield, nell’Illinois, l’azienda si concentra principalmente sui prodotti per il trattamento dell’emofilia, delle malattie renali, dei disturbi immunitari e di altre condizioni mediche croniche e acute.
Bayer
Un gigante tedesco attivo in vari mercati, non solo quello farmaceutico ma anche in quello veterinario, agricolo e altre decine di subsegmenti.
Oggi ha sede a Leverkusen, in Renania Settentrionale-Vestfalia, Germania.
La Bayer AG si occupa di molti settori sin dalla sua nascita, nel 1863, quando era una semplice fabbrica di tintura a Barmen, in Germania.
L’azienda era molto prospera, perché in quel periodo era in corso la rivoluzione industriale e le aziende tessili stavano diventando molto potenti, quindi le aziende collegate come la fabbrica di tintura stavano facendo un sacco di soldi. Qualche tempo dopo, scoprirono che il colorante conteneva un qualche mezzo di guarigione e decisero di indagare sul soggetto, scoprendo l’acido acetilsalicilico, il composto dell’aspirina.
Oggi Bayer è conosciuta soprattutto per l’aspirina in campo farmaceutico, ma produce ben più prodotti, anche grazie ad acquisizioni fatte nel corso della sua vita, come quella di Schering AG; Bayer Schering Pharma produce le pillole anticoncezionali Yaz e Yasmin. Entrambi i prodotti utilizzano un nuovo tipo di ormone chiamato progesterone drospirenone in combinazione con gli estrogeni.
Sono solo degli esempi, poiché per entrare nel dettaglio della produzione di Bayer non basterebbe un sito intero.
BioNTech
È una delle aziende più piccole di questa lista, dal basso delle sue poche decine di milioni di fatturato l’anno; eppure merita di stare in questa compagnia poiché, insieme a Pfizer, è titolare di quello che sembra il vaccino più promettente contro il Corona Virus.
Oltre al Covid si è occupata di immunoterapie per il trattamento di pazienti in gravi condizioni.
Bristol Myers Squibb
Bristol-Myers Squibb, spesso chiamata BMS, è una società farmaceutica con sede a New York.
Produce farmaci su prescrizione in diverse aree terapeutiche, tra cui cancro, HIV/AIDS, malattie cardiovascolari, diabete, epatite, artrite reumatoide e disturbi psichiatrici.
Diasorin
Questa è decisamente l’azienda più piccola di questa lista, ma è italiana (un piccolo orgoglio) ed è molto attiva in immunodiagnostica e nella diagnostica molecolare.
Salita agli onori della cronaca poiché è stata una delle poche aziende ad avere la velocità necessaria per la creazione di un test diagnostico molecolare per vedere la presenza del Corona Virus con un tampone nel giro di 60 minuti.
Eli Lilly and Company
Si tratta del più grande produttore di farmaci psichiatrici e ha nel suo portafoglio brand come Prozac (fluoxetina), Dolophine (metadone), Cymbalta (duloxetina) e Zyprexa (olanzapina).
Nella storia di Eli Lilly ci sono due milestone molto importanti, cioè la creazione in serie del vaccino contro la poliomielite e dell’insulina.
GlaxoSmithKline
Stabile tra le prime 10 aziende pharma mondiali, GlaxoSmithKline è nata nel 2000 dalla fusione tra Glaxo Wellcome e SmithKline Beecham.
In Italia ha un portafoglio che comprende circa 50 farmaci da prescrizione nei segmenti del respiratorio, in antibioticoterapia, nel sistema nervoso centrale, in oncologia e in immunologia.
Johnson & Johnson
Tra i prodotti di J&J ci sono i farmaci immunologici Stelara e Tremfya e il farmaco per il cancro alla prostata Darzalex.
L’azienda ha quasi decine di programmi in fase avanzata. I candidati più promettenti sono il farmaco antitumorale lazertinib e il farmaco per la sclerosi multipla ponesimod.
J&J sta anche sviluppando un candidato per il vaccino COVID-19 e sta aumentando la capacità di produzione prima ancora che i test clinici siano completati. Tuttavia, il gigante della sanità è in ritardo rispetto a molti altri nel far avanzare il suo candidato attraverso i test clinici.
Come AbbVie, la J&J è un’aristocratica dei dividendi.
Merck & Co
Da non confondere con la tedesca Merck KGaA, anch’essa impegnata nel mercato del pharma, Merck & Co è un’azienda americana che sviluppa decine di prodotti per la salute umana e veterinaria.
Si tratta di una delle 10 migliori aziende al mondo in termini di fatturato ed è conosciuta, al di fuori degli Stati Uniti, come Merck Sharp & Dohme.
Novartis
Novartis è una multinazionale che si dedica all’industria farmaceutica e biotecnologica.
La sua sede centrale si trova nella città di Basilea (Svizzera). L’azienda è nata dalla fusione di Ciba-Geigy con Sandoz nel 1996, che all’epoca è stata la più grande fusione al mondo.
Il settore pharma genera il 60% delle vendite dell’azienda; strategicamente, questa unità cerca di sviluppare farmaci innovativi, attraverso la leadership mondiale nel mercato cardiologico e oncologico e una forte crescita dei farmaci per l’assistenza primaria, così come dei farmaci per uso specialistico, possedendo un portafoglio di prodotti altamente riconosciuto e in fase di sviluppo.
Pfizer
Realmente non conoscete ancora Pfizer? Si tratta dell’azienda che pare abbia la miglior opportunità per trovare il vaccino contro il Corona Virus.
Nel 2019 Pfizer ha trasformato la sua unità di assistenza sanitaria ai consumatori in una joint venture con GlaxoSmithKline (NYSE:GSK).
Lo spin-off Upjohn dovrebbe aprire la strada a una solida crescita futura, guidata dal farmaco per il cancro al seno Ibrance, dal diluente del sangue Eliquis (che è in commercio con BMS) e dal farmaco immunologico Xeljanz.
Anche la pipeline dell’azienda dovrebbe contribuire alla crescita di Pfizer. Pfizer ha quasi 30 programmi in fase avanzata di test o in attesa di approvazione normativa, tra cui il suo promettente vaccino pneumococcico e il farmaco antidolorifico cronico tanezumab.
Recordati
Si tratta della seconda azienda italiana di cui trattiamo, anche questa più per orgoglio tricolore che per reale merito nello stare in questa lista di aziende che sono dei colossi.
Il settore farmaceutico pesa per Recordati per il 97%, il restante 3% è nel settore chimico.
Controllata dal fondo CVC Capital Partners, che è molto attivo sul segmento salute.
Particolarmente attiva nei sottosettori di
allergia, antiinfettivi, cardiovascolare, dermatologia, gastrointestinale, ginecologia e ostetricia, integratori alimentari, farmaci di automedicazione, otorinolaringoiatra, sistema nervoso centrale, terapia del dolore/Infiammazione, urologia.
Roche Holding
F. Hoffmann-La Roche AG, con sede a Basilea, è la più grande azienda farmaceutica del mondo con un fatturato di quasi 64 miliardi di dollari USA, seguita da Pfizer e Novartis.
Roche produce reagenti e attrezzature per test medici. Le attuali attività di ricerca di Roche si concentrano su oncologia, virologia, neurologia e medicina dei trapianti.
Sanofi
Sanofi è una società francese transnazionale le cui attività comprendono i prodotti farmaceutici,compresi i medicinali soggetti a prescrizione medica nel campo del diabete, delle malattie rare, della sclerosi multipla e dell’oncologia, dei prodotti per la salute dei consumatori e dei generici, e i vaccini.
Nel settore sanitario (non pharma), Sanofi si colloca al terzo posto a livello mondiale in termini di fatturato, ma solo all’undicesimo posto in termini di capitalizzazione di mercato.
Vertex Pharmaceuticals
Vertex Pharmaceuticals è una società biofarmaceutica statunitense con sede a Boston, Massachusetts. L’azienda sviluppa farmaci per il trattamento della fibrosi cistica, del cancro, delle malattie intestinali, delle malattie autoimmuni e dei disturbi neurologici. Vertex è attiva anche nel campo della terapia genica.
Su quali aziende investire?
Si tratta di un mercato lento, che certamente non può eguagliare i grandi andamenti del mercato tech o di altri mercati più immaturi.
Tuttavia tutte le aziende citate hanno qualche prodotto in fase 3, quindi all’ultimo stadio prima della commercializzazione. Inoltre tutte queste aziende hanno già dei farmaci in farmacia e negli ospedali di tutto il mondo.
Si tratta di un mercato maturo ma costante, che continua ad arruolare clienti con il crescere della popolazione mondiale e con il relativo invecchiamento.
Cosa guardare nelle azioni farmaceutiche
La lista è lunga e investire in ognuna di queste aziende, a meno che non guidiate un fondo, è impensabile.
La prima cosa da sapere è la differenza tra le azioni farmaceutiche e quelle biotecnologiche, o addirittura quelle legate al mondo salute. In senso stretto, le aziende farmaceutiche utilizzano prodotti chimici per sviluppare farmaci, mentre le biotecnologie producono farmaci utilizzando organismi viventi come batteri o enzimi. Le aziende della salute invece sono impegnate nella pipeline globale per fruire dei servizi.
La cosa più importante da cercare nei titoli farmaceutici è la loro prospettiva di crescita, dimostrata dalla crescita dei ricavi e dei guadagni. Un rallentamento della crescita potrebbe far pensare a un aumento della concorrenza.
Un’altra componente chiave delle prospettive di crescita di un’azienda farmaceutica è la sua pipeline (tutti i candidati farmaci attualmente in fase di sviluppo). La maggior parte delle aziende farmaceutiche include nelle loro pipeline solo quei farmaci candidati ai test clinici sugli esseri umani o in attesa dell’approvazione normativa da parte delle agenzie governative competenti. Questi candidati possono essere farmaci approvati per un’indicazione (malattie specifiche e, talvolta, fasce d’età specifiche per una malattia), ma non sono ancora stati approvati per un’altra indicazione. Ottenere l’approvazione per ulteriori indicazioni è una grande opportunità di crescita per i produttori di farmaci.
Alcune aziende includono anche i candidati ai farmaci nelle prime fasi di sviluppo della scoperta del farmaco (dove vengono identificati i candidati ai farmaci e le malattie che potrebbero potenzialmente bersagliare) e nei test preclinici (dove i candidati ai farmaci vengono testati in provetta e/o su animali vivi).
Ci sono tipicamente tre fasi coinvolte nei test clinici:
Fase 1: piccoli studi progettati per trovare una dose sicura per il farmaco candidato e determinare come influisce sull’uomo.
Fase 2: studi che possono includere 100 o più pazienti e che si concentrano sulla determinazione della sicurezza, degli effetti collaterali a breve termine e della dose ottimale del farmaco.
Fase 3: studi più ampi che possono includere centinaia o addirittura migliaia di pazienti e che si concentrano sull’efficacia di un farmaco sperimentale nel trattare una malattia target e sulla sua sicurezza.
Ogni fase è un ostacolo che un candidato farmaco deve superare per terminare la gara. Un candidato deve completare con successo ogni fase per passare alla fase successiva. Dopo aver completato con successo i test della fase 3, una società farmaceutica richiede l’approvazione delle normative.
La Food and Drug Administration (FDA) valuta tutti i farmaci negli Stati Uniti. L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha la stessa responsabilità nell’Unione Europea.
Ci vogliono in media 10 anni per far avanzare un farmaco dalla scoperta all’approvazione. Tuttavia, la FDA può accelerare il processo concedendo ad un farmaco la designazione di scoperta, lo status di farmaco orfano o la revisione prioritaria.
I dividendi sono un altro fattore importante da considerare quando si valutano le azioni delle grandi aziende farmaceutiche.
I rischi dell’investimento in azioni farmaceutiche
Diversi fattori determinano i rischi di investimento in azioni farmaceutiche:
Potenziale di fallimento clinico: le probabilità sono particolarmente elevate che i candidati all’inizio della fase iniziale possano non essere efficaci o sicuri negli studi clinici. Anche i candidati ai farmaci nella fase 3 dei test possono però fallire.
Possibilità di non ottenere l’approvazione normativa: mentre un farmaco potrebbe attraversare tutte le fasi dei test clinici, non c’è garanzia che ottenga l’approvazione delle agenzie regolatorie.
Sfide nell’ottenere il rimborso: le aziende farmaceutiche devono convincere i pagatori, compresi i programmi governativi o le assicurazioni sanitarie, a coprire i loro farmaci. I pagatori possono fare pressione sulle aziende farmaceutiche affinché fissino prezzi dei farmaci più bassi di quanto ipotizzato dagli stessi produttori.
La concorrenza: la compagnia farmaceutica può affrontare la concorrenza sul mercato, specialmente quando le versioni generiche di un farmaco entrano nel mercato dopo che il farmaco perde l’esclusività del brevetto.
Responsabilità del prodotto e contenzioso: i produttori di farmaci possono affrontare questioni di responsabilità civile relative ai loro prodotti. Alcune aziende hanno ritirato i farmaci dal mercato a causa di problemi di sicurezza, e sono comuni anche le cause legali.
Parlare di Dividendi Aristocratici in un anno come il 2020, cioè con la pandemia di Covid in atto e con le aziende che per far fronte alle esigenze di liquidità cercano di tenere più cassa possibile è un esercizio non semplice.
Eppure c’è una ristretta cerchia di titoli che continua a far parte di questa Elite e che, anche nel 2020, hanno continuato ad aumentare i propri dividendi.
Cosa sono i Dividendi Aristocratici?
Per far parte di questa ristretta lista bisogna soddisfare 3 criteri fondamentali:
Avere un trackrecord di aumenti dei dividendi almeno per 25 anni
Avere una dimensione e una liquidità soddisfacente
Il punto 3 in realtà è quasi sempre soddisfatto perché le regole di grandezza e di liquidità sono già soddisfatte per rientrare nell’indice di Standard & Poor’s.
Azioni con Dividendi Aristocratici
La lista, per ovvi motivi, deve essere continuamente aggiornata e questa fa riferimento a ottobre del 2020, con la lista di titoli appartenenti alla classe dei dividendi aristocratici.
Titolo
Ticket
3M Company
MMM
A.O. Smith
AOS
Abbott Laboratories
ABT
AbbVie Inc.
ABBV
Aflac
AFL
Air Products & Chemicals Inc
APD
Albemarle Corporation
ALB
Amcor plc
AMCR
Archer Daniels Midland
ADM
AT&T
T
Atmos Energy
ATO
Automatic Data Processing
ADP
Becton Dickinson
BDX
Brown-Forman (Class B shares)
BF-B
Cardinal Health Inc.
CAH
Caterpillar Inc.
CAT
Chevron Corp.
CVX
Chubb Limited
CB
Cincinnati Financial Corp
CINF
Cintas Corp
CTAS
The Clorox Company
CLX
Coca-Cola Co
KO
Colgate-Palmolive
CL
Consolidated Edison Inc
ED
Dover Corp
DOV
Ecolab Inc
ECL
Emerson Electric
EMR
Essex Property Trust
ESS
Expeditors International of Washington
EXPD
Exxon Mobil Corp
XOM
Federal Realty Investment Trust
FRT
Franklin Resources
BEN
General Dynamics
GD
Genuine Parts Company
GPC
Hormel Foods Corp
HRL
Illinois Tool Works
ITW
Johnson & Johnson
JNJ
Kimberly-Clark
KMB
Leggett & Platt
LEG
Linde plc
LIN
Lowe’s Companies, Inc.
LOW
McCormick & Company
MKC
McDonald’s
MCD
Medtronic
MDT
Nucor
NUE
Pentair
PNR
People’s United Financial
PBCT
PepsiCo
PEP
PPG Industries
PPG
Procter & Gamble
PG
Raytheon Technologies
RTX
Realty Income
O
Roper Technologies
ROP
S&P Global (formalmente McGraw Hill Financial, Inc.)
SPGI
Sherwin-Williams
SHW
Stanley Black & Decker Inc.
SWK
Sysco
SYY
T. Rowe Price
TROW
Target Corporation
TGT
VF Corporation
VFC
Walgreens Boots Alliance
WBA
Walmart
WMT
W. W. Grainger
GWW
Lista di titolo appartenenti ai dividendi aristocratici
Come si può facilmente notare, sono presenti titoli di colossi, come Coca Cola e McDonald’s e altri titoli meno conosciuti, soprattutto nel vecchio continente.
Dividendi Aristocratici in Europa e in Italia
Evidentemente se vogliamo trovare gli equivalenti dei dividend aristocratics americani in Europa, quindi i dividendi aristocratici europei, dobbiamo abbandonare qualche parametro, come per esempio la presenza nell’S&P 500 (che include solo titoli americani); inoltre, per allungare un po’ la lista e arrivare almeno a 30 titoli, abbassiamo la soglia del numero di anni di dividendo, portandola a 20.
Quello che ne esce è il seguente quadro.
Azienda
Paese
Ticker
Anni di aumento
Nestle SA
CH
SWX:NESN
61
Unilever NV
NL
AMS:UNA
54
Muenchener Rueckvrschrng Gslchft AG Mnch
DE
ETR:MUV2
50
Halma plc
UK
LON:HLMA
42
Total SA
FR
EPA:FP
38
Groep Brussel Lambert NV
BE
EBR:GBLB
34
L’Oreal SA
FR
EPA:OR
32
Danone SA
FR
EPA:BN
32
Coloplast A/S
DK
CPH:COLO-B
31
Wolters Kluwer
NL
AMS:WKL
30
Roche Holding Ltd. Genussscheine
CH
SWX:ROG
30
Spirax-Sarco Engineering plc
UK
LON:SPX
29
Diageo plc
UK
LON:DGE
29
Henkel AG & Co KGaA
DE
ETR:HEN3
29
SAP SE
DE
ETR:SAP
28
Croda International plc
UK
LON:CRDA
28
Koninklijke DSM N.V.
NL
AMS:DSM
27
Philips NV
NL
AMS:PHIA
26
Siemens AG
DE
ETR:SIE
26
ASSA ABLOY AB
SW
STO:ASSA-B
25
Red Electrica Corporacion SA
ES
BME:REE
25
Novartis AG
CH
SWX:NOVN
24
Lindt & Sprüngli AG
CH
SWX:LISN
24
Novo Nordisk A/S
DK
CPH:NOVO-B
23
Fresenius Medical Care AG & Co. KGaA
DE
ETR:FME
23
Hermes International SCA
FR
EPA:RMS
22
Sanofi SA
FR
EPA:SAN
21
British American Tabacco
UK
LON:BATS
20
Lista dei dividendi aristocratici europei
Come si può notare mancano completamente le aziende italiane. Benché tante aziende italiane distribuiscono dividendi, per motivi differenti, in questo momento nessuna azione ha un trackrecord di almeno 20 anni.
Solo un paio di anni fa Milano Finanza aveva pubblicato la lista dei sacerdoti del dividendo nel quale si notava qualche titolo che puntava ai 20 anni:
Peccato che Atlantia già nel 2018 abbia diminuito la somma del dividendo, ERG l’abbia fatto nel 2017, Recordati non ha ancora tagliato ma si aspetta il saldo per il 2020 e Sol è l’unica ancora in pista, ma ha una capitalizzazione tale per cui non può essere aggiunta alla lista precedente.
Insomma, la lista dei dividendi aristocratici italiani deve essere ancora costruita, ma serviranno anni.
Ben più noto l’indice EuroStoxx 50 ma non è l’unico strumento per fare un paniere delle azioni del vecchio continente. Una valida alternativa è l’indice MSCI Europa.
Cosa è l’MSCI Europa
Si tratta di un paniere di titoli azionari gestito dall’omonima società MSCI (Morgan Stanley Capital International) che include tutte le migliori azioni del vecchio continente.
Si tratta di una raccolta dei 15 mercati azionari più grandi in Europa e copre un complessivo 85% della capitalizzazione di ognuno di questi mercati.
Ciò è possibile perché, per ognuno dei 15 mercati, nel paniere finiscono le azioni a più larga capitalizzazione.
Composizione dell’indice MSCI Europa
Come già detto sono 15 i mercati che “prestano” i titoli per la composizione di questo indice, si tratta dei mercati di:
Austria
Belgio
Danimarca
Finlandia
Francia
Germania
Irlanda
Italia
Olanda
Norvegia
Portogallo
Spagna
Svezia
Svizzera
Regno Unito
Ovviamente quando si parla di titoli azionari il Regno Unito fa da padrone e compone circa un quarto dell’intero indice, seguito da Francia, Germania e Svizzera.
Il paniere ha un consistente numero di azioni, tipicamente si sfiorano i 500 titoli differenti. Nel momento in cui scriviamo, per esempio, contiamo 424 azioni differenti all’interno del paniere.
Titoli azionari all’interno dell’indice MSCI Europa
Titolo
Nazione
Peso nel paniere
NESTLE
CH
4,17%
ROCHE HOLDING PAR
CH
3,07%
NOVARTIS
CH
2,34%
SAP
DE
1,90%
ASML HOLDING
NL
1,79%
ASTRAZENECA
GB
1,71%
LVMH
FR
1,53%
NOVO NORDISK
DK
1,40%
SANOFI
FR
1,35%
SIEMENS
DE
1,19%
GLAXOSMITHKLINE
GB
1,13%
TOTAL
FR
1,02%
UNILEVER
NL
1,01%
ALLIANZ
DE
0,98%
L’OREAL
FR
0,95%
BRITISH AMERICAN TOBACCO
GB
0,91%
AIR LIQUIDE
FR
0,89%
HSBC HOLDINGS
GB
0,89%
DIAGEO
GB
0,88%
IBERDROLA
ES
0,86%
ENEL
IT
0,82%
RIO TINTO
GB
0,82%
RECKITT BENCKISER GROUP
GB
0,79%
SCHNEIDER ELECTRIC SE
FR
0,78%
BAYER
DE
0,74%
BP
GB
0,72%
ADIDAS
DE
0,72%
DEUTSCHE TELEKOM
DE
0,67%
BASF
DE
0,65%
ZURICH INSURANCE GROUP
CH
0,64%
ROYAL DUTCH SHELL CL A
GB
0,62%
KERING
FR
0,61%
LONZA GROUP
CH
0,55%
ABB LTD
CH
0,55%
BHP GROUP ORD SHS
GB
0,55%
AIRBUS
NL
0,52%
VINCI
FR
0,52%
DEUTSCHE POST
DE
0,52%
DAIMLER
DE
0,52%
PROSUS
NL
0,51%
BNP PARIBAS ACT.A
FR
0,51%
RELX
GB
0,50%
PHILIPS
NL
0,49%
AB INBEV
BE
0,49%
UBS GROUP
CH
0,49%
GIVAUDAN
CH
0,48%
DANONE
FR
0,48%
NATIONAL GRID
GB
0,44%
MUENCHENER RUECKVER
DE
0,43%
PRUDENTIAL
GB
0,43%
AXA
FR
0,43%
ESSILORLUXOTTICA
FR
0,43%
VODAFONE GROUP
GB
0,42%
LONDON STOCK EXCHANGE GROUP
GB
0,42%
VONOVIA
DE
0,42%
RICHEMONT
CH
0,41%
EXPERIAN
GB
0,41%
PERNOD RICARD
FR
0,40%
INFINEON TECHNOLOGIES
DE
0,40%
SIKA
CH
0,40%
SAFRAN
FR
0,40%
AHOLD DEL
NL
0,39%
DEUTSCHE BOERSE
DE
0,39%
ADYEN
NL
0,38%
DSV PANALPINA
DK
0,38%
INTESA SANPAOLO
IT
0,38%
ERICSSON
SE
0,37%
INDITEX
ES
0,37%
ATLAS COPCO
SE
0,37%
BANCO SANTANDER
ES
0,37%
VESTAS WIND SYSTEMS
DK
0,35%
ANGLO AMERICAN
GB
0,35%
VOLKSWAGEN
DE
0,34%
INVESTOR
SE
0,34%
KONE
FI
0,34%
TESCO
GB
0,33%
ALCON
CH
0,33%
VOLVO
SE
0,33%
CRH
IE
0,33%
COMPASS GROUP
GB
0,33%
DSM KON
NL
0,32%
ING GROEP
NL
0,32%
HERMES INTERNATIONAL
FR
0,32%
ORSTED DONG Energy
DK
0,30%
GENMAB
DK
0,30%
AMADEUS IT GROUP
ES
0,30%
E.ON
DE
0,29%
DASSAULT SYSTEM
FR
0,29%
CREDIT SUISSE GROUP AG
CH
0,29%
ENGIE
FR
0,29%
NORDEA BANK
FI
0,28%
LAFARGEHOLCIM LTD
CH
0,28%
NESTE
FI
0,28%
ASSA ABLOY
SE
0,28%
BMW
DE
0,28%
FLUTTER ENTERTAINMENT
IE
0,28%
WOLTERS KLUWER
NL
0,27%
HEINEKEN
NL
0,27%
FERRARI
NL
0,27%
RWE
DE
0,27%
VIVENDI
FR
0,27%
SANDVIK
SE
0,27%
SWISS RE AG
CH
0,26%
NOKIA
FI
0,26%
GLENCORE
JE
0,26%
LLOYDS BANKING GROUP
GB
0,26%
CAPGEMINI
FR
0,25%
ORANGE
FR
0,25%
SAINT GOBAIN
FR
0,25%
GEBERIT
CH
0,25%
KERRY GROUP
IE
0,25%
LEGRAND
FR
0,25%
ENI
IT
0,25%
ESSITY AKTIEBOLAG (PUBL)
SE
0,24%
BAE SYSTEMS
GB
0,24%
FERGUSON
JE
0,24%
BARCLAYS
GB
0,24%
HEXAGON
SE
0,24%
CELLNEX TELECOM
ES
0,23%
STMICROELECTRONICS
NL
0,22%
MERCK
DE
0,22%
SAMPO
FI
0,22%
AKZO NOBEL
NL
0,22%
FRESENIUS
DE
0,22%
COLOPLAST
DK
0,22%
HENKEL& KGAA
DE
0,22%
MICHELIN
FR
0,21%
SYMRISE
DE
0,21%
UNICREDIT
IT
0,21%
TELEPERFORMANCE
FR
0,21%
FRESENIUS MEDICAL CARE
DE
0,21%
DEUTSCHE WOHNEN
DE
0,20%
TELEFONICA
ES
0,20%
PARTNERS GROUP HOLDING
CH
0,20%
BANCO BILBAO VIZCAYA ARGENTARIA
ES
0,20%
OCADO GROUP
GB
0,19%
UPM-KYMMENE
FI
0,19%
IMPERIAL BRANDS
GB
0,19%
SMITH AND NEPHEW
GB
0,19%
DEUTSCHE BANK
DE
0,19%
SGS
CH
0,19%
ASHTEAD GROUP
GB
0,19%
SSE
GB
0,19%
ASSICURAZIONI GENERALI
IT
0,18%
EQUINOR
NO
0,18%
UCB
BE
0,17%
SEGRO REIT
GB
0,17%
SKANDINAVISKA ENSKILDA BANKEN
SE
0,17%
AVIVA
GB
0,17%
SARTORIUS
DE
0,17%
SWISSCOM
CH
0,17%
SWEDBANK
SE
0,17%
LEGAL AND GENERAL GROUP
GB
0,16%
JUST EAT TAKEAWAY
NL
0,16%
EDP
PT
0,16%
DELIVERY HERO
DE
0,16%
CARLSBERG
DK
0,16%
HENNES & MAURITZ
SE
0,16%
ZALANDO
DE
0,16%
NOVOZYMES
DK
0,16%
KINGSPAN GROUP
IE
0,16%
SVENSKA HANDELSBANKEN
SE
0,16%
DNB
NO
0,15%
INTERTEK GROUP
GB
0,15%
SWEDISH MATCH
SE
0,15%
KBC
BE
0,15%
FIAT CHRYSLER AUTOMOBILES
NL
0,15%
RENTOKIL INITIAL
GB
0,15%
SONOVA HOLDING
CH
0,15%
SWISS LIFE HLDG
CH
0,15%
FERROVIAL
ES
0,15%
WORLDLINE
FR
0,14%
LOGITECH
CH
0,14%
BT GROUP
GB
0,14%
SIEMENS HEALTHINEERS
DE
0,14%
CHRISTIAN HANSEN HOLDING
DK
0,14%
3I GROUP
GB
0,14%
STANDARD CHARTERED
GB
0,14%
VEOLIA ENVIRONNEMENT VE
FR
0,14%
EDENRED
FR
0,14%
TELENOR
NO
0,14%
QIAGEN
NL
0,13%
SOCIETE GENERALE
FR
0,13%
BEIERSDORF
DE
0,13%
SCHINDLER P PAR
CH
0,13%
CONTINENTAL
DE
0,13%
HALMA
GB
0,13%
NN GROUP
NL
0,13%
ARGENX
NL
0,13%
REPSOL
ES
0,13%
BUNZL
GB
0,12%
CREDIT AGRICOLE
FR
0,12%
KUEHNE & NAGEL
CH
0,12%
PEUGEOT
FR
0,12%
EUROFINS
FR
0,12%
GBL
BE
0,12%
STRAUMANN HOLDING
CH
0,12%
CRODA INTERNATIONAL
GB
0,12%
ALSTOM
FR
0,12%
NEXT
GB
0,12%
LEG IMMOBILIEN
DE
0,12%
SNAM
IT
0,12%
SPIRAX-SARCO ENGINEERING
GB
0,12%
SAGE GROUP
GB
0,12%
INGENICO GROUP
FR
0,12%
BRENNTAG
DE
0,12%
TERNA RETE ELETTRICA NAZIONALE
IT
0,11%
GN STORE NORD
DK
0,11%
TELIA COMPANY
SE
0,11%
CARREFOUR
FR
0,11%
PERSIMMON
GB
0,11%
A P MOLLER MAERSK
DK
0,11%
MONDI
GB
0,11%
SCOUT24
DE
0,11%
JULIUS BAER
CH
0,11%
SARTORIUS STEDIM BIOTECH
FR
0,11%
EPIROC
SE
0,11%
TEMENOS
CH
0,11%
CHOCOLADEF. LINDT & SPRUENGLI PAR
CH
0,11%
STORA ENSO
FI
0,11%
HANNOVER RUECK
DE
0,11%
UMICORE
BE
0,11%
AENA SME
ES
0,11%
KINNEVIK
SE
0,11%
DANSKE BANK
DK
0,11%
COVESTRO AG
DE
0,11%
ARCELORMITTAL
LU
0,11%
FORTUM
FI
0,11%
MTU AERO ENGINES HOLDING
DE
0,10%
WPP
JE
0,10%
PORSCHE AUTOMOBIL HOLDING PRF
DE
0,10%
INTERCONTINENTAL HOTELS GROUP
GB
0,10%
HEIDELBERGCEMENT
DE
0,10%
KPN KON
NL
0,10%
KNORR BREMSE
DE
0,10%
SMURFIT KAPPA GROUP
IE
0,10%
ENDESA
ES
0,10%
ASSOCIATED BRITISH FOODS
GB
0,10%
GRIFOLS
ES
0,10%
ELISA
FI
0,10%
BOLIDEN
SE
0,10%
CAIXABANK
ES
0,10%
SVENSKA CELLULOSA AKTIEBOLAGET
SE
0,10%
EVOLUTION GAMING GROUP
SE
0,10%
ADECCO
CH
0,10%
FINECO BANK
IT
0,10%
RED ELECTRICA CORPORACION
ES
0,10%
ATOS
FR
0,09%
BOUYGUES
FR
0,09%
MONCLER
IT
0,09%
MOWI
NO
0,09%
SKF
SE
0,09%
THALES
FR
0,09%
DCC
IE
0,09%
UBISOFT ENTERTAIN
FR
0,09%
BURBERRY GROUP
GB
0,09%
NIBE INDUSTRIER
SE
0,09%
ATLANTIA
IT
0,09%
ARKEMA
FR
0,09%
CNH INDUSTRIAL
NL
0,09%
EMS-CHEMIE HOLDING
CH
0,09%
NEXI
IT
0,09%
AGEAS
BE
0,09%
UNITED UTILITIES GROUP
GB
0,09%
SEVERN TRENT
GB
0,09%
PANDORA
DK
0,09%
ORKLA
NO
0,09%
ALFA LAVAL
SE
0,08%
PUMA
DE
0,08%
KINGFISHER
GB
0,08%
EIFFAGE
FR
0,08%
BALOISE
CH
0,08%
INFORMA
GB
0,08%
SWISS PRIME SITE
CH
0,08%
SKANSKA
SE
0,08%
SMITHS GROUP
GB
0,08%
TELE2
SE
0,08%
VALEO
FR
0,08%
PRYSMIAN
IT
0,08%
BUREAU VERITAS
FR
0,08%
MELROSE INDUSTRIES
GB
0,08%
AUTO TRADER GROUP
GB
0,08%
ADMIRAL GROUP
GB
0,08%
HARGREAVES LANSDOWN
GB
0,08%
BERKELEY GROUP HOLDINGS THE
GB
0,08%
PUBLICIS GROUPE
FR
0,08%
SWATCH GROUP I
CH
0,08%
VIFOR PHARMA
CH
0,08%
BARRY CALLEBAUT
CH
0,08%
YARA INTERNATIONAL
NO
0,08%
SOLVAY
BE
0,08%
TEAMVIEWER
DE
0,08%
ST.JAMES’S PLACE
GB
0,08%
STANDARD LIFE ABERDEEN
GB
0,07%
BIOMERIEUX
FR
0,07%
GVC HOLDINGS
IM
0,07%
SODEXO
FR
0,07%
UNIPER
DE
0,07%
DAVIDE CAMPARI MILANO
NL
0,07%
RSA INSURANCE GROUP
GB
0,07%
SIEMENS GAMESA RENEWABLE ENERGY
ES
0,07%
EDF
FR
0,07%
RANDSTAD
NL
0,07%
ERSTE GROUP BANK
AT
0,07%
SUEZ
FR
0,07%
EXOR
NL
0,07%
GETLINK
FR
0,07%
GALAPAGOS
BE
0,07%
ORPEA
FR
0,07%
NATURGY ENERGY
ES
0,07%
JOHNSON MATTHEY
GB
0,07%
BARRATT DEVELOPMENTS
GB
0,07%
NATWEST GROUP
GB
0,07%
AROUNDTOWN
LU
0,07%
GECINA
FR
0,07%
HIKMA PHARMACEUTICALS
GB
0,07%
ACS ACTIVIDADES DE CONSTRUCCION
ES
0,07%
ENAGAS
ES
0,07%
KION GROUP
DE
0,07%
EVONIK INDUSTRIES
DE
0,06%
MORRISONWM.SUPERMARKETS
GB
0,06%
RECORDATI INDUSTRIA CHIM. FARMA.
IT
0,06%
WHITBREAD
GB
0,06%
SCHINDLER HOLDING
CH
0,06%
EPIROC
SE
0,06%
ANTOFAGASTA
GB
0,06%
GEA GROUP
DE
0,06%
DIRECT LINE INSURANCE GROUP
GB
0,06%
ICA GRUPPEN
SE
0,06%
ACCOR
FR
0,06%
DIASORIN
IT
0,06%
COMMERZBANK
DE
0,06%
GALP ENERGIA-NOM
PT
0,06%
UNIBAIL RODAMCO WE STAPLED UNT
FR
0,06%
M&G
GB
0,06%
MEDIOBANCA BANCA DI CREDITO
IT
0,06%
ELECTROLUX
SE
0,06%
LANXESS
DE
0,06%
ORION
FI
0,06%
SECURITAS
SE
0,06%
RENAULT
FR
0,06%
TAYLOR WIMPEY
GB
0,06%
PEARSON
GB
0,06%
CARL ZEISS MEDITEC
DE
0,06%
LAND SECURITIES GROUP REIT
GB
0,05%
POSTE ITALIANE
IT
0,05%
SAINSBURYJ
GB
0,05%
HUSQVARNA
SE
0,05%
A P MOLLER MAERSK
DK
0,05%
SCHRODERS
GB
0,05%
AEGON
NL
0,05%
OMV
AT
0,05%
AMUNDI
FR
0,05%
SOFINA
BE
0,05%
JD SPORTS FASHION
GB
0,05%
NEMETSCHEK
DE
0,05%
AMBU
DK
0,05%
EQT
SE
0,05%
INDUSTRIVARDEN
SE
0,05%
J.MARTINS SGPS
PT
0,05%
SCOR
FR
0,05%
VOPAK
NL
0,05%
CLARIANT
CH
0,05%
LUNDIN ENERGY
SE
0,05%
IPSEN
FR
0,05%
ROLLS-ROYCE HOLDINGS
GB
0,05%
REMY COINTREAU
FR
0,05%
AVEVA GROUP
GB
0,05%
GJENSIDIGE FORSIKRING
NO
0,05%
ADEVINTA
NO
0,05%
UNITED INTERNET
DE
0,05%
NORSK HYDRO
NO
0,04%
BRITISH LAND REIT
GB
0,04%
LUNDBERGFORETAGEN
SE
0,04%
TRYG
DK
0,04%
SCHIBSTED
NO
0,04%
SEB
FR
0,04%
VERBUND
AT
0,04%
COLRUYT (D)
BE
0,04%
COVIVIO
FR
0,04%
ABN AMRO BANK
NL
0,04%
WARTSILA
FI
0,04%
LATOUR INVESTMENT
SE
0,04%
TELECOM ITALIA
IT
0,04%
FUCHS PETROLUB PRF
DE
0,04%
AERCAP HOLDINGS
NL
0,04%
BANKINTER
ES
0,04%
BOLLORE
FR
0,04%
BANQUE CANTONALE VAUDOISE
CH
0,04%
DEMANT
DK
0,04%
FDJ
FR
0,04%
ELIA GROUP
BE
0,04%
FAURECIA
FR
0,04%
ALTICE EUROPE
NL
0,04%
VOESTALPINE
AT
0,04%
PROXIMUS
BE
0,03%
AEROPORTS DE PARIS
FR
0,03%
ILIAD
FR
0,03%
TELEFONICA DEUTSCHLAND HOLDING
DE
0,03%
DEUTSCHE LUFTHANSA
DE
0,03%
SES FDR
LU
0,03%
INWIT
IT
0,03%
KLEPIERRE REIT
FR
0,03%
LEONARDO
IT
0,03%
WENDEL
FR
0,03%
TENARIS
LU
0,03%
THYSSENKRUPP
DE
0,03%
RAIFFEISEN BANK INTERNATIONAL
AT
0,03%
SWATCH GROUP
CH
0,03%
H.LUNDBECK
DK
0,03%
ANDRITZ
AT
0,03%
NATIXIS
FR
0,03%
DASSAULT AVIAT
FR
0,03%
EVRAZ
GB
0,03%
EURAZEO
FR
0,02%
CNP ASSURANCES
FR
0,02%
HOCHTIEF
DE
0,02%
METRO
DE
0,02%
PIRELLI & C
IT
0,02%
MAPFRE
ES
0,02%
FRAPORT
DE
0,02%
TELENET GROUP
BE
0,02%
ICADE REIT
FR
0,02%
JCDECAUX
FR
0,02%
Componenti dell’MSCI Europa
Confronto tra MSCI Europa ed EuroStoxx 50
Vista la natura e la grandezza dell’indice MSCI Europa, possiamo tranquillamente affermare che è questo la vera cartina tornasole del mercato europeo, ben più dell’EuroStoxx.
Infatti il paniere di 50 titoli ha al suo interno le più grandi aziende, senza fare reale distinzione tra mercati, succede così che mercati più piccoli, come possono essere quelli scandinavi o dell’Est Europa abbiano uno o nessun titolo dentro l’EuroStoxx 50.
Inoltre abbiamo accennato alla grandezza dell’indice, infatti lo Stoxx 50 ha, appunto, 50 titoli, mentre l’MSCI ha all’interno oltre 400 titoli (424 a ottobre del 2020).
Diverso invece il discorso per l’MSCI Europa che coprendo le aziende a più grande capitalizzazione di 15 mercati differenti ha all’interno varie aziende che sfuggono completamente all’indice di Stoxx (il quale si ferma 12).
Inoltre MSCI Europa ha all’interno anche mercati che non fanno parte dello Stoxx perché non nella comunità europea (Svizzera e presto UK).
Euronext è la più grande borsa valori d’Europa e la sesta al mondo. È stata creata originariamente dalle fusioni delle borse di Amsterdam, Parigi e Bruxelles.
Nel corso degli anni si è fusa con diverse altre borse, in particolare con la Borsa di New York, prima di essere acquisita dalla Borsa Intercontinentale.
Nel 2014, Euronext è stata scorporata per tornare ad essere un’entità indipendente.
Euronext ha quindi al proprio interno questi indici:
AEX di Amsterdam
BEL 20 di Bruxelles
CAC 40 di Parigi
PSI 20 di Lisbona
Euronext 100 blue-chip paneuropeo
Euronext include inoltre le borse di Irlanda e di Oslo.
Euronext 100
All’interno di Euronext esiste quindi un indice che raccoglie le 100 azioni con maggiore capitalizzazione e più attivamente negoziati su Euronext.
I componenti dell’indice Euronext 100 cambiano trimestralmente e questa è la lista a giugno del 2020.
Il Dow Jones Global Titans 50 Index è un indice composto da 50 delle più grandi multinazionali del mondo. S&P Global possiede questo indice così come gli altri indici Dow Jones.
S&P seleziona le società per questo indice calcolando criteri specifici come la capitalizzazione di mercato e la fluttuazione libera di ciascuna società, le vendite e i ricavi e i livelli di reddito netto.
L’indice Global Titans 50 è stato lanciato nel luglio 1999. Esso riflette l’impatto della globalizzazione sull’economia mondiale, nonché la crescita e l’influenza delle fusioni e lo sviluppo delle mega-società negli ultimi anni.
L’indice Dow Jones Global Titans 50 è uno dei tanti indici Dow Jones, ognuno dei quali traccia diversi aspetti dell’economia. L’indice Dow Jones originale tracciava specificamente le aziende industriali, in quanto erano i principali motori dell’economia quando l’indice ha fatto il suo debutto. L’indice globale dei titani riflette lo spostamento dell’economia globale verso la tecnologia e i servizi. Comprende ancora aziende manifatturiere come i produttori di auto e bevande e di software, ma comprende anche produttori di software e vari fornitori di servizi.
L’indice globale Dow Jones Global Titans 50
S&P ricalcola e ri-pesa l’indice trimestralmente per tenere conto delle variazioni del flottante dei titoli dei membri. S&P calcola e riporta il suo valore sia in dollari statunitensi che in euro.
Ogni società quotata nell’indice guadagna ricavi sia a livello nazionale che internazionale. Queste società blue chip operano individualmente sulle principali borse di tutto il mondo, come la Borsa di New York, la Borsa di Tokyo, il NASDAQ e la Borsa di Londra.
S&P sceglie queste società all’interno dell’universo BMI di S&P, che comprende circa il 95% dei mercati sviluppati ed emergenti per capitalizzazione di mercato. Poiché le società dell’indice Global Titans 50 sono note per le loro dimensioni e la loro stabilità, la valutazione degli utili dell’indice nel suo complesso tende ad essere inferiore alle principali medie di mercato come l’S&P 500.
La composizione dell’indice
Le aziende elencate nell’indice operano in un’ampia varietà di settori, tra cui alimenti e bevande, elettronica, automobili, prodotti farmaceutici e software.
L’industria che la fa da padrona nell’indice è la tecnologia, con un peso del 42,5%, seguita da Health Care con 15,8% e Consumer Services 12,9%.
Le aziende con sede negli Stati Uniti dominano l’indice, comprese società come McDonald’s, Wal-Mart, Philip Morris, General Electric, Johnson & Johnson ed Exxon Mobil. Anche le aziende tecnologiche americane figurano nell’indice, tra cui Apple, Microsoft e Alphabet, la società madre di Google.
Benché si chiami Global Titans 50, i titoli in lista sono tipicamente di più poiché alcune aziende hanno più titoli, come per esempio Alphabet che ha azioni A e C.
Questa la lista completa a giugno del 2020
Azienda
Nazione
Capitalizzazione (mlrd $)
Apple
USA
1.578
Microsoft
USA
1.564
Alphabet
USA
1.001
Berkshire Hathaway
USA
434
Johnson & Johnson
USA
372
Samsung
Sud Korea
368
Walmart
USA
338
Nestlé
Svizzera
310
Mastercard
USA
303
Procter & Gamble
USA
299
Roche
Svizzera
296
JPMorgan Chase
USA
282
Intel
USA
250
NVidia
USA
236
Verizon
USA
227
AT&T
USA
214
Toyota
Giappone
206
The Walt Disney Company
USA
205
Bank of America
USA
202
Merck
USA
199
The Coca Cola
USA
193
Cisco Systems
USA
193
Novartis
Svizzera
192
Pfizer
USA
192
Exxon Mobil
USA
186
PepsiCo
USA
184
AbbVie
USA
174
Oracle
USA
172
Chevron
USA
165
Abbott Laboratories
USA
163
Amgen
USA
152
McDonald’s
USA
136
Sanofi
Francia
128
Royal Dutch Shell
Olanda
124
Philip Morris
USA
110
IBM
USA
106
Citigroup
USA
105
Qualcomm
USA
103
The Boeing Company
USA
102
GlaxoSmithKline
Gran Bretagna
101
Total
Francia
101
BHP
Gran Bretagna
100
HSBC
Gran Bretagna
97
Siemens
Germania
95
3M
USA
90
British American Tobacco
Gran Bretagna
87
BP
Gran Bretagna
77
Anheuser-Busch InBev
USA
76
Allianz
Germania
71
Gazprom
Russia
65
General Electric
USA
60
BASF
Germania
52
Conoco Phillips
USA
45
Vodafone
Gran Bretagna
43
Lista dei componenti del Dow Jones Global Titans 50 Index
Esistono alcune società, spesso a caratura globale, che per un motivo o per un altro non vengono in mente appena si pensa a un investimento in borsa.
Eppure alcune di queste sono addirittura leader nei propri settori e hanno dei fondamentali ottimi; si tratta quindi di buone possibilità di investimento.
L’articolo precedente, dando un’occhio attento a tutte le maggiori società, ha fatto emergere solo qualche possibile nome, come per esempio i leader delle spedizioni UPS e DHL, piuttosto che la catena inglese Tesco, la farmaceutica McKesson oppure, guardando a brand molto conosciuti in Italia, la banca spagnola Santander, che è stata anche sponsor della Ferrari in F1, o ancora le francesi Christian Dior, Vinci e Finatis.
Insomma società globali, con numeri enormi, che però non vengono immediatamente in mente.
Se vi chiedessi 10 azioni a livello globale sono sicuro che mi rispondereste con Apple, Microsoft, Facebook, Netflix, Volkswagen, Amazon… e come darvi torto!? Queste aziende sono in qualunque cosa facciamo. Ma potrebbero non essere la scelta migliore.
Ottime aziende con azioni spesso dimenticate
Proviamo quindi a stilare una lista di aziende occidentali e teniamo lo stesso passo tenuto nell’altro articolo, quindi continuiamo sulla lista Global 500 di Fortune.
Proviamo quindi a togliere quel leggero patino di polvere che ci permetterà, magari, di conoscere azioni e aziende insospettabili, che magari usiamo tutti i giorni e che forse non abbiamo mai considerato in ottica di investimento.
Da questa lista escludiamo volontariamente tutte le aziende italiane poiché diamo per presupposto che qualsiasi investitore italiano conosca benissimo il mercato su cui si muove.
Azienda
Nazione
Natixis
Francia
Cisco Systems
USA
Saint-Gobain
Francia
Orange
Francia
Cigna
USA
Banco Bilbao Vizcaya Argentaria (BBVA)
Spagna
American International Group
USA
Zurich Insurance Group
Svizzera
HCA Healthcare
USA
Bayer
Germania
Bunge
USA
CNP Assurances
Francia
Volvo
Svezia
Charter Communications
USA
Metro
Germania
UBS Group
Svizzera
Best Buy
USA
Merck
USA
Sanofi
Francia
Honeywell International
USA
Maersk Group
Danimarca
Accenture
Irlanda
Oracle
USA
Barclays
Gran Bretagna
ABB
Svizzera
Swiss Re
Svizzera
E.ON
Germania
Lloyds Banking Group
Gran Bretagna
Credit Suisse Group
Svizzera
3M
USA
British American Tobacco
Gran Bretagna
L’Oréal
Francia
Air France-KLM Group
Francia
Compass Group
Gran Bretagna
BT Group
Gran Bretagna
Inditex
Spagna
Abbott Laboratories
USA
Schneider Electric
Francia
Philip Morris International
USA
SAP
Germania
Danone
Francia
International Airlines Group (IAG)
Spagna / GB
Adecco Group
Svizzera
Randstad
Olanda
Mapfre Group
Spagna
Nokia
Finlandia
Heineken Holding
Olanda
Kraft Heinz
USA
Michelin
Francia
U.S. Bancorp
USA
Safran
Francia
Air Liquide
Francia
Abbiamo fatto una breve lista, con alcuni marchi più conosciuti e altri un po’ meno.
Quasi tutte queste aziende hanno degli ottimi fondamentali e potrebbero essere delle buone occasioni di investimento.
Forbes Global 2000 è una classifica annuale delle più grandi aziende pubbliche; viene stilata considerando 4 pilastri:
vendite
profitti
attività
valore di mercato
La classifica di Forbes è considerata una delle classifiche aziendali più popolari e i risultati della sua analisi annuale sono largamente accettati “hook, line and sinker” senza comprendere o mettere in discussione i suoi metodi.
Metodologia
Nello svolgere questo lavoro, Forbes stabilisce dei punti di cut-off per ciascuna delle quattro metriche; in ognuna delle metriche le aziende devono soddisfarne almeno uno.
Così facendo, Forbes crea quattro liste separate: Vendite 2000, Profitti 2000, Attività 2000, Valore di mercato 2000.
Quindi, è possibile che un’azienda soddisfi il cut-off per le vendite e non soddisfi il cut-off per gli utili, ma faccia comunque parte della lista finale perché ha soddisfatto uno dei cut-off delle metriche.
I valori di cut-off per ogni metrica sono fissati annualmente (cioè vengono adeguati di anno in anno). Ad esempio, il cut-off per la metrica delle vendite del 2017 era di 3,95 miliardi di dollari contro i 4,9 miliardi di dollari del 2016. Mentre per gli utili il cut-off del 2017 era di 257,0 milioni di dollari, che è più alto di 10 milioni di dollari rispetto all’anno precedente.
Questi aggiustamenti potrebbero rivelare la performance sistemica del settore per un determinato periodo (in questo caso, annuale).
Raccolta dei dati
I loro dati provengono da FactSet Research systems (FRS), una società multinazionale di dati finanziari e software con sede a Norwalk, Connecticut (CT), negli Stati Uniti, che fornisce informazioni finanziarie e software analitico per i professionisti degli investimenti.
La qualità dei dati della FRS viene controllata con altre fonti, come Bloomberg e il bilancio della società.
Analisi dei dati
Dopo che le aziende sono state aggiunte alla lista finale di Forbes 2000, che è un consolidamento delle quattro liste generate da ciascuna delle metriche delineate, Forbes aggiunge tutti i valori insieme e classifica le aziende in base al valore totale che chiamano “punteggio composito”.
Critiche/Limitazioni
Tuttavia, ci sono diverse limitazioni (conosciute e spesso accettate) a questo approccio. Ad esempio, la sua limitazione alle sole società pubbliche.
Tuttavia, ve ne sono alcune di cui non si parla molto, come ad esempio:
la selezione delle metriche
il metodo di aggregazione dei dati alla fonte
l’uso di un punteggio composito che non tiene conto della possibilità di una differenza di intensità delle diverse metriche.
Aziende italiane nella classifica Forbes Global 2000
Queste le posizioni delle aziende italiane nell’ultima classifica Forbes 2000.
Pos.
Azienda
Ticket
97
Enel
ENEL
125
Intesa San Paolo
ISP
140
Generali
G
202
Unicredit
UCG
315
Poste Italiane
PST
468
ENI
ENI
520
Atlantia
ATL
546
Telecom Italia
TIT
683
Unipol
UNI
861
Leonardo
LDO
880
Snam
SRG
941
Banco BPM
BAMI
1075
Mediobanca
MB
1080
Terna
TRN
1149
Ferrari
RACE
1275
Banca Mediolanum
BMED
1445
BPER Banca
BPE
1474
Cattolica Assicurazioni
CASS
1493
UBI Banca
UBI
1569
Banca MPS
BMPS
1800
Fineco Bank
FBK
1813
Credito Emiliano
CE
1891
Pirelli
PIRC
1895
Banca Popolare di Sondrio
BPSO
1933
Saipem
SPM
1963
Prysmian
Aziende italiane nella classifica Forbes Global 2020
Ovviamente ci sono anche altre aziende italiane di matrice che non hanno più sede in Italia. Come per esempio:
Pos.
Azienda
Ticket
Sede
223
Fiat Chrysler Automobiles
FCA
Gran Bretagna
304
EssilorLuxottica
EL
Francia
528
CNH Industrial
CNHI
Gran Bretagna
558
Exor
EXO
Olanda
1810
Tenaris
TEN
Lussemburgo
Aziende italiane con sede all’estero
Top Ten Forbes Global 2000 del 2020
Pos.
Azienda
Nazione
1
ICBC
Cina
2
China Construction Bank
Cina
3
JPMorgan Chase
USA
4
Berkshire Hathaway
USA
5
Agricultural Bank of China
Cina
6
Saudi Oil Company (Saudi Aramco)
Arabia Saudita
7
Ping An Insurance Group
Cina
8
Bank of America
USA
9
Apple
USA
10
Bank of China
Cina
Top ten nella classifica Forbes Global 2000
Top 10 aziende tedesche nella classifica Forbes 2000 del 2020
Pos.
Azienda
23
Volkswagen
25
Allianz
62
Siemens
69
Deutsche Telekom
75
BMW Group
102
Bayer
107
BASF
150
SAP
185
Deutsche Post
206
Munich Re
Top 10 aziende della Germania su Forbes Global 2000 del 2020
Top 10 aziende francesi nella classifica Forbes 2000 del 2020
Pos.
Azienda
29
Total
42
BNP Paribas
64
Axa Group
73
LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton
112
EDF
117
Sanofi
118
Crédit Agricole
137
Vinci
156
Orange
176
L’Oréal
Top 10 aziende dalla Francia nella classifica Forbes Global 2000 del 2020
Top 10 aziende americane nella classifica Forbes 2000 del 2020
Ne abbiamo già viste 4 nella top ten, ecco le prime 10 aziende a stelle e strisce.
Pos
Azienda
3
JPMorgan Chase
4
Berkshire Hathaway
8
Bank of America
9
Apple
11
AT&T
13
Alphabet (Google)
14
ExxonMobile
15
Microsoft
17
Wells Fargo
18
Citigroup
Top 10 aziende americane nella classifica Forbes Global 2000 del 2020
Immaginate una pila di banconote da un dollaro che arriva dalla Terra alla Luna, con un’altra pila che arriva dalla superficie della Luna per l’85% del tragitto di ritorno verso la Terra. Il totale sarebbe di circa 6,5 trilioni di dollari. Questo è quanto denaro viene speso ogni anno a livello globale per l’assistenza sanitaria, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Con tutti questi soldi destinati all’assistenza sanitaria, è ragionevole pensare che questo sia un settore di grande interesse per gli investitori. Ma come si comincia a investire nel settore sanitario? Qui c’è tutto quello che dovete sapere sul settore sanitario e che tipo di azioni e di ETF scegliere per il vostro portafoglio.
Che cos’è il settore sanitario?
Il settore sanitario è enorme e comprende una vasta gamma di aziende, sia grandi che piccole. Queste aziende possono essere ampiamente suddivise in tre gruppi:
Fornitori di servizi sanitari
Pagatori
Fornitori di prodotti e servizi per l’industria sanitaria
La buona notizia per gli investitori è che ci sono molti titoli tra cui scegliere in tutte e tre le categorie, molti dei quali hanno solide prospettive di crescita.
I fornitori di assistenza sanitaria sono costituiti da organizzazioni e individui che forniscono assistenza diretta ai pazienti, tra cui ospedali, ambulatori, studi medici, studi dentistici e ortodontisti, farmacie, centri di dialisi, agenzie sanitarie domiciliari, strutture di assistenza a lungo termine e centri per anziani.
I pagatori aiutano a coprire i costi dell’assistenza sanitaria per i pazienti. Pagatori governativi come Medicare e Medicaid negli Stati Uniti forniscono la copertura sanitaria per molti individui. I pagatori privati includono gli assicuratori sanitari, le compagnie di assistenza sanitaria gestite e i gestori delle prestazioni farmaceutiche (PBM), in Italia abbiamo molte assicurazioni, come UniSalute, del gruppo Unipol, giusto per fare un esempio.
Tra i fornitori di prodotti e servizi per l’industria sanitaria ce ne sono alcuni che sviluppano prodotti utilizzati direttamente per curare i pazienti, come le aziende farmaceutiche e i produttori di dispositivi medici. Questo gruppo comprende anche aziende che forniscono prodotti e servizi utilizzati per la diagnosi di malattie, ad esempio, fornitori di servizi di laboratorio e produttori di test medici. Ci sono anche molte aziende che forniscono servizi tecnologici all’industria sanitaria, fornendo ai fornitori le infrastrutture necessarie per curare i pazienti e mantenere i loro dati al sicuro.
L’industria sanitaria, in generale, sta crescendo in modo significativo. Un fattore chiave che guida questa crescita è l’andamento demografico dell’invecchiamento della popolazione in molte parti del mondo. Man mano che gli individui invecchiano, è più probabile che abbiano bisogno di prodotti e servizi sanitari.
Un altro fattore che ha influito sulla crescita del settore sanitario statunitense è l’Affordable Care Act (ACA), noto anche come Obamacare, che è stato firmato nel 2010. L’ACA ha aumentato l’accesso all’assicurazione sanitaria per milioni di americani attraverso l’espansione dei programmi statali Medicaid e l’istituzione di una borsa di assicurazione sanitaria in cui gli individui senza assicurazione sanitaria sponsorizzata dal datore di lavoro possono acquistare un’assicurazione sanitaria. Gli individui con un reddito più basso ricevono sussidi federali per ottenere la copertura assicurativa sanitaria.
L’ACA è solo un esempio di come la regolamentazione governativa abbia un impatto sull’industria sanitaria. Attualmente, sono in corso sforzi a Washington, D.C., per controllare i prezzi dei farmaci. Inoltre, diversi candidati presidenziali democratici sostengono una proposta chiamata Medicare for All, che offrirebbe servizi sanitari a tutti gli americani con il governo federale come unico pagatore. Un po’ come succede in Italia per intenderci, con il Servizio Nazionale che paga gran parte delle spese mediche per gli italiani.
La U.S. Food and Drug Administration (FDA) supervisiona l’industria sanitaria negli Stati Uniti e questa è l’agenzia di regolamentazione con cui le aziende sanitarie lavorano per ottenere l’approvazione di farmaci, dispositivi e servizi per l’uso su pazienti americani.
Punti focali nel settore sanitario
Diversi punti focali avranno un impatto sul settore sanitario per gli anni a venire.
Invecchiamento demografico L’invecchiamento della popolazione globale è la tendenza chiave più importante nel settore sanitario. Una media di 10.000 baby boomer negli Stati Uniti raggiunge i 65 anni ogni giorno, secondo l’AARP. Ma anche le popolazioni di altri Paesi stanno invecchiando, comprese molte nazioni in Europa e in Asia. E l’Italia? Siamo uno dei Paesi più vecchi al mondo, la longevità italiana è seconda solo ai giapponesi.
L’invecchiamento demografico che spinge la domanda di assistenza sanitaria potrebbe aumentare le entrate per le aziende di tutto il settore sanitario. Tuttavia, è anche probabile che stimoli nuovi sforzi per esercitare una pressione al ribasso sull’aumento dei costi sanitari, in modo che le persone possano permettersi l’assistenza di cui hanno bisogno. La pressione sui prezzi va a vantaggio delle aziende che offrono prodotti e servizi che aiutano a contenere o a ridurre i costi sanitari complessivi, ma i cambiamenti nelle politiche di prezzo dei farmaci potrebbero avere un impatto negativo sulle aziende con prodotti e servizi sanitari ad alto prezzo.
Tecnologia avanzata dei dispositivi medici Continuano a essere fatti enormi progressi nello sviluppo di dispositivi medici che utilizzano tecnologie avanzate. Alcuni di questi dispositivi sono utilizzati dagli operatori sanitari per il trattamento dei pazienti, mentre altri dispositivi sono indossati dai pazienti (come i monitor per il glucosio continuo o le CGM) o funzionano all’interno dei pazienti (come le pompe cardiache artificiali e le valvole cardiache artificiali).
Un esempio di tecnologia avanzata dei dispositivi medici utilizzata dagli operatori sanitari per il trattamento dei pazienti è un sistema chirurgico robotico, che consente ai chirurghi di controllare con precisione gli strumenti chirurgici montati su un braccio robotico.
Editing genico e terapie geniche Ci sono più di 10.000 malattie causate da un’alternanza (nota come mutazione) in un singolo gene del DNA umano, secondo l’OMS. Due tipi di trattamenti che hanno molte promesse nel trattamento di queste malattie genetiche sono l’editing genico e le terapie geniche.
L’editing genico comporta l’inserimento, la cancellazione o la sostituzione del DNA all’interno di un gene. Il trattamento di modificazione genica non è ancora disponibile per i pazienti, ma diverse aziende biotecnologiche stanno sviluppando trattamenti di modificazione genica per varie malattie genetiche, tra cui l’emofilia e la malattia falciforme. Le biotecnologie stanno anche utilizzando approcci di gene-editing chiamati CAR-T per modificare le cellule immunitarie del corpo per combattere il cancro.
Le terapie geniche prevedono l’inserimento di un gene sano nelle cellule. Diverse terapie geniche sono state approvate negli Stati Uniti, tra cui Luxterna di Spark Therapeutics, che tratta una rara forma genetica di cecità. Roche Holding, una società sanitaria svizzera, ha annunciato che acquisterà Spark per 5 miliardi di dollari.
Biopsia liquida Alcune malattie potrebbero essere trattate in modo più efficace se potessero essere individuate prima. La biopsia liquida è un approccio particolarmente promettente per la diagnosi precoce delle malattie, in particolare per alcuni tipi di cancro.
La biopsia liquida funziona ottenendo campioni di sangue per trovare biomarcatori (sostanze nel sangue o nei tessuti che indicano la presenza di un cancro). Anche se l’uso della biopsia liquida non è ancora diffuso, nei prossimi anni si potrebbero fare progressi significativi nel migliorare l’approccio per individuare più tipi di cancro e altre malattie in fasi molto precoci.
Medicina di precisione Un’altra tendenza genetica che ha già un impatto sull’assistenza sanitaria e che dovrebbe crescere di importanza è la medicina di precisione (talvolta chiamata anche medicina personalizzata), che comporta l’adattamento dei farmaci alle caratteristiche individuali di un paziente. Le caratteristiche genetiche dei pazienti sono un settore particolarmente importante per la medicina di precisione.
Nel 2018 i farmaci di precisione hanno rappresentato il 42% di tutte le approvazioni di farmaci. Questo approccio di sviluppo di farmaci che si concentrano su specifiche mutazioni genetiche è destinato a diventare ancora più diffuso in futuro con il progredire della ricerca genetica.
Chi sono gli investitori nel settore sanitario?
Prima di esaminare cosa cercare nei titoli sanitari, pensiamo a quali tipi di investitori dovrebbero essere i titoli sanitari in primo luogo.
Storicamente, alcuni titoli sanitari (in particolare le grandi aziende farmaceutiche, i dettaglianti di farmacie e le assicurazioni sanitarie) sono stati considerati come alternative relativamente stabili per gli investitori conservatori interessati ai titoli di valore. D’altro canto, i titoli in crescita nel settore sanitario, ad esempio le piccole biotecnologie senza prodotti approvati, sono stati visti come adatti solo per gli investitori aggressivi disposti ad assumersi rischi significativi, al fine di bloccare il potenziale vantaggio di questi multibaggers in fase iniziale.
In una certa misura, questi punti di vista storici sono ancora applicabili. Gli investitori conservatori dovrebbero comunque evitare le azioni di piccole biotecnologie senza entrate costanti. Tuttavia, le mutevoli dinamiche del settore sanitario potrebbero rendere i titoli sanitari più volatili rispetto al passato. Se gli Stati Uniti dovessero implementare un sistema sanitario a pagamento unico come Medicare for All, quasi certamente danneggerebbe gli assicuratori sanitari, ma potrebbe anche avere un impatto negativo su altre aziende del settore. Come per tutti gli investimenti, non investire mai denaro di cui si avrà bisogno nei prossimi tre o cinque anni. Con i titoli sanitari in piccola crescita, avrete bisogno di molto tempo per ripagare il vostro investimento.
Come trovare i migliori titoli sanitari
Quindi cosa si deve cercare nei titoli sanitari se si è un investitore disposto a gestire quello che probabilmente sarà un mercato più volatile per il settore? I fattori che cerchereste con qualsiasi tipo di azione sono ancora validi, incluse le prospettive di crescita, i dividendi, la solidità finanziaria e la valutazione.
Ricordate, però, che le prospettive di crescita delle azioni del settore sanitario potrebbero avere un impatto drammatico se gli Stati Uniti passassero a un sistema a singolo pagatore. Perché? La maggior parte delle aziende health che operano a livello globale si affidano agli Stati Uniti per gran parte delle loro entrate e dei loro profitti. Un sistema a contribuzione unica negli Stati Uniti potrebbe limitare i prezzi dei prodotti e dei servizi delle aziende. A causa di questo rischio, le azioni delle aziende sanitarie, che aiutano a ridurre i costi sanitari, potrebbero funzionare meglio di altre.
Come per le azioni di qualsiasi settore, non concentratevi solo sul dividend yield delle azioni sanitarie. Valutate anche la probabilità che l’azienda sia in grado di continuare a pagare il dividendo almeno ai livelli attuali. Una metrica utile per effettuare questa determinazione è il payout ratio, che misura i dividendi in percentuale degli utili.
Ci sono diversi modi per valutare la solidità finanziaria di un determinato titolo. Si dovrebbe considerare la crescita dei ricavi e degli utili. È importante anche la posizione di cassa dell’azienda, che comprende le disponibilità liquide, i mezzi equivalenti e gli investimenti a breve termine. Uno dei migliori indicatori della solidità finanziaria è il free cash flow (FCF) generato, che misura la liquidità residua dopo aver pagato le spese operative e gli investimenti.
La metrica più comunemente utilizzata per determinare il valore intrinseco di un titolo è il rapporto prezzo/utile (P/E). Tuttavia, poiché molti titoli del settore sanitario stanno registrando una rapida crescita, l’analisi dei rapporti P/E storici potrebbe non essere utile quanto il rapporto P/E a termine, che si basa su utili stimati a un anno di distanza. Può essere utile anche il rapporto prezzo/utilizzo degli utili (PEG), che è un fattore dei tassi di crescita degli utili previsti (di solito su un periodo di cinque anni). Il lato negativo di queste metriche è che le stime della crescita dei guadagni possono essere troppo alte o troppo basse.
I migliori titoli health da acquistare
Ci sono troppi grandi stock sanitari da discutere in un unico articolo, ma queste azioni sanitarie si distinguono soprattutto per la loro stabilità:
Azienda
Capitalizzazione
P/E
Illumina
50 mlrd $
53,5
Intuitive Surgical
62 mlrd $
46,0
Johnson & Johnson
400 mlrd $
18,9
Teladoc Health
13 mlrd $
EPS -1,3761
Vertex Pharmaceuticals
73 mlrd $
62,3
Recordati
8,5 mlrd €
23,1
Sanofi
110 mlrd €
16,40
Bayer
60 mlrd €
12
Illumina
Illumina è leader mondiale nel sequenziamento dei geni. Nel gennaio 2019 l’amministratore delegato Francis deSouza ha detto che “l’ubiquità e l’impatto della genomica renderanno nano tutto ciò che abbiamo visto finora” in futuro. Se questo punto di vista ottimistico si rivelerà vincente, gli investitori di Illumina saranno ampiamente ricompensati.
I sistemi dell’azienda sono già strumenti critici utilizzati per lo sviluppo di biopsie liquide e farmaci di precisione, due tendenze fondamentali per la salute. Diverse altre aree presentano enormi opportunità di crescita per Illumina, in particolare la genomica dei consumatori, i test prenatali non invasivi (NIPT), la genomica della popolazione e la ricerca e il trattamento di malattie rare e non diagnosticate.
Si può pensare al sequenziamento genico come a un puzzle. Il tipo di sequenziamento genico in cui Illumina è specializzata è il sequenziamento a lettura breve, che è noto per la sua elevata precisione e la sua produttività. Ma il sequenziamento a lettura lunga comporta meno “pezzi di puzzle” da mettere insieme rispetto al sequenziamento a lettura breve ed è più adatto per alcuni tipi di applicazioni.
Illumina spera di aggiungere il sequenziamento a lunga lettura al suo repertorio attraverso l’acquisizione della Pacific Biosciences of California.
Intuitive Surgical
L’azienda è particolarmente pronta a trarre vantaggio dal trend demografico menzionato in precedenza. Man mano che gli individui invecchiano, è più probabile che necessitino di procedure chirurgiche (compresi diversi dei tipi di procedure in cui l’azienda è oggi più utilizzata).
Intuitive Surgical pensa anche che l’uso della chirurgia robotica possa aiutare a ridurre i costi sanitari complessivi. L’azienda mette spesso in evidenza studi che hanno scoperto che l’uso del sistema da Vinci riduce la durata delle visite in ospedale, riduce le complicanze associate alle procedure chirurgiche, si traduce in un minor numero di riammissioni ospedaliere e abbassa i tassi di infezione.
Le principali opportunità di crescita dell’azienda sono la continua espansione dei tipi di procedure che possono essere eseguite con la tecnologia robotica e l’aumento delle vendite sui mercati internazionali.
Johnson & Johnson
Johnson & Johnson è la più grande azienda sanitaria del mondo. Il gigantesco conglomerato ha più di 260 società operative che operano in almeno 60 paesi e sono organizzate in tre segmenti di business: consumer, farmaceutico e dispositivi medici.
Il segmento consumer di J&J commercializza un’ampia varietà di marchi per la casa, tra cui Band-Aid, Benadryl, Neosporin, Aveeno, StayFree, Tylenol e Zyrtec. Anche se negli ultimi anni l’azienda non ha generato una crescita significativa dal segmento consumer, il business realizza un fatturato annuo di oltre 80 miliardi di dollari.
Il segmento farmaceutico dell’azienda è il suo più forte motore di crescita e il più grande produttore di denaro. Il segmento ha più farmaci da prescrizione approvati che rappresentano un successo, in particolare i farmaci immunologici Remicade, Simponi, Stelara e Tremfya, e i farmaci antitumorali Darzalex, Imbruvica e Zytiga.
Il segmento dei dispositivi medici di Johnson & Johnson si concentra sui dispositivi per applicazioni ortopediche, procedure chirurgiche, soluzioni interventistiche come quelle cardiovascolari e neurovascolari e la salute degli occhi. Il segmento sta diventando anche un attore più importante nel mercato dei sistemi chirurgici robotici grazie all’acquisizione di Auris Health.
Qualsiasi discussione su J&J deve includere il dividendo della società. Il rendimento dei dividendi di J&J è attualmente pari a quasi il 2,6%. La società ha aumentato il suo dividendo per 56 anni consecutivi. Sono probabili ulteriori aumenti dei dividendi, con il payout ratio di J&J ad un livello ragionevole del 63%.
Teladoc Salute
Teladoc Health fornisce servizi di teleassistenza sanitaria a pazienti in più di 125 paesi in tutto il mondo. Gli oltre 12.000 clienti dell’azienda comprendono il 40% di Fortune 500.
Si potrebbe pensare che la convenienza che la telehealth offre ai pazienti sia un grande vantaggio per Teladoc Health, e lo è. Tuttavia, un vantaggio ancora più grande per l’azienda è che i suoi servizi riducono effettivamente i costi per i clienti. Dato che i demografi anziani di cui si è parlato in precedenza spingono i costi sanitari più alti, Teladoc potrebbe trovare un numero ancora maggiore di clienti in fila alle sue porte.
Ma non ci sono molti concorrenti nel mercato dei servizi di teleassistenza? Certo, ma Teladoc è il più grande. È l’unica azienda di servizi di teleassistenza sanitaria con un’impronta globale. L’azienda offre anche servizi di assistenza virtuale per più aree rispetto ai suoi concorrenti. Non sorprende quindi che il principale rivenditore di farmacie CVS Health abbia scelto Teladoc come partner di teleassistenza per i suoi ambulatori MinuteClinic.
Teladoc Health è l’operatore più interessante in quello che dovrebbe essere un mercato in rapida crescita. Potrebbe anche essere un solido vincitore anche se gli Stati Uniti passassero a un sistema sanitario a pagamento unico. Purtroppo al momento presenta bilanci con EPS negativo, quindi è un titolo in prospettiva.
Vertex Pharmaceuticals
Vertex Pharmaceuticals si concentra principalmente sullo sviluppo di farmaci per il trattamento della causa genetica alla base della fibrosi cistica (FC). La biotecnologia dispone di tre farmaci per la fibrosi cistica approvati dalla FDA: Kalydeco, Orkambi e Symdeko.
Vertex è probabilmente il miglior titolo biotech sul mercato per diverse ragioni. L’azienda gode fondamentalmente di un monopolio nella fibrosi cistica. Nessun altro farmaco che affronti la causa alla base della malattia è stato approvato negli Stati Uniti o in Europa. Vertex ha anche molto spazio per crescere.
La biotecnologia dovrebbe essere in grado di aumentare il suo mercato indirizzabile di oltre il 75% nei prossimi anni con l’introduzione di terapie combinate a tre farmaci per la FC. L’anno prossimo Vertex potrebbe ottenere la sua prima approvazione FDA per una combinazione di tre farmaci.
Vertex sta inoltre sviluppando farmaci per il trattamento di altre malattie. Potrebbe essere un attore chiave nell’editing dei geni grazie alla partnership con Crispr Therapeutics. Le due biotecnologie stanno sviluppando trattamenti di modificazione genica per le malattie rare del sangue, la beta talassemia e l’anemia falciforme. Inoltre, la pipeline di Vertex include farmaci sperimentali per il trattamento del dolore e delle malattie genetiche rare.
Recordati
Lasciamo per un attimo il mercato sanitario statunitense e spostiamoci su quello di casa nostra.
Uno dei principali attori in Italia, e in Europa, è certamente Recordati, fondata nel 1926, è un gruppo farmaceutico internazionale, quotato alla Borsa Italiana, con oltre 5.000 dipendenti, che si dedica alla ricerca, allo sviluppo, alla produzione e alla commercializzazione di prodotti farmaceutici. Con sede a Milano, Recordati è presente in tutta Europa, compresa la Russia, la Turchia, il Nord Africa, gli Stati Uniti d’America, il Canada, il Messico, alcuni paesi del Sud America, il Giappone e l’Australia.
Un’efficiente rete di informatori scientifici del farmaco promuove un’ampia gamma di farmaci innovativi (Lomexin, Urispas, Kentera, REAGILA), sia proprietari che su licenza, in diverse aree terapeutiche, tra cui un’attività specializzata nel trattamento delle malattie rare. Recordati è un partner di riferimento per le licenze di nuovi prodotti per i propri territori. Recordati è impegnata nella ricerca e nello sviluppo di nuove specialità farmaceutiche con particolare attenzione ai trattamenti per le malattie rare.
Dal 2018 il socio maggioritario è CVC Capital Partners, un fondo inglese specializzato sul mercato sanitario.
Sanofi
Rimaniamo in Europa e spostiamoci in Francia, almeno per la sede centrale, con un’azienda molto concentrata sui vaccini, si tratta del maggior produttore al mondo di vaccini, attraverso la controllata Sanofi Pasteur (e secondo voi non avrà anche quello contro il Covid-19?).
Sanofi S.A. è una multinazionale farmaceutica francese con sede a Parigi dal 2013 la quinta più grande al mondo per vendite su prescrizione medica. Originariamente, la società è stata costituita nel 1973 e l’attuale incarnazione è stata costituita come Sanofi-Aventis nel 2004, dalla fusione di Aventis e Sanofi-Synthélabo, ognuna delle quali era il prodotto di diverse fusioni precedenti. Ha cambiato il suo nome in Sanofi nel maggio 2011.
Sanofi si occupa di ricerca e sviluppo, produzione e commercializzazione di farmaci principalmente nel mercato delle prescrizioni, ma l’azienda sviluppa anche farmaci da banco. L’azienda copre sette grandi aree terapeutiche: cardiovascolare, sistema nervoso centrale, diabete, medicina interna, oncologia, trombosi e vaccini.
Bayer
Bayer è una multinazionale tedesca, una delle più grandi aziende farmaceutiche del mondo. Con sede a Leverkusen, le aree di business di Bayer includono prodotti farmaceutici per uso umano e veterinario; prodotti per la salute dei consumatori; prodotti chimici per l’agricoltura, sementi e prodotti biotecnologici.
Fondata a Barmen nel 1863 come fabbrica di coloranti, il primo e più noto prodotto della Bayer è stato l’Aspirina.
La Bayer ha svolto un ruolo chiave nella ricostruzione della Germania occidentale del dopoguerra, riguadagnando rapidamente la sua posizione di una delle più grandi aziende chimiche e farmaceutiche del mondo. Nel 2006 l’azienda ha acquisito Schering, nel 2014 ha acquisito il business consumer di Merck & Co. con marchi come Claritin, Coppertone e Dr. Scholl’s, e nel 2018 ha acquisito Monsanto, uno dei principali produttori di colture geneticamente modificate.
I prodotti chiave includono analgesici come Bayer Aspirin e Aleve, integratori alimentari Redoxon e Berocca, e prodotti per la cura della pelle Bepanthen e Bepanthol.
La Divisione Farmaceutica si concentra sui prodotti su prescrizione, soprattutto per la salute delle donne e la cardiologia, e anche sulle specialità terapeutiche nei settori dell’oncologia, dell’ematologia e dell’oftalmologia. La divisione comprende anche la Business Unit Radiologia, che commercializza apparecchiature per la diagnostica per immagini potenziata con mezzi di contrasto.
ETF per la salute
Se la scelta di singoli titoli sanitari sembra troppo scoraggiante, avete un’altra buona opzione per investire nel settore sanitario. Gli ETF (Exchange Traded Funds) focalizzati sul settore sanitario che forniscono un modo per acquistare più azioni in un colpo solo, il che vi offre una diversificazione istantanea e un’esposizione al rialzo del settore. Un ETF è un titolo negoziabile che segue un determinato indice e fa trading su un’importante borsa valori.
Il più grande ETF sanitario è il Health Care Select Sector SPDR Fund (NYSEMKT:XLV). Questo ETF tenta di tracciare l’indice Health Care Select Sector Index, che comprende oltre 60 titoli sanitari che si trovano nell’indice S&P 500. Se siete alla ricerca di un’ampia esposizione al settore sanitario, questo ETF potrebbe essere una buona scelta per voi.
Ci sono anche ETF che vi permettono di concentrarvi solo su un settore specifico all’interno dell’assistenza sanitaria. Ad esempio, l’ETF SPDR S&P Biotech (NYSEMKT:XBI) include 120 titoli biotech nel suo portafoglio. L’iShares U.S. Medical Devices ETF (NYSEMKT:IHI), come indica il suo nome, possiede 58 titoli di dispositivi medici statunitensi.
I vantaggi principali dell’acquisto di un ETF sanitario piuttosto che di singoli titoli sanitari sono la semplicità e la diversificazione. Il principale svantaggio è che gli ETF addebitano le spese di gestione. Gli ETF sanitari a cui si fa riferimento hanno un rapporto di spesa (spese di gestione suddivise per attività nell’ETF) compreso tra lo 0,13% e lo 0,43%.
Rischi dei titoli sanitari
I titoli sanitari e gli ETF, che detengono titoli sanitari, sono esposti a diversi rischi. Abbiamo già accennato ai rischi associati ai cambiamenti normativi governativi, in particolare alla possibilità che gli Stati Uniti possano implementare un sistema sanitario a pagamento unico.
Un altro rischio importante per i titoli sanitari è la possibilità di concorrenza. I produttori di farmaci, ad esempio, devono continuamente affrontare la prospettiva che un’altra società sviluppi un trattamento meno costoso o più efficace. Le aziende produttrici di dispositivi medici si trovano ad affrontare sfide simili.
Alcuni stock sanitari corrono anche il rischio che i loro prodotti e servizi possano essere considerati non sicuri. Johnson & Johnson è stata coinvolta in un contenzioso per l’accusa di contaminazione da amianto del suo talco e di altri prodotti a base di talco. Bayer, con l’acquisizione della Monsanto ha portato a casa vari problemi. È necessario che gli investitori scavino nella relazione annuale di una società e leggano la sezione sui fattori di rischio, prestando particolare attenzione alle questioni relative ai consumatori e alle cause legali per responsabilità civile sui prodotti.
Le aziende sanitarie che sviluppano farmaci o dispositivi medici devono ottenere le approvazioni normative per i loro prodotti da parte della FDA, dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) o di altri enti normativi. Il mancato ottenimento di queste approvazioni normative può danneggiare le prospettive di business delle aziende e causare il crollo delle loro azioni.
Alcune aziende sanitarie devono anche affrontare delle sfide per ottenere il rimborso dei loro prodotti.
Grandi guadagni potenziali
Nonostante questi rischi, i titoli del settore sanitario possono anche offrire agli investitori un’opportunità significativa di generare forti rendimenti a lungo termine. I titoli sanitari come Illumina, Intuitive Surgical, Johnson & Johnson, Teladoc Health, Vertex Pharmaceuticals, Recordati, Sanofi e Bayer sembrano essere in ottima forma per fornire tali rendimenti grazie ai loro prodotti innovativi e alle tendenze chiave che operano a loro favore.
L’indice EUROSTOXX 50 (talvolta chiamato Dow Jones EUROSTOXX 50) è l’indice Blue-chip leader in Europa per l’Eurozona e fornisce una rappresentazione dei leader nell’Eurozona.
Contiene aziende leader nei loro settori e contiene 50 azioni di 11 paesi dell’Eurozona: Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna.
Ulteriori derivati sono i seguenti indici di singoli paesi: L’EUROSTOXX 50 Subindex Francia, l’EUROSTOXX 50 Subindex Italia e l’EUROSTOXX 50 Subindex Spagna, composti da componenti provenienti rispettivamente da Francia, Italia e Spagna.
Dove hai sentito parlare dell’indice EUROSTOXX 50?
Se sei un investitore, potresti essere stato informato della creazione dell’indice EUROSTOXX 50 nel 1998 e del suo successivo ruolo nel valutare il sentiment del mercato azionario all’interno dell’Eurozona. Il vostro consulente finanziario potrebbe avervi suggerito un investimento nell’indice EUROSTOXX 50 come un buon modo per ottenere un’esposizione alle grandi imprese nell’area della moneta unica.
Cosa dovete sapere sull’Indice EUROSTOXX 50
L’Indice EUROSTOXX 50 è stato progettato da STOXX, un fornitore di indici di proprietà del Gruppo Deutsche Börse, ed è l’equivalente europeo dell’Indice Dow Jones 30. È l’indice leader delle 50 maggiori aziende blue-chip con sede in 12 paesi della zona euro.
L’EUROSTOXX 50 dichiara che il suo obiettivo è quello di presentare l’80% di ogni gruppo industriale in ogni mercato, e di conseguenza l’80% dei titoli d’investimento di ogni mercato. I trader e le aziende internazionali possono negoziare e acquistare azioni attraverso stock option, contratti a termine e ETF (exchange-traded funds).
A differenza dell’analogo indice statunitense compilato da Dow Jones, l’indice EUROSTOXX 50 limita l’adesione alle società dei paesi che hanno adottato la moneta unica, l’euro. Ciò significa che nell’indice non ci sono società britanniche.
L’EUROSTOXX 50 è concesso in licenza alle società di servizi finanziari per l’utilizzo nella costruzione di prodotti che tracciano l’indice e viene utilizzato dai gestori di fondi come benchmark per valutare la loro performance. Tra le società presenti nell’indice figurano aziende leader come:
Deutsche Bank
BMW
Adidas
Volkswagen
Vivendi
Intesa San Paolo
Santander
Orange
ENI
Enel
Danone
Axa
A gennaio del 2020 i top 10 componenti dell’EUROSTOXX 50 comprendevano:
Total SA
SAP SE
ASML Holding NV
LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton SE
Linde PLC
Sanofi SA
Siemens AG
Allianz SE
Airbus SE
Unilever NV
Come vengono scelte le aziende per EUROSTOXX 50?
L’Indice EUROSTOXX 50 rappresenta le aziende blue-chip di 12 paesi della zona euro con il più alto valore di mercato per azione. Le società “blue-chip” sono semplicemente società che sono finanziariamente stabili e che ottengono continuamente buoni risultati sul mercato azionario, portando di solito rendimenti elevati agli investitori che hanno acquistato le loro azioni.
La composizione dell’indice varia a seconda dell’aumento e del calo dei valori delle società. Le modifiche vengono tipicamente apportate all’indice EUROSTOXX 50 quando un’azienda non è più una rappresentazione accurata dell’economia a causa di un periodo di significativo disagio finanziario, o per rappresentare meglio l’economia dopo che si è verificato un significativo cambiamento nel suo complesso.
Come viene calcolato?
L’Indice EUROSTOXX 50 è il cosiddetto indice ponderato in base al prezzo, il che significa che le azioni con prezzi azionari più elevati hanno un peso maggiore nell’indice. I 40 titoli più preziosi della lista di selezione sono automaticamente inclusi nell’EUROSTOXX 50, tra cui Allianz, Daimler e Siemens. Le società rimanenti, che riempiranno la lista a capacità, cambiano di anno in anno, per riflettere quanto sia desiderabile investire in virtù del loro valore di mercato.
I calcoli per questi indici utilizzano la formula di Laspeyres, che misura le variazioni di prezzo rispetto a un peso base fisso di quantità.
I calcoli per i valori delle azioni vengono effettuati ogni 15 secondi tra le 09.00 CET e le 18.00 CET per le varianti Euro e Dollaro USA di qualsiasi tipo di rendimento. Le varianti in sterline britanniche sono disponibili solo come calcoli di fine giornata (18.00 CET).
Cosa determina il prezzo di EUROSTOXX 50?
In termini semplici, il prezzo delle società della zona euro quotate sull’indice EUROSTOXX è ciò che controlla il prezzo. Poiché molte delle società quotate sono francesi e tedesche, la volatilità dell’economia di questi paesi influenzerà l’Indice EUROSTOXX. Poiché l’indice è composto da 50 società, il prezzo di una di queste società probabilmente non influenzerà l’indice in modo significativo, poiché le variazioni dei prezzi delle altre società si equilibreranno con esso e si livelleranno. Tuttavia, una seria azione dei prezzi in tutti i paesi europei farà muovere questo indice, e anche le recessioni economiche lo influenzeranno.
Da quando l’indice EUROSTOXX 50 è stato fondato nel 1998, c’è stata l’opportunità di vedere come se la cava in tempi di crisi, quanto è volatile e cosa lo colpisce in particolare. Dal 2008 è evidente che in tempi di crisi nell’Eurozona, l’Indice EUROSTOXX 50 ha rispecchiato questa volatilità.
Come si investe in EUROSTOXX 50?
Il modo più semplice per investire nell’EUROSTOXX 50 è tramite gli ETF. Gli ETF possono essere acquistati e venduti come normali azioni sul mercato azionario, il che li rende diversi dai fondi comuni d’investimento. Di solito hanno anche tassi di commissione molto bassi o nulli, il che li rende più accessibili al commercio rispetto ai fondi indicizzati o ai fondi comuni d’investimento. I due ETF EUROSTOXX 50 più popolari sono SPDR EUROSTOXX 50 ETF e iShares EUROSTOXX 50 ETF.
Molti trader e investitori acquistano e vendono sulla base dell’EUROSTOXX 50 in quanto il mercato considera questo indice come una presentazione generale della salute economica dell’Europa.
Perché EUROSTOXX 50 è utile agli investitori?
L’indice EUROSTOXX 50 è stato introdotto come un comodo strumento di benchmarking della performance delle 50 maggiori società della zona euro quotate in borsa. In questo modo, gli investitori sanno quale sia il capitale di mercato delle aziende giorno per giorno, aiutandoli a decidere su quali siano le aziende più fruttuose in cui investire.
Tutti i componenti dell’€Stoxx 50
A questo punto non ci rimane che elencare tutti i 50 titoli azionari facenti parte dello STOXX 50 Europa.
Il CAC (Cotation Assistée en Continu) 40 è l’indice borsistico francese di riferimento, che rappresenta le 40 società più significative tra le 100 maggiori capitalizzazioni di mercato quotate alla borsa Euronext di Parigi. È uno dei più grandi mercati azionari europei, e quindi uno dei più importanti indici nazionali del gruppo borsistico paneuropeo Euronext.
Come viene calcolato il CAC 40?
Il CAC 40 è composto da 40 delle principali società francesi quotate alla borsa Euronext di Parigi. L’indice è composto e recensito da Euronext, una borsa valori europea.
I componenti del CAC 40 sono rivisti ogni trimestre. Le società vengono selezionate in base alla combinazione di due classifiche: in primo luogo, il valore del loro fatturato regolamentato del precedente periodo di 12 mesi e, infine, la loro capitalizzazione di mercato corretta per il flottante.
L’indice CAC 40 è composto da queste 40 società più alte, dove le società in classifica da 36 a 45 sono collocate in una zona di buffer riser-faller, con priorità alle società già presenti nell’indice. Si noti che in alcuni casi, alle società di altre borse Euronext, può essere concesso un posto sul CAC 40.
Aziende sul CAC 40
Come già anticipato ci sono variazioni trimestrali sulle aziende che compongono il CAC40, però ci sono anche aziende che per loro natura, grandezza e liquidità sono perennemente presenti in questo indice.
Questo l’elenco dei componenti del CAC40:
Stock
Ticket
Capitaliz. (mlrd di €)
LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton
EPA:MC
203
L’Oréal
EPA:OR
150
Sanofi
EPA:SAN
56,8
Total
EPA:FP
98,6
Hermes International
EPA:RMS
81,9
Kering
EPA:KER
67,7
Airbus Group
EPA:AIR
63,4
Air Liquide
EPA:AI
60
EssilorLuxottica
EPA:EL
54,9
Schneider Electric
EPA:SU
54,2
Vinci
EPA:DG
50,1
BNP Paribas
EPA:BNP
48,8
Safran
EPA:SAF
48,6
Axa
EPA:CS
47,8
Danone
EPA:BN
41,2
Dassault Systemes
EPA:DSY
39,8
Pernod Ricard
EPA:RI
38,6
Orange
EPA:ORA
30,6
Engie
EPA:ENGI
28,1
Vivendi
EPA:VIV
26,6
Credit Agricole
EPA:ACA
26,2
STMicro
EPA:STM
22,5
Legrand
EPA:LR
18,2
Michelin
EPA:ML
18,2
Saint Gobain
EPA:SGO
17,7
Thales
EPA:HO
16,6
Capgemini
EPA:CAP
16,5
Société Générale
EPA:GLE
14,2
Peugeot
EPA:UG
13,8
Worldline
EPA:WLN
12,8
Veolia Environnement
EPA:VIE
12,2
Carrefour
EPA:CA
11,9
Bouygues
EPA:EN
11,7
ArcelorMittal
AMS:MT
10,6
Sodexo
EPA:SW
10,4
Unibail Rodamco Westfield
AMS:URW
9,8
Accor
EPA:AC
7,8
Atos
EPA:ATO
7,7
Publicis
EPA:PUB
7,6
Renault
EPA:RNO
7,5
Componenti del Cac 40 al 07/06/2020
Orario di negoziazione CAC 40 (Francia 40)
I principali orari di trading per il CAC 40 sono tra le 09:00 e le 17:30 (CET).
Come si fa a negoziare il CAC 40 (France 40) CFD?
Il CAC 40 è uno degli indici più popolari e ampiamente negoziati del gruppo Euronext, ed ha la tendenza ad essere volatile. Come qualsiasi indice azionario, il CAC 40 non può essere acquistato e venduto come un’azione. Al contrario, oggi è possibile negoziare l’indice CAC 40 utilizzando contratti per differenza (CFD). Negoziare il CAC 40 utilizzando i CFD permette di assumere una posizione lunga o corta senza dover trattare con uno scambio.
Storia del CAC 40
Il CAC prende il nome da Paris Bourse’s, la storica borsa valori, sistema di automazione, la ‘Cotation Assistée en Continu’, che si traduce in ‘Quotazione Assistita Continua’.
Lanciato il 31 dicembre 1987, con un valore di base di 1000, equivalente a un limite di mercato di 370.437.433.433.95,70 franchi francesi, il massimo storico dell’indice è di 6922,33 punti. Come molti altri grandi indici, anche questo è stato raggiunto al culmine della bolla delle dot-com nel settembre 2000.
Da cosa viene influenza il CAC40?
A causa della distribuzione della capitalizzazione di mercato, il CAC 40 è particolarmente sensibile ad alcune variazioni della domanda e dell’offerta di determinati beni e servizi.
I prezzi delle azioni delle maggiori società hanno un effetto sproporzionato sull’indice. Ad esempio, Total, una multinazionale del petrolio e del gas, è la più grande azione all’interno del CAC 40, e quindi l’indice può essere direttamente influenzato dalle variazioni del prezzo del petrolio, influenzando il valore del prezzo delle azioni di Total.
Lo stesso principio si applica al titolo Sanofi, una delle principali aziende farmaceutiche, quando un nuovo farmaco riceve l’approvazione, ci si aspetta che il titolo aumenti, con un impatto sull’indice, o al contrario quando un brevetto scade e l’azienda si trova ad affrontare la concorrenza, ci si aspetta che il titolo scenda, il che può influenzare l’indice.
I cambiamenti economici globali, le tendenze e gli eventi nazionali, come le elezioni presidenziali francesi, le guerre e i disastri naturali, hanno un impatto incredibile sull’indice.
Le questioni sociali e geopolitiche francesi avranno una forte influenza sul CAC 40.
Oltre a ciò, gli indicatori macroeconomici francesi influenzeranno il CAC 40.