Non c’è fine al peggio in quel della Svizzera e in particolar modo nella sede centrale di Credit Suisse. La banca con sede a Zurigo ha vissuto gli ultimi 12 mesi in modo particolarmente complesso.
No, in questo caso il Covid c’entra poco, o almeno, anche la pandemia ha messo qualche ostacolo da scavalcare, ma non così alto come fatto da altri fattori.
In particolar modo tutto ha avuto inizio con lo scandalo Wirecard, scavalcato a tempo record e con poche perdite. Per l’operatore tedesco la banca helvetica aveva messo in conto una perdita di “appena” 900 milioni, poi abbattuti grazie alla vendita delle obbligazioni convertibili a investitori istituzionali.
Ripresi dalla prima botta ne arriva una ulteriore in marzo del 2021, quando l’azienda inglese Greensill va in default. Greensill che era un’impresa sul mercato della supply-chain finance, cioè la possibilità, per aziende con debiti verso terzi, di pagare i fornitori portando il debito dai fornitori stessi verso Greensill. Quest’ultima, a sua volta, cartolarizzava il debito per rivenderlo a terzi… un po’ come con i mutui subprime, quando i debitori hanno iniziato a non pagare il castello di carte è venuto giù.
Tornando a Credit Suisse, con il default di Greensill, ha perso altre centinaia di milioni (non si hanno le cifre corrette ma tutto fa pensare di aver quasi raggiunto un miliardo di dollari).
Dopo questa doppietta in Svizzera hanno provato a cambiare qualcosa: la separazione dell’asset management dalla divisione International Wealth Management. Cade anche qualche testa. Ma evidentemente il disastro più grande è ancora da vedere.
Non passano tanti giorni e alla fine di marzo 2021, quindi a soli 15 giorni dal default di Greensill, scoppia il bubbone Archegos Capital.
Riassumendo velocemente: il fondo americano era zuppo di titoli di Viacom e di Discovery, comprati con margini elevatissimi. La depressione dei prezzi di questi titoli ha portato i prime broker Goldman Sachs e Morgan Stanley a fare una margin call. In pratica le due banche americane hanno contattato Bill Hwang, numero uno di Archegos, chiedendo di iniziare a vendere delle azioni così da coprire i primi margin call, al rifiuto dello stesso, per evitare perdite maggiori, GS e MS hanno venduto in blocco le quote possedute da Archegos, così da rientrare dei loro prestiti. Deutsche Bank pare abbia capito cosa stava accadendo e velocemente si è ricoperta, mentre Nomura e Credit Suisse avrebbero dormito sonni tranquilli, portando la perdita per CS a 4,7 miliardi di dollari (per stessa ammissione della banca).
Boom…
Una tripletta che avrebbe costretto gli svizzeri a guardare meglio a cosa stava succedendo nella loro banca, trovando coperture e pezze giustificative per le operazioni di dubbia origine (e si parla di fatture false da parte di Archegos). Se ne erano forse già resi conto i due riassicuratori Tokio Marine e Marsh che a inizio marzo avevano rifiutato di assicurare il debito di Archegos posseduto in fondi di CS, costringendo quest’ultima alla vendita immediata di una parte di asset per limitare le perdite in caso di disastro (poi avvenuto).
Il risultato di tutto ciò? Credit Suisse dovrebbe chiudere il trimestre con 5 miliardi di perdita. Visti gli attivi della banca si tratta di perdite superabili con qualche trimestre, la questione di fondo invece è la credibilità della banca stessa. Chi investirà più in CS in modo tranquillo?
Quello che è successo venerdì 26 marzo in America, all’apertura dei mercati, potrebbe essere una valanga in preparazione. Il tutto è stato innescato da ordini di vendita arrivate su specifici titoli, in particolare su ViacomCbs e Discovery, ma anche su Baidu, Tencent Music, Vipshop, Farfetch, iQiyi e GSX Techedu.
Vendite distribuite in due blocchi, il primo da 6,6 miliardi e il secondo da 3,9 miliardi per un totale di 10,5 miliardi di dollari di ordini in vendita.
Qualcuno ha paragonato il fatto a quanto visto nel film Margin Call, nel quale una banca d’investimento, accortasi del buco che stavano creando i mutui subprime, ha iniziato a scaricare cartaccia verso altri investitori, in poco tempo e cercando di uscire a qualsiasi prezzo.
Naturalmente venerdì è subito partita la caccia al colpevole, con i sospetti che si sono poggiati prima su Ark Invest e poi addirittura su Credit Suisse. Lentamente però questi sospetti hanno lasciato il campo liberando completamente i primi due e spostandosi su un nome ben specifico: Archegos Capital.
Si tratta di un fondo che investe con alti livelli di margine e che, pare, non sia stato in grado di rispondere al margin call del proprio broker, il quale, su una mancata risposta positiva, ha iniziato a vendere l’intero portafoglio.
Necessità di rientrare, provocando il margin call, dovuta ai cali su quei titoli già nei giorni precedenti, nei quali, parrebbe, Archegos sarebbe stato fermo sulle proprie posizioni. Tutto ciò finché i prezzi di Viacom e Discovery non hanno raggiunto il livello di stop lose imposto dal broker, a quel punto sono scattate le vendite selvagge e i titoli hanno continuato a crollare, tirando in mezzo altro hedge con stop un po’ più bassi. Se vogliamo è uno short squeeze al contrario.
Questo è probabilmente solo un’inizio di ciò che potrebbe succedere visto l’enorme indebitamento a cui si sono prestati vari hedge fund e investitori in generale, anche aiutati da politiche extraespansive da parte delle banche centrali. Però, qualora l’inflazione aumentasse e il debito diventasse più costoso, di questi casi rischiamo di vederne molti di più di uno ogni tanto.
Il mondo dei media è ampio e variegato, all’interno troviamo aziende che producono e distribuiscono film, serie TV, musica, libri, programmi radiofonici, canali televisivi ed emittenti.
Aziende di cui la popolazione mondiale fa sempre più uso. Anche grazie alla proliferazione dei dispositivi mobile che hanno reso tutto più raggiungibile.
Le aziende si stanno spaccando in due grandi rami in questo mercato: quelle che hanno radici solide e un core business vivo e vegeto si stanno ingrandendo; altre aziende un po’ più tradizionali stanno vivendo una stagione di M&A.
Sia in America che in Europa il mercato si sta condensando intorno a pochi player che stanno facendo da padrone: vi dicono nulla Netflix, Discovery, Walt Disney o Amazon Prime Video?
Nel mentre attori delle telecomunicazioni stanno facendo campagna acquisti, portandosi a casa dei player di tutto rispetto: alcuni esempi sono AT&T, proprietaria di WarnerMedia, oppure Comcast che a NBCUniversal, nel 2018, ha aggiunto Sky.
Un cambiamento che investe anche le radio, le quali si affidano sempre più al digitale e ai podcast per diffondere i loro media on-demand.
Le migliori aziende di media
Ecco una lista di aziende che fanno parte di questo settore e che nei prossimi anni potrebbero vivere momenti particolarmente felici.
Azienda
Segmento
Alphabet (YouTube) NASDAQ:GOOG
Streaming
Amazon Prime Video (NASDAQ:AMZN)
Streaming
AMC Entertainment (NYSE:AMC)
Televisione
Apple TV+ (NASDAQ:AAPL)
Streaming
AT&T
Telecomunic. / Produttore
Cable One (NYSE:CABO)
Servizi TV (cavo)
Charter Communications (NASDAQ:CHTR)
Televisione
Cinemark Holdings (NYSE:CNK)
Cinema
Comcast (NASDAQ:CMCSA)
Televisione
Discovery (NASDAQ:DISCA)
Televisione
Dish Network (NASDAQ:DISH)
Televisione
Fox Corp (NASDAQ:FOX)
Produttore / TV
Gray Television (NYSE:GTN)
Televisione
Groupe TF1 (EPA:TFI)
Televisione
Imax Corp (NYSE:IMAX)
Cinema
Lucisano Media Group (BIT:LMG)
Cinema
Mediaset (BIT:MS)
Televisione
Mondo TV (BIT:MTV)
Produttore / TV
Netflix (NASDAQ:NFLX)
Streaming
Nexstar Media Group (NASDAQ:NXST)
Televisione
ProSiebenSat.1 Media (ETR:PSM)
Televisione
Rai Way (BIT:RWAY)
Servizi TV (antenne)
Roku (NASDAQ:ROKU)
Device
Spotify (NYSE:SPOT)
Streaming Musica
Televisa (NYSE:TV)
Televisione
ViacomCBS (NASDAQ:VIAC)
Produttore / TV
Walt Disney (NYSE:DIS)
Produttore / Streaming
Warner Music Group (NASDAQ:WMG)
Musica
Come è facile notare, soprattutto perché in ordine alfabetico sono in cima alla lista, anche in questo settore ci sono i big tecnologici che ci hanno messo il naso:
Amazon.com grazie a Prime Video (fresco acquirente dei diritti per la Champions League)
Alphabet (Google) grazie a YouTube
Apple grazie al canale streaming Apple TV+
Inoltre, come se non bastasse, questi player anche anche piedi nel segmento dello streaming musicale, che sfruttano appieno grazie agli assistenti vocali (Echo, Nest, ecc).
In mezzo a tutta questa trasformazione ci sono alcune aziende che meritano certamente un focus maggiore rispetto ad altre.
Discovery (NASDAQ:DISCA)
Partiamo da quello che è il secondo network privato in Italia alle spalle di Mediaset.
Partita nel 1985 in America con The Discovery Channel, oggi possiede circa 140 canali televisivi in tutto il mondo.
Si tratta di uno dei più grandi emittenti televisivi nel globo.
Netflix (NASDAQ:NFLX)
Il più grande servizio di streaming on demand al mondo. Si tratta della televisione del futuro, streaming via Internet, e Netflix ha una posizione dominante.
Ha ampi spazi di crescita ancora, dovrà raggiungere ancora milioni di utenti e per caratteristiche è quella che potrebbe farcela maggiormente.
Negli ultimi anni è anche produttore, con Serie TV e film che l’hanno resa celebre.
La scala globale le conferisce una forza e una longevità che difficilmente potranno essere scalfiti.
Anche se grandi brand si sono lanciati sul suo terreno, Netflix comunque appare in una posizione di dominio.
Gli mancano solo gli eventi live, su cui si sta lanciando il principale concorrente (Amazon Prime Video), ma siamo sicuri che presto andranno a colmare anche questa lacuna.
Amazon.com (NASDAQ:AMZN)
Dopo aver parlato di Netflix e della TV del futuro non possiamo non mettere in risalto anche Amazon che con il servizio Prime Video si è guadagnata una posizione di tutto rispetto.
Purtroppo non la possiamo annoverare tra le aziende maggiori sullo streaming video per il semplice motivo che l’on-demand non è la principale fonte di introiti. Infatti il core business di Amazon non è certo Prime Video.
Di contro, tra i fattori che potrebbero portarla ad avere successo, c’è il fatto che ha appena acquisito i diritti per trasmettere i maggiori 16 big match di Champions League che, al di là dell’interesse nello sport, la rendono la prima piattaforma streaming on-demand con diritti per live stream. Un ulteriore segmento ancora mal coperto da altri player.
Walt Disney (NYSE:DIS)
Chi non conosce la Disney? Da quando ha acquisito la maggior parte della 21° Century Fox è una potenza mondiale.
Ha un portafoglio molto forte di proprietà intellettuali, tra cui Star Wars, Marvel, Pixar, e i suoi classici marchi Disney. Ha anche forti marchi televisivi in Disney e ESPN, che possiede contratti a lungo termine per la trasmissione di eventi sportivi di alto livello, tra cui il Monday Night Football.
Negli ultimi anni ha spinto fortemente sullo streaming, attraverso Disney+, differenziandosi comunque da Netflix e concentrandosi su contenuti adatti ai più piccoli.
Ovviamente ha anche altre linee di prodotto, come i parchi tematici.
Spotify (NYSE:SPOT)
Per il servizio di streaming musicale potremmo fare un discorso parallelo a quello di Netflix; infatti come quest’ultimo sta allo streaming video, Spotify sta allo streaming musicale.
La differenza è che mentre Netflix ha fatto il grande salto, diventando anche produttore e i suoi successi si possono trovare solo sulla sua piattaforma, Spotify questo salto non l’ha mai fatto e quindi altri servizi di streaming potrebbero mangiargli il mercato.
Evoluzione che è già in essere, poiché i vari YouTube Music, Prime Music, ecc stanno acquisendo sempre più clienti e, inoltre, sono attivi nativamente sugli assistent domestici dei clienti. Acquistando un Echo di Amazon ascolterete, se non cambiate le impostazioni, la musica da Amazon Prime Music…
Qual è un buon investimento?
Ci sono vari aspetti da considerare quando si valuta un buon investimento in questo settore:
Contenuto: proprietà intellettuale unica, contratti a lungo termine con personalità note e licenze per eventi che attirano un grande pubblico, come sport o cerimonie di premiazione, tutti attirano i consumatori. Quasi altrettanto importante è possedere marchi forti che colpiscono gli spettatori.
Scala: più grande è l’azienda mediatica, maggiore è il potere negoziale che ha con i distributori e i marketer. Ciò può significare una distribuzione più ampia, tariffe più alte per le commissioni di affiliazione e la pubblicità migliore. Inoltre, una scala sufficiente fornisce opportunità promozionali incrociate tra le proprietà della media company.
Diversificazione: le migliori aziende di media sono diversificate per formati, metodi di distribuzione, demografia del pubblico e geografie.
Tecnologia: man mano che il consumo di media si sposta verso i servizi diretti al consumatore, possedere la tecnologia per supportare la distribuzione diretta può fornire un beneficio significativo ai margini di profitto su scala.
Fondamentali: le aziende del settore dei media hanno bisogno di una buona quantità di riserve di liquidità per poter fare offerte sui contenuti e produrre nuovi film, serie televisive e altri programmi. La liquidità consente inoltre di effettuare un maggior numero di acquisizioni e fusioni. Gli investitori vogliono però assicurarsi che il debito non sia fuori controllo. Un flusso di cassa più consistente, proveniente ad esempio dai proventi degli abbonamenti, dovrebbe consentire una maggiore leva finanziaria.
Tra queste aziende più piccole ce ne sono solo 2 che fanno parte anche dell’S&P 100:
Simon Property Group
Occidental Petroleum Corp
Definiamo le seguenti aziende piccole non perché siano realmente piccole (siamo in presenza di colossi), ma perché in relazione alle altre aziende dell’S&P 500 queste occupano i posti più in basso considerando la capitalizzazione.
Giusto per fare un paragone e per meglio capirci, Mckesson Corp, che è il primo di questa lista (il 129esimo se guardiamo tutte le aziende dell’S&P 500), in Italia sarebbe la quinta azienda, prima di Generali ed FCA e dopo solo a Enel, ENI, Intesa e Ferrari.
L’ultima di questa classifica ha comunque più marketCap della 40esima del FTSE MIB. Quindi stiamo parlando di autentici colossi, anche se ci riferiamo a essi come “piccole dell’S&P 500”.
Vediamo quindi la lista delle aziende più piccole presenti sull’S&P 500, considerando che sono tante le abbiamo divise in 3 blocchi differenti.
Le aziende tra 20 e 25 miliardi di capitalizzazione
Sono 52 aziende e occupano le posizioni tra la 129 e la 180 dell’S&P 500.
Ticker
Azienda
Market Cap
P/E
Dividend Yield
MCK
Mckesson Corp
24.863.730
10,24
1,07%
TT
Trane Technologies Plc
24.384.864
17,08
2,08%
ALGN
Align Technology
24.337.768
13,50
0,00%
MPC
Marathon Petroleum Corp
24.313.258
7,89
6,20%
VFC
V.F. Corp
24.277.316
21,68
3,08%
ALXN
Alexion Pharm Inc
24.173.932
10,54
0,00%
FTV
Fortive Corp
24.163.330
20,11
0,39%
WMB
Williams Companies
24.142.620
19,69
8,04%
XLNX
Xilinx Inc
24.117.548
29,47
1,53%
ED
Consolidated Edison Company of New York
24.001.886
16,55
4,26%
PH
Parker-Hannifin Corp
23.650.908
16,20
1,91%
SWK
Stanley Black & Decker Inc
23.553.686
18,54
1,81%
K
Kellogg Company
23.383.800
17,37
3,34%
TDG
Transdigm Group Inc
23.330.442
22,31
0,00%
VLO
Valero Energy Corp
23.067.554
10,48
6,93%
CARR
Carrier Global Corporation [Carr/I]
23.048.492
0,00
1,20%
LYB
Lyondellbasell Industries NV
22.978.994
7,76
6,10%
DLTR
Dollar Tree Inc
22.923.726
19,82
0,00%
VRSN
Verisign Inc
22.921.782
29,91
0,00%
MSI
Motorola Solutions
22.909.726
17,68
1,90%
ADM
Archer Daniels Midland
22.753.114
11,92
3,52%
BBY
Best Buy Company
22.750.388
15,30
2,49%
DHI
D.R. Horton
22.735.666
12,26
1,12%
STT
State Street Corp
22.708.200
9,78
3,22%
BLL
Ball Corp
22.647.360
26,14
0,86%
HLT
Hilton Inc
22.427.642
21,02
0,00%
FE
Firstenergy Corp
22.369.024
15,82
3,78%
FLT
Fleetcor Technologies
22.236.316
22,99
0,00%
INCY
Incyte Corp
22.080.750
0,00
0,00%
TSN
Tyson Foods
21.993.938
11,84
2,78%
SWKS
Skyworks Solutions
21.960.622
24,82
1,34%
GLW
Corning Inc
21.884.864
18,10
3,06%
CERN
Cerner Corp
21.821.822
29,07
1,00%
LEN
Lennar Corp
21.797.472
10,29
0,72%
AVB
Avalonbay Communities
21.724.644
16,39
4,12%
ODFL
Old Dominion Freight Line Inc.
21.345.048
35,05
0,33%
EQR
Equity Residential
21.293.050
16,26
4,21%
AME
Amtek Inc
21.275.230
22,14
0,78%
DTE
Dte Energy Company
21.129.534
18,48
3,69%
APTV
Aptiv Plc
20.968.648
18,46
0,00%
ABC
Amerisourcebergen Corp
20.897.520
13,53
1,64%
CTVA
Corteva Inc
20.894.490
16,53
1,86%
NDAQ
Nasdaq Inc
20.841.936
24,02
1,54%
WELL
Welltower Inc
20.823.854
12,24
4,89%
CHD
Church & Dwight Company
20.704.190
32,41
1,14%
FTNT
Fortinet Inc
20.586.000
65,31
0,00%
MTD
Mettler-Toledo International
20.577.138
38,27
0,00%
ARE
Alexandria Real Estate Equities
20.560.526
23,16
2,60%
EIX
Edison International
20.392.136
11,79
4,55%
CPRT
Copart Inc
20.315.338
34,91
0,00%
SPG
Simon Property Group
20.155.864
5,65
7,81%
MKTX
Marketaxess Holdings
20.121.106
89,09
0,45%
EFX
Equifax Inc
20.054.018
28,39
0,94%
Aziende con medie capitalizzazioni sull’S&P 500
Le aziende tra 10 e 20 miliardi di capitalizzazione
Il gruppo più grosso, ben 132 aziende che vanno dalla posizione 181 alla posizione 311.
Ticket
Azione
Market Cap
P/E
Div. Yield
PPL
PPL Corp
19.872.524
10,57
6,42%
O
Realty Income Corp
19.801.366
17,30
4,86%
ETR
Entergy Corp
19.681.930
16,91
3,78%
FCX
Freeport-Mcmoran Inc
19.558.036
0,00
0,74%
AJG
Arthur J. Gallagher & Company
19.445.634
26,29
1,76%
GRMN
Garmin Ltd
19.300.460
21,48
2,41%
FRC
First Republic Bank
19.271.654
20,96
0,71%
AEE
Ameren Corp
18.958.760
24,03
2,58%
WY
Weyerhaeuser Company
18.759.618
55,69
5,41%
CTXS
Citrix Systems Inc
18.748.502
32,65
0,92%
AMP
Ameriprise Financial Services
18.704.102
8,60
2,72%
MXIM
Maxim Integrated
18.541.102
31,18
2,76%
LH
Laboratory Corp of America Holdings
18.511.738
17,07
0,00%
AKAM
Akamai Technologies
18.119.516
31,42
0,00%
KEYS
Keysight Technologies Inc Comm
18.026.626
23,04
0,00%
CAG
Conagra Brands Inc
17.826.980
16,05
2,32%
GWW
W.W. Grainger
17.821.952
19,60
1,73%
WST
West Pharmaceutical Services
17.690.974
68,72
0,27%
DISH
Dish Network Corp
17.417.736
16,24
0,00%
LUV
Southwest Airlines Company
17.408.990
10,42
2,10%
DAL
Delta Air Lines Inc
17.386.074
0,00
0,00%
CMS
Cms Energy Corp
17.267.714
22,98
2,70%
AMCR
Amcor Plc
17.243.506
0,00
4,28%
TFX
Teleflex Inc
17.174.462
32,19
0,37%
TTWO
Take-Two Interacti
17.048.762
41,22
0,00%
PAYC
Paycom Software Inc
17.001.710
91,36
0,00%
NTRS
Northern Trust Corp
16.631.678
12,04
3,50%
CDW
CDW Corp
16.601.508
18,95
1,30%
DGX
Quest Diagnostics Inc
16.539.973
20,04
1,81%
VMC
Vulcan Materials Company
16.452.277
26,23
1,09%
TSCO
Tractor Supply Company
16.436.802
29,24
0,98%
ANET
Arista Networks Inc
16.285.660
25,58
0,00%
PXD
Pioneer Natural Resources Company
15.962.036
12,86
2,27%
DPZ
Domino’s Pizza Inc
15.941.367
39,62
0,77%
FOX
Fox Corp Cl B
15.935.189
10,58
1,74%
BKR
Baker Hughes A Ge Co. Cl A
15.889.576
19,75
4,68%
FOXA
Fox Corp Cl A
15.799.352
10,51
1,76%
VIAC
Viacomcbs Inc. Cl B
15.691.986
5,93
3,76%
KMX
Carmax Inc
15.528.288
23,94
0,00%
HOLX
Hologic Inc
15.482.031
24,50
0,00%
COO
Cooper Companies
15.409.503
27,66
0,02%
ROL
Rollins Inc
15.405.049
65,43
0,68%
DFS
Discover Financial Services
15.403.877
7,54
3,50%
OXY
Occidental Petroleum Corp
15.309.306
66,08
0,23%
CAH
Cardinal Health
15.305.905
9,44
3,71%
HIG
Hartford Financial Services Group
15.150.154
7,22
3,07%
KSU
Kansas City Southern
15.053.066
21,14
1,01%
CPB
Campbell Soup Company
14.972.226
17,89
2,83%
HES
Hess Corp
14.948.699
0,00
2,05%
CBRE
CBRE Group Inc
14.945.096
12,32
0,00%
BIO
Bio-Rad Laboratories
14.882.492
67,25
0,00%
TIF
Tiffany & Company
14.806.761
40,30
1,90%
DOV
Dover Corp
14.735.855
16,78
1,91%
IP
International Paper Company
14.695.802
9,31
5,48%
ESS
Essex Property Trust
14.670.414
16,63
3,71%
BR
Broadridge Financial Solutions Llc
14.634.575
27,99
1,69%
ZBRA
Zebra Technologies
14.210.334
22,52
0,00%
BXP
Boston Properties
14.182.082
13,09
4,29%
PEAK
Healthpeak Properties Inc.
14.124.205
15,17
5,64%
JBHT
J B Hunt Transport
13.978.855
25,56
0,81%
TYL
Tyler Technologies
13.969.186
84,84
0,00%
EVRG
Evergy Inc
13.924.104
21,26
3,29%
MLM
Martin Marietta Materials
13.885.345
23,45
0,99%
WAT
Waters Corp
13.870.092
25,61
0,00%
SYF
Synchrony Financial
13.863.065
6,11
3,71%
IFF
International Flavors & Fragrances
13.848.957
21,95
2,31%
MAS
Masco Corp
13.804.937
20,13
1,03%
FMC
FMC Corp
13.744.683
17,40
1,66%
JKHY
Jack Henry & Assoc
13.700.293
46,79
0,96%
FITB
Fifth Third Bncp
13.640.234
8,44
5,64%
XYL
Xylem Inc
13.448.646
27,47
1,39%
STE
Steris Corp
13.345.801
27,94
0,94%
EXPD
Expeditors Intl
13.170.953
24,05
1,31%
MTB
M&T Bank Corp
13.150.547
8,31
4,29%
VTR
Ventas Inc
13.147.164
9,39
5,11%
WDC
Western Digital Cp
13.126.903
40,43
4,57%
DRE
Duke Realty Corp
13.081.244
24,88
2,65%
MAA
Mid-America Apartment Communities
12.809.598
17,57
3,57%
OKE
Oneok Inc
12.809.574
9,33
12,96%
GPC
Genuine Parts Company
12.787.206
16,53
3,56%
IR
Ingersoll Rand Inc.
12.781.043
77,40
0,00%
QRVO
Qorvo Inc
12.778.873
19,76
0,00%
IEX
Idex Corp
12.700.535
29,60
1,19%
NUE
Nucor Corp
12.575.398
11,36
3,86%
HPE
Hewlett Packard Enterprise Comp
12.487.838
6,03
4,94%
EXR
Extra Space Storage Inc
12.482.713
19,73
3,72%
STX
Seagate Tech Ord Shs
12.446.312
10,89
5,36%
LNT
Alliant Energy Corp
12.407.833
19,75
3,06%
NVR
NVR Inc
12.312.427
15,27
0,00%
ABMD
Abiomed Inc
12.298.812
66,82
0,00%
ATO
Atmos Energy Corp
12.298.471
21,93
2,29%
LDOS
Leidos Holdings Inc
12.298.170
16,82
1,57%
EXPE
Expedia Group Inc
12.289.400
27,59
1,56%
PFG
Principal Financial Group Inc
12.258.332
8,39
5,00%
CINF
Cincinnati Financial
12.190.399
18,38
3,17%
PKI
Perkinelmer
12.134.391
26,71
0,26%
SJM
J.M. Smucker Company
12.104.577
12,09
3,32%
OMC
Omnicom Group Inc
12.053.419
9,25
4,62%
ETFC
E*Trade Finl Corp
12.018.271
13,75
1,03%
NLOK
Nortonlifelock Inc.
11.880.715
22,24
2,48%
TDY
Teledyne Technologies Inc
11.840.640
29,75
0,00%
WAB
Wabtec Corp
11.695.162
15,04
0,78%
KEY
Keycorp
11.685.364
7,89
6,18%
CHRW
C.H. Robinson Ww
11.564.346
23,65
2,37%
HAL
Halliburton Company
11.483.569
9,85
1,38%
DISCA
Discovery Comm A
11.470.681
5,89
0,00%
VAR
Varian Medical Systems
11.447.231
27,79
0,00%
ULTA
Ulta Beauty Inc
11.441.472
26,40
0,00%
URI
United Rentals
11.415.444
8,18
0,00%
SIVB
Svb Financial Group
11.342.132
11,72
0,00%
WRB
W.R. Berkley Corp
11.322.164
20,08
0,76%
RCL
Royal Caribbean Cruises Ltd
11.294.226
8,65
5,78%
RE
Everest Re Group
11.224.385
11,82
2,78%
IT
Gartner Inc
11.103.180
27,98
0,00%
LYV
Live Nation Entertainment
10.945.970
0,00
0,00%
CTL
Centurylink
10.898.195
7,19
10,07%
CFG
Citizens Financial Group Inc/Ri
10.857.454
8,43
6,13%
UDR
United Dominion Realty Trust
10.840.008
17,58
3,92%
J
Jacobs Engineering Group Inc
10.749.110
14,84
0,92%
CE
Celanese Corp
10.710.273
10,00
2,74%
HAS
Hasbro Inc
10.619.723
17,68
3,51%
BEN
Franklin Resources
10.554.971
8,21
5,07%
CNP
Centerpoint Energy Inc
10.507.109
10,55
3,11%
RF
Regions Financial Corp
10.364.544
8,07
5,74%
DVA
Davita Healthcare Partners Inc
10.329.858
13,13
0,00%
EMN
Eastman Chemical Company
10.280.381
10,19
3,49%
DISCK
Discovery Comm Inc
10.262.145
5,28
0,00%
L
Loews Corp
10.199.023
17,67
0,69%
CBOE
CBOE Global Markets Inc
10.194.086
17,81
1,55%
PKG
Packaging Corp of America
10.152.944
14,34
2,95%
CXO
Concho Resources Inc
10.088.846
17,07
1,56%
AAP
Advance Auto Parts Inc
10.043.829
21,61
0,69%
Aziende dell’S&P 500 con capitalizzazione tra 10 e 20 miliardi
Le aziende più piccole dell’S&P 500
L’ultima fascia, cioè le aziende più piccole presenti sull’S&P 500.