Azione: Take Two (NASDAQ:TTWO)

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Take Two Interactive

Take-Two Interactive Software Inc sviluppa, pubblica e commercializza soluzioni di intrattenimento interattivo per i consumatori di tutto il mondo.

L’azienda offre i suoi prodotti sotto le etichette Rockstar Games e 2K, oltre che sotto le etichette Private Division e Social Point.

Sviluppa e pubblica prodotti di azione/avventura sotto i nomi di Grand Theft Auto, Max Payne, Midnight Club e Red Dead Redemptions attraverso lo sviluppo di sequel; offrendo episodi scaricabili, contenuti e valuta virtuale e rilasciando titoli per smartphone e tablet.

La società sviluppa anche marchi di altri generi, tra cui i franchise L.A. Noire, Bully e Manhunt. Inoltre, l’azienda pubblica varie proprietà di intrattenimento su diverse piattaforme e una serie di generi, tra cui azione, avventura, famiglia/casuale, corse, giochi di ruolo, sparatutto, sport e strategia nell’ambito dei franchise Battleborn, BioShock, Borderlands, Carnival Games, Evolve, Mafia, Sid Meier’s Civilization e XCOM. Attiva anche su simulazione sportiva, tra cui la serie NBA 2K, un videogioco di basket, e la serie WWE 2K di wrestling professionale.

I suoi prodotti sono progettati per i sistemi di gioco per console, come la PlayStation 3 e la PlayStation 4 di Sony e le Xbox 360 e Xbox One di Microsoft; e personal computer che comprendono smartphone e tablet. La società fornisce i suoi prodotti attraverso la vendita al dettaglio fisica, il download digitale, le piattaforme online e i servizi di cloud streaming.

Take-Two Interactive Software, Inc. è stata fondata nel 1993 e ha sede a New York, New York; quotata nel segmento Nasdaq a Wall Street

  • Azioni Information Technology, come e quali scegliere

    Azioni Information Technology, come e quali scegliere

    Il settore della tecnologia è molto ampio e permea oramai tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana. Qualsiasi azione voi compiate c’è certamente qualche azienda del settore tecnologico che ha lavorato in modo che ciò sia possibile.

    Sviluppo software, Social, Provider di connettività (che sia fibra, WiFi o mobile), streaming televisivo, cloud computing… insomma, qualsiasi cosa oramai voi pensiate, questa è parallela alla tecnologia.

    Un mercato che, nonostante la relativa giovinezza, ha vissuto già grandi evoluzioni nella storia (pensate per esempio cosa sono stati gli smartphone nel mercato dei telefoni cellulari) e altre sono in fase di svolgimento.

    Una in particolare è la tendenza che in questi anni sta cambiando radicalmente questo mercato: l’adozione di Software-As-A-Service (SaaS), cioè l’acquisto di un abbonamento ricorrente che fornisce il servizio chiavi in mano, basato su cloud e su Intelligenza Artificiale. Scendendo nel dettaglio e facendo un esempio molto basilare, pensate per esempio a Netflix o a Spotify, cioè la fornitura di servizi multimediali con il semplice acquisto di un abbonamento anziché farvi andare in un negozio per acquistare il supporto fisico.

    Questo, con le implicazioni molto più complesse rispetto al semplice esempio che abbiamo fatto, è certamente una comodità per gli utenti stessi, ma soprattutto è un modo per garantirsi flussi continui e ricorrenti da parte di chi quel prodotto lo sviluppa.

    Guardando invece all’hardware abbiamo in essere un’evoluzione sui semiconduttori, che costituiscono la base di tutto l’hardware e che, per realizzare device sempre più tascabili, sta sperimentando dimensioni di CPU, GPU, ecc sempre più ridotte.

    E cosa dire delle società di telecomunicazioni, che non più tardi di un decennio fa vivevano di traffico voce e sms e che oggi, grazie a Internet, si concentrano prevalentemente sulla rete?

    Le aziende dell’Information Technology

    Ovviamente questo mercato è enorme e le aziende che potremmo elencare sarebbero qualche decina di migliaia. Quindi ci limiteremo solo alle aziende più grandi o più innovative.

    Settore
    Activision Blizzard (NASDAQ:ATVI)Games
    Adobe (NASDAQ:ADBE)Software
    Advanced Micro Devices (NASDAQ:AMD)Hardware
    Airbnb (NASDAQ:ABNB)Web
    Akamai Technologies (NASDAQ:AKAM)Networking
    Alphabet (NASDAQ:GOOG)Web / Cloud
    Amazon.com (NASDAQ:AMZN)E-Commerce / Cloud
    Apple (NASDAQ:AAPL)Device e servizi
    AT&T Inc. (NYSE:T)Provider
    Atlassian (NASDAQ:TEAM)Software
    Broadcom Inc (NASDAQ:AVGO)Hardware
    Cisco (NASDAQ:CSCO)Hardware
    CloudFlare (NYSE:NET)Networking
    Delivery Hero SE (ETR:DHER)Delivery
    Dell Technologies (NYSE:DELL)Hardware
    DocuSign (NASDAQ:DOCU)Software
    Dropbox Inc (NASDAQ:DBX)Cloud
    Electronic Arts (NASDAQ:EA)Games
    Facebook (NASDAQ:FB)Social
    Go Daddy (NYSE:GDDY)Brand e Domini
    Hewlett-Packard (NYSE:HPQ)Hardware
    IBM (NYSE:IBM)Hardware / Cloud
    Intel (NASDAQ:INTC)Hardware
    Microsoft (NASDAQ:MSFT)Software / Cloud
    Netflix (NASDAQ:NFLX)Streaming
    NVIDIA (NASDAQ:NVDA)Hardware
    Oracle Corporation (NYSE:ORCL)Database
    Paypal (NASDAQ:PYPL)FinTech
    Pinterest Inc (NYSE:PINS)Web
    Qualcomm (NASDAQ:QCOM)Hardware
    Salesforce.com (NYSE:CRM)Software
    SAP (ETR:SAP)Software
    ServiceNow (NYSE:NOW)Cloud
    Shopify (NYSE:SHOP)E-Commerce
    Slack Technologies Inc (NYSE:WORK)Comunicazione
    Sonos (NASDAQ:SONO)Hardware
    Spotify (NYSE:SPOT)Streaming
    STMicroelectronics NV (BIT:STM)Hardware
    Take Two Interactive (NASDAQ:TTWO)Games
    Texas Instruments (NASDAQ:TXN)Hardware
    Twilio (NYSE:TWLO)Comunicazione
    Twitter Inc. (NYSE:TWTR)Social
    Uber (NYSE:UBER)Delivery
    Verisign (NASDAQ:VRSN)Software
    VMware Inc. (NYSE:VMW)Software
    Zendesk (NYSE:ZEN)Software
    Zoom Video Communications (NASDAQ:ZM)Comunicazione
    Le azioni delle aziende più grandi nel settore della tecnologia

    In pratica le macrocategorie (o almeno una parte di esse, quella più importante) potrebbero essere le seguenti:

    • Cloud / Networking
    • Comunicazione
    • E-Commerce
    • FinTech
    • Games
    • Hardware
    • Provider
    • Servizi (Delivery, ecc)
    • Social
    • Software
    • Streaming
    • Web

    L’impatto della pandemia COVID-19

    La pandemia dovuta al corona virus è stata una manna per alcune di queste società e una disgrazia per altre.

    Pensiamo per esempio ad Airbnb, fresca di IPO, la quale ha dovuto parzialmente rivoluzionato il proprio core business per contenere i mancati viaggi e quindi le mancate entrate dal principale servizio offerto.

    Di contro, per esempio, pensiamo ad Amazon che grazie al Covid ha venduto molto di più rispetto a quanto non facesse precedentemente; idem per servizi di streaming in settori business, come per esempio Zoom o Teams di Microsoft, di Slack (fresco di offerta da parte di Salesforce) oppure di Netflix che ha visto un ottimo volano nei lockdown.

    Ma la rivoluzione non c’è stata solo per i giganti dell’IT, ma anche per aziende molto più piccole e dinamiche che hanno saputo approfittare del momento. La mente corre veloce a Shopify, una piattaforma per eCommerce che ha saputo cavalcare il momento e presentarsi come una delle migliori soluzioni agli occhi di aziende che proprio nella vendita online vedevano il loro unico sbocco per sopravvivere.

    Inoltre non è tutto oro ciò che luccica, pensiamo per esempio a Facebook e Alphabet (Google), premiate dagli utenti costretti a rimanere chiusi in casa ma con il core business principale legato al mondo dell’advertising, il quale è crollato poiché le aziende “normali” hanno ridotto gli investimenti in tempo di crisi. Il risultato è stato un maggior costo per sostenere gli utenti alla ricerca di informazioni a fronte di un minor introito dovuto a tagli pubblicitari.

    Come analizzare le azioni di tecnologia

    Le aziende mature, con un buon track record, che hanno esaurito la loro verve esplosiva nell’innovazione (pensiamo per esempio ad Apple, con prodotti maturi come iPhone, iPad e Macbook, che non sta innovando particolarmente ma che conta su buonissimi bilanci), possono basare la loro valutazione sul P/E, infatti il rapporto tra prezzo dell’azione e utili è un buonissimo indicatore per comprendere quali aziende, tra quelle mature, è più premiata di altre.

    Attenzione però, perché il P/E potrebbe facilmente infiammarsi per annunci, innovazioni o idee in questo settore.

    Le aziende giovani, con grandi idee innovative, spesso hanno utili negativi poiché si trovano ancora nella fase di investimento. Per queste aziende ovviamente il P/E non ha alcun significato, ciò che c’è da analizzare è quindi la curva di crescita di fatturato e utile, così da comprendere se tra qualche mese/anno queste potranno essere competitive e ancora sul mercato oppure in difficoltà.

    Le differenze tra le azioni della tecnologia

    Facciamo giusto qualche esempio per meglio comprendere quanto stiamo dicendo.

    Alphabet ha una capitalizzazione di 1.300 miliardi di dollari, il P/E si aggira stabilmente intorno ai 35 e nel 2019 (ultimo anno intero chiuso) è riuscita a registrare utili per 34 miliardi, in crescita rispetto ai 31 dell’anno prima e ai 13 del 2014. Insomma è un’azienda solida, in continua crescita ma che ha perso l’etichetta in rampa di lancio.

    Netflix ha una capitalizzazione di 225 miliardi di dollari (circa un quinto di Google), P/E di 133 e ha chiuso il 2019 con utile netto a 1,86 miliardi, in crescita rispetto a 1,2 miliardi dell’anno precedente e a 122 milioni del 2015.

    Square, che rappresenta un innovativo sistema di pagamento mobile, è ancora nel pieno della propria scalata, ha capitalizzazione di 108 miliardi di dollari, P/E di 763 e il 2019 è stato il primo anno chiuso con un’utile superiore allo zero (375 milioni) contro i 38 milioni persi nel 2018 e i 154 milioni persi nel 2014.

    Come possiamo vedere si tratta di 3 aziende molto differenti tra di loro.

    La prima, Alphabet, è un’azienda solida, che continua a innovare ma che ha trovato una propria dimensione, che continua a portare utili ai propri soci e ciò si denota dal P/E di 35, che nel settore è basso ma rispetto ad altri mercati è enorme. Si tratta dell’azione meno rischiosa da acquistare poiché ha servizi di cui difficilmente riusciremo a fare a meno in futuro, continua a innovare e continua regalare gioie, senza il rischio di essere sovraprezzata.

    Netflix ha fatto capire di che pasta è fatta ed è già entrata tra i colossi della tecnologia. Nonostante ciò ancora ha ampi spazi per crescere e tanti clienti ancora da raggiungere; senza il timore di essere smentiti possiamo dire che è la televisione del futuro ma che ancora centinaia di milioni di persone vivono senza questa TV. Ecco, questo aspetto ci fa capire il perché del 133 di P/E; l’ampio margine la porterà a continuare a crescere con gli utili e la farà diventare sempre più solida. Sicuramente è più rischiosa rispetto ad Alphabet, poiché ancora non ha conquistato quel vantaggio competitivo certo. Ma sicuramente in futuro avrà un posto e quindi il rischio è limitato.

    Di contro Square è la più rischiosa, potrebbero succedere qualche migliaio di fattori che potrebbero portarla a non avere la giusta spinta per mantenere le promesse. Inoltre il P/E di 763 è grande sia per il mercato della tecnologia che per altri mercati. La scommessa è enorme ma se manterrà ciò che promette sarà vincente. Ovviamente tutto dipende dalla vostra propensione al rischio.

    Conclusione

    Partiamo dal fondo e cioè dai 3 esempi che abbiamo fatto: appare evidente come ci siamo concentrati sui quasi estremi della torta, proprio per rappresentare la complessità e la grandezza di questo mercato, nel quale hanno posto aziende appena nate e colossi con decenni alle spalle.

    Si tratta di un mercato tipicamente valutato in modo più generoso rispetto ad altri mercati e in alcuni casi con qualche azione che somigli a una bolla pronta a esplodere (per esempio Tesla con capitalizzazione da 900 miliardi e nemmeno un anno chiuso in utile, se nel Q4 non ci saranno sorprese il 2020 potrebbe essere il primo).

    Aziende storiche o con basi solide possono rappresentare ottimi porti per i vostri soldi, le scommesse dipendono dal vostro giudizio e dalla vostra voglia di scommettere.

  • Azioni delle aziende dei Videogiochi, come investire su Fifa e sugli eSports

    Azioni delle aziende dei Videogiochi, come investire su Fifa e sugli eSports

    Con il gran clamore suscitato dall’uscita della nuova console di Sony, la PlayStation 5, non possiamo non dare un’occhiata al mercato dei videogiochi nella sua interezza.

    Il mercato del games online sta esplodendo negli ultimi anni e le opportunità non mancano di certo, sia per player che sono già in questo mercato sia per player che si stanno rapidamente affacciando a questo business.

    A vecchi business se ne affacciano di nuovi, a vecchi player se ne aggiungono di più agguerriti.

    E se il play in single mod sta andando in pensione, gli eSports e il multiplay online sta diventando il padrone di questo mondo.

    Prima di proseguire con qualsiasi altro discorso bisogna fare un piccolo paragrafo sugli eSports e in modo particolare cosa possa significare un termine del genere.

    Cosa è l’eSports

    Con eSports si indicano quei campionati ufficiali che vedono impegnate più persone per cercare di vincere la competizione.

    In origine c’erano le fiere che rappresentavano degli hub per i videogiocatori che si incontravano e si sfidavano.

    Con la banda larga e il benestare delle console, gli eSports digitali hanno imboccato la rampa di lancio creando un mercato miliardario.

    Sono vari i brand che si apprestano a versare denaro in questo mondo, come per esempio Duracell che ha appena sottoscritto un contratto per sponsorizzare il team inglese Ellevens Esports.

    E non sorprendono più di tanto le notizie di un bimbo di 8 anni che è appena diventato una star, con tanto di contratto, grazie a Fortnite.

    Il successo degli eSports si deve alla loro natura: milioni di utenti connessi simultaneamente per assistere a una gara tra team professionisti.

    In pratica si sta replicando la modalità degli sport classici, dove milioni di spettatori guardano una gara di persone che vengono pagate dagli sponsor.

    La velocità del business degli eSports

    Con gli eSport siamo ancora in una fase embrionale, quindi è complesso realmente capire che portata e quanto velocemente possa espandersi così da diventare qualcosa di tangibile.

    Il mercato dei professionisti è ancora deregolamentato e ci sono vari aspetti ancora da chiarire.

    Quello che c’è da notare è però che le aziende hanno iniziato a capire il vero potenziale di questo mercato e stanno iniziando a investirci, sia in termini di sponsorizzazione sia in termini di investimento per far crescere dei team che andranno a creare dei nuovi professionisti.

    Come guadagnano gli eSports?

    Il modello di business potrebbe sembrare sconosciuto ma si basa su solide conoscenze passate e su metodologie già usate con fortuna altrove.

    Le aziende di eSports guadagnano attraverso accordi di licenza per la trasmissione, merchandising, vendita di biglietti per eventi dal vivo, sponsorizzazioni, pubblicità e altri canali.

    Le aziende possono anche vendere i diritti esclusivi per gestire squadre di esporti all’interno di campionati ufficiali, e i campionati di gioco competitivi possono fungere da pubblicità per i titoli sottostanti.

    Industria dei videogiochi

    Nell’attesa di vedere qualche titolo azionario legato agli eSports, abbandoniamo temporaneamente questo segmento e allarghiamo gli orizzonti guardando all’intero settore.

    I titoli dell’industria dei videogiochi sono spesso molto vivaci, ciò perché troppo spesso si dà importanza all’attesa del gioco più che alle metriche fondamentali dell’azienda stessa.

    Non vi è dubbio che al crescere del tam tam per l’uscita di un videogioco come GTA il titolo TakeTwo vedrà il suo P/E alzarsi di conseguenza, fermo il fatto che sviluppare un gioco come GTA ha dei costi decisamente alti e quindi le aspettative spesso si infrangono sui bilanci dell’azienda stessa.

    Non che l’azienda (o in generale le aziende) non siano dei buoni investimenti, infatti spesso parliamo di società con ottimi fondamentali, la questione è che spesso la psicologia prende il sopravvento e quindi ci sono delle variazioni che portano la volatilità alle stelle.

    Gli investitori più scaltri hanno probabilmente già in portafoglio qualche azienda legata ai videogame, ma con un’ottica sempre di medio/lungo periodo, sfruttando i momenti di depressione per aumentare l’investimento.

    Il segmento dei videogiochi e delle console

    Ovviamente gli eSports sono un po’ la novità, ma il mercato dei videogames non è certo fermo e vecchie tecnologie fanno ancora da padrone, basti pensare alle console, nate nella modalità in cui le abbiamo ancora oggi nella prima metà degli anni 90 e in circa 25 anni ci sono state evoluzioni tecnologiche che l’hanno portate a essere sempre più prestanti e veloci, ma la logica del dispositivo, della TV e del joypad non cambia.

    Ecco allora le diverse tipologie di aziende che si affacciano con più modalità su questo mercato:

    • Console e hardware
    • Videogames
    • eSports
    • Connettività, Server e servizi

    Le console e l’hardware

    In origine esisteva un CD da inserire in una console per poter giocare a un gioco, è stato così per molto tempo e ancora prima lo stesso CD (o addirittura un floppy) veniva inserito in un PC.

    Con il tempo il mercato è cambiato tantissimo, con l’avvento della banda larga i CD (e i successivi Blue-Ray) hanno lasciato spazio ai download e i maggiori player in questo campo (Sony e Microsoft, con qualche incursione di Nintendo) hanno approntato dei marketplace in cui poter acquistare le licenze digitali dei videogiochi.

    Il maggior pericolo per le console è rappresentato da dispositivi smart che ogni giorno promettono di minare la leadership delle principali aziende.

    In particolar modo, essendo un business multimiliardario e globale, i big del tech non stanno certo a guardare e se Google Stadia promette di essere la Netflix del videogames, c’è un dispositivo che più di tutti ha spostato le regole di ingaggio. Si tratta degli smartphone in grado di creare da zero un intero mercato dei videogames per mobile.

    Certo, i video giocatori, quelli seri, non si accontentano di un telefonino e hanno bisogno di una console se non addirittura di un hardware dedicato da creare attraverso un sistema a PC.

    In questo ultimo segmento sono nate (o cresciute) aziende che di mestiere forniscono schede grafiche molto potenti, mouse adatti, dispositivi di puntamento o altri joypad e device per meglio giocare.

    I videogiochi

    Le case produttrici di videogames non sono state certo a guardare e hanno approfittato di ogni evoluzione tecnologica per poter migliorare sia i giochi stessi che le modalità di vendita, quindi, giusto per fare un esempio, se i blue-ray rappresentavano un problema nella misura in cui esisteva una compravendita di videogiochi usati, le licenze digitali hanno risolto definitivamente la questione.

    Allo stesso modo le stesse società hanno abbracciato più che volentieri il multiplay online per il semplice motivo che, attraverso questo sistema, un videogioco non è stato più un bene da consumare e rivendere ma una piattaoforma su cui costruire server, connettività, espansioni, abbonamenti, ecc.

    Insomma si è passati da un uso temporaneo di un gioco, con i dischi che non potevano avere espansioni (se non con la vendita di ulteriori dischi) alla fase in cui un videogioco è solo un terreno su cui costruire una serie di filoni di guadagno.

    Addirittura si è arrivati, per la verità più su mobile che su console, ad avere giochi gratuiti con la semplice idea che le varie migliorie/novità dovessero essere pagate successivamente attraverso una serie di micropagamenti. E il mercato sta apprezzando questo tipo di esperienza.

    Le azioni legate al mondo dei videogiochi

    AziendaKey Strengths
    Activision Blizzard (NASDAQ:ATVI)Call of Duty, Diablo, Hearthstone, Starcraft, World of Warcraft
    Amazon (NASDAQ:AMZN)Prime Games, Amazon Games, Amazon Twitch
    AMD (NASDAQ:AMD)Processori e schede video Rateon
    Apple (NASDAQ:AAPL)Apple Arcade, App store con gaming
    Electronic Arts (NASDAQ:EA)Apex Legends, Battlefront, FIFA, Madden, Star Wars
    GameStop (NYSE:GME)Reseller games e console
    Google/Alphabet (NASDAQ:GOOGL)Google Stadia
    Hasbro (NASDAQ:HAS)Monopoly, Scrabble
    Huya (NYSE:HUYA)Video Gaming Streaming
    Microsoft (NASDAQ:MSFT)X-Box
    Logitech (SWX:LOGN)Sistemi di puntamento
    Nintendo (TYO:7974)Console: Switch, Games: Pokémon, Super Mario, The Legend of Zelda
    NVIDIA (NASDAQ:NVDA)Schede video
    Sony (TYO:6758)PlayStation
    Take-Two Interactive (NASDAQ:TTWO)Grand Theft Auto, NBA 2K, Red Dead Redemption, WWE 2K
    Tencent Holdings (HKG:0700)Honor of Kings, League of Legends
    Lista di azioni sul settore dei Videogiochi

    Con modalità differenti, tutte queste aziende hanno almeno un piede all’interno del mondo gaming, si va dai big Apple, Amazon e Google che hanno sviluppato la loro piattaforma, sino a NVIDIA e AMD che forniscono hardware di alto livello per i PC.

    Ovviamente ci sono anche tutti i produttori di videogames e qualche servizio di streaming.

    Dove investire

    Un investitore che si affaccia per la prima volta a questo mondo potrebbe essere un po’ confuso, con queste ultime righe vogliamo cercare di spaccare il mercato dando indicazioni ben precise.

    Se gli eSports rappresentano la novità assoluta, e tanto ne abbiamo parlato durante l’articolo, il business è ancora fortemente immaturo e le aziende che si trovano al 100% su questo mercato, come per esempio Huya, vanno valutate con tanta attenzione.

    Altre aziende nasceranno su questo mercato, proprio perché è ancora agli inizi, quindi di possibilità di business ce n’è tantissimo. C’è un mare di potenziale ancora inesplorato.

    Investire invece sul classico potrebbe essere una buona chiave per periodi medi, con Sony, Microsoft e i big della tecnologia che certamente cercheranno di approfittarne per trarre maggior beneficio.

    Se invece vogliamo concentrarci solo sui videogames, le società di produzione di giochi, come EA, Activision Blizzard o Take Two sono delle corazzate che possono agevolmente girare il timone verso le piattaforme che prenderanno più piede.

    Al momento il gaming che passa da PlayStation, Nintendo o da X-Box sembra incontrastato e i big della tecnologia avranno tanta strada da percorrere prima di potersi misurare con i tre principali player per console.

    Noi non sappiamo quale sarà la piattaforma del futuro e come PlayStation, piuttosto che X-box sapranno evolversi, di certo i produttori di videogames non usciranno sconfitti da questa sfida. Quindi, nell’ottica di un investimento a lungo periodo i produttori sono da preferire.

    Chi volesse scommettere (ed è una bella e affascinante scommessa) potrebbe provare a cavalcare quello che pare essere un business per il futuro, cioè gli eSports.

  • Azioni migliori e peggiori del NASDAQ, come ha impattato il Covid

    Azioni migliori e peggiori del NASDAQ, come ha impattato il Covid

    Naturalmente, lo sappiamo bene, il Corona Virus non è arrivato solo in Italia, anzi è proprio in America che ha fatto il maggior numero di morti.

    Questo ha avuto un impatto, anche sul settore tecnologico come può essere quello rappresentato dal Nasdaq. Nonostante l’indice del settore tecnologico abbia ampiamente recuperato il terreno perso, e sia stato il primo a farlo, ci sono ancora dei titoli in ritardo.

    In questo articolo vogliamo analizzare i prezzi delle azioni del Nasdaq da metà febbraio a oggi, cioè dal 19 febbraio, ultimo giorno prima che l’occidente scoprisse il Covid, e oggi che le notizie sul vaccino stanno spopolando.

    Sono passati esattamente 9 mesi, ed ecco cosa è successo sul Nasdaq 100 in questi tre trimestri.

    AzioneTickerPerformance
    Moderna IncNASDAQ:MRNA369,82%
    Zoom Video Communications IncNASDAQ:ZM299,35%
    Pinduoduo IncNASDAQ:PDD256,53%
    Tesla IncNASDAQ:TSLA165,23%
    Docusign IncNASDAQ:DOCU134,26%
    JD.Com IncNASDAQ:JD100,81%
    Mercadolibre IncNASDAQ:MELI77,46%
    NVIDIA CorporationNASDAQ:NVDA70,69%
    QUALCOMM, Inc.NASDAQ:QCOM62,38%
    Align Technology, Inc.NASDAQ:ALGN60,42%
    Paypal Holdings IncNASDAQ:PYPL53,43%
    IDEXX Laboratories, Inc.NASDAQ:IDXX52,61%
    Apple IncNASDAQ:AAPL45,88%
    Seagen IncNASDAQ:SGEN45,19%
    Amazon.com, Inc.NASDAQ:AMZN43,09%
    Xilinx, Inc.NASDAQ:XLNX42,30%
    TAKE-TWO INTERACTIVE SOFTWARE, INC Common StockNASDAQ:TTWO42,29%
    Advanced Micro Devices, Inc.NASDAQ:AMD40,14%
    KLA CorpNASDAQ:KLAC38,94%
    Cadence Design Systems IncNASDAQ:CDNS38,75%
    ASML Holding NVNASDAQ:ASML33,53%
    Synopsys, Inc.NASDAQ:SNPS32,24%
    Regeneron Pharmaceuticals IncNASDAQ:REGN29,50%
    eBay IncNASDAQ:EBAY29,31%
    Lam Research CorporationNASDAQ:LRCX28,90%
    Lululemon Athletica IncNASDAQ:LULU28,35%
    T-Mobile Us IncNASDAQ:TMUS27,23%
    Maxim Integrated Products Inc.NASDAQ:MXIM25,41%
    Facebook, Inc. Common StockNASDAQ:FB25,05%
    Netflix IncNASDAQ:NFLX24,75%
    Fastenal CompanyNASDAQ:FAST24,34%
    PACCAR IncNASDAQ:PCAR21,03%
    Broadcom IncNASDAQ:AVGO20,57%
    Monster Beverage CorpNASDAQ:MNST20,18%
    Verisk Analytics, Inc.NASDAQ:VRSK20,12%
    Adobe IncNASDAQ:ADBE19,88%
    NetEase IncNASDAQ:NTES19,82%
    Autodesk, Inc.NASDAQ:ADSK19,67%
    Alexion Pharmaceuticals, Inc.NASDAQ:ALXN19,63%
    Intuitive Surgical, Inc.NASDAQ:ISRG19,27%
    Cintas CorporationNASDAQ:CTAS18,48%
    Charter Communications IncNASDAQ:CHTR18,43%
    Costco Wholesale CorporationNASDAQ:COST18,33%
    Activision Blizzard, Inc.NASDAQ:ATVI17,29%
    Intuit Inc.NASDAQ:INTU16,08%
    O’Reilly Automotive IncNASDAQ:ORLY15,91%
    Kraft Heinz CoNASDAQ:KHC15,82%
    Skyworks Solutions IncNASDAQ:SWKS15,46%
    Texas Instruments IncorporatedNASDAQ:TXN15,34%
    Alphabet Inc Class CNASDAQ:GOOG14,42%
    Alphabet Inc Class ANASDAQ:GOOGL14,15%
    CSX CorporationNASDAQ:CSX13,92%
    Microchip Technology Inc.NASDAQ:MCHP13,69%
    Workday IncNASDAQ:WDAY13,17%
    DexCom, Inc.NASDAQ:DXCM12,87%
    Microsoft CorporationNASDAQ:MSFT12,71%
    Applied Materials, Inc.NASDAQ:AMAT12,31%
    Liberty Global PLCNASDAQ:LBTYK11,84%
    Copart, Inc.NASDAQ:CPRT10,98%
    Splunk IncNASDAQ:SPLK10,87%
    NXP Semiconductors NVNASDAQ:NXPI9,78%
    Liberty Global PLC Class ANASDAQ:LBTYA9,77%
    Starbucks CorporationNASDAQ:SBUX8,62%
    Cognizant Technology Solutions CorpNASDAQ:CTSH8,45%
    Analog Devices, Inc.NASDAQ:ADI7,54%
    ANSYS, Inc.NASDAQ:ANSS7,38%
    Comcast CorporationNASDAQ:CMCSA6,90%
    Electronic Arts Inc.NASDAQ:EA6,43%
    Baidu IncNASDAQ:BIDU4,61%
    Booking Holdings IncNASDAQ:BKNG3,87%
    Keurig Dr Pepper IncNASDAQ:KDP2,29%
    Amgen, Inc.NASDAQ:AMGN2,15%
    Paychex, Inc.NASDAQ:PAYX1,99%
    Dollar Tree, Inc.NASDAQ:DLTR1,80%
    Micron Technology, Inc.NASDAQ:MU1,25%
    Expedia Group IncNASDAQ:EXPE0,53%
    Check Point Software Technologies Ltd.NASDAQ:CHKP0,42%
    Incyte CorporationNASDAQ:INCY0,39%
    Xcel Energy IncNASDAQ:XEL-0,41%
    CDW common stockNASDAQ:CDW-0,66%
    PepsiCo, Inc.NASDAQ:PEP-1,48%
    MONDELEZ INTERNATIONAL INC Common StockNASDAQ:MDLZ-2,60%
    Illumina, Inc.NASDAQ:ILMN-2,63%
    Citrix Systems, Inc.NASDAQ:CTXS-2,67%
    Trip.com Group LtdNASDAQ:TCOM-3,16%
    Automatic Data Processing IncNASDAQ:ADP-4,46%
    Cerner CorporationNASDAQ:CERN-5,00%
    Ulta Beauty IncNASDAQ:ULTA-7,63%
    Verisign, Inc.NASDAQ:VRSN-8,03%
    Ross Stores, Inc.NASDAQ:ROST-9,47%
    Gilead Sciences, Inc.NASDAQ:GILD-9,58%
    Cisco Systems, Inc.NASDAQ:CSCO-10,74%
    Fiserv IncNASDAQ:FISV-12,61%
    Vertex Pharmaceuticals IncorporatedNASDAQ:VRTX-12,68%
    Sirius XM Holdings IncNASDAQ:SIRI-12,83%
    Exelon CorporationNASDAQ:EXC-13,91%
    BioMarin Pharmaceutical Inc.NASDAQ:BMRN-17,47%
    Marriott International IncNASDAQ:MAR-18,49%
    Walgreens Boots Alliance IncNASDAQ:WBA-26,58%
    Fox Corp Class ANASDAQ:FOXA-27,27%
    Fox Corp Class BNASDAQ:FOX-27,71%
    Biogen IncNASDAQ:BIIB-29,34%
    Intel CorporationNASDAQ:INTC-32,86%
    Componenti del Nasdaq 100 e performance dal prima del Covid a oggi

    I migliori titoli sul Nasdaq dal crollo covid

    Non stupisce che il primo della lista sia Moderna, prima società ad aver comunicato di aver trovato una strada per produrre il vaccino per il Corona Virus.

    Così come pochi si stupiranno della seconda posizione, quello Zoom che in questi mesi è diventato indispensabile per gli usi più disparati, dalla didattica a distanza fino al business.

    Pinduoduo è sconosciuto ai più probabilmente, ma è una società cinese che sviluppa un software per Ecommerce, non stupisce quindi che si trovi in quella posizione.

    Al quarto posto troviamo quella Tesla che nel mentre è stata ammessa nell’indice S&P500 e che quindi ha un vantaggio rifletto dalla forza del paniere.

    DocuSign, come Pinduoduo, beneficia della pandemia con relativo lockdown poiché si tratta di un sistema per sottoscrivere documenti da remoto; quindi fondamentali in questo momento.

    Le azioni peggiori del Nasdaq dal crollo del Corona Virus

    La peggiore in assoluto è Intel che agli effetti del Corona Virus somma il fatto che Apple ha deciso, a partire dal prossimo anno, di sviluppare in casa anche i processori per i propri Mac. Una perdita non da poco per un produttore che negli ultimi anni sta vedendo svanire tante linee di business.

    Stupisce invece la posizione di Biogen, che ha avuto importanti autorizzazioni da parte dell’FDA (ente di controllo dei medicinali in America) e che presenta dei bilanci che superano i consensi degli analisti. In netto ritardo rispetto al resto dell’indice.

  • NASDAQ 100, l’indice dei tecnologici americani

    NASDAQ 100, l’indice dei tecnologici americani

    L’indice NASDAQ 100 è un indice delle 100 maggiori e più attivamente negoziate società quotate alla borsa valori del NASDAQ. L’indice funge da riferimento per i titoli tecnologici statunitensi, ma comprende anche aziende del settore della vendita al dettaglio, dell’industria, delle biotecnologie e della sanità.

    I trader si divertono a seguire l’indice NASDAQ 100 perché offre un’esposizione alla sostanziale azione dei prezzi di mercato e alle fluttuazioni giornaliere. Il NASDAQ oggi è noto per il suo volume e la sua volatilità rispetto agli altri principali indici, ed è protetto dalla sicurezza di una rigorosa regolamentazione, supervisione e regole di scambio federali statunitensi.

    Come fare trading con i CFD del NASDAQ 100

    Il prezzo del NASDAQ 100 fornisce tipicamente ai trader un alto grado di liquidità, lunghe ore di trading e spread ridotti. Alcune delle più grandi aziende tecnologiche del mercato globale sono le aziende del NASDAQ 100.

    È possibile negoziare l’indice NASDAQ 100 dal vivo utilizzando i CFD (contratti per differenza). L’utilizzo dei CFD per il trading del NASDAQ 100 vi permetterà di andare lungo o corto senza dover trattare con gli scambi convenzionali.

    Il NASDAQ 100 è un modo per ottenere un’esposizione al settore tecnologico statunitense senza dover analizzare le performance delle singole aziende. L’indice è pieno di volumi e volatilità che costituiscono un’ampia sezione trasversale di strumenti di trading liquidi, rendendo il NASDAQ 100 popolare tra i trader di CFD di tutto il mondo.

    Come viene calcolato il NASDAQ 100?

    Come altri indici del mercato azionario globale, l’indice NASDAQ 100 tiene traccia di un paniere di singole aziende, e le variazioni dei loro prezzi delle azioni influenzeranno l’indice per tutta la giornata di trading.

    Il valore dell’indice NASDAQ 100 è uguale al valore aggregato dei pesi delle azioni dell’indice di ogni titolo, moltiplicato per l’ultimo prezzo di vendita di ogni titolo e poi diviso per il divisore dell’indice.

    Per poter operare sull’indice NASDAQ 100, l’azienda deve essere quotata esclusivamente sul NASDAQ nei livelli Global Select o Global Market. Anche le società quotate al NASDAQ devono possedere le seguenti caratteristiche:

    • Avere un volume medio giornaliero di 200.000 azioni
    • Essere offerti al pubblico per almeno tre mesi
    • Essere liberi dalla procedura fallimentare
    • Presentare sia la relazione trimestrale che quella annuale

    Il NASDAQ 100 è ponderato in base alla capitalizzazione, il che significa che le aziende con maggiori capitalizzazioni di mercato avranno una maggiore influenza sul prezzo dell’indice NASDAQ 100.

    Le aziende che oggi fanno trading sul NASDAQ vengono riviste trimestralmente – vengono aggiunte o rimosse in base alla dimensione del loro market cap. Nessuna azienda può avere una ponderazione superiore al 24%.

    Ma il NASDAQ 100 non va confuso con il NASDAQ Composite: quest’ultimo comprende circa 3.000 azioni che vengono scambiate sulla borsa del NASDAQ. Il NASDAQ 100 è responsabile del 67% del tetto totale del mercato del più grande e generale NASDAQ Composite.

    Le aziende del NASDAQ 100

    Come già detto le aziende vengono riviste trimestralmente, questo è un elenco esemplificativo delle società più grandi che operano sul NASDAQ 100:

    • Tesla
    • Netflix
    • Facebook
    • Amazon
    • Alphabet / Google
    • Apple
    • Microsoft
    • NVidia
    • Intel
    • Paypal
    • eBay
    • Take Two

    Noterete che le aziende del NASDAQ 100 appartengono per lo più al settore tecnologico. Le grandi aziende tecnologiche come Apple e Amazon sono incluse nell’indice NASDAQ 100 ma non mancano nemmeno aziende che hanno poco di tecnologico: abbiamo messo come primo della lista proprio Tesla per dare questo segnale.

    Storia del NASDAQ 100

    Il NASDAQ 100 è stato lanciato il 31 gennaio 1985 con un prezzo base iniziale di 250. Tuttavia, dopo che il prezzo ha raggiunto quasi 800 il 31 dicembre 1993, il prezzo è stato riportato a 125 il giorno successivo.

    Al momento del lancio, il NASDAQ 100 cercò di promuoversi all’ombra della Borsa di New York (NYSE) creando i due indici separati che conosciamo oggi: il NASDAQ 100, che consiste di aziende nei settori industriale, tecnologico, della vendita al dettaglio, delle telecomunicazioni, della sanità, dei trasporti, dei media, delle biotecnologie e della scienza; e il NASDAQ Financial 100, che consiste di banche, assicurazioni e società di brokeraggio creditizio.

    Nel creare questi due indici separati, il NASDAQ sperava che le opzioni e i futures fossero scambiati su di essi e che i fondi comuni di investimento li adottassero come misure di riferimento.

    Il NASDAQ 100 ha un toccato un massimo intorno a 9.700 poco prima dell’esplosione della crisi dovuta al COVID-19. Durante la crisi finanziaria del 2008, il 20 novembre 2008 ha raggiunto un minimo intraday di 6 anni, pari a 1.018.

    NASDAQ 100 quando si fa trading

    I principali orari di negoziazione per l’indice NASDAQ 100 sono compresi tra le 09:30 e le 16:00 (EST), anche se il prezzo dell’indice NASDAQ viene calcolato anche durante l’orario di negoziazione pre-mercato (04:00 – 09:30 EST) e l’orario di negoziazione post-mercato (16:00 – 20:00 EST).

  • Azioni tecnologiche oltre ai FAANG

    Azioni tecnologiche oltre ai FAANG

    Dei FAANG ne abbiamo già parlato, ma i titoli di Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Google non sono le uniche nel paniere delle aziende tecnologiche quotate sul Nasdaq.

    L’azienda più famosa, esclusa dai FAANG, è certamente Microsoft ma, oltre all’azienda fondata da Bill Gates, ci sono altre società profittevoli che si possono acquistare e che si prestano meglio in caso di esplosione di una eventuale bolla finanziaria.

    Andiamo a vedere quali sono. Non esiste una sigla ufficiale, li definiamo qui ITEM (non risulta esista questo termine per un gruppo di azioni, magari abbiamo fondato un nuovo gruppo con una nuova definizione).

    Azienda Prezzo azione Capitalizzazione P/E EPS ROE
    Intel 48,77 $ 214 mld $ 14,25 1,99 22,18
    Take Two 135 $ 15,6 mld $ 76 1,54 14,86
    Electrinic Arts 117 $ 35,8 mld $ 28,70 3,34 29,53
    Microsoft 115 $ 886 mld $ 29,72 2,13 35,52

    Come abbiamo già fatto anche per i FAANG, andiamo ad analizzare le peculiarità di ogni singola azienda, cercando di capire le potenzialità e i punti di caduta di ognuna.

    Intel

    Partiamo dalla società che produce processori e che negli anni ’90 si spartiva il mercato con AMD e che negli anni 2000 ha un po’ fatto monopolio.

    Proprio il monopolio del primo decennio del nuovo secolo, con il diffondersi di device mobile, sta finendo. Oggi la concorrenza è agguerrita e Intel ha un po’ perso il passo. Aziende come Qualcomm, oppure le stesse aziende produttrici di hardware, come Apple, hanno tolto fette di mercato a Intel.

    Per meglio intenderci: Intel è rimasta la regina dei processori e di componentistica su PC e portatili, ma sull’iPhone/iPad gira una CPU prodotto da Apple. I device Android hanno processori e schede interamente prodotte da Qualcomm (con il brand Snapdragon) e per Intel il mercato mobile è molto complesso da penetrare.

    Gli investitori lo hanno ben inteso ed è per questo motivo che il P/E dell’azienda si aggira intorno ai 14, valore molto basso per un’azienda tecnologica.

    Certo è che l’emorragia che ha portato gli utenti dai PC ai dispositivi mobile è quantomeno a un punto di stagnazione. Intel rimarrà comunque la regina sui dispositivi fissi e sui portatili e, benché il mobile sarà comunque il futuro, in ambienti aziendali e industriali non si potrà prescindere da Intel.

    Nel mentre segnaliamo che i conti dell’azienda sono apposto, i costi sono contenuti, il reddito netto, anno dopo anno, si aggira sempre intorno ai 10 miliardi di $, il debito netto è di circa 17 miliardi che è sopra l’utile annuale ma ben distante dal fatturato. Insomma, si tratta di un’azienda solida che può tranquillamente assorbire shock e migrazione degli utenti.

    Infine c’è da dire che già Intel si è saputa reinventare più volte e probabilmente stanno alacremente lavorando per recuperare il gap. Ce la faranno?

    In caso di eventuale esplosione di una bolla finanziaria sul mercato dei tecnologici questa azione certamente ne risentirà poiché ha una dimensione tale per cui verrà inglobata nei cali, ma allo stesso tempo, con questi dati e con questo rapporto di P/E, dubitiamo possa scendere tantissimo.

    Take Two

    Ai più non dirà nulla, ma Take Two Interactive è la capogruppo di Rockstar Games e di 2K Sports. Ancora non dice nulla?

    Proviamo a fare qualche altro nome: GTA, Red Dead Redemption ed NBA games. Take Two è l’azienda che produce questi giochi. Giusto per far capire la caratura dell’azienda, Grand Theft Auto V ha venduto 100 milioni di copie e non solo ha incassato una media di 35$ a gioco, ma ha creato un sistema di micro pagamenti per aggiungere funzionalità al gioco.

    In questo ottobre verrà lanciato il gemello di GTA V (che oramai data 2013), quel Red Dead Redemption 2 che dovrebbe, nella strategia della società, creare una seconda gamba a sostegno del business. L’obiettivo dichiarato è di arrivare a qualche decina di milioni di copie vendute ma, soprattutto, creare un nuovo mercato di micro pagamenti per l’estensione del gioco. Con una roadmap che prevede l’uscita di un gioco nuovo ogni 4/5 anni il business è decisamente sostenibile.

    Senza dimenticare NBA 2Kxx che in America è l’equivalente sul basket del gioco Fifa (dedicato al calcio).

    Tra quelle prese in esame, basta guardare la capitalizzazione per capire che è la società più piccola, ma allo stesso tempo è quella che probabilmente crescerà di più. Peccato che gli investitori già lo sappiano e ciò si nota dal P/E decisamente elevato per un’azienda di questa portata.

    Non è tutto oro però: con questi dati, se una bolla finanziaria dovesse esplodere domani, benché non si tratti di una azienda puramente tecnologica, il valore dell’azione potrebbe scendere tanto.

    Inoltre il mercato del gaming è in fermento e la posizione dominante di Microsoft con Xbox e di Sony con Playstation potrebbe essere minata da nuovi attori che si stanno affacciando sul mercato. Per esempio, avendo dei dispositivi già connessi alla TV, cosa impedisce a Google, attraverso Android TV, di far girare gaming ad alto livello? Ecco, con queste domande bisognerà capire la capacità evolutiva di Take Two nell’adattarsi al nuovo mercato. Dal punto di vista dello store e dei micro pagamenti è già in bolla, ma per quanto riguarda la tecnologia ci sarebbe tanto da riscrivere.

    Comunque, da qui a un paio d’anni queste sono solo congetture (quelle tecnologiche, non certo una bolla che potrebbe esplodere domani o mai). La società è stabile e le prospettive di crescita sono elevate. Attendiamo RDR2 per capire se saranno stati capaci di creare una seconda stampella oltre a GTA.

    Electronic Arts

    Rimaniamo sul campo del gaming: Take Two probabilmente è sconosciuto ai più, dovrebbe essere più comune invece il nome di Electronic Arts, se non altro poiché produce uno dei giochi più diffusi in Italia oramai da 20 anni. EA, attraverso la sezione EA Sports, è la casa di produzione di Fifa, gioco calcistico che da 20 anni domina il mercato. Inoltre la stessa casa è famosa anche per la serie Medal of Honor, Need for Speed e SimCity.

    A differenza di Take Two non è mai riuscita a sviluppare un sistema di micro pagamenti, ma la stagionalità di Fifa, che esce rinnovato ogni anno, permette dei flussi costanti di cassa.

    Rispetto a Take Two è decisamente più strutturata, con maggiore capitalizzazione e maggiori introiti. Si nota soprattutto dal ROI, decisamente più alto rispetto a quello della concorrente.

    Il vero rischio per Electronic Arts è l’aumento dei costi per le licenze delle varie squadre e dei campionati/tornei, costi che vanno ad aumentare grazie all’asta che ogni anno viene scatenata con la rivale PES di Kon. Proprio per questo motivo Electronic Arts ha nel tempo acquisito nuove società minori con titolo interessanti, così da creare nuovi revenue stream capaci di diminuire la dipendenza da Fifa.

    L’utile netto di circa 1 miliardo di $ / anno dimostra che l’azienda è comunque in salute e il P/E di 28,70 fa pensare che gli investitori considerino la software house come una garanzia, che non farà strappi in futuro, né in negativo né in positivo.

    Una eventuale bolla finanziaria la colpirebbe poco (non viene comunque considerata una società tech).

    Microsoft

    Si tratta della regina in questo gruppo: Microsoft è la società più famosa esclusa dal gruppo dei FAANG. Un tempo dominatrice assoluta dei sistemi operativi, con l’avvento dei Mac e del mobile, sono tantissimi i device che non hanno Windows. La società di Redmond si è saputa riciclare, riuscendo a elevare l’altro prodotto di punta: Office è diventato 365 e si è trasformato in un sistema B2B molto utilizzato.

    Inoltre la stessa Microsoft ha introiti anche dal mondo gaming, con la propria Xbox, Web grazie a MSN, con le chat grazie a Skype, hardware grazie soprattutto al Surface e mobile con Windows Phone e la recente acquisizione di Nokia.

    Si tratta di un’azienda, insomma, che entra in vari mercati, senza eccellere veramente in nessuno al momento, ma riuscendo a raccogliere del buono da tutti.

    Il ROI fa ben vedere che l’azienda comunque riesce a investire bene e avere degli introiti, valore riconosciuto dagli investitori che comunque danno fiducia alla società di Bill Gates e assegnano un P/E (quasi 30) tipico di una società in crescita.

    Viene universalmente riconosciuta come un’azienda tech, anzi, prima dell’avvento dei social, era, insieme a Google, l’azienda tech per eccellenza. Ciò significa che se dovesse esplodere una bolla finanziaria sui titoli del Nasdaq, Microsoft ne sarebbe certamente investita.

    Comunque, grazie a un P/E non elevatissimo (come potrebbe essere quello di Netflix o di Amazon), a dei flussi costanti e alla capacità camaleontica della struttura, la perdita in caso di bolla potrebbe non essere elevatissima.

    Oltre ai titoli ITEM

    Azienda Prezzo azione Capitalizzazione P/E EPS ROE
    Akamai 70 $ 12 mld $ 40,50 1,26 7,42
    Western Digital 58 $ 17 mld $ 7,68 2,20 19

    Esistono altre aziende, un po’ più piccole, che hanno buone prospettive o che, quantomeno, devono essere tenute in considerazione. Due di queste aziende sono Akamai e Western Digital.

    Akamai

    Si tratta di una società che rivende soluzioni tecnologiche a grandi aziende, il proprio mercato è al 100% B2B e Akamai ha creato un business di difficile dissoluzione.

    La proposta più allettante della società è la Content Delivery Network, in pratica distribuiscono un determinato sito Web in migliaia di nodi sparsi per tutto il globo, così che un utente abbia a poche centinaia di km da casa propria una copia del sito stesso, senza dover, ogni volta, arrivare dall’altra parte del mondo.

    Tra i clienti di Akamai si sono annoverate, e alcune si annoverano ancora, aziende come Facebook, Microsoft ed Apple, solo per citare le più grandi.

    Purtroppo i costi per mantenere un business di questo tipo sono alti e ciò si nota nei numeri, con livelli bassi di EPS e ROE.

    L’altro lato della medaglia, però, è il fatto che la società è sconosciuta ai più e certamente non viene propriamente inserita tra i tecnologici, anche se di questo si tratta, quindi non riceve gli scossoni che interessano l’intero mercato.

    Il P/E di 40 dimostra come gli investitori arrivati a scoprire l’azienda la tengono ben in considerazione, e non potrebbe essere altrimenti considerando che negli ultimi 5 anni è passato da un utile netto di 200 milioni a circa 320 (con il 2017 chiuso a 218 ma con 72 milioni di spese straordinarie).

    Il vero pericolo di questa società? La dimensione: si tratta di una società smart, molto attiva e dall’alto potenziale, ma allo stesso tempo è tanto piccola a cospetto di altri giganti del settore. Se Google, per esempio, volesse i clienti di Akamai ci metterebbe 30 secondi a staccare un assegno e portarsela a casa. Giusto per capirsi e per capire ciò che stiamo dicendo: l’intero fatturato del 2017 di Akamai è di 2,5 miliardi di $, Google nello stesso periodo ha fatto 12,5 miliardi di utile netto. Un anno di utile netto di Google vale quanto la capitalizzazione di Akamai. Insomma, sarebbe un boccone da mangiare in un minuto.

    Inoltre i big dell’industria già sono concorrenti di Akamai: Google ha la propria soluzione cloud, così come Amazon (AWS) e Microsoft (Azure).

    Ma chi dice che un’acquisizione da parte di una società enorme sia per forza un male?

    Western Digital

    Negli anni ’90 e nei primi 10 anni del 2000 è stata una società molto prospera, negli ultimi anni ha continuato a muoversi bene ma ha un problema di base: Western Digital produce principalmente hard disk e questi stanno lentamente scomparendo dalle nostre macchine.

    Il discorso per WD segue molto quello di Intel: con l’avvento del cloud e di dispositivi mobile gli utenti possono fare a meno di avere grossi hard disk sui propri PC, oppure di avere in casa una soluzione di hard disk di rete. Si tratta di soluzioni antiquate, superate dal cloud.

    Western Digital ovviamente non è arrivata impreparata a questo appuntamento, ha già negli anni evoluto il proprio business e snellito i costi: i conti della società sono in ordine e la società ha sempre chiuso con il conto in attivo, aumentando comunque negli ultimi 5 anni i costi di ricerca e Sviluppo, che sono praticamente raddoppiati rispetto a 5 anni fa.

    Eppure gli investitori non credono in questa azienda e ciò si nota dal P/E di solo 7,68.

    Guardando i dati nel complesso pare una bocciatura esagerata, anche perché l’evoluzione c’è già stata e l’emorragia di utenti verso soluzioni cloud dovrebbe essere oramai al limite. Inoltre in ambienti aziendali le soluzioni proposte da WD sono ancora molto apprezzate.

    In caso di esplosione di una bolla finanziaria Western Digital potrebbe addirittura non accorgersene, con un moltiplicatore così basso difficilmente può andare giù di tantissimo.

    In conclusione

    Abbiamo visto, anche in questa seconda tornata di analisi di aziende tech, come il mercato è molto variegato. A differenza dei FAANG, universalmente riconosciute come azioni tecnologiche, qui abbiamo delle aziende che operano nello stesso settore ma sfuggono spesso dai radar. Ciò potrebbe essere un bene in caso di reale bolla finanziaria pronta a esplodere: alcune di queste aziende, oggi analizzate, potrebbero non essere toccate da variazioni brusche.

    Giusto per fare un confronto, con un P/E superiore a 400 un’azienda come Amazon, se la bolla esplodesse domani, potrebbe almeno dimezzare il prezzo delle azioni; il confronto con un’azienda come Western Digital che ha un P/E di poco superiore a 7 ci si rende conto come WD al massimo potrebbe perdere un 20/30%.

    Ma qualora una eventuale bolla finanziaria non dovesse esplodere, comunque queste società sono in alcuni casi ipervendute (per esempio la stessa WD), in altri casi esempi di costanza (come Akamai), in altri casi ancora pronte per la rampa di lancio (Take Two con l’uscita di RDR2 su tutte).

    Acquistarle o meno? Se con l’articolo sui FAANG avevamo sconsigliato Facebook, per una serie di motivi, qui non abbiamo un’azienda che ci sentiamo di sconsigliare. Anzi, il consiglio è di aspettare dei cali del prezzo delle azioni per entrare prepotentemente in queste aziende.