Azione: Nokia (HEL:NOKIA, NYSE:NOK, BIT:NOKIA)

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Nokia Oyj è una storica società con sede in Finlandia che opera nel mercato delle infrastrutture di rete e del protocollo Internet (IP), del software e dei servizi correlati.

Conosciuta negli anni 90 e inizi 2000 grazie ai suoi cellulari, le attività oggi comprendono Nokia Networks e Nokia Technologies.

I segmenti dell’azienda comprendono le reti a banda ultra larga, le reti e le applicazioni IP e Nokia Technologies.

Il segmento delle reti a banda ultra larga comprende i segmenti operativi delle reti mobili e delle reti fisse.

Il segmento delle reti IP e delle applicazioni comprende i segmenti operativi IP/reti ottiche e applicazioni e analisi.

Il segmento operativo di Applications & Analytics offre soluzioni software che spaziano dalla gestione dell’esperienza del cliente, alle operazioni e alla gestione della rete, alle comunicazioni e alla collaborazione, alla politica e alla tariffazione, così come il Cloud, l’Internet degli oggetti (IoT), la sicurezza e le piattaforme di analisi che consentono ai fornitori di servizi digitali e alle imprese di accelerare e ottimizzare la loro esperienza del cliente.

La Società ha tra le sue controllate Comptel Oyj.

  • Investire nel 5G, quali azioni scegliere

    Investire nel 5G, quali azioni scegliere

    La prossima generazione di telefonia mobile, in particolar modo quando parliamo di scambio di pacchetti Internet, è certamente il 5G. Si tratta della quinta generazione di tecnologia di rete wireless, che ha latenze inferiori al suo predecessore e velocità che arrivano, nei picchi, a 100 volte più del 4G.

    Una tecnologia del genere, è inutile nasconderselo, potrebbe addirittura arrivare a minare lo strapotere delle fibre nelle case domestiche. Ovviamente questo è ben conosciuto dagli operatori che, tipicamente, hanno connessioni sia fisse che mobile e non alzano il numero di GB disponibili solo per evitare, appunto, la cannibalizzazione.

    In Italia già dal 2020 sono attive delle reti 5G, in particolar modo sono le due aziende più grandi, Vodafone e TIM, che stanno allargando le proprie antenne. Negli Stati Uniti invece è stata T-Mobile ad anticipare la concorrenza, ciò grazie soprattutto al fattore di scala e al risparmio avuto con il merge tra questa e Sprint Corporation; in ogni nazione, comunque, c’è almeno un operatore che è stato pioniere.

    I migliori titoli del 5G

    I fornitori di reti mobili come T-Mobile, Vodafone, TIM, Orange e Verizon, sono ottimi veicoli per iniziare a investire sul 5G, ma gli investitori dovrebbero guardare al mercato della filiera, in particolar modo a quello delle torri e attrezzature per realizzare ottimi gain.

    Nel 5G lavorano infatti molte aziende che sostanzialmente possono essere suddivise in:

    Un piccolo investitore potrebbe avere qualche difficoltà a costruire un portafoglio con almeno un paio di aziende in ognuna di questi punti, per questo motivo sono nate come funghi decine di ETF che nei componenti hanno proprio le aziende della filiera del 5G.

    Produttori di chip 5G (produttori di semiconduttori)

    Non esiste tecnologia, al giorno d’oggi, che non abbia alla base i chip, quindi anche la tecnologia del 5G fa largo uso di semiconduttori.

    Tra queste aziende troviamo, giusto come esempio, Qualcomm, Skyworks Solutions, Intel, Advanced Micro Devices, NVIDIA oltre a una serie di produttori asiatici.

    Non a caso tra i produttori mettiamo NVIDIA, poiché il 5G potrebbe iniziare a fare largo uso di GPU, potenza di calcolo delle schede video. Inoltre proprio i videogiocatori, vista la latenza bassa della rete, potrebbero fare grande uso di 5G con impatti positivi per il produttore di schede video, nel suo mercato di riferimento.

    Azioni legate alle infrastrutture del 5G

    Oltre ai chip, anche i produttori di attrezzatura per networking avranno un grande vantaggio, ovviamente per arrivare agli utenti finali le connettività 5G dovranno passare attraverso infrastrutture di rete.

    Tra le infrastrutture di rete troviamo certamente gestori di Torri WiFi, come per esempio la spagnola Cellnex, ma anche produttori di dispositivi per networking, come Cisco ed Ericsson, piuttosto che connettività in fibra ottica, poiché il 5G collega solo l’ultimo miglio, cioè dal nostro device fino all’antenna, però le antenne tra di loro sono connesse attraverso reti in fibra e qui potrebbe entrare in gioco un’azienda italiana, come Prysmian, uno dei leader mondiali in questo settore.

    Un’ulteriore azienda interessante per quanto riguarda la connettività è l’americana Corning, produttore di vetro e ceramica per ambiti industriali in origine e che si sta convertendo sempre più alle reti. Riprova ne è la collaborazione con Qualcomm per fornire attrezzatura di rete all’interno di edifici e torri.

    Tra le infrastrutture poi non possiamo dimenticare il mondo del cloud, poiché connettività sempre più veloce e mobile, insieme a device e smartphone che registrano a risoluzioni sempre maggiori, portano a backup e streaming di video e immagini sempre più pesanti e sempre più complesse da gestire. In questo caso un grande vantaggio soprattutto per i big della tecnologia, come per esempio Amazon (con AWS), Google (Google Cloud), Microsoft (Azure) e Apple (iCloud), ma anche per piccoli come per esempio DropBox piuttosto che la semisconosciuta Arista Networks, la quale gestisce data center.

    Azioni immobiliari (principalmente torri)

    Abbiamo già parlato della spagnola Cellnex che è leader indiscusso di questo segmento, quello che non abbiamo detto è che, spesso, le torri WiFi vengono installate in immobili locati con contratti per lunghe durate.

    In questo segmento spiccano principalmente le aziende di gestione torri al di là dell’oceano, come per esempio American Tower, Crown Castle e Digital Realty Trust, i quali sono a tutti gli effetti dei Real Estate Investiments Trust (REITs).

    Chi gestisce immobili industriali adatti allo scopo avrà solo da guadagnarci dall’installazione di nuovi siti per le antenne 5G.

    Tutte le azioni di aziende che hanno interessi nel 5G

    Ed eccola una lista che vuole cercare di essere più esaustiva possibile, con la lista di tutte quelle azioni legate ad aziende che hanno grandi interessi grazie al 5G.

    AzioniSettore
    Akamai
    NASDAQ: AKAM
    CDN
    Alphabet Inc (Google Cloud)
    NASDAQ: GOOGL
    Cloud
    Altice Europe
    AMS: ATC
    ISP
    Amazon (AWS)
    NASDAQ: AMZN
    Cloud
    American Tower Corp
    NYSE: AMT
    Torri
    Apple (iCloud)
    NASDAQ: AAPL
    Cloud
    AT&T Inc.
    NYSE: T
    ISP
    BCE Inc
    TSE: BCE
    ISP
    Broadcom
    NASDAQ: AVGO
    Chipset
    BT Group PLC
    LON: BT.A
    ISP
    Cable One
    NYSE: CABO
    Cavi e Fibra
    CenturyLink
    NYSE: LUMN
    ISP
    Cellnex Telecom
    BME: CLNX
    Torri
    Cisco Systems
    NASDAQ: CSCO
    Networking
    CloudFlare
    NYSE: NET
    CDN
    Corning Incorporated
    NYSE: GLW
    Cavi e Fibra
    Crown Castle International Corp
    NYSE: CCI
    Torri
    Deutsche Telekom
    ETR: DTE
    ISP
    Digital Realty Trust
    NYSE: DLR
    Torri
    Dropbox Inc
    NASDAQ: DBX
    Cloud
    Ericsson Telefonaktiebolaget LM
    STO: ERIC-B
    Networking
    FoxConn
    TPE: 2354
    Chipset
    IBM (IBM Cloud)
    NYSE: IBM
    Cloud
    Iliad
    EPA: ILD
    ISP
    Intel
    NASDAQ: INTC
    Chipset
    Inwit
    BIT: INW
    Torri
    Lumen Technologies
    NYSE: LUMN
    Torri
    MediaTek
    TPE: 2454
    Chipset
    Micron Technology
    NASDAQ: MU
    Chipset
    Microsoft (Azure Platform)
    NASDAQ: MSFT
    Cloud
    Motorola Solutions
    NYSE: MSI
    Networking
    Nexans
    EPA: NEX
    Cavi e Fibra
    NKT
    CPH: NKT
    Cavi e Fibra
    Nokia
    HEL: NOKIA
    Networking
    NVIDIA (ARM)
    NASDAQ: NVDA
    Chipset
    Orange
    EPA: ORA
    ISP
    Prysmian
    BIT: PRY
    Cavi e Fibra
    Qorvo
    NASDAQ: QRVO
    Networking
    Qualcomm
    NASDAQ: QCOM
    Chipset
    Skyworks Solutions
    NASDAQ: SWKS
    Networking
    STMicroelectronics
    BIT: STM
    Chipset
    T-Mobile US
    NASDAQ: TMUS
    ISP
    Telecom Italia SpA
    BIT: TIT
    ISP
    Telefónica
    BME: TEF
    ISP
    Telephone and Data Systems, Inc.
    NYSE: TDS
    Torri
    TSMC
    TPE: 2330
    Chipset
    Verizon Communications
    NYSE: VZ
    ISP
    Vodafone
    LON: VOD
    ISP

    Investire nel 5G per il lungo termine

    Quello del 5G è un mercato agli inizi, ma nonostante ciò, poiché gli attori sono tutti player già presenti nel 4G, questo mercato non soffre certamente dei problemi dati da industrie immature.

    Non vi è dubbio che il 5G è il futuro della connettività mondiale, come lo è stato il 4G fino a oggi. Investire nelle aziende migliori su questo mercato porterà solo vantaggi sul lungo periodo.

  • Investire in azioni legate agli smartphone

    Investire in azioni legate agli smartphone

    Da quando Apple, nel 2007, ha lanciato il primo iPhone, tanto è cambiato in questo mercato. Steve Jobs “inventò” il mercato degli smartphone, nel quale si inserirono immediatamente due big come Google (con il sistema Android) e Microsoft con i propri Windows Phone.

    Se quest’ultimo si è perso per strada, Android invece è riuscita a recuperare il ritardo e oggi è il sistema operativo più comune negli smartphone, anche perché iOS, il sistema di Apple, è distribuito solo negli iPhone/iPad, mentre Android è distribuito con i device di vari produttori.

    Ma il sistema operativo è una piccola parte nel mondo degli smartphone, varie aziende, a vario livello, hanno interessi nella filiera di produzione di smartphone. Un esempio ne è il produttore di piattaforme chipset Qualcomm che, con la linea Snapdragon, è riuscita a diventare uno standard nei telefoni Android. Stesso dicasi per Foxconn, principale produttore dei telefoni della Mela.

    Senza dimenticare poi i produttori veri e propri dei telefoni Android, come per esempio Samsung, Xiaomi, Sony, ecc. E non apriamo la lista ai provider di servizi internet in mobilità o a chi sta sviluppando soluzioni 5G, altrimenti la lista diventerebbe veramente infinita.

    Le azioni delle aziende nel mercato degli smartphone

    Ecco quindi una lista di aziende nel mercato degli smartphone:

    Settore
    Alphabet Inc (Android)
    NASDAQ: GOOGL
    Sistema operativo
    Apple
    NASDAQ: AAPL
    Produttore
    AU Optronics
    TPE: 2409
    Display
    BlackBerry
    NYSE: BB
    Produttore
    Broadcom
    NASDAQ: AVGO
    Chipset
    Cisco Systems
    NASDAQ: CSCO
    Networking
    FoxConn
    TPE: 2354
    Chipset
    HTC
    TPE: 2498
    Produttore
    Intel
    NASDAQ: INTC
    Chipset
    Japan Display
    TYO: 6740
    Display
    LG Electronics
    KRX: 066570
    Produttore
    MediaTek
    TPE: 2454
    Chipset
    Micron Technology
    NASDAQ: MU
    Chipset
    Microsoft
    NASDAQ: MSFT
    Produttore
    Motorola Solutions
    NYSE: MSI
    Produttore
    Nokia
    HEL: NOKIA
    Produttore
    NVIDIA (ARM)
    NASDAQ: NVDA
    Chipset
    Qorvo
    NASDAQ: QRVO
    Networking
    Qualcomm
    NASDAQ: QCOM
    Chipset
    Samsung Electronics
    KRX: 005930
    Produttore
    Sharp Corporation
    TYO: 6753
    Display
    Skyworks Solutions
    NASDAQ: SWKS
    Networking
    Sony
    TYO: 6758
    Produttore
    TCL Corporation
    SHE: 000100
    Produttore
    Tianma Microelectronics
    SHE: 000050
    Display
    TSMC
    TPE: 2330
    Chipset
    Xiaomi Corp
    HKG: 1810
    Produttore
    Azioni di aziende impegnate nel mercato degli smartphone

    Come si può notare ai classici produttori di chipset e device si aggiungono una serie di altre aziende che si occupano, a vario livello, di fornire memorie (DDR, RAM, fisiche), display, antenne wifi e apparati di networking in genere.

    Uno smartphone è infatti un concentrato di tecnologia nel quale il produttore principale, spesso, non fa altro che assemblare componenti derivati da altri produttori differenti.

  • Investire nelle azioni del mercato delle telecomunicazioni

    Investire nelle azioni del mercato delle telecomunicazioni

    Il settore delle telecomunicazioni può essere suddiviso in due grandi sottosegmenti:

    • Le aziende di tecnologia, conosciute come aziende IT
    • Le società di telecomunicazioni che forniscono infrastrutture e servizi per la connettività

    Delle società di tecnologia abbiamo già ampiamente parlato, quindi in questo articolo ci concentriamo sulle società di telecomunicazioni, cioè quelle aziende che ci permettono di navigare su Internet grazie al loro core business che è concentrato sulla connettività e sul networking.

    Azioni delle aziende di Telecomunicazioni

    SettoreNazione
    Akamai Technologies
    NASDAQ: AKAM
    DeliveryUSA
    Amazon.com
    NASDAQ: AMZN
    NetworkingUSA
    American Tower Corp
    NYSE: AMT
    TorriUSA
    AT&T Inc.
    NYSE: T
    ISPUSA
    Cellnex Telecom
    BME: CLNX
    TorriSpagna
    Cisco Systems
    NASDAQ: CSCO
    NetworkingUSA
    CloudFlare
    NYSE: NET
    DeliveryUSA
    Crown Castle International Corp
    NYSE: CCI
    TorriUSA
    Deutsche Telekom
    ETR: DTE
    ISPGermania
    Ericsson Telefonaktiebolaget LM
    STO: ERIC-B
    NetworkingSvezia
    Iliad
    EPA: ILD
    ISPFrancia
    Inwit
    BIT: INW
    TorriItalia
    Lumen Technologies
    NYSE: LUMN
    TorriUSA
    Motorola Solutions
    NYSE: MSI
    NetworkingUSA
    Nokia
    HEL: NOKIA
    NetworkingFinlandia
    Orange
    EPA: ORA
    ISPFrancia
    T-Mobile US
    NASDAQ: TMUS
    ISPUSA
    Telecom Italia SpA
    BIT: TIT
    ISPItalia
    Telefónica
    BME: TEF
    ISPSpagna
    Telephone and Data Systems, Inc.
    NYSE: TDS
    TorriUSA
    Verizon Communications
    NYSE: VZ
    ISPUSA
    VMware Inc.
    NYSE: VMW
    NetworkingUSA
    Vodafone
    LON: VOD
    ISPRegno Unito
    Azioni di aziende delle Telecomunicazioni

    Come analizzare le azioni delle telecomunicazioni

    Essendo un macrosettore all’interno delle aziende che fanno telecomunicazioni possiamo trovare molte compagnie differenti che prestano i loro servizi in modo parallelo. Possiamo per esempio incontrare le ISP (come Telecom, Iliad, Vodafone, ecc) oppure società di networking (come per esempio Cisco) oppure società che si occupano di servizi di Cloud/Network/Delivery (come AWS di Amazon, Cloudflare, Akamai, ecc), infine le torri wireless, che sono la base hardware per le trasmissioni (come Cellnext oppure InWit).

    Alcune di queste aziende hanno un andamento costante e difficilmente le vedrete tra le peggiori o le migliori azioni su un dato mercato. Sono aziende per lo più anticicliche poiché la connettività a Internet serve sia in momenti di crisi che in momenti di economia prosperosa.

    Spesso sono aziende che pagano ricchi dividendi poiché, eccetto rari casi, si tratta di un business remunerativo. Allo stesso tempo, però, gli investitori dovrebbero tenere sotto controllo i debiti di tale aziende poiché per creare infrastrutture adeguate è necessario realizzare debiti che saranno ripagati in anni di attività.

    Infine attenzione va data a quelle aziende che tendono a espandersi attraverso acquisizioni di clienti o di partner, se non addirittura di competitor; un caso emblematico è quello della spagnola Cellnex che negli ultimi anni è particolarmente attiva nell’acquisizione di attività legata alle torri in tutta Europa.

    Il settore delle telecomunicazioni ha un grande potenziale di crescita

    Grazie alle necessità di avere sempre maggiore connettività, data da servizi di streaming e da evoluzioni tecnologiche, queste aziende continueranno nel tempo ad avere un ruolo centrale e fondamentale, è importante però che tali aziende continuino a investire nell’innovazione. Pensate per esempio cosa ne sarà di una qualsiasi azienda che dovesse decidere di non investire nel prossimo 5G, probabilmente tra qualche anno avrà un’emorragia di clienti e avrà i conti che caleranno a picco. Allo stesso tempo aziende molto indebitate potrebbero avere problemi nel creare nuove reti adeguate ai tempi moderni.

    Tempi moderni che, come detto, continueranno a spingere nella direzione dell’innovazione e della necessità di avere aziende di telecomunicazioni performanti.

  • MSCI Europa, l’indice europeo poco conosciuto

    MSCI Europa, l’indice europeo poco conosciuto

    Ben più noto l’indice EuroStoxx 50 ma non è l’unico strumento per fare un paniere delle azioni del vecchio continente. Una valida alternativa è l’indice MSCI Europa.

    Cosa è l’MSCI Europa

    Si tratta di un paniere di titoli azionari gestito dall’omonima società MSCI (Morgan Stanley Capital International) che include tutte le migliori azioni del vecchio continente.

    Si tratta di una raccolta dei 15 mercati azionari più grandi in Europa e copre un complessivo 85% della capitalizzazione di ognuno di questi mercati.

    Ciò è possibile perché, per ognuno dei 15 mercati, nel paniere finiscono le azioni a più larga capitalizzazione.

    Composizione dell’indice MSCI Europa

    Come già detto sono 15 i mercati che “prestano” i titoli per la composizione di questo indice, si tratta dei mercati di:

    1. Austria
    2. Belgio
    3. Danimarca
    4. Finlandia
    5. Francia
    6. Germania
    7. Irlanda
    8. Italia
    9. Olanda
    10. Norvegia
    11. Portogallo
    12. Spagna
    13. Svezia
    14. Svizzera
    15. Regno Unito

    Ovviamente quando si parla di titoli azionari il Regno Unito fa da padrone e compone circa un quarto dell’intero indice, seguito da Francia, Germania e Svizzera.

    Il paniere ha un consistente numero di azioni, tipicamente si sfiorano i 500 titoli differenti. Nel momento in cui scriviamo, per esempio, contiamo 424 azioni differenti all’interno del paniere.

    Titoli azionari all’interno dell’indice MSCI Europa

    TitoloNazionePeso nel paniere
    NESTLECH4,17%
    ROCHE HOLDING PARCH3,07%
    NOVARTISCH2,34%
    SAPDE1,90%
    ASML HOLDINGNL1,79%
    ASTRAZENECAGB1,71%
    LVMHFR1,53%
    NOVO NORDISKDK1,40%
    SANOFIFR1,35%
    SIEMENSDE1,19%
    GLAXOSMITHKLINEGB1,13%
    TOTALFR1,02%
    UNILEVERNL1,01%
    ALLIANZDE0,98%
    L’OREALFR0,95%
    BRITISH AMERICAN TOBACCOGB0,91%
    AIR LIQUIDEFR0,89%
    HSBC HOLDINGSGB0,89%
    DIAGEOGB0,88%
    IBERDROLAES0,86%
    ENELIT0,82%
    RIO TINTOGB0,82%
    RECKITT BENCKISER GROUPGB0,79%
    SCHNEIDER ELECTRIC SEFR0,78%
    BAYERDE0,74%
    BPGB0,72%
    ADIDASDE0,72%
    DEUTSCHE TELEKOMDE0,67%
    BASFDE0,65%
    ZURICH INSURANCE GROUPCH0,64%
    ROYAL DUTCH SHELL CL AGB0,62%
    KERINGFR0,61%
    LONZA GROUPCH0,55%
    ABB LTDCH0,55%
    BHP GROUP ORD SHSGB0,55%
    AIRBUSNL0,52%
    VINCIFR0,52%
    DEUTSCHE POSTDE0,52%
    DAIMLERDE0,52%
    PROSUSNL0,51%
    BNP PARIBAS ACT.AFR0,51%
    RELXGB0,50%
    PHILIPSNL0,49%
    AB INBEVBE0,49%
    UBS GROUPCH0,49%
    GIVAUDANCH0,48%
    DANONEFR0,48%
    NATIONAL GRIDGB0,44%
    MUENCHENER RUECKVERDE0,43%
    PRUDENTIALGB0,43%
    AXAFR0,43%
    ESSILORLUXOTTICAFR0,43%
    VODAFONE GROUPGB0,42%
    LONDON STOCK EXCHANGE GROUPGB0,42%
    VONOVIADE0,42%
    RICHEMONTCH0,41%
    EXPERIANGB0,41%
    PERNOD RICARDFR0,40%
    INFINEON TECHNOLOGIESDE0,40%
    SIKACH0,40%
    SAFRANFR0,40%
    AHOLD DELNL0,39%
    DEUTSCHE BOERSEDE0,39%
    ADYENNL0,38%
    DSV PANALPINADK0,38%
    INTESA SANPAOLOIT0,38%
    ERICSSONSE0,37%
    INDITEXES0,37%
    ATLAS COPCOSE0,37%
    BANCO SANTANDERES0,37%
    VESTAS WIND SYSTEMSDK0,35%
    ANGLO AMERICANGB0,35%
    VOLKSWAGENDE0,34%
    INVESTORSE0,34%
    KONEFI0,34%
    TESCOGB0,33%
    ALCONCH0,33%
    VOLVOSE0,33%
    CRHIE0,33%
    COMPASS GROUPGB0,33%
    DSM KONNL0,32%
    ING GROEPNL0,32%
    HERMES INTERNATIONALFR0,32%
    ORSTED DONG EnergyDK0,30%
    GENMABDK0,30%
    AMADEUS IT GROUPES0,30%
    E.ONDE0,29%
    DASSAULT SYSTEMFR0,29%
    CREDIT SUISSE GROUP AGCH0,29%
    ENGIEFR0,29%
    NORDEA BANKFI0,28%
    LAFARGEHOLCIM LTDCH0,28%
    NESTEFI0,28%
    ASSA ABLOYSE0,28%
    BMWDE0,28%
    FLUTTER ENTERTAINMENTIE0,28%
    WOLTERS KLUWERNL0,27%
    HEINEKENNL0,27%
    FERRARINL0,27%
    RWEDE0,27%
    VIVENDIFR0,27%
    SANDVIKSE0,27%
    SWISS RE AGCH0,26%
    NOKIAFI0,26%
    GLENCOREJE0,26%
    LLOYDS BANKING GROUPGB0,26%
    CAPGEMINIFR0,25%
    ORANGEFR0,25%
    SAINT GOBAINFR0,25%
    GEBERITCH0,25%
    KERRY GROUPIE0,25%
    LEGRANDFR0,25%
    ENIIT0,25%
    ESSITY AKTIEBOLAG (PUBL)SE0,24%
    BAE SYSTEMSGB0,24%
    FERGUSONJE0,24%
    BARCLAYSGB0,24%
    HEXAGONSE0,24%
    CELLNEX TELECOMES0,23%
    STMICROELECTRONICSNL0,22%
    MERCKDE0,22%
    SAMPOFI0,22%
    AKZO NOBELNL0,22%
    FRESENIUSDE0,22%
    COLOPLASTDK0,22%
    HENKEL& KGAADE0,22%
    MICHELINFR0,21%
    SYMRISEDE0,21%
    UNICREDITIT0,21%
    TELEPERFORMANCEFR0,21%
    FRESENIUS MEDICAL CAREDE0,21%
    DEUTSCHE WOHNENDE0,20%
    TELEFONICAES0,20%
    PARTNERS GROUP HOLDINGCH0,20%
    BANCO BILBAO VIZCAYA ARGENTARIAES0,20%
    OCADO GROUPGB0,19%
    UPM-KYMMENEFI0,19%
    IMPERIAL BRANDSGB0,19%
    SMITH AND NEPHEWGB0,19%
    DEUTSCHE BANKDE0,19%
    SGSCH0,19%
    ASHTEAD GROUPGB0,19%
    SSEGB0,19%
    ASSICURAZIONI GENERALIIT0,18%
    EQUINORNO0,18%
    UCBBE0,17%
    SEGRO REITGB0,17%
    SKANDINAVISKA ENSKILDA BANKENSE0,17%
    AVIVAGB0,17%
    SARTORIUSDE0,17%
    SWISSCOMCH0,17%
    SWEDBANKSE0,17%
    LEGAL AND GENERAL GROUPGB0,16%
    JUST EAT TAKEAWAYNL0,16%
    EDPPT0,16%
    DELIVERY HERODE0,16%
    CARLSBERGDK0,16%
    HENNES & MAURITZSE0,16%
    ZALANDODE0,16%
    NOVOZYMESDK0,16%
    KINGSPAN GROUPIE0,16%
    SVENSKA HANDELSBANKENSE0,16%
    DNBNO0,15%
    INTERTEK GROUPGB0,15%
    SWEDISH MATCHSE0,15%
    KBCBE0,15%
    FIAT CHRYSLER AUTOMOBILESNL0,15%
    RENTOKIL INITIALGB0,15%
    SONOVA HOLDINGCH0,15%
    SWISS LIFE HLDGCH0,15%
    FERROVIALES0,15%
    WORLDLINEFR0,14%
    LOGITECHCH0,14%
    BT GROUPGB0,14%
    SIEMENS HEALTHINEERSDE0,14%
    CHRISTIAN HANSEN HOLDINGDK0,14%
    3I GROUPGB0,14%
    STANDARD CHARTEREDGB0,14%
    VEOLIA ENVIRONNEMENT VEFR0,14%
    EDENREDFR0,14%
    TELENORNO0,14%
    QIAGENNL0,13%
    SOCIETE GENERALEFR0,13%
    BEIERSDORFDE0,13%
    SCHINDLER P PARCH0,13%
    CONTINENTALDE0,13%
    HALMAGB0,13%
    NN GROUPNL0,13%
    ARGENXNL0,13%
    REPSOLES0,13%
    BUNZLGB0,12%
    CREDIT AGRICOLEFR0,12%
    KUEHNE & NAGELCH0,12%
    PEUGEOTFR0,12%
    EUROFINSFR0,12%
    GBLBE0,12%
    STRAUMANN HOLDINGCH0,12%
    CRODA INTERNATIONALGB0,12%
    ALSTOMFR0,12%
    NEXTGB0,12%
    LEG IMMOBILIENDE0,12%
    SNAMIT0,12%
    SPIRAX-SARCO ENGINEERINGGB0,12%
    SAGE GROUPGB0,12%
    INGENICO GROUPFR0,12%
    BRENNTAGDE0,12%
    TERNA RETE ELETTRICA NAZIONALEIT0,11%
    GN STORE NORDDK0,11%
    TELIA COMPANYSE0,11%
    CARREFOURFR0,11%
    PERSIMMONGB0,11%
    A P MOLLER MAERSKDK0,11%
    MONDIGB0,11%
    SCOUT24DE0,11%
    JULIUS BAERCH0,11%
    SARTORIUS STEDIM BIOTECHFR0,11%
    EPIROCSE0,11%
    TEMENOSCH0,11%
    CHOCOLADEF. LINDT & SPRUENGLI PARCH0,11%
    STORA ENSOFI0,11%
    HANNOVER RUECKDE0,11%
    UMICOREBE0,11%
    AENA SMEES0,11%
    KINNEVIKSE0,11%
    DANSKE BANKDK0,11%
    COVESTRO AGDE0,11%
    ARCELORMITTALLU0,11%
    FORTUMFI0,11%
    MTU AERO ENGINES HOLDINGDE0,10%
    WPPJE0,10%
    PORSCHE AUTOMOBIL HOLDING PRFDE0,10%
    INTERCONTINENTAL HOTELS GROUPGB0,10%
    HEIDELBERGCEMENTDE0,10%
    KPN KONNL0,10%
    KNORR BREMSEDE0,10%
    SMURFIT KAPPA GROUPIE0,10%
    ENDESAES0,10%
    ASSOCIATED BRITISH FOODSGB0,10%
    GRIFOLSES0,10%
    ELISAFI0,10%
    BOLIDENSE0,10%
    CAIXABANKES0,10%
    SVENSKA CELLULOSA AKTIEBOLAGETSE0,10%
    EVOLUTION GAMING GROUPSE0,10%
    ADECCOCH0,10%
    FINECO BANKIT0,10%
    RED ELECTRICA CORPORACIONES0,10%
    ATOSFR0,09%
    BOUYGUESFR0,09%
    MONCLERIT0,09%
    MOWINO0,09%
    SKFSE0,09%
    THALESFR0,09%
    DCCIE0,09%
    UBISOFT ENTERTAINFR0,09%
    BURBERRY GROUPGB0,09%
    NIBE INDUSTRIERSE0,09%
    ATLANTIAIT0,09%
    ARKEMAFR0,09%
    CNH INDUSTRIALNL0,09%
    EMS-CHEMIE HOLDINGCH0,09%
    NEXIIT0,09%
    AGEASBE0,09%
    UNITED UTILITIES GROUPGB0,09%
    SEVERN TRENTGB0,09%
    PANDORADK0,09%
    ORKLANO0,09%
    ALFA LAVALSE0,08%
    PUMADE0,08%
    KINGFISHERGB0,08%
    EIFFAGEFR0,08%
    BALOISECH0,08%
    INFORMAGB0,08%
    SWISS PRIME SITECH0,08%
    SKANSKASE0,08%
    SMITHS GROUPGB0,08%
    TELE2SE0,08%
    VALEOFR0,08%
    PRYSMIANIT0,08%
    BUREAU VERITASFR0,08%
    MELROSE INDUSTRIESGB0,08%
    AUTO TRADER GROUPGB0,08%
    ADMIRAL GROUPGB0,08%
    HARGREAVES LANSDOWNGB0,08%
    BERKELEY GROUP HOLDINGS THEGB0,08%
    PUBLICIS GROUPEFR0,08%
    SWATCH GROUP ICH0,08%
    VIFOR PHARMACH0,08%
    BARRY CALLEBAUTCH0,08%
    YARA INTERNATIONALNO0,08%
    SOLVAYBE0,08%
    TEAMVIEWERDE0,08%
    ST.JAMES’S PLACEGB0,08%
    STANDARD LIFE ABERDEENGB0,07%
    BIOMERIEUXFR0,07%
    GVC HOLDINGSIM0,07%
    SODEXOFR0,07%
    UNIPERDE0,07%
    DAVIDE CAMPARI MILANONL0,07%
    RSA INSURANCE GROUPGB0,07%
    SIEMENS GAMESA RENEWABLE ENERGYES0,07%
    EDFFR0,07%
    RANDSTADNL0,07%
    ERSTE GROUP BANKAT0,07%
    SUEZFR0,07%
    EXORNL0,07%
    GETLINKFR0,07%
    GALAPAGOSBE0,07%
    ORPEAFR0,07%
    NATURGY ENERGYES0,07%
    JOHNSON MATTHEYGB0,07%
    BARRATT DEVELOPMENTSGB0,07%
    NATWEST GROUPGB0,07%
    AROUNDTOWNLU0,07%
    GECINAFR0,07%
    HIKMA PHARMACEUTICALSGB0,07%
    ACS ACTIVIDADES DE CONSTRUCCIONES0,07%
    ENAGASES0,07%
    KION GROUPDE0,07%
    EVONIK INDUSTRIESDE0,06%
    MORRISONWM.SUPERMARKETSGB0,06%
    RECORDATI INDUSTRIA CHIM. FARMA.IT0,06%
    WHITBREADGB0,06%
    SCHINDLER HOLDINGCH0,06%
    EPIROCSE0,06%
    ANTOFAGASTAGB0,06%
    GEA GROUPDE0,06%
    DIRECT LINE INSURANCE GROUPGB0,06%
    ICA GRUPPENSE0,06%
    ACCORFR0,06%
    DIASORINIT0,06%
    COMMERZBANKDE0,06%
    GALP ENERGIA-NOMPT0,06%
    UNIBAIL RODAMCO WE STAPLED UNTFR0,06%
    M&GGB0,06%
    MEDIOBANCA BANCA DI CREDITOIT0,06%
    ELECTROLUXSE0,06%
    LANXESSDE0,06%
    ORIONFI0,06%
    SECURITASSE0,06%
    RENAULTFR0,06%
    TAYLOR WIMPEYGB0,06%
    PEARSONGB0,06%
    CARL ZEISS MEDITECDE0,06%
    LAND SECURITIES GROUP REITGB0,05%
    POSTE ITALIANEIT0,05%
    SAINSBURYJGB0,05%
    HUSQVARNASE0,05%
    A P MOLLER MAERSKDK0,05%
    SCHRODERSGB0,05%
    AEGONNL0,05%
    OMVAT0,05%
    AMUNDIFR0,05%
    SOFINABE0,05%
    JD SPORTS FASHIONGB0,05%
    NEMETSCHEKDE0,05%
    AMBUDK0,05%
    EQTSE0,05%
    INDUSTRIVARDENSE0,05%
    J.MARTINS SGPSPT0,05%
    SCORFR0,05%
    VOPAKNL0,05%
    CLARIANTCH0,05%
    LUNDIN ENERGYSE0,05%
    IPSENFR0,05%
    ROLLS-ROYCE HOLDINGSGB0,05%
    REMY COINTREAUFR0,05%
    AVEVA GROUPGB0,05%
    GJENSIDIGE FORSIKRINGNO0,05%
    ADEVINTANO0,05%
    UNITED INTERNETDE0,05%
    NORSK HYDRONO0,04%
    BRITISH LAND REITGB0,04%
    LUNDBERGFORETAGENSE0,04%
    TRYGDK0,04%
    SCHIBSTEDNO0,04%
    SEBFR0,04%
    VERBUNDAT0,04%
    COLRUYT (D)BE0,04%
    COVIVIOFR0,04%
    ABN AMRO BANKNL0,04%
    WARTSILAFI0,04%
    LATOUR INVESTMENTSE0,04%
    TELECOM ITALIAIT0,04%
    FUCHS PETROLUB PRFDE0,04%
    AERCAP HOLDINGSNL0,04%
    BANKINTERES0,04%
    BOLLOREFR0,04%
    BANQUE CANTONALE VAUDOISECH0,04%
    DEMANTDK0,04%
    FDJFR0,04%
    ELIA GROUPBE0,04%
    FAURECIAFR0,04%
    ALTICE EUROPENL0,04%
    VOESTALPINEAT0,04%
    PROXIMUSBE0,03%
    AEROPORTS DE PARISFR0,03%
    ILIADFR0,03%
    TELEFONICA DEUTSCHLAND HOLDINGDE0,03%
    DEUTSCHE LUFTHANSADE0,03%
    SES FDRLU0,03%
    INWITIT0,03%
    KLEPIERRE REITFR0,03%
    LEONARDOIT0,03%
    WENDELFR0,03%
    TENARISLU0,03%
    THYSSENKRUPPDE0,03%
    RAIFFEISEN BANK INTERNATIONALAT0,03%
    SWATCH GROUPCH0,03%
    H.LUNDBECKDK0,03%
    ANDRITZAT0,03%
    NATIXISFR0,03%
    DASSAULT AVIATFR0,03%
    EVRAZGB0,03%
    EURAZEOFR0,02%
    CNP ASSURANCESFR0,02%
    HOCHTIEFDE0,02%
    METRODE0,02%
    PIRELLI & CIT0,02%
    MAPFREES0,02%
    FRAPORTDE0,02%
    TELENET GROUPBE0,02%
    ICADE REITFR0,02%
    JCDECAUXFR0,02%
    Componenti dell’MSCI Europa

    Confronto tra MSCI Europa ed EuroStoxx 50

    Vista la natura e la grandezza dell’indice MSCI Europa, possiamo tranquillamente affermare che è questo la vera cartina tornasole del mercato europeo, ben più dell’EuroStoxx.

    Infatti il paniere di 50 titoli ha al suo interno le più grandi aziende, senza fare reale distinzione tra mercati, succede così che mercati più piccoli, come possono essere quelli scandinavi o dell’Est Europa abbiano uno o nessun titolo dentro l’EuroStoxx 50.

    Inoltre abbiamo accennato alla grandezza dell’indice, infatti lo Stoxx 50 ha, appunto, 50 titoli, mentre l’MSCI ha all’interno oltre 400 titoli (424 a ottobre del 2020).

    Diverso invece il discorso per l’MSCI Europa che coprendo le aziende a più grande capitalizzazione di 15 mercati differenti ha all’interno varie aziende che sfuggono completamente all’indice di Stoxx (il quale si ferma 12).

    Inoltre MSCI Europa ha all’interno anche mercati che non fanno parte dello Stoxx perché non nella comunità europea (Svizzera e presto UK).

  • Società in cui investire con azioni che sono poco considerate

    Società in cui investire con azioni che sono poco considerate

    Esistono alcune società, spesso a caratura globale, che per un motivo o per un altro non vengono in mente appena si pensa a un investimento in borsa.

    Eppure alcune di queste sono addirittura leader nei propri settori e hanno dei fondamentali ottimi; si tratta quindi di buone possibilità di investimento.

    Ne abbiamo già vista qualcuna nel precedente articolo nel quale trattavamo le migliori 100 azioni di società occidentali.

    L’articolo precedente, dando un’occhio attento a tutte le maggiori società, ha fatto emergere solo qualche possibile nome, come per esempio i leader delle spedizioni UPS e DHL, piuttosto che la catena inglese Tesco, la farmaceutica McKesson oppure, guardando a brand molto conosciuti in Italia, la banca spagnola Santander, che è stata anche sponsor della Ferrari in F1, o ancora le francesi Christian Dior, Vinci e Finatis.

    Insomma società globali, con numeri enormi, che però non vengono immediatamente in mente.

    Se vi chiedessi 10 azioni a livello globale sono sicuro che mi rispondereste con Apple, Microsoft, Facebook, Netflix, Volkswagen, Amazon… e come darvi torto!? Queste aziende sono in qualunque cosa facciamo. Ma potrebbero non essere la scelta migliore.

    Ottime aziende con azioni spesso dimenticate

    Proviamo quindi a stilare una lista di aziende occidentali e teniamo lo stesso passo tenuto nell’altro articolo, quindi continuiamo sulla lista Global 500 di Fortune.

    Proviamo quindi a togliere quel leggero patino di polvere che ci permetterà, magari, di conoscere azioni e aziende insospettabili, che magari usiamo tutti i giorni e che forse non abbiamo mai considerato in ottica di investimento.

    Da questa lista escludiamo volontariamente tutte le aziende italiane poiché diamo per presupposto che qualsiasi investitore italiano conosca benissimo il mercato su cui si muove.

    AziendaNazione
    NatixisFrancia
    Cisco SystemsUSA
    Saint-GobainFrancia
    OrangeFrancia
    CignaUSA
    Banco Bilbao Vizcaya Argentaria (BBVA)Spagna
    American International GroupUSA
    Zurich Insurance GroupSvizzera
    HCA HealthcareUSA
    BayerGermania
    BungeUSA
    CNP AssurancesFrancia
    VolvoSvezia
    Charter CommunicationsUSA
    MetroGermania
    UBS GroupSvizzera
    Best BuyUSA
    MerckUSA
    SanofiFrancia
    Honeywell InternationalUSA
    Maersk GroupDanimarca
    AccentureIrlanda
    OracleUSA
    BarclaysGran Bretagna
    ABBSvizzera
    Swiss ReSvizzera
    E.ONGermania
    Lloyds Banking GroupGran Bretagna
    Credit Suisse GroupSvizzera
    3MUSA
    British American TobaccoGran Bretagna
    L’OréalFrancia
    Air France-KLM GroupFrancia
    Compass GroupGran Bretagna
    BT GroupGran Bretagna
    InditexSpagna
    Abbott LaboratoriesUSA
    Schneider ElectricFrancia
    Philip Morris InternationalUSA
    SAPGermania
    DanoneFrancia
    International Airlines Group (IAG)Spagna / GB
    Adecco GroupSvizzera
    RandstadOlanda
    Mapfre GroupSpagna
    NokiaFinlandia
    Heineken HoldingOlanda
    Kraft HeinzUSA
    MichelinFrancia
    U.S. BancorpUSA
    SafranFrancia
    Air LiquideFrancia

    Abbiamo fatto una breve lista, con alcuni marchi più conosciuti e altri un po’ meno.

    Quasi tutte queste aziende hanno degli ottimi fondamentali e potrebbero essere delle buone occasioni di investimento.

  • Internet of Things, cosa sapere per investire

    Internet of Things, cosa sapere per investire

    Internet è più di una raccolta di siti web e blog che si possono visitare attraverso un computer, un tablet o uno smartphone. È anche il tessuto digitale che collega tra loro questi siti, rendendo possibile a chiunque, quasi ovunque, di accedervi.

    L’Internet delle cose, o in inglese Internet of Things (IoT) porta questa idea in un luogo diverso. Non si tratta di una raccolta di siti web, ma di milioni di dispositivi connessi a internet per raccogliere dati, tracciare l’uso, monitorare le funzionalità e automatizzare sistemi e processi.

    Un campanello intelligente collegato a IoT può inviare un messaggio di testo quando qualcuno si avvicina alla porta, mentre un termostato collegato a IoT controlla la temperatura in casa. L’orologio connesso a Internet delle Cose può monitorare il tuo stato di salute, e un frigorifero con Internet of Things potrebbe essere in grado di fare di tutto, dal dirti che il tuo latte si è rovinato all’ordinarne di più quando ne hai poco.

    Cos’è un dispositivo intelligente?

    Quasi tutto può essere un dispositivo per IoT se è dotato di un’attrezzatura adeguata, e la gamma di funzioni per i cosiddetti dispositivi “intelligenti” può variare notevolmente. I dispositivi intelligenti sono quelli in grado di comprendere semplici comandi o di eseguire un certo livello di programmazione.

    Uno smartphone è un esempio avanzato di dispositivo intelligente. Il vostro iPhone Apple (NASDAQ:AAPL) o Alphabet’s (NASDAQ:GOOGL) Google Android-powered handset è molto più vicino a un computer che, per esempio, la funzionalità limitata di un apparecchio “intelligente” che può ordinare le proprie lampadine di ricambio.

    Per definizione, qualsiasi dispositivo con una connessione a Internet che fa qualcosa (come raccogliere dati e trasmetterli a un archivio centrale online, per esempio) è un dispositivo “intelligente”. Se il forno può spegnersi da solo dopo aver inviato un comando via internet, è un dispositivo “intelligente”. Lo stesso vale per i forse miliardi (i numeri esatti sono difficili da individuare) di altri dispositivi collegati.

    Quanto è grande Internet of Things?

    Si stima che quest’anno si raggiungeranno i 20 miliardi di dispositivi IoT. La spesa per IoT è aumentata costantemente. Nel 2009, questo mercato ha rappresentato circa 18 miliardi di dollari di vendite; nel 2017, questo numero è cresciuto fino a 1,1 trilioni di dollari, e si prevede che la spesa supererà i 2 trilioni di dollari entro il 2020.

    Si tratta chiaramente di un’area in espansione con molte opportunità per gli investitori. I consumatori hanno abbracciato i dispositivi IoT come Amazon Echo voice assistant/speaker powered by Alexa artificial intelligence (AI). Si tratta di un dispositivo sofisticato che potrebbe, in teoria, servire da hub per una casa completamente connessa.

    Potresti, se lo volessi, usare Alexa (o altri altoparlanti intelligenti) per controllare le luci, gli elettrodomestici, la sicurezza e l’accesso della casa. Quello che non si sa (ed è un grande jolly per prevedere il futuro IoT) è esattamente quello per cui la gente lo userà. Alcuni, naturalmente, lo usano già come hub per la casa intelligente, mentre altri lo usano come un modo per chiedere informazioni sul tempo o per suonare una canzone.

    Mentre rimane da vedere l’intera gamma di applicazioni, ciò che è chiaro è che i consumatori stanno acquistando questi dispositivi.

    Cos’è una casa intelligente?

    In sostanza, una casa intelligente è una casa piena di dispositivi connessi alla rete (una casa in cui i dispositivi IoT consentono l’automazione di funzioni che un tempo dovevano essere controllate manualmente). Potrebbe essere semplice come sbloccare una porta a distanza o accendere delle luci. Può anche diventare molto più complicato con le versioni intelligenti di quasi tutti gli elettrodomestici disponibili.

    Si può controllare tutto attraverso uno smartphone, un portatile o un computer, oppure attraverso un dispositivo come Echo di Amazon, Google Home di Alphabet o HomePod di Apple. Ma è probabile che le case intelligenti siano controllate da una combinazione di un hub interno alla casa (come i tre di cui sopra) e uno smartphone o un’interfaccia basata su computer, oppure installando dei controller come un Raspberry.

    Sempre di più, gli elettrodomestici di tutti i giorni stanno diventando dispositivi intelligenti connessi. I consumatori possono ora acquistare una stufa che può essere programmata per preriscaldare a una certa ora, oppure per decidere se accendersi in base al meteo.

    Quali sono le opportunità di investimento per Internet delle Cose?

    Internet of Things funziona dietro le quinte in innumerevoli settori. I dispositivi collegati vanno da compiti relativamente semplici come una presa di luce che può avvisare i proprietari quando è necessaria una lampadina di ricambio a un dispositivo medico ad alta tecnologia che può ordinare le proprie riparazioni.

    In teoria, c’è ben poco che i dispositivi collegati non possano fare. I sensori abilitati all’IoT possono monitorare il traffico in una città e regolare i semafori di conseguenza. Potrebbero anche essere usati negli aerei per segnalare problemi di manutenzione o inviare ordini per il rifornimento di carburante per le bevande prima dell’atterraggio dell’aereo.

    IoT permette di monitorare o automatizzare praticamente tutto. Ciò consente la creazione di smart cities o di applicazioni su scala ridotta come l’orologio, in grado di dire che è ora di alzarsi.

    IoT è un sottoinsieme del più ampio segmento di mercato tecnologico. Tuttavia, all’interno della categoria IoT, ci sono diversi segmenti di mercato in cui è possibile investire.

    Elettronica di consumo

    Questo elenco tocca molte delle più grandi aziende tecnologiche, così come alcuni marchi a cui potreste non pensare. Tra questi figurano Apple, Amazon, Microsoft, Google e praticamente tutte le altre aziende che producono dispositivi tecnologici utilizzati direttamente o indirettamente o necessari per i prodotti dell’internet degli oggetti.

    Questa è la categoria che ha le voci più familiari. La maggior parte delle persone sono state esposte a un dispositivo alimentato da Alexa o almeno hanno visto uno spot televisivo per qualcosa di simile (ricordate Gattuso in tv che chiede al dispositivo di chiamare l’avvocato?).

    Per gli investitori, quest’area potrebbe essere la più facile da capire perché è molto orientata al futuro e ha il potenziale per costruire altri tipi di modelli di reddito (abbonamenti, dispositivi per la casa intelligente, ordini di generi alimentari, ecc).

    Assistenza sanitaria

    IoT ha un impatto sull’assistenza sanitaria in diversi modi. Aziende come Apple utilizzano i dati raccolti dai suoi smartwatch dell’internet degli oggetti per aggregare le informazioni sanitarie e lavorare a soluzioni a beneficio del pubblico. I Wearables consentono sia un’ampia aggregazione di dati sia un monitoraggio molto personalizzato di tutto, da quanto spesso ci si sposta alla frequenza cardiaca e ai modelli di sonno.

    I dispositivi alimentati dall’IoT possono funzionare anche a un livello più ampio. Watson di IBM, la piattaforma AI dell’azienda, alimenta una serie di servizi sanitari. Questo include tutto, dal consentire trattamenti più precisi per il cancro all’uso dei dati per gli usi alternativi dei farmaci e aiutare il governo a gestire meglio i programmi sanitari.

    Infrastruttura

    In teoria, in futuro, una smart car sarà in grado di comunicare con la città in cui si trova per determinare dove andare. Ciò consente la gestione del traffico, previene gli incidenti e potrebbe risolvere i problemi di trasporto. Fornisce anche un’enorme quantità di dati utilizzabili.

    Cisco Systems si aspetta che le smart cities siano una fonte di crescita importante. L’azienda ha lanciato un programma da un miliardo di dollari per le smart city poco tempo fa.

    Agricoltura

    Molte delle stesse idee che si applicano alle città possono essere applicate alle fattorie. Il mercato dell’agricoltura di precisione è stato valutato 4,42 miliardi di dollari nel 2017 e si prevede che raggiungerà i 9,53 miliardi di dollari entro il 2023.

    L’agricoltura di precisione aumenta le rese utilizzando sensori collegati a IoT per tracciare cose come le precipitazioni, le variazioni di temperatura e le condizioni del suolo. Idealmente, questa tecnologia potrebbe rendere più economico il cibo, consentendo margini migliori e prezzi più bassi.

    Auto intelligenti

    Le auto intelligenti sono state cercate da un’ampia gamma di produttori e aziende tecnologiche. La definizione può anche includere gli sforzi di Google’s Waymo per fornire veicoli autosufficienti alle varie aziende che hanno integrato assistenti digitali a controllo vocale nei loro sistemi.

    La tecnologia delle auto intelligenti può anche includere veicoli equipaggiati con IoT che indicano quando è necessario effettuare la manutenzione. In alcuni casi, una smart car potrebbe essere in grado di diagnosticare le proprie riparazioni e assicurarsi che il pezzo di cui ha bisogno sia in attesa quando la si guida alla stazione di servizio. E chi dice che non possa andare da sola a farsi riparare o più semplicemente che sappia prendere l’appuntamento per la manutenzione?

    Le aziende con interessi nell’Internet del futuro

    Alcune le abbiamo già anticipate, altre le inseriamo in questa tabella per la prima volta.

    AziendaTicket
    MicrosoftMSFT
    IBMIBM
    AmazonAMZN
    AppleAAPL
    AlphabetGOOGL
    IntelINTC
    NVIDIANVDA
    AMDAMD
    Telecom ItaliaBIT:TIT
    VodafoneLON:VOD
    IliadEPA:ILD
    Cisco SystemsCSCO
    NokiaNOKIA
    ARM HoldingsARMH
    Aziende con interesse nell’IoT

    La sfida più grande quando si investe nell’internet delle cose è che si tratta di uno spazio ampio e mal definito in cui i principali attori hanno tutti diversi flussi di reddito.

    Nessuna delle società elencate è un puro player dell’IoT. Ciò significa che le aziende che creano dispositivi, software e hardware per l’internet degli oggetti operano in altri mercati e realizzano la maggior parte dei loro ricavi da questi altri canali di vendita. In linea di massima, questa lista comprende le aziende tecnologiche che abbracciano il futuro connesso o i marchi che operano principalmente in aree tangenziali che vedono nell’internet degli oggetti un modo per far crescere il proprio business.

    Si tratta di una lista non certo esaustiva ed è complesso mettere un limite a ciò che IoT. Per esempio, Tesla che è l’azienda automobilistica evidentemente più proiettata al futuro, probabilmente sarà una delle prime che adotterà IoT. Ma anche la nostra semplice FCA ha accordi con HARMAN (Samsung) e Google per lo sviluppo di auto connesse… quindi FCA è un’azineda IoT?

    Evidentemente qualsiasi azienda potrebbe esserlo, qui selezioniamo solo le prime che potrebbero avere un impatto diretto.

    Microsoft

    Uno dei maggiori sostenitori dell’Internet degli oggetti, Microsoft, vuole fare di Windows il sistema operativo dominante nello spazio dell’IoT. L’azienda offre soluzioni complete con una piattaforma IoT che abbraccia il cloud, il sistema operativo e i dispositivi. Al centro di tutto ciò si trova il nucleo centrale dell’azienda, Windows 10 IoT, una versione semplificata del suo sistema operativo per i dispositivi collegati.

    Oltre ad offrire le proprie soluzioni per l’internet degli oggetti, Microsoft ha aperto i suoi prodotti agli sviluppatori. Ha una piattaforma (simile a quella che offre per la sua normale suite di prodotti Windows) che ha strumenti per gli sviluppatori per creare servizi, dispositivi e soluzioni per l’internet degli oggetti. L’azienda ha anche recentemente deciso di impegnare 5 miliardi di dollari in più nei suoi sforzi per l’IoT, che il Vice Presidente di Microsoft Azure, Julia White, ha spiegato in un post sul blog:

    Stiamo pianificando di dedicare ancora più risorse alla ricerca e all’innovazione nell’internet degli oggetti e a quello che in ultima analisi si sta evolvendo per essere il nuovo margine intelligente… Siamo in una posizione unica per semplificare il percorso dell’internet degli oggetti in modo che ogni cliente (indipendentemente dalle dimensioni, dalle competenze tecniche, dal budget, dall’industria o da altri fattori) possa creare soluzioni affidabili e connesse che migliorino le esperienze di business e dei clienti, così come la vita quotidiana delle persone in tutto il mondo.

    IBM

    Big Blue ha costruito il suo business dell’internet degli oggetti attorno alla sua intelligenza artificiale Watson.

    La piattaforma Watson IoT di IBM è stata progettata per essere una soluzione aziendale, un modo per la tecnologia IBM di aiutare altre aziende a sviluppare prodotti e soluzioni. Questo ha portato a progetti in diversi settori, tra cui quello automobilistico, della vendita al dettaglio, della produzione e dei servizi di pubblica utilità. Le soluzioni basate su Watson sono state utilizzate anche per aiutare le aziende a gestire le risorse, l’inventario e le strutture. IBM offre una piattaforma di sviluppo per incoraggiare le terze parti a creare nuovi usi per l’IA Watson.

    Amazon

    Amazon è stata leader nel portare la tecnologia dell’internet degli oggetti nelle case dei consumatori. Ad esempio, i suoi pulsanti Amazon Dash sono un esempio di dispositivo collegato a IoT. I consumatori non fanno altro che premere il pulsante e ordinare il prodotto con cui è collegato. Un consumatore può posizionare un pulsante Dash per il caffè vicino alla sua caffettiera o uno per il detersivo per piatti sotto il lavello vicino alla lavastoviglie. È l’IoT nella sua forma più semplice, ma è un forte esempio di come la tecnologia possa entrare nelle case delle persone.

    Il leader online è anche uno dei principali attori del mercato delle case collegate. I suoi dispositivi Echo, alimentati dalla sua Alexa AI, hanno la capacità di fungere da hub per le case digitali e possono controllare i dispositivi connessi all’internet degli oggetti.

    Inoltre, Amazon ha una piattaforma IoT offerta attraverso la sua divisione Web Services (AWS). Si tratta di un insieme di strumenti simili a quelli che IBM e Microsoft offrono alle aziende e agli sviluppatori per consentire loro di creare i propri usi per la tecnologia o implementare il software e le soluzioni che Amazon ha creato.

    L’azienda sulle sue pagine spiega:

    “AWS IoT Core è una piattaforma che permette di collegare i dispositivi ad AWS Services e ad altri dispositivi, di proteggere i dati e le interazioni, di elaborare e agire sui dati dei dispositivi, e permette alle applicazioni di interagire con i dispositivi anche quando sono offline”.

    Apple

    Apple è in competizione con Amazon (e con altri) per essere leader nelle case collegate, utilizzando l’iPhone come controller nel modo in cui Amazon utilizza i suoi dispositivi Echo. L’azienda ha anche il suo HomePod digital assistant/smart-home hub, ma le basse vendite lo rendono meno strategico del suo smartphone di successo.

    Oltre ad essere nelle case della gente, Apple è entrata nel mercato consumer dell’internet degli oggetti attraverso i suoi orologi e i dati che raccoglie attraverso i servizi per iPhone come Apple Health. Questi dispositivi intelligenti monitorano cose come i passi compiuti, la frequenza cardiaca e altro ancora, permettendo ad Apple di offrire consigli utili se l’utente è alla ricerca di questo.

    Apple, naturalmente, mette anche la versione IoT del suo sistema operativo IoS a disposizione degli sviluppatori attraverso il servizio HomeKit. L’azienda si è rivolta agli sviluppatori di app, ai produttori di dispositivi e anche agli hobbisti con HomeKit, fornendo loro gli strumenti per creare prodotti e servizi connessi. A livello commerciale, Apple collabora anche con aziende di diversi segmenti, tra cui l’automotive, il retail e la produzione, per creare prodotti e servizi IoT basati su IoS.

    Alphabet Google

    Google, naturalmente, ha anche la sua famiglia di prodotti Home. Si tratta di altoparlanti IoT e assistenti intelligenti molto simili ai dispositivi Echo di Amazon.

    Alphabet nel 2018 ha assunto l’ex CTO Samsung Injong Rhee per guidare il suo business dell’internet degli oggetti. Fino a quel punto tutte le idee e i progetti su IoT erano un po’ slacciate tra di loro.

    Il primo obiettivo di Rhee era quello di allineare i vari progetti di Alphabet relativi all’internet degli oggetti, che vanno dalle auto che guidano da sole, all’assistente virtuale di Google Home e ai servizi basati sul cloud.

    Lui stesso scrive:

    Una delle prime cose che vorrei fare con i miei colleghi di Google è coordinare e allineare questi sforzi verso una storia concertata dell’internet degli oggetti di Google.

    Alphabet ha pubblicato per la prima volta i suoi ricavi da cloud nel suo rapporto sugli utili del quarto trimestre del 2018.

    Il CEO Sundar Pichai ha osservato che Google Cloud era “già un business da un miliardo di dollari al trimestre” e che G Suite, strumenti di produttività e collaborazione cloud, ha più di 4 milioni di clienti paganti.

    Intel

    Il chipmaker fa un buon lavoro nel mettere la sua visione dell’internet degli oggetti sul suo sito web.

    Come molti degli altri player di questa lista, Intel ha sia i propri prodotti che soluzioni per i partner che acquistano i suoi processori e chip. Questo mette l’azienda in una buona posizione per far crescere i ricavi dell’internet degli oggetti man mano che la categoria cresce.

    Intel suddivide la sua strategia dell’internet degli oggetti in tre segmenti:

    Collegare il non collegato

    “Ciò significa prendere gli attuali dispositivi non connessi e aggiungere sensori e tecnologia che permette loro di trasferire i dati al cloud, dove possono essere analizzati e trasformati in insight attuabili”

    Costruire cose intelligenti e connesse

    Questo significa che i nuovi dispositivi che l’azienda o i suoi partner creano dovrebbero avere la connettività integrata fin dall’inizio.

    Creare un mondo autonomo

    Intel sta progettando dispositivi che diventeranno abbastanza intelligenti da funzionare da soli. Ciò significa che prenderanno decisioni in tempo reale dopo aver imparato dal loro ambiente e aver utilizzato i dati per migliorare le prestazioni.

    ARM

    Un altro produttore di chip, ARM, che è interamente di proprietà della SoftBank giapponese, ha la sua piattaforma cloud IoT, Mbed. Il servizio è alimentato dal sistema operativo Mbed della società. Come le altre aziende di questa lista, ARM sta cercando di offrire soluzioni per l’internet degli oggetti, oltre a strumenti per i suoi partner per creare ciò di cui hanno bisogno.

    La soluzione di gestione dei dispositivi Mbed Cloud fornisce funzionalità di gestione dell’internet degli oggetti flessibili, sicure ed efficienti per una serie di profili di dispositivi, e può essere implementata come soluzione cloud, come soluzione on-premises con capacità simili al cloud senza dipendere da alcun cloud pubblico, o come soluzione ibrida

    Sito Web ARM

    Arm ha anche recentemente collaborato con NVIDIA in un accordo che renderà più facile per i produttori di chip aggiungere capacità di apprendimento profondo all’elettronica di consumo di prossima generazione, ai dispositivi mobili e ai gadget dell’internet degli oggetti. Arm e Nvidia integreranno l’architettura open-source NVIDIA Deep Learning Accelerator nel progetto di chip di apprendimento automatico Trillium di Arm. Questo dovrebbe (secondo le aziende) consentire ai produttori di chip dell’internet degli oggetti di integrare rapidamente le funzionalità dell’IA nei loro prodotti.

    NVIDIA / AMD

    A vario titolo in realtà tutti i produttori di componenti per hardware entreranno nella partita.

    La potenzialità di NVIDIA per esempio l’abbiamo vista con l’accordo con ARM; ma NVIDIA può dire la sua sul mercato IoT. In generale la potenza di calcolo si sta spostando da CPU a GPU e questo processo l’abbiamo per esempio visto con il mining delle cryptocurrency.

    Anche AMD è un player di questo mercato e per quanto spesso si rilega il produttore a un mercato secondario, in realtà il produttore di Chipset ha sia il mercato GPU attraverso Radeon che il mercato delle CPU.

    Telecom Italia / Vodafone / Iliad

    Citiamo i tre operatori quotati presenti in Italia, ma in realtà bisognerebbe citare tutti gli operatori di telefonia, sia fissa che mobile.

    Tutte e quattro queste società stanno lavorando a progetti per costruire reti 5G di prossima generazione.

    Perché se il 5G potrebbe non servire a un tostapane intelligente, la creazione di reti di nuova generazione aprirà la capacità di prendere il traffico di fascia alta, come la riproduzione video la sincronizzazione veloce di informazioni, ecc. Pensate per esempio a un’auto che si guida da sola e che deve necessariamente affidarsi a una copertura Internet per evitare il traffico in città o per conoscere strade chiuse o incidenti.

    Andiamo verso un modo iperconnesso e il 5G è solo un passaggio obbligatorio verso il futuro.

    I carrier wireless sono una sorta di vincitori passivi nello spazio IoT, oltre ai loro sforzi attivi per far avanzare il concetto di smart-city. I loro servizi sono necessari per trasportare le informazioni dai dispositivi connessi al cloud e, fintanto che possono monetizzare efficacemente tali esigenze di servizio, dovrebbero trarre profitto dalla crescita dell’internet degli oggetti.

    CISCO / NOKIA

    Stesso discorso che con le TLC, tutte queste informazioni dovranno per forza di cose essere traghettate su reti e le reti devono essere costruite o ampliate.

    Citiamo Nokia e Cisco solo perché le più grandi quotate, ma dovremmo mettere in questa lista anche Ericsson, Huawei e qualsiasi produttore di hardware di rete.

    IoT sarà il futuro ma ancora non lo sappiamo

    Quello che è chiaro è che l’internet degli oggetti è appena iniziato, e alcuni dei suoi utilizzi non sono ancora stati immaginati. I dispositivi connessi abilitati con l’apprendimento automatico possono sbloccare dati e modelli che gli esseri umani farebbero fatica a vedere. Ad esempio, le smart car senza conducente possono aiutarci a stabilire orari di lavoro basati sulla riduzione al minimo del traffico, e i frigoriferi collegati possono dirci perché non stiamo perdendo peso (o perché lo stiamo facendo), oltre a farci evitare sprechi inutili.

    Si tratta di un insieme aperto di possibilità che inizia a essere relativamente piccolo. Avere una lampadina intelligente in casa che si spegne quando non c’è nessuno nella stanza, o comprare un’auto che può dirvi preventivamente che ha bisogno di manutenzione, sono solo usi iniziali per l’internet degli oggetti.

  • Azioni tecnologiche, cosa bisogna sapere

    Azioni tecnologiche, cosa bisogna sapere

    Il settore tecnologico comprende tutto, dalle grandi aziende che tutti conoscono, ai grandi e piccoli operatori che operano in gran parte dietro le quinte. In questa categoria rientrano anche le aziende emergenti di tutte le dimensioni, le start-up e i marchi domestici da miliardi di dollari.

    In senso lato, la categoria comprende le azioni che si occupano di ricerca, creazione e distribuzione di beni o servizi basati sulla tecnologia. Può trattarsi di tutto, dai computer ai software, dai televisori ai siti web. L’hardware è il dispositivo fisico (un computer, un televisore, uno smartphone, ecc). Il software è il codice del computer e le piattaforme che fanno funzionare questi dispositivi.

    I titoli tecnologici offrono agli investitori molte opportunità. Infatti, da anni il settore offre i rendimenti più alti di tutti i settori di mercato.

    Questi forti rendimenti, tuttavia, non significano che il settore tecnologico sia privo di rischi. La tecnologia cambia rapidamente, e i leader una tantum possono rimanere indietro o addirittura fallire. Inoltre, le aziende emergenti promettenti possono fare un enorme balzo in avanti, per poi svanire rapidamente.

    La tecnologia è uno spazio entusiasmante che comprende tendenze che vanno dall’intelligenza artificiale (AI), agli smartphone, alla blockchain, alle tecnologie di auto-guida, alla continua tendenza al software-as-a-service (SaaS), all’Internet degli oggetti (IoT), ai servizi di streaming media e altro ancora. È un’area ricca di opportunità, ma anche di rischi.

    I ritorni possono variare

    Se si guarda agli ultimi dieci anni di ritorni per il settore tecnologico, i numeri variano notevolmente. La categoria ha superato tutti i settori monitorati nel 2009 e nel 2017, ma ha sottoperformato la media di tutti i settori in quattro dei dieci anni.

    Il settore tecnologico può essere boom o crash; lo stesso vale per le singole aziende e i segmenti di mercato all’interno di questo spazio. A volte una tecnologia sembra che possa essere la prossima grande opportunità (pensate alla televisione 3D di pochi anni fa) solo per fallire in modo spettacolare sul mercato.

    Aree di investimento

    Tecnologia è un termine ad ampio spettro: si è espansa molto al di là di quelle che un tempo sarebbero state considerate le tipiche azioni tecnologiche, comprese aziende di computer come Apple (NASDAQ:AAPL), Microsoft (NASDAQ:MSFT), IBM (NYSE:IBM). Non è nemmeno più giusto chiamare uno di questi tre marchi solo come aziende di computer. Esse operano in una varietà di altri segmenti che fanno tutti parte del mercato tecnologico, incluso ma non limitato ai seguenti punti.

    Intelligenza artificiale (AI)

    È qui che i computer svolgono compiti che tradizionalmente avrebbero potuto richiedere un cervello umano. L’intelligenza artificiale comprende anche l’apprendimento (in cui gli scienziati dei dati costruiscono modelli informatici ispirati alla struttura e alla funzione del cervello umano che riproduce essenzialmente la nostra capacità di apprendere) e l’apprendimento automatico (un tipo di intelligenza artificiale in cui i computer imparano senza essere programmati in modo specifico). L’Alexa di Amazon potrebbe essere l’IA più famosa, anche se anche il Watson di IBM ha ottenuto molta attenzione da parte dei media.

    Gli smartphone

    Mentre Apple e Samsung guidano questo spazio, ci sono molti giocatori secondari che producono componenti, software, applicazioni e telefoni. “Smartphone” è una sorta di nome accattivante per i telefoni che possono eseguire applicazioni, programmi e quasi tutto ciò che un computer potrebbe essere in grado di fare.

    Blockchain

    La blockchain ha ottenuto molta pubblicità perché è la tecnologia dietro ai Bitcoin e altre valute virtuali, è più di un semplice metodo di pagamento alternativo. Blockchain è “il libro mastro digitale, distribuito e decentralizzato legato alla maggior parte delle valute crittografiche che sono responsabili della registrazione di tutte le transazioni senza bisogno di un intermediario finanziario”. In altre parole, è un registro trasparente e immutabile di tutte le transazioni che non coinvolgono le banche che agiscono come terze parti”.

    Pensate per esempio alla potenzialità se i mutui stipulati dai notai fossero semplicemente firmati attraverso Blockchain, sarebbero pubblici ma allo stesso tempo indossolubilmente firmati da due soggetti che hanno apposto la loro firma. Questo registro è pubblico e diffuso su Web, con un numero infinito di copie.

    Tecnologie di guida

    Aziende come Alphabet (NASDAQ:GOOGL), Waymo, Tesla, e la maggior parte delle principali case automobilistiche stanno lavorando alla creazione di auto con guida autonoma. Nella maggior parte dei luoghi, questo non è ancora legale, ma alcune tecnologie di assistenza alla guida sono già arrivate sul mercato, ma è probabile che le cabine di guida automatica, e anche i camion, saranno in uso (limitato) ragionevolmente presto.

    Computer e software

    Queste sono le aziende che producono computer portatili, desktop e tablet, e il software che li fa funzionare. Questo segmento comprende anche i produttori di componenti come Intel (NASDAQ:INTC) e Advanced Micro Devices, che producono i chip e i processori che alimentano i computer, ma anche marchi più grandi e conosciuti come Apple; oppure produttori di componenti, come per esempio HP.

    Internet

    Pensate ad aziende come Google di Alphabet, Bing e MSN di Microsoft, Twitter e Yahoo di Verizon, che offrono prodotti puramente digitali. La maggior parte di questi attori sono almeno in parte supportati dai ricavi pubblicitari, anche se alcuni vendono abbonamenti e monetizzano in altri modi.

    L’Internet delle cose (IoT)

    L’internet degli oggetti è la rete di dispositivi collegati tra loro e il cloud (l’internet pubblico che permette il collegamento tra sistemi lontani). È tutto, da un termostato intelligente in grado di regolare la temperatura della vostra casa a complesse apparecchiature mediche che possono ordinare le proprie riparazioni.

    Media in streaming

    Si potrebbe sostenere che Netflix è una società di intrattenimento, ma è anche una società tecnologica che ha creato la propria infrastruttura.

    Netflix crea contenuti per la sua piattaforma di streaming, ma crea e mantiene anche la piattaforma stessa.

    Un’azienda come Roku (NASDAQ: ROKU), che produce lettori multimediali in streaming, è più che altro uno stock del settore tecnologico tradizionale, ma potrebbe anche essere considerata un membro della categoria successiva in quanto produce dispositivi avanzati. Gli streaming media sono cresciuti man mano che i consumatori cercano di tagliare il cavo, una tendenza che si sta accelerando.

    Dispositivi indossabili

    Gli attori, tra cui Roku, GoPro e Fitbit, producono dispositivi guidati dalla tecnologia. In molti casi, producono anche il software che li fa funzionare e fornisce loro funzionalità aggiuntive.

    Cloud

    Il cloud è un sistema di memorizzazione del computer che consente l’accesso alle informazioni e ai servizi da parte dei dispositivi da qualsiasi luogo.

    Il cloud permette alle aziende (e agli individui) di utilizzare servizi che non sono residenti nei loro dispositivi. Amazon, Google, IBM e Microsoft sono tutti i principali attori del cloud.

    Sicurezza informatica

    Con i dati ora ospitati nel cloud, sui nostri dispositivi, e persino nei chip delle nostre carte di credito, mantenere le informazioni sicure è diventato un settore in crescita. La sicurezza informatica consiste nel garantire che le informazioni siano accessibili solo alle persone che dovrebbero vederle.

    Chip / Componenti

    Alcune aziende tecnologiche non producono affatto dispositivi finiti, producono le parti che vanno al loro interno. Intel ne è un buon esempio, poiché l’azienda produce i chip e i processori che fanno funzionare i computer. Questo segmento comprende anche aziende che producono memoria, schermi e altre parti che vanno nei dispositivi tecnologici.

    Pensate per esempio a Qualcomm, fino a pochi anni fa una piccola azienda che produceva componenti minori; oggi le sue schede madri, sotto al nome Snapdragon, equipaggiano la maggior parte dei device Android.

    La tecnologia è ovunque

    È possibile investire in tecnologia senza acquistare un’azione di puro settore tecnologico. Ad esempio, Amazon (NASDAQ:AMZN) è un’enorme negozio al dettaglio mondiale, ma ha anche un’attività di cloud computing multimiliardaria (AWS) e opera in gran parte nello spazio digitale.

    La tecnologia ha valicato tutti i settori della vita, e un certo numero di aziende che a prima vista non sono specificamente aziende tecnologiche (si pensi alle case automobilistiche che sviluppano auto a guida automatica) sono almeno in parte stock tecnologici.

    Uno sguardo agli ETF tecnologici

    Un fondo quotato in borsa, o ETF, è un fondo che investe in più azioni, ma viene venduto come un’unica azione che segue un determinato indice e viene scambiato su una delle principali borse. È un modo per possedere un settore di mercato senza dover fare affidamento su azioni specifiche. Ad esempio, si può acquistare un ETF di azioni IoT o azioni tecnologiche a piccola capitalizzazione.

    Quali sono le metriche più importanti?

    Ci sono davvero due tipi principali di aziende tecnologiche: i marchi in via di sviluppo e le aziende mature. Anche le aziende mature come Apple o Microsoft devono ancora innovare per sopravvivere a lungo termine, ma hanno una base di prodotti che si sono radicati nel mercato. Ciò fornisce una stabilità di reddito a lungo termine, permettendo a queste aziende mature di sviluppare i loro prossimi prodotti senza doversi preoccupare di mantenere le luci accese.

    Microsoft, ad esempio, ha spostato Office da un prodotto o una suite di prodotti acquistati a un modello in abbonamento. Ciò significa, in un esempio molto semplice, che un individuo ha acquistato Word o Excel e lo possiede. Potrebbe sostituirlo nel giro di pochi anni, oppure utilizzare il software per tutto il tempo possibile. Ora Microsoft addebita un canone di abbonamento annuale per Office. Questo lo rende in realtà più economico per i consumatori a breve termine, ma devono pagare di nuovo ogni anno.

    Un’azienda tecnologica matura è valutata in parte con metodi tradizionali, tra cui il profitto, la crescita dei ricavi e le vendite complessive. Naturalmente, poiché la tecnologia è uno spazio in continua evoluzione, anche un’azienda come Apple o Microsoft può vedere il suo prezzo delle azioni salire o scendere sulla base di un prodotto non provato o anche l’annuncio di un nuovo sviluppo.

    Lo sviluppo di marchi come Tesla affronta una sfida diversa. Si tratta di aziende valutate in gran parte sul potenziale di vendita, non sul profitto. Tesla, per esempio, ha un enorme arretrato di ordini del modello 3 da riempire, ma deve ancora dimostrare di poter operare in modo redditizio. Nella maggior parte dei casi, questi marchi perdono denaro – a volte molto – mentre costruiscono capacità e sviluppano un mercato per il loro prodotto. Le aziende emergenti hanno generalmente più vantaggi (almeno all’inizio), ma presentano un rischio significativo.

    Chi dovrebbe investire in tecnologia?

    I titoli tecnologici offrono opportunità sia per gli investitori alle prime armi che per quelli esperti. Le aziende come Apple, e anche i player più piccoli come Roku, offrono la possibilità alle persone di acquistare azioni di aziende i cui marchi sono diventati parte integrante della loro vita. È anche uno spazio in cui la persona media può saltare sulla tecnologia emergente che ha sperimentato e crede che diventerà parte del futuro.

    Lo spazio tecnologico offre opportunità sia per gli investitori in crescita che per gli investitori di reddito, che possono scegliere tra diverse aziende mature e consolidate. Naturalmente, poiché si tratta di un settore in rapido sviluppo, c’è una certa opportunità di crescita anche nelle aziende mature.

    Cercare di ottenere un quadro chiaro del valore di un titolo tecnologico può essere difficile, poiché a volte i prodotti e i flussi di reddito possono essere più complessi di quelli di un’azienda di beni di consumo, ad esempio, come Johnson & Johnson che vende marchi e prodotti con cui l’individuo medio ha familiarità. Le aziende possono essere valutate con una serie di metodi, tra cui le valutazioni basate sui guadagni, le valutazioni basate sui ricavi, le valutazioni basate sui flussi di cassa, le valutazioni basate sulle azioni e le valutazioni basate sui soci.

    Agli investitori in crescita potrebbe piacere…

    L’investimento in crescita è l’acquisto di azioni di società che si prevede cresceranno molto in futuro. Spesso si paga un premio per queste azioni, ma queste azioni non vengono valutate per ciò che l’azienda ha già raggiunto, ma per ciò che potrebbe ottenere in futuro. Queste azioni hanno spesso una grande attenzione da parte degli analisti, a volte smentiscono le reali dimensioni dell’azienda.

    Naturalmente, entrare in possesso di un titolo in anticipo può portare enormi guadagni. Facebook, ad esempio, ha quotato la sua offerta pubblica iniziale (IPO) a 38 dollari. Le azioni in realtà sono scese a circa la metà nei primi giorni di scambi, ora viaggiano a circa 230 dollari.

    Roku, che è stata quotata in borsa a settembre, ha incrementato il suo fatturato complessivo del 28% su base annua a 188,3 milioni di dollari, trainata da una crescita della piattaforma del 129%. L’azienda sta sbloccando opportunità di crescita passando da un’azienda di dispositivi a una che concede in licenza la propria tecnologia ad altri operatori. Ha anche fatto crescere in modo significativo il suo business pubblicitario.

    A differenza di molti attori in crescita, Roku è redditizia. Tuttavia i suoi numeri, toccano a malapena la superficie del potenziale che l’azienda ha, anche se sta combattendo contro alcune aziende molto più grandi (Apple, Amazon e Google tra queste).

    Quando si decide se investire in una di queste aziende, si guarda alla valutazione ma anche al potenziale di mercato. Non c’è un unico metodo per farlo, ma dovreste considerare le proiezioni dei guadagni a termine dell’azienda e il tasso di crescita dei guadagni per il calcolo del rapporto prezzo-utile a termine e del PEG ratio. Per le aziende in crescita, prestare attenzione al free cash flow e all’indebitamento aiuterà gli investitori ad avere un quadro migliore della salute finanziaria complessiva del business.

    Gli investitori potrebbero gradire…

    Il settore tecnologico, naturalmente, offre agli investitori anche l’opportunità di investire in società consolidate che offrono un reddito sotto forma di dividendi, una distribuzione di una parte degli utili di una società agli azionisti. Infatti, lo spazio tecnologico ospita alcuni aristocratici dei dividendi (membri dell’indice S&P 500) che hanno avuto l’aumento del dividendo annuale almeno negli ultimi 25 anni consecutivi.

    La natura in rapida evoluzione della tecnologia suggerisce che gli investitori alla ricerca di reddito, attraverso dividend yield alti, dovrebbero guardare alle aziende che non raggiungono la soglia dei 25 anni. Molti dei principali attori tecnologici di oggi erano in fase di crescita o non esistevano 25 anni fa. Apple, per esempio, è stata quotata in borsa solo nel 1980.

    La tecnologia, come settore offre, in genere, dividend yield più bassi (in media poco più dell’1%) rispetto alla resa media dell’S&P 500 che è del 2-2,2%. In molti casi ha senso che le aziende tecnologiche investano più pesantemente in ricerca e sviluppo rispetto ad altri settori. Tuttavia ci sono delle eccezione; Microsoft, ad esempio, offre un rendimento dell’1,83% e ha aumentato il suo dividendo per 14 anni consecutivi.

    Azioni di alta tecnologia

    Come già detto, non è facile capire esattamente cosa sia uno stock tecnologico. La maggior parte di queste società sono chiaramente aziende tecnologiche, ma Netflix e Tesla potrebbero essere considerate rispettivamente una società di intrattenimento e una società automobilistica.

    AzioneTicketCapitalizzazioneP/E
    AppleAAPL1.382 mlrd $24,9
    MicrosoftMSFT1.391 mlrd $38,2
    IBMIBM105 mlrd $8,9
    IntelINTC263 mlrd $13,0
    AMDAMD65 mlrd $135
    TeslaTSLA151 mlrd $
    RokuROKU12,9 mlrd $
    NetflixNFLX185 mlrd $85
    AmazonAMZN1.200 mlrd $115
    Hewlett-PackardHPQ24 mlrd $8,5
    NokiaNOK22 mlrd $60
    Electronic ArtsEA34 mlrd $11,4
    AkamaiAKAM16 mlrd $33,2
    Alphabet (Google)GOOGL968 mlrd $29
    QualcommQCOM89 mlrd $23,5
    NVIDIANVDA209 mlrd $63,6
    AdobeADBE181 mlrd $56,8
    FacebookFB652 mlrd $33
    Lista di azioni tecnologiche con relativa capitalizzazione e P/E alla data del 28/05/2020

    Apple

    Uno dei veri titani della tecnologia, Apple ha un fedele seguito per i suoi iPhone, computer Mac, iPad e Apple TV. L’azienda non domina quando si tratta di quote di mercato, ma vende i suoi dispositivi a prezzi costantemente elevati rispetto ai suoi rivali.

    Il settore dei servizi per Apple è già redditizio e lo diventerà ancora di più in futuro. Infatti, la società fondata da Steve Jobs, attraverso il controllo completo dell’App Store, può prendere una parte dei profitti delle vendite di applicazioni e abbonamenti, garantendo al tempo stesso che solo le app che soddisfano i suoi standard possano accedere alle sue piattaforme.

    Questo crea l’ecosistema (un ambiente in cui il cliente deve rimanere con Apple per utilizzare tutti i suoi acquisti precedenti), che può essere sfruttato per far sì che i consumatori acquistino nuovi dispositivi e rimangano fidelizzati.

    Microsoft

    Una volta leader indiscusso di questo spazio (ai tempi di Bill Gates), Microsoft ha attraversato alcuni momenti di inciampo quando gli smartphone e i tablet hanno iniziato a sfidare i computer tradizionali. Questo ha reso Windows, il sistema operativo (OS) dell’azienda, meno dominante e ha creato sfide di vendita anche per la suite Office dell’azienda.

    I tablet e gli smartphone con Android e iOS di Apple potevano svolgere molte funzioni simili a quelle dei computer. Questo rendeva Windows meno necessario e offriva ai consumatori un’opzione. Ciò ha avuto un impatto anche su Office, perché per molti anni Microsoft ha a malapena supportato Office su computer Mac, e non ha offerto versioni per Android o Apple iPhone e iPad.

    Negli ultimi anni, tuttavia, l’amministratore delegato Satya Nadella ha cambiato un po’ di cose. il nuovo CEO ha aperto i prodotti dell’azienda a tutte le piattaforme, ha investito molto nel cloud e ha spostato Office verso un modello di abbonamento con successo. Ora Nadella ha scommesso molto sull’IA e sull’IoT, posizionando l’azienda in modo da continuare a trarre profitto dai suoi prodotti consolidati e al tempo stesso preparandola alla crescita futura.

    IBM

    E parlando di aziende che controllavano la tecnologia non si può parlare della big blue. L’odierna IBM dimostra quanto un’azienda tecnologica possa cambiare nel corso degli anni. Un marchio un tempo noto per essere un leader pionieristico nel settore dell’home computing non opera più nemmeno in quello spazio. Al contrario, l’azienda si è rifusa come player di cloud computing e leader nell’AI con le sue iniziative basate su Watson, i servizi di consulenza e le factory di dati.

    Durante la sua trasformazione, IBM ha avuto il supporto di Berkshire Hathaway e del suo CEO Warren Buffett. È interessante notare che la società di Buffet ha venduto la maggior parte della sua partecipazione nella società proprio quando ha iniziato a mostrare i segni di una svolta. IBM aveva sofferto per cinque anni di calo delle entrate prima di invertire la tendenza nel quarto trimestre del 2017 e continuare a crescere nel primo trimestre del 2018. Questa è una buona notizia per gli investitori, ma l’azienda sta ancora trovando la sua strada e sviluppando un mercato in spazi emergenti, che vanno dall’apprendimento delle macchine alla guida automatizzata e altro ancora.

    Intel/AMD

    Entrambe queste aziende producono chip per computer, processori e altre parti interne del computer. Non è un’attività visibile al pubblico, anche se Intel ha fatto notevoli sforzi per far conoscere il suo nome con le etichette “Intel Inside”.

    Si tratta di uno spazio in crescita, spinto in parte dal gioco e dalla necessità di processori migliori e più veloci per eseguire funzioni come la realtà virtuale e la realtà aumentata. Tuttavia, l’aumento della concorrenza da parte dei rivali, tra cui Nvidia, ha spinto sia Intel che AMD a concentrarsi sul miglioramento del design, creando chip più piccoli con rendimenti più elevati, e in generale cercando di fare di più per meno.

    In qualità di investitore, questi titoli possono essere difficili da seguire a causa del loro basso profilo pubblico e della dipendenza dalle partnership. Tuttavia, è possibile anticipare parzialmente le vendite di Intel e AMD in base a quali dispositivi utilizzano i loro prodotti. Ad esempio, Intel fornisce processori per i Mac di Apple (ma dal 2021 non dovrebbe più essere così), oltre ad avere la fetta più grossa di processori per PC desktop e portatili.

    NVIDIA

    Appena citata nella sezione riguardante AMD e Intel, NVIDIA sviluppa le schede grafiche avanzate per i computer gamer.

    Si tratta di una nicchia piuttosto ampia di utilizzatori, ma cosa più importante, sono clienti che pagano profumatamente per avere prodotto tecnologicamente avanzati e, ovviamente, cambiano spesso i loro componenti per stare al passo con i tempi.

    NVIDIA è la regina incontrastata delle schede video per una clientela avanzata e nemmeno le piattaforme mobile (come tablet e smartphone) sembrano scalfire questa posizione, poiché i veri giocatori continuano a preferire il PC a qualsiasi altro device.

    Inoltre periodicamente e in determinate condizioni altri settori si avvicinano ai processori grafici di altissima prestazione; per esempio nel momento della corsa a minare bitcoin, il calcolo computazionale era maggiormente ottimizzato sulle schede grafiche piuttosto che sulle CPU, questo ha portato notevole visibilità a società come NVIDIA.

    QualComm

    Intel e AMD hanno però un serio problema quando si parla di mobile; infatti i processori dei prodotti di Apple (i processori Ax di iPad e iPhone) vengono realizzati dalla Mela stessa. Per quanto riguarda invece il cuore degli smartphone Android, questi sono per la maggiorparte firmati Snapdragon, che non è un’azienda ma un brand di QualComm.

    Questa società, quindi, sta vendendo le sue matherboard alla fetta maggiore di device mobile commercializzati. Sta guadagnando una posizione da intoccabile, che nemmeno Intel, fino a questo momento, è riuscita a scalfire.

    Probabilmente se non seguite la tecnologia non avete mai sentito questo nome, ma se non avete un iPhone è molto probabile che siate suoi clienti.

    Tesla

    Come alcuni degli altri giocatori di questa lista, Tesla non è una società puramente tecnologica. È un’azienda automobilistica che si differenzia con la tecnologia. L’azienda è anche pioniera nel settore delle batterie e sta creando soluzioni avanzate ad energia solare.

    La sfida più grande per Tesla è stata l’aumento della produzione del suo modello 3 a basso prezzo. In teoria, se l’azienda potesse raggiungere i suoi obiettivi di produzione del Modello 3, il suo futuro a lungo termine sarebbe più chiaro.

    Corre il rischio di essere soffocata dalle aziende automobilistiche più affermate che si spostano sempre più verso i veicoli elettrici e che hanno una capacità di vendita e di appeal decisamente maggiore di Tesla.

    Per quanto riguarda i conti, Tesla è finalmente riuscita a chiudere qualche trimestre in positivo, smettendo di bruciare denaro. Bisogna solo capire quanto questo vantaggio durerà e cosa succederà quando colossi come Volkswagen decideranno di puntare pesantemente sull’elettrico.

    Roku

    Un piccolo player che ha fatto bene a respingere i giganti, Roku fa dei lettori in streaming e concede in licenza la sua tecnologia per l’incorporazione nei televisori. La società, come già detto, vende anche pubblicità, che è stato un business in crescita.

    Roku opera in un mercato ancora in fase di sviluppo. Man mano che i consumatori tagliano il cavo, sempre più persone sceglieranno di acquistare dispositivi o televisori che possono accedere ai vari servizi di streaming. Questo crea una domanda per Roku, che ha una linea di prodotti che copre i dispositivi entry-level.

    La sfida più grande per Roku è che gli altri attori nel suo spazio sono Google, Amazon e Apple. Finora, l’azienda ha più che tenuto duro, ma c’è certamente il rischio di competere con rivali che possono superare l’oblio.

    Netflix

    Non si può definire un’azienda che produce così tanti contenuti originali come un puro gioco tecnologico, ma la base di Netflix è la sua piattaforma di streaming. L’azienda ha fatto leva su tale piattaforma per far crescere il suo business basato su abbonamento a livello globale. Ora conta 118,9 milioni di membri pagati, suddivisi in parti uguali tra gli Stati Uniti (55 milioni) e il resto del mondo (63,82 milioni), inoltre il lockdown dovuto al Covid-19, ha dato una spinta vigorosa alla società.

    Netflix ha ancora un notevole margine di crescita, sia nel suo mercato nazionale che a livello globale. L’azienda sarà aiutata dal taglio del cordone ombelicale e dalla maggiore adozione di dispositivi di streaming e di televisori dotati di streaming, ma dovrà anche continuare a investire miliardi di dollari in contenuti per mantenere gli attuali utenti felici e portarne di nuovi.

    Amazon.com

    Il leader online è, naturalmente, un rivenditore, ma è senza dubbio anche un leader tecnologico. Oltre a sviluppare la propria piattaforma digitale Amazon è diventata leader di dispositivi con i suoi altoparlanti Echo (che hanno l’assistente digitale Alexa incorporato) i tablet e gli e-reader Kindle e i prodotti Fire TV. Alexa da sola renderebbe l’azienda una vera e propria potenza tecnologica, in quanto l’assistente AI/voce ha stabilito lo standard per i consumatori quando si tratta di offrire un’integrazione pratica e utile in casa.

    Amazon ha anche un asset di pura tecnologia nel suo crescente business cloud, questo porta il nome di Amazon Web Services. AWS ha prodotto oltre 20 miliardi di dollari di fatturato nel 2017, diventando così il più grande fornitore di servizi cloud e, a distanza di 3 anni, non ha mostrato segni di rallentamento della crescita.

    Alphabet (Google)

    Come fare a parlare di tecnologia senza citare Google (o la sua casa madre Alphabet)?

    Google è il motore di ricerca più utilizzato al mondo, con notevole distacco dal secondo: un abisso, Google può essere considerato a tutti gli effetti monopolista sulle ricerche nel Web.

    Ma Google, o per meglio dire Alphabet, non si fermano a questo, infatti la grande G è il produttore anche del sistema operativo Android che, come già detto, fa funzionare la fetta più grande di smartphone.

    YouTube vi dice nulla? Ebbene sì, il sito di streaming video più utilizzato al mondo è di Alphabet.

    E cosa dire di Gmail? Di Waze? Di Google Maps?

    Infine, ciliegina sulla torta, attraverso Google Analytics, Alphabet raccoglie informazioni della quasi totalità dei siti Web, restituendo ai proprietari dei siti una piattaforma di statistica e analisi senza eguali.

    E mica abbiamo finito, perché se è vero che Amazon, attraverso Echo ha inserito Alexa in molte case, Google non è da meno, facendo finire il suo Assistant su Google Home e sui device Android che, ricordiamo, sono la fetta più grande di smartphone.

    AdSense/AdWords o più semplicemente Google Marketing vi dicono qualcosa? No? Ebbene, Google ha creato la propria ricchezza proprio sulla pubblicità, attraverso banner testuali che trovate in quasi tutti i siti Web del mondo e quindi, nel momento in cui ha spazio per inserire i banner, ecco che i clienti pronti a pagare sono arrivati a fiumi.

    Infine (e questa volta facciamo una lista velocissima) c’è anche:

    • Google Chrome (da cosa ci state leggendo?)
    • Google Pay
    • Hangouts
    • G Suite
    • Google Calendar
    • Google Docs (competitor di Office di Microsoft)
    • Google Play Musica
    • reCaptcha
    • Firebase
    • Chrome OS
    • Android TV
    • Device smartphone come Pixel e Nexus
    • Chromecast
    • Stadia
    • Famiglia Nest (nata dai termostati)

    Insomma, Google è probabilmente (anche senza probabilmente) presente in ogni vostra interazione con il mondo della tecnologia.

    Hewlett-Packard

    Società con fortune alterne, nata per produrre calcolatrici avanzate nel dopoguerra è arrivata fino ai giorni nostri dopo aver affrontato un bel po’ di sfide.

    Nel 2015 la società originale si è divisa, formando Hewlett-Packard (HPQ), società che si dedica al ramo storico, cioè computer e stampanti, e Hewlett-Packard Enterprise (HPE) che si occupa di servizi e hardware per le aziende.

    Benché sia complesso immaginarla proiettata nel futuro, comunque è una società solida che domina il mercato delle stampanti, anche se sul versante dei PC ha un po’ abdicato.

    Nokia

    Parlando di società che hanno abdicato non si può non segnalare la finlandese Nokia, leader incontrastata fino alla nascita dell’iPhone. Dopo l’iPhone Nokia non è più riuscita a reggere il passo e ha avuto varie fortune (ma ancora di più sfortune).

    Il settore dei device è stato ceduto a Microsoft oramai vari anni fa (anche se i finlandesi hanno fatto qualche incursione nel mondo mobile a posteriori). Il vero cuore della società ora è la connettività e la tecnologia alla base delle reti. Infatti, grazie all’acquisizione di Alcatel-Lucent, nel 2015, Nokia è entrata prepotentemente nel ramo networking.

    Electronic Arts

    Chiunque sia appassionato di calcio non può non aver visto questo brand. Si tratta del produttore di Fifa, ma il titolo calcistico è solo uno degli innumerevoli progetti di Electronic Arts.

    La casa di produzione, infatti, annovera tra le sue firme brand come:

    • Battlefield
    • Harry Potter
    • Madden NFL
    • Medal of Honor
    • NBA Live
    • Need for Speed
    • NHL
    • SimCity
    • The Sims

    Con sedi in tutto il mondo e licenze che hanno scadenze lontanissime, diventa complesso pensare che questa società possa in qualche modo avere qualche problema in futuro.

    Fino a qui c’è stata una storia di successi durata oltre 30 anni.

    Akamai

    Tornando alle cose che usate ma che non avete idea di farlo, ecco un altro brand che avrete certamente incontrato senza saperlo.

    Akamai ha varie soluzioni che aiutano i proprietari di siti Web ma c’è una cosa che fa decisamente bene ed è la CDN. Si tratta, in parole molto semplice, di una copia del sito web distribuito nel mondo così che utenti dall’Asia o dall’America non debbano arrivare a una connessione in Europa per avere la pagina Web ma si possono fermare nelle loro nazioni.

    La CDN di Akamai fa proprio questo: crea una cache delle pagine Web e le distribuisce nei vari nodi sparsi per il mondo (ne ha in quasi tutte le nazioni).

    Si tratta di qualcosa che fa anche Amazon con AWS Cloudfront ma Akamai si concentra particolarmente sulle performance e su una serie di servizi che Amazon non ha ancora eguagliato.

    Akamai, giusto per fare qualche nome, viene utilizzato da Facebook per servire le fotografie, da Microsoft per distribuire gli aggiornamenti e da una serie di altri enormi brand che hanno bisogno di tanta banda per quello che fanno.

    Adobe

    Probabilmente chi mastica tecnologia legge questo nome, Adobe, e immediatamente pensa a Photoshop.

    In realtà è un altro il prodotto migliore di Adobe e cioè il PDF. Infatti Adobe è stata l’inventrice del formato PDF, che ancora produce denaro nelle casse della società attraverso lo sfruttamento delle licenze e la vendita di Acrobat per la modifica dei PDF stessi.

    Inoltre, oltre a PDF e Photoshop, Adobe produce una serie di software per la produzione grafica (come per esempio After Effects) ed ha i pochi che non utilizzano Analytics di Google ma preferiscono Omniture di Adobe.

    Facebook

    Non potevamo non chiudere questa guida con il Re dei Social Network; ultimo descritto ma non ultimo per importanza.

    Dalla quotazione di pochi anni fa Facebook ha fatto passi da gigante, oggi controlla la maggior parte di ciò che significa Social Network. Non ci credete? Ecco una lista di prodotti:

    • Facebook
    • Messenger
    • Instagram
    • WhatsApp

    In pratica è molto probabile che ogni giorno (se non ogni ora) qualche vostro messaggio (o qualche vostra visita) attraversi i server di Facebook.

    Inoltre negli ultimi anni sta allargando di tanto la propria influenza e sta creando prodotti nuovi che prendono sempre più nuove fette di mercato, un esempio è Facebook Watch (piattaforma video presente in Facebook), piuttosto che Libra, la moneta virtuale di FB.

    Gli utili Facebook li fa attraverso la piattaforma FB Adv, che è diretta concorrente di Google Marketing.