Novartis AG è un’azienda svizzera tra i maggiori produttori di prodotti farmaceutici al mondo. Nata nel 1997 dalla fusione di due importanti aziende farmaceutiche svizzere, la Ciba-Geigy AG e la Sandoz AG, Novartis ha sede a Basilea.
Andando indietro nella storia, Ciba-Geigy è nata dalla fusione di due piccole aziende svizzere, Ciba AG e J.R. Geigy SA. La Ciba si è sviluppata da un’azienda di tintura della seta di proprietà di Alexander Clavel, che ha iniziato a produrre il colorante sintetico fucsina nel 1859. Nel 1873 Clavel vendette la sua attività ad una società di persone, la Bindschedler & Busch, che ampliò la gamma dei coloranti prodotti. Nel 1884 l’azienda fu trasformata in una società a responsabilità limitata denominata Gesellschaft für Chemische Industrie Basel (“Società dell’industria chimica di Basilea”), le cui ultime parole produssero l’acronimo Ciba, che divenne il suo nome familiare e solo nel 1945 il nome della società divenne legalmente Ciba AG. Oltre ai coloranti, la Ciba divenne nota per i prodotti farmaceutici, che iniziò a produrre nel 1900. Da allora era diventata la più grande azienda chimica della Svizzera.
Geigy risale al 1758, quando Johann Rudolf Geigy aprì un negozio a Basilea come chimico e droghiere; suo figlio e suo nipote furono pionieri nei coloranti per l’industria tessile. Nel 1868 il pronipote del fondatore, Johann Rudolf Geigy-Merian, assunse il comando, creando una fiorente azienda di coloranti che divenne pubblica nel 1901 e fu chiamata J.R. Geigy SA nel 1914. Negli anni ’30 e ’40 si ramificò nel settore dei prodotti chimici per l’agricoltura e dei prodotti farmaceutici. Uno dei ricercatori di Geigy, Paul Müller, vinse il premio Nobel nel 1948 per aver scoperto le proprietà insetticide del DDT.
La Sandoz AG ha avuto origine nel 1886, quando Alfred Kern ed Edouard Sandoz fondarono a Basilea un’azienda per la produzione di coloranti sintetici. La nuova azienda, la Chemische Fabrik Kern & Sandoz, crebbe rapidamente e nel 1895, anno in cui iniziò a produrre prodotti farmaceutici, fu trasformata in una società per azioni denominata Chemische Fabrik vormals Sandoz (“Chemical Company ex Sandoz”). Negli anni ’20 e ’30 iniziò a produrre detergenti e altri prodotti per la casa.
Ciba, Geigy e Sandoz costituivano collettivamente l’intera industria chimica svizzera. Nel 1918 le tre società si unirono per formare un cartello, la Interessengemeinschaft Basel (“Basel Syndicate”), o Basel IG, per competere con il cartello chimico tedesco IG Farben. Tutte e tre le società hanno inoltre creato o acquisito fabbriche in vari paesi europei e negli Stati Uniti. Nel 1929-32 la Basel IG si unì alla IG Farben e alle imprese chimiche francesi e britanniche per formare il Cartello Quadrapartito, che durò fino allo scoppio della seconda guerra mondiale nel 1939. Sebbene ogni partecipante al cartello conservasse la propria autonomia giuridica, le società, con un accordo firmato, si impegnarono in una divisione dei mercati e in una produzione congiunta. L’IG di Basilea sopravvisse alla guerra, ma si sciolse nel 1951, in parte a causa della legislazione antitrust statunitense.
Tutte e tre le società svizzere prosperarono e continuarono a diversificarsi nei decenni successivi alla seconda guerra mondiale, anche se Sandoz si guadagnò una notorietà sgradita negli anni ’60, quando una delle sue invenzioni, un potente allucinogeno chiamato LSD, divenne una delle droghe illecite preferite negli Stati Uniti e in Europa. Nel 1970 Ciba e Geigy si fusero per formare la Ciba-Geigy AG, e nel 1996, nel mezzo di un’ondata di consolidazioni e fusioni che travolse l’industria farmaceutica, questa società si fuse con la Sandoz AG per formare una delle più grandi aziende farmaceutiche del mondo.
Novartis AG ha filiali in circa 140 paesi ed è impegnata nello sviluppo, nella produzione e nella commercializzazione di prodotti farmaceutici, erbicidi e insetticidi, farmaci da banco, medicinali veterinari e prodotti per il giardinaggio. Quasi la metà del fatturato annuo della società è realizzato negli Stati Uniti.
Una guerra è un buon momento per girare i portafogli, cedendo aziende soggette a problematiche e acquistando azioni di aziende che sul medio periodo ne possono trarre vantaggio. Tra le prime società di analisi ad aver pubblicato una lista di aziende per essere resilienti alla guerra c’è Berenberg, che ha dato 36 nomi utili per difendersi e per ripartire al di là del conflitto.
Ha suddiviso la lista in aziende cicliche, azioni difensive e altre. Noi abbiamo unito le difensive e le altre, lasciando staccate solo quelle cicliche.
Aziende cicliche
Le aziende cicliche sono aziende nativamente resilienti, cioè che in caso di crisi economica tendono a non risentirne vista la loro natura e il loro business.
Ecco la lista delle aziende suggerite da Berenberg:
Azienda / Azione
Nazione
Aalberts AMS:AALB
Olanda
Arkema EPA:AKE
Francia
Astrazeneca LON:AZN
Gran Bretagna
Brenntag ETR:BNR
Germania
Daimler truck ETR:DTG
Germania
ENCE Energía y Celulosa BME:ENC
Spagna
Eurocell LON:ECEL
Gran Bretagna
Heidelberg Cement ETR:HEI
Germania
Linde ETR:LIN
Germania
Metso Outotec HEL:MOCORP
Finlandia
QinetiQ LON:QQ
Gran Bretagna
Shell AMS:SHELL
Olanda
Solvay EBR:SOLB
Belgio
Tate & Lyle LON:TATE
Gran Bretagna
UBS SWX:UBSG
Svizzera
Unicredit BIT:UCG
Italia
Wienerberger VIE:WIE
Austria
Aziende cicliche consigliate da Berenberg
Aziende difensive e altre
Le aziende difensive sono tutte quelle aziende che durante le crisi tendono a guadagnare del valore. Pensiamo per esempio all’oro, che in termini di materia prima è lo strumento difensivo per eccellenza. Se c’è tensione sui mercati si può stare certi che l’oro ne guadagnerà, ma allo stesso tempo bisogna prestare molta attenzione, perché le azioni difensive, a differenza di quelle cicliche, quando l’orizzonte si schiarisce perderanno valore, con gli investitori che lasceranno questi titoli per andare su azioni più rischiose.
Non abbiamo ancora messo via panettone e prosecco che già è volato il primo mese. Eccoci quindi a tracciare questo inizio 2021, che rispetto al 2020, ci vede più speranzosi e con (speriamo) fiducia nell’arrivo dei vaccini.
Finisce i mese di gennaio ed è ora di fare i primi check per capire quale azione ha performato meglio e quale peggio su vari listini mondiali.
Partiamo proprio da Piazza Affari, mettendo in risalto le 5 migliori e le 5 peggiori azioni di gennaio 2021.
Le migliori azioni di gennaio 2021 a Piazza Affari
Azione
Performance
Alerion Clean Power
25,94%
Relatech
18,40%
PanariaGroup Industrie Ceramiche
17,80%
Landi Renzo
16,38%
Sanlorenzo
15,15%
Le migliori aziende a Piazza Affari a Gennaio 2021
Le peggiori azioni a Piazza Affari a gennaio 2021
Passiamo quindi alle 5 azioni che hanno sottoperformato di più nel listino milanese.
Azione
Performance
Autogrill
-17,81%
Cattolica Assicurazioni
-14,04%
Visibilia Editore
-12,30%
Esprinet
-12,15%
Aquafil
-11,65
Peggiori titoli a Piazza Affari a Gennaio 2021
Le azioni in Europa
Come al solito guardiamo all’Europa che adotta l’euro, quindi escludendo Svizzera e Regno Unito per i quali ci sarà un capitolo a parte.
Essendo un mercato decisamente più grande rispetto a quello italiano, allarghiamo il numero di entry, portandolo a 10 azioni per ogni classifica.
Inoltre, per evitare azioni minuscole, analizziamo solo quelle con almeno 250 milioni di capitalizzazione.
Le migliori azioni in Europa a gennaio 2021
Azione
Performance
Nazione
Fyber NV
205,34%
Germania
DBV Technologies
97,65%
Francia
Lang & Schwarz Wertpapierhandelsbank
90,79%
Germania
Leoni AG
78,65%
Germania
SGL Carbon SE
74,13%
Germania
Heidelberger Druckmaschinen
64,45%
Germania
Baader Bank AG
64,44%
Germania
Vivoryon Therapeutics
63,93%
Germania
Manz AG
53,53%
Germania
Pharma Mar
47,89%
Spagna
Migliori azioni in Europa durante Gennaio 2021
Qualcuno ha notato per caso un monopolio in questa classifica?
Le peggiori azioni europee di gennaio 2021
Azienda
Performance
Nazione
Bitcoin Group
-24,55%
Germania
Voyageurs du Monde
-21,89%
Francia
Soltec Power Holdings
-20,30%
Spagna
Unicaja Banco
-20,28%
Spagna
Electricite de France
-19,74%
Francia
Liberbank
-18,25%
Spagna
Nagarro
-17,80%
Germania
AB Science
-17,40%
Francia
Boiron
-17,29%
Francia
SMCP
-16,69%
Francia
Le peggiori azioni europee nel gennaio del 2021
No, qui niente monopolio. Fosse un’unica classifica comprese le italiane, avremmo il solo Autogrill al posto di Nagarro, con la scalata di tutte le altre e la fuoriuscita dalla classifica da parte di SMCP.
Le migliori azioni in Svizzera nel gennaio 2021
Passiamo quindi alle azioni extra euro e partiamo dalla Svizzera e nel dettaglio vediamo le migliori.
Azione
Performance
Alcon AG
10,64%
The Swatch Group
7,49%
Abb Ltd
6,60%
Molecular Partners
5,30%
UBS Group
4,81%
Le migliori azioni sul principale listino in Svizzera nel gennaio 2021
Le peggiori azioni in Svizzera nel gennaio 2021
Dopo aver visto le discrete crescite dei migliori titoli, passiamo alle peggiori azioni in Svizzera nel gennaio 2021
Azione
Performance
Sonova Holding
-4,91%
Imperial Brands
-4,27%
Swiss Re
-4,13%
Adecco Group
-4,09%
Novartis AG
-3,31%
Peggiori azioni sul principale listino svizzero a gennaio 2021
Le migliori azioni nel Regno Unito a gennaio 2021
Dopo questo bagno di movimento svizzero, passiamo al Regno Unito per vedere i migliori titoli del gennaio 2021.
Azione
Performance
Reach
45,89%
Taptica International
40,31%
MaxCyte
27,01%
Indivior
25,92%
Ocado Group
23,66%
Le migliori azioni in Gran Bretagna nel gennaio 2021
Le peggiori azioni in Gran Bretagna nel gennaio 2021
Azione
Performance
Greatland Gold
-35,64%
AO World
-22,02%
IG Design Group
-19,50%
Babcock International Group
-16,76%
Provident Financial
-15,89%
Le peggiori azioni nel Regno Unito nel gennaio del 2021
Azione degli Stati Uniti d’America
Finita la carrellata delle azioni europee, passiamo quindi agli USA e alle loro infinite azioni.
Anche qui, per evitare azioni veramente troppo piccole, abbiamo messo un limite alle azioni di aziende che capitalizzano almeno 1 miliardo di dollari.
Le migliori azioni in America nel gennaio 2021
Chi vi aspettate al primo posto?
Azione
Performance
GameStop
2332%
AMC Entertainment Holdings
525%
EHang Holdings
286%
Bionano Genomics
258%
3D Systems Corporation
239%
Migliori azioni su Nasdaq e NYSE
Ovviamente è GME (GameStop) al primo posto, con l’exploit avuto grazie a Reddit.
Mai come in questo momento storico le azioni di aziende legate alle necessità primarie sono considerate così tanto bene rifugio. Si tratta di aziende anticicliche, che anche in periodi di crisi continuano a prosperare poiché il core business è legato a qualcosa che le persone non possono non acquistare.
Ci sono varie categorie, come per esempio le utility, le quali offrono elettricità, acqua, gas naturale e servizi di scarico per clienti residenziali, commerciali e industriali, senza dimenticare ovviamente i servizi governativi.
Nel tempo queste aziende si sono guadagnate un posto tra i beni indispensabili e il loro continuo guadagno è dato dall’aumento costante dei prezzi, grazie a contratti regolamentati (quindi approvati da enti governativi) oppure garantiti da accordi ad hoc.
Tali guadagni costanti permettono a queste aziende di avere una visione nel lungo periodo, potendo approvare piani industriali a più anni che garantiscono per i soci dei buoni dividendi, tipicamente superiori alle medie di mercato.
Investimenti a lungo periodo, garanzia degli introiti, prevedibilità del mercato e redditività rendono tali azioni dei buoni beni rifugio, a basso rischio per chi decide di investirci.
Quali sono le migliori azioni di beni indispensabili?
Non tutte le aziende hanno dei fondamentali così soddisfacenti per attirare investimenti; ciò può essere dato dall’alto debito conseguito per posizionarsi sul mercato, da una cattiva gestione o da mutamenti del mercato (pensiamo per esempio ai produttori di petrolio nel momento in cui il mercato si sta spostando verso green energy).
Ecco una lista di aziende di spicco:
Settore
Nazione
Abbott Laboratories NYSE: ABT
Salute
USA
AbbVie NYSE: ABBV
Salute
USA
Albertsons NYSE: ACI
Food
USA
American Water Works Company Inc NYSE: AWK
Acqua
USA
ArcelorMittal AMS: MT
Materie Base
Lussemburgo
Artesian Resources Corporation NASDAQ: ARTNA
Acqua
USA
Athens Water and Sewerage Company SA FRA: EYP
Acqua
Grecia
BioNTech ETR: 22UA
Salute
Germania
Brookfield Infrastructure Partners L.P. NYSE: BIP
Infrastrutture
Canada
California Water Service Group NYSE: CWT
Acqua
USA
Campbell’s NYSE: CPB
Food
USA
Canadian Solar NASDAQ: CSIQ
Infrastrutture
Canada
Carrefour EPA: CA
Food
Francia
Centrica PLC LON: CNA
Energia
Regno Unito
Companhia de Saneamento Bsc DEDSP Sbsp BVMF: SBSP3
Acqua
Brasile
Compass Minerals NYSE: CMP
Materie Base
USA
Covestro ETR: 1COV
Materie Base
Germania
DaVita NYSE: DVA
Salute
USA
DONG Energy CPH: ORSTED
Energia
Danimarca
EDP Renewables ELI: EDPR
Energia
Portogallo
Électricité de France EPA: EDF
Energia
Francia
Eli Lilly and Company NYSE: LLY
Salute
USA
Enel BIT: ENEL
Energia
Italia
Engie EPA: ENGI
Energia
Francia
Essential Utilities Inc NYSE: WTRG
Acqua
USA
Exelon NASDAQ: EXC
Energia
USA
E.ON ETR: EOAN
Energia
Germania
Fresenius Medical Care ETR: FME
Salute
Germania
Global Water Resources Inc NASDAQ: GWRS
Acqua
USA
Hospital Corporation of America NYSE: HCA
Salute
USA
Iberdrola BME: IBE
Energia
Spagna
JinkoSolar Holding Co., Ltd NYSE: JKS
Infrastrutture
Cina
Johnson & Johnson NYSE: JNJ
Salute
USA
Kansai Electric Power Co Inc TYO: 9503
Energia
Giappone
Kroger NYSE: KR
Food
USA
KSB SE & Co KgaA ETR: KSB
Infrastrutture
Germania
Legrand EPA: LR
Infrastrutture
Francia
Magellan Health NASDAQ: MGLN
Salute
USA
Medtronic NYSE: MDT
Salute
USA
Merck & Co. NYSE: MRK
Salute
USA
Merck KGaA ETR: MRK
Salute
Germania
Middlesex Water Company NASDAQ: MSEX
Acqua
USA
Nestle SA SWX: NESN
Food
Svizzera
Nexans EPA: NEX
Infrastrutture
Francia
NextEra Energy Inc NYSE: NEE
Energia
USA
Novartis AG SWX: NOVN
Salute
Svizzera
Novo Nordisk CPH: NOVO-B
Salute
Danimarca
Nutrien Ltd TSE: NTR
Materie Base
Canada
Pennon Group LON: PNN
Acqua
Regno Unito
Pfizer NYSE: PFE
Salute
USA
Prysmian SpA BIT: PRY
Infrastrutture
Italia
Recordati BIT: REC
Salute
Italia
Renewable Energy Group Inc NASDAQ: REGI
Energia
USA
Rexel EPA: RXL
Infrastrutture
Francia
Rio Tinto Group ASX: RIO
Materie Base
Australia
RWE AG ETR: RWE
Energia
Germania
Saint-Gobain EPA: SGO
Materie Base
Francia
Scottish and Southern Energy plc LON: SSE
Energia
Regno Unito
Sesa Goa NYSE: VEDL
Materiali Base
India
Severn Trent LON: SVT
Acqua
Regno Unito
Suez Environnement EPA: SEV
Acqua
Francia
Tenaris BIT: TEN
Materie Base
Lussemburgo
Tokyo Electric Power Company TYO: 9501
Energia
Giappone
UnitedHealth Group NYSE: UNH
Salute
USA
Universal Health Services Inc NYSE: UHS
Salute
USA
United Utilities Group PLC LON: UU
Acqua
Regno Unito
Vale BVMF: VALE3
Materie Base
Brasile
Veolia Environnement EPA: VIE
Acqua / Energia
Francia
Vestas CPH: VWS
Infrastrutture
Danimarca
Vinci EPA: DG
Infrastrutture
Francia
Walmart NYSE: WMT
Food
USA
York Water Co NASDAQ: YORW
Acqua
USA
Azioni delle aziende legate a servizi indispensabili
Perché è bene investire in azioni di utilità?
Prendiamo per esempio il caso delle aziende legate alle infrastrutture, queste hanno affrontato costi enormi per costruire e mantenere i loro asset e quindi temono poco la concorrenza; ciò perché qualsiasi azienda volesse entrare nel mercato dovrebbe, prima di ogni altra cosa, avere un profilo finanziario adatto, creare debito e avere il tempo per creare il tutto, una volta fatto questo si confronterebbe con il mercato.
Stesso dicasi per le aziende energetiche, per la distribuzione di acqua, gas e per l’estrazione di materiali. Ma anche degli ospedali, di laboratori di ricerca, di aziende farmaceutiche e di ogni altro genere di grande investimento primario.
Rating obbligazionario investment-grade
Ovviamente stiamo parlando di aziende medio/grandi, che emettono obbligazioni per finanziare gli investimenti, diventa quindi fondamentale analizzare il rating obbligazionario o di credito di ognuna delle società.
Naturalmente le aziende con rating investment-grade possono finanziarsi a costi bassi e in taluni casi, per aziende con rating AAA (sono pochissime) il credito sfiora lo zero di tasso di interesse.
Bassa leva finanziaria
Come detto è naturale che tali aziende si finanzino sul mercato del credito, ma allo stesso tempo è altrettanto fondamentale che ripaghino tali debiti oppure abbiano una crescita di fatturato tale da rendere i passivi trascurabili.
Per questo motivo, gli investitori dovrebbero cercare le utility con metriche di leverage conservative per il settore. Possibilmente con il rapporto tra debito e ebitda che sia il più basso possibile.
Dividend Payout conservativo
Il Dividend Payout ratio è la percentuale di utile che viene poi distribuita ai soci sotto forma di dividendo. Tipicamente le aziende di utility hanno un payout che si aggira intorno al 65/70%.
I dividendi, per quanto utili per gli azionisti, non sempre sono un bene per l’azienda. Pensiamo per esempio a una compagnia che ha in previsione un grosso investimento e che distribuisce comunque un bel dividendo ricorrendo poi al debito. Non è una mossa molto saggia poiché, conoscendo comunque l’investimento previsto, ha finanziato il dividendo attraverso il debito con l’unico intento di far felici gli azionisti.
Il 2020 è stato certamente un anno molto particolare; il Covid, la trattativa infinita per la Brexit, la corsa al vaccino, con tutta l’attesa e quindi le approvazioni e la vendita, le mascherine, l’accordo tra FCA e Peugeot che segna la nascita di Stellantis, il caso Wirecard, l’infinita telenovela tra Atlantia e il Governo per la revoca delle concessioni autostradali, l’OPA lanciata da Intesa su UBI, oppure l’ingresso di Generali in Cattolica e l’IPO di AirBnb… insomma, un anno veramente eccezionale, in tutti i sensi, e come ogni anno straordinario (non in senso positivo ma nel senso “fuori dall’ordinario) c’è chi ha vinto e chi ha perso.
Dopo aver fatto la fotografia a metà anno, eccoci quindi qui a tirare le somme, nella speranza che il 2021 ci regali (a prescindere da come è andato per ognuno il 2020) ancora più gain e quindi porti molta più ricchezza e, si spera, più felicità.
Un 2021 che si presenta certamente con le giuste carte, a livello finanziario, per essere un anno straordinario (in questo caso sì, con senso iperpositivo): il risiko bancario è in evoluzione, così come MPS dovrà trovare un marito, UniCredit dovrà costruire una nuova strada sotto il nuovo CEO, Stellantis sta per nascere (si parla di fine gennaio) e tanto altro è alla porta, come per esempio la fusione tra Tiffany e LVMH, quella tra Slack e Salesforce, la realizzazione della rete unica sotto la guida di FiberCop o altre operazioni che arriveranno.
Inoltre il 2021 dovrà vedere il recupero totale di ciò che abbiamo perso a causa del Corona Virus, ma torniamo al 2020 e vediamo come è andato quest’anno che si appresta a concludersi.
Migliori e peggiori azioni di Piazza Affari
Partiamo dalla piazza milanese poiché, ovviamente, è quella che ci interessa più da vicino; escludiamo da queste tabelle le aziende oggetto di IPO a Piazza Affari e le matricole facenti parte dell’AIM che, per la bassa capitalizzazione che registrano, hanno dei movimenti certamente più ampi di quanto non possano essere registrate da società con più market Cap.
Migliori azioni di Borsa Italiana del 2020
Eccole quindi le migliori aziende di Piazza Affari, quelle cioè che hanno registrato le migliori performance sulla Borsa di Milano.
Azione
Performance
Dividend Yield
Market Cap
Alerion Clean Power BIT: ARN
236%
1,93%
530
Tiscali BIT: TIS
177%
–
153
Seri Industrial BIT: SERI
161%
–
203
Sesa BIT: SES
122%
–
1.639
Gabetti Property Solutions BIT: GAB
115%
–
37
Esprinet BIT: PRT
103%
–
538
Tinexta BIT: TNXT
87%
–
1.025
Wiit SpA BIT: WIIT
75%
0,93%
428
FullSix BIT: FUL
74%
–
14
Digital Bros SpA BIT: DIB
71%
0,70%
305
PharmaNutra SpA BIT: PHN
69%
1,16%
383
Gruppo MutuiOnline BIT: MOL
69%
0,35%
1.356
Credito Valtellinese BIT: CVAL
62%
–
813
EEMS Italia SpA BIT: EEMS
56%
–
4
Piteco SpA BIT: PITE
49%
1,58%
192
Ambienthesis SpA BIT: ATH
48%
1,50%
65
DiaSorin BIT: DIA
44%
0,57%
9.360
Risanamento BIT: RN
44%
–
97
La Doria S.p.A. BIT: LD
43%
1,37%
414
Interpump Group BIT: IP
41%
0,63%
4.338
Retelit BIT: LIT
40%
0,89%
367
Migliori azioni per performance nel 2020 su Piazza Affari
Peggiori azioni italiane nel 2020
Passiamo quindi a quelle che hanno registrato un anno negativo, in particolar modo vediamo le azioni che sono andate peggio sulla Borsa Italiana quest’anno.
Azione
Performance
Dividend Yield
Market Cap
Bioera SpA BIT: BIE
-62%
–
3
Tesmec BIT: TES
-61%
–
49
Fidia SpA BIT: FDA
-59%
–
8
Saras BIT: SRS
-59%
–
560
ePrice BIT: EPR
-56%
–
24
Cairo Communication BIT: CAI
-55%
–
162
A.S. Roma SpA BIT: ASR
-54%
–
196
BPER Banca BIT: BPE
-50%
–
2.120
Netweek SpA BIT: NTW
-50%
–
11
Saipem SpA BIT: SPM
-50%
0,46%
2.199
Monrif BIT: MON
-48%
–
16
Fiera Milano BIT: FM
-47%
4,51%
207
Astaldi BIT: AST
-46%
–
444
OVS BIT: OVS
-46%
–
246
RCS MediaGroup BIT: RCS
-44%
–
292
Aeffe BIT: AEF
-44%
–
120
Aedes BIT: AED
-44%
–
21
Mondo TV BIT: MTV
-44%
–
46
Leonardo BIT: LDO
-43%
2,36%
3.424
Bialetti Industrie BIT: BIA
-43%
–
17
Le azioni peggiori di Borsa Italiana nel 2020
Migliori e peggiori azioni in Europa
Dopo aver visto il listino italiano, allarghiamo l’orizzonte e diamo un’occhiata a cosa succede in Europa, limitando lo sguardo a quelle nazioni facenti parte del gruppo dei 27, quindi esclusa la Svizzera e la Gran Bretagna che sono fuori dalla moneta unica e dalla Comunità Europea.
Inoltre, come fatto anche per il listino italiano, per evitare di avere grandi numeri da aziende con piccole capitalizzazioni, abbiamo limitato lo sguardo a quelle compagnie che hanno almeno 400 milioni di capitalizzazione.
Migliori azioni in Europa nel 2020
Eccole quindi le aziende che nel vecchio continente hanno sopraperformato qualsiasi indice.
Si denota subito come francesi, tedesche e olandesi hanno fatto da padrone.
Azione
Performance
Dividend Yield
Market Cap
Novacyt EPA: ALNOV
5.337%
–
649
S&O Agrar FRA: H2O
2.336%
–
641
Westwing Group AG ETR: WEW
791%
–
661
McPhy Energy SAS EPA: MCPHY
772%
–
901
Alfen NV AMS: ALFEN
386%
–
1.738
home24 ETR: H24
314%
–
588
GLOBAL FASHION GROUP SA ETR: GFG
305%
–
2.013
Northern Data AG ETR: NB2
300%
–
995
AB Science SA EPA: AB
274%
–
903
Fastned BV AMS: FAST
255%
–
723
Solaria Energia y Medio Ambiente SA BME: SLR
233%
–
2.836
Hellofresh SE ETR: HFG
218%
–
10.319
Inventiva SA EPA: IVA
192%
–
412
Valneva SE EPA: VLA
191%
–
681
Akasol ETR: ASL
180%
–
585
Qt Group Oyj HEL: QTCOM
173%
–
1.408
ABO Wind AG ETR: AB9
171%
0,90%
408
Adyen NV AMS: ADYEN
169%
–
59.691
VERBIO Vereinigte BioEnergie AG ETR: VBK
164%
0,65%
1.950
Energiekontor AG ETR: EKT
160%
0,72%
791
va Q tec AG ETR: VQT
146%
–
436
flatexDEGIRO AG ETR: FTK
142%
–
1.623
Grenergy Renovables SL BME: GRE
131%
–
846
Le migliori azioni in Europa nel 2020
Azioni peggiori in Europa nel 2020
Passiamo quindi alle peggiori azioni in Europa nel 2020, notiamo subito che manca Wirecard, che ha registrato performance imbarazzanti (circa -99%), ciò, come spiegato, è causato dal fatto che abbiamo limitato il market cap delle aziende analizzate, ciò per evitare di avere in lista solo azioni da pochi milioni di euro.
Azione
Performance
Dividend Yield
Market Cap
CGG EPA: CGG
-71%
–
578
Banco Sabadell BME: SAB
-64%
5,48%
2.053
International Airlines Group BME: IAG
-60%
5,29%
8.976
GRENKE AG ETR: GLJ
-58%
2,08%
1.790
Elior Group EPA: ELIOR
-57%
5,18%
975
Galápagos NV AMS: GLPG
-56%
–
5.314
Akka Technologies EPA: AKA
-56%
–
585
TUI ETR: TUI1
-55%
–
2.969
Técnicas Reunidas BME: TRE
-55%
–
588
AURELIUS Equity Opport. SE&Co ETR: AR4
-55%
–
536
Unibail Rodamco Westfield AMS: URW
-53%
8,25%
9.059
ABN AMRO AMS: ABN
-50%
7,41%
3.811
Fugro AMS: FUR
-48%
–
791
Schlumberger EPA: SLB
-46%
2,31%
24.653
Telefónica BME: TEF
-45%
11,79%
18.454
Klépierre EPA: LI
-45%
11,83%
5.577
Wereldhave NV AMS: WHA
-44%
16,99%
448
Société générale EPA: GLE
-44%
–
14.741
Royal Dutch Shell Plc AMS: RDSA
-43%
5,63%
113.622
Mercialys SA EPA: MERY
-41%
6,66%
663
Carmila SA EPA: CARM
-41%
8,49%
1.677
Galp Energia ELI: GALP
-40%
7,92%
6.813
Le Azioni peggiori in Europa, nel 2020, per performance
Azioni Americane nel 2020
Se si parla di mercati finanziari, ovviamente, non si può ignorare l’America, dove Nasdaq e NYSE rappresentano, a livello global, le piazze finanziarie più importanti.
Anche per il mercato americano abbiamo preso in esame solo le aziende con una capitalizzazione maggiore di 1 miliardo.
Migliori Azioni in America nel 2020
Eccole quindi le azioni migliori del mercato americano nel 2020. Anche in America si notano performance stellari per le migliori, con particolare aumento per le aziende tecnologiche e farmaceutiche. Si nota anche Nio, società cinese produttrice di veicoli elettrici.
Azione
Performance
Dividend Yield
Market Cap
Novavax NASDAQ: NVAX
3.149%
–
6.739
Blink Charging Co NASDAQ: BLNK
2.561%
–
1.308
Nio Inc NYSE: NIO
1.038%
–
58.818
Plug Power Inc NASDAQ: PLUG
1.025%
–
12.888
GrowGeneration Corp NASDAQ: GRWG
858%
–
1.718
Celsius Holdings Inc. NASDAQ: CELH
814%
–
2.589
Arcturus Therapeutics Holdings Inc NASDAQ: ARCT
802%
–
2.077
Fiverr NYSE: FVRR
800%
–
6.080
Digital Turbine Inc NASDAQ: APPS
721%
–
4.252
Overstock.com Inc NASDAQ: OSTK
705%
–
1.987
Twist Bioscience Corp NASDAQ: TWST
681%
–
6.473
Workhorse Group NASDAQ: WKHS
655%
–
2.266
Seres Therapeutics Inc NASDAQ: MCRB
603%
–
1.813
Enphase Energy NASDAQ: ENPH
594%
–
18.754
eXp World Holdings Inc NASDAQ: EXPI
593%
–
4.501
IAC/InterActiveCorp NASDAQ: IAC
567%
–
12.535
Jumia Technologies AG NYSE: JMIA
548%
–
2.899
Farfetch NYSE: FTCH
518%
–
17.802
Owens & Minor Inc. NYSE: OMI
486%
0,033%
1.824
SunPower NASDAQ: SPWR
484%
–
4.160
Ocular Therapeutix Inc NASDAQ: OCUL
458%
–
1.361
Gravity Corporation NASDAQ: GRVY
436%
–
1.149
Daqo New Energy Corp NYSE: DQ
434%
–
3.115
Switchback Energy Acquisition NYSE: SBE
432%
–
2.853
Pacific Biosciences NASDAQ: PACB
427%
–
4.131
Fate Therapeutics Inc NASDAQ: FATE
408%
–
7.104
CloudFlare NYSE: NET
398%
–
21.372
SunRun NASDAQ: RUN
396%
–
11.093
Fubotv Inc NYSE: FUBO
396%
–
2.443
Migliori azioni per performance in America nel 2020
Azioni peggiori in America nel 2020
Ovviamente nemmeno in America è tutto oro, ed ecco la lista delle peggiori azioni americane nel 2020.
Azione
Performance
Dividend Yield
Market Cap
CVR Energy Inc. NYSE: CVI
-63%
–
1.206
Momo Inc NASDAQ: MOMO
-59%
–
2.246
Carnival Corporation & plc NYSE: CCL
-59%
–
18.037
Norwegian Cruise Line NYSE: NCLH
-57%
–
6.349
Macerich Co NYSE: MAC
-57%
5,50%
1.433
Occidental Petroleum NYSE: OXY
-57%
0,23%
13.466
ChampionX Corp NYSE: CHX
-55%
–
2.440
Phillips 66 NYSE: PSX
-55%
12,82%
5.102
Two Harbors Investment Corp NYSE: TWO
-55%
10,40%
1.465
Murphy Oil NYSE: MUR
-54%
4,11%
1.529
EPR Properties NYSE: EPR
-54%
–
1.968
ViaSat NASDAQ: VSAT
-54%
–
1.864
Plains All American Pipeline NASDAQ: PAA
-51%
–
5.276
Continental Resources NYSE: CLR
-51%
–
4.995
Cinemark Holdings, Inc. NYSE: CNK
-51%
–
1.597
Marathon Oil NYSE: MRO
-51%
1,81%
4.283
United Continental Holdings NASDAQ: UAL
-50%
–
10.361
EchoStar NASDAQ: SATS
-50%
–
1.719
Frontline NYSE: FRO
-50%
32,93%
1.011
Azul SA NYSE: AZUL
-50%
–
1.951
Shell Midstream Partners LP NYSE: SHLX
-50%
18,25%
3.244
HollyFrontier NYSE: HFC
-50%
5,52%
3.361
Energy Transfer LP Unit NYSE: ET
-49%
9,47%
14.218
Sabre Corp NASDAQ: SABR
-49%
–
2.950
ONEOK, Inc. NYSE: OKE
-48%
9,64%
14.111
Diamondback Energy Inc NASDAQ: FANG
-48%
3,15%
6.158
Performance peggiore delle azioni in America nel 2020
Azioni britanniche e svizzere nel 2020
Come avevamo anticipato nel capitolo riguardante l’Europa, per il Regno Unito e per la Svizzera abbiamo fatto due classifiche a parte, poiché, benché a livello geografico le aziende in questione siano europee, a livello monetario e politico si tratta di mondi completamente differenti.
In Inghilterra abbiamo ovviamente cifre in GBP, in Svizzera vige il franco CHF.
Per la Gran Bretagna abbiamo messo un limite sulle aziende con un Market Cap di almeno 400 milioni di GBP; per la Svizzera abbiamo presi in esame solo l’indice principale, cioè lo SMI.
Azioni migliori Gran Bretagna 2020
Eccole le migliori azioni nel Regno Unito nel 2020.
Azione
Performance
Dividend Yield
Market Cap
Greatland Gold plc LON: GGP
1.975%
–
1.600
ITM Power LON: ITM
572%
–
2.908
Ceres Power Holdings plc LON: CWR
385%
–
2.408
AO World PLC LON: AO
349%
–
2.146
AFC Energy plc LON: AFC
304%
–
494
MaxCyte Inc LON: MXCT
302%
–
426
CMC Markets LON: CMCX
185%
5,11%
1.346
Naked Wines PLC LON: WINE
178%
0,32%
508
Premier Foods Plc LON: PFD
169%
–
962
Indivior PLC LON: INDV
163%
–
833
S4 Capital PLC LON: SFOR
163%
–
2.986
BATM Advanced Communications LON: BVC
161%
–
476
Ergomed PLC LON: ERGO
153%
–
537
Frontier Developments LON: FDEV
151%
–
1.332
Petropavlovsk PLC LON: POG
145%
–
1.376
Tremor International Ltd LON: TRMR
141%
–
571
Codemasters LON: CDM
137%
–
1.121
Team17 LON: TM17
117%
–
1.181
Luceco PLC LON: LUCE
105%
0,91%
461
Volex PLC LON: VLX
105%
0,98%
530
Ferrexpo Plc LON: FXPO
103%
3,40%
1.948
Clipper Logistics PLC LON: CLG
100%
1,77%
647
Pan African Resources plc LON: PAF
98%
2,90%
509
Keywords Studios PLC LON: KWS
92%
0,02%
2.372
Impax Asset Management Group Plc LON: IPX
85%
1,19%
1.039
Games Workshop Group PLC LON: GAW
85%
1,64%
4.085
Sumo Group PLC LON: SUMO
82%
–
618
Fresnillo plc LON: FRES
78%
0,99%
9.288
Ocado LON: OCDO
76%
–
18.634
888 Holdings LON: 888
76%
2,40%
1.192
Migliori Azioni nel Regno Unito nel 2020
Peggiori Azioni del Regno Unito nel 2020
Ed ecco le peggiori azioni del Regno Unito nel 2020.
Azione
Performance
Dividend Yield
Market Cap
Hammerson LON: HMSO
-81%
0,74%
1.212
Capita LON: CPI
-76%
–
720
SIG plc LON: SHI
-72%
–
427
Cineworld LON: CINE
-70%
13,54%
997
Petrofac LON: PFC
-63%
–
550
The Restaurant Group LON: RTN
-59%
3,12%
439
Micro Focus LON: MCRO
-58%
–
1.652
Greencore Group plc LON: GNC
-56%
–
683
James Fisher & Sons plc LON: FSJ
-55%
0,88%
504
Babcock International LON: BAB
-55%
–
1.599
Go-Ahead Group plc LON: GOG
-54%
–
485
Network International Holdings PLC LON: NETW
-53%
–
1.863
Tullow Oil LON: TLW
-52%
–
478
Stagecoach Group LON: SGC
-52%
–
473
Rolls-Royce Holdings LON: RR
-51%
–
10.713
Centrica LON: CNA
-50%
–
2.888
Rank Group PLC LON: RNK
-49%
1,97%
735
Select Service Partner LON: SSPG
-48%
1,78%
2.005
National Express Group LON: NEX
-48%
–
1.664
C&C Group Plc LON: CCR
-47%
–
750
Mitchells & Butlers LON: MAB
-46%
–
1.177
Senior plc LON: SNR
-45%
–
440
Aston Martin LON: AML
-45%
–
2.330
Equiniti Group PLC LON: EQN
-45%
–
459
BP plc LON: BP
-44%
9,30%
59.498
Investec plc LON: INVP
-43%
2,80%
2.177
Azioni peggiori nel 2020 nel Regno Unito
Migliori azioni in Svizzera nel 2020
Come detto abbiamo analizzato solo le 20 aziende dell’indice SMI, ecco perché la lista è decisamente più corta.
Ecco quindi le migliori azioni svizzere del 2020.
Azione
Performance
Dividend Yield
Market Cap
Lonza SWX: LONN
60%
0,48%
38.901
Sika SWX: SIKA
33%
0,95%
31.585
Kuehne Nagel SWX: KNIN
24%
1,97%
22.421
Givaudan SWX: GIVN
22%
1,67%
31.620
Migliori azioni nel 2020 in Svizzera
Peggiori azioni in Svizzera nel 2020
E sempre sullo SMI, ecco le peggiori azioni svizzere del 2020.
Azione
Performance
Dividend Yield
Market Cap
Swiss Re SWX: SREN
-23,39%
7,08%
24.347
Swiss Life Holding AG SWX: SLHN
-13,94%
3,64%
12.161
Credit Suisse Group AG SWX: CSGN
-12,51%
1,21%
25.855
Novartis AG SWX: NOVN
-12,00%
3,65%
183.710
Peggiori azioni nel 2020 in Svizzera
Mercati migliori e peggiori del 2020
Dalle liste appare chiaro come a beneficiare di questo 2020 sono state aziende tecnologiche che adottano soluzioni per il lavoro o la comunicazione a distanza.
Grande ondata di acquisti anche su aziende con un core business legato al green e all’oro.
Tra le peggiori ci sono aziende di trasporti, di turismo e quelle aziende che sono state “congelate” a causa dei vari lockdown.
Quando il mercato si ristabilirà, e in alcuni casi già da ora, le azioni che potranno crescere maggiormente saranno quelle che hanno subito maggiori problemi a causa del virus. Qualche esempio? Carnival, Norwegian Cruise o Cinemark Holdings, ma sono solo degli esempi.
Warren Buffett ha appena annunciato di aver acquistato azioni Pfizer e di essere esposto verso le aziende farmaceutiche; Amazon ha appena annunciato Amazon Pharmacy, per vendere medicinali da banco (al momento solo in America); i vaccini contro il Covid stanno galoppando e smuoveranno decine di miliardi.
Insomma, c’è un forte fermento sul tema farmaceutico con un mercato che è in evoluzioni e che potrebbe creare delle grandi opportunità, ne avevamo già parlato in un articolo dedicato al mercato della salute un po’ più ad ampio spettro.
L’industria farmaceutica globale registra ogni anno un fatturato di 1,2 trilioni di dollari. Si tratta di un mercato enorme, che crea enormi opportunità per gli investitori a lungo termine, nonché progressi nella qualità della vita dei pazienti.
Come già detto la pandemia dovuta al COVID-19 sta attirando l’attenzione sulle aziende farmaceutiche, soprattutto quelle che stanno sviluppando vaccini candidati per il Corona Virus. Non è tutto oro ciò che luccica però, ci sono dei rischi ed è fondamentale capire quali sono.
Come fare a entrare nel segmento dei farmaceutici? Proviamo dare una lista di azioni e a capire cosa valutare.
Perché investire in azioni farmaceutiche?
Partiamo da un fondo relativamente giovane, cioè l’ETF SPDR S&P Pharmaceuticals (NYSEMKT:XPH) che, dalla sua nascita del 2006, ha sovraperformato l’S&P500. Appare evidente che i titoli farmaceutici hanno un potenziale tale per superare il mercato in generale, soprattutto se si guarda ai solidi fondamentali di cui dispone.
C’è poco da fare: la popolazione invecchia e linearmente ha sempre più bisogno di medicinali, per vaccini o per la cura, siano essi per infezioni batteriche che per virali. Inoltre questo mercato, per sua natura, investe continuamente in ricerca e sviluppo (e per fortuna aggiungeremmo), così da avere continuamente nuovi prodotti da distribuire.
Alcune azioni di aziende farmaceutiche
Ecco qui una lista di azioni farmaceutiche che hanno il potenziale per creare utili a lungo periodo.
Azienda
Ticket
Nazione
Abbott Laboratories
NYSE:ABT
USA
AbbVie
NYSE:ABBV
USA
Amgen Inc
NASDAQ:AMGN
USA
AstraZeneca
LON:AZN
Regno Unito
Baxter International
NYSE:BAX
USA
Bayer
ETR:BAYN
Germania
BioNTech
NASDAQ:BNTX
Germania
Bristol Myers Squibb
NYSE:BMY
USA
Diasorin
BIT:DIA
Italia
Eli Lilly and Company
NYSE:LLY
USA
GlaxoSmithKline
LON:GSK
Regno Unito
Johnson & Johnson
NYSE:JNJ
USA
Merck & Co
NYSE:MRK
USA
Novartis
SWX:NOVN
Svizzera
Pfizer
NYSE:PFE
USA
Recordati
BIT:REC
Italia
Roche Holding
SWX:RO
Svizzera
Sanofi
EPA:SAN
Francia
Vertex Pharmaceuticals
NASDAQ:VRTX
USA
Abbott Laboratories
Ha sede a North Chicago in Illinois ma opera in più di 130 paesi differenti, Italia compresa.
Si tratta di un gruppo molto vasto che nel 2013 ha deciso di scindere le proprie attività di ricerca e sviluppo che ha fatto confluire in una nuova società quotata che prende il nome di AbbVie.
Alla “vecchia” Abbott Laboratories rimane il compito della produzione dei prodotti.
AbbVie
In ordine alfabetico viene subito dopo ed è strettamente collegata alla precedente come abbiamo già visto. Nata nel 2013 dalla scissione con Abbott Laboratories, AbbVie si occupa di Ricerca e Sviluppo per conto della casa madre.
Il portafoglio di AbbVie comprende diversi prodotti in rapida crescita, tra cui i farmaci antitumorali Imbruvica e Venclexta e i farmaci antinfiammatori Rinvoq e Skyrizi.
Non appare strano, occupandosi di ricerca e sviluppo, che questa azienda abbia costantemente un gran numero di farmaci in programma di test clinici, e spesso tante sono in fase 3, cioè l’ultima fase prima delle autorizzazioni e messa in commercio.
AbbVie, tenendo buono il track record di Abbott, vanta ben 47 anni di aumento costante del dividendo, facendo di questa società una delle regine dei Dividendi Aristocratici.
Amgen Inc
La società di biotecnologie Amgen è stata fondata nel 1980 e il nome AMGen è una contrazione di Genetica Molecolare Applicata.
Con circa 20.000 dipendenti, Amgen è una delle più grandi aziende biotecnologiche del mondo, con un fatturato annuo superiore a 25 miliardi di dollari USA.
Oltre alla sede centrale a Thousand Oaks (California), e a varie filiali negli USA, l’azienda ha uffici praticamente in tutto il globo. Per l’Europa la sede centrale si trova a Zugo, in Svizzera.
I principali prodotti sono: Repatha, Parsabiv, Blincyto, Aimovig, Prolia, Nplate e Vectibix.
AstraZeneca
Salita agli onori della cronaca già in primavera/estate 2020 perché una delle prime ad aver annunciato di avere un vaccino contro il Covid, AstraZeneca è una multinazionale originaria della Svezia/Regno Unito.
AstraZeneca è infatti un gruppo farmaceutico internazionale creato nel 1999 dalla svedese Astra AB e dalla britannica Zeneca PLC.
Zeneca è stata creata nel 1993 dalla divisione farmaceutica dell’azienda chimica britannica Imperial Chemical Industries.
La sede centrale è a Cambridge, il dipartimento di sviluppo e ricerca si trova a Södertälje, in Svezia, a sud di Stoccolma.
Attiva nello sviluppo di farmaci con prescrizione medica per patologie cardiovascolari, respiratorie, infiammatorie, metaboliche, oncologiche, infezioni e disturbi del sistema nervoso.
Baxter International
Baxter International Inc è un’azienda statunitense facente parte della lista Fortune 500.
Con sede a Deerfield, nell’Illinois, l’azienda si concentra principalmente sui prodotti per il trattamento dell’emofilia, delle malattie renali, dei disturbi immunitari e di altre condizioni mediche croniche e acute.
Bayer
Un gigante tedesco attivo in vari mercati, non solo quello farmaceutico ma anche in quello veterinario, agricolo e altre decine di subsegmenti.
Oggi ha sede a Leverkusen, in Renania Settentrionale-Vestfalia, Germania.
La Bayer AG si occupa di molti settori sin dalla sua nascita, nel 1863, quando era una semplice fabbrica di tintura a Barmen, in Germania.
L’azienda era molto prospera, perché in quel periodo era in corso la rivoluzione industriale e le aziende tessili stavano diventando molto potenti, quindi le aziende collegate come la fabbrica di tintura stavano facendo un sacco di soldi. Qualche tempo dopo, scoprirono che il colorante conteneva un qualche mezzo di guarigione e decisero di indagare sul soggetto, scoprendo l’acido acetilsalicilico, il composto dell’aspirina.
Oggi Bayer è conosciuta soprattutto per l’aspirina in campo farmaceutico, ma produce ben più prodotti, anche grazie ad acquisizioni fatte nel corso della sua vita, come quella di Schering AG; Bayer Schering Pharma produce le pillole anticoncezionali Yaz e Yasmin. Entrambi i prodotti utilizzano un nuovo tipo di ormone chiamato progesterone drospirenone in combinazione con gli estrogeni.
Sono solo degli esempi, poiché per entrare nel dettaglio della produzione di Bayer non basterebbe un sito intero.
BioNTech
È una delle aziende più piccole di questa lista, dal basso delle sue poche decine di milioni di fatturato l’anno; eppure merita di stare in questa compagnia poiché, insieme a Pfizer, è titolare di quello che sembra il vaccino più promettente contro il Corona Virus.
Oltre al Covid si è occupata di immunoterapie per il trattamento di pazienti in gravi condizioni.
Bristol Myers Squibb
Bristol-Myers Squibb, spesso chiamata BMS, è una società farmaceutica con sede a New York.
Produce farmaci su prescrizione in diverse aree terapeutiche, tra cui cancro, HIV/AIDS, malattie cardiovascolari, diabete, epatite, artrite reumatoide e disturbi psichiatrici.
Diasorin
Questa è decisamente l’azienda più piccola di questa lista, ma è italiana (un piccolo orgoglio) ed è molto attiva in immunodiagnostica e nella diagnostica molecolare.
Salita agli onori della cronaca poiché è stata una delle poche aziende ad avere la velocità necessaria per la creazione di un test diagnostico molecolare per vedere la presenza del Corona Virus con un tampone nel giro di 60 minuti.
Eli Lilly and Company
Si tratta del più grande produttore di farmaci psichiatrici e ha nel suo portafoglio brand come Prozac (fluoxetina), Dolophine (metadone), Cymbalta (duloxetina) e Zyprexa (olanzapina).
Nella storia di Eli Lilly ci sono due milestone molto importanti, cioè la creazione in serie del vaccino contro la poliomielite e dell’insulina.
GlaxoSmithKline
Stabile tra le prime 10 aziende pharma mondiali, GlaxoSmithKline è nata nel 2000 dalla fusione tra Glaxo Wellcome e SmithKline Beecham.
In Italia ha un portafoglio che comprende circa 50 farmaci da prescrizione nei segmenti del respiratorio, in antibioticoterapia, nel sistema nervoso centrale, in oncologia e in immunologia.
Johnson & Johnson
Tra i prodotti di J&J ci sono i farmaci immunologici Stelara e Tremfya e il farmaco per il cancro alla prostata Darzalex.
L’azienda ha quasi decine di programmi in fase avanzata. I candidati più promettenti sono il farmaco antitumorale lazertinib e il farmaco per la sclerosi multipla ponesimod.
J&J sta anche sviluppando un candidato per il vaccino COVID-19 e sta aumentando la capacità di produzione prima ancora che i test clinici siano completati. Tuttavia, il gigante della sanità è in ritardo rispetto a molti altri nel far avanzare il suo candidato attraverso i test clinici.
Come AbbVie, la J&J è un’aristocratica dei dividendi.
Merck & Co
Da non confondere con la tedesca Merck KGaA, anch’essa impegnata nel mercato del pharma, Merck & Co è un’azienda americana che sviluppa decine di prodotti per la salute umana e veterinaria.
Si tratta di una delle 10 migliori aziende al mondo in termini di fatturato ed è conosciuta, al di fuori degli Stati Uniti, come Merck Sharp & Dohme.
Novartis
Novartis è una multinazionale che si dedica all’industria farmaceutica e biotecnologica.
La sua sede centrale si trova nella città di Basilea (Svizzera). L’azienda è nata dalla fusione di Ciba-Geigy con Sandoz nel 1996, che all’epoca è stata la più grande fusione al mondo.
Il settore pharma genera il 60% delle vendite dell’azienda; strategicamente, questa unità cerca di sviluppare farmaci innovativi, attraverso la leadership mondiale nel mercato cardiologico e oncologico e una forte crescita dei farmaci per l’assistenza primaria, così come dei farmaci per uso specialistico, possedendo un portafoglio di prodotti altamente riconosciuto e in fase di sviluppo.
Pfizer
Realmente non conoscete ancora Pfizer? Si tratta dell’azienda che pare abbia la miglior opportunità per trovare il vaccino contro il Corona Virus.
Nel 2019 Pfizer ha trasformato la sua unità di assistenza sanitaria ai consumatori in una joint venture con GlaxoSmithKline (NYSE:GSK).
Lo spin-off Upjohn dovrebbe aprire la strada a una solida crescita futura, guidata dal farmaco per il cancro al seno Ibrance, dal diluente del sangue Eliquis (che è in commercio con BMS) e dal farmaco immunologico Xeljanz.
Anche la pipeline dell’azienda dovrebbe contribuire alla crescita di Pfizer. Pfizer ha quasi 30 programmi in fase avanzata di test o in attesa di approvazione normativa, tra cui il suo promettente vaccino pneumococcico e il farmaco antidolorifico cronico tanezumab.
Recordati
Si tratta della seconda azienda italiana di cui trattiamo, anche questa più per orgoglio tricolore che per reale merito nello stare in questa lista di aziende che sono dei colossi.
Il settore farmaceutico pesa per Recordati per il 97%, il restante 3% è nel settore chimico.
Controllata dal fondo CVC Capital Partners, che è molto attivo sul segmento salute.
Particolarmente attiva nei sottosettori di
allergia, antiinfettivi, cardiovascolare, dermatologia, gastrointestinale, ginecologia e ostetricia, integratori alimentari, farmaci di automedicazione, otorinolaringoiatra, sistema nervoso centrale, terapia del dolore/Infiammazione, urologia.
Roche Holding
F. Hoffmann-La Roche AG, con sede a Basilea, è la più grande azienda farmaceutica del mondo con un fatturato di quasi 64 miliardi di dollari USA, seguita da Pfizer e Novartis.
Roche produce reagenti e attrezzature per test medici. Le attuali attività di ricerca di Roche si concentrano su oncologia, virologia, neurologia e medicina dei trapianti.
Sanofi
Sanofi è una società francese transnazionale le cui attività comprendono i prodotti farmaceutici,compresi i medicinali soggetti a prescrizione medica nel campo del diabete, delle malattie rare, della sclerosi multipla e dell’oncologia, dei prodotti per la salute dei consumatori e dei generici, e i vaccini.
Nel settore sanitario (non pharma), Sanofi si colloca al terzo posto a livello mondiale in termini di fatturato, ma solo all’undicesimo posto in termini di capitalizzazione di mercato.
Vertex Pharmaceuticals
Vertex Pharmaceuticals è una società biofarmaceutica statunitense con sede a Boston, Massachusetts. L’azienda sviluppa farmaci per il trattamento della fibrosi cistica, del cancro, delle malattie intestinali, delle malattie autoimmuni e dei disturbi neurologici. Vertex è attiva anche nel campo della terapia genica.
Su quali aziende investire?
Si tratta di un mercato lento, che certamente non può eguagliare i grandi andamenti del mercato tech o di altri mercati più immaturi.
Tuttavia tutte le aziende citate hanno qualche prodotto in fase 3, quindi all’ultimo stadio prima della commercializzazione. Inoltre tutte queste aziende hanno già dei farmaci in farmacia e negli ospedali di tutto il mondo.
Si tratta di un mercato maturo ma costante, che continua ad arruolare clienti con il crescere della popolazione mondiale e con il relativo invecchiamento.
Cosa guardare nelle azioni farmaceutiche
La lista è lunga e investire in ognuna di queste aziende, a meno che non guidiate un fondo, è impensabile.
La prima cosa da sapere è la differenza tra le azioni farmaceutiche e quelle biotecnologiche, o addirittura quelle legate al mondo salute. In senso stretto, le aziende farmaceutiche utilizzano prodotti chimici per sviluppare farmaci, mentre le biotecnologie producono farmaci utilizzando organismi viventi come batteri o enzimi. Le aziende della salute invece sono impegnate nella pipeline globale per fruire dei servizi.
La cosa più importante da cercare nei titoli farmaceutici è la loro prospettiva di crescita, dimostrata dalla crescita dei ricavi e dei guadagni. Un rallentamento della crescita potrebbe far pensare a un aumento della concorrenza.
Un’altra componente chiave delle prospettive di crescita di un’azienda farmaceutica è la sua pipeline (tutti i candidati farmaci attualmente in fase di sviluppo). La maggior parte delle aziende farmaceutiche include nelle loro pipeline solo quei farmaci candidati ai test clinici sugli esseri umani o in attesa dell’approvazione normativa da parte delle agenzie governative competenti. Questi candidati possono essere farmaci approvati per un’indicazione (malattie specifiche e, talvolta, fasce d’età specifiche per una malattia), ma non sono ancora stati approvati per un’altra indicazione. Ottenere l’approvazione per ulteriori indicazioni è una grande opportunità di crescita per i produttori di farmaci.
Alcune aziende includono anche i candidati ai farmaci nelle prime fasi di sviluppo della scoperta del farmaco (dove vengono identificati i candidati ai farmaci e le malattie che potrebbero potenzialmente bersagliare) e nei test preclinici (dove i candidati ai farmaci vengono testati in provetta e/o su animali vivi).
Ci sono tipicamente tre fasi coinvolte nei test clinici:
Fase 1: piccoli studi progettati per trovare una dose sicura per il farmaco candidato e determinare come influisce sull’uomo.
Fase 2: studi che possono includere 100 o più pazienti e che si concentrano sulla determinazione della sicurezza, degli effetti collaterali a breve termine e della dose ottimale del farmaco.
Fase 3: studi più ampi che possono includere centinaia o addirittura migliaia di pazienti e che si concentrano sull’efficacia di un farmaco sperimentale nel trattare una malattia target e sulla sua sicurezza.
Ogni fase è un ostacolo che un candidato farmaco deve superare per terminare la gara. Un candidato deve completare con successo ogni fase per passare alla fase successiva. Dopo aver completato con successo i test della fase 3, una società farmaceutica richiede l’approvazione delle normative.
La Food and Drug Administration (FDA) valuta tutti i farmaci negli Stati Uniti. L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha la stessa responsabilità nell’Unione Europea.
Ci vogliono in media 10 anni per far avanzare un farmaco dalla scoperta all’approvazione. Tuttavia, la FDA può accelerare il processo concedendo ad un farmaco la designazione di scoperta, lo status di farmaco orfano o la revisione prioritaria.
I dividendi sono un altro fattore importante da considerare quando si valutano le azioni delle grandi aziende farmaceutiche.
I rischi dell’investimento in azioni farmaceutiche
Diversi fattori determinano i rischi di investimento in azioni farmaceutiche:
Potenziale di fallimento clinico: le probabilità sono particolarmente elevate che i candidati all’inizio della fase iniziale possano non essere efficaci o sicuri negli studi clinici. Anche i candidati ai farmaci nella fase 3 dei test possono però fallire.
Possibilità di non ottenere l’approvazione normativa: mentre un farmaco potrebbe attraversare tutte le fasi dei test clinici, non c’è garanzia che ottenga l’approvazione delle agenzie regolatorie.
Sfide nell’ottenere il rimborso: le aziende farmaceutiche devono convincere i pagatori, compresi i programmi governativi o le assicurazioni sanitarie, a coprire i loro farmaci. I pagatori possono fare pressione sulle aziende farmaceutiche affinché fissino prezzi dei farmaci più bassi di quanto ipotizzato dagli stessi produttori.
La concorrenza: la compagnia farmaceutica può affrontare la concorrenza sul mercato, specialmente quando le versioni generiche di un farmaco entrano nel mercato dopo che il farmaco perde l’esclusività del brevetto.
Responsabilità del prodotto e contenzioso: i produttori di farmaci possono affrontare questioni di responsabilità civile relative ai loro prodotti. Alcune aziende hanno ritirato i farmaci dal mercato a causa di problemi di sicurezza, e sono comuni anche le cause legali.
Parlare di Dividendi Aristocratici in un anno come il 2020, cioè con la pandemia di Covid in atto e con le aziende che per far fronte alle esigenze di liquidità cercano di tenere più cassa possibile è un esercizio non semplice.
Eppure c’è una ristretta cerchia di titoli che continua a far parte di questa Elite e che, anche nel 2020, hanno continuato ad aumentare i propri dividendi.
Cosa sono i Dividendi Aristocratici?
Per far parte di questa ristretta lista bisogna soddisfare 3 criteri fondamentali:
Avere un trackrecord di aumenti dei dividendi almeno per 25 anni
Avere una dimensione e una liquidità soddisfacente
Il punto 3 in realtà è quasi sempre soddisfatto perché le regole di grandezza e di liquidità sono già soddisfatte per rientrare nell’indice di Standard & Poor’s.
Azioni con Dividendi Aristocratici
La lista, per ovvi motivi, deve essere continuamente aggiornata e questa fa riferimento a ottobre del 2020, con la lista di titoli appartenenti alla classe dei dividendi aristocratici.
Titolo
Ticket
3M Company
MMM
A.O. Smith
AOS
Abbott Laboratories
ABT
AbbVie Inc.
ABBV
Aflac
AFL
Air Products & Chemicals Inc
APD
Albemarle Corporation
ALB
Amcor plc
AMCR
Archer Daniels Midland
ADM
AT&T
T
Atmos Energy
ATO
Automatic Data Processing
ADP
Becton Dickinson
BDX
Brown-Forman (Class B shares)
BF-B
Cardinal Health Inc.
CAH
Caterpillar Inc.
CAT
Chevron Corp.
CVX
Chubb Limited
CB
Cincinnati Financial Corp
CINF
Cintas Corp
CTAS
The Clorox Company
CLX
Coca-Cola Co
KO
Colgate-Palmolive
CL
Consolidated Edison Inc
ED
Dover Corp
DOV
Ecolab Inc
ECL
Emerson Electric
EMR
Essex Property Trust
ESS
Expeditors International of Washington
EXPD
Exxon Mobil Corp
XOM
Federal Realty Investment Trust
FRT
Franklin Resources
BEN
General Dynamics
GD
Genuine Parts Company
GPC
Hormel Foods Corp
HRL
Illinois Tool Works
ITW
Johnson & Johnson
JNJ
Kimberly-Clark
KMB
Leggett & Platt
LEG
Linde plc
LIN
Lowe’s Companies, Inc.
LOW
McCormick & Company
MKC
McDonald’s
MCD
Medtronic
MDT
Nucor
NUE
Pentair
PNR
People’s United Financial
PBCT
PepsiCo
PEP
PPG Industries
PPG
Procter & Gamble
PG
Raytheon Technologies
RTX
Realty Income
O
Roper Technologies
ROP
S&P Global (formalmente McGraw Hill Financial, Inc.)
SPGI
Sherwin-Williams
SHW
Stanley Black & Decker Inc.
SWK
Sysco
SYY
T. Rowe Price
TROW
Target Corporation
TGT
VF Corporation
VFC
Walgreens Boots Alliance
WBA
Walmart
WMT
W. W. Grainger
GWW
Lista di titolo appartenenti ai dividendi aristocratici
Come si può facilmente notare, sono presenti titoli di colossi, come Coca Cola e McDonald’s e altri titoli meno conosciuti, soprattutto nel vecchio continente.
Dividendi Aristocratici in Europa e in Italia
Evidentemente se vogliamo trovare gli equivalenti dei dividend aristocratics americani in Europa, quindi i dividendi aristocratici europei, dobbiamo abbandonare qualche parametro, come per esempio la presenza nell’S&P 500 (che include solo titoli americani); inoltre, per allungare un po’ la lista e arrivare almeno a 30 titoli, abbassiamo la soglia del numero di anni di dividendo, portandola a 20.
Quello che ne esce è il seguente quadro.
Azienda
Paese
Ticker
Anni di aumento
Nestle SA
CH
SWX:NESN
61
Unilever NV
NL
AMS:UNA
54
Muenchener Rueckvrschrng Gslchft AG Mnch
DE
ETR:MUV2
50
Halma plc
UK
LON:HLMA
42
Total SA
FR
EPA:FP
38
Groep Brussel Lambert NV
BE
EBR:GBLB
34
L’Oreal SA
FR
EPA:OR
32
Danone SA
FR
EPA:BN
32
Coloplast A/S
DK
CPH:COLO-B
31
Wolters Kluwer
NL
AMS:WKL
30
Roche Holding Ltd. Genussscheine
CH
SWX:ROG
30
Spirax-Sarco Engineering plc
UK
LON:SPX
29
Diageo plc
UK
LON:DGE
29
Henkel AG & Co KGaA
DE
ETR:HEN3
29
SAP SE
DE
ETR:SAP
28
Croda International plc
UK
LON:CRDA
28
Koninklijke DSM N.V.
NL
AMS:DSM
27
Philips NV
NL
AMS:PHIA
26
Siemens AG
DE
ETR:SIE
26
ASSA ABLOY AB
SW
STO:ASSA-B
25
Red Electrica Corporacion SA
ES
BME:REE
25
Novartis AG
CH
SWX:NOVN
24
Lindt & Sprüngli AG
CH
SWX:LISN
24
Novo Nordisk A/S
DK
CPH:NOVO-B
23
Fresenius Medical Care AG & Co. KGaA
DE
ETR:FME
23
Hermes International SCA
FR
EPA:RMS
22
Sanofi SA
FR
EPA:SAN
21
British American Tabacco
UK
LON:BATS
20
Lista dei dividendi aristocratici europei
Come si può notare mancano completamente le aziende italiane. Benché tante aziende italiane distribuiscono dividendi, per motivi differenti, in questo momento nessuna azione ha un trackrecord di almeno 20 anni.
Solo un paio di anni fa Milano Finanza aveva pubblicato la lista dei sacerdoti del dividendo nel quale si notava qualche titolo che puntava ai 20 anni:
Peccato che Atlantia già nel 2018 abbia diminuito la somma del dividendo, ERG l’abbia fatto nel 2017, Recordati non ha ancora tagliato ma si aspetta il saldo per il 2020 e Sol è l’unica ancora in pista, ma ha una capitalizzazione tale per cui non può essere aggiunta alla lista precedente.
Insomma, la lista dei dividendi aristocratici italiani deve essere ancora costruita, ma serviranno anni.
Ben più noto l’indice EuroStoxx 50 ma non è l’unico strumento per fare un paniere delle azioni del vecchio continente. Una valida alternativa è l’indice MSCI Europa.
Cosa è l’MSCI Europa
Si tratta di un paniere di titoli azionari gestito dall’omonima società MSCI (Morgan Stanley Capital International) che include tutte le migliori azioni del vecchio continente.
Si tratta di una raccolta dei 15 mercati azionari più grandi in Europa e copre un complessivo 85% della capitalizzazione di ognuno di questi mercati.
Ciò è possibile perché, per ognuno dei 15 mercati, nel paniere finiscono le azioni a più larga capitalizzazione.
Composizione dell’indice MSCI Europa
Come già detto sono 15 i mercati che “prestano” i titoli per la composizione di questo indice, si tratta dei mercati di:
Austria
Belgio
Danimarca
Finlandia
Francia
Germania
Irlanda
Italia
Olanda
Norvegia
Portogallo
Spagna
Svezia
Svizzera
Regno Unito
Ovviamente quando si parla di titoli azionari il Regno Unito fa da padrone e compone circa un quarto dell’intero indice, seguito da Francia, Germania e Svizzera.
Il paniere ha un consistente numero di azioni, tipicamente si sfiorano i 500 titoli differenti. Nel momento in cui scriviamo, per esempio, contiamo 424 azioni differenti all’interno del paniere.
Titoli azionari all’interno dell’indice MSCI Europa
Titolo
Nazione
Peso nel paniere
NESTLE
CH
4,17%
ROCHE HOLDING PAR
CH
3,07%
NOVARTIS
CH
2,34%
SAP
DE
1,90%
ASML HOLDING
NL
1,79%
ASTRAZENECA
GB
1,71%
LVMH
FR
1,53%
NOVO NORDISK
DK
1,40%
SANOFI
FR
1,35%
SIEMENS
DE
1,19%
GLAXOSMITHKLINE
GB
1,13%
TOTAL
FR
1,02%
UNILEVER
NL
1,01%
ALLIANZ
DE
0,98%
L’OREAL
FR
0,95%
BRITISH AMERICAN TOBACCO
GB
0,91%
AIR LIQUIDE
FR
0,89%
HSBC HOLDINGS
GB
0,89%
DIAGEO
GB
0,88%
IBERDROLA
ES
0,86%
ENEL
IT
0,82%
RIO TINTO
GB
0,82%
RECKITT BENCKISER GROUP
GB
0,79%
SCHNEIDER ELECTRIC SE
FR
0,78%
BAYER
DE
0,74%
BP
GB
0,72%
ADIDAS
DE
0,72%
DEUTSCHE TELEKOM
DE
0,67%
BASF
DE
0,65%
ZURICH INSURANCE GROUP
CH
0,64%
ROYAL DUTCH SHELL CL A
GB
0,62%
KERING
FR
0,61%
LONZA GROUP
CH
0,55%
ABB LTD
CH
0,55%
BHP GROUP ORD SHS
GB
0,55%
AIRBUS
NL
0,52%
VINCI
FR
0,52%
DEUTSCHE POST
DE
0,52%
DAIMLER
DE
0,52%
PROSUS
NL
0,51%
BNP PARIBAS ACT.A
FR
0,51%
RELX
GB
0,50%
PHILIPS
NL
0,49%
AB INBEV
BE
0,49%
UBS GROUP
CH
0,49%
GIVAUDAN
CH
0,48%
DANONE
FR
0,48%
NATIONAL GRID
GB
0,44%
MUENCHENER RUECKVER
DE
0,43%
PRUDENTIAL
GB
0,43%
AXA
FR
0,43%
ESSILORLUXOTTICA
FR
0,43%
VODAFONE GROUP
GB
0,42%
LONDON STOCK EXCHANGE GROUP
GB
0,42%
VONOVIA
DE
0,42%
RICHEMONT
CH
0,41%
EXPERIAN
GB
0,41%
PERNOD RICARD
FR
0,40%
INFINEON TECHNOLOGIES
DE
0,40%
SIKA
CH
0,40%
SAFRAN
FR
0,40%
AHOLD DEL
NL
0,39%
DEUTSCHE BOERSE
DE
0,39%
ADYEN
NL
0,38%
DSV PANALPINA
DK
0,38%
INTESA SANPAOLO
IT
0,38%
ERICSSON
SE
0,37%
INDITEX
ES
0,37%
ATLAS COPCO
SE
0,37%
BANCO SANTANDER
ES
0,37%
VESTAS WIND SYSTEMS
DK
0,35%
ANGLO AMERICAN
GB
0,35%
VOLKSWAGEN
DE
0,34%
INVESTOR
SE
0,34%
KONE
FI
0,34%
TESCO
GB
0,33%
ALCON
CH
0,33%
VOLVO
SE
0,33%
CRH
IE
0,33%
COMPASS GROUP
GB
0,33%
DSM KON
NL
0,32%
ING GROEP
NL
0,32%
HERMES INTERNATIONAL
FR
0,32%
ORSTED DONG Energy
DK
0,30%
GENMAB
DK
0,30%
AMADEUS IT GROUP
ES
0,30%
E.ON
DE
0,29%
DASSAULT SYSTEM
FR
0,29%
CREDIT SUISSE GROUP AG
CH
0,29%
ENGIE
FR
0,29%
NORDEA BANK
FI
0,28%
LAFARGEHOLCIM LTD
CH
0,28%
NESTE
FI
0,28%
ASSA ABLOY
SE
0,28%
BMW
DE
0,28%
FLUTTER ENTERTAINMENT
IE
0,28%
WOLTERS KLUWER
NL
0,27%
HEINEKEN
NL
0,27%
FERRARI
NL
0,27%
RWE
DE
0,27%
VIVENDI
FR
0,27%
SANDVIK
SE
0,27%
SWISS RE AG
CH
0,26%
NOKIA
FI
0,26%
GLENCORE
JE
0,26%
LLOYDS BANKING GROUP
GB
0,26%
CAPGEMINI
FR
0,25%
ORANGE
FR
0,25%
SAINT GOBAIN
FR
0,25%
GEBERIT
CH
0,25%
KERRY GROUP
IE
0,25%
LEGRAND
FR
0,25%
ENI
IT
0,25%
ESSITY AKTIEBOLAG (PUBL)
SE
0,24%
BAE SYSTEMS
GB
0,24%
FERGUSON
JE
0,24%
BARCLAYS
GB
0,24%
HEXAGON
SE
0,24%
CELLNEX TELECOM
ES
0,23%
STMICROELECTRONICS
NL
0,22%
MERCK
DE
0,22%
SAMPO
FI
0,22%
AKZO NOBEL
NL
0,22%
FRESENIUS
DE
0,22%
COLOPLAST
DK
0,22%
HENKEL& KGAA
DE
0,22%
MICHELIN
FR
0,21%
SYMRISE
DE
0,21%
UNICREDIT
IT
0,21%
TELEPERFORMANCE
FR
0,21%
FRESENIUS MEDICAL CARE
DE
0,21%
DEUTSCHE WOHNEN
DE
0,20%
TELEFONICA
ES
0,20%
PARTNERS GROUP HOLDING
CH
0,20%
BANCO BILBAO VIZCAYA ARGENTARIA
ES
0,20%
OCADO GROUP
GB
0,19%
UPM-KYMMENE
FI
0,19%
IMPERIAL BRANDS
GB
0,19%
SMITH AND NEPHEW
GB
0,19%
DEUTSCHE BANK
DE
0,19%
SGS
CH
0,19%
ASHTEAD GROUP
GB
0,19%
SSE
GB
0,19%
ASSICURAZIONI GENERALI
IT
0,18%
EQUINOR
NO
0,18%
UCB
BE
0,17%
SEGRO REIT
GB
0,17%
SKANDINAVISKA ENSKILDA BANKEN
SE
0,17%
AVIVA
GB
0,17%
SARTORIUS
DE
0,17%
SWISSCOM
CH
0,17%
SWEDBANK
SE
0,17%
LEGAL AND GENERAL GROUP
GB
0,16%
JUST EAT TAKEAWAY
NL
0,16%
EDP
PT
0,16%
DELIVERY HERO
DE
0,16%
CARLSBERG
DK
0,16%
HENNES & MAURITZ
SE
0,16%
ZALANDO
DE
0,16%
NOVOZYMES
DK
0,16%
KINGSPAN GROUP
IE
0,16%
SVENSKA HANDELSBANKEN
SE
0,16%
DNB
NO
0,15%
INTERTEK GROUP
GB
0,15%
SWEDISH MATCH
SE
0,15%
KBC
BE
0,15%
FIAT CHRYSLER AUTOMOBILES
NL
0,15%
RENTOKIL INITIAL
GB
0,15%
SONOVA HOLDING
CH
0,15%
SWISS LIFE HLDG
CH
0,15%
FERROVIAL
ES
0,15%
WORLDLINE
FR
0,14%
LOGITECH
CH
0,14%
BT GROUP
GB
0,14%
SIEMENS HEALTHINEERS
DE
0,14%
CHRISTIAN HANSEN HOLDING
DK
0,14%
3I GROUP
GB
0,14%
STANDARD CHARTERED
GB
0,14%
VEOLIA ENVIRONNEMENT VE
FR
0,14%
EDENRED
FR
0,14%
TELENOR
NO
0,14%
QIAGEN
NL
0,13%
SOCIETE GENERALE
FR
0,13%
BEIERSDORF
DE
0,13%
SCHINDLER P PAR
CH
0,13%
CONTINENTAL
DE
0,13%
HALMA
GB
0,13%
NN GROUP
NL
0,13%
ARGENX
NL
0,13%
REPSOL
ES
0,13%
BUNZL
GB
0,12%
CREDIT AGRICOLE
FR
0,12%
KUEHNE & NAGEL
CH
0,12%
PEUGEOT
FR
0,12%
EUROFINS
FR
0,12%
GBL
BE
0,12%
STRAUMANN HOLDING
CH
0,12%
CRODA INTERNATIONAL
GB
0,12%
ALSTOM
FR
0,12%
NEXT
GB
0,12%
LEG IMMOBILIEN
DE
0,12%
SNAM
IT
0,12%
SPIRAX-SARCO ENGINEERING
GB
0,12%
SAGE GROUP
GB
0,12%
INGENICO GROUP
FR
0,12%
BRENNTAG
DE
0,12%
TERNA RETE ELETTRICA NAZIONALE
IT
0,11%
GN STORE NORD
DK
0,11%
TELIA COMPANY
SE
0,11%
CARREFOUR
FR
0,11%
PERSIMMON
GB
0,11%
A P MOLLER MAERSK
DK
0,11%
MONDI
GB
0,11%
SCOUT24
DE
0,11%
JULIUS BAER
CH
0,11%
SARTORIUS STEDIM BIOTECH
FR
0,11%
EPIROC
SE
0,11%
TEMENOS
CH
0,11%
CHOCOLADEF. LINDT & SPRUENGLI PAR
CH
0,11%
STORA ENSO
FI
0,11%
HANNOVER RUECK
DE
0,11%
UMICORE
BE
0,11%
AENA SME
ES
0,11%
KINNEVIK
SE
0,11%
DANSKE BANK
DK
0,11%
COVESTRO AG
DE
0,11%
ARCELORMITTAL
LU
0,11%
FORTUM
FI
0,11%
MTU AERO ENGINES HOLDING
DE
0,10%
WPP
JE
0,10%
PORSCHE AUTOMOBIL HOLDING PRF
DE
0,10%
INTERCONTINENTAL HOTELS GROUP
GB
0,10%
HEIDELBERGCEMENT
DE
0,10%
KPN KON
NL
0,10%
KNORR BREMSE
DE
0,10%
SMURFIT KAPPA GROUP
IE
0,10%
ENDESA
ES
0,10%
ASSOCIATED BRITISH FOODS
GB
0,10%
GRIFOLS
ES
0,10%
ELISA
FI
0,10%
BOLIDEN
SE
0,10%
CAIXABANK
ES
0,10%
SVENSKA CELLULOSA AKTIEBOLAGET
SE
0,10%
EVOLUTION GAMING GROUP
SE
0,10%
ADECCO
CH
0,10%
FINECO BANK
IT
0,10%
RED ELECTRICA CORPORACION
ES
0,10%
ATOS
FR
0,09%
BOUYGUES
FR
0,09%
MONCLER
IT
0,09%
MOWI
NO
0,09%
SKF
SE
0,09%
THALES
FR
0,09%
DCC
IE
0,09%
UBISOFT ENTERTAIN
FR
0,09%
BURBERRY GROUP
GB
0,09%
NIBE INDUSTRIER
SE
0,09%
ATLANTIA
IT
0,09%
ARKEMA
FR
0,09%
CNH INDUSTRIAL
NL
0,09%
EMS-CHEMIE HOLDING
CH
0,09%
NEXI
IT
0,09%
AGEAS
BE
0,09%
UNITED UTILITIES GROUP
GB
0,09%
SEVERN TRENT
GB
0,09%
PANDORA
DK
0,09%
ORKLA
NO
0,09%
ALFA LAVAL
SE
0,08%
PUMA
DE
0,08%
KINGFISHER
GB
0,08%
EIFFAGE
FR
0,08%
BALOISE
CH
0,08%
INFORMA
GB
0,08%
SWISS PRIME SITE
CH
0,08%
SKANSKA
SE
0,08%
SMITHS GROUP
GB
0,08%
TELE2
SE
0,08%
VALEO
FR
0,08%
PRYSMIAN
IT
0,08%
BUREAU VERITAS
FR
0,08%
MELROSE INDUSTRIES
GB
0,08%
AUTO TRADER GROUP
GB
0,08%
ADMIRAL GROUP
GB
0,08%
HARGREAVES LANSDOWN
GB
0,08%
BERKELEY GROUP HOLDINGS THE
GB
0,08%
PUBLICIS GROUPE
FR
0,08%
SWATCH GROUP I
CH
0,08%
VIFOR PHARMA
CH
0,08%
BARRY CALLEBAUT
CH
0,08%
YARA INTERNATIONAL
NO
0,08%
SOLVAY
BE
0,08%
TEAMVIEWER
DE
0,08%
ST.JAMES’S PLACE
GB
0,08%
STANDARD LIFE ABERDEEN
GB
0,07%
BIOMERIEUX
FR
0,07%
GVC HOLDINGS
IM
0,07%
SODEXO
FR
0,07%
UNIPER
DE
0,07%
DAVIDE CAMPARI MILANO
NL
0,07%
RSA INSURANCE GROUP
GB
0,07%
SIEMENS GAMESA RENEWABLE ENERGY
ES
0,07%
EDF
FR
0,07%
RANDSTAD
NL
0,07%
ERSTE GROUP BANK
AT
0,07%
SUEZ
FR
0,07%
EXOR
NL
0,07%
GETLINK
FR
0,07%
GALAPAGOS
BE
0,07%
ORPEA
FR
0,07%
NATURGY ENERGY
ES
0,07%
JOHNSON MATTHEY
GB
0,07%
BARRATT DEVELOPMENTS
GB
0,07%
NATWEST GROUP
GB
0,07%
AROUNDTOWN
LU
0,07%
GECINA
FR
0,07%
HIKMA PHARMACEUTICALS
GB
0,07%
ACS ACTIVIDADES DE CONSTRUCCION
ES
0,07%
ENAGAS
ES
0,07%
KION GROUP
DE
0,07%
EVONIK INDUSTRIES
DE
0,06%
MORRISONWM.SUPERMARKETS
GB
0,06%
RECORDATI INDUSTRIA CHIM. FARMA.
IT
0,06%
WHITBREAD
GB
0,06%
SCHINDLER HOLDING
CH
0,06%
EPIROC
SE
0,06%
ANTOFAGASTA
GB
0,06%
GEA GROUP
DE
0,06%
DIRECT LINE INSURANCE GROUP
GB
0,06%
ICA GRUPPEN
SE
0,06%
ACCOR
FR
0,06%
DIASORIN
IT
0,06%
COMMERZBANK
DE
0,06%
GALP ENERGIA-NOM
PT
0,06%
UNIBAIL RODAMCO WE STAPLED UNT
FR
0,06%
M&G
GB
0,06%
MEDIOBANCA BANCA DI CREDITO
IT
0,06%
ELECTROLUX
SE
0,06%
LANXESS
DE
0,06%
ORION
FI
0,06%
SECURITAS
SE
0,06%
RENAULT
FR
0,06%
TAYLOR WIMPEY
GB
0,06%
PEARSON
GB
0,06%
CARL ZEISS MEDITEC
DE
0,06%
LAND SECURITIES GROUP REIT
GB
0,05%
POSTE ITALIANE
IT
0,05%
SAINSBURYJ
GB
0,05%
HUSQVARNA
SE
0,05%
A P MOLLER MAERSK
DK
0,05%
SCHRODERS
GB
0,05%
AEGON
NL
0,05%
OMV
AT
0,05%
AMUNDI
FR
0,05%
SOFINA
BE
0,05%
JD SPORTS FASHION
GB
0,05%
NEMETSCHEK
DE
0,05%
AMBU
DK
0,05%
EQT
SE
0,05%
INDUSTRIVARDEN
SE
0,05%
J.MARTINS SGPS
PT
0,05%
SCOR
FR
0,05%
VOPAK
NL
0,05%
CLARIANT
CH
0,05%
LUNDIN ENERGY
SE
0,05%
IPSEN
FR
0,05%
ROLLS-ROYCE HOLDINGS
GB
0,05%
REMY COINTREAU
FR
0,05%
AVEVA GROUP
GB
0,05%
GJENSIDIGE FORSIKRING
NO
0,05%
ADEVINTA
NO
0,05%
UNITED INTERNET
DE
0,05%
NORSK HYDRO
NO
0,04%
BRITISH LAND REIT
GB
0,04%
LUNDBERGFORETAGEN
SE
0,04%
TRYG
DK
0,04%
SCHIBSTED
NO
0,04%
SEB
FR
0,04%
VERBUND
AT
0,04%
COLRUYT (D)
BE
0,04%
COVIVIO
FR
0,04%
ABN AMRO BANK
NL
0,04%
WARTSILA
FI
0,04%
LATOUR INVESTMENT
SE
0,04%
TELECOM ITALIA
IT
0,04%
FUCHS PETROLUB PRF
DE
0,04%
AERCAP HOLDINGS
NL
0,04%
BANKINTER
ES
0,04%
BOLLORE
FR
0,04%
BANQUE CANTONALE VAUDOISE
CH
0,04%
DEMANT
DK
0,04%
FDJ
FR
0,04%
ELIA GROUP
BE
0,04%
FAURECIA
FR
0,04%
ALTICE EUROPE
NL
0,04%
VOESTALPINE
AT
0,04%
PROXIMUS
BE
0,03%
AEROPORTS DE PARIS
FR
0,03%
ILIAD
FR
0,03%
TELEFONICA DEUTSCHLAND HOLDING
DE
0,03%
DEUTSCHE LUFTHANSA
DE
0,03%
SES FDR
LU
0,03%
INWIT
IT
0,03%
KLEPIERRE REIT
FR
0,03%
LEONARDO
IT
0,03%
WENDEL
FR
0,03%
TENARIS
LU
0,03%
THYSSENKRUPP
DE
0,03%
RAIFFEISEN BANK INTERNATIONAL
AT
0,03%
SWATCH GROUP
CH
0,03%
H.LUNDBECK
DK
0,03%
ANDRITZ
AT
0,03%
NATIXIS
FR
0,03%
DASSAULT AVIAT
FR
0,03%
EVRAZ
GB
0,03%
EURAZEO
FR
0,02%
CNP ASSURANCES
FR
0,02%
HOCHTIEF
DE
0,02%
METRO
DE
0,02%
PIRELLI & C
IT
0,02%
MAPFRE
ES
0,02%
FRAPORT
DE
0,02%
TELENET GROUP
BE
0,02%
ICADE REIT
FR
0,02%
JCDECAUX
FR
0,02%
Componenti dell’MSCI Europa
Confronto tra MSCI Europa ed EuroStoxx 50
Vista la natura e la grandezza dell’indice MSCI Europa, possiamo tranquillamente affermare che è questo la vera cartina tornasole del mercato europeo, ben più dell’EuroStoxx.
Infatti il paniere di 50 titoli ha al suo interno le più grandi aziende, senza fare reale distinzione tra mercati, succede così che mercati più piccoli, come possono essere quelli scandinavi o dell’Est Europa abbiano uno o nessun titolo dentro l’EuroStoxx 50.
Inoltre abbiamo accennato alla grandezza dell’indice, infatti lo Stoxx 50 ha, appunto, 50 titoli, mentre l’MSCI ha all’interno oltre 400 titoli (424 a ottobre del 2020).
Diverso invece il discorso per l’MSCI Europa che coprendo le aziende a più grande capitalizzazione di 15 mercati differenti ha all’interno varie aziende che sfuggono completamente all’indice di Stoxx (il quale si ferma 12).
Inoltre MSCI Europa ha all’interno anche mercati che non fanno parte dello Stoxx perché non nella comunità europea (Svizzera e presto UK).
Oggi è il grande giorno in America, infatti i 328 milioni di abitanti americani sono chiamati alle urne per decidere chi sarà il futuro presidente degli Stati Uniti d’America.
Appare evidente, per il potere posto in mano a questa figura, che questa è una scelta che travalica i confini americani e interessa direttamente tutto il mondo.
I due principali sfidanti sono l’attuale presidente Donald Trump e il candidato democratico Joe Biden.
A onor del vero, oltre a Repubblicani e Democratici, esistono anche altri partiti, con relativi candidati. Qui una breve lista, ovviamente puramente indicativa poiché è praticamente impossibile che alcuno di essi abbia la benché minima possibilità di guadagnare anche solo uno Stato:
Partito Libertario: Jo Jorgensen
Partito Verde: Howie Hawkins
Partito della Costituzione: Don Blankenship
Vari partiti attivisti sulle libertà: Gloria La Riva
Partito proibizionista: Phil Collins
Partito dell’Alleanza: Rocky De La Fuente
Pane e Rose: Jerome Segal
Partito della Marijuana libera: Rudy Reyes
Partito dell’Unità d’America: Bill Hammons
Partito della Solidarietà: Brian T. Carroll
Birthday Party: Kanye West (sì, proprio il cantante)
Come seguire le elezioni americane
Partiamo dalla cosa più semplice, cioè come seguire le elezioni americane in Italia.
Innanzitutto gli orari: si voterà oggi, 3 novembre 2020, con l’inizio dello spoglio nella serata italiana. Al solito tutte le emittenti faranno dei talk show e dei programmi di approfondimento.
Negli ultimi anni, in particolare, molto seguite le #maratonamentana con Enrico Mentana in diretta da mezzanotte su La7 e gli approfondimenti di SkyTG24, anche esso in diretta dalla sera di martedì 3 novembre.
Probabilmente un’idea di vincitore l’avremo intorno alle 4/5 di mattina (orario italiano) con l’arrivo degli Stati chiave.
Le idee economiche di Biden e di Trump
Cerchiamo quindi di capire quali sono le idee economiche che metteranno in campo i due leader in caso di vittoria.
Idee economiche Trump
L’abbiamo già visto grazie al primo mandato: il presidente Donald Trump punta a una politica protezionistica, con la difesa delle aziende americane, sia sul territorio nazionale che internazionale.
Un chiaro esempio è la guerra dei dazi fatta partire con la Cina.
Inoltre Donald Trump prosegue una guerra fiscale per tutelare la ricchezza, con la tutela dei redditi più alti.
Dal punto di vista ambientale, Trump reputa l’evoluzione climatica come un intoppo da ignorare. Quindi largo spazio ad aziende che producono energia attraverso carburanti fossili, a discapito dell’onda green che sta investendo il mondo intero.
Idee economiche Biden
Al contrario, Biden è un democratico di vera sinistra, quindi riprenderebbe in mano l’idea di Obama, con largo spazio alla salute alla portata di tutti, con forti investimenti nello sviluppo di infrastrutture nel Paese e con un’accelerazione importante sulle tematiche ambientali.
Durante la campagna elettorale il leader democratico ha promesso 2 mila miliardi per investimenti nell’energia green.
Probabilmente non terminerebbe la guerra contro le altre nazioni per il diritto americano di tutelare le proprie aziende, ma certamente non arriverà ad avere posizioni oltranziste come Trump.
In caso di vittoria di Donald Trump
Lasciando da parte i partiti piccoli che obiettivamente non hanno alcuna possibilità di vincere, cerchiamo di analizzare cosa potrebbe succedere in borsa in caso di vittoria di uno o dell’altro candidato.
Iniziamo con il Partito Repubblicano che vede Donald Trump come candidato, quindi sarebbe una conferma per ulteriori 4 anni dell’attuale presidenza.
Settore energia con Trump
In caso di vittoria di Trump il settore energetico avrebbe una ulteriore spinta verso le energie old style. Quindi nessun nuovo investimento sulla green economy ma spinta sulla old economy, con i produttori petroliferi che ne avrebbero un gran vantaggio.
In questo caso potremmo vedere titoli come BP, Royal Dutch Shell, ExxonMobil, Total ed Equinor, ma anche la nostra ENI, pronte a esultare.
Tutte aziende che hanno già dichiarato di voler puntare al green per il futuro ma che a oggi hanno la maggior parte della loro produzione ancora legata a energia non rinnovabile.
Settore automobilistico con Trump
Per le case europee sarebbe un disastro la vittoria di Trump alle imminenti elezioni, ciò perché il tycon ha più volta messo nel mirino proprio i produttori auto del vecchio continente, a suo dire poiché farebbero svalutare il mercato dei produttori americani.
Particolarmente esposte sul mercato a stelle e strisce ci sono: Daimler, FCA, Michelin, Pirelli. Stesso discorso anche per i marchi asiatici, con Honda e Nissan che potrebbero essere i più penalizzati.
Ovviamente a guadagnarne, quantomeno per il mercato interno, sarebbero Ford e General Motors.
Comparto lusso con Trump
Donald Trump ha già dimostrato di non voler minimamente tassare i ricchi o comunque chi possiede molto denaro.
Il mercato del lusso quindi fa ampiamente il tifo per l’attuale presidente, con marchi come Burberry, Salvatore Ferragamo, Nike, Brunello Cucinelli, Louis Vuitton, EssilorLuxottica, Adidas, Tod’s e Tiffany che potrebbero navigare meglio con Trump.
In caso di vittoria di Joe Biden
Di contro, gli stessi settori già analizzati per Trump, si ritroverebbero in situazione diametralmente opposta in caso di vittoria di Biden.
Comparto energetico con Biden
La promessa di 2 mila miliardi di incentivi sull’energia rinnovabile è una bella spinta per tutti i titoli del settore green.
Per l’amministrazione Biden l’abbandono dell’energia attraverso combustibili fossili è una priorità.
A guadagnarne potrebbero essere SMA Solar Technology AG, Vestas, Siemens Gamesa Renewable Energy, Nordex, Iberdrola, RWE, National Grid, oltre a quei brand che già sono avanti con la trasformazione del loro business, giusto per fare un nome abbiamo ERG in Italia oppure Snam che sta puntando forte sull’idrogeno.
Con la vittoria del Partito Democratico e in particolare con i 2 mila miliardi, ci sarebbe uno tsunami di denaro in grado di arrivare anche ad aziende più modeste, come per esempio Nel, Ceres Power e ITM Power.
Comparto auto con Biden
Ovviamente a giovarne sarebbero i produttori europei, i quali vedrebbero cadere la spinta protezionistica nei confronti delle aziende a stelle e strisce.
Al di là del protezionismo, i vantaggi green proposti da Biden investirebbero anche il mercato automobilistico, con Tesla sugli scudi.
Particolarmente avvantaggiati potrebbero essere anche i player del settore batterie, con Johnson Matthey, Umicore e Varta che potrebbero avere buoni spunti.
Settore del lusso con Biden
Biden vorrebbe creare un sistema fiscale più proporzionale e certamente andrebbe a intaccare i portafogli dei più facoltosi.
Per questo motivo, in caso di vittoria del Partito Democratico, potrebbe vedere i player del comparto lusso perdere punti percentuali in borsa.
Chi non ha influenze dalle elezioni americane?
Ci sono dei settori che non propendono per una o per l’altra parte, si tratta di particolari mercati che, per fattori esterni o ciclici, non hanno particolare preferenza e che continuerebbero a macinare i loro fatturati.
Settore edile
Dopo una crisi come l’attuale, dovuta al Covid, l’espansione e la creazione di nuovi posti di lavoro deve necessariamente passare anche dal settore edile.
Diventa quindi indifferente la vittoria di uno o dell’altro partito, poiché certamente questo settore verrà investito da liquidità necessaria per far ripartire l’economia di un’intera nazione. Lo stiamo già vedendo in Italia, dove il Governo è stato molto celere a creare bonus al 110% per inondare il mercato di liquidità.
Aziende come per esempio Buzzi Unicem, HeidelbergCement e LafargeHolcim, piuttosto che Ashtead Group, CRH e Ferguson vedranno comunque incrementare i loro guadagni.
Se vogliamo proprio fare una scommessa, il mercato delle illuminazioni a led potrebbe avere una spinta in caso di vittoria di Biden, sempre grazie ai 2 mila miliardi per investimenti green; quindi attenzione a Illumina, Signify, Schneider Electric, Legrand e Rexel.
Comparto farmaceutico
L’idea di Biden è quella di dare accesso a cure a tutti gli abitanti americani, quindi potenzialmente potrebbe arrivare a calmierare i prezzi di alcuni medicinali fondamentali.
Trump all’opposto è sulla posizione di far pagare tutto il necessario ai contribuenti per sostenere le case farmaceutiche e indirettamente il lavoro delle stesse, soprattutto se queste case farmaceutiche sono americane.
Letta così appare evidente come il settore farmaceutico dovrebbe fare il tifo per Trump, ma è anche vero che maggior persone che si possono permettere delle cure equivale ad avere maggiori clienti.
Infine il particolare momento che stiamo vivendo e la crisi dovuta al Covid farà sì che queste posizioni siano fortemente calmierate, quindi sostanzialmente, nell’arco dei prossimi 4 anni, difficilmente ci sarà una differenza dovuta al vincitore di queste elezioni.
Tra le aziende che potrebbero avvantaggiarsi ci sono certamente AstraZeneca, Novartis, Roche Holding e Novo Nordisk.
Settore bancario e finanziario
Come al solito il mercato teme solo l’incertezza e se questa non dovesse verificarsi, se quindi avremo un vincitore chiaro e incontestabile, il settore bancario e finanziario si adatterà velocemente alla nuova corrente.
C’è giusto un accento che potrebbe cambiare e cioè il fatto che Biden potrebbe voler maggiormente regolamentare il mercato, oltre ad aggiungere qualche tassa per sostenere altre iniziative più popolari.
Trump di contro è molto liberale e lascia che sia il mercato stesso ad autoregolamentarsi.
Comunque, per sua natura stessa, il mercato finanziario si adatta e quindi nel medio periodo cambia veramente poco il colore dell’amministrazione americana. L’abbiamo già visto quattro anni fa, quando la vittoria di Trump sembrava la sciagura peggiore che potesse accadere: sappiamo che a distanza di 4 anni i mercati si sono adeguati.
Al di là delle banche americane, guardando al vecchio continente le banche maggiormente esposte in america sono: BNP Paribas, Banco Santander, Barclays e BBVA.
Comparto Tech
Esiste veramente qualcuno in grado di bloccare l’avanzata dei big tech? C’è da scommettere che qualsiasi sia il colore del partito vincitore delle elezioni americane del 2020, i big tecnologici avanzeranno senza problemi.
Ciò è certamente dovuto alla natura innovativa di tali aziende ma anche al fatto che il business è così distribuito in tutto il mondo che difficilmente il governo di una sola nazione sarà in grado di cambiare le sorti di aziende come Apple, Microsoft, Amazon, Google ecc.
Anche qui, su questo comparto, l’unica nota di differenza si potrebbe avere con la vittoria di Biden e successiva apertura a mercati internazionali. In tal caso aziende di semiconduttori (STMicroelectronics e/o Infineon Technologies) oppure aziende legate alla domotica e al green potrebbero avere dei vantaggi consistenti (esempio Home Depot). Vantaggio che si potrebbe estendere anche ad aziende asiatiche che sono state messe al bando ultimamente, come per esempio Huawei.
Il Dow Jones Global Titans 50 Index è un indice composto da 50 delle più grandi multinazionali del mondo. S&P Global possiede questo indice così come gli altri indici Dow Jones.
S&P seleziona le società per questo indice calcolando criteri specifici come la capitalizzazione di mercato e la fluttuazione libera di ciascuna società, le vendite e i ricavi e i livelli di reddito netto.
L’indice Global Titans 50 è stato lanciato nel luglio 1999. Esso riflette l’impatto della globalizzazione sull’economia mondiale, nonché la crescita e l’influenza delle fusioni e lo sviluppo delle mega-società negli ultimi anni.
L’indice Dow Jones Global Titans 50 è uno dei tanti indici Dow Jones, ognuno dei quali traccia diversi aspetti dell’economia. L’indice Dow Jones originale tracciava specificamente le aziende industriali, in quanto erano i principali motori dell’economia quando l’indice ha fatto il suo debutto. L’indice globale dei titani riflette lo spostamento dell’economia globale verso la tecnologia e i servizi. Comprende ancora aziende manifatturiere come i produttori di auto e bevande e di software, ma comprende anche produttori di software e vari fornitori di servizi.
L’indice globale Dow Jones Global Titans 50
S&P ricalcola e ri-pesa l’indice trimestralmente per tenere conto delle variazioni del flottante dei titoli dei membri. S&P calcola e riporta il suo valore sia in dollari statunitensi che in euro.
Ogni società quotata nell’indice guadagna ricavi sia a livello nazionale che internazionale. Queste società blue chip operano individualmente sulle principali borse di tutto il mondo, come la Borsa di New York, la Borsa di Tokyo, il NASDAQ e la Borsa di Londra.
S&P sceglie queste società all’interno dell’universo BMI di S&P, che comprende circa il 95% dei mercati sviluppati ed emergenti per capitalizzazione di mercato. Poiché le società dell’indice Global Titans 50 sono note per le loro dimensioni e la loro stabilità, la valutazione degli utili dell’indice nel suo complesso tende ad essere inferiore alle principali medie di mercato come l’S&P 500.
La composizione dell’indice
Le aziende elencate nell’indice operano in un’ampia varietà di settori, tra cui alimenti e bevande, elettronica, automobili, prodotti farmaceutici e software.
L’industria che la fa da padrona nell’indice è la tecnologia, con un peso del 42,5%, seguita da Health Care con 15,8% e Consumer Services 12,9%.
Le aziende con sede negli Stati Uniti dominano l’indice, comprese società come McDonald’s, Wal-Mart, Philip Morris, General Electric, Johnson & Johnson ed Exxon Mobil. Anche le aziende tecnologiche americane figurano nell’indice, tra cui Apple, Microsoft e Alphabet, la società madre di Google.
Benché si chiami Global Titans 50, i titoli in lista sono tipicamente di più poiché alcune aziende hanno più titoli, come per esempio Alphabet che ha azioni A e C.
Questa la lista completa a giugno del 2020
Azienda
Nazione
Capitalizzazione (mlrd $)
Apple
USA
1.578
Microsoft
USA
1.564
Alphabet
USA
1.001
Berkshire Hathaway
USA
434
Johnson & Johnson
USA
372
Samsung
Sud Korea
368
Walmart
USA
338
Nestlé
Svizzera
310
Mastercard
USA
303
Procter & Gamble
USA
299
Roche
Svizzera
296
JPMorgan Chase
USA
282
Intel
USA
250
NVidia
USA
236
Verizon
USA
227
AT&T
USA
214
Toyota
Giappone
206
The Walt Disney Company
USA
205
Bank of America
USA
202
Merck
USA
199
The Coca Cola
USA
193
Cisco Systems
USA
193
Novartis
Svizzera
192
Pfizer
USA
192
Exxon Mobil
USA
186
PepsiCo
USA
184
AbbVie
USA
174
Oracle
USA
172
Chevron
USA
165
Abbott Laboratories
USA
163
Amgen
USA
152
McDonald’s
USA
136
Sanofi
Francia
128
Royal Dutch Shell
Olanda
124
Philip Morris
USA
110
IBM
USA
106
Citigroup
USA
105
Qualcomm
USA
103
The Boeing Company
USA
102
GlaxoSmithKline
Gran Bretagna
101
Total
Francia
101
BHP
Gran Bretagna
100
HSBC
Gran Bretagna
97
Siemens
Germania
95
3M
USA
90
British American Tobacco
Gran Bretagna
87
BP
Gran Bretagna
77
Anheuser-Busch InBev
USA
76
Allianz
Germania
71
Gazprom
Russia
65
General Electric
USA
60
BASF
Germania
52
Conoco Phillips
USA
45
Vodafone
Gran Bretagna
43
Lista dei componenti del Dow Jones Global Titans 50 Index
Spesso ci si riferisce alle varie classifiche mondiali guardando alle aziende che hanno più profitti, che hanno più ricavi oppure semplicemente che hanno una maggiore capitalizzazione.
La questione di base, però, è che la maggior parte degli investitori non va OTC e quindi le azioni che riescono ad acquistare arrivano dai seguenti mercati:
USA
Gran Bretagna
Germania
Francia
Italia
Spagna
Svizzera
Olanda
Portogallo
Si tratta di pochi mercati che però, Cina a parte, servono la maggior parte delle aziende di spessore a livello mondiale.
Certo, la Cina (così come anche il Giappone) fa storia a sé ma chi volesse operare su questi mercati avrebbe sostanzialmente 2 strade: mercato Over The Country oppure CFD/ETF.
Rimaniamo quindi in occidente, dove è molto semplice acquistare azioni e limitiamoci a 4 monete principali: euro, dollaro, franco svizzero, sterlina.
Per la classifica, anziché prendere come parametro semplicemente la capitalizzazione, dove le aziende americane la fanno da padrone, prendiamo quella che è la lista globale più completa, cioè il Fortune Global 500 dell’ultimo anno, quindi del 2019.
Le migliori aziende occidentali, quotate in borsa
Pos.
Azienda
Nazione
1
Walmart
USA
2
Royal Dutch Shell
Olanda
3
BP
Gran Bretagna
4
Exxon Mobil
USA
5
Volkswagen
Germania
6
Apple
USA
7
Berkshire Hathaway
USA
8
Amazon.com
USA
9
UnitedHealth Group
USA
10
Glencore
Svizzera
11
McKesson
USA
12
Daimler
Germania
13
CVS Health
USA
14
Total
Francia
15
EXOR Group
Olanda / Italia
16
AT&T
USA
17
AmerisourceBergen
USA
18
Chevron
USA
19
Ford Motor
USA
20
General Motors
USA
21
Costco Wholesale
USA
22
Alphabet / Google
USA
23
Cardinal Health
USA
24
Walgreens Boots Alliance
USA
25
JPMorgan Chase & Co.
USA
26
Verizon Communications
USA
27
Allianz
Germania
28
AXA
Francia
29
Kroger
USA
30
General Electric
USA
31
Fannie Mae
USA
32
BMW Group
Germania
33
Phillips 66
USA
34
Valero Energy
USA
35
Bank of America Corp.
USA
36
Microsoft
USA
37
Home Depot
USA
38
Boeing
USA
39
Wells Fargo
USA
40
Siemens
Germania
41
Citigroup
USA
42
Marathon Petroleum
USA
43
Comcast
USA
44
Nestlé
Svizzera
45
Uniper
Germania
46
Anthem
USA
47
Carrefour
Francia
48
ENI
Italia
49
Dell Technologies
USA
50
Banco Santander
Spagna
51
Enel
Italia
52
Deutsche Telekom
Germania
53
Crédit Agricole
Francia
54
Assicurazioni Generali
Italia
55
Peugeot
Francia
56
HSBC Holdings
Gran Bretagna
57
DuPont
USA
58
Tesco
Gran Bretagna
59
BNP Paribas
Francia
60
Johnson & Johnson
USA
61
Electricité de France (EDF)
Francia
62
International Business Machines (IBM)
USA
63
BASF
Germania
64
ArcelorMittal
Lussemburgo
65
Target
USA
66
Airbus
Olanda
67
Deutsche Post DHL Group
Germania
68
Engie
Francia
69
Royal Ahold Delhaize
Olanda
70
United Parcel Service (UPS)
USA
71
Lowe’s
USA
72
Intel
USA
73
MetLife
USA
74
Renault
Francia
75
Munich Re Group
Germania
76
Procter & Gamble
USA
77
United Technologies
USA
78
FedEx
USA
79
PepsiCo
USA
80
Archer Daniels Midland
USA
81
Prudential Financial
USA
82
Roche Group
Svizzera
83
Albertsons Cos.
USA
84
Unilever
Olanda / GB
85
Centene
USA
86
Walt Disney
USA
87
Sysco
USA
88
HP
USA
89
Société Générale
Francia
90
Telefónica
Spagna
91
Humana
USA
92
RWE
Germania
93
Facebook
USA
94
Christian Dior
Francia
95
Caterpillar
USA
96
Anheuser-Busch InBev
Belgio
97
Energy Transfer
USA
98
Lockheed Martin
USA
99
Pfizer
USA
100
Repsol
Spagna
101
Novartis
Svizzera
102
Goldman Sachs Group
USA
103
Continental
Germania
104
Vinci
Francia
105
Finatis
Francia
106
ThyssenKrupp
Germania
107
Vodafone
Gran Bretagna
108
Morgan Stanley
USA
Le ultime 8 le abbiamo aggiunte poiché non ce l’hanno fatta per poco 🙂
Scherzi a parte, le ultime 8 le abbiamo aggiunte perché questa è la lista completa delle società, presenti nella Global 500 di Fortune, che hanno superato i 50 miliardi $ di fatturato durante il 2019. Ovviamente stiamo parlando di società che arrivano da mercati comunitari, britannici, svizzeri o americani.