Azione: Davide Campari (BIT:CPR)

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Davide Campari-Milano S.p.A., operante con il nome di Gruppo Campari, è una società italiana attiva dal 1860 nel settore delle bevande a marchio. Produce liquori, vini e bevande analcoliche e dal suo prodotto di punta, Campari Bitter, il suo portafoglio è stato esteso a oltre 50 marchi, tra cui Aperol, Appleton, Campari, Dreher, Cinzano, SKYYY Vodka, Espolón, Wild Turkey e Forty Creek Whisky.

Fondato a Milano da Gaspare Campari e attualmente con sede a Sesto San Giovanni, il Gruppo è oggi una società globale (sesto player mondiale), che commercializza e distribuisce i propri prodotti in oltre 190 paesi del mondo.

La produzione è concentrata in quattordici stabilimenti produttivi: quattro in Italia, uno in Grecia, uno in Scozia, uno in Ucraina, uno negli Stati Uniti, uno in Argentina, due in Brasile e Giamaica e uno in Messico. Il Gruppo Campari possiede inoltre quattro aziende vinicole: tre in Italia (Sella & Mosca, Teruzzi & Puthod, Enrico Serafino) e una in Francia (Lamargue).

Il Gruppo Campari impiega oltre 4.000 dipendenti e dispone di una propria rete di distribuzione che opera in Italia, Austria, Belgio, Germania, Lussemburgo, Russia, Svizzera, Regno Unito, Ucraina, Giamaica, Messico, Stati Uniti, Argentina, Brasile, Australia e Cina. I distributori locali sono inoltre utilizzati in oltre 180 altri mercati. Il Gruppo Campari ha migliorato la propria performance nel corso degli anni, raddoppiando le proprie dimensioni dall’anno della prima quotazione in Piazza Affari nel 2001, coniugando crescita organica e crescita esterna.

  • Azioni Growth, cosa e quali sono

    Azioni Growth, cosa e quali sono

    Si sente spesso parlare di titoli growth, tipicamente associato al mercato tecnologico o a qualche tipo di industria in rapida espansione. Ma cosa sono precisamente le azioni growth e quali possono essere considerate azioni a rapida crescita?

    In questo articolo proviamo a rispondere a questa domanda, specificando in quali mercati tipicamente si possono trovare e alla fine faremo una lista di quelle che oggi si presentano come azioni growth.

    Cosa sono le azioni growth

    Le azioni growth sono quei titoli che si prevede cresceranno a un tasso significativamente più alto della media del mercato. Di solito si tratta di azioni che non distribuiscono dividendi, preferendo reinvestire completamente gli utili per crescere più rapidamente.

    Perché scegliere le azioni growth

    Chi investe su azioni a rapida crescita lo fa perché crede fortemente nell’azienda che sta comprando e si posiziona con un orizzonte temporale di breve/media durata. I titoli growth, infatti, per loro natura non sono buoni per un portafoglio da cassettista. Ciò perché sono fortemente influenzate dai cicli economici o, considerando la rapidità di crescita, dal momento storico in cui vengono acquistate.

    Chi sceglie le azioni growth lo fa perché ha un orizzonte temporale medio/corto e non ama i dividendi, preferendo un ritorno dato dalla semplice plusvalenza. In molti casi, soprattutto a metà degli anni 2000, i titoli growth hanno fatto la fortuna di molte persone, che hanno investito in azioni tecnologiche che da li a poco avrebbero preso il volo.

    Oggi non è semplice trovare azioni su cui si prevede una crescita tale da superare il benchmark (di solito l’S&P500), ma ci sono delle caratteristiche comuni a questi titoli.

    Caratteristiche dei titoli growth

    Cercando di fare una fotografia alle azioni growth, possiamo dire che si possono trovare in qualsiasi mercato/settore, benché i settori appena nati sono costituiti praticamente solo da growth; hanno un alto livello di rischio, perché tipicamente basano la loro fortuna su un core business molto snello, potrebbero per esempio essere titolari di un solo brevetto o di un’innovazione che le rende sin da subito leader di uno specifico mercato.

    Non è detto che un’azione growth chiuda già in utile (o addirittura con revenue) i bilanci, può essere molto immatura a livello di conti ma c’è l’aspettativa che la “creazione/innovazione” che sta portando sul mercato possa essere rivoluzionaria per il futuro.

    Avendo pochi utili, o dovendo crescere rapidamente, difficilmente queste azioni pagheranno un dividendo, preferendo reinvestire tutti i proventi in nuove innovazioni così da diventare più mature.

    Tipicamente non siete i soli a conoscere queste azioni, anzi, quando un unicorno si presenta sul mercato viene preso d’assalto, quindi presenterà certamente un rapporto P/E molto alto.

    Di solito si tratta di aziende con una capitalizzazione relativamente piccola, perché devono ancora costruire il loro futuro. Detto ciò si segnalano anche molti giganti che hanno mantenuto l’anima da small cap e riescono a innovare/crescere mantenendosi per anni all’interno della cerchia delle azioni growth.

    Un esempio di azione Growth

    Per meglio comprendere di cosa stiamo parlando, facciamo un esempio concreto. Guardiamo a Tesla, produttore americano di auto elettriche.

    Agli inizi degli anni ’10 Tesla era sconosciuta ai più, eppure proprio nel 2010 sbarcava a Wall Street promettendo di rivoluzionare il mercato automobilistico mondiale. Per i primi 8/9 anni non riuscì a chiudere nemmeno un anno in positivo, ma il prezzo dell’azione continuava a salire senza sosta.

    In questo caso l’azione beneficiava (a ragione o meno, non sta a noi dirlo in questa sede) della fiducia degli investitori, che vedevano in Tesla il leader indiscusso di un mercato che sarebbe stato il futuro.

    Sappiamo come è andata e oggi Tesla ha ancora un P/E stratosferico, posizionandosi ancora tra i titoli growth, nonostante oramai abbia raggiunto un livello difficilmente giustificabile. Ciò non toglie che un investitore che avesse visto quella “gemma” appena nata a Wall Street, mantenendo le azioni fino a oggi, avrebbe fatto affari d’oro.

    Come trovare un’azione Growth

    Nel prossimo capitolo presenteremo una lista di azioni growth, cerchiamo di farlo sulla base più scientifica possibile, lasciando a voi il compito di studiare ogni azienda e comprendere se realmente ha del valore oppure si tratta solo di buoni numeri.

    Per trovare questa lista di aziende facciamo questa selezione:

    • Rapporto P/E > 15
    • Prezzo / Valore Contabile (PBV) > 1
    • Rapporto Prezzo / Cash Flow > 20
    • Dividend Yield < 1

    Infine, per evitare aziende veramente troppo piccole, le cosiddette Penny Stock, inseriamo un limite al marketcap di almeno 500 milioni (sotto questa cifra sarebbero veramente troppo piccole).

    Lista delle azioni Growth

    Ecco quindi il risultato, con le nostre azioni Growth. Abbiamo mixato il mercato italiano, europeo (Svizzera e UK incluse) e americano. Questo il risultato.

    AzioneSettoreNazione
    Abcam
    (LON:ABC)
    BioTechRegno Unito
    Agilent Technologies
    (NYSE:A)
    TechUSA
    Alcon
    (SWX:ALC)
    SaluteSvizzera
    Alten
    (EPA:ATE)
    TechFrancia
    Bachem Holding
    (SWX:BANB)
    BioChimicaSvizzera
    Beiersdorf
    (ETR:BEI)
    Personal CareGermania
    BF SpA
    (BIT:BFG)
    AgricolturaItalia
    Bio-Techne
    (NASDAQ:TECH)
    BioTechUSA
    Campari
    (BIT:CPR)
    BevandeItalia
    Carel Industries
    (BIT:CRL)
    TechItalia
    Cognex Corporation
    (NASDAQ:CGNX)
    Strumenti scientificiUSA
    Danaher Corporation
    (NYSE:DHR)
    SaluteUSA
    Dassault Systemes
    (EPA:DSY)
    TechFrancia
    Entegris
    (NASDAQ:ENTG)
    SeminconduttoriUSA
    Estee Lauder Companies
    (NYSE:EL)
    Personal CareUSA
    Ferrari
    (BIT:RACE)
    AutomobilisticoItalia
    Future
    (LON:FUTR)
    Digital PublisherRegno Unito
    GB Group
    (LON:GBG)
    TechRegno Unito
    Halma
    (LON:HLMA)
    Salva vitaRegno Unito
    Interroll Holding
    (SWX:INRN)
    Componenti elettriciSvizzera
    Intuit
    (NASDAQ:INTU)
    FinTechUSA
    Intuitive Surgical
    (NASDAQ:ISRG)
    Strumenti scientificiUSA
    Keywords Studios
    (LON:KWS)
    GamesIrlanda
    Laboratorios Farmaceuticos
    (BME:ROVI)
    FarmaceuticaSpagna
    Lectra
    (EPA:LSS)
    TechFrancia
    Lonza Group
    (SWX:LONN)
    SaluteSvizzera
    Martin Marietta Materials
    (NYSE:MLM)
    Materiali per costruzioniUSA
    Monolithic Power Systems
    (NASDAQ:MPWR)
    SemiconduttoriUSA
    Morningstar
    (NASDAQ:MORN)
    FinanziarioUSA
    Nemetschek
    (FRA:NEM)
    TechGermania
    Nibe Industrier
    (STO:NIBE-B)
    Componenti elettriciSvezia
    Paradox Interactive
    (STO:PDX)
    GamesSvezia
    Reply
    (BIT:REY)
    TechItalia
    ResMed
    (NYSE:RMD)
    SaluteUSA
    Robertet
    (EPA:RBT)
    Prodotti per la casaFrancia
    Roper Technologies
    (NYSE:ROP)
    TechUSA
    Safran
    (EPA:SAF)
    DifesaFrancia
    Steris
    (NYSE:STE)
    SaluteIrlanda
    Straumann
    (SWX:STMN)
    SaluteSvizzera
    Tecan Group
    (SWX:TECN)
    Strumenti scientificiSvizzera
    Verbio Vereinigte Bioenergie
    (FRA:VBK)
    BioEnergieGermania
    Vestas Wind Systems
    (CPH:VWS)
    EolicoDanimarca
    Vetoquinol
    (EPA:VETO)
    VeterinarioFrancia
    West Pharmaceutical Services
    (NYSE:WST)
    SaluteUSA
    WIIT
    (BIT: WIIT)
    TechItalia
    Ypsomed
    (SWX:YPSN)
    SaluteSvizzera
    Zoetis
    (NYSE:ZTS)
    SaluteUSA
    Lista azioni Growth

    Come possiamo vedere dalla lista le aree di interesse sono molto ampie e, a differenza di ciò che si pensa, non solo in America nascono delle nuove azioni growth.

    Come noterete dalla lista, c’è molta presenza della tematica salute; ciò avviene perché il mondo healthcare sta vivendo un momento di profondo cambiamento, con il settore farmaceutico, soprattutto, che sta sperimentando sempre più BioPharma, oltre al fatto che la tecnologia sta facendo passi da gigante in questa area.

    Se invece guardavate questa lista con l’idea di trovare Netflix, Amazon, Apple, Alphabet, ecc, mi spiace deludervi ma oramai, visti gli utili di questi colossi e il rapporto P/E rientrato in determinati standard, queste aziende non possono essere più considerate growth ma azioni value. Non è detto che non sovraperformino il mercato, anzi è molto probabile che lo facciano, ma i parametri per la ricerca di aziende ad alta crescita non fanno matching con queste società.

  • Azioni migliori e peggiori del primo semestre 2021

    Azioni migliori e peggiori del primo semestre 2021

    Il confronto con l’anno scorso, considerando l’arrivo del Covid 12 mesi fa, è un po’ forzato (ma lo abbiamo comunque fatto poco tempo fa); molto più utile andare a calcolare quali siano le aziende che in questo 2021 hanno meglio (o peggio) performato. Lo facciamo oggi, al giro di boa che segna il passaggio del primo semestre del 2021.

    Migliori e Peggiori azioni in Italia

    Con spirito patriottico, datoci anche dalle belle prestazioni della nostra nazionale all’Europeo, partiamo dal Bel Paese, quindi guardiamo le migliori azioni sul FTSE MIB e quindi allarghiamo lo sguardo a tutto il paniere italiano.

    Migliori azioni sul FTSE Mib nel primo semestre 2021

    TitoloPerformance
    Banco BPM+51,38%
    Tenaris+38,50%
    CNH Industrial+35,54%
    Poste Italiane+34,07%
    Banca Generali+33,92%
    A2A+33,58%
    UniCredit+32,06%
    Mediobanca+31,86%
    Interpump Group+25,31%
    Amplifon+23,82%
    Intesa San Paolo+23,21%
    BPER Banca+23,00%
    Campari+21,79%
    Buzzi Unicem+21,14%
    ENI+20,94%
    Migliori azioni del FTSE MIB

    Migliori azioni italiane nel primo semestre del 2021

    Come detto allarghiamo quindi lo sguardo e osserviamo cosa è successo sull’intero paniere di azioni italiane nel primo semestre del 2021.

    AzionePerformance
    Isagro+146,22%
    Alkemy+114,69%
    Tod’s+103,62%
    WeBuild+84,43%
    Unieuro+77,91%
    SABAF+75,42%
    BFF Bank+72,37%
    EL EN+71,75%
    IRCE+71,60%
    Maire Tecnimont+69,26%
    Banca Popolare di Sondrio+68,18%
    Piovan+68,03%
    Prima Industrie+59,38%
    EMAK+58,65%
    Orsero+57,19%
    15 migliori azioni italiane nel primo semestre del 2021

    Peggiori azioni italiane nel primo semestre del 2021

    Continuiamo con la carrellata delle azioni italiane ma questa volta passiamo alla poco invidiabile classifica delle peggiori performance sul listino milanese.

    AzionePerformance
    Giglio Group-17,72%
    Falck Renewables-14,87%
    Cellularline-12,60%
    EuroTech-11,66%
    Juventus F.C.-11,61%
    GVS-8,92%
    Ferrari-8,03%
    Saipem-7,12%
    Rai Way-6,59%
    Diasorin-6,00%
    Peggiori azioni italiane nel primo semestre del 2021

    Migliori e Peggiori azioni in Europa nel primo semestre del 2021

    Superiamo quindi i confini italiani e andiamo a dare uno sguardo a quanto successo in Europa, partendo dalle migliori aziende europee nel primo semestre del 2021.

    AzioneNazionePerformance
    Entreparticuliers.com SAFrancia+686%
    Fast Finance 24 Holding AGGermania+472%
    PetroNeft Resources plcIrlanda+431%
    AssetCo plcUK+411%
    Kodal Minerals PLCUK+338%
    Evergreen SAFrancia+331%
    Tern PlcUK+296%
    Itaconix plcUK+295%
    Argo BlockchainUK+288%
    Helium One Global LtdUK+259%
    Migliori azioni in Europa nel primo semestre del 2021

    Peggiori azioni europee nel primo semestre 2021

    Anche per l’Europa andiamo a vedere entrambe le facce della medaglia e, dopo aver visto le migliori azioni, andiamo a osservare quelle che sono state le peggiori 10 azioni in Europa nel primo semestre del 2021.

    AzioneNazionePerformance
    Cybergun SAFrancia-87%
    Neovacs SAFrancia-79%
    Openlimit Holding AGSvizzera-79%
    Archos SAFrancia-79%
    Hemogenyx Pharmaceuticals PlcUK-75%
    Avenir Telecom SAFrancia-74%
    Europlasma SAFrancia-74%
    SIMEC Atlantis Energy LimitedUK-73%
    Iffe Futura SASpagna-70%
    Visiomed Group SAFrancia-68%
    Peggiori azioni in Europa nel primo semestre del 2021

    Migliori e Peggiori titoli azionari in America nel primo semestre del 2021

    Abbandoniamo quindi il Vecchio Continente per andare al di là dell’Oceano, in America, dove, come al solito, le prestazioni delle azioni lasciano abbastanza basiti.

    Ecco quindi le performance delle azioni americane nel primo semestre del 2021.

    Migliori azioni in America nel primo semestre 2021

    Partiamo quindi con le migliori performance del mercato a stelle e strisce.

    AzionePerformance
    Vertex Energy+1.342%
    Cassava Sciences+1.116%
    Marin Software+756%
    Atossa Therapeutics+660%
    Express+621%
    Koss Corporation+577%
    PDS Biotechnology Corp+447%
    BSQUARE Corporation+429%
    Asensus Surgical+417%
    J.Jill Inc+411%
    Le migliori azioni americane nel primo semestre 2021

    Peggiori azioni in America nel primo semestre del 2021

    Infine chiudiamo l’articolo con la poco invidiabile classifica delle azioni americane che hanno perso di più durante il primo semestre del 2021. Anche qui ci sono numeri sensazionali e belle sorprese.

    AzionePerformance
    Odonate Therapeutics-81%
    Graybug Vision-79%
    Sigilon Therapeutics-78%
    ChemoCentryx-77%
    Immunovant-77%
    iRhythm Technologies-72%
    Frequency Therapeutics-72%
    NuZee-70%
    Lumos Pharma-70%
    Athira Pharma-69%
    Azioni americane peggiore durante il primo semestre del 2021

  • Azioni delle bevande, come investire nel mercato beverage

    Azioni delle bevande, come investire nel mercato beverage

    Abbiamo già avuto modo di trattare il mercato degli alcolici e il segmento delle birre, oggi invece allarghiamo l’orizzonte e valutiamo le azioni del mercato delle bevande.

    L’industria delle bevande, anche a causa della pandemia da Corona Virus, sta vivendo un cambiamento epocale. Infatti con la chiusura di bar, pub e, in generale, di luoghi di intrattenimento, i produttori di bibite, di liquori, birre, vino e qualsiasi altra bevanda stanno cercando nuovi canali per poter continuare a prosperare. Naturalmente rimane attivo il canale della Grande Distribuzione, ma da sola non riesce a far mantenere le vendite del pre-Covid. Ecco quindi che questa industria si sta rivolgendo, sempre più spesso, agli E-Commerce e a tutti quei canali che possano permettere di arrivare al consumatore finale.

    Uno studio di Research and Markets mette in evidenza come il mercato globale degli alimenti e delle bevande dovrebbe, nei prossimi anni, mantenere un tasso composto di crescita annuale (CAGR) del 7% a partire dal 2021, fino a raggiungere l’astronomica cifra di un giro d’affari di 7.527 miliardi di dollari nel 2023.

    Se ci limitiamo a guardare il mercato delle bevande analcoliche, ci rendiamo conto come le vendite hanno registrato guadagni costanti negli ultimi anni. A metterlo in evidenza è un rapporto di Nielsen del gennaio 2020, nel quale si denota come le bevande analcoliche valgono 7 miliardi di dollari in più rispetto a soli quattro anni fa, e 3,2 miliardi di dollari in più solo nell’ultimo anno. Naturalmente il report era pre-Covid e il Corona Virus ha mischiato le carte, ma si può star certi che, con l’arrivo delle riaperture, il mercato tornerà a salire molto rapidamente.

    Comprensione del mercato

    Il mercato delle bevande si divide in due grandissime ovvie branchie: alcolico e analcolico; a questa si aggiunge poi qualche azienda che, oltre a produrre bevande, produce anche food o che, molto semplicemente, produce sia alcolici che analcolici, si tratta dei cosiddetti conglomerati, che altro non sono che gruppi i quali al proprio interno hanno vari brand, alcuni dei quali anche quotati.

    Ovviamente i due rami principali sono troppo ampi per poter pensare di includere all’interno tutte le aziende, quindi esistono dei sotto settori ben specifici. Giusto come esempio, ecco qualche suddivisione:

    • Alcolici
      • Vino
      • Birra
      • Liquori
    • Analcolici
      • Bevande gassate
      • Succhi di frutta
      • Prodotti naturali (latte, estratti, ecc)
      • Acqua

    Evidentemente è solo una piccola divisione per lasciar comprendere come il mercato è particolarmente vario e quindi ogni settore porta delle regole proprie.

    Le azioni delle aziende del mercato delle bevande

    Prima di continuare con l’analisi del mercato, vediamo la lista delle azioni del mercato delle bevande. Cercheremo di essere più esaustivi possibili, ma ovviamente, per una questione di spazi e di limiti, ci fermeremo solo alle aziende più grandi di questo settore.

    Subito dopo la lista andremo ad analizzare le aziende che, secondo noi, sono in una posizione di vantaggio per poter prosperare in futuro.

    AzioneSettoreNazione
    AmBev
    BVMF: ABEV3
    BirreBrasile
    Anheuser-Busch InBev
    EBR: ABI
    BirreBelgio
    Archer Daniels Midland
    NYSE: ADM
    OliUSA
    Boston Beer Company
    NYSE: SAM
    BirreUSA
    Britvic
    LON: BVIC
    Succhi di fruttaRegno Unito
    Brown-Forman Corporation
    NYSE: BF.B
    AlcoliciUSA
    C&C Group
    LON: CCR
    AlcoliciRegno Unito
    Carlsberg A/S
    CPH: CARL-B
    BirreDanimarca
    Celsius Holdings
    NASDAQ: CELH
    AnalcoliciUSA
    Compania Cervecerias Unidas
    NYSE: CCU
    AlcoliciCile
    Conagra Brands
    NYSE: CAG
    OliUSA
    Constellation Brands
    NYSE: STZ
    AlcoliciUSA
    Corby Spirit and Wine
    TSE: CSW.A
    Vino e LiquoriCanada
    Danone
    EPA: BN
    Acqua / YogurtFrancia
    Davide Campari-Milano
    BIT: CPR
    LiquoriItalia
    Diageo
    LON: DGE
    AlcoliciRegno Unito
    Fomento Economico Mexicano
    BMV: FEMSAUBD
    Birra / Analcol.Messico
    Heineken
    AMS: HEIA
    BirraOlanda
    Italian Wine Brands
    BIT: IWB
    ViniItalia
    Keurig Green Mountain
    NASDAQ: KDP
    CaffèUSA
    Kraft Heinz Company
    NASDAQ: KHC
    AnalcoliciUSA
    Lassonde Industries
    TSE: LAS.A
    Succhi di fruttaCanada
    Masi Agricola
    BIT: MASI
    ViniItalia
    Molson Coors Beverage
    NYSE: TAP
    BirraUSA
    Monster Beverage
    NASDAQ: MNST
    EnergeticiUSA
    Naked Wines
    LON: WINE
    ViniRegno Unito
    National Beverage
    NASDAQ: FIZZ
    AnalcoliciUSA
    Nestle SA
    SWX: NESN
    AcquaSvizzera
    PepsiCo
    NASDAQ: PEP
    AnalcoliciUSA
    Pernod Ricard
    EPA: RI
    ViniFrancia
    Primo Water
    TSE: PRMW
    AcquaCanada
    Rémy Cointreau
    EPA: RCO
    ViniFrancia
    The Coca-Cola Company
    NYSE: KO
    AnalcoliciUSA

    Anheuser Busch Inbev NV

    Una delle più grandi aziende del settore beverage in Europa, la belga Anheuser Busch Inbev NV conta su marchi famosi, come per esempio Budweiser e Corona.

    Si tratta di un’azione particolarmente apprezzata dai fondi e da investitori istituzionali, si contano ben 18 hedge fund tra i principali azionisti di Anheuser-Busch InBev.

    Diageo plc

    Diageo rappresenta uno dei più grandi distillatori del mondo, con una presenza capillare che conta ben 180 Paesi. Alcuni dei famosi marchi dell’azienda includono Black & White, Buchanan’s, J&B, Johnnie Walker, Windsor, Smirnoff e Captain Morgan.

    Molson Coors Beverage Co

    Molson Coors Beverage è famosa per bevande come Coors Light, George Killian’s Irish Red, Miller High Life e Coors Banquet.

    Fomento Economico Mexicano SAB ADR

    Poco conosciuta in Europa, molto di più negli Stati Uniti, comunemente nota come FEMSA, l’azienda messicana produce e vende bevande a marchio Coca-Cola. Si tratta di una compagnia in forte espansione e recentemente ha annunciato la volontà di acquisire due aziende americane: Southeastern Paper Group e Southwest Paper Company.

    Kraft Heinz Co

    Kraft Heinz Co, nata dalla fusione tra Kraft e Heinz, è un’azienda dell’Illinois che produce diversi prodotti di bevande tra cui caffè, succhi di frutta e bevande nutrizionali aromatizzate.

    Secondo un ultimo rapporto di Nielsen, Kraft Heinz è stata una delle migliori aziende alimentari e di bevande. Sono addirittura 816 gli hedge fund che possiedono azioni dell’azienda, da ciò si nota che si tratta di un’azienda presente in praticamente tutti i portafogli istituzionali.

    Tra questi si nota Berkshire Hathaway di Warren Buffett, che è anche il principale azionista.

    Keurig Dr Pepper Inc

    Keurig è una società di bevande con sede in Texas che produce tè freddo, succhi di frutta, prodotti hard seltzer e prodotti di caffè.

    Oakmark Funds ha parlato di KDP nella sua lettera agli investitori del Q3 del 2020 e rappresenta bene l’azienda:

    “Keurig Dr Pepper è una delle principali società di bevande del Nord America e comanda posizioni dominanti nel caffè monodose e nelle bibite aromatizzate. Crediamo che le cialde di caffè monodose cattureranno quasi tutta la crescita incrementale nel consumo di caffè a casa perché i bevitori di caffè preferiscono sempre più le K-Cups grazie alla loro maggiore convenienza, qualità, varietà e valore. I vantaggi competitivi di Keurig (produzione a basso costo, la più grande base installata di birrai, partnership esclusive con i marchi) le permettono di riscuotere un fee sulla maggior parte delle cialde vendute in Nord America. Le concessioni di soda dell’azienda rimangono altamente redditizie e non prevediamo che le preoccupazioni relative alla salute sullo zucchero abbiano un impatto materiale sulle tendenze di consumo. Crediamo che i marchi di Keurig dovrebbero fornire una crescita costante, guadagni consistenti di quote di mercato e un significativo eccesso di cassa. Pensiamo che l’azienda sia un’attività superiore alla media che viene scambiata a uno sconto significativo rispetto al mercato più ampio, ai suoi pari delle bevande e alle transazioni storiche del mercato privato”.

    Oakmark Funds su Keurig Dr Pepper

    Mondelez International

    Mondelez International è nota soprattutto per i suoi prodotti alimentari, tra cui il cioccolato Cadbury e i biscotti Oreo, ma l’azienda produce anche bevande come Tang e Bournvita.

    PepsiCo, Inc.

    Dulcis in fundo lasciamo le due aziende di bevange per eccellenza, una di queste è Pepsi, che produce, come sappiamo, l’omonima cola ma che ha, nel proprio portafoglio, anche altri brand decisamente più “genuini”.

    Un esempio sono per esempio: Aquafina, Lipton Tea, Tropicana e Gatorade.

    The Coca-Cola Co

    Ed eccola l’azienda delle bevande per eccellenza: The Coca-Cola Co è una delle più grandi aziende di bevande nel mondo, con un market cap di 225 miliardi di dollari.

    L’analista di Morgan Stanley, Dara Mohsenian, ha recentemente detto in un rapporto che la Coca-Cola sarà una delle più forti storie di crescita post-COVID.

    Un ulteriore investitore che ha sempre apprezzato Coca Cola (non la bevanda ma l’azienda) è Warren Buffett, che possiede nel proprio portafoglio questa azione sin dalla nascita della propria fortuna, negli anni ’60.

    Così come per Pepsi, anche Coca Cola, conosciuta per la bevanda gassata, ha decine di altri brand più salutari, come per esempio Adez, Aquarius, Cappy, Costa Coffee, Fanta, Lilia, Poiana Negri, Powerade e Schweppes, giusto per fare dei nomi.

    Catalizzatori di crescita e tendenze mutevoli

    Diverse aree dell’industria delle bevande stanno mostrando segni di crescita, che fanno sì che valga la pena di comprare le migliori azioni di bevande. Le bibite gassate, nonostante la cattiva nomea, continuano da anni ad aumentare i loro volumi di vendita, così come il mondo del caffè, che è in subbuglio negli ultimi anni grazie all’arrivo delle capsule, conosciute in Europa grazie a Nestlé con il proprio Nespresso.

    Ma le crescite non si fermano certamente alle bevande analcoliche e se le birre soffrono della chiusura dei pub, lo stesso non si può dire dei vini che, grazie alla riscoperta della qualità, da anni stanno sopraperformando qualsiasi altro sottosettore delle bevande.

    E cosa dire delle bevande “sane”, cioè quelle bottiglie in grado di dare vitamine al nostro corpo nei momenti di bisogno e non parliamo solo di energizzanti, come possono essere Gatorade e Powerade, piuttosto di estratti di frutta al 100% biologiche. Una tendenza che sembra inarrestabile dopo che negli anni ’90 dominava il cibo spazzatura.

    Secondo Michael Taylor, presidente della società di servizi di branding e vendita al dettaglio Daymon, oltre l’80% dei consumatori si sta concentrando sulla propria dieta per rimanere in salute, con il 77% dei consumatori che cerca di condurre una vita più sana rispetto a quella pre-pandemia. Di conseguenza, il 35% dei consumatori ha iniziato a preferire l’aggiunta di ingredienti funzionali nella loro dieta attraverso le bevande.

    Un’altra categoria nell’industria delle bevande con un potenziale di crescita esplosivo è l’hard seltzer, una bevanda contenente acqua gassata, alcol e aromi di frutta. Secondo Nielsen, le vendite di hard seltz fuori dai locali americani sono quadruplicate su base annua, con un aumento di 900 milioni di dollari. Ed è un prodotto che ancora conosce poco l’Europa, quindi con notevoli spazi di crescita.

    Il boom dell’e-commerce

    IWSR in un rapporto mette in evidenza come, a causa della pandemia, l’assalto all’online, per i consumatori alla ricerca prevalentemente di liquori, ha fatto balzare il mercato online del 42%, non ancora sufficiente, come abbiamo detto, per compensare le perdite date da store fisici, ma sicuramente un bel segnale dell’enorme potenziale che questa industria ha.

    Il rapporto ha anche notato che gli Stati Uniti sono destinati a superare la Cina come il più grande mercato di ecommerce di alcolici nel mondo entro la fine del 2021. La piattaforma di ecommerce di bevande Drizly, spesso conosciuta come “l’Amazon dei liquori”, ha sperimentato un aumento del 300% delle sue vendite durante la pandemia. Ma l’alcol non è l’unica categoria che prospera nell’industria delle bevande.

    In conclusione

    La pandemia da Corona Virus ha messo in difficoltà l’intera industria delle bevande, costringendola ad adottare nuove forme di vendita.

    I consumatori, in compenso, non paiono voler mollare le bevande e bere solo acqua, anzi, la tendenza alle bevande salutari sta creando dei nuovi segmenti di vendita in tutte le aziende più grandi del settore. Coca Cola e Pepsi l’hanno già capito da anni e stanno anticipando il mercato, ma presto tutti i player più grandi si allineeranno.

    Il mercato pare voler riprendere con i consumi da dove ci eravamo fermati in marzo del 2020, quando la pandemia invase le nostre vite, una voglia di ritorno alla normalità che, sicuramente, premierà le bevande, alcoliche e meno.

  • Le azioni degli alcolici, come investire nel vino, birra e liquori

    Le azioni degli alcolici, come investire nel vino, birra e liquori

    Il mercato dell’alcol è in generale poco considerato quando si parla di investimenti, eppure le società che vendono birra, vino o liquori fanno utili quanto quelle che vendono auto o energia.

    Fanno parte di quelle categorie “particolari” chiamate sin stocks, cioè aziende legate al vizio, insieme a marijuana, tabacco, gioco d’azzardo e armi.

    Perché si dovrebbe investire in titoli alcolici?

    La quasi totalità di aziende quotate in questo settore hanno dei brand molto forti, tali da poter determinare i prezzi del mercato stesso. Si poggiano su reti di distribuzione globale e capillari e hanno dei ritorni molto alti, tali da garantire ogni anno dei dividendi di tutto rispetto.

    Investire in azioni di birra

    L’industria della birra è interessante per un investitore a lungo termine. I produttori di birra riescono a performare bene in modo costante, assicurando un dividendo costante agli azionisti.

    Le mode cambiano e in alcuni momenti si scelgono birre artigianali piuttosto che birre di fama mondiale e più commerciali, ma ciò non cambia che il consumo di birra, nel mondo, è molto alto e quando un brand medio/piccolo di birra artigianale arriva a essere interessante spesso viene inglobato da qualche grande gruppo.

    Investire in azioni di altri alcolici come il whisky

    Le azioni legate ai liquori, siano essi whisky, rum, tequila o altri alcolici (Vodka, per esempio) sono degli ottimi investimenti perché hanno introiti e dividendi costanti.

    Investire in azioni di vino

    Le azioni legate ai vini hanno sovraperformato, rispetto allo S&P 500, del 1.000% negli ultimi 20 anni, ciò grazie alla riscoperta dei vini buoni. Ora la crescita non può essere più quella appena registrata, ma ciò non cambia che alcune aziende si trovano in una posizione di vantaggio e possono gestire il loro core business senza particolari problemi.

    Lista delle Azioni degli alcolici

    Ecco quindi una lista, cercando di essere più esaustivi possibile, di azioni di questo mercato.

    AzioneSettoreNazione
    AmBev
    BVMF: ABEV3
    BirreBrasile
    Andrew Peller
    TSE: ADW.B
    ViniCanada
    Anheuser-Busch InBev
    EBR: ABI
    BirreBelgio
    Asahi Breweries
    TYO: 2502
    BirreGiappone
    Boston Beer Company
    NYSE: SAM
    BirreUSA
    Britvic
    LON: BVIC
    AlcoliciRegno Unito
    Brown-Forman Corporation
    NYSE: BF.B
    Liquori e ViniUSA
    Carlsberg A/S
    CPH: CARL-B
    BirreDanimarca
    Constellation Brands
    NYSE: STZ
    AlcoliciUSA
    Corby Spirit and Wine
    TSE: CSW.A
    Liquori e ViniCanada
    C&C Group Plc
    LON: CCR
    AlcoliciIrlanda
    Davide Campari-Milano
    BIT: CPR
    LiquoriItalia
    Diageo
    LON: DGE
    Birra, Vino, WhiskyRegno Unito
    Heineken
    AMS: HEIA
    BirreOlanda
    Italian Wine Brands
    BIT: IWB
    ViniItalia
    Kweichow Moutai
    SHA: 600519
    LiquoriCina
    LVMH
    EPA: MC
    ViniFrancia
    Molson Coors Beverage
    NYSE: TAP
    AlcoliciUSA
    Naked Wines
    LON: WINE
    ViniRegno Unito
    Pernod Ricard
    EPA: RI
    ViniFrancia
    Rémy Cointreau
    EPA: RCO
    LiquoriFrancia
    Tsingtao Brewery
    SHA: 600600
    BirreCina
    Willamette Valley Vineyards
    NASDAQ: WVVI
    ViniUSA
    Lista di azioni appartenenti a produttori di alcolici

    Le 10 migliori azioni di alcolici in cui investire nel 2021

    Ecco una lista selezionata di azioni di bevande alcoliche che potrebbero essere molto interessanti:

    Boston Beer (NYSE: SAM)

    Fondata nel 1984 a Boston, in Massachusetts da James Koch, è specializzata in birra artigianale, sidro e seltz. Le sue principali marche di bevande alcoliche sono Samuel Adams, Twisted Tea, Angry Orchard e Truly Hard Seltzer.

    Craft Brew Alliance (NASDAQ: BREW)

    Craft Brew Alliance è una società di birra con sede a Portland che produce birra e sidro. I suoi marchi includono Kona, Redhook, Cisco, pH Experiment, Widmer Brothers, Wynwood Brewing, Omission, Square Mile Cider e Appalachian Mountain Brewery.

    Questa azienda è nell’orbita di Anheuser-Busch InBev che l’ha appena prelevata. E tutti questi marchi di bevande alcoliche si fonderanno con il Brewers Collective, la divisione artigianale di Anheuser, i cui marchi includono Goose Island, Elysian e Wicked Weed.

    Willamette Valley Vineyard (NASDAQ: WVVI)

    La Willamette Valley Vineyards di Jim Bernau in Oregon coltiva e produce vini da uve Pinot nero, Chardonnay clone Dijon, Pinot grigio e Riesling.

    Bernau e la sua azienda sono stati pionieri nella vinificazione dell’Oregon. In particolare, la cantina è la prima azienda finanziata dal crowdfunding negli Stati Uniti.

    Constellation Brands (NYSE: STZ)

    Constellation Brands è un produttore di birra, vino e liquori con sede a New York.

    Questa azienda di birra ha più di 100 marchi nel suo portafoglio, tra cui marchi di vino come Robert Mondavi, Opus One, Wild Horse Winery, Ravenswood Winery e Clos du Bois.

    Constellation Brands, Inc possiede anche marchi di birra come Corona, Modelo Especial e Pacífico, e altri marchi popolari nell’industria delle bevande alcoliche, tra cui Svedka Vodka, Casa Noble Tequila e High West Whiskey. Ha anche una partecipazione del 38,6% nella società di cannabis Canopy Growth.

    Anheuser-Busch InBev (EBR: ABI)

    Anheuser-Busch InBev (AB InBev), è una società di birra e soft-drink con sede a Leuven, in Belgio. Possiede oltre 400 marchi di birra e altri, tra cui Budweiser, Stella Artois, Hoegaarden e Leffe.

    Il business delle bevande analcoliche dell’azienda consiste nella propria produzione, negli accordi con PepsiCo e nelle operazioni dell’entità fusa Ambev SA (ABEV). Pepsi, Gatorade e 7UP sono i marchi distribuiti in base a questi accordi.

    Diageo (LON: DGE)

    Diageo, con sede a Londra, è il secondo più grande distillatore del mondo e il più grande distributore di liquori. L’azienda opera in oltre 180 paesi con produzione in più di 140 siti a livello globale.

    I marchi importanti di Diageo includono Johnnie Walker, Crown Royal, J&B, Smirnoff, Baileys, Ketel One e Captain Morgan.

    L’ampio portafoglio Diageo, di birra e liquori, si rivolge sia ai mercati emergenti che a quelli in via di sviluppo.

    Brown-Forman (NYSE: BF.B)

    Brown-Forman è un’azienda di alcolici e vino con una presenza in più di 170 paesi. Ha un ampio portafoglio di prodotti focalizzato su whisky, vodka e tequila.

    I suoi marchi famosi includono Jack Daniels (marchio di punta), Herradura, Woodford Reserve, El Jimador e Finlandia.

    Molson Coors Beverage (NYSE: TAP)

    Molson Coors Beverage Company, con sede a Chicago, è stata formata nel 2005 dalla fusione di Molson of Canada (fondata nel 1786), e Coors of the US (fondata nel 1873).

    È il secondo produttore di birra per volume di vendite di bevande alcoliche negli Stati Uniti, e il quinto al mondo.

    Molson Coors possiede diversi marchi, tra cui Coors Light, Molson Canadian, Coors Banquet, Carling, Hop Valley, Blue Moon e Crispin Cider.

    Corby Spirit and Wine (TSE: CSW.A)

    Corby Spirit and Wine è una società di bevande alcoliche fondata nel 1859 in Ontario, Canada. È posseduta al 46% da Pernod Ricard.

    Il portafoglio di Corby include JP Wiser’s Whisky, Polar Ice vodka, Lamb’s rum e liquori Guinness. L’azienda rappresenta anche marchi come ABSOLUT vodka, Chivas Regal, Jameson Irish Whiskey, Glenlivet distilleria e Ballantine’s Scotch whisky, Malibu rum, Kahlúa liquore, Jacob’s Creek, Stoneleigh, Campo Viejo, e Wyndham Estate vini.

    Heineken (AMS: HEIA)

    Chiudiamo questa lista con l’azienda di birre più famosa in Europa: l’olandese Heineken, fondata nel 1864 da Gerard Adriaan Heineken. Con una presenza in 70 paesi differenti, si tratta del principale player europeo e il secondo nel mondo.

    Numeri che già da soli basterebbero per tenere ben in considerazione questa azienda. Nel portafoglio, tra i brand più conosciuti: Adelscott, Amstel, Cervisia, Dreher, Ichnusa, Moretti e Von Wunster.

    Gli alcolici in tempo di Covid

    Secondo i dati della società di ricerche di mercato Nielsen, la pandemia di COVID-19 ha causato un picco a breve termine nelle vendite di birra e di alcolici. Questo è dovuto alla corsa ai supermercati scatenatasi con l’arrivo della pandemia e dei lockdown.

    Tuttavia, la perdita diffusa di posti di lavoro, la diminuzione dei viaggi e la chiusura di bar e ristoranti sono destinati ad avere un impatto negativo a lungo termine sulle vendite di alcolici. Inoltre c’è da aggiungere che i lockdown hanno costretto i pub e le discoteche a chiudere i battenti per un lungo periodo, con evidente impatto sui consumi di alcolici.

    Perché non investire sulle azioni degli alcolici

    Ovviamente non sono tutte rose e fiori e i rischi sono presenti.

    Ecco i un paio di motivi principali per cui non dovreste puntare solo sugli stock di alcolici:

    Alcune aziende di alcolici non performano bene durante una recessione

    Nonostante siano ritenute resistenti alla recessione, alcune aziende di alcolici hanno sottoperformato durante le flessioni.

    Per esempio, Diageo e Constellation Brands hanno performato relativamente male durante la crisi finanziaria del 2008.

    Durante questo periodo, le azioni del vino e di altre bevande sono scese a valutazioni minime pluriennali. I distillatori e le aziende vinicole hanno visto il più grande calo dei rapporti P/E, seguiti dalle bevande analcoliche e dai produttori di birra.

    Volatilità anche durante climi economici sani

    Quando i mercati sono volatili durante le normali condizioni economiche, i prezzi delle azioni degli alcolici fluttuano parecchio. Nel 2015, il titolo dei liquori Diageo si è deprezzato dell’11,63%, mentre il prezzo delle azioni Constellation Brands si è apprezzato del 54,93%.

  • Azioni migliori e peggiori sul FTSE MIB, dall’arrivo del Corona Virus

    Azioni migliori e peggiori sul FTSE MIB, dall’arrivo del Corona Virus

    Era il 16 marzo del 2020 e il FTSE MIB, insieme a gran parte dei mercati mondiali toccava minimi che non si vedevano da anni.

    In particolar modo il FTSE MIB toccava il minimo di 14.153, numero che non vedeva da agosto 2012.

    Quel giorno si veniva da quattro settimane di continue discese e con l’Italia che andava in lockdown non si vedeva una via d’uscita. Solo con il senno di poi possiamo dire che quel giorno si toccò il momento più brutto, almeno sulle borse, del 2020 nel pieno dell’emergenza Covid.

    Da quel 16 marzo 2020 sembra passata una vita ma in realtà siamo a soli 8 mesi di distanza. In questi 2 quadrimestri cosa è successo?

    Inoltre, al di là del punto più basso, qual è la performance delle azioni da prima che il Covid diventasse una triste realtà?

    Vediamo la lista delle azioni presenti nel FTSE MIB e capiamo quali azioni hanno già recuperato, quante hanno addirittura sovraperformato e quante invece ancora devono recuperare del terreno.

    Da metà marzo a metà novembre (8 mesi)

    Questa che segue è la performance dei titoli azionari facenti parte del FTSE MIB tra il 16 marzo 2020 e il 16 novembre 2020.

    AzioniTicketPerformance
    AmplifonBIT:AMP119,00%
    STMicroelectronicsBIT:STM81,03%
    Fiat Chrysler AutomobilesBIT:FCA75,59%
    PrysmianBIT:PRY73,82%
    Davide CampariBIT:CPR72,49%
    Interpump GroupBIT:IP64,87%
    Banca GeneraliBIT:BGN63,18%
    FinecoBank Banca FinecoBIT:FBK61,76%
    DiaSorinBIT:DIA60,76%
    MediobancaBIT:MB60,04%
    Banco BPMBIT:BAMI55,56%
    Banca MediolanumBIT:BMED54,29%
    MonclerBIT:MONC49,98%
    NexiBIT:NEXI48,55%
    EnelBIT:ENEL47,36%
    CNH IndustrialBIT:CNHI46,35%
    Azimut HoldingBIT:AZM45,15%
    FTSE MIB (benchmark indice)44,30%
    AtlantiaBIT:ATL43,47%
    FerrariBIT:RACE43,44%
    RecordatiBIT:REC42,91%
    Buzzi UnicemBIT:BZU42,38%
    TenarisVIE:TEN36,97%
    InWIT (Infrastr. Wireless Italiane)BIT:INW35,24%
    Unipol GruppoBIT:UNI33,94%
    Pirelli & C.BIT:PIRC32,60%
    Poste ItalianeBIT:PST32,46%
    Intesa SanpaoloBIT:ISP31,43%
    ExorBIT:EXO29,93%
    Terna – Rete Elettrica NazionaleBIT:TRN29,81%
    SnamBIT:SRG29,63%
    ItalgasBIT:IG24,24%
    Assicurazioni GeneraliBIT:G23,63%
    UniCreditBIT:UCG23,15%
    EniBIT:ENI22,80%
    Telecom ItaliaBIT:TIT20,69%
    A2ABIT:A2A19,42%
    LeonardoBIT:LDO6,18%
    HERABIT:HER0,97%
    SaipemBIT:SPM-1,52%
    Bper BancaBIT:BPE-16,46%
    Componenti del FTSE MIB ordinati per performance tra il 16 marzo 2020 e il 16 novembre 2020

    Come si può facilmente notare la quasi totalità delle azioni ha registrato una performance invidiabile dal momento più basso del FTSE MIB.

    Circa la metà delle azioni (17) hanno sovraperformato la resa dell’indice (44,30%) mentre l’altra metà (23) hanno sottoperformato.

    Tra i migliori ci sono principalmente titoli industriali, mentre tra i peggiori troviamo tanti finanziari ed energetici.

    Pre-Covid vs Oggi

    Però ha poco senso guardare dal minimo annuale a oggi se non consideriamo come si trovavano quei titoli prima del minimo di marzo.

    In particolar modo l’ultimo giorno prima del crollo dovuto al Covid si è registrato sul FTSE MIB in data 19 febbraio 2020, quando l’indice toccò il massimo di 25.271 punti.

    Questa invece la performance dei titoli del FTSE MIB dal pre-Covid a oggi, dopo circa 9 mesi (3 interi trimestri).

    AziendeTicketPerformance
    DiaSorinBIT:DIA43,10%
    AmplifonBIT:AMP19,67%
    Interpump GroupBIT:IP14,71%
    RecordatiBIT:REC12,17%
    Davide CampariBIT:CPR11,64%
    FinecoBank Banca FinecoBIT:FBK10,01%
    PrysmianBIT:PRY6,92%
    MonclerBIT:MONC5,23%
    FerrariBIT:RACE4,67%
    Fiat Chrysler AutomobilesBIT:FCA2,61%
    STMicroelectronicsBIT:STM2,27%
    CNH IndustrialBIT:CNHI0,00%
    InWIT – Infrastrutture Wireless ItalianeBIT:INW-4,51%
    EnelBIT:ENEL-5,60%
    Terna – Rete Elettrica NazionaleBIT:TRN-7,66%
    Buzzi UnicemBIT:BZU-7,78%
    NexiBIT:NEXI-9,64%
    SnamBIT:SRG-10,78%
    Banca GeneraliBIT:BGN-12,97%
    Pirelli & C.BIT:PIRC-13,14%
    Banca MediolanumBIT:BMED-13,50%
    FTSE MIB Indice (benchmark)-15,15%
    ItalgasBIT:IG-15,26%
    MediobancaBIT:MB-24,82%
    ExorBIT:EXO-25,01%
    Poste ItalianeBIT:PST-25,20%
    Assicurazioni GeneraliBIT:G-26,01%
    Banco BPMBIT:BAMI-26,02%
    Azimut HoldingBIT:AZM-27,70%
    Intesa SanpaoloBIT:ISP-29,23%
    HERABIT:HER-30,04%
    Telecom ItaliaBIT:TIT-32,69%
    Unipol GruppoBIT:UNI-33,27%
    TenarisVIE:TEN-34,85%
    A2ABIT:A2A-35,26%
    AtlantiaBIT:ATL-36,14%
    EniBIT:ENI-38,41%
    UniCreditBIT:UCG-41,26%
    SaipemBIT:SPM-48,81%
    LeonardoBIT:LDO-49,64%
    Bper BancaBIT:BPE-52,69%
    Performance delle azioni sul FTSE MIB da prima del Covid a metà novembre (dopo 9 mesi)

    Mentre la performance del FTSE MIB dal 19 febbraio al 17 novembre è stato del -15,15%, ci sono titoli che hanno ampiamente recuperato e sono addirittura in attivo e altre azioni che invece ancora valgono la metà di quanto valevano prima della pandemia.

    Appare evidente come tra i primi 4 per performance ben 3 sono legati al farmaceutico e alla salute. Interpump e Campari, che compongono la TOP 5 hanno avuto importanti cambiamenti nel periodo, con la società di beverage che è passata da un trasferimento all’estero e la società industriale che a marzo non era nel FTSE MIB, quindi beneficia della promozione.

  • MSCI Europa, l’indice europeo poco conosciuto

    MSCI Europa, l’indice europeo poco conosciuto

    Ben più noto l’indice EuroStoxx 50 ma non è l’unico strumento per fare un paniere delle azioni del vecchio continente. Una valida alternativa è l’indice MSCI Europa.

    Cosa è l’MSCI Europa

    Si tratta di un paniere di titoli azionari gestito dall’omonima società MSCI (Morgan Stanley Capital International) che include tutte le migliori azioni del vecchio continente.

    Si tratta di una raccolta dei 15 mercati azionari più grandi in Europa e copre un complessivo 85% della capitalizzazione di ognuno di questi mercati.

    Ciò è possibile perché, per ognuno dei 15 mercati, nel paniere finiscono le azioni a più larga capitalizzazione.

    Composizione dell’indice MSCI Europa

    Come già detto sono 15 i mercati che “prestano” i titoli per la composizione di questo indice, si tratta dei mercati di:

    1. Austria
    2. Belgio
    3. Danimarca
    4. Finlandia
    5. Francia
    6. Germania
    7. Irlanda
    8. Italia
    9. Olanda
    10. Norvegia
    11. Portogallo
    12. Spagna
    13. Svezia
    14. Svizzera
    15. Regno Unito

    Ovviamente quando si parla di titoli azionari il Regno Unito fa da padrone e compone circa un quarto dell’intero indice, seguito da Francia, Germania e Svizzera.

    Il paniere ha un consistente numero di azioni, tipicamente si sfiorano i 500 titoli differenti. Nel momento in cui scriviamo, per esempio, contiamo 424 azioni differenti all’interno del paniere.

    Titoli azionari all’interno dell’indice MSCI Europa

    TitoloNazionePeso nel paniere
    NESTLECH4,17%
    ROCHE HOLDING PARCH3,07%
    NOVARTISCH2,34%
    SAPDE1,90%
    ASML HOLDINGNL1,79%
    ASTRAZENECAGB1,71%
    LVMHFR1,53%
    NOVO NORDISKDK1,40%
    SANOFIFR1,35%
    SIEMENSDE1,19%
    GLAXOSMITHKLINEGB1,13%
    TOTALFR1,02%
    UNILEVERNL1,01%
    ALLIANZDE0,98%
    L’OREALFR0,95%
    BRITISH AMERICAN TOBACCOGB0,91%
    AIR LIQUIDEFR0,89%
    HSBC HOLDINGSGB0,89%
    DIAGEOGB0,88%
    IBERDROLAES0,86%
    ENELIT0,82%
    RIO TINTOGB0,82%
    RECKITT BENCKISER GROUPGB0,79%
    SCHNEIDER ELECTRIC SEFR0,78%
    BAYERDE0,74%
    BPGB0,72%
    ADIDASDE0,72%
    DEUTSCHE TELEKOMDE0,67%
    BASFDE0,65%
    ZURICH INSURANCE GROUPCH0,64%
    ROYAL DUTCH SHELL CL AGB0,62%
    KERINGFR0,61%
    LONZA GROUPCH0,55%
    ABB LTDCH0,55%
    BHP GROUP ORD SHSGB0,55%
    AIRBUSNL0,52%
    VINCIFR0,52%
    DEUTSCHE POSTDE0,52%
    DAIMLERDE0,52%
    PROSUSNL0,51%
    BNP PARIBAS ACT.AFR0,51%
    RELXGB0,50%
    PHILIPSNL0,49%
    AB INBEVBE0,49%
    UBS GROUPCH0,49%
    GIVAUDANCH0,48%
    DANONEFR0,48%
    NATIONAL GRIDGB0,44%
    MUENCHENER RUECKVERDE0,43%
    PRUDENTIALGB0,43%
    AXAFR0,43%
    ESSILORLUXOTTICAFR0,43%
    VODAFONE GROUPGB0,42%
    LONDON STOCK EXCHANGE GROUPGB0,42%
    VONOVIADE0,42%
    RICHEMONTCH0,41%
    EXPERIANGB0,41%
    PERNOD RICARDFR0,40%
    INFINEON TECHNOLOGIESDE0,40%
    SIKACH0,40%
    SAFRANFR0,40%
    AHOLD DELNL0,39%
    DEUTSCHE BOERSEDE0,39%
    ADYENNL0,38%
    DSV PANALPINADK0,38%
    INTESA SANPAOLOIT0,38%
    ERICSSONSE0,37%
    INDITEXES0,37%
    ATLAS COPCOSE0,37%
    BANCO SANTANDERES0,37%
    VESTAS WIND SYSTEMSDK0,35%
    ANGLO AMERICANGB0,35%
    VOLKSWAGENDE0,34%
    INVESTORSE0,34%
    KONEFI0,34%
    TESCOGB0,33%
    ALCONCH0,33%
    VOLVOSE0,33%
    CRHIE0,33%
    COMPASS GROUPGB0,33%
    DSM KONNL0,32%
    ING GROEPNL0,32%
    HERMES INTERNATIONALFR0,32%
    ORSTED DONG EnergyDK0,30%
    GENMABDK0,30%
    AMADEUS IT GROUPES0,30%
    E.ONDE0,29%
    DASSAULT SYSTEMFR0,29%
    CREDIT SUISSE GROUP AGCH0,29%
    ENGIEFR0,29%
    NORDEA BANKFI0,28%
    LAFARGEHOLCIM LTDCH0,28%
    NESTEFI0,28%
    ASSA ABLOYSE0,28%
    BMWDE0,28%
    FLUTTER ENTERTAINMENTIE0,28%
    WOLTERS KLUWERNL0,27%
    HEINEKENNL0,27%
    FERRARINL0,27%
    RWEDE0,27%
    VIVENDIFR0,27%
    SANDVIKSE0,27%
    SWISS RE AGCH0,26%
    NOKIAFI0,26%
    GLENCOREJE0,26%
    LLOYDS BANKING GROUPGB0,26%
    CAPGEMINIFR0,25%
    ORANGEFR0,25%
    SAINT GOBAINFR0,25%
    GEBERITCH0,25%
    KERRY GROUPIE0,25%
    LEGRANDFR0,25%
    ENIIT0,25%
    ESSITY AKTIEBOLAG (PUBL)SE0,24%
    BAE SYSTEMSGB0,24%
    FERGUSONJE0,24%
    BARCLAYSGB0,24%
    HEXAGONSE0,24%
    CELLNEX TELECOMES0,23%
    STMICROELECTRONICSNL0,22%
    MERCKDE0,22%
    SAMPOFI0,22%
    AKZO NOBELNL0,22%
    FRESENIUSDE0,22%
    COLOPLASTDK0,22%
    HENKEL& KGAADE0,22%
    MICHELINFR0,21%
    SYMRISEDE0,21%
    UNICREDITIT0,21%
    TELEPERFORMANCEFR0,21%
    FRESENIUS MEDICAL CAREDE0,21%
    DEUTSCHE WOHNENDE0,20%
    TELEFONICAES0,20%
    PARTNERS GROUP HOLDINGCH0,20%
    BANCO BILBAO VIZCAYA ARGENTARIAES0,20%
    OCADO GROUPGB0,19%
    UPM-KYMMENEFI0,19%
    IMPERIAL BRANDSGB0,19%
    SMITH AND NEPHEWGB0,19%
    DEUTSCHE BANKDE0,19%
    SGSCH0,19%
    ASHTEAD GROUPGB0,19%
    SSEGB0,19%
    ASSICURAZIONI GENERALIIT0,18%
    EQUINORNO0,18%
    UCBBE0,17%
    SEGRO REITGB0,17%
    SKANDINAVISKA ENSKILDA BANKENSE0,17%
    AVIVAGB0,17%
    SARTORIUSDE0,17%
    SWISSCOMCH0,17%
    SWEDBANKSE0,17%
    LEGAL AND GENERAL GROUPGB0,16%
    JUST EAT TAKEAWAYNL0,16%
    EDPPT0,16%
    DELIVERY HERODE0,16%
    CARLSBERGDK0,16%
    HENNES & MAURITZSE0,16%
    ZALANDODE0,16%
    NOVOZYMESDK0,16%
    KINGSPAN GROUPIE0,16%
    SVENSKA HANDELSBANKENSE0,16%
    DNBNO0,15%
    INTERTEK GROUPGB0,15%
    SWEDISH MATCHSE0,15%
    KBCBE0,15%
    FIAT CHRYSLER AUTOMOBILESNL0,15%
    RENTOKIL INITIALGB0,15%
    SONOVA HOLDINGCH0,15%
    SWISS LIFE HLDGCH0,15%
    FERROVIALES0,15%
    WORLDLINEFR0,14%
    LOGITECHCH0,14%
    BT GROUPGB0,14%
    SIEMENS HEALTHINEERSDE0,14%
    CHRISTIAN HANSEN HOLDINGDK0,14%
    3I GROUPGB0,14%
    STANDARD CHARTEREDGB0,14%
    VEOLIA ENVIRONNEMENT VEFR0,14%
    EDENREDFR0,14%
    TELENORNO0,14%
    QIAGENNL0,13%
    SOCIETE GENERALEFR0,13%
    BEIERSDORFDE0,13%
    SCHINDLER P PARCH0,13%
    CONTINENTALDE0,13%
    HALMAGB0,13%
    NN GROUPNL0,13%
    ARGENXNL0,13%
    REPSOLES0,13%
    BUNZLGB0,12%
    CREDIT AGRICOLEFR0,12%
    KUEHNE & NAGELCH0,12%
    PEUGEOTFR0,12%
    EUROFINSFR0,12%
    GBLBE0,12%
    STRAUMANN HOLDINGCH0,12%
    CRODA INTERNATIONALGB0,12%
    ALSTOMFR0,12%
    NEXTGB0,12%
    LEG IMMOBILIENDE0,12%
    SNAMIT0,12%
    SPIRAX-SARCO ENGINEERINGGB0,12%
    SAGE GROUPGB0,12%
    INGENICO GROUPFR0,12%
    BRENNTAGDE0,12%
    TERNA RETE ELETTRICA NAZIONALEIT0,11%
    GN STORE NORDDK0,11%
    TELIA COMPANYSE0,11%
    CARREFOURFR0,11%
    PERSIMMONGB0,11%
    A P MOLLER MAERSKDK0,11%
    MONDIGB0,11%
    SCOUT24DE0,11%
    JULIUS BAERCH0,11%
    SARTORIUS STEDIM BIOTECHFR0,11%
    EPIROCSE0,11%
    TEMENOSCH0,11%
    CHOCOLADEF. LINDT & SPRUENGLI PARCH0,11%
    STORA ENSOFI0,11%
    HANNOVER RUECKDE0,11%
    UMICOREBE0,11%
    AENA SMEES0,11%
    KINNEVIKSE0,11%
    DANSKE BANKDK0,11%
    COVESTRO AGDE0,11%
    ARCELORMITTALLU0,11%
    FORTUMFI0,11%
    MTU AERO ENGINES HOLDINGDE0,10%
    WPPJE0,10%
    PORSCHE AUTOMOBIL HOLDING PRFDE0,10%
    INTERCONTINENTAL HOTELS GROUPGB0,10%
    HEIDELBERGCEMENTDE0,10%
    KPN KONNL0,10%
    KNORR BREMSEDE0,10%
    SMURFIT KAPPA GROUPIE0,10%
    ENDESAES0,10%
    ASSOCIATED BRITISH FOODSGB0,10%
    GRIFOLSES0,10%
    ELISAFI0,10%
    BOLIDENSE0,10%
    CAIXABANKES0,10%
    SVENSKA CELLULOSA AKTIEBOLAGETSE0,10%
    EVOLUTION GAMING GROUPSE0,10%
    ADECCOCH0,10%
    FINECO BANKIT0,10%
    RED ELECTRICA CORPORACIONES0,10%
    ATOSFR0,09%
    BOUYGUESFR0,09%
    MONCLERIT0,09%
    MOWINO0,09%
    SKFSE0,09%
    THALESFR0,09%
    DCCIE0,09%
    UBISOFT ENTERTAINFR0,09%
    BURBERRY GROUPGB0,09%
    NIBE INDUSTRIERSE0,09%
    ATLANTIAIT0,09%
    ARKEMAFR0,09%
    CNH INDUSTRIALNL0,09%
    EMS-CHEMIE HOLDINGCH0,09%
    NEXIIT0,09%
    AGEASBE0,09%
    UNITED UTILITIES GROUPGB0,09%
    SEVERN TRENTGB0,09%
    PANDORADK0,09%
    ORKLANO0,09%
    ALFA LAVALSE0,08%
    PUMADE0,08%
    KINGFISHERGB0,08%
    EIFFAGEFR0,08%
    BALOISECH0,08%
    INFORMAGB0,08%
    SWISS PRIME SITECH0,08%
    SKANSKASE0,08%
    SMITHS GROUPGB0,08%
    TELE2SE0,08%
    VALEOFR0,08%
    PRYSMIANIT0,08%
    BUREAU VERITASFR0,08%
    MELROSE INDUSTRIESGB0,08%
    AUTO TRADER GROUPGB0,08%
    ADMIRAL GROUPGB0,08%
    HARGREAVES LANSDOWNGB0,08%
    BERKELEY GROUP HOLDINGS THEGB0,08%
    PUBLICIS GROUPEFR0,08%
    SWATCH GROUP ICH0,08%
    VIFOR PHARMACH0,08%
    BARRY CALLEBAUTCH0,08%
    YARA INTERNATIONALNO0,08%
    SOLVAYBE0,08%
    TEAMVIEWERDE0,08%
    ST.JAMES’S PLACEGB0,08%
    STANDARD LIFE ABERDEENGB0,07%
    BIOMERIEUXFR0,07%
    GVC HOLDINGSIM0,07%
    SODEXOFR0,07%
    UNIPERDE0,07%
    DAVIDE CAMPARI MILANONL0,07%
    RSA INSURANCE GROUPGB0,07%
    SIEMENS GAMESA RENEWABLE ENERGYES0,07%
    EDFFR0,07%
    RANDSTADNL0,07%
    ERSTE GROUP BANKAT0,07%
    SUEZFR0,07%
    EXORNL0,07%
    GETLINKFR0,07%
    GALAPAGOSBE0,07%
    ORPEAFR0,07%
    NATURGY ENERGYES0,07%
    JOHNSON MATTHEYGB0,07%
    BARRATT DEVELOPMENTSGB0,07%
    NATWEST GROUPGB0,07%
    AROUNDTOWNLU0,07%
    GECINAFR0,07%
    HIKMA PHARMACEUTICALSGB0,07%
    ACS ACTIVIDADES DE CONSTRUCCIONES0,07%
    ENAGASES0,07%
    KION GROUPDE0,07%
    EVONIK INDUSTRIESDE0,06%
    MORRISONWM.SUPERMARKETSGB0,06%
    RECORDATI INDUSTRIA CHIM. FARMA.IT0,06%
    WHITBREADGB0,06%
    SCHINDLER HOLDINGCH0,06%
    EPIROCSE0,06%
    ANTOFAGASTAGB0,06%
    GEA GROUPDE0,06%
    DIRECT LINE INSURANCE GROUPGB0,06%
    ICA GRUPPENSE0,06%
    ACCORFR0,06%
    DIASORINIT0,06%
    COMMERZBANKDE0,06%
    GALP ENERGIA-NOMPT0,06%
    UNIBAIL RODAMCO WE STAPLED UNTFR0,06%
    M&GGB0,06%
    MEDIOBANCA BANCA DI CREDITOIT0,06%
    ELECTROLUXSE0,06%
    LANXESSDE0,06%
    ORIONFI0,06%
    SECURITASSE0,06%
    RENAULTFR0,06%
    TAYLOR WIMPEYGB0,06%
    PEARSONGB0,06%
    CARL ZEISS MEDITECDE0,06%
    LAND SECURITIES GROUP REITGB0,05%
    POSTE ITALIANEIT0,05%
    SAINSBURYJGB0,05%
    HUSQVARNASE0,05%
    A P MOLLER MAERSKDK0,05%
    SCHRODERSGB0,05%
    AEGONNL0,05%
    OMVAT0,05%
    AMUNDIFR0,05%
    SOFINABE0,05%
    JD SPORTS FASHIONGB0,05%
    NEMETSCHEKDE0,05%
    AMBUDK0,05%
    EQTSE0,05%
    INDUSTRIVARDENSE0,05%
    J.MARTINS SGPSPT0,05%
    SCORFR0,05%
    VOPAKNL0,05%
    CLARIANTCH0,05%
    LUNDIN ENERGYSE0,05%
    IPSENFR0,05%
    ROLLS-ROYCE HOLDINGSGB0,05%
    REMY COINTREAUFR0,05%
    AVEVA GROUPGB0,05%
    GJENSIDIGE FORSIKRINGNO0,05%
    ADEVINTANO0,05%
    UNITED INTERNETDE0,05%
    NORSK HYDRONO0,04%
    BRITISH LAND REITGB0,04%
    LUNDBERGFORETAGENSE0,04%
    TRYGDK0,04%
    SCHIBSTEDNO0,04%
    SEBFR0,04%
    VERBUNDAT0,04%
    COLRUYT (D)BE0,04%
    COVIVIOFR0,04%
    ABN AMRO BANKNL0,04%
    WARTSILAFI0,04%
    LATOUR INVESTMENTSE0,04%
    TELECOM ITALIAIT0,04%
    FUCHS PETROLUB PRFDE0,04%
    AERCAP HOLDINGSNL0,04%
    BANKINTERES0,04%
    BOLLOREFR0,04%
    BANQUE CANTONALE VAUDOISECH0,04%
    DEMANTDK0,04%
    FDJFR0,04%
    ELIA GROUPBE0,04%
    FAURECIAFR0,04%
    ALTICE EUROPENL0,04%
    VOESTALPINEAT0,04%
    PROXIMUSBE0,03%
    AEROPORTS DE PARISFR0,03%
    ILIADFR0,03%
    TELEFONICA DEUTSCHLAND HOLDINGDE0,03%
    DEUTSCHE LUFTHANSADE0,03%
    SES FDRLU0,03%
    INWITIT0,03%
    KLEPIERRE REITFR0,03%
    LEONARDOIT0,03%
    WENDELFR0,03%
    TENARISLU0,03%
    THYSSENKRUPPDE0,03%
    RAIFFEISEN BANK INTERNATIONALAT0,03%
    SWATCH GROUPCH0,03%
    H.LUNDBECKDK0,03%
    ANDRITZAT0,03%
    NATIXISFR0,03%
    DASSAULT AVIATFR0,03%
    EVRAZGB0,03%
    EURAZEOFR0,02%
    CNP ASSURANCESFR0,02%
    HOCHTIEFDE0,02%
    METRODE0,02%
    PIRELLI & CIT0,02%
    MAPFREES0,02%
    FRAPORTDE0,02%
    TELENET GROUPBE0,02%
    ICADE REITFR0,02%
    JCDECAUXFR0,02%
    Componenti dell’MSCI Europa

    Confronto tra MSCI Europa ed EuroStoxx 50

    Vista la natura e la grandezza dell’indice MSCI Europa, possiamo tranquillamente affermare che è questo la vera cartina tornasole del mercato europeo, ben più dell’EuroStoxx.

    Infatti il paniere di 50 titoli ha al suo interno le più grandi aziende, senza fare reale distinzione tra mercati, succede così che mercati più piccoli, come possono essere quelli scandinavi o dell’Est Europa abbiano uno o nessun titolo dentro l’EuroStoxx 50.

    Inoltre abbiamo accennato alla grandezza dell’indice, infatti lo Stoxx 50 ha, appunto, 50 titoli, mentre l’MSCI ha all’interno oltre 400 titoli (424 a ottobre del 2020).

    Diverso invece il discorso per l’MSCI Europa che coprendo le aziende a più grande capitalizzazione di 15 mercati differenti ha all’interno varie aziende che sfuggono completamente all’indice di Stoxx (il quale si ferma 12).

    Inoltre MSCI Europa ha all’interno anche mercati che non fanno parte dello Stoxx perché non nella comunità europea (Svizzera e presto UK).

  • Indici azionari della Borsa Italiana, cosa c’è oltre il FTSE MIB

    Indici azionari della Borsa Italiana, cosa c’è oltre il FTSE MIB

    Abbiamo già parlato del FSTE MIB e abbiamo dedicato ampio spazio ai principali indici azionari in tutto il mondo.

    In Italia però ci siamo concentrati poco, questo per due ragioni:

    1. Le grandi aziende italiane sono tutte sul FTSE MIB
    2. L’Italia, nello scacchiere delle borse mondiali, non occupa precisamente una posizione dominante.

    Questo secondo punto è dovuto in parte al primo e in parte al fatto che la finanza in Italia è stata sempre un po’ bistrattata. Inoltre, se guardiamo alla classifica delle aziende nel FTSE MIB per capitalizzazione ci rendiamo conto come la prima in classifica, ENEL, è una delle poche aziende che realmente può competere con i giganti presenti all’estero. Grandi nomi italiani, quando paragonati con i big dell’estero, spesso impallidiscono.

    Ecco perché reputiamo che la finanza, quella seria, tocchi solo relativamente l’Italia e abbia il suo capoluogo altrove (in particolare in USA, UK e Germania).

    Ma qui siamo a parlare degli indici italiani e quindi bando alle ciance.

    Quali sono gli indici azionari più importanti di Borsa Italiana?

    La lista degli indici principali è relativamente breve e include:

    • FTSE MIB
    • FTSE Italia Mid Cap
    • FTSE Italia STAR
    • FTSE Italia Small Cap
    • FTSE Italia All-Share
    • FTSE AIM Italia

    FTSE MIB

    Passiamo quindi alla rassegna degli indici azionari principali di Borsa Italiana.

    Del FTSE MIB ne abbiamo già parlato: è l’indice che copre le 40 maggiori aziende quotate a Piazza Affari.

    La lista delle aziende viene rivista trimestralmente e al momento queste sono le aziende incluse.

    Pos.AziendaCapitaliz.
    (miliardi di €)
    1Enel67
    2ENI30,7
    3Ferrari28,6
    4Intesa San Paolo27
    5Generali20
    6STMicroElectronics19,7
    7Unicredit16,6
    8Snam13,7
    9Fiat Chrysler Auto12,6
    10Atlantia12,4
    11Terna12
    12Exor11,9
    13Poste Italiane10,3
    14Diasorin10,2
    15Nexi8,8
    16Recordati8,6
    17Moncler8,5
    18Davide Campari8,1
    19CNH Industrial7,7
    20Telecom Italia7,1
    21Tenaris6,7
    22Fineco Bank6,1
    23InWit5,5
    24Amplifon5,28
    25Prysmian5,1
    26Mediobanca5,1
    27HERA5
    28Banca Mediolanum4,4
    29A2A3,9
    30ItalGas3,88
    31Pirelli3,82
    32Buzzi Unicem3,33
    33Leonardo3,3
    34Interpump Group3,0
    35UBI Banca2,9
    36Banca Generali2,7
    37Unipol2,3
    38Saipem2,1
    39Azimut2,1
    40Banco BPM1,7
    Elenco componenti FTSE MIB con data capitalizzazione 04/06/2020

    Come si può notare le capitalizzazioni vanno giù molto velocemente e, giusto per fare un confronto, Deutsche Telekom, l’azienda numero 17 per capitalizzazione in Germania, ha lo stesso valore di Enel.

    ENI, la nostra seconda azienda per capitalizzazione, ha lo stesso valore di Deutsche Boerse, la numero 42 in Germania.

    Il confronto con la Francia ci va un po’ meglio, Christian Dior (numero 7 in Francia) ha lo stesso valore di Enel. Orange (numero 22) equivale a ENI.

    Con gli USA non c’è rapporto, ma se proprio vogliamo sforzarci, Enel equivale a Morgan Stanley che occupa la posizione numero 120 in America. Onestamente non cerchiamo nemmeno quale posizione occupa la nostra numero 2 negli Stati Uniti, potremmo non venirne a capo.

    Questo è il motivo per cui il nostro FTSE MIB vale meno, molto meno, del DAX, del CAC, dell’S&P, del DOW Jones e anche dell’IBEX Spagnolo. Questo è anche il motivo per cui sulle nostre pagine si legge molto di più su aziende straniere che nostrane.

    FTSE Italia Mid Cap

    Dopo aver riportato la lista completa delle aziende che compongono il FTSE MIB alla data odierna e, soprattutto, dopo aver capito quanto valiamo a livello finanziario, passiamo al secondo indice in termini di importanza in Italia, cioè il FTSE Italia Mid Cap.

    Come dice il nome stesso ci sono le aziende che, in Italia, vengono considerate a media capitalizzazione, anche se le prime della lista superano tante ultime del FTSE MIB. Questo è dovuto al fatto che per essere nell’indice principale non basta solo la capitalizzazione ma bisogna avere determinati volumi giornalieri di scambio, sia di numero di azioni che di liquidità.

    Ecco quindi una breve lista dei titoli con maggiore capitalizzazione.

    Pos.AziendaCapitaliz.
    (miliardi di €)
    1UnipolSai5,8
    2Acea3,7
    3Iren2,9
    4Reply2,9
    5Brembo2,9
    6ERG2,8
    7De Longhi2,8
    8ASTM2,7
    9Salvatore Ferragamo2,4
    10IMA2,3
    11ENAV2,2
    12Brunello Cucinelli1,9
    13Mediaset1,8
    14TechnoGym1,5
    15BPER Banca1,3
    I primi 15 componenti per capitalizzazione dell’indice FTSE Italia Mid Cap

    FTSE Italia Small Cap

    Anche qui il nome è abbastanza parlante: si tratta dell’indice che include l’ultima fascia, cioè le matricole, le aziende con una capitalizzazione bassa.

    Spesso ci si può imbattere in qualche stella che presto sarà nel FTSE MIB, molto più spesso le aziende in questo indice non hanno avuto la forza di fare il grande salto.

    Non mancano comunque nomi importanti anche nelle Small Cap, con capitalizzazioni anche importanti ma che non sono abbastanza liquidi, non hanno abbastanza quote pubbliche o non fanno abbastanza volumi per stare negli indici maggiori.

    Ecco qualche brand molto conosciuto:

    AstaldiBeghelliBialetti
    BrioschiePriceGabetti
    Geoxil Sole 24 OreLazio calcio
    PininfarinaPiquadroAS Roma
    TiscaliUnieuroZucchi
    Una selezione di aziende dell’indice FTSE Italia Small Cap

    FTSE Italia All-Share

    Questo è l’index gran totale, infatti tutte le aziende che si trovano negli indici FTSE MIB, FTSE Italia Mid Cap e FTSE Italia Small Cap poi fanno la somma in questo indice.

    Quindi, se voleste vedere la lista dei titoli ordinati per capitalizzazione, anziché guardare i singoli indici, bisognerebbe guardare l’All-Share.

    FTSE Italia STAR

    STAR sta per Segmento Titoli con Alti Requisiti. I requisiti di cui si parla sono trasparenza, liquidità del titolo e, in ultimo, corporate governance.

    Alcuni titoli presenti in questo segmento sono anche negli altri già visti, come per esempio Amplifon, che svetta per maggior capitalizzazione e che è già incluso nel FTSE MIB.

    FTSE AIM Italia

    Si tratta di uno degli ultimi arrivati nella famiglia degli indici italiani e contiene tutte le aziende del mid e dello small cap con un forte potenziale di crescita.

    Quindi, se amate cercare la futura Netflix è in questo indice che bisognerà guardare.

    FTSE Italia Brands

    Il FTSE Italia Brands è proprio il più giovane essendo stato creato nel 2017.

    Contiene tutti i titoli che hanno un brand appetibile e globalmente riconosciuto. Degli esempi?

    • Ferrari
    • Juventus
    • Brembo
    • Brunello Cuccinelli
    • Campari
    • Moncler
    • Piaggio
    • Autogrill
    • Tod’s
    • ecc

    Indici Settoriali di Borsa Italiana

    Inoltre, per chi volesse concentrarsi solo in determinati settori, ci sono degli indici settoriali che coprono praticamente tutte le azioni presenti a Piazza Affari.

    Questa la lista degli indici settoriali italiani:

    • Ftse Italia Oil & Gas Producers
    • Ftse Italia Oil Equipment, Services & Distribution
    • Ftse Italia Chemicals
    • Ftse Italia Industrial Metals & Mining
    • Ftse Italia Construction & Materials
    • Ftse Italia Aerospace & Defense
    • Ftse Italia General Industrials
    • Ftse Italia Electronic & Electrical Equipment
    • Ftse Italia Industrial Engineering
    • Ftse Italia Industrial Transportation
    • Ftse Italia Support Services
    • Ftse Italia Automobiles & Parts
    • Ftse Italia Beverages
    • Ftse Italia Food Producers
    • Ftse Italia Household Goods & Home Construction
    • Ftse Italia Leisure Goods
    • Ftse Italia Personal Goods
    • Ftse Italia Health Care Equipment & Services
    • Ftse Italia Pharmaceuticals & Biotechnology
    • Ftse Italia Food & Drug Retailers
    • Ftse Italia General Retailers
    • Ftse Italia Media
    • Ftse Italia Travel & Leisure
    • Ftse Italia Fixed Line Telecommunications
    • Ftse Italia Mobile Telecommunications
    • Ftse Italia Electricity
    • Ftse Italia Gas, Water & Multiutilities
    • Ftse Italia Banks
    • Ftse Italia Nonlife Insurance
    • Ftse Italia Life Insurance
    • Ftse Italia Real Estate Investment & Services
    • Ftse Italia Real Estate Investment Trusts
    • Ftse Italia Financial Services
    • Ftse Italia Software & Computer Services
    • Ftse Italia Technology Hardware & Equipment

    Come potete vedere gli indici settoriali sono veramente tanti e coprono veramente di tutto.

    Come investire sugli indici italiani

    Prima di passare all’analisi degli indici principali (in questa fase non analizzeremo gli indici settoriali, sia per una questione di numerosità, sia perché già il nome è auto esplicativo), capiamo come fare trading sugli indici di Borsa Italiana.

    Lo strumento migliore è certamente l’ETF e ce ne sono vari che replicano l’andamento di ognuno degli indici.

    Per esempio:

    • FTSE Italia Mid Cap:
      • iShares FTSE Italia Mid-Small Cap
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  • Azioni legate ai beni di consumo, cosa sapere per investire

    Azioni legate ai beni di consumo, cosa sapere per investire

    Le aziende del segmento dei beni di prima necessità sono tra i marchi più riconoscibili sul mercato azionario. Le loro attività sono relativamente facili da capire e la maggior parte degli investitori sono probabilmente clienti abituali di molte delle aziende dietro le azioni. Questi fattori rendono il settore un luogo attraente per prendere in considerazione l’acquisto di azioni individuali.

    Tuttavia, investire nello spazio dei beni di consumo di base comporta rischi specifici e compromessi che dovreste conoscere prima di aggiungerli al vostro portafoglio. Di seguito, daremo un’occhiata completa al segmento, dal settore più ampio fino ad alcuni interessanti modi per ottenere un’esposizione a questa importante parte dell’economia mondiale.

    Cos’è un titolo di base per i consumatori?

    I beni di consumo di base sono prodotti che tendono a figurare in cima alla lista della spesa di una persona. Si estendono a nicchie come il cibo, le bevande, la cura della casa e della persona e il tabacco. Questi prodotti sono chiamati “prodotti di base” per indicare che sono una parte essenziale del budget mensile della maggior parte dei consumatori. A differenza delle spese per le vacanze e per la ristrutturazione della casa, che possono essere rimandate durante i periodi di magra congiuntura economica, una famiglia tipica destina sempre denaro contante a generi di prima necessità come generi alimentari, igiene personale e prodotti per la pulizia della casa.

    I beni di prima necessità per i consumatori si differenziano dall’industria “discrezionale”, soprattutto a causa di questa priorità di spesa non negoziabile. La spesa discrezionale, come suggerisce il nome, comporta acquisti come l’intrattenimento e la ristorazione fuori casa, che sono suscettibili di ampie oscillazioni della domanda dei consumatori che seguono i cambiamenti dell’economia in generale. La domanda di cose come la carta igienica e lo shampoo, invece, non scompare quando arriva la recessione.

    I prodotti di base per i consumatori sono un buon investimento?

    Ci sono diverse caratteristiche che rendono i beni di consumo di base interessanti piattaforme per generare solidi ritorni di investimento a lungo termine. Come già detto, le aziende sono protette dalle oscillazioni della domanda a breve termine trainate dall’economia, e quindi tendono a crescere costantemente, indipendentemente dallo stato dell’economia. Ecco perché le azioni di questa nicchia sono talvolta definite “difensive” o “a prova di recessione”. Questa reputazione di affidabilità è rafforzata dal fatto che le azioni spesso pagano dividendi generosi che hanno una lunga storia di crescita ogni anno. Insieme alle sue vendite protette, il pagamento di dividendi in crescita può rendere una raccolta di beni di consumo una forza stabilizzante nel portafoglio di un investitore. Funzionano particolarmente bene come peso di bilanciamento rispetto alle azioni in crescita.

    Anche le preferenze dei consumatori sono simili in tutto il mondo, e questo significa che le aziende di successo in questo spazio hanno l’opportunità di beneficiare di enormi economie di scala. Il loro uso ripetitivo, nel frattempo, fornisce un flusso costante di domanda e la prospettiva di un profondo legame con i consumatori che può durare decenni. Non c’è da stupirsi, quindi, che alcuni dei marchi più preziosi del pianeta, come Coca-Cola, Colgate-Palmolive e Procter & Gamble’s (Pampers), siano tutti beni di prima necessità per i consumatori.

    A fini di investimento, le scorte di beni di consumo di base comprendono i produttori di questi beni, oltre ai distributori e alle catene di vendita al dettaglio che sostengono le loro attività.

    Informazioni sul settore

    I beni di consumo di base si estendono su sei settori:

    1. bevande (compresi birra e alcolici)
    2. alimenti freschi
    3. prodotti alimentari
    4. prodotti per la casa
    5. prodotti personali
    6. tabacco

    Insieme, essi costituiscono uno degli 11 principali gruppi industriali che compongono l’economia. A metà del 2019, le azioni di beni di consumo di base rappresentavano 3,6 trilioni di dollari di capitalizzazione di mercato, collocandosi al sesto posto per dimensioni relative, dietro alle tecnologie informatiche (8,3 trilioni di dollari), finanziarie (7,1 trilioni di dollari), sanitarie (5,6 trilioni di dollari), discrezionali per i consumatori (5,4 trilioni di dollari) e dei servizi di comunicazione (4,6 trilioni di dollari).

    L’industria ha la reputazione di superare gli altri settori durante le prime fasi di rallentamento economico e di recessione. Al contrario, tende a ritardare altre parti dell’economia in periodi di forte crescita economica. Ciò avviene perché la natura difensiva di questi titoli attrae gli investitori durante i periodi di debolezza economica, mentre la gente si orienta maggiormente verso le imprese ad alta crescita durante i periodi di boom.

    Le principali tendenze che influenzano il settore sono i cambiamenti nelle preferenze dei consumatori, e i cambiamenti in questo caso richiedono alle aziende di lavorare costantemente per rimanere rilevanti. Un importante cambiamento recente è stato l’allontanamento da quelli che sono percepiti come ingredienti innaturali nei cibi e nelle bevande. Questo cambiamento della domanda ha fatto crescere marchi globali come la Diet Coke e ha costretto molte aziende dell’industria alimentare confezionata a riorganizzare il loro intero portafoglio. Un esempio ne è PepsiCo, che negli ultimi anni ha acquisito vari marchi di prodotti naturali.

    Metriche di investimento da conoscere

    Quando si investe in un’azione di beni di consumo di base, ci sono alcune importanti metriche che dovreste conoscere. Alcune di esse si applicano a produttori come Coca-Cola, mentre altre si applicano a rivenditori come Carrefour.

    Monitoraggio delle entrate

    In generale, le aziende di beni di prima necessità godono di tassi di crescita costanti ma non spettacolari se paragonati ad altri settori come il software e l’elettronica di consumo. Le metriche chiave da conoscere in questo settore sono le vendite organiche, le vendite nei negozi comparabili e la quota di mercato.

    Vendite organiche

    Le vendite organiche, a volte chiamate vendite di base, rappresentano la variazione dei ricavi rispetto al periodo dell’anno precedente, dopo aver contabilizzato questioni temporanee come le vendite o gli acquisti di marchi, i cambiamenti dei tassi di cambio e gli oneri non monetari. La crescita delle vendite inorganiche può essere fortemente influenzata nel breve termine dall’acquisto di un nuovo franchising, ma tali guadagni non hanno lo stesso valore di quando un’azienda riesce ad aumentare la domanda dei propri prodotti core.

    Due sono le principali tendenze di questa metrica: i volumi di vendita e i prezzi. In questo modo, le vendite organiche catturano la risonanza dei prodotti di un’azienda con i consumatori. Più alto è meglio, e gli investitori di solito cercano azioni che possano costantemente superare i concorrenti con un aumento equilibrato dei volumi e dei prezzi. Questo successo a lungo termine è indice di vantaggi competitivi duraturi. I tassi di vendita organici si applicano ai produttori di beni di consumo di base come Procter & Gamble.

    Vendite in punti vendita comparabili

    Questa metrica viene utilizzata dai rivenditori per esprimere la crescita annuale dopo l’adeguamento per l’apertura o la chiusura dei punti vendita. In questo modo, descrive lo slancio operativo fondamentale del business. Le vendite in punti vendita comparabili forti e in accelerazione, o comps, indicano che un’azienda sta attirando un forte traffico di clienti e si sta distinguendo in un settore della vendita al dettaglio competitivo.

    L’indebolimento dei comps, d’altra parte, implica sfide commerciali sempre più impegnative.

    Quota di mercato

    Questa metrica si riferisce alla percentuale delle vendite complessive di un settore che un’azienda è responsabile di consegnare in un determinato periodo. È insolito vedere i produttori di beni di prima necessità mantenere posizioni dominanti sul mercato di oltre il 30% o più dell’industria globale per prodotti come dentifricio, pannolini o bibite gassate. Questo posizionamento è prezioso per molte ragioni. Si traduce in maggiori profitti ed è più facile da difendere dalle minacce della concorrenza, ad esempio. Un posizionamento del marchio leader rende più facile assicurare molto spazio sugli scaffali anche presso i rivenditori. Le aziende di beni di consumo di base puntano sempre a far crescere le vendite a un ritmo più veloce rispetto al settore più ampio, aumentando così la quota di mercato nel tempo.

    Profitti e ritorni

    Le migliori aziende di beni di prima necessità per il settore dei beni di consumo sono leader di mercato grazie ai loro marchi di valore, alle loro ampie basi di vendita e alla loro efficiente struttura operativa. Quando si giudica il potere reddituale di queste aziende, le due metriche chiave da conoscere sono il margine di profitto lordo e il margine di profitto operativo.

    Margine di profitto lordo

    Il margine lordo è ciò che rimane dopo che un’azienda paga i costi iniziali di produzione e distribuzione del suo prodotto. Agli investitori piace vedere un margine che è sia superiore a quello dei concorrenti che, idealmente, in aumento o stabile. La forza di questa metrica si traduce direttamente in guadagni più alti e dimostra che un titolo di consumo ha potere di prezzo.

    Margine di profitto operativo

    Il margine operativo è ciò che rimane dopo che le spese generali e le spese di vendita vengono dedotte dai profitti lordi. È una metrica dei profitti più descrittiva rispetto all’utile netto, perché non è influenzata, tra le altre cose, dalle variazioni del pagamento delle imposte. Un’azienda efficiente mostrerà un margine operativo più elevato rispetto ai suoi colleghi.

    Rendimenti per gli azionisti

    Poiché si tratta di imprese mature ed efficienti con modeste opportunità di crescita, i titoli di consumo di base tendono a generare molta liquidità, gran parte della quale viene restituita agli azionisti attraverso dividendi e riacquisti di azioni. Questa è una differenza fondamentale se paragonata alle azioni di crescita, che tendono a destinare ogni anno una parte maggiore dei loro guadagni all’espansione del business e quindi a fornire meno liquidità agli investitori.

    I dividendi sono pagamenti ricorrenti in contanti che di solito avvengono ogni trimestre. Gli investitori cercano azioni che paghino un rendimento solido, sostenuto da un’ampia liquidità. È anche importante che il dividendo abbia una lunga storia di crescita ogni anno. I cosiddetti “aristocratici del dividendo” sono aziende che hanno incrementato il loro payout per almeno 25 anni consecutivi, e questa lista d’elite comprende molti giganti dei beni di prima necessità.

    La spesa per il riacquisto di azioni è un altro modo chiave con cui le aziende restituiscono denaro agli azionisti, anche se è meno diretto del pagamento dei dividendi. Nel riacquistare le proprie azioni, un gigante dei beni di prima necessità abbassa il numero delle azioni in circolazione e quindi aumenta il valore delle azioni rimanenti, poiché il pool più piccolo significa che ogni azione residua rappresenta una parte maggiore del business.

    Rischi legati all’investimento in azioni di beni di consumo di base

    Come per tutti i titoli, anche per gli investimenti in beni di consumo di base ci sono dei rischi. Queste aziende sono resistenti ai forti cali della domanda durante le recessioni, ma i loro tassi di crescita sono ancora legati a tendenze economiche più ampie, come la crescita globale della popolazione e dei salari. Una grande recessione che colpisca più mercati geografici contemporaneamente ostacolerebbe necessariamente i guadagni e gli incrementi delle vendite.

    L’enorme dimensione di queste imprese è normalmente un punto di forza competitivo, ma può diventare una debolezza durante i periodi di cambiamenti fondamentali della domanda dei consumatori. Sia Coca-Cola che Procter & Gamble, ad esempio, hanno passato anni a ristrutturare i loro portafogli e a modificare le loro strutture operative per competere meglio nei nuovi ambienti di vendita, mentre i rivali più piccoli si sono adattati più rapidamente. Non c’è alcuna garanzia che un titolo di consumo di base rimanga in anticipo sulla prossima tendenza del mercato.

    C’è anche una buona probabilità che un determinato titolo di beni di consumo di base subisca un lungo periodo di crescita lenta che a malapena corrisponde alle tendenze più ampie del settore, che sono già modeste. Negli ultimi anni, gli investitori hanno visto all’opera molti esempi di questo triste processo. Mentre ognuno di questi giganti ha protetto il pagamento dei dividendi e ha inviato molti contanti agli azionisti nell’ultimo decennio, i rendimenti sono stati inferiori rispetto ad altre nicchie ad alta crescita.

    Le più grandi azioni di beni di consumo di base

    Gli investitori non mancano di opzioni quando si pensa di investire nei beni di prima necessità, ma qui ci sono alcuni nomi degni di nota nei segmenti della produzione e della vendita al dettaglio. Di seguito, daremo un’occhiata più da vicino a una di queste aziende che hanno recentemente realizzato performance di market-changing.

    NomeTicketCapitalizzazioneP/E
    Procter & GambleNYSE:PG287 mlrd $61,5
    Coca-ColaNYSE:KO202 mlrd $20,3
    PepsiCoNASDAQ:PEP183 mlrd $25,6
    WalmartNYSE:WMT351 mlrd $23,5
    Colgate-PalmoliveNYSE:CL61,7 mlrd $24,5
    HeinekenAMS:HEIA49 mlrd €29,5
    UnileverAMS:UNA124 mlrd €21,6
    CarrefourEPA:CA10,5 mlrd €14,5
    CampariBIT:CPR8,6 mlrd €28,0
    NestlèSWX:NESN307 mlrd CHF24,0

    Procter & Gamble

    Per molti versi, Procter & Gamble è la società prototipale di beni di consumo di base. La maggior parte dei suoi oltre 60 marchi sono considerati prodotti essenziali per le persone di tutto il mondo, che si tratti di rasoi Gillette, shampoo Head & Shoulders o Pampers.

    Il tasso di crescita di P&G è stato testardamente lento nei tre anni successivi al lancio di un riavvio del portafoglio nel 2012, ma ultimamente le tendenze sono migliorate.

    P&G ha guadagnato quote di mercato nei segmenti dei tessuti e dell’assistenza domiciliare, ma ha perso terreno in settori come la toelettatura e la cura dei bambini.

    Le efficienti operazioni dell’azienda illustrano il motivo per cui molti investitori la considerano tra le aziende più sicure. P&G stanzia regolarmente miliardi di dollari per il riacquisto di azioni ogni anno e per l’incremento del dividendo, che ha una delle più lunghe fasi di crescita del mercato. Il suo modesto tasso di crescita potrebbe non far girare la testa, ma questo titolo potrebbe giocare un ruolo importante in un portafoglio ben diversificato.

    ETF di base per i consumatori e fondi indicizzati

    Se non siete interessati a scegliere specifici potenziali vincitori, potreste preferire semplicemente possedere una selezione dell’intero gruppo industriale. Fortunatamente, ci sono molti fondi tra cui scegliere per raggiungere questo obiettivo, compresi i fondi negoziati in borsa (ETF) e i fondi indicizzati. Di seguito ne riportiamo alcuni tra i più grandi. Come al solito, quando si valutano gli ETF, è importante cercare una buona copertura del settore abbinata a basse commissioni.

    NomeTicketCommissioni
    Consumer Staples Select SPDR FundNYSEMKT:XLP0,13%
    iShares U.S. Consumer Goods ETFNYSEMKT:IYK0,43%
    Vanguard Consumer Staples ETFNYSEMKT:VDC0,10%
    ETF con azioni di beni di consumo come componenti

    Fondi come questi offrono la maggior parte dei vantaggi del settore dei beni di prima necessità, tra cui una performance costante durante le fasi di contrazione del mercato e rendimenti dei dividendi superiori alla media. Dal momento che si concentrano anche sui maggiori player, è probabile che otterrete un’esposizione ai giganti globali, tra cui P&G, Coca-Cola, PepsiCo e Altria Group.

    Che si tratti di singoli titoli come Heineken o di un ETF come il fondo di beni di consumo di Vanguard, gli elementi di questo gruppo industriale meritano un posto nel portafoglio di quasi tutti gli investitori. Acquistate alcune società di qualità, o un fondo indicizzato diversificato, e preparatevi meglio ad affrontare la prossima flessione del mercato. Nel frattempo, è possibile riscuotere dividendi sani che aiutano a compensare il fatto che il segmento dei beni di prima necessità tende a rimanere indietro rispetto ad altri settori durante le fasi di ripresa ciclica. Questo attraente mix di crescita, reddito e stabilità garantirà probabilmente che questa nicchia di mercato rimanga popolare tra gli investitori per i decenni a venire.