Azione: Munich Re (ETR:MUV2)

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Muenchener Rueckver (Munich Re) è una compagnia di assicurazioni con sede a Monaco, in Germania.

ERGO, la principale filiale della società, rappresenta il più grande gruppo assicurativo di tutta Europa.

La seconda business unit, MEAG, si occupa della gestione patrimoniale.

In totale, l’azienda ha uffici in 30 Paesi, con particolare attenzione all’Asia e all’Europa. Il gruppo impiega oltre 43.000 dipendenti.

Il titolo MUV2 è quotato sulle principali borse tedesche e sulla Xetra. La società costituisce l’indice DAX e l’indice Euro Stoxx 50.

  • Azioni da comprare e tenere per sempre

    Azioni da comprare e tenere per sempre

    Nel nostro sito è già presente una sezione nella quale indichiamo le operazioni che effettuiamo sui nostri portafogli, il nostro stile è quello da cassettista, cioè acquistare un’azione, decidere un take profit e uno stop lose e mantenere in portafoglio i titoli fino al raggiungimento di un livello.

    I take e gli stop vengono aggiornati periodicamente, soprattutto in presenza di nuove trimestrali delle aziende.

    Per decidere quali aziende acquistare e quali vendere, abbiamo un calcolo che parte da 67 indicatori differenti e ci restituiscono un numero sintetico sul valore dell’azienda stessa. Lo stesso meccanismo ci indica anche, partendo dai fondamentali, quale potrebbe essere il miglior take profit; lo stop lose, invece, lo posizioniamo manualmente, a una distanza che varia tra il 20 e il 35%.

    Non vogliamo assolutamente consigliare l’acquisto di tali azioni, ma nella pagina suddetta c’è il nostro portafoglio di azioni che valgono qualcosa per noi. Ovviamente ogni lettore dovrà avere la propria idea e seguire il proprio calcolo. Noi cerchiamo di aiutare in ciò.

    Quali azioni comprare?

    Grazie a tale sistema, negli ultimi mesi, abbiamo chiuso un paio di operazioni come:

    • Adidas: entrati a 207,40 € e usciti a 290,90 € con un guadagno del 40,26% lordo
    • Hasbro: entrati a 62,53 $ e usciti a 96,76 $ con un guadagno lordo del 54,74%

    Non è ovviamente un portafoglio molto movimentato e non lo vogliamo lo sia. In questo momento abbiamo all’interno circa 42 azioni e solo 4 di queste, dal momento in cui le abbiamo comprate, sono in negativo, con il rendimento peggiore che ci sta facendo perdere solo il 4%. Tutte le restanti 38 azioni sono in positivo, con alcune che superano il rendimento teorico del 240% (Carnival al momento in cui scriviamo).

    Si tratta di un portafoglio di azioni da comprare e tenere per un lungo tempo.

    Le migliori azioni da avere

    Ma le azioni da tenere per sempre, spesso, non coincidono con le azioni migliori nel portafoglio. Per esempio, il calcolo di cui abbiamo parlato poco fa, ci segnala che le migliori aziende, tra le circa 500 che monitoriamo, sono nell’ordine:

    1. BPER Banca
    2. Unipol Gruppo
    3. BNP Paribas
    4. UnipolSai Assicurazioni
    5. Berkshire Hathaway
    6. Vertex Pharmaceuticals
    7. Credit Agricole
    8. Orange
    9. Munich Re
    10. Buzzi Unicem

    Vedremo tra un po’ le azioni da tenere per sempre, ma vi anticipiamo già che questa lista è parzialmente differente rispetto a quella delle azioni da tenere per anni.

    Quali azioni tenere per sempre?

    Come già detto, il portafoglio in sé e per sé è già impostato in modo da immaginare dei lunghi tempi all’interno dello strumento, ciò perché sono azioni che hanno ottimi fondamentali e che, prevediamo, continueranno a rendere bene nei mesi / anni a venire.

    Ci sono alcune aziende su cui abbiamo un orizzonte temporale più basso, come per esempio Mastercard, su cui siamo entrati a 298,53 $ e, considerando il prezzo attuale a 372 $, abbiamo un guadagno teorico del 24,61% che è molto vicino al prezzo di 421 $, punto in cui usciremo (ci manca quindi solo il 13% e speriamo di riuscirci nel prossimo trimestre).

    Però ci sono anche azioni da cui difficilmente usciremo per almeno i prossimi 5 anni. Teoricamente ci sono anche aziende su cui il prezzo obiettivo è così alto che continueremo a incassare cedole e probabilmente non ne usciremo mai.

    Ecco una breve lista delle azioni da tenere per sempre:

    • Netflix
    • ENI
    • Alphabet
    • Intesa San Paolo
    • Stellantis
    • Berkshire Hathaway
    • Vertex
    • Intuitive Surgical
    • Unipol Gruppo
    • Walt Disney

    Successivamente capiremo, per ognuna di queste, il perché pensiamo di tenerle per lunghissimo tempo. Come possiamo facilmente notare la lista delle azioni migliori non è la medesima delle azioni da tenere per un lungo periodo, ciò è dato da vari fattori e li analizzeremo nel dettaglio più avanti.

    Il metodo Warren Buffett

    Quello che cerchiamo di ricalcare, con questa strategia, è il metodo Warren Buffett, cioè comprare aziende dai forti fondamentali e che distribuiscono dividendi, reinvestire quest’ultimi e continuare a far crescere il portafoglio.

    Ciò non significa necessariamente non vendere, anzi, quando un’azione ha corso tanto e i fondamentali non la sostengono più è correttissimo venderla.

    Capita soventemente anche di alienare solo una quota di azioni su un titolo (vendendone per esempio il 50%) per girare il portafoglio e prendere posizione su un altro titolo che è sottostimato.

    Come dice Buffett:

    Le opportunità arrivano raramente. Quando piove oro, metti fuori un secchio, non un ditale.

    Warren Buffett

    Analisi delle azioni da tenere per sempre

    Ora, dopo aver spiegato come funziona il nostro algoritmo e aver visto le azioni migliori e quelle da tenere per sempre, andiamo ad analizzare singolarmente le azioni da tenere per un lungo periodo.

    Queste che seguono sono azioni da cui non usciremo, probabilmente, per i prossimi 5 anni (almeno).

    Netflix (NASDAQ: NFLX)

    Capitalizzazione: 221,5 miliardi di $
    P/E: 60,49
    Prezzo attuale: 499,52 $
    Target Price attuale: 615,06 $
    Nostro ingresso: 497,51 $
    Nostro Target Price: 3.975 $
    Nostro Stop Lose: 310,94 $

    Partiamo con un tecnologico, facente parte dei FAANG, cioè la società che ha inaugurato la stagione dello streaming tv flat. Lo abbiamo visto negli ultimi anni, lo streaming TV sta sostituendo la visione classica della stessa. In futuro possiamo immaginare come si guarderà la TV solo per programmi di attualità ed eventi live, mentre tutto ciò che sarà on-demand (film, serie tv, ecc) passerà da servizi di streaming.

    In questa panoramica Netflix è ben posizionata, si tratta a tutti gli effetti della TV del futuro. Subisce la concorrenza della sola Amazon con Prime Video, che però pare molto in ritardo.

    La capitalizzazione di mercato attuale è di 221 miliardi di dollari, un decimo di quella di Apple, un settimo di quella di Alphabet; certo, rispetto a queste due ha ancora molto da dimostrare, ma Netflix è in rampa di lancio e lo si denota anche dalla fiducia che gli danno gli investitori, con un P/E oltre 60, rispetto ad Apple e Alphabet che si aggirano intorno a 35/40.

    I mercati da raggiungere sono ancora molti e anche dove è già presente, come in Italia, ancora ci sono grandi fette di mercato da colpire. In questo momento l’utente tipo di Netflix è nella fascia 25/45 medio/alto spendente ma, come già visto per Facebook in passato, il mercato dei boomer (50/70 anni) è ancora da esplorare. Inoltre ci sono anche grosse differenze in base alle regioni nelle stesse nazioni: per esempio, in Italia la penetrazione al nord è molto più ampia rispetto a quella del centro/sud.

    In Netflix la nostra operazione è partita qualche mese fa, quando siamo entrati a 497,51 $, il prezzo ha sfiorato i 600 $ e ora si aggira di nuovo intorno al nostro prezzo di ingresso. Si tratta di una buona occasione di ingresso o di aumento del volume di azioni. Reputiamo che la capitalizzazione di mercato sia ancora molto bassa e pensiamo che il valore possa fortemente aumentare, soprattutto perché i prezzi di listino di Netflix sono ancora relativamente bassi per l’offerta che ha. Infine c’è un nuovo spiraglio possibile, già percorso da Amazon e su cui Netflix potrebbe fare dei ragionamenti: gli eventi live come la trasmissione delle gare di calcio; Amazon ha acquisito la licenza per poter trasmettere delle gare per il prossimo trimestre e non è detto che Netflix non possa seguire a ruota libera, inaugurando a tutti gli effetti un nuovo mercato. In tale circostanza il marketCap di Netflix è vermanete molto basso a oggi.

    ENI (BIT: ENI)

    Capitalizzazione: 37,25 miliardi di €
    P/E: –
    Prezzo attuale: 10,30 €
    Target Price attuale: 18,06 €
    Nostro ingresso: 6,67 €
    Nostro Target Price: 23,62 $
    Nostro Stop Lose: 4,82 $

    Veniamo quindi a un’azione italiana: ENI, l’Ente Nazionale Idrocarburi fondato da Enrico Mattei. Storicamente ENI è sempre stata un’azione da cassettista, ciò grazie agli ottimi dividendi che ha sempre distribuito: non era insolito ricevere il 7/8% lordo di dividend yield.

    La crisi del petrolio degli ultimi 3/4 anni ha un po’ modificato le carte in tavola, facendo crollare il prezzo delle azioni e facendo abbattere il dividendo distribuito. Allo stesso tempo ENI è stata in grado di ripulire i costi, abbattendo il prezzo limite del barile dal quale fare utili. Infatti nel 2014 a ENI, per fare utili, serviva un prezzo al barile di 90 dollari; nel 2016 ne bastavano 55 e negli ultimi anni si è ancora abbassato.

    Oggi il brent prezza a circa 65 dollari al barile e quindi ENI è nelle condizioni di poter fare utili. Ciò rappresenta un’uscita da un tunnel che è durato svariati anni. Inoltre le previsioni per il futuro, sul prezzo al barile, sono in netto aumento, con le options sui future a 100$ che vengono comprati come biglietti delle lotterie.

    Forse c’è una fiammata dei prezzi e un po’ di speculazione alla base, ma una cosa rimane certa: da più punti si sta parlando di inflazione in netta crescita, ne abbiamo parlato anche noi qualche tempo fa, e questo porterà i prezzi delle materie prime ad alzarsi. Un aumento dei prezzi del petrolio sarebbe oro per il titolo ENI. Quindi a questi prezzi c’è un’ottima opportunità di acquisto.

    Dall’altro canto c’è l’evoluzione green in atto e il petrolio, tra 10/20 anni, varrà molto meno di ciò che vale oggi. In tal senso l’operazione di trasformazione di ENI è già iniziata da anni, soprattutto con gli investimenti in GNL, inoltre gli oltre 200 miliardi di euro del piano PNRR dati dal Next Generation UE, sono linfa vitale per l’azienda di Stato, che ne approfitterà per continuare con l’evoluzione.

    Il nostro portafoglio è esposto verso ENI, con il prezzo di ingresso a 6,67 euro, realizzato durante il crollo per la pandemia da Corona Virus. Stiamo già realizzando un guadagno teorico del 54% ma non siamo intenzionati a realizzare. La nostra visione riporta i prezzi dell’azione fino a 23,62 euro e questa è sostenuta dalla distribuzione dei dividendi che, nei prossimi anni, dovrebbero continuare ad aumentare. Insomma, ENI è un’azione che probabilmente non taglieremo mai dal nostro portafoglio.

    Alphabet (NASDAQ: GOOGL)

    Capitalizzazione: 1.580 miliardi di $
    P/E: 30,19
    Prezzo attuale: 2.337 $
    Target Price attuale: 2.405 $
    Nostro ingresso: 1.430,50 $
    Nostro Target Price: 4.723 $
    Nostro Stop Lose: 857,13 $

    Torniamo su un tecnologico e torniamo nel mercato degli Stati Uniti d’America. Alphabet è la capogruppo di Google e YouTube, oltre che di Nest e di un’altra serie di piccoli progetti. Come si vede anche dalla capitalizzazione di mercato, si tratta di un colosso del mercato tech.

    Benché nel nostro portafoglio sia assente solo Amazon, per gli investimenti a lungho periodo, tra i veri colossi dell’Information Technology, abbiamo scelto Alphabet anziché Facebook, Apple, Amazon e Microsoft. Il motivo è molto semplice: Google è posizionata sulle nuove tecnologie, ha un’ottima infrastruttura cloud, fa utili con servizi semplici (come Google Maps, Google for Business e Google Analytics) ed è il big player dell’advertising oltre ad avere il sistema operativo più diffuso su mobile (Android). Rispetto ad Amazon non ha i costi fisici di distribuzione di prodotti, rispetto a Microsoft ha una visione più ampia, rispetto ad Apple ha molta più varietà e rispetto a Facebook ha molti più brevetti… insomma, è in assoluto l’azienda più completa del gruppo.

    Inoltre, dando un occhio ai fondamentali, è anche l’azienda meglio posizionata e che sta crescendo di più, nonostante non sia una start-up. Poco debito, utili in costante crescita, investimenti calibrati in ricerca e sviluppo e sbaglia pochi colpi.

    Benché sia il secondo player, alle spalle di AWS di Amazon, con il cloud ha ancora molta strada da percorrere e YouTube ancora dovrà evolvere per portare maggiori introiti. Google Home e, in generale, la platea di strumenti Nest, hanno ancora ampie fette di mercato da raggiungere e, inoltre, con Stadia è entrata pesantemente sul mercato del games.

    Alphabet è presente nel nostro portafoglio da qualche mese oramai, siamo entrati a 1.430 e considerando il prezzo attuale a 2.337$ abbiamo già un guadagno teorico del 63%. Non abbiamo nessuna intenzione di vendere però, perché pensiamo che il prezzo delle azioni, nei prossimi anni, subiranno ancora rialzi. La nostra visione porta il prezzo di Alphabet fino a 4.723 $, anche se ci vorranno anni per arrivarci.

    Chi ancora non è dentro potrà ancora approfittare del prezzo attuale che, secondo il nostro algoritmo, è ancora relativamente basso in rapporto ai fondamentali dell’azienda. Certo, forse un anno fa il prezzo era decisamente migliore…

    Intesa San Paolo (BIT: ISP)

    Capitalizzazione: 45,86 miliardi di €
    P/E: 20,10
    Prezzo attuale: 2,36 €
    Target Price attuale: 2,58 €
    Nostro ingresso: 1,40 €
    Nostro Target Price: 3,78 €
    Nostro Stop Lose: 0,82 €

    Torniamo in Italia e guardiamo il miglior titolo del settore bancario, in particolare concentriamoci sulla terza banca più grande in Europa. Intesa San Paolo fino a pochi anni fa era la seconda banca italiana, alle spalle di Unicredit, negli ultimi anni una buona gestione da parte di Corrado Passera prima e Carlo Messina poi l’hanno portata a essere leader incontrastata di mercato. Ciò è stato migliorato nell’ultimo anno grazie all’operazione che le ha permesso di scalare UBI Banca.

    I fondamentali dell’azienda sono ottimi, con poco debito, un buon patrimonio netto e dei bilanci che di volta in volta continuano a stupire. L’unico neo, se vogliamo, è la poca internazionalizzazione dell’istituto, a differenza di Unicredit che, invece, è il più internazionale tra gli istituti italiani.

    Dalla sua ha una remunerazione degli azionisti continua e sempre in salita; eccezion fatta per il 2020, quando la BCE, a causa del Covid, ha bloccato la distribuzione dei dividendi, Intesa ha sempre saputo regalare gioie agli azionisti. Dividendi che comunque Intesa ha messo in cassaforte, pronta a distribuire non appena la BCE gli darà l’autorizzazione.

    L’ultima trimestrale (la 1Q2021) pubblicata pochi giorni fa, conferma che la banca è in continua scalata e difficilmente si fermerà.

    Il nostro portafoglio ha il titolo oramai da anni, con vari ingressi abbiamo mediato il prezzo medio di carico, siamo riusciti ad approfittare dell’occasione regalataci dal crollo causa Covid e oggi abbiamo un PMC di 1,40. Siamo posizionati benissimo soprattutto se consideriamo il prezzo attuale a 2,36.

    La nostra visione dice che il prezzo di Intesa, visti i fondamentali, è ancora basso e che un’uscita possibile, stando a questi dati, potrà arrivare solo a 3,78 euro. C’è da dire che la distribuzione dei dividendi continua ad agire sul prezzo tenendo bassi gli exploit, quindi difficilmente l’azione raggiungerà quel prezzo, ciò ci va benissimo poiché guardando la politica di dividendi dell’azienda e il nostro PMC riusciremo a ripagarci l’investimento entro pochi anni, tutto ciò che arriverà successivamente sarà certamente un guadagno.

    Infine, nell’ottica di cavalcare l’inflazione che sta per abbattersi sulle nostre teste, i titoli finanziari sono una delle migliori scelte, questo giustifica ancora di più il nostro investimento in ISP.

    Stellantis (BIT: STLA)

    Capitalizzazione: 47 miliardi di €
    P/E: –
    Prezzo attuale: 15,00 €
    Target Price attuale: 19,72 €
    Nostro ingresso: 6,64 €
    Nostro Target Price: 41,71 €
    Nostro Stop Lose: 5,21 €

    Come per Intesa San Paolo, anche per Stellantis abbiamo nel tempo mediato il prezzo, essendo posizionati oramai da anni (all’incirca dal momento in cui Sergio Marchionne annunciava l’azzeramento del debito) su quella che fu FCA e che ora è Stellantis, grazie alla fusione con Peugeot.

    Metà del nostro prezzo di ingresso è già stato ripagato dalla distribuzione, ordinaria e straordinaria, dovute alla fusione con PSA. Quindi il nostro investimento, al di là del prezzo attuale, è già stato vincente. Se aggiungiamo che oggi scambia a 15 euro, con un guadagno teorico del 126% al quale vanno aggiunti i dividendi ricevuti negli ultimi 2/3 anni allora possiamo dire che anche Stellantis fallisse, noi comunque ne saremmo usciti vincitori.

    Ma Stellantis ha una visione ben lontana dal fallimento e il nostro algoritmo ci dice che il prezzo è ancora fortemente sottovalutato. Stessa view paiono averla gli analisti che danno un prezzo obiettivo per Stellantis con un premio del 31,5% rispetto ai prezzi attuali.

    Carlos Taveres, attuale CEO di Stellantis, ha già dimostrato, prima con Peugeot e poi con Opel, di riuscire a risanare situazioni complesse e di essere in grado di avere un occhio lungo sul futuro, per questo motivo pensiamo che Stellantis non possa fare altro che salire nei prossimi mesi/anni. Inoltre l’attenzione per gli analisti e i dividendi distribuiti sono un ottimo incentivo.

    Come già accennato, abbiamo un prezzo medio di carico di 6,64 euro e un target a 41,71 euro, forse un po’ alto ma per il semplice motivo che venderemo Stellantis proprio se non ha più senso tenerla in portafoglio.

    Berkshire Hathaway (NYSE: BRK.B)

    Capitalizzazione: 661 miliardi di $
    P/E: 6,60
    Prezzo attuale: 290 $ / 435.000 $
    Target Price attuale: 443.000 $
    Nostro ingresso: 262,69 $
    Nostro Target Price: 538 $
    Nostro Stop Lose: 118,02 $

    Potevamo seguire il metodo Warren Buffett senza possedere e ammirare l’azione da lui posseduta? Certo che no…

    Ecco, chi non conosce Berkshire Hathaway deve sapere che le azioni originali sono quelli di classe A, su cui Buffett non ha mai voluto effettuare split, nemmeno in presenza di problemi tecnici da parte del Nasdaq, da qualche anno però sono state quotate anche le azioni di classe B, non tanto perché Buffett volesse offrire le proprie azioni a chiunque, ma per evitare che player potessero realizzare split non ufficiali e guadagnare alle spalle dell’oracolo di Omah.

    Da ciò nasce la doppia valutazione di Berkshire Hathaway:

    • Classe A: attualmente quota a 435 mila dollari ad azione e ha in circolazione 580 mila azioni
    • Classe B: attualmente quota a 290$ e ha in circolazione circa 1.250 milioni di azioni

    Naturalmente con il nostro portafoglio non ci possiamo permettere il lusso di acquistare solo un’azione di classe A di Berkshire Hathaway e non differenziare su altre azioni, quindi abbiamo optato per le classe B, decisamente più alla portata.

    Il motivo dell’acquisto e del perché in questa lista di azioni da tenere per sempre è chiaro: ci ispiriamo alla sua metodologia e quindi pensiamo che i risultati ottenuti fin qua siano stratosferici: negli ultimi 20 anni ha una resa percentuale del proprio portafoglio del 20% medio annuo. In pratica, se iniziate oggi con 10 mila euro investiti, con questa resa, tra 20 anni avreste 383 mila euro. Bel risultato no!? Beh, questa è la resa degli ultimi anni, ma Berkshire Hathaway è attiva dagli anni ’60…

    Il nostro ingresso in questa azione è relativamente recente, effettuato ad aprile del 2021, con prezzo di ingresso di 262,69 $, grazie alla buona trimestrale pubblicata a inizio maggio siamo già a un guadagno teorico del 10%, ma siamo assolutamente certi che questa azione avrà ancora tanto fiato per correre.

    Vertex Pharmaceuticals (NASDAQ: VRTX)

    Capitalizzazione: 55 miliardi di $
    P/E: 20,28
    Prezzo attuale: 213 $
    Target Price attuale: 285,09 $
    Nostro ingresso: 221,32 $
    Nostro Target Price: 592 $
    Nostro Stop Lose: 125,13 $

    Per differenziare il nostro portafoglio portiamo in esame un titolo azionario del settore salute, nel dettaglio evitiamo qualsiasi azione legata ai vaccini, che potrebbero essere un boomerang e invece mettiamo in portafoglio un’azione che sviluppa medicinali principalmente per malattie rare.

    Vertex non solo sviluppa normali farmaci, ma è addentrata nel mercato delle biotecnologiche, quindi con ottime prospettive per il futuro. Ha vari preparati allo stadio 2 e 3 di test e presto potrebbe presentarsi sul mercato con novità molto importanti.

    Il nostro algoritmo ce la segnala come una delle più promettenti del panorama medico, con ottimi fondamentali e buona capacità di crescita. Siamo entrati in questa azione circa un anno fa a 227 $, poi abbiamo mediato qualche tempo dopo con prezzi un po’ più bassi e il nostro prezzo medio di carico è attualmente a 221,32 $. Allo stato attuale stiamo perdendo il 3,75%, quindi siamo ancora in un buon punto di ingresso per chi volesse affacciarsi su questo titolo.

    Come sempre abbiamo un nostro prezzo obiettivo (592 $) decisamente più alto rispetto al target medio che gli assegnano gli analisti oggi (285,09 $). Per noi è un’azione che nei prossimi mesi regalerà grandi soddisfazioni, quindi è un’azione che visto il basso debito, il continuo sviluppo grazie all’area ricerca e le buone prospettive dei medicinali che si trovano all’ultima fase di sviluppo, potrebbe rapidamente crescere. Ciò gli viene riconosciuto anche dagli analisti, che non sono così spinti come lo siamo noi, ma comunque riconoscono un possibile premio del 29%.

    Intuitive Surgical (NASDAQ: ISRG)

    Capitalizzazione: 99,8 miliardi di $
    P/E: 86,86
    Prezzo attuale: 842 $
    Target Price attuale: 871,13 $
    Nostro ingresso: 759,50 $
    Nostro Target Price: 2.812 $
    Nostro Stop Lose: 455,60 $

    Rimaniamo nel settore sanitario ma spostiamoci dai farmaci alla tecnologia. Intuitive Surgical è un’azienda americana che produce il da Vinci un sistema di assistenza chirurgica. In pratica grazie al da Vinci di Intuitive è possibile realizzare, da parte di chirurghi, operazioni molto complesse e che richiedono la precisione al millimetro.

    Negli ultimi anni, grazie allo sviluppo di questa tecnologia, Intuitive Surgical è cresciuta in modo continuo, nell’ultimo anno, con le cliniche impegnate sul Covid e molto meno su operazioni procrastinabili, le vendite di nuovi sistemi sono un po’ rallentate. Ora, con l’uscita dall’emergenza pandemia, ci si aspetta un buon ritorno per Intuitive, con l’installazione di sistemi di assistenza che costano vari milioni di dollari.

    In questo campo Intuitive Surgical ha praticamente il monopolio e all’orizzonte non si notano concorrenti degni di nota, quindi, tra nuove installazione e manutenzione di sistemi installati, che hanno cicli di vita decennali, non ci sono nubi all’orizzonte di questa società.

    Il nostro algoritmo la piazza molto bene, grazie ai buoni fondamentali, anche se i risultati dell’ultimo anno hanno un po’ abbassato il rating facendola scivolare fuori dalle aziende migliori.

    Il nostro ingresso risale a circa un anno fa, quando entrammo nell’azione con un prezzo di 759,50 $, il quale ci sta facendo guadagnare un teorico 11%. Il nostro prezzo obiettivo è molto lontano e siamo tranquilli che l’assenza di concorrenza e l’essenzialità delle operazioni ci permetteranno di raggiungerlo tra qualche anno.

    Unipol Gruppo (BIT: UNI)

    Capitalizzazione: 3,46 miliardi di €
    P/E: 4,88
    Prezzo attuale: 4,8 €
    Target Price attuale: 4,89 €
    Nostro ingresso: 4,34 €
    Nostro Target Price: 13,17 €
    Nostro Stop Lose: 2,60 €

    Tornando a casa nostra, degna di nota è il Gruppo Unipol, il quale ha al proprio interno partecipazioni in UnipolSai e in BPER Banca, tutti e 3 i titoli facenti parte del gruppo dei migliori secondo il nostro algoritmo. Il nostro ingresso in questa azione risale a febbraio del 2021, quando abbiamo comprato per 4,34 €, il che ci garantisce già un gain teorico del 10,37%; anche per Unipol nessuna intenzione di cedere azioni poiché all’orizzonte ci sono ottime prospettive.

    Oltre al fatto che il gruppo assicurativo/bancario ha fondamentali perfetti, con un patrimonio netto (7,6 miliardi) che supera la capitalizzazione (3,46 miliardi), quindi è certamente sottostimato, soprattutto se consideriamo che il debito è assolutamente sostenibile in rapporto ai ricavi e agli utili.

    Inoltre, guardando un po’ più in là, la banca partecipata (BPER Banca) è in un gioco di strategie che la porterà certamente ad andare in sposa a qualche altra banca (probabilmente Banco BPM), così da creare il vero terzo polo del Paese. Posizione di vantaggio per il gruppo Unipol, che a quel punto potrebbe far entrare il polo assicurativo UnipolSai all’interno di un player di tutto rispetto.

    Da non dimenticare infine la continua distribuzione di dividendi, con Yield che difficilmente scende sotto il 5%.

    Walt Disney (NYSE: DIS)

    Capitalizzazione: 330 miliardi di $
    P/E: –
    Prezzo attuale: 181,8 $
    Target Price attuale: 209,42 $
    Nostro ingresso: 133,26 $
    Nostro Target Price: 362 $
    Nostro Stop Lose: 82 $

    Eccoci qui arrivati all’ultimo della lista di azioni da comprare e tenere per sempre (o quasi). Walt Disney è un colosso dell’intrattenimento e benché nell’ultimo anno i suoi parchi divertimento abbiano avuto qualche problema a causa del Corona Virus, nuove revenue stream stanno crescendo facendo sì che la Disney diventi a tutti gli effetti un colosso differenziato nell’intrattenimento per grandi e piccini.

    Ci riferiamo in modo particolare alla piattaforma Disney+, in grado di diventare, in breve tempo, la tv di riferimento per i bimbi. Ciò che Netflix è per gli adulti Disney+ lo è per i bimbi. Ma non solo… perché Disney+ ha ambizione di essere anche qualcosa in più, non a caso l’ultimo film che ha vinto gli Oscar 2021 (Nomadland) è distribuito da Walt Disney Studios Motion Pictures e si trova solo su Disney+.

    Casa di produzione, marchi di proprietà, licenze da riscuotere per ogni uso di un proprio personaggio, streaming tv e parchi divertimento… Walt Disney Company è in assoluto una delle migliori aziende dell’intrattenimento e ciò si denota dai fondamentali, con bilanci sempre migliori, trimestre dopo trimestre.

    Ciò gli viene riconosciuto dagli analisti, che infatti hanno un premio del 15,5% sui prezzi attuali e glielo riconosciamo anche noi che, in ottica cassettista, ci libereremmo del titolo solo se raggiungesse velocemente i 362 $. Altrimenti continuiamo a goderci i dividendi e a osservare il verde del risultato che in questo momento segna +36,4%.

    I titoli migliori che non avremo per sempre

    Dopo aver terminato la carrellata dei titoli azionari da tenere per sempre, non possiamo non tornare su quelli che sono i titoli migliori, secondo il nostro algoritmo, ma che noi non terremo per sempre, anzi, ci aspettiamo che nei prossimi mesi raggiungano il nostro target price e quindi verranno ceduti.

    Ricapitoliamo la lista per evitare che dobbiate tornare in cima all’articolo:

    1. BPER Banca
    2. Unipol Gruppo
    3. BNP Paribas
    4. UnipolSai Assicurazioni
    5. Berkshire Hathaway
    6. Vertex Pharmaceuticals
    7. Credit Agricole
    8. Orange
    9. Munich Re
    10. Buzzi Unicem

    Questi sono i titoli migliori secondo il nostro algoritmo. Di questi, abbiamo visto, come quelli che terremo per sempre sono: Unipol Gruppo, Berkshire Hathaway e Vertex Pharmaceuticals. Ne rimangono quindi sette, che reputiamo molto interessanti (e infatti li abbiamo acquistati) ma altrettanto velocemente (arco temporale massimo di 12 mesi) li venderemo.

    BPER Banca e UnipolSai

    Partiamo dai primi 2, con BPER che secondo il nostro algoritmo è in assoluto l’azienda più sottovalutata tra le 500 circa che analizziamo. Ovviamente l’abbiamo acquistata e abbiamo un target price abbastanza alla portata, soprattutto perché pensiamo che le voci di fusione tra BPER e BPM faranno sì che presto la banca emiliana vada in rally e arrivi a livelli ben più alti di quanto visto fino a ora.

    Discorso simile per UnipolSai, certamente la miglior assicurazione che abbiamo in lista, seguita a poca distanza da Axa, ma che terremo poco in portafoglio.

    Entrambi i titoli, inoltre, sono nella galassia di Unipol Gruppo, candidato a rimanere per sempre nel nostro portafoglio, quindi mantenere la capogruppo e 2 società satellite sarebbe un po’ tanto. Nell’ottica di diversificazione, quindi, approfittiamo dei prezzi bassi di UnipolSai e di BPER ma terremo sul lungo periodo solo Unipol Gruppo.

    BNP Paribas e Credit Agricole

    Discorso parzialmente simile per BNP Paribas e Credit Agricole: i titoli si trovano nel nostro portafoglio ma l’orizzonte temporale per la cessione è a 12 mesi. Non perché non crediamo nelle banche francesi, ma per il semplice motivo che preferiamo avere la miglior banca italiana, quindi Intesa San Paolo, e per una questione di differenziazione del portafoglio un assicurativo e un bancario ci bastavano.

    Intesa ha più prospettive di crescita rispetto a BNP, forse uguali a Credit Agricole, che continua a fare acquisizione, come l’ultima in Italia: il Creval.

    Stiamo comunque parlando di 3 tra le banche migliori in Europa, con BNP che occupa stabilmente il primo posto in termini di capitalizzazione.

    Orange

    Per fondamentali meriterebbe di stare a piena regola tra i titoli azionari da tenere per sempre, la questione è che il mercato degli ISP è in continuo movimento e l’azienda leader di oggi potrebbe non esserlo più tra un paio d’anni (per esempi vedere cosa è successo in Italia con l’arrivo di Iliad).

    In questo momento approfittiamo della segnalazione del nostro algoritmo e cerchiamo nel giro di pochi mesi di ricavarne il più possibile; non è detto che non questa azione non ci faccia compagnia per qualche anno, ma certamente la sua presenza nel nostro portafoglio sarà attenzionata continuamente, per capire se i fondamentali saranno ancora stabili.

    Munich Re

    Munich Re è un titolo tedesco assicurativo, escluso dalla lista dei “per sempre” per il semplice motivo che il nostro algoritmo ci segnala come migliore Unipol.

    Certo è che con questi fondamentali farà una bella presenza nel nostro portafoglio e i generosi dividendi che stacca sono particolarmente preziosi. Ci accompagnerà per un po’ di tempo.

    Buzzi Unicem

    Il decimo miglior titolo segnalatoci dal nostro algoritmo è un industriale italiano che lavora molto all’estero e in particolare negli Stati Uniti. Buzzi Unicem rientra in questa particolare classifica dei migliori, oltre che per gli ottimi fondamentali, perché i nuovi piani di sviluppo varati in America e in Europa, puntano moltissimo sullo sviluppo edile e cantieristico, con ottimi ritorno in vista per Buzzi Unicem.

    Non è un titolo da “per sempre” perché vive di fiammate e benché in questo momento si trovi nel momento di gloria tra qualche anno potrebbe non essere più tra i migliori. Nel mentre ce lo godiamo nel nostro portafoglio e attendiamo i ritorni, per i prossimi 2/3 anni, dati dai piani emergenziali made in USA e in Europa.

  • Le 50 aziende più grandi in Germania

    Le 50 aziende più grandi in Germania

    Continuiamo con la nostra panoramica per mettere in evidenza le aziende più grandi per ogni singola nazione e, dopo aver trattato le più grandi aziende francesi e le più grandi aziende spagnole, eccoci davanti alle più grandi aziende quotate in Germania.

    Il paniere di riferimento è il DAX30, che include, appunto, le 30 aziende più meritevoli di terra teutonica. Ma le prime 30 della nostra lista non corrispondono precisamente con le componenti del DAX, per il semplice motivo che la capitalizzazione di mercato non è l’unico fattore per essere promosso nel DAX.

    Eccole quindi, le 50 aziende quotate più grandi della Germania, ordinate per capitalizzazione di mercato, espressa in dollari così da uniformare tutti i mercati (Svizzera, Regno Unito, Europa e America).

    Aziende più grandi in Germania

    Azienda / AzioneCapitalizzazione
    (in milioni di $)
    Settore / Core Business
    Sap
    ETR: SAP
    $ 165.677Tech
    Volkswagen
    ETR: VOW3
    $ 147.537Costruttore veicoli
    Siemens
    ETR: SIE
    $ 133.443Beni di consumo
    Allianz
    ETR: ALV
    $ 107.262Assicurativo
    Daimler
    ETR: DAI
    $ 95.298Costruttore veicoli
    Deutsche Telekom
    ETR: DTE
    $ 91.297Telecomunicazioni
    Merck Kgaa
    ETR: MRK
    $ 76.438Farmaceutici
    BASF
    ETR: BAS
    $ 74.115Prodotti Chimici
    Deutsche Post
    ETR: DPW
    $ 72.814Logistica
    BMW
    ETR: BMW
    $ 65.128Costruttore veicoli
    Siemens Healthineers
    ETR: SHL
    $ 64.142Tecnologia Medica
    Bayer
    ETR: BAYN
    $ 63.604Farmaceutici
    Adidas
    ETR: ADS
    $ 60.260Calzature e accessori
    Infineon Technologies
    ETR: IFX
    $ 52.517Semiconduttori
    Henkel
    ETR: HEN3
    $ 45.874Casalinghi
    Münchener Rückversicherungs
    ETR: MUV2
    $ 40.557Assicurativo
    Delivery Hero
    ETR: DHER
    $ 39.543Servizi Internet
    Vonovia
    ETR: VNA
    $ 37.195Costruttore immobili residenziali
    Sartorius Aktiengesellschaft
    ETR: SRT
    $ 35.951Sistemi diagnostici
    Porsche Automobil Holding
    ETR: PAH3
    $ 32.264Costruttore veicoli
    Hapag-Lloyd Aktiengesellschaft
    ETR: HLAG
    $ 31.989Logistica
    Deutsche Börse
    ETR: DB1
    $ 31.636Borse / Scambio valori
    E.On
    ETR: EOAN
    $ 31.447Energetici
    Deutsche Bank
    ETR: DBK
    $ 28.803Banche
    Fresenius Se
    ETR: FRE
    $ 27.418Ospedali
    Continental
    ETR: CON
    $ 27.101Accessori per veicoli
    Zalando
    ETR: ZAL
    $ 26.351Abbigliamento e accessori
    Enbw Energie Baden-Württemberg
    ETR: EBK
    $ 26.326Energetici
    Rwe
    ETR: RWE
    $ 25.656Energetici
    Beiersdorf Aktiengesellschaft
    ETR: BEI
    $ 25.620Prodotti personali
    Siemens Energy
    ETR: ENR
    $ 23.777Energia rinnovabile
    Fresenius Medical Care
    ETR: FME
    $ 23.309Servizi medici
    Hannover Rück
    ETR: HNR1
    $ 22.312Assicurativo
    Knorr-Bremse Aktiengesellschaft
    ETR: KBX
    $ 19.779Macchinari/Veicoli pesanti
    Deutsche Wohnen
    ETR: DWNI
    $ 18.609Costruttore immobili residenziali
    Heidelbergcement
    ETR: HEI
    $ 18.192Materiali da costruzione
    Symrise
    ETR: SY1
    $ 17.496Prodotti Chimici
    Evonik Industries
    ETR: EVK
    $ 16.324Prodotti Chimici
    Vantage Towers
    ETR: VTWR
    $ 15.801Telecomunicazioni
    Puma
    ETR: PUM
    $ 15.784Calzature
    Carl Zeiss Meditec
    ETR: AFX
    $ 15.767Tecnologia Medica
    Hellofresh
    ETR: HFG
    $ 14.406Supermercati
    Traton
    ETR: 8TRA
    $ 14.279Autobus
    Brenntag
    ETR: BNR
    $ 13.880Prodotti Chimici
    Mtu Aero Engines
    ETR: MTX
    $ 13.452Parti di Aerei
    Uniper
    ETR: UN01
    $ 13.356Energetici
    Kion Group
    ETR: KGX
    $ 13.079Macchinari/Veicoli pesanti
    Covestro
    ETR: 1COV
    $ 12.645Plastica
    Auto1 Group
    ETR: AG1
    $ 11.811Rivenditori privati
    Aziende più grandi in Germania

    Ovviamente, essendo classificate per capitalizzazione, potrebbe succedere che qualcuna di queste aziende possa uscire da questa lista nei prossimi mesi, per lasciare spazio a qualcun’altra. Le capitalizzazioni si riferiscono al valore di borsa del 3 maggio 2021.

    Struttura della borsa tedesca

    La borsa tedesca, gestita da Deutsche Börse Ag, è un reticolo di mercati finanziari, composti da:

    • Berliner Börse
    • Börse Düsseldorf
    • Hamburg Stock Exchange
    • Börse München
    • Börse Stuttgart
    • Frankfurt Stock Exchange

    I titoli azionari sono per la maggiore in quest’ultima piazza, cioè nella borsa di Francoforte, la quale, a sua volta, si divide in due segmenti:

    1. Xetra: il mercato di riferimento per azioni e fondi
    2. Börse Frankfurt: la piazza principale per investitori privati

  • Azioni del settore finanziario

    Azioni del settore finanziario

    Tipicamente, quando si sente parlare di settore finanziario, la mente corre velocemente agli istituti di credito. Anche se le banche sono la fetta più grande della torta, ci sono comunque varie società che possono definirsi finanziarie anche se non sono istituti bancari.

    Le categorie principali del settore delle finanze può essere racchiuso in queste poche categorie:

    • Banche: come detto, le azioni delle banche sono quelle con la fetta più grande, le più conosciute e le più vicine alla popolazione media. Chi non conosce, per esempio, Unicredit, una delle più grandi europee, come Intesa Sanpaolo oppure le banche più piccole o ex grandi, come MPS? Eppure in questa categoria rientrano anche banche che non si rivolgono tipicamente al mercato retail, come per esempio la merchant Mediobanca o istituti rivolte principalmente al settore commerciale.
    • Assicurazioni: benché in Italia il settore assicurativo è stato assediato da insurance straniere, come Admiral, DirectLine, Axa, ecc, le assicurazioni sono una parte fondamentale della nostra vita. Ovviamente anche in Italia abbiamo dei campioni, come per esempio Generali, Cattolica e sempre più spesso le banche aprono e presidiano un ramo assicurativo. Proprio questa mancata divisione netta tra banche e assicurazioni fa sì che la nostra percezione sia più ristretta, rilegando le assicurazioni soprattutto al ramo RC Auto.
    • Servizi finanziari: esistono quindi delle aziende che si occupano di investimenti e di servizi finanziari, senza essere banche o assicurazioni. In Italia abbiamo Azimut e qualche centinaio di grosse SGR. Inoltre esistono delle società che si occupano di servizi, come per esempio può essere Euronext francese, l’agenzia di rating S&P Global o Reuters.
    • Fintech: sono le ultime arrivate ma promettono di stravolgere il mercato in modo netto e definitivo. La tecnologia, applicata alla finanza, che prende appunto il nome di “fintech”, sta mettendo in campo una serie di titoli azionari che sfruttano la tecnologia per creare nuove soluzioni per il settore finanziario. Giusto per fare qualche nome: Mastercard, PayPal, Square o anche semplicemente, rimanendo sul mercato italiano, FinecoBank, che benché sia una banca a tutti gli effetti ha forti connotati tecnologici.
    • Blockchain: ancora molto poco usata, ma la blockchain potrebbe diventare la tecnologia del futuro per lo scambio di informazioni finanziare. Esistono già delle aziende, ma non ci sono ancora colossi mondiali.

    Elenco delle aziende del settore finanziario

    In questo capitolo facciamo un breve elenco (poiché parliamo di migliaia di aziende) che fanno parte del settore finanziario.

    NazioneSettore
    Admiral Group
    LON: ADM
    Regno UnitoAssicurazioni
    Allianz
    ETR: ALV
    GermaniaAssicurazioni
    American Express
    NYSE: AXP
    USAFinTech
    Amundi
    EPA: AMUN
    FranciaServizi finanziari
    Aon
    NYSE: AON
    Regno UnitoServizi finanziari
    Assicurazioni Generali
    BIT: G
    ItaliaAssicurazioni
    AXA
    EPA: CS
    FranciaAssicurazioni
    Aviva plc
    LON: AV
    Regno UnitoAssicurazioni
    Azimut Holding
    BIT: AZM
    ItaliaServizi finanziari
    Banco Bilbao Vizcaya Argentaria
    BME: BBVA
    SpagnaBanca
    Barclays
    LON: BARC
    Regno UnitoBanca
    Berkshire Hathaway Inc
    NYSE: BRK.A
    USAServizi finanziari
    BlackRock
    NYSE: BLK
    USAServizi finanziari
    BNP Paribas
    EPA: BNP
    FranciaBanca
    Citigroup Inc
    NYSE: C
    USABanca
    CNP Assurances
    EPA: CNP
    FranciaAssicurazioni
    Crédit Agricole
    EPA: ACA
    FranciaBanca
    Credit Suisse
    SWX: CSGN
    SvizzeraBanca
    Deutsche Bank
    ETR: DBK
    GermaniaBanca
    Deutsche Börse
    ETR: DB1
    GermaniaServizi finanziari
    FinecoBank
    BIT: FBK
    ItaliaBanca
    Goldman Sachs Group Inc
    NYSE: GS
    USABanca
    Gruppo MutuiOnline
    BIT: MOL
    ItaliaFinTech
    Gruppo Santander
    BME: SAN
    SpagnaBanca
    HSBC Holdings plc
    LON: HSBA
    Regno UnitoBanca
    ING Groep
    AMS: INGA
    OlandaBanca
    Intesa Sanpaolo
    BIT: ISP
    ItaliaBanca
    JPMorgan Chase & Co.
    NYSE: JPM
    USABanca
    Lloyds Banking Group PLC
    LON: LLOY
    Regno UnitoBanca
    London Stock Exchange Group
    LON: LSE
    Regno UnitoServizi finanziari
    MasterCard
    NYSE: MA
    USAFinTech
    Mediobanca
    BIT: MB
    ItaliaBanca
    Morgan Stanley
    NYSE: MS
    USABanca
    Morningstar Inc.
    NASDAQ: MORN
    USAServizi finanziari
    Munich Re
    ETR: MUV2
    GermaniaAssicurazioni
    Nasdaq
    NASDAQ: NDAQ
    USAServizi finanziari
    Nexi
    BIT: NEXI
    ItaliaFinTech
    PayPal
    NASDAQ: PYPL
    USAFinTech
    Poste italiane
    BIT: PST
    ItaliaServizi finanziari
    Royal Bank of Canada
    TSE: RY
    CanadaBanca
    Square, Inc.
    NYSE: SQ
    USAFinTech
    Société générale
    EPA: GLE
    FranciaServizi finanziari
    UBS
    SWX: UBSG
    SvizzeraBanca
    UniCredit
    BIT: UCG
    ItaliaBanca
    UnipolSai
    BIT: US
    ItaliaAssicurazioni
    Visa
    NYSE: V
    USAFinTech
    Wells Fargo & Co
    NYSE: WFC
    USAServizi finanziari
    Zurich Insurance Group
    SWX: ZURN
    SvizzeraAssicurazioni

    Metriche importanti per l’analisi dei titoli finanziari

    Le metriche non sono molto differenti rispetto agli investimenti in Istituti di credito; questi includono, oltre all’ovvio rapporto prezzo/utile (P/E), anche altre metriche da tenere ben in mente:

    • Return on Assets (ROA) e Return on Equity (ROE): si tratta delle metriche più utilizzate per valutare la redditività delle aziende del settore finanziario. Rappresentano, rispettivamente, i profitti annualizzati in rapporto alle attività e al patrimonio netto.
      Il benchmark del settore è per un ROA dell’1% e un ROE del 8%.
    • Margine di interesse netto: una metrica che si applica in particolar modo alle banche e rappresenta la differenza tra gli interessi incassati per l’attività di prestito e gli interessi pagati per l’attività di raccolta.
    • Rapporto di efficienza: per incassare 100 euro quanto spende l’azienda? Se spendesse 75 euro avremmo un rapporto di efficienza del 75%. Ovviamente più basso e meglio è.
    • Price-to-book (P/B): nella valutazione dei titoli finanziari, il rapporto prezzo/patrimonio (P/B), può essere utile quanto il rapporto P/E. Il P/B è il prezzo delle azioni di una società, diviso per il suo valore patrimoniale netto.
    • Rapporto combinato: più per le società assicurative che per quelle bancarie; il rapporto combinato è la somma di spesa per il pagamento dei sinistri (loss ratio) e per le spese aziendali (expense ratio). Naturalmente il combined ratio deve essere inferiore al 100% poiché, altrimenti, porterebbe la società a chiudere i conti in negativo.
    • Margine di investimento: Sempre di vitale importanza per le assicurazioni, le quali, oltre a trarre profitto dalle polizze di sottoscrizione, guadagnano anche investendo i premi raccolti in attesa di pagare i premi per i sinistri assicurativi. Questo è importante, poiché il reddito da investimenti è spesso la fonte primaria dei profitti di una compagnia di assicurazione.

    Investire a lungo termine

    Quando si valuta un’azione del settore finanziario è importante comprendere l’arco temporale nel quale tale azione potrà restituire buoni risultati.

    In particolar modo, il settore in questione, ha andamenti lenti che modificano il prezzo dell’azione nell’arco di vari anni, quindi è fondamentale mettersi nell’ottica di investire per mantenere in portafoglio tale azione.

    Esistono troppe variabili in grado di modificare il valore azionario nel breve periodo, comprese le crisi economiche, quindi è importante tenere ben in mente che il capitale potrebbe essere bloccato per vari mesi se non anni.

    Tuttavia, se si dispone di un orizzonte temporale di investimento di cinque anni o più, potrebbe essere una mossa intelligente aggiungere al proprio portafoglio alcuni titoli finanziari. In particolar modo per le ricche cedole che questo settore è in grado di pagare.

  • Le più grandi Aziende di Assicurazioni, investire in Azioni Assicurative

    Le più grandi Aziende di Assicurazioni, investire in Azioni Assicurative

    I titoli assicurativi dovrebbero trovarsi nel portafoglio di qualsiasi investitore. Ciò perché è un business remunerativo, con prospettive di lungo periodo ed è anticiclico, quindi funziona bene sia in momenti di crisi che in momenti economicamente esplosivi.

    Giusto per fare un esempio: durante questa crisi dovuta al Covid la maggior parte delle assicurazioni, soprattutto sui rami RC auto, ha tirato i remi in barca, con meno incidenti e quindi meno indennizzi da pagare. Inoltre si è aperta una nuova linea di business, grazie alle assicurazioni per interruzione delle attività commerciale. Evento certamente raro, nel quale ci troviamo al momento ma che, statisticamente parlando, messo il Covid alle spalle, difficilmente capiterà di nuovo.

    In questo articolo faremo una paronimica di come funziona il business insurance, andremo a vedere concetti fondamentali e consiglieremo qualche azione da non far sfuggire.

    Come guadagnano le compagnie assicurative

    Quando ci si trova davanti a un’azione, ogni investitore dovrebbe avere ben in mente quali sono le linee di business (o almeno il core business) di quell’azienda.

    Il business assicurativo da questo punto di vista è molto semplice: i premi incassati per l’apertura delle polizze devono superare le spese per amministrative e gestionali, oltre a quelle legate ai risarcimenti.

    Semplificando, e di molto, un’assicurazione che:

    • incassa 100 dai premi
    • paga 40 per dipendenti e gestione
    • 40 per indennizzi sui danni

    sarà andata in utile di 20. Questo utile è il profitto di sottoscrizione.

    Ma questa è una visione parziale e molte assicurazioni si accontentano anche di andare in pareggio con il profitto di sottoscrizione.

    Il secondo modo per guadagnare, per un’assicurazione, è attraverso gli investimenti. Infatti, quando prendono soldi per la sottoscrizione delle polizze, non lasciano fermo il denaro, piuttosto lo investono così da avere maggiori introiti, prima di pagare eventuali sinistri. Questo denaro viene denominato galleggiante e le assicurazioni, sapendo di poter avere necessità di questi soldi, investe in asset sicuri, come obbligazioni di grosse corporate o altri investimenti in grado di remunerare il denaro.

    Un ulteriore modo per massimizzare i guadagni è quello di distribuire il rischio. Infatti esistono delle assicurazioni che hanno il compito di fare da riassicuratori, cioè un’assicurazione che ha incassato i premi acquista delle polizze che, qualora ci fossero incidenti, pagano i sinistri. Così facendo viene suddiviso l’incasso ma viene anche suddiviso il rischio di indennizzi tra varie aziende.

    Naturalmente, anche le riassicurazioni, incassano i premi e pagano gli indennizzi, la differenza rispetto alle assicurazioni classiche sono i clienti, non più i consumer o le aziende ma altre assicurazioni.

    Come valutare un’assicurazione

    Ovviamente tutte le assicurazioni hanno le stesse metriche classiche usate per le analisi fondamentali. Il ROE, il margine netto e qualsiasi altro parametro deve essere considerato.

    Tuttavia questo mercato ha delle metriche proprie che devono assolutamente essere valutate:

    Rapporto sinistri/perdite: è la percentuale dei premi di un assicuratore pagati come sinistri. Ad esempio, se un assicuratore incassa 100 milioni di euro di premi e paga 70 milioni di euro per i sinistri, l’assicuratore ha un loss ratio del 70%.

    Rapporto costi/benefici: è la percentuale dei premi che un assicuratore spende per gestire la propria attività. Ad esempio, le spese potrebbero includere gli stipendi dei dipendenti e le attrezzature d’ufficio. Lo stesso assicuratore che incassa 100 milioni di euro di premi e spende 20 milioni di euro ha un indice di spesa del 20%.

    Rapporto combinato: è la combinazione dell’indice di sinistralità e dell’indice di spesa. Un assicuratore con 100 milioni di euro di premi e 90 milioni di euro di perdite e spese, ha un combined ratio del 90%. Un combined ratio inferiore al 100% mostra un utile di sottoscrizione ed è un segno di buona gestione del rischio.

    Tipi di assicuratori

    Come abbiamo già visto, le compagnie di assicurazione possono essere suddivise in sottocategorie o in funzioni, qui un breve elenco di ciò che le assicurazioni fanno:

    Proprietà e infortuni: gli assicuratori Property and casualty (P&C) stipulano polizze assicurative che coprono i danni alle proprietà e forniscono una protezione di responsabilità civile.

    L’assicurazione auto e quella per i proprietari di abitazione sono due forme molto comuni che avrete già sentito nominare.

    Assicurazione Vita: fornisce denaro a un beneficiario designato al momento del decesso dell’assicurato. Si tratta di una forma altrettanto comune e tipicamente un utente la sottoscrive quando accende un mutuo. L’assicurazione sulla vita tutela i propri cari ai quali viene lasciato l’immobile gravato da pesi.

    Ma chiunque può anche assicurarsi sulla vita per il semplice motivo di lasciare ai propri cari un tesoretto in caso di dipartita prematura.

    Assicurazione salute: l’assicurazione sanitaria aiuta a coprire le spese sanitarie dell’assicurato.

    Tipicamente queste assicurazioni coprono ricoveri e indennizzano sulla perdita di capacità di poter lavorare per un individuo.

    In questa categoria rientrano varie sottocategorie: odontoiatrica, salute totale, ricoveri, infortuni, ecc.

    Assicurazioni particolari, note anche come excess and surplus (E&S), comprendono tutto ciò che non può essere coperto da una compagnia assicurativa standard.

    Ciò include situazioni difficili da valutare e può includere anche versioni ad alto rischio degli altri tipi di assicurazione. Ad esempio, l’assicurazione per chiusura delle attività a causa del Covid, di cui abbiamo parlato in apertura, rientra tra le assicurazioni E&S.

    Riassicurazione: come abbiamo già visto si tratta di un’assicurazione per le compagnie di assicurazione, quindi di un modo per suddividere il rischio di pagamento. Giusto per fare un esempio: un’assicurazione che incassa un premio per perdita della casa a causa di un terremoto e che ha fatto sottoscrivere molte polizze in un’area a rischio potrebbe “cartolizzare” queste polizze e riassicurarsi. Così facendo una parte del premio viene certamente persa, ma in caso di catastrofi tali per cui si debba pagare un’intera città la società assicurativa non affronterà i costi da sola.

    Le migliori azioni delle assicurazioni

    Come al solito facciamo una breve lista non esaustiva delle principali assicurazioni mondiali.

    AssicurazioneTickerNazioneCapitalizzazione
    AdmiralLON:ADMRegno Unito8,55 mlrd £
    AegonAMS:AGNOlanda6,76 mlrd €
    AgeasEBR:AGSBelgio8,19 mlrd €
    AflacNYSE:AFLUSA32 mlrd $
    AIGNYSE:AIGUSA34 mlrd $
    AllianzETR:ALVGermania82 mlrd €
    Allstate CorpNYSE:ALLUSA32 mlrd $
    AONNYSE:AONRegno Unito48 mlrd $
    ASR NederlandAMS:ASRNLOlanda4,5 mlrd €
    Assicurazioni GeneraliBIT:GItalia23 mlrd €
    AssurantNYSE:AIZUSA7,77 mlrd $
    Athene HoldingNYSE:ATHUSA8,76 mlrd $
    AXAEPA:CSFrancia48 mlrd €
    AvivaLON:AVRegno Unito13 mlrd £
    Beazley GroupLON:BEZRegno Unito2,29 mlrd £
    Cattolica AssicurazioniBIT:CASSItalia879 mln €
    Chubb Corp – ACE LimitedNYSE:CBUSA69 mlrd $
    CNP AssurancesEPA:CNPFrancia9,29 mlrd €
    CofaceEPA:COFAFrancia1,32 mlrd €
    Direct Line GroupLON:DLGRegno Unito4,15 mlrd £
    Everest Re GroupNYSE:REUSA9,29 mlrd $
    Helvetia InsuranceSWX:HELNSvizzera4,81 mlrd CHF
    HiscoxLON:HSXRegno Unito3,64 mlrd £
    Investors Title CompanyNASDAQ:ITICUSA302 mlrd $
    Legal & GeneralLON:LGENRegno Unito16 mlrd £
    Markel CorporationNYSE:MKLUSA13 mlrd $
    MetLifeNYSE:METUSA43 mlrd $
    Munich ReETR:MUV2Germania34 mlrd €
    Poste ItalianeBIT:PSTItalia11,13 mlrd €
    Powszechny Zakład Ubezp.WSE:PZUPolonia22,88 mlrd €
    Progressive CorporationNYSE:PGRUSA51,71 mlrd $
    Prudential FinancialNYSE:PRUUSA31 mlrd $
    RLI CorpNYSE:RLIUSA4,41 mlrd $
    RSA Insurance GroupLON:RSARegno Unito7 mlrd £
    SampoHEL:SAMPOFinlandia20 mlrd €
    ScorEPA:SCRFrancia5,33 mlrd €
    StorebrandOSL:STBNorvegia29 mlrd NOK
    Swiss Life HoldingSWX:SLHNSvizzera13 mlrd CHF
    Swiss ReSWX:SRENSvizzera26 mlrd CHF
    The Hanover Insurance GroupNYSE:THGUSA4,24 mlrd $
    The Travelers CompaniesNYSE:TRVUSA34 mlrd $
    TopdanmarkCPH:TOPDanimarca24 mlrd €
    TrygCPH:TRYGDanimarca53 mlrd €
    UnitedHealth GroupNYSE:UNHUSA330 mlrd $
    UnipolSaiBIT:USItalia6,27 mlrd €
    UnumNYSE:UNMUSA4,77 mlrd $
    Zurich Insurance GroupSWX:ZURNSvizzera54 mlrd CHF
    Lista delle società di assicurazione

    Assicurazioni resistenti alle crisi e con buona reddita

    Si tratta di un business molto redditizio, come abbiamo avuto modo di vedere, le assicurazioni incassano dei soldi che tratterranno fino a quando un sinistro non richieda di essere pagato. Non è detto nemmeno che il sinistro sarà mai pagato (ovviamente nella legge dei grandi numeri ci sarà sempre una parte di sinistri da pagare).

    Nel mentre, aspettando il sinistro, l’assicurazione investe il denaro incassato facendo ulteriori profitti.

    Tra i maggiori estimatori delle assicurazioni c’è anche un volto noto come Warren Buffett, che ha la spina dorsale della sua Berkshire Hathaway che poggia proprio sulle assicurazioni.

    Inoltre le assicurazioni, come abbiamo già detto in apertura, sono resistenti alle recessioni. Anche durante una pandemia la gente ha bisogno di assicurare il proprio veicolo, e spesso le catastrofi sono il modo migliore per attrarre nuovi clienti.

    Quanti si sono assicurati contro i terremoti dopo le catastrofi naturali del centro Italia degli ultimi anni? Quanti si assicureranno contro l’interruzione delle attività durante questa pandemia mondiale?

  • Dividendi aristocratici cosa e quali sono

    Dividendi aristocratici cosa e quali sono

    Parlare di Dividendi Aristocratici in un anno come il 2020, cioè con la pandemia di Covid in atto e con le aziende che per far fronte alle esigenze di liquidità cercano di tenere più cassa possibile è un esercizio non semplice.

    Eppure c’è una ristretta cerchia di titoli che continua a far parte di questa Elite e che, anche nel 2020, hanno continuato ad aumentare i propri dividendi.

    Cosa sono i Dividendi Aristocratici?

    Per far parte di questa ristretta lista bisogna soddisfare 3 criteri fondamentali:

    1. Far parte dell’S&P 500
    2. Avere un trackrecord di aumenti dei dividendi almeno per 25 anni
    3. Avere una dimensione e una liquidità soddisfacente

    Il punto 3 in realtà è quasi sempre soddisfatto perché le regole di grandezza e di liquidità sono già soddisfatte per rientrare nell’indice di Standard & Poor’s.

    Azioni con Dividendi Aristocratici

    La lista, per ovvi motivi, deve essere continuamente aggiornata e questa fa riferimento a ottobre del 2020, con la lista di titoli appartenenti alla classe dei dividendi aristocratici.

    TitoloTicket
    3M CompanyMMM
    A.O. SmithAOS
    Abbott LaboratoriesABT
    AbbVie Inc.ABBV
    AflacAFL
    Air Products & Chemicals IncAPD
    Albemarle CorporationALB
    Amcor plcAMCR
    Archer Daniels MidlandADM
    AT&TT
    Atmos EnergyATO
    Automatic Data ProcessingADP
    Becton DickinsonBDX
    Brown-Forman (Class B shares)BF-B
    Cardinal Health Inc.CAH
    Caterpillar Inc.CAT
    Chevron Corp.CVX
    Chubb LimitedCB
    Cincinnati Financial CorpCINF
    Cintas CorpCTAS
    The Clorox CompanyCLX
    Coca-Cola CoKO
    Colgate-PalmoliveCL
    Consolidated Edison IncED
    Dover CorpDOV
    Ecolab IncECL
    Emerson ElectricEMR
    Essex Property TrustESS
    Expeditors International of WashingtonEXPD
    Exxon Mobil CorpXOM
    Federal Realty Investment TrustFRT
    Franklin ResourcesBEN
    General DynamicsGD
    Genuine Parts CompanyGPC
    Hormel Foods CorpHRL
    Illinois Tool WorksITW
    Johnson & JohnsonJNJ
    Kimberly-ClarkKMB
    Leggett & PlattLEG
    Linde plcLIN
    Lowe’s Companies, Inc.LOW
    McCormick & CompanyMKC
    McDonald’sMCD
    MedtronicMDT
    NucorNUE
    PentairPNR
    People’s United FinancialPBCT
    PepsiCoPEP
    PPG IndustriesPPG
    Procter & GamblePG
    Raytheon TechnologiesRTX
    Realty IncomeO
    Roper TechnologiesROP
    S&P Global (formalmente McGraw Hill Financial, Inc.)SPGI
    Sherwin-WilliamsSHW
    Stanley Black & Decker Inc.SWK
    SyscoSYY
    T. Rowe PriceTROW
    Target CorporationTGT
    VF CorporationVFC
    Walgreens Boots AllianceWBA
    WalmartWMT
    W. W. GraingerGWW
    Lista di titolo appartenenti ai dividendi aristocratici

    Come si può facilmente notare, sono presenti titoli di colossi, come Coca Cola e McDonald’s e altri titoli meno conosciuti, soprattutto nel vecchio continente.

    Dividendi Aristocratici in Europa e in Italia

    Evidentemente se vogliamo trovare gli equivalenti dei dividend aristocratics americani in Europa, quindi i dividendi aristocratici europei, dobbiamo abbandonare qualche parametro, come per esempio la presenza nell’S&P 500 (che include solo titoli americani); inoltre, per allungare un po’ la lista e arrivare almeno a 30 titoli, abbassiamo la soglia del numero di anni di dividendo, portandola a 20.

    Quello che ne esce è il seguente quadro.

    AziendaPaeseTickerAnni di
    aumento
    Nestle SACHSWX:NESN61
    Unilever NVNLAMS:UNA54
    Muenchener Rueckvrschrng Gslchft AG MnchDEETR:MUV250
    Halma plcUKLON:HLMA42
    Total SAFREPA:FP38
    Groep Brussel Lambert NVBEEBR:GBLB34
    L’Oreal SAFREPA:OR32
    Danone SAFREPA:BN32
    Coloplast A/SDKCPH:COLO-B31
    Wolters KluwerNLAMS:WKL30
    Roche Holding Ltd. GenussscheineCHSWX:ROG30
    Spirax-Sarco Engineering plcUKLON:SPX29
    Diageo plcUKLON:DGE29
    Henkel AG & Co KGaADEETR:HEN329
    SAP SEDEETR:SAP28
    Croda International plcUKLON:CRDA28
    Koninklijke DSM N.V.NLAMS:DSM27
    Philips NVNLAMS:PHIA26
    Siemens AGDEETR:SIE26
    ASSA ABLOY ABSWSTO:ASSA-B25
    Red Electrica Corporacion SAESBME:REE25
    Novartis AGCHSWX:NOVN24
    Lindt & Sprüngli AGCHSWX:LISN24
    Novo Nordisk A/SDKCPH:NOVO-B23
    Fresenius Medical Care AG & Co. KGaADEETR:FME23
    Hermes International SCAFREPA:RMS22
    Sanofi SAFREPA:SAN21
    British American TabaccoUKLON:BATS20
    Lista dei dividendi aristocratici europei

    Come si può notare mancano completamente le aziende italiane. Benché tante aziende italiane distribuiscono dividendi, per motivi differenti, in questo momento nessuna azione ha un trackrecord di almeno 20 anni.

    Solo un paio di anni fa Milano Finanza aveva pubblicato la lista dei sacerdoti del dividendo nel quale si notava qualche titolo che puntava ai 20 anni:

    Dividendi aristocratici italiani

    Peccato che Atlantia già nel 2018 abbia diminuito la somma del dividendo, ERG l’abbia fatto nel 2017, Recordati non ha ancora tagliato ma si aspetta il saldo per il 2020 e Sol è l’unica ancora in pista, ma ha una capitalizzazione tale per cui non può essere aggiunta alla lista precedente.

    Insomma, la lista dei dividendi aristocratici italiani deve essere ancora costruita, ma serviranno anni.

  • MSCI Europa, l’indice europeo poco conosciuto

    MSCI Europa, l’indice europeo poco conosciuto

    Ben più noto l’indice EuroStoxx 50 ma non è l’unico strumento per fare un paniere delle azioni del vecchio continente. Una valida alternativa è l’indice MSCI Europa.

    Cosa è l’MSCI Europa

    Si tratta di un paniere di titoli azionari gestito dall’omonima società MSCI (Morgan Stanley Capital International) che include tutte le migliori azioni del vecchio continente.

    Si tratta di una raccolta dei 15 mercati azionari più grandi in Europa e copre un complessivo 85% della capitalizzazione di ognuno di questi mercati.

    Ciò è possibile perché, per ognuno dei 15 mercati, nel paniere finiscono le azioni a più larga capitalizzazione.

    Composizione dell’indice MSCI Europa

    Come già detto sono 15 i mercati che “prestano” i titoli per la composizione di questo indice, si tratta dei mercati di:

    1. Austria
    2. Belgio
    3. Danimarca
    4. Finlandia
    5. Francia
    6. Germania
    7. Irlanda
    8. Italia
    9. Olanda
    10. Norvegia
    11. Portogallo
    12. Spagna
    13. Svezia
    14. Svizzera
    15. Regno Unito

    Ovviamente quando si parla di titoli azionari il Regno Unito fa da padrone e compone circa un quarto dell’intero indice, seguito da Francia, Germania e Svizzera.

    Il paniere ha un consistente numero di azioni, tipicamente si sfiorano i 500 titoli differenti. Nel momento in cui scriviamo, per esempio, contiamo 424 azioni differenti all’interno del paniere.

    Titoli azionari all’interno dell’indice MSCI Europa

    TitoloNazionePeso nel paniere
    NESTLECH4,17%
    ROCHE HOLDING PARCH3,07%
    NOVARTISCH2,34%
    SAPDE1,90%
    ASML HOLDINGNL1,79%
    ASTRAZENECAGB1,71%
    LVMHFR1,53%
    NOVO NORDISKDK1,40%
    SANOFIFR1,35%
    SIEMENSDE1,19%
    GLAXOSMITHKLINEGB1,13%
    TOTALFR1,02%
    UNILEVERNL1,01%
    ALLIANZDE0,98%
    L’OREALFR0,95%
    BRITISH AMERICAN TOBACCOGB0,91%
    AIR LIQUIDEFR0,89%
    HSBC HOLDINGSGB0,89%
    DIAGEOGB0,88%
    IBERDROLAES0,86%
    ENELIT0,82%
    RIO TINTOGB0,82%
    RECKITT BENCKISER GROUPGB0,79%
    SCHNEIDER ELECTRIC SEFR0,78%
    BAYERDE0,74%
    BPGB0,72%
    ADIDASDE0,72%
    DEUTSCHE TELEKOMDE0,67%
    BASFDE0,65%
    ZURICH INSURANCE GROUPCH0,64%
    ROYAL DUTCH SHELL CL AGB0,62%
    KERINGFR0,61%
    LONZA GROUPCH0,55%
    ABB LTDCH0,55%
    BHP GROUP ORD SHSGB0,55%
    AIRBUSNL0,52%
    VINCIFR0,52%
    DEUTSCHE POSTDE0,52%
    DAIMLERDE0,52%
    PROSUSNL0,51%
    BNP PARIBAS ACT.AFR0,51%
    RELXGB0,50%
    PHILIPSNL0,49%
    AB INBEVBE0,49%
    UBS GROUPCH0,49%
    GIVAUDANCH0,48%
    DANONEFR0,48%
    NATIONAL GRIDGB0,44%
    MUENCHENER RUECKVERDE0,43%
    PRUDENTIALGB0,43%
    AXAFR0,43%
    ESSILORLUXOTTICAFR0,43%
    VODAFONE GROUPGB0,42%
    LONDON STOCK EXCHANGE GROUPGB0,42%
    VONOVIADE0,42%
    RICHEMONTCH0,41%
    EXPERIANGB0,41%
    PERNOD RICARDFR0,40%
    INFINEON TECHNOLOGIESDE0,40%
    SIKACH0,40%
    SAFRANFR0,40%
    AHOLD DELNL0,39%
    DEUTSCHE BOERSEDE0,39%
    ADYENNL0,38%
    DSV PANALPINADK0,38%
    INTESA SANPAOLOIT0,38%
    ERICSSONSE0,37%
    INDITEXES0,37%
    ATLAS COPCOSE0,37%
    BANCO SANTANDERES0,37%
    VESTAS WIND SYSTEMSDK0,35%
    ANGLO AMERICANGB0,35%
    VOLKSWAGENDE0,34%
    INVESTORSE0,34%
    KONEFI0,34%
    TESCOGB0,33%
    ALCONCH0,33%
    VOLVOSE0,33%
    CRHIE0,33%
    COMPASS GROUPGB0,33%
    DSM KONNL0,32%
    ING GROEPNL0,32%
    HERMES INTERNATIONALFR0,32%
    ORSTED DONG EnergyDK0,30%
    GENMABDK0,30%
    AMADEUS IT GROUPES0,30%
    E.ONDE0,29%
    DASSAULT SYSTEMFR0,29%
    CREDIT SUISSE GROUP AGCH0,29%
    ENGIEFR0,29%
    NORDEA BANKFI0,28%
    LAFARGEHOLCIM LTDCH0,28%
    NESTEFI0,28%
    ASSA ABLOYSE0,28%
    BMWDE0,28%
    FLUTTER ENTERTAINMENTIE0,28%
    WOLTERS KLUWERNL0,27%
    HEINEKENNL0,27%
    FERRARINL0,27%
    RWEDE0,27%
    VIVENDIFR0,27%
    SANDVIKSE0,27%
    SWISS RE AGCH0,26%
    NOKIAFI0,26%
    GLENCOREJE0,26%
    LLOYDS BANKING GROUPGB0,26%
    CAPGEMINIFR0,25%
    ORANGEFR0,25%
    SAINT GOBAINFR0,25%
    GEBERITCH0,25%
    KERRY GROUPIE0,25%
    LEGRANDFR0,25%
    ENIIT0,25%
    ESSITY AKTIEBOLAG (PUBL)SE0,24%
    BAE SYSTEMSGB0,24%
    FERGUSONJE0,24%
    BARCLAYSGB0,24%
    HEXAGONSE0,24%
    CELLNEX TELECOMES0,23%
    STMICROELECTRONICSNL0,22%
    MERCKDE0,22%
    SAMPOFI0,22%
    AKZO NOBELNL0,22%
    FRESENIUSDE0,22%
    COLOPLASTDK0,22%
    HENKEL& KGAADE0,22%
    MICHELINFR0,21%
    SYMRISEDE0,21%
    UNICREDITIT0,21%
    TELEPERFORMANCEFR0,21%
    FRESENIUS MEDICAL CAREDE0,21%
    DEUTSCHE WOHNENDE0,20%
    TELEFONICAES0,20%
    PARTNERS GROUP HOLDINGCH0,20%
    BANCO BILBAO VIZCAYA ARGENTARIAES0,20%
    OCADO GROUPGB0,19%
    UPM-KYMMENEFI0,19%
    IMPERIAL BRANDSGB0,19%
    SMITH AND NEPHEWGB0,19%
    DEUTSCHE BANKDE0,19%
    SGSCH0,19%
    ASHTEAD GROUPGB0,19%
    SSEGB0,19%
    ASSICURAZIONI GENERALIIT0,18%
    EQUINORNO0,18%
    UCBBE0,17%
    SEGRO REITGB0,17%
    SKANDINAVISKA ENSKILDA BANKENSE0,17%
    AVIVAGB0,17%
    SARTORIUSDE0,17%
    SWISSCOMCH0,17%
    SWEDBANKSE0,17%
    LEGAL AND GENERAL GROUPGB0,16%
    JUST EAT TAKEAWAYNL0,16%
    EDPPT0,16%
    DELIVERY HERODE0,16%
    CARLSBERGDK0,16%
    HENNES & MAURITZSE0,16%
    ZALANDODE0,16%
    NOVOZYMESDK0,16%
    KINGSPAN GROUPIE0,16%
    SVENSKA HANDELSBANKENSE0,16%
    DNBNO0,15%
    INTERTEK GROUPGB0,15%
    SWEDISH MATCHSE0,15%
    KBCBE0,15%
    FIAT CHRYSLER AUTOMOBILESNL0,15%
    RENTOKIL INITIALGB0,15%
    SONOVA HOLDINGCH0,15%
    SWISS LIFE HLDGCH0,15%
    FERROVIALES0,15%
    WORLDLINEFR0,14%
    LOGITECHCH0,14%
    BT GROUPGB0,14%
    SIEMENS HEALTHINEERSDE0,14%
    CHRISTIAN HANSEN HOLDINGDK0,14%
    3I GROUPGB0,14%
    STANDARD CHARTEREDGB0,14%
    VEOLIA ENVIRONNEMENT VEFR0,14%
    EDENREDFR0,14%
    TELENORNO0,14%
    QIAGENNL0,13%
    SOCIETE GENERALEFR0,13%
    BEIERSDORFDE0,13%
    SCHINDLER P PARCH0,13%
    CONTINENTALDE0,13%
    HALMAGB0,13%
    NN GROUPNL0,13%
    ARGENXNL0,13%
    REPSOLES0,13%
    BUNZLGB0,12%
    CREDIT AGRICOLEFR0,12%
    KUEHNE & NAGELCH0,12%
    PEUGEOTFR0,12%
    EUROFINSFR0,12%
    GBLBE0,12%
    STRAUMANN HOLDINGCH0,12%
    CRODA INTERNATIONALGB0,12%
    ALSTOMFR0,12%
    NEXTGB0,12%
    LEG IMMOBILIENDE0,12%
    SNAMIT0,12%
    SPIRAX-SARCO ENGINEERINGGB0,12%
    SAGE GROUPGB0,12%
    INGENICO GROUPFR0,12%
    BRENNTAGDE0,12%
    TERNA RETE ELETTRICA NAZIONALEIT0,11%
    GN STORE NORDDK0,11%
    TELIA COMPANYSE0,11%
    CARREFOURFR0,11%
    PERSIMMONGB0,11%
    A P MOLLER MAERSKDK0,11%
    MONDIGB0,11%
    SCOUT24DE0,11%
    JULIUS BAERCH0,11%
    SARTORIUS STEDIM BIOTECHFR0,11%
    EPIROCSE0,11%
    TEMENOSCH0,11%
    CHOCOLADEF. LINDT & SPRUENGLI PARCH0,11%
    STORA ENSOFI0,11%
    HANNOVER RUECKDE0,11%
    UMICOREBE0,11%
    AENA SMEES0,11%
    KINNEVIKSE0,11%
    DANSKE BANKDK0,11%
    COVESTRO AGDE0,11%
    ARCELORMITTALLU0,11%
    FORTUMFI0,11%
    MTU AERO ENGINES HOLDINGDE0,10%
    WPPJE0,10%
    PORSCHE AUTOMOBIL HOLDING PRFDE0,10%
    INTERCONTINENTAL HOTELS GROUPGB0,10%
    HEIDELBERGCEMENTDE0,10%
    KPN KONNL0,10%
    KNORR BREMSEDE0,10%
    SMURFIT KAPPA GROUPIE0,10%
    ENDESAES0,10%
    ASSOCIATED BRITISH FOODSGB0,10%
    GRIFOLSES0,10%
    ELISAFI0,10%
    BOLIDENSE0,10%
    CAIXABANKES0,10%
    SVENSKA CELLULOSA AKTIEBOLAGETSE0,10%
    EVOLUTION GAMING GROUPSE0,10%
    ADECCOCH0,10%
    FINECO BANKIT0,10%
    RED ELECTRICA CORPORACIONES0,10%
    ATOSFR0,09%
    BOUYGUESFR0,09%
    MONCLERIT0,09%
    MOWINO0,09%
    SKFSE0,09%
    THALESFR0,09%
    DCCIE0,09%
    UBISOFT ENTERTAINFR0,09%
    BURBERRY GROUPGB0,09%
    NIBE INDUSTRIERSE0,09%
    ATLANTIAIT0,09%
    ARKEMAFR0,09%
    CNH INDUSTRIALNL0,09%
    EMS-CHEMIE HOLDINGCH0,09%
    NEXIIT0,09%
    AGEASBE0,09%
    UNITED UTILITIES GROUPGB0,09%
    SEVERN TRENTGB0,09%
    PANDORADK0,09%
    ORKLANO0,09%
    ALFA LAVALSE0,08%
    PUMADE0,08%
    KINGFISHERGB0,08%
    EIFFAGEFR0,08%
    BALOISECH0,08%
    INFORMAGB0,08%
    SWISS PRIME SITECH0,08%
    SKANSKASE0,08%
    SMITHS GROUPGB0,08%
    TELE2SE0,08%
    VALEOFR0,08%
    PRYSMIANIT0,08%
    BUREAU VERITASFR0,08%
    MELROSE INDUSTRIESGB0,08%
    AUTO TRADER GROUPGB0,08%
    ADMIRAL GROUPGB0,08%
    HARGREAVES LANSDOWNGB0,08%
    BERKELEY GROUP HOLDINGS THEGB0,08%
    PUBLICIS GROUPEFR0,08%
    SWATCH GROUP ICH0,08%
    VIFOR PHARMACH0,08%
    BARRY CALLEBAUTCH0,08%
    YARA INTERNATIONALNO0,08%
    SOLVAYBE0,08%
    TEAMVIEWERDE0,08%
    ST.JAMES’S PLACEGB0,08%
    STANDARD LIFE ABERDEENGB0,07%
    BIOMERIEUXFR0,07%
    GVC HOLDINGSIM0,07%
    SODEXOFR0,07%
    UNIPERDE0,07%
    DAVIDE CAMPARI MILANONL0,07%
    RSA INSURANCE GROUPGB0,07%
    SIEMENS GAMESA RENEWABLE ENERGYES0,07%
    EDFFR0,07%
    RANDSTADNL0,07%
    ERSTE GROUP BANKAT0,07%
    SUEZFR0,07%
    EXORNL0,07%
    GETLINKFR0,07%
    GALAPAGOSBE0,07%
    ORPEAFR0,07%
    NATURGY ENERGYES0,07%
    JOHNSON MATTHEYGB0,07%
    BARRATT DEVELOPMENTSGB0,07%
    NATWEST GROUPGB0,07%
    AROUNDTOWNLU0,07%
    GECINAFR0,07%
    HIKMA PHARMACEUTICALSGB0,07%
    ACS ACTIVIDADES DE CONSTRUCCIONES0,07%
    ENAGASES0,07%
    KION GROUPDE0,07%
    EVONIK INDUSTRIESDE0,06%
    MORRISONWM.SUPERMARKETSGB0,06%
    RECORDATI INDUSTRIA CHIM. FARMA.IT0,06%
    WHITBREADGB0,06%
    SCHINDLER HOLDINGCH0,06%
    EPIROCSE0,06%
    ANTOFAGASTAGB0,06%
    GEA GROUPDE0,06%
    DIRECT LINE INSURANCE GROUPGB0,06%
    ICA GRUPPENSE0,06%
    ACCORFR0,06%
    DIASORINIT0,06%
    COMMERZBANKDE0,06%
    GALP ENERGIA-NOMPT0,06%
    UNIBAIL RODAMCO WE STAPLED UNTFR0,06%
    M&GGB0,06%
    MEDIOBANCA BANCA DI CREDITOIT0,06%
    ELECTROLUXSE0,06%
    LANXESSDE0,06%
    ORIONFI0,06%
    SECURITASSE0,06%
    RENAULTFR0,06%
    TAYLOR WIMPEYGB0,06%
    PEARSONGB0,06%
    CARL ZEISS MEDITECDE0,06%
    LAND SECURITIES GROUP REITGB0,05%
    POSTE ITALIANEIT0,05%
    SAINSBURYJGB0,05%
    HUSQVARNASE0,05%
    A P MOLLER MAERSKDK0,05%
    SCHRODERSGB0,05%
    AEGONNL0,05%
    OMVAT0,05%
    AMUNDIFR0,05%
    SOFINABE0,05%
    JD SPORTS FASHIONGB0,05%
    NEMETSCHEKDE0,05%
    AMBUDK0,05%
    EQTSE0,05%
    INDUSTRIVARDENSE0,05%
    J.MARTINS SGPSPT0,05%
    SCORFR0,05%
    VOPAKNL0,05%
    CLARIANTCH0,05%
    LUNDIN ENERGYSE0,05%
    IPSENFR0,05%
    ROLLS-ROYCE HOLDINGSGB0,05%
    REMY COINTREAUFR0,05%
    AVEVA GROUPGB0,05%
    GJENSIDIGE FORSIKRINGNO0,05%
    ADEVINTANO0,05%
    UNITED INTERNETDE0,05%
    NORSK HYDRONO0,04%
    BRITISH LAND REITGB0,04%
    LUNDBERGFORETAGENSE0,04%
    TRYGDK0,04%
    SCHIBSTEDNO0,04%
    SEBFR0,04%
    VERBUNDAT0,04%
    COLRUYT (D)BE0,04%
    COVIVIOFR0,04%
    ABN AMRO BANKNL0,04%
    WARTSILAFI0,04%
    LATOUR INVESTMENTSE0,04%
    TELECOM ITALIAIT0,04%
    FUCHS PETROLUB PRFDE0,04%
    AERCAP HOLDINGSNL0,04%
    BANKINTERES0,04%
    BOLLOREFR0,04%
    BANQUE CANTONALE VAUDOISECH0,04%
    DEMANTDK0,04%
    FDJFR0,04%
    ELIA GROUPBE0,04%
    FAURECIAFR0,04%
    ALTICE EUROPENL0,04%
    VOESTALPINEAT0,04%
    PROXIMUSBE0,03%
    AEROPORTS DE PARISFR0,03%
    ILIADFR0,03%
    TELEFONICA DEUTSCHLAND HOLDINGDE0,03%
    DEUTSCHE LUFTHANSADE0,03%
    SES FDRLU0,03%
    INWITIT0,03%
    KLEPIERRE REITFR0,03%
    LEONARDOIT0,03%
    WENDELFR0,03%
    TENARISLU0,03%
    THYSSENKRUPPDE0,03%
    RAIFFEISEN BANK INTERNATIONALAT0,03%
    SWATCH GROUPCH0,03%
    H.LUNDBECKDK0,03%
    ANDRITZAT0,03%
    NATIXISFR0,03%
    DASSAULT AVIATFR0,03%
    EVRAZGB0,03%
    EURAZEOFR0,02%
    CNP ASSURANCESFR0,02%
    HOCHTIEFDE0,02%
    METRODE0,02%
    PIRELLI & CIT0,02%
    MAPFREES0,02%
    FRAPORTDE0,02%
    TELENET GROUPBE0,02%
    ICADE REITFR0,02%
    JCDECAUXFR0,02%
    Componenti dell’MSCI Europa

    Confronto tra MSCI Europa ed EuroStoxx 50

    Vista la natura e la grandezza dell’indice MSCI Europa, possiamo tranquillamente affermare che è questo la vera cartina tornasole del mercato europeo, ben più dell’EuroStoxx.

    Infatti il paniere di 50 titoli ha al suo interno le più grandi aziende, senza fare reale distinzione tra mercati, succede così che mercati più piccoli, come possono essere quelli scandinavi o dell’Est Europa abbiano uno o nessun titolo dentro l’EuroStoxx 50.

    Inoltre abbiamo accennato alla grandezza dell’indice, infatti lo Stoxx 50 ha, appunto, 50 titoli, mentre l’MSCI ha all’interno oltre 400 titoli (424 a ottobre del 2020).

    Diverso invece il discorso per l’MSCI Europa che coprendo le aziende a più grande capitalizzazione di 15 mercati differenti ha all’interno varie aziende che sfuggono completamente all’indice di Stoxx (il quale si ferma 12).

    Inoltre MSCI Europa ha all’interno anche mercati che non fanno parte dello Stoxx perché non nella comunità europea (Svizzera e presto UK).

  • Le migliori 100 aziende occidentali dalla classifica Global 500

    Le migliori 100 aziende occidentali dalla classifica Global 500

    Spesso ci si riferisce alle varie classifiche mondiali guardando alle aziende che hanno più profitti, che hanno più ricavi oppure semplicemente che hanno una maggiore capitalizzazione.

    La questione di base, però, è che la maggior parte degli investitori non va OTC e quindi le azioni che riescono ad acquistare arrivano dai seguenti mercati:

    • USA
    • Gran Bretagna
    • Germania
    • Francia
    • Italia
    • Spagna
    • Svizzera
    • Olanda
    • Portogallo

    Si tratta di pochi mercati che però, Cina a parte, servono la maggior parte delle aziende di spessore a livello mondiale.

    Certo, la Cina (così come anche il Giappone) fa storia a sé ma chi volesse operare su questi mercati avrebbe sostanzialmente 2 strade: mercato Over The Country oppure CFD/ETF.

    Rimaniamo quindi in occidente, dove è molto semplice acquistare azioni e limitiamoci a 4 monete principali: euro, dollaro, franco svizzero, sterlina.

    Per la classifica, anziché prendere come parametro semplicemente la capitalizzazione, dove le aziende americane la fanno da padrone, prendiamo quella che è la lista globale più completa, cioè il Fortune Global 500 dell’ultimo anno, quindi del 2019.

    Le migliori aziende occidentali, quotate in borsa

    Pos.AziendaNazione
    1WalmartUSA
    2Royal Dutch ShellOlanda
    3BPGran Bretagna
    4Exxon MobilUSA
    5VolkswagenGermania
    6AppleUSA
    7Berkshire HathawayUSA
    8Amazon.comUSA
    9UnitedHealth GroupUSA
    10GlencoreSvizzera
    11McKessonUSA
    12DaimlerGermania
    13CVS HealthUSA
    14TotalFrancia
    15EXOR GroupOlanda / Italia
    16AT&TUSA
    17AmerisourceBergenUSA
    18ChevronUSA
    19Ford MotorUSA
    20General MotorsUSA
    21Costco WholesaleUSA
    22Alphabet / GoogleUSA
    23Cardinal HealthUSA
    24Walgreens Boots AllianceUSA
    25JPMorgan Chase & Co.USA
    26Verizon CommunicationsUSA
    27AllianzGermania
    28AXAFrancia
    29KrogerUSA
    30General ElectricUSA
    31Fannie MaeUSA
    32BMW GroupGermania
    33Phillips 66USA
    34Valero EnergyUSA
    35Bank of America Corp.USA
    36MicrosoftUSA
    37Home DepotUSA
    38BoeingUSA
    39Wells FargoUSA
    40SiemensGermania
    41CitigroupUSA
    42Marathon PetroleumUSA
    43ComcastUSA
    44NestléSvizzera
    45UniperGermania
    46AnthemUSA
    47CarrefourFrancia
    48ENIItalia
    49Dell TechnologiesUSA
    50Banco SantanderSpagna
    51EnelItalia
    52Deutsche TelekomGermania
    53Crédit AgricoleFrancia
    54Assicurazioni GeneraliItalia
    55PeugeotFrancia
    56HSBC HoldingsGran Bretagna
    57DuPontUSA
    58TescoGran Bretagna
    59BNP ParibasFrancia
    60Johnson & JohnsonUSA
    61Electricité de France (EDF)Francia
    62International Business Machines (IBM)USA
    63BASFGermania
    64ArcelorMittalLussemburgo
    65TargetUSA
    66AirbusOlanda
    67Deutsche Post DHL GroupGermania
    68EngieFrancia
    69Royal Ahold DelhaizeOlanda
    70United Parcel Service (UPS)USA
    71Lowe’sUSA
    72IntelUSA
    73MetLifeUSA
    74RenaultFrancia
    75Munich Re GroupGermania
    76Procter & GambleUSA
    77United TechnologiesUSA
    78FedExUSA
    79PepsiCoUSA
    80Archer Daniels MidlandUSA
    81Prudential FinancialUSA
    82Roche GroupSvizzera
    83Albertsons Cos.USA
    84UnileverOlanda / GB
    85CenteneUSA
    86Walt DisneyUSA
    87SyscoUSA
    88HPUSA
    89Société GénéraleFrancia
    90TelefónicaSpagna
    91HumanaUSA
    92RWEGermania
    93FacebookUSA
    94Christian DiorFrancia
    95CaterpillarUSA
    96Anheuser-Busch InBevBelgio
    97Energy TransferUSA
    98Lockheed MartinUSA
    99PfizerUSA
    100RepsolSpagna
    101NovartisSvizzera
    102Goldman Sachs GroupUSA
    103ContinentalGermania
    104VinciFrancia
    105FinatisFrancia
    106ThyssenKruppGermania
    107VodafoneGran Bretagna
    108Morgan StanleyUSA

    Le ultime 8 le abbiamo aggiunte poiché non ce l’hanno fatta per poco 🙂

    Scherzi a parte, le ultime 8 le abbiamo aggiunte perché questa è la lista completa delle società, presenti nella Global 500 di Fortune, che hanno superato i 50 miliardi $ di fatturato durante il 2019. Ovviamente stiamo parlando di società che arrivano da mercati comunitari, britannici, svizzeri o americani.

  • Cosa è la lista Forbes Global 2000

    Cosa è la lista Forbes Global 2000

    Forbes Global 2000 è una classifica annuale delle più grandi aziende pubbliche; viene stilata considerando 4 pilastri:

    1. vendite
    2. profitti
    3. attività
    4. valore di mercato

    La classifica di Forbes è considerata una delle classifiche aziendali più popolari e i risultati della sua analisi annuale sono largamente accettati “hook, line and sinker” senza comprendere o mettere in discussione i suoi metodi.

    Metodologia

    Nello svolgere questo lavoro, Forbes stabilisce dei punti di cut-off per ciascuna delle quattro metriche; in ognuna delle metriche le aziende devono soddisfarne almeno uno.

    Così facendo, Forbes crea quattro liste separate: Vendite 2000, Profitti 2000, Attività 2000, Valore di mercato 2000.

    Quindi, è possibile che un’azienda soddisfi il cut-off per le vendite e non soddisfi il cut-off per gli utili, ma faccia comunque parte della lista finale perché ha soddisfatto uno dei cut-off delle metriche.

    I valori di cut-off per ogni metrica sono fissati annualmente (cioè vengono adeguati di anno in anno). Ad esempio, il cut-off per la metrica delle vendite del 2017 era di 3,95 miliardi di dollari contro i 4,9 miliardi di dollari del 2016. Mentre per gli utili il cut-off del 2017 era di 257,0 milioni di dollari, che è più alto di 10 milioni di dollari rispetto all’anno precedente.

    Questi aggiustamenti potrebbero rivelare la performance sistemica del settore per un determinato periodo (in questo caso, annuale).

    Raccolta dei dati

    I loro dati provengono da FactSet Research systems (FRS), una società multinazionale di dati finanziari e software con sede a Norwalk, Connecticut (CT), negli Stati Uniti, che fornisce informazioni finanziarie e software analitico per i professionisti degli investimenti.

    La qualità dei dati della FRS viene controllata con altre fonti, come Bloomberg e il bilancio della società.

    Analisi dei dati

    Dopo che le aziende sono state aggiunte alla lista finale di Forbes 2000, che è un consolidamento delle quattro liste generate da ciascuna delle metriche delineate, Forbes aggiunge tutti i valori insieme e classifica le aziende in base al valore totale che chiamano “punteggio composito”.

    Critiche/Limitazioni

    Tuttavia, ci sono diverse limitazioni (conosciute e spesso accettate) a questo approccio. Ad esempio, la sua limitazione alle sole società pubbliche.

    Tuttavia, ve ne sono alcune di cui non si parla molto, come ad esempio:

    • la selezione delle metriche
    • il metodo di aggregazione dei dati alla fonte
    • l’uso di un punteggio composito che non tiene conto della possibilità di una differenza di intensità delle diverse metriche.

    Aziende italiane nella classifica Forbes Global 2000

    Queste le posizioni delle aziende italiane nell’ultima classifica Forbes 2000.

    Pos.AziendaTicket
    97EnelENEL
    125Intesa San PaoloISP
    140GeneraliG
    202UnicreditUCG
    315Poste ItalianePST
    468ENIENI
    520AtlantiaATL
    546Telecom ItaliaTIT
    683UnipolUNI
    861LeonardoLDO
    880SnamSRG
    941Banco BPMBAMI
    1075MediobancaMB
    1080TernaTRN
    1149FerrariRACE
    1275Banca MediolanumBMED
    1445BPER BancaBPE
    1474Cattolica AssicurazioniCASS
    1493UBI BancaUBI
    1569Banca MPSBMPS
    1800Fineco BankFBK
    1813Credito EmilianoCE
    1891PirelliPIRC
    1895Banca Popolare di SondrioBPSO
    1933SaipemSPM
    1963Prysmian
    Aziende italiane nella classifica Forbes Global 2020

    Ovviamente ci sono anche altre aziende italiane di matrice che non hanno più sede in Italia. Come per esempio:

    Pos.AziendaTicketSede
    223Fiat Chrysler AutomobilesFCAGran Bretagna
    304EssilorLuxotticaELFrancia
    528CNH IndustrialCNHIGran Bretagna
    558ExorEXOOlanda
    1810TenarisTENLussemburgo
    Aziende italiane con sede all’estero

    Top Ten Forbes Global 2000 del 2020

    Pos.AziendaNazione
    1ICBCCina
    2China Construction BankCina
    3JPMorgan ChaseUSA
    4Berkshire HathawayUSA
    5Agricultural Bank of ChinaCina
    6Saudi Oil Company (Saudi Aramco)Arabia Saudita
    7Ping An Insurance GroupCina
    8Bank of AmericaUSA
    9AppleUSA
    10Bank of ChinaCina
    Top ten nella classifica Forbes Global 2000

    Top 10 aziende tedesche nella classifica Forbes 2000 del 2020

    Pos.Azienda
    23Volkswagen
    25Allianz
    62Siemens
    69Deutsche Telekom
    75BMW Group
    102Bayer
    107BASF
    150SAP
    185Deutsche Post
    206Munich Re
    Top 10 aziende della Germania su Forbes Global 2000 del 2020

    Top 10 aziende francesi nella classifica Forbes 2000 del 2020

    Pos.Azienda
    29Total
    42BNP Paribas
    64Axa Group
    73LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton
    112EDF
    117Sanofi
    118Crédit Agricole
    137Vinci
    156Orange
    176L’Oréal
    Top 10 aziende dalla Francia nella classifica Forbes Global 2000 del 2020

    Top 10 aziende americane nella classifica Forbes 2000 del 2020

    Ne abbiamo già viste 4 nella top ten, ecco le prime 10 aziende a stelle e strisce.

    PosAzienda
    3JPMorgan Chase
    4Berkshire Hathaway
    8Bank of America
    9Apple
    11AT&T
    13Alphabet (Google)
    14ExxonMobile
    15Microsoft
    17Wells Fargo
    18Citigroup
    Top 10 aziende americane nella classifica Forbes Global 2000 del 2020
  • Cosa è l’Euro Stoxx 50

    Cosa è l’Euro Stoxx 50

    L’indice EUROSTOXX 50 (talvolta chiamato Dow Jones EUROSTOXX 50) è l’indice Blue-chip leader in Europa per l’Eurozona e fornisce una rappresentazione dei leader nell’Eurozona.

    Contiene aziende leader nei loro settori e contiene 50 azioni di 11 paesi dell’Eurozona: Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna.

    Ulteriori derivati sono i seguenti indici di singoli paesi: L’EUROSTOXX 50 Subindex Francia, l’EUROSTOXX 50 Subindex Italia e l’EUROSTOXX 50 Subindex Spagna, composti da componenti provenienti rispettivamente da Francia, Italia e Spagna.

    Dove hai sentito parlare dell’indice EUROSTOXX 50?

    Se sei un investitore, potresti essere stato informato della creazione dell’indice EUROSTOXX 50 nel 1998 e del suo successivo ruolo nel valutare il sentiment del mercato azionario all’interno dell’Eurozona. Il vostro consulente finanziario potrebbe avervi suggerito un investimento nell’indice EUROSTOXX 50 come un buon modo per ottenere un’esposizione alle grandi imprese nell’area della moneta unica.

    Cosa dovete sapere sull’Indice EUROSTOXX 50

    L’Indice EUROSTOXX 50 è stato progettato da STOXX, un fornitore di indici di proprietà del Gruppo Deutsche Börse, ed è l’equivalente europeo dell’Indice Dow Jones 30. È l’indice leader delle 50 maggiori aziende blue-chip con sede in 12 paesi della zona euro.

    L’EUROSTOXX 50 dichiara che il suo obiettivo è quello di presentare l’80% di ogni gruppo industriale in ogni mercato, e di conseguenza l’80% dei titoli d’investimento di ogni mercato. I trader e le aziende internazionali possono negoziare e acquistare azioni attraverso stock option, contratti a termine e ETF (exchange-traded funds).

    A differenza dell’analogo indice statunitense compilato da Dow Jones, l’indice EUROSTOXX 50 limita l’adesione alle società dei paesi che hanno adottato la moneta unica, l’euro. Ciò significa che nell’indice non ci sono società britanniche.

    L’EUROSTOXX 50 è concesso in licenza alle società di servizi finanziari per l’utilizzo nella costruzione di prodotti che tracciano l’indice e viene utilizzato dai gestori di fondi come benchmark per valutare la loro performance. Tra le società presenti nell’indice figurano aziende leader come:

    • Deutsche Bank
    • BMW
    • Adidas
    • Volkswagen
    • Vivendi
    • Intesa San Paolo
    • Santander
    • Orange
    • ENI
    • Enel
    • Danone
    • Axa

    A gennaio del 2020 i top 10 componenti dell’EUROSTOXX 50 comprendevano:

    • Total SA
    • SAP SE
    • ASML Holding NV
    • LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton SE
    • Linde PLC
    • Sanofi SA
    • Siemens AG
    • Allianz SE
    • Airbus SE
    • Unilever NV

    Come vengono scelte le aziende per EUROSTOXX 50?

    L’Indice EUROSTOXX 50 rappresenta le aziende blue-chip di 12 paesi della zona euro con il più alto valore di mercato per azione. Le società “blue-chip” sono semplicemente società che sono finanziariamente stabili e che ottengono continuamente buoni risultati sul mercato azionario, portando di solito rendimenti elevati agli investitori che hanno acquistato le loro azioni.

    La composizione dell’indice varia a seconda dell’aumento e del calo dei valori delle società. Le modifiche vengono tipicamente apportate all’indice EUROSTOXX 50 quando un’azienda non è più una rappresentazione accurata dell’economia a causa di un periodo di significativo disagio finanziario, o per rappresentare meglio l’economia dopo che si è verificato un significativo cambiamento nel suo complesso.

    Come viene calcolato?

    L’Indice EUROSTOXX 50 è il cosiddetto indice ponderato in base al prezzo, il che significa che le azioni con prezzi azionari più elevati hanno un peso maggiore nell’indice. I 40 titoli più preziosi della lista di selezione sono automaticamente inclusi nell’EUROSTOXX 50, tra cui Allianz, Daimler e Siemens. Le società rimanenti, che riempiranno la lista a capacità, cambiano di anno in anno, per riflettere quanto sia desiderabile investire in virtù del loro valore di mercato.

    I calcoli per questi indici utilizzano la formula di Laspeyres, che misura le variazioni di prezzo rispetto a un peso base fisso di quantità.

    I calcoli per i valori delle azioni vengono effettuati ogni 15 secondi tra le 09.00 CET e le 18.00 CET per le varianti Euro e Dollaro USA di qualsiasi tipo di rendimento. Le varianti in sterline britanniche sono disponibili solo come calcoli di fine giornata (18.00 CET).

    Cosa determina il prezzo di EUROSTOXX 50?

    In termini semplici, il prezzo delle società della zona euro quotate sull’indice EUROSTOXX è ciò che controlla il prezzo. Poiché molte delle società quotate sono francesi e tedesche, la volatilità dell’economia di questi paesi influenzerà l’Indice EUROSTOXX. Poiché l’indice è composto da 50 società, il prezzo di una di queste società probabilmente non influenzerà l’indice in modo significativo, poiché le variazioni dei prezzi delle altre società si equilibreranno con esso e si livelleranno. Tuttavia, una seria azione dei prezzi in tutti i paesi europei farà muovere questo indice, e anche le recessioni economiche lo influenzeranno.

    Da quando l’indice EUROSTOXX 50 è stato fondato nel 1998, c’è stata l’opportunità di vedere come se la cava in tempi di crisi, quanto è volatile e cosa lo colpisce in particolare. Dal 2008 è evidente che in tempi di crisi nell’Eurozona, l’Indice EUROSTOXX 50 ha rispecchiato questa volatilità.

    Come si investe in EUROSTOXX 50?

    Il modo più semplice per investire nell’EUROSTOXX 50 è tramite gli ETF. Gli ETF possono essere acquistati e venduti come normali azioni sul mercato azionario, il che li rende diversi dai fondi comuni d’investimento. Di solito hanno anche tassi di commissione molto bassi o nulli, il che li rende più accessibili al commercio rispetto ai fondi indicizzati o ai fondi comuni d’investimento. I due ETF EUROSTOXX 50 più popolari sono SPDR EUROSTOXX 50 ETF e iShares EUROSTOXX 50 ETF.

    Molti trader e investitori acquistano e vendono sulla base dell’EUROSTOXX 50 in quanto il mercato considera questo indice come una presentazione generale della salute economica dell’Europa.

    Perché EUROSTOXX 50 è utile agli investitori?

    L’indice EUROSTOXX 50 è stato introdotto come un comodo strumento di benchmarking della performance delle 50 maggiori società della zona euro quotate in borsa. In questo modo, gli investitori sanno quale sia il capitale di mercato delle aziende giorno per giorno, aiutandoli a decidere su quali siano le aziende più fruttuose in cui investire.

    Tutti i componenti dell’€Stoxx 50

    A questo punto non ci rimane che elencare tutti i 50 titoli azionari facenti parte dello STOXX 50 Europa.

    AzionePaeseSettore
    Adidas
    ETR: ADS
    DEAbbigliamento
    Adyen
    AMS: ADYEN
    NLBeni industriali
    Ahold Delhaize
    AMS: AD
    NLPersonal Care
    Air Liquide
    EPA: AI
    FRChimica
    Airbus
    EPA: AIR
    FRBeni industriali
    Allianz
    ETR: ALV
    DEAssicurazione
    Anheuser-Busch InBev
    EBR: ABI
    BEFood & Beverage
    ASML Holding
    AMS: ASML
    NLTechnology
    AXA
    EPA: CS
    FRAssicurazione
    BASF
    ETR: BAS
    DEChimica
    Bayer
    ETR: BAYN
    DESalute
    Banco Bilbao Vizcaya Argentaria
    BME: BBVA
    ESBanca
    Banco Santander
    BME: SAN
    ESBanca
    BMW
    ETR: BMW
    DEAutomobili
    BNP Paribas
    EPA: BNP
    FRBanca
    CRH
    LON: CRH
    IECostruzioni e materiali
    Danone
    EPA: BN
    FRFood & Beverage
    Deutsche Boerse
    ETR: DB1
    DEFinanziario
    Deutsche Post
    ETR: DPW
    DELogistica
    Deutsche Telekom
    ETR: DTE
    DETelecomunicazioni
    ENEL
    BIT: ENEL
    ITUtility
    ENI
    BIT: ENI
    ITEnergia
    EssilorLuxottica
    EPA: EL
    FRSalute
    Flutter Entertainment
    LON: FLTR
    IEViaggi
    Hermes International
    EPA: RMS
    FRLusso
    Iberdrola
    BME: IBE
    ESUtility
    Industria de Diseno Textil
    BME: ITX
    ESAbbigliamento
    Infineon Tech
    ETR: IFX
    DETechnology
    ING
    AMS: INGA
    NLBanca
    Intesa Sanpaolo
    BIT: ISP
    ITBanca
    Kering
    EPA: KER
    FRLusso
    Kone
    HEL: KNEBV
    FIBeni industriali
    L’Oreal
    EPA: OR
    FRBeauty
    Linde
    ETR: LIN
    DEChimica
    LVMH Moet Hennessy
    EPA: MC
    FRLusso
    Mercedes-Benz Group
    FRA: MBG
    DEAutomobili
    Muenchener Rueck
    ETR: MUV2
    DEAssicurazione
    Pernod Ricard
    EPA: RI
    FRFood & Beverage
    Philips
    AMS: PHIA
    NLSalute
    Prosus
    AMS: PRX
    NLTechnology
    Safran
    EPA: SAF
    FRBeni industriali
    Sanofi
    EPA: SAN
    FRSalute
    SAP
    ETR: SAP
    DETechnology
    Schneider Electric
    EPA: SU
    FRBeni industriali
    Siemens
    ETR: SIE
    DEBeni industriali
    Stellantis
    BIT: STLA
    ITAutomobili
    Total Energies
    EPA: TTE
    FREnergia
    Vinci
    EPA: DG
    FRCostruzioni e materiali
    Volkswagen
    ETR: VOW3
    DEAutomobili
    Vonovia
    ETR: VNA
    DEReal Estate
  • Indice DAX30, come investire

    Indice DAX30, come investire

    Il Deutscher Aktienindex, o DAX, traccia il valore delle 30 maggiori società quotate alla Borsa di Francoforte (FSE) e questo è rappresentato in tempo reale dal prezzo DAX.

    Poiché le società quotate che compongono l’indice DAX 30 rappresentano circa il 75% del limite di mercato totale del FSE, il DAX è spesso visto come uno strumento di misura per l’economia tedesca.

    L’economia tedesca è la più grande dell’Unione Europea e la quinta economia più grande a livello globale. È un mercato attivo e liquido.

    Come negoziare il CFD DAX

    Il prezzo DAX fornisce tipicamente ai trader un alto grado di liquidità, lunghi orari di negoziazione e spread di negoziazione ristretti. Oggi è possibile negoziare l’indice DAX utilizzando i CFD (contratti per differenza) o i futures. L’utilizzo dei CFD per negoziare il DAX vi permetterà di andare lungo o corto senza dover trattare con le borse convenzionali, come l’Eurex.

    I trader si divertono a fare trading con il DAX perché spesso le tendenze possono essere facilmente individuabili sui grafici in tempo reale. I trader che fanno trading con il DAX 30 spesso trovano che le tendenze siano ben definite in una varietà di tempi, rendendo il DAX popolare tra i trader di CFD di tutto il mondo.

    Come viene calcolato il DAX?

    Per poter operare sull’indice DAX 30, una società deve negoziare almeno il 15% del proprio market cap pubblicamente ed essere quotata per almeno tre anni. Devono anche:

    • Appartenere al segmento “Prime Standard” dell’FSE
    • Rappresentare l’economia tedesca

    L’indice DAX è ponderato in base alla capitalizzazione, il che significa che le aziende che hanno limiti di mercato più elevati avranno una maggiore influenza sul prezzo delle azioni del DAX. Allo stesso tempo, nessuna società può avere una ponderazione superiore al 10% per operare sul DAX.

    Le aziende che negoziano sul DAX tedesco vengono riviste trimestralmente – vengono aggiunte o rimosse in base alle dimensioni del loro portafoglio ordini e al loro market cap.

    I prezzi utilizzati per formulare l’indice DAX sono calcolati attraverso la piattaforma di trading Xetra. Questo rende l’indice un mercato molto liquido – un’altra ragione per cui ai trader piace fare trading sul DAX.

    Come operare con un CFD sul DAX

    Facendo trading con i CFD sull’indice DAX 30, non si acquista l’attività sottostante in sé, il che significa che non si è legati ad essa. Si specula solo sull’aumento o sulla diminuzione del prezzo delle sue azioni. Il trading con i CFD non è diverso dal trading tradizionale in termini di strategie associate. Un investitore di CFD può andare short o long, impostare stop e limitare le perdite e applicare scenari di trading che si allineano ai suoi obiettivi. Quindi, sia che il vostro punto di vista sia positivo o negativo, potete fare trading DAX in entrambe le direzioni.

    Aziende sul DAX

    Se commerciate DAX, noterete che le società quotate in borsa sono molto pesanti in termini di produzione. Il DAX 30 è composto per lo più da produttori di automobili e di prodotti chimici.

    I tre grandi produttori di automobili – Daimler (società madre di Mercedes-Benz), BMW e Volkswagen – detengono una parte significativa del peso del DAX.

    Le società incluse nell’indice DE30 sono imprese multinazionali che influenzano sia l’economia nazionale tedesca che quella globale. Le componenti dell’indice abbracciano un’ampia gamma di settori. Ad esempio, Allianz SE (ALV) è una società di servizi finanziari globale che si concentra sulla fornitura ai clienti di prodotti assicurativi e di gestione patrimoniale. Bayer AG (BAYN) è una società farmaceutica e di salute dei consumatori, nota per i suoi prodotti per il trattamento del dolore e l’allergia. Adidas AG (ADS) sviluppa, produce e commercializza abbigliamento, calzature e attrezzature per l’atletica leggera.

    Le aziende che operano sul DAX tedesco sono sottoposte a revisione trimestrale.

    Come già detto le aziende che si trovano sul DAX sono simbolo dell’economia tedesca nel mondo e sono le top 30 aziende della Germania. Le aziende vengono rivalutate ogni trimestre.

    AzioneTicketCapitaliz.
    (mlrd €)
    AdidasETR:ADS53,2
    AllianzETR:ALV80,1
    BASFETR:BAS52,6
    BayerETR:BAYN64,2
    BeiersdorfETR:BEI25,0
    BMWETR:BMW37,5
    ContinentalETR:CON18,3
    CovestroETR:1COV6,7
    DaimlerETR:DAI42,2
    Deutsche BankETR:DBK17,7
    Deutsche BorseETR:DB129,7
    Deutsche PostETR:DPW39,2
    Deutsche TelekomETR:DTE72,4
    E.ONETR:EOAN26,5
    Fresenius MedicalETR:FME23,9
    Fresenius SEETR:FRE25,2
    HeidelbergcementETR:HEI10,4
    HenkelETR:HEN335,8
    InfineonETR:IFX28,1
    Linde PLCETR:LIN103
    LufthansaETR:LHA5,2
    MerckETR:MRK13,5
    Mtu Aero EnginesETR:MTX9,4
    Munich ReETR:MUV233,7
    RWEETR:RWE18,7
    SAPETR:SAP150
    SiemensETR:SIE92,1
    VolkswagenETR:VOW377,9
    Vonovia SEETR:VNA29,6
    WirecardETR:WDI11,0
    Componenti DAX30 al 07/06/2020

    Storia del DAX

    L’indice DAX è stato pubblicato per la prima volta alla Borsa di Francoforte il 1° luglio 1988 con un livello di partenza di 1.163 punti. A Frank Mella, che all’epoca era redattore del giornale tedesco Börsen-Zeitung, viene attribuita l’invenzione del DAX, dopo che il suo editore gli affidò l’incarico di ideare un indice della borsa tedesca.

    Il gestore del DAX 30, Deutsche Börse, ha aggiunto diversi indici correlati dal 1988. Tra questi vi sono l’MDAX, che rappresenta le 50 maggiori aziende dopo il DAX; il TecDAX, che rappresenta le 30 maggiori aziende tecnologiche al di fuori del DAX; e l’HDAX, che combina il DAX, MDAX e TecDAX.

    Il prezzo delle azioni DAX tende spesso ad essere notevolmente volatile rispetto alle sue controparti britanniche e statunitensi, rendendo il trading DAX un’opportunità interessante per i trader. Come per qualsiasi operazione di trading, tuttavia, non è esente da rischi.

    Secondo il grafico storico dell’indice DAX, nel corso dei decenni di attività, l’indice ha registrato una forte volatilità, caratterizzata da molteplici fluttuazioni di prezzo.

    Il suo primo significativo crollo è avvenuto il 16 ottobre 1989, sulla scia del crollo del mercato azionario di Wall Street. L’indice tedesco ha perso circa il 13% del suo valore in un solo giorno, seguito da perdite multiple e ripide.

    Poco dopo, il DE30 ha guadagnato un momentum al rialzo, con il suo prezzo che è salito costantemente nel corso del decennio successivo per poi raggiungere il picco di 7.976 nel marzo 2000. In questo periodo, l’entusiasmo per i titoli tecnologici ha iniziato a vacillare, con molti investitori in corsa per l’uscita. Il DAX è sceso sotto i 2.200 nel marzo 2003, un minimo che non si vedeva dalla fine del 1995.

    L’economia globale si è poi ripresa, ma ci è voluto fino all’estate del 2007 prima che l’indice Germany 30 raggiungesse nuovamente il record di 8.000 unità del 2000. Questa salita si è conclusa durante la famigerata crisi finanziaria del 2008. Nell’ottobre 2008, il DAX ha iniziato a calare di valore e il 9 marzo 2009 ha perso il 56% rispetto ai massimi del 2007.

    Nel giugno 2014, dopo che la Banca Centrale Europea ha deciso di seguire la politica del denaro a basso costo, il DAX è salito per la prima volta a 10.000 punti.

    Nel gennaio 2018 l’indice è salito a 13.559, ma ha chiuso l’anno a 10.380. Nel febbraio 2020, il suo valore ha raggiunto i 13.797. A marzo, tuttavia, il prezzo dell’indice ha registrato un forte calo, scendendo a 8.441.

    Orari di trading DAX

    I principali orari di negoziazione per l’indice DAX 30 sono compresi tra le 09:00 e le 17:30 CET, anche se Deutsche Börse calcola anche il DAX anticipato (08:00 – 09:00 CET) e il DAX ritardato (17:30 – 22:00 CET) per le negoziazioni fuori orario.