Rolls-Royce è un nome comunemente associato al lusso e all’ingegneria di alta qualità. Sebbene il marchio automobilistico e la produzione siano stati venduti rispettivamente a BMW e Volkswagen, Rolls-Royce Holdings plc continua a produrre gran parte dei sistemi di propulsione civile e militare del mondo. È leader di mercato in questi settori, con le sue filiali che operano in tutti i principali continenti del mondo. L’attuale CEO è Warren East, nominato il 2 luglio 2015.
Storia di Rolls-Royce
Rolls-Royce è stata inizialmente avviata da Henry Royce nel 1884, come azienda elettrica e meccanica. La prima Rolls-Royce fu costruita nel 1904, dopo che Royce incontrò Charles Rolls, che vendeva auto di lusso in uno showroom londinese. Il marchio fu catapultato al centro dell’attenzione con il lancio del sei cilindri Silver Ghost nel 1906, che divenne rapidamente noto come una delle migliori auto al mondo. Il 1914 segnò l’inizio della prima guerra mondiale e fu allora che l’azienda produsse il suo primo motore aeronautico, l’Eagle.
Il 1931 vide lo sviluppo di un nuovo motore (la “R”, che alimentava l’entrata britannica nell’International Schneider Trophy). L’aereo stabilì un nuovo record mondiale di velocità aerea di oltre 400 mph. La ‘R’ fu la base tecnologica del ‘Merlin’, il motore che alimentava l’Hawker Hurricane, e del Supermarine Spitfire; un’evoluzione della RAF durante la Seconda Guerra Mondiale.
Rolls Royce entrò nel mercato dell’aviazione civile nel 1953 con il motore Dart, per il Visconte Vickers, una delle prime turbine a gas dell’industria aerea. Nel corso degli anni ’60 la popolarità degli aerei di linea widebody aumentò, e così Rolls-Royce produsse l’RB211, che purtroppo ebbe molti problemi. Nel 1973 la parte automobilistica dell’attività è stata fatta galleggiare come entità separata dopo che l’azienda è stata presa in possesso dello Stato. Attraverso diverse fusioni e acquisizioni, l’azienda si espanse nella fornitura di motori per i viaggi aerei, marittimi e terrestri.
Nel 1990 fu creata una joint venture con BMW Germania per la produzione di motori aeronautici e nel 1995 fu acquisita la Allison Engine Company per produrre un nuovo motore per il nuovo jet regionale della Embraer. Nel corso del 1998 la Rolls-Royce Motor Cars è stata venduta da Vickers alla VW, anche se BMW detiene i diritti di denominazione delle auto Rolls-Royce.
Nel 1999 la società ha completato un’importante acquisizione di Vickers plc per 576 milioni di sterline. Questo ha permesso all’azienda di espandersi nel settore della propulsione navale, in cui è ora diventata leader di mercato.
Business della Rolls-Royce
Il business Rolls-Royce è vario e di vasta portata, di seguito è riportato un elenco di alcuni dei loro rapporti più significativi in vari settori industriali:
Aerospaziale civile: Rolls-Royce fornisce il suo motore Trent 900, di cui quattro sono utilizzati sull’Airbus A380, il più grande aereo di linea passeggeri del mondo. Forniscono anche il Trent 100 per il Boeing 787, un popolare aereo di media gamma.
Difesa Aerospaziale: Forniscono i motori per il britannico Hercules C-130, un aereo da trasporto. Alimentano anche il Tornado Typhoon, e l’Eurofighter Typhoon, entrambi jet da combattimento multiruolo top di gamma.
Sistemi di alimentazione: L’attenzione principale qui si concentra sulla generazione di energia su piccola scala, come i gruppi elettrogeni diesel per applicazioni di emergenza o di picco. La loro divisione Oil & Gas è stata acquisita da Siemens nel 2014.
Marine: Il portafoglio comprende molti motori per scopi sia civili che militari, come per il costruttore navale turco ARES, il nuovo Type 26 Global Combat Ship della Royal Navy; inoltre RR sta anche esplorando futuristiche navi militari elettriche.
Nucleare: Uno dei principali prodotti forniti è il sistema di propulsione nucleare per i sommergibili della classe Astute britannica, ma RR produce anche piccoli reattori modulari, e una varietà di servizi coinvolti nella manutenzione dei reattori attivi.
R2 Data Labs: La divisione dati della Rolls-Royce. Questo funge da centro di sviluppo sia internamente che esternamente.
Trading di Rolls-Royce
Rolls-Royce opera con il simbolo RR sulla Borsa di Londra (LSE), ed è un componente del FTSE 100. La società ha attualmente una capitalizzazione di mercato di 15,478 miliardi di sterline. Generalmente il prezzo della società è aumentato, con un trend positivo continuo. Nel 1971 ha avuto difficoltà finanziarie e quindi è stata posta in liquidazione volontaria. In questa fase molte delle sue attività sono state divise, ed è tornata sui mercati nel 1987 come Rolls-Royce plc.
La scelta di Vladimir Putin di invadere l’Ucraina gli si sta ritorcendo contro; probabilmente il presidente, che sogna l’ex Unione Sovietica, non si aspettava questa reazione da parte dell’occidente, che l’ha etichettato come tiranno dittatore e sta abbandonando l’area.
Sono tantissime le aziende che hanno già abbandonato la Russia, altre hanno bloccato (o limitato) i servizi e altre ancora non hanno ancora abbandonato la nazione ma hanno bloccato qualsiasi ulteriore investimento.
L’Europa ha paura che lo zar possa continuare con la sua opera di invasione e quindi prova a proteggere le Nazioni più virtuose, laddove le aziende fanno il grosso dei loro profitti. Lo fanno anche a costo di perderci business e capitali, a patto di mantenere al sicuro le nazioni in cui operano.
Aziende dell’intrattenimento
Partiamo da quelle aziende che probabilmente avranno un minor impatto sull’economia ma un segno forte sulla popolazione russa, cioè le aziende del business dell’entertainment. Sony, Disney e Warner Bros (AT&T) hanno già sospeso la distribuzione di film in Russia. Un po’ più lieve la posizione di Paramount e Spotify che, come anche Netflix, ha sospeso la distribuzione di nuove produzioni ma non hanno ancora abbandonato il mercato.
Electronic Arts, per andare sul mondo del gaming, ha eliminato la Russia dal proprio gioco di punta: Fifa.
Tecnologia
Le aziende sopracitate hanno una forte connessione con la tecnologia, ma non sono dei Tech puri. In questa sezione rientrano invece Apple, Google (Alphabet) e Meta, che vista l’essenzialità dei prodotti distribuiti, non hanno abbandonato il Paese ma hanno limitato i servizi. Meta ha servizi come Facebook, Instagram e WhatsApp, che potrebbero rientrare nell’entertainment ma anche nelle necessità (pensiamo alle comunicazioni su WhatsApp).
Apple ha chiuso negozi fisici e deciso di non vendere nuovi dispositivi nel Paese dell’ex Unione Sovietica. Google ha fortemente limitato i servizi su Maps, anche per una questione di sicurezza per gli Ucraini che si proteggono, e bloccato il servizio Pay, così da allinearsi con le sanzioni.
Airbnb ha sospeso i suoi servizi in Russia e, insieme ai propri host, ha deciso di fornire alloggi gratuiti e sicuri in Ucraina e nelle nazioni vicine al conflitto, così da dare supporto ai rifugiati che decidono di lasciare il Paese.
I servizi di media, come YouTube, Facebook, Microsoft, Tik Tok e Twitter hanno deciso di bloccare i canali di propaganda russa, chiudendo la diffusione di RT (Russia TV) e di Sputnik.
Pagamenti e Finanziari
Sappiamo già che le banche e le strutture russe sono state fortemente bloccate, quelle che rimanevano disponibili erano i pagamenti attraverso Mastercard e Visa. Negli ultimi giorni anche queste due aziende hanno bloccato tutto per i clienti russi, spingendosi anche oltre i confini russi e bloccando i pagamenti per russi in giro per l’Europa.
Decisione abbastanza simile anche per American Express, che al momento pare abbia bloccato solo all’interno dei confini russi.
Ovviamente in questa categoria rientrano anche tutti i servizi finanziari, come Société Générale e HSBC.
Posizione molto dura da parte di NorgesBank, il più grande fondo sovrano al mondo che è stato il primo ad abbandonare il Paese, abbandonando partecipazioni molto importanti, soprattuto in Gazprom, Lukoil e Sberbank.
Moda e Retail
Sono molti i brand di moda e di negozi retail che hanno deciso di chiudere i punti fisici in Russia. Tra i primi a prendere decisioni del genere sono stati Nike e Burberry, tra gli ultimi si registrano le aziende svedesi H&M e Ikea. L’azienda di arredamenti, inoltre, in Russia aveva delle importanti sedi di produzione, che vengono congelate e vengono bloccati gli export e gli import dal paese, con un impatto diretto su circa 15 mila russi e relativo indotto.
Settore automobilistico
Negli ultimi 20 anni le aziende automobilistiche hanno guardato alla Russia come a un mercato vergine da inondare, spostando produzioni e vendite nel Paese. Appena scoppiato il conflitto bellico sono arrivate decisioni importanti da quasi tutte le aziende principali, quindi Volkswagen, Ford e GM hanno annunciato lo stop a esportazioni verso la Russia. Ancora più drastica Toyota, che in Russia, precisamente a San Pietroburgo ha una fabbrica che è stata bloccata.
Si registrano anche i blocchi agli export per Volvo e Harley Davidson, oltre che per i marchi di lusso Jaguar, Aston Martin e Rolls-Royce.
Daimler (Mercedes Benz) ha deciso di interrompere la collaborazione con la russa Kamaz, vendendo anche la sua quota nell’azienda.
Trasporti
Con il blocco degli import ed export delle principali aziende industriali del globo, ovviamente viene impattato anche tutto l’indotto. Sia per questo motivo che per la sicurezza delle proprie navi, la società di trasporto marino Maersk ha completamente bloccato qualsiasi import verso la Russia.
Aziende petrolifere
Non fa certo eccezione il petrolio, ne avevamo già parlato qualche giorno fa, con le aziende petrolifere di tutto il mondo che hanno dismesso o bloccato importanti partecipazioni. La prima in ordine cronologico è stata la britannica BP, che possedeva e ha ceduto il 20% di Rosneft. Hanno copiato la mossa ExxonMobil, Shell ed Equinor.
Leggermente differente la posizione della francese TotalEnergies che ha deciso di non fare ulteriori investimenti ma non ha abbandonato quelli già in essere.
Giovedì scorso, 24 febbraio 2022, Vladimir Putin ha deciso di invadere l’Ucraina, aprendo una guerra di conquista come non si vedevano da decenni in Europa. Una guerra assurda, condannata pesantemente da gran parte del globo (ma non da tutti).
Mercoledì scorso, quindi, abbiamo vissuto l’ultimo giorno da nazioni in pace, benché, come avevamo anche scritto, i venti di guerra si potevano già percepire.
In una settimana molto è successo: Putin probabilmente pensava in una guerra lampo e invece è impantanato in Ucraina; l’Europa ha scoperto che la fiducia posta nella Russia negli ultimi 20 anni probabilmente era mal riposta; sono partite le sanzioni nei confronti della Russia e della Bielorussia e ci siamo resi conto che certamente queste fanno male agli aggressori, ma anche a chi infligge queste pene; la borsa russa è chiusa da tre giorni, per evitare il degrado dell’economia russa, ma non è bastato poiché il rublo è crollato e l’inflazione prevista per la nazione dell’ex Unione Sovietica è alle stelle, a tal punto che la Banca Centrale russa ha portato il tasso di interesse al 20%.
Come si sono comportate le azioni durante la guerra
Ma tutto ciò è un riecheggiare di qualcosa che possiamo ancora percepire come lontano; benché ci sia una guerra alle porte dell’Europa, se il conflitto rimanesse circoscritto, in Europa dovremo solo comprendere come muoverci in futuro.
Invece quello che è molto più vicino sono i movimenti dei titoli azionari sui nostri mercati. Andiamo quindi a vedere, una per una, quali sono stati i migliori e i peggiori titoli azionari dall’inizio della guerra, e quindi a una settimana dall’ultimo giorno di pace.
Le peggiori azioni a Piazza Affari durante la Guerra in Ucraina
Partiamo da casa nostra, quindi dal FTSE MIB e dalle azioni a media capitalizzazione, e guardiamo quelle che sono state le peggiori azioni durante la guerra.
Azione
% 1 settimana
% inizio anno
Maire Tecnimont (BIT:MT)
-26,2%
-31,9%
Unicredit (BIT:UCG)
-24,7%
-21,8%
Banco BPM (BIT:BAMI)
-17,7%
+8,9%
BPER Banca (BIT:BPE)
-17,7%
-8,9%
Banca Popolare di Sondrio (BIT:BPSO)
-17,4%
-10%
Intesa Sanpaolo (BIT:ISP)
-14,2%
+0,86%
Iveco (BIT:IVG)
-14,1%
–
Buzzi Unicem (BIT:BZU)
-13,6%
-14,6%
Telecom Italia (BIT:TIT)
-13,3%
-20,8%
Mediobanca (BIT:MB)
-12,8%
-15%
Pirelli (BIT:PIRC)
-11,9%
-19,1%
Banca IFIS (BIT:IF)
-11,7%
+4,5%
DoValue (BIT:DOV)
-10,6%
-13,6%
BFF Bank (BIT:BFF)
-10,3%
-9%
Banca Mediolanum (BIT:BMED)
-10,3%
-15,2%
Le azioni di Piazza Affari peggiori a causa della Guerra in Ucraina
Come possiamo vedere dalla lista, Maire Tecnimont è stata l’azienda più colpita, anche perché puntava alla Russia come mercato per l’espansione.
A seguito del gruppo ingegneristico troviamo ben 5 banche, settore molto colpito a causa del blocco delle transazioni con Swift e poiché gli istituti di credito avevano molti interessi in Russia.
Le migliori azioni a Piazza Affari nonostante la guerra
Possiamo dire nonostante la guerra oppure, in qualche singolo caso, grazie alla guerra. Perché, ovviamente, all’interno di una crisi ci sarà sempre qualcuno che riuscirà a guadagnarci (e lo diciamo senza pregiudizi, è giusto così).
Ecco quindi la lista delle azioni che hanno guadagnato valore durante la settimana di guerra.
Azione
% a 1 settimana
% da inizio anno
Leonardo (BIT:LDO)
+24,7%
+27%
ERG (BIT:ERG)
+18,7%
-0,6%
Alerion Clean Power (BIT:ARN)
+17,5%
+3,2%
Fincantieri (BIT:FCT)
+16,5%
+4,8%
Terna (BIT:TRN)
+9,6%
+3,2%
Le migliori azioni a Piazza Affari durante la prima settimana di guerra
Eccole quindi le aziende che, durante la prima settimana di guerra, hanno guadagnato di più a Piazza Affari.
Potremmo dividere le aziende in due blocchi distinti: da un lato le azioni che hanno nel loro core business la difesa, ciò perché le nazioni stanno rivedendo le spese militari e quindi danno un’accelerata ai business di queste aziende; dall’altro lato la transizione energetica, infatti con il rischio di blocco del gas russo è fondamentale affrancarsi il prima possibile e, per farlo, l’unico modo è quello di investire su fonti di energia che siano il futuro, quindi l’energia green e, a tal proposito, vengono premiate le aziende più attive su questo tema nei mesi scorsi.
Le peggiori azioni in Europa durante la guerra in Ucraina
Allarghiamo quindi l’orizzonte e andiamo a guardare cosa sta succedendo nell’intera Europa. Vediamo quindi quelle che sono state le peggiori azioni nel Vecchio Continente durante questa prima settimana di guerra.
Per evitare i Penny Stock abbiamo messo un limite alla capitalizzazione delle aziende, che devono valere almeno 1 miliardo.
Azione
% a 1 settimana
Nazione
Polymetal International (LON:POLY)
-67%
Cipro
EVRAZ (LON:EVR)
-63%
UK
Ferrexpo (LON:FXPO)
-41%
Svizzera
Nokian Tyres (HEL:TYRES)
-31%
Finlandia
Technip Energies (EPA:TE)
-29%
Francia
Commerzbank (ETR:CBK)
-25%
Germania
Uniper (FRA:UN01)
-24,8%
Germania
Wizz Air Holdings (LON:WIZZ)
-24,4%
Svizzera
Casino Guichard Perrachon (EPA:CO)
-24,3%
Francia
ING Groep (AMS:INGA)
-24,2%
Olanda
Mondi (LON:MNDI)
-22,7%
UK
Valeo (EPA:FR)
-22,2%
Francia
Rolls-Royce Holdings (LON:RR)
-22%
UK
Deutsche Bank (ETR:DBK)
-21,2%
Germania
Fortum (HEL:FORTUM)
-20,8%
Finlandia
BNP Paribas (EPA:BNP)
-19,3%
Francia
Société Générale (EPA:GLE)
-19,2%
Francia
Montana Aerospace (SWX:AERO)
-19,2%
Svizzera
Unicaja Banco (BME:UNI)
-18,2%
Spagna
Renault (EPA:RNO)
-18,2%
Francia
Le azioni peggiori in Europa durante la guerra
Eccole elencate, le 20 azioni che hanno perso di più in Europa durante la prima settimana di guerra. Ci sono alcune aziende che semplicemente esportano in Russia, altre che hanno delle fabbriche e alcune che sono talmente permeate con la nazione dell’ex Unione Sovietica che si può dire quasi siano russe.
Per esempio, per la prima della lista (Polymetal International), se andiamo a leggere il profilo dell’azienda, troviamo:
gruppo minerario di metalli preziosi con sede a Cipro. Il gruppo ha un portafoglio di nove miniere di oro e argento in produzione e 3 progetti di sviluppo in Russia e Kazakistan
Descrizione di Polymetal International
Forse ancora peggio va a Ferrexpo, per la quale leggiamo nel profilo aziendale:
Gestisce circa due miniere e un impianto di lavorazione vicino a Kremenchug in Ucraina, oltre ad avere interessi in un porto a Odessa.
Descrizione di Ferrexpo
Quindi, in questo caso, non colpiscono le sanzioni russe, ma direttamente la guerra, operando direttamente in Ucraina, nonostante sia un’azienda svizzera.
Le aziende europee che hanno guadagnato durante la guerra in Ucraina
Dall’altro lato della medaglia, sempre mantenendo il limite della capitalizzazione a 1 miliardo, ecco quali sono le aziende che hanno visto il loro valore di borsa allargarsi durante la prima settimana di scontri.
Azione
% a 1 settimana
Nazione
Hensoldt (FRA:HAG)
+113%
Germania
Rheinmetall (ETR:RHM)
+42%
Germania
Oxford Instruments (LON:OXIG)
+38%
UK
Secunet Security Networks (FRA:YSN)
+36%
Germania
ITM Power (LON:ITM)
+36%
UK
Vestas Wind Systems (CPH:VWS)
+32%
Danimarca
Nordex (ETR:NDX1)
+29%
Germania
Siemens Gamesa Renewable Energy (BME:SGRE)
+28%
Spagna
Solaria Energia y Medio Ambiente (BME:SLR)
+27%
Spagna
SMA Solar Technology (ETR:S92)
+26%
Germania
BAE Systems (LON:BA)
+26%
UK
Vallourec (EPA:VK)
+25%
Francia
Voltalia (EPA:VLTSA)
+24%
Francia
Thales (EPA:HO)
+23,9%
Francia
Orsted – Dong Energy (CPH:ORSTED)
+23,3%
Danimarca
Neoen (EPA:NEOEN)
+22%
Francia
Ceres Power Holdings (LON:CWR)
+21,6%
UK
Bobst Group (SWX:BOBNN)
+21,6%
Svizzera
EDP Renovaveis (BME:EDPR)
+21,3%
Spagna
Chemring Group (LON:CHG)
+21,1%
UK
Migliori azioni in Europa durante la prima settimana di guerra
Anche qui, come successo in Italia, possiamo vedere molta presenza di azioni legate alla difesa delle nazioni, come per esempio la britannica BAE Systems, oppure la francese Thales. Dall’altro lato della medaglia, vediamo anche qui la tendenza a investire nel mercato delle energie rinnovabili, con molte aziende spagnole nella lista, oltre a ITM Power, impegnato nell’industria dell’idrogeno, che sta diventando sempre più un colosso.
Caso emblematico per la prima della lista, che ha visto, in una settimana, più che raddoppiare il proprio valore, si tratta di Hensoldt e questo il suo profilo:
Produttore con sede in Germania di sistemi e strumenti di ricerca, rilevamento, navigazione, guida, aeronautici e nautici. La società inoltre, direttamente o indirettamente, acquisisce, detiene, vende e gestisce partecipazioni in società coinvolte nello sviluppo, nella produzione, nel funzionamento e nella vendita di sistemi di ingegneria elettrica, prodotti optronici e soluzioni software per scopi militari e non
Descrizione di Hensoldt
Le peggiori azioni sul mercato americano durante la guerra in Ucraina
Facciamo quindi il salto dell’oceano e andiamo a guardare quali sono state le azioni a stelle e strisce più colpite dalla guerra in Ucraina che, per quanto lontana dalle coste americane, comunque ha avuto delle ripercussioni anche nella nazione guidata da Biden, quantomeno per le tendenze sul lungo periodo.
Essendo le capitalizzazioni del mercato azionario americano tipicamente più grandi, per evitare piccole aziende abbiamo allargato il limite a 5 miliardi di dollari per poter essere considerate.
Azione
% a 1 settimana
EPAM Systems (NYSE:EPAM)
-53%
Viatris – Mylan (NASDAQ:VTRS)
-25%
Booking Holdings (NASDAQ:BKNG)
-17%
United Therapeutics Corp (NASDAQ:UTHR)
-15,4%
Biohaven Pharmaceutical (NYSE:BHVN)
-15%
Azioni peggiori in America durante la prima settimana di guerra in Ucraina
La lista è molto corta poiché le azioni successive hanno una perdita tale che è considerabile “mercato” e non effetti esterni. Come vediamo sono poche le aziende impattate e non tutte potrebbero avere subito a causa della guerra.
Le azioni migliori in America durante la guerra in Ucraina
Andiamo a questo punto a vedere quali sono le aziende che hanno visto aumentare il loro valore di mercato durante la guerra tra Russia e Ucraina.
Azione
% a 1 settimana
CarGurus (NASDAQ:CARG)
+41%
DraftKings (NASDAQ:DKNG)
+37%
Block – Square (NYSE:SQ)
+30%
First Horizon (NYSE:FHN)
+29,7%
New Fortress Energy (NASDAQ:NFE)
+24,1%
Roku (NASDAQ:ROKU)
+24%
GlobalFoundries (NASDAQ:GFS)
+22,2%
Azioni migliori a Wall Street durante la prima settimana di guerra in Ucraina
Anche qui osserviamo nella lista delle aziende che, probabilmente, con la guerra c’entrano solo in minima parte. Per esempio, la prima della lista, CarGurus, è un rivenditore online di autovetture e potrebbe aver beneficiato più dell’annuncio di Stellantis, che prevede di vendere un terzo delle vetture online entro il 2030, che degli effetti della guerra in Ucraina.
Conclusione
In conclusione abbiamo osservato come i mercati europei sono stati realmente impattati dalla guerra tra Ucraina e Russia. I settori che stanno pagando più dazio sono quelli finanziari, a causa dell’incertezza sugli effetti delle sanzioni comminate alla Russia, e quelli che lavorano con i minerali provenienti da Russia e Ucraina.
I settori che ne hanno beneficiato sono quelli legati alle spese militari e alle energie rinnovabili, poiché la transizione ecologica, con la guerra in atto, verrà certamente accelerata.
In America gli effetti dello scontro bellico sono arrivati solo in minima parte e le aziende che stanno andando meglio/peggio in questa settimana sono legati, per lo più, ad altri fattori non strettamente connessi con la battaglia sul suolo europeo.
Tra il 20 e il 21 febbraio del 2020 abbiamo registrato, a livello mondiale, l’ultimo giorni di massimi prima del crollo causato dalla pandemia da Corona Virus.
Giusto per dare un’indicazione, prendiamo in esempio l’S&P 500 che il giorno 20 febbraio 2020 toccava il massimo a 3.398,3 prima di iniziare una correzione che l’avrebbe portato a toccare, il giorno 23 marzo 2020, un minimo di 2.184,7.
A tutti gli effetti, quindi, possiamo dire che l’incubo SARS-CoV-2, per le borse mondiali, è iniziato tra il 20 e il 21 febbraio di un anno fa.
A distanza di un anno, quindi, quali azioni hanno recuperato? Quali azioni sono ancora sotto e quali hanno registrato nuovi record?
Migliori e peggiori azioni a distanza di un anno dall’inizio del Covid
Per fare questa classifica prendiamo in esame i titoli della parte occidentale del mondo, quindi registrando le performance in Europa, USA e Canada.
Per stilare questa classifica prendiamo in esame solo i titoli azionari che a oggi hanno una valutazione di capitalizzazione maggiore di 1 miliardo, così da escludere delle aziende sconosciute.
Ecco quello che esce:
Migliori azioni dall’inizio del Covid
Performance
Nazione
Argo Blockchain PLC LON:ARB
+4.330%
Regno Unito
Riot Blockchain NASDAQ:RIOT
+4.035%
USA
Marathon Patent Group NASDAQ:MARA
+3.729%
USA
Novavax NASDAQ:NVAX
+3.237%
USA
Ocugen NASDAQ:OCGN
+1.801%
USA
Blink Charging Co NASDAQ:BLNK
+1.309%
USA
NIO NYSE:NIO
+1.234%
Cina
Veritone NASDAQ:VERI
+1.204%
USA
Bionano Genomics NASDAQ:BNGO
+1.109%
USA
eXp World Holdings NASDAQ:EXPI
+1.109%
USA
Migliori azioni dall’inizio del Covid
Come possiamo vedere, nella lista, eccetto la prima posizione che va a un’azione del Regno Unito, il resto della classifica è occupata da aziende americane.
Insieme a queste mettiamo anche NIO che, benché abbia la sede centrale in Cina, è quotata al Nasdaq.
Peggiori azioni dall’inizio del Covid
Performance
Nazione
Galapagos NV AMS: GLPG
-72%
Belgio
Grenke AG FRA: GLJ
-69%
Germania
BlueBird Bio NASDAQ: BLUE
-66%
USA
International Airlines Group LON: IAG
-63%
Spagna / Regno Unito
eHealth NASDAQ:EHTH
-59%
USA
Rolls-Royce Holdings LON: RR
-59%
Regno Unito
Phillips 66 Partners NYSE: PSXP
-58%
USA
Two Harbors Investment NYSE: TWO
-58%
USA
PBF Energy NYSE: PBF
-57%
USA
Banco de Sabadell BME: SAB
-56,7%
Spagna
Peggiori azioni dall’inizio del Covid
Qui la presenza americana è molto inferiore e si può notare come molte aziende del vecchio continente abbiano subito il colpo.
Migliori azioni in Europa dall’inizio del Covid
Stringendo leggermente lo sguardo, calcolando solo le aziende con una capitalizzazione superiore al miliardo, guardiamo quali sono in Europa le aziende che hanno registrato la miglior performance.
Performance
Nazione
Argo Blockchain LON:ARB
+4.330%
Regno Unito
Fastned BV AMS:FAST
+698%
Olanda
Global Fashion Group ETR: GFG
+660%
Lussemburgo
Shop Apotheke Europe FRA: SAE
+382%
Olanda
AO World LON: AO
+299%
Regno Unito
Indivior LON: INDV
+287%
Regno Unito
Valneva EPA: VLS
+255%
Francia
ITM Power LON: ITM
+243%
Regno Unito
Northern Data ETR: NB2
+227%
Germania
Flatex AG FRA: FTK
+193%
Germania
Migliori azioni in Europa dall’inizio del Covid
Un bel mix nel vecchio continente, con azioni che arrivano da qualsiasi angolo dell’Europa, eccetto che dall’Italia.
Peggiori azioni in Europa dall’inizio del Covid
Passiamo quindi alle peggiori azioni nel vecchio continente, dove va certamente registrato il crollo di Wirecard, non qui menzionato perché il nuovo valore di capitalizzazione è inferiore al miliardo.
Inoltre, onde evitare di ripeterci, in questa classifica non inseriamo le aziende già inserite in quella globale, che sono Galapagos NV, Grenke AG, International Airlines Group, Rolls-Royce Holdings e Banco de Sabadell.
Performance
Nazione
SSP Group LON: SSPG
-56,7%
Regno Unito
Cineworld Group LON: CINE
-56,1%
Regno Unito
Unibail Rodamco AMS: URW
-55,2%
Francia
Babcock International Group LON: BAB
-53,9%
Regno Unito
Elior Group EPA: ELIOR
-52,8%
Francia
Prosegur Cash BME: CASH
-48,3%
Spagna
TechnipFMC EPA: FTI
-48,2%
Regno Unito
Autogrill SpA BIT: AGL
-48%
Italia
Deutsche Pfandbriefbank FRA: PBB
-47,6%
Germania
Micro Focus International LON: MCRO
-47,3%
Regno Unito
Easyjet LON: EZJ
-47%
Regno Unito
Leonardo SpA BIT: LDO
-46,8%
Italia
Azioni peggiori in Europa dall’inizio del Covid
A differenza delle altre classifiche, dove abbiamo preso in considerazione sempre i primi 10 posti, in questo caso facciamo una piccola eccezione e arriviamo a 12 poiché, come possiamo ben vedere, le ultime due posizioni sono occupate da aziende dal grosso calibro, come EasyJet e Leonardo.
Azioni migliori in Italia dall’inizio del Covid
Stringiamo ancora il campo geografico e andiamo ad analizzare solo le aziende italiane, ma considerando le capitalizzazioni medie di Piazza Affari abbassiamo il livello di capitalizzazione da 1 miliardo a 500 milioni di euro.
Performance
Alerion Clean Power BIT: ARN
+113%
Esprinet BIT: PRT
+105%
SeSa BIT: SES
+98,2%
De’ Longhi BIT: DLG
+84,3%
Tinexta BIT: TNXT
+60,6%
Gruppo MutuiOnline BIT: MOL
+59,7%
DiaSorin BIT: DIA
+47,6%
Biesse BIT: BSS
+44,9%
SOL BIT: SOL
+44,9%
Carel Industries BIT: CRL
+39,8%
Migliori azioni a Piazza Affari dall’inizio del Covid
Peggiori azioni a Milano dall’inizio del Covid
Ed ecco invece le peggiori azioni a Piazza Affari dall’inizio del Covid.
Performance
Autogrill BIT: AGL
-48%
Saras BIT: SRS
-47,8%
Leonardo BIT: LDO
-46,8%
Cattolica Assicurazione BIT: CASS
-43,9%
UniCredit BIT: UCG
-42,4%
Banca Monte dei Paschi di Siena BIT: BMPS
-40,6%
ENAV BIT: ENAV
-39,1%
Bper Banca BIT: BPE
-35,9%
Banca IFIS BIT: IF
-35,1%
Atlantia BIT: ATL
-33,9%
Azioni peggiori a Piazza Affari dall’inizio del Covid
Come possiamo vedere, rispetto alla classifica precedente europea, tra Autogrill e Leonardo, considerando la diminuzione sul filtro della capitalizzazione (da 1 miliardo a 500 milioni) si inserisce Saras che ha una capitalizzazione di 681 milioni.
Migliori azioni in Nord America dall’inizio del Covid
Ci spostiamo quindi dal vecchio continente all’America, prendendo in esame le azioni del Nord America, quindi con Nasdaq, NYSE e mercato del Canada.
Anche qui applichiamo dei filtri, in particolare, considerando che dall’Italia difficilmente si investe su titoli azionari piccoli americani, poniamo un limite sulla capitalizzazione a 10 miliardi di dollari e in questa classifica, considerando che 9 su 10 azioni della classifica globale arrivano dagli USA, non replichiamo i titoli già aggiunti in quella classifica. Li riportiamo solo a titolo informativo:
Riot Blockchain
Marathon Patent Group
Novavax
Ocugen
Blink Charging Co
NIO
Veritone
Bionano Genomics
eXp World Holdings
Queste le azioni che, di conseguenza, hanno guadagnato meno di quelle già in lista.
Performance
IAC/Interactivecorp NASDAQ:IAC
+965%
Plug Power NASDAQ:PLUG
+914%
Etsy NASDAQ:ETSY
+318%
Cloudflare NYSE:NET
+305%
Chewy Inc. NYSE:CHWY
+290%
CrowdStrike Holdings NASDAQ:CRWD
+277%
Roku Inc NASDAQ:ROKU
+277%
Pinterest NYSE:PINS
+265%
Wayfair Inc NYSE:W
+256%
Appian Corporation NASDAQ:APPN
+249%
Migliori azioni in Nord America dall’inizio del Covid
Dalla lista, guardando il prefisso del ticket, appare evidente come non siano presenti azioni canadesi ma solo degli States. Per questo motivo aggiungiamo un supplemento di tabella, con le migliori 3 aziende canadesi dall’inizio del Covid.
Performance
First Quantum Minerals TSE: FM
+141%
Teck Resources TSE:TECK.A
+69,7%
Constellation Software TSE: CSU
+18,3%
Migliori azioni in Canada dall’inizio del Covid
E come possiamo vedere dal terzo titolo, la crescita e modesta. Il quarto in classifica registra appena il +5% e quindi nemmeno lo menzioniamo, poiché sono andamenti che potrebbero cambiare in una singola giornata.
Peggiori azioni americane dall’inizio del Covid
Passiamo quindi alle peggiori azioni, cioè quelle che non hanno ancora recuperato il livello pre-Covid. Il ché, considerando che gli indici americani hanno già superato i record precedenti al Covid, è indicativo del come queste aziende siano state particolarmente colpite quest’anno.
Performance
Energy Transfer NYSE: ET
-44,2%
United Airlines NASDAQ: UAL
-43,4%
Carnival Corporation NYSE: CCL
-42,1%
ONEOK NYSE: OKE
-40,9%
Occidental Petroleum NYSE: OXY
-40,9%
Suncor Energy TSE: SU
-40,8%
Boston Properties NYSE:BXP
-37,2%
Pembina Pipeline TSE: PPL
-35,4%
Boeing NYSE: BA
-35,3%
FirstEnergy NYSE: FE
-34,3%
Azioni peggiori in Nord America dall’inizio del Covid
In questo caso in classifica troviamo due aziende canadesi, mentre le altre sono tutte “americane”. Mettiamo l’aggettivo americane tra virgolette poiché in mezzo c’è qualche azienda, come Carnival, che in realtà ha sedi e interessi in vari parti del mondo.
Si noti come tra le azioni peggiori ce ne siano varie del mondo del turismo e trasporti, in particolare Carnival e United Airlines e sempre in classifica troviamo Boeing.
Andamento indici da inizio Covid
Per dare un riferimento molto chiaro, quindi un benchmark, riportiamo qui gli indici principali a livello mondiale con le performance a 1 anno, quindi dall’inizio del Covid.
Indice
Performance
Area
NASDAQ 100
+43,7%
USA
S&P 500
+17%
USA
DOW Jones
+8,6%
USA
DAX
+2,19%
Germania
EURO STOXX 50
-3,18%
Europa
SMI
-4,13%
Svizzera
CAC
-5,0%
Francia
FTSE MIB
-7,5%
Italia
FTSE 100
-11,4%
Regno Unito
IBEX
-18,3%
Spagna
Andamento indici dall’inizio della pandemia da Corona Virus
Il 2020 è stato certamente un anno molto particolare; il Covid, la trattativa infinita per la Brexit, la corsa al vaccino, con tutta l’attesa e quindi le approvazioni e la vendita, le mascherine, l’accordo tra FCA e Peugeot che segna la nascita di Stellantis, il caso Wirecard, l’infinita telenovela tra Atlantia e il Governo per la revoca delle concessioni autostradali, l’OPA lanciata da Intesa su UBI, oppure l’ingresso di Generali in Cattolica e l’IPO di AirBnb… insomma, un anno veramente eccezionale, in tutti i sensi, e come ogni anno straordinario (non in senso positivo ma nel senso “fuori dall’ordinario) c’è chi ha vinto e chi ha perso.
Dopo aver fatto la fotografia a metà anno, eccoci quindi qui a tirare le somme, nella speranza che il 2021 ci regali (a prescindere da come è andato per ognuno il 2020) ancora più gain e quindi porti molta più ricchezza e, si spera, più felicità.
Un 2021 che si presenta certamente con le giuste carte, a livello finanziario, per essere un anno straordinario (in questo caso sì, con senso iperpositivo): il risiko bancario è in evoluzione, così come MPS dovrà trovare un marito, UniCredit dovrà costruire una nuova strada sotto il nuovo CEO, Stellantis sta per nascere (si parla di fine gennaio) e tanto altro è alla porta, come per esempio la fusione tra Tiffany e LVMH, quella tra Slack e Salesforce, la realizzazione della rete unica sotto la guida di FiberCop o altre operazioni che arriveranno.
Inoltre il 2021 dovrà vedere il recupero totale di ciò che abbiamo perso a causa del Corona Virus, ma torniamo al 2020 e vediamo come è andato quest’anno che si appresta a concludersi.
Migliori e peggiori azioni di Piazza Affari
Partiamo dalla piazza milanese poiché, ovviamente, è quella che ci interessa più da vicino; escludiamo da queste tabelle le aziende oggetto di IPO a Piazza Affari e le matricole facenti parte dell’AIM che, per la bassa capitalizzazione che registrano, hanno dei movimenti certamente più ampi di quanto non possano essere registrate da società con più market Cap.
Migliori azioni di Borsa Italiana del 2020
Eccole quindi le migliori aziende di Piazza Affari, quelle cioè che hanno registrato le migliori performance sulla Borsa di Milano.
Azione
Performance
Dividend Yield
Market Cap
Alerion Clean Power BIT: ARN
236%
1,93%
530
Tiscali BIT: TIS
177%
–
153
Seri Industrial BIT: SERI
161%
–
203
Sesa BIT: SES
122%
–
1.639
Gabetti Property Solutions BIT: GAB
115%
–
37
Esprinet BIT: PRT
103%
–
538
Tinexta BIT: TNXT
87%
–
1.025
Wiit SpA BIT: WIIT
75%
0,93%
428
FullSix BIT: FUL
74%
–
14
Digital Bros SpA BIT: DIB
71%
0,70%
305
PharmaNutra SpA BIT: PHN
69%
1,16%
383
Gruppo MutuiOnline BIT: MOL
69%
0,35%
1.356
Credito Valtellinese BIT: CVAL
62%
–
813
EEMS Italia SpA BIT: EEMS
56%
–
4
Piteco SpA BIT: PITE
49%
1,58%
192
Ambienthesis SpA BIT: ATH
48%
1,50%
65
DiaSorin BIT: DIA
44%
0,57%
9.360
Risanamento BIT: RN
44%
–
97
La Doria S.p.A. BIT: LD
43%
1,37%
414
Interpump Group BIT: IP
41%
0,63%
4.338
Retelit BIT: LIT
40%
0,89%
367
Migliori azioni per performance nel 2020 su Piazza Affari
Peggiori azioni italiane nel 2020
Passiamo quindi a quelle che hanno registrato un anno negativo, in particolar modo vediamo le azioni che sono andate peggio sulla Borsa Italiana quest’anno.
Azione
Performance
Dividend Yield
Market Cap
Bioera SpA BIT: BIE
-62%
–
3
Tesmec BIT: TES
-61%
–
49
Fidia SpA BIT: FDA
-59%
–
8
Saras BIT: SRS
-59%
–
560
ePrice BIT: EPR
-56%
–
24
Cairo Communication BIT: CAI
-55%
–
162
A.S. Roma SpA BIT: ASR
-54%
–
196
BPER Banca BIT: BPE
-50%
–
2.120
Netweek SpA BIT: NTW
-50%
–
11
Saipem SpA BIT: SPM
-50%
0,46%
2.199
Monrif BIT: MON
-48%
–
16
Fiera Milano BIT: FM
-47%
4,51%
207
Astaldi BIT: AST
-46%
–
444
OVS BIT: OVS
-46%
–
246
RCS MediaGroup BIT: RCS
-44%
–
292
Aeffe BIT: AEF
-44%
–
120
Aedes BIT: AED
-44%
–
21
Mondo TV BIT: MTV
-44%
–
46
Leonardo BIT: LDO
-43%
2,36%
3.424
Bialetti Industrie BIT: BIA
-43%
–
17
Le azioni peggiori di Borsa Italiana nel 2020
Migliori e peggiori azioni in Europa
Dopo aver visto il listino italiano, allarghiamo l’orizzonte e diamo un’occhiata a cosa succede in Europa, limitando lo sguardo a quelle nazioni facenti parte del gruppo dei 27, quindi esclusa la Svizzera e la Gran Bretagna che sono fuori dalla moneta unica e dalla Comunità Europea.
Inoltre, come fatto anche per il listino italiano, per evitare di avere grandi numeri da aziende con piccole capitalizzazioni, abbiamo limitato lo sguardo a quelle compagnie che hanno almeno 400 milioni di capitalizzazione.
Migliori azioni in Europa nel 2020
Eccole quindi le aziende che nel vecchio continente hanno sopraperformato qualsiasi indice.
Si denota subito come francesi, tedesche e olandesi hanno fatto da padrone.
Azione
Performance
Dividend Yield
Market Cap
Novacyt EPA: ALNOV
5.337%
–
649
S&O Agrar FRA: H2O
2.336%
–
641
Westwing Group AG ETR: WEW
791%
–
661
McPhy Energy SAS EPA: MCPHY
772%
–
901
Alfen NV AMS: ALFEN
386%
–
1.738
home24 ETR: H24
314%
–
588
GLOBAL FASHION GROUP SA ETR: GFG
305%
–
2.013
Northern Data AG ETR: NB2
300%
–
995
AB Science SA EPA: AB
274%
–
903
Fastned BV AMS: FAST
255%
–
723
Solaria Energia y Medio Ambiente SA BME: SLR
233%
–
2.836
Hellofresh SE ETR: HFG
218%
–
10.319
Inventiva SA EPA: IVA
192%
–
412
Valneva SE EPA: VLA
191%
–
681
Akasol ETR: ASL
180%
–
585
Qt Group Oyj HEL: QTCOM
173%
–
1.408
ABO Wind AG ETR: AB9
171%
0,90%
408
Adyen NV AMS: ADYEN
169%
–
59.691
VERBIO Vereinigte BioEnergie AG ETR: VBK
164%
0,65%
1.950
Energiekontor AG ETR: EKT
160%
0,72%
791
va Q tec AG ETR: VQT
146%
–
436
flatexDEGIRO AG ETR: FTK
142%
–
1.623
Grenergy Renovables SL BME: GRE
131%
–
846
Le migliori azioni in Europa nel 2020
Azioni peggiori in Europa nel 2020
Passiamo quindi alle peggiori azioni in Europa nel 2020, notiamo subito che manca Wirecard, che ha registrato performance imbarazzanti (circa -99%), ciò, come spiegato, è causato dal fatto che abbiamo limitato il market cap delle aziende analizzate, ciò per evitare di avere in lista solo azioni da pochi milioni di euro.
Azione
Performance
Dividend Yield
Market Cap
CGG EPA: CGG
-71%
–
578
Banco Sabadell BME: SAB
-64%
5,48%
2.053
International Airlines Group BME: IAG
-60%
5,29%
8.976
GRENKE AG ETR: GLJ
-58%
2,08%
1.790
Elior Group EPA: ELIOR
-57%
5,18%
975
Galápagos NV AMS: GLPG
-56%
–
5.314
Akka Technologies EPA: AKA
-56%
–
585
TUI ETR: TUI1
-55%
–
2.969
Técnicas Reunidas BME: TRE
-55%
–
588
AURELIUS Equity Opport. SE&Co ETR: AR4
-55%
–
536
Unibail Rodamco Westfield AMS: URW
-53%
8,25%
9.059
ABN AMRO AMS: ABN
-50%
7,41%
3.811
Fugro AMS: FUR
-48%
–
791
Schlumberger EPA: SLB
-46%
2,31%
24.653
Telefónica BME: TEF
-45%
11,79%
18.454
Klépierre EPA: LI
-45%
11,83%
5.577
Wereldhave NV AMS: WHA
-44%
16,99%
448
Société générale EPA: GLE
-44%
–
14.741
Royal Dutch Shell Plc AMS: RDSA
-43%
5,63%
113.622
Mercialys SA EPA: MERY
-41%
6,66%
663
Carmila SA EPA: CARM
-41%
8,49%
1.677
Galp Energia ELI: GALP
-40%
7,92%
6.813
Le Azioni peggiori in Europa, nel 2020, per performance
Azioni Americane nel 2020
Se si parla di mercati finanziari, ovviamente, non si può ignorare l’America, dove Nasdaq e NYSE rappresentano, a livello global, le piazze finanziarie più importanti.
Anche per il mercato americano abbiamo preso in esame solo le aziende con una capitalizzazione maggiore di 1 miliardo.
Migliori Azioni in America nel 2020
Eccole quindi le azioni migliori del mercato americano nel 2020. Anche in America si notano performance stellari per le migliori, con particolare aumento per le aziende tecnologiche e farmaceutiche. Si nota anche Nio, società cinese produttrice di veicoli elettrici.
Azione
Performance
Dividend Yield
Market Cap
Novavax NASDAQ: NVAX
3.149%
–
6.739
Blink Charging Co NASDAQ: BLNK
2.561%
–
1.308
Nio Inc NYSE: NIO
1.038%
–
58.818
Plug Power Inc NASDAQ: PLUG
1.025%
–
12.888
GrowGeneration Corp NASDAQ: GRWG
858%
–
1.718
Celsius Holdings Inc. NASDAQ: CELH
814%
–
2.589
Arcturus Therapeutics Holdings Inc NASDAQ: ARCT
802%
–
2.077
Fiverr NYSE: FVRR
800%
–
6.080
Digital Turbine Inc NASDAQ: APPS
721%
–
4.252
Overstock.com Inc NASDAQ: OSTK
705%
–
1.987
Twist Bioscience Corp NASDAQ: TWST
681%
–
6.473
Workhorse Group NASDAQ: WKHS
655%
–
2.266
Seres Therapeutics Inc NASDAQ: MCRB
603%
–
1.813
Enphase Energy NASDAQ: ENPH
594%
–
18.754
eXp World Holdings Inc NASDAQ: EXPI
593%
–
4.501
IAC/InterActiveCorp NASDAQ: IAC
567%
–
12.535
Jumia Technologies AG NYSE: JMIA
548%
–
2.899
Farfetch NYSE: FTCH
518%
–
17.802
Owens & Minor Inc. NYSE: OMI
486%
0,033%
1.824
SunPower NASDAQ: SPWR
484%
–
4.160
Ocular Therapeutix Inc NASDAQ: OCUL
458%
–
1.361
Gravity Corporation NASDAQ: GRVY
436%
–
1.149
Daqo New Energy Corp NYSE: DQ
434%
–
3.115
Switchback Energy Acquisition NYSE: SBE
432%
–
2.853
Pacific Biosciences NASDAQ: PACB
427%
–
4.131
Fate Therapeutics Inc NASDAQ: FATE
408%
–
7.104
CloudFlare NYSE: NET
398%
–
21.372
SunRun NASDAQ: RUN
396%
–
11.093
Fubotv Inc NYSE: FUBO
396%
–
2.443
Migliori azioni per performance in America nel 2020
Azioni peggiori in America nel 2020
Ovviamente nemmeno in America è tutto oro, ed ecco la lista delle peggiori azioni americane nel 2020.
Azione
Performance
Dividend Yield
Market Cap
CVR Energy Inc. NYSE: CVI
-63%
–
1.206
Momo Inc NASDAQ: MOMO
-59%
–
2.246
Carnival Corporation & plc NYSE: CCL
-59%
–
18.037
Norwegian Cruise Line NYSE: NCLH
-57%
–
6.349
Macerich Co NYSE: MAC
-57%
5,50%
1.433
Occidental Petroleum NYSE: OXY
-57%
0,23%
13.466
ChampionX Corp NYSE: CHX
-55%
–
2.440
Phillips 66 NYSE: PSX
-55%
12,82%
5.102
Two Harbors Investment Corp NYSE: TWO
-55%
10,40%
1.465
Murphy Oil NYSE: MUR
-54%
4,11%
1.529
EPR Properties NYSE: EPR
-54%
–
1.968
ViaSat NASDAQ: VSAT
-54%
–
1.864
Plains All American Pipeline NASDAQ: PAA
-51%
–
5.276
Continental Resources NYSE: CLR
-51%
–
4.995
Cinemark Holdings, Inc. NYSE: CNK
-51%
–
1.597
Marathon Oil NYSE: MRO
-51%
1,81%
4.283
United Continental Holdings NASDAQ: UAL
-50%
–
10.361
EchoStar NASDAQ: SATS
-50%
–
1.719
Frontline NYSE: FRO
-50%
32,93%
1.011
Azul SA NYSE: AZUL
-50%
–
1.951
Shell Midstream Partners LP NYSE: SHLX
-50%
18,25%
3.244
HollyFrontier NYSE: HFC
-50%
5,52%
3.361
Energy Transfer LP Unit NYSE: ET
-49%
9,47%
14.218
Sabre Corp NASDAQ: SABR
-49%
–
2.950
ONEOK, Inc. NYSE: OKE
-48%
9,64%
14.111
Diamondback Energy Inc NASDAQ: FANG
-48%
3,15%
6.158
Performance peggiore delle azioni in America nel 2020
Azioni britanniche e svizzere nel 2020
Come avevamo anticipato nel capitolo riguardante l’Europa, per il Regno Unito e per la Svizzera abbiamo fatto due classifiche a parte, poiché, benché a livello geografico le aziende in questione siano europee, a livello monetario e politico si tratta di mondi completamente differenti.
In Inghilterra abbiamo ovviamente cifre in GBP, in Svizzera vige il franco CHF.
Per la Gran Bretagna abbiamo messo un limite sulle aziende con un Market Cap di almeno 400 milioni di GBP; per la Svizzera abbiamo presi in esame solo l’indice principale, cioè lo SMI.
Azioni migliori Gran Bretagna 2020
Eccole le migliori azioni nel Regno Unito nel 2020.
Azione
Performance
Dividend Yield
Market Cap
Greatland Gold plc LON: GGP
1.975%
–
1.600
ITM Power LON: ITM
572%
–
2.908
Ceres Power Holdings plc LON: CWR
385%
–
2.408
AO World PLC LON: AO
349%
–
2.146
AFC Energy plc LON: AFC
304%
–
494
MaxCyte Inc LON: MXCT
302%
–
426
CMC Markets LON: CMCX
185%
5,11%
1.346
Naked Wines PLC LON: WINE
178%
0,32%
508
Premier Foods Plc LON: PFD
169%
–
962
Indivior PLC LON: INDV
163%
–
833
S4 Capital PLC LON: SFOR
163%
–
2.986
BATM Advanced Communications LON: BVC
161%
–
476
Ergomed PLC LON: ERGO
153%
–
537
Frontier Developments LON: FDEV
151%
–
1.332
Petropavlovsk PLC LON: POG
145%
–
1.376
Tremor International Ltd LON: TRMR
141%
–
571
Codemasters LON: CDM
137%
–
1.121
Team17 LON: TM17
117%
–
1.181
Luceco PLC LON: LUCE
105%
0,91%
461
Volex PLC LON: VLX
105%
0,98%
530
Ferrexpo Plc LON: FXPO
103%
3,40%
1.948
Clipper Logistics PLC LON: CLG
100%
1,77%
647
Pan African Resources plc LON: PAF
98%
2,90%
509
Keywords Studios PLC LON: KWS
92%
0,02%
2.372
Impax Asset Management Group Plc LON: IPX
85%
1,19%
1.039
Games Workshop Group PLC LON: GAW
85%
1,64%
4.085
Sumo Group PLC LON: SUMO
82%
–
618
Fresnillo plc LON: FRES
78%
0,99%
9.288
Ocado LON: OCDO
76%
–
18.634
888 Holdings LON: 888
76%
2,40%
1.192
Migliori Azioni nel Regno Unito nel 2020
Peggiori Azioni del Regno Unito nel 2020
Ed ecco le peggiori azioni del Regno Unito nel 2020.
Azione
Performance
Dividend Yield
Market Cap
Hammerson LON: HMSO
-81%
0,74%
1.212
Capita LON: CPI
-76%
–
720
SIG plc LON: SHI
-72%
–
427
Cineworld LON: CINE
-70%
13,54%
997
Petrofac LON: PFC
-63%
–
550
The Restaurant Group LON: RTN
-59%
3,12%
439
Micro Focus LON: MCRO
-58%
–
1.652
Greencore Group plc LON: GNC
-56%
–
683
James Fisher & Sons plc LON: FSJ
-55%
0,88%
504
Babcock International LON: BAB
-55%
–
1.599
Go-Ahead Group plc LON: GOG
-54%
–
485
Network International Holdings PLC LON: NETW
-53%
–
1.863
Tullow Oil LON: TLW
-52%
–
478
Stagecoach Group LON: SGC
-52%
–
473
Rolls-Royce Holdings LON: RR
-51%
–
10.713
Centrica LON: CNA
-50%
–
2.888
Rank Group PLC LON: RNK
-49%
1,97%
735
Select Service Partner LON: SSPG
-48%
1,78%
2.005
National Express Group LON: NEX
-48%
–
1.664
C&C Group Plc LON: CCR
-47%
–
750
Mitchells & Butlers LON: MAB
-46%
–
1.177
Senior plc LON: SNR
-45%
–
440
Aston Martin LON: AML
-45%
–
2.330
Equiniti Group PLC LON: EQN
-45%
–
459
BP plc LON: BP
-44%
9,30%
59.498
Investec plc LON: INVP
-43%
2,80%
2.177
Azioni peggiori nel 2020 nel Regno Unito
Migliori azioni in Svizzera nel 2020
Come detto abbiamo analizzato solo le 20 aziende dell’indice SMI, ecco perché la lista è decisamente più corta.
Ecco quindi le migliori azioni svizzere del 2020.
Azione
Performance
Dividend Yield
Market Cap
Lonza SWX: LONN
60%
0,48%
38.901
Sika SWX: SIKA
33%
0,95%
31.585
Kuehne Nagel SWX: KNIN
24%
1,97%
22.421
Givaudan SWX: GIVN
22%
1,67%
31.620
Migliori azioni nel 2020 in Svizzera
Peggiori azioni in Svizzera nel 2020
E sempre sullo SMI, ecco le peggiori azioni svizzere del 2020.
Azione
Performance
Dividend Yield
Market Cap
Swiss Re SWX: SREN
-23,39%
7,08%
24.347
Swiss Life Holding AG SWX: SLHN
-13,94%
3,64%
12.161
Credit Suisse Group AG SWX: CSGN
-12,51%
1,21%
25.855
Novartis AG SWX: NOVN
-12,00%
3,65%
183.710
Peggiori azioni nel 2020 in Svizzera
Mercati migliori e peggiori del 2020
Dalle liste appare chiaro come a beneficiare di questo 2020 sono state aziende tecnologiche che adottano soluzioni per il lavoro o la comunicazione a distanza.
Grande ondata di acquisti anche su aziende con un core business legato al green e all’oro.
Tra le peggiori ci sono aziende di trasporti, di turismo e quelle aziende che sono state “congelate” a causa dei vari lockdown.
Quando il mercato si ristabilirà, e in alcuni casi già da ora, le azioni che potranno crescere maggiormente saranno quelle che hanno subito maggiori problemi a causa del virus. Qualche esempio? Carnival, Norwegian Cruise o Cinemark Holdings, ma sono solo degli esempi.
L’industria automobilistica è enorme e molto in vista. Se vi chiedessi una lista di marchi d’auto sono sicuro me ne snocciolereste almeno una ventina, e per ognuna avete un’opinione abbastanza precisa, che nasce dalla vostra esperienza o da opinioni altrui che avete fatto vostre.
Grazie a questa visibilità, i titoli automobilistici hanno attirato grande interesse da parte degli investitori per decenni, e probabilmente lo faranno per i decenni a venire. Di seguito, esamineremo più da vicino i titoli automobilistici e il modo migliore per investire in essi.
L’industria automobilistica
Troverete i seguenti tipi di stock all’interno del gruppo dell’industria automobilistica:
Costruttori di automobili, che producono automobili, camion e SUV, compresi i veicoli elettrici
Fornitori di ricambi per auto, dai sedili e candele di accensione ai complessi sistemi elettronici e batterie per auto elettriche
Aziende produttrici di pneumatici
Gruppi di concessionari auto
Come si valuta un’azione automobilistica?
Le azioni automobilistiche rientrano nel settore dei beni di consumo durevoli. Questo settore comprende le aziende che realizzano prodotti per i consumatori destinati a durare più di qualche anno, come lavatrici, mobili, automobili e camion.
Prima di investire in titoli automobilistici, è importante capire come i cicli economici influenzano le aziende automobilistiche e come queste aziende lavorano per massimizzare i profitti e rimanere competitive durante i periodi di congiuntura economica buona e cattiva.
Comprendere il ciclo di vendita dell’auto
Le case automobilistiche e i loro fornitori sono scorte cicliche, il che significa che i loro profitti aumentano e diminuiscono con la fiducia dei consumatori. È facile capire il perché: quando le imprese e i consumatori sono preoccupati per l’economia, rinviano l’acquisto di nuovi veicoli.
La ciclicità delle vendite di auto è importante per gli investitori perché:
I costruttori di auto hanno costi fissi elevati, compresi i loro stabilimenti, le attrezzature, le reti logistiche e i contratti di lavoro. Queste bollette devono essere pagate a prescindere dal numero di auto vendute.
I costruttori e i fornitori di auto devono anche spendere molto per lo sviluppo dei prodotti per assicurarsi di avere un flusso costante di nuovi prodotti competitivi.
Costi elevati e spese costanti fanno sì che i margini di profitto nell’industria automobilistica tendano ad essere bassi, anche in periodi di congiuntura economica favorevole.
Quando le vendite crollano, come in un periodo di recessione, i profitti delle aziende automobilistiche diminuiscono drasticamente (mettendo a rischio la spesa per i prodotti futuri e la competitività futura delle aziende).
Riserve di liquidità
La maggior parte delle aziende automobilistiche ha tagliato drasticamente la spesa per i prodotti futuri durante la recessione del 2008-2009, stessa cosa vista durante la crisi dovuta al Covid 19. I pochi che non l’hanno fatto avevano prodotti freschi nei loro showroom quando è iniziata la ripresa e sono riusciti a guadagnare quote di mercato.
Questa è stata una lezione importante per l’intera industria: ora la maggior parte delle case automobilistiche mondiali dispone di consistenti riserve di liquidità per mantenere gli sforzi per i prodotti futuri durante la prossima recessione, ogni volta che questa arriverà.
Molte aziende automobilistiche pagano dividendi anche ai loro azionisti. Alcune case automobilistiche hanno confermato che faranno uso delle riserve di liquidità per continuare a pagare i dividendi durante le recessioni. E ce ne sono altre che avevano previsto dividendi ma, con l’arrivo della crisi di Covid, hanno deciso di rimodulare quanto previsto: un esempio ne è FCA che, grazie alla prevista fusione con PSA, aveva promesso un ricco dividendo di 5,5 miliardi pre-fusione, poi tagliato drasticamente per mantenere liquidità disponibile.
Concorrenza mercato auto
In generale, la casa automobilistica con i prodotti più recenti otterrà migliori profitti. Le case automobilistiche devono investire costantemente per assicurarsi di avere un flusso costante di nuovi prodotti nelle loro pipeline.
Oggi le case automobilistiche e i fornitori di ricambi stanno anche facendo grandi investimenti nelle tecnologie del futuro, come i veicoli elettrici e i sistemi di guida autonoma. La maggior parte degli esperti ritiene che queste tecnologie saranno necessarie alle case automobilistiche se vogliono rimanere competitive in un futuro non troppo lontano.
Veicoli elettrici
È possibile che alcune delle opportunità più entusiasmanti dei prossimi anni coinvolgeranno i produttori di veicoli elettrici. I veicoli elettrici sono nuovi e diversi, e la maggior parte degli analisti si aspetta che nel corso del tempo spostino in larga misura i veicoli a combustione interna.
Le aziende produttrici di veicoli elettrici potrebbero vedere una forte crescita, il che è eccitante per gli investitori (e si nota nell’andamento del prezzo delle azioni di qualcuna di esse). Ma è importante ricordare che i processi coinvolti nello sviluppo e nella produzione di veicoli elettrici non sono poi così diversi da quelli utilizzati dai costruttori di veicoli a combustione interna tradizionali. Ciò significa che i produttori di veicoli elettrici devono affrontare costi elevati proprio come le case automobilistiche tradizionali.
È anche importante ricordare che tutte le case automobilistiche tradizionali stanno introducendo veicoli elettrici propri, e la concorrenza in questo segmento di mercato sarà feroce nel tempo.
Come interpretare il bilancio delle aziende automobilistiche?
I bilanci delle case automobilistiche non sono troppo difficili da decifrare. Ecco tre cose da sapere:
Gli investitori automobilistici tendono a guardare al reddito operativo, o EBIT (utile al lordo di interessi e tasse), così come ai margini operativi, per tracciare la performance finanziaria di un’azienda automobilistica nel tempo. Questi includono i costi diretti di produzione e spedizione dei veicoli, nonché le spese di ricerca e sviluppo (che possono essere molto elevate nell’industria automobilistica), escludendo i costi degli interessi e le tasse, meno direttamente legati alla performance dell’azienda.
Spesso le case automobilistiche forniscono dati corretti che escludono l’impatto di oneri e guadagni una tantum come ammortamenti e perdite fiscali; questi sono utili per comprendere la performance di fondo dell’attività.
Molte case automobilistiche hanno filiali che sono società finanziarie, che forniscono prestiti e leasing a clienti e commercianti. Sono generalmente abbastanza redditizie, ma possono fare bilanci automobilistici che confondono gli investitori. Per aiutare, la maggior parte delle case automobilistiche fornisce cifre relative al debito e al flusso di cassa specifiche per le loro attività principali del settore automobilistico, spesso chiamate numeri “automobilistici” o “industriali”. È possibile utilizzarli per capire il debito di un’azienda e per fare dei confronti tra le case automobilistiche.
I marchi più popolari da trattare in borsa
Come anticipato in apertura, vista la natura del mercato e la visibilità ovvia, creare una lista di brand non è così difficile. Siamo sicuri comunque che nella lista che segue troverete dei brand che non avete mai considerato.
Produttori di autoveicoli e correlati
Questa una lista di brand che costruiscono autoveicoli, camion e veicoli in generale
Marchio
Ticket
Aston Martin
LON:AML
Audi Group
FRA:NSU
BMW
ETR:BMW
Daimler (Mercedes)
ETR:DAI
Ferrari
BIT:RACE
Fiat Chrysler Automobiles
BIT:FCA
Ford
NYSE:F
General Motors
NYSE:GM
Honda
TYO:7267
Hyundai Motor Co
KRX:005380
Isuzu
TYO:7202
Kia Motors
KRX:000270
Li Auto Inc
NASDAQ:LI
Lordstown Motors
NASDAQ:RIDE
Mahindra & Mahindra
NSE:M&M
Mazda
TYO:7261
Mitsubishi Motors
TYO:7211
Nikola
NASDAQ:NKLA
Nio
NYSE:NIO
Nissan
TYO:7201
Peugeot PSA
EPA:UG
Piaggio
BIT:PIA
Porsche
ETR:PAH3
Renault
EPA:RNO
Rolls-Royce
LON:RR
SsangYong Motor
KRX:003620
Subaru Corporation
TYO:7270
Suzuki
TYO:7269
Tata
NSE:TATAMOTORS
Tesla
NASDAQ:TSLA
Toyota
NYSE:TM
Volkswagen
ETR:VOW3
Volvo
STO:VOLV-B
Xpeng
NYSE:XPEV
Produttori di Autoveicoli e correlati
Aziende del settore autoveicoli
Quella che segue, invece, è una lista di aziende che sono nella filiera della produzione o vendita di autoveicoli e correlati.
Nella lista troviamo dai produttori di gomme (Pirelli, Continental, Michelin, ecc) a conglomerati che possiedono più marchi (per esempio EXOR, oppure Traton SE che vende camion MAN e altri veicoli).
In questa lista sono presenti anche aziende che producono componentistiche in generale, soprattutto per il mercato elettrico e meccanico.
Azienda
Ticker
Continental
ETR:CON
Cooper Tire
NYSE:CTB
Exor
BIT:EXO
Gestamp Automocion
BME:GEST
Goodyear Tire
NASDAQ:GT
Michelin
EPA:ML
Navistar International
NYSE:NAV
Nokian Tyres
HEL:TYRES
Oshkosh Corporation
NYSE:OSK
Paccar
NASDAQ:PCAR
Pininfarina
BIT:PINF
Pirelli
BIT:PIRC
SAIC Motor
SHA:600104
Traton SE
ETR:8TRA
Veoneer
NYSE:VNE
Workhorse Group
NASDAQ:WKHS
Aziende nella filiera della produzione e vendita di veicoli
Le azioni automobilistiche fanno per voi?
I titoli automobilistici possono contribuire in modo importante al vostro portafoglio di investimenti. Poiché salgono e scendono con la fiducia dei consumatori, possono essere utili indicatori del fatto che i problemi economici (o una ripresa) potrebbero essere in arrivo.
Per la loro stessa natura, quindi, hanno dei movimenti molto ampi in concomitanza con il ciclo economico di interi Paesi o, addirittura, mondiali. Per questo motivo sono strumenti che possono far variare di tanto il capitale e dovrebbero essere trattate solo da chi ha una buona propensione al rischio.
L’indice FTSE All-Share Index, originariamente noto come FTSE Actuaries All Share Index, è un indice ponderato in base alla capitalizzazione, composto da circa 600 (dal 29 dicembre 2017 i componenti di questo indice sono stati aumentate a 641 società) di oltre 2.000 società quotate alla Borsa di Londra (LSE).
Il FTSE All-Share è l’aggregazione dell’Indice FTSE 100 e dell’Indice FTSE 250, che insieme sono noti come l’Indice FTSE 350, e l’Indice FTSE SmallCap.
L’indice è gestito da FTSE Russell, una consociata del London Stock Exchange Group. Il suo obiettivo è di rappresentare almeno il 98% dell’intero valore del capitale di tutte le società del Regno Unito che si qualificano per l’inclusione.
La data base dell’indice è il 10 aprile 1962 con un livello base di 100, ai giorni nostri scambia sui 3.250.
Aziende presenti nell’indice FTSE All-Share
Come già detto, questo indice è la somma di indici con minori componenti, quindi si può dire tranquillamente che le aziende principali sono le medesime del FTSE 100.
Semplicemente questo è un indice somma che serve realmente per far capire qual è l’andamento delle azioni sull’LSE di Londra e più in generale dell’economia inglese.
Giusto per fare qualche nome, i componenti principali del FTSE All-Share sono:
BP
Royal Dutch Shell
Unilever
AstraZeneca
HSBC Hldgs
Barclays
EasyJet
Vodafone
Admiral
Aviva
Rolls-Royce Holdings
FTSE All-Share italiano
Il FTSE All-Share di cui stiamo parlando non è da confondere con il FTSE Italy All-Share; infatti mentre il FTSE All-Share comprende oltre 600 aziende della Gran Bretagna, il FTSE Italy All-Share è l’equivalente italiano.
La logica è la stessa ma ovviamente i componenti sono completamente differenti.
Il Financial Times Stock Exchange 100 Index, altrimenti noto come FTSE 100 Index, è un indice azionario delle 100 società quotate alla Borsa di Londra che hanno la più alta capitalizzazione di mercato.
L’FTSE 100 è spesso visto come un indicatore dello stato di salute dell’economia britannica L’FTSE 100 rappresenta circa l’81% del valore del mercato britannico alla Borsa di Londra.
Come viene calcolato il FTSE 100?
Il FTSE 100 è composto da 100 delle migliori aziende del Regno Unito per capitalizzazione di mercato. L’indice è analizzato e composto da FTSE Group, una filiale del London Stock Exchange.
I componenti del FTSE 100 vengono decisi su base trimestrale (di solito marzo, giugno, settembre e dicembre). Durante questo processo viene determinata la capitalizzazione di mercato delle società e si decide se le società saranno incluse o meno nell’indice. Man mano che le fortune delle aziende salgono e scendono all’interno del FTSE 100, alcune aziende lasceranno l’indice permettendo ad altre di entrare.
Ci sono alcuni requisiti, oltre alla grande capitalizzazione di mercato da prendere in considerazione. Questi includono:
Avere una quotazione completa sulla LSE
Soddisfare gli standard di nazionalità e di liquidità dell’azienda
Garantire un livello di “quota sul mercato” del 20% (azioni detenute dal pubblico in generale)
Una volta impostato l’elenco delle società FTSE per il trimestre successivo, i valori di ciascuna società vengono aggiornati sull’indice ogni 15 secondi durante le ore di trading.
Aziende sul FTSE 100 Un elenco esemplificativo delle attuali società incluse oggi nell’indice FTSE 100:
EasyJet
Rolls-Royce Holdings
BP
Barclays
Vodafone
Admiral Group
Aviva
Storia del FTSE 100
Lanciato nel 1984 come joint venture tra la London Stock Exchange (LSE) e il Financial Times, il FTSE 100 è uno dei più antichi indici del Regno Unito.
Nell’agosto 1997, il FTSE ha superato la barriera dei 5.000 punti, per poi raggiungere il suo picco il 20 dicembre 1999, durante la bolla delle dotcom, a 6930,2; un record che ha mantenuto il suo posto per i successivi 15 anni.
Ciò è stato sostanzialmente trainato da massicci guadagni nelle telecomunicazioni, nei media e nelle aziende tecnologiche. Ma la bolla delle dotcom ha cominciato a disfarsi all’inizio degli anni 2000, e nella primavera del 2003, il FTSE 100 era tornato sotto i 4000 punti. Il 22 maggio 2018, l’FTSE 100 ha raggiunto il massimo storico di 7903,5 punti e ha chiuso quel giorno a 7877,45.
Durante la crisi dovuta al Covid-19, nel marzo del 2020 ha toccato un punto molto basso: 4.785, per poi riprendere il trend di risalita.