Azione: Tods (BIT:TOD)

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Tod's

Tod’s è un produttore italiano di scarpe di lusso e pelletteria.

Il portfolio del marchio comprende:

  • Tod’s
  • Roger Vivier
  • Hogan
  • Fay

L’azienda gestisce sei calzaturifici e due pelletterie. Fondata nel 1920, l’azienda ha sede a Sant’Elpidio a Mare, in Italia.

Tod’s ha una vasta rete di distribuzione con negozi in Asia-Pacifico, Europa e Nord America.

La rete distributiva di Tod’s è composta da oltre 100 negozi in franchising, quasi 300 negozi a gestione diretta e una serie di negozi multimarca che presentano i prodotti Tod’s.

L’azionariato è molto netto e la società è fermamente in mano a Diego Della Valle:

  • Diego Della Valle: 70,44% (attraverso 2 mezzi e investimenti personali)
  • Cassa depositi e prestiti del Québec: 3,56%
  • Delphine SAS (Bernard Arnault): 3,20%

Tod’s è quotata a Piazza Affari con il ticket TOD.

  • Azioni migliori e peggiori del primo semestre 2021

    Azioni migliori e peggiori del primo semestre 2021

    Il confronto con l’anno scorso, considerando l’arrivo del Covid 12 mesi fa, è un po’ forzato (ma lo abbiamo comunque fatto poco tempo fa); molto più utile andare a calcolare quali siano le aziende che in questo 2021 hanno meglio (o peggio) performato. Lo facciamo oggi, al giro di boa che segna il passaggio del primo semestre del 2021.

    Migliori e Peggiori azioni in Italia

    Con spirito patriottico, datoci anche dalle belle prestazioni della nostra nazionale all’Europeo, partiamo dal Bel Paese, quindi guardiamo le migliori azioni sul FTSE MIB e quindi allarghiamo lo sguardo a tutto il paniere italiano.

    Migliori azioni sul FTSE Mib nel primo semestre 2021

    TitoloPerformance
    Banco BPM+51,38%
    Tenaris+38,50%
    CNH Industrial+35,54%
    Poste Italiane+34,07%
    Banca Generali+33,92%
    A2A+33,58%
    UniCredit+32,06%
    Mediobanca+31,86%
    Interpump Group+25,31%
    Amplifon+23,82%
    Intesa San Paolo+23,21%
    BPER Banca+23,00%
    Campari+21,79%
    Buzzi Unicem+21,14%
    ENI+20,94%
    Migliori azioni del FTSE MIB

    Migliori azioni italiane nel primo semestre del 2021

    Come detto allarghiamo quindi lo sguardo e osserviamo cosa è successo sull’intero paniere di azioni italiane nel primo semestre del 2021.

    AzionePerformance
    Isagro+146,22%
    Alkemy+114,69%
    Tod’s+103,62%
    WeBuild+84,43%
    Unieuro+77,91%
    SABAF+75,42%
    BFF Bank+72,37%
    EL EN+71,75%
    IRCE+71,60%
    Maire Tecnimont+69,26%
    Banca Popolare di Sondrio+68,18%
    Piovan+68,03%
    Prima Industrie+59,38%
    EMAK+58,65%
    Orsero+57,19%
    15 migliori azioni italiane nel primo semestre del 2021

    Peggiori azioni italiane nel primo semestre del 2021

    Continuiamo con la carrellata delle azioni italiane ma questa volta passiamo alla poco invidiabile classifica delle peggiori performance sul listino milanese.

    AzionePerformance
    Giglio Group-17,72%
    Falck Renewables-14,87%
    Cellularline-12,60%
    EuroTech-11,66%
    Juventus F.C.-11,61%
    GVS-8,92%
    Ferrari-8,03%
    Saipem-7,12%
    Rai Way-6,59%
    Diasorin-6,00%
    Peggiori azioni italiane nel primo semestre del 2021

    Migliori e Peggiori azioni in Europa nel primo semestre del 2021

    Superiamo quindi i confini italiani e andiamo a dare uno sguardo a quanto successo in Europa, partendo dalle migliori aziende europee nel primo semestre del 2021.

    AzioneNazionePerformance
    Entreparticuliers.com SAFrancia+686%
    Fast Finance 24 Holding AGGermania+472%
    PetroNeft Resources plcIrlanda+431%
    AssetCo plcUK+411%
    Kodal Minerals PLCUK+338%
    Evergreen SAFrancia+331%
    Tern PlcUK+296%
    Itaconix plcUK+295%
    Argo BlockchainUK+288%
    Helium One Global LtdUK+259%
    Migliori azioni in Europa nel primo semestre del 2021

    Peggiori azioni europee nel primo semestre 2021

    Anche per l’Europa andiamo a vedere entrambe le facce della medaglia e, dopo aver visto le migliori azioni, andiamo a osservare quelle che sono state le peggiori 10 azioni in Europa nel primo semestre del 2021.

    AzioneNazionePerformance
    Cybergun SAFrancia-87%
    Neovacs SAFrancia-79%
    Openlimit Holding AGSvizzera-79%
    Archos SAFrancia-79%
    Hemogenyx Pharmaceuticals PlcUK-75%
    Avenir Telecom SAFrancia-74%
    Europlasma SAFrancia-74%
    SIMEC Atlantis Energy LimitedUK-73%
    Iffe Futura SASpagna-70%
    Visiomed Group SAFrancia-68%
    Peggiori azioni in Europa nel primo semestre del 2021

    Migliori e Peggiori titoli azionari in America nel primo semestre del 2021

    Abbandoniamo quindi il Vecchio Continente per andare al di là dell’Oceano, in America, dove, come al solito, le prestazioni delle azioni lasciano abbastanza basiti.

    Ecco quindi le performance delle azioni americane nel primo semestre del 2021.

    Migliori azioni in America nel primo semestre 2021

    Partiamo quindi con le migliori performance del mercato a stelle e strisce.

    AzionePerformance
    Vertex Energy+1.342%
    Cassava Sciences+1.116%
    Marin Software+756%
    Atossa Therapeutics+660%
    Express+621%
    Koss Corporation+577%
    PDS Biotechnology Corp+447%
    BSQUARE Corporation+429%
    Asensus Surgical+417%
    J.Jill Inc+411%
    Le migliori azioni americane nel primo semestre 2021

    Peggiori azioni in America nel primo semestre del 2021

    Infine chiudiamo l’articolo con la poco invidiabile classifica delle azioni americane che hanno perso di più durante il primo semestre del 2021. Anche qui ci sono numeri sensazionali e belle sorprese.

    AzionePerformance
    Odonate Therapeutics-81%
    Graybug Vision-79%
    Sigilon Therapeutics-78%
    ChemoCentryx-77%
    Immunovant-77%
    iRhythm Technologies-72%
    Frequency Therapeutics-72%
    NuZee-70%
    Lumos Pharma-70%
    Athira Pharma-69%
    Azioni americane peggiore durante il primo semestre del 2021

  • Azioni della Moda, come investire nel mercato dell’abbigliamento

    Azioni della Moda, come investire nel mercato dell’abbigliamento

    Che ci sia una crisi economica mondiale o che sia un momento d’oro per l’economia, una cosa certamente non cambierà mai: dovremo vestirci. Quindi, a meno che il naturismo non prenda piede improvvisamente (dubitiamo), allora le aziende che producono e vendono capi d’abbigliamento avranno comunque del futuro.

    Certo, ci sono casi e casi, con alcuni brand che rappresentano mode pronte a terminare, ma ci sono anche brand che vivono da secoli senza alcun particolare problema.

    Ovviamente la compravendita di abbigliamento è sempre esistita, ma come la conosciamo adesso ha avuto origine da un’intuizione di Charles Frederick Worth, che ha avuto l’idea di cucire il proprio brand sui suoi abiti. Da allora i brand hanno avuto sempre più spazio e, benché il modo di venderli sia cambiato nel tempo, i capi d’abbigliamento hanno sempre rappresentato una base solida dell’economia mondiale.

    Appare quindi chiaro che qualsiasi portafoglio ben bilanciato debba avere al proprio interno qualche azione di questo settore.

    Le aziende della Moda in Borsa

    Con queste idee ben chiare in mente, andiamo quindi a tracciare una lista, più completa possibile, delle aziende del settore Moda.

    AzioneSettoreSede
    Adidas
    ETR: ADS
    SportGermania
    Aeffe
    BIT: AEF
    LussoItalia
    Asics
    TYO: 7936
    SportGiappone
    BasicNet
    BIT: BAN
    CalzatureItalia
    Brunello Cucinelli
    BIT: BC
    LussoItalia
    Burberry
    LON: BRBY
    LussoRegno Unito
    Capri Holdings
    NYSE: CPRI
    LussoUSA
    Canada Goose
    TSE: GOOS
    InvernaleCanada
    Carter’s
    NYSE: CRI
    BimboUSA
    Christian Dior
    EPA: CDI
    LussoFrancia
    Columbia Sportswear
    NASDAQ: COLM
    SportUSA
    CSP International Fashion
    BIT: CSP
    IntimoItalia
    EssilorLuxottica
    EPA: EL
    OcchialiFrancia
    Foot Locker
    NYSE: FL
    SportUSA
    GAP
    NYSE: GPS
    Casual / UrbanUSA
    Geox
    BIT: GEO
    CalzatureItalia
    H&M
    STO: HM-B
    Casual / UrbanSvezia
    Hermès
    EPA: RMS
    LussoFrancia
    Hugo Boss
    ETR: BOSS
    CasualGermania
    Inditex
    BME: ITX
    Casual / UrbanSpagna
    Kering
    EPA: KER
    LussoFrancia
    JD Sports Fashion
    LON: JD
    SportRegno Unito
    Levi Strauss
    NYSE: LEVI
    CasualUSA
    Lululemon Athletica
    NASDAQ: LULU
    SportUSA
    LVMH
    EPA: MC
    LussoFrancia
    Moncler
    BIT: MONC
    CasualItalia
    Monnalisa
    BIT: MNL
    BimboItalia
    Next
    LON: NXT
    CasualRegno Unito
    Nike
    NYSE: NKE
    SportUSA
    OVS
    BIT: OVS
    CasualItalia
    Prada
    HKG: 1913
    LussoItalia
    Puma
    ETR: PUM
    SportGermania
    PVH
    NYSE: PVH
    CasualUSA
    Ralph Lauren
    NYSE: RL
    CasualUSA
    Safilo Group
    BIT: SFL
    OcchialiItalia
    Salvatore Ferragamo
    BIT: SFER
    LussoItalia
    Skechers
    NYSE: SKX
    SportUSA
    Stitch Fix
    NASDAQ: SFIX
    Casual / UrbanUSA
    Tapestry
    NYSE: TPR
    LussoUSA
    The Children’s Place
    NASDAQ: PLCE
    BimboUSA
    TJX Companies
    NYSE: TJX
    UrbanUSA
    Tod’s
    BIT: TOD
    CalzatureItalia
    Under Armour
    NYSE: UAA
    SportUSA
    VF Corporation
    NYSE: VFC
    Casual / UrbanUSA
    Vince Holding
    NYSE: VNCE
    LussoUSA
    Aziende della Moda quotate in borsa

    Vendita dell’abbigliamento

    Come praticamente qualsiasi altra industria, in questo momento anche l’abbigliamento è alle prese con una rivoluzione tecnologica senza precedenti. Non si tratta solo di digital, poiché la trasformazione dei canali di vendita sta portando alla conseguente chiusura degli store fisici.

    Negli ultimi anni abbiamo assistito alla nascita di vari portali E-Commerce in grado di trasformare le vendite e adattarsi perfettamente alle richieste dell’utenza. Siti Web che hanno stravolto il modo in cui i consumatori guardano ai brand; qualche esempio? ASOS, Zalando e YNAP.

  • Azioni di media capitalizzazione a Piazza Affari (100 – 999 mln)

    Azioni di media capitalizzazione a Piazza Affari (100 – 999 mln)

    Continuiamo con gli articoli che mettono in evidenza dei titoli azionari poco conosciuti o di cui si parla veramente poco.

    Dopo aver visto le aziende veramente piccole in termini di capitalizzazione e quelle che superano i 20 milioni ma sono sotto ai 100, in questo articolo vogliamo vedere quelle aziende che superano i 100 milioni di market Cap ma che stanno sotto al miliardo.

    Si tratta di nomi molto spesso conosciuti, quindi iniziamo ad abbandonare la tematica principale di questo filone, alcune di queste azioni sono già negli indici di Borsa Italiana, nel FTSE MIB e nelle Mid Cap e spesso sono aziende conosciute dal grandissimo pubblico.

    Eccole quindi elencate:

    AzioneTickerSettoreMarket Cap
    AeffeAEFCiclici101,99
    RisanamentoRNServizi102,11
    B & C SpeakersBECCiclici106,48
    Expert SystemEXSYTecnologia107,69
    MittelMITFinanziari109,01
    RattiRATCiclici109,4
    GPI SpAGPITecnologia111,37
    d’Amico International ShippingDISEnergia114,67
    OrseroORSNon ciclici116,7
    Equita GroupEQUIFinanziari117,5
    Abitare InABTServizi118,01
    Indel BINDBBeni strumentali118,59
    SomecSOMBeni strumentali118,68
    CarraroCARRCiclici121,33
    SIT SpASITTecnologia122,04
    Tecnologia Avanzata dei SistemiTASTecnologia124,89
    LABOMARLBMSalute128,46
    Italian Wine BrandsIWBNon ciclici132,87
    ImmsiIMSCiclici133,66
    TechedgeEDGETecnologia138,17
    SogefiSOCiclici138,86
    Rosetti MarinoYRMEnergia140,8
    Banca SistemaBSTFinanziari141,38
    ValsoiaVLSNon ciclici143,12
    Banca ProfiloPROFinanziari145,09
    Prima IndustriePRIBeni strumentali146,98
    IntredITDServizi150,26
    Intek GroupIKGMateriali di base151,32
    Seri IndustrialSERITecnologia151,82
    EurotechETHTecnologia152,72
    SabafSABMateriali di base157,43
    EmakEMBeni strumentali162,3
    Cairo CommunicationCAIServizi167,21
    GeoxGEOCiclici171,34
    ElicaELCCiclici172,24
    PitecoPITETecnologia172,37
    TiscaliTISServizi174,36
    AquafilECNLMateriali di base174,72
    Massimo Zanetti Beverage GroupMZBNon ciclici176,3
    Be Shaping the FutureBESTTecnologia177,26
    NB AuroraNBAFinanziari181,82
    Trevi Finanziaria IndustrialeTFIBeni strumentali184,04
    Safilo GroupSFLCiclici186,1
    IVS groupIVSServizi197,88
    Fiera MilanoFMServizi200,65
    Fine Foods & PharmaceuticalsFFSalute208,92
    COIMA RESCRESServizi211,58
    AS RomaASRServizi217,91
    Newlat FoodNWLNon ciclici217,92
    Basic NetBANServizi218,36
    Comer IndustriesCOMBeni strumentali220,42
    SICIT GroupSICTMateriali di base221,11
    Ferrovie Nord MilanoFNMTrasporti238,33
    OVS SpAOVSCiclici238,35
    PiovanPVNBeni strumentali252,46
    UnieuroUNIRServizi254,8
    Digital BrosDIBTecnologia254,98
    Toscana AeroportiTYATrasporti261,5
    ThespacFUMFinanziari264,84
    PharmanutraPHNSalute271,07
    DeA CapitalDEAFinanziari293,27
    AvioAVIOBeni strumentali296,28
    Aeroporto Guglielmo Marconi di BolognaADBTrasporti297,68
    Rizzoli Corriere della Sera MediagroupRCSServizi302,68
    CaltagironeCALTBeni strumentali315,92
    LU-VELUVEBeni strumentali317,95
    Digital ValueDGVTecnologia326,22
    CembreCMBTecnologia326,4
    Banco di Desio e della BrianzaBDBFinanziari327,84
    Reno De MediciRMMateriali di base360,18
    Immobiliare Grande Distribuzione SIIQIGDServizi375,16
    FILA Fabbrica Italiana Lapis ed AffiniFILANon ciclici382,33
    Retelit – Reti Telematiche ItalianeLITServizi382,74
    Arnoldo Mondadori EditoreMNServizi384,34
    La DoriaLDNon ciclici396,18
    Guala ClosuresGCLMateriali di base397,12
    Acsm AgamACSUtility406,53
    WiitWIITTecnologia415,05
    Garofalo Health CareGHCSalute426,4
    Alerion Clean PowerARNUtility428,11
    EsprinetPRTTecnologia428,87
    BiesseBSSBeni strumentali472,8
    SAES GettersSGTecnologia482,71
    Banca IFISIFFinanziari487,53
    Salcef GroupSCFBeni strumentali488,41
    El EnELNSalute489,95
    AstaldiASTBeni strumentali496,65
    Maire TecnimontMTBeni strumentali519,25
    SanlorenzoSLCiclici531,3
    SarasSRSEnergia538,27
    CIR SpACIRCiclici551,75
    Antares VisionAVBeni strumentali592,91
    illimity BankILTYFinanziari607,31
    BF SpABFGNon ciclici628,76
    doValueDOVFinanziari710,4
    Banca Piccolo Credito ValtellineseCVALFinanziari754,67
    Banca FarmafactoringBFFFinanziari792,67
    DatalogicDALTecnologia794,87
    AscopiaveASCUtility821,61
    TOD’STODCiclici830,65
    Societa Cattolica di AssicurazioneCASSFinanziari876,7
    TinextaTNXTTecnologia893,16
    Danieli & C Officine MeccanicheDANBeni strumentali949,17
    Piaggio & CPIACiclici951,26
    Banca Popolare di SondrioBPSOFinanziari967,53

    Come si può notare dalla lista, sotto i 170 milioni di capitalizzazione ci sono veramente poche aziende conosciute dal grandissimo pubblico. A 171 milioni troviamo la prima vera azienda molto conosciuta, si tratta del produttore di scarpe GEOX. Da quel punto in poi le aziende popolari sin fanno via via sempre più comuni, fino ad arrivare a ridosso di 1 miliardo dove le aziende sconosciute sono veramente poche.

  • Luxury Market Stocks, come investire nel lusso

    Luxury Market Stocks, come investire nel lusso

    Quando si tratta di fare shopping, ci sono cose di cui si ha bisogno, e ci sono cose che sono più belle da avere. Il settore discrezionale copre quella seconda categoria, i beni e i servizi per i quali si spende denaro quando si ha a disposizione un po’ di denaro extra.

    A differenza delle aziende di beni di prima necessità, che fanno il minimo indispensabile, le azioni legate ai beni di consumo discrezionale tendono ad andare bene quando l’economia è forte e le persone hanno più soldi, e male quando i tempi sono difficili e non si riesce a sbarcare il lunario, come durante la pandemia del coronavirus.

    Cosa sono le azioni legate ai beni di consumo discrezionali?

    Le azioni del settore discrezionale coprono diversi sottosegmenti, ma l’unica cosa che hanno in comune è che tutte coinvolgono aziende che contano sul fatto che i consumatori spendono soldi che non hanno bisogno di spendere.

    Essi includono i seguenti tipi di business:

    • Produttori di auto, camion e motocicli
    • Costruttori di pneumatici e produttori di ricambi e attrezzature per auto
    • Costruttori di case (Real Estate)
    • Produttori di mobili, elettrodomestici, casalinghi e altri arredi per la casa
    • Produttori di elettronica di consumo
    • Aziende di abbigliamento e di beni di lusso
    • Operatori di hotel, resort e casinò
    • Aziende di ristorazione
    • Operatori crocieristici

    Il fatto che i titoli discrezionali dei consumatori tendono a crescere e a diminuire con l’economia generale li rende ciclici. Ci sono diverse aziende discrezionali di consumo che si distinguono per essere tra le migliori del settore.

    E tra le migliori dei vari settori discrezionali spesso spunta un marchio di vero lusso. Sì, perché il mercato luxury, a differenza dell’intero mercato di beni discrezionali, è meno ciclico e può puntare su margini decisamente alti, così da contrastare qualsiasi crisi.

    La crisi che non arriva per il lusso

    Secondo un sondaggio del Credit Suisse, i milionari globali (in termini di dollari USA) sono ormai 47 milioni, hanno capacità pari al 44% della ricchezza mondiale ma rappresentano meno dello 0,1% della popolazione mondiale. Si può decifrare questa distribuzione disomogenea delle ricchezze, ma se ne può anche trarre profitto. Secondo Bain & Co., le vendite di beni di lusso hanno raggiunto i 300 miliardi di dollari nel 2019, trainate in gran parte dalla crescita annuale del 18% al 20% nella Cina continentale. Nonostante un rallentamento del tasso di crescita economica, la Cina ha superato gli Stati Uniti come il paese con il maggior numero di persone ricche.

    Le aziende di lusso beneficiano del potere di nomi di marchi individuali che puzzano di stile e qualità ma anche di longevità. Gli investitori parlano spesso di “fossati“, o di protezione contro la concorrenza spietata che porta a clienti rubati e prezzi più bassi. I brevetti forniscono dei fossati, ma i marchi potenti sono altrettanto buoni (spesso migliori, in effetti, perché persistono). Nessuno tranne Hermès può realizzare una borsa Hermès, così come Rolex è rinomata per i suoi orologi eleganti. Certo, possono essere copiati illegalmente, ma altre persone ricche (il pubblico che gli acquirenti al dettaglio vogliono impressionare di più) conoscono la realtà.

    La più grande delle aziende di lusso è una meraviglia: LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton, che, come Hermès e il colosso della moda privata Chanel, ha sede a Parigi. Un conglomerato cucito insieme dal suadente Bernard Arnault, che ha appena superato Bill Gates come seconda persona più ricca del mondo, LVMH ha una capitalizzazione di mercato (azioni in circolazione volte il prezzo delle azioni) di 220 miliardi di dollari, quasi il triplo di quella di Hermès.

    LVMH ha raggiunto un accordo a novembre per l’acquisto di una delle poche aziende di beni di lusso che non hanno sede in Europa: Tiffany (TIF), la gioielliera di 183 anni. Con l’acquisizione (16 miliardi di dollari in contanti), Tiffany entrerà (il condizionale è d’obbligo perché non è detto che l’operazione vada a buon fine) a far parte di un portafoglio di 75 aziende di LVMH che, oltre al designer di pelle Vuitton, al produttore di champagne Moët & Chandon e al re del cognac Hennessy, comprende i gioiellieri Bulgari e Chaumet, le case di moda Christian Dior, Fendi, Givenchy e Loro Piana e ancora, la catena di hotel di lusso Belmond, il quotidiano economico Les Echos e il famoso e frizzante Dom Pérignon.

    Quando LVMH punta alle acquisizioni, come convince gli azionisti (molti dei quali sono soci fondatori) a vendere? In primo luogo offre liquidità, permettendo ai pronipoti di incassare, oltre alle economie di scala e al know-how gestionale. Ad esempio, gli analisti affermano che Bulgari ha più che raddoppiato le vendite da quando è stata acquisita dal conglomerato nel 2011.

    Anche le versioni più piccole di LVMH sono fiorenti. Kering, anch’essa con sede a Parigi, possiede marchi di alta moda come Gucci, Bottega Veneta, Yves Saint Laurent, Alexander McQueen e Brioni (i cui completi sono favoriti dal Presidente Trump, vedremo cosa ne penserà Joe Biden). Nei nove mesi chiusi al 30 settembre i ricavi di Kering sono aumentati del 17%. Il titolo è scambiato a un P/E di poco meno di 20 (inferiore a quello di LVMH) e rende il 2% (quasi il doppio del rendimento di LVMH).

    La Compagnie Financière Richemont, con sede a Bellevue, in Svizzera, offre un buon valore, scambiando ben al di sotto del suo massimo del 2014. Richemont punta su gioielli e orologi, con marchi come Cartier, Van Cleef & Arpels, Piaget, dunhill e Chloé.

    Più lusso di quanto si pensi

    Non fatevi ingannare dal nome della Swatch Group. Si tratta di un altro collezionista svizzero di marchi di lusso, tra cui Harry Winston, Omega e Jacquet-Droz, un orologiaio svizzero di 261 anni, i cui segnatempo vanno ben oltre le decine di migliaia di dollari.

    Un altro titolo più piccolo e multimarca è la Capri Holdings di Londra, con un market cap di quasi 6 miliardi di dollari. Ha tre partecipazioni, tutte con nomi forti: Jimmy Choo, Michael Kors e Versace.

    Si vuole un’azienda americana? Tapestry ha sede nel quartiere trendy di Hudson Yards a New York. I suoi marchi (Kate Spade, Coach e Stuart Weitzman) sono di alta qualità, ma un po’ al di sotto del lusso.

    Non c’è bisogno di un fondo comune di investimento di lusso

    Per entrare in questo mercato non serve un fondo per differenziare, basta acquistare LVMH, Kering o Richemont (o tutti e tre) e prendere in considerazione anche le singole società e le azioni multisocietà più piccole.

    Se l’economia globale rallenta, queste aziende potrebbero soffrire e i loro prezzi delle azioni potrebbero scendere. In questo caso, comprate di più. Sviluppare un nuovo marchio di lusso è un’impresa costosa e che richiede tempo. Ma si può diventare partner di quelle già affermate.

    Il lusso non è solo da indossare

    Un errore che tipicamente si fa è quello di pensare che il lusso consiste solo nei brand di fama mondiale che sviluppano prodotti da indossare (borse, gioielli, vestiti), in realtà il lusso è applicabile in ogni categoria merceologica e ha mille sfaccettature.

    Un esempio? Vi dice nulla Ferrari o BMW? E un produttore di Yacht come Ferretti?

    Il lusso italiano

    Quando si parla di lusso, oltre alla Francia, non si può certo ignorare il made in Italy, marchio da sempre riconoscibile in tutto il mondo come sinonimo di garanzia e di qualità, oltre che di stile.

    Abbiamo già accennato a qualche brand (Ferrari, Ferretti), senza trascurare ovviamente altre aziende che fanno grande l’Italia nel mondo: Gucci, Salvatore Ferragamo, Valentino, ecc…

    Ovviamente non tutte queste aziende sono pubbliche, alcune hanno una proprietà privata, ma vale certamente la pena provare a guardare tutte le aziende quotate per capire qual è la possibilità per entrare in questo mondo.

    Lista delle aziende legate al lusso

    Ecco la lista di qualche azienda legata al mondo del lusso:

    AziendaTicker
    Advantex Marketing International Inc.CSE:ADX
    Atlas PearlsASX:ATP
    Birks Group Inc.NYSE:BGI
    BMWETR:BMW
    Brunello CucinelliBIT:BC
    Burberry Group plcLSE:BRBY
    Canada Goose Holdings Inc.TSX:GOOS
    CASPER SLEEP INC.NYSE:CSPR
    Charles & Colvard, Ltd.NASDAQ:CTHR
    Christian DiorEPA:CDI
    Coach, Inc. (Tapestry)NYSE:TPR
    Daimler MercedesETR:DAI
    DGSE Companies, Inc.NYSE:DGSE
    Elizabeth Arden (Revlon)NYSE:REV
    Estee LauderNYSE:EL
    Ethan Allen Interiors Inc.NYSE:ETH
    FARFETCH LTDNYSE:FTCH
    Ferrari N.V.NYSE:RACE
    GreenTree Hospitality Group Ltd.NYSE:GHG
    HermesEPA:RMS
    Hugo BossETR:BOSS
    Jimmy Choo (Capri Holding)NYSE:CPRI
    KeringEPA:KER
    L’Oreal SAEPA:OR
    EssilorLuxotticaEPA:EL
    Luxxfolio Holdings Inc.CSE:LUXX
    LVMH Moet Hennessy Louis VuittonEPA:MC
    MARINEMAX INCNYSE:HZO
    MarriottNYSE:MAR
    Michael Hill International LimitedASX:MHJ
    Moncler SpABIT:MONC
    Movado Group, Inc.NYSE:MOV
    NordstromNYSE:JWN
    Nova LifeStyle, Inc.,NASDAQ:NVFY
    Porsche Automobil HoldingETR:PAH3
    Prada GroupHKG:1913
    PVH Corp.NYSE:PVH
    Ralph LaurenNYSE:RL
    REVOLVE GROUP, LLCNYSE:RVLV
    Salvatore Ferragamo SpABIT:SFER
    Shangri-La HotelsHKG:0069
    Signet Jewelers LimitedNYSE:SIG
    The RealReal, Inc.NASDAQ:REAL
    Tiffany & Co.NYSE:TIF
    Tod’sBIT:TODS
    VF Corp.NYSE:VFC
    Vince Holding Corp.NYSE:VNCE
    Walker GreenbankLSE:WGB
    Williams-Sonoma Inc.NYSE:WSM
    Lista di alcune aziende legate al lusso

    Ed ecco un po’ di descrizioni delle aziende coinvolte

    Advantex Marketing International Inc.

    Fornisce programmi di marketing specializzati che consentono ai membri dei gruppi di affinità di guadagnare miglia frequent flyer e altri premi fedeltà attraverso gli acquisti presso i commercianti partecipanti.

    Attraverso partnership con Aeroplan, Toronto-Dominion Bank, Canadian Imperial Bank of Commerce e Caesars Entertainment, Advantex ha accesso contrattuale a milioni di consumatori con un reddito personale e familiare superiore alla media.

    Advantex ha anche partnership con circa 1.025 commercianti in Canada e negli Stati Uniti.

    Atlas Pearls

    Produce e fornisce perle del mare del sud in Australia, Indonesia e a livello internazionale. La società opera attraverso i segmenti Wholesale Loose Pearl e Jewellery.

    Possiede e gestisce aziende agricole di perle bianche e d’argento. La società produce e vende anche gioielli di perle e prodotti correlati, tra cui anelli, orecchini, polsini e bracciali, fili, collane e pendenti e gemelli. Inoltre, gestisce negozi al dettaglio a Perth e Bali.

    Belmond Ltd

    È un portafoglio globale di esperienze di viaggio di lusso che comprende hotel, treni, crociere e safari in alcune delle destinazioni più stimolanti e arricchenti del mondo. Dal 2019 parte di LVMH.

    Fondata oltre 40 anni fa con l’acquisizione dell’Hotel Cipriani di Venezia, la Compagnia possiede e gestisce 48 esperienze uniche e distintive di crociere alberghiere, ferroviarie e fluviali, tra cui una prevista per la futura apertura, in molte delle più celebri destinazioni del mondo.

    Dai punti di riferimento della città ai resort più intimi, la collezione comprende Belmond Grand Hotel Europe, San Pietroburgo; Belmond Copacabana Palace, Rio de Janeiro; Belmond Maroma Resort & Spa, Riviera Maya; e Belmond El Encanto, Santa Barbara.

    Belmond comprende anche safari, otto treni turistici di lusso tra cui il Venice Simplon-Orient-Express, tre crociere fluviali e ’21’, uno dei ristoranti più famosi di New York.

    Birks Group Inc.

    È uno dei principali operatori di gioiellerie di lusso in Canada e nel sud-est degli Stati Uniti.

    La Società gestisce 26 negozi con il marchio Birks nella maggior parte dei principali mercati metropolitani del Canada, 17 negozi in Florida e Georgia con il marchio Mayors, un negozio con il marchio Rolex e due sedi retail a Calgary e Vancouver con il marchio Brinkhaus.

    Birks è stata fondata nel 1879 e nel corso degli anni si è sviluppata fino a diventare il principale rivenditore e designer canadese di gioielli, orologi e articoli da regalo.

    Mayors è stata fondata nel 1910 e ha mantenuto l’intimità di una boutique a conduzione familiare, diventando allo stesso tempo famosa per la sua gioielleria, i suoi orologi e il suo servizio.

    BMW

    Insieme alle sue consociate, si occupa dello sviluppo, della produzione e della vendita di automobili e motociclette in tutto il mondo.

    L’azienda opera attraverso i segmenti Automotive, Motociclette e Servizi Finanziari. Il segmento Automotive è coinvolto nello sviluppo, nella produzione, nell’assemblaggio e nella vendita di automobili e fuoristrada con i marchi BMW, MINI e Rolls-Royce, oltre a fornire parti di ricambio e accessori. Questo segmento vende i suoi prodotti attraverso rivenditori indipendenti e autorizzati.

    Il segmento Motocicli sviluppa, produce, assembla e vende motocicli con il marchio BMW Motorrad, oltre ad offrire parti di ricambio e accessori. Il segmento Servizi Finanziari si occupa di leasing di auto, flotte, attività multimarca, finanziamenti ai clienti al dettaglio e ai concessionari, attività di deposito per i clienti e attività assicurative.

    Burberry Group plc

    Progetta, produce, reperisce e vende prodotti con il marchio Burberry. Il design e lo sviluppo dei prodotti sono concentrati nella sede centrale di Burberry a Londra. I tessuti e gli altri materiali vengono acquistati e i prodotti finiti vengono fabbricati sia presso gli stabilimenti di proprietà dell’azienda nel Regno Unito, sia attraverso una rete di fornitori esterni, situati prevalentemente in Europa. I contenuti e i programmi creativi e di marketing sono sviluppati internamente per coinvolgere e collegare il marchio e i suoi prodotti con i consumatori.

    I prodotti Burberry sono venduti a livello globale attraverso i suoi negozi e Burberry.com, nonché attraverso clienti all’ingrosso di terze parti, sia offline che online.

    In alcune aree selezionate, Burberry utilizza le competenze di prodotto e di distribuzione dei partner di licenza per sviluppare il business.

    Canada Goose Holdings Inc.

    Fondata in un piccolo magazzino a Toronto, in Canada, 60 anni fa, Canada Goose è cresciuta fino a diventare un marchio globale di abbigliamento esterno.

    Canada Goose è un designer, produttore, distributore e rivenditore di abbigliamento esterno premium per uomo, donna e bambino. Le giacche dell’azienda sono vendute in 36 paesi in tutto il mondo, tra cui due negozi al dettaglio di proprietà e quattro negozi di e-commerce.

    Casper Sleep Inc.

    È un’azienda globale del sonno. L’azienda ha un portafoglio completo di prodotti per il sonno progettati in modo ossessivo (compresi materassi, cuscini, biancheria da letto e mobili) progettati internamente dal pluripremiato team di ricerca e sviluppo dell’azienda presso i Casper Labs di San Francisco.

    Oltre alla sua attività globale di ecommerce, Casper possiede e gestisce 60 Sleep Shops in tutto il Nord America e i suoi prodotti sono disponibili presso un numero crescente di rivenditori.

    Charles & Colvard, Ltd

    Con sede nell’area del Parco del Triangolo di Ricerca del North Carolina, è il creatore originale e la fonte principale delle gemme di moissanite Forever One, Forever Brilliant e Forever Classic per la gioielleria.

    La moissanite è unica nel suo genere, disponibile in tre gradi di colore (incolore, quasi incolore e di colore tenue) e prodotta a partire da cristalli di carburo di silicio (SiC). La Moissanite creata da Charles & Colvard Created Moissanite è venduta con una garanzia limitata a vita a distributori all’ingrosso, produttori, rivenditori e designer come pietre sciolte o incastonate in un’ampia varietà di incastonature di qualità.

    Charles & Colvard, Ltd. vende anche direttamente ai consumatori attraverso la sua filiale operativa interamente controllata, charlesandcolvard.com, LLC, e attraverso mercati di terze parti.

    Coach, Inc

    È una casa di design leader a New York nel settore degli accessori di lusso moderni e dei marchi di lifestyle.

    Il marchio Coach è stato fondato a New York City nel 1941 e vanta una ricca tradizione nell’abbinamento di pelli e materiali eccezionali con un design innovativo.

    Coach è venduto in tutto il mondo attraverso i Coach store, alcuni grandi magazzini e negozi specializzati e attraverso il sito web di Coach.

    Nel 2015, Coach ha acquisito Stuart Weitzman, leader mondiale nelle calzature di design, vendute in più di 70 paesi e attraverso il suo sito web.

    Davi Luxury Brand Group, Inc

    Sviluppa e commercializza una linea di prodotti per la cura della pelle/cosmetici a base di uva e prodotti di lusso a base botanica per la cura della pelle a marchio Davi, Davi Skin e Davi Napa per donne e uomini.

    I clienti target dell’azienda includono hotel di lusso e negozi in volo e duty-free. La società era precedentemente conosciuta come Dafoe Corp. e ha cambiato il suo nome in Davi Luxury Brand Group, Inc. nel gennaio 2011. Davi Luxury Brand Group, Inc. è stata fondata nel 2007 e ha sede a Beverly Hills, California.

    DGSE Companies, Inc

    Vende all’ingrosso e al dettaglio gioielli, diamanti, orologi di pregio, metalli preziosi e prodotti in metallo prezioso e monete rare attraverso le sue operazioni di Charleston Gold & Diamond Exchange e Dallas Gold & Silver Exchange.

    DGSE possiede anche Fairchild International, Inc., uno dei più grandi grossisti di orologi d’epoca del paese.

    La società ha sede a Dallas, Texas.

    Elizabeth Arden

    È un’azienda globale di prodotti di bellezza di prestigio con un ampio portafoglio di marchi di bellezza di prestigio venduti in oltre 120 Paesi.

    Estee Lauder

    È uno dei leader mondiali nella produzione e commercializzazione di prodotti di qualità per la cura della pelle, il trucco, i profumi e la cura dei capelli. I prodotti dell’azienda sono venduti in oltre 150 paesi e territori con marchi tra cui: Estée Lauder, Aramis, Clinique, Prescriptives, Lab Series, Origins, Tommy Hilfiger, M-A-C, Kiton, La Mer, Bobbi Brown, Donna Karan New York, DKNY, Aveda, Jo Malone London, Bumble e bumble, Michael Kors, Darphin, GoodSkin Labs, Tom Ford, Ojon, Smashbox, Ermenegildo Zegna, AERIN, Osiao, Marni, Tory Burch, RODIN olio lusso, Le Labo, Editions de Parfums Frédéric Malle e GLAMGLOW.

    Farfetch ltd

    È una piattaforma globale omnicanale per l’industria della moda di lusso. Le sue unità di business includono Farfetch.com, Farfetch Black & White, Store of The Future, e Browns (incluso Brownsfashion.com).

    Fondata nel 2007 da José Neves per l’amore della moda, e lanciata nel 2008, Farfetch è nata come un mercato e-commerce per le boutique di lusso di tutto il mondo. Oggi il marketplace collega clienti in 190 Paesi con articoli provenienti da più di 45 paesi e oltre 980 delle migliori boutique e marchi del mondo, offrendo un’esperienza di shopping davvero unica e l’accesso alla più ampia selezione di lusso su un’unica piattaforma. Farfetch è la piattaforma tecnologica leader a livello mondiale per l’industria della moda di lusso.

    Ferrari N.V.

    È tra i marchi di lusso leader a livello mondiale focalizzati sul design, l’ingegneria, la produzione e la vendita delle auto sportive di lusso più riconoscibili al mondo. Il marchio Ferrari simboleggia l’esclusività, l’innovazione, le prestazioni sportive all’avanguardia e il design italiano.

    La sua storia e l’immagine di cui godono le sue vetture sono strettamente legate al suo team di Formula 1, la Scuderia Ferrari, il team di maggior successo nella storia della Formula 1.

    GreenTree Hospitality Group Ltd

    È un gruppo leader nella gestione dell’ospitalità in Cina. Al 30 settembre 2019, GreenTree contava un totale di 3.102 hotel. Nel 2018, GreenTree si è classificata tra i primi 12 migliori hotel al mondo in termini di numero di hotel in “World’s Largest Hotel Companies”.

    Hermes

    Si occupa della produzione e della distribuzione al dettaglio e all’ingrosso di beni di consumo in tutto il mondo. Si occupa dell’acquisto, della concia, della tintura e del finissaggio delle pelli, della tessitura, dell’incisione, della stampa, della tintura e del finissaggio dei tessuti.

    L’azienda vende i suoi prodotti attraverso una rete di 311 negozi al dettaglio. Inoltre, vende orologi, profumi e articoli per la tavola attraverso reti di negozi specializzati e nei negozi duty-free degli aeroporti.

    Hugo Boss

    È uno dei leader di mercato nel segmento premium e di lusso del mercato globale dell’abbigliamento. Si concentra sullo sviluppo e la commercializzazione di moda e accessori di alta qualità per uomo e donna.

    Con sede a Metzingen, è uno dei produttori di abbigliamento elencati più redditizi al mondo.

    Jimmy Choo

    Dall’apertura del suo primo negozio a Londra nel 1996, Jimmy Choo è cresciuto fino a diventare uno dei principali specialisti delle calzature di lusso. Jimmy Choo ha un marchio unico e potente, riconosciuto a livello mondiale.

    Kate Spade

    Disegna e commercializza accessori e abbigliamento principalmente sotto due marchi lifestyle globali e multicanale: Kate Spade New York e Jack Spade.

    Kering Holland

    È leader mondiale nell’abbigliamento e negli accessori, che sviluppa un insieme di marchi potenti.

    Gucci, Bottega Veneta, Saint Laurent, Alexander McQueen, Balenciaga, Brioni, Christopher Kane, McQ, Stella McCartney, Tomas Maier, Sergio Rossi, Boucheron, Dodo, Girard-Perregaux, JEANRICHARD, Pomellato, Qeelin e Ulysse Nardin, Sport & Lifestyle: Puma, Volcom, Cobra, Electric e Tretorn.

    I marchi sono complementari e tutti godono di un forte potenziale di crescita organica.

    Kingold Jewelry Inc

    Situata in posizione centrale a Wuhan City, una delle più grandi città della Cina, è stata fondata nel 2002 e oggi è uno dei principali designer e produttori cinesi di gioielli in oro a 24 carati, ornamenti e prodotti orientati agli investimenti.

    L’Oreal SA

    La Società ha un ruolo di coordinamento strategico e di coordinamento scientifico, industriale e di marketing del Gruppo L’Oreal (Gruppo) su base globale. Il Gruppo crea e sviluppa prodotti cosmetici.

    EssilorLuxottica

    Leader nel settore dell’occhialeria di alta moda, di lusso e sportiva, con una rete globale di vendita all’ingrosso che coinvolge 130 Paesi diversi.

    Grazie al merge tra l’italiana Luxottica e la francese Essilor la newCo è il leader mondiale dell’occhialeria.

    LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton

    Ne abbiamo già parlato: opera come una società di prodotti di lusso in tutto il mondo. La società opera attraverso sei segmenti: Vini e alcolici, Moda e pelletteria, Profumi e cosmetici, Orologi e gioielli, Vendita al dettaglio selettiva e altre attività e società holding.

    I suoi vini e liquori comprendono champagne, spumanti e vini tranquilli, cognac, scotch whisky, liquori bianchi e altri vini sotto il Moët & Chandon, Dom Pérignon, Veuve Clicquot Ponsardin, Krug, Mercier, Ruinart, Château dYquem, Château Cheval Blanc, Hennessy, Glenmorangie, Ardbeg, Belvedere, Chandon, Cloudy Bay, Cape Mentelle, Newton Vineyard, Terrazas de los Andes, Cheval des Andes, Numanthia e Wenjun.

    Per quanto riguarda i marchi da indossare LVMH è un vero e proprio conglomerato del lusso.

    Marinexmax Inc

    È il più grande rivenditore di barche da diporto e yacht degli Stati Uniti.

    Focalizzata su marchi premium, come Sea Ray, Boston Whaler, Meridian, Hatteras, Azimut Yachts, Ocean Alexander, Galeon, Grady-White, Harris, Crest, Bennington, Scout, Sailfish, Sea Pro, Sportsman, Scarab Jet Boats, Yamaha Jet Boats, Aquila e Nautique, MarineMax vende imbarcazioni da diporto nuove e usate e prodotti e servizi marini correlati, oltre a fornire servizi di brokeraggio e charter.

    Marriott

    È una società leader mondiale nel settore degli alloggi con sede a Bethesda, Maryland, USA, con più di 4.300 proprietà in 81 paesi e territori. La società gestisce e concede in franchising hotel e licenze per località di villeggiatura sotto 19 marchi.

    Michael Hill International Limited

    Possiede e gestisce negozi di gioielleria al dettaglio e fornisce servizi correlati. La società gestisce i suoi negozi con i marchi Michael Hill ed Emma & Roe. I suoi negozi offrono bracciali e braccialetti, orecchini, pendenti e collane, anelli, orologi e collezioni.

    Michael Kors Holdings Limited

    È un designer di accessori di lusso e prêt-à-porter di fama mondiale. La sua omonima società, fondata nel 1981, produce attualmente una gamma di prodotti attraverso la sua etichetta Michael Kors.

    Moncler SpA

    È una società con sede in Italia che opera nel settore della moda. L’azienda progetta, produce e distribuisce abbigliamento e accessori attraverso il marchio Moncler.

    Gruppo Prada

    Il marchio Prada fa parte del Gruppo Prada, una potenza globale nel mercato dei beni di lusso, oltre che un’icona del business. Il modello di business del gruppo, capace di coniugare processi industrializzati con lavorazioni sofisticate, qualità al top e il livello di dettaglio caratteristico della produzione artigianale, ha stabilito un precedente mondiale. Il gruppo Prada comprende anche: Miu Miu (l’altra anima di Miuccia Prada) un marchio dalla forte personalità, tanto provocatorio e sofisticato, quanto freddo e all’avanguardia; Church’s, produttore di calzature da uomo di alta gamma, fondato nella città britannica di Northampton nel 1873; Car Shoe, inventore dell’originale mocassino da guida con tomaie traforate con borchie di gomma, brevettato nel 1963.

    PVH Corp

    Una delle più grandi aziende di abbigliamento al mondo, possiede e commercializza i marchi iconici Calvin Klein e Tommy Hilfiger in tutto il mondo.

    Ralph Lauren

    Leader mondiale nel design, nel marketing e nella distribuzione di prodotti lifestyle premium in quattro categorie: abbigliamento, casa, accessori e profumi. Da oltre 48 anni, la reputazione e l’immagine distintiva di Ralph Lauren sono state costantemente sviluppate attraverso un numero crescente di prodotti, marchi e mercati internazionali.

    Salvatore Ferragamo SpA

    La capogruppo del Gruppo Salvatore Ferragamo, uno dei leader mondiali nel settore del lusso, le cui origini risalgono al 1927. Il Gruppo è attivo nella creazione, produzione e vendita di calzature, pelletteria, abbigliamento, prodotti in seta e altri accessori, oltre che di profumi per donna e uomo.

    Signet Jewelers Limited

    Il più grande rivenditore al mondo di gioielli con diamanti. Signet gestisce circa 3.600 negozi principalmente con i marchi Kay Jewelers, Zales, Jared The Galleria Of Jewelry, H.Samuel, Ernest Jones, Peoples e Piercing Pagoda.

    Tiffany & Co

    Il gioielliere di fama internazionale fondato a New York nel 1837. Attraverso le sue filiali, Tiffany & Co. produce prodotti e gestisce i negozi al dettaglio TIFFANY & CO. in tutto il mondo.

    Recentemente ci sono state voci di un’acquisizione da parte di LVMH, non ancora tramontate ma certamente diventate più complesse.

    VF Corp

    Leader mondiale nella progettazione, produzione, commercializzazione e distribuzione di abbigliamento, calzature e accessori di marca. Il portafoglio diversificato di potenti marchi dell’azienda abbraccia numerose aree geografiche, categorie di prodotti, demografia dei consumatori e canali di vendita. I marchi più grandi dell’azienda sono The North Face, Vans, Timberland, Wrangler, Lee e Nautica.

  • Elezioni americane, come seguirle e come guadagnarne

    Elezioni americane, come seguirle e come guadagnarne

    Oggi è il grande giorno in America, infatti i 328 milioni di abitanti americani sono chiamati alle urne per decidere chi sarà il futuro presidente degli Stati Uniti d’America.

    Appare evidente, per il potere posto in mano a questa figura, che questa è una scelta che travalica i confini americani e interessa direttamente tutto il mondo.

    I due principali sfidanti sono l’attuale presidente Donald Trump e il candidato democratico Joe Biden.

    A onor del vero, oltre a Repubblicani e Democratici, esistono anche altri partiti, con relativi candidati. Qui una breve lista, ovviamente puramente indicativa poiché è praticamente impossibile che alcuno di essi abbia la benché minima possibilità di guadagnare anche solo uno Stato:

    • Partito Libertario: Jo Jorgensen
    • Partito Verde: Howie Hawkins
    • Partito della Costituzione: Don Blankenship
    • Vari partiti attivisti sulle libertà: Gloria La Riva
    • Partito proibizionista: Phil Collins
    • Partito dell’Alleanza: Rocky De La Fuente
    • Pane e Rose: Jerome Segal
    • Partito della Marijuana libera: Rudy Reyes
    • Partito dell’Unità d’America: Bill Hammons
    • Partito della Solidarietà: Brian T. Carroll
    • Birthday Party: Kanye West (sì, proprio il cantante)

    Come seguire le elezioni americane

    Partiamo dalla cosa più semplice, cioè come seguire le elezioni americane in Italia.

    Innanzitutto gli orari: si voterà oggi, 3 novembre 2020, con l’inizio dello spoglio nella serata italiana. Al solito tutte le emittenti faranno dei talk show e dei programmi di approfondimento.

    Negli ultimi anni, in particolare, molto seguite le #maratonamentana con Enrico Mentana in diretta da mezzanotte su La7 e gli approfondimenti di SkyTG24, anche esso in diretta dalla sera di martedì 3 novembre.

    Probabilmente un’idea di vincitore l’avremo intorno alle 4/5 di mattina (orario italiano) con l’arrivo degli Stati chiave.

    Le idee economiche di Biden e di Trump

    Cerchiamo quindi di capire quali sono le idee economiche che metteranno in campo i due leader in caso di vittoria.

    Idee economiche Trump

    L’abbiamo già visto grazie al primo mandato: il presidente Donald Trump punta a una politica protezionistica, con la difesa delle aziende americane, sia sul territorio nazionale che internazionale.

    Un chiaro esempio è la guerra dei dazi fatta partire con la Cina.

    Inoltre Donald Trump prosegue una guerra fiscale per tutelare la ricchezza, con la tutela dei redditi più alti.

    Dal punto di vista ambientale, Trump reputa l’evoluzione climatica come un intoppo da ignorare. Quindi largo spazio ad aziende che producono energia attraverso carburanti fossili, a discapito dell’onda green che sta investendo il mondo intero.

    Idee economiche Biden

    Al contrario, Biden è un democratico di vera sinistra, quindi riprenderebbe in mano l’idea di Obama, con largo spazio alla salute alla portata di tutti, con forti investimenti nello sviluppo di infrastrutture nel Paese e con un’accelerazione importante sulle tematiche ambientali.

    Durante la campagna elettorale il leader democratico ha promesso 2 mila miliardi per investimenti nell’energia green.

    Probabilmente non terminerebbe la guerra contro le altre nazioni per il diritto americano di tutelare le proprie aziende, ma certamente non arriverà ad avere posizioni oltranziste come Trump.

    In caso di vittoria di Donald Trump

    Lasciando da parte i partiti piccoli che obiettivamente non hanno alcuna possibilità di vincere, cerchiamo di analizzare cosa potrebbe succedere in borsa in caso di vittoria di uno o dell’altro candidato.

    Iniziamo con il Partito Repubblicano che vede Donald Trump come candidato, quindi sarebbe una conferma per ulteriori 4 anni dell’attuale presidenza.

    Settore energia con Trump

    In caso di vittoria di Trump il settore energetico avrebbe una ulteriore spinta verso le energie old style. Quindi nessun nuovo investimento sulla green economy ma spinta sulla old economy, con i produttori petroliferi che ne avrebbero un gran vantaggio.

    In questo caso potremmo vedere titoli come BP, Royal Dutch Shell, ExxonMobil, Total ed Equinor, ma anche la nostra ENI, pronte a esultare.

    Tutte aziende che hanno già dichiarato di voler puntare al green per il futuro ma che a oggi hanno la maggior parte della loro produzione ancora legata a energia non rinnovabile.

    Settore automobilistico con Trump

    Per le case europee sarebbe un disastro la vittoria di Trump alle imminenti elezioni, ciò perché il tycon ha più volta messo nel mirino proprio i produttori auto del vecchio continente, a suo dire poiché farebbero svalutare il mercato dei produttori americani.

    Particolarmente esposte sul mercato a stelle e strisce ci sono: Daimler, FCA, Michelin, Pirelli. Stesso discorso anche per i marchi asiatici, con Honda e Nissan che potrebbero essere i più penalizzati.

    Ovviamente a guadagnarne, quantomeno per il mercato interno, sarebbero Ford e General Motors.

    Comparto lusso con Trump

    Donald Trump ha già dimostrato di non voler minimamente tassare i ricchi o comunque chi possiede molto denaro.

    Il mercato del lusso quindi fa ampiamente il tifo per l’attuale presidente, con marchi come Burberry, Salvatore Ferragamo, Nike, Brunello Cucinelli, Louis Vuitton, EssilorLuxottica, Adidas, Tod’s e Tiffany che potrebbero navigare meglio con Trump.

    In caso di vittoria di Joe Biden

    Di contro, gli stessi settori già analizzati per Trump, si ritroverebbero in situazione diametralmente opposta in caso di vittoria di Biden.

    Comparto energetico con Biden

    La promessa di 2 mila miliardi di incentivi sull’energia rinnovabile è una bella spinta per tutti i titoli del settore green.

    Per l’amministrazione Biden l’abbandono dell’energia attraverso combustibili fossili è una priorità.

    A guadagnarne potrebbero essere SMA Solar Technology AG, Vestas, Siemens Gamesa Renewable Energy, Nordex, Iberdrola, RWE, National Grid, oltre a quei brand che già sono avanti con la trasformazione del loro business, giusto per fare un nome abbiamo ERG in Italia oppure Snam che sta puntando forte sull’idrogeno.

    Con la vittoria del Partito Democratico e in particolare con i 2 mila miliardi, ci sarebbe uno tsunami di denaro in grado di arrivare anche ad aziende più modeste, come per esempio Nel, Ceres Power e ITM Power.

    Comparto auto con Biden

    Ovviamente a giovarne sarebbero i produttori europei, i quali vedrebbero cadere la spinta protezionistica nei confronti delle aziende a stelle e strisce.

    Al di là del protezionismo, i vantaggi green proposti da Biden investirebbero anche il mercato automobilistico, con Tesla sugli scudi.

    Ci sarebbe spazio anche per quella Volkswagen che recentemente ha messo sul piatto 60 miliardi per la trasformazione green della propria linea.

    Particolarmente avvantaggiati potrebbero essere anche i player del settore batterie, con Johnson Matthey, Umicore e Varta che potrebbero avere buoni spunti.

    Settore del lusso con Biden

    Biden vorrebbe creare un sistema fiscale più proporzionale e certamente andrebbe a intaccare i portafogli dei più facoltosi.

    Per questo motivo, in caso di vittoria del Partito Democratico, potrebbe vedere i player del comparto lusso perdere punti percentuali in borsa.

    Chi non ha influenze dalle elezioni americane?

    Ci sono dei settori che non propendono per una o per l’altra parte, si tratta di particolari mercati che, per fattori esterni o ciclici, non hanno particolare preferenza e che continuerebbero a macinare i loro fatturati.

    Settore edile

    Dopo una crisi come l’attuale, dovuta al Covid, l’espansione e la creazione di nuovi posti di lavoro deve necessariamente passare anche dal settore edile.

    Diventa quindi indifferente la vittoria di uno o dell’altro partito, poiché certamente questo settore verrà investito da liquidità necessaria per far ripartire l’economia di un’intera nazione. Lo stiamo già vedendo in Italia, dove il Governo è stato molto celere a creare bonus al 110% per inondare il mercato di liquidità.

    Aziende come per esempio Buzzi Unicem, HeidelbergCement e LafargeHolcim, piuttosto che Ashtead Group, CRH e Ferguson vedranno comunque incrementare i loro guadagni.

    Se vogliamo proprio fare una scommessa, il mercato delle illuminazioni a led potrebbe avere una spinta in caso di vittoria di Biden, sempre grazie ai 2 mila miliardi per investimenti green; quindi attenzione a Illumina, Signify, Schneider Electric, Legrand e Rexel.

    Comparto farmaceutico

    L’idea di Biden è quella di dare accesso a cure a tutti gli abitanti americani, quindi potenzialmente potrebbe arrivare a calmierare i prezzi di alcuni medicinali fondamentali.

    Trump all’opposto è sulla posizione di far pagare tutto il necessario ai contribuenti per sostenere le case farmaceutiche e indirettamente il lavoro delle stesse, soprattutto se queste case farmaceutiche sono americane.

    Letta così appare evidente come il settore farmaceutico dovrebbe fare il tifo per Trump, ma è anche vero che maggior persone che si possono permettere delle cure equivale ad avere maggiori clienti.

    Infine il particolare momento che stiamo vivendo e la crisi dovuta al Covid farà sì che queste posizioni siano fortemente calmierate, quindi sostanzialmente, nell’arco dei prossimi 4 anni, difficilmente ci sarà una differenza dovuta al vincitore di queste elezioni.

    Tra le aziende che potrebbero avvantaggiarsi ci sono certamente AstraZeneca, Novartis, Roche Holding e Novo Nordisk.

    Settore bancario e finanziario

    Come al solito il mercato teme solo l’incertezza e se questa non dovesse verificarsi, se quindi avremo un vincitore chiaro e incontestabile, il settore bancario e finanziario si adatterà velocemente alla nuova corrente.

    C’è giusto un accento che potrebbe cambiare e cioè il fatto che Biden potrebbe voler maggiormente regolamentare il mercato, oltre ad aggiungere qualche tassa per sostenere altre iniziative più popolari.

    Trump di contro è molto liberale e lascia che sia il mercato stesso ad autoregolamentarsi.

    Comunque, per sua natura stessa, il mercato finanziario si adatta e quindi nel medio periodo cambia veramente poco il colore dell’amministrazione americana. L’abbiamo già visto quattro anni fa, quando la vittoria di Trump sembrava la sciagura peggiore che potesse accadere: sappiamo che a distanza di 4 anni i mercati si sono adeguati.

    Al di là delle banche americane, guardando al vecchio continente le banche maggiormente esposte in america sono: BNP Paribas, Banco Santander, Barclays e BBVA.

    Comparto Tech

    Esiste veramente qualcuno in grado di bloccare l’avanzata dei big tech? C’è da scommettere che qualsiasi sia il colore del partito vincitore delle elezioni americane del 2020, i big tecnologici avanzeranno senza problemi.

    Ciò è certamente dovuto alla natura innovativa di tali aziende ma anche al fatto che il business è così distribuito in tutto il mondo che difficilmente il governo di una sola nazione sarà in grado di cambiare le sorti di aziende come Apple, Microsoft, Amazon, Google ecc.

    Anche qui, su questo comparto, l’unica nota di differenza si potrebbe avere con la vittoria di Biden e successiva apertura a mercati internazionali. In tal caso aziende di semiconduttori (STMicroelectronics e/o Infineon Technologies) oppure aziende legate alla domotica e al green potrebbero avere dei vantaggi consistenti (esempio Home Depot). Vantaggio che si potrebbe estendere anche ad aziende asiatiche che sono state messe al bando ultimamente, come per esempio Huawei.

  • FTSE Italia Mid Cap, l’indice delle medie imprese di Piazza Affari

    FTSE Italia Mid Cap, l’indice delle medie imprese di Piazza Affari

    Abbiamo già chiarito come le blue chip, cioè i titoli a maggior capitalizzazione e maggiore stabilità, siano listati sul FTSE MIB, l’indice principale di Piazza Affari, ma quest’ultimo contiene massimo 40 società. Dove si trovano le altre?

    La risposta è sul FTSE Italia Mid Cap che contiene tutte le società a media capitalizzazione che non hanno abbastanza “grandezza” per entrare nell’indice principale.

    E se è vero che le società del FTSE MIB hanno respiro internazionale e sono dei colossi, è anche vero che nel FTSE Italia Mid Cap ci sono una serie di aziende che potrebbero tranquillamente stare nell’indice principale, oltre al fatto che il vero tessuto italiano, fatto di Piccole e Medie Imprese, è maggiormente rappresentato dall’indice secondario.

    Cosa è il FTSE Italia Mid Cap

    Andiamo con ordine e rispondiamo a un po’ di domande.

    Il FTSE Italia Mid Cap è l’indice delle aziende a media capitalizzazione, raccoglie 60 società e ogni trimestre viene rivisto insieme al FTSE MIB per decidere ingressi e uscite.

    Creato il 31 dicembre 1994, con il nome originale di Midex e con una quota di partenza di 10.000 punti. A distanza di 25 anni gira intorno ai 34 mila punti.

    Nel 2007, a seguito dell’acquisizione di Borsa SpA da parte del London Stock Exchange, il nome è cambiato da Midex a FTSE Italia Mid Cap.

    Società quotate sul FTSE Italia Mid Cap

    Questa è una lista di società quotate al Mid Cap come da decisioni ultime del giugno 2020.

    AziendaSettoreCapitalizzazione
    (milioni di €)
    UnipolSaiFinanziari6.120
    AceaEnergetici3.890
    De LonghiCiclici/Industria3.490
    IrenEnergetici3.020
    ERGEnergetici2.880
    BremboCiclici/Auto2.800
    ReplyTech2.710
    ASTMTrasporti2.700
    IMAMateriali di base2.380
    ENAVTrasporti2.250
    Salvatore FerragamoCiclici/Moda2.150
    Brunello CucinelliCiclici/Moda1.940
    MediasetServizi/Media1.870
    Banca MPSFinanziari1.670
    Falck RenewablesUtility1.610
    TechnogymCiclici/Fitness1.590
    Rai WayServizi/Media1.580
    Carel IndustriesTech1.520
    Anima HoldingFinanziari1.500
    Credito EmilianoFinanziari1.470
    AutogrillServizi/Food1.320
    WeBuildBeni strumentali1.310
    JuventusServizi1.300
    BPER BancaFinanziari1.280
    Cerved GroupTech1.230
    ItalMobiliareMateriali di base1.150
    Zignago VetroMateriali di base1.100
    FincantieriTrasporti1.100
    Tamburi Investment PartnersFinanziari1.030
    Cementir Holding NVBeni strumentali1.000
    SOLMateriali di base984
    AscopiaveUtility924
    MarrServizi903
    Tod’sCiclici/Moda856
    SesaTech834
    PiaggioCiclici/Moto822
    Banca FarmafactoringFinanziari819
    Danieli & CCiclici790
    SarasEnergetici734
    MutuiOnLineFinanziari720
    Banca Popolare di SondrioFinanziari720
    DatalogicTech685
    Cattolica AssicurazioniFinanziari665
    doValueFinziari578
    Maire TecnimontBeni strumentali557
    TinextaTech554
    SanlorenzoCiclici528
    Illimity BankFinanziari489
    Banca IfisFinanziari489
    El.En.Salute458
    Guala ClosuresMateriali di base401
    Dea CapitalFinanziari401
    IGD SiiqServizi394
    Garofalo H CareSalute389
    Credito ValtellineseFinanziari374
    FilaNon ciclici372
    RCSServizi/Media332
    Aeroporto Gugl. MarconiTrasporti329
    Mondadori EditoreServizi/Media276
    OVSCiclici/Moda255
    Componenti del FTSE Italia Mid Cap al 17/06/2020

    Come è semplice notare, si va da semicolossi, come per esempio UnipolSai, Piaggio, Mediaset o De Longhi a semplici aziende quasi a conduzione familiare.

    Nonostante le capitalizzazioni, che in alcuni casi sembrano davvero severe, le aziende in questo indice sono tutte imprese con respiro internazionale e con buoni valori di base.

  • Indici azionari della Borsa Italiana, cosa c’è oltre il FTSE MIB

    Indici azionari della Borsa Italiana, cosa c’è oltre il FTSE MIB

    Abbiamo già parlato del FSTE MIB e abbiamo dedicato ampio spazio ai principali indici azionari in tutto il mondo.

    In Italia però ci siamo concentrati poco, questo per due ragioni:

    1. Le grandi aziende italiane sono tutte sul FTSE MIB
    2. L’Italia, nello scacchiere delle borse mondiali, non occupa precisamente una posizione dominante.

    Questo secondo punto è dovuto in parte al primo e in parte al fatto che la finanza in Italia è stata sempre un po’ bistrattata. Inoltre, se guardiamo alla classifica delle aziende nel FTSE MIB per capitalizzazione ci rendiamo conto come la prima in classifica, ENEL, è una delle poche aziende che realmente può competere con i giganti presenti all’estero. Grandi nomi italiani, quando paragonati con i big dell’estero, spesso impallidiscono.

    Ecco perché reputiamo che la finanza, quella seria, tocchi solo relativamente l’Italia e abbia il suo capoluogo altrove (in particolare in USA, UK e Germania).

    Ma qui siamo a parlare degli indici italiani e quindi bando alle ciance.

    Quali sono gli indici azionari più importanti di Borsa Italiana?

    La lista degli indici principali è relativamente breve e include:

    • FTSE MIB
    • FTSE Italia Mid Cap
    • FTSE Italia STAR
    • FTSE Italia Small Cap
    • FTSE Italia All-Share
    • FTSE AIM Italia

    FTSE MIB

    Passiamo quindi alla rassegna degli indici azionari principali di Borsa Italiana.

    Del FTSE MIB ne abbiamo già parlato: è l’indice che copre le 40 maggiori aziende quotate a Piazza Affari.

    La lista delle aziende viene rivista trimestralmente e al momento queste sono le aziende incluse.

    Pos.AziendaCapitaliz.
    (miliardi di €)
    1Enel67
    2ENI30,7
    3Ferrari28,6
    4Intesa San Paolo27
    5Generali20
    6STMicroElectronics19,7
    7Unicredit16,6
    8Snam13,7
    9Fiat Chrysler Auto12,6
    10Atlantia12,4
    11Terna12
    12Exor11,9
    13Poste Italiane10,3
    14Diasorin10,2
    15Nexi8,8
    16Recordati8,6
    17Moncler8,5
    18Davide Campari8,1
    19CNH Industrial7,7
    20Telecom Italia7,1
    21Tenaris6,7
    22Fineco Bank6,1
    23InWit5,5
    24Amplifon5,28
    25Prysmian5,1
    26Mediobanca5,1
    27HERA5
    28Banca Mediolanum4,4
    29A2A3,9
    30ItalGas3,88
    31Pirelli3,82
    32Buzzi Unicem3,33
    33Leonardo3,3
    34Interpump Group3,0
    35UBI Banca2,9
    36Banca Generali2,7
    37Unipol2,3
    38Saipem2,1
    39Azimut2,1
    40Banco BPM1,7
    Elenco componenti FTSE MIB con data capitalizzazione 04/06/2020

    Come si può notare le capitalizzazioni vanno giù molto velocemente e, giusto per fare un confronto, Deutsche Telekom, l’azienda numero 17 per capitalizzazione in Germania, ha lo stesso valore di Enel.

    ENI, la nostra seconda azienda per capitalizzazione, ha lo stesso valore di Deutsche Boerse, la numero 42 in Germania.

    Il confronto con la Francia ci va un po’ meglio, Christian Dior (numero 7 in Francia) ha lo stesso valore di Enel. Orange (numero 22) equivale a ENI.

    Con gli USA non c’è rapporto, ma se proprio vogliamo sforzarci, Enel equivale a Morgan Stanley che occupa la posizione numero 120 in America. Onestamente non cerchiamo nemmeno quale posizione occupa la nostra numero 2 negli Stati Uniti, potremmo non venirne a capo.

    Questo è il motivo per cui il nostro FTSE MIB vale meno, molto meno, del DAX, del CAC, dell’S&P, del DOW Jones e anche dell’IBEX Spagnolo. Questo è anche il motivo per cui sulle nostre pagine si legge molto di più su aziende straniere che nostrane.

    FTSE Italia Mid Cap

    Dopo aver riportato la lista completa delle aziende che compongono il FTSE MIB alla data odierna e, soprattutto, dopo aver capito quanto valiamo a livello finanziario, passiamo al secondo indice in termini di importanza in Italia, cioè il FTSE Italia Mid Cap.

    Come dice il nome stesso ci sono le aziende che, in Italia, vengono considerate a media capitalizzazione, anche se le prime della lista superano tante ultime del FTSE MIB. Questo è dovuto al fatto che per essere nell’indice principale non basta solo la capitalizzazione ma bisogna avere determinati volumi giornalieri di scambio, sia di numero di azioni che di liquidità.

    Ecco quindi una breve lista dei titoli con maggiore capitalizzazione.

    Pos.AziendaCapitaliz.
    (miliardi di €)
    1UnipolSai5,8
    2Acea3,7
    3Iren2,9
    4Reply2,9
    5Brembo2,9
    6ERG2,8
    7De Longhi2,8
    8ASTM2,7
    9Salvatore Ferragamo2,4
    10IMA2,3
    11ENAV2,2
    12Brunello Cucinelli1,9
    13Mediaset1,8
    14TechnoGym1,5
    15BPER Banca1,3
    I primi 15 componenti per capitalizzazione dell’indice FTSE Italia Mid Cap

    FTSE Italia Small Cap

    Anche qui il nome è abbastanza parlante: si tratta dell’indice che include l’ultima fascia, cioè le matricole, le aziende con una capitalizzazione bassa.

    Spesso ci si può imbattere in qualche stella che presto sarà nel FTSE MIB, molto più spesso le aziende in questo indice non hanno avuto la forza di fare il grande salto.

    Non mancano comunque nomi importanti anche nelle Small Cap, con capitalizzazioni anche importanti ma che non sono abbastanza liquidi, non hanno abbastanza quote pubbliche o non fanno abbastanza volumi per stare negli indici maggiori.

    Ecco qualche brand molto conosciuto:

    AstaldiBeghelliBialetti
    BrioschiePriceGabetti
    Geoxil Sole 24 OreLazio calcio
    PininfarinaPiquadroAS Roma
    TiscaliUnieuroZucchi
    Una selezione di aziende dell’indice FTSE Italia Small Cap

    FTSE Italia All-Share

    Questo è l’index gran totale, infatti tutte le aziende che si trovano negli indici FTSE MIB, FTSE Italia Mid Cap e FTSE Italia Small Cap poi fanno la somma in questo indice.

    Quindi, se voleste vedere la lista dei titoli ordinati per capitalizzazione, anziché guardare i singoli indici, bisognerebbe guardare l’All-Share.

    FTSE Italia STAR

    STAR sta per Segmento Titoli con Alti Requisiti. I requisiti di cui si parla sono trasparenza, liquidità del titolo e, in ultimo, corporate governance.

    Alcuni titoli presenti in questo segmento sono anche negli altri già visti, come per esempio Amplifon, che svetta per maggior capitalizzazione e che è già incluso nel FTSE MIB.

    FTSE AIM Italia

    Si tratta di uno degli ultimi arrivati nella famiglia degli indici italiani e contiene tutte le aziende del mid e dello small cap con un forte potenziale di crescita.

    Quindi, se amate cercare la futura Netflix è in questo indice che bisognerà guardare.

    FTSE Italia Brands

    Il FTSE Italia Brands è proprio il più giovane essendo stato creato nel 2017.

    Contiene tutti i titoli che hanno un brand appetibile e globalmente riconosciuto. Degli esempi?

    • Ferrari
    • Juventus
    • Brembo
    • Brunello Cuccinelli
    • Campari
    • Moncler
    • Piaggio
    • Autogrill
    • Tod’s
    • ecc

    Indici Settoriali di Borsa Italiana

    Inoltre, per chi volesse concentrarsi solo in determinati settori, ci sono degli indici settoriali che coprono praticamente tutte le azioni presenti a Piazza Affari.

    Questa la lista degli indici settoriali italiani:

    • Ftse Italia Oil & Gas Producers
    • Ftse Italia Oil Equipment, Services & Distribution
    • Ftse Italia Chemicals
    • Ftse Italia Industrial Metals & Mining
    • Ftse Italia Construction & Materials
    • Ftse Italia Aerospace & Defense
    • Ftse Italia General Industrials
    • Ftse Italia Electronic & Electrical Equipment
    • Ftse Italia Industrial Engineering
    • Ftse Italia Industrial Transportation
    • Ftse Italia Support Services
    • Ftse Italia Automobiles & Parts
    • Ftse Italia Beverages
    • Ftse Italia Food Producers
    • Ftse Italia Household Goods & Home Construction
    • Ftse Italia Leisure Goods
    • Ftse Italia Personal Goods
    • Ftse Italia Health Care Equipment & Services
    • Ftse Italia Pharmaceuticals & Biotechnology
    • Ftse Italia Food & Drug Retailers
    • Ftse Italia General Retailers
    • Ftse Italia Media
    • Ftse Italia Travel & Leisure
    • Ftse Italia Fixed Line Telecommunications
    • Ftse Italia Mobile Telecommunications
    • Ftse Italia Electricity
    • Ftse Italia Gas, Water & Multiutilities
    • Ftse Italia Banks
    • Ftse Italia Nonlife Insurance
    • Ftse Italia Life Insurance
    • Ftse Italia Real Estate Investment & Services
    • Ftse Italia Real Estate Investment Trusts
    • Ftse Italia Financial Services
    • Ftse Italia Software & Computer Services
    • Ftse Italia Technology Hardware & Equipment

    Come potete vedere gli indici settoriali sono veramente tanti e coprono veramente di tutto.

    Come investire sugli indici italiani

    Prima di passare all’analisi degli indici principali (in questa fase non analizzeremo gli indici settoriali, sia per una questione di numerosità, sia perché già il nome è auto esplicativo), capiamo come fare trading sugli indici di Borsa Italiana.

    Lo strumento migliore è certamente l’ETF e ce ne sono vari che replicano l’andamento di ognuno degli indici.

    Per esempio:

    • FTSE Italia Mid Cap:
      • iShares FTSE Italia Mid-Small Cap
      • Lyxor FTSE Italia Mid Cap TRN-ucits
    • FTSE Italia Small Cap:
      • Lyxor MSCI EMU Small Cap DR UCITS
      • MSCI EMU Small Cap TRN-ucits -IS

    In alternativa si può investire sugli indici anche attraverso i CFD, per esempio, sul FTSE MIB c’è ITALY FTSEMIB – XFTSEMIBCFD.