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Mario Draghi
Ecco perché Mario Draghi va sostenuto…

Chi segue questo magazine sa che non parliamo mai di politica, e forse ha capito perché non lo facciamo: per i soldi (e in generale per l’economia) non importa che tu sia di destra o di sinistra, è fondamentale fare i giusti investimenti.

Per questo motivo non ci siamo mai schierati, benché chi scrive ha ovviamente un’idea politica.

Con Draghi però è differente, innanzitutto perché Mario Draghi non ha un’etichetta (destra/centro/sinistra) attaccata sulla schiena e poi perché è l’ultima possibilità per l’Italia.

Proviamo ad analizzare insieme la situazione.

Perché Mario Draghi va sostenuto?

Dal 2013 siamo passati attraverso delle legislature che hanno fatto di tutto per garantire il presente, dare dei contentini e guadagnare poltrone. Mai a nessuno è interessato veramente il futuro di questo Paese.

Si denota dalla crescita del debito pubblico, si vede dalla poca capacità di affrontare i veri problemi, si osserva dall’andamento dell’economia. Stiamo scivolando nel baratro dell’inefficienza e della inutilità, ogni giorno siamo messi peggio di altre nazioni che stanno affrontando i loro problemi.

Mario Draghi rappresenta quella possibilità (diremmo unica e ultima) di creare investimenti per il futuro. Draghi rappresenta quell’occasione di affrontare i problemi con pragmatismo e risolverli, per il bene del Paese.

Non lo diciamo solo noi, lo dicono tutti i siti e i quotidiani di economia; non a caso il Financial Times ieri titolava così:

Ecco perché Mario Draghi va sostenuto...
Apertura del Financial Times su incarico a Mario Draghi

Non hanno intitolato “Mario Draghi prova a salvare l’Italia” ma bensì “Una missione di recupero dell’Italia per Mario Draghi”. Rescue non è save e viene usato tipicamente quando c’è un recupero, in caso di naufragio o in generale per dire che si acciuffa per i capelli.

Una sfumatura importante, perché il più grande giornale finanziario del mondo sta sottintendendo che, se sprechiamo l’occasione Draghi, non ci saranno altre possibilità.

Cosa ci può essere oltre Draghi?

Il FT non è l’unico a pensarla così, anche perché, qualora fossimo così sciocchi da rifiutare l’incarico di Mario Draghi, l’alternativa potrebbe essere un altro incarico esplorativo a qualche altra figura istituzionale, magari Marta Cartabia o Carlo Cottarelli, e quindi le elezioni.

Però Sergio Mattarella, quando ha annunciato l’incarico a Mario Draghi, è stato molto attento alle parole e ha usato termini che non lasciano scampo a equivoci.

Lo stesso Mattarella, quando ha dato l’incarico a Draghi, ha stilato una sorta di calendario delle priorità da fare nei prossimi mesi, facendo ben capire che non c’è tempo da perdere. Questa sfumatura è stata evidentemente completamente persa da tutti i politici, i quali continuano nella bagarre per mantenere lo status quo. È follia…

Qui il discorso di Mattarella per chi se lo fosse perso, ascoltatelo attentamente e provate a leggere tra le righe:

Il messaggio all’estero (e agli investitori) qualora rifiutassimo Draghi

Mario Draghi è evidentemente uno degli italiani più conosciuti all’estero, gode di stima da qualsiasi parte del mondo, soprattutto quello finanziario.

Qualora decidessimo di rifiutare l’incarico di Draghi tutto il mondo finanziario si interrogherebbe sul perché di una simile sciocchezza, ovviamente penserebbe che ci sia una vera ragione di fondo… cosa penserebbe nel momento in cui scoprisse che abbiamo rifiutato l’incarico perché il Movimento 5 Stelle è convinto di fare un governo Conte ter, nonostante già due tentativi andati a vuoto?

Cosa penserebbe nel momento in cui capirebbe che l’incarico è stato bloccato da una Lega Nord che già non gode di stima e che troppo spesso è stata affiancata a Trump?

Ecco, noi siamo convinti che l’Italia non ci farebbe una bella figura, e se fosse solo per la figura chi se ne importa. Il problema di fondo è che quando una personalità come Draghi scende in campo, non puoi rifiutarla, altrimenti gli investitori ti danno del pazzo e ti abbandonano.

Come abbiamo avuto modo di scrivere, Draghi ha già fatto crollare lo spread dell’8% al primo giorno, senza che si sapesse nemmeno se avrebbe accettato l’incarico. Qualora l’Italia, nella massima espressione del suo parlamento, rifiutasse tale aiuto, sarebbe una tragedia: lo spread non solo recupererebbe quello che ha perso ma andrebbe molto più su.

Inutile spiegare perché bisogna stare attenti allo spread e alla rendita dei nostri BTP. Solo i complottisti da strapazzo non l’hanno ancora capito.

Un nuovo incarico istituzionale

Qualora rifiutassimo Mario Draghi, come detto, ci sarebbe certamente un nuovo tentativo con un ulteriore incarico istituzionale. Questo, destinato certamente a fallire (se fallisce Draghi non vediamo come possano farcela Cartabia o Cottarelli, con il massimo rispetto per loro), ma avrebbe l’unico senso di mitigare gli effetti della finanza sull’Italia.

Andare alle elezioni

Il centrodestra nicchia su Draghi e nel mentre chiede le elezioni. Questa sarebbe una pura follia. Qualora si andasse a elezioni, queste non potrebbero essere tenute prima di maggio/giugno.

Nel mentre ci sono attività fondamentali per l’Italia, che non possono essere procrastinate: ristori per commercianti, prolungamento blocco licenziamenti, un Recovery Fund da inventare (perché fino a oggi abbiamo ancora fatto nulla) entro aprile. Tutte attività di vitale importanza per il futuro del Paese.

Pensare alle elezioni ora è un lusso che non ci possiamo permettere.

E se andassimo alle elezioni?

Inoltre, anche andando alle elezioni, gli ultimi sondaggi (che lasciano un po’ il tempo che trovano ma sono l’unica indicazione utile), dicono che:

  • EMG per Agorà (3 febbraio):
    • Lega 23,9%
    • Partito Democratico 20,1%
    • Fratelli d’Italia 15,8%
    • Movimento 5 Stelle 13,9%
    • Forza Italia 7,7%
    • Italia Viva 4,1%
  • SWG per La7 (1 febbraio):
    • Lega 23,3%
    • Partito Democratico 19,8%
    • Fratelli d’Italia 15,9%
    • Movimento 5 Stelle 16,3%
    • Forza Italia 5,9%
    • Italia Viva 3,2%

Il risultato sarebbe pressappoco il seguente:

  • Centro Destra: 45%
  • M5S: 16%
  • PD: 20%

Nessuno avrebbe quindi i numeri per governare da solo. Ci vorrebbero 2 mesi per vedere Salvini che si sfila dalla destra per provare l’appoggio con qualcuno; il M5S che ha perso voti e cercherebbe l’alleato per governare; PD e M5S che da soli non ce la fanno; qualche partito minore che fa la mina vagante…

Quindi, in definitiva, con le elezioni a giugno, servirebbe tempo almeno fino ad agosto/settembre per trovare una quadra, che non sarebbe molto differente da come è oggi.

Ma noi non abbiamo tempo fino a settembre; soprattutto perché da agosto Mattarella sarebbe nel semestre bianco, quindi con l’impossibilità di sciogliere le camere.

Serve un governo stabile e serve ora…

Perché Mario Draghi e non qualcun altro

Mario Draghi è stato:

  • Presidente della Banca centrale europea
  • Governatore della Banca d’Italia
  • Direttore generale del tesoro
  • Presidente del Forum per la stabilità finanziaria
  • Presidente del Consiglio per la stabilità finanziaria

Inoltre ha lavorato in Goldman Sachs, ha un dottorato di ricerca allo Massachusetts Institute of Technology, dove tra gli insegnanti ha avuto Stanley Fischer (sarebbe poi diventato presidente della Bank of Israel e vicepresidente della FED), infine nel 2001 è stato docente all’Università di Harvard.

Nella sua lunga carriera si è seduto accanto ai presidenti di Germania, Francia, USA, ai direttori di varie banche centrali del mondo, ha dialogato con la Merkel e con gli ultimi presidenti francesi, ha esperienza ed è riconosciuto a livello mondiale.

Infine, giusto come accento, Mario Draghi è colui che ha salvato due volte l’Europa, la prima con la celebre frase:

ready to do whatever it takes to preserve the euro. And believe me, it will be enough

Mario Draghi

In quel momento l’euro era sotto assedio e i debiti delle periferie (tra cui c’è anche l’Italia) stavano costituendo un gran problema. Con la semplice frase “siamo pronti a fare qualsiasi cosa per preservare l’euro, e credetemi, sarà abbastanza” Draghi fece mettere a cuccia tutti gli speculatori che stavano mettendo in crisi l’Europa.

Il secondo momento fu quando attivò il Quantitative Easing, strumento che secondo i puristi non sarebbe potuto essere usato dalla BCE; Draghi lo mise in campo e vinse anche in tribunale, quando il tribunale europeo stabilì che la BCE si era comportata nel pieno del suo mandato, mettendo a cuccia, questa volta, i falchi tedeschi.

In entrambi i casi Draghi non salvò solo l’euro e l’Europa, ma anche (e soprattutto) l’Italia.

E qualcun altro?

Ora, dopo aver letto tutto questo, immaginate chi potrebbe essere meglio di Draghi…

Con il massimo rispetto per tutti:

  • L’avvocato Giuseppe Conte?
  • Il pacificatore Di Maio?
  • Il nordico Salvini?
  • La romana Meloni?
  • L’imprenditore Berlusconi?

Chi? Chi ha questa competenza e questa riconoscibilità? Chi sarebbe in grado di mettersi contro gli speculatori, garantendo per l’euro? Chi sarebbe in grado di sbattere (metaforicamente) i pugni sul tavolo della Merkel?

Con il massimo rispetto per tutti, ma Conte, Di Maio, Salvini, la Meloni, Berlusconi, nessuno di questi è Mario Draghi…

Se sprechiamo questa possibilità siamo semplicemente dei fessi… se sprechiamo questa possibilità, nessuno dei parlamentari attuali merita di essere rieletto.