Aviva plc (AV.) è una compagnia di assicurazioni globale con sede a Londra. Serve circa 31 milioni di clienti in tutto il mondo e offre un’ampia gamma di prodotti assicurativi, di risparmio e di investimento. Aviva è il più grande assicuratore del Regno Unito e uno dei principali fornitori di assicurazioni vita e generali d’Europa. Ad aprile 2018, aveva una capitalizzazione di mercato di circa 20 miliardi di sterline, che la collocava nella top 30 dell’indice FTSE 100.
Aviva plc è una delle numerose società sotto l’ombrello del Gruppo Aviva. Un’altra è Aviva Investors, l’attività di gestione patrimoniale del Gruppo Aviva. Gestisce 290 miliardi di sterline di attività per Aviva e per altri investitori, dalle grandi società e dai piani pensionistici ai clienti individuali. Aviva Health UK, anch’essa parte del Gruppo Aviva, è un’assicurazione sanitaria privata.
Chi sono le persone chiave di Aviva?
Sir Adrian Montague è Presidente di Aviva dall’aprile 2015 e vanta un’esperienza decennale nel settore dei servizi finanziari. Mark Wilson, cittadino neozelandese, è amministratore delegato del Gruppo e membro della Business and Sustainable Development Commission. Thomas Stoddard è Chief Financial Officer e Andy Briggs è Chief Executive Officer, UK Insurance.
Qual è la storia moderna di Aviva?
Il marchio Aviva è stato lanciato nel luglio 2002: è una parola inventata che deriva da “viva”, ed è stata concepita per essere breve, memorabile e utilizzabile a livello internazionale. Il gruppo è stato fondato due anni prima attraverso la fusione di CGU e Norwich Union nel 2000. La CGU stessa è stata il prodotto della fusione del 1998 tra Commercial Union e General Accident.
Tra le importanti acquisizioni di Aviva si segnalano l’operazione di recupero di RAC plc nel 2005 e la società statunitense di servizi finanziari AmerUs Group nel 2006. RAC plc è stata venduta al Gruppo Carlyle nel 2011 e Aviva ha ceduto le sue attività nel settore della salute sul lavoro a Capita nel 2012. Un altro importante sviluppo è avvenuto nel 2015 con l’acquisizione di Friends Life Group da parte di Friends Life Group per un valore di 5,6 miliardi di sterline.
Quali sono gli ultimi sviluppi di Aviva?
Nel 2017 Aviva ha incrementato i suoi profitti, i dividendi, il capitale e la liquidità. L’utile operativo è aumentato del 2% a 3,07 miliardi di sterline; l’utile operativo per azione è salito del 7% a 54,8p; e il dividendo dell’intero anno è aumentato del 18%, il quarto anno consecutivo di crescita a due cifre. Il valore delle nuove attività è salito del 25% a 1,24 miliardi di sterline.
Per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2019, i ricavi di Aviva plc sono passati da 17,63 miliardi di sterline a 70,27 miliardi di sterline. Il reddito netto applicabile agli azionisti ordinari è aumentato del 65% a £ 2,5 Mld.
Da un minimo di 363p a 3 anni nel luglio 2016, il prezzo dell’azione Aviva è salito costantemente fino a metà del 2017, raggiungendo un massimo di 542p nel maggio dello stesso anno. La seconda metà del 2017 ha visto le azioni scendere nuovamente a circa 500p, dove sono rimaste all’inizio del 2018. La chiusura del 2018 è registrata a poco meno di 400p, dove è rimasto per tutto il 2019, tra i 350 e i 500p.
A causa del Covid-19 a marzo del 2020 il valore delle azioni di Aviva è scesa fino a circa 227p, creando un’ottima occasione di acquisto.
Dove opera Aviva?
Aviva ha unità operative in 16 mercati in tutto il mondo. Queste si trovano nel Regno Unito, in Europa (Francia, Italia e Polonia), in Asia (compresa Cina, India e Vietnam) e in Canada. Nel Regno Unito, Aviva ha sedi a Londra, Dorking, Eastleigh, Bristol, Norwich, Sheffield, York, Perth e Bishopbriggs.
Dove viene scambiata Aviva?
Aviva è quotata alla Borsa di Londra (LSE). La società è membro di una serie di indici come il FTSE 100, FTSE4Good, Dow Jones Sustainability Index e altri.
Abbiamo visto alcune nazioni della Comunità Europea, come Spagna, Francia e Germania, ora usciamo dalla UE e andiamo ad analizzare le 50 aziende quotate più grandi in Gran Bretagna.
Un’area che è ancora alle prese con la Brexit e, in modo particolare, con la comprensione degli effetti dell’uscita dalla Comunità Europea, che vuole tornare a essere protagonista mondiale e riprendersi lo scettro di capitale mondiale della finanza, andata negli ultimi anni agli Stati Uniti.
Abbiamo già visto il FTSE 100 e, a differenza di quanto detto per le altre nazioni, possiamo affermare che il paniere dei 100 titoli migliori dell’UK contiene praticamente tutti i seguenti.
Anche in questo caso abbiamo convertito la moneta locale, cioè la sterlina (GBP), in dollari per il calcolo della capitalizzazione, ciò per poter poi uniformare la lista e fare un’unica classifica che prenda aziende dagli Stati Uniti, dall’Europa, dalla Svizzera e, appunto, dal Regno Unito.
Azienda / Azione
MarketCap (milioni di $)
Settore / Core business
Unilever LON: ULVR
$ 153.281
Prodotti personali
Astrazeneca LON: AZN
$ 139.904
Farmaceutici
Hsbc Holdings LON: HSBA
$ 126.602
Banche
Diageo LON: DGE
$ 104.903
Distillati e vini
GlaxoSmithKline LON: GSK
$ 92.581
Farmaceutici
British American Tobacco LON: BATS
$ 84.788
Tabacco
BP LON: BP
$ 84.670
Energetici
Reckitt Benckiser Group LON: RKT
$ 63.553
Prodotti personali
London Stock Exchange LON: LSEG
$ 56.907
Borse / Scambio valori
Prudential LON: PRU
$ 55.163
Assicurativo
Glencore LON: GLEN
$ 54.004
Carbone
Vodafone Group LON: VOD
$ 53.063
Telecomunicazioni
Anglo American LON: AAL
$ 52.534
Minerali
Relx LON: REL
$ 50.024
Servizi di informazione professionale
National Grid LON: NG
$ 44.664
Energetici
Lloyds Banking Group LON: LLOY
$ 44.528
Banche
Barclays LON: BARC
$ 41.159
Banche
Compass Group LON: CPG
$ 38.748
Ristoranti e Bar
Experian LON: EXPN
$ 35.230
Finanziario
Rio Tinto LON: RIO
$ 34.576
Minerali
Natwest Group LON: NWG
$ 31.395
Banche
Ashtead Group LON: AHT
$ 28.649
Attrezzature commerciali
Ferguson LON: FERG
$ 28.142
Attrezzi per le costruzioni
Antofagasta LON: ANTO
$ 25.405
Minerali
Associated British Foods LON: ABF
$ 25.187
Food
Scottish Mortgage Investment Trust LON: SMT
$ 24.724
Finanziario
Tesco LON: TSCO
$ 23.461
Supermercati
Bae Systems LON: BA
$ 22.526
Aerospazio e difesa
BT Group LON: BT.A
$ 22.428
Telecomunicazioni
Standard Chartered LON: STAN
$ 22.344
Banche
Legal & General LON: LGEN
$ 22.325
Servizi di investimento
Aviva LON: AV
$ 21.718
Assicurativo
Ocado Group LON: OCDO
$ 21.408
Tech
Scottish and Southern Energy LON: SSE
$ 20.998
Energetici
Imperial Brands LON: IMB
$ 19.526
Tabacco
Smith & Nephew LON: SN
$ 19.043
Sistemi medici
3I Group LON: III
$ 17.050
Servizi di investimento & Fund Operators
Segro LON: SGRO
$ 16.547
REITs
WPP LON: WPP
$ 16.257
Advertising & Marketing
Aveva Group LON: AVV
$ 14.457
Tech
Next LON: NXT
$ 14.329
Rivenditori
International Consolidated Airlines LON: IAG
$ 13.925
Aerei
Persimmon LON: PSN
$ 13.801
Costruttore residenziali
Entain LON: ENT
$ 13.679
Casino & Gaming
Intertek LON: ITRK
$ 13.671
Certificazioni
Le 50 aziende quotate, con relative azioni, più grandi in Gran Bretagna
Notiamo subito come (quasi tutte) le aziende di questa lista non solo soltanto britanniche, l’esempio ce lo forniscono già le prime righe, con Unilever che è anglo-olandese, Astrazeneca è Anglo-Svedese, ma gli esempi sono molteplici, come la Anglo America piuttosto che la RIO Tinto.
Naturalmente, essendo ordinate per capitalizzazione, la variazione dei prezzi delle azioni farà variare di conseguenza anche questa classifica.
Oggi è il grande giorno di Deliveroo, sbarcato in borsa nel Regno Unito e partito con un crollo sull’LSE. Non capita spesso di vedere un tracollo del 30% alla prima giornata di contrattazioni, soprattutto se l’azienda e l’IPO sono così importanti come nel caso dell’azienda di Take Away.
Eppure i segnali c’erano già tutti, con i grandi fondi che ieri si registravano in fuga, il prezzo iniziale fissato nella parte bassa della forchetta (da 3,9 a 6,6 GBP), una raccolta che aveva come obiettivo 8,8 miliardi di sterline e che è stato ridimensionato nei giorni scorsi fino a 7,6 miliardi.
Il prezzo di collocamento stamane partiva da 390 pence (3,9 GBP) e durante la prima giornata è arrivato a 271 pence, con una perdita teorica del 30,51%.
A pesare è stata l’assenza all’asta dei fondi Legal & General Investment Management, M&G Investments, Aberdeen Standard Investments e Aviva Investors, i più grandi della Gran Bretagna che hanno bellamente snobbato questa IPO.
A pesare sui giudizi pare essere il modello di business di Deliveroo che presto potrebbe diventare poco sostenibile, a causa delle sentenze che obbligano le aziende ad assumere i rider (al di là delle questioni etiche). Inoltre c’è stata una novità per il mercato azionario britannico, cioè la divisione tra classe A e classe B delle azioni, con le classe A che hanno diritti di voto x20 e riservate al fondatore della piattaforma, Will Shu, che con il 6,3% delle quote controlla il 57,5% dei voti per i primi 3 anni, passati i quali tutte le azioni di Classe B verranno convertite in Classe A e quindi i diritti di voto si uniformeranno.
Novità poco usata nel Regno Unito (molto invece in USA) e che probabilmente è piaciuta poco agli investitori istituzionali britannici.
Suddivisione delle azioni che è stata autorizzata dalle autorità britanniche giusto un giorno prima dell’annuncio di IPO di Deliveroo, con una serie di deroghe, valevoli da questo mese in avanti, utilizzate per poter far diventare la borsa inglese come attrattore per le start-up. In periodi post-Brexit, la Gran Bretagna prova qualsiasi strada per riuscire ad attrarre capitali e queste deroghe vanno proprio in quella direzione, peccato che gli investitori pare non le abbiano viste di buon grado.
Non lo manda certo a dire Legal & General Investment Management, che comunica:
ci aspettiamo che Deliveroo non sarà quotato sugli indici principali, a causa della attuale struttura della classe di azioni. Per una questione di principio, continuiamo a fare pressione su Financial Conduct Authority sulla questione “un’azione, un voto” e abbiamo fortemente raccomandato che le imprese con un sistema di diritto al voto diseguale non vengano incluse negli indici principali. È importante proteggere le minoranze e gli investitori finali da un management scadente, che potrebbe causare una evitabile perdita di valore e di investitori
Legal & General Investment Management su IPO Deliveroo
Aberdeen Standard Investments sintetizza tutte le paure dei fondi:
Abbiamo deciso di non partecipare all’IPO di Deliveroo perché nutriamo forti dubbi sulla sostenibilità del modello di business della società, non soltanto a livello di trattamento dei lavoratori, ma anche in relazione alla governance aziendale in senso più ampio.
Andrew Millington di Aberdeen Standard Investments
Tipicamente, quando si sente parlare di settore finanziario, la mente corre velocemente agli istituti di credito. Anche se le banche sono la fetta più grande della torta, ci sono comunque varie società che possono definirsi finanziarie anche se non sono istituti bancari.
Le categorie principali del settore delle finanze può essere racchiuso in queste poche categorie:
Banche: come detto, le azioni delle banche sono quelle con la fetta più grande, le più conosciute e le più vicine alla popolazione media. Chi non conosce, per esempio, Unicredit, una delle più grandi europee, come Intesa Sanpaolo oppure le banche più piccole o ex grandi, come MPS? Eppure in questa categoria rientrano anche banche che non si rivolgono tipicamente al mercato retail, come per esempio la merchant Mediobanca o istituti rivolte principalmente al settore commerciale.
Assicurazioni: benché in Italia il settore assicurativo è stato assediato da insurance straniere, come Admiral, DirectLine, Axa, ecc, le assicurazioni sono una parte fondamentale della nostra vita. Ovviamente anche in Italia abbiamo dei campioni, come per esempio Generali, Cattolica e sempre più spesso le banche aprono e presidiano un ramo assicurativo. Proprio questa mancata divisione netta tra banche e assicurazioni fa sì che la nostra percezione sia più ristretta, rilegando le assicurazioni soprattutto al ramo RC Auto.
Servizi finanziari: esistono quindi delle aziende che si occupano di investimenti e di servizi finanziari, senza essere banche o assicurazioni. In Italia abbiamo Azimut e qualche centinaio di grosse SGR. Inoltre esistono delle società che si occupano di servizi, come per esempio può essere Euronext francese, l’agenzia di rating S&P Global o Reuters.
Fintech: sono le ultime arrivate ma promettono di stravolgere il mercato in modo netto e definitivo. La tecnologia, applicata alla finanza, che prende appunto il nome di “fintech”, sta mettendo in campo una serie di titoli azionari che sfruttano la tecnologia per creare nuove soluzioni per il settore finanziario. Giusto per fare qualche nome: Mastercard, PayPal, Square o anche semplicemente, rimanendo sul mercato italiano, FinecoBank, che benché sia una banca a tutti gli effetti ha forti connotati tecnologici.
Blockchain: ancora molto poco usata, ma la blockchain potrebbe diventare la tecnologia del futuro per lo scambio di informazioni finanziare. Esistono già delle aziende, ma non ci sono ancora colossi mondiali.
Elenco delle aziende del settore finanziario
In questo capitolo facciamo un breve elenco (poiché parliamo di migliaia di aziende) che fanno parte del settore finanziario.
Nazione
Settore
Admiral Group LON: ADM
Regno Unito
Assicurazioni
Allianz ETR: ALV
Germania
Assicurazioni
American Express NYSE: AXP
USA
FinTech
Amundi EPA: AMUN
Francia
Servizi finanziari
Aon NYSE: AON
Regno Unito
Servizi finanziari
Assicurazioni Generali BIT: G
Italia
Assicurazioni
AXA EPA: CS
Francia
Assicurazioni
Aviva plc LON: AV
Regno Unito
Assicurazioni
Azimut Holding BIT: AZM
Italia
Servizi finanziari
Banco Bilbao Vizcaya Argentaria BME: BBVA
Spagna
Banca
Barclays LON: BARC
Regno Unito
Banca
Berkshire Hathaway Inc NYSE: BRK.A
USA
Servizi finanziari
BlackRock NYSE: BLK
USA
Servizi finanziari
BNP Paribas EPA: BNP
Francia
Banca
Citigroup Inc NYSE: C
USA
Banca
CNP Assurances EPA: CNP
Francia
Assicurazioni
Crédit Agricole EPA: ACA
Francia
Banca
Credit Suisse SWX: CSGN
Svizzera
Banca
Deutsche Bank ETR: DBK
Germania
Banca
Deutsche Börse ETR: DB1
Germania
Servizi finanziari
FinecoBank BIT: FBK
Italia
Banca
Goldman Sachs Group Inc NYSE: GS
USA
Banca
Gruppo MutuiOnline BIT: MOL
Italia
FinTech
Gruppo Santander BME: SAN
Spagna
Banca
HSBC Holdings plc LON: HSBA
Regno Unito
Banca
ING Groep AMS: INGA
Olanda
Banca
Intesa Sanpaolo BIT: ISP
Italia
Banca
JPMorgan Chase & Co. NYSE: JPM
USA
Banca
Lloyds Banking Group PLC LON: LLOY
Regno Unito
Banca
London Stock Exchange Group LON: LSE
Regno Unito
Servizi finanziari
MasterCard NYSE: MA
USA
FinTech
Mediobanca BIT: MB
Italia
Banca
Morgan Stanley NYSE: MS
USA
Banca
Morningstar Inc. NASDAQ: MORN
USA
Servizi finanziari
Munich Re ETR: MUV2
Germania
Assicurazioni
Nasdaq NASDAQ: NDAQ
USA
Servizi finanziari
Nexi BIT: NEXI
Italia
FinTech
PayPal NASDAQ: PYPL
USA
FinTech
Poste italiane BIT: PST
Italia
Servizi finanziari
Royal Bank of Canada TSE: RY
Canada
Banca
Square, Inc. NYSE: SQ
USA
FinTech
Société générale EPA: GLE
Francia
Servizi finanziari
UBS SWX: UBSG
Svizzera
Banca
UniCredit BIT: UCG
Italia
Banca
UnipolSai BIT: US
Italia
Assicurazioni
Visa NYSE: V
USA
FinTech
Wells Fargo & Co NYSE: WFC
USA
Servizi finanziari
Zurich Insurance Group SWX: ZURN
Svizzera
Assicurazioni
Metriche importanti per l’analisi dei titoli finanziari
Le metriche non sono molto differenti rispetto agli investimenti in Istituti di credito; questi includono, oltre all’ovvio rapporto prezzo/utile (P/E), anche altre metriche da tenere ben in mente:
Return on Assets (ROA) e Return on Equity (ROE): si tratta delle metriche più utilizzate per valutare la redditività delle aziende del settore finanziario. Rappresentano, rispettivamente, i profitti annualizzati in rapporto alle attività e al patrimonio netto. Il benchmark del settore è per un ROA dell’1% e un ROE del 8%.
Margine di interesse netto: una metrica che si applica in particolar modo alle banche e rappresenta la differenza tra gli interessi incassati per l’attività di prestito e gli interessi pagati per l’attività di raccolta.
Rapporto di efficienza: per incassare 100 euro quanto spende l’azienda? Se spendesse 75 euro avremmo un rapporto di efficienza del 75%. Ovviamente più basso e meglio è.
Price-to-book (P/B): nella valutazione dei titoli finanziari, il rapporto prezzo/patrimonio (P/B), può essere utile quanto il rapporto P/E. Il P/B è il prezzo delle azioni di una società, diviso per il suo valore patrimoniale netto.
Rapporto combinato: più per le società assicurative che per quelle bancarie; il rapporto combinato è la somma di spesa per il pagamento dei sinistri (loss ratio) e per le spese aziendali (expense ratio). Naturalmente il combined ratio deve essere inferiore al 100% poiché, altrimenti, porterebbe la società a chiudere i conti in negativo.
Margine di investimento: Sempre di vitale importanza per le assicurazioni, le quali, oltre a trarre profitto dalle polizze di sottoscrizione, guadagnano anche investendo i premi raccolti in attesa di pagare i premi per i sinistri assicurativi. Questo è importante, poiché il reddito da investimenti è spesso la fonte primaria dei profitti di una compagnia di assicurazione.
Investire a lungo termine
Quando si valuta un’azione del settore finanziario è importante comprendere l’arco temporale nel quale tale azione potrà restituire buoni risultati.
In particolar modo, il settore in questione, ha andamenti lenti che modificano il prezzo dell’azione nell’arco di vari anni, quindi è fondamentale mettersi nell’ottica di investire per mantenere in portafoglio tale azione.
Esistono troppe variabili in grado di modificare il valore azionario nel breve periodo, comprese le crisi economiche, quindi è importante tenere ben in mente che il capitale potrebbe essere bloccato per vari mesi se non anni.
Tuttavia, se si dispone di un orizzonte temporale di investimento di cinque anni o più, potrebbe essere una mossa intelligente aggiungere al proprio portafoglio alcuni titoli finanziari. In particolar modo per le ricche cedole che questo settore è in grado di pagare.
Ci siamo, il momento della verità oramai è molto vicino; in questo week end dovrà essere raggiunto un accordo per la separazione tra il Regno Unito e l’Unione Europea.
Qualora questo accordo non venisse raggiunto, e quindi fossimo nella condizione di no deal, o hard brexit, i guai sarebbero solo all’inizio.
L’ammonizione arriva soprattutto da Morgan Stanley, secondo i loro calcoli, infatti, in caso di addio senza un accordo il FTSE 250 potrebbe arrivare a perdere tra il 6 e il 10%.
MS mette in risalto soprattutto come potrebbero essere le banche le più colpite, ma anche le azioni assicurative e immobiliari.
Questo quanto detto da Morgan Stanley:
Un esito senza accordo della Brexit rappresenterebbe una sorpresa inaspettata per i mercati, tuttavia l’impatto negativo sarebbe attenuato da una prospettiva globale altrimenti positiva
Morgan Stanley su Hard Brexit
Aggiungiamo noi che oltre a queste categorie sottolineate da MS ci sono anche tutte quelle compagnie con sede in UK ma che fanno affari fuori dal Regno Unito, come per esempio le compagnie aeree, per il semplice motivo che in caso di no deal crollerebbe anche la sterlina (che sta già mostrando segni di sofferenza) impattando sui conti delle società che fanno bilanci con la moneta della corona.
A che punto siamo con gli accordi per la Brexit
Il tempo stringe e quel 31 dicembre, che è la deadline ultima per trovare un accordo, si sta velocemente avvicinando.
Qualora questa domenica non si trovasse un reale accordo lunedì in borsa potrebbero vedersi i primi risultati.
C’è ancora un po’ di tempo, 15 giorni che però potrebbero non essere sufficienti poiché, secondo quanto detto dal Premier britannico Boris Johnson e dalla presidente della Presidente della Commissione Europea, Von der Leyen, dobbiamo prepararci ad affrontare un no deal.
Un funzionario UE spiegava come:
La situazione è difficile. Rimangono molti ostacoli […] la probabilità di uno scenario ‘no deal’ è più alta delle probabilità di un accordo
Sono ancora tanti, troppi, i punti da sistemare.
Si potrebbe andare a oltranza, spostando la data a giugno 2021, ma è una possibilità di cui ancora nemmeno si parla, ma probabilmente è presa in considerazione da tutti i protagonisti dell’accordo.
Quali azioni del Regno Unito saranno più colpiti
Facciamo una breve lista delle azioni del Regno Unito che, in caso di hard brexit, potrebbero subire delle perdite.
Settore
Admiral Group
Assicurativo
Aston Martin Lagonda
Automobilistico
Aviva
Assicurativo
Barclays
Bancario
Direct Line Insurance
Assicurativo
Easyjet
Aereo
GlaxoSmithKline
Farmaceutico
HSBC Holdings
Bancario
Lloyds Banking Group
Bancario
London Stock Exchange Group
Borse
Wizz Air Holdings
Aereo
Impatto per le società europee con l’hard brexit
Ma il no deal impatterà certamente anche delle società europee che fatturano una buona fetta del loro business in UK.
Tra queste per esempio ci sono i marchi automobilistici, il mercato agroalimentare e (anche) il mercato dei trasporti.
Questo è il caso, per esempio, della Volkswagen che realizza il 5% del suo fatturato nel Regno Unito, stesso dicasi della BMW oppure di RyanAir che, benché sia un’azienda irlandese, con sede principale a Dublino, ha la più importante base operativa presso l’Aeroporto di Londra-Stansted.
I titoli assicurativi dovrebbero trovarsi nel portafoglio di qualsiasi investitore. Ciò perché è un business remunerativo, con prospettive di lungo periodo ed è anticiclico, quindi funziona bene sia in momenti di crisi che in momenti economicamente esplosivi.
Giusto per fare un esempio: durante questa crisi dovuta al Covid la maggior parte delle assicurazioni, soprattutto sui rami RC auto, ha tirato i remi in barca, con meno incidenti e quindi meno indennizzi da pagare. Inoltre si è aperta una nuova linea di business, grazie alle assicurazioni per interruzione delle attività commerciale. Evento certamente raro, nel quale ci troviamo al momento ma che, statisticamente parlando, messo il Covid alle spalle, difficilmente capiterà di nuovo.
In questo articolo faremo una paronimica di come funziona il business insurance, andremo a vedere concetti fondamentali e consiglieremo qualche azione da non far sfuggire.
Come guadagnano le compagnie assicurative
Quando ci si trova davanti a un’azione, ogni investitore dovrebbe avere ben in mente quali sono le linee di business (o almeno il core business) di quell’azienda.
Il business assicurativo da questo punto di vista è molto semplice: i premi incassati per l’apertura delle polizze devono superare le spese per amministrative e gestionali, oltre a quelle legate ai risarcimenti.
Semplificando, e di molto, un’assicurazione che:
incassa 100 dai premi
paga 40 per dipendenti e gestione
40 per indennizzi sui danni
sarà andata in utile di 20. Questo utile è il profitto di sottoscrizione.
Ma questa è una visione parziale e molte assicurazioni si accontentano anche di andare in pareggio con il profitto di sottoscrizione.
Il secondo modo per guadagnare, per un’assicurazione, è attraverso gli investimenti. Infatti, quando prendono soldi per la sottoscrizione delle polizze, non lasciano fermo il denaro, piuttosto lo investono così da avere maggiori introiti, prima di pagare eventuali sinistri. Questo denaro viene denominato galleggiante e le assicurazioni, sapendo di poter avere necessità di questi soldi, investe in asset sicuri, come obbligazioni di grosse corporate o altri investimenti in grado di remunerare il denaro.
Un ulteriore modo per massimizzare i guadagni è quello di distribuire il rischio. Infatti esistono delle assicurazioni che hanno il compito di fare da riassicuratori, cioè un’assicurazione che ha incassato i premi acquista delle polizze che, qualora ci fossero incidenti, pagano i sinistri. Così facendo viene suddiviso l’incasso ma viene anche suddiviso il rischio di indennizzi tra varie aziende.
Naturalmente, anche le riassicurazioni, incassano i premi e pagano gli indennizzi, la differenza rispetto alle assicurazioni classiche sono i clienti, non più i consumer o le aziende ma altre assicurazioni.
Come valutare un’assicurazione
Ovviamente tutte le assicurazioni hanno le stesse metriche classiche usate per le analisi fondamentali. Il ROE, il margine netto e qualsiasi altro parametro deve essere considerato.
Tuttavia questo mercato ha delle metriche proprie che devono assolutamente essere valutate:
Rapporto sinistri/perdite: è la percentuale dei premi di un assicuratore pagati come sinistri. Ad esempio, se un assicuratore incassa 100 milioni di euro di premi e paga 70 milioni di euro per i sinistri, l’assicuratore ha un loss ratio del 70%.
Rapporto costi/benefici: è la percentuale dei premi che un assicuratore spende per gestire la propria attività. Ad esempio, le spese potrebbero includere gli stipendi dei dipendenti e le attrezzature d’ufficio. Lo stesso assicuratore che incassa 100 milioni di euro di premi e spende 20 milioni di euro ha un indice di spesa del 20%.
Rapporto combinato: è la combinazione dell’indice di sinistralità e dell’indice di spesa. Un assicuratore con 100 milioni di euro di premi e 90 milioni di euro di perdite e spese, ha un combined ratio del 90%. Un combined ratio inferiore al 100% mostra un utile di sottoscrizione ed è un segno di buona gestione del rischio.
Tipi di assicuratori
Come abbiamo già visto, le compagnie di assicurazione possono essere suddivise in sottocategorie o in funzioni, qui un breve elenco di ciò che le assicurazioni fanno:
Proprietà e infortuni: gli assicuratori Property and casualty (P&C) stipulano polizze assicurative che coprono i danni alle proprietà e forniscono una protezione di responsabilità civile.
L’assicurazione auto e quella per i proprietari di abitazione sono due forme molto comuni che avrete già sentito nominare.
Assicurazione Vita: fornisce denaro a un beneficiario designato al momento del decesso dell’assicurato. Si tratta di una forma altrettanto comune e tipicamente un utente la sottoscrive quando accende un mutuo. L’assicurazione sulla vita tutela i propri cari ai quali viene lasciato l’immobile gravato da pesi.
Ma chiunque può anche assicurarsi sulla vita per il semplice motivo di lasciare ai propri cari un tesoretto in caso di dipartita prematura.
Assicurazione salute: l’assicurazione sanitaria aiuta a coprire le spese sanitarie dell’assicurato.
Tipicamente queste assicurazioni coprono ricoveri e indennizzano sulla perdita di capacità di poter lavorare per un individuo.
In questa categoria rientrano varie sottocategorie: odontoiatrica, salute totale, ricoveri, infortuni, ecc.
Assicurazioni particolari, note anche come excess and surplus (E&S), comprendono tutto ciò che non può essere coperto da una compagnia assicurativa standard.
Ciò include situazioni difficili da valutare e può includere anche versioni ad alto rischio degli altri tipi di assicurazione. Ad esempio, l’assicurazione per chiusura delle attività a causa del Covid, di cui abbiamo parlato in apertura, rientra tra le assicurazioni E&S.
Riassicurazione: come abbiamo già visto si tratta di un’assicurazione per le compagnie di assicurazione, quindi di un modo per suddividere il rischio di pagamento. Giusto per fare un esempio: un’assicurazione che incassa un premio per perdita della casa a causa di un terremoto e che ha fatto sottoscrivere molte polizze in un’area a rischio potrebbe “cartolizzare” queste polizze e riassicurarsi. Così facendo una parte del premio viene certamente persa, ma in caso di catastrofi tali per cui si debba pagare un’intera città la società assicurativa non affronterà i costi da sola.
Le migliori azioni delle assicurazioni
Come al solito facciamo una breve lista non esaustiva delle principali assicurazioni mondiali.
Assicurazione
Ticker
Nazione
Capitalizzazione
Admiral
LON:ADM
Regno Unito
8,55 mlrd £
Aegon
AMS:AGN
Olanda
6,76 mlrd €
Ageas
EBR:AGS
Belgio
8,19 mlrd €
Aflac
NYSE:AFL
USA
32 mlrd $
AIG
NYSE:AIG
USA
34 mlrd $
Allianz
ETR:ALV
Germania
82 mlrd €
Allstate Corp
NYSE:ALL
USA
32 mlrd $
AON
NYSE:AON
Regno Unito
48 mlrd $
ASR Nederland
AMS:ASRNL
Olanda
4,5 mlrd €
Assicurazioni Generali
BIT:G
Italia
23 mlrd €
Assurant
NYSE:AIZ
USA
7,77 mlrd $
Athene Holding
NYSE:ATH
USA
8,76 mlrd $
AXA
EPA:CS
Francia
48 mlrd €
Aviva
LON:AV
Regno Unito
13 mlrd £
Beazley Group
LON:BEZ
Regno Unito
2,29 mlrd £
Cattolica Assicurazioni
BIT:CASS
Italia
879 mln €
Chubb Corp – ACE Limited
NYSE:CB
USA
69 mlrd $
CNP Assurances
EPA:CNP
Francia
9,29 mlrd €
Coface
EPA:COFA
Francia
1,32 mlrd €
Direct Line Group
LON:DLG
Regno Unito
4,15 mlrd £
Everest Re Group
NYSE:RE
USA
9,29 mlrd $
Helvetia Insurance
SWX:HELN
Svizzera
4,81 mlrd CHF
Hiscox
LON:HSX
Regno Unito
3,64 mlrd £
Investors Title Company
NASDAQ:ITIC
USA
302 mlrd $
Legal & General
LON:LGEN
Regno Unito
16 mlrd £
Markel Corporation
NYSE:MKL
USA
13 mlrd $
MetLife
NYSE:MET
USA
43 mlrd $
Munich Re
ETR:MUV2
Germania
34 mlrd €
Poste Italiane
BIT:PST
Italia
11,13 mlrd €
Powszechny Zakład Ubezp.
WSE:PZU
Polonia
22,88 mlrd €
Progressive Corporation
NYSE:PGR
USA
51,71 mlrd $
Prudential Financial
NYSE:PRU
USA
31 mlrd $
RLI Corp
NYSE:RLI
USA
4,41 mlrd $
RSA Insurance Group
LON:RSA
Regno Unito
7 mlrd £
Sampo
HEL:SAMPO
Finlandia
20 mlrd €
Scor
EPA:SCR
Francia
5,33 mlrd €
Storebrand
OSL:STB
Norvegia
29 mlrd NOK
Swiss Life Holding
SWX:SLHN
Svizzera
13 mlrd CHF
Swiss Re
SWX:SREN
Svizzera
26 mlrd CHF
The Hanover Insurance Group
NYSE:THG
USA
4,24 mlrd $
The Travelers Companies
NYSE:TRV
USA
34 mlrd $
Topdanmark
CPH:TOP
Danimarca
24 mlrd €
Tryg
CPH:TRYG
Danimarca
53 mlrd €
UnitedHealth Group
NYSE:UNH
USA
330 mlrd $
UnipolSai
BIT:US
Italia
6,27 mlrd €
Unum
NYSE:UNM
USA
4,77 mlrd $
Zurich Insurance Group
SWX:ZURN
Svizzera
54 mlrd CHF
Lista delle società di assicurazione
Assicurazioni resistenti alle crisi e con buona reddita
Si tratta di un business molto redditizio, come abbiamo avuto modo di vedere, le assicurazioni incassano dei soldi che tratterranno fino a quando un sinistro non richieda di essere pagato. Non è detto nemmeno che il sinistro sarà mai pagato (ovviamente nella legge dei grandi numeri ci sarà sempre una parte di sinistri da pagare).
Nel mentre, aspettando il sinistro, l’assicurazione investe il denaro incassato facendo ulteriori profitti.
Tra i maggiori estimatori delle assicurazioni c’è anche un volto noto come Warren Buffett, che ha la spina dorsale della sua Berkshire Hathaway che poggia proprio sulle assicurazioni.
Inoltre le assicurazioni, come abbiamo già detto in apertura, sono resistenti alle recessioni. Anche durante una pandemia la gente ha bisogno di assicurare il proprio veicolo, e spesso le catastrofi sono il modo migliore per attrarre nuovi clienti.
Quanti si sono assicurati contro i terremoti dopo le catastrofi naturali del centro Italia degli ultimi anni? Quanti si assicureranno contro l’interruzione delle attività durante questa pandemia mondiale?
Società di Gestione del Risparmio (SGR), sono in pratica delle aziende che gestiscono, per conto di altri, dei capitali attraverso dei fondi comuni di investimento.
In Italia, per creare una SGR, basta un capitale minimo di 1 milione, appare chiaro quindi del perché, solo nel Bel Paese, ci siano oltre un centinaio di aziende che sono perlopiù collegate a banche, assicurazioni o fondazioni.
Per poter aprire in Italia, una società di gestione patrimoniale deve ricevere una specifica autorizzazione da parte della Banca d’Italia.
Lista di Società di Gestione del Risparmio
Come abbiamo già visto sono oltre 100 le aziende legate al risparmio gestito che lavorano in Italia, ognuna ha dei portafogli più o meno grandi.
AB Global
Aberdeen Asset Management
AcomeA
Adepa Italia SRL
Agora Investments SGR S.p.A.
Algebris Investments
Alicanto Capital Sgr S.p.A.
Alken Asset Management
Allianz Global Investor GmbH
Ambrosetti Asset Management SIM S.p.A.
AMUNDI SGR SpA
ANIMA SGR SpA
ARCA SGR SpA
Aristea SICAr
Aviva Investors Luxembourg SA
AXA Investment Managers
AZIMUT CONSULENZA SIM
BANCOPOSTA FONDI SGR SpA
BANOR SIM SpA
BCC RISPARMIO & PREVIDENZA S.G.R.P.A
BlackRock Global Funds
BNP Paribas Investment PARTNERS SGR SpA
BNY MELLON INVESTMENT MANAGEMENT EMEA LTD
CA Indosuez Wealth (Europe), Italy Branch
Camperio SIM
CANDRIAM
CAPITAL GROUP
CARMIGNAC
Christian Brothers Inv Srvc Inc
COLUMBIA THREADNEEDLE INVESTMENTS
CONSULTINVEST ASSET MANAGEMENT SGR SpA
Credit Suisse Asset Management
DIAMAN Sicav
DNCA FINANCE
DWS
E.I. Sturdza Strategic Management Ltd
Eaton Vance Advisers (Ireland) Limited
EDMOND DE ROTHSCHILD (FRANCE) SUCCURSALE ITALIANA
EFG Asset Management
EGI Funds Ltd
ERSEL ASSET MANAGEMENT SGR SpA
Erste Group Bank AG
ETF Securities
ETHENEA INDEPENDENT INVESTORS S.A
ETICA SGR
Eurizon Capital SGR S.p.A.
EUROMOBILIARE ASSET MANAGEMENT SGR
FIDELITY INTERNATIONAL
FINANCIÈRE DE L’ECHIQUIER
Fineco Asset Management
FRANKLIN TEMPLETON INVESTMENTS
FundPartner Solutions (Europe) S.A.
GAM (ITALIA) SGR S.P.A
GENERALI INVESTMENTS EUROPE S.P.A
GOLDMAN SACHS ASSET MANAGEMENT
Hedge Invest
HSBC GLOBAL ASSET MANAGEMENT
Insight Investment Mgmt Ltd
INVESCO ASSET MANAGEMENT SA
Invest Italy Sim S.p.A.
INVESTEC AM BECOMING NINETY ONE
INVESTIRE SGR SpA
Investitori SGR S.p.A.
Janus Henderson
JCI Capital
JPMORGAN ASSET MANAGEMENT (EUROPE) S.A.R.L.
Kairos SGR
Kames Capital
KBC Asset Management SA
La Française
LEGG MASON INVESTMENTS
LEMANIK SICAV
LOMBARD ODIER ASSET MANAGEMENT
Lyxor
MDO Management Company Sa
Mediolanum International Funds Ltd
Mirabaud A.M.
MORGAN STANLEY INVESTMENT MANAGEMENT
MUZINICH & CO., LTD.
NATIXIS GLOBAL ASSET MANAGEMENT
NEUBERGER BERMAN EUROPE LIMITED
New Millennium
Nextam Partners SIM S.p.A.
NN INVESTMENT PARTNERS ASSET MANAGEMENT BV – ITALIAN BRANCH
Oaktree Capital Group, LLC
ODDO MERITEN
Old Mutual Global Investors
Open Capital Partners SGRpA
OSSIAM
PensPlan Invest Sgr
Pharus Management Lux S.A.
PIONEER INVESTMENTS
POLIS FONDI SGR SpA
RAIFFEISEN CAPITAL MANAGEMENT
Robeco Luxembourg SA
ROTHSCHILD & CIE GESTION
RUSSELL INVESTMENTS
SCHRODERS ITALY SIM S.P.A.
SELECTRA Investments Sicav
Selectra Management Company
Societe Generale – Corporate & Investment Banking
STATE STREET GLOBAL ADVISORS
Swan Asset Management SA
Swisscanto Asset Management Int. S.A.
SYMPHONIA SGR
SYZ Asset Management
Tendercapital Ltd
UBI PRAMERICA SGR
UBS ASSET MANAGEMENT
Union Investment Privatfonds GmbH
UNIPOLSAI INVESTIMENTI SGR SpA
VONTOBEL ASSET MANAGEMENT S.A. MILAN BRANCH
WisdomTree Hedged Commodity Securities Limited
ZENIT SGR
Lista delle aziende di Risparmio Gestito
Società di gestione del risparmio quotate in borsa
Per quanto possa essere stimolante guardare questi nomi e immaginare come possano lavorare, quello che interessa a noi sono le aziende quotate in borsa e quindi su cui si possa cercare di trarre guadagno.
Questa è una selezione delle più interessanti tra queste aziende:
Azienda SGR
Ticker
Nazione
Allianz Global Investor GmbH
ETR:ALV
Germania
Amundi
EPA:AMUN
Francia
Anima Holding
BIT:ANIM
Italia
Aviva
LON:AV
Regno Unito
AXA Investment
EPA:CS
Francia
Azimut
BIT:AZM
Italia
BancoPosta Fondi (Poste Italiane)
BIT:PST
Italia
BlackRock Global Funds
NYSE:BLK
USA
BNP Paribas Investment
EPA:BNP
Francia
Bank of New York Mellon Investment
NYSE:BK
USA
Credit Suisse Asset Management
SWX:CSGN
Svizzera
Eaton Vance Corp
NYSE:EV
USA
EFG Asset Management
SWX:EFGN
Svizzera
ERSTE Group Bank
VIE:EBS
Austria
Fineco Asset Management
BIT:FBK
Italia
Generali Investments
BIT:G
Italia
Goldman Sachs Asset Management
NYSE:GS
USA
HSBC Global Asset Management
LON:HSBA
Regno Unito
Investec AM Becoming Ninety One
JSE:INL
Sud Africa
Janus Henderson
NYSE:JHG
Regno Unito
JPMorgan Asset Management
NYSE:JPM
USA
KBC Asset Management
EBR:KBC
Belgio
Mediolanum International Funds
BIT:BMED
Italia
Morgan Stanley Investment
NYSE:MS
USA
Natixis Global Asset Management
EPA:KN
Francia
NN Investment Partners
AMS:NN
Olanda
Oaktree Capital Management
NYSE:OAK-A
USA
Raiffeisen Kapitalanlage
VIE:RBI
Austria
ORIX Corporation Europe
TYO:8591
Giappone
Schroders
LON:SDR
Regno Unito
Société Générale
EPA:GLE
Francia
State Street
NYSE:STT
USA
Pramerica (Prudential Financial)
NYSE:PRU
USA
UBS Asset Management
SWX:UBSG
Svizzera
Unipolsai Investimenti Sgr
BIT:US
Italia
Vontobel Asset Management
SWX:VONN
Svizzera
WisdomTree Investments
NASDAQ:WETF
USA
Aziende di gestione patrimoniale con attività in Italia quotate in borsa
Eccole, la lista non è piccola e vede varie nazioni interessate. Tutte queste sono quotate in borsa e hanno l’autorizzazione da Banca d’Italia per lavorare nello Stivale.
Ben più noto l’indice EuroStoxx 50 ma non è l’unico strumento per fare un paniere delle azioni del vecchio continente. Una valida alternativa è l’indice MSCI Europa.
Cosa è l’MSCI Europa
Si tratta di un paniere di titoli azionari gestito dall’omonima società MSCI (Morgan Stanley Capital International) che include tutte le migliori azioni del vecchio continente.
Si tratta di una raccolta dei 15 mercati azionari più grandi in Europa e copre un complessivo 85% della capitalizzazione di ognuno di questi mercati.
Ciò è possibile perché, per ognuno dei 15 mercati, nel paniere finiscono le azioni a più larga capitalizzazione.
Composizione dell’indice MSCI Europa
Come già detto sono 15 i mercati che “prestano” i titoli per la composizione di questo indice, si tratta dei mercati di:
Austria
Belgio
Danimarca
Finlandia
Francia
Germania
Irlanda
Italia
Olanda
Norvegia
Portogallo
Spagna
Svezia
Svizzera
Regno Unito
Ovviamente quando si parla di titoli azionari il Regno Unito fa da padrone e compone circa un quarto dell’intero indice, seguito da Francia, Germania e Svizzera.
Il paniere ha un consistente numero di azioni, tipicamente si sfiorano i 500 titoli differenti. Nel momento in cui scriviamo, per esempio, contiamo 424 azioni differenti all’interno del paniere.
Titoli azionari all’interno dell’indice MSCI Europa
Titolo
Nazione
Peso nel paniere
NESTLE
CH
4,17%
ROCHE HOLDING PAR
CH
3,07%
NOVARTIS
CH
2,34%
SAP
DE
1,90%
ASML HOLDING
NL
1,79%
ASTRAZENECA
GB
1,71%
LVMH
FR
1,53%
NOVO NORDISK
DK
1,40%
SANOFI
FR
1,35%
SIEMENS
DE
1,19%
GLAXOSMITHKLINE
GB
1,13%
TOTAL
FR
1,02%
UNILEVER
NL
1,01%
ALLIANZ
DE
0,98%
L’OREAL
FR
0,95%
BRITISH AMERICAN TOBACCO
GB
0,91%
AIR LIQUIDE
FR
0,89%
HSBC HOLDINGS
GB
0,89%
DIAGEO
GB
0,88%
IBERDROLA
ES
0,86%
ENEL
IT
0,82%
RIO TINTO
GB
0,82%
RECKITT BENCKISER GROUP
GB
0,79%
SCHNEIDER ELECTRIC SE
FR
0,78%
BAYER
DE
0,74%
BP
GB
0,72%
ADIDAS
DE
0,72%
DEUTSCHE TELEKOM
DE
0,67%
BASF
DE
0,65%
ZURICH INSURANCE GROUP
CH
0,64%
ROYAL DUTCH SHELL CL A
GB
0,62%
KERING
FR
0,61%
LONZA GROUP
CH
0,55%
ABB LTD
CH
0,55%
BHP GROUP ORD SHS
GB
0,55%
AIRBUS
NL
0,52%
VINCI
FR
0,52%
DEUTSCHE POST
DE
0,52%
DAIMLER
DE
0,52%
PROSUS
NL
0,51%
BNP PARIBAS ACT.A
FR
0,51%
RELX
GB
0,50%
PHILIPS
NL
0,49%
AB INBEV
BE
0,49%
UBS GROUP
CH
0,49%
GIVAUDAN
CH
0,48%
DANONE
FR
0,48%
NATIONAL GRID
GB
0,44%
MUENCHENER RUECKVER
DE
0,43%
PRUDENTIAL
GB
0,43%
AXA
FR
0,43%
ESSILORLUXOTTICA
FR
0,43%
VODAFONE GROUP
GB
0,42%
LONDON STOCK EXCHANGE GROUP
GB
0,42%
VONOVIA
DE
0,42%
RICHEMONT
CH
0,41%
EXPERIAN
GB
0,41%
PERNOD RICARD
FR
0,40%
INFINEON TECHNOLOGIES
DE
0,40%
SIKA
CH
0,40%
SAFRAN
FR
0,40%
AHOLD DEL
NL
0,39%
DEUTSCHE BOERSE
DE
0,39%
ADYEN
NL
0,38%
DSV PANALPINA
DK
0,38%
INTESA SANPAOLO
IT
0,38%
ERICSSON
SE
0,37%
INDITEX
ES
0,37%
ATLAS COPCO
SE
0,37%
BANCO SANTANDER
ES
0,37%
VESTAS WIND SYSTEMS
DK
0,35%
ANGLO AMERICAN
GB
0,35%
VOLKSWAGEN
DE
0,34%
INVESTOR
SE
0,34%
KONE
FI
0,34%
TESCO
GB
0,33%
ALCON
CH
0,33%
VOLVO
SE
0,33%
CRH
IE
0,33%
COMPASS GROUP
GB
0,33%
DSM KON
NL
0,32%
ING GROEP
NL
0,32%
HERMES INTERNATIONAL
FR
0,32%
ORSTED DONG Energy
DK
0,30%
GENMAB
DK
0,30%
AMADEUS IT GROUP
ES
0,30%
E.ON
DE
0,29%
DASSAULT SYSTEM
FR
0,29%
CREDIT SUISSE GROUP AG
CH
0,29%
ENGIE
FR
0,29%
NORDEA BANK
FI
0,28%
LAFARGEHOLCIM LTD
CH
0,28%
NESTE
FI
0,28%
ASSA ABLOY
SE
0,28%
BMW
DE
0,28%
FLUTTER ENTERTAINMENT
IE
0,28%
WOLTERS KLUWER
NL
0,27%
HEINEKEN
NL
0,27%
FERRARI
NL
0,27%
RWE
DE
0,27%
VIVENDI
FR
0,27%
SANDVIK
SE
0,27%
SWISS RE AG
CH
0,26%
NOKIA
FI
0,26%
GLENCORE
JE
0,26%
LLOYDS BANKING GROUP
GB
0,26%
CAPGEMINI
FR
0,25%
ORANGE
FR
0,25%
SAINT GOBAIN
FR
0,25%
GEBERIT
CH
0,25%
KERRY GROUP
IE
0,25%
LEGRAND
FR
0,25%
ENI
IT
0,25%
ESSITY AKTIEBOLAG (PUBL)
SE
0,24%
BAE SYSTEMS
GB
0,24%
FERGUSON
JE
0,24%
BARCLAYS
GB
0,24%
HEXAGON
SE
0,24%
CELLNEX TELECOM
ES
0,23%
STMICROELECTRONICS
NL
0,22%
MERCK
DE
0,22%
SAMPO
FI
0,22%
AKZO NOBEL
NL
0,22%
FRESENIUS
DE
0,22%
COLOPLAST
DK
0,22%
HENKEL& KGAA
DE
0,22%
MICHELIN
FR
0,21%
SYMRISE
DE
0,21%
UNICREDIT
IT
0,21%
TELEPERFORMANCE
FR
0,21%
FRESENIUS MEDICAL CARE
DE
0,21%
DEUTSCHE WOHNEN
DE
0,20%
TELEFONICA
ES
0,20%
PARTNERS GROUP HOLDING
CH
0,20%
BANCO BILBAO VIZCAYA ARGENTARIA
ES
0,20%
OCADO GROUP
GB
0,19%
UPM-KYMMENE
FI
0,19%
IMPERIAL BRANDS
GB
0,19%
SMITH AND NEPHEW
GB
0,19%
DEUTSCHE BANK
DE
0,19%
SGS
CH
0,19%
ASHTEAD GROUP
GB
0,19%
SSE
GB
0,19%
ASSICURAZIONI GENERALI
IT
0,18%
EQUINOR
NO
0,18%
UCB
BE
0,17%
SEGRO REIT
GB
0,17%
SKANDINAVISKA ENSKILDA BANKEN
SE
0,17%
AVIVA
GB
0,17%
SARTORIUS
DE
0,17%
SWISSCOM
CH
0,17%
SWEDBANK
SE
0,17%
LEGAL AND GENERAL GROUP
GB
0,16%
JUST EAT TAKEAWAY
NL
0,16%
EDP
PT
0,16%
DELIVERY HERO
DE
0,16%
CARLSBERG
DK
0,16%
HENNES & MAURITZ
SE
0,16%
ZALANDO
DE
0,16%
NOVOZYMES
DK
0,16%
KINGSPAN GROUP
IE
0,16%
SVENSKA HANDELSBANKEN
SE
0,16%
DNB
NO
0,15%
INTERTEK GROUP
GB
0,15%
SWEDISH MATCH
SE
0,15%
KBC
BE
0,15%
FIAT CHRYSLER AUTOMOBILES
NL
0,15%
RENTOKIL INITIAL
GB
0,15%
SONOVA HOLDING
CH
0,15%
SWISS LIFE HLDG
CH
0,15%
FERROVIAL
ES
0,15%
WORLDLINE
FR
0,14%
LOGITECH
CH
0,14%
BT GROUP
GB
0,14%
SIEMENS HEALTHINEERS
DE
0,14%
CHRISTIAN HANSEN HOLDING
DK
0,14%
3I GROUP
GB
0,14%
STANDARD CHARTERED
GB
0,14%
VEOLIA ENVIRONNEMENT VE
FR
0,14%
EDENRED
FR
0,14%
TELENOR
NO
0,14%
QIAGEN
NL
0,13%
SOCIETE GENERALE
FR
0,13%
BEIERSDORF
DE
0,13%
SCHINDLER P PAR
CH
0,13%
CONTINENTAL
DE
0,13%
HALMA
GB
0,13%
NN GROUP
NL
0,13%
ARGENX
NL
0,13%
REPSOL
ES
0,13%
BUNZL
GB
0,12%
CREDIT AGRICOLE
FR
0,12%
KUEHNE & NAGEL
CH
0,12%
PEUGEOT
FR
0,12%
EUROFINS
FR
0,12%
GBL
BE
0,12%
STRAUMANN HOLDING
CH
0,12%
CRODA INTERNATIONAL
GB
0,12%
ALSTOM
FR
0,12%
NEXT
GB
0,12%
LEG IMMOBILIEN
DE
0,12%
SNAM
IT
0,12%
SPIRAX-SARCO ENGINEERING
GB
0,12%
SAGE GROUP
GB
0,12%
INGENICO GROUP
FR
0,12%
BRENNTAG
DE
0,12%
TERNA RETE ELETTRICA NAZIONALE
IT
0,11%
GN STORE NORD
DK
0,11%
TELIA COMPANY
SE
0,11%
CARREFOUR
FR
0,11%
PERSIMMON
GB
0,11%
A P MOLLER MAERSK
DK
0,11%
MONDI
GB
0,11%
SCOUT24
DE
0,11%
JULIUS BAER
CH
0,11%
SARTORIUS STEDIM BIOTECH
FR
0,11%
EPIROC
SE
0,11%
TEMENOS
CH
0,11%
CHOCOLADEF. LINDT & SPRUENGLI PAR
CH
0,11%
STORA ENSO
FI
0,11%
HANNOVER RUECK
DE
0,11%
UMICORE
BE
0,11%
AENA SME
ES
0,11%
KINNEVIK
SE
0,11%
DANSKE BANK
DK
0,11%
COVESTRO AG
DE
0,11%
ARCELORMITTAL
LU
0,11%
FORTUM
FI
0,11%
MTU AERO ENGINES HOLDING
DE
0,10%
WPP
JE
0,10%
PORSCHE AUTOMOBIL HOLDING PRF
DE
0,10%
INTERCONTINENTAL HOTELS GROUP
GB
0,10%
HEIDELBERGCEMENT
DE
0,10%
KPN KON
NL
0,10%
KNORR BREMSE
DE
0,10%
SMURFIT KAPPA GROUP
IE
0,10%
ENDESA
ES
0,10%
ASSOCIATED BRITISH FOODS
GB
0,10%
GRIFOLS
ES
0,10%
ELISA
FI
0,10%
BOLIDEN
SE
0,10%
CAIXABANK
ES
0,10%
SVENSKA CELLULOSA AKTIEBOLAGET
SE
0,10%
EVOLUTION GAMING GROUP
SE
0,10%
ADECCO
CH
0,10%
FINECO BANK
IT
0,10%
RED ELECTRICA CORPORACION
ES
0,10%
ATOS
FR
0,09%
BOUYGUES
FR
0,09%
MONCLER
IT
0,09%
MOWI
NO
0,09%
SKF
SE
0,09%
THALES
FR
0,09%
DCC
IE
0,09%
UBISOFT ENTERTAIN
FR
0,09%
BURBERRY GROUP
GB
0,09%
NIBE INDUSTRIER
SE
0,09%
ATLANTIA
IT
0,09%
ARKEMA
FR
0,09%
CNH INDUSTRIAL
NL
0,09%
EMS-CHEMIE HOLDING
CH
0,09%
NEXI
IT
0,09%
AGEAS
BE
0,09%
UNITED UTILITIES GROUP
GB
0,09%
SEVERN TRENT
GB
0,09%
PANDORA
DK
0,09%
ORKLA
NO
0,09%
ALFA LAVAL
SE
0,08%
PUMA
DE
0,08%
KINGFISHER
GB
0,08%
EIFFAGE
FR
0,08%
BALOISE
CH
0,08%
INFORMA
GB
0,08%
SWISS PRIME SITE
CH
0,08%
SKANSKA
SE
0,08%
SMITHS GROUP
GB
0,08%
TELE2
SE
0,08%
VALEO
FR
0,08%
PRYSMIAN
IT
0,08%
BUREAU VERITAS
FR
0,08%
MELROSE INDUSTRIES
GB
0,08%
AUTO TRADER GROUP
GB
0,08%
ADMIRAL GROUP
GB
0,08%
HARGREAVES LANSDOWN
GB
0,08%
BERKELEY GROUP HOLDINGS THE
GB
0,08%
PUBLICIS GROUPE
FR
0,08%
SWATCH GROUP I
CH
0,08%
VIFOR PHARMA
CH
0,08%
BARRY CALLEBAUT
CH
0,08%
YARA INTERNATIONAL
NO
0,08%
SOLVAY
BE
0,08%
TEAMVIEWER
DE
0,08%
ST.JAMES’S PLACE
GB
0,08%
STANDARD LIFE ABERDEEN
GB
0,07%
BIOMERIEUX
FR
0,07%
GVC HOLDINGS
IM
0,07%
SODEXO
FR
0,07%
UNIPER
DE
0,07%
DAVIDE CAMPARI MILANO
NL
0,07%
RSA INSURANCE GROUP
GB
0,07%
SIEMENS GAMESA RENEWABLE ENERGY
ES
0,07%
EDF
FR
0,07%
RANDSTAD
NL
0,07%
ERSTE GROUP BANK
AT
0,07%
SUEZ
FR
0,07%
EXOR
NL
0,07%
GETLINK
FR
0,07%
GALAPAGOS
BE
0,07%
ORPEA
FR
0,07%
NATURGY ENERGY
ES
0,07%
JOHNSON MATTHEY
GB
0,07%
BARRATT DEVELOPMENTS
GB
0,07%
NATWEST GROUP
GB
0,07%
AROUNDTOWN
LU
0,07%
GECINA
FR
0,07%
HIKMA PHARMACEUTICALS
GB
0,07%
ACS ACTIVIDADES DE CONSTRUCCION
ES
0,07%
ENAGAS
ES
0,07%
KION GROUP
DE
0,07%
EVONIK INDUSTRIES
DE
0,06%
MORRISONWM.SUPERMARKETS
GB
0,06%
RECORDATI INDUSTRIA CHIM. FARMA.
IT
0,06%
WHITBREAD
GB
0,06%
SCHINDLER HOLDING
CH
0,06%
EPIROC
SE
0,06%
ANTOFAGASTA
GB
0,06%
GEA GROUP
DE
0,06%
DIRECT LINE INSURANCE GROUP
GB
0,06%
ICA GRUPPEN
SE
0,06%
ACCOR
FR
0,06%
DIASORIN
IT
0,06%
COMMERZBANK
DE
0,06%
GALP ENERGIA-NOM
PT
0,06%
UNIBAIL RODAMCO WE STAPLED UNT
FR
0,06%
M&G
GB
0,06%
MEDIOBANCA BANCA DI CREDITO
IT
0,06%
ELECTROLUX
SE
0,06%
LANXESS
DE
0,06%
ORION
FI
0,06%
SECURITAS
SE
0,06%
RENAULT
FR
0,06%
TAYLOR WIMPEY
GB
0,06%
PEARSON
GB
0,06%
CARL ZEISS MEDITEC
DE
0,06%
LAND SECURITIES GROUP REIT
GB
0,05%
POSTE ITALIANE
IT
0,05%
SAINSBURYJ
GB
0,05%
HUSQVARNA
SE
0,05%
A P MOLLER MAERSK
DK
0,05%
SCHRODERS
GB
0,05%
AEGON
NL
0,05%
OMV
AT
0,05%
AMUNDI
FR
0,05%
SOFINA
BE
0,05%
JD SPORTS FASHION
GB
0,05%
NEMETSCHEK
DE
0,05%
AMBU
DK
0,05%
EQT
SE
0,05%
INDUSTRIVARDEN
SE
0,05%
J.MARTINS SGPS
PT
0,05%
SCOR
FR
0,05%
VOPAK
NL
0,05%
CLARIANT
CH
0,05%
LUNDIN ENERGY
SE
0,05%
IPSEN
FR
0,05%
ROLLS-ROYCE HOLDINGS
GB
0,05%
REMY COINTREAU
FR
0,05%
AVEVA GROUP
GB
0,05%
GJENSIDIGE FORSIKRING
NO
0,05%
ADEVINTA
NO
0,05%
UNITED INTERNET
DE
0,05%
NORSK HYDRO
NO
0,04%
BRITISH LAND REIT
GB
0,04%
LUNDBERGFORETAGEN
SE
0,04%
TRYG
DK
0,04%
SCHIBSTED
NO
0,04%
SEB
FR
0,04%
VERBUND
AT
0,04%
COLRUYT (D)
BE
0,04%
COVIVIO
FR
0,04%
ABN AMRO BANK
NL
0,04%
WARTSILA
FI
0,04%
LATOUR INVESTMENT
SE
0,04%
TELECOM ITALIA
IT
0,04%
FUCHS PETROLUB PRF
DE
0,04%
AERCAP HOLDINGS
NL
0,04%
BANKINTER
ES
0,04%
BOLLORE
FR
0,04%
BANQUE CANTONALE VAUDOISE
CH
0,04%
DEMANT
DK
0,04%
FDJ
FR
0,04%
ELIA GROUP
BE
0,04%
FAURECIA
FR
0,04%
ALTICE EUROPE
NL
0,04%
VOESTALPINE
AT
0,04%
PROXIMUS
BE
0,03%
AEROPORTS DE PARIS
FR
0,03%
ILIAD
FR
0,03%
TELEFONICA DEUTSCHLAND HOLDING
DE
0,03%
DEUTSCHE LUFTHANSA
DE
0,03%
SES FDR
LU
0,03%
INWIT
IT
0,03%
KLEPIERRE REIT
FR
0,03%
LEONARDO
IT
0,03%
WENDEL
FR
0,03%
TENARIS
LU
0,03%
THYSSENKRUPP
DE
0,03%
RAIFFEISEN BANK INTERNATIONAL
AT
0,03%
SWATCH GROUP
CH
0,03%
H.LUNDBECK
DK
0,03%
ANDRITZ
AT
0,03%
NATIXIS
FR
0,03%
DASSAULT AVIAT
FR
0,03%
EVRAZ
GB
0,03%
EURAZEO
FR
0,02%
CNP ASSURANCES
FR
0,02%
HOCHTIEF
DE
0,02%
METRO
DE
0,02%
PIRELLI & C
IT
0,02%
MAPFRE
ES
0,02%
FRAPORT
DE
0,02%
TELENET GROUP
BE
0,02%
ICADE REIT
FR
0,02%
JCDECAUX
FR
0,02%
Componenti dell’MSCI Europa
Confronto tra MSCI Europa ed EuroStoxx 50
Vista la natura e la grandezza dell’indice MSCI Europa, possiamo tranquillamente affermare che è questo la vera cartina tornasole del mercato europeo, ben più dell’EuroStoxx.
Infatti il paniere di 50 titoli ha al suo interno le più grandi aziende, senza fare reale distinzione tra mercati, succede così che mercati più piccoli, come possono essere quelli scandinavi o dell’Est Europa abbiano uno o nessun titolo dentro l’EuroStoxx 50.
Inoltre abbiamo accennato alla grandezza dell’indice, infatti lo Stoxx 50 ha, appunto, 50 titoli, mentre l’MSCI ha all’interno oltre 400 titoli (424 a ottobre del 2020).
Diverso invece il discorso per l’MSCI Europa che coprendo le aziende a più grande capitalizzazione di 15 mercati differenti ha all’interno varie aziende che sfuggono completamente all’indice di Stoxx (il quale si ferma 12).
Inoltre MSCI Europa ha all’interno anche mercati che non fanno parte dello Stoxx perché non nella comunità europea (Svizzera e presto UK).
L’indice FTSE All-Share Index, originariamente noto come FTSE Actuaries All Share Index, è un indice ponderato in base alla capitalizzazione, composto da circa 600 (dal 29 dicembre 2017 i componenti di questo indice sono stati aumentate a 641 società) di oltre 2.000 società quotate alla Borsa di Londra (LSE).
Il FTSE All-Share è l’aggregazione dell’Indice FTSE 100 e dell’Indice FTSE 250, che insieme sono noti come l’Indice FTSE 350, e l’Indice FTSE SmallCap.
L’indice è gestito da FTSE Russell, una consociata del London Stock Exchange Group. Il suo obiettivo è di rappresentare almeno il 98% dell’intero valore del capitale di tutte le società del Regno Unito che si qualificano per l’inclusione.
La data base dell’indice è il 10 aprile 1962 con un livello base di 100, ai giorni nostri scambia sui 3.250.
Aziende presenti nell’indice FTSE All-Share
Come già detto, questo indice è la somma di indici con minori componenti, quindi si può dire tranquillamente che le aziende principali sono le medesime del FTSE 100.
Semplicemente questo è un indice somma che serve realmente per far capire qual è l’andamento delle azioni sull’LSE di Londra e più in generale dell’economia inglese.
Giusto per fare qualche nome, i componenti principali del FTSE All-Share sono:
BP
Royal Dutch Shell
Unilever
AstraZeneca
HSBC Hldgs
Barclays
EasyJet
Vodafone
Admiral
Aviva
Rolls-Royce Holdings
FTSE All-Share italiano
Il FTSE All-Share di cui stiamo parlando non è da confondere con il FTSE Italy All-Share; infatti mentre il FTSE All-Share comprende oltre 600 aziende della Gran Bretagna, il FTSE Italy All-Share è l’equivalente italiano.
La logica è la stessa ma ovviamente i componenti sono completamente differenti.
Il Financial Times Stock Exchange 100 Index, altrimenti noto come FTSE 100 Index, è un indice azionario delle 100 società quotate alla Borsa di Londra che hanno la più alta capitalizzazione di mercato.
L’FTSE 100 è spesso visto come un indicatore dello stato di salute dell’economia britannica L’FTSE 100 rappresenta circa l’81% del valore del mercato britannico alla Borsa di Londra.
Come viene calcolato il FTSE 100?
Il FTSE 100 è composto da 100 delle migliori aziende del Regno Unito per capitalizzazione di mercato. L’indice è analizzato e composto da FTSE Group, una filiale del London Stock Exchange.
I componenti del FTSE 100 vengono decisi su base trimestrale (di solito marzo, giugno, settembre e dicembre). Durante questo processo viene determinata la capitalizzazione di mercato delle società e si decide se le società saranno incluse o meno nell’indice. Man mano che le fortune delle aziende salgono e scendono all’interno del FTSE 100, alcune aziende lasceranno l’indice permettendo ad altre di entrare.
Ci sono alcuni requisiti, oltre alla grande capitalizzazione di mercato da prendere in considerazione. Questi includono:
Avere una quotazione completa sulla LSE
Soddisfare gli standard di nazionalità e di liquidità dell’azienda
Garantire un livello di “quota sul mercato” del 20% (azioni detenute dal pubblico in generale)
Una volta impostato l’elenco delle società FTSE per il trimestre successivo, i valori di ciascuna società vengono aggiornati sull’indice ogni 15 secondi durante le ore di trading.
Aziende sul FTSE 100 Un elenco esemplificativo delle attuali società incluse oggi nell’indice FTSE 100:
EasyJet
Rolls-Royce Holdings
BP
Barclays
Vodafone
Admiral Group
Aviva
Storia del FTSE 100
Lanciato nel 1984 come joint venture tra la London Stock Exchange (LSE) e il Financial Times, il FTSE 100 è uno dei più antichi indici del Regno Unito.
Nell’agosto 1997, il FTSE ha superato la barriera dei 5.000 punti, per poi raggiungere il suo picco il 20 dicembre 1999, durante la bolla delle dotcom, a 6930,2; un record che ha mantenuto il suo posto per i successivi 15 anni.
Ciò è stato sostanzialmente trainato da massicci guadagni nelle telecomunicazioni, nei media e nelle aziende tecnologiche. Ma la bolla delle dotcom ha cominciato a disfarsi all’inizio degli anni 2000, e nella primavera del 2003, il FTSE 100 era tornato sotto i 4000 punti. Il 22 maggio 2018, l’FTSE 100 ha raggiunto il massimo storico di 7903,5 punti e ha chiuso quel giorno a 7877,45.
Durante la crisi dovuta al Covid-19, nel marzo del 2020 ha toccato un punto molto basso: 4.785, per poi riprendere il trend di risalita.