Azione: Vestas (CPH:VWS)

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Vestas Wind Systems A/S è una società con sede in Danimarca che opera nel settore dell’energia eolica.

L’azienda opera attraverso due segmenti:

  • Project
  • Service

Il segmento Project è responsabile della vendita di impianti eolici e turbine eoliche.

Il segmento Service contiene la fornitura di servizi relativi all’offerta, così come la vendita di parti di ricambio e altre attività.

La linea di prodotti Vestas Wind System comprende piattaforme di cattura dell’energia da 2 Megawatt (MW) e 3MW dotate di sistemi di rilevamento di ghiaccio, fumo e ombre. La sua gamma di servizi comprende, tra l’altro, servizi di consulenza basati sui dati, ottimizzazione della flotta, manutenzione e ispezione delle pale, riparazione dei generatori di energia e sostituzione dei riduttori.

  • Azioni Growth, cosa e quali sono

    Azioni Growth, cosa e quali sono

    Si sente spesso parlare di titoli growth, tipicamente associato al mercato tecnologico o a qualche tipo di industria in rapida espansione. Ma cosa sono precisamente le azioni growth e quali possono essere considerate azioni a rapida crescita?

    In questo articolo proviamo a rispondere a questa domanda, specificando in quali mercati tipicamente si possono trovare e alla fine faremo una lista di quelle che oggi si presentano come azioni growth.

    Cosa sono le azioni growth

    Le azioni growth sono quei titoli che si prevede cresceranno a un tasso significativamente più alto della media del mercato. Di solito si tratta di azioni che non distribuiscono dividendi, preferendo reinvestire completamente gli utili per crescere più rapidamente.

    Perché scegliere le azioni growth

    Chi investe su azioni a rapida crescita lo fa perché crede fortemente nell’azienda che sta comprando e si posiziona con un orizzonte temporale di breve/media durata. I titoli growth, infatti, per loro natura non sono buoni per un portafoglio da cassettista. Ciò perché sono fortemente influenzate dai cicli economici o, considerando la rapidità di crescita, dal momento storico in cui vengono acquistate.

    Chi sceglie le azioni growth lo fa perché ha un orizzonte temporale medio/corto e non ama i dividendi, preferendo un ritorno dato dalla semplice plusvalenza. In molti casi, soprattutto a metà degli anni 2000, i titoli growth hanno fatto la fortuna di molte persone, che hanno investito in azioni tecnologiche che da li a poco avrebbero preso il volo.

    Oggi non è semplice trovare azioni su cui si prevede una crescita tale da superare il benchmark (di solito l’S&P500), ma ci sono delle caratteristiche comuni a questi titoli.

    Caratteristiche dei titoli growth

    Cercando di fare una fotografia alle azioni growth, possiamo dire che si possono trovare in qualsiasi mercato/settore, benché i settori appena nati sono costituiti praticamente solo da growth; hanno un alto livello di rischio, perché tipicamente basano la loro fortuna su un core business molto snello, potrebbero per esempio essere titolari di un solo brevetto o di un’innovazione che le rende sin da subito leader di uno specifico mercato.

    Non è detto che un’azione growth chiuda già in utile (o addirittura con revenue) i bilanci, può essere molto immatura a livello di conti ma c’è l’aspettativa che la “creazione/innovazione” che sta portando sul mercato possa essere rivoluzionaria per il futuro.

    Avendo pochi utili, o dovendo crescere rapidamente, difficilmente queste azioni pagheranno un dividendo, preferendo reinvestire tutti i proventi in nuove innovazioni così da diventare più mature.

    Tipicamente non siete i soli a conoscere queste azioni, anzi, quando un unicorno si presenta sul mercato viene preso d’assalto, quindi presenterà certamente un rapporto P/E molto alto.

    Di solito si tratta di aziende con una capitalizzazione relativamente piccola, perché devono ancora costruire il loro futuro. Detto ciò si segnalano anche molti giganti che hanno mantenuto l’anima da small cap e riescono a innovare/crescere mantenendosi per anni all’interno della cerchia delle azioni growth.

    Un esempio di azione Growth

    Per meglio comprendere di cosa stiamo parlando, facciamo un esempio concreto. Guardiamo a Tesla, produttore americano di auto elettriche.

    Agli inizi degli anni ’10 Tesla era sconosciuta ai più, eppure proprio nel 2010 sbarcava a Wall Street promettendo di rivoluzionare il mercato automobilistico mondiale. Per i primi 8/9 anni non riuscì a chiudere nemmeno un anno in positivo, ma il prezzo dell’azione continuava a salire senza sosta.

    In questo caso l’azione beneficiava (a ragione o meno, non sta a noi dirlo in questa sede) della fiducia degli investitori, che vedevano in Tesla il leader indiscusso di un mercato che sarebbe stato il futuro.

    Sappiamo come è andata e oggi Tesla ha ancora un P/E stratosferico, posizionandosi ancora tra i titoli growth, nonostante oramai abbia raggiunto un livello difficilmente giustificabile. Ciò non toglie che un investitore che avesse visto quella “gemma” appena nata a Wall Street, mantenendo le azioni fino a oggi, avrebbe fatto affari d’oro.

    Come trovare un’azione Growth

    Nel prossimo capitolo presenteremo una lista di azioni growth, cerchiamo di farlo sulla base più scientifica possibile, lasciando a voi il compito di studiare ogni azienda e comprendere se realmente ha del valore oppure si tratta solo di buoni numeri.

    Per trovare questa lista di aziende facciamo questa selezione:

    • Rapporto P/E > 15
    • Prezzo / Valore Contabile (PBV) > 1
    • Rapporto Prezzo / Cash Flow > 20
    • Dividend Yield < 1

    Infine, per evitare aziende veramente troppo piccole, le cosiddette Penny Stock, inseriamo un limite al marketcap di almeno 500 milioni (sotto questa cifra sarebbero veramente troppo piccole).

    Lista delle azioni Growth

    Ecco quindi il risultato, con le nostre azioni Growth. Abbiamo mixato il mercato italiano, europeo (Svizzera e UK incluse) e americano. Questo il risultato.

    AzioneSettoreNazione
    Abcam
    (LON:ABC)
    BioTechRegno Unito
    Agilent Technologies
    (NYSE:A)
    TechUSA
    Alcon
    (SWX:ALC)
    SaluteSvizzera
    Alten
    (EPA:ATE)
    TechFrancia
    Bachem Holding
    (SWX:BANB)
    BioChimicaSvizzera
    Beiersdorf
    (ETR:BEI)
    Personal CareGermania
    BF SpA
    (BIT:BFG)
    AgricolturaItalia
    Bio-Techne
    (NASDAQ:TECH)
    BioTechUSA
    Campari
    (BIT:CPR)
    BevandeItalia
    Carel Industries
    (BIT:CRL)
    TechItalia
    Cognex Corporation
    (NASDAQ:CGNX)
    Strumenti scientificiUSA
    Danaher Corporation
    (NYSE:DHR)
    SaluteUSA
    Dassault Systemes
    (EPA:DSY)
    TechFrancia
    Entegris
    (NASDAQ:ENTG)
    SeminconduttoriUSA
    Estee Lauder Companies
    (NYSE:EL)
    Personal CareUSA
    Ferrari
    (BIT:RACE)
    AutomobilisticoItalia
    Future
    (LON:FUTR)
    Digital PublisherRegno Unito
    GB Group
    (LON:GBG)
    TechRegno Unito
    Halma
    (LON:HLMA)
    Salva vitaRegno Unito
    Interroll Holding
    (SWX:INRN)
    Componenti elettriciSvizzera
    Intuit
    (NASDAQ:INTU)
    FinTechUSA
    Intuitive Surgical
    (NASDAQ:ISRG)
    Strumenti scientificiUSA
    Keywords Studios
    (LON:KWS)
    GamesIrlanda
    Laboratorios Farmaceuticos
    (BME:ROVI)
    FarmaceuticaSpagna
    Lectra
    (EPA:LSS)
    TechFrancia
    Lonza Group
    (SWX:LONN)
    SaluteSvizzera
    Martin Marietta Materials
    (NYSE:MLM)
    Materiali per costruzioniUSA
    Monolithic Power Systems
    (NASDAQ:MPWR)
    SemiconduttoriUSA
    Morningstar
    (NASDAQ:MORN)
    FinanziarioUSA
    Nemetschek
    (FRA:NEM)
    TechGermania
    Nibe Industrier
    (STO:NIBE-B)
    Componenti elettriciSvezia
    Paradox Interactive
    (STO:PDX)
    GamesSvezia
    Reply
    (BIT:REY)
    TechItalia
    ResMed
    (NYSE:RMD)
    SaluteUSA
    Robertet
    (EPA:RBT)
    Prodotti per la casaFrancia
    Roper Technologies
    (NYSE:ROP)
    TechUSA
    Safran
    (EPA:SAF)
    DifesaFrancia
    Steris
    (NYSE:STE)
    SaluteIrlanda
    Straumann
    (SWX:STMN)
    SaluteSvizzera
    Tecan Group
    (SWX:TECN)
    Strumenti scientificiSvizzera
    Verbio Vereinigte Bioenergie
    (FRA:VBK)
    BioEnergieGermania
    Vestas Wind Systems
    (CPH:VWS)
    EolicoDanimarca
    Vetoquinol
    (EPA:VETO)
    VeterinarioFrancia
    West Pharmaceutical Services
    (NYSE:WST)
    SaluteUSA
    WIIT
    (BIT: WIIT)
    TechItalia
    Ypsomed
    (SWX:YPSN)
    SaluteSvizzera
    Zoetis
    (NYSE:ZTS)
    SaluteUSA
    Lista azioni Growth

    Come possiamo vedere dalla lista le aree di interesse sono molto ampie e, a differenza di ciò che si pensa, non solo in America nascono delle nuove azioni growth.

    Come noterete dalla lista, c’è molta presenza della tematica salute; ciò avviene perché il mondo healthcare sta vivendo un momento di profondo cambiamento, con il settore farmaceutico, soprattutto, che sta sperimentando sempre più BioPharma, oltre al fatto che la tecnologia sta facendo passi da gigante in questa area.

    Se invece guardavate questa lista con l’idea di trovare Netflix, Amazon, Apple, Alphabet, ecc, mi spiace deludervi ma oramai, visti gli utili di questi colossi e il rapporto P/E rientrato in determinati standard, queste aziende non possono essere più considerate growth ma azioni value. Non è detto che non sovraperformino il mercato, anzi è molto probabile che lo facciano, ma i parametri per la ricerca di aziende ad alta crescita non fanno matching con queste società.

  • Su quali azioni puntare per il dopo guerra?

    Su quali azioni puntare per il dopo guerra?

    La finanza, si sa, guarda oltre gli eventi e cerca di posizionarsi in anticipo su quelle che saranno le tendenze del dopo. Non sfugge quindi la rotazione in atto sui portafogli a causa della guerra tra Ucraina e Russia.

    Come abbiamo avuto modo di vedere, analizzando le azioni migliori e peggiori da quando è iniziato il conflitto, ci sono delle tendenze, già avviate prima dell’inizio della guerra, che stanno accelerando.

    Il volo degli energetici green

    Il primo effetto che si è visto è come i grandi fondi stanno ruotando il portafoglio, puntando su quelle aziende che fanno del green il loro cavallo di battaglia per il futuro. Ecco quindi che le azioni legate alla produzione dell’energia solare e a idrogeno stanno già salendo e continueranno ancora a farlo.

    Sulla stessa lunghezza d’onda anche tutte quelle aziende che producono, vendono o trasportano Gas Naturale Liquefatto (GNL).

    Il motivo è molto semplice: con le sanzioni comminate alla Russia è probabile che nei mesi a venire il Gas e il Petrolio avranno delle fiammate di prezzo, non sopportabili dal mercato che quindi cercherà delle soluzioni alternative e meno costose.

    La trasformazione era già in atto nei giorni scorsi, a causa dell’elevata inflazione che stava strozzando le industrie europee, la guerra ha solo accelerato la svolta e dato l’opportunità ai fondi di investimento di allinearsi.

    Questa una lista di aziende che potrebbero trarne vantaggio:

    Azienda/AzioneSettoreNazione
    Air Liquide
    EPA: AI
    ServiziFrancia
    Alerion Clean Power
    BIT:ARN
    RinnovabiliItalia
    EDP Renewables
    ELI: EDPR
    EolicoSpagna
    Encavis
    ETR: ECV
    SolareGermania
    ERG
    BIT:ERG
    RinnovabiliItalia
    ITM Power
    LON: ITM
    IdrogenoRegno Unito
    Nordex
    ETR: NDX1
    EolicoGermania
    Orsted
    CPH: ORSTED
    EolicoDanimarca
    Siemens Gamesa Renewable Energy
    BME: SGRE
    IngegneriaSpagna
    Solaria Energia y Medio Ambiente
    BME: SLR
    SolareSpagna
    Snam
    BIT: SRG
    IdrogenoItalia
    Vestas Wind Systems
    CPH: VWS
    EolicoDanimarca
    Voltalia
    EPA:VLTSA
    RinnovabiliFrancia
    Aziende del settore energetico green

    La stabilità dell’energia fossile

    Sembra assurdo, visto quanto abbiamo appena detto nel capitolo precedente, ma anche le fonti di energia vecchio stampo, quindi gas e petrolio, non dovrebbero avere grandi problemi.

    Il motivo è presto detto: vero che si sta guardando sempre più al green ma è altrettanto vero che il mercato ancora richiede l’uso di gas e petrolio e sarà così per lunghi periodi ancora.

    La carenza possibile di forniture da parte della Russia è una buona notizia per il prezzo delle materie prime, che non a caso stanno vedendo i prezzi a livelli che mancavano da molti anni. Il Gas è sui massimi di sempre e il petrolio ha appena toccato i 110$ a barile.

    Nei mesi a venire queste fiammate di prezzo continueranno, permettendo alle aziende che hanno nel loro core business l’energia da fossili di allinearsi al nuovo mercato e di sviluppare le tecnologie necessarie per abbracciare ampiamente il nuovo corso.

    Le aziende che non avevano investimenti importanti in Russia, quindi, accolgono con favore i prezzi che lievitano, e faranno molti più margini da reinvestire in tecnologia e impianti di nuova generazione. Un esempio è ENI, il cui prezzo, negli ultimi giorni, sta arrivando a dei prezzi che non si vedevano da tempo.

    Ecco una breve lista di aziende di un certo spessore, che ancora producono molto sull’energia da fossili ma che hanno la capacità di cambiare le loro attività. Una della lista è già partita, facendo cambiare il proprio nome, da Total a TotalEnergies, così da far segnare anche simbolicamente il cambio passo.

    Azione / AziendaNazione
    BP
    LON: BP
    Gran Bretagna
    ENI
    BIT: ENI
    Italia
    Shell
    LON: SHEL
    Olanda
    TotalEnergies
    EPA: TTE
    Francia
    Azioni del settore petrolifero che vivranno un cambiamento in futuro

    Le armi saranno sempre più importanti

    È stata necessaria una guerra, ma finalmente l’Unione Europea si è resa conto di non poter affrontare il futuro con mille eserciti differenti, muovendo le proprie armi alla rinfusa. Si è quindi aperto un tavolo per costruire un esercito comune, non solo militarmente, ma anche in termini di politica di difesa e di adeguamento degli armamenti. Inoltre, come abbiamo visto in Russia e Ucraina, in caso di conflitto vengono anche attaccate le reti informatiche e la cybersicurezza entra, a tutti gli effetti, nella politica difensiva di un Paese.

    Non è un caso che la Germania, pochi giorni fa, abbia deciso di portare la propria spesa in difesa dall’1,5 al 2% del PIL. Questa è certamente una buona notizia per le aziende che fatto della difesa il loro core business, ci si aspetta che altre nazioni seguiranno l’esempio, finché non sarà la Comunità Europea a coordinare questi investimenti.

    Tra le aziende da seguire in questa sezione troviamo:

    Azienda / AzioneNazione
    BAE Systems
    LON: BA
    Regno Unito
    Hensoldt
    ETR: HAG
    Germania
    Leonardo
    BIT: LDO
    Italia
    Lockheed Martin
    NYSE: LMT
    USA
    Rheinmetall
    ETR: RHM
    Germania
    Thales Group
    EPA: HO
    Francia
    Azioni legate al mondo della difesa

    I minerali, tra gioie e dolori

    Altro mercato impattato dalla guerra è quello dei minerali, infatti la Russia è uno dei maggiori produttori ed esportatori di minerali di vario tipo. Con le sanzioni nei confronti del Paese dell’ex Unione Sovietica, diventa fondamentale andare a trovare i minerali necessari altrove.

    Qui il mercato si spacca in due grandi parti: chi ha effettuato grandi investimenti in Russia negli anni scorsi ora è in forte difficoltà, invece chi ha impianti altrove sta gongolando osservando il futuro.

    Puntare su aziende che hanno poco o nulla a che fare con la Russia, come per esempio:

    Azienda / AzioneNazione
    Barrick Gold
    NYSE: GOLD
    Canada
    Coeur Mining
    NYSE: CDE
    USA
    First Majestic Silver
    TSE: FR
    Canada
    Harmony Gold Mining
    JSE: HAR
    Sud Africa
    Rio Tinto
    LON: RIO
    UK/Australia
    Le aziende minerarie con nessun interesse in Russia

    Materiali per la ricostruzione

    Per fortuna l’esercito russo sta colpendo solo in modo mirato, senza radere al suolo intere aree, quindi la ricostruzione sarà certamente più veloce e più semplice.

    Ne potrebbero trarre vantaggio tutte quelle aziende che hanno nel loro core business la produzione di materiali per le costruzioni, a patto però che l’Ucraina rimanga libera e che (possibilmente) entri a far parte dell’Europa. Così non fosse, a causa delle sanzioni, sarà impossibile per le aziende europee partecipare alla fase di ricostruzione.

    Alcune di queste aziende possono essere:

    Azienda / AzioneNazione
    Buzzi Unicem
    BIT: BZU
    Italia
    Caterpillar
    NYSE: CAT
    USA
    Cement Roadstone Holdings
    LON: CRH
    UK
    HeidelbergCement
    ETR: HEI
    Germania
    LafargeHolcim
    SWX: LHN
    Svizzera
    Saint-Gobain
    EPA: SGO
    Francia
    Schneider Electric
    EPA: SU
    Francia
    Wienerberger
    VIE: WIE
    Austria
    Aziende del settore edile e ricostruzioni

    Inoltre in Russia sono presenti 4 grandi produttori di acciai, i quali vivevano con l’esportazioni verso altri mercati. Con il blocco del loro lavoro, se ne avvantaggeranno certamente i concorrenti, anche in virtù dell’aumento dei prezzi su questi materiali che è in atto da mesi oramai. Quindi:

    Aziende / AzioniNazione
    ArcelorMittal
    AMS:MT
    Lussemburgo
    Labrador Iron Ore Royalty Corporation
    TSE: LIF
    Canada
    Reliance Steel & Aluminum
    NYSE: RS
    USA
    Steel Dynamics
    NASDAQ: STLD
    USA
    Tenaris
    BIT: TEN
    Italia
    United States Steel
    NYSE:X
    USA
    Aziende siderurgiche che approfitteranno delle difficoltà russe
  • Azioni migliori e peggiori a una settimana dalla guerra

    Azioni migliori e peggiori a una settimana dalla guerra

    Giovedì scorso, 24 febbraio 2022, Vladimir Putin ha deciso di invadere l’Ucraina, aprendo una guerra di conquista come non si vedevano da decenni in Europa. Una guerra assurda, condannata pesantemente da gran parte del globo (ma non da tutti).

    Mercoledì scorso, quindi, abbiamo vissuto l’ultimo giorno da nazioni in pace, benché, come avevamo anche scritto, i venti di guerra si potevano già percepire.

    In una settimana molto è successo: Putin probabilmente pensava in una guerra lampo e invece è impantanato in Ucraina; l’Europa ha scoperto che la fiducia posta nella Russia negli ultimi 20 anni probabilmente era mal riposta; sono partite le sanzioni nei confronti della Russia e della Bielorussia e ci siamo resi conto che certamente queste fanno male agli aggressori, ma anche a chi infligge queste pene; la borsa russa è chiusa da tre giorni, per evitare il degrado dell’economia russa, ma non è bastato poiché il rublo è crollato e l’inflazione prevista per la nazione dell’ex Unione Sovietica è alle stelle, a tal punto che la Banca Centrale russa ha portato il tasso di interesse al 20%.

    Come si sono comportate le azioni durante la guerra

    Ma tutto ciò è un riecheggiare di qualcosa che possiamo ancora percepire come lontano; benché ci sia una guerra alle porte dell’Europa, se il conflitto rimanesse circoscritto, in Europa dovremo solo comprendere come muoverci in futuro.

    Invece quello che è molto più vicino sono i movimenti dei titoli azionari sui nostri mercati. Andiamo quindi a vedere, una per una, quali sono stati i migliori e i peggiori titoli azionari dall’inizio della guerra, e quindi a una settimana dall’ultimo giorno di pace.

    Le peggiori azioni a Piazza Affari durante la Guerra in Ucraina

    Partiamo da casa nostra, quindi dal FTSE MIB e dalle azioni a media capitalizzazione, e guardiamo quelle che sono state le peggiori azioni durante la guerra.

    Azione% 1 settimana% inizio anno
    Maire Tecnimont (BIT:MT)-26,2%-31,9%
    Unicredit (BIT:UCG)-24,7%-21,8%
    Banco BPM (BIT:BAMI)-17,7%+8,9%
    BPER Banca (BIT:BPE)-17,7%-8,9%
    Banca Popolare di Sondrio (BIT:BPSO)-17,4%-10%
    Intesa Sanpaolo (BIT:ISP)-14,2%+0,86%
    Iveco (BIT:IVG)-14,1%
    Buzzi Unicem (BIT:BZU)-13,6%-14,6%
    Telecom Italia (BIT:TIT)-13,3%-20,8%
    Mediobanca (BIT:MB)-12,8%-15%
    Pirelli (BIT:PIRC)-11,9%-19,1%
    Banca IFIS (BIT:IF)-11,7%+4,5%
    DoValue (BIT:DOV)-10,6%-13,6%
    BFF Bank (BIT:BFF)-10,3%-9%
    Banca Mediolanum (BIT:BMED)-10,3%-15,2%
    Le azioni di Piazza Affari peggiori a causa della Guerra in Ucraina

    Come possiamo vedere dalla lista, Maire Tecnimont è stata l’azienda più colpita, anche perché puntava alla Russia come mercato per l’espansione.

    A seguito del gruppo ingegneristico troviamo ben 5 banche, settore molto colpito a causa del blocco delle transazioni con Swift e poiché gli istituti di credito avevano molti interessi in Russia.

    Le migliori azioni a Piazza Affari nonostante la guerra

    Possiamo dire nonostante la guerra oppure, in qualche singolo caso, grazie alla guerra. Perché, ovviamente, all’interno di una crisi ci sarà sempre qualcuno che riuscirà a guadagnarci (e lo diciamo senza pregiudizi, è giusto così).

    Ecco quindi la lista delle azioni che hanno guadagnato valore durante la settimana di guerra.

    Azione% a 1 settimana% da inizio anno
    Leonardo (BIT:LDO)+24,7%+27%
    ERG (BIT:ERG)+18,7%-0,6%
    Alerion Clean Power (BIT:ARN)+17,5%+3,2%
    Fincantieri (BIT:FCT)+16,5%+4,8%
    Terna (BIT:TRN)+9,6%+3,2%
    Le migliori azioni a Piazza Affari durante la prima settimana di guerra

    Eccole quindi le aziende che, durante la prima settimana di guerra, hanno guadagnato di più a Piazza Affari.

    Potremmo dividere le aziende in due blocchi distinti: da un lato le azioni che hanno nel loro core business la difesa, ciò perché le nazioni stanno rivedendo le spese militari e quindi danno un’accelerata ai business di queste aziende; dall’altro lato la transizione energetica, infatti con il rischio di blocco del gas russo è fondamentale affrancarsi il prima possibile e, per farlo, l’unico modo è quello di investire su fonti di energia che siano il futuro, quindi l’energia green e, a tal proposito, vengono premiate le aziende più attive su questo tema nei mesi scorsi.

    Le peggiori azioni in Europa durante la guerra in Ucraina

    Allarghiamo quindi l’orizzonte e andiamo a guardare cosa sta succedendo nell’intera Europa. Vediamo quindi quelle che sono state le peggiori azioni nel Vecchio Continente durante questa prima settimana di guerra.

    Per evitare i Penny Stock abbiamo messo un limite alla capitalizzazione delle aziende, che devono valere almeno 1 miliardo.

    Azione% a 1 settimanaNazione
    Polymetal International
    (LON:POLY)
    -67%Cipro
    EVRAZ
    (LON:EVR)
    -63%UK
    Ferrexpo
    (LON:FXPO)
    -41%Svizzera
    Nokian Tyres
    (HEL:TYRES)
    -31%Finlandia
    Technip Energies
    (EPA:TE)
    -29%Francia
    Commerzbank
    (ETR:CBK)
    -25%Germania
    Uniper
    (FRA:UN01)
    -24,8%Germania
    Wizz Air Holdings
    (LON:WIZZ)
    -24,4%Svizzera
    Casino Guichard Perrachon
    (EPA:CO)
    -24,3%Francia
    ING Groep
    (AMS:INGA)
    -24,2%Olanda
    Mondi
    (LON:MNDI)
    -22,7%UK
    Valeo
    (EPA:FR)
    -22,2%Francia
    Rolls-Royce Holdings
    (LON:RR)
    -22%UK
    Deutsche Bank
    (ETR:DBK)
    -21,2%Germania
    Fortum
    (HEL:FORTUM)
    -20,8%Finlandia
    BNP Paribas
    (EPA:BNP)
    -19,3%Francia
    Société Générale
    (EPA:GLE)
    -19,2%Francia
    Montana Aerospace
    (SWX:AERO)
    -19,2%Svizzera
    Unicaja Banco
    (BME:UNI)
    -18,2%Spagna
    Renault
    (EPA:RNO)
    -18,2%Francia
    Le azioni peggiori in Europa durante la guerra

    Eccole elencate, le 20 azioni che hanno perso di più in Europa durante la prima settimana di guerra. Ci sono alcune aziende che semplicemente esportano in Russia, altre che hanno delle fabbriche e alcune che sono talmente permeate con la nazione dell’ex Unione Sovietica che si può dire quasi siano russe.

    Per esempio, per la prima della lista (Polymetal International), se andiamo a leggere il profilo dell’azienda, troviamo:

    gruppo minerario di metalli preziosi con sede a Cipro. Il gruppo ha un portafoglio di nove miniere di oro e argento in produzione e 3 progetti di sviluppo in Russia e Kazakistan

    Descrizione di Polymetal International

    Forse ancora peggio va a Ferrexpo, per la quale leggiamo nel profilo aziendale:

    Gestisce circa due miniere e un impianto di lavorazione vicino a Kremenchug in Ucraina, oltre ad avere interessi in un porto a Odessa.

    Descrizione di Ferrexpo

    Quindi, in questo caso, non colpiscono le sanzioni russe, ma direttamente la guerra, operando direttamente in Ucraina, nonostante sia un’azienda svizzera.

    Le aziende europee che hanno guadagnato durante la guerra in Ucraina

    Dall’altro lato della medaglia, sempre mantenendo il limite della capitalizzazione a 1 miliardo, ecco quali sono le aziende che hanno visto il loro valore di borsa allargarsi durante la prima settimana di scontri.

    Azione% a 1 settimanaNazione
    Hensoldt
    (FRA:HAG)
    +113%Germania
    Rheinmetall
    (ETR:RHM)
    +42%Germania
    Oxford Instruments
    (LON:OXIG)
    +38%UK
    Secunet Security Networks
    (FRA:YSN)
    +36%Germania
    ITM Power
    (LON:ITM)
    +36%UK
    Vestas Wind Systems
    (CPH:VWS)
    +32%Danimarca
    Nordex
    (ETR:NDX1)
    +29%Germania
    Siemens Gamesa Renewable Energy
    (BME:SGRE)
    +28%Spagna
    Solaria Energia y Medio Ambiente
    (BME:SLR)
    +27%Spagna
    SMA Solar Technology
    (ETR:S92)
    +26%Germania
    BAE Systems
    (LON:BA)
    +26%UK
    Vallourec
    (EPA:VK)
    +25%Francia
    Voltalia
    (EPA:VLTSA)
    +24%Francia
    Thales
    (EPA:HO)
    +23,9%Francia
    Orsted – Dong Energy
    (CPH:ORSTED)
    +23,3%Danimarca
    Neoen
    (EPA:NEOEN)
    +22%Francia
    Ceres Power Holdings
    (LON:CWR)
    +21,6%UK
    Bobst Group
    (SWX:BOBNN)
    +21,6%Svizzera
    EDP Renovaveis
    (BME:EDPR)
    +21,3%Spagna
    Chemring Group
    (LON:CHG)
    +21,1%UK
    Migliori azioni in Europa durante la prima settimana di guerra

    Anche qui, come successo in Italia, possiamo vedere molta presenza di azioni legate alla difesa delle nazioni, come per esempio la britannica BAE Systems, oppure la francese Thales. Dall’altro lato della medaglia, vediamo anche qui la tendenza a investire nel mercato delle energie rinnovabili, con molte aziende spagnole nella lista, oltre a ITM Power, impegnato nell’industria dell’idrogeno, che sta diventando sempre più un colosso.

    Caso emblematico per la prima della lista, che ha visto, in una settimana, più che raddoppiare il proprio valore, si tratta di Hensoldt e questo il suo profilo:

    Produttore con sede in Germania di sistemi e strumenti di ricerca, rilevamento, navigazione, guida, aeronautici e nautici. La società inoltre, direttamente o indirettamente, acquisisce, detiene, vende e gestisce partecipazioni in società coinvolte nello sviluppo, nella produzione, nel funzionamento e nella vendita di sistemi di ingegneria elettrica, prodotti optronici e soluzioni software per scopi militari e non

    Descrizione di Hensoldt

    Le peggiori azioni sul mercato americano durante la guerra in Ucraina

    Facciamo quindi il salto dell’oceano e andiamo a guardare quali sono state le azioni a stelle e strisce più colpite dalla guerra in Ucraina che, per quanto lontana dalle coste americane, comunque ha avuto delle ripercussioni anche nella nazione guidata da Biden, quantomeno per le tendenze sul lungo periodo.

    Essendo le capitalizzazioni del mercato azionario americano tipicamente più grandi, per evitare piccole aziende abbiamo allargato il limite a 5 miliardi di dollari per poter essere considerate.

    Azione% a 1 settimana
    EPAM Systems (NYSE:EPAM)-53%
    Viatris – Mylan (NASDAQ:VTRS)-25%
    Booking Holdings (NASDAQ:BKNG)-17%
    United Therapeutics Corp (NASDAQ:UTHR)-15,4%
    Biohaven Pharmaceutical (NYSE:BHVN)-15%
    Azioni peggiori in America durante la prima settimana di guerra in Ucraina

    La lista è molto corta poiché le azioni successive hanno una perdita tale che è considerabile “mercato” e non effetti esterni. Come vediamo sono poche le aziende impattate e non tutte potrebbero avere subito a causa della guerra.

    Le azioni migliori in America durante la guerra in Ucraina

    Andiamo a questo punto a vedere quali sono le aziende che hanno visto aumentare il loro valore di mercato durante la guerra tra Russia e Ucraina.

    Azione% a 1 settimana
    CarGurus (NASDAQ:CARG)+41%
    DraftKings (NASDAQ:DKNG)+37%
    Block – Square (NYSE:SQ)+30%
    First Horizon (NYSE:FHN)+29,7%
    New Fortress Energy (NASDAQ:NFE)+24,1%
    Roku (NASDAQ:ROKU)+24%
    GlobalFoundries (NASDAQ:GFS)+22,2%
    Azioni migliori a Wall Street durante la prima settimana di guerra in Ucraina

    Anche qui osserviamo nella lista delle aziende che, probabilmente, con la guerra c’entrano solo in minima parte. Per esempio, la prima della lista, CarGurus, è un rivenditore online di autovetture e potrebbe aver beneficiato più dell’annuncio di Stellantis, che prevede di vendere un terzo delle vetture online entro il 2030, che degli effetti della guerra in Ucraina.

    Conclusione

    In conclusione abbiamo osservato come i mercati europei sono stati realmente impattati dalla guerra tra Ucraina e Russia. I settori che stanno pagando più dazio sono quelli finanziari, a causa dell’incertezza sugli effetti delle sanzioni comminate alla Russia, e quelli che lavorano con i minerali provenienti da Russia e Ucraina.

    I settori che ne hanno beneficiato sono quelli legati alle spese militari e alle energie rinnovabili, poiché la transizione ecologica, con la guerra in atto, verrà certamente accelerata.

    In America gli effetti dello scontro bellico sono arrivati solo in minima parte e le aziende che stanno andando meglio/peggio in questa settimana sono legati, per lo più, ad altri fattori non strettamente connessi con la battaglia sul suolo europeo.

  • Investire in azioni legate alle necessità

    Investire in azioni legate alle necessità

    Mai come in questo momento storico le azioni di aziende legate alle necessità primarie sono considerate così tanto bene rifugio. Si tratta di aziende anticicliche, che anche in periodi di crisi continuano a prosperare poiché il core business è legato a qualcosa che le persone non possono non acquistare.

    Ci sono varie categorie, come per esempio le utility, le quali offrono elettricità, acqua, gas naturale e servizi di scarico per clienti residenziali, commerciali e industriali, senza dimenticare ovviamente i servizi governativi.

    Nel tempo queste aziende si sono guadagnate un posto tra i beni indispensabili e il loro continuo guadagno è dato dall’aumento costante dei prezzi, grazie a contratti regolamentati (quindi approvati da enti governativi) oppure garantiti da accordi ad hoc.

    Tali guadagni costanti permettono a queste aziende di avere una visione nel lungo periodo, potendo approvare piani industriali a più anni che garantiscono per i soci dei buoni dividendi, tipicamente superiori alle medie di mercato.

    Investimenti a lungo periodo, garanzia degli introiti, prevedibilità del mercato e redditività rendono tali azioni dei buoni beni rifugio, a basso rischio per chi decide di investirci.

    Quali sono le migliori azioni di beni indispensabili?

    Non tutte le aziende hanno dei fondamentali così soddisfacenti per attirare investimenti; ciò può essere dato dall’alto debito conseguito per posizionarsi sul mercato, da una cattiva gestione o da mutamenti del mercato (pensiamo per esempio ai produttori di petrolio nel momento in cui il mercato si sta spostando verso green energy).

    Ecco una lista di aziende di spicco:

    SettoreNazione
    Abbott Laboratories
    NYSE: ABT
    SaluteUSA
    AbbVie
    NYSE: ABBV
    SaluteUSA
    Albertsons
    NYSE: ACI
    FoodUSA
    American Water Works Company Inc
    NYSE: AWK
    AcquaUSA
    ArcelorMittal
    AMS: MT
    Materie BaseLussemburgo
    Artesian Resources Corporation
    NASDAQ: ARTNA
    AcquaUSA
    Athens Water and Sewerage Company SA
    FRA: EYP
    AcquaGrecia
    BioNTech
    ETR: 22UA
    SaluteGermania
    Brookfield Infrastructure Partners L.P.
    NYSE: BIP
    InfrastruttureCanada
    California Water Service Group
    NYSE: CWT
    AcquaUSA
    Campbell’s
    NYSE: CPB
    FoodUSA
    Canadian Solar
    NASDAQ: CSIQ
    InfrastruttureCanada
    Carrefour
    EPA: CA
    FoodFrancia
    Centrica PLC
    LON: CNA
    EnergiaRegno Unito
    Companhia de Saneamento Bsc DEDSP Sbsp
    BVMF: SBSP3
    AcquaBrasile
    Compass Minerals
    NYSE: CMP
    Materie BaseUSA
    Covestro
    ETR: 1COV
    Materie BaseGermania
    DaVita
    NYSE: DVA
    SaluteUSA
    DONG Energy
    CPH: ORSTED
    EnergiaDanimarca
    EDP Renewables
    ELI: EDPR
    EnergiaPortogallo
    Électricité de France
    EPA: EDF
    EnergiaFrancia
    Eli Lilly and Company
    NYSE: LLY
    SaluteUSA
    Enel
    BIT: ENEL
    EnergiaItalia
    Engie
    EPA: ENGI
    EnergiaFrancia
    Essential Utilities Inc
    NYSE: WTRG
    AcquaUSA
    Exelon
    NASDAQ: EXC
    EnergiaUSA
    E.ON
    ETR: EOAN
    EnergiaGermania
    Fresenius Medical Care
    ETR: FME
    SaluteGermania
    Global Water Resources Inc
    NASDAQ: GWRS
    AcquaUSA
    Hospital Corporation of America
    NYSE: HCA
    SaluteUSA
    Iberdrola
    BME: IBE
    EnergiaSpagna
    JinkoSolar Holding Co., Ltd
    NYSE: JKS
    InfrastruttureCina
    Johnson & Johnson
    NYSE: JNJ
    SaluteUSA
    Kansai Electric Power Co Inc
    TYO: 9503
    EnergiaGiappone
    Kroger
    NYSE: KR
    FoodUSA
    KSB SE & Co KgaA
    ETR: KSB
    InfrastruttureGermania
    Legrand
    EPA: LR
    InfrastruttureFrancia
    Magellan Health
    NASDAQ: MGLN
    SaluteUSA
    Medtronic
    NYSE: MDT
    SaluteUSA
    Merck & Co.
    NYSE: MRK
    SaluteUSA
    Merck KGaA
    ETR: MRK
    SaluteGermania
    Middlesex Water Company
    NASDAQ: MSEX
    AcquaUSA
    Nestle SA
    SWX: NESN
    FoodSvizzera
    Nexans
    EPA: NEX
    InfrastruttureFrancia
    NextEra Energy Inc
    NYSE: NEE
    EnergiaUSA
    Novartis AG
    SWX: NOVN
    SaluteSvizzera
    Novo Nordisk
    CPH: NOVO-B
    SaluteDanimarca
    Nutrien Ltd
    TSE: NTR
    Materie BaseCanada
    Pennon Group
    LON: PNN
    AcquaRegno Unito
    Pfizer
    NYSE: PFE
    SaluteUSA
    Prysmian SpA
    BIT: PRY
    InfrastruttureItalia
    Recordati
    BIT: REC
    SaluteItalia
    Renewable Energy Group Inc
    NASDAQ: REGI
    EnergiaUSA
    Rexel
    EPA: RXL
    InfrastruttureFrancia
    Rio Tinto Group
    ASX: RIO
    Materie BaseAustralia
    RWE AG
    ETR: RWE
    EnergiaGermania
    Saint-Gobain
    EPA: SGO
    Materie BaseFrancia
    Scottish and Southern Energy plc
    LON: SSE
    EnergiaRegno Unito
    Sesa Goa
    NYSE: VEDL
    Materiali BaseIndia
    Severn Trent
    LON: SVT
    AcquaRegno Unito
    Suez Environnement
    EPA: SEV
    AcquaFrancia
    Tenaris
    BIT: TEN
    Materie BaseLussemburgo
    Tokyo Electric Power Company
    TYO: 9501
    EnergiaGiappone
    UnitedHealth Group
    NYSE: UNH
    SaluteUSA
    Universal Health Services Inc
    NYSE: UHS
    SaluteUSA
    United Utilities Group PLC
    LON: UU
    AcquaRegno Unito
    Vale
    BVMF: VALE3
    Materie BaseBrasile
    Veolia Environnement
    EPA: VIE
    Acqua / EnergiaFrancia
    Vestas
    CPH: VWS
    InfrastruttureDanimarca
    Vinci
    EPA: DG
    InfrastruttureFrancia
    Walmart
    NYSE: WMT
    FoodUSA
    York Water Co
    NASDAQ: YORW
    AcquaUSA
    Azioni delle aziende legate a servizi indispensabili

    Perché è bene investire in azioni di utilità?

    Prendiamo per esempio il caso delle aziende legate alle infrastrutture, queste hanno affrontato costi enormi per costruire e mantenere i loro asset e quindi temono poco la concorrenza; ciò perché qualsiasi azienda volesse entrare nel mercato dovrebbe, prima di ogni altra cosa, avere un profilo finanziario adatto, creare debito e avere il tempo per creare il tutto, una volta fatto questo si confronterebbe con il mercato.

    Stesso dicasi per le aziende energetiche, per la distribuzione di acqua, gas e per l’estrazione di materiali. Ma anche degli ospedali, di laboratori di ricerca, di aziende farmaceutiche e di ogni altro genere di grande investimento primario.

    Rating obbligazionario investment-grade

    Ovviamente stiamo parlando di aziende medio/grandi, che emettono obbligazioni per finanziare gli investimenti, diventa quindi fondamentale analizzare il rating obbligazionario o di credito di ognuna delle società.

    Naturalmente le aziende con rating investment-grade possono finanziarsi a costi bassi e in taluni casi, per aziende con rating AAA (sono pochissime) il credito sfiora lo zero di tasso di interesse.

    Bassa leva finanziaria

    Come detto è naturale che tali aziende si finanzino sul mercato del credito, ma allo stesso tempo è altrettanto fondamentale che ripaghino tali debiti oppure abbiano una crescita di fatturato tale da rendere i passivi trascurabili.

    Per questo motivo, gli investitori dovrebbero cercare le utility con metriche di leverage conservative per il settore. Possibilmente con il rapporto tra debito e ebitda che sia il più basso possibile.

    Dividend Payout conservativo

    Il Dividend Payout ratio è la percentuale di utile che viene poi distribuita ai soci sotto forma di dividendo. Tipicamente le aziende di utility hanno un payout che si aggira intorno al 65/70%.

    I dividendi, per quanto utili per gli azionisti, non sempre sono un bene per l’azienda. Pensiamo per esempio a una compagnia che ha in previsione un grosso investimento e che distribuisce comunque un bel dividendo ricorrendo poi al debito. Non è una mossa molto saggia poiché, conoscendo comunque l’investimento previsto, ha finanziato il dividendo attraverso il debito con l’unico intento di far felici gli azionisti.

  • Azioni energie rinnovabili, come investire nel green

    Azioni energie rinnovabili, come investire nel green

    Oramai lo sanno anche i sassi: il mondo sta cambiando, o almeno sta cambiando la sensibilità che l’uomo ha nei confronti del mondo. Le fonti di energia lentamente stanno passando dai combustibili fossili, i quali sono responsabili dei gas serra, ad alternative molti più pulite e rinnovabili.

    Qualche esempio? Eccolo:

    Questa transizione verso l’energia pulita richiederà decenni e centinaia di miliardi di euro. Quindi, dove ci sono centinaia di miliardi di euro c’è anche opportunità per guadagnare.

    La velocità di sviluppo dell’energia rinnovabile

    Le energie rinnovabili crescono a un ritmo esponenziale. Secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE), nel 2018 le rinnovabili hanno raggiunto il 25% della capacità globale di produzione di energia elettrica. L’AIE vede la capacità di generazione di energia rinnovabile crescere di un altro 50% fino al 2024 nel suo scenario di base, con una crescita ancora più rapida possibile se i governi mettono in atto le politiche e gli incentivi finanziari giusti.

    E sappiamo bene che le maggiori potenze mondiali hanno messo mano al portafoglio per finanziare l’evoluzione. Soprattutto a causa (o grazie) al Covid che ha fatto arrivare fiumi di denaro pronto da essere speso.

    L’AIE vede il futuro più luminoso per il solare, prevedendo che questa tecnologia alimenterà la maggior parte di tale crescita, pari a 700 gigawatt (GW) dei 1.200 GW previsti per le nuove aggiunte di capacità fino al 2024.

    L’eolico terrestre dovrebbe essere il prossimo maggiore contributore a 300 GW, seguito dall’idroelettrico a più di 100 GW e dall’eolico offshore a circa 50 GW. Date queste prospettive, le aziende focalizzate sul settore solare sembrano avere le migliori prospettive di crescita nei prossimi anni.

    Come trovare buoni investimenti nelle energie rinnovabili

    Le aziende del settore delle energie rinnovabili che generano free cash flow e hanno bilanci solidi hanno un vantaggio competitivo rispetto ai rivali finanziariamente più deboli, in quanto hanno un maggiore accesso al capitale necessario per finanziare la crescita. Ecco perché gli investitori dovrebbero concentrare la loro attenzione sulle società di energia pulita finanziariamente forti.

    Il punto è veramente questo: per finanziare gli sviluppi servono molti più capitali di quanti non ce ne siano oggi in circolazione; per questo motivo si salveranno solo le società con i fondamentali più sani ed è fondamentale l’appoggio dei governi.

    Il puro potenziale di crescita del settore delle energie rinnovabili offre l’opportunità a qualsiasi azienda focalizzata sul settore di prosperare. Tuttavia, non tutti lo faranno, perché crescere, solo per il bene dell’ambiente, non arricchirà gli azionisti. Al contrario, gli investitori dovrebbero cercare aziende che destinino saggiamente il capitale a progetti di energia rinnovabile che generino interessanti ritorni sugli investimenti. Un’allocazione intelligente del capitale è essenziale per mantenere un forte profilo finanziario.

    Quali sono i principali titoli delle energie rinnovabili?

    Con queste caratteristiche in mente, ecco alcuni dei migliori titoli del settore delle energie rinnovabili:

    AziendaNazioneSettore
    AFC EnergyRegno UnitoIdrogeno
    Air LiquideFranciaServizi
    Air Products & ChemicalsUSAIdrogeno
    ALBIOMAFranciaSolare
    Ballard Power SystemsCanadaServizi
    Bloom EnergyUSAIdrogeno
    Brookfield Renewable PartnersCanadaEolica e Solare
    Canadian SolarCanadaSolare
    China Longyuan Power GroupCinaEolica
    EDP RenewablesSpagnaEolica
    EncavisGermaniaSolare
    Enphase EnergyUSAServizi
    First SolarUSASolare
    FuelCell EnergyUSAIdrogeno
    GCL-Poly Energy HoldingsIsole CaymanEolica
    Green PlainsUSACarburanti
    Hazer Group LimitedAustraliaIdrogeno
    Huaneng RenewablesCinaEolica
    Innergex Renewable EnergyCanadaIdroelettrica
    ITM PowerRegno UnitoIdrogeno
    JinkoSolarIsole CaymanSolare
    NextEra Energy PartnersUSASolare
    Nikola CorporationUSAServizi
    NordexGermaniaEolico
    Ormat TechnologiesUSAGeotermia
    OrstedDanimarcaEolico
    Plug PowerUSAIdroelettrica
    Scatec SolarNorvegiaSolare
    Siemens GamesaSpagnaEolico
    SMA Solar TechnologyGermaniaSolare
    SnamItaliaIdrogeno
    SolarEdge TechnologiesUSASolare
    SunPowerUSASolare
    SunrunUSASolare
    TeslaUSAServizi
    VERBUNDAustriaIdroelettrica
    Vestas Wind SystemsDanimarcaEolico
    Xinjiang Goldwind Science & TechnologyCinaEolico
    Xinyi Solar HoldingsIsole CaymanSolare
    I componenti dell’indice Renewable Energy Industrial

    Nella lista, che abbiamo cercato di fare più completa possibile, abbiamo inserito anche Tesla, produttore di autoveicoli, e Nikola, produttore di mezzi pesanti spostati con energia rinnovabile (Idrogeno ed elettrico); il motivo è molto semplice: sono due aziende che, benché si trovino nel settore dei mezzi di trasporto, stanno dando un aiuto fondamentale alle energie rinnovabili, soprattutto Tesla, che sta diventando uno dei maggiori produttori di batterie nel mondo.

    Le azioni migliori sulle energie rinnovabili hanno un futuro brillante

    Il settore delle energie rinnovabili rappresenta una grande opportunità per gli investitori.

    Tuttavia, gli investitori devono scegliere con attenzione le azioni, poiché non tutti riusciranno a cogliere appieno questa opportunità. Due caratteristiche chiave da cercare sono un bilancio solido e un profilo di crescita focalizzato sul solare, poiché questi fattori potrebbero dare a un’azienda la possibilità di generare rendimenti più elevati.

  • Le migliori azioni delle società di energie solare

    Le migliori azioni delle società di energie solare

    L’industria dell’energia solare, molto in voga e con ampi margini negli ultimi 10 anni, costruisce e installa dispositivi per catturare l’energia del sole e convertirla in energia elettrica.

    Il settore comprende un’ampia varietà di aziende con le seguenti funzioni:

    • Produzione di componenti e pannelli
    • Installazione di pannelli solari
    • Funzionamento degli impianti di produzione di energia solare

    Aziende che stanno lavorando insieme per aiutare la transizione dell’economia globale dai combustibili fossili alle fonti di energia rinnovabile.

    Ci vorranno miliardi di dollari e molti anni per completare questa conversione, che rende l’energia solare un’opportunità convincente per gli investitori a lungo termine.

    Le migliori azioni di energia solare

    Secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia, la capacità globale di energia rinnovabile è sulla buona strada per espandersi di 1.200 gigawatt (GW) tra il 2019 e il 2024, con l’energia solare che rappresenta il 60% di tale crescita.

    Per mettere in prospettiva questa crescita, 1.200 GW equivalgono all’incirca all’intera capacità totale di potenza installata negli Stati Uniti nel solo 2018.

    Mentre diverse grandi aziende si concentrano sull’energia solare, e dovrebbero beneficiare della sua crescita, non tutte hanno strategie volte ad aumentare il valore per i loro azionisti.

    Per questo motivo, gli investitori devono fare attenzione nella scelta dei titoli di energia solare.

    Per fare una selezione delle migliori aziende che investono nel mercato dell’energia solare ci viene in aiuto un indice, Renewable Energy Industrial Index (RENIXX), che colleziona 30 componenti, tutte impegnate nelle rinnovabili e la maggior parte di loro nel solare.

    AziendaNazioneSettore
    ALBIOMAFranciaSolare
    Ballard Power SystemsCanadaServizi
    Brookfield Renewable PartnersCanadaEolica e Solare
    Canadian SolarCanadaSolare
    China Longyuan Power GroupCinaEolica
    EDP RenewablesSpagnaEolica
    EncavisGermaniaSolare
    Enphase EnergyUSAServizi
    First SolarUSASolare
    GCL-Poly Energy HoldingsIsole CaymanEolica
    Green PlainsUSACarburanti
    Huaneng RenewablesCinaEolica
    Innergex Renewable EnergyCanadaIdroelettrica
    JinkoSolarIsole CaymanSolare
    NextEra Energy PartnersUSASolare
    NordexGermaniaEolico
    Ormat TechnologiesUSAGeotermia
    OrstedDanimarcaEolico
    Plug PowerUSAIdroelettrica
    Scatec SolarNorvegiaSolare
    Siemens GamesaSpagnaEolico
    SMA Solar TechnologyGermaniaSolare
    SolarEdge TechnologiesUSASolare
    SunPowerUSASolare
    SunrunUSASolare
    VERBUNDAustriaIdroelettrica
    Vestas Wind SystemsDanimarcaEolico
    Xinjiang Goldwind Science & TechnologyCinaEolico
    Xinyi Solar HoldingsIsole CaymanSolare
    I componenti dell’indice Renewable Energy Industrial

    Facendo quindi una cernita di questa lista, vediamo subito che le aziende impegnate nel solare e quotate in borsa sono:

    AziendaTicker
    AlbiomaEPA:ABIO
    Brookfield Renewable PartnersTSE:BEP.UN
    Canadian SolarNASDAQ:CSIQ
    EncavisETR:CAP
    First SolarNASDAQ:FSLR
    JinkoSolarNYSE:JKS
    NextEra Energy PartnersNYSE:NEP
    Scatec SolarFRA:66T
    SMA Solar TechnologyETR:S92
    SolarEdge TechnologiesNASDAQ:SEDG
    SunPowerNASDAQ:SPWR
    SunrunNASDAQ:RUN
    Xinyi Solar HoldingsHKG:0968
    Aziende nel mercato dell’energia solare quotate in borsa

    Albioma

    Albioma è un produttore indipendente di energia rinnovabile. È attiva nei settori delle biomasse e dell’energia solare fotovoltaica, principalmente nella Francia continentale e nei territori d’oltremare.

    Il gruppo, con sede nei territori francesi d’oltremare, nelle Mauritius e in Brasile, sviluppa da 20 anni una partnership con l’industria dello zucchero per produrre energia rinnovabile dalla bagassa, il residuo fibroso della canna da zucchero. Albioma è anche il principale produttore di energia fotovoltaica nella Francia d’oltremare, dove costruisce e gestisce progetti con stoccaggio.

    Brookfield Renewable Partners

    Posseduta al 60% da Brookfield Asset Management, la società Brookfield Renewable Partners ha sede in Canada, in Ontario.

    Possiede oltre 200 impianti idroelettrici, 100 parchi eolici, oltre 550 impianti solari e quattro impianti di stoccaggio, con circa 16.400 MW di capacità installata.

    Si tratta di una delle aziende più antiche in questo settore, considerando che il sito aziendale riporta che la fondazione della stessa Compagnia risale al 1890, quando venne installata la prima rete elettrica a San Paolo, in Brasile.

    Canadian Solar

    Canadian Solar è nella filiera della produzione dell’energia solare attraverso la costruzione di pannelli fotovoltaici.

    Ha fatto parte, e continua a lavorare, su grandi progetti solari in 24 Stati differenti in tutti i continenti del globo.

    Encavis

    Encavis (ex Capital Stage) è una società tedesca quotata in borsa nel settore delle energie rinnovabili.

    Investe principalmente in parchi solari e turbine eoliche onshore e ne assume la gestione commerciale e tecnica.

    L’azienda si concentra su progetti chiavi in mano o su impianti già esistenti.

    Encavis offre anche agli investitori istituzionali opportunità di investimento in impianti di energia rinnovabile.

    Creata nel 2001 con il trasferimento delle partecipazioni di Futura Capitalis AG a HWAG Hanseatisches Wertpapierhandelshaus AG, quotata in borsa dal 1998.

    First Solar

    First Solar è leader mondiale nello sviluppo di soluzioni per l’energia solare. Non solo produce e vende moduli solari, ma progetta, costruisce e vende anche sistemi di energia solare e fornisce servizi di gestione e manutenzione.

    Una cosa che distingue First Solar dagli altri produttori di pannelli solari è la sua attenzione per la produzione di un modulo a film sottile avanzato proprietario. In condizioni non ideali, come la scarsa luminosità e il clima caldo, questi pannelli hanno prestazioni migliori rispetto a quelli della concorrenza realizzati con il silicio. Sono anche di dimensioni maggiori, il che aiuta a ridurre il costo per watt. Questi fattori li rendono ideali per progetti di energia solare su scala industriale.

    JinkoSolar

    JinkoSolar Holding Co è una società cinese fondata nel 2006 con sede a Shanghai.

    Produce e vende celle solari, moduli e sistemi di montaggio. Inoltre la controllata JinkoPower gestisce parchi solari propri.

    Con moduli prodotti con una potenza nominale di 14,2 GW, nel 2019 JinkoSolar era il più grande produttore mondiale di moduli solari cristallini.

    L’azienda ha filiali in 13 paesi, tra cui Cina, Germania, Stati Uniti, Canada, Giappone e Australia.

    NextEra Energy Partners

    NextEra Energy Partners è un’unità di produzione di energia rinnovabile creata da azioni NextEra Energy (NYSE:NEE).

    Queste entità generano energia rinnovabile che vendono agli utenti finali in base ad accordi di acquisto di energia a lungo termine, che forniscono ai yieldco un flusso di cassa costante che utilizzano per pagare dividendi interessanti. NextEra Energy Partners gestisce non solo impianti di generazione solare, ma anche parchi eolici e gasdotti per il gas naturale.

    Il rapporto di NextEra Energy Partners con NextEra Energy le fornisce diversi importanti vantaggi rispetto ai rendimenti dei concorrenti. In primo luogo, in qualità di maggiore produttore mondiale di energia eolica e solare, NextEra ha un vasto portafoglio di asset di energia rinnovabile che può portare fino alla sua affiliata per alimentare la crescita dei dividendi. In secondo luogo, poiché NextEra ha uno dei più alti rating di credito tra le grandi aziende elettriche, ha la flessibilità finanziaria per sostenere la crescita della sua partnership per le energie rinnovabili.

    Anche se NextEra Energy Partners non vanta la forza finanziaria della sua società madre, ha un profilo solido, compreso il mantenimento di un rapporto di distribuzione dei dividendi prudente. Per questo motivo, l’azienda ha la flessibilità necessaria per continuare a portare avanti la sua strategia di crescita, che consiste nell’acquisizione di asset di energia pulita generatori di cassa. Questo dovrebbe fornire alla società il potere di aumentare rapidamente il suo dividendo ad alto rendimento per gli anni a venire.

    Scatec Solar

    Fondata da Alf Bjørseth nel 2007, Scatec Solar ha sede in un posto dove teoricamente non avrebbe molto senso investire nell’energia solare: la Norvegia (a causa del lungo e buio inverno).

    I due principali investitori nella società sono Scatec Holding e la giapponese Itochu.

    SMA Solar Technology

    SMA Solar Technology AG, con sede a Niestetal nell’Assia settentrionale (Germania), è uno dei produttori di inverter per impianti fotovoltaici più venduti al mondo e più noti in Germania per l’immissione in rete, l’immissione fuori rete e il backup.

    La società è rappresentata da società controllate in un totale di 18 paesi. SMA Solar Technology AG è nata (proprio come SMA Railway Technology GmbH, venduta nel marzo 2017) dalla ex SMA Technologie AG.

    Molto presente anche in Italia grazie alla succursale tricolore.

    SolarEdge Technologies

    SolarEdge Technologies produce ottimizzatori di potenza e inverter utilizzati per convertire l’energia del sole in energia elettrica utilizzabile. Questi componenti hanno migliorato il modo in cui i pannelli solari convertono l’energia prodotta dal sole in energia elettrica utilizzata dalla rete elettrica. Un sistema che utilizza gli ottimizzatori di potenza SolarEdge costerà meno di uno che, ad esempio, utilizza un microinverter costruito da un’azienda come Enphase Energy (NASDAQ:ENPH), con una perdita di efficienza minima.

    L’attenzione di SolarEdge alla produzione di ottimizzatori di potenza a basso costo le ha permesso di conquistare quote di mercato dai concorrenti, in quanto gli sviluppatori di progetti solari si sono concentrati sui costi. L’azienda ha anche investito denaro per acquisire e sviluppare nuovi prodotti negli spazi di stoccaggio e gestione dell’energia, nonché moduli intelligenti per contribuire ad aumentare il suo reddito medio per installazione.

    Sunrun

    Sunrun è stata co-fondata nel gennaio 2007 da Lynn Jurich, Ed Fenster e Nat Kreamer con un modello di business certamente innovativo: offriva ai clienti un modello di business basato su un contratto di locazione o un contratto di acquisto di energia elettrica, in base al quale i proprietari di abitazione pagavano per l’utilizzo dell’energia elettrica ma non acquistavano i pannelli solari in modo definitivo, riducendo l’esborso iniziale di capitale richiesto dal proprietario di abitazione.

    Sunrun è responsabile dell’installazione, della manutenzione, del monitoraggio e delle riparazioni degli impianti installati.

    Strategie progettate per vincere

    Il solare sembra la forma definitiva di energia che useremo su questo pianeta per tutto il tempo in cui saremo in circolazione. Ci abbiamo messo molto tempo per arrivarci e ci sono ancora molti miglioramenti tecnologici di cui abbiamo bisogno, come lo stoccaggio per farlo funzionare per tutti.

    Considerata la crescita prevista per l’industria solare, molte aziende dovrebbero prosperare. Tuttavia, le aziende solari meglio posizionate hanno una strategia chiaramente definita e la flessibilità finanziaria necessaria per realizzare i loro piani.

  • MSCI Europa, l’indice europeo poco conosciuto

    MSCI Europa, l’indice europeo poco conosciuto

    Ben più noto l’indice EuroStoxx 50 ma non è l’unico strumento per fare un paniere delle azioni del vecchio continente. Una valida alternativa è l’indice MSCI Europa.

    Cosa è l’MSCI Europa

    Si tratta di un paniere di titoli azionari gestito dall’omonima società MSCI (Morgan Stanley Capital International) che include tutte le migliori azioni del vecchio continente.

    Si tratta di una raccolta dei 15 mercati azionari più grandi in Europa e copre un complessivo 85% della capitalizzazione di ognuno di questi mercati.

    Ciò è possibile perché, per ognuno dei 15 mercati, nel paniere finiscono le azioni a più larga capitalizzazione.

    Composizione dell’indice MSCI Europa

    Come già detto sono 15 i mercati che “prestano” i titoli per la composizione di questo indice, si tratta dei mercati di:

    1. Austria
    2. Belgio
    3. Danimarca
    4. Finlandia
    5. Francia
    6. Germania
    7. Irlanda
    8. Italia
    9. Olanda
    10. Norvegia
    11. Portogallo
    12. Spagna
    13. Svezia
    14. Svizzera
    15. Regno Unito

    Ovviamente quando si parla di titoli azionari il Regno Unito fa da padrone e compone circa un quarto dell’intero indice, seguito da Francia, Germania e Svizzera.

    Il paniere ha un consistente numero di azioni, tipicamente si sfiorano i 500 titoli differenti. Nel momento in cui scriviamo, per esempio, contiamo 424 azioni differenti all’interno del paniere.

    Titoli azionari all’interno dell’indice MSCI Europa

    TitoloNazionePeso nel paniere
    NESTLECH4,17%
    ROCHE HOLDING PARCH3,07%
    NOVARTISCH2,34%
    SAPDE1,90%
    ASML HOLDINGNL1,79%
    ASTRAZENECAGB1,71%
    LVMHFR1,53%
    NOVO NORDISKDK1,40%
    SANOFIFR1,35%
    SIEMENSDE1,19%
    GLAXOSMITHKLINEGB1,13%
    TOTALFR1,02%
    UNILEVERNL1,01%
    ALLIANZDE0,98%
    L’OREALFR0,95%
    BRITISH AMERICAN TOBACCOGB0,91%
    AIR LIQUIDEFR0,89%
    HSBC HOLDINGSGB0,89%
    DIAGEOGB0,88%
    IBERDROLAES0,86%
    ENELIT0,82%
    RIO TINTOGB0,82%
    RECKITT BENCKISER GROUPGB0,79%
    SCHNEIDER ELECTRIC SEFR0,78%
    BAYERDE0,74%
    BPGB0,72%
    ADIDASDE0,72%
    DEUTSCHE TELEKOMDE0,67%
    BASFDE0,65%
    ZURICH INSURANCE GROUPCH0,64%
    ROYAL DUTCH SHELL CL AGB0,62%
    KERINGFR0,61%
    LONZA GROUPCH0,55%
    ABB LTDCH0,55%
    BHP GROUP ORD SHSGB0,55%
    AIRBUSNL0,52%
    VINCIFR0,52%
    DEUTSCHE POSTDE0,52%
    DAIMLERDE0,52%
    PROSUSNL0,51%
    BNP PARIBAS ACT.AFR0,51%
    RELXGB0,50%
    PHILIPSNL0,49%
    AB INBEVBE0,49%
    UBS GROUPCH0,49%
    GIVAUDANCH0,48%
    DANONEFR0,48%
    NATIONAL GRIDGB0,44%
    MUENCHENER RUECKVERDE0,43%
    PRUDENTIALGB0,43%
    AXAFR0,43%
    ESSILORLUXOTTICAFR0,43%
    VODAFONE GROUPGB0,42%
    LONDON STOCK EXCHANGE GROUPGB0,42%
    VONOVIADE0,42%
    RICHEMONTCH0,41%
    EXPERIANGB0,41%
    PERNOD RICARDFR0,40%
    INFINEON TECHNOLOGIESDE0,40%
    SIKACH0,40%
    SAFRANFR0,40%
    AHOLD DELNL0,39%
    DEUTSCHE BOERSEDE0,39%
    ADYENNL0,38%
    DSV PANALPINADK0,38%
    INTESA SANPAOLOIT0,38%
    ERICSSONSE0,37%
    INDITEXES0,37%
    ATLAS COPCOSE0,37%
    BANCO SANTANDERES0,37%
    VESTAS WIND SYSTEMSDK0,35%
    ANGLO AMERICANGB0,35%
    VOLKSWAGENDE0,34%
    INVESTORSE0,34%
    KONEFI0,34%
    TESCOGB0,33%
    ALCONCH0,33%
    VOLVOSE0,33%
    CRHIE0,33%
    COMPASS GROUPGB0,33%
    DSM KONNL0,32%
    ING GROEPNL0,32%
    HERMES INTERNATIONALFR0,32%
    ORSTED DONG EnergyDK0,30%
    GENMABDK0,30%
    AMADEUS IT GROUPES0,30%
    E.ONDE0,29%
    DASSAULT SYSTEMFR0,29%
    CREDIT SUISSE GROUP AGCH0,29%
    ENGIEFR0,29%
    NORDEA BANKFI0,28%
    LAFARGEHOLCIM LTDCH0,28%
    NESTEFI0,28%
    ASSA ABLOYSE0,28%
    BMWDE0,28%
    FLUTTER ENTERTAINMENTIE0,28%
    WOLTERS KLUWERNL0,27%
    HEINEKENNL0,27%
    FERRARINL0,27%
    RWEDE0,27%
    VIVENDIFR0,27%
    SANDVIKSE0,27%
    SWISS RE AGCH0,26%
    NOKIAFI0,26%
    GLENCOREJE0,26%
    LLOYDS BANKING GROUPGB0,26%
    CAPGEMINIFR0,25%
    ORANGEFR0,25%
    SAINT GOBAINFR0,25%
    GEBERITCH0,25%
    KERRY GROUPIE0,25%
    LEGRANDFR0,25%
    ENIIT0,25%
    ESSITY AKTIEBOLAG (PUBL)SE0,24%
    BAE SYSTEMSGB0,24%
    FERGUSONJE0,24%
    BARCLAYSGB0,24%
    HEXAGONSE0,24%
    CELLNEX TELECOMES0,23%
    STMICROELECTRONICSNL0,22%
    MERCKDE0,22%
    SAMPOFI0,22%
    AKZO NOBELNL0,22%
    FRESENIUSDE0,22%
    COLOPLASTDK0,22%
    HENKEL& KGAADE0,22%
    MICHELINFR0,21%
    SYMRISEDE0,21%
    UNICREDITIT0,21%
    TELEPERFORMANCEFR0,21%
    FRESENIUS MEDICAL CAREDE0,21%
    DEUTSCHE WOHNENDE0,20%
    TELEFONICAES0,20%
    PARTNERS GROUP HOLDINGCH0,20%
    BANCO BILBAO VIZCAYA ARGENTARIAES0,20%
    OCADO GROUPGB0,19%
    UPM-KYMMENEFI0,19%
    IMPERIAL BRANDSGB0,19%
    SMITH AND NEPHEWGB0,19%
    DEUTSCHE BANKDE0,19%
    SGSCH0,19%
    ASHTEAD GROUPGB0,19%
    SSEGB0,19%
    ASSICURAZIONI GENERALIIT0,18%
    EQUINORNO0,18%
    UCBBE0,17%
    SEGRO REITGB0,17%
    SKANDINAVISKA ENSKILDA BANKENSE0,17%
    AVIVAGB0,17%
    SARTORIUSDE0,17%
    SWISSCOMCH0,17%
    SWEDBANKSE0,17%
    LEGAL AND GENERAL GROUPGB0,16%
    JUST EAT TAKEAWAYNL0,16%
    EDPPT0,16%
    DELIVERY HERODE0,16%
    CARLSBERGDK0,16%
    HENNES & MAURITZSE0,16%
    ZALANDODE0,16%
    NOVOZYMESDK0,16%
    KINGSPAN GROUPIE0,16%
    SVENSKA HANDELSBANKENSE0,16%
    DNBNO0,15%
    INTERTEK GROUPGB0,15%
    SWEDISH MATCHSE0,15%
    KBCBE0,15%
    FIAT CHRYSLER AUTOMOBILESNL0,15%
    RENTOKIL INITIALGB0,15%
    SONOVA HOLDINGCH0,15%
    SWISS LIFE HLDGCH0,15%
    FERROVIALES0,15%
    WORLDLINEFR0,14%
    LOGITECHCH0,14%
    BT GROUPGB0,14%
    SIEMENS HEALTHINEERSDE0,14%
    CHRISTIAN HANSEN HOLDINGDK0,14%
    3I GROUPGB0,14%
    STANDARD CHARTEREDGB0,14%
    VEOLIA ENVIRONNEMENT VEFR0,14%
    EDENREDFR0,14%
    TELENORNO0,14%
    QIAGENNL0,13%
    SOCIETE GENERALEFR0,13%
    BEIERSDORFDE0,13%
    SCHINDLER P PARCH0,13%
    CONTINENTALDE0,13%
    HALMAGB0,13%
    NN GROUPNL0,13%
    ARGENXNL0,13%
    REPSOLES0,13%
    BUNZLGB0,12%
    CREDIT AGRICOLEFR0,12%
    KUEHNE & NAGELCH0,12%
    PEUGEOTFR0,12%
    EUROFINSFR0,12%
    GBLBE0,12%
    STRAUMANN HOLDINGCH0,12%
    CRODA INTERNATIONALGB0,12%
    ALSTOMFR0,12%
    NEXTGB0,12%
    LEG IMMOBILIENDE0,12%
    SNAMIT0,12%
    SPIRAX-SARCO ENGINEERINGGB0,12%
    SAGE GROUPGB0,12%
    INGENICO GROUPFR0,12%
    BRENNTAGDE0,12%
    TERNA RETE ELETTRICA NAZIONALEIT0,11%
    GN STORE NORDDK0,11%
    TELIA COMPANYSE0,11%
    CARREFOURFR0,11%
    PERSIMMONGB0,11%
    A P MOLLER MAERSKDK0,11%
    MONDIGB0,11%
    SCOUT24DE0,11%
    JULIUS BAERCH0,11%
    SARTORIUS STEDIM BIOTECHFR0,11%
    EPIROCSE0,11%
    TEMENOSCH0,11%
    CHOCOLADEF. LINDT & SPRUENGLI PARCH0,11%
    STORA ENSOFI0,11%
    HANNOVER RUECKDE0,11%
    UMICOREBE0,11%
    AENA SMEES0,11%
    KINNEVIKSE0,11%
    DANSKE BANKDK0,11%
    COVESTRO AGDE0,11%
    ARCELORMITTALLU0,11%
    FORTUMFI0,11%
    MTU AERO ENGINES HOLDINGDE0,10%
    WPPJE0,10%
    PORSCHE AUTOMOBIL HOLDING PRFDE0,10%
    INTERCONTINENTAL HOTELS GROUPGB0,10%
    HEIDELBERGCEMENTDE0,10%
    KPN KONNL0,10%
    KNORR BREMSEDE0,10%
    SMURFIT KAPPA GROUPIE0,10%
    ENDESAES0,10%
    ASSOCIATED BRITISH FOODSGB0,10%
    GRIFOLSES0,10%
    ELISAFI0,10%
    BOLIDENSE0,10%
    CAIXABANKES0,10%
    SVENSKA CELLULOSA AKTIEBOLAGETSE0,10%
    EVOLUTION GAMING GROUPSE0,10%
    ADECCOCH0,10%
    FINECO BANKIT0,10%
    RED ELECTRICA CORPORACIONES0,10%
    ATOSFR0,09%
    BOUYGUESFR0,09%
    MONCLERIT0,09%
    MOWINO0,09%
    SKFSE0,09%
    THALESFR0,09%
    DCCIE0,09%
    UBISOFT ENTERTAINFR0,09%
    BURBERRY GROUPGB0,09%
    NIBE INDUSTRIERSE0,09%
    ATLANTIAIT0,09%
    ARKEMAFR0,09%
    CNH INDUSTRIALNL0,09%
    EMS-CHEMIE HOLDINGCH0,09%
    NEXIIT0,09%
    AGEASBE0,09%
    UNITED UTILITIES GROUPGB0,09%
    SEVERN TRENTGB0,09%
    PANDORADK0,09%
    ORKLANO0,09%
    ALFA LAVALSE0,08%
    PUMADE0,08%
    KINGFISHERGB0,08%
    EIFFAGEFR0,08%
    BALOISECH0,08%
    INFORMAGB0,08%
    SWISS PRIME SITECH0,08%
    SKANSKASE0,08%
    SMITHS GROUPGB0,08%
    TELE2SE0,08%
    VALEOFR0,08%
    PRYSMIANIT0,08%
    BUREAU VERITASFR0,08%
    MELROSE INDUSTRIESGB0,08%
    AUTO TRADER GROUPGB0,08%
    ADMIRAL GROUPGB0,08%
    HARGREAVES LANSDOWNGB0,08%
    BERKELEY GROUP HOLDINGS THEGB0,08%
    PUBLICIS GROUPEFR0,08%
    SWATCH GROUP ICH0,08%
    VIFOR PHARMACH0,08%
    BARRY CALLEBAUTCH0,08%
    YARA INTERNATIONALNO0,08%
    SOLVAYBE0,08%
    TEAMVIEWERDE0,08%
    ST.JAMES’S PLACEGB0,08%
    STANDARD LIFE ABERDEENGB0,07%
    BIOMERIEUXFR0,07%
    GVC HOLDINGSIM0,07%
    SODEXOFR0,07%
    UNIPERDE0,07%
    DAVIDE CAMPARI MILANONL0,07%
    RSA INSURANCE GROUPGB0,07%
    SIEMENS GAMESA RENEWABLE ENERGYES0,07%
    EDFFR0,07%
    RANDSTADNL0,07%
    ERSTE GROUP BANKAT0,07%
    SUEZFR0,07%
    EXORNL0,07%
    GETLINKFR0,07%
    GALAPAGOSBE0,07%
    ORPEAFR0,07%
    NATURGY ENERGYES0,07%
    JOHNSON MATTHEYGB0,07%
    BARRATT DEVELOPMENTSGB0,07%
    NATWEST GROUPGB0,07%
    AROUNDTOWNLU0,07%
    GECINAFR0,07%
    HIKMA PHARMACEUTICALSGB0,07%
    ACS ACTIVIDADES DE CONSTRUCCIONES0,07%
    ENAGASES0,07%
    KION GROUPDE0,07%
    EVONIK INDUSTRIESDE0,06%
    MORRISONWM.SUPERMARKETSGB0,06%
    RECORDATI INDUSTRIA CHIM. FARMA.IT0,06%
    WHITBREADGB0,06%
    SCHINDLER HOLDINGCH0,06%
    EPIROCSE0,06%
    ANTOFAGASTAGB0,06%
    GEA GROUPDE0,06%
    DIRECT LINE INSURANCE GROUPGB0,06%
    ICA GRUPPENSE0,06%
    ACCORFR0,06%
    DIASORINIT0,06%
    COMMERZBANKDE0,06%
    GALP ENERGIA-NOMPT0,06%
    UNIBAIL RODAMCO WE STAPLED UNTFR0,06%
    M&GGB0,06%
    MEDIOBANCA BANCA DI CREDITOIT0,06%
    ELECTROLUXSE0,06%
    LANXESSDE0,06%
    ORIONFI0,06%
    SECURITASSE0,06%
    RENAULTFR0,06%
    TAYLOR WIMPEYGB0,06%
    PEARSONGB0,06%
    CARL ZEISS MEDITECDE0,06%
    LAND SECURITIES GROUP REITGB0,05%
    POSTE ITALIANEIT0,05%
    SAINSBURYJGB0,05%
    HUSQVARNASE0,05%
    A P MOLLER MAERSKDK0,05%
    SCHRODERSGB0,05%
    AEGONNL0,05%
    OMVAT0,05%
    AMUNDIFR0,05%
    SOFINABE0,05%
    JD SPORTS FASHIONGB0,05%
    NEMETSCHEKDE0,05%
    AMBUDK0,05%
    EQTSE0,05%
    INDUSTRIVARDENSE0,05%
    J.MARTINS SGPSPT0,05%
    SCORFR0,05%
    VOPAKNL0,05%
    CLARIANTCH0,05%
    LUNDIN ENERGYSE0,05%
    IPSENFR0,05%
    ROLLS-ROYCE HOLDINGSGB0,05%
    REMY COINTREAUFR0,05%
    AVEVA GROUPGB0,05%
    GJENSIDIGE FORSIKRINGNO0,05%
    ADEVINTANO0,05%
    UNITED INTERNETDE0,05%
    NORSK HYDRONO0,04%
    BRITISH LAND REITGB0,04%
    LUNDBERGFORETAGENSE0,04%
    TRYGDK0,04%
    SCHIBSTEDNO0,04%
    SEBFR0,04%
    VERBUNDAT0,04%
    COLRUYT (D)BE0,04%
    COVIVIOFR0,04%
    ABN AMRO BANKNL0,04%
    WARTSILAFI0,04%
    LATOUR INVESTMENTSE0,04%
    TELECOM ITALIAIT0,04%
    FUCHS PETROLUB PRFDE0,04%
    AERCAP HOLDINGSNL0,04%
    BANKINTERES0,04%
    BOLLOREFR0,04%
    BANQUE CANTONALE VAUDOISECH0,04%
    DEMANTDK0,04%
    FDJFR0,04%
    ELIA GROUPBE0,04%
    FAURECIAFR0,04%
    ALTICE EUROPENL0,04%
    VOESTALPINEAT0,04%
    PROXIMUSBE0,03%
    AEROPORTS DE PARISFR0,03%
    ILIADFR0,03%
    TELEFONICA DEUTSCHLAND HOLDINGDE0,03%
    DEUTSCHE LUFTHANSADE0,03%
    SES FDRLU0,03%
    INWITIT0,03%
    KLEPIERRE REITFR0,03%
    LEONARDOIT0,03%
    WENDELFR0,03%
    TENARISLU0,03%
    THYSSENKRUPPDE0,03%
    RAIFFEISEN BANK INTERNATIONALAT0,03%
    SWATCH GROUPCH0,03%
    H.LUNDBECKDK0,03%
    ANDRITZAT0,03%
    NATIXISFR0,03%
    DASSAULT AVIATFR0,03%
    EVRAZGB0,03%
    EURAZEOFR0,02%
    CNP ASSURANCESFR0,02%
    HOCHTIEFDE0,02%
    METRODE0,02%
    PIRELLI & CIT0,02%
    MAPFREES0,02%
    FRAPORTDE0,02%
    TELENET GROUPBE0,02%
    ICADE REITFR0,02%
    JCDECAUXFR0,02%
    Componenti dell’MSCI Europa

    Confronto tra MSCI Europa ed EuroStoxx 50

    Vista la natura e la grandezza dell’indice MSCI Europa, possiamo tranquillamente affermare che è questo la vera cartina tornasole del mercato europeo, ben più dell’EuroStoxx.

    Infatti il paniere di 50 titoli ha al suo interno le più grandi aziende, senza fare reale distinzione tra mercati, succede così che mercati più piccoli, come possono essere quelli scandinavi o dell’Est Europa abbiano uno o nessun titolo dentro l’EuroStoxx 50.

    Inoltre abbiamo accennato alla grandezza dell’indice, infatti lo Stoxx 50 ha, appunto, 50 titoli, mentre l’MSCI ha all’interno oltre 400 titoli (424 a ottobre del 2020).

    Diverso invece il discorso per l’MSCI Europa che coprendo le aziende a più grande capitalizzazione di 15 mercati differenti ha all’interno varie aziende che sfuggono completamente all’indice di Stoxx (il quale si ferma 12).

    Inoltre MSCI Europa ha all’interno anche mercati che non fanno parte dello Stoxx perché non nella comunità europea (Svizzera e presto UK).

  • Elezioni americane, come seguirle e come guadagnarne

    Elezioni americane, come seguirle e come guadagnarne

    Oggi è il grande giorno in America, infatti i 328 milioni di abitanti americani sono chiamati alle urne per decidere chi sarà il futuro presidente degli Stati Uniti d’America.

    Appare evidente, per il potere posto in mano a questa figura, che questa è una scelta che travalica i confini americani e interessa direttamente tutto il mondo.

    I due principali sfidanti sono l’attuale presidente Donald Trump e il candidato democratico Joe Biden.

    A onor del vero, oltre a Repubblicani e Democratici, esistono anche altri partiti, con relativi candidati. Qui una breve lista, ovviamente puramente indicativa poiché è praticamente impossibile che alcuno di essi abbia la benché minima possibilità di guadagnare anche solo uno Stato:

    • Partito Libertario: Jo Jorgensen
    • Partito Verde: Howie Hawkins
    • Partito della Costituzione: Don Blankenship
    • Vari partiti attivisti sulle libertà: Gloria La Riva
    • Partito proibizionista: Phil Collins
    • Partito dell’Alleanza: Rocky De La Fuente
    • Pane e Rose: Jerome Segal
    • Partito della Marijuana libera: Rudy Reyes
    • Partito dell’Unità d’America: Bill Hammons
    • Partito della Solidarietà: Brian T. Carroll
    • Birthday Party: Kanye West (sì, proprio il cantante)

    Come seguire le elezioni americane

    Partiamo dalla cosa più semplice, cioè come seguire le elezioni americane in Italia.

    Innanzitutto gli orari: si voterà oggi, 3 novembre 2020, con l’inizio dello spoglio nella serata italiana. Al solito tutte le emittenti faranno dei talk show e dei programmi di approfondimento.

    Negli ultimi anni, in particolare, molto seguite le #maratonamentana con Enrico Mentana in diretta da mezzanotte su La7 e gli approfondimenti di SkyTG24, anche esso in diretta dalla sera di martedì 3 novembre.

    Probabilmente un’idea di vincitore l’avremo intorno alle 4/5 di mattina (orario italiano) con l’arrivo degli Stati chiave.

    Le idee economiche di Biden e di Trump

    Cerchiamo quindi di capire quali sono le idee economiche che metteranno in campo i due leader in caso di vittoria.

    Idee economiche Trump

    L’abbiamo già visto grazie al primo mandato: il presidente Donald Trump punta a una politica protezionistica, con la difesa delle aziende americane, sia sul territorio nazionale che internazionale.

    Un chiaro esempio è la guerra dei dazi fatta partire con la Cina.

    Inoltre Donald Trump prosegue una guerra fiscale per tutelare la ricchezza, con la tutela dei redditi più alti.

    Dal punto di vista ambientale, Trump reputa l’evoluzione climatica come un intoppo da ignorare. Quindi largo spazio ad aziende che producono energia attraverso carburanti fossili, a discapito dell’onda green che sta investendo il mondo intero.

    Idee economiche Biden

    Al contrario, Biden è un democratico di vera sinistra, quindi riprenderebbe in mano l’idea di Obama, con largo spazio alla salute alla portata di tutti, con forti investimenti nello sviluppo di infrastrutture nel Paese e con un’accelerazione importante sulle tematiche ambientali.

    Durante la campagna elettorale il leader democratico ha promesso 2 mila miliardi per investimenti nell’energia green.

    Probabilmente non terminerebbe la guerra contro le altre nazioni per il diritto americano di tutelare le proprie aziende, ma certamente non arriverà ad avere posizioni oltranziste come Trump.

    In caso di vittoria di Donald Trump

    Lasciando da parte i partiti piccoli che obiettivamente non hanno alcuna possibilità di vincere, cerchiamo di analizzare cosa potrebbe succedere in borsa in caso di vittoria di uno o dell’altro candidato.

    Iniziamo con il Partito Repubblicano che vede Donald Trump come candidato, quindi sarebbe una conferma per ulteriori 4 anni dell’attuale presidenza.

    Settore energia con Trump

    In caso di vittoria di Trump il settore energetico avrebbe una ulteriore spinta verso le energie old style. Quindi nessun nuovo investimento sulla green economy ma spinta sulla old economy, con i produttori petroliferi che ne avrebbero un gran vantaggio.

    In questo caso potremmo vedere titoli come BP, Royal Dutch Shell, ExxonMobil, Total ed Equinor, ma anche la nostra ENI, pronte a esultare.

    Tutte aziende che hanno già dichiarato di voler puntare al green per il futuro ma che a oggi hanno la maggior parte della loro produzione ancora legata a energia non rinnovabile.

    Settore automobilistico con Trump

    Per le case europee sarebbe un disastro la vittoria di Trump alle imminenti elezioni, ciò perché il tycon ha più volta messo nel mirino proprio i produttori auto del vecchio continente, a suo dire poiché farebbero svalutare il mercato dei produttori americani.

    Particolarmente esposte sul mercato a stelle e strisce ci sono: Daimler, FCA, Michelin, Pirelli. Stesso discorso anche per i marchi asiatici, con Honda e Nissan che potrebbero essere i più penalizzati.

    Ovviamente a guadagnarne, quantomeno per il mercato interno, sarebbero Ford e General Motors.

    Comparto lusso con Trump

    Donald Trump ha già dimostrato di non voler minimamente tassare i ricchi o comunque chi possiede molto denaro.

    Il mercato del lusso quindi fa ampiamente il tifo per l’attuale presidente, con marchi come Burberry, Salvatore Ferragamo, Nike, Brunello Cucinelli, Louis Vuitton, EssilorLuxottica, Adidas, Tod’s e Tiffany che potrebbero navigare meglio con Trump.

    In caso di vittoria di Joe Biden

    Di contro, gli stessi settori già analizzati per Trump, si ritroverebbero in situazione diametralmente opposta in caso di vittoria di Biden.

    Comparto energetico con Biden

    La promessa di 2 mila miliardi di incentivi sull’energia rinnovabile è una bella spinta per tutti i titoli del settore green.

    Per l’amministrazione Biden l’abbandono dell’energia attraverso combustibili fossili è una priorità.

    A guadagnarne potrebbero essere SMA Solar Technology AG, Vestas, Siemens Gamesa Renewable Energy, Nordex, Iberdrola, RWE, National Grid, oltre a quei brand che già sono avanti con la trasformazione del loro business, giusto per fare un nome abbiamo ERG in Italia oppure Snam che sta puntando forte sull’idrogeno.

    Con la vittoria del Partito Democratico e in particolare con i 2 mila miliardi, ci sarebbe uno tsunami di denaro in grado di arrivare anche ad aziende più modeste, come per esempio Nel, Ceres Power e ITM Power.

    Comparto auto con Biden

    Ovviamente a giovarne sarebbero i produttori europei, i quali vedrebbero cadere la spinta protezionistica nei confronti delle aziende a stelle e strisce.

    Al di là del protezionismo, i vantaggi green proposti da Biden investirebbero anche il mercato automobilistico, con Tesla sugli scudi.

    Ci sarebbe spazio anche per quella Volkswagen che recentemente ha messo sul piatto 60 miliardi per la trasformazione green della propria linea.

    Particolarmente avvantaggiati potrebbero essere anche i player del settore batterie, con Johnson Matthey, Umicore e Varta che potrebbero avere buoni spunti.

    Settore del lusso con Biden

    Biden vorrebbe creare un sistema fiscale più proporzionale e certamente andrebbe a intaccare i portafogli dei più facoltosi.

    Per questo motivo, in caso di vittoria del Partito Democratico, potrebbe vedere i player del comparto lusso perdere punti percentuali in borsa.

    Chi non ha influenze dalle elezioni americane?

    Ci sono dei settori che non propendono per una o per l’altra parte, si tratta di particolari mercati che, per fattori esterni o ciclici, non hanno particolare preferenza e che continuerebbero a macinare i loro fatturati.

    Settore edile

    Dopo una crisi come l’attuale, dovuta al Covid, l’espansione e la creazione di nuovi posti di lavoro deve necessariamente passare anche dal settore edile.

    Diventa quindi indifferente la vittoria di uno o dell’altro partito, poiché certamente questo settore verrà investito da liquidità necessaria per far ripartire l’economia di un’intera nazione. Lo stiamo già vedendo in Italia, dove il Governo è stato molto celere a creare bonus al 110% per inondare il mercato di liquidità.

    Aziende come per esempio Buzzi Unicem, HeidelbergCement e LafargeHolcim, piuttosto che Ashtead Group, CRH e Ferguson vedranno comunque incrementare i loro guadagni.

    Se vogliamo proprio fare una scommessa, il mercato delle illuminazioni a led potrebbe avere una spinta in caso di vittoria di Biden, sempre grazie ai 2 mila miliardi per investimenti green; quindi attenzione a Illumina, Signify, Schneider Electric, Legrand e Rexel.

    Comparto farmaceutico

    L’idea di Biden è quella di dare accesso a cure a tutti gli abitanti americani, quindi potenzialmente potrebbe arrivare a calmierare i prezzi di alcuni medicinali fondamentali.

    Trump all’opposto è sulla posizione di far pagare tutto il necessario ai contribuenti per sostenere le case farmaceutiche e indirettamente il lavoro delle stesse, soprattutto se queste case farmaceutiche sono americane.

    Letta così appare evidente come il settore farmaceutico dovrebbe fare il tifo per Trump, ma è anche vero che maggior persone che si possono permettere delle cure equivale ad avere maggiori clienti.

    Infine il particolare momento che stiamo vivendo e la crisi dovuta al Covid farà sì che queste posizioni siano fortemente calmierate, quindi sostanzialmente, nell’arco dei prossimi 4 anni, difficilmente ci sarà una differenza dovuta al vincitore di queste elezioni.

    Tra le aziende che potrebbero avvantaggiarsi ci sono certamente AstraZeneca, Novartis, Roche Holding e Novo Nordisk.

    Settore bancario e finanziario

    Come al solito il mercato teme solo l’incertezza e se questa non dovesse verificarsi, se quindi avremo un vincitore chiaro e incontestabile, il settore bancario e finanziario si adatterà velocemente alla nuova corrente.

    C’è giusto un accento che potrebbe cambiare e cioè il fatto che Biden potrebbe voler maggiormente regolamentare il mercato, oltre ad aggiungere qualche tassa per sostenere altre iniziative più popolari.

    Trump di contro è molto liberale e lascia che sia il mercato stesso ad autoregolamentarsi.

    Comunque, per sua natura stessa, il mercato finanziario si adatta e quindi nel medio periodo cambia veramente poco il colore dell’amministrazione americana. L’abbiamo già visto quattro anni fa, quando la vittoria di Trump sembrava la sciagura peggiore che potesse accadere: sappiamo che a distanza di 4 anni i mercati si sono adeguati.

    Al di là delle banche americane, guardando al vecchio continente le banche maggiormente esposte in america sono: BNP Paribas, Banco Santander, Barclays e BBVA.

    Comparto Tech

    Esiste veramente qualcuno in grado di bloccare l’avanzata dei big tech? C’è da scommettere che qualsiasi sia il colore del partito vincitore delle elezioni americane del 2020, i big tecnologici avanzeranno senza problemi.

    Ciò è certamente dovuto alla natura innovativa di tali aziende ma anche al fatto che il business è così distribuito in tutto il mondo che difficilmente il governo di una sola nazione sarà in grado di cambiare le sorti di aziende come Apple, Microsoft, Amazon, Google ecc.

    Anche qui, su questo comparto, l’unica nota di differenza si potrebbe avere con la vittoria di Biden e successiva apertura a mercati internazionali. In tal caso aziende di semiconduttori (STMicroelectronics e/o Infineon Technologies) oppure aziende legate alla domotica e al green potrebbero avere dei vantaggi consistenti (esempio Home Depot). Vantaggio che si potrebbe estendere anche ad aziende asiatiche che sono state messe al bando ultimamente, come per esempio Huawei.