Azione: Carnival (NYSE:CCL, LON:CCL, CCL.L)

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Logo Carnival

Carnival Corporation è la più grande compagnia di viaggi per il tempo libero del mondo che organizza ogni anno vacanze intorno al globo per milioni di persone.

L’azienda gestisce una serie di marchi di alto profilo di compagnie di crociera, tra cui Carnival Cruise Line, Princess Cruises, Holland America, Seabourn e Fathom in Nord America, AIDA Cruises in Germania, Costa Crociere in Italia e P&O Cruises in Inghilterra. Insieme questi marchi comprendono 102 navi, viaggiano in 700 porti in tutto il mondo e rappresentano la più grande compagnia di crociere del mondo.

Carnival Corporation è inclusa nella classifica Fortune 500 e nella lista delle compagnie di successo di Forbes Global 2000.

Chi sono le persone chiave di Carnival?

Arnold W. Donald è presidente e amministratore delegato di Carnival Corporation dal 2013. Prima ancora, ha lavorato per molti anni alla Monsanto. A Donald va il merito di aver cambiato la reputazione e il valore di mercato di Carnival dopo il disastro della Costa Concordia del 2012. Ha lanciato revisioni della cultura e delle operazioni della Carneval e ha portato avanti un programma di modernizzazione.

Tra gli altri dirigenti senior da tenere d’occhio ci sono il Chief Financial Officer David Bernstein e il Chief Strategy Officer Josh Leibowitz. Micky Arison è Presidente del Consiglio di amministrazione di Carnival Corporation dal 1990, è stato il predecessore di Donald come CEO e figlio del co-fondatore della società.

Qual è la storia moderna di Carnival?

Carnival Cruise Line è stata lanciata nel 1972 dal compianto Ted Arison, con una sola nave di seconda mano e carburante sufficiente per un viaggio di sola andata da Miami a San Juan. Da tali infausti inizi la compagnia è cresciuta fino a diventare la sedicente “World’s Most Popular Cruise Line”, e nel 1987 ha lanciato una IPO che ha fornito l’afflusso di capitale necessario per un programma di espansione attraverso l’acquisizione.

Il nome Carnival Corporation è stato adottato nel 1994 per distinguere la società madre dalla filiale della compagnia di crociere di bandiera. Tra le acquisizioni più importanti degli anni successivi si segnala l’operatore di lusso Cunard Line nel 1998 e nel 2003 sono stati perfezionati gli accordi per la fusione di Carnival Corporation con P&O Princess Cruises plc.

Quali sono gli ultimi sviluppi di Carnival?

Per il 2017 Carnival Corporation ha registrato un utile netto rettificato di 2,8 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 2,6 miliardi di dollari dell’intero anno 2016. L’utile netto rettificato per azione è stato di 3,82 dollari rispetto ai 3,45 dell’anno precedente. I ricavi per l’intero anno 2017 sono stati pari a 17,5 miliardi di dollari, circa 1,1 miliardi di dollari in più rispetto ai 16,4 miliardi di dollari del 2016.

Il CEO Arnold Donald ha dichiarato: “La nostra performance per l’intero anno è stata guidata da una crescita di oltre il 4,5% dei prezzi dei biglietti, pur superando una varietà di venti contrari, affermando che la nostra strategia di base […] può fornire miglioramenti costanti dei guadagni”.

La crociera è uno dei segmenti in più rapida crescita nell’industria dei viaggi e del turismo, e Carnival Corporation continua a rispondere a questo con nuovi ordini. Nel gennaio 2018, Carnival ha annunciato di aver firmato un contratto di costruzione navale per una seconda nave da crociera di nuova generazione per il suo marchio P&O Cruises con il costruttore navale tedesco Meyer Werft GmBH. La nave sarà la più grande nave da crociera ad essere costruita appositamente per il mercato britannico, e potrà ospitare circa 5.200 ospiti. La nuova nave fa parte della strategia di potenziamento della flotta di Carnival, con 19 nuove navi la cui consegna è prevista per il periodo 2018-22.

Dove opera Carnival?

Carnival Corporation impiega oltre 120.000 persone in tutto il mondo; l’azienda ha sede a Miami, in Florida, e a Londra, in Inghilterra. Carnival ha stabilito la sua sede centrale in Asia a Singapore nel 2013 e ora gestisce numerosi uffici in tutta l’Asia, comprese le sedi in Cina.

Dove viene quotata Carnival?

Le azioni di Carnival Corporation sono quotate sia al New York Stock Exchange (NYSE) che al London Stock Exchange (LSE), ed è l’unico gruppo al mondo ad essere presente sia nell’indice S&P 500 che nell’indice FTSE 100.

  • Migliori e peggiori azioni a un anno dall’inizio del Covid

    Migliori e peggiori azioni a un anno dall’inizio del Covid

    Tra il 20 e il 21 febbraio del 2020 abbiamo registrato, a livello mondiale, l’ultimo giorni di massimi prima del crollo causato dalla pandemia da Corona Virus.

    Giusto per dare un’indicazione, prendiamo in esempio l’S&P 500 che il giorno 20 febbraio 2020 toccava il massimo a 3.398,3 prima di iniziare una correzione che l’avrebbe portato a toccare, il giorno 23 marzo 2020, un minimo di 2.184,7.

    A tutti gli effetti, quindi, possiamo dire che l’incubo SARS-CoV-2, per le borse mondiali, è iniziato tra il 20 e il 21 febbraio di un anno fa.

    A distanza di un anno, quindi, quali azioni hanno recuperato? Quali azioni sono ancora sotto e quali hanno registrato nuovi record?

    Migliori e peggiori azioni a distanza di un anno dall’inizio del Covid

    Per fare questa classifica prendiamo in esame i titoli della parte occidentale del mondo, quindi registrando le performance in Europa, USA e Canada.

    Per stilare questa classifica prendiamo in esame solo i titoli azionari che a oggi hanno una valutazione di capitalizzazione maggiore di 1 miliardo, così da escludere delle aziende sconosciute.

    Ecco quello che esce:

    Migliori azioni dall’inizio del Covid

    PerformanceNazione
    Argo Blockchain PLC
    LON:ARB
    +4.330%Regno Unito
    Riot Blockchain
    NASDAQ:RIOT
    +4.035%USA
    Marathon Patent Group
    NASDAQ:MARA
    +3.729%USA
    Novavax
    NASDAQ:NVAX
    +3.237%USA
    Ocugen
    NASDAQ:OCGN
    +1.801%USA
    Blink Charging Co
    NASDAQ:BLNK
    +1.309%USA
    NIO
    NYSE:NIO
    +1.234%Cina
    Veritone
    NASDAQ:VERI
    +1.204%USA
    Bionano Genomics
    NASDAQ:BNGO
    +1.109%USA
    eXp World Holdings
    NASDAQ:EXPI
    +1.109%USA
    Migliori azioni dall’inizio del Covid

    Come possiamo vedere, nella lista, eccetto la prima posizione che va a un’azione del Regno Unito, il resto della classifica è occupata da aziende americane.

    Insieme a queste mettiamo anche NIO che, benché abbia la sede centrale in Cina, è quotata al Nasdaq.

    Peggiori azioni dall’inizio del Covid

    PerformanceNazione
    Galapagos NV
    AMS: GLPG
    -72%Belgio
    Grenke AG
    FRA: GLJ
    -69%Germania
    BlueBird Bio
    NASDAQ: BLUE
    -66%USA
    International Airlines Group
    LON: IAG
    -63%Spagna / Regno Unito
    eHealth
    NASDAQ:EHTH
    -59%USA
    Rolls-Royce Holdings
    LON: RR
    -59%Regno Unito
    Phillips 66 Partners
    NYSE: PSXP
    -58%USA
    Two Harbors Investment
    NYSE: TWO
    -58%USA
    PBF Energy
    NYSE: PBF
    -57%USA
    Banco de Sabadell
    BME: SAB
    -56,7%Spagna
    Peggiori azioni dall’inizio del Covid

    Qui la presenza americana è molto inferiore e si può notare come molte aziende del vecchio continente abbiano subito il colpo.

    Migliori azioni in Europa dall’inizio del Covid

    Stringendo leggermente lo sguardo, calcolando solo le aziende con una capitalizzazione superiore al miliardo, guardiamo quali sono in Europa le aziende che hanno registrato la miglior performance.

    PerformanceNazione
    Argo Blockchain
    LON:ARB
    +4.330%Regno Unito
    Fastned BV
    AMS:FAST
    +698%Olanda
    Global Fashion Group
    ETR: GFG
    +660%Lussemburgo
    Shop Apotheke Europe
    FRA: SAE
    +382%Olanda
    AO World
    LON: AO
    +299%Regno Unito
    Indivior
    LON: INDV
    +287%Regno Unito
    Valneva
    EPA: VLS
    +255%Francia
    ITM Power
    LON: ITM
    +243%Regno Unito
    Northern Data
    ETR: NB2
    +227%Germania
    Flatex AG
    FRA: FTK
    +193%Germania
    Migliori azioni in Europa dall’inizio del Covid

    Un bel mix nel vecchio continente, con azioni che arrivano da qualsiasi angolo dell’Europa, eccetto che dall’Italia.

    Peggiori azioni in Europa dall’inizio del Covid

    Passiamo quindi alle peggiori azioni nel vecchio continente, dove va certamente registrato il crollo di Wirecard, non qui menzionato perché il nuovo valore di capitalizzazione è inferiore al miliardo.

    Inoltre, onde evitare di ripeterci, in questa classifica non inseriamo le aziende già inserite in quella globale, che sono Galapagos NV, Grenke AG, International Airlines Group, Rolls-Royce Holdings e Banco de Sabadell.

    PerformanceNazione
    SSP Group
    LON: SSPG
    -56,7%Regno Unito
    Cineworld Group
    LON: CINE
    -56,1%Regno Unito
    Unibail Rodamco
    AMS: URW
    -55,2%Francia
    Babcock International Group
    LON: BAB
    -53,9%Regno Unito
    Elior Group
    EPA: ELIOR
    -52,8%Francia
    Prosegur Cash
    BME: CASH
    -48,3%Spagna
    TechnipFMC
    EPA: FTI
    -48,2%Regno Unito
    Autogrill SpA
    BIT: AGL
    -48%Italia
    Deutsche Pfandbriefbank
    FRA: PBB
    -47,6%Germania
    Micro Focus International
    LON: MCRO
    -47,3%Regno Unito
    Easyjet
    LON: EZJ
    -47%Regno Unito
    Leonardo SpA
    BIT: LDO
    -46,8%Italia
    Azioni peggiori in Europa dall’inizio del Covid

    A differenza delle altre classifiche, dove abbiamo preso in considerazione sempre i primi 10 posti, in questo caso facciamo una piccola eccezione e arriviamo a 12 poiché, come possiamo ben vedere, le ultime due posizioni sono occupate da aziende dal grosso calibro, come EasyJet e Leonardo.

    Azioni migliori in Italia dall’inizio del Covid

    Stringiamo ancora il campo geografico e andiamo ad analizzare solo le aziende italiane, ma considerando le capitalizzazioni medie di Piazza Affari abbassiamo il livello di capitalizzazione da 1 miliardo a 500 milioni di euro.

    Performance
    Alerion Clean Power
    BIT: ARN
    +113%
    Esprinet
    BIT: PRT
    +105%
    SeSa
    BIT: SES
    +98,2%
    De’ Longhi
    BIT: DLG
    +84,3%
    Tinexta
    BIT: TNXT
    +60,6%
    Gruppo MutuiOnline
    BIT: MOL
    +59,7%
    DiaSorin
    BIT: DIA
    +47,6%
    Biesse
    BIT: BSS
    +44,9%
    SOL
    BIT: SOL
    +44,9%
    Carel Industries
    BIT: CRL
    +39,8%
    Migliori azioni a Piazza Affari dall’inizio del Covid

    Peggiori azioni a Milano dall’inizio del Covid

    Ed ecco invece le peggiori azioni a Piazza Affari dall’inizio del Covid.

    Performance
    Autogrill
    BIT: AGL
    -48%
    Saras
    BIT: SRS
    -47,8%
    Leonardo
    BIT: LDO
    -46,8%
    Cattolica Assicurazione
    BIT: CASS
    -43,9%
    UniCredit
    BIT: UCG
    -42,4%
    Banca Monte dei Paschi di Siena
    BIT: BMPS
    -40,6%
    ENAV
    BIT: ENAV
    -39,1%
    Bper Banca
    BIT: BPE
    -35,9%
    Banca IFIS
    BIT: IF
    -35,1%
    Atlantia
    BIT: ATL
    -33,9%
    Azioni peggiori a Piazza Affari dall’inizio del Covid

    Come possiamo vedere, rispetto alla classifica precedente europea, tra Autogrill e Leonardo, considerando la diminuzione sul filtro della capitalizzazione (da 1 miliardo a 500 milioni) si inserisce Saras che ha una capitalizzazione di 681 milioni.

    Migliori azioni in Nord America dall’inizio del Covid

    Ci spostiamo quindi dal vecchio continente all’America, prendendo in esame le azioni del Nord America, quindi con Nasdaq, NYSE e mercato del Canada.

    Anche qui applichiamo dei filtri, in particolare, considerando che dall’Italia difficilmente si investe su titoli azionari piccoli americani, poniamo un limite sulla capitalizzazione a 10 miliardi di dollari e in questa classifica, considerando che 9 su 10 azioni della classifica globale arrivano dagli USA, non replichiamo i titoli già aggiunti in quella classifica. Li riportiamo solo a titolo informativo:

    • Riot Blockchain
    • Marathon Patent Group
    • Novavax
    • Ocugen
    • Blink Charging Co
    • NIO
    • Veritone
    • Bionano Genomics
    • eXp World Holdings

    Queste le azioni che, di conseguenza, hanno guadagnato meno di quelle già in lista.

    Performance
    IAC/Interactivecorp
    NASDAQ:IAC
    +965%
    Plug Power
    NASDAQ:PLUG
    +914%
    Etsy
    NASDAQ:ETSY
    +318%
    Cloudflare
    NYSE:NET
    +305%
    Chewy Inc.
    NYSE:CHWY
    +290%
    CrowdStrike Holdings
    NASDAQ:CRWD
    +277%
    Roku Inc
    NASDAQ:ROKU
    +277%
    Pinterest
    NYSE:PINS
    +265%
    Wayfair Inc
    NYSE:W
    +256%
    Appian Corporation
    NASDAQ:APPN
    +249%
    Migliori azioni in Nord America dall’inizio del Covid

    Dalla lista, guardando il prefisso del ticket, appare evidente come non siano presenti azioni canadesi ma solo degli States. Per questo motivo aggiungiamo un supplemento di tabella, con le migliori 3 aziende canadesi dall’inizio del Covid.

    Performance
    First Quantum Minerals
    TSE: FM
    +141%
    Teck Resources
    TSE:TECK.A
    +69,7%
    Constellation Software
    TSE: CSU
    +18,3%
    Migliori azioni in Canada dall’inizio del Covid

    E come possiamo vedere dal terzo titolo, la crescita e modesta. Il quarto in classifica registra appena il +5% e quindi nemmeno lo menzioniamo, poiché sono andamenti che potrebbero cambiare in una singola giornata.

    Peggiori azioni americane dall’inizio del Covid

    Passiamo quindi alle peggiori azioni, cioè quelle che non hanno ancora recuperato il livello pre-Covid. Il ché, considerando che gli indici americani hanno già superato i record precedenti al Covid, è indicativo del come queste aziende siano state particolarmente colpite quest’anno.

    Performance
    Energy Transfer
    NYSE: ET
    -44,2%
    United Airlines
    NASDAQ: UAL
    -43,4%
    Carnival Corporation
    NYSE: CCL
    -42,1%
    ONEOK
    NYSE: OKE
    -40,9%
    Occidental Petroleum
    NYSE: OXY
    -40,9%
    Suncor Energy
    TSE: SU
    -40,8%
    Boston Properties
    NYSE:BXP
    -37,2%
    Pembina Pipeline
    TSE: PPL
    -35,4%
    Boeing
    NYSE: BA
    -35,3%
    FirstEnergy
    NYSE: FE
    -34,3%
    Azioni peggiori in Nord America dall’inizio del Covid

    In questo caso in classifica troviamo due aziende canadesi, mentre le altre sono tutte “americane”. Mettiamo l’aggettivo americane tra virgolette poiché in mezzo c’è qualche azienda, come Carnival, che in realtà ha sedi e interessi in vari parti del mondo.

    Si noti come tra le azioni peggiori ce ne siano varie del mondo del turismo e trasporti, in particolare Carnival e United Airlines e sempre in classifica troviamo Boeing.

    Andamento indici da inizio Covid

    Per dare un riferimento molto chiaro, quindi un benchmark, riportiamo qui gli indici principali a livello mondiale con le performance a 1 anno, quindi dall’inizio del Covid.

    IndicePerformanceArea
    NASDAQ 100+43,7%USA
    S&P 500+17%USA
    DOW Jones+8,6%USA
    DAX+2,19%Germania
    EURO STOXX 50-3,18%Europa
    SMI-4,13%Svizzera
    CAC-5,0%Francia
    FTSE MIB-7,5%Italia
    FTSE 100-11,4%Regno Unito
    IBEX-18,3%Spagna
    Andamento indici dall’inizio della pandemia da Corona Virus
  • Azioni cicliche, cosa e quali sono

    Azioni cicliche, cosa e quali sono

    Una crisi economica o una semplice recessione ha impatti differenti sulle aziende in base al core business delle stesse. Infatti, in periodi di crisi, ci sono aziende che subiscono il crollo economico, mentre altre aziende, per la loro natura, non ne risentono. Di base questo è il concetto di ciclicità delle azioni.

    Proprio la crisi dovuta alla pandemia del corona virus ci sta facendo ben vedere quali siano le aziende più vulnerabili.

    Cos’è un titolo ciclico?

    Un titolo ciclico (un’azione o qualsiasi tipo di strumento) è un’entità che segue il ciclo economico, quindi tende a essere rialzista in fasi di espansione economica e tende a essere ribassista in fasi di recessioni.

    Il trend rialzista o ribassista ovviamente non è dato dalle performance finanziarie fini a sé stesse ma per il fatto che il business della società, in periodi di crisi economica, subisce l’andamento generale. Allo stesso tempo, in fase di espansione queste aziende avranno molti più clienti.

    Esempi di industrie e settori ciclici

    Di base la maggior parte delle industrie comunemente conosciute sono cicliche, quindi fare una lista esaustiva è praticamente impossibile. Giusto come esempio, però, possiamo elencarne qualcuna che subisce a pieno la ciclicità dell’economia:

    • Compagnie aeree: in tempi difficili i viaggi non strettamente necessari sono la prima cosa che aziende e individui tendono a tagliare. Quando l’economia prospera, invece, si tende a viaggiare di più, soprattutto per piacere
    • Hotel e Turismo: un settore che è speculare rispetto alle compagnie aeree, con i clienti che non viaggiano c’è meno bisogno di hotel
    • Ristoranti: non lo inseriamo nel capitolo turismo poiché la maggior parte di essi si rivolgono a clienti di prossimità, quindi non turisti. In una fase di crisi economica, così come per i beni discrezionali, i clienti tendono a mangiare più spesso a casa e meno al ristorante
    • Beni discrezionali: è vero che il lusso top non conosce crisi, ma è altrettanto vero che esistono un’infinità di brand che non si rivolgono solo a top spender
    • Automobili: non c’è nulla di meglio dell’incertezza per bloccare le grandi spese; in fasi complesse le persone tendono ad accumulare denaro piuttosto che spenderlo (facendo aggravare la crisi), le automobili sono tra le prime vittime: perché cambiarla se la vecchia ancora può fare un anno?
    • Tecnologia: gran parte dei titoli tecnologici, soprattutto quelli legati all’hardware sono ciclici. Se escludiamo i portali Web, che viene usata a prescindere dalle fasi economiche, la maggior parte dei titoli tecnologici sono ciclici. Si può rimandare il rinnovo del parco PC per un’azienda? Si può aspettare per acquistare l’ultimo iPhone o un nuovo iPad?
    • Banche: in crisi i tassi di interesse tendono a crollare, facendo diminuire i margini di interesse per gli istituti bancari, inoltre meno persone si impegnano finanziariamente in mutui e prestiti e, se ciò non bastasse, l’aumento di fallimenti e di difficoltà porterà tanti crediti in sofferenza.
    • Industriali: abbiamo già detto che in tempi difficili le persone contraggono le spese e ciò è un disastro per le aziende dell’industria pesante e delle materie prime, che vedono contrarre la domanda di produzione.

    Esempio di industrie e settori non ciclici

    I titoli difensivi appartengono invece a società che non subiscono i cambiamenti di tendenza nell’economia. Si tratta di aziende che navigano senza particolari variazioni sia in momenti di recessione che in momenti di espansione.

    Un classico esempio sono i produttori e i rivenditori di prodotti non discrezionali: i supermercati, i produttori alimentari, la salute; cioè tutte quelle aziende di cui c’è bisogno sia quando si è in recessione che quando si è in espansione.

    Un ulteriore esempio sono le utilities, poiché, qualsiasi sia la situazione economica, le persone hanno necessità di elettricità e di spostamenti. Questo paragrafo è generale e ovviamente non riferito alla crisi dovuta da Covid, la quale è leggermente differente rispetto a una crisi per un ciclo economico classico.

    Esempi di azioni cicliche e difensive

    Giusto per dare un’idea concreta, citiamo solo alcune aziende che possono rientrare nella categoria di ciclicità o difensivi.

    Azioni cicliche

    • Intesa Sanpaolo
    • Apple
    • Stellantis
    • Lufthansa
    • Intel
    • Netflix

    Azioni difensive

    • Enel
    • ENI
    • Carrefour
    • Amazon
    • Coca Cola
    • Nestlé

    Ovviamente, come abbiamo avuto modo di dire più volte, la ciclicità o meno dipendono dalla natura della crisi economica, come abbiamo per esempio visto la crisi da Covid ha un po’ sovvertito queste idee, con Netflix che anziché essere ciclico è diventato un titolo difensivo, poiché il lockdown ha spinto maggiori abbonamenti.

    Nessuna di queste aziende elencate, ma in generale nessuna impresa, è totalmente ciclica o totalmente difensiva, anche perché serve comunque capacità di adattamento alla nuova situazione e alle circostanze.

    Comunque, in linea generale, giusto per farsi l’idea, questi sono titoli che tendenzialmente sono ciclici o difensivi.

    Quando acquistare titoli ciclici?

    Avessimo una sfera di cristallo la risposta sarebbe semplice: i titoli ciclici vanno acquistati alla fine della crisi, quando il mercato sta ripartendo, e vanno vendute quando una crisi sta iniziando.

    Come al solito, un investitore non è uno stratega ma semplicemente un soggetto che cerca di portare vantaggio verso il portafoglio. Per farlo la strada migliore è quella di mixare questi titoli, così che al calo di un’azione corrisponda l’aumento di un’altra.

    Lista completa di azioni cicliche

    Dopo aver visto un breve esempio delle azioni cicliche, proviamo a fare una lista completa, così come segnalata dalla comunità finanziaria. Questa lista corrisponde alle 50 azioni cicliche più grandi in termini di capitalizzazione sui mercati americani ed europei (compresa Svizzera e UK).

    AzioneIndustriaNazione
    Adidas
    (ETR:ADS)
    ModaGermania
    Apple
    (NASDAQ:AAPL)
    HardwareUSA
    Aptiv – Delphi Automotive
    (NYSE:APTV)
    Auto PartsIrlanda
    AutoZone
    (NYSE:AZO)
    Auto PartsUSA
    Bayerische Motoren Werke
    (ETR:BMW)
    AutomobilisticaGermania
    Capri Holdings
    (NYSE:CPRI)
    ModaUSA
    Carnival
    (NYSE:CCL)
    TurismoUSA
    Christian Dior
    (EPA:CDI)
    Moda / LussoFrancia
    Compagnie Financiere Richemont
    (SWX:CFR)
    GioielliSvizzera
    Continental
    (ETR:CON)
    Auto PartsGermania
    Daimler Truck Holding
    (FRA:DTG)
    Mezzi pesantiGermania
    Ferrari
    (BIT:RACE)
    Auto / LussoItalia
    Ford Motor
    (NYSE:F)
    AutomobilisticaUSA
    General Motors
    (NYSE:GM)
    AutomobilisticaUSA
    Genuine Parts
    (NYSE:GPC)
    Auto PartsUSA
    Hasbro
    (NASDAQ:HAS)
    GamesUSA
    Hella KGaA
    (FRA:HLE)
    Auto PartsGermania
    Hermes International
    (EPA:RMS)
    Lusso / ModaFrancia
    Hunter Douglas
    (AMS:HDG)
    ArredamentoOlanda
    Illinois Tool Works
    (NYSE:ITW)
    RetailUSA
    Levi Strauss
    (NYSE:LEVI)
    ModaUSA
    LKQ Corporation
    (NASDAQ:LKQ)
    Auto PartsUSA
    Lucid Group
    (NASDAQ:LCID)
    AutomobilisticaUSA
    Lufthansa
    (ETR:LHA)
    ViaggiGermania
    LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton
    (EPA:MC)
    Lusso / ModaFrancia
    Mattel
    (NASDAQ:MAT)
    GamesUSA
    Melrose Industries
    (LON:MRO)
    IngegneriaRegno Unito
    Mercedes-Benz Group
    (ETR:MBG)
    AutomobilisticaGermania
    Michelin
    (EPA:ML)
    Auto PartsFrancia
    Mohawk Industries
    (NYSE:MHK)
    ArredamentoUSA
    Moncler
    (BIT:MONC)
    ModaItalia
    Nike
    (NYSE:NKE)
    ModaUSA
    O’Reilly Automotive
    (NASDAQ:ORLY)
    Auto PartsUSA
    Oshkosh Corporation
    (NYSE:OSK)
    Mezzi pesantiUSA
    Paccar
    (NASDAQ:PCAR)
    Mezzi pesantiUSA
    Peloton Interactive
    (NASDAQ:PTON)
    SportUSA
    Pool Corporation
    (NASDAQ:POOL)
    Tempo liberoUSA
    Porsche Automobil Holding
    (ETR:PAH3)
    AutomobilisticaGermania
    Puma
    (ETR:PUM)
    ModaGermania
    Renault
    (EPA:RNO)
    AutomobilisticaFrancia
    Rivian Automotive
    (NASDAQ:RIVN)
    AutomobilisticaUSA
    SEB
    (EPA:SK)
    ElettrodomesticiFrancia
    Snap-on
    (NYSE:SNA)
    Mezzi industrialiUSA
    Somfy
    (EPA:SO)
    Mezzi industrialiFrancia
    Stellantis
    (BIT:STLA)
    AutomobilisticaOlanda
    Stanley Black & Decker
    (NYSE:SWK)
    Mezzi industrialiUSA
    Swatch Group
    (SWX:UHR)
    Lusso / ModaSvizzera
    Traton
    (FRA:8TRA)
    Mezzi pesantiGermania
    V.F. Corporation
    (NYSE:VFC)
    ModaUSA
    Volkswagen
    (ETR:VOW3)
    AutomobilisticaGermania
    Whirlpool
    (NYSE:WHR)
    ElettrodomesticiUSA
    Lista azioni cicliche
  • Migliori e peggiori azioni del 2020

    Migliori e peggiori azioni del 2020

    Il 2020 è stato certamente un anno molto particolare; il Covid, la trattativa infinita per la Brexit, la corsa al vaccino, con tutta l’attesa e quindi le approvazioni e la vendita, le mascherine, l’accordo tra FCA e Peugeot che segna la nascita di Stellantis, il caso Wirecard, l’infinita telenovela tra Atlantia e il Governo per la revoca delle concessioni autostradali, l’OPA lanciata da Intesa su UBI, oppure l’ingresso di Generali in Cattolica e l’IPO di AirBnb… insomma, un anno veramente eccezionale, in tutti i sensi, e come ogni anno straordinario (non in senso positivo ma nel senso “fuori dall’ordinario) c’è chi ha vinto e chi ha perso.

    Dopo aver fatto la fotografia a metà anno, eccoci quindi qui a tirare le somme, nella speranza che il 2021 ci regali (a prescindere da come è andato per ognuno il 2020) ancora più gain e quindi porti molta più ricchezza e, si spera, più felicità.

    Un 2021 che si presenta certamente con le giuste carte, a livello finanziario, per essere un anno straordinario (in questo caso sì, con senso iperpositivo): il risiko bancario è in evoluzione, così come MPS dovrà trovare un marito, UniCredit dovrà costruire una nuova strada sotto il nuovo CEO, Stellantis sta per nascere (si parla di fine gennaio) e tanto altro è alla porta, come per esempio la fusione tra Tiffany e LVMH, quella tra Slack e Salesforce, la realizzazione della rete unica sotto la guida di FiberCop o altre operazioni che arriveranno.

    Inoltre il 2021 dovrà vedere il recupero totale di ciò che abbiamo perso a causa del Corona Virus, ma torniamo al 2020 e vediamo come è andato quest’anno che si appresta a concludersi.

    Migliori e peggiori azioni di Piazza Affari

    Partiamo dalla piazza milanese poiché, ovviamente, è quella che ci interessa più da vicino; escludiamo da queste tabelle le aziende oggetto di IPO a Piazza Affari e le matricole facenti parte dell’AIM che, per la bassa capitalizzazione che registrano, hanno dei movimenti certamente più ampi di quanto non possano essere registrate da società con più market Cap.

    Migliori azioni di Borsa Italiana del 2020

    Eccole quindi le migliori aziende di Piazza Affari, quelle cioè che hanno registrato le migliori performance sulla Borsa di Milano.

    AzionePerformanceDividend
    Yield
    Market Cap
    Alerion Clean Power
    BIT: ARN
    236%1,93%530
    Tiscali
    BIT: TIS
    177%153
    Seri Industrial
    BIT: SERI
    161%203
    Sesa
    BIT: SES
    122%1.639
    Gabetti Property Solutions
    BIT: GAB
    115%37
    Esprinet
    BIT: PRT
    103%538
    Tinexta
    BIT: TNXT
    87%1.025
    Wiit SpA
    BIT: WIIT
    75%0,93%428
    FullSix
    BIT: FUL
    74%14
    Digital Bros SpA
    BIT: DIB
    71%0,70%305
    PharmaNutra SpA
    BIT: PHN
    69%1,16%383
    Gruppo MutuiOnline
    BIT: MOL
    69%0,35%1.356
    Credito Valtellinese
    BIT: CVAL
    62%813
    EEMS Italia SpA
    BIT: EEMS
    56%4
    Piteco SpA
    BIT: PITE
    49%1,58%192
    Ambienthesis SpA
    BIT: ATH
    48%1,50%65
    DiaSorin
    BIT: DIA
    44%0,57%9.360
    Risanamento
    BIT: RN
    44%97
    La Doria S.p.A.
    BIT: LD
    43%1,37%414
    Interpump Group
    BIT: IP
    41%0,63%4.338
    Retelit
    BIT: LIT
    40%0,89%367
    Migliori azioni per performance nel 2020 su Piazza Affari

    Peggiori azioni italiane nel 2020

    Passiamo quindi a quelle che hanno registrato un anno negativo, in particolar modo vediamo le azioni che sono andate peggio sulla Borsa Italiana quest’anno.

    AzionePerformanceDividend
    Yield
    Market Cap
    Bioera SpA
    BIT: BIE
    -62%3
    Tesmec
    BIT: TES
    -61%49
    Fidia SpA
    BIT: FDA
    -59%8
    Saras
    BIT: SRS
    -59%560
    ePrice
    BIT: EPR
    -56%24
    Cairo Communication
    BIT: CAI
    -55%162
    A.S. Roma SpA
    BIT: ASR
    -54%196
    BPER Banca
    BIT: BPE
    -50%2.120
    Netweek SpA
    BIT: NTW
    -50%11
    Saipem SpA
    BIT: SPM
    -50%0,46%2.199
    Monrif
    BIT: MON
    -48%16
    Fiera Milano
    BIT: FM
    -47%4,51%207
    Astaldi
    BIT: AST
    -46%444
    OVS
    BIT: OVS
    -46%246
    RCS MediaGroup
    BIT: RCS
    -44%292
    Aeffe
    BIT: AEF
    -44%120
    Aedes
    BIT: AED
    -44%21
    Mondo TV
    BIT: MTV
    -44%46
    Leonardo
    BIT: LDO
    -43%2,36%3.424
    Bialetti Industrie
    BIT: BIA
    -43%17
    Le azioni peggiori di Borsa Italiana nel 2020

    Migliori e peggiori azioni in Europa

    Dopo aver visto il listino italiano, allarghiamo l’orizzonte e diamo un’occhiata a cosa succede in Europa, limitando lo sguardo a quelle nazioni facenti parte del gruppo dei 27, quindi esclusa la Svizzera e la Gran Bretagna che sono fuori dalla moneta unica e dalla Comunità Europea.

    Inoltre, come fatto anche per il listino italiano, per evitare di avere grandi numeri da aziende con piccole capitalizzazioni, abbiamo limitato lo sguardo a quelle compagnie che hanno almeno 400 milioni di capitalizzazione.

    Migliori azioni in Europa nel 2020

    Eccole quindi le aziende che nel vecchio continente hanno sopraperformato qualsiasi indice.

    Si denota subito come francesi, tedesche e olandesi hanno fatto da padrone.

    AzionePerformanceDividend
    Yield
    Market Cap
    Novacyt
    EPA: ALNOV
    5.337%649
    S&O Agrar
    FRA: H2O
    2.336%641
    Westwing Group AG
    ETR: WEW
    791%661
    McPhy Energy SAS
    EPA: MCPHY
    772%901
    Alfen NV
    AMS: ALFEN
    386%1.738
    home24
    ETR: H24
    314%588
    GLOBAL FASHION GROUP SA
    ETR: GFG
    305%2.013
    Northern Data AG
    ETR: NB2
    300%995
    AB Science SA
    EPA: AB
    274%903
    Fastned BV
    AMS: FAST
    255%723
    Solaria Energia y Medio Ambiente SA
    BME: SLR
    233%2.836
    Hellofresh SE
    ETR: HFG
    218%10.319
    Inventiva SA
    EPA: IVA
    192%412
    Valneva SE
    EPA: VLA
    191%681
    Akasol
    ETR: ASL
    180%585
    Qt Group Oyj
    HEL: QTCOM
    173%1.408
    ABO Wind AG
    ETR: AB9
    171%0,90%408
    Adyen NV
    AMS: ADYEN
    169%59.691
    VERBIO Vereinigte BioEnergie AG
    ETR: VBK
    164%0,65%1.950
    Energiekontor AG
    ETR: EKT
    160%0,72%791
    va Q tec AG
    ETR: VQT
    146%436
    flatexDEGIRO AG
    ETR: FTK
    142%1.623
    Grenergy Renovables SL
    BME: GRE
    131%846
    Le migliori azioni in Europa nel 2020

    Azioni peggiori in Europa nel 2020

    Passiamo quindi alle peggiori azioni in Europa nel 2020, notiamo subito che manca Wirecard, che ha registrato performance imbarazzanti (circa -99%), ciò, come spiegato, è causato dal fatto che abbiamo limitato il market cap delle aziende analizzate, ciò per evitare di avere in lista solo azioni da pochi milioni di euro.

    AzionePerformanceDividend
    Yield
    Market Cap
    CGG
    EPA: CGG
    -71%578
    Banco Sabadell
    BME: SAB
    -64%5,48%2.053
    International Airlines Group
    BME: IAG
    -60%5,29%8.976
    GRENKE AG
    ETR: GLJ
    -58%2,08%1.790
    Elior Group
    EPA: ELIOR
    -57%5,18%975
    Galápagos NV
    AMS: GLPG
    -56%5.314
    Akka Technologies
    EPA: AKA
    -56%585
    TUI
    ETR: TUI1
    -55%2.969
    Técnicas Reunidas
    BME: TRE
    -55%588
    AURELIUS Equity Opport. SE&Co
    ETR: AR4
    -55%536
    Unibail Rodamco Westfield
    AMS: URW
    -53%8,25%9.059
    ABN AMRO
    AMS: ABN
    -50%7,41%3.811
    Fugro
    AMS: FUR
    -48%791
    Schlumberger
    EPA: SLB
    -46%2,31%24.653
    Telefónica
    BME: TEF
    -45%11,79%18.454
    Klépierre
    EPA: LI
    -45%11,83%5.577
    Wereldhave NV
    AMS: WHA
    -44%16,99%448
    Société générale
    EPA: GLE
    -44%14.741
    Royal Dutch Shell Plc
    AMS: RDSA
    -43%5,63%113.622
    Mercialys SA
    EPA: MERY
    -41%6,66%663
    Carmila SA
    EPA: CARM
    -41%8,49%1.677
    Galp Energia
    ELI: GALP
    -40%7,92%6.813
    Le Azioni peggiori in Europa, nel 2020, per performance

    Azioni Americane nel 2020

    Se si parla di mercati finanziari, ovviamente, non si può ignorare l’America, dove Nasdaq e NYSE rappresentano, a livello global, le piazze finanziarie più importanti.

    Anche per il mercato americano abbiamo preso in esame solo le aziende con una capitalizzazione maggiore di 1 miliardo.

    Migliori Azioni in America nel 2020

    Eccole quindi le azioni migliori del mercato americano nel 2020. Anche in America si notano performance stellari per le migliori, con particolare aumento per le aziende tecnologiche e farmaceutiche. Si nota anche Nio, società cinese produttrice di veicoli elettrici.

    AzionePerformanceDividend
    Yield
    Market Cap
    Novavax
    NASDAQ: NVAX
    3.149%6.739
    Blink Charging Co
    NASDAQ: BLNK
    2.561%1.308
    Nio Inc
    NYSE: NIO
    1.038%58.818
    Plug Power Inc
    NASDAQ: PLUG
    1.025%12.888
    GrowGeneration Corp
    NASDAQ: GRWG
    858%1.718
    Celsius Holdings Inc.
    NASDAQ: CELH
    814%2.589
    Arcturus Therapeutics Holdings Inc
    NASDAQ: ARCT
    802%2.077
    Fiverr
    NYSE: FVRR
    800%6.080
    Digital Turbine Inc
    NASDAQ: APPS
    721%4.252
    Overstock.com Inc
    NASDAQ: OSTK
    705%1.987
    Twist Bioscience Corp
    NASDAQ: TWST
    681%6.473
    Workhorse Group
    NASDAQ: WKHS
    655%2.266
    Seres Therapeutics Inc
    NASDAQ: MCRB
    603%1.813
    Enphase Energy
    NASDAQ: ENPH
    594%18.754
    eXp World Holdings Inc
    NASDAQ: EXPI
    593%4.501
    IAC/InterActiveCorp
    NASDAQ: IAC
    567%12.535
    Jumia Technologies AG
    NYSE: JMIA
    548%2.899
    Farfetch
    NYSE: FTCH
    518%17.802
    Owens & Minor Inc.
    NYSE: OMI
    486%0,033%1.824
    SunPower
    NASDAQ: SPWR
    484%4.160
    Ocular Therapeutix Inc
    NASDAQ: OCUL
    458%1.361
    Gravity Corporation
    NASDAQ: GRVY
    436%1.149
    Daqo New Energy Corp
    NYSE: DQ
    434%3.115
    Switchback Energy Acquisition
    NYSE: SBE
    432%2.853
    Pacific Biosciences
    NASDAQ: PACB
    427%4.131
    Fate Therapeutics Inc
    NASDAQ: FATE
    408%7.104
    CloudFlare
    NYSE: NET
    398%21.372
    SunRun
    NASDAQ: RUN
    396%11.093
    Fubotv Inc
    NYSE: FUBO
    396%2.443
    Migliori azioni per performance in America nel 2020

    Azioni peggiori in America nel 2020

    Ovviamente nemmeno in America è tutto oro, ed ecco la lista delle peggiori azioni americane nel 2020.

    AzionePerformanceDividend
    Yield
    Market Cap
    CVR Energy Inc.
    NYSE: CVI
    -63%1.206
    Momo Inc
    NASDAQ: MOMO
    -59%2.246
    Carnival Corporation & plc
    NYSE: CCL
    -59%18.037
    Norwegian Cruise Line
    NYSE: NCLH
    -57%6.349
    Macerich Co
    NYSE: MAC
    -57%5,50%1.433
    Occidental Petroleum
    NYSE: OXY
    -57%0,23%13.466
    ChampionX Corp
    NYSE: CHX
    -55%2.440
    Phillips 66
    NYSE: PSX
    -55%12,82%5.102
    Two Harbors Investment Corp
    NYSE: TWO
    -55%10,40%1.465
    Murphy Oil
    NYSE: MUR
    -54%4,11%1.529
    EPR Properties
    NYSE: EPR
    -54%1.968
    ViaSat
    NASDAQ: VSAT
    -54%1.864
    Plains All American Pipeline
    NASDAQ: PAA
    -51%5.276
    Continental Resources
    NYSE: CLR
    -51%4.995
    Cinemark Holdings, Inc.
    NYSE: CNK
    -51%1.597
    Marathon Oil
    NYSE: MRO
    -51%1,81%4.283
    United Continental Holdings
    NASDAQ: UAL
    -50%10.361
    EchoStar
    NASDAQ: SATS
    -50%1.719
    Frontline
    NYSE: FRO
    -50%32,93%1.011
    Azul SA
    NYSE: AZUL
    -50%1.951
    Shell Midstream Partners LP
    NYSE: SHLX
    -50%18,25%3.244
    HollyFrontier
    NYSE: HFC
    -50%5,52%3.361
    Energy Transfer LP Unit
    NYSE: ET
    -49%9,47%14.218
    Sabre Corp
    NASDAQ: SABR
    -49%2.950
    ONEOK, Inc.
    NYSE: OKE
    -48%9,64%14.111
    Diamondback Energy Inc
    NASDAQ: FANG
    -48%3,15%6.158
    Performance peggiore delle azioni in America nel 2020

    Azioni britanniche e svizzere nel 2020

    Come avevamo anticipato nel capitolo riguardante l’Europa, per il Regno Unito e per la Svizzera abbiamo fatto due classifiche a parte, poiché, benché a livello geografico le aziende in questione siano europee, a livello monetario e politico si tratta di mondi completamente differenti.

    In Inghilterra abbiamo ovviamente cifre in GBP, in Svizzera vige il franco CHF.

    Per la Gran Bretagna abbiamo messo un limite sulle aziende con un Market Cap di almeno 400 milioni di GBP; per la Svizzera abbiamo presi in esame solo l’indice principale, cioè lo SMI.

    Azioni migliori Gran Bretagna 2020

    Eccole le migliori azioni nel Regno Unito nel 2020.

    AzionePerformanceDividend
    Yield
    Market Cap
    Greatland Gold plc
    LON: GGP
    1.975%1.600
    ITM Power
    LON: ITM
    572%2.908
    Ceres Power Holdings plc
    LON: CWR
    385%2.408
    AO World PLC
    LON: AO
    349%2.146
    AFC Energy plc
    LON: AFC
    304%494
    MaxCyte Inc
    LON: MXCT
    302%426
    CMC Markets
    LON: CMCX
    185%5,11%1.346
    Naked Wines PLC
    LON: WINE
    178%0,32%508
    Premier Foods Plc
    LON: PFD
    169%962
    Indivior PLC
    LON: INDV
    163%833
    S4 Capital PLC
    LON: SFOR
    163%2.986
    BATM Advanced Communications
    LON: BVC
    161%476
    Ergomed PLC
    LON: ERGO
    153%537
    Frontier Developments
    LON: FDEV
    151%1.332
    Petropavlovsk PLC
    LON: POG
    145%1.376
    Tremor International Ltd
    LON: TRMR
    141%571
    Codemasters
    LON: CDM
    137%1.121
    Team17
    LON: TM17
    117%1.181
    Luceco PLC
    LON: LUCE
    105%0,91%461
    Volex PLC
    LON: VLX
    105%0,98%530
    Ferrexpo Plc
    LON: FXPO
    103%3,40%1.948
    Clipper Logistics PLC
    LON: CLG
    100%1,77%647
    Pan African Resources plc
    LON: PAF
    98%2,90%509
    Keywords Studios PLC
    LON: KWS
    92%0,02%2.372
    Impax Asset Management Group Plc
    LON: IPX
    85%1,19%1.039
    Games Workshop Group PLC
    LON: GAW
    85%1,64%4.085
    Sumo Group PLC
    LON: SUMO
    82%618
    Fresnillo plc
    LON: FRES
    78%0,99%9.288
    Ocado
    LON: OCDO
    76%18.634
    888 Holdings
    LON: 888
    76%2,40%1.192
    Migliori Azioni nel Regno Unito nel 2020

    Peggiori Azioni del Regno Unito nel 2020

    Ed ecco le peggiori azioni del Regno Unito nel 2020.

    AzionePerformanceDividend
    Yield
    Market Cap
    Hammerson
    LON: HMSO
    -81%0,74%1.212
    Capita
    LON: CPI
    -76%720
    SIG plc
    LON: SHI
    -72%427
    Cineworld
    LON: CINE
    -70%13,54%997
    Petrofac
    LON: PFC
    -63%550
    The Restaurant Group
    LON: RTN
    -59%3,12%439
    Micro Focus
    LON: MCRO
    -58%1.652
    Greencore Group plc
    LON: GNC
    -56%683
    James Fisher & Sons plc
    LON: FSJ
    -55%0,88%504
    Babcock International
    LON: BAB
    -55%1.599
    Go-Ahead Group plc
    LON: GOG
    -54%485
    Network International Holdings PLC
    LON: NETW
    -53%1.863
    Tullow Oil
    LON: TLW
    -52%478
    Stagecoach Group
    LON: SGC
    -52%473
    Rolls-Royce Holdings
    LON: RR
    -51%10.713
    Centrica
    LON: CNA
    -50%2.888
    Rank Group PLC
    LON: RNK
    -49%1,97%735
    Select Service Partner
    LON: SSPG
    -48%1,78%2.005
    National Express Group
    LON: NEX
    -48%1.664
    C&C Group Plc
    LON: CCR
    -47%750
    Mitchells & Butlers
    LON: MAB
    -46%1.177
    Senior plc
    LON: SNR
    -45%440
    Aston Martin
    LON: AML
    -45%2.330
    Equiniti Group PLC
    LON: EQN
    -45%459
    BP plc
    LON: BP
    -44%9,30%59.498
    Investec plc
    LON: INVP
    -43%2,80%2.177
    Azioni peggiori nel 2020 nel Regno Unito

    Migliori azioni in Svizzera nel 2020

    Come detto abbiamo analizzato solo le 20 aziende dell’indice SMI, ecco perché la lista è decisamente più corta.

    Ecco quindi le migliori azioni svizzere del 2020.

    AzionePerformanceDividend
    Yield
    Market Cap
    Lonza
    SWX: LONN
    60%0,48%38.901
    Sika
    SWX: SIKA
    33%0,95%31.585
    Kuehne Nagel
    SWX: KNIN
    24%1,97%22.421
    Givaudan
    SWX: GIVN
    22%1,67%31.620
    Migliori azioni nel 2020 in Svizzera

    Peggiori azioni in Svizzera nel 2020

    E sempre sullo SMI, ecco le peggiori azioni svizzere del 2020.

    AzionePerformanceDividend
    Yield
    Market Cap
    Swiss Re
    SWX: SREN
    -23,39%7,08%24.347
    Swiss Life Holding AG
    SWX: SLHN
    -13,94%3,64%12.161
    Credit Suisse Group AG
    SWX: CSGN
    -12,51%1,21%25.855
    Novartis AG
    SWX: NOVN
    -12,00%3,65%183.710
    Peggiori azioni nel 2020 in Svizzera

    Mercati migliori e peggiori del 2020

    Dalle liste appare chiaro come a beneficiare di questo 2020 sono state aziende tecnologiche che adottano soluzioni per il lavoro o la comunicazione a distanza.

    Grande ondata di acquisti anche su aziende con un core business legato al green e all’oro.

    Tra le peggiori ci sono aziende di trasporti, di turismo e quelle aziende che sono state “congelate” a causa dei vari lockdown.

    Quando il mercato si ristabilirà, e in alcuni casi già da ora, le azioni che potranno crescere maggiormente saranno quelle che hanno subito maggiori problemi a causa del virus. Qualche esempio? Carnival, Norwegian Cruise o Cinemark Holdings, ma sono solo degli esempi.

  • Le azioni del settore del Turismo, come investire sulle vacanze

    Le azioni del settore del Turismo, come investire sulle vacanze

    C’è un settore che più di tutti durante questo periodo complesso ha affrontato momenti duri, si tratta del settore turistico e alberghiero.

    Causa lockdown, dovuto ovviamente al Corona Virus e agli ammalati di Covid, il settore turistico ha subito un forte stop.

    Tante aziende sono già andate perdute e alcune lo faranno ancora a causa della seconda ondata, ci sono però delle società con ottime capacità di resilienza, e con ottimi fondamentali, che possono affrontare tranquillamente questa crisi e risorgere anche più forti di prima, o quantomeno con meno concorrenza.

    È infatti indubbio che le compagnie che sapranno sfruttare al meglio questo particolare periodo avranno molto spazio per correre dal 2021 in poi.

    Quali settori sono interessati dal turismo?

    Dire turismo vuol dire tutto e vuol dire nulla se non andiamo ad analizzare i sottosettori che lo compongono:

    • Viaggi
    • Alberghiero
    • Prenotazioni
    • Servizi

    Partiamo dai viaggi

    Questo settore è probabilmente il più colpito, ne abbiamo già parlato nell’articolo in cui mettevamo in risalto le aziende che si sarebbero riprese dopo il Covid, oltre che nelle guide sul settore trasporti.

    In questo articolo, in particolare, vogliamo solo mettere in risalto qualcuna delle centinaia di aziende che fanno parte della filiera dei viaggi per turismo, guardando a quelle che sono veramente too big to fail e che potrebbero avere aiuti statali importanti qualora le cose dovessero peggiorare.

    Ecco quindi qualche nome:

    AziendaSettore
    American AirlinesAereo
    CarnivalCrociere
    CSX CorporationFerroviario
    Delta Air LinesAereo
    EasyJetAereo
    Flughafen Wien AGAeroporto
    FraportAeroporto
    Groupe ADPAeroporto
    LufthansaAereo
    NorwegianCrociere
    Royal CaribbeanCrociere
    RyanairAereo
    United AirlinesAereo
    Azioni di aziende del trasporto impegnate nel turismo

    Settore Alberghiero

    Chi di voi non ha un amico che lavora nel settore alberghiero e che in questo periodo è in tensione?

    La serrata del lockdown ha praticamente azzerato gli spostamenti e quindi il settore alberghiero si è ritrovato senza lavoro.

    Sopravvive (e sottolineiamo sopravvive) a stento quel segmento che si rivolgeva un po’ più al mondo business, mentre il settore turistico è completamente fermo.

    Ecco qualche titolo legato a questo segmento:

    AziendaTicket
    Choice Hotels InternationalNYSE:CHH
    Civeo CorporationNYSE:CVEO
    Diamondrock Hospitality CompanyNYSE:DRH
    GreenTree HospitalityNYSE:GHG
    Hyatt Hotels CorporationNYSE:H
    Hilton Worldwide HoldingsNYSE:HLT
    InterContinental Hotels GroupLON:IHG
    Marriott InternationalNASDAQ:MAR
    MGM Resorts InternationalNYSE:MGM
    Monarch Casino & ResortNASDAQ:MCRI
    Las Vegas SandsNYSE:LVS
    Summit Hotel PropertiesNYSE:INN
    Vail ResortsNYSE:MTN
    Wyndham Hotels & ResortsNYSE:WH
    Xenia Hotels & ResortsNYSE:XHR
    Aziende alberghiere quotate in borsa

    Settore Bookings / Prenotazioni

    Ovviamente per portare le persone negli alberghi, ma anche a concerti ed eventi, esistono delle aziende che hanno dei portali o delle strutture adatte allo scopo.

    Vi dice nulla booking.com?

    Ecco, questa la lista di aziende che durante il Covid hanno avuto un forte rallentamento e che, finita la paura da Corona Virus sono pronte a spiccare il volo:

    AzioniTicker
    Accor SAEPA:AC
    AirBnBNASDAQ:ABNB
    Booking (The Priceline Group)NASDAQ:BKNG
    eDreamsBME:EDR
    ExpediaNASDAQ:EXPE
    LastMinuteSWX:LMN
    Trip.comNASDAQ:TCOM
    TripadvisorNASDAQ:TRIP
    TrivagoNASDAQ:TRVG

    Servizi per il turismo

    Ma il turismo non si compone solo di viaggi e alberghi, c’è molto di più, come per esempio i parchi divertimento, le società che organizzano concerti ecc.

    Inoltre ci sono sistemi di pagamento, dove MasterCard e Visa hanno certamente compensato le perdite grazie agli acquisti su Ecommerce, ma American Express è molto più usata per gente continuamente in movimento.

    Ecco una breve lista di aziende impegnate nei servizi per i turisti:

    AzioneTicker
    Amadeus IT GroupBME:AMS
    American ExpressNYSE:AXP
    Cts EventimETR:EVD
    On the Beach Group PlcLON:OTB
    Sabre CorpNASDAQ:SABR
    TUI AGETR:TUI1
    Walt DisneyNYSE:DIS
    Lista di aziende che sono impegnate, a vario titolo, nel settore turistico

    Come si può notare da questa ultima lista, ci sono aziende che si occupano di parchi divertimento, quindi totalmente ascrivibili al settore turismo, altre che si occupano di pagamenti o settori non propriamente identificabili come turismo: si pensi per esempio a Walt Disney che ha il proprio core business nella produzione di cartoni animati, ma che a causa dei parchi divertimento distribuiti in tutto il globo ha impatti negativi dalla pandemia.

  • Le azioni che cresceranno dopo il Covid

    Le azioni che cresceranno dopo il Covid

    Ci sono alcuni settori che sono stati particolarmente colpiti dal Covid-19, lo sappiamo già, abbiamo imparato a conoscerle attraverso TG e leggendo le notizie. Bar, Ristoranti e tutti quei centri di aggregazione tipiche del pre-covid hanno ricevuto un salasso non da poco.

    Andando nel nostro ambito, cioè quello degli investimenti azionari, ci sono dei settori che più di altri hanno subito il shock della pandemia con relativo lockdown.

    In questo articolo proviamo ad analizzare un po’ di segmenti e qualche titolo che, superate le difficoltà, potrebbero registrare delle crescite a doppia cifra.

    Aviazione e Trasporti

    Partiamo da quel settore che più di tutti ha subito variazioni, cioè trasporti e Aviazione.

    In questo settore rientrano varie aziende e vari sottosegmenti. Giusto per elencarne qualcuno:

    • Trasporti ferroviari
    • Trasporti marittimi
    • Aviazione
    • Trasporti stradali

    Guardando più nel dettaglio possiamo facilmente notare come ci siano delle aziende che a causa del Corona Virus hanno perso tanto nel loro core business e faranno fatica a riprendersi, ciò perché questa pandemia cambierà anche gli usi comuni.

    Trasporti stradali

    Pensiamo per esempio a Saras, azienda italiana che raffina il petrolio ricavandone derivati. Con gli spostamenti che si azzerano o che, comunque, diminuiscono è evidente che Saras perda business; altrettanto evidente che appena ci sarà una ripresa l’azienda ne beneficerà; attenzione però, perché con la tendenza verso lo smart working prima di tornare al 100% del pre-crisi ci vorrà del tempo. Certamente è un’azione da cassettista, da acquistare oggi e rivendere tra qualche anno.

    Saras ha comunque beneficiato della minore richiesta di petrolio, che ha portato il prezzo della materia prima ad abbassarsi sensibilmente. Con la ripresa della normalità è prevedibile che il greggio torni ad alzarsi leggermente, con giubilo da parte di quelle aziende che trattano il combustibile:

    • ENI
    • Total
    • Shell

    Sempre rimanendo su strada c’è un’altra azienda che ha subito dei forti cali dati dai trasporti rallentati, si tratta di Atlantia, che gestisce (ancora per poco) la rete autostradale italiana; ovviamente meno spostamenti significano meno pedaggi e quindi meno introiti per Autostrade. Con la ripresa delle attività a pieno regime ci sarà un recupero e, anche se lo Stato dovesse revocare le concessioni autostradali, comunque teniamo bene in mente che Atlantia gestisce aeroporti e autostrade in tante nazioni, quindi la concessione italiana è solo una fetta dell’enorme torta.

    Trasporti marittimi

    Spostiamoci dalle autostrade e guardiamo il settore delle crociere, dove i big player sono sostanzialmente 3:

    • Royal Caribbean (NYSE:RCL)
    • Carnival (NYSE:CCL)
    • Norwegian (NYSE:NCLH)

    Con le navi bloccate nei porti è complesso riuscire a fare business, non appena ci sarà una vera ripresa le navi usciranno in mare e a quel punto ci sarà un ritorno alla normalità. Non è un caso se con le prime info sui vaccini Carnival ha registrato +40% in un solo giorno e ogni minimo rumor è utile per ulteriori allunghi.

    Anche perché, a differenza delle aziende citate in precedenza, che subiranno anche la tendenza allo smart working, le crociere non avranno questo tipo di impatto e le persone torneranno in totale sicurezza a navigare.

    Su queste aziende c’è solo il peso del debito: un settore che già per sua natura si affida ai finanziamenti, con il Covid ha sommato ulteriori passivi e serviranno anni per riuscire a rientrare nei fondamentali precedenti.

    Aviazione

    Anche qui il discorso non differisce molto dai trasporti marittimi: appena si tornerà a una parvenza di normalità le persone torneranno a viaggiare.

    A differenza delle crociere, che non sono sostituibili dal digitale, i viaggi per lavoro probabilmente avranno un impatto negli anni a venire, quindi il recupero, almeno nel breve periodo, non sarà al 100%.

    Stesso discorso dicasi anche per gli aeroporti.

    Qualche azione di questo settore:

    • Compagnie aeree:
      • American Airlines Group
      • Delta Air Lines
      • Deutsche Lufthansa
      • Air France-KLM
      • International Airlines Group
    • Enti di gestione aeroportuale:
      • ENAV
      • AENA
      • Groupe ADP
      • Fraport
    • Aeroporti
      • Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna
    • Trasporto ferroviario
      • Trainline PLC

    Turismo

    Ci stiamo un po’ girando intorno al turismo, in varie forme, ma ciò che è stato particolarmente colpito è il trasporto e l’organizzazione per il turismo.

    Parliamo in modo particolare della prenotazione alberghiera, fortemente colpita da questa pandemia.

    Tra i titoli da segnalare ci sono:

    • Booking
    • Trivago
    • Last Minute

    E se il settore del booking non ride c’è certamente chi al momento sta piangendo ed è il settore alberghiero puro. In questo settore segnaliamo Marriott International, pronto all’esplosione non appena si tornerà alla normalità.

    Un settore che con la ripresa tornerà a volare, soddisfacendo l’esigenza dei viaggiatori di piacere.

    C’è un ulteriore azione, che ancora non è quotata, ma che sta per farlo ed è AirBnb; anche questa azione, quando sarà quotata, potrà beneficiare della ripresa.

    Commercio al dettaglio

    Con la serrata dei negozi voluta durante il lockdown un altro settore che è andato in difficoltà è quello della Grande Distribuzione.

    Se a soffrire sono i negozi, c’è anche un altro attore della filiera che ha subito qualche contraccolpo: si tratta dei gestori dei centri commerciali, i quali hanno dovuto trovare accordi per dilazionare gli affitti durante la prima fase e assistono a chiusure definitive dentro i loro locali.

    In Italia abbiamo una società particolarmente attiva in questo settore ed è Igd SIIQ. Se invece allarghiamo l’orizzonte al panorama europeo e mondiale troviamo Unibail Rodamco Westfield.

    Con la ripresa delle vendite è probabile che gran parte del mercato venga recuperato, con buona pace di quelle attività e di quelle catene che hanno deciso di spostare tutto online.

    Elettricità

    Il consumo casalingo non ha compensato le perdite del settore business: un negozio, una fabbrica e gli uffici consumano più elettricità di quanto non si faccia in ambiente domestico.

    Azioni di compagnie elettriche hanno quindi perso terreno e recupereranno con il ritorno alla normalità. Non ci si aspetta crescite in doppia cifra, come potrebbe essere per il settore alberghiero o crocieristico, ma certamente ci sarà un rimbalzo. Tra questi titoli si segnala:

    • Enel
    • EDP
    • Engie

    Aziende che oltre del ritorno alla normalità potranno beneficiare del nuovo presidente americano Biden e della sua promessa di 2 mila miliardi sul settore green, oltre che della tendenza verso auto elettriche.

  • Investire in Azioni su Trasporti e Logistica

    Investire in Azioni su Trasporti e Logistica

    Spostare persone e cose da un luogo all’altro è un grande business, e molte aziende di trasporto diverse puntano ad accaparrarsi una grande fetta di questo enorme mercato. Investendo nelle azioni di queste aziende, si può trarre profitto dal trasporto.

    In questo momento, l’industria dei trasporti è stata seriamente perturbata dal Corona Virus. Di seguito, esamineremo più da vicino le azioni di trasporto e il modo migliore per investire in esse alla luce della pandemia.

    Cosa sono le azioni della logistica?

    Le azioni del mercato dei trasporti rientrano nel settore industriale, che comprende un’ampia gamma di produttori di attrezzature pesanti e fornitori di servizi chiave per le imprese. Troverete le seguenti attività nel settore dei trasporti:

    • Compagnie aeree, che trasportano passeggeri
    • Compagnie di trasporto aereo, che trasportano merci
    • Le ferrovie, che trasportano passeggeri e merci in treno
    • Aziende di autotrasporti, che trasportano merci su strada
    • Le compagnie di navigazione marittima, che movimentano i prodotti via mare
    • Le aziende di logistica, che escogitano la migliore combinazione di mezzi di trasporto per spostare le cose in modo rapido ed efficiente
    • Fornitori di servizi che aiutano altre aziende con tutte queste modalità di trasporto, come gli operatori aeroportuali, i porti marittimi e le compagnie di pedaggio private

    Alcune aziende che muovono le cose non vengono trattate come azioni di trasporto. Per esempio, le compagnie di oleodotti che trasportano petrolio greggio, gas naturale e acqua sono considerate azioni di energia o di servizi pubblici.

    Alcune azioni del settore trasporti di alto livello

    Tra le azioni legate al business dei trasporti più conosciute ci sono le seguenti:

    • United Parcel Service (NYSE:UPS): colosso nella consegna dei pacchi, UPS ha visto un grande incremento di attività grazie all’ascesa dell’e-commerce. Non solo spedisce ogni anno miliardi di pacchi e documenti via terra, mare e aria, ma UPS gestisce anche una rete di negozi, centri clienti e drop box ad uso dei clienti
    • FedEx (NYSE:FDX): parlando del mercato dei servizi overnight di posta non possiamo non nominare FedEx, la quale, nonostante sia impegnata nella logistica dei pacchi, ha la terza flotta mondiale in quanto a numero di aerei, seconda solo a Delta ed American Airlines.
    • Union Pacific (NYSE:UNP): questa ferrovia ha una vasta rete di binari nei due terzi occidentali degli Stati Uniti, con diverse rotte che vanno dal fiume Mississippi all’Oceano Pacifico. La Union Pacific spedisce tutto, dal carbone e dai prodotti chimici alle colture e alle automobili
    • Deutsche Post DHL (ETR:DPW): lasciamo l’America e veniamo nel vecchio continente, dove il mercato è molto frammentato. C’è però un’azienda che lentamente si sta imponendo come la UPS europea e si tratta di DHL, ramo di Deutsche Post.
    • Poste Italiane (BIT:PST): se parliamo di business del trasporto non possiamo dimenticare la nostra Posta. Benché negli ultimi anni il proprio core business si sta sempre più spostando verso i servizi bancari e finanziari, comunque le Poste sono ancora oggi la rete più distribuita in Italia.
    • Gruppo FNM (BIT:FNM): rimanendo sempre in Italia abbiamo il secondo vettore ferroviario alle spalle di Ferrovie dello Stato. Ferrovie Nord Milano è posseduta per metà dalla Regione Lombardia ed è un’azienda fondamentale per gli spostamenti di persone nell’area economicamente più sviluppata del Paese.
    • J.B. Hunt Transport Services (NASDAQ:JBHT): torniamo dall’altra parte dell’oceano e con una vasta rete di autotrasporti, J.B. Hunt serve gli Stati Uniti, il Canada e il Messico. J.B. Hunt si avvale anche di partner per offrire trasporti diversi dall’autotrasporto
    • Kirby (NYSE:KEX): è il principale operatore di tank-barge negli Stati Uniti, che utilizza l’intero spartiacque del fiume Mississippi come canale per il trasporto di merci attraverso il cuore del paese. Kirby serve anche le coste occidentali, orientali e del Golfo insieme all’Alaska e alle Hawaii per la consegna di liquidi alla rinfusa ai clienti
    • Maersk (CPH:MAERSK-A): anziché saltare da un lato all’altro dell’oceano, questa volta rimaniamo in mare aperto con un’azienda che ha il proprio core business nel segmento dei trasporti marittimi. Si tratta di una holding danese, conosciuta dal grande pubblico grazie soprattutto ai container con il logo enorme stampato sopra
    • Lufthansa Group (ETR:LHA): prendiamo come esempio quella con la flotta più grande in Europa, ma potremmo anche mettere nella lista la anglo-iberica IAG, piuttosto che la low cost Ryanair o la franco-olandese Air France-KLM. Volando (è il caso di dirlo) dall’altra parte dell’oceano non possiamo non nominare American Airlines, Delta Air Lines e United Airlines

    Come valutare le migliori scorte di trasporto

    Vedrete alcuni aspetti comuni se investirete in azioni di trasporto. Per valutare come si comporteranno queste aziende, tenete presente quanto segue.

    Costi del carburante

    Le aziende di trasporto usano molta energia per portare le cose dove devono andare. Sono quindi sensibili ai prezzi del petrolio greggio e ai costi del carburante. Sia che utilizzino jet fuel per aerei, diesel per camion e treni, o una combinazione di elettricità e gas naturale per far funzionare attrezzature aggiornate, le migliori aziende di trasporto cercano di essere il più possibile efficienti dal punto di vista dei consumi.

    Debito

    È costoso per le aziende di trasporto acquistare l’attrezzatura di cui hanno bisogno. Finanziare gli acquisti attraverso il debito a lungo termine può essere intelligente, ma le migliori aziende evitano che i loro livelli di debito diventino insostenibili.

    Forza economica

    Quando l’economia è forte, le aziende di trasporto tendono a fare bene, perché molte persone e imprese vogliono spedire oggetti. Ma la domanda di spedizione può diminuire drasticamente durante i periodi di crisi economica. Gli investitori devono abituarsi agli alti e bassi dell’industria dei trasporti in risposta alle mutevoli condizioni dell’economia globale.

    Concorrenza

    È comune che diverse aziende si battano per lo stesso gruppo di clienti. Per esempio, anche solo negli Stati Uniti, si trovano vettori come American Airlines Group (NASDAQ:AAL), Southwest Airlines (NYSE:LUV), Delta Air Lines (NYSE: DAL) e JetBlue (NASDAQ:JBLU) che combattono l’uno contro l’altro e i loro pari. Come per altre azioni di trasporto, il confronto di metriche chiave come la capacità e la redditività può essere utile per valutare se uno stock è migliore di un altro.

    COVID-19

    La pandemia di coronavirus ha sconvolto il settore dei trasporti sia a livello nazionale che globale. L’aviazione, ad esempio, è stata colpita duramente come requisiti normativi (compresi i mandati governativi per servire alcune città e volare su rotte specifiche) in conflitto con le restrizioni di viaggio e la mancanza di domanda. Tutte le principali compagnie aeree statunitensi hanno sospeso i loro dividendi in risposta all’emergenza.

    Nel frattempo, gli ordini di soggiorno a domicilio e le chiusure di attività hanno incrementato la domanda di servizi di spedizione per l’e-commerce, ma hanno danneggiato le spedizioni business-to-business. Questa è stata una benedizione mista per gli spedizionieri come UPS, che continuano a costruire le loro reti di e-commerce.

    D’altro canto ci sono aziende di trasporto, come quelle legate alle crociere (Carnival, Norwegian Cruise e Royal Caribbean), che hanno bloccato le loro navi in porto e non hanno idea di quando potranno tornare a lavorare a pieno regime.

    Poiché gli effetti di COVID-19 si ripercuotono sull’economia globale, gli investitori del settore dei trasporti dovrebbero essere pronti a fare i conti con i colpi.

    Le azioni della logistica fanno per voi?

    I titoli legati al mondo della logistica possono dare un prezioso contributo al vostro portafoglio azionario. Con un’esposizione diretta allo stato dell’economia, i titoli di trasporto hanno la reputazione di segnalare se ci si trova di fronte a tempi buoni o cattivi. Questo però vuol dire spesso anticipare i restanti mercati, quindi un investitore deve essere conscio del fatto che potrebbe avere perdine o guadagni senza preavvisi.

  • Il vaccino di Pfizer manda al tappeto alcune azioni

    Il vaccino di Pfizer manda al tappeto alcune azioni

    Grande euforia ieri per l’annuncio di Pfizer secondo cui, nel 90% dei casi trattati in fase 3 della sperimentazione per il vaccino, l’esito a un contagio possibile è stata negativa.

    In parole povere, significa che il vaccino sviluppato da Pfizer, in collaborazione con BioNTech, nel 90% dei casi funziona.

    Bisogna essere prudenti però, perché tale vaccino è stato somministrato a circa 4.000 persone e di queste solo circa un centinaio sono entrate in contatto con il virus, e 10 di loro hanno comunque contratto il virus con esito positivo, mentre in 90 l’esito è stato negativo.

    Prima di affermare con certezza che il vaccino funziona bisogna attendere ancora altri casi di contatto certo, almeno 165, e solo allora si potrà calcolare il reale funzionamento.

    Vaccini contro il Corona Virus

    Di contro bisogna anche sottolineare che il vaccino prodotto da Pfizer è solo uno dei 4 che si trovano in una fase avanzata, gli altri 3 sono sviluppati da:

    • AstraZeneca
    • Moderna
    • Jonhson & Jonhson

    Il Covid 19 ha quindi i giorni contati? Non propriamente, perché i tempi, benché si stia correndo, non sono ancora corti. Bisogna attendere almeno gennaio perché le dosi dei vaccini siano disponibili per il grosso della popolazione.

    La reazione sui mercati

    Nel mentre ieri giornata di grande sbornia sui mercati globali, con aziende più colpite che hanno recuperato quasi il 40% (come nel caso di Carnival), con Pfizer che è andata in doppia cifra percentuale e come il FTSE MIB che ha chiuso con un rialzo che superava il 6%.

    Però c’è una cerchia di aziende che non beneficiano del risultato. Per una serie di motivi c’è una lista di aziende che ieri ha chiuso in territorio negativo, o semplicemente che non avrà vita facile in borsa nel prossimo futuro. Ecco qualche esempio:

    • Diasorin: l’azienda italiana si occupa di test sierologici e tamponi; appare evidente che con il vaccino la richiesta dei suoi servigi sarà sempre più bassa. Ieri l’azienda di Salluggia ha perso circa il 16%.
    • Zoom Communication ha avuto una notorietà immensa in questi mesi di lockdown, con un aumento, da inizio anno, che supera il 500%. Appare ovvio che in caso di vaccino il software servirà un po’ meno, con ovvie ripercussioni sui conti economici.
    • Netflix: alzi la mano chi non ha fatto (o quantomeno pensato) a Netflix in questo periodo di chiusura. È la tv del futuro che, grazie al covid, ha avuto una netta accelerazione nel presente. L’azienda continuerà certamente a incrementare la propria base utenti, ma forse un po’ più lentamente di quanto fatto in questi ultimi mesi.
    • Amazon: con i negozi chiusi era una delle poche alternative alla sete di shopping. Ecco, la piattaforma certamente continuerà a crescere, ma forse l’accelerazione di questi mesi diventerà difficile da ripetere.
  • Su cosa investire in estate: 5G, petrolio e travel?

    Su cosa investire in estate: 5G, petrolio e travel?

    Il mercato azionario ha dato il via al 2020 con il vento in poppa, ma la pandemia di Covid-19 ha cambiato tutto a tempo di record. Nel giro di 7 sessioni, durante marzo, il Dow Jones Industrial Average ha perso più di 1.000 punti (il più grande dei quali è stato un crollo assoluto di 2.997,10 punti, o quasi il 13 per cento).

    I principali indici del mercato azionario statunitense non solo hanno rinunciato a tutti i loro guadagni per il 2020, ma hanno anche perso quelli del 2019, 2018 e 2017.

    Potrebbe sembrare sciocco chiedersi quali siano le migliori società del mercato azionario in cui investire, ma è una domanda legittima. Ci sono molte ragioni per credere che il peggio della pandemia sia passato e che l’economia globale possa entrare in una fase di ripresa. Lo dimostra il recupero degli indici, dal Dow Jones al Nasdaq, che ha addirittura registrato un nuovo record storico durante giugno.

    Certo, una ripresa economica potrebbe richiedere un anno, o due, o tre (o più) e potrebbero esserci battute d’arresto a breve termine. Ma pochi, se non nessuno, esperti ed economisti dubitano che l’economia globale si riprenderà completamente in pochi anni.

    Per questo motivo, gli investitori dovrebbero approfittare degli attuali sconti delle azioni, soprattutto durante i mesi estivi, per costruire posizioni in aziende che hanno percorsi dimostrabili o catalizzatori per stimolare la crescita nei prossimi anni.

    Rimbalzo del petrolio: comprare azioni petrolifere

    A pochi giorni dall’inizio ufficiale dell’estate 2020, l’Agenzia Internazionale per l’Energia ha annunciato un chiaro catalizzatore di buoni titoli su cui investire durante l’estate. Secondo l’AIE, la domanda globale di greggio diminuirà di 8,1 milioni di barili al giorno nel 2020, ma si prevede una ripresa al ritmo più alto mai registrato nel 2021, con 5,7 milioni di barili al giorno.

    L’AIE prevede che la domanda globale di petrolio (escluso il jet fuel) tornerà ai livelli pre-Covid-19 entro la metà del 2021. Ma se si introduce prima un vaccino o una soluzione sanitaria alla pandemia, i tempi di recupero possono essere accelerati.

    Quindi, quali sono le due principali società del mercato azionario in cui investire? Gli investitori hanno diverse possibilità di scelta nel settore petrolifero. Ma qualsiasi scelta dovrebbe consistere in operatori globali con un capitale sufficiente per sostenersi attraverso qualsiasi incertezza o interruzione a breve termine.

    Chevron vanta uno dei migliori rapporti debito/capitale proprio del settore. Il rapporto tra indebitamento e patrimonio netto della società nel secondo trimestre è pari a 0,22 contro 0,26 nel 2018 e 0,21 nel 2019. La solidità del bilancio è uno dei motivi per cui il management ha giurato di non tagliare il pagamento dei dividendi nonostante una pandemia globale che ha schiacciato la domanda di petrolio.

    Il gigante Exxon, produttore di energia, si distingue tra i suoi pari, poiché rimane impegnato a spendere dai 30 ai 35 miliardi di dollari all’anno fino al 2025, nonostante un ambiente difficile. La società ha detto di ritenere “l’orizzonte a più lungo termine più chiaro”. In particolare, il miglioramento del tenore di vita in tutto il mondo nei prossimi anni si traduce in un aumento della domanda di petrolio e i grandi investimenti di oggi la metteranno in una posizione migliore per guadagnare quote di mercato in futuro.

    Quello che sta facendo Exxon è ciò che nel 2015 ha già fatto ENI, quando il crollo del prezzo del petrolio ha richiesto un enorme lavoro per abbassare il costo di produzione. Questo sacrificio, effettuato nel 2015, torna particolarmente utile ora, poiché permette all’azienda del cane a sei zampe di non tagliare il dividendo (che a questi prezzi rende uno yield maggiore del 10%) e di poter resistere a un po’ di turbolenze. Inoltre ENI ha anche la partecipazione statale e c’è da stare certi, visto quanto sta facendo il governo Conte II che in caso di problemi l’intervento pubblico arriverà.

    Il futuro delle telecomunicazioni è 5G

    Il mondo delle telecomunicazioni diventerà esponenzialmente più veloce grazie alla tecnologia 5G e una manciata di alcuni dei titoli più performanti sono ben posizionati per sfruttare il trend. In particolare, il produttore di iPhone Apple può dominare il futuro del 5G come nessun altro.

    E la parte migliore è che un potenziale annuncio su una lineup 5G arriverà subito dopo i mesi estivi. Gli investitori potrebbero voler considerare l’acquisto di eventuali cali del titolo per tutta l’estate.

    Di solito Apple ospita un evento per il lancio di un prodotto intorno a settembre e il 2020 non dovrebbe essere diverso, nonostante la pandemia. Anche se potrebbe sembrare meno impressionante di fronte a un pubblico vuoto, il messaggio potrebbe essere lo stesso: preparatevi per il 5G.

    Tenete presente che questo fa parte di un mercato che, secondo IDC, dovrebbe esplodere da 10 milioni di dispositivi nel 2019 a 1,01 miliardi nel 2023.

    Uno dei più noti analisti Apple di Wall Street, Daniel Ives di Wedbush, ha commentato in una nota di ricerca che Apple è “al posto di guida per lanciare questo ciclo 5G in questo tipico periodo di settembre”.

    I precedenti cicli di iPhone andavano da un po’ deludenti fino all’ho-hum, perché gli aggiornamenti incrementali non erano abbastanza impressionanti da giustificare il costoso prezzo.

    Ma questa volta un iPhone 5G compatibile con il la nuova rete sarà certamente una novità. L’analista ritiene che un numero di 350 milioni di utenti iPhone vorranno aggiornare i loro vecchi dispositivi nonostante il “fondale scuro di Covid-19 e una macro soft”.

    Travel e turismo, come e quanto recupererà?

    Del mondo dei viaggi ne avevamo già parlato, in particolar modo sulle crociere, che prima della crisi di Covid, garantivano ottimi ritorni con dividendi niente male.

    I lockdown da virus sembrano oramai alle spalle e, a meno di nuovi ritorni della pandemia, le aziende turistiche che hanno superato la crisi sono in posizione di vantaggio.

    Carnival ha una posizione dominante sul mondo dei viaggi, la società ha vari brand legati alle crociere (tra cui la “nostra” Costa) e ha egregiamente superato il periodo di crisi.

    I fondamentali sono ottimi e benché ci sia stato un aumento del debito dovuto a inattività, i clienti stanno tornando. Da settembre il cielo sembra sereno e per Carnival potrebbero esserci dei recuperi sensazionali.

    In conclusione, approfittate delle buone aziende del mercato azionario

    Un’eventuale debolezza dei titoli durante i mesi estivi potrebbe essere considerata dagli investitori come un’opportunità di acquisto. Il mercato azionario si trova in una chiara modalità di ripresa e ogni opportunità di accaparrarsi azioni di società con una prospettiva a lungo termine dovrebbe essere colta.

    In caso contrario, gli investitori potrebbero perdere la nave ed essere costretti ad acquistare buone azioni a prezzi molto più alti.

  • Costruire un Portafoglio basato sui Dividendi

    Costruire un Portafoglio basato sui Dividendi

    Esistono azioni che costantemente battono il mercato, pagando anche dei generose quote e senza fare quel fastidioso zig zig degli indici azionari.

    Stiamo parlando di azioni che pagano dividendi: Società che ricompensano i loro azionisti con pagamenti in contanti di routine solo per il possesso delle loro azioni.

    Numerosi studi hanno dimostrato che gli investitori avrebbero potuto battere il mercato sapendo solo se un’azione pagava o meno un dividendo. Se investite solo in azioni che pagano i dividendi e vi sottraete a tutti gli altri, vi ritroverete con un rendimento migliore della media, in cima alla maggior parte dei fondi comuni d’investimento gestiti in modo professionale e al mercato azionario nel suo complesso.

    Sì, guardando la storia era davvero così semplice. In più decenni i titoli a dividendo hanno semplicemente schiacciato i titoli che non pagano dividendi.

    Naturalmente, gli investitori possono fare ancora meglio scavando più a fondo del semplice dividendo.

    Esploreremo il mondo dei titoli ad alto rendimento, per gli investitori a lungo termine, e come creare un portafoglio azionario che generi un reddito passivo che possa crescere nel tempo. Cominceremo con le basi e daremo qualche nome.

    Cosa sono i dividendi?

    I dividendi sono denaro che una società paga ai propri azionisti, di solito ogni mese, trimestre o anno. Poiché molte aziende affermate guadagnano più soldi di quanti ne possano reinvestire nella loro attività, scelgono di restituire parte del denaro extra agli azionisti piuttosto che infilarlo sotto il materasso o investirlo in attività di ricerca e sviluppo non redditizie.

    I dividendi sono di solito di due tipi:

    Dividendi ordinari

    Una società paga un dividendo ordinario perché prevede di continuare a pagare lo stesso importo, o di aumentarlo, nel tempo. La maggior parte dei dividendi pagati sono dividendi ordinari, che vengono finanziati con gli utili di una società.

    Dividendi straordinari

    Si tratta di dividendi che vengono pagati sporadicamente. Una società può pagare un dividendo speciale in un anno in cui è particolarmente redditizio, dopo la vendita di un ramo d’azienda, o per approfittare di un cambiamento di politica fiscale. I dividendi straordinari sono considerati eventi unici.

    Un esempio è il dividendo da oltre 5 miliardi che Fiat Chrysler Automobiles ha intenzione di pagare poco prima dell’aggregazione con PSA Peugeot.

    Un esempio di azienda con pagamenti di dividendi ordinari

    Apple è un eccellente esempio di azienda altamente redditizia che guadagna molto di più di quanto potrebbe mai ragionevolmente reinvestire nel proprio business. Nel 2017 ha speso più di 11,5 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo, cercando di migliorare i prodotti esistenti e di inventarne di nuovi. Nel 2018 e nel 2019 ha continuato ad aumentare questa spesa.

    Ma Apple guadagna semplicemente troppo denaro per trovare un uso produttivo per tutto questo. Il produttore di iPhone ha guadagnato più di 55 miliardi di dollari nel 2019 (erano stati 61 nel 2018), anche dopo aver speso più di 16,2 miliardi di dollari in R&S (erano stati 14,2 nel 2018), il che lo lascia con enormi quantità di denaro per cui deve trovare uno scopo.

    A un certo punto, un’azienda finisce semplicemente i buoni modi per reinvestire il suo potere di guadagno. Apple potrebbe spendere un miliardo di dollari per cercare di realizzare le migliori automobili per una futura invasione della luna? Certo, ma i rendimenti saranno probabilmente scarsi, quindi gli azionisti preferirebbero ricevere un dividendo piuttosto che veder sparire i loro soldi per stupidi progetti scientifici.

    Per questo motivo, la maggior parte delle aziende che pagano i dividendi tendono ad essere aziende a crescita più lenta, che non hanno né la necessità né il desiderio di reinvestire tutti i loro profitti nel business. Ma non pensate che questo significhi che le azioni che pagano dividendi non possano produrre buoni rendimenti, in quanto hanno categoricamente battuto il mercato su qualsiasi orizzonte di investimento sufficientemente lungo.

    Perché investire in azioni che pagano dividendi?

    Ci sono molte ragioni per amare le azioni che pagano dividendi, ma una delle ragioni più convincenti è che i dividendi azionari sono storicamente più stabili dei prezzi delle azioni.

    Nel 2008, ad esempio, l’S&P 500 ha perso il 37% del suo valore, in quanto le aspettative per gli utili aziendali sono diminuite a causa della crisi finanziaria. Nonostante il crollo dei corsi azionari, i dividendi pagati dalle società S&P 500 sono effettivamente aumentati dal 2007 al 2008.

    Solo nel 2009 le società S&P 500 hanno diminuito i dividendi alla luce della profonda recessione, ma i dividendi sono diminuiti solo del 20% circa. L’anno successivo, i dividendi pagati dalle società S&P 500 hanno ricominciato ad aumentare e nel 2011 hanno raggiunto un nuovo record. I prezzi delle azioni, tuttavia, hanno raggiunto un nuovo massimo solo un anno dopo.

    Negli ultimi 60 anni, sull’S&P 500 i dividendi sono cresciuti ad un tasso annuo composto del 5,82%. Un investitore previdente che avesse investito in azioni durante la sua vita lavorativa (dal 1960 al 1995), andando in pensione nel 1995 avrebbe vissuto un pensionamento molto prospero grazie al graduale aumento dei suoi assegni dei dividendi in eccesso rispetto al tasso d’inflazione, sia durante il suo lavoro che dopo la sua pensione.

    Mentre il costo della vita è aumentato del 746% dal 1960 al 2020 i dividendi pagati dalle società S&P 500 sono aumentati del 2.573%. Quindi non solo i dividendi sono aumentati nel tempo, ma sono aumentati in termini reali. Un pensionato avrebbe potuto godere di un tenore di vita più elevato man mano che invecchiava, un risultato raro per la maggior parte dei pensionati.

    Più recentemente, dal 2000, i prezzi al consumo sono aumentati del 48% a causa dell’inflazione. Nello stesso periodo i dividendi pagati dalle società S&P 500 sono aumentati di quasi il 212%. Quando si tratta di investimenti a reddito protetto dall’inflazione, le azioni a dividendo sono veramente ottime.

    Volete altri motivi per preferire i dividendi ad altri tipi di investimento?

    Qualità dei guadagni

    Non è facile per un’azienda pagare e sostenere un dividendo regolare ogni singolo trimestre per anni e anni. Le aziende che pagano i dividendi hanno in genere modelli di business più duraturi, oltre a guadagni di qualità superiore, in quanto la maggior parte del loro reddito netto si presenta sotto forma di denaro contante.

    Reddito

    La maggior parte delle persone compra azioni per guadagnare soldi dai guadagni in conto capitale, o dal valore crescente dei prezzi delle azioni nel tempo.

    Ma i titoli che pagano dividendi offrono il meglio di entrambe le soluzioni, offrendo il potenziale di guadagno in conto capitale, oltre al regolare reddito da dividendi.

    Gli investitori in dividendi non devono affrontare la difficile scelta di decidere quando vendere le azioni per finanziare le spese post-pensionamento, poiché il loro portafoglio genera entrate derivanti dal pagamento dei dividendi.

    Manager disciplinati

    Le aziende che promettono ai loro soci pagamenti regolari in contanti hanno meno possibilità di commettere errori non forzati acquisendo concorrenti a prezzi elevati, o lanciando i contanti degli azionisti in progetti con rendimenti discutibili.

    Meno volatilità

    Le azioni che pagano dividendi tendono ad essere meno volatili rispetto alle azioni che non pagano dividendi, il che significa che la differenza tra i loro alti e bassi è minore rispetto agli alti e bassi delle aziende che non pagano dividendi. In uno studio intitolato “What Difference Do Dividend Do Dividends Make?”, i ricercatori hanno notato che le azioni che pagano dividendi producono rendimenti più elevati, ma hanno anche zigzagato in misura molto minore rispetto alle azioni che non pagano dividendi.

    Analisi dei dividendi

    Anche se le aziende che pagano i dividendi hanno storicamente superato le aziende che non pagano dividendi, ciò non significa che si debbano acquistare tutte le azioni che pagano dividendi, o acquistare un’azione semplicemente perché paga un dividendo più alto di un’altra azione. Gli investitori dovrebbero analizzare qualsiasi società che paga i dividendi con lo stesso rigore che applicherebbero a qualsiasi società che non sottopone i propri investitori a regolari controlli dei dividendi.

    Detto questo, ci sono alcune metriche e attributi che sono unici per investire i dividendi. Ecco tre aspetti a cui gli investitori pensano quando guardano un titolo a dividendo.

    1. Rendimento dei dividendi (dividend yield)

    Questa è la metrica più semplicistica per capire un’azione che paga i dividendi. Per calcolare il rendimento dei dividendi, si dividono i pagamenti dei dividendi annuali dell’azienda per azione per il prezzo delle azioni. Quindi, se un’azione paga 1 euro di dividendi annuali e viene scambiata per 10 euro per azione, ha un dividend yield del 10%.

    Gli investitori utilizzano spesso i rendimenti da dividendi per confrontare il potenziale di reddito delle azioni con altri investimenti che producono reddito, come le obbligazioni. Con un dividend yield in mano, è facile capire quanto si potrebbe guadagnare investendo 10.000 euro in un determinato titolo o fondo azionario e confrontarlo con le alternative.

    2. Rapporti di distribuzione dei dividendi (payout ratio)

    Gli indici di pagamento sono importanti per comprendere la capacità di un’azienda di permettersi il suo attuale dividendo. Il classico rapporto di distribuzione dei dividendi è calcolato dividendo i dividendi annuali di un’azienda per azione per il suo utile per azione. Quindi, se nel corso di un anno una società guadagna 5 euro per azione e paga 2 euro di dividendi, il suo payout ratio sarebbe del 40%.

    Alcuni investitori fanno un passo avanti in questo calcolo calcolando un payout ratio basato sul free cash flow, piuttosto che sull’utile netto. Fare questo è facile come dividere i dividendi di una società per azione per il suo free cash flow per azione per arrivare a una stima più prudente della sua capacità di pagare i dividendi.

    Nei settori ad alta intensità di capitale (aziende che richiedono molti investimenti per crescere), il calcolo di un rapporto di distribuzione dei dividendi basato sul free cash flow può avere più senso. Ad esempio, l’operatore di navi da crociera Carnival spende molto per costruire nuove navi per riparare, sostituire ed espandere la sua flotta. Poiché una nave da crociera può costare fino a 1 miliardo di dollari o più, le compagnie di crociera devono reinvestire una quota maggiore dei loro guadagni per mantenere e far crescere le loro flotte.

    Negli ultimi 5 anni, Carnival ha guadagnato 13,2 miliardi di dollari di utile netto. Tuttavia, poiché spende molto per espandere, riparare e sostituire la sua flotta, nello stesso periodo ha generato solo 3,9 miliardi di dollari di free cash flow cumulativo. La compagnia potrebbe trasportare il 40% di passeggeri in più nel 2020 rispetto al 2015, ma tale espansione è costata miliardi di dollari per l’acquisto delle navi per farlo.

    Il conto economico di un’azienda appianerà questi importanti investimenti in più anni. Se una compagnia di crociera acquistasse oggi una nave da un miliardo di dollari, ridurrebbe il suo flusso di cassa libero di un miliardo di dollari nell’anno in corso. Tuttavia, sul conto economico, l’acquisto verrebbe spesato in 30 anni, con una spesa di circa 28 milioni di dollari all’anno per i prossimi tre decenni, fino a quando la nave non sarà venduta per la rottamazione.

    Per questo motivo, non è raro che le aziende ad alta intensità di capitale guadagnino molto di più nell’utile netto rispetto al free cash flow, soprattutto se sono in crescita. I contabili spesso dicono che “non si possono pagare le bollette con il reddito netto”, ed è per questo che gli investitori che si preoccupano dei dividendi spesso sostituiscono il reddito netto con il free cash flow nel calcolo del payout ratio di un’azienda.

    3. Politica dei dividendi

    Molte aziende hanno una politica dei dividendi dichiarata o implicita che può essere ricavata da una combinazione di rapporti sugli utili, conferenze telefoniche o comportamenti storici. Una società può puntare in modo specifico ad un determinato payout ratio, dichiarando al mercato che intende restituire agli investitori una certa percentuale del proprio reddito sotto forma di dividendo nel tempo.

    ENI, la nostra società petrolifera, partecipata dal Ministero delle finanze, ha come obiettivo quello di aumentare ogni anno l’ammontare del dividendo, cercando di renderlo sempre sostenibile. Una politica iniziata dopo il crollo del petrolio del 2015 e che viene mantenuta negli anni.

    Generali, leader italiano sulle assicurazioni, ha una politica payout ratio compreso tra il 55% e il 65% per ogni anno.

    Tipicamente queste indicazioni vengono fornite insieme al piano industriale a 3 o 5 anni, che ogni azienda presenta allo scadere del precedente o al mutare in modo sensibile degli obiettivi.

    Reinvestire i proventi da dividendi nella stessa azienda

    Un’ottica strategia per far aumentare costantemente il rendimento è quello di reinvestire quanto guadagnato dai dividendi direttamente nella stessa azienda che li ha portati.

    Facciamo un esempio: investiamo 10 mila euro in azioni ENI a un prezzo di 9 euro ad azione, significa che acquistiamo 1.111 azioni circa. Al primo stacco (ENI ne fa due all’anno ma per semplicità di calcolo sommiamo i due) con dividendo 2020 sull’esercizio 2019, il rendimento è di 0,86, quindi con un dividend yield sul nostro prezzo di acquisto del 9,55% lordo.

    Avremo da questo stacco 955,46 euro lorde che diventano 707 al netto delle tasse (in Italia i dividendi vengono tassati al 26%). Reinvestendo questi 707 euro in azioni ENI, al netto delle variazioni di prezzo (per semplicità di calcolo teniamo il prezzo costante), avremo altre 78 azioni nuove di zecca.

    ENI ogni anno aumenta leggermente il dividendo, il 2020 si presenta come un brutto anno visto il prezzo del petrolio e quindi diciamo che lo aumenta di un solo centesimo. Nel 2021 pagherà 0,87 che per noi significa una reddita lorda 1.034,43 euro [(1.111 + 78) * 0,87] e netta di 765,47 che reinvestiremo ancora per acquistare 85 azioni.

    A questo punto avremo nel 2022 azioni 1.274 con un controvalore di 11.466 euro e un dividendo da staccare ancora di (ipotizziamo un nuovo centesimo di aumento, quindi 0,88 euro ad azione) 1.121 (830 nette) per un totale di 12.295 euro a fronte di 10 mila investiti. Posto che le azioni le acquistare a giugno del 2020 e venduto tutto a giugno del 2022 avremmo in 2 anni un guadagno del 22,95% e una resa media annuale di circa l’11,5% netta.

    Provate a continuare con questo esempio per i prossimi 20 anni e magari aggiungeteci anche l’inflazione che probabilmente farà aumentare il costo dell’azione.

    Esce un rendimento di tutto rispetto, soprattutto considerando che attualmente ENI è sotto pressione a causa di Corona Virus e prezzo del petrolio particolarmente basso.

    Costruire un portafoglio di dividendi fai da te

    Un errore comune dei nuovi investitori di dividendi è quello di concentrarsi solo sul potenziale di reddito e di ignorare altri importanti principi d’investimento, come l’importanza della diversificazione. Poiché alcuni tipi di società pagano rendimenti più alti di altri, la costruzione di un portafoglio basato sui rendimenti creerà un portafoglio che sarà fortemente investito solo in una piccola porzione del mercato azionario.

    Ha invece senso acquistare azioni con dividendi che si trovano in diversi settori del mercato azionario. Qui di seguito, abbiamo un portafoglio illustrativo utilizzando società grandi che compongono il mercato azionario nel suo complesso.

    Si noti che comprende aziende con diverse linee di business, da quella che fa soldi dai contenuti (Disney) fino alle banche (Intesa San Paolo), dagli energetici (ENI) e un tecnologico (Apple).

    Il calcolo del Dividend Yield è basato considerando lo stacco del 2019 poiché nel 2020, causa Covid-19, tante aziende hanno straordinariamente bloccato il pagamento dei dividendi. Il Dividend Yield è al lordo delle tasse.

    AziendaDividend YieldSettore
    ENI9,67%Energetici
    Walt Disney1,50%Intrattenimento
    Intesa Sanpaolo11,49%Finanziario
    Apple0,85%Tecnologia
    Generali6,98%Assicurativo
    Azimut6,44%Finanziario
    Enel4,37%Energetici
    FCA15,39%Industriale
    Bayer4,06%Industriale
    Carnival10,52%Travel
    Dividend Yield di alcune aziende al 18/06/2020

    Come detto, alcune aziende, come FCA e Intesa per esempio, non hanno staccato dividendi nel 2020 per l’emergenza Corona Virus. Alcuni l’hanno solo rimandata, altri l’hanno completamente annullata.

    In questo momento i Yield sono particolarmente vantaggiosi perché i prezzi sono sotto pressione proprio per il Covid.

    È importante sottolineare che consideriamo tutti questi elementi come scorte sicure di blue chip con vari rami d’attività e fonti di reddito affidabili.

    La diversificazione è tutto nel mercato azionario. È normale che i settori o le industrie attraversino cicli di sovraperformance e sottoperformance estreme. Le scorte di energia sono state frantumate nel 2015, quando i prezzi del petrolio e del gas sono crollati. Un anno dopo, il settore è stato il protagonista assoluto, generando il miglior ritorno di tutti e 10 i settori di mercato. Non è una cosa fuori dal comune.

    Avere investimenti in diversi settori può aiutare ad ammortizzare il rendimento del vostro portafoglio nel tempo. Quando i titoli finanziari erano in ritardo nel 2011, i titoli delle utilities erano i più performanti. L’anno successivo, le azioni finanziarie sono tornate al top, e le utilities sono state le peggiori performer.

    Un investitore che possedeva solo beni finanziari o solo servizi di pubblica utilità avrebbe fatto un anno a vuoto. L’investitore che possedeva azioni in entrambi i settori avrebbe navigato tra gli alti e bassi senza troppe emozioni, il che è una buona cosa quando si cerca un rendimento costante.

    Costruire un portafoglio dividendi con fondi

    Gli investitori che vogliono avere un assaggio delle azioni che pagano i dividendi senza scegliere le proprie azioni possono preferire investire in fondi comuni d’investimento e fondi negoziati in borsa (ETF) specializzati in azioni che pagano i dividendi. Investire in un fondo di dividendo è un ottimo modo per beneficiare dei dividendi senza dover selezionare i singoli titoli e gestirli da soli.

    Le regole di base per l’investimento dei dividendi

    L’investimento in dividendi può essere gratificante. Ma ci sono alcune cose da tenere sempre a mente se si sceglie di creare un proprio portafoglio di singoli titoli. Ecco alcune semplici – ma importanti – regole di base per investire in azioni a dividendo:

    • Non comprare un’azione solo per il suo dividendo. Un buon dividendo non è mai un motivo per investire in un cattivo affare. Nel lungo periodo, la performance dell’azienda è ciò che in ultima analisi determina il rendimento di un’azione e la capacità dell’azienda di pagare un dividendo.
    • Non mettete troppo l’accento sulla resa. Mentre un titolo che rende il 3% può essere otticamente più attraente di un titolo che rende il 2%, i coefficienti di rendimento possono essere responsabili della differenza. Un’azione con un rendimento più basso che ha un basso rapporto di payout può offrire di più in termini di crescita dei dividendi e, in ultima analisi, un rendimento più elevato nel tempo.
    • Se scegliete un fondo, non ignorare le commissioni. Uno dei maggiori predittori dei rendimenti futuri di un fondo è la commissione che esso addebita per investire in esso. Le commissioni sono quantificate come rapporto costi/benefici, che riporta i costi annuali in percentuale dell’importo investito. Le spese sono particolarmente importanti per i fondi a dividendo, poiché le commissioni vengono sottratte dai dividendi che il fondo trasferisce ai suoi investitori. Se un fondo possiede azioni con un rendimento del 2%, ma il fondo applica commissioni dell’1,5% all’anno, gli investitori riceveranno solo un rendimento dello 0,5%. I costi contano sempre, ma contano davvero per un portafoglio di reddito.

    Infine, e soprattutto, ricordate che investire è un gioco a lungo termine. Solo perché puoi comprare un’azione e venderla un minuto dopo per un guadagno dello 0,1% non significa che devi farlo. Trattate le azioni come se foste proprietari di qualsiasi altra attività: qualcosa da tenere in mano per il lungo periodo, piuttosto che girare per un euro veloce.

  • Azioni delle crociere, cosa sapere per comprarle

    Azioni delle crociere, cosa sapere per comprarle

    I parchi a tema hanno iniziato a fare piani concreti per la riapertura. Tutte le attività ricreative hanno fatto lo stesso, così come gli hotel di tutto il Paese. Questi si uniscono ai ristoranti che hanno iniziato ad accogliere i clienti e ai rivenditori che hanno aperto le loro porte mentre gli italiani (e il mondo intero) si dirigono verso una nuova normalità con mascherine, capacità limitate e linee guida di distanziamento sociale in atto.

    Le tre principali compagnie di crociera – Royal Caribbean (NYSE:RCL), Carnival (NYSE:CCL) e Norwegian (NYSE:NCLH) – vogliono prendere la stessa strada e riportare le loro navi in mare.

    Carnival ha persino indicato il 1° agosto come il giorno in cui prevede di riprendere le operazioni e la Royal Caribbean ha accennato a una data simile.

    Questo è incoraggiante per gli azionisti e gli appassionati di crociere, ma potrebbe non essere realistico. Le precauzioni che funzionano in un ristorante non saranno sufficienti a impedire a migliaia di persone che vivono in quartieri vicini per periodi di più giorni di diffondere il coronavirus. Questo rende molto difficile immaginare i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) che permettono di navigare dai porti americani in un modo che abbia senso per i consumatori e le compagnie di crociera e lo stesso potrebbe fare qualsiasi nazione del mondo; impedendo per esempio gli sbarchi.

    Il dilemma delle compagnie di crociera

    Tutte e tre le compagnie di crociera quotate in borsa prevedono di intensificare i controlli sanitari per i clienti. Ciò comprenderà lo screening della temperatura e revisioni più approfondite con professionisti del settore medico, ove necessario. Questo va di pari passo con l’intensificazione delle misure di pulizia, il rinnovo dei buffet e, probabilmente, le capacità limitate.

    Queste misure, tuttavia, non possono spiegare cosa succede se qualcuno mostra i sintomi a bordo. Sembra probabile che possano essere disponibili test rapidi. In caso di test positivo, quella persona può essere messa in quarantena, ma potrebbe aver già diffuso il virus. Se ciò accade, quale sarà la procedura? L’intera nave sarà bloccata? I clienti rimarrebbero bloccati a bordo?

    Tutte e tre le compagnie di crociera devono elaborare un piano chiaro per far scendere i clienti esposti da una nave e metterli in sicurezza in una situazione di auto-quarantena. Qualsiasi nazione che dovrà permettere gli sbarchi vorrà conoscere questo piano, ed è un’informazione rilevante per i potenziali clienti che temono di rimanere bloccati a bordo.

    È possibile che ci siano procedure che potrebbero essere messe in atto per affrontare questo problema, ma la cosa si complica quando si tiene conto delle persone che viaggiano in aereo per andare in crociera. Molti passeggeri, almeno nei primi giorni, saranno locali, e potranno uscire dalla nave, tornare a casa in macchina e auto-quarantena.

    Questo è più difficile da fare per i clienti fuori dallo Stato. Le compagnie di crociera metteranno in quarantena i passeggeri in un hotel? Potranno portarli a casa su aerei charter o guidarli in veicoli appositamente attrezzati?

    Nessuna di queste soluzioni è economica e non è facile da realizzare, anche se il costo non è un ostacolo.

    Si dovrebbero acquistare le azioni di compagnie di crociera?

    Tutte e tre le compagnie hanno adottato misure importanti per aumentare la loro liquidità per sopravvivere più a lungo senza che le entrate arrivino. Ad un certo punto, tuttavia, non essere in grado di andare in crociera può portare a misure più drastiche, compresi i fallimenti.

    Royal Caribbean, Carnival e Norwegian hanno bisogno di due cose per poter dare una svolta alle loro attività. La prima è, ovviamente, l’approvazione del CDC (il controllo americano della navigazione e dei trasporti) per andare in crociera. La seconda è che la domanda dei consumatori ritorni.

    I clienti appassionati, che vivono vicino ai terminal, saranno probabilmente i primi a tornare. Questi clienti abituali, tuttavia, in genere pagano prezzi più bassi. Per avere successo a lungo termine, le compagnie di crociera hanno bisogno di clienti occasionali.

    C’è qualche vantaggio a lungo termine nell’acquisto di azioni delle compagnie di crociera se si ha la mentalità con una buona propensione al rischio. In questi casi i guadagni potrebbero essere veramente importanti. Carnival, per esempio, ha già più che raddoppiato il valore delle azioni dai minimi di marzo.

    Attenzione però, perché se queste compagnie non possono navigare, o i clienti sono lenti a tornare, i fallimenti rimangono possibili.

    Prima della pandemia, queste compagnie erano redditizie. Potrebbero esserlo di nuovo (e questo le rende ottime per investimenti) ma è importante sapere che, oltre ai grandi vantaggi, ci sono anche grandi rischi.

  • S&P 500 cosa è l’indice americano e come funziona

    S&P 500 cosa è l’indice americano e come funziona

    L’S&P 500, noto anche come Standard & Poor’s 500, è un indice del mercato azionario che traccia l’andamento dei prezzi dei titoli delle prime 500 società statunitensi.

    Poiché le attività dell’indice comprendono un totale approssimativo di 2,2 trilioni di dollari, l’indice S&P 500, insieme al Dow Jones Industrial Average (DJIA), è spesso utilizzato come indicatore della performance e della forza dell’economia statunitense.

    Come negoziare il CFD S&P 500

    Il prezzo S&P 500 fornisce tipicamente ai trader un alto grado di liquidità, lunghe ore di trading e spread di trading ristretti. Oggi è possibile negoziare l’indice S&P 500 utilizzando i CFD (contratti per differenza). L’utilizzo dei CFD per negoziare l’S&P 500 vi permetterà di andare lungo o corto senza dover trattare con gli scambi convenzionali.

    Poiché l’indice traccia un ‘paniere’ di 500 aziende statunitensi, ai trader che trattano l’S&P 500 viene data un’esposizione diversificata ad un mercato azionario statunitense (un’esposizione che è ampiamente coperta da analisti che conducono approfondite ricerche tecniche e fondamentali sulla sua performance).

    Inoltre, essendo uno degli indici che include più azioni, viene comunemente considerando un ottimo strumento di diversificazione; infatti tra i 500 titoli presenti ci sarà sempre varietà di andamento anche in periodi di crisi.

    Come viene calcolato l’S&P 500?

    Le aziende che fanno trading sull’indice S&P 500 vengono selezionate da un comitato che valuta il merito dell’azienda secondo otto criteri primari. Questi sono:

    • Capitalizzazione di mercato
    • Liquidità
    • Domicilio
    • Quota pubblica
    • Classificazione dei settori
    • Attuabilità finanziaria
    • Durata delle negoziazioni in borsa

    Inoltre, ogni azienda deve soddisfare i seguenti requisiti di liquidità:

    • Una capitalizzazione di mercato maggiore o uguale a 6,1 miliardi di dollari
    • Volume minimo mensile di negoziazione di 250.000 azioni per ciascuno dei sei mesi precedenti la data di valutazione

    Le aziende S&P 500 sono selezionate per essere rappresentative dei settori dell’economia statunitense (ad esempio, tecnologia, sanità, industria, materie prime).

    L’S&P 500 è ponderato in base alla capitalizzazione, il che significa che le aziende con maggiori capitalizzazioni di mercato avranno una maggiore influenza sul prezzo dell’S&P 500.

    Come la media industriale Dow Jones Industrial Average, il valore dell’indice S&P 500 è calcolato attraverso la somma della capitalizzazione di mercato di tutti i 500 titoli che vengono divisi dal Divisore, dove il Divisore è considerato pari a circa 8,9 miliardi. Il Divisor viene rettificato in caso di frazionamenti azionari o fusioni per garantire che il valore numerico dell’indice non sia influenzato.

    Aziende nell’S&P 500

    Se commerciate l’S&P 500, noterete che comprende aziende di un’ampia gamma di settori diversi, tra cui tecnologia, materie prime, salute e produzione. Apple, la prima società al mondo con una capitalizzazione di mercato di mille miliardi di dollari, è inclusa nell’indice S&P 500.

    Nello stesso indice, giusto come esempi, sono incluse anche:

    • 3M
    • Johnson&Johnson
    • WalMart
    • Visa
    • Mastercard
    • Procter&Gamble
    • Verizon
    • AT&T
    • Exxon Mobil
    • FedEx
    • Ford
    • Carnival
    • Coca Cola
    • Walt Disney
    • Bank of America
    • Nike
    • McDonalds

    Storia dell’S&P 500

    L’indice S&P 500 è stato pubblicato per la prima volta nella sua forma attuale il 4 marzo 1957 da Standard & Poor’s, una società di informazioni e analisi finanziarie. Iniziò come “Composite Index” – il primo indice azionario di S&P – nel 1923, seguendo un numero limitato di azioni.

    Nel 1926, l’indice S&P Composite Index si espanse fino a comprendere 90 azioni, prima di salire a 500 nel 1957.

    Fin dall’inizio, è stato ampiamente utilizzato come misura generale dei prezzi delle azioni grazie alla sua inclusione sia delle azioni di crescita che di quelle di valore.

    Il massimo dell’indice è stato raggiunto a febbraio del 2020, poco prima dell’esplosione della crisi dovuta al Covid-19; in tale occasione l’indice è arrivato a sfiorare 3.400.

    Orario di trading dell’S&P 500

    Poiché le aziende dell’S&P 500 operano sul NASDAQ e sulla Borsa di New York, ai trader piace negoziare l’indice S&P 500 durante le principali ore di mercato tra le 09:30 e le 16:30 EST. Il trading durante queste ore spesso offre una maggiore liquidità e spread più ristretti.

    Tuttavia, è possibile negoziare l’S&P 500 24 ore su 24 da lunedì a venerdì.