Azione: Electronic Arts (NASDAQ:EA)

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Electronic Arts Logo

Electronic Arts Inc. (EA.O) è una società multinazionale di software per l’intrattenimento. La sua sede centrale si trova a Redwood City, California. EA sviluppa, vende e distribuisce videogiochi giocabili su console, PC, tablet e telefoni cellulari.

Cosa fa l’azienda?

L’azienda possiede e commercializza marchi di giochi come Mass Effect, Battlefield, The Sims, Need for Speed e Plants vs Zombies. EA produce anche giochi basati su marchi su licenza, ad esempio Star Wars, FIFA, Madden NFL. Gli utenti possono acquistare e scaricare i giochi EA tramite la piattaforma Origin o da negozi di terze parti.

Un po’ di storia di Electronic Arts

Fondata nel 1882, Electronic Arts ha iniziato a sviluppare videogiochi in-house e si è ulteriormente sviluppata attraverso l’acquisizione di altri sviluppatori di giochi di successo. Nei primi anni 2000, EA ha iniziato la distribuzione diretta di giochi digitali dopo l’acquisizione di Pogo.com, un popolare sito web di giochi online. Nel 2009 Electronic Arts ha acquistato la start-up britannica di giochi Playfish. Nel 2011 EA ha annunciato l’acquisizione di PopCap Games.

Chi ha fondato la Electronic Arts?

La società è stata fondata da Trip Hawkings, ex direttore del marketing di prodotto di Apple in un periodo in cui l’azienda aveva un team di soli 50 specialisti. Trip Hawkings ha fondato la società, denominata Electronic Arts il 27 maggio 1982. Per lanciare la società, ha utilizzato il suo investimento personale di 200.000 USD.

Dimensioni attuali, team e sedi

Nel 2017, Electronic Arts si è classificata al secondo posto nella classifica delle società di sviluppo di software di gioco in America e in Europa per capitalizzazione di mercato e ricavi, con il primo posto assegnato ad Activision Blizzard.

EA opera in tutto il mondo con i principali studi di gioco, tra cui EA Tiburon a Orlando, DICE in Svezia ed EA Canada a Burnaby e Montreal. L’azienda ha il team di 8.800 specialisti, che lavorano da diverse sedi in tutto il mondo.

Curiosità su Electronic Arts

EA si riferisce continuamente ai membri del suo team come “artisti” e dà loro crediti fotografici nei loro giochi e nelle pubblicità delle riviste a pagina intera. Il loro famoso annuncio, accompagnato dallo slogan “Vediamo il padre”, è stato il primo annuncio di videogiochi che ha visto la partecipazione di progettisti di software.

Azioni Electronic Arts

Electronic Arts Inc. è quotata e scambiata al NASDAQ e costituisce l’indice azionario NASDAQ-100.

  • Electronic Arts ha strapagato Glu Mobile e Codemasters?

    Electronic Arts ha strapagato Glu Mobile e Codemasters?

    Nell’ultimo anno abbiamo visto una grande attività di M&A nell’industria dei videogiochi, Electronic Arts, fino a poche settimane fa, ne era rimasta in disparte, ma con una doppietta di operazioni portate a termine negli ultimi mesi, ha guadagnato velocemente un ruolo centrale in questa tendenza.

    Le due operazioni di cui parliamo sono ovviamente le acquisizioni, in due differenti operazioni, di Glu Mobile e Codemasters, per un corrispettivo totale di 3,3 miliardi di dollari.

    Il risultato a breve termine è stato un peggioramento dei propri conti sull’ultimo trimestre dell’anno fiscale, con profitti decisamente più bassi di quanto fatto in passato. Ciò è dovuto ai costi di integrazione proprio per portare a bordo le due nuove compagnie. Guardando la guidance comunicata dalla società nell’ultimo atto del proprio anno fiscale 2021 (Electronic Arts chiude l’anno fiscale al 31 marzo dell’anno), in previsione del 2022 ci si chiede se le operazioni vanno nella giusta direzione e se, EA, non abbia strapagato le due società.

    La domanda nasce spontanea soprattutto guardando ai margini di Glu Mobile, che è sensibilmente più basso di quanto non abbia registrato Electronic Arts negli ultimi trimestri.

    Le previsioni di EA per il 2022

    Parliamo di 2022 ma è l’anno iniziato al primo di aprile e che si chiuderà a marzo del 2022, lo ripetiamo per evitare confusione.

    Fatta la premessa, passiamo a ciò che l’azienda ha comunicato: EA prevede che i ricavi saliranno del 18%, raggiungendo un nuovo record a 7,3 miliardi di dollari, ciò appare ovvio, soprattutto sommando i bilanci di EA con quelle delle società acquisite. Allo stesso tempo, però, il management di EA ci ha tenuto a sottolineare come l’aumento in perimetro, cioè la crescita organica di EA senza le acquisizioni, è comunque vista in positivo. Quindi le previsioni erano comunque quelle di registrare un anno record.

    Attenzione agli utili però, perché lo stesso management della società di videogiochi, ha sottolineato come i costi di integrazione ancora da affrontare faranno scivolare gli utili del 53%. Di conseguenza scivoleranno anche i margini, che a livello organico, per EA, si attestavano al 14,8%, mentre Glu Mobile, la peggiore da questo punto di vista tra le due acquisite, registrava margini per il 3,8%.

    Cattive notizie anche dal punto di vista del cash flow operativo, con la previsione di una diminuzione del 9,6%, attestandosi a 1,75 miliardi di dollari, contro 1,92 miliardi registrati nell’ultimo esercizio.

    Il calo è dovuto, principalmente, a due fattori chiave: ancora i costi di integrazione e la costruzione di nuovi uffici in giro per il mondo. Ciò porterà a una spesa in conto capitale di circa 250 milioni, contro i 140 spesi un anno fa.

    Valore a lungo termine

    Chiudessimo qua il discorso la domanda al titolo è molto semplice: sì, ha strapagato le aziende acquisite e chi ha in portafoglio questo titolo farebbe bene a venderlo. Ma il discorso non lo possiamo chiudere qua, almeno prima di leggere e di comprendere in quale ottica queste operazioni siano state portate avanti.

    Il CFO dell’azienda, Blake Jorgensen, fa ben comprendere quale sia il vero valore delle acquisizioni:

    Abbiamo una posizione molto conservativa in merito alle vendite future di Glu e di Codemasters. Non stiamo ancora calcolando alcuna sinergia data dalle acquisizioni.

    Appare chiaro che le due società, concentrate prevalentemente sullo sviluppo di giochi mobile, potrà ben sfruttare le numerose licenze di Electronic Arts. Glu Mobile dovrebbe sfruttare a pieno i titoli di EA, mentre Codemasters dovrebbe avere un gran ritorno potendo lavorare sulle licenze delle corse (EA ha la licenza per F1, per esempio).

    Un’integrazione sui benefici derivanti dalla fusione delle società verrà pubblicata durante l’anno e, in questa circostanza, EA darà maggiori dettagli numerici su ciò che si aspetta dalla fusione stessa.

    Numero di videogiocatori

    Naturalmente, oltre ai meri aspetti economici, Electronic Arts con queste acquisizioni aumenta anche la platea di videogiocatori che entrano in contatto con l’azienda stessa. Aspetto da non sottovalutare anche nei calcoli dei ritorni a lungo periodo.

    Grazie a Glu Mobile e Codemasters, infatti, Electronic Arts raggiunge la platea formata dalla somma dei due player, che sfonda quota 500 milioni di videogamers nel mondo.

    Prima di EA si era interessata a questa fetta di mercato anche Take Two, la quale aveva offerto per Codemasters 1 miliardo di dollari, offerta rimandata al mittente e accettata quella di EA con 1,2 miliardi di dollari. Ma nelle intenzioni dei soci di Codemasters non c’era solo il denaro, quanto anche lo sviluppo congiunto e le opportunità di business, infatti il mercato della società si integra meglio con quella di Electronic Arts rispetto a quanto sarebbe potuto succedere con Take Two. F1, Project CARS e DiRT sono ottimi titoli che integrati nel reparto corse di Codemasters creano sinergie molto importanti.

    EA nel mercato mobile

    Ma le sinergie di integrazione non si fermano certo a Codemasters, infatti anche le property di Glu Mobile, come MLB Tap Sports Baseball, unite al reparto EA Sports, fanno pensare alla società che si possa arrivare a raddoppiare la presenza mobile del brand.

    Nell’ultimo anno senza Glu Mobile la software house aveva registrato 783 milioni di ricavi, nell’immaginario del management, grazie all’apporto della nuova acquisizione, questi aumenteranno fino a raggiungere i 2 miliardi, permettendo di chiudere il gap con Activision Blizzard, la quale, grazie al reparto mobile King, registra 2,1 miliardi di ricavi.

    Guardando a questi numeri, considerando l’aumento di circa 1,2 miliardi di ricavi annuali, il pagamento di 2,1 miliardi per arrivare ad acquisire Glu Mobile è estremamente basso. Si tratta di un investimento che, sul fronte dei ricavi, verrà ripagato, a regime, in circa 2 anni.

    Investimento ottimo anche se si guarda dal punto di vista dei multipli, con EA che ha pagato appena 4x i ricavi di Glu Mobile.

    I margini

    Torniamo quindi a parlare di margini, già visti in apertura di articolo, con la possibilità di far aumentare quelli dell’azienda che, al momento, è la peggiore tra le tre. Abbiamo già detto che i margini di Glu Mobile sono estremamente bassi e andranno a incidere sull’aggregato, ma allo stesso tempo, in previsione futura, EA potrebbe aiutare molto il business di Glu a crescere.

    Il primo vantaggio nell’integrazione è quello di far arrivare i giochi di Glu alla platea di EA, così da permettere agli sviluppatori, di spalmare i costi di sviluppo su più videogiocatori.

    In conclusione

    In questo momento pare proprio che EA abbia pagato un prezzo salato per portare nella propria scuderia Codemasters e Glu Mobile; ciò si evince dai numeri, dalla proiezione con peggioramento degli utili per l’anno appena iniziato e dal fatto che i fondamentali delle aziende acquisite non erano all’altezza di quelli di EA.

    Allo stesso tempo, però, superato il primo anno, nel quale i costi di integrazione avranno un ruolo fondamentale, il management ha probabilmente colpito nel segno, portando a casa due società che le permettono di estendere la base clienti, di sfruttare al meglio le licenze già possedute, di registrare nuovi brand e nuovi giochi e, soprattutto, di fare un salto, più che doppio, sul mercato mobile.

    D’altronde negli ultimi 10 anni il titolo di EA ha visto incrementi di circa il 500% (da 23,50 $ di maggio 2011 a 141 $ di maggio 2021) e, per continuare con questa crescita, l’unica strada è quella delle acquisizioni.

    Anche guardando al futuro, con Alphabet che, grazie a Stadia, sta cercando di portare a un punto di unione il mercato games di Android con quello da console da salotto, appare evidente come il crescere nel mercato mobile di oggi possa rappresentare un vantaggio competitivo per un domani.

    Se il management ci ha visto giusto sui costi e sui ritorni di integrazione, Electronic Arts potrebbe essere premiata negli anni a venire.

  • Utili stratosferici per i big tech (si dimette Jeff Bezos)

    Utili stratosferici per i big tech (si dimette Jeff Bezos)

    Ieri sera è andata in scena una delle crescite più grandi che le borse possano ricordare. In particolar modo grazie a 2 titoli azionari che hanno frantumato qualsiasi previsione degli analisti.

    Parliamo di Amazon e di Alphabet, che hanno registrato EPS e Ricavi, nell’ultimo trimestre, ben superiore a qualsiasi previsione e a 12 mesi precedenti.

    Amazon era attesa con un EPS di 7,16 e con dei ricavi di 119,68 miliardi di dollari. Cifre già enormi, ma mai quanto quello che è stato comunicato dall’azienda. L’ecommerce più famoso al mondo ha comunicato EPS di 14,09 che corrisponde al 97% in più di quanto previsto e al 118% in più rispetto allo stesso trimestre di un anno prima. I ricavi da 125,56 miliardi, invece, rappresentano una sorpresa del 4,91% rispetto alle previsioni e del 43,6% rispetto a 12 mesi prima.

    Numeri mostruosi, aiutati senza dubbio dai lockdown, dalla chiusura dei negozi e dagli investimenti fatti in passato.

    Arriva però una “tegola” evidentemente prevista: il CEO e fondatore Jeff Bezos ha rassegnato le proprie dimissioni, rimanendo comunque Presidente della società. Il ruolo di CEO va a Andy Jaffy, che era a capo del mondo cloud (Amazon Web Services) della società.

    Passando invece ad Alphabet, che guida Google, gli aumenti sono più contenuti ma certamente più sorprendenti, ciò perché da Amazon ce lo si poteva immaginare un incremento di questa portata, invece con il mercato pubblicitario quasi fermo nessuno si aspettava una crescita del genere dal colosso di Montain View.

    Nel dettaglio Alphabet ha comunicato EPS di 22,3 e ricavi di 56,9 miliardi. Sorpresa sulle previsioni di 15,68 di EPS (42,2%) e ricavi da 52,89 (7,6%). Incremento anche rispetto a 12 mesi prima, quando l’EPS fu di 15,35 (+45,4%) e i ricavi di 46,08 (+23,5%).

    Questi numeri sono sorprendenti soprattutto se si guarda a quanto fatto dalla terza big, Apple, che aveva comunicato i dati il 27 gennaio. Dati che erano stati di qualche punto oltre le attese e appena in doppia cifra rispetto a 12 mesi precedenti.

    Infine ieri è toccato a un’altra “piccola” azienda tech, legata al mondo dei videogames. Parliamo di Electronic Arts che ha comunicato EPS di 3,61 (2,94 il previsto, 2,53 un anno prima) e ricavi di 2,4 miliardi (2,38 previsto e 1,98 un anno prima).

    Appare evidente quindi come il Covid abbia aiutato (e non poco) le aziende tecnologiche, le quali continuano con l’ascesa e rafforzano l’indice Nasdaq che pare non conoscere limiti.

  • Azioni Information Technology, come e quali scegliere

    Azioni Information Technology, come e quali scegliere

    Il settore della tecnologia è molto ampio e permea oramai tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana. Qualsiasi azione voi compiate c’è certamente qualche azienda del settore tecnologico che ha lavorato in modo che ciò sia possibile.

    Sviluppo software, Social, Provider di connettività (che sia fibra, WiFi o mobile), streaming televisivo, cloud computing… insomma, qualsiasi cosa oramai voi pensiate, questa è parallela alla tecnologia.

    Un mercato che, nonostante la relativa giovinezza, ha vissuto già grandi evoluzioni nella storia (pensate per esempio cosa sono stati gli smartphone nel mercato dei telefoni cellulari) e altre sono in fase di svolgimento.

    Una in particolare è la tendenza che in questi anni sta cambiando radicalmente questo mercato: l’adozione di Software-As-A-Service (SaaS), cioè l’acquisto di un abbonamento ricorrente che fornisce il servizio chiavi in mano, basato su cloud e su Intelligenza Artificiale. Scendendo nel dettaglio e facendo un esempio molto basilare, pensate per esempio a Netflix o a Spotify, cioè la fornitura di servizi multimediali con il semplice acquisto di un abbonamento anziché farvi andare in un negozio per acquistare il supporto fisico.

    Questo, con le implicazioni molto più complesse rispetto al semplice esempio che abbiamo fatto, è certamente una comodità per gli utenti stessi, ma soprattutto è un modo per garantirsi flussi continui e ricorrenti da parte di chi quel prodotto lo sviluppa.

    Guardando invece all’hardware abbiamo in essere un’evoluzione sui semiconduttori, che costituiscono la base di tutto l’hardware e che, per realizzare device sempre più tascabili, sta sperimentando dimensioni di CPU, GPU, ecc sempre più ridotte.

    E cosa dire delle società di telecomunicazioni, che non più tardi di un decennio fa vivevano di traffico voce e sms e che oggi, grazie a Internet, si concentrano prevalentemente sulla rete?

    Le aziende dell’Information Technology

    Ovviamente questo mercato è enorme e le aziende che potremmo elencare sarebbero qualche decina di migliaia. Quindi ci limiteremo solo alle aziende più grandi o più innovative.

    Settore
    Activision Blizzard (NASDAQ:ATVI)Games
    Adobe (NASDAQ:ADBE)Software
    Advanced Micro Devices (NASDAQ:AMD)Hardware
    Airbnb (NASDAQ:ABNB)Web
    Akamai Technologies (NASDAQ:AKAM)Networking
    Alphabet (NASDAQ:GOOG)Web / Cloud
    Amazon.com (NASDAQ:AMZN)E-Commerce / Cloud
    Apple (NASDAQ:AAPL)Device e servizi
    AT&T Inc. (NYSE:T)Provider
    Atlassian (NASDAQ:TEAM)Software
    Broadcom Inc (NASDAQ:AVGO)Hardware
    Cisco (NASDAQ:CSCO)Hardware
    CloudFlare (NYSE:NET)Networking
    Delivery Hero SE (ETR:DHER)Delivery
    Dell Technologies (NYSE:DELL)Hardware
    DocuSign (NASDAQ:DOCU)Software
    Dropbox Inc (NASDAQ:DBX)Cloud
    Electronic Arts (NASDAQ:EA)Games
    Facebook (NASDAQ:FB)Social
    Go Daddy (NYSE:GDDY)Brand e Domini
    Hewlett-Packard (NYSE:HPQ)Hardware
    IBM (NYSE:IBM)Hardware / Cloud
    Intel (NASDAQ:INTC)Hardware
    Microsoft (NASDAQ:MSFT)Software / Cloud
    Netflix (NASDAQ:NFLX)Streaming
    NVIDIA (NASDAQ:NVDA)Hardware
    Oracle Corporation (NYSE:ORCL)Database
    Paypal (NASDAQ:PYPL)FinTech
    Pinterest Inc (NYSE:PINS)Web
    Qualcomm (NASDAQ:QCOM)Hardware
    Salesforce.com (NYSE:CRM)Software
    SAP (ETR:SAP)Software
    ServiceNow (NYSE:NOW)Cloud
    Shopify (NYSE:SHOP)E-Commerce
    Slack Technologies Inc (NYSE:WORK)Comunicazione
    Sonos (NASDAQ:SONO)Hardware
    Spotify (NYSE:SPOT)Streaming
    STMicroelectronics NV (BIT:STM)Hardware
    Take Two Interactive (NASDAQ:TTWO)Games
    Texas Instruments (NASDAQ:TXN)Hardware
    Twilio (NYSE:TWLO)Comunicazione
    Twitter Inc. (NYSE:TWTR)Social
    Uber (NYSE:UBER)Delivery
    Verisign (NASDAQ:VRSN)Software
    VMware Inc. (NYSE:VMW)Software
    Zendesk (NYSE:ZEN)Software
    Zoom Video Communications (NASDAQ:ZM)Comunicazione
    Le azioni delle aziende più grandi nel settore della tecnologia

    In pratica le macrocategorie (o almeno una parte di esse, quella più importante) potrebbero essere le seguenti:

    • Cloud / Networking
    • Comunicazione
    • E-Commerce
    • FinTech
    • Games
    • Hardware
    • Provider
    • Servizi (Delivery, ecc)
    • Social
    • Software
    • Streaming
    • Web

    L’impatto della pandemia COVID-19

    La pandemia dovuta al corona virus è stata una manna per alcune di queste società e una disgrazia per altre.

    Pensiamo per esempio ad Airbnb, fresca di IPO, la quale ha dovuto parzialmente rivoluzionato il proprio core business per contenere i mancati viaggi e quindi le mancate entrate dal principale servizio offerto.

    Di contro, per esempio, pensiamo ad Amazon che grazie al Covid ha venduto molto di più rispetto a quanto non facesse precedentemente; idem per servizi di streaming in settori business, come per esempio Zoom o Teams di Microsoft, di Slack (fresco di offerta da parte di Salesforce) oppure di Netflix che ha visto un ottimo volano nei lockdown.

    Ma la rivoluzione non c’è stata solo per i giganti dell’IT, ma anche per aziende molto più piccole e dinamiche che hanno saputo approfittare del momento. La mente corre veloce a Shopify, una piattaforma per eCommerce che ha saputo cavalcare il momento e presentarsi come una delle migliori soluzioni agli occhi di aziende che proprio nella vendita online vedevano il loro unico sbocco per sopravvivere.

    Inoltre non è tutto oro ciò che luccica, pensiamo per esempio a Facebook e Alphabet (Google), premiate dagli utenti costretti a rimanere chiusi in casa ma con il core business principale legato al mondo dell’advertising, il quale è crollato poiché le aziende “normali” hanno ridotto gli investimenti in tempo di crisi. Il risultato è stato un maggior costo per sostenere gli utenti alla ricerca di informazioni a fronte di un minor introito dovuto a tagli pubblicitari.

    Come analizzare le azioni di tecnologia

    Le aziende mature, con un buon track record, che hanno esaurito la loro verve esplosiva nell’innovazione (pensiamo per esempio ad Apple, con prodotti maturi come iPhone, iPad e Macbook, che non sta innovando particolarmente ma che conta su buonissimi bilanci), possono basare la loro valutazione sul P/E, infatti il rapporto tra prezzo dell’azione e utili è un buonissimo indicatore per comprendere quali aziende, tra quelle mature, è più premiata di altre.

    Attenzione però, perché il P/E potrebbe facilmente infiammarsi per annunci, innovazioni o idee in questo settore.

    Le aziende giovani, con grandi idee innovative, spesso hanno utili negativi poiché si trovano ancora nella fase di investimento. Per queste aziende ovviamente il P/E non ha alcun significato, ciò che c’è da analizzare è quindi la curva di crescita di fatturato e utile, così da comprendere se tra qualche mese/anno queste potranno essere competitive e ancora sul mercato oppure in difficoltà.

    Le differenze tra le azioni della tecnologia

    Facciamo giusto qualche esempio per meglio comprendere quanto stiamo dicendo.

    Alphabet ha una capitalizzazione di 1.300 miliardi di dollari, il P/E si aggira stabilmente intorno ai 35 e nel 2019 (ultimo anno intero chiuso) è riuscita a registrare utili per 34 miliardi, in crescita rispetto ai 31 dell’anno prima e ai 13 del 2014. Insomma è un’azienda solida, in continua crescita ma che ha perso l’etichetta in rampa di lancio.

    Netflix ha una capitalizzazione di 225 miliardi di dollari (circa un quinto di Google), P/E di 133 e ha chiuso il 2019 con utile netto a 1,86 miliardi, in crescita rispetto a 1,2 miliardi dell’anno precedente e a 122 milioni del 2015.

    Square, che rappresenta un innovativo sistema di pagamento mobile, è ancora nel pieno della propria scalata, ha capitalizzazione di 108 miliardi di dollari, P/E di 763 e il 2019 è stato il primo anno chiuso con un’utile superiore allo zero (375 milioni) contro i 38 milioni persi nel 2018 e i 154 milioni persi nel 2014.

    Come possiamo vedere si tratta di 3 aziende molto differenti tra di loro.

    La prima, Alphabet, è un’azienda solida, che continua a innovare ma che ha trovato una propria dimensione, che continua a portare utili ai propri soci e ciò si denota dal P/E di 35, che nel settore è basso ma rispetto ad altri mercati è enorme. Si tratta dell’azione meno rischiosa da acquistare poiché ha servizi di cui difficilmente riusciremo a fare a meno in futuro, continua a innovare e continua regalare gioie, senza il rischio di essere sovraprezzata.

    Netflix ha fatto capire di che pasta è fatta ed è già entrata tra i colossi della tecnologia. Nonostante ciò ancora ha ampi spazi per crescere e tanti clienti ancora da raggiungere; senza il timore di essere smentiti possiamo dire che è la televisione del futuro ma che ancora centinaia di milioni di persone vivono senza questa TV. Ecco, questo aspetto ci fa capire il perché del 133 di P/E; l’ampio margine la porterà a continuare a crescere con gli utili e la farà diventare sempre più solida. Sicuramente è più rischiosa rispetto ad Alphabet, poiché ancora non ha conquistato quel vantaggio competitivo certo. Ma sicuramente in futuro avrà un posto e quindi il rischio è limitato.

    Di contro Square è la più rischiosa, potrebbero succedere qualche migliaio di fattori che potrebbero portarla a non avere la giusta spinta per mantenere le promesse. Inoltre il P/E di 763 è grande sia per il mercato della tecnologia che per altri mercati. La scommessa è enorme ma se manterrà ciò che promette sarà vincente. Ovviamente tutto dipende dalla vostra propensione al rischio.

    Conclusione

    Partiamo dal fondo e cioè dai 3 esempi che abbiamo fatto: appare evidente come ci siamo concentrati sui quasi estremi della torta, proprio per rappresentare la complessità e la grandezza di questo mercato, nel quale hanno posto aziende appena nate e colossi con decenni alle spalle.

    Si tratta di un mercato tipicamente valutato in modo più generoso rispetto ad altri mercati e in alcuni casi con qualche azione che somigli a una bolla pronta a esplodere (per esempio Tesla con capitalizzazione da 900 miliardi e nemmeno un anno chiuso in utile, se nel Q4 non ci saranno sorprese il 2020 potrebbe essere il primo).

    Aziende storiche o con basi solide possono rappresentare ottimi porti per i vostri soldi, le scommesse dipendono dal vostro giudizio e dalla vostra voglia di scommettere.

  • Azioni delle aziende dei Videogiochi, come investire su Fifa e sugli eSports

    Azioni delle aziende dei Videogiochi, come investire su Fifa e sugli eSports

    Con il gran clamore suscitato dall’uscita della nuova console di Sony, la PlayStation 5, non possiamo non dare un’occhiata al mercato dei videogiochi nella sua interezza.

    Il mercato del games online sta esplodendo negli ultimi anni e le opportunità non mancano di certo, sia per player che sono già in questo mercato sia per player che si stanno rapidamente affacciando a questo business.

    A vecchi business se ne affacciano di nuovi, a vecchi player se ne aggiungono di più agguerriti.

    E se il play in single mod sta andando in pensione, gli eSports e il multiplay online sta diventando il padrone di questo mondo.

    Prima di proseguire con qualsiasi altro discorso bisogna fare un piccolo paragrafo sugli eSports e in modo particolare cosa possa significare un termine del genere.

    Cosa è l’eSports

    Con eSports si indicano quei campionati ufficiali che vedono impegnate più persone per cercare di vincere la competizione.

    In origine c’erano le fiere che rappresentavano degli hub per i videogiocatori che si incontravano e si sfidavano.

    Con la banda larga e il benestare delle console, gli eSports digitali hanno imboccato la rampa di lancio creando un mercato miliardario.

    Sono vari i brand che si apprestano a versare denaro in questo mondo, come per esempio Duracell che ha appena sottoscritto un contratto per sponsorizzare il team inglese Ellevens Esports.

    E non sorprendono più di tanto le notizie di un bimbo di 8 anni che è appena diventato una star, con tanto di contratto, grazie a Fortnite.

    Il successo degli eSports si deve alla loro natura: milioni di utenti connessi simultaneamente per assistere a una gara tra team professionisti.

    In pratica si sta replicando la modalità degli sport classici, dove milioni di spettatori guardano una gara di persone che vengono pagate dagli sponsor.

    La velocità del business degli eSports

    Con gli eSport siamo ancora in una fase embrionale, quindi è complesso realmente capire che portata e quanto velocemente possa espandersi così da diventare qualcosa di tangibile.

    Il mercato dei professionisti è ancora deregolamentato e ci sono vari aspetti ancora da chiarire.

    Quello che c’è da notare è però che le aziende hanno iniziato a capire il vero potenziale di questo mercato e stanno iniziando a investirci, sia in termini di sponsorizzazione sia in termini di investimento per far crescere dei team che andranno a creare dei nuovi professionisti.

    Come guadagnano gli eSports?

    Il modello di business potrebbe sembrare sconosciuto ma si basa su solide conoscenze passate e su metodologie già usate con fortuna altrove.

    Le aziende di eSports guadagnano attraverso accordi di licenza per la trasmissione, merchandising, vendita di biglietti per eventi dal vivo, sponsorizzazioni, pubblicità e altri canali.

    Le aziende possono anche vendere i diritti esclusivi per gestire squadre di esporti all’interno di campionati ufficiali, e i campionati di gioco competitivi possono fungere da pubblicità per i titoli sottostanti.

    Industria dei videogiochi

    Nell’attesa di vedere qualche titolo azionario legato agli eSports, abbandoniamo temporaneamente questo segmento e allarghiamo gli orizzonti guardando all’intero settore.

    I titoli dell’industria dei videogiochi sono spesso molto vivaci, ciò perché troppo spesso si dà importanza all’attesa del gioco più che alle metriche fondamentali dell’azienda stessa.

    Non vi è dubbio che al crescere del tam tam per l’uscita di un videogioco come GTA il titolo TakeTwo vedrà il suo P/E alzarsi di conseguenza, fermo il fatto che sviluppare un gioco come GTA ha dei costi decisamente alti e quindi le aspettative spesso si infrangono sui bilanci dell’azienda stessa.

    Non che l’azienda (o in generale le aziende) non siano dei buoni investimenti, infatti spesso parliamo di società con ottimi fondamentali, la questione è che spesso la psicologia prende il sopravvento e quindi ci sono delle variazioni che portano la volatilità alle stelle.

    Gli investitori più scaltri hanno probabilmente già in portafoglio qualche azienda legata ai videogame, ma con un’ottica sempre di medio/lungo periodo, sfruttando i momenti di depressione per aumentare l’investimento.

    Il segmento dei videogiochi e delle console

    Ovviamente gli eSports sono un po’ la novità, ma il mercato dei videogames non è certo fermo e vecchie tecnologie fanno ancora da padrone, basti pensare alle console, nate nella modalità in cui le abbiamo ancora oggi nella prima metà degli anni 90 e in circa 25 anni ci sono state evoluzioni tecnologiche che l’hanno portate a essere sempre più prestanti e veloci, ma la logica del dispositivo, della TV e del joypad non cambia.

    Ecco allora le diverse tipologie di aziende che si affacciano con più modalità su questo mercato:

    • Console e hardware
    • Videogames
    • eSports
    • Connettività, Server e servizi

    Le console e l’hardware

    In origine esisteva un CD da inserire in una console per poter giocare a un gioco, è stato così per molto tempo e ancora prima lo stesso CD (o addirittura un floppy) veniva inserito in un PC.

    Con il tempo il mercato è cambiato tantissimo, con l’avvento della banda larga i CD (e i successivi Blue-Ray) hanno lasciato spazio ai download e i maggiori player in questo campo (Sony e Microsoft, con qualche incursione di Nintendo) hanno approntato dei marketplace in cui poter acquistare le licenze digitali dei videogiochi.

    Il maggior pericolo per le console è rappresentato da dispositivi smart che ogni giorno promettono di minare la leadership delle principali aziende.

    In particolar modo, essendo un business multimiliardario e globale, i big del tech non stanno certo a guardare e se Google Stadia promette di essere la Netflix del videogames, c’è un dispositivo che più di tutti ha spostato le regole di ingaggio. Si tratta degli smartphone in grado di creare da zero un intero mercato dei videogames per mobile.

    Certo, i video giocatori, quelli seri, non si accontentano di un telefonino e hanno bisogno di una console se non addirittura di un hardware dedicato da creare attraverso un sistema a PC.

    In questo ultimo segmento sono nate (o cresciute) aziende che di mestiere forniscono schede grafiche molto potenti, mouse adatti, dispositivi di puntamento o altri joypad e device per meglio giocare.

    I videogiochi

    Le case produttrici di videogames non sono state certo a guardare e hanno approfittato di ogni evoluzione tecnologica per poter migliorare sia i giochi stessi che le modalità di vendita, quindi, giusto per fare un esempio, se i blue-ray rappresentavano un problema nella misura in cui esisteva una compravendita di videogiochi usati, le licenze digitali hanno risolto definitivamente la questione.

    Allo stesso modo le stesse società hanno abbracciato più che volentieri il multiplay online per il semplice motivo che, attraverso questo sistema, un videogioco non è stato più un bene da consumare e rivendere ma una piattaoforma su cui costruire server, connettività, espansioni, abbonamenti, ecc.

    Insomma si è passati da un uso temporaneo di un gioco, con i dischi che non potevano avere espansioni (se non con la vendita di ulteriori dischi) alla fase in cui un videogioco è solo un terreno su cui costruire una serie di filoni di guadagno.

    Addirittura si è arrivati, per la verità più su mobile che su console, ad avere giochi gratuiti con la semplice idea che le varie migliorie/novità dovessero essere pagate successivamente attraverso una serie di micropagamenti. E il mercato sta apprezzando questo tipo di esperienza.

    Le azioni legate al mondo dei videogiochi

    AziendaKey Strengths
    Activision Blizzard (NASDAQ:ATVI)Call of Duty, Diablo, Hearthstone, Starcraft, World of Warcraft
    Amazon (NASDAQ:AMZN)Prime Games, Amazon Games, Amazon Twitch
    AMD (NASDAQ:AMD)Processori e schede video Rateon
    Apple (NASDAQ:AAPL)Apple Arcade, App store con gaming
    Electronic Arts (NASDAQ:EA)Apex Legends, Battlefront, FIFA, Madden, Star Wars
    GameStop (NYSE:GME)Reseller games e console
    Google/Alphabet (NASDAQ:GOOGL)Google Stadia
    Hasbro (NASDAQ:HAS)Monopoly, Scrabble
    Huya (NYSE:HUYA)Video Gaming Streaming
    Microsoft (NASDAQ:MSFT)X-Box
    Logitech (SWX:LOGN)Sistemi di puntamento
    Nintendo (TYO:7974)Console: Switch, Games: Pokémon, Super Mario, The Legend of Zelda
    NVIDIA (NASDAQ:NVDA)Schede video
    Sony (TYO:6758)PlayStation
    Take-Two Interactive (NASDAQ:TTWO)Grand Theft Auto, NBA 2K, Red Dead Redemption, WWE 2K
    Tencent Holdings (HKG:0700)Honor of Kings, League of Legends
    Lista di azioni sul settore dei Videogiochi

    Con modalità differenti, tutte queste aziende hanno almeno un piede all’interno del mondo gaming, si va dai big Apple, Amazon e Google che hanno sviluppato la loro piattaforma, sino a NVIDIA e AMD che forniscono hardware di alto livello per i PC.

    Ovviamente ci sono anche tutti i produttori di videogames e qualche servizio di streaming.

    Dove investire

    Un investitore che si affaccia per la prima volta a questo mondo potrebbe essere un po’ confuso, con queste ultime righe vogliamo cercare di spaccare il mercato dando indicazioni ben precise.

    Se gli eSports rappresentano la novità assoluta, e tanto ne abbiamo parlato durante l’articolo, il business è ancora fortemente immaturo e le aziende che si trovano al 100% su questo mercato, come per esempio Huya, vanno valutate con tanta attenzione.

    Altre aziende nasceranno su questo mercato, proprio perché è ancora agli inizi, quindi di possibilità di business ce n’è tantissimo. C’è un mare di potenziale ancora inesplorato.

    Investire invece sul classico potrebbe essere una buona chiave per periodi medi, con Sony, Microsoft e i big della tecnologia che certamente cercheranno di approfittarne per trarre maggior beneficio.

    Se invece vogliamo concentrarci solo sui videogames, le società di produzione di giochi, come EA, Activision Blizzard o Take Two sono delle corazzate che possono agevolmente girare il timone verso le piattaforme che prenderanno più piede.

    Al momento il gaming che passa da PlayStation, Nintendo o da X-Box sembra incontrastato e i big della tecnologia avranno tanta strada da percorrere prima di potersi misurare con i tre principali player per console.

    Noi non sappiamo quale sarà la piattaforma del futuro e come PlayStation, piuttosto che X-box sapranno evolversi, di certo i produttori di videogames non usciranno sconfitti da questa sfida. Quindi, nell’ottica di un investimento a lungo periodo i produttori sono da preferire.

    Chi volesse scommettere (ed è una bella e affascinante scommessa) potrebbe provare a cavalcare quello che pare essere un business per il futuro, cioè gli eSports.

  • Azioni migliori e peggiori del NASDAQ, come ha impattato il Covid

    Azioni migliori e peggiori del NASDAQ, come ha impattato il Covid

    Naturalmente, lo sappiamo bene, il Corona Virus non è arrivato solo in Italia, anzi è proprio in America che ha fatto il maggior numero di morti.

    Questo ha avuto un impatto, anche sul settore tecnologico come può essere quello rappresentato dal Nasdaq. Nonostante l’indice del settore tecnologico abbia ampiamente recuperato il terreno perso, e sia stato il primo a farlo, ci sono ancora dei titoli in ritardo.

    In questo articolo vogliamo analizzare i prezzi delle azioni del Nasdaq da metà febbraio a oggi, cioè dal 19 febbraio, ultimo giorno prima che l’occidente scoprisse il Covid, e oggi che le notizie sul vaccino stanno spopolando.

    Sono passati esattamente 9 mesi, ed ecco cosa è successo sul Nasdaq 100 in questi tre trimestri.

    AzioneTickerPerformance
    Moderna IncNASDAQ:MRNA369,82%
    Zoom Video Communications IncNASDAQ:ZM299,35%
    Pinduoduo IncNASDAQ:PDD256,53%
    Tesla IncNASDAQ:TSLA165,23%
    Docusign IncNASDAQ:DOCU134,26%
    JD.Com IncNASDAQ:JD100,81%
    Mercadolibre IncNASDAQ:MELI77,46%
    NVIDIA CorporationNASDAQ:NVDA70,69%
    QUALCOMM, Inc.NASDAQ:QCOM62,38%
    Align Technology, Inc.NASDAQ:ALGN60,42%
    Paypal Holdings IncNASDAQ:PYPL53,43%
    IDEXX Laboratories, Inc.NASDAQ:IDXX52,61%
    Apple IncNASDAQ:AAPL45,88%
    Seagen IncNASDAQ:SGEN45,19%
    Amazon.com, Inc.NASDAQ:AMZN43,09%
    Xilinx, Inc.NASDAQ:XLNX42,30%
    TAKE-TWO INTERACTIVE SOFTWARE, INC Common StockNASDAQ:TTWO42,29%
    Advanced Micro Devices, Inc.NASDAQ:AMD40,14%
    KLA CorpNASDAQ:KLAC38,94%
    Cadence Design Systems IncNASDAQ:CDNS38,75%
    ASML Holding NVNASDAQ:ASML33,53%
    Synopsys, Inc.NASDAQ:SNPS32,24%
    Regeneron Pharmaceuticals IncNASDAQ:REGN29,50%
    eBay IncNASDAQ:EBAY29,31%
    Lam Research CorporationNASDAQ:LRCX28,90%
    Lululemon Athletica IncNASDAQ:LULU28,35%
    T-Mobile Us IncNASDAQ:TMUS27,23%
    Maxim Integrated Products Inc.NASDAQ:MXIM25,41%
    Facebook, Inc. Common StockNASDAQ:FB25,05%
    Netflix IncNASDAQ:NFLX24,75%
    Fastenal CompanyNASDAQ:FAST24,34%
    PACCAR IncNASDAQ:PCAR21,03%
    Broadcom IncNASDAQ:AVGO20,57%
    Monster Beverage CorpNASDAQ:MNST20,18%
    Verisk Analytics, Inc.NASDAQ:VRSK20,12%
    Adobe IncNASDAQ:ADBE19,88%
    NetEase IncNASDAQ:NTES19,82%
    Autodesk, Inc.NASDAQ:ADSK19,67%
    Alexion Pharmaceuticals, Inc.NASDAQ:ALXN19,63%
    Intuitive Surgical, Inc.NASDAQ:ISRG19,27%
    Cintas CorporationNASDAQ:CTAS18,48%
    Charter Communications IncNASDAQ:CHTR18,43%
    Costco Wholesale CorporationNASDAQ:COST18,33%
    Activision Blizzard, Inc.NASDAQ:ATVI17,29%
    Intuit Inc.NASDAQ:INTU16,08%
    O’Reilly Automotive IncNASDAQ:ORLY15,91%
    Kraft Heinz CoNASDAQ:KHC15,82%
    Skyworks Solutions IncNASDAQ:SWKS15,46%
    Texas Instruments IncorporatedNASDAQ:TXN15,34%
    Alphabet Inc Class CNASDAQ:GOOG14,42%
    Alphabet Inc Class ANASDAQ:GOOGL14,15%
    CSX CorporationNASDAQ:CSX13,92%
    Microchip Technology Inc.NASDAQ:MCHP13,69%
    Workday IncNASDAQ:WDAY13,17%
    DexCom, Inc.NASDAQ:DXCM12,87%
    Microsoft CorporationNASDAQ:MSFT12,71%
    Applied Materials, Inc.NASDAQ:AMAT12,31%
    Liberty Global PLCNASDAQ:LBTYK11,84%
    Copart, Inc.NASDAQ:CPRT10,98%
    Splunk IncNASDAQ:SPLK10,87%
    NXP Semiconductors NVNASDAQ:NXPI9,78%
    Liberty Global PLC Class ANASDAQ:LBTYA9,77%
    Starbucks CorporationNASDAQ:SBUX8,62%
    Cognizant Technology Solutions CorpNASDAQ:CTSH8,45%
    Analog Devices, Inc.NASDAQ:ADI7,54%
    ANSYS, Inc.NASDAQ:ANSS7,38%
    Comcast CorporationNASDAQ:CMCSA6,90%
    Electronic Arts Inc.NASDAQ:EA6,43%
    Baidu IncNASDAQ:BIDU4,61%
    Booking Holdings IncNASDAQ:BKNG3,87%
    Keurig Dr Pepper IncNASDAQ:KDP2,29%
    Amgen, Inc.NASDAQ:AMGN2,15%
    Paychex, Inc.NASDAQ:PAYX1,99%
    Dollar Tree, Inc.NASDAQ:DLTR1,80%
    Micron Technology, Inc.NASDAQ:MU1,25%
    Expedia Group IncNASDAQ:EXPE0,53%
    Check Point Software Technologies Ltd.NASDAQ:CHKP0,42%
    Incyte CorporationNASDAQ:INCY0,39%
    Xcel Energy IncNASDAQ:XEL-0,41%
    CDW common stockNASDAQ:CDW-0,66%
    PepsiCo, Inc.NASDAQ:PEP-1,48%
    MONDELEZ INTERNATIONAL INC Common StockNASDAQ:MDLZ-2,60%
    Illumina, Inc.NASDAQ:ILMN-2,63%
    Citrix Systems, Inc.NASDAQ:CTXS-2,67%
    Trip.com Group LtdNASDAQ:TCOM-3,16%
    Automatic Data Processing IncNASDAQ:ADP-4,46%
    Cerner CorporationNASDAQ:CERN-5,00%
    Ulta Beauty IncNASDAQ:ULTA-7,63%
    Verisign, Inc.NASDAQ:VRSN-8,03%
    Ross Stores, Inc.NASDAQ:ROST-9,47%
    Gilead Sciences, Inc.NASDAQ:GILD-9,58%
    Cisco Systems, Inc.NASDAQ:CSCO-10,74%
    Fiserv IncNASDAQ:FISV-12,61%
    Vertex Pharmaceuticals IncorporatedNASDAQ:VRTX-12,68%
    Sirius XM Holdings IncNASDAQ:SIRI-12,83%
    Exelon CorporationNASDAQ:EXC-13,91%
    BioMarin Pharmaceutical Inc.NASDAQ:BMRN-17,47%
    Marriott International IncNASDAQ:MAR-18,49%
    Walgreens Boots Alliance IncNASDAQ:WBA-26,58%
    Fox Corp Class ANASDAQ:FOXA-27,27%
    Fox Corp Class BNASDAQ:FOX-27,71%
    Biogen IncNASDAQ:BIIB-29,34%
    Intel CorporationNASDAQ:INTC-32,86%
    Componenti del Nasdaq 100 e performance dal prima del Covid a oggi

    I migliori titoli sul Nasdaq dal crollo covid

    Non stupisce che il primo della lista sia Moderna, prima società ad aver comunicato di aver trovato una strada per produrre il vaccino per il Corona Virus.

    Così come pochi si stupiranno della seconda posizione, quello Zoom che in questi mesi è diventato indispensabile per gli usi più disparati, dalla didattica a distanza fino al business.

    Pinduoduo è sconosciuto ai più probabilmente, ma è una società cinese che sviluppa un software per Ecommerce, non stupisce quindi che si trovi in quella posizione.

    Al quarto posto troviamo quella Tesla che nel mentre è stata ammessa nell’indice S&P500 e che quindi ha un vantaggio rifletto dalla forza del paniere.

    DocuSign, come Pinduoduo, beneficia della pandemia con relativo lockdown poiché si tratta di un sistema per sottoscrivere documenti da remoto; quindi fondamentali in questo momento.

    Le azioni peggiori del Nasdaq dal crollo del Corona Virus

    La peggiore in assoluto è Intel che agli effetti del Corona Virus somma il fatto che Apple ha deciso, a partire dal prossimo anno, di sviluppare in casa anche i processori per i propri Mac. Una perdita non da poco per un produttore che negli ultimi anni sta vedendo svanire tante linee di business.

    Stupisce invece la posizione di Biogen, che ha avuto importanti autorizzazioni da parte dell’FDA (ente di controllo dei medicinali in America) e che presenta dei bilanci che superano i consensi degli analisti. In netto ritardo rispetto al resto dell’indice.

  • Come trovare un’azione che crescerà in futuro

    Come trovare un’azione che crescerà in futuro

    Gli investitori hanno diverse strategie che possono utilizzare per fare soldi nel mercato azionario. Una strategia popolare è quella di acquistare azioni in crescita, che sono aziende che si prevede aumenteranno i loro profitti (o ricavi) ad un ritmo più veloce della media. Insomma, azioni di aziende che per la natura del loro business faranno faville in futuro.

    Le aziende che possono farlo per un periodo di tempo prolungato tendono ad essere ricompensate con un prezzo delle azioni più alto, consentendo ai loro investitori di ottenere grandi rendimenti attraverso l’apprezzamento del capitale.

    Attenzione però, perché le aziende ad alta crescita potenziale stanno già scontando la ricompensa del rischio, quindi è importante conoscere le basi di ciò che l’investimento di crescita comporta, i suoi rischi e come minimizzarli prima di iniziare una strategia di investimento.

    Ma una volta pronti, come fanno gli investitori a trovare titoli di crescita in cui investire? Ecco alcuni metodi usati per identificare le aziende che stanno per decollare.

    Cos’è un titolo in crescita (o titolo growth)?

    Uno stock di crescita è un’azienda su cui ci si aspetta aumenti dei propri profitti (o ricavi) a un ritmo molto più veloce rispetto alla media delle aziende del settore o del mercato in generale.

    I titoli in crescita attraggono molti investitori e ciò si denota sul P/E (i multipli degli utili per arrivare al prezzo) che generalmente è alto. In generale, più velocemente una società può far crescere i propri profitti, più velocemente il prezzo delle azioni dovrebbe essere apprezzato. Al di là dei profitti, ci sono alcune altre caratteristiche comuni dei titoli in crescita di successo a cui prestare attenzione, come le grandi opportunità di mercato e i solidi modelli di business.

    Dove cercare i titoli in crescita

    Innanzitutto lasciate stare l’Italia, non perché non ce ne possano essere ma per il semplice motivo che la grandezza della piazza azionaria fa sì che ci si trovi davanti a un titolo pronto a decollare una volta ogni 4/5 anni.

    Se si guarda un elenco di azioni ad alta crescita si nota che molte di queste società non esistevano alcuni decenni fa, ma da allora sono diventate nomi famosi:

    • Amazon.com (NASDAQ:AMZN)
    • Netflix (NASDAQ:NFLX)
    • Tesla (NASDAQ:TSLA)

    hanno tutte iniziato come piccoli operatori nei loro rispettivi mercati, ma hanno costantemente convinto i consumatori ad acquistare da loro invece che dalla concorrenza. Questo ha contribuito a generare un’enorme crescita di ricavi e profitti, nel corso degli anni, e ha trasformato queste aziende in investimenti vincenti.

    Quindi, come si può identificare il prossimo Amazon.com, Netflix o Tesla mentre è ancora agli inizi? Un metodo è quello di setacciare le tue abitudini recenti per vedere se puoi identificare prodotti o servizi che stai acquistando regolarmente da oggi e che non avevi in passato.

    Se voi (o i vostri amici) vi siete innamorati di un nuovo prodotto o servizio, allora c’è una buona probabilità che l’azienda dietro a quel prodotto valga la pena di indagare.

    Personalmente ho fatto diversi investimenti redditizi nell’ultimo decennio, semplicemente osservando le mie abitudini di acquisto. Per esempio, ho capito che Tesla sarebbe esplosa quando vidi, durante un viaggio ad Amsterdam nel 2014, una serie di Taxi con il marchio americano. Se i tassisti olandesi scelgono in massa un marchio innovativo come Tesla, c’è da stare certi che il futuro è là. Nel 2014 il prezzo delle azioni si aggirava intorno ai 220 dollari, prezzo che all’epoca ritenevo caro e quindi entrai con pochi soldi… beh, se segui questo sito sai che Tesla è arrivata a sfondare i 1.000 dollari.

    Le famiglie americane stanno cambiando le loro abitudini, quando mangiano fuori vanno da ristoranti più sani, come Chipotle (NYSE:CMG), ma mantengono ancora l’idea della velocità con i fast food tradizionali come McDonald’s. Quindi a pranzo un fast food e a cena slow food.

    Inoltre in Italia abbiamo un particolare vantaggio che in America manca: noi possiamo vedere a posteriori cosa ha avuto successo nella nazione a stella e strisce e investire nel momento in cui si affaccia sul mercato internazionale. Un’azione che ha fatto molto bene in America è probabile che all’estero faccia altrettanto bene; inoltre ha tanto mercato da esplorare.

    Un esempio? McDoland’s negli anni ’80 era un must in America e si stava affacciando prepotentemente sul mercato internazionale; qui da noi avevamo ancora i paninari (che sarebbero stati tutti sostituiti dal fast food), quindi un investitore attento avrebbe potuto spendere 1,21 dollari il 20 giugno del 1980 e tirarne fuori 218 il 16 agosto del 2019. Si tratta di un guadagno del 17.916%. Un lavoratore italiano che investe il suo primo stipendio da 1.200 dollari in McDonald’s si ritrova un TFR di circa 215 mila dollari.

    Volete un esempio moderno? Starbucks (NASDAQ:SBUX) ha aperto in Italia giusto un paio d’anni fa (in forte ritardo sul resto d’Europa), quindi siamo già in ritardo per l’investimento, nonostante ciò chi avesse visto la tendenza in Europa (che dura da 10 anni) avrebbe investito a fine anni 2000 a circa 10 dollari per avere oggi un’azione che ne valeva circa 80/100.

    In America stanno abbandonando il cavo e la tendenza si vede anche qui da noi: lo streaming sta vincendo e quindi Amazon.com (Prime Video), Netflix e YouTube di Alphabet avranno molto futuro. Troppo tardi? Mica tanto… ancora c’è tanta fetta di popolazione che non è stata pervasa da Netflix, anche nelle grandi città.

    Visto che l’abbiamo nominato, vogliamo parlare di Amazon e dell’eCommerce? Quanti articoli comprate online? Pensate che tutti facciano come voi? Pensate che ci siano fette di popolazione che arriveranno prossimamente su Amazon?

    Ci sono negozi al dettaglio o concetti di ristoranti che frequenti ora ma che prima non frequentavi? Ci sono nuovi cibi o bevande che ora acquistate dal negozio di alimentari? Sei diventato un fan sfegatato di un particolare sito web o di una particolare app?

    Una rapida ricerca su internet può aiutarti a trovare le aziende che stanno dietro ai prodotti o ai servizi che hai imparato ad amare. Se si tratta di aziende quotate in borsa e ancora nelle prime fasi del loro ciclo di crescita, allora potresti essere incappato in un potenziale vincitore.

    Tenete d’occhio le macro tendenze della società

    I migliori stock di crescita tendono a beneficiare di un cambiamento massiccio che avviene nella società. Le aziende che sono in grado di capitalizzare su un trend che richiede anni per essere messo in pratica possono spesso vedere i loro ricavi e profitti crescere per anni e possono generare enormi ritorni per gli investitori.

    Quindi, quali macro tendenze stanno accadendo in questo momento che gli investitori possono trarre vantaggio?

    Salute e benessere

    Avete notato che sempre più persone stanno iniziando ad adottare uno stile di vita più sano? Questa tendenza si sta sviluppando in numerosi modi, come ad esempio la crescente popolarità dello yoga o l’uso crescente di alimenti biologici. Questa è una tendenza che sembra essere qui per rimanere ed è pronta a beneficiare molte aziende diverse. Dai distributori di alimenti biologici ai produttori di abbigliamento per lo yoga ci sono molti modi in cui gli investitori possono trarre vantaggio da questa tendenza. Pensate che lo Yoga sia una moda passeggera? Investite solo sul mangiar sano.

    La guerra ai contanti

    Ci siamo abituati a usare carte di debito e di credito per pagare tutto (almeno noi avanguardisti), eppure 85% delle transazioni globali avviene ancora in contanti o con assegni e l’Italia è molto indietro, solo il 32% delle transazioni avviene attraverso carte di pagamento.

    Dati i benefici che derivano dall’andare senza contanti (transazioni più veloci, non dover mai affrontare il cambio di moneta, la possibilità di guadagnare ricompense attraverso il cashback) in molti passeranno alla plastica nel tempo. Questa è una grande ragione per cui nel portafoglio personale ci sono aziende che beneficeranno di questo cambiamento come Visa, Mastercard e Square.

    L’ascesa della pubblicità online

    Ti piace ricevere telefonate da call center? Ricevere posta indesiderata? Guardare la pubblicità in televisione? Non piace a nessuno.

    Le grandi aziende però vi devono convincere e troveranno il metodo per arrivare a voi. Ecco perché molti di loro stanno spostando i loro soldi dedicati alla pubblicità verso i canali online in modo da potersi mantenere in contatto con i loro consumatori.

    Questo spostamento di spesa sta creando un’enorme opportunità per le aziende che eccellono nel raggiungere i consumatori online come The Trade Desk (NASDAQ:TTD) e Facebook (NASDAQ:FB).

    Invecchiamento della popolazione mondiale

    Lo sapevate che 10.000 americani compieranno 65 anni ogni giorno tra il 2010 e il 2029? In Italia? Non siamo da meno, siamo una delle popolazioni più vecchie al mondo.

    Questo massiccio cambiamento demografico è un forte vento per tutte le aziende che rispondono alle esigenze degli anziani. Tutti i tipi di aziende trarranno vantaggio da questa tendenza, compresi i proprietari di case di cura e i conglomerati sanitari, come Johnson & Johnson.

    Cavalcare le tendenze

    Questi sono solo alcuni dei macro cambiamenti che si stanno verificando nella nostra società oggi. La prossima volta che ne notate uno, fate una piccola ricerca per vedere se ci sono aziende che trarranno beneficio da questa tendenza.

    A cavalluccio sulle leggende

    I gestori di fondi di Wall Street di solito hanno a disposizione enormi budget per la ricerca che usano per trovare grandi imprese. Dal momento che questi grandi gestori di fondi sono tenuti a segnalare le loro partecipazioni alla SEC ogni 90 giorni, può essere un’esperienza di apprendimento che apre gli occhi per scegliere tra i loro recenti acquisti e vendite per vedere quali azioni gli piacciono.

    Anche se non vale la pena seguire tutti i gestori di fondi di crescita, ce ne sono diversi che possono essere una meravigliosa fonte di idee per le azioni.

    Pat Dorsey della Dorsey Asset Management

    Dorsey è stato il direttore della ricerca azionaria di Morningstar per più di un decennio, autore di due libri da leggere per gli investitori che guardano al futuro:

    • The Five Rules for Successful Stock Investing
    • The Little Book that Builds Wealth

    Dorsey gestisce ora la propria attività di gestione patrimoniale e scommette in modo concentrato su azioni in crescita che, a suo avviso, saranno in grado di aumentare la ricchezza degli azionisti per anni.

    Chuck Akre di Akre Capital Management

    Akre ha gestito il fondo FBR Focus Fund dal 1997 al 2009 e ha prodotto rendimenti annualizzati di oltre il 12% durante il suo mandato, un risultato di gran lunga superiore al 4,4% del rendimento dell’S&P 500 nello stesso arco di tempo.

    Akre ha lanciato i propri fondi comuni di investimento nel 2009. Il suo stile è quello di acquistare azioni di crescita che vengono scambiate a prezzi di valore e che raramente vende. Gestisce anche un portafoglio concentrato.

    Carl Icahn di Icahn Capital Management

    Gli investitori a lungo termine del veicolo d’investimento quotato in borsa Icahn Enterprises (NASDAQ:IEP) hanno goduto di rendimenti da battere il mercato. Il patrimonio netto di Icahn è salito a più di 18 miliardi di dollari grazie alla sua capacità di trovare titoli a prezzi bassi. Negli ultimi anni, è diventato un investitore attivista che acquista una posizione significativa in un’azienda e poi scuote il suo consiglio di amministrazione e il team di gestione nel tentativo di migliorare il business. Anche se il suo stile frenetico non è adatto a tutti, è buona norma guardare il suo portafoglio per vedere cosa ha comprato o venduto di recente.

    Ci sono anche una pletora di siti web che rendono facile tracciare e classificare ciò che gli investitori in crescita stanno facendo, tra cui Whale Wisdom, TipRanks e Guru Focus. Gli investitori in crescita possono visitare uno qualsiasi di questi siti e imparare rapidamente ciò che molti grandi manager hanno comprato e venduto negli ultimi mesi per trovare idee proprie per le azioni.

    Strumenti di selezione delle azioni

    Altre fonti affidabili che vengono utilizzate per trovare idee di crescita sono strumenti di screening gratuiti. Mentre ci sono diversi strumenti di screening azionario tra cui gli investitori possono scegliere, uno dei migliori si chiama Finviz. Questo sito web facile da usare contiene dati su più di 7.300 aziende e gli investitori possono inserire una varietà di parametri per aiutarli a trovare i titoli che soddisfano i criteri che ritengono più utili.

    Metriche da controllare per investire

    Ecco alcune metriche che bisogna guardare regolarmente per analizzare il mercato alla ricerca di azioni in crescita.

    Market cap o capitalizzazione

    Questa metrica è un modo rapido per misurare le dimensioni di un’azienda.

    Bisogna ovviamente controllare che le aziende abbiano già una base soldi e un buon modo per farlo è quello di vagliare le aziende che hanno un limite di mercato di almeno 300 milioni di dollari. Dato che la maggior parte delle azioni da un centesimo vale molto meno di 300 milioni di dollari, questo è un modo semplice per tenerle fuori dai vostri radar.

    Redditività

    Le aziende che mostrano profitti consistenti tendono ad essere molto meno rischiose di quelle che bruciano capitale. Questo è un motivo importante per cui tendo a privilegiare le azioni che sono già entrate in attivo. Un modo rapido per verificare la redditività è quello di impostare il rapporto P/E come numero positivo. Questo eliminerà tutte le aziende che non hanno ancora prodotto un utile netto positivo.

    Crescita delle vendite

    Le migliori azioni di crescita sono in grado di far crescere i loro profitti per anni e non c’è un modo affidabile per farlo senza aumentare anche le entrate.

    Previsione di crescita degli utili

    Gli analisti di Wall Street vengono pagati somme enormi per seguire da vicino le aziende e pubblicare rapporti che prevedono i loro tassi di crescita nei prossimi anni.

    Anche se queste proiezioni possono essere estremamente imprecise, trovo che sia utile misurare ciò che il mercato si aspetta da loro.

    Settore

    Alcuni settori sono più difficili per gli investitori per fare soldi rispetto ad altri. Tipicamente ci si allontana dalle industrie di materie prime come i materiali di base e l’energia e ci si concentra su settori in cui le imprese possono costruire un vantaggio competitivo duraturo.

    Qualche esempio: i settori tecnologici, sanitari, dei servizi e finanziari.

    Tuttavia, è importante che gli investitori si attengano alle industrie che capiscono, quindi questi settori potrebbero non essere un grande terreno di caccia per tutti.

    Bilancio

    Anche se il debito non è sempre una cosa negativa, non è bello investire in aziende che portano enormi quantità di debito nel loro bilancio. Per questo si usa il rapporto debito/capitale proprio per eliminare le aziende fortemente indebitate dalla ricerca.

    Questo rapporto confronta l’ammontare del debito totale che un’azienda ha con il suo patrimonio netto. Una buona regola empirica è quella di fissare il rapporto debito/patrimonio netto al di sotto del 30%. Tuttavia, più basso è questo numero, meglio è. Ma tenete presente che alcuni settori utilizzano naturalmente più debiti di altri, quindi fate attenzione quando confrontate questo numero con le aziende che si trovano in settori diversi.

    Con questi parametri in mente, facciamo una schermata di stock utilizzando i seguenti criteri:

    • Limite di mercato oltre i 300 milioni di dollari.
    • Con sede negli Stati Uniti
    • Profitti su base trailing (ovvero i risultati effettivi dell’azienda negli ultimi 12 mesi) e forward (ovvero i profitti stimati per i prossimi 12 mesi).
    • Crescita positiva dei profitti negli ultimi cinque anni.
    • Crescita delle vendite di almeno il 10% negli ultimi cinque anni.
    • Un rapporto debito/patrimonio netto inferiore a 0,1 (quindi 10%).
    • Crescita degli utili prevista pari o superiore al 15%.

    Abbiamo trovato una lista di 81 aziende. Ecco uno sguardo a 10 di esse, le più grandi e più conosciute:

    AziendaCapitalizzazione
    (mlrd di $)
    P/ESettore
    Alphabet97029Information Tech
    Facebook66233Information Tech
    Electronic Arts36,512Gaming (IT)
    Applied Materials5218Semiconduttori
    Mastercard29838Credit
    Monster Beverage3633Drink Food
    Amazon.com1.280122Information Tech
    Activision Blizzard5636Gaming (IT)
    Intuitive Surgical6749Medical Devices
    Netflix18786Streaming video
    Una selezione delle maggiori aziende a crescita rapida

    Anche se non esiste una formula a prova di proiettile per creare un elenco di titoli in grande crescita, l’utilizzo di strumenti di screening può essere un ottimo modo per identificare i potenziali vincitori. Può anche essere un ottimo modo per scoprire le società in crescita quando sono ancora piccole e all’inizio del loro ciclo, il che può permettere agli investitori di entrare al prezzo più basso.

    I rischi di investire in azioni future

    Mentre investire in azioni in crescita può essere ottimo, c’è un rischio di cui gli investitori dovrebbero essere consapevoli. Quando Wall Street crede che una società stia per aumentare rapidamente i propri profitti, allora di solito riceve una valutazione molto alta. Questo fatto aumenta notevolmente il rischio che le azioni della società possano diminuire drasticamente se non soddisfano le aspettative degli investitori (il motivo per cui, come spiegato in precedenza, in Tesla ho fatto un piccolo investimento). Questa è una delle ragioni per cui gli investitori dovrebbero conoscere i fondamenti delle azioni di crescita e fare il loro lavoro prima di tuffarsi.

    Un altro rischio che gli investitori devono tenere presente è che i titoli in crescita sono di solito molto più suscettibili alle oscillazioni selvagge dei prezzi nei mercati turbolenti rispetto ai titoli di valore. La volatilità può essere a volte snervante, quindi se sei il tipo di investitore che non è in grado di gestire grandi oscillazioni di prezzo, allora l’investimento di crescita probabilmente non fa per te. Attenzione inoltre, perché le oscillazioni mal si addicono con la leva; quindi se investite a leva, magari con piccoli margini, il rischio di prendere un stop lose è enorme.

    L’investimento per la crescita fa per voi?

    L’utilizzo di questi metodi vi aiuterà a identificare dozzine di azioni che hanno un grande potenziale di crescita. Naturalmente, trovare titoli con un grande potenziale di crescita è una cosa. Avere il gusto di comprarle e poi tenerle in mano per tutto il tempo è un’altra cosa. Tuttavia, se riuscite ad imparare a farlo con successo, allora metterete il potere dell’interesse composto dalla vostra parte e sarete in una grande posizione per generare ricchezza significativa a lungo termine.

  • Azioni tecnologiche, cosa bisogna sapere

    Azioni tecnologiche, cosa bisogna sapere

    Il settore tecnologico comprende tutto, dalle grandi aziende che tutti conoscono, ai grandi e piccoli operatori che operano in gran parte dietro le quinte. In questa categoria rientrano anche le aziende emergenti di tutte le dimensioni, le start-up e i marchi domestici da miliardi di dollari.

    In senso lato, la categoria comprende le azioni che si occupano di ricerca, creazione e distribuzione di beni o servizi basati sulla tecnologia. Può trattarsi di tutto, dai computer ai software, dai televisori ai siti web. L’hardware è il dispositivo fisico (un computer, un televisore, uno smartphone, ecc). Il software è il codice del computer e le piattaforme che fanno funzionare questi dispositivi.

    I titoli tecnologici offrono agli investitori molte opportunità. Infatti, da anni il settore offre i rendimenti più alti di tutti i settori di mercato.

    Questi forti rendimenti, tuttavia, non significano che il settore tecnologico sia privo di rischi. La tecnologia cambia rapidamente, e i leader una tantum possono rimanere indietro o addirittura fallire. Inoltre, le aziende emergenti promettenti possono fare un enorme balzo in avanti, per poi svanire rapidamente.

    La tecnologia è uno spazio entusiasmante che comprende tendenze che vanno dall’intelligenza artificiale (AI), agli smartphone, alla blockchain, alle tecnologie di auto-guida, alla continua tendenza al software-as-a-service (SaaS), all’Internet degli oggetti (IoT), ai servizi di streaming media e altro ancora. È un’area ricca di opportunità, ma anche di rischi.

    I ritorni possono variare

    Se si guarda agli ultimi dieci anni di ritorni per il settore tecnologico, i numeri variano notevolmente. La categoria ha superato tutti i settori monitorati nel 2009 e nel 2017, ma ha sottoperformato la media di tutti i settori in quattro dei dieci anni.

    Il settore tecnologico può essere boom o crash; lo stesso vale per le singole aziende e i segmenti di mercato all’interno di questo spazio. A volte una tecnologia sembra che possa essere la prossima grande opportunità (pensate alla televisione 3D di pochi anni fa) solo per fallire in modo spettacolare sul mercato.

    Aree di investimento

    Tecnologia è un termine ad ampio spettro: si è espansa molto al di là di quelle che un tempo sarebbero state considerate le tipiche azioni tecnologiche, comprese aziende di computer come Apple (NASDAQ:AAPL), Microsoft (NASDAQ:MSFT), IBM (NYSE:IBM). Non è nemmeno più giusto chiamare uno di questi tre marchi solo come aziende di computer. Esse operano in una varietà di altri segmenti che fanno tutti parte del mercato tecnologico, incluso ma non limitato ai seguenti punti.

    Intelligenza artificiale (AI)

    È qui che i computer svolgono compiti che tradizionalmente avrebbero potuto richiedere un cervello umano. L’intelligenza artificiale comprende anche l’apprendimento (in cui gli scienziati dei dati costruiscono modelli informatici ispirati alla struttura e alla funzione del cervello umano che riproduce essenzialmente la nostra capacità di apprendere) e l’apprendimento automatico (un tipo di intelligenza artificiale in cui i computer imparano senza essere programmati in modo specifico). L’Alexa di Amazon potrebbe essere l’IA più famosa, anche se anche il Watson di IBM ha ottenuto molta attenzione da parte dei media.

    Gli smartphone

    Mentre Apple e Samsung guidano questo spazio, ci sono molti giocatori secondari che producono componenti, software, applicazioni e telefoni. “Smartphone” è una sorta di nome accattivante per i telefoni che possono eseguire applicazioni, programmi e quasi tutto ciò che un computer potrebbe essere in grado di fare.

    Blockchain

    La blockchain ha ottenuto molta pubblicità perché è la tecnologia dietro ai Bitcoin e altre valute virtuali, è più di un semplice metodo di pagamento alternativo. Blockchain è “il libro mastro digitale, distribuito e decentralizzato legato alla maggior parte delle valute crittografiche che sono responsabili della registrazione di tutte le transazioni senza bisogno di un intermediario finanziario”. In altre parole, è un registro trasparente e immutabile di tutte le transazioni che non coinvolgono le banche che agiscono come terze parti”.

    Pensate per esempio alla potenzialità se i mutui stipulati dai notai fossero semplicemente firmati attraverso Blockchain, sarebbero pubblici ma allo stesso tempo indossolubilmente firmati da due soggetti che hanno apposto la loro firma. Questo registro è pubblico e diffuso su Web, con un numero infinito di copie.

    Tecnologie di guida

    Aziende come Alphabet (NASDAQ:GOOGL), Waymo, Tesla, e la maggior parte delle principali case automobilistiche stanno lavorando alla creazione di auto con guida autonoma. Nella maggior parte dei luoghi, questo non è ancora legale, ma alcune tecnologie di assistenza alla guida sono già arrivate sul mercato, ma è probabile che le cabine di guida automatica, e anche i camion, saranno in uso (limitato) ragionevolmente presto.

    Computer e software

    Queste sono le aziende che producono computer portatili, desktop e tablet, e il software che li fa funzionare. Questo segmento comprende anche i produttori di componenti come Intel (NASDAQ:INTC) e Advanced Micro Devices, che producono i chip e i processori che alimentano i computer, ma anche marchi più grandi e conosciuti come Apple; oppure produttori di componenti, come per esempio HP.

    Internet

    Pensate ad aziende come Google di Alphabet, Bing e MSN di Microsoft, Twitter e Yahoo di Verizon, che offrono prodotti puramente digitali. La maggior parte di questi attori sono almeno in parte supportati dai ricavi pubblicitari, anche se alcuni vendono abbonamenti e monetizzano in altri modi.

    L’Internet delle cose (IoT)

    L’internet degli oggetti è la rete di dispositivi collegati tra loro e il cloud (l’internet pubblico che permette il collegamento tra sistemi lontani). È tutto, da un termostato intelligente in grado di regolare la temperatura della vostra casa a complesse apparecchiature mediche che possono ordinare le proprie riparazioni.

    Media in streaming

    Si potrebbe sostenere che Netflix è una società di intrattenimento, ma è anche una società tecnologica che ha creato la propria infrastruttura.

    Netflix crea contenuti per la sua piattaforma di streaming, ma crea e mantiene anche la piattaforma stessa.

    Un’azienda come Roku (NASDAQ: ROKU), che produce lettori multimediali in streaming, è più che altro uno stock del settore tecnologico tradizionale, ma potrebbe anche essere considerata un membro della categoria successiva in quanto produce dispositivi avanzati. Gli streaming media sono cresciuti man mano che i consumatori cercano di tagliare il cavo, una tendenza che si sta accelerando.

    Dispositivi indossabili

    Gli attori, tra cui Roku, GoPro e Fitbit, producono dispositivi guidati dalla tecnologia. In molti casi, producono anche il software che li fa funzionare e fornisce loro funzionalità aggiuntive.

    Cloud

    Il cloud è un sistema di memorizzazione del computer che consente l’accesso alle informazioni e ai servizi da parte dei dispositivi da qualsiasi luogo.

    Il cloud permette alle aziende (e agli individui) di utilizzare servizi che non sono residenti nei loro dispositivi. Amazon, Google, IBM e Microsoft sono tutti i principali attori del cloud.

    Sicurezza informatica

    Con i dati ora ospitati nel cloud, sui nostri dispositivi, e persino nei chip delle nostre carte di credito, mantenere le informazioni sicure è diventato un settore in crescita. La sicurezza informatica consiste nel garantire che le informazioni siano accessibili solo alle persone che dovrebbero vederle.

    Chip / Componenti

    Alcune aziende tecnologiche non producono affatto dispositivi finiti, producono le parti che vanno al loro interno. Intel ne è un buon esempio, poiché l’azienda produce i chip e i processori che fanno funzionare i computer. Questo segmento comprende anche aziende che producono memoria, schermi e altre parti che vanno nei dispositivi tecnologici.

    Pensate per esempio a Qualcomm, fino a pochi anni fa una piccola azienda che produceva componenti minori; oggi le sue schede madri, sotto al nome Snapdragon, equipaggiano la maggior parte dei device Android.

    La tecnologia è ovunque

    È possibile investire in tecnologia senza acquistare un’azione di puro settore tecnologico. Ad esempio, Amazon (NASDAQ:AMZN) è un’enorme negozio al dettaglio mondiale, ma ha anche un’attività di cloud computing multimiliardaria (AWS) e opera in gran parte nello spazio digitale.

    La tecnologia ha valicato tutti i settori della vita, e un certo numero di aziende che a prima vista non sono specificamente aziende tecnologiche (si pensi alle case automobilistiche che sviluppano auto a guida automatica) sono almeno in parte stock tecnologici.

    Uno sguardo agli ETF tecnologici

    Un fondo quotato in borsa, o ETF, è un fondo che investe in più azioni, ma viene venduto come un’unica azione che segue un determinato indice e viene scambiato su una delle principali borse. È un modo per possedere un settore di mercato senza dover fare affidamento su azioni specifiche. Ad esempio, si può acquistare un ETF di azioni IoT o azioni tecnologiche a piccola capitalizzazione.

    Quali sono le metriche più importanti?

    Ci sono davvero due tipi principali di aziende tecnologiche: i marchi in via di sviluppo e le aziende mature. Anche le aziende mature come Apple o Microsoft devono ancora innovare per sopravvivere a lungo termine, ma hanno una base di prodotti che si sono radicati nel mercato. Ciò fornisce una stabilità di reddito a lungo termine, permettendo a queste aziende mature di sviluppare i loro prossimi prodotti senza doversi preoccupare di mantenere le luci accese.

    Microsoft, ad esempio, ha spostato Office da un prodotto o una suite di prodotti acquistati a un modello in abbonamento. Ciò significa, in un esempio molto semplice, che un individuo ha acquistato Word o Excel e lo possiede. Potrebbe sostituirlo nel giro di pochi anni, oppure utilizzare il software per tutto il tempo possibile. Ora Microsoft addebita un canone di abbonamento annuale per Office. Questo lo rende in realtà più economico per i consumatori a breve termine, ma devono pagare di nuovo ogni anno.

    Un’azienda tecnologica matura è valutata in parte con metodi tradizionali, tra cui il profitto, la crescita dei ricavi e le vendite complessive. Naturalmente, poiché la tecnologia è uno spazio in continua evoluzione, anche un’azienda come Apple o Microsoft può vedere il suo prezzo delle azioni salire o scendere sulla base di un prodotto non provato o anche l’annuncio di un nuovo sviluppo.

    Lo sviluppo di marchi come Tesla affronta una sfida diversa. Si tratta di aziende valutate in gran parte sul potenziale di vendita, non sul profitto. Tesla, per esempio, ha un enorme arretrato di ordini del modello 3 da riempire, ma deve ancora dimostrare di poter operare in modo redditizio. Nella maggior parte dei casi, questi marchi perdono denaro – a volte molto – mentre costruiscono capacità e sviluppano un mercato per il loro prodotto. Le aziende emergenti hanno generalmente più vantaggi (almeno all’inizio), ma presentano un rischio significativo.

    Chi dovrebbe investire in tecnologia?

    I titoli tecnologici offrono opportunità sia per gli investitori alle prime armi che per quelli esperti. Le aziende come Apple, e anche i player più piccoli come Roku, offrono la possibilità alle persone di acquistare azioni di aziende i cui marchi sono diventati parte integrante della loro vita. È anche uno spazio in cui la persona media può saltare sulla tecnologia emergente che ha sperimentato e crede che diventerà parte del futuro.

    Lo spazio tecnologico offre opportunità sia per gli investitori in crescita che per gli investitori di reddito, che possono scegliere tra diverse aziende mature e consolidate. Naturalmente, poiché si tratta di un settore in rapido sviluppo, c’è una certa opportunità di crescita anche nelle aziende mature.

    Cercare di ottenere un quadro chiaro del valore di un titolo tecnologico può essere difficile, poiché a volte i prodotti e i flussi di reddito possono essere più complessi di quelli di un’azienda di beni di consumo, ad esempio, come Johnson & Johnson che vende marchi e prodotti con cui l’individuo medio ha familiarità. Le aziende possono essere valutate con una serie di metodi, tra cui le valutazioni basate sui guadagni, le valutazioni basate sui ricavi, le valutazioni basate sui flussi di cassa, le valutazioni basate sulle azioni e le valutazioni basate sui soci.

    Agli investitori in crescita potrebbe piacere…

    L’investimento in crescita è l’acquisto di azioni di società che si prevede cresceranno molto in futuro. Spesso si paga un premio per queste azioni, ma queste azioni non vengono valutate per ciò che l’azienda ha già raggiunto, ma per ciò che potrebbe ottenere in futuro. Queste azioni hanno spesso una grande attenzione da parte degli analisti, a volte smentiscono le reali dimensioni dell’azienda.

    Naturalmente, entrare in possesso di un titolo in anticipo può portare enormi guadagni. Facebook, ad esempio, ha quotato la sua offerta pubblica iniziale (IPO) a 38 dollari. Le azioni in realtà sono scese a circa la metà nei primi giorni di scambi, ora viaggiano a circa 230 dollari.

    Roku, che è stata quotata in borsa a settembre, ha incrementato il suo fatturato complessivo del 28% su base annua a 188,3 milioni di dollari, trainata da una crescita della piattaforma del 129%. L’azienda sta sbloccando opportunità di crescita passando da un’azienda di dispositivi a una che concede in licenza la propria tecnologia ad altri operatori. Ha anche fatto crescere in modo significativo il suo business pubblicitario.

    A differenza di molti attori in crescita, Roku è redditizia. Tuttavia i suoi numeri, toccano a malapena la superficie del potenziale che l’azienda ha, anche se sta combattendo contro alcune aziende molto più grandi (Apple, Amazon e Google tra queste).

    Quando si decide se investire in una di queste aziende, si guarda alla valutazione ma anche al potenziale di mercato. Non c’è un unico metodo per farlo, ma dovreste considerare le proiezioni dei guadagni a termine dell’azienda e il tasso di crescita dei guadagni per il calcolo del rapporto prezzo-utile a termine e del PEG ratio. Per le aziende in crescita, prestare attenzione al free cash flow e all’indebitamento aiuterà gli investitori ad avere un quadro migliore della salute finanziaria complessiva del business.

    Gli investitori potrebbero gradire…

    Il settore tecnologico, naturalmente, offre agli investitori anche l’opportunità di investire in società consolidate che offrono un reddito sotto forma di dividendi, una distribuzione di una parte degli utili di una società agli azionisti. Infatti, lo spazio tecnologico ospita alcuni aristocratici dei dividendi (membri dell’indice S&P 500) che hanno avuto l’aumento del dividendo annuale almeno negli ultimi 25 anni consecutivi.

    La natura in rapida evoluzione della tecnologia suggerisce che gli investitori alla ricerca di reddito, attraverso dividend yield alti, dovrebbero guardare alle aziende che non raggiungono la soglia dei 25 anni. Molti dei principali attori tecnologici di oggi erano in fase di crescita o non esistevano 25 anni fa. Apple, per esempio, è stata quotata in borsa solo nel 1980.

    La tecnologia, come settore offre, in genere, dividend yield più bassi (in media poco più dell’1%) rispetto alla resa media dell’S&P 500 che è del 2-2,2%. In molti casi ha senso che le aziende tecnologiche investano più pesantemente in ricerca e sviluppo rispetto ad altri settori. Tuttavia ci sono delle eccezione; Microsoft, ad esempio, offre un rendimento dell’1,83% e ha aumentato il suo dividendo per 14 anni consecutivi.

    Azioni di alta tecnologia

    Come già detto, non è facile capire esattamente cosa sia uno stock tecnologico. La maggior parte di queste società sono chiaramente aziende tecnologiche, ma Netflix e Tesla potrebbero essere considerate rispettivamente una società di intrattenimento e una società automobilistica.

    AzioneTicketCapitalizzazioneP/E
    AppleAAPL1.382 mlrd $24,9
    MicrosoftMSFT1.391 mlrd $38,2
    IBMIBM105 mlrd $8,9
    IntelINTC263 mlrd $13,0
    AMDAMD65 mlrd $135
    TeslaTSLA151 mlrd $
    RokuROKU12,9 mlrd $
    NetflixNFLX185 mlrd $85
    AmazonAMZN1.200 mlrd $115
    Hewlett-PackardHPQ24 mlrd $8,5
    NokiaNOK22 mlrd $60
    Electronic ArtsEA34 mlrd $11,4
    AkamaiAKAM16 mlrd $33,2
    Alphabet (Google)GOOGL968 mlrd $29
    QualcommQCOM89 mlrd $23,5
    NVIDIANVDA209 mlrd $63,6
    AdobeADBE181 mlrd $56,8
    FacebookFB652 mlrd $33
    Lista di azioni tecnologiche con relativa capitalizzazione e P/E alla data del 28/05/2020

    Apple

    Uno dei veri titani della tecnologia, Apple ha un fedele seguito per i suoi iPhone, computer Mac, iPad e Apple TV. L’azienda non domina quando si tratta di quote di mercato, ma vende i suoi dispositivi a prezzi costantemente elevati rispetto ai suoi rivali.

    Il settore dei servizi per Apple è già redditizio e lo diventerà ancora di più in futuro. Infatti, la società fondata da Steve Jobs, attraverso il controllo completo dell’App Store, può prendere una parte dei profitti delle vendite di applicazioni e abbonamenti, garantendo al tempo stesso che solo le app che soddisfano i suoi standard possano accedere alle sue piattaforme.

    Questo crea l’ecosistema (un ambiente in cui il cliente deve rimanere con Apple per utilizzare tutti i suoi acquisti precedenti), che può essere sfruttato per far sì che i consumatori acquistino nuovi dispositivi e rimangano fidelizzati.

    Microsoft

    Una volta leader indiscusso di questo spazio (ai tempi di Bill Gates), Microsoft ha attraversato alcuni momenti di inciampo quando gli smartphone e i tablet hanno iniziato a sfidare i computer tradizionali. Questo ha reso Windows, il sistema operativo (OS) dell’azienda, meno dominante e ha creato sfide di vendita anche per la suite Office dell’azienda.

    I tablet e gli smartphone con Android e iOS di Apple potevano svolgere molte funzioni simili a quelle dei computer. Questo rendeva Windows meno necessario e offriva ai consumatori un’opzione. Ciò ha avuto un impatto anche su Office, perché per molti anni Microsoft ha a malapena supportato Office su computer Mac, e non ha offerto versioni per Android o Apple iPhone e iPad.

    Negli ultimi anni, tuttavia, l’amministratore delegato Satya Nadella ha cambiato un po’ di cose. il nuovo CEO ha aperto i prodotti dell’azienda a tutte le piattaforme, ha investito molto nel cloud e ha spostato Office verso un modello di abbonamento con successo. Ora Nadella ha scommesso molto sull’IA e sull’IoT, posizionando l’azienda in modo da continuare a trarre profitto dai suoi prodotti consolidati e al tempo stesso preparandola alla crescita futura.

    IBM

    E parlando di aziende che controllavano la tecnologia non si può parlare della big blue. L’odierna IBM dimostra quanto un’azienda tecnologica possa cambiare nel corso degli anni. Un marchio un tempo noto per essere un leader pionieristico nel settore dell’home computing non opera più nemmeno in quello spazio. Al contrario, l’azienda si è rifusa come player di cloud computing e leader nell’AI con le sue iniziative basate su Watson, i servizi di consulenza e le factory di dati.

    Durante la sua trasformazione, IBM ha avuto il supporto di Berkshire Hathaway e del suo CEO Warren Buffett. È interessante notare che la società di Buffet ha venduto la maggior parte della sua partecipazione nella società proprio quando ha iniziato a mostrare i segni di una svolta. IBM aveva sofferto per cinque anni di calo delle entrate prima di invertire la tendenza nel quarto trimestre del 2017 e continuare a crescere nel primo trimestre del 2018. Questa è una buona notizia per gli investitori, ma l’azienda sta ancora trovando la sua strada e sviluppando un mercato in spazi emergenti, che vanno dall’apprendimento delle macchine alla guida automatizzata e altro ancora.

    Intel/AMD

    Entrambe queste aziende producono chip per computer, processori e altre parti interne del computer. Non è un’attività visibile al pubblico, anche se Intel ha fatto notevoli sforzi per far conoscere il suo nome con le etichette “Intel Inside”.

    Si tratta di uno spazio in crescita, spinto in parte dal gioco e dalla necessità di processori migliori e più veloci per eseguire funzioni come la realtà virtuale e la realtà aumentata. Tuttavia, l’aumento della concorrenza da parte dei rivali, tra cui Nvidia, ha spinto sia Intel che AMD a concentrarsi sul miglioramento del design, creando chip più piccoli con rendimenti più elevati, e in generale cercando di fare di più per meno.

    In qualità di investitore, questi titoli possono essere difficili da seguire a causa del loro basso profilo pubblico e della dipendenza dalle partnership. Tuttavia, è possibile anticipare parzialmente le vendite di Intel e AMD in base a quali dispositivi utilizzano i loro prodotti. Ad esempio, Intel fornisce processori per i Mac di Apple (ma dal 2021 non dovrebbe più essere così), oltre ad avere la fetta più grossa di processori per PC desktop e portatili.

    NVIDIA

    Appena citata nella sezione riguardante AMD e Intel, NVIDIA sviluppa le schede grafiche avanzate per i computer gamer.

    Si tratta di una nicchia piuttosto ampia di utilizzatori, ma cosa più importante, sono clienti che pagano profumatamente per avere prodotto tecnologicamente avanzati e, ovviamente, cambiano spesso i loro componenti per stare al passo con i tempi.

    NVIDIA è la regina incontrastata delle schede video per una clientela avanzata e nemmeno le piattaforme mobile (come tablet e smartphone) sembrano scalfire questa posizione, poiché i veri giocatori continuano a preferire il PC a qualsiasi altro device.

    Inoltre periodicamente e in determinate condizioni altri settori si avvicinano ai processori grafici di altissima prestazione; per esempio nel momento della corsa a minare bitcoin, il calcolo computazionale era maggiormente ottimizzato sulle schede grafiche piuttosto che sulle CPU, questo ha portato notevole visibilità a società come NVIDIA.

    QualComm

    Intel e AMD hanno però un serio problema quando si parla di mobile; infatti i processori dei prodotti di Apple (i processori Ax di iPad e iPhone) vengono realizzati dalla Mela stessa. Per quanto riguarda invece il cuore degli smartphone Android, questi sono per la maggiorparte firmati Snapdragon, che non è un’azienda ma un brand di QualComm.

    Questa società, quindi, sta vendendo le sue matherboard alla fetta maggiore di device mobile commercializzati. Sta guadagnando una posizione da intoccabile, che nemmeno Intel, fino a questo momento, è riuscita a scalfire.

    Probabilmente se non seguite la tecnologia non avete mai sentito questo nome, ma se non avete un iPhone è molto probabile che siate suoi clienti.

    Tesla

    Come alcuni degli altri giocatori di questa lista, Tesla non è una società puramente tecnologica. È un’azienda automobilistica che si differenzia con la tecnologia. L’azienda è anche pioniera nel settore delle batterie e sta creando soluzioni avanzate ad energia solare.

    La sfida più grande per Tesla è stata l’aumento della produzione del suo modello 3 a basso prezzo. In teoria, se l’azienda potesse raggiungere i suoi obiettivi di produzione del Modello 3, il suo futuro a lungo termine sarebbe più chiaro.

    Corre il rischio di essere soffocata dalle aziende automobilistiche più affermate che si spostano sempre più verso i veicoli elettrici e che hanno una capacità di vendita e di appeal decisamente maggiore di Tesla.

    Per quanto riguarda i conti, Tesla è finalmente riuscita a chiudere qualche trimestre in positivo, smettendo di bruciare denaro. Bisogna solo capire quanto questo vantaggio durerà e cosa succederà quando colossi come Volkswagen decideranno di puntare pesantemente sull’elettrico.

    Roku

    Un piccolo player che ha fatto bene a respingere i giganti, Roku fa dei lettori in streaming e concede in licenza la sua tecnologia per l’incorporazione nei televisori. La società, come già detto, vende anche pubblicità, che è stato un business in crescita.

    Roku opera in un mercato ancora in fase di sviluppo. Man mano che i consumatori tagliano il cavo, sempre più persone sceglieranno di acquistare dispositivi o televisori che possono accedere ai vari servizi di streaming. Questo crea una domanda per Roku, che ha una linea di prodotti che copre i dispositivi entry-level.

    La sfida più grande per Roku è che gli altri attori nel suo spazio sono Google, Amazon e Apple. Finora, l’azienda ha più che tenuto duro, ma c’è certamente il rischio di competere con rivali che possono superare l’oblio.

    Netflix

    Non si può definire un’azienda che produce così tanti contenuti originali come un puro gioco tecnologico, ma la base di Netflix è la sua piattaforma di streaming. L’azienda ha fatto leva su tale piattaforma per far crescere il suo business basato su abbonamento a livello globale. Ora conta 118,9 milioni di membri pagati, suddivisi in parti uguali tra gli Stati Uniti (55 milioni) e il resto del mondo (63,82 milioni), inoltre il lockdown dovuto al Covid-19, ha dato una spinta vigorosa alla società.

    Netflix ha ancora un notevole margine di crescita, sia nel suo mercato nazionale che a livello globale. L’azienda sarà aiutata dal taglio del cordone ombelicale e dalla maggiore adozione di dispositivi di streaming e di televisori dotati di streaming, ma dovrà anche continuare a investire miliardi di dollari in contenuti per mantenere gli attuali utenti felici e portarne di nuovi.

    Amazon.com

    Il leader online è, naturalmente, un rivenditore, ma è senza dubbio anche un leader tecnologico. Oltre a sviluppare la propria piattaforma digitale Amazon è diventata leader di dispositivi con i suoi altoparlanti Echo (che hanno l’assistente digitale Alexa incorporato) i tablet e gli e-reader Kindle e i prodotti Fire TV. Alexa da sola renderebbe l’azienda una vera e propria potenza tecnologica, in quanto l’assistente AI/voce ha stabilito lo standard per i consumatori quando si tratta di offrire un’integrazione pratica e utile in casa.

    Amazon ha anche un asset di pura tecnologia nel suo crescente business cloud, questo porta il nome di Amazon Web Services. AWS ha prodotto oltre 20 miliardi di dollari di fatturato nel 2017, diventando così il più grande fornitore di servizi cloud e, a distanza di 3 anni, non ha mostrato segni di rallentamento della crescita.

    Alphabet (Google)

    Come fare a parlare di tecnologia senza citare Google (o la sua casa madre Alphabet)?

    Google è il motore di ricerca più utilizzato al mondo, con notevole distacco dal secondo: un abisso, Google può essere considerato a tutti gli effetti monopolista sulle ricerche nel Web.

    Ma Google, o per meglio dire Alphabet, non si fermano a questo, infatti la grande G è il produttore anche del sistema operativo Android che, come già detto, fa funzionare la fetta più grande di smartphone.

    YouTube vi dice nulla? Ebbene sì, il sito di streaming video più utilizzato al mondo è di Alphabet.

    E cosa dire di Gmail? Di Waze? Di Google Maps?

    Infine, ciliegina sulla torta, attraverso Google Analytics, Alphabet raccoglie informazioni della quasi totalità dei siti Web, restituendo ai proprietari dei siti una piattaforma di statistica e analisi senza eguali.

    E mica abbiamo finito, perché se è vero che Amazon, attraverso Echo ha inserito Alexa in molte case, Google non è da meno, facendo finire il suo Assistant su Google Home e sui device Android che, ricordiamo, sono la fetta più grande di smartphone.

    AdSense/AdWords o più semplicemente Google Marketing vi dicono qualcosa? No? Ebbene, Google ha creato la propria ricchezza proprio sulla pubblicità, attraverso banner testuali che trovate in quasi tutti i siti Web del mondo e quindi, nel momento in cui ha spazio per inserire i banner, ecco che i clienti pronti a pagare sono arrivati a fiumi.

    Infine (e questa volta facciamo una lista velocissima) c’è anche:

    • Google Chrome (da cosa ci state leggendo?)
    • Google Pay
    • Hangouts
    • G Suite
    • Google Calendar
    • Google Docs (competitor di Office di Microsoft)
    • Google Play Musica
    • reCaptcha
    • Firebase
    • Chrome OS
    • Android TV
    • Device smartphone come Pixel e Nexus
    • Chromecast
    • Stadia
    • Famiglia Nest (nata dai termostati)

    Insomma, Google è probabilmente (anche senza probabilmente) presente in ogni vostra interazione con il mondo della tecnologia.

    Hewlett-Packard

    Società con fortune alterne, nata per produrre calcolatrici avanzate nel dopoguerra è arrivata fino ai giorni nostri dopo aver affrontato un bel po’ di sfide.

    Nel 2015 la società originale si è divisa, formando Hewlett-Packard (HPQ), società che si dedica al ramo storico, cioè computer e stampanti, e Hewlett-Packard Enterprise (HPE) che si occupa di servizi e hardware per le aziende.

    Benché sia complesso immaginarla proiettata nel futuro, comunque è una società solida che domina il mercato delle stampanti, anche se sul versante dei PC ha un po’ abdicato.

    Nokia

    Parlando di società che hanno abdicato non si può non segnalare la finlandese Nokia, leader incontrastata fino alla nascita dell’iPhone. Dopo l’iPhone Nokia non è più riuscita a reggere il passo e ha avuto varie fortune (ma ancora di più sfortune).

    Il settore dei device è stato ceduto a Microsoft oramai vari anni fa (anche se i finlandesi hanno fatto qualche incursione nel mondo mobile a posteriori). Il vero cuore della società ora è la connettività e la tecnologia alla base delle reti. Infatti, grazie all’acquisizione di Alcatel-Lucent, nel 2015, Nokia è entrata prepotentemente nel ramo networking.

    Electronic Arts

    Chiunque sia appassionato di calcio non può non aver visto questo brand. Si tratta del produttore di Fifa, ma il titolo calcistico è solo uno degli innumerevoli progetti di Electronic Arts.

    La casa di produzione, infatti, annovera tra le sue firme brand come:

    • Battlefield
    • Harry Potter
    • Madden NFL
    • Medal of Honor
    • NBA Live
    • Need for Speed
    • NHL
    • SimCity
    • The Sims

    Con sedi in tutto il mondo e licenze che hanno scadenze lontanissime, diventa complesso pensare che questa società possa in qualche modo avere qualche problema in futuro.

    Fino a qui c’è stata una storia di successi durata oltre 30 anni.

    Akamai

    Tornando alle cose che usate ma che non avete idea di farlo, ecco un altro brand che avrete certamente incontrato senza saperlo.

    Akamai ha varie soluzioni che aiutano i proprietari di siti Web ma c’è una cosa che fa decisamente bene ed è la CDN. Si tratta, in parole molto semplice, di una copia del sito web distribuito nel mondo così che utenti dall’Asia o dall’America non debbano arrivare a una connessione in Europa per avere la pagina Web ma si possono fermare nelle loro nazioni.

    La CDN di Akamai fa proprio questo: crea una cache delle pagine Web e le distribuisce nei vari nodi sparsi per il mondo (ne ha in quasi tutte le nazioni).

    Si tratta di qualcosa che fa anche Amazon con AWS Cloudfront ma Akamai si concentra particolarmente sulle performance e su una serie di servizi che Amazon non ha ancora eguagliato.

    Akamai, giusto per fare qualche nome, viene utilizzato da Facebook per servire le fotografie, da Microsoft per distribuire gli aggiornamenti e da una serie di altri enormi brand che hanno bisogno di tanta banda per quello che fanno.

    Adobe

    Probabilmente chi mastica tecnologia legge questo nome, Adobe, e immediatamente pensa a Photoshop.

    In realtà è un altro il prodotto migliore di Adobe e cioè il PDF. Infatti Adobe è stata l’inventrice del formato PDF, che ancora produce denaro nelle casse della società attraverso lo sfruttamento delle licenze e la vendita di Acrobat per la modifica dei PDF stessi.

    Inoltre, oltre a PDF e Photoshop, Adobe produce una serie di software per la produzione grafica (come per esempio After Effects) ed ha i pochi che non utilizzano Analytics di Google ma preferiscono Omniture di Adobe.

    Facebook

    Non potevamo non chiudere questa guida con il Re dei Social Network; ultimo descritto ma non ultimo per importanza.

    Dalla quotazione di pochi anni fa Facebook ha fatto passi da gigante, oggi controlla la maggior parte di ciò che significa Social Network. Non ci credete? Ecco una lista di prodotti:

    • Facebook
    • Messenger
    • Instagram
    • WhatsApp

    In pratica è molto probabile che ogni giorno (se non ogni ora) qualche vostro messaggio (o qualche vostra visita) attraversi i server di Facebook.

    Inoltre negli ultimi anni sta allargando di tanto la propria influenza e sta creando prodotti nuovi che prendono sempre più nuove fette di mercato, un esempio è Facebook Watch (piattaforma video presente in Facebook), piuttosto che Libra, la moneta virtuale di FB.

    Gli utili Facebook li fa attraverso la piattaforma FB Adv, che è diretta concorrente di Google Marketing.

  • Su cosa investire durante la pandemia di Covid-19?

    Su cosa investire durante la pandemia di Covid-19?

    I titoli globali hanno avuto un inizio anno positivo, quando gli investitori vedevano un altro anno di crescita stellare. Nelle prime cinque settimane la maggior parte degli indici di tutto il mondo ha registrato una tendenza al rialzo, con l’S&P Global che in quel periodo ha registrato un’impennata di quasi il tre per cento.

    Tuttavia, le cose hanno cominciato a peggiorare alla fine di febbraio, quando gli investitori hanno iniziato a valutare i rischi posti dall’epidemia di coronavirus che si stava rapidamente diffondendo in Cina. Di conseguenza, la volatilità ha iniziato ad aumentare, con le azioni globali che sono diventate rosse. A marzo, il Dow Jones Industrial Average (US30) ha avuto i suoi migliori guadagni giornalieri e il suo peggior calo giornaliero. Due record nello stesso mese, se non è volatilità questa….

    La maggior parte degli indici globali è scesa quest’anno a due cifre, con l’Europa che ha registrato le perdite maggiori. Il FTSE MIB (Italy 40) ha perso quasi il 30%, mentre il CAC francese è sceso del 25%. Negli Stati Uniti, il Dow Jones (US30) e l’S&P 500 (US500) sono scesi rispettivamente del 19 per cento e del 15 per cento.

    L’ottimismo ha iniziato a tornare sui mercati qualche settimana fa, quando gli investitori hanno iniziato a dare di nuovo fiducia (con l’appiattimento della curva pandemica Covid-19, gli stimoli del governo e le azioni delle banche centrali). Proprio in aprile, il Dow Jones ha avuto la sua settimana migliore dal 1987. Negli ultimi 30 giorni, il Dow, S&P e Nasdaq100 (US100) hanno guadagnato più dell’8%.

    Quali sono i titoli su cui investire in questo momento?

    Prima di guardare ad alcuni titoli in cui investire in questo momento, ricapitoliamo quello che alcuni analisti dicono sulle attuali condizioni di mercato.

    Morgan Stanley (MS) prevede che il tasso di disoccupazione salirà al 12,8% e che l’economia statunitense subirà una contrazione di circa il 30% nel secondo trimestre.

    In una dichiarazione dopo aver pubblicato i risultati finanziari del primo trimestre, JP Morgan (JPM) ha avvertito che gli Stati Uniti sprofonderanno in una grave recessione. Poco dopo, il FMI ha pubblicato le sue prospettive economiche globali e ha previsto una contrazione dell’economia mondiale del 3,3% quest’anno.

    Gli analisti di Goldman Sachs (GS) prevedono un calo del PIL statunitense dell’1% quest’anno e del 24% nel trimestre in corso.

    Un altro terribile avvertimento è venuto da James Bullard, il Presidente della Federal Reserve di St. Louis, che ha previsto che il tasso di disoccupazione salirà al 30% e il PIL si contrarrà del 50%.

    Lo stesso quadro è stato previsto anche in Europa. Una settimana fa, un rapporto degli economisti tedeschi prevedeva che l’economia sarebbe scesa del 4% quest’anno e del 9,8% nel secondo trimestre. In Francia, l’economia del Paese è crollata del 6% nel primo trimestre, e gli economisti prevedono che il secondo trimestre sarà ancora peggiore. In un comunicato, il ministro delle Finanze ha avvertito che la nazione potrebbe trovarsi nella peggiore recessione dalla seconda guerra mondiale.

    Gli analisti sono divisi sull’attuale rally delle azioni. Da un lato, alcuni ritengono che le azioni abbiano toccato il fondo. In una recente nota, gli analisti di Goldman Sachs hanno detto che le azioni hanno toccato il fondo perché il governo stava facendo “tutto il necessario” per sostenere il mercato.

    Dall’altro lato, alcuni esperti sostengono che il mercato sta avendo un rimbalzo (il classico rimbalzo del gatto morto). Si aspettano che la stagione dei guadagni e la continua chiusura contribuisca a far scendere le azioni.

    Buoni titoli in cui investire in questo momento: 6 opzioni da considerare

    Gli investitori saggi dovrebbero sempre acquistare quando gli altri hanno paura

    Warren Buffett

    La recente volatilità ha causato, quello che alcuni analisti descrivono, come un’opportunità unica nella vita di investire in azioni. In un’intervista alla CNBC, Carl Icahn ha detto che alcuni titoli sono stati ceduti a causa della loro bassa valutazione.

    Diamo ora un’occhiata ad alcune buone azioni in cui investire.

    Facebook (FB)

    Il prezzo del titolo Facebook è sceso di oltre il 14% quest’anno. Ciò è dovuto in parte al fatto che gli investitori si aspettano che le entrate dell’azienda diminuiscano man mano che gli inserzionisti si tengono lontani dalla piattaforma.

    Pensiamo che questa debolezza abbia creato un buon punto d’ingresso per diversi motivi. In primo luogo, Facebook ha un ampio fossato impenetrabile nel settore dei social media e della pubblicità. In secondo luogo, mentre i ricavi dell’azienda saranno colpiti nel primo e nel secondo trimestre, ci aspettiamo che le entrate dell’azienda si riprendano nel corso dell’anno. Questo è in parte dovuto al fatto che molte aziende esistenti e nuove faranno leva sulla piattaforma Facebook per raggiungere un maggior numero di clienti.

    In terzo luogo, Facebook ha un bilancio solido, con oltre 54 miliardi di dollari in contanti e un debito minimo. Ci aspettiamo che l’azienda faccia leva su questo bilancio per ottenere una crescita post-crisi.

    Secondo i dati aggregati da MarketBeat, la maggior parte degli analisti ha un buy rating con un obiettivo di prezzo di 235 dollari. Ciò implica un aumento del 35% rispetto al prezzo attuale.

    Electronic Arts (EA)

    Cosa fa la gente a casa quando è ferma dal lavoro? Inutile dire che buona parte degli uomini, se hanno una console per giocare, ne approfittano.

    Electronic Arts da questo punto di vista è in una situazione privilegiata. Per il mercato europeo è forte con il gioco calcistico Fifa e sul mercato americano domina con NFL.

    I consensi raccolti da Reuters indicano che gli analisti hanno 12 Buy, 11 Outperform, 11 Hold e nessun Sell.

    Il consenso indica un target price a 119,77 $ con una crescita del 9,75%.

    Microsoft (MSFT)

    Il prezzo delle azioni Microsoft è sceso di circa il 2% quest’anno, una performance migliore di quella del mercato azionario statunitense nel suo complesso.

    Ci sono diverse ragioni per questo: in primo luogo, la maggior parte dei prodotti Microsoft sono destinati alle aziende e sono difficili da sostituire. Tra questi vi sono prodotti come Office 365, Windows e i servizi Azure.

    In secondo luogo, Microsoft ha un bilancio stellare. Ha più di 138 miliardi di dollari in contanti e investimenti a breve termine. Questo le permetterà di prosperare anche dopo la fine dell’attuale crisi finanziaria. Inoltre, la aiuterà ad acquisire società di alta qualità con una valutazione relativamente bassa.

    In terzo luogo, l’attuale crisi finanziaria potrebbe portare a una maggiore domanda di servizi cloud della società. In un recente articolo, il Wall Street Journal ha notato che molte aziende hanno iniziato a pensare di investire più denaro nel cloud computing. Essendo una delle maggiori aziende del settore, Microsoft continuerà a beneficiare di questa transizione.

    I dati raccolti da MarketBeat mostrano che la maggior parte degli analisti ha un rating di acquisto delle azioni Microsoft con un prezzo medio di 184 dollari, il che implica un guadagno dell’8% rispetto al livello attuale.

    Salesforce (CRM)

    Salesforce è una grande azienda che fornisce diversi prodotti alle aziende. È la più grande azienda di gestione delle relazioni con i clienti (CRM) al mondo, con un valore di mercato di oltre 141 miliardi di dollari. Le azioni dell’azienda sono diminuite di oltre il 3%, il che rappresenta una performance altrettanto buona.

    Come per Microsoft, Salesforce fornisce servizi a migliaia di aziende in tutto il mondo. Nel corso degli anni, ha coltivato relazioni con molte grandi aziende che difficilmente annulleranno i loro abbonamenti. L’azienda ha anche creato una serie di prodotti diversificati che sono insostituibili per la maggior parte delle aziende. Ad esempio, è diventata un attore leader nel campo della business intelligence grazie all’acquisizione di Tableau.

    Salesforce ha un buon bilancio con più di 7 miliardi di dollari in contanti e un debito minimo. Il fossato dell’azienda e il buon bilancio della società fanno sì che i suoi guadagni non risentano in modo significativo dell’attuale pandemia di coronavirus.

    La maggior parte degli analisti ha un rating di acquisto del titolo. Le loro stime di consenso sono di 200 dollari, che è un 25 per cento in più rispetto al livello attuale.

    Shopify (SHOP)

    Shopify è una società SAAS che aiuta le persone e le imprese a costruire piattaforme di e-commerce. Aiuta a servire più di un milione di aziende di tutto il mondo. Quest’anno le azioni di Shopify sono aumentate di oltre il 22 per cento.

    Shopify guadagna denaro addebitando ai suoi membri un canone mensile e richiede una tassa di transazione per ogni prodotto venduto.

    Il principale catalizzatore per Shopify è che ci aspettiamo un boom di imprenditorialità quando l’economia si aprirà. Con milioni di persone senza lavoro, un buon numero di loro cercherà di avviare la propria attività. Così facendo, SHOP beneficerà dei nuovi membri.

    Un altro catalizzatore è che con la chiusura di molte aziende, molte persone negli Stati Uniti, in Canada e in Europa stanno ora facendo acquisti online. Questo sta aumentando i ricavi delle transazioni dell’azienda, il che potrebbe dare una spinta alle entrate del primo trimestre.

    Tuttavia, Shopify è sempre stata un’azienda volatile in cui investire. Questo la rende l’opzione più contrariata di questa lista. Infatti la maggior parte degli analisti si aspetta che il titolo scenda di circa l’11%.

    Quindi attenzione su questo titolo, potrebbe avere grandi guadagni ma anche farvi perdere dei soldi.

    Advanced Micro Devices (AMD)

    AMD è passata da una relativa oscurità ad un concorrente principale nell’industria dei semiconduttori sotto la guida di Lisa Su. Il prezzo delle azioni AMD è salito del 19 per cento quest’anno, e ci aspettiamo che guadagni di più in aprile.

    AMD ha due principali catalizzatori: in primo luogo, i giochi per computer sono aumentati con l’aumento del numero di persone che rimangono in casa (stesso discorso fatto per Electronic Arts) e si prevede che cresceranno in futuro, dato che le persone eviteranno di partecipare alle partite dal vivo. In questo modo, la domanda di dispositivi di gioco veloci sta aumentando. Pertanto, ci aspettiamo che AMD sia uno dei principali beneficiari di questa tendenza grazie alla sua forte linea di prodotti.

    In secondo luogo, ci aspettiamo che i prodotti dei data center di AMD ricevano una spinta, dato che un numero sempre maggiore di aziende abbraccia il cloud. Infine, il management di AMD ha fatto molto per ridurre il debito e aumentare la liquidità a disposizione, il che è una buona cosa da fare durante l’attuale recessione.

    Ci sono davvero delle buone azioni in cui investire ora?

    Rispondendo alla domanda “in quali azioni investire in questo momento?”, crediamo che la risposta sia nel settore tecnologico, dato che altri settori industriali sono ora pronti ad affrontare alcune grandi sfide in aprile e oltre. Ad esempio, il settore immobiliare vivrà un periodo di bassa crescita, mentre il settore finanziario soffrirà di tassi di interesse bassi. Il settore consumer rallenterà man mano che un maggior numero di persone si concentrerà sull’essenziale.

    Tuttavia, poiché nelle ultime settimane i mercati finanziari hanno registrato molteplici alti e bassi, vi raccomandiamo di armarvi di quante più conoscenze possibili. Quando scegliete in quali azioni investire, considerate le ultime notizie, le tendenze del mercato, l’opinione degli esperti e l’analisi tecnica.

    Se pensate di non essere pronti ad assumere impegni di investimento a lungo termine, ma volete comunque cercare di trarre profitto dalla volatilità del mercato, provate a entrare nelle posizioni con size piccole e con soldi che certamente non vi serviranno da qui a qualche mese.

  • Azioni tecnologiche oltre ai FAANG

    Azioni tecnologiche oltre ai FAANG

    Dei FAANG ne abbiamo già parlato, ma i titoli di Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Google non sono le uniche nel paniere delle aziende tecnologiche quotate sul Nasdaq.

    L’azienda più famosa, esclusa dai FAANG, è certamente Microsoft ma, oltre all’azienda fondata da Bill Gates, ci sono altre società profittevoli che si possono acquistare e che si prestano meglio in caso di esplosione di una eventuale bolla finanziaria.

    Andiamo a vedere quali sono. Non esiste una sigla ufficiale, li definiamo qui ITEM (non risulta esista questo termine per un gruppo di azioni, magari abbiamo fondato un nuovo gruppo con una nuova definizione).

    Azienda Prezzo azione Capitalizzazione P/E EPS ROE
    Intel 48,77 $ 214 mld $ 14,25 1,99 22,18
    Take Two 135 $ 15,6 mld $ 76 1,54 14,86
    Electrinic Arts 117 $ 35,8 mld $ 28,70 3,34 29,53
    Microsoft 115 $ 886 mld $ 29,72 2,13 35,52

    Come abbiamo già fatto anche per i FAANG, andiamo ad analizzare le peculiarità di ogni singola azienda, cercando di capire le potenzialità e i punti di caduta di ognuna.

    Intel

    Partiamo dalla società che produce processori e che negli anni ’90 si spartiva il mercato con AMD e che negli anni 2000 ha un po’ fatto monopolio.

    Proprio il monopolio del primo decennio del nuovo secolo, con il diffondersi di device mobile, sta finendo. Oggi la concorrenza è agguerrita e Intel ha un po’ perso il passo. Aziende come Qualcomm, oppure le stesse aziende produttrici di hardware, come Apple, hanno tolto fette di mercato a Intel.

    Per meglio intenderci: Intel è rimasta la regina dei processori e di componentistica su PC e portatili, ma sull’iPhone/iPad gira una CPU prodotto da Apple. I device Android hanno processori e schede interamente prodotte da Qualcomm (con il brand Snapdragon) e per Intel il mercato mobile è molto complesso da penetrare.

    Gli investitori lo hanno ben inteso ed è per questo motivo che il P/E dell’azienda si aggira intorno ai 14, valore molto basso per un’azienda tecnologica.

    Certo è che l’emorragia che ha portato gli utenti dai PC ai dispositivi mobile è quantomeno a un punto di stagnazione. Intel rimarrà comunque la regina sui dispositivi fissi e sui portatili e, benché il mobile sarà comunque il futuro, in ambienti aziendali e industriali non si potrà prescindere da Intel.

    Nel mentre segnaliamo che i conti dell’azienda sono apposto, i costi sono contenuti, il reddito netto, anno dopo anno, si aggira sempre intorno ai 10 miliardi di $, il debito netto è di circa 17 miliardi che è sopra l’utile annuale ma ben distante dal fatturato. Insomma, si tratta di un’azienda solida che può tranquillamente assorbire shock e migrazione degli utenti.

    Infine c’è da dire che già Intel si è saputa reinventare più volte e probabilmente stanno alacremente lavorando per recuperare il gap. Ce la faranno?

    In caso di eventuale esplosione di una bolla finanziaria sul mercato dei tecnologici questa azione certamente ne risentirà poiché ha una dimensione tale per cui verrà inglobata nei cali, ma allo stesso tempo, con questi dati e con questo rapporto di P/E, dubitiamo possa scendere tantissimo.

    Take Two

    Ai più non dirà nulla, ma Take Two Interactive è la capogruppo di Rockstar Games e di 2K Sports. Ancora non dice nulla?

    Proviamo a fare qualche altro nome: GTA, Red Dead Redemption ed NBA games. Take Two è l’azienda che produce questi giochi. Giusto per far capire la caratura dell’azienda, Grand Theft Auto V ha venduto 100 milioni di copie e non solo ha incassato una media di 35$ a gioco, ma ha creato un sistema di micro pagamenti per aggiungere funzionalità al gioco.

    In questo ottobre verrà lanciato il gemello di GTA V (che oramai data 2013), quel Red Dead Redemption 2 che dovrebbe, nella strategia della società, creare una seconda gamba a sostegno del business. L’obiettivo dichiarato è di arrivare a qualche decina di milioni di copie vendute ma, soprattutto, creare un nuovo mercato di micro pagamenti per l’estensione del gioco. Con una roadmap che prevede l’uscita di un gioco nuovo ogni 4/5 anni il business è decisamente sostenibile.

    Senza dimenticare NBA 2Kxx che in America è l’equivalente sul basket del gioco Fifa (dedicato al calcio).

    Tra quelle prese in esame, basta guardare la capitalizzazione per capire che è la società più piccola, ma allo stesso tempo è quella che probabilmente crescerà di più. Peccato che gli investitori già lo sappiano e ciò si nota dal P/E decisamente elevato per un’azienda di questa portata.

    Non è tutto oro però: con questi dati, se una bolla finanziaria dovesse esplodere domani, benché non si tratti di una azienda puramente tecnologica, il valore dell’azione potrebbe scendere tanto.

    Inoltre il mercato del gaming è in fermento e la posizione dominante di Microsoft con Xbox e di Sony con Playstation potrebbe essere minata da nuovi attori che si stanno affacciando sul mercato. Per esempio, avendo dei dispositivi già connessi alla TV, cosa impedisce a Google, attraverso Android TV, di far girare gaming ad alto livello? Ecco, con queste domande bisognerà capire la capacità evolutiva di Take Two nell’adattarsi al nuovo mercato. Dal punto di vista dello store e dei micro pagamenti è già in bolla, ma per quanto riguarda la tecnologia ci sarebbe tanto da riscrivere.

    Comunque, da qui a un paio d’anni queste sono solo congetture (quelle tecnologiche, non certo una bolla che potrebbe esplodere domani o mai). La società è stabile e le prospettive di crescita sono elevate. Attendiamo RDR2 per capire se saranno stati capaci di creare una seconda stampella oltre a GTA.

    Electronic Arts

    Rimaniamo sul campo del gaming: Take Two probabilmente è sconosciuto ai più, dovrebbe essere più comune invece il nome di Electronic Arts, se non altro poiché produce uno dei giochi più diffusi in Italia oramai da 20 anni. EA, attraverso la sezione EA Sports, è la casa di produzione di Fifa, gioco calcistico che da 20 anni domina il mercato. Inoltre la stessa casa è famosa anche per la serie Medal of Honor, Need for Speed e SimCity.

    A differenza di Take Two non è mai riuscita a sviluppare un sistema di micro pagamenti, ma la stagionalità di Fifa, che esce rinnovato ogni anno, permette dei flussi costanti di cassa.

    Rispetto a Take Two è decisamente più strutturata, con maggiore capitalizzazione e maggiori introiti. Si nota soprattutto dal ROI, decisamente più alto rispetto a quello della concorrente.

    Il vero rischio per Electronic Arts è l’aumento dei costi per le licenze delle varie squadre e dei campionati/tornei, costi che vanno ad aumentare grazie all’asta che ogni anno viene scatenata con la rivale PES di Kon. Proprio per questo motivo Electronic Arts ha nel tempo acquisito nuove società minori con titolo interessanti, così da creare nuovi revenue stream capaci di diminuire la dipendenza da Fifa.

    L’utile netto di circa 1 miliardo di $ / anno dimostra che l’azienda è comunque in salute e il P/E di 28,70 fa pensare che gli investitori considerino la software house come una garanzia, che non farà strappi in futuro, né in negativo né in positivo.

    Una eventuale bolla finanziaria la colpirebbe poco (non viene comunque considerata una società tech).

    Microsoft

    Si tratta della regina in questo gruppo: Microsoft è la società più famosa esclusa dal gruppo dei FAANG. Un tempo dominatrice assoluta dei sistemi operativi, con l’avvento dei Mac e del mobile, sono tantissimi i device che non hanno Windows. La società di Redmond si è saputa riciclare, riuscendo a elevare l’altro prodotto di punta: Office è diventato 365 e si è trasformato in un sistema B2B molto utilizzato.

    Inoltre la stessa Microsoft ha introiti anche dal mondo gaming, con la propria Xbox, Web grazie a MSN, con le chat grazie a Skype, hardware grazie soprattutto al Surface e mobile con Windows Phone e la recente acquisizione di Nokia.

    Si tratta di un’azienda, insomma, che entra in vari mercati, senza eccellere veramente in nessuno al momento, ma riuscendo a raccogliere del buono da tutti.

    Il ROI fa ben vedere che l’azienda comunque riesce a investire bene e avere degli introiti, valore riconosciuto dagli investitori che comunque danno fiducia alla società di Bill Gates e assegnano un P/E (quasi 30) tipico di una società in crescita.

    Viene universalmente riconosciuta come un’azienda tech, anzi, prima dell’avvento dei social, era, insieme a Google, l’azienda tech per eccellenza. Ciò significa che se dovesse esplodere una bolla finanziaria sui titoli del Nasdaq, Microsoft ne sarebbe certamente investita.

    Comunque, grazie a un P/E non elevatissimo (come potrebbe essere quello di Netflix o di Amazon), a dei flussi costanti e alla capacità camaleontica della struttura, la perdita in caso di bolla potrebbe non essere elevatissima.

    Oltre ai titoli ITEM

    Azienda Prezzo azione Capitalizzazione P/E EPS ROE
    Akamai 70 $ 12 mld $ 40,50 1,26 7,42
    Western Digital 58 $ 17 mld $ 7,68 2,20 19

    Esistono altre aziende, un po’ più piccole, che hanno buone prospettive o che, quantomeno, devono essere tenute in considerazione. Due di queste aziende sono Akamai e Western Digital.

    Akamai

    Si tratta di una società che rivende soluzioni tecnologiche a grandi aziende, il proprio mercato è al 100% B2B e Akamai ha creato un business di difficile dissoluzione.

    La proposta più allettante della società è la Content Delivery Network, in pratica distribuiscono un determinato sito Web in migliaia di nodi sparsi per tutto il globo, così che un utente abbia a poche centinaia di km da casa propria una copia del sito stesso, senza dover, ogni volta, arrivare dall’altra parte del mondo.

    Tra i clienti di Akamai si sono annoverate, e alcune si annoverano ancora, aziende come Facebook, Microsoft ed Apple, solo per citare le più grandi.

    Purtroppo i costi per mantenere un business di questo tipo sono alti e ciò si nota nei numeri, con livelli bassi di EPS e ROE.

    L’altro lato della medaglia, però, è il fatto che la società è sconosciuta ai più e certamente non viene propriamente inserita tra i tecnologici, anche se di questo si tratta, quindi non riceve gli scossoni che interessano l’intero mercato.

    Il P/E di 40 dimostra come gli investitori arrivati a scoprire l’azienda la tengono ben in considerazione, e non potrebbe essere altrimenti considerando che negli ultimi 5 anni è passato da un utile netto di 200 milioni a circa 320 (con il 2017 chiuso a 218 ma con 72 milioni di spese straordinarie).

    Il vero pericolo di questa società? La dimensione: si tratta di una società smart, molto attiva e dall’alto potenziale, ma allo stesso tempo è tanto piccola a cospetto di altri giganti del settore. Se Google, per esempio, volesse i clienti di Akamai ci metterebbe 30 secondi a staccare un assegno e portarsela a casa. Giusto per capirsi e per capire ciò che stiamo dicendo: l’intero fatturato del 2017 di Akamai è di 2,5 miliardi di $, Google nello stesso periodo ha fatto 12,5 miliardi di utile netto. Un anno di utile netto di Google vale quanto la capitalizzazione di Akamai. Insomma, sarebbe un boccone da mangiare in un minuto.

    Inoltre i big dell’industria già sono concorrenti di Akamai: Google ha la propria soluzione cloud, così come Amazon (AWS) e Microsoft (Azure).

    Ma chi dice che un’acquisizione da parte di una società enorme sia per forza un male?

    Western Digital

    Negli anni ’90 e nei primi 10 anni del 2000 è stata una società molto prospera, negli ultimi anni ha continuato a muoversi bene ma ha un problema di base: Western Digital produce principalmente hard disk e questi stanno lentamente scomparendo dalle nostre macchine.

    Il discorso per WD segue molto quello di Intel: con l’avvento del cloud e di dispositivi mobile gli utenti possono fare a meno di avere grossi hard disk sui propri PC, oppure di avere in casa una soluzione di hard disk di rete. Si tratta di soluzioni antiquate, superate dal cloud.

    Western Digital ovviamente non è arrivata impreparata a questo appuntamento, ha già negli anni evoluto il proprio business e snellito i costi: i conti della società sono in ordine e la società ha sempre chiuso con il conto in attivo, aumentando comunque negli ultimi 5 anni i costi di ricerca e Sviluppo, che sono praticamente raddoppiati rispetto a 5 anni fa.

    Eppure gli investitori non credono in questa azienda e ciò si nota dal P/E di solo 7,68.

    Guardando i dati nel complesso pare una bocciatura esagerata, anche perché l’evoluzione c’è già stata e l’emorragia di utenti verso soluzioni cloud dovrebbe essere oramai al limite. Inoltre in ambienti aziendali le soluzioni proposte da WD sono ancora molto apprezzate.

    In caso di esplosione di una bolla finanziaria Western Digital potrebbe addirittura non accorgersene, con un moltiplicatore così basso difficilmente può andare giù di tantissimo.

    In conclusione

    Abbiamo visto, anche in questa seconda tornata di analisi di aziende tech, come il mercato è molto variegato. A differenza dei FAANG, universalmente riconosciute come azioni tecnologiche, qui abbiamo delle aziende che operano nello stesso settore ma sfuggono spesso dai radar. Ciò potrebbe essere un bene in caso di reale bolla finanziaria pronta a esplodere: alcune di queste aziende, oggi analizzate, potrebbero non essere toccate da variazioni brusche.

    Giusto per fare un confronto, con un P/E superiore a 400 un’azienda come Amazon, se la bolla esplodesse domani, potrebbe almeno dimezzare il prezzo delle azioni; il confronto con un’azienda come Western Digital che ha un P/E di poco superiore a 7 ci si rende conto come WD al massimo potrebbe perdere un 20/30%.

    Ma qualora una eventuale bolla finanziaria non dovesse esplodere, comunque queste società sono in alcuni casi ipervendute (per esempio la stessa WD), in altri casi esempi di costanza (come Akamai), in altri casi ancora pronte per la rampa di lancio (Take Two con l’uscita di RDR2 su tutte).

    Acquistarle o meno? Se con l’articolo sui FAANG avevamo sconsigliato Facebook, per una serie di motivi, qui non abbiamo un’azienda che ci sentiamo di sconsigliare. Anzi, il consiglio è di aspettare dei cali del prezzo delle azioni per entrare prepotentemente in queste aziende.