Chiusura lunedì 06 Luglio 2020
7,91 €
Target Price: 7,97 €
Media del giudizio di 16 analisti

Informazioni su PST.MI

NomePoste Italiane SpA
NazioneItalia
CurrencyEUR
Data IPO27-10-2015
SettoreInsurance
Capitalizzazione10.425

Tutti i dati seguenti sono stati aggiornati al 07-07-2020

Consensi e Target Price PST.MI

Consensi Poste Italiane SpA

GiudizioConsensi
StrongBuy4
Buy3
Hold9
Sell0
StrongSell0
Aggiornati al 07-07-2020

Target Price Poste Italiane SpA

Tra gli analisti che hanno dato i consensi, questo è il range di Target Price assegnato a Poste Italiane SpA

TP MedioTP MaggioreTP Minore
7,979,606,40
Aggiornati al 07-07-2020

Analisi tecnica Poste Italiane SpA

SegnaleIndicatori
Buy4
Neutral8
Sell5
Segnale finaleneutral

Livelli, Supporti e Resistenze PST.MI

Livelli storici
6,10
7,85
9,12
11,64

EPS Poste Italiane SpA

PeriodoRealizzatoPrevisto
31-03-20200,110,21
30-09-20190,250,21
30-06-20190,260,21
31-12-2018-0,03-0,08

Logo Poste Italiane

Poste Italiane S.p.A. (Poste Italiane) è il fornitore di servizi postali italiani. Oltre a fornire servizi postali, il Gruppo Poste Italiane offre servizi di comunicazione integrata, prodotti di risparmio postale, logistica, servizi finanziari e assicurativi su tutto il territorio nazionale.

Storia di Poste Italiane

Prima dell’era moderna
La legge nazionale n.604 del 5 maggio 1862, (la cosiddetta Riforma Postale), ha creato un’organizzazione nazionale e centralizzata per il servizio postale con l’introduzione di una tassa generale unica per il pagamento dei servizi, i francobolli postali, su tutto il territorio del neonato Regno d’Italia. Successivamente, con il Regio Decreto 5973 del 10 marzo 1889, la Direzione Generale delle Poste e dei Telegrafi fu separata dal Ministero dei Lavori Pubblici e quindi trasformata in Ministero delle Poste e dei Telegrafi. Ad essa fu affidato l’incarico di creare una rete di uffici in Italia per l’inoltro e la ricezione di posta e telegrammi, per l’effettuazione e la ricezione di telefonate, per le operazioni finanziarie e la gestione del patrimonio. Per un certo periodo ha lavorato anche come sede distaccata per i nascenti servizi elettrici.

Nel 1917 è stato fondato il servizio di giroconto (dal 2000 comunemente noto come BancoPosta). Nel 1924, durante il periodo fascista, il Ministero delle Poste e dei Telegrafi fu ribattezzato Ministero delle Comunicazioni, diventando un importante centro di potere. La rete dei servizi fu ampliata con l’acquisizione e la realizzazione di nuove strutture logistiche. Nelle principali città furono costruiti nuovi edifici in stile funzionalista.

Con lo sviluppo della telefonia e delle comunicazioni radio, il Ministero incorporò la Società statale per i servizi telefonici (ASST) e la nascente EIAR (che sarebbe poi diventata la RAI e avrebbe gestito sia la radio che la televisione pubblica).

Gli anni ’90

Nei primi anni ’90, la pubblica amministrazione e il servizio postale italiano erano considerati irrecuperabili in termini di efficienza e redditività. Il deficit di bilancio ha aumentato i costi del personale, che nel 1986 ha assorbito circa il 93% (di cui il 16% per le pensioni) delle entrate correnti. Dal 1970 al 1985 la produttività dei dipendenti si è ridotta del 24% a scapito della qualità dei servizi forniti, generando una situazione di deficit sempre più critica.

Nel 1994, in Germania, la media regolare della posta consegnata giornalmente dopo la spedizione era di quasi l’80%, mentre in Italia il dato comparabile era inferiore al 20%. Nel 1989, il tempo medio di consegna della posta era di 8,5 giorni.

Si è cercato di contenere l’evidente divario qualitativo del servizio postale italiano rispetto al resto d’Europa, con il decreto legge n. 487 del 1° dicembre 1993, convertito dalla legge n. 71 del 29 gennaio 1994. Ciò ha portato alla trasformazione delle Poste Italiane da società indipendente a impresa pubblica, realizzando un ulteriore passo avanti nella SpA entro il 1996 (attuato dopo il 28 febbraio 1998). Il processo di trasformazione ha richiesto l’adozione del principio dell’efficienza produttiva, il recupero della qualità dei servizi e la ripresa economica e finanziaria da parte della direzione di Poste Italiane.

Ciò ha portato alla graduale riduzione del deficit di L. 4.500 miliardi, nel 1993, attraverso specifiche politiche di riduzione dei costi di produzione (di cui l’80% dovuto al costo del personale), attraverso l’aumento dei ricavi da vendita di servizi alla PA e attraverso un riordino del sistema tariffario, raggiungendo nel 2001 un utile netto.

Nel febbraio 1998 il Ministero del Tesoro (Governo Prodi I) ha nominato Corrado Passera, Amministratore Delegato della neocostituita Poste SpA italiana. Il piano industriale realizzato da Corrado Passera dal 1998 al 2002 ha comportato un taglio di personale di 22.000 unità.

Per contro, secondo alcuni dirigenti sindacali, si è assistito a una casualizzazione dei contratti per le nuove assunzioni, a casi di molestie diffuse e a dimissioni per il carico di lavoro dovuto all’eccesso di tagli di personale.

Il Fondo di solidarietà è stato utilizzato per risparmiare sul costo del lavoro e per abbassare l’età media del personale. Gli ultimi due anni di mancato contributo dei dipendenti in prepensionamento sono stati pagati con una trattenuta sulle retribuzioni dei nuovi assunti per 10 anni. L’azienda compensa queste perdite sostituendole con l’assunzione di molti giovani lavoratori sotto i 24 anni, dando loro un contratto di apprendistato di tre anni.

Gli anni 2000

Nel 2000 le Poste Italiane, attraverso la controllata SDA Express Courier, hanno acquisito il 20% del capitale sociale della società Bartolini, rendendo ufficiale il Consorzio Logistica e Pacchi con le tre maggiori società di smistamento pacchi del Paese. Anche questo accordo è stato oggetto di contestazione da parte delle aziende concorrenti in tribunale, ma si è concluso a favore del Consorzio.

Poste Italiane ha inoltre adottato un sistema di controllo per monitorare in tempo reale tutti gli uffici postali, la rete logistica e la sicurezza delle comunicazioni e delle transazioni digitali in collaborazione con lo Stato italiano, le agenzie internazionali, le università e i centri di ricerca.

L’importanza dei prodotti e dei servizi finanziari, come la carta prepagata Postepay, è aumentata negli ultimi anni. Postepay, introdotta per prima nel 2003, ha ottenuto un grande successo, soprattutto tra i più giovani, conquistando e mantenendo la prima posizione a livello europeo nel settore delle carte prepagate.

Dal 2010

Nel 2011 Poste Italiane ha acquisito UniCredit MedioCredito Centrale per 136 milioni di euro.

Il 16 maggio 2014 il Governo italiano ha approvato la vendita delle quote fino al 40% di Poste Italiane, facendo così partire la corsa all’IPO.

La società è stata costretta a chiudere 455 uffici nel 2015 a causa dei bassi profitti, secondo la decisione dell’amministratore delegato di Poste Italiane Spa Francesco Caio. Oggi, come sottolineato dall’amministratore delegato Matteo Del Fante nel novembre 2018, l’intenzione della società è quella di preservare gli uffici postali e di adottare misure specifiche per le città italiane più piccole.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Italia), che ora possiede il 64,696% di Poste Italiane Spa, ha ceduto circa il 35% a Borsa Italiana. Il 25 maggio 2016, un’ulteriore quota del 35% è stata trasferita dal Ministero alla Cassa Depositi e Prestiti (CDP), divenendo l’azionista di minoranza della banca nazionale di investimento. In tal modo è stata conferita la quota di partecipazione di Poste Italiane, ma è stato anche diluito il diritto di voto in CDP.

Servizi finanziari

Una delle principali attività della società è il BancoPosta, divisione di Poste Italiane S.p.A., che funge da piattaforma di distribuzione dei servizi di risparmio postale.

La divisione bancaria, denominata BancoPosta riserva di capitale vincolata, (BancoPosta FRC) in bilancio, ha un attivo complessivo di 56 miliardi di euro al 31 dicembre 2014. Se il BancoPosta fosse una società separata, la banca si collocherebbe al decimo posto nella classifica delle banche per totale attivo. Cariparma, che si è classificata al 10° posto nella ricerca di Ricerche e Studi (società controllata da Mediobanca), aveva un totale attivo di 50.296.831.000 euro al 31 dicembre 2014.

Servizi postali

La consegna della posta, la logistica, i pacchi e il corriere espresso, sono da sempre parte integrante dell’identità di Poste Italiane e comprendono anche il Servizio Postale Universale Italiano. Nel 2018 Poste Italiane ha gestito circa 3 miliardi di invii e 127 milioni di pacchi, la società ha lanciato il nuovo modello di Joint Delivery, che ha ridisegnato il servizio introducendo le consegne pomeridiane e nei fine settimana e si è concentrata sull’ammodernamento della flotta, rendendola più rispettosa dell’ambiente con l’introduzione di 345 scooter a tre ruote completamente elettrici, con una maggiore capacità di carico per facilitare la consegna dei pacchi in città e migliorare la sicurezza sul lavoro. L’evoluzione della logistica e-commerce ha portato alla creazione di PuntoPoste, la nuova rete accessibile che completa la rete di oltre 12.800 uffici postali, consentendo il ritiro e la restituzione degli acquisti online e l’invio di pacchi preaffrancati o prepagati. Nel 2018 erano già operativi 417 punti PuntoPoste e nel 2019 la rete sarà ampliata a 3.500 unità.

Pagamenti, servizi mobili e digitali

Pagamenti, servizi mobili e digitali: A seguito delle nuove opportunità create dalla Direttiva Europea sui Servizi di Pagamento (PSD2), in vigore dal gennaio 2018, Poste Italiane ha deciso di riunire in un’unica unità i servizi di pagamento, mobili e digitali. La nuova divisione rileva le attività di telefonia mobile di PosteMobile e continua ad essere un fornitore di servizi digitali per la Pubblica Amministrazione.

Assicurazioni

Poste Italiane opera nel settore assicurativo attraverso PosteVita e Poste Assicura, offrendo prodotti assicurativi vita e infortuni. Poste Vita offre inoltre prodotti di investimento e di risparmio attraverso la piattaforma distributiva Bancoposta.

Poste Italiane in Borsa

Poste Italiane è sbarcata in borsa nel 2015 ed è quotata a Milano, con il ticket PST.

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