Activision Blizzard Inc. è una società americana di intrattenimento interattivo fondata nel 2000.
L’azienda è leader nello sviluppo e nella pubblicazione di giochi per cellulari, PC e console. È anche un produttore di hardware e software. Il portafoglio prodotti dell’azienda presenta alcuni dei titoli di gioco più eccezionali, tra cui Diablo, Call of Duty, Hearthstone e World of Warcraft.
La rete di intrattenimento dell’azienda comprende circa 500 milioni di utenti attivi mensili in quasi 200 paesi. Attualmente, Activision Blizzard sta cercando di espandere le sue capacità e di raggiungere nuove piattaforme, esplorare nuovi generi e nuove geografie.
L’azienda è inclusa nella lista “100 Best Companies to Work For” di Fortune.
Storia e formazione
Nel 2007 Activision, la famosa casa editrice di videogiochi, ha fatto un annuncio. La società ha rivelato il suo progetto di fusione con un’altra società, la Videndi. La fusione ha dato vita ad una nuova società che oggi passa ad Activision Blizzard.
Unità di business
Activision progetta e distribuisce contenuti per console di gioco, dispositivi mobili, PC. L’unità ha sviluppato e rilasciato blockbuster come Call of Duty, Destiny e Skylanders.
Blizzard Entertainment è autore ed editore di titoli di gioco iconici, tra cui World of Warcraft, Diablo e Hearthstone.
King Digital Entertainment è focalizzata esclusivamente sul mondo mobile. Crea e commercializza titoli che si collocano al primo posto nelle classifiche di App Store e Google Play. Il loro portfolio include Farm Heroes, Bubble Witch, Candy Crash e altre hit mobili.
La Major League Gaming è impegnata nel gioco competitivo. L’unità sfrutta la componente eSports dell’azienda su tutte le piattaforme disponibili.
Activision Blizzard Studios crea contenuti originali per la TV e il cinema ispirati ai prodotti e ai titoli più importanti dell’azienda.
Modello di monetizzazione
La società utilizza con successo una serie di modelli di monetizzazione, tra cui l’abbonamento, e gestisce molti servizi relativi ai giochi. Nel 2017, circa il 70% dei ricavi della società era costituito dai servizi streaming.
Inoltre, Activision Blizzard rilascia regolarmente pacchetti di espansione a pagamento per ciascuno dei suoi giochi e sviluppa componenti aggiuntivi per mantenere i giocatori aggiornati.
Concorrenti
Activision Blizzard opera in un contesto altamente competitivo. L’industria dei giochi vede tonnellate di titoli freschi ogni giorno. I coetanei più importanti sono Electronic Arts, Ubisoft, Riot Games, Microsoft Game Studios, Sony Entertainment, Disney Interactive e altri ancora.
In Borsa
Activision Blizzard è il componente dell’indice S&P 500. Le azioni della società sono negoziate alla Borsa del NASDAQ.
Metà febbraio è tipicamente un periodo importante per gli azionisti di tutto il mondo, in modo particolare per chi fa stock picker (selezione di azioni da acquistare), poiché è il periodo in cui vengono pubblicati i report 13F delle maggiori aziende di investimento mondiale.
Tra queste c’è certamente il fondo di Warren Buffett, quindi la propria azienda, Berkshire Hathaway (gestita insieme all’amico di infanzia Charlie Munger) che giusto ieri ha pubblicato il proprio 13F. Da qui possiamo scoprire quali azioni aveva in portafoglio l’oracolo di Omah alla data del 31 dicembre 2021 e, soprattutto, come è variato il suo portafoglio rispetto al trimestre precedente.
Indicazioni d’oro per chi vuole imitare la strategia dell’uomo più vincente di tutti i tempi in borsa.
Le novità del portafoglio di Warren Buffett
Partiamo quindi con una novità ed è incredibile: l’azienda di Buffett aveva acquistato una grossa quota di azioni di Activision Blizzard, prima dell’annuncio dell’offerta di Microsoft.
Nel dettaglio, gli uomini di Buffett hanno rastrellato 14.658.121 di azioni, per un prezzo medio di acquisto di 66,53$ ad azione e con un impegno di 975 milioni; considerando che l’offerta Microsoft è di 95$ ad azione, in pratica Berkshire potrebbe mettere a segno un guadagno di 417 milioni (42,7%) in meno di un anno.
Dal lato opposto, invece, troviamo le vendite totali di Sirius XM Holdings (NASDAQ:SIRI) e Teva Pharmaceutical Industries (TLV:TEVA).
Variazioni del portafoglio di Warren Buffett
Eccole qui riassunte brevemente le variazioni del portafoglio di Warren Buffett:
Modifiche del portafoglio azionario di Warren Buffett
Come possiamo facilmente notare, tra le azioni maggiormente scaricate c’è molto del comparto salute, evidentemente nel Berkshire Hathaway si pensa che la pandemia sia oramai quasi terminata.
Molte aziende vendute e poche acquistate, tra queste, oltre alla già vista Activision, anche aziende del comparto Consumer Discretionary.
Le aziende invariate
Sono 29 le aziende che non hanno subito variazioni e, per una questione di brevità, non le elencheremo tutte.
Tra queste certamente c’è sempre la regina del portafoglio di Buffett: Apple, che da sola occupa il 47,60% del portafoglio.
Rimangono al loro posto anche American Express, Coca Cola, Globe Life (NYSE:GL), Moody’s e Wells Fargo, tutte possedute dal 2001, quindi da oltre 20 anni.
La crisi dei chip sta dando un leggero vantaggio a Microsoft, infatti le console di nuova generazione XBox Serie X|S sono più disponibili rispetto alla nuova PlayStation 5 di Sony.
Questo, per la casa di Redmond, è un vantaggio da sfruttare, infatti per Microsoft, la vendita delle console è solo un tramite per arrivare agli incassi sui giochi venduti e, in particolar modo, sugli abbonamenti a Game Pass (una sorta di Netflix per i giochi).
La sfida Microsoft/Sony si è spostata in digitale e l’azienda americana, leggermente in vantaggio, vuole sfruttare appieno il momento.
In quest’ottica si innesta l’offerta più alta mai fatta da Redmond per un M&A: l’acquisizione di Activision Blizzard, società di Santa Monica, in California, nota ai più per la produzione della celebre serie Call of Duty, oltre che di numerosi altri titoli tra cui World of Warcraft e Candy Crush.
Evidentemente Microsoft vede nei videogames un futuro luminoso e per questo motivo ha messo sul piatto ben 68,7 miliardi di dollari, corrispondenti a 95 dollari ad azione di ATVI.
L’operazione richiederà comunque tempo, infatti MS ha previsto di integrare completamente la società solo alla fine del 2023. Fino ad allora Activision lavorerà in modo indipendente. Qualora l’operazione dovesse essere bloccata, per il volere di Microsoft o perché qualche ente Antitrust non ci vedesse chiarissimo, Microsoft parrebbe intenzionata a pagare una penale di circa 3 miliardi di dollari.
All’annuncio della notizia il titolo ATVI ha fatto un balzo intorno al 30%, per poi ripiegare fino a 83 dollari. L’offerta prevede un bonus del 45% rispetto ai prezzi di chiusura di venerdì e non vi è dubbio che gli azionisti di ATVI siano fortemente intenzionati a vendere a Microsoft. Il titolo ATVI ha quindi ancora margine per correre dagli 83 dollari attuali fino ad allinearsi al prezzo dell’offerta, con un guadagno del 14,45%.
Dal punto di vista della strategia dell’operazione bisognerà comprendere, qualora l’acquisizione andasse in porto, se Microsoft lascerà i titoli principali ancora disponibili anche per PS5 oppure se andrà a creare delle esclusive, spingendo molti amanti delle saghe a fare il salto di consolle. Siamo certi che, qualora Call of Duty diventasse esclusiva Xbox, molti videogiocatori acquisteranno una consolle targata MS.
Il settore della tecnologia è molto ampio e permea oramai tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana. Qualsiasi azione voi compiate c’è certamente qualche azienda del settore tecnologico che ha lavorato in modo che ciò sia possibile.
Sviluppo software, Social, Provider di connettività (che sia fibra, WiFi o mobile), streaming televisivo, cloud computing… insomma, qualsiasi cosa oramai voi pensiate, questa è parallela alla tecnologia.
Un mercato che, nonostante la relativa giovinezza, ha vissuto già grandi evoluzioni nella storia (pensate per esempio cosa sono stati gli smartphone nel mercato dei telefoni cellulari) e altre sono in fase di svolgimento.
Una in particolare è la tendenza che in questi anni sta cambiando radicalmente questo mercato: l’adozione di Software-As-A-Service (SaaS), cioè l’acquisto di un abbonamento ricorrente che fornisce il servizio chiavi in mano, basato su cloud e su Intelligenza Artificiale. Scendendo nel dettaglio e facendo un esempio molto basilare, pensate per esempio a Netflix o a Spotify, cioè la fornitura di servizi multimediali con il semplice acquisto di un abbonamento anziché farvi andare in un negozio per acquistare il supporto fisico.
Questo, con le implicazioni molto più complesse rispetto al semplice esempio che abbiamo fatto, è certamente una comodità per gli utenti stessi, ma soprattutto è un modo per garantirsi flussi continui e ricorrenti da parte di chi quel prodotto lo sviluppa.
Guardando invece all’hardware abbiamo in essere un’evoluzione sui semiconduttori, che costituiscono la base di tutto l’hardware e che, per realizzare device sempre più tascabili, sta sperimentando dimensioni di CPU, GPU, ecc sempre più ridotte.
E cosa dire delle società di telecomunicazioni, che non più tardi di un decennio fa vivevano di traffico voce e sms e che oggi, grazie a Internet, si concentrano prevalentemente sulla rete?
Le aziende dell’Information Technology
Ovviamente questo mercato è enorme e le aziende che potremmo elencare sarebbero qualche decina di migliaia. Quindi ci limiteremo solo alle aziende più grandi o più innovative.
Settore
Activision Blizzard (NASDAQ:ATVI)
Games
Adobe (NASDAQ:ADBE)
Software
Advanced Micro Devices (NASDAQ:AMD)
Hardware
Airbnb (NASDAQ:ABNB)
Web
Akamai Technologies (NASDAQ:AKAM)
Networking
Alphabet (NASDAQ:GOOG)
Web / Cloud
Amazon.com (NASDAQ:AMZN)
E-Commerce / Cloud
Apple (NASDAQ:AAPL)
Device e servizi
AT&T Inc. (NYSE:T)
Provider
Atlassian (NASDAQ:TEAM)
Software
Broadcom Inc (NASDAQ:AVGO)
Hardware
Cisco (NASDAQ:CSCO)
Hardware
CloudFlare (NYSE:NET)
Networking
Delivery Hero SE (ETR:DHER)
Delivery
Dell Technologies (NYSE:DELL)
Hardware
DocuSign (NASDAQ:DOCU)
Software
Dropbox Inc (NASDAQ:DBX)
Cloud
Electronic Arts (NASDAQ:EA)
Games
Facebook (NASDAQ:FB)
Social
Go Daddy (NYSE:GDDY)
Brand e Domini
Hewlett-Packard (NYSE:HPQ)
Hardware
IBM (NYSE:IBM)
Hardware / Cloud
Intel (NASDAQ:INTC)
Hardware
Microsoft (NASDAQ:MSFT)
Software / Cloud
Netflix (NASDAQ:NFLX)
Streaming
NVIDIA (NASDAQ:NVDA)
Hardware
Oracle Corporation (NYSE:ORCL)
Database
Paypal (NASDAQ:PYPL)
FinTech
Pinterest Inc (NYSE:PINS)
Web
Qualcomm (NASDAQ:QCOM)
Hardware
Salesforce.com (NYSE:CRM)
Software
SAP (ETR:SAP)
Software
ServiceNow (NYSE:NOW)
Cloud
Shopify (NYSE:SHOP)
E-Commerce
Slack Technologies Inc (NYSE:WORK)
Comunicazione
Sonos (NASDAQ:SONO)
Hardware
Spotify (NYSE:SPOT)
Streaming
STMicroelectronics NV (BIT:STM)
Hardware
Take Two Interactive (NASDAQ:TTWO)
Games
Texas Instruments (NASDAQ:TXN)
Hardware
Twilio (NYSE:TWLO)
Comunicazione
Twitter Inc. (NYSE:TWTR)
Social
Uber (NYSE:UBER)
Delivery
Verisign (NASDAQ:VRSN)
Software
VMware Inc. (NYSE:VMW)
Software
Zendesk (NYSE:ZEN)
Software
Zoom Video Communications (NASDAQ:ZM)
Comunicazione
Le azioni delle aziende più grandi nel settore della tecnologia
In pratica le macrocategorie (o almeno una parte di esse, quella più importante) potrebbero essere le seguenti:
Pensiamo per esempio ad Airbnb, fresca di IPO, la quale ha dovuto parzialmente rivoluzionato il proprio core business per contenere i mancati viaggi e quindi le mancate entrate dal principale servizio offerto.
Di contro, per esempio, pensiamo ad Amazon che grazie al Covid ha venduto molto di più rispetto a quanto non facesse precedentemente; idem per servizi di streaming in settori business, come per esempio Zoom o Teams di Microsoft, di Slack (fresco di offerta da parte di Salesforce) oppure di Netflix che ha visto un ottimo volano nei lockdown.
Ma la rivoluzione non c’è stata solo per i giganti dell’IT, ma anche per aziende molto più piccole e dinamiche che hanno saputo approfittare del momento. La mente corre veloce a Shopify, una piattaforma per eCommerce che ha saputo cavalcare il momento e presentarsi come una delle migliori soluzioni agli occhi di aziende che proprio nella vendita online vedevano il loro unico sbocco per sopravvivere.
Inoltre non è tutto oro ciò che luccica, pensiamo per esempio a Facebook e Alphabet (Google), premiate dagli utenti costretti a rimanere chiusi in casa ma con il core business principale legato al mondo dell’advertising, il quale è crollato poiché le aziende “normali” hanno ridotto gli investimenti in tempo di crisi. Il risultato è stato un maggior costo per sostenere gli utenti alla ricerca di informazioni a fronte di un minor introito dovuto a tagli pubblicitari.
Come analizzare le azioni di tecnologia
Le aziende mature, con un buon track record, che hanno esaurito la loro verve esplosiva nell’innovazione (pensiamo per esempio ad Apple, con prodotti maturi come iPhone, iPad e Macbook, che non sta innovando particolarmente ma che conta su buonissimi bilanci), possono basare la loro valutazione sul P/E, infatti il rapporto tra prezzo dell’azione e utili è un buonissimo indicatore per comprendere quali aziende, tra quelle mature, è più premiata di altre.
Attenzione però, perché il P/E potrebbe facilmente infiammarsi per annunci, innovazioni o idee in questo settore.
Le aziende giovani, con grandi idee innovative, spesso hanno utili negativi poiché si trovano ancora nella fase di investimento. Per queste aziende ovviamente il P/E non ha alcun significato, ciò che c’è da analizzare è quindi la curva di crescita di fatturato e utile, così da comprendere se tra qualche mese/anno queste potranno essere competitive e ancora sul mercato oppure in difficoltà.
Le differenze tra le azioni della tecnologia
Facciamo giusto qualche esempio per meglio comprendere quanto stiamo dicendo.
Alphabet ha una capitalizzazione di 1.300 miliardi di dollari, il P/E si aggira stabilmente intorno ai 35 e nel 2019 (ultimo anno intero chiuso) è riuscita a registrare utili per 34 miliardi, in crescita rispetto ai 31 dell’anno prima e ai 13 del 2014. Insomma è un’azienda solida, in continua crescita ma che ha perso l’etichetta in rampa di lancio.
Netflix ha una capitalizzazione di 225 miliardi di dollari (circa un quinto di Google), P/E di 133 e ha chiuso il 2019 con utile netto a 1,86 miliardi, in crescita rispetto a 1,2 miliardi dell’anno precedente e a 122 milioni del 2015.
Square, che rappresenta un innovativo sistema di pagamento mobile, è ancora nel pieno della propria scalata, ha capitalizzazione di 108 miliardi di dollari, P/E di 763 e il 2019 è stato il primo anno chiuso con un’utile superiore allo zero (375 milioni) contro i 38 milioni persi nel 2018 e i 154 milioni persi nel 2014.
Come possiamo vedere si tratta di 3 aziende molto differenti tra di loro.
La prima, Alphabet, è un’azienda solida, che continua a innovare ma che ha trovato una propria dimensione, che continua a portare utili ai propri soci e ciò si denota dal P/E di 35, che nel settore è basso ma rispetto ad altri mercati è enorme. Si tratta dell’azione meno rischiosa da acquistare poiché ha servizi di cui difficilmente riusciremo a fare a meno in futuro, continua a innovare e continua regalare gioie, senza il rischio di essere sovraprezzata.
Netflix ha fatto capire di che pasta è fatta ed è già entrata tra i colossi della tecnologia. Nonostante ciò ancora ha ampi spazi per crescere e tanti clienti ancora da raggiungere; senza il timore di essere smentiti possiamo dire che è la televisione del futuro ma che ancora centinaia di milioni di persone vivono senza questa TV. Ecco, questo aspetto ci fa capire il perché del 133 di P/E; l’ampio margine la porterà a continuare a crescere con gli utili e la farà diventare sempre più solida. Sicuramente è più rischiosa rispetto ad Alphabet, poiché ancora non ha conquistato quel vantaggio competitivo certo. Ma sicuramente in futuro avrà un posto e quindi il rischio è limitato.
Di contro Square è la più rischiosa, potrebbero succedere qualche migliaio di fattori che potrebbero portarla a non avere la giusta spinta per mantenere le promesse. Inoltre il P/E di 763 è grande sia per il mercato della tecnologia che per altri mercati. La scommessa è enorme ma se manterrà ciò che promette sarà vincente. Ovviamente tutto dipende dalla vostra propensione al rischio.
Conclusione
Partiamo dal fondo e cioè dai 3 esempi che abbiamo fatto: appare evidente come ci siamo concentrati sui quasi estremi della torta, proprio per rappresentare la complessità e la grandezza di questo mercato, nel quale hanno posto aziende appena nate e colossi con decenni alle spalle.
Si tratta di un mercato tipicamente valutato in modo più generoso rispetto ad altri mercati e in alcuni casi con qualche azione che somigli a una bolla pronta a esplodere (per esempio Tesla con capitalizzazione da 900 miliardi e nemmeno un anno chiuso in utile, se nel Q4 non ci saranno sorprese il 2020 potrebbe essere il primo).
Aziende storiche o con basi solide possono rappresentare ottimi porti per i vostri soldi, le scommesse dipendono dal vostro giudizio e dalla vostra voglia di scommettere.
Con il gran clamore suscitato dall’uscita della nuova console di Sony, la PlayStation 5, non possiamo non dare un’occhiata al mercato dei videogiochi nella sua interezza.
Il mercato del games online sta esplodendo negli ultimi anni e le opportunità non mancano di certo, sia per player che sono già in questo mercato sia per player che si stanno rapidamente affacciando a questo business.
A vecchi business se ne affacciano di nuovi, a vecchi player se ne aggiungono di più agguerriti.
E se il play in single mod sta andando in pensione, gli eSports e il multiplay online sta diventando il padrone di questo mondo.
Prima di proseguire con qualsiasi altro discorso bisogna fare un piccolo paragrafo sugli eSports e in modo particolare cosa possa significare un termine del genere.
Cosa è l’eSports
Con eSports si indicano quei campionati ufficiali che vedono impegnate più persone per cercare di vincere la competizione.
In origine c’erano le fiere che rappresentavano degli hub per i videogiocatori che si incontravano e si sfidavano.
Con la banda larga e il benestare delle console, gli eSports digitali hanno imboccato la rampa di lancio creando un mercato miliardario.
Sono vari i brand che si apprestano a versare denaro in questo mondo, come per esempio Duracell che ha appena sottoscritto un contratto per sponsorizzare il team inglese Ellevens Esports.
E non sorprendono più di tanto le notizie di un bimbo di 8 anni che è appena diventato una star, con tanto di contratto, grazie a Fortnite.
Il successo degli eSports si deve alla loro natura: milioni di utenti connessi simultaneamente per assistere a una gara tra team professionisti.
In pratica si sta replicando la modalità degli sport classici, dove milioni di spettatori guardano una gara di persone che vengono pagate dagli sponsor.
La velocità del business degli eSports
Con gli eSport siamo ancora in una fase embrionale, quindi è complesso realmente capire che portata e quanto velocemente possa espandersi così da diventare qualcosa di tangibile.
Il mercato dei professionisti è ancora deregolamentato e ci sono vari aspetti ancora da chiarire.
Quello che c’è da notare è però che le aziende hanno iniziato a capire il vero potenziale di questo mercato e stanno iniziando a investirci, sia in termini di sponsorizzazione sia in termini di investimento per far crescere dei team che andranno a creare dei nuovi professionisti.
Come guadagnano gli eSports?
Il modello di business potrebbe sembrare sconosciuto ma si basa su solide conoscenze passate e su metodologie già usate con fortuna altrove.
Le aziende di eSports guadagnano attraverso accordi di licenza per la trasmissione, merchandising, vendita di biglietti per eventi dal vivo, sponsorizzazioni, pubblicità e altri canali.
Le aziende possono anche vendere i diritti esclusivi per gestire squadre di esporti all’interno di campionati ufficiali, e i campionati di gioco competitivi possono fungere da pubblicità per i titoli sottostanti.
Industria dei videogiochi
Nell’attesa di vedere qualche titolo azionario legato agli eSports, abbandoniamo temporaneamente questo segmento e allarghiamo gli orizzonti guardando all’intero settore.
I titoli dell’industria dei videogiochi sono spesso molto vivaci, ciò perché troppo spesso si dà importanza all’attesa del gioco più che alle metriche fondamentali dell’azienda stessa.
Non vi è dubbio che al crescere del tam tam per l’uscita di un videogioco come GTA il titolo TakeTwo vedrà il suo P/E alzarsi di conseguenza, fermo il fatto che sviluppare un gioco come GTA ha dei costi decisamente alti e quindi le aspettative spesso si infrangono sui bilanci dell’azienda stessa.
Non che l’azienda (o in generale le aziende) non siano dei buoni investimenti, infatti spesso parliamo di società con ottimi fondamentali, la questione è che spesso la psicologia prende il sopravvento e quindi ci sono delle variazioni che portano la volatilità alle stelle.
Gli investitori più scaltri hanno probabilmente già in portafoglio qualche azienda legata ai videogame, ma con un’ottica sempre di medio/lungo periodo, sfruttando i momenti di depressione per aumentare l’investimento.
Il segmento dei videogiochi e delle console
Ovviamente gli eSports sono un po’ la novità, ma il mercato dei videogames non è certo fermo e vecchie tecnologie fanno ancora da padrone, basti pensare alle console, nate nella modalità in cui le abbiamo ancora oggi nella prima metà degli anni 90 e in circa 25 anni ci sono state evoluzioni tecnologiche che l’hanno portate a essere sempre più prestanti e veloci, ma la logica del dispositivo, della TV e del joypad non cambia.
Ecco allora le diverse tipologie di aziende che si affacciano con più modalità su questo mercato:
Console e hardware
Videogames
eSports
Connettività, Server e servizi
Le console e l’hardware
In origine esisteva un CD da inserire in una console per poter giocare a un gioco, è stato così per molto tempo e ancora prima lo stesso CD (o addirittura un floppy) veniva inserito in un PC.
Con il tempo il mercato è cambiato tantissimo, con l’avvento della banda larga i CD (e i successivi Blue-Ray) hanno lasciato spazio ai download e i maggiori player in questo campo (Sony e Microsoft, con qualche incursione di Nintendo) hanno approntato dei marketplace in cui poter acquistare le licenze digitali dei videogiochi.
Il maggior pericolo per le console è rappresentato da dispositivi smart che ogni giorno promettono di minare la leadership delle principali aziende.
In particolar modo, essendo un business multimiliardario e globale, i big del tech non stanno certo a guardare e se Google Stadia promette di essere la Netflix del videogames, c’è un dispositivo che più di tutti ha spostato le regole di ingaggio. Si tratta degli smartphone in grado di creare da zero un intero mercato dei videogames per mobile.
Certo, i video giocatori, quelli seri, non si accontentano di un telefonino e hanno bisogno di una console se non addirittura di un hardware dedicato da creare attraverso un sistema a PC.
In questo ultimo segmento sono nate (o cresciute) aziende che di mestiere forniscono schede grafiche molto potenti, mouse adatti, dispositivi di puntamento o altri joypad e device per meglio giocare.
I videogiochi
Le case produttrici di videogames non sono state certo a guardare e hanno approfittato di ogni evoluzione tecnologica per poter migliorare sia i giochi stessi che le modalità di vendita, quindi, giusto per fare un esempio, se i blue-ray rappresentavano un problema nella misura in cui esisteva una compravendita di videogiochi usati, le licenze digitali hanno risolto definitivamente la questione.
Allo stesso modo le stesse società hanno abbracciato più che volentieri il multiplay online per il semplice motivo che, attraverso questo sistema, un videogioco non è stato più un bene da consumare e rivendere ma una piattaoforma su cui costruire server, connettività, espansioni, abbonamenti, ecc.
Insomma si è passati da un uso temporaneo di un gioco, con i dischi che non potevano avere espansioni (se non con la vendita di ulteriori dischi) alla fase in cui un videogioco è solo un terreno su cui costruire una serie di filoni di guadagno.
Addirittura si è arrivati, per la verità più su mobile che su console, ad avere giochi gratuiti con la semplice idea che le varie migliorie/novità dovessero essere pagate successivamente attraverso una serie di micropagamenti. E il mercato sta apprezzando questo tipo di esperienza.
Le azioni legate al mondo dei videogiochi
Azienda
Key Strengths
Activision Blizzard (NASDAQ:ATVI)
Call of Duty, Diablo, Hearthstone, Starcraft, World of Warcraft
Amazon (NASDAQ:AMZN)
Prime Games, Amazon Games, Amazon Twitch
AMD (NASDAQ:AMD)
Processori e schede video Rateon
Apple (NASDAQ:AAPL)
Apple Arcade, App store con gaming
Electronic Arts (NASDAQ:EA)
Apex Legends, Battlefront, FIFA, Madden, Star Wars
GameStop (NYSE:GME)
Reseller games e console
Google/Alphabet (NASDAQ:GOOGL)
Google Stadia
Hasbro (NASDAQ:HAS)
Monopoly, Scrabble
Huya (NYSE:HUYA)
Video Gaming Streaming
Microsoft (NASDAQ:MSFT)
X-Box
Logitech (SWX:LOGN)
Sistemi di puntamento
Nintendo (TYO:7974)
Console: Switch, Games: Pokémon, Super Mario, The Legend of Zelda
NVIDIA (NASDAQ:NVDA)
Schede video
Sony (TYO:6758)
PlayStation
Take-Two Interactive (NASDAQ:TTWO)
Grand Theft Auto, NBA 2K, Red Dead Redemption, WWE 2K
Tencent Holdings (HKG:0700)
Honor of Kings, League of Legends
Lista di azioni sul settore dei Videogiochi
Con modalità differenti, tutte queste aziende hanno almeno un piede all’interno del mondo gaming, si va dai big Apple, Amazon e Google che hanno sviluppato la loro piattaforma, sino a NVIDIA e AMD che forniscono hardware di alto livello per i PC.
Ovviamente ci sono anche tutti i produttori di videogames e qualche servizio di streaming.
Dove investire
Un investitore che si affaccia per la prima volta a questo mondo potrebbe essere un po’ confuso, con queste ultime righe vogliamo cercare di spaccare il mercato dando indicazioni ben precise.
Se gli eSports rappresentano la novità assoluta, e tanto ne abbiamo parlato durante l’articolo, il business è ancora fortemente immaturo e le aziende che si trovano al 100% su questo mercato, come per esempio Huya, vanno valutate con tanta attenzione.
Altre aziende nasceranno su questo mercato, proprio perché è ancora agli inizi, quindi di possibilità di business ce n’è tantissimo. C’è un mare di potenziale ancora inesplorato.
Investire invece sul classico potrebbe essere una buona chiave per periodi medi, con Sony, Microsoft e i big della tecnologia che certamente cercheranno di approfittarne per trarre maggior beneficio.
Se invece vogliamo concentrarci solo sui videogames, le società di produzione di giochi, come EA, Activision Blizzard o Take Two sono delle corazzate che possono agevolmente girare il timone verso le piattaforme che prenderanno più piede.
Al momento il gaming che passa da PlayStation, Nintendo o da X-Box sembra incontrastato e i big della tecnologia avranno tanta strada da percorrere prima di potersi misurare con i tre principali player per console.
Noi non sappiamo quale sarà la piattaforma del futuro e come PlayStation, piuttosto che X-box sapranno evolversi, di certo i produttori di videogames non usciranno sconfitti da questa sfida. Quindi, nell’ottica di un investimento a lungo periodo i produttori sono da preferire.
Chi volesse scommettere (ed è una bella e affascinante scommessa) potrebbe provare a cavalcare quello che pare essere un business per il futuro, cioè gli eSports.
Naturalmente, lo sappiamo bene, il Corona Virus non è arrivato solo in Italia, anzi è proprio in America che ha fatto il maggior numero di morti.
Questo ha avuto un impatto, anche sul settore tecnologico come può essere quello rappresentato dal Nasdaq. Nonostante l’indice del settore tecnologico abbia ampiamente recuperato il terreno perso, e sia stato il primo a farlo, ci sono ancora dei titoli in ritardo.
In questo articolo vogliamo analizzare i prezzi delle azioni del Nasdaq da metà febbraio a oggi, cioè dal 19 febbraio, ultimo giorno prima che l’occidente scoprisse il Covid, e oggi che le notizie sul vaccino stanno spopolando.
Sono passati esattamente 9 mesi, ed ecco cosa è successo sul Nasdaq 100 in questi tre trimestri.
Azione
Ticker
Performance
Moderna Inc
NASDAQ:MRNA
369,82%
Zoom Video Communications Inc
NASDAQ:ZM
299,35%
Pinduoduo Inc
NASDAQ:PDD
256,53%
Tesla Inc
NASDAQ:TSLA
165,23%
Docusign Inc
NASDAQ:DOCU
134,26%
JD.Com Inc
NASDAQ:JD
100,81%
Mercadolibre Inc
NASDAQ:MELI
77,46%
NVIDIA Corporation
NASDAQ:NVDA
70,69%
QUALCOMM, Inc.
NASDAQ:QCOM
62,38%
Align Technology, Inc.
NASDAQ:ALGN
60,42%
Paypal Holdings Inc
NASDAQ:PYPL
53,43%
IDEXX Laboratories, Inc.
NASDAQ:IDXX
52,61%
Apple Inc
NASDAQ:AAPL
45,88%
Seagen Inc
NASDAQ:SGEN
45,19%
Amazon.com, Inc.
NASDAQ:AMZN
43,09%
Xilinx, Inc.
NASDAQ:XLNX
42,30%
TAKE-TWO INTERACTIVE SOFTWARE, INC Common Stock
NASDAQ:TTWO
42,29%
Advanced Micro Devices, Inc.
NASDAQ:AMD
40,14%
KLA Corp
NASDAQ:KLAC
38,94%
Cadence Design Systems Inc
NASDAQ:CDNS
38,75%
ASML Holding NV
NASDAQ:ASML
33,53%
Synopsys, Inc.
NASDAQ:SNPS
32,24%
Regeneron Pharmaceuticals Inc
NASDAQ:REGN
29,50%
eBay Inc
NASDAQ:EBAY
29,31%
Lam Research Corporation
NASDAQ:LRCX
28,90%
Lululemon Athletica Inc
NASDAQ:LULU
28,35%
T-Mobile Us Inc
NASDAQ:TMUS
27,23%
Maxim Integrated Products Inc.
NASDAQ:MXIM
25,41%
Facebook, Inc. Common Stock
NASDAQ:FB
25,05%
Netflix Inc
NASDAQ:NFLX
24,75%
Fastenal Company
NASDAQ:FAST
24,34%
PACCAR Inc
NASDAQ:PCAR
21,03%
Broadcom Inc
NASDAQ:AVGO
20,57%
Monster Beverage Corp
NASDAQ:MNST
20,18%
Verisk Analytics, Inc.
NASDAQ:VRSK
20,12%
Adobe Inc
NASDAQ:ADBE
19,88%
NetEase Inc
NASDAQ:NTES
19,82%
Autodesk, Inc.
NASDAQ:ADSK
19,67%
Alexion Pharmaceuticals, Inc.
NASDAQ:ALXN
19,63%
Intuitive Surgical, Inc.
NASDAQ:ISRG
19,27%
Cintas Corporation
NASDAQ:CTAS
18,48%
Charter Communications Inc
NASDAQ:CHTR
18,43%
Costco Wholesale Corporation
NASDAQ:COST
18,33%
Activision Blizzard, Inc.
NASDAQ:ATVI
17,29%
Intuit Inc.
NASDAQ:INTU
16,08%
O’Reilly Automotive Inc
NASDAQ:ORLY
15,91%
Kraft Heinz Co
NASDAQ:KHC
15,82%
Skyworks Solutions Inc
NASDAQ:SWKS
15,46%
Texas Instruments Incorporated
NASDAQ:TXN
15,34%
Alphabet Inc Class C
NASDAQ:GOOG
14,42%
Alphabet Inc Class A
NASDAQ:GOOGL
14,15%
CSX Corporation
NASDAQ:CSX
13,92%
Microchip Technology Inc.
NASDAQ:MCHP
13,69%
Workday Inc
NASDAQ:WDAY
13,17%
DexCom, Inc.
NASDAQ:DXCM
12,87%
Microsoft Corporation
NASDAQ:MSFT
12,71%
Applied Materials, Inc.
NASDAQ:AMAT
12,31%
Liberty Global PLC
NASDAQ:LBTYK
11,84%
Copart, Inc.
NASDAQ:CPRT
10,98%
Splunk Inc
NASDAQ:SPLK
10,87%
NXP Semiconductors NV
NASDAQ:NXPI
9,78%
Liberty Global PLC Class A
NASDAQ:LBTYA
9,77%
Starbucks Corporation
NASDAQ:SBUX
8,62%
Cognizant Technology Solutions Corp
NASDAQ:CTSH
8,45%
Analog Devices, Inc.
NASDAQ:ADI
7,54%
ANSYS, Inc.
NASDAQ:ANSS
7,38%
Comcast Corporation
NASDAQ:CMCSA
6,90%
Electronic Arts Inc.
NASDAQ:EA
6,43%
Baidu Inc
NASDAQ:BIDU
4,61%
Booking Holdings Inc
NASDAQ:BKNG
3,87%
Keurig Dr Pepper Inc
NASDAQ:KDP
2,29%
Amgen, Inc.
NASDAQ:AMGN
2,15%
Paychex, Inc.
NASDAQ:PAYX
1,99%
Dollar Tree, Inc.
NASDAQ:DLTR
1,80%
Micron Technology, Inc.
NASDAQ:MU
1,25%
Expedia Group Inc
NASDAQ:EXPE
0,53%
Check Point Software Technologies Ltd.
NASDAQ:CHKP
0,42%
Incyte Corporation
NASDAQ:INCY
0,39%
Xcel Energy Inc
NASDAQ:XEL
-0,41%
CDW common stock
NASDAQ:CDW
-0,66%
PepsiCo, Inc.
NASDAQ:PEP
-1,48%
MONDELEZ INTERNATIONAL INC Common Stock
NASDAQ:MDLZ
-2,60%
Illumina, Inc.
NASDAQ:ILMN
-2,63%
Citrix Systems, Inc.
NASDAQ:CTXS
-2,67%
Trip.com Group Ltd
NASDAQ:TCOM
-3,16%
Automatic Data Processing Inc
NASDAQ:ADP
-4,46%
Cerner Corporation
NASDAQ:CERN
-5,00%
Ulta Beauty Inc
NASDAQ:ULTA
-7,63%
Verisign, Inc.
NASDAQ:VRSN
-8,03%
Ross Stores, Inc.
NASDAQ:ROST
-9,47%
Gilead Sciences, Inc.
NASDAQ:GILD
-9,58%
Cisco Systems, Inc.
NASDAQ:CSCO
-10,74%
Fiserv Inc
NASDAQ:FISV
-12,61%
Vertex Pharmaceuticals Incorporated
NASDAQ:VRTX
-12,68%
Sirius XM Holdings Inc
NASDAQ:SIRI
-12,83%
Exelon Corporation
NASDAQ:EXC
-13,91%
BioMarin Pharmaceutical Inc.
NASDAQ:BMRN
-17,47%
Marriott International Inc
NASDAQ:MAR
-18,49%
Walgreens Boots Alliance Inc
NASDAQ:WBA
-26,58%
Fox Corp Class A
NASDAQ:FOXA
-27,27%
Fox Corp Class B
NASDAQ:FOX
-27,71%
Biogen Inc
NASDAQ:BIIB
-29,34%
Intel Corporation
NASDAQ:INTC
-32,86%
Componenti del Nasdaq 100 e performance dal prima del Covid a oggi
I migliori titoli sul Nasdaq dal crollo covid
Non stupisce che il primo della lista sia Moderna, prima società ad aver comunicato di aver trovato una strada per produrre il vaccino per il Corona Virus.
Così come pochi si stupiranno della seconda posizione, quello Zoom che in questi mesi è diventato indispensabile per gli usi più disparati, dalla didattica a distanza fino al business.
Pinduoduo è sconosciuto ai più probabilmente, ma è una società cinese che sviluppa un software per Ecommerce, non stupisce quindi che si trovi in quella posizione.
Al quarto posto troviamo quella Tesla che nel mentre è stata ammessa nell’indice S&P500 e che quindi ha un vantaggio rifletto dalla forza del paniere.
DocuSign, come Pinduoduo, beneficia della pandemia con relativo lockdown poiché si tratta di un sistema per sottoscrivere documenti da remoto; quindi fondamentali in questo momento.
Le azioni peggiori del Nasdaq dal crollo del Corona Virus
La peggiore in assoluto è Intel che agli effetti del Corona Virus somma il fatto che Apple ha deciso, a partire dal prossimo anno, di sviluppare in casa anche i processori per i propri Mac. Una perdita non da poco per un produttore che negli ultimi anni sta vedendo svanire tante linee di business.
Stupisce invece la posizione di Biogen, che ha avuto importanti autorizzazioni da parte dell’FDA (ente di controllo dei medicinali in America) e che presenta dei bilanci che superano i consensi degli analisti. In netto ritardo rispetto al resto dell’indice.
Gli investitori hanno diverse strategie che possono utilizzare per fare soldi nel mercato azionario. Una strategia popolare è quella di acquistare azioni in crescita, che sono aziende che si prevede aumenteranno i loro profitti (o ricavi) ad un ritmo più veloce della media. Insomma, azioni di aziende che per la natura del loro business faranno faville in futuro.
Le aziende che possono farlo per un periodo di tempo prolungato tendono ad essere ricompensate con un prezzo delle azioni più alto, consentendo ai loro investitori di ottenere grandi rendimenti attraverso l’apprezzamento del capitale.
Attenzione però, perché le aziende ad alta crescita potenziale stanno già scontando la ricompensa del rischio, quindi è importante conoscere le basi di ciò che l’investimento di crescita comporta, i suoi rischi e come minimizzarli prima di iniziare una strategia di investimento.
Ma una volta pronti, come fanno gli investitori a trovare titoli di crescita in cui investire? Ecco alcuni metodi usati per identificare le aziende che stanno per decollare.
Cos’è un titolo in crescita (o titolo growth)?
Uno stock di crescita è un’azienda su cui ci si aspetta aumenti dei propri profitti (o ricavi) a un ritmo molto più veloce rispetto alla media delle aziende del settore o del mercato in generale.
I titoli in crescita attraggono molti investitori e ciò si denota sul P/E (i multipli degli utili per arrivare al prezzo) che generalmente è alto. In generale, più velocemente una società può far crescere i propri profitti, più velocemente il prezzo delle azioni dovrebbe essere apprezzato. Al di là dei profitti, ci sono alcune altre caratteristiche comuni dei titoli in crescita di successo a cui prestare attenzione, come le grandi opportunità di mercato e i solidi modelli di business.
Dove cercare i titoli in crescita
Innanzitutto lasciate stare l’Italia, non perché non ce ne possano essere ma per il semplice motivo che la grandezza della piazza azionaria fa sì che ci si trovi davanti a un titolo pronto a decollare una volta ogni 4/5 anni.
Se si guarda un elenco di azioni ad alta crescita si nota che molte di queste società non esistevano alcuni decenni fa, ma da allora sono diventate nomi famosi:
Amazon.com (NASDAQ:AMZN)
Netflix (NASDAQ:NFLX)
Tesla (NASDAQ:TSLA)
hanno tutte iniziato come piccoli operatori nei loro rispettivi mercati, ma hanno costantemente convinto i consumatori ad acquistare da loro invece che dalla concorrenza. Questo ha contribuito a generare un’enorme crescita di ricavi e profitti, nel corso degli anni, e ha trasformato queste aziende in investimenti vincenti.
Quindi, come si può identificare il prossimo Amazon.com, Netflix o Tesla mentre è ancora agli inizi? Un metodo è quello di setacciare le tue abitudini recenti per vedere se puoi identificare prodotti o servizi che stai acquistando regolarmente da oggi e che non avevi in passato.
Se voi (o i vostri amici) vi siete innamorati di un nuovo prodotto o servizio, allora c’è una buona probabilità che l’azienda dietro a quel prodotto valga la pena di indagare.
Personalmente ho fatto diversi investimenti redditizi nell’ultimo decennio, semplicemente osservando le mie abitudini di acquisto. Per esempio, ho capito che Tesla sarebbe esplosa quando vidi, durante un viaggio ad Amsterdam nel 2014, una serie di Taxi con il marchio americano. Se i tassisti olandesi scelgono in massa un marchio innovativo come Tesla, c’è da stare certi che il futuro è là. Nel 2014 il prezzo delle azioni si aggirava intorno ai 220 dollari, prezzo che all’epoca ritenevo caro e quindi entrai con pochi soldi… beh, se segui questo sito sai che Tesla è arrivata a sfondare i 1.000 dollari.
Le famiglie americane stanno cambiando le loro abitudini, quando mangiano fuori vanno da ristoranti più sani, come Chipotle (NYSE:CMG), ma mantengono ancora l’idea della velocità con i fast food tradizionali come McDonald’s. Quindi a pranzo un fast food e a cena slow food.
Inoltre in Italia abbiamo un particolare vantaggio che in America manca: noi possiamo vedere a posteriori cosa ha avuto successo nella nazione a stella e strisce e investire nel momento in cui si affaccia sul mercato internazionale. Un’azione che ha fatto molto bene in America è probabile che all’estero faccia altrettanto bene; inoltre ha tanto mercato da esplorare.
Un esempio? McDoland’s negli anni ’80 era un must in America e si stava affacciando prepotentemente sul mercato internazionale; qui da noi avevamo ancora i paninari (che sarebbero stati tutti sostituiti dal fast food), quindi un investitore attento avrebbe potuto spendere 1,21 dollari il 20 giugno del 1980 e tirarne fuori 218 il 16 agosto del 2019. Si tratta di un guadagno del 17.916%. Un lavoratore italiano che investe il suo primo stipendio da 1.200 dollari in McDonald’s si ritrova un TFR di circa 215 mila dollari.
Volete un esempio moderno? Starbucks (NASDAQ:SBUX) ha aperto in Italia giusto un paio d’anni fa (in forte ritardo sul resto d’Europa), quindi siamo già in ritardo per l’investimento, nonostante ciò chi avesse visto la tendenza in Europa (che dura da 10 anni) avrebbe investito a fine anni 2000 a circa 10 dollari per avere oggi un’azione che ne valeva circa 80/100.
In America stanno abbandonando il cavo e la tendenza si vede anche qui da noi: lo streaming sta vincendo e quindi Amazon.com (Prime Video), Netflix e YouTube di Alphabet avranno molto futuro. Troppo tardi? Mica tanto… ancora c’è tanta fetta di popolazione che non è stata pervasa da Netflix, anche nelle grandi città.
Visto che l’abbiamo nominato, vogliamo parlare di Amazon e dell’eCommerce? Quanti articoli comprate online? Pensate che tutti facciano come voi? Pensate che ci siano fette di popolazione che arriveranno prossimamente su Amazon?
Ci sono negozi al dettaglio o concetti di ristoranti che frequenti ora ma che prima non frequentavi? Ci sono nuovi cibi o bevande che ora acquistate dal negozio di alimentari? Sei diventato un fan sfegatato di un particolare sito web o di una particolare app?
Una rapida ricerca su internet può aiutarti a trovare le aziende che stanno dietro ai prodotti o ai servizi che hai imparato ad amare. Se si tratta di aziende quotate in borsa e ancora nelle prime fasi del loro ciclo di crescita, allora potresti essere incappato in un potenziale vincitore.
Tenete d’occhio le macro tendenze della società
I migliori stock di crescita tendono a beneficiare di un cambiamento massiccio che avviene nella società. Le aziende che sono in grado di capitalizzare su un trend che richiede anni per essere messo in pratica possono spesso vedere i loro ricavi e profitti crescere per anni e possono generare enormi ritorni per gli investitori.
Quindi, quali macro tendenze stanno accadendo in questo momento che gli investitori possono trarre vantaggio?
Salute e benessere
Avete notato che sempre più persone stanno iniziando ad adottare uno stile di vita più sano? Questa tendenza si sta sviluppando in numerosi modi, come ad esempio la crescente popolarità dello yoga o l’uso crescente di alimenti biologici. Questa è una tendenza che sembra essere qui per rimanere ed è pronta a beneficiare molte aziende diverse. Dai distributori di alimenti biologici ai produttori di abbigliamento per lo yoga ci sono molti modi in cui gli investitori possono trarre vantaggio da questa tendenza. Pensate che lo Yoga sia una moda passeggera? Investite solo sul mangiar sano.
La guerra ai contanti
Ci siamo abituati a usare carte di debito e di credito per pagare tutto (almeno noi avanguardisti), eppure 85% delle transazioni globali avviene ancora in contanti o con assegni e l’Italia è molto indietro, solo il 32% delle transazioni avviene attraverso carte di pagamento.
Dati i benefici che derivano dall’andare senza contanti (transazioni più veloci, non dover mai affrontare il cambio di moneta, la possibilità di guadagnare ricompense attraverso il cashback) in molti passeranno alla plastica nel tempo. Questa è una grande ragione per cui nel portafoglio personale ci sono aziende che beneficeranno di questo cambiamento come Visa, Mastercard e Square.
L’ascesa della pubblicità online
Ti piace ricevere telefonate da call center? Ricevere posta indesiderata? Guardare la pubblicità in televisione? Non piace a nessuno.
Le grandi aziende però vi devono convincere e troveranno il metodo per arrivare a voi. Ecco perché molti di loro stanno spostando i loro soldi dedicati alla pubblicità verso i canali online in modo da potersi mantenere in contatto con i loro consumatori.
Questo spostamento di spesa sta creando un’enorme opportunità per le aziende che eccellono nel raggiungere i consumatori online come The Trade Desk (NASDAQ:TTD) e Facebook (NASDAQ:FB).
Invecchiamento della popolazione mondiale
Lo sapevate che 10.000 americani compieranno 65 anni ogni giorno tra il 2010 e il 2029? In Italia? Non siamo da meno, siamo una delle popolazioni più vecchie al mondo.
Questo massiccio cambiamento demografico è un forte vento per tutte le aziende che rispondono alle esigenze degli anziani. Tutti i tipi di aziende trarranno vantaggio da questa tendenza, compresi i proprietari di case di cura e i conglomerati sanitari, come Johnson & Johnson.
Cavalcare le tendenze
Questi sono solo alcuni dei macro cambiamenti che si stanno verificando nella nostra società oggi. La prossima volta che ne notate uno, fate una piccola ricerca per vedere se ci sono aziende che trarranno beneficio da questa tendenza.
A cavalluccio sulle leggende
I gestori di fondi di Wall Street di solito hanno a disposizione enormi budget per la ricerca che usano per trovare grandi imprese. Dal momento che questi grandi gestori di fondi sono tenuti a segnalare le loro partecipazioni alla SEC ogni 90 giorni, può essere un’esperienza di apprendimento che apre gli occhi per scegliere tra i loro recenti acquisti e vendite per vedere quali azioni gli piacciono.
Anche se non vale la pena seguire tutti i gestori di fondi di crescita, ce ne sono diversi che possono essere una meravigliosa fonte di idee per le azioni.
Pat Dorsey della Dorsey Asset Management
Dorsey è stato il direttore della ricerca azionaria di Morningstar per più di un decennio, autore di due libri da leggere per gli investitori che guardano al futuro:
The Five Rules for Successful Stock Investing
The Little Book that Builds Wealth
Dorsey gestisce ora la propria attività di gestione patrimoniale e scommette in modo concentrato su azioni in crescita che, a suo avviso, saranno in grado di aumentare la ricchezza degli azionisti per anni.
Chuck Akre di Akre Capital Management
Akre ha gestito il fondo FBR Focus Fund dal 1997 al 2009 e ha prodotto rendimenti annualizzati di oltre il 12% durante il suo mandato, un risultato di gran lunga superiore al 4,4% del rendimento dell’S&P 500 nello stesso arco di tempo.
Akre ha lanciato i propri fondi comuni di investimento nel 2009. Il suo stile è quello di acquistare azioni di crescita che vengono scambiate a prezzi di valore e che raramente vende. Gestisce anche un portafoglio concentrato.
Carl Icahn di Icahn Capital Management
Gli investitori a lungo termine del veicolo d’investimento quotato in borsa Icahn Enterprises (NASDAQ:IEP) hanno goduto di rendimenti da battere il mercato. Il patrimonio netto di Icahn è salito a più di 18 miliardi di dollari grazie alla sua capacità di trovare titoli a prezzi bassi. Negli ultimi anni, è diventato un investitore attivista che acquista una posizione significativa in un’azienda e poi scuote il suo consiglio di amministrazione e il team di gestione nel tentativo di migliorare il business. Anche se il suo stile frenetico non è adatto a tutti, è buona norma guardare il suo portafoglio per vedere cosa ha comprato o venduto di recente.
Ci sono anche una pletora di siti web che rendono facile tracciare e classificare ciò che gli investitori in crescita stanno facendo, tra cui Whale Wisdom, TipRanks e Guru Focus. Gli investitori in crescita possono visitare uno qualsiasi di questi siti e imparare rapidamente ciò che molti grandi manager hanno comprato e venduto negli ultimi mesi per trovare idee proprie per le azioni.
Strumenti di selezione delle azioni
Altre fonti affidabili che vengono utilizzate per trovare idee di crescita sono strumenti di screening gratuiti. Mentre ci sono diversi strumenti di screening azionario tra cui gli investitori possono scegliere, uno dei migliori si chiama Finviz. Questo sito web facile da usare contiene dati su più di 7.300 aziende e gli investitori possono inserire una varietà di parametri per aiutarli a trovare i titoli che soddisfano i criteri che ritengono più utili.
Metriche da controllare per investire
Ecco alcune metriche che bisogna guardare regolarmente per analizzare il mercato alla ricerca di azioni in crescita.
Market cap o capitalizzazione
Questa metrica è un modo rapido per misurare le dimensioni di un’azienda.
Bisogna ovviamente controllare che le aziende abbiano già una base soldi e un buon modo per farlo è quello di vagliare le aziende che hanno un limite di mercato di almeno 300 milioni di dollari. Dato che la maggior parte delle azioni da un centesimo vale molto meno di 300 milioni di dollari, questo è un modo semplice per tenerle fuori dai vostri radar.
Redditività
Le aziende che mostrano profitti consistenti tendono ad essere molto meno rischiose di quelle che bruciano capitale. Questo è un motivo importante per cui tendo a privilegiare le azioni che sono già entrate in attivo. Un modo rapido per verificare la redditività è quello di impostare il rapporto P/E come numero positivo. Questo eliminerà tutte le aziende che non hanno ancora prodotto un utile netto positivo.
Crescita delle vendite
Le migliori azioni di crescita sono in grado di far crescere i loro profitti per anni e non c’è un modo affidabile per farlo senza aumentare anche le entrate.
Previsione di crescita degli utili
Gli analisti di Wall Street vengono pagati somme enormi per seguire da vicino le aziende e pubblicare rapporti che prevedono i loro tassi di crescita nei prossimi anni.
Anche se queste proiezioni possono essere estremamente imprecise, trovo che sia utile misurare ciò che il mercato si aspetta da loro.
Settore
Alcuni settori sono più difficili per gli investitori per fare soldi rispetto ad altri. Tipicamente ci si allontana dalle industrie di materie prime come i materiali di base e l’energia e ci si concentra su settori in cui le imprese possono costruire un vantaggio competitivo duraturo.
Qualche esempio: i settori tecnologici, sanitari, dei servizi e finanziari.
Tuttavia, è importante che gli investitori si attengano alle industrie che capiscono, quindi questi settori potrebbero non essere un grande terreno di caccia per tutti.
Bilancio
Anche se il debito non è sempre una cosa negativa, non è bello investire in aziende che portano enormi quantità di debito nel loro bilancio. Per questo si usa il rapporto debito/capitale proprio per eliminare le aziende fortemente indebitate dalla ricerca.
Questo rapporto confronta l’ammontare del debito totale che un’azienda ha con il suo patrimonio netto. Una buona regola empirica è quella di fissare il rapporto debito/patrimonio netto al di sotto del 30%. Tuttavia, più basso è questo numero, meglio è. Ma tenete presente che alcuni settori utilizzano naturalmente più debiti di altri, quindi fate attenzione quando confrontate questo numero con le aziende che si trovano in settori diversi.
Con questi parametri in mente, facciamo una schermata di stock utilizzando i seguenti criteri:
Limite di mercato oltre i 300 milioni di dollari.
Con sede negli Stati Uniti
Profitti su base trailing (ovvero i risultati effettivi dell’azienda negli ultimi 12 mesi) e forward (ovvero i profitti stimati per i prossimi 12 mesi).
Crescita positiva dei profitti negli ultimi cinque anni.
Crescita delle vendite di almeno il 10% negli ultimi cinque anni.
Un rapporto debito/patrimonio netto inferiore a 0,1 (quindi 10%).
Crescita degli utili prevista pari o superiore al 15%.
Abbiamo trovato una lista di 81 aziende. Ecco uno sguardo a 10 di esse, le più grandi e più conosciute:
Azienda
Capitalizzazione (mlrd di $)
P/E
Settore
Alphabet
970
29
Information Tech
Facebook
662
33
Information Tech
Electronic Arts
36,5
12
Gaming (IT)
Applied Materials
52
18
Semiconduttori
Mastercard
298
38
Credit
Monster Beverage
36
33
Drink Food
Amazon.com
1.280
122
Information Tech
Activision Blizzard
56
36
Gaming (IT)
Intuitive Surgical
67
49
Medical Devices
Netflix
187
86
Streaming video
Una selezione delle maggiori aziende a crescita rapida
Anche se non esiste una formula a prova di proiettile per creare un elenco di titoli in grande crescita, l’utilizzo di strumenti di screening può essere un ottimo modo per identificare i potenziali vincitori. Può anche essere un ottimo modo per scoprire le società in crescita quando sono ancora piccole e all’inizio del loro ciclo, il che può permettere agli investitori di entrare al prezzo più basso.
I rischi di investire in azioni future
Mentre investire in azioni in crescita può essere ottimo, c’è un rischio di cui gli investitori dovrebbero essere consapevoli. Quando Wall Street crede che una società stia per aumentare rapidamente i propri profitti, allora di solito riceve una valutazione molto alta. Questo fatto aumenta notevolmente il rischio che le azioni della società possano diminuire drasticamente se non soddisfano le aspettative degli investitori (il motivo per cui, come spiegato in precedenza, in Tesla ho fatto un piccolo investimento). Questa è una delle ragioni per cui gli investitori dovrebbero conoscere i fondamenti delle azioni di crescita e fare il loro lavoro prima di tuffarsi.
Un altro rischio che gli investitori devono tenere presente è che i titoli in crescita sono di solito molto più suscettibili alle oscillazioni selvagge dei prezzi nei mercati turbolenti rispetto ai titoli di valore. La volatilità può essere a volte snervante, quindi se sei il tipo di investitore che non è in grado di gestire grandi oscillazioni di prezzo, allora l’investimento di crescita probabilmente non fa per te. Attenzione inoltre, perché le oscillazioni mal si addicono con la leva; quindi se investite a leva, magari con piccoli margini, il rischio di prendere un stop lose è enorme.
L’investimento per la crescita fa per voi?
L’utilizzo di questi metodi vi aiuterà a identificare dozzine di azioni che hanno un grande potenziale di crescita. Naturalmente, trovare titoli con un grande potenziale di crescita è una cosa. Avere il gusto di comprarle e poi tenerle in mano per tutto il tempo è un’altra cosa. Tuttavia, se riuscite ad imparare a farlo con successo, allora metterete il potere dell’interesse composto dalla vostra parte e sarete in una grande posizione per generare ricchezza significativa a lungo termine.