Azione: LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton (EPA:MC, MC.PA)
[pgtstock info MC.PA]
LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton è presente in tutto ciò che ha una definizione o che si avvicina al lusso.
Ha quattro divisioni che sono particolarmente forti, cioè la pelletteria, che presidia con l’omonimo brand di maggior appeal, Vini e Liquori, Profumi e Orologi.
Rappresentata in Vini e Liquori da un portafoglio di marchi che comprende Moët & Chandon, Dom Pérignon, Veuve Clicquot Ponsardin, Krug, Ruinart, Mercier, Château d’Yquem, Domaine du Clos des Lambrays, Château Cheval Blanc, Colgin Cellars, Hennessy, Glenmorangie, Ardbeg, Belvedere, Woodinville, Volcán de Mi Tierra, Chandon, Cloudy Bay, Terrazas de los Andes, Cheval des Andes, Cape Mentelle, Newton, Bodega Numanthia e Ao Yun.
La sua divisione Moda e Pelletteria comprende Louis Vuitton, Christian Dior Couture, Céline, Loewe, Kenzo, Givenchy, Thomas Pink, Fendi, Emilio Pucci, Marc Jacobs, Berluti, Nicholas Kirkwood, Loro Piana e RIMOWA.
LVMH è anche presente nel settore Profumi e Cosmetici con Parfums Christian Dior, Guerlain, Parfums Givenchy, Kenzo Parfums, Profumi Loewe, Benefit Cosmetics, Make Up For Ever, Acqua di Parma, Fresh, Fenty Beauty di Rihanna e Maison Francis Kurkdjian.
La divisione Orologi e gioielli di LVMH comprende Bvlgari, TAG Heuer, Chaumet, orologi Dior, Zenith, Fred e Hublot. LVMH è anche attiva nella vendita al dettaglio selettiva e in altre attività attraverso gli hotel DFS, Sephora, Le Bon Marché, La Samaritaine, Groupe Les Echos, Cova, Le Jardin d’Acclimatation, Royal Van Lent e Cheval Blanc.
Dopo aver visto le 50 aziende più grandi della Spagna, valichiamo i Pirenei e andiamo in terra francese, dando un’occhiata alle 50 aziende quotate più grandi della Francia.
Il CAC40 ha una gran parte di queste aziende, ma come succede in ogni paniere principale, l’inserimento non è solo dato dal valore di mercato dell’azienda, ma soprattutto dall’azionariato e dal flottante, ecco quindi che nel CAC40 non troviamo alcune società con una buona capitalizzazione.
A differenza di quanto visto in Spagna e Italia, dove i finanziari e gli energetici la fanno da padrone, in Francia è il lusso, in ogni declinazione (dall’abbigliamento agli accessori, dai profumi ai gioielli) a guidare questa lista. Ecco quindi che a guidare la lista troviamo LVMH, L’Oréal, Dior ed Hermès, ma in lista troviamo altri marchi come Essilorluxottica, Kering e Pernod Ricard.
Azienda / Azione
Capitalizzazione (in milioni di $)
Settore / Core Business
Lvmh Moët Hennessy Louis Vuitton EPA: MC
$ 379.574
Abbigliamento e accessori
L’Oréal EPA: OR
$ 230.424
Cosmetici e profumi
Christian Dior EPA: CDI
$ 132.601
Abbigliamento e accessori
Hermès International EPA: RMS
$ 131.371
Borse & Bagagli
Sanofi EPA: SAN
$ 131.116
Farmaceutici
Total EPA: FP
$ 116.489
Petrolio e Gas
Kering EPA: KER
$ 100.019
Abbigliamento e accessori Retailers
Airbus EPA: AIR
$ 94.444
Produttore Aerei
Schneider Electric EPA: SU
$ 88.700
Componenti elettronici
Bnp Paribas EPA: BNP
$ 80.217
Banche
Air Liquide EPA: AI
$ 79.540
Prodotti Chimici
Essilorluxottica EPA: EL
$ 72.890
Occhiali
Axa EPA: CS
$ 67.517
Assicurativo
Safran EPA: SAF
$ 63.773
Parti di Aerei
Vinci EPA: DG
$ 62.128
Costruzioni e ingegneria
Dassault Systèmes EPA: DSY
$ 60.672
Software
Pernod Ricard EPA: RI
$ 53.559
Distillati e vini
Danone EPA: BN
$ 45.829
Food
Electricité De France EPA: EDF
$ 45.183
Energetici
Crédit Agricole EPA: ACA
$ 45.146
Banche
Sartorius Stedim Biotech EPA: DIM
$ 42.359
Medicina/Salute
Vivendi EPA: VIV
$ 37.853
Media
Engie EPA: ENGI
$ 35.963
Energetici
Stmicroelectronics EPA: STM
$ 33.746
Semiconduttori
Saint-Gobain EPA: SGO
$ 33.474
Attrezzi per le costruzioni
Orange EPA: ORA
$ 33.111
Telecomunicazioni
Capgemini EPA: CAP
$ 30.869
Tech
Worldline EPA: WLN
$ 27.449
FinTech
Legrand EPA: LR
$ 25.986
Componenti elettronici
Michelin EPA: ML
$ 25.820
Pneumatici
Société Générale EPA: GLE
$ 24.165
Banche
Teleperformance EPA: TEP
$ 22.687
Servizi commerciali
Thales EPA: HO
$ 21.693
Satelliti e Aerospazio
Alstom EPA: ALO
$ 20.290
Macchinari/Veicoli pesanti
Eurofins Scientific EPA: ERF
$ 18.931
Laboratori
Veolia Environnement EPA: VIE
$ 18.038
Acqua
Amundi EPA: AMUN
$ 17.997
Servizi di investimento
Bouygues EPA: EN
$ 16.326
Costruzioni e ingegneria
Publicis Groupe EPA: PUB
$ 15.922
Advertising & Marketing
Carrefour EPA: CA
$ 15.657
Supermercati
Natixis EPA: KN
$ 15.426
Servizi di investimento
Suez EPA: SEV
$ 15.270
Gestione e riciclo
Bolloré EPA: BOL
$ 14.808
Media
Sodexo EPA: SW
$ 14.588
Ristoranti e Bar
Biomérieux EPA: BIM
$ 14.058
Sistemi diagnostici
Edenred EPA: EDEN
$ 13.947
Servizi commerciali
Bureau Veritas EPA: BVI
$ 13.445
Servizi commerciali
Aéroports De Paris EPA: ADP
$ 12.700
Aeroporti
Cnp Assurances EPA: CNP
$ 12.021
Assicurativo
Renault EPA: RNO
$ 10.961
Costruttore veicoli
Le 50 aziende con capitalizzazione maggiore in Francia
L’ordine è in base alla capitalizzazione di mercato, tradotta in dollari, quindi variabile per natura. Riguardando questa lista tra qualche mese ci potrebbe essere qualche cambio, soprattutto negli ultimi posti, dove Renault, o CNP Assurances, potrebbero essere scalzate da qualche società che nel mentre potrebbe crescere. Questa è la fotografia con i valori di capitalizzazione al 3 maggio del 2021.
Che ci sia una crisi economica mondiale o che sia un momento d’oro per l’economia, una cosa certamente non cambierà mai: dovremo vestirci. Quindi, a meno che il naturismo non prenda piede improvvisamente (dubitiamo), allora le aziende che producono e vendono capi d’abbigliamento avranno comunque del futuro.
Certo, ci sono casi e casi, con alcuni brand che rappresentano mode pronte a terminare, ma ci sono anche brand che vivono da secoli senza alcun particolare problema.
Ovviamente la compravendita di abbigliamento è sempre esistita, ma come la conosciamo adesso ha avuto origine da un’intuizione di Charles Frederick Worth, che ha avuto l’idea di cucire il proprio brand sui suoi abiti. Da allora i brand hanno avuto sempre più spazio e, benché il modo di venderli sia cambiato nel tempo, i capi d’abbigliamento hanno sempre rappresentato una base solida dell’economia mondiale.
Appare quindi chiaro che qualsiasi portafoglio ben bilanciato debba avere al proprio interno qualche azione di questo settore.
Le aziende della Moda in Borsa
Con queste idee ben chiare in mente, andiamo quindi a tracciare una lista, più completa possibile, delle aziende del settore Moda.
Azione
Settore
Sede
Adidas ETR: ADS
Sport
Germania
Aeffe BIT: AEF
Lusso
Italia
Asics TYO: 7936
Sport
Giappone
BasicNet BIT: BAN
Calzature
Italia
Brunello Cucinelli BIT: BC
Lusso
Italia
Burberry LON: BRBY
Lusso
Regno Unito
Capri Holdings NYSE: CPRI
Lusso
USA
Canada Goose TSE: GOOS
Invernale
Canada
Carter’s NYSE: CRI
Bimbo
USA
Christian Dior EPA: CDI
Lusso
Francia
Columbia Sportswear NASDAQ: COLM
Sport
USA
CSP International Fashion BIT: CSP
Intimo
Italia
EssilorLuxottica EPA: EL
Occhiali
Francia
Foot Locker NYSE: FL
Sport
USA
GAP NYSE: GPS
Casual / Urban
USA
Geox BIT: GEO
Calzature
Italia
H&M STO: HM-B
Casual / Urban
Svezia
Hermès EPA: RMS
Lusso
Francia
Hugo Boss ETR: BOSS
Casual
Germania
Inditex BME: ITX
Casual / Urban
Spagna
Kering EPA: KER
Lusso
Francia
JD Sports Fashion LON: JD
Sport
Regno Unito
Levi Strauss NYSE: LEVI
Casual
USA
Lululemon Athletica NASDAQ: LULU
Sport
USA
LVMH EPA: MC
Lusso
Francia
Moncler BIT: MONC
Casual
Italia
Monnalisa BIT: MNL
Bimbo
Italia
Next LON: NXT
Casual
Regno Unito
Nike NYSE: NKE
Sport
USA
OVS BIT: OVS
Casual
Italia
Prada HKG: 1913
Lusso
Italia
Puma ETR: PUM
Sport
Germania
PVH NYSE: PVH
Casual
USA
Ralph Lauren NYSE: RL
Casual
USA
Safilo Group BIT: SFL
Occhiali
Italia
Salvatore Ferragamo BIT: SFER
Lusso
Italia
Skechers NYSE: SKX
Sport
USA
Stitch Fix NASDAQ: SFIX
Casual / Urban
USA
Tapestry NYSE: TPR
Lusso
USA
The Children’s Place NASDAQ: PLCE
Bimbo
USA
TJX Companies NYSE: TJX
Urban
USA
Tod’s BIT: TOD
Calzature
Italia
Under Armour NYSE: UAA
Sport
USA
VF Corporation NYSE: VFC
Casual / Urban
USA
Vince Holding NYSE: VNCE
Lusso
USA
Aziende della Moda quotate in borsa
Vendita dell’abbigliamento
Come praticamente qualsiasi altra industria, in questo momento anche l’abbigliamento è alle prese con una rivoluzione tecnologica senza precedenti. Non si tratta solo di digital, poiché la trasformazione dei canali di vendita sta portando alla conseguente chiusura degli store fisici.
Negli ultimi anni abbiamo assistito alla nascita di vari portali E-Commerce in grado di trasformare le vendite e adattarsi perfettamente alle richieste dell’utenza. Siti Web che hanno stravolto il modo in cui i consumatori guardano ai brand; qualche esempio? ASOS, Zalando e YNAP.
Finito di parlare del settore auto, con UBS che ha promosso be 3 titoli in occidente, la stessa banca svizzera ci segnala altre 27 azioni che durante il 2021 vedranno rendimenti pazzeschi grazie all’aumento degli utili che registreranno.
La banca d’affari si aspetta che gli utili delle aziende del vecchio continente, quest’anno, salgano mediamente del 35% e, a guidare la ripresa, ci saranno auto, banche e materie prime. Dall’altro lato della medaglia invece i titoli difensivi, che hanno ben reagito nel 2020 e che, nei prossimi mesi, potrebbero pagare lo scotto.
A ben guardare la lista delle aziende promosse appare chiaro il perché UBS si aspetti che gli utili dei titoli salgano: sono tutte aziende che hanno avuto particolari grattacapi a causa del Covid.
Le azioni che vedranno volare gli utili
Eccole quindi le 27 aziende segnalate da UBS:
Azione
Settore
Nazione
ABB SWX: ABBN
Robotica
Svizzera
Autoliv NYSE: ALV STO: ALIV-SDB
Sicurezza Auto
Svezia
Auto Trader LON: AUTO
Annunci Auto
Regno Unito
Barratt LON: BDEV
Immobiliare
Regno Unito
Continental ETR: CON
Pneumatici
Germania
Infineon ETR: IFX
Semiconduttori
Germania
JD Sports LON: JD
Moda
Regno Unito
Knorr-Bremse ETR: KBX
Freni industriali
Germania
Linde ETR: LIN
Chimica
Regno Unito
Lundin Mining TSE: LUN
Minerali
Canada
LVMH EPA: MC
Moda
Francia
Nomad Foods NYSE: NOMD
Food
Regno Unito
Oerlikon SWX: OERL
Industriale
Svizzera
Orsted CPH: ORSTED
Energia
Danimarca
Plastic Omnium EPA: POM
Materie prime
Francia
Remy EPA: RCO
Bevande
Francia
Richemont SWX: CFR
Lusso
Svizzera
Sainsburys LON: SBRY
Supermercati
Regno Unito
Sika SWX: SIKA
Chimica
Svizzera
Sonova SWX: SOON
Audio
Svizzera
Stroeer ETR: SAX
Pubblicità
Germania
Saint-Gobain EPA: SGO
Industriale
Francia
Tecan SWX: TECN
Biofarmaceutica
Svizzera
Teleperformance EPA: TEP
Tech
Francia
Vodafone LON: VOD
ISP
Regno Unito
Wacker Chemie ETR: WCH
Chimica
Germania
WPP LON: WPP
Pubblicità
Regno Unito
Quella su cui si prevede un utile più grande è Plastic Omnium, la quale, secondo la banca svizzera, dovrebbe registrare un aumento degli utili del 524%; seguita da Continental (494%) e Lundin (490%).
Sono molti i fattori analizzati, non solo quindi Corona Virus ma anche M&A, fattori geopolitici, dividendi, capex e forza del pricing.
Il mercato dell’alcol è in generale poco considerato quando si parla di investimenti, eppure le società che vendono birra, vino o liquori fanno utili quanto quelle che vendono auto o energia.
Fanno parte di quelle categorie “particolari” chiamate sin stocks, cioè aziende legate al vizio, insieme a marijuana, tabacco, gioco d’azzardo e armi.
Perché si dovrebbe investire in titoli alcolici?
La quasi totalità di aziende quotate in questo settore hanno dei brand molto forti, tali da poter determinare i prezzi del mercato stesso. Si poggiano su reti di distribuzione globale e capillari e hanno dei ritorni molto alti, tali da garantire ogni anno dei dividendi di tutto rispetto.
Investire in azioni di birra
L’industria della birra è interessante per un investitore a lungo termine. I produttori di birra riescono a performare bene in modo costante, assicurando un dividendo costante agli azionisti.
Le mode cambiano e in alcuni momenti si scelgono birre artigianali piuttosto che birre di fama mondiale e più commerciali, ma ciò non cambia che il consumo di birra, nel mondo, è molto alto e quando un brand medio/piccolo di birra artigianale arriva a essere interessante spesso viene inglobato da qualche grande gruppo.
Investire in azioni di altri alcolici come il whisky
Le azioni legate ai liquori, siano essi whisky, rum, tequila o altri alcolici (Vodka, per esempio) sono degli ottimi investimenti perché hanno introiti e dividendi costanti.
Investire in azioni di vino
Le azioni legate ai vini hanno sovraperformato, rispetto allo S&P 500, del 1.000% negli ultimi 20 anni, ciò grazie alla riscoperta dei vini buoni. Ora la crescita non può essere più quella appena registrata, ma ciò non cambia che alcune aziende si trovano in una posizione di vantaggio e possono gestire il loro core business senza particolari problemi.
Lista delle Azioni degli alcolici
Ecco quindi una lista, cercando di essere più esaustivi possibile, di azioni di questo mercato.
Azione
Settore
Nazione
AmBev BVMF: ABEV3
Birre
Brasile
Andrew Peller TSE: ADW.B
Vini
Canada
Anheuser-Busch InBev EBR: ABI
Birre
Belgio
Asahi Breweries TYO: 2502
Birre
Giappone
Boston Beer Company NYSE: SAM
Birre
USA
Britvic LON: BVIC
Alcolici
Regno Unito
Brown-Forman Corporation NYSE: BF.B
Liquori e Vini
USA
Carlsberg A/S CPH: CARL-B
Birre
Danimarca
Constellation Brands NYSE: STZ
Alcolici
USA
Corby Spirit and Wine TSE: CSW.A
Liquori e Vini
Canada
C&C Group Plc LON: CCR
Alcolici
Irlanda
Davide Campari-Milano BIT: CPR
Liquori
Italia
Diageo LON: DGE
Birra, Vino, Whisky
Regno Unito
Heineken AMS: HEIA
Birre
Olanda
Italian Wine Brands BIT: IWB
Vini
Italia
Kweichow Moutai SHA: 600519
Liquori
Cina
LVMH EPA: MC
Vini
Francia
Molson Coors Beverage NYSE: TAP
Alcolici
USA
Naked Wines LON: WINE
Vini
Regno Unito
Pernod Ricard EPA: RI
Vini
Francia
Rémy Cointreau EPA: RCO
Liquori
Francia
Tsingtao Brewery SHA: 600600
Birre
Cina
Willamette Valley Vineyards NASDAQ: WVVI
Vini
USA
Lista di azioni appartenenti a produttori di alcolici
Le 10 migliori azioni di alcolici in cui investire nel 2021
Ecco una lista selezionata di azioni di bevande alcoliche che potrebbero essere molto interessanti:
Boston Beer (NYSE: SAM)
Fondata nel 1984 a Boston, in Massachusetts da James Koch, è specializzata in birra artigianale, sidro e seltz. Le sue principali marche di bevande alcoliche sono Samuel Adams, Twisted Tea, Angry Orchard e Truly Hard Seltzer.
Craft Brew Alliance (NASDAQ: BREW)
Craft Brew Alliance è una società di birra con sede a Portland che produce birra e sidro. I suoi marchi includono Kona, Redhook, Cisco, pH Experiment, Widmer Brothers, Wynwood Brewing, Omission, Square Mile Cider e Appalachian Mountain Brewery.
Questa azienda è nell’orbita di Anheuser-Busch InBev che l’ha appena prelevata. E tutti questi marchi di bevande alcoliche si fonderanno con il Brewers Collective, la divisione artigianale di Anheuser, i cui marchi includono Goose Island, Elysian e Wicked Weed.
Willamette Valley Vineyard (NASDAQ: WVVI)
La Willamette Valley Vineyards di Jim Bernau in Oregon coltiva e produce vini da uve Pinot nero, Chardonnay clone Dijon, Pinot grigio e Riesling.
Bernau e la sua azienda sono stati pionieri nella vinificazione dell’Oregon. In particolare, la cantina è la prima azienda finanziata dal crowdfunding negli Stati Uniti.
Constellation Brands (NYSE: STZ)
Constellation Brands è un produttore di birra, vino e liquori con sede a New York.
Questa azienda di birra ha più di 100 marchi nel suo portafoglio, tra cui marchi di vino come Robert Mondavi, Opus One, Wild Horse Winery, Ravenswood Winery e Clos du Bois.
Constellation Brands, Inc possiede anche marchi di birra come Corona, Modelo Especial e Pacífico, e altri marchi popolari nell’industria delle bevande alcoliche, tra cui Svedka Vodka, Casa Noble Tequila e High West Whiskey. Ha anche una partecipazione del 38,6% nella società di cannabis Canopy Growth.
Anheuser-Busch InBev (EBR: ABI)
Anheuser-Busch InBev (AB InBev), è una società di birra e soft-drink con sede a Leuven, in Belgio. Possiede oltre 400 marchi di birra e altri, tra cui Budweiser, Stella Artois, Hoegaarden e Leffe.
Il business delle bevande analcoliche dell’azienda consiste nella propria produzione, negli accordi con PepsiCo e nelle operazioni dell’entità fusa Ambev SA (ABEV). Pepsi, Gatorade e 7UP sono i marchi distribuiti in base a questi accordi.
Diageo (LON: DGE)
Diageo, con sede a Londra, è il secondo più grande distillatore del mondo e il più grande distributore di liquori. L’azienda opera in oltre 180 paesi con produzione in più di 140 siti a livello globale.
I marchi importanti di Diageo includono Johnnie Walker, Crown Royal, J&B, Smirnoff, Baileys, Ketel One e Captain Morgan.
L’ampio portafoglio Diageo, di birra e liquori, si rivolge sia ai mercati emergenti che a quelli in via di sviluppo.
Brown-Forman (NYSE: BF.B)
Brown-Forman è un’azienda di alcolici e vino con una presenza in più di 170 paesi. Ha un ampio portafoglio di prodotti focalizzato su whisky, vodka e tequila.
I suoi marchi famosi includono Jack Daniels (marchio di punta), Herradura, Woodford Reserve, El Jimador e Finlandia.
Molson Coors Beverage (NYSE: TAP)
Molson Coors Beverage Company, con sede a Chicago, è stata formata nel 2005 dalla fusione di Molson of Canada (fondata nel 1786), e Coors of the US (fondata nel 1873).
È il secondo produttore di birra per volume di vendite di bevande alcoliche negli Stati Uniti, e il quinto al mondo.
Molson Coors possiede diversi marchi, tra cui Coors Light, Molson Canadian, Coors Banquet, Carling, Hop Valley, Blue Moon e Crispin Cider.
Corby Spirit and Wine (TSE: CSW.A)
Corby Spirit and Wine è una società di bevande alcoliche fondata nel 1859 in Ontario, Canada. È posseduta al 46% da Pernod Ricard.
Il portafoglio di Corby include JP Wiser’s Whisky, Polar Ice vodka, Lamb’s rum e liquori Guinness. L’azienda rappresenta anche marchi come ABSOLUT vodka, Chivas Regal, Jameson Irish Whiskey, Glenlivet distilleria e Ballantine’s Scotch whisky, Malibu rum, Kahlúa liquore, Jacob’s Creek, Stoneleigh, Campo Viejo, e Wyndham Estate vini.
Heineken (AMS: HEIA)
Chiudiamo questa lista con l’azienda di birre più famosa in Europa: l’olandese Heineken, fondata nel 1864 da Gerard Adriaan Heineken. Con una presenza in 70 paesi differenti, si tratta del principale player europeo e il secondo nel mondo.
Numeri che già da soli basterebbero per tenere ben in considerazione questa azienda. Nel portafoglio, tra i brand più conosciuti: Adelscott, Amstel, Cervisia, Dreher, Ichnusa, Moretti e Von Wunster.
Gli alcolici in tempo di Covid
Secondo i dati della società di ricerche di mercato Nielsen, la pandemia di COVID-19 ha causato un picco a breve termine nelle vendite di birra e di alcolici. Questo è dovuto alla corsa ai supermercati scatenatasi con l’arrivo della pandemia e dei lockdown.
Tuttavia, la perdita diffusa di posti di lavoro, la diminuzione dei viaggi e la chiusura di bar e ristoranti sono destinati ad avere un impatto negativo a lungo termine sulle vendite di alcolici. Inoltre c’è da aggiungere che i lockdown hanno costretto i pub e le discoteche a chiudere i battenti per un lungo periodo, con evidente impatto sui consumi di alcolici.
Perché non investire sulle azioni degli alcolici
Ovviamente non sono tutte rose e fiori e i rischi sono presenti.
Ecco i un paio di motivi principali per cui non dovreste puntare solo sugli stock di alcolici:
Alcune aziende di alcolici non performano bene durante una recessione
Nonostante siano ritenute resistenti alla recessione, alcune aziende di alcolici hanno sottoperformato durante le flessioni.
Per esempio, Diageo e Constellation Brands hanno performato relativamente male durante la crisi finanziaria del 2008.
Durante questo periodo, le azioni del vino e di altre bevande sono scese a valutazioni minime pluriennali. I distillatori e le aziende vinicole hanno visto il più grande calo dei rapporti P/E, seguiti dalle bevande analcoliche e dai produttori di birra.
Volatilità anche durante climi economici sani
Quando i mercati sono volatili durante le normali condizioni economiche, i prezzi delle azioni degli alcolici fluttuano parecchio. Nel 2015, il titolo dei liquori Diageo si è deprezzato dell’11,63%, mentre il prezzo delle azioni Constellation Brands si è apprezzato del 54,93%.
Gli orologi sono uno dei pochi gioielli “ammessi” sull’uomo, un accessorio che non è mai passato di moda (nonostante oggi potremmo tranquillamente farne a meno), ma che sta subendo la concorrenza della tecnologia, la quale presenta, sempre più spesso, oggetti wearable interattivi, il caso principe è certamente l’Apple Watch, ma non si tratta certo dell’unico rischio per il mercato degli orologi.
Eppure c’è un target che non potrà essere mai sostituito da nessun aggeggio tecnologico ed è quello del lusso. Infatti chi sostituirebbe un Rolex con un Apple Watch? Se nella vita di tutti i giorni può anche succedere, in determinate occasioni o con un determinato stile l’orologio rimane un must.
Sono centinaia le marche che producono orologi, ma spesso fanno riferimento a grossi gruppi del lusso, basta guardare, per esempio, TAG Heuer, di proprietà di LVMH, oppure Tissot e Omega, di proprietà di The Swatch Group.
Eccoli quindi i marchi e quindi i gruppi quotati in borsa:
Bulgari, Dior Watches, Hublot, TAG Heuer, Tiffany, Zenith
Morellato (azienda privata)
Bluespirit, Chronostar, Philip Watch, Sector
Pandora (CPH: PNDORA)
Pandora
Patek Philippe (azienda privata)
Patek Philippe
Rolex (azienda privata)
Rolex
Seiko (TYO: 8050)
Pulsar, Seiko
The Swatch Group (SWX: UHR)
Blancpain, Breguet, Certina, Hamilton Watch, Longines, Omega, Swatch, Tissot
Gruppi e marchi di orologi, con relative azioni
Come possiamo vedere ci sono tante aziende che possiedono marchi e che hanno deciso di non quotarsi in borsa, mantenendo un’azienda privata. Questo è un peccato soprattutto se si considera che tra queste c’è la Rolex, la casa per eccellenza degli orologi.
Le case svizzere di orologi
E sempre in termini di casa di eccellenza, non possiamo non nominare Swatch Group, anch’essa, come Rolex, di madre svizzera e benché, nell’immaginario comune, venga bistrattata con l’omonimo marchio, proprietaria comunque di brand come Longines, Omega e Tissot.
Terza e ultima azienda svizzera è il gruppo Richemont, che ai brand iconici MontBlanc e Cartier affianca Baume & Mercier, IWC, Jaeger-LeCoultre e l’omonimo Richemont.
Gli orologi francesi
Il marchio del lusso per eccellenza però è LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton, che nella propria scuderia, oltre a una serie di brand eterogenei nel mondo lux, può annoverare marchi come Bulgari, Hublot, TAG Heuer e Zenith.
Non è da meno l’altro gruppo francese, Kering, che possiede brand meno nomi al grande pubblico ma non meno importanti: Boucheron, Girard-Perregaux, Gucci, Ulysse Nardin.
Non solo Francia e Svizzera
Se al lusso risponde la Francia e agli orologi risponde la Svizzera, però anche gli americani con Guess e Fossil, orfani di Tiffany passata sotto mani francesi, possono ben difendersi.
Un peccato in Italia è il fatto che il gruppo Morellato sia un’azienda privata, poiché con Sector e Chronostar sarebbe stato un piacere averla in borsa.
Una crisi economica o una semplice recessione ha impatti differenti sulle aziende in base al core business delle stesse. Infatti, in periodi di crisi, ci sono aziende che subiscono il crollo economico, mentre altre aziende, per la loro natura, non ne risentono. Di base questo è il concetto di ciclicità delle azioni.
Proprio la crisi dovuta alla pandemia del corona virus ci sta facendo ben vedere quali siano le aziende più vulnerabili.
Cos’è un titolo ciclico?
Un titolo ciclico (un’azione o qualsiasi tipo di strumento) è un’entità che segue il ciclo economico, quindi tende a essere rialzista in fasi di espansione economica e tende a essere ribassista in fasi di recessioni.
Il trend rialzista o ribassista ovviamente non è dato dalle performance finanziarie fini a sé stesse ma per il fatto che il business della società, in periodi di crisi economica, subisce l’andamento generale. Allo stesso tempo, in fase di espansione queste aziende avranno molti più clienti.
Esempi di industrie e settori ciclici
Di base la maggior parte delle industrie comunemente conosciute sono cicliche, quindi fare una lista esaustiva è praticamente impossibile. Giusto come esempio, però, possiamo elencarne qualcuna che subisce a pieno la ciclicità dell’economia:
Compagnie aeree: in tempi difficili i viaggi non strettamente necessari sono la prima cosa che aziende e individui tendono a tagliare. Quando l’economia prospera, invece, si tende a viaggiare di più, soprattutto per piacere
Hotel e Turismo: un settore che è speculare rispetto alle compagnie aeree, con i clienti che non viaggiano c’è meno bisogno di hotel
Ristoranti: non lo inseriamo nel capitolo turismo poiché la maggior parte di essi si rivolgono a clienti di prossimità, quindi non turisti. In una fase di crisi economica, così come per i beni discrezionali, i clienti tendono a mangiare più spesso a casa e meno al ristorante
Beni discrezionali: è vero che il lusso top non conosce crisi, ma è altrettanto vero che esistono un’infinità di brand che non si rivolgono solo a top spender
Automobili: non c’è nulla di meglio dell’incertezza per bloccare le grandi spese; in fasi complesse le persone tendono ad accumulare denaro piuttosto che spenderlo (facendo aggravare la crisi), le automobili sono tra le prime vittime: perché cambiarla se la vecchia ancora può fare un anno?
Tecnologia: gran parte dei titoli tecnologici, soprattutto quelli legati all’hardware sono ciclici. Se escludiamo i portali Web, che viene usata a prescindere dalle fasi economiche, la maggior parte dei titoli tecnologici sono ciclici. Si può rimandare il rinnovo del parco PC per un’azienda? Si può aspettare per acquistare l’ultimo iPhone o un nuovo iPad?
Banche: in crisi i tassi di interesse tendono a crollare, facendo diminuire i margini di interesse per gli istituti bancari, inoltre meno persone si impegnano finanziariamente in mutui e prestiti e, se ciò non bastasse, l’aumento di fallimenti e di difficoltà porterà tanti crediti in sofferenza.
Industriali: abbiamo già detto che in tempi difficili le persone contraggono le spese e ciò è un disastro per le aziende dell’industria pesante e delle materie prime, che vedono contrarre la domanda di produzione.
Esempio di industrie e settori non ciclici
I titoli difensivi appartengono invece a società che non subiscono i cambiamenti di tendenza nell’economia. Si tratta di aziende che navigano senza particolari variazioni sia in momenti di recessione che in momenti di espansione.
Un classico esempio sono i produttori e i rivenditori di prodotti non discrezionali: i supermercati, i produttori alimentari, la salute; cioè tutte quelle aziende di cui c’è bisogno sia quando si è in recessione che quando si è in espansione.
Un ulteriore esempio sono le utilities, poiché, qualsiasi sia la situazione economica, le persone hanno necessità di elettricità e di spostamenti. Questo paragrafo è generale e ovviamente non riferito alla crisi dovuta da Covid, la quale è leggermente differente rispetto a una crisi per un ciclo economico classico.
Esempi di azioni cicliche e difensive
Giusto per dare un’idea concreta, citiamo solo alcune aziende che possono rientrare nella categoria di ciclicità o difensivi.
Azioni cicliche
Intesa Sanpaolo
Apple
Stellantis
Lufthansa
Intel
Netflix
Azioni difensive
Enel
ENI
Carrefour
Amazon
Coca Cola
Nestlé
Ovviamente, come abbiamo avuto modo di dire più volte, la ciclicità o meno dipendono dalla natura della crisi economica, come abbiamo per esempio visto la crisi da Covid ha un po’ sovvertito queste idee, con Netflix che anziché essere ciclico è diventato un titolo difensivo, poiché il lockdown ha spinto maggiori abbonamenti.
Nessuna di queste aziende elencate, ma in generale nessuna impresa, è totalmente ciclica o totalmente difensiva, anche perché serve comunque capacità di adattamento alla nuova situazione e alle circostanze.
Comunque, in linea generale, giusto per farsi l’idea, questi sono titoli che tendenzialmente sono ciclici o difensivi.
Quando acquistare titoli ciclici?
Avessimo una sfera di cristallo la risposta sarebbe semplice: i titoli ciclici vanno acquistati alla fine della crisi, quando il mercato sta ripartendo, e vanno vendute quando una crisi sta iniziando.
Come al solito, un investitore non è uno stratega ma semplicemente un soggetto che cerca di portare vantaggio verso il portafoglio. Per farlo la strada migliore è quella di mixare questi titoli, così che al calo di un’azione corrisponda l’aumento di un’altra.
Lista completa di azioni cicliche
Dopo aver visto un breve esempio delle azioni cicliche, proviamo a fare una lista completa, così come segnalata dalla comunità finanziaria. Questa lista corrisponde alle 50 azioni cicliche più grandi in termini di capitalizzazione sui mercati americani ed europei (compresa Svizzera e UK).
Quando si tratta di fare shopping, ci sono cose di cui si ha bisogno, e ci sono cose che sono più belle da avere. Il settore discrezionale copre quella seconda categoria, i beni e i servizi per i quali si spende denaro quando si ha a disposizione un po’ di denaro extra.
A differenza delle aziende di beni di prima necessità, che fanno il minimo indispensabile, le azioni legate ai beni di consumo discrezionale tendono ad andare bene quando l’economia è forte e le persone hanno più soldi, e male quando i tempi sono difficili e non si riesce a sbarcare il lunario, come durante la pandemia del coronavirus.
Cosa sono le azioni legate ai beni di consumo discrezionali?
Le azioni del settore discrezionale coprono diversi sottosegmenti, ma l’unica cosa che hanno in comune è che tutte coinvolgono aziende che contano sul fatto che i consumatori spendono soldi che non hanno bisogno di spendere.
Essi includono i seguenti tipi di business:
Produttori di auto, camion e motocicli
Costruttori di pneumatici e produttori di ricambi e attrezzature per auto
Costruttori di case (Real Estate)
Produttori di mobili, elettrodomestici, casalinghi e altri arredi per la casa
Produttori di elettronica di consumo
Aziende di abbigliamento e di beni di lusso
Operatori di hotel, resort e casinò
Aziende di ristorazione
Operatori crocieristici
Il fatto che i titoli discrezionali dei consumatori tendono a crescere e a diminuire con l’economia generale li rende ciclici. Ci sono diverse aziende discrezionali di consumo che si distinguono per essere tra le migliori del settore.
E tra le migliori dei vari settori discrezionali spesso spunta un marchio di vero lusso. Sì, perché il mercato luxury, a differenza dell’intero mercato di beni discrezionali, è meno ciclico e può puntare su margini decisamente alti, così da contrastare qualsiasi crisi.
La crisi che non arriva per il lusso
Secondo un sondaggio del Credit Suisse, i milionari globali (in termini di dollari USA) sono ormai 47 milioni, hanno capacità pari al 44% della ricchezza mondiale ma rappresentano meno dello 0,1% della popolazione mondiale. Si può decifrare questa distribuzione disomogenea delle ricchezze, ma se ne può anche trarre profitto. Secondo Bain & Co., le vendite di beni di lusso hanno raggiunto i 300 miliardi di dollari nel 2019, trainate in gran parte dalla crescita annuale del 18% al 20% nella Cina continentale. Nonostante un rallentamento del tasso di crescita economica, la Cina ha superato gli Stati Uniti come il paese con il maggior numero di persone ricche.
Le aziende di lusso beneficiano del potere di nomi di marchi individuali che puzzano di stile e qualità ma anche di longevità. Gli investitori parlano spesso di “fossati“, o di protezione contro la concorrenza spietata che porta a clienti rubati e prezzi più bassi. I brevetti forniscono dei fossati, ma i marchi potenti sono altrettanto buoni (spesso migliori, in effetti, perché persistono). Nessuno tranne Hermès può realizzare una borsa Hermès, così come Rolex è rinomata per i suoi orologi eleganti. Certo, possono essere copiati illegalmente, ma altre persone ricche (il pubblico che gli acquirenti al dettaglio vogliono impressionare di più) conoscono la realtà.
La più grande delle aziende di lusso è una meraviglia: LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton, che, come Hermès e il colosso della moda privata Chanel, ha sede a Parigi. Un conglomerato cucito insieme dal suadente Bernard Arnault, che ha appena superato Bill Gates come seconda persona più ricca del mondo, LVMH ha una capitalizzazione di mercato (azioni in circolazione volte il prezzo delle azioni) di 220 miliardi di dollari, quasi il triplo di quella di Hermès.
LVMH ha raggiunto un accordo a novembre per l’acquisto di una delle poche aziende di beni di lusso che non hanno sede in Europa: Tiffany (TIF), la gioielliera di 183 anni. Con l’acquisizione (16 miliardi di dollari in contanti), Tiffany entrerà (il condizionale è d’obbligo perché non è detto che l’operazione vada a buon fine) a far parte di un portafoglio di 75 aziende di LVMH che, oltre al designer di pelle Vuitton, al produttore di champagne Moët & Chandon e al re del cognac Hennessy, comprende i gioiellieri Bulgari e Chaumet, le case di moda Christian Dior, Fendi, Givenchy e Loro Piana e ancora, la catena di hotel di lusso Belmond, il quotidiano economico Les Echos e il famoso e frizzante Dom Pérignon.
Quando LVMH punta alle acquisizioni, come convince gli azionisti (molti dei quali sono soci fondatori) a vendere? In primo luogo offre liquidità, permettendo ai pronipoti di incassare, oltre alle economie di scala e al know-how gestionale. Ad esempio, gli analisti affermano che Bulgari ha più che raddoppiato le vendite da quando è stata acquisita dal conglomerato nel 2011.
Anche le versioni più piccole di LVMH sono fiorenti. Kering, anch’essa con sede a Parigi, possiede marchi di alta moda come Gucci, Bottega Veneta, Yves Saint Laurent, Alexander McQueen e Brioni (i cui completi sono favoriti dal Presidente Trump, vedremo cosa ne penserà Joe Biden). Nei nove mesi chiusi al 30 settembre i ricavi di Kering sono aumentati del 17%. Il titolo è scambiato a un P/E di poco meno di 20 (inferiore a quello di LVMH) e rende il 2% (quasi il doppio del rendimento di LVMH).
La Compagnie Financière Richemont, con sede a Bellevue, in Svizzera, offre un buon valore, scambiando ben al di sotto del suo massimo del 2014. Richemont punta su gioielli e orologi, con marchi come Cartier, Van Cleef & Arpels, Piaget, dunhill e Chloé.
Più lusso di quanto si pensi
Non fatevi ingannare dal nome della Swatch Group. Si tratta di un altro collezionista svizzero di marchi di lusso, tra cui Harry Winston, Omega e Jacquet-Droz, un orologiaio svizzero di 261 anni, i cui segnatempo vanno ben oltre le decine di migliaia di dollari.
Un altro titolo più piccolo e multimarca è la Capri Holdings di Londra, con un market cap di quasi 6 miliardi di dollari. Ha tre partecipazioni, tutte con nomi forti: Jimmy Choo, Michael Kors e Versace.
Si vuole un’azienda americana? Tapestry ha sede nel quartiere trendy di Hudson Yards a New York. I suoi marchi (Kate Spade, Coach e Stuart Weitzman) sono di alta qualità, ma un po’ al di sotto del lusso.
Non c’è bisogno di un fondo comune di investimento di lusso
Per entrare in questo mercato non serve un fondo per differenziare, basta acquistare LVMH, Kering o Richemont (o tutti e tre) e prendere in considerazione anche le singole società e le azioni multisocietà più piccole.
Se l’economia globale rallenta, queste aziende potrebbero soffrire e i loro prezzi delle azioni potrebbero scendere. In questo caso, comprate di più. Sviluppare un nuovo marchio di lusso è un’impresa costosa e che richiede tempo. Ma si può diventare partner di quelle già affermate.
Il lusso non è solo da indossare
Un errore che tipicamente si fa è quello di pensare che il lusso consiste solo nei brand di fama mondiale che sviluppano prodotti da indossare (borse, gioielli, vestiti), in realtà il lusso è applicabile in ogni categoria merceologica e ha mille sfaccettature.
Un esempio? Vi dice nulla Ferrari o BMW? E un produttore di Yacht come Ferretti?
Il lusso italiano
Quando si parla di lusso, oltre alla Francia, non si può certo ignorare il made in Italy, marchio da sempre riconoscibile in tutto il mondo come sinonimo di garanzia e di qualità, oltre che di stile.
Abbiamo già accennato a qualche brand (Ferrari, Ferretti), senza trascurare ovviamente altre aziende che fanno grande l’Italia nel mondo: Gucci, Salvatore Ferragamo, Valentino, ecc…
Ovviamente non tutte queste aziende sono pubbliche, alcune hanno una proprietà privata, ma vale certamente la pena provare a guardare tutte le aziende quotate per capire qual è la possibilità per entrare in questo mondo.
Lista delle aziende legate al lusso
Ecco la lista di qualche azienda legata al mondo del lusso:
Azienda
Ticker
Advantex Marketing International Inc.
CSE:ADX
Atlas Pearls
ASX:ATP
Birks Group Inc.
NYSE:BGI
BMW
ETR:BMW
Brunello Cucinelli
BIT:BC
Burberry Group plc
LSE:BRBY
Canada Goose Holdings Inc.
TSX:GOOS
CASPER SLEEP INC.
NYSE:CSPR
Charles & Colvard, Ltd.
NASDAQ:CTHR
Christian Dior
EPA:CDI
Coach, Inc. (Tapestry)
NYSE:TPR
Daimler Mercedes
ETR:DAI
DGSE Companies, Inc.
NYSE:DGSE
Elizabeth Arden (Revlon)
NYSE:REV
Estee Lauder
NYSE:EL
Ethan Allen Interiors Inc.
NYSE:ETH
FARFETCH LTD
NYSE:FTCH
Ferrari N.V.
NYSE:RACE
GreenTree Hospitality Group Ltd.
NYSE:GHG
Hermes
EPA:RMS
Hugo Boss
ETR:BOSS
Jimmy Choo (Capri Holding)
NYSE:CPRI
Kering
EPA:KER
L’Oreal SA
EPA:OR
EssilorLuxottica
EPA:EL
Luxxfolio Holdings Inc.
CSE:LUXX
LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton
EPA:MC
MARINEMAX INC
NYSE:HZO
Marriott
NYSE:MAR
Michael Hill International Limited
ASX:MHJ
Moncler SpA
BIT:MONC
Movado Group, Inc.
NYSE:MOV
Nordstrom
NYSE:JWN
Nova LifeStyle, Inc.,
NASDAQ:NVFY
Porsche Automobil Holding
ETR:PAH3
Prada Group
HKG:1913
PVH Corp.
NYSE:PVH
Ralph Lauren
NYSE:RL
REVOLVE GROUP, LLC
NYSE:RVLV
Salvatore Ferragamo SpA
BIT:SFER
Shangri-La Hotels
HKG:0069
Signet Jewelers Limited
NYSE:SIG
The RealReal, Inc.
NASDAQ:REAL
Tiffany & Co.
NYSE:TIF
Tod’s
BIT:TODS
VF Corp.
NYSE:VFC
Vince Holding Corp.
NYSE:VNCE
Walker Greenbank
LSE:WGB
Williams-Sonoma Inc.
NYSE:WSM
Lista di alcune aziende legate al lusso
Ed ecco un po’ di descrizioni delle aziende coinvolte
Advantex Marketing International Inc.
Fornisce programmi di marketing specializzati che consentono ai membri dei gruppi di affinità di guadagnare miglia frequent flyer e altri premi fedeltà attraverso gli acquisti presso i commercianti partecipanti.
Attraverso partnership con Aeroplan, Toronto-Dominion Bank, Canadian Imperial Bank of Commerce e Caesars Entertainment, Advantex ha accesso contrattuale a milioni di consumatori con un reddito personale e familiare superiore alla media.
Advantex ha anche partnership con circa 1.025 commercianti in Canada e negli Stati Uniti.
Atlas Pearls
Produce e fornisce perle del mare del sud in Australia, Indonesia e a livello internazionale. La società opera attraverso i segmenti Wholesale Loose Pearl e Jewellery.
Possiede e gestisce aziende agricole di perle bianche e d’argento. La società produce e vende anche gioielli di perle e prodotti correlati, tra cui anelli, orecchini, polsini e bracciali, fili, collane e pendenti e gemelli. Inoltre, gestisce negozi al dettaglio a Perth e Bali.
Belmond Ltd
È un portafoglio globale di esperienze di viaggio di lusso che comprende hotel, treni, crociere e safari in alcune delle destinazioni più stimolanti e arricchenti del mondo. Dal 2019 parte di LVMH.
Fondata oltre 40 anni fa con l’acquisizione dell’Hotel Cipriani di Venezia, la Compagnia possiede e gestisce 48 esperienze uniche e distintive di crociere alberghiere, ferroviarie e fluviali, tra cui una prevista per la futura apertura, in molte delle più celebri destinazioni del mondo.
Dai punti di riferimento della città ai resort più intimi, la collezione comprende Belmond Grand Hotel Europe, San Pietroburgo; Belmond Copacabana Palace, Rio de Janeiro; Belmond Maroma Resort & Spa, Riviera Maya; e Belmond El Encanto, Santa Barbara.
Belmond comprende anche safari, otto treni turistici di lusso tra cui il Venice Simplon-Orient-Express, tre crociere fluviali e ’21’, uno dei ristoranti più famosi di New York.
Birks Group Inc.
È uno dei principali operatori di gioiellerie di lusso in Canada e nel sud-est degli Stati Uniti.
La Società gestisce 26 negozi con il marchio Birks nella maggior parte dei principali mercati metropolitani del Canada, 17 negozi in Florida e Georgia con il marchio Mayors, un negozio con il marchio Rolex e due sedi retail a Calgary e Vancouver con il marchio Brinkhaus.
Birks è stata fondata nel 1879 e nel corso degli anni si è sviluppata fino a diventare il principale rivenditore e designer canadese di gioielli, orologi e articoli da regalo.
Mayors è stata fondata nel 1910 e ha mantenuto l’intimità di una boutique a conduzione familiare, diventando allo stesso tempo famosa per la sua gioielleria, i suoi orologi e il suo servizio.
BMW
Insieme alle sue consociate, si occupa dello sviluppo, della produzione e della vendita di automobili e motociclette in tutto il mondo.
L’azienda opera attraverso i segmenti Automotive, Motociclette e Servizi Finanziari. Il segmento Automotive è coinvolto nello sviluppo, nella produzione, nell’assemblaggio e nella vendita di automobili e fuoristrada con i marchi BMW, MINI e Rolls-Royce, oltre a fornire parti di ricambio e accessori. Questo segmento vende i suoi prodotti attraverso rivenditori indipendenti e autorizzati.
Il segmento Motocicli sviluppa, produce, assembla e vende motocicli con il marchio BMW Motorrad, oltre ad offrire parti di ricambio e accessori. Il segmento Servizi Finanziari si occupa di leasing di auto, flotte, attività multimarca, finanziamenti ai clienti al dettaglio e ai concessionari, attività di deposito per i clienti e attività assicurative.
Burberry Group plc
Progetta, produce, reperisce e vende prodotti con il marchio Burberry. Il design e lo sviluppo dei prodotti sono concentrati nella sede centrale di Burberry a Londra. I tessuti e gli altri materiali vengono acquistati e i prodotti finiti vengono fabbricati sia presso gli stabilimenti di proprietà dell’azienda nel Regno Unito, sia attraverso una rete di fornitori esterni, situati prevalentemente in Europa. I contenuti e i programmi creativi e di marketing sono sviluppati internamente per coinvolgere e collegare il marchio e i suoi prodotti con i consumatori.
I prodotti Burberry sono venduti a livello globale attraverso i suoi negozi e Burberry.com, nonché attraverso clienti all’ingrosso di terze parti, sia offline che online.
In alcune aree selezionate, Burberry utilizza le competenze di prodotto e di distribuzione dei partner di licenza per sviluppare il business.
Canada Goose Holdings Inc.
Fondata in un piccolo magazzino a Toronto, in Canada, 60 anni fa, Canada Goose è cresciuta fino a diventare un marchio globale di abbigliamento esterno.
Canada Goose è un designer, produttore, distributore e rivenditore di abbigliamento esterno premium per uomo, donna e bambino. Le giacche dell’azienda sono vendute in 36 paesi in tutto il mondo, tra cui due negozi al dettaglio di proprietà e quattro negozi di e-commerce.
Casper Sleep Inc.
È un’azienda globale del sonno. L’azienda ha un portafoglio completo di prodotti per il sonno progettati in modo ossessivo (compresi materassi, cuscini, biancheria da letto e mobili) progettati internamente dal pluripremiato team di ricerca e sviluppo dell’azienda presso i Casper Labs di San Francisco.
Oltre alla sua attività globale di ecommerce, Casper possiede e gestisce 60 Sleep Shops in tutto il Nord America e i suoi prodotti sono disponibili presso un numero crescente di rivenditori.
Charles & Colvard, Ltd
Con sede nell’area del Parco del Triangolo di Ricerca del North Carolina, è il creatore originale e la fonte principale delle gemme di moissanite Forever One, Forever Brilliant e Forever Classic per la gioielleria.
La moissanite è unica nel suo genere, disponibile in tre gradi di colore (incolore, quasi incolore e di colore tenue) e prodotta a partire da cristalli di carburo di silicio (SiC). La Moissanite creata da Charles & Colvard Created Moissanite è venduta con una garanzia limitata a vita a distributori all’ingrosso, produttori, rivenditori e designer come pietre sciolte o incastonate in un’ampia varietà di incastonature di qualità.
Charles & Colvard, Ltd. vende anche direttamente ai consumatori attraverso la sua filiale operativa interamente controllata, charlesandcolvard.com, LLC, e attraverso mercati di terze parti.
Coach, Inc
È una casa di design leader a New York nel settore degli accessori di lusso moderni e dei marchi di lifestyle.
Il marchio Coach è stato fondato a New York City nel 1941 e vanta una ricca tradizione nell’abbinamento di pelli e materiali eccezionali con un design innovativo.
Coach è venduto in tutto il mondo attraverso i Coach store, alcuni grandi magazzini e negozi specializzati e attraverso il sito web di Coach.
Nel 2015, Coach ha acquisito Stuart Weitzman, leader mondiale nelle calzature di design, vendute in più di 70 paesi e attraverso il suo sito web.
Davi Luxury Brand Group, Inc
Sviluppa e commercializza una linea di prodotti per la cura della pelle/cosmetici a base di uva e prodotti di lusso a base botanica per la cura della pelle a marchio Davi, Davi Skin e Davi Napa per donne e uomini.
I clienti target dell’azienda includono hotel di lusso e negozi in volo e duty-free. La società era precedentemente conosciuta come Dafoe Corp. e ha cambiato il suo nome in Davi Luxury Brand Group, Inc. nel gennaio 2011. Davi Luxury Brand Group, Inc. è stata fondata nel 2007 e ha sede a Beverly Hills, California.
DGSE Companies, Inc
Vende all’ingrosso e al dettaglio gioielli, diamanti, orologi di pregio, metalli preziosi e prodotti in metallo prezioso e monete rare attraverso le sue operazioni di Charleston Gold & Diamond Exchange e Dallas Gold & Silver Exchange.
DGSE possiede anche Fairchild International, Inc., uno dei più grandi grossisti di orologi d’epoca del paese.
La società ha sede a Dallas, Texas.
Elizabeth Arden
È un’azienda globale di prodotti di bellezza di prestigio con un ampio portafoglio di marchi di bellezza di prestigio venduti in oltre 120 Paesi.
Estee Lauder
È uno dei leader mondiali nella produzione e commercializzazione di prodotti di qualità per la cura della pelle, il trucco, i profumi e la cura dei capelli. I prodotti dell’azienda sono venduti in oltre 150 paesi e territori con marchi tra cui: Estée Lauder, Aramis, Clinique, Prescriptives, Lab Series, Origins, Tommy Hilfiger, M-A-C, Kiton, La Mer, Bobbi Brown, Donna Karan New York, DKNY, Aveda, Jo Malone London, Bumble e bumble, Michael Kors, Darphin, GoodSkin Labs, Tom Ford, Ojon, Smashbox, Ermenegildo Zegna, AERIN, Osiao, Marni, Tory Burch, RODIN olio lusso, Le Labo, Editions de Parfums Frédéric Malle e GLAMGLOW.
Farfetch ltd
È una piattaforma globale omnicanale per l’industria della moda di lusso. Le sue unità di business includono Farfetch.com, Farfetch Black & White, Store of The Future, e Browns (incluso Brownsfashion.com).
Fondata nel 2007 da José Neves per l’amore della moda, e lanciata nel 2008, Farfetch è nata come un mercato e-commerce per le boutique di lusso di tutto il mondo. Oggi il marketplace collega clienti in 190 Paesi con articoli provenienti da più di 45 paesi e oltre 980 delle migliori boutique e marchi del mondo, offrendo un’esperienza di shopping davvero unica e l’accesso alla più ampia selezione di lusso su un’unica piattaforma. Farfetch è la piattaforma tecnologica leader a livello mondiale per l’industria della moda di lusso.
Ferrari N.V.
È tra i marchi di lusso leader a livello mondiale focalizzati sul design, l’ingegneria, la produzione e la vendita delle auto sportive di lusso più riconoscibili al mondo. Il marchio Ferrari simboleggia l’esclusività, l’innovazione, le prestazioni sportive all’avanguardia e il design italiano.
La sua storia e l’immagine di cui godono le sue vetture sono strettamente legate al suo team di Formula 1, la Scuderia Ferrari, il team di maggior successo nella storia della Formula 1.
GreenTree Hospitality Group Ltd
È un gruppo leader nella gestione dell’ospitalità in Cina. Al 30 settembre 2019, GreenTree contava un totale di 3.102 hotel. Nel 2018, GreenTree si è classificata tra i primi 12 migliori hotel al mondo in termini di numero di hotel in “World’s Largest Hotel Companies”.
Hermes
Si occupa della produzione e della distribuzione al dettaglio e all’ingrosso di beni di consumo in tutto il mondo. Si occupa dell’acquisto, della concia, della tintura e del finissaggio delle pelli, della tessitura, dell’incisione, della stampa, della tintura e del finissaggio dei tessuti.
L’azienda vende i suoi prodotti attraverso una rete di 311 negozi al dettaglio. Inoltre, vende orologi, profumi e articoli per la tavola attraverso reti di negozi specializzati e nei negozi duty-free degli aeroporti.
Hugo Boss
È uno dei leader di mercato nel segmento premium e di lusso del mercato globale dell’abbigliamento. Si concentra sullo sviluppo e la commercializzazione di moda e accessori di alta qualità per uomo e donna.
Con sede a Metzingen, è uno dei produttori di abbigliamento elencati più redditizi al mondo.
Jimmy Choo
Dall’apertura del suo primo negozio a Londra nel 1996, Jimmy Choo è cresciuto fino a diventare uno dei principali specialisti delle calzature di lusso. Jimmy Choo ha un marchio unico e potente, riconosciuto a livello mondiale.
Kate Spade
Disegna e commercializza accessori e abbigliamento principalmente sotto due marchi lifestyle globali e multicanale: Kate Spade New York e Jack Spade.
Kering Holland
È leader mondiale nell’abbigliamento e negli accessori, che sviluppa un insieme di marchi potenti.
Gucci, Bottega Veneta, Saint Laurent, Alexander McQueen, Balenciaga, Brioni, Christopher Kane, McQ, Stella McCartney, Tomas Maier, Sergio Rossi, Boucheron, Dodo, Girard-Perregaux, JEANRICHARD, Pomellato, Qeelin e Ulysse Nardin, Sport & Lifestyle: Puma, Volcom, Cobra, Electric e Tretorn.
I marchi sono complementari e tutti godono di un forte potenziale di crescita organica.
Kingold Jewelry Inc
Situata in posizione centrale a Wuhan City, una delle più grandi città della Cina, è stata fondata nel 2002 e oggi è uno dei principali designer e produttori cinesi di gioielli in oro a 24 carati, ornamenti e prodotti orientati agli investimenti.
L’Oreal SA
La Società ha un ruolo di coordinamento strategico e di coordinamento scientifico, industriale e di marketing del Gruppo L’Oreal (Gruppo) su base globale. Il Gruppo crea e sviluppa prodotti cosmetici.
EssilorLuxottica
Leader nel settore dell’occhialeria di alta moda, di lusso e sportiva, con una rete globale di vendita all’ingrosso che coinvolge 130 Paesi diversi.
Grazie al merge tra l’italiana Luxottica e la francese Essilor la newCo è il leader mondiale dell’occhialeria.
LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton
Ne abbiamo già parlato: opera come una società di prodotti di lusso in tutto il mondo. La società opera attraverso sei segmenti: Vini e alcolici, Moda e pelletteria, Profumi e cosmetici, Orologi e gioielli, Vendita al dettaglio selettiva e altre attività e società holding.
I suoi vini e liquori comprendono champagne, spumanti e vini tranquilli, cognac, scotch whisky, liquori bianchi e altri vini sotto il Moët & Chandon, Dom Pérignon, Veuve Clicquot Ponsardin, Krug, Mercier, Ruinart, Château dYquem, Château Cheval Blanc, Hennessy, Glenmorangie, Ardbeg, Belvedere, Chandon, Cloudy Bay, Cape Mentelle, Newton Vineyard, Terrazas de los Andes, Cheval des Andes, Numanthia e Wenjun.
Per quanto riguarda i marchi da indossare LVMH è un vero e proprio conglomerato del lusso.
Marinexmax Inc
È il più grande rivenditore di barche da diporto e yacht degli Stati Uniti.
Focalizzata su marchi premium, come Sea Ray, Boston Whaler, Meridian, Hatteras, Azimut Yachts, Ocean Alexander, Galeon, Grady-White, Harris, Crest, Bennington, Scout, Sailfish, Sea Pro, Sportsman, Scarab Jet Boats, Yamaha Jet Boats, Aquila e Nautique, MarineMax vende imbarcazioni da diporto nuove e usate e prodotti e servizi marini correlati, oltre a fornire servizi di brokeraggio e charter.
Marriott
È una società leader mondiale nel settore degli alloggi con sede a Bethesda, Maryland, USA, con più di 4.300 proprietà in 81 paesi e territori. La società gestisce e concede in franchising hotel e licenze per località di villeggiatura sotto 19 marchi.
Michael Hill International Limited
Possiede e gestisce negozi di gioielleria al dettaglio e fornisce servizi correlati. La società gestisce i suoi negozi con i marchi Michael Hill ed Emma & Roe. I suoi negozi offrono bracciali e braccialetti, orecchini, pendenti e collane, anelli, orologi e collezioni.
Michael Kors Holdings Limited
È un designer di accessori di lusso e prêt-à-porter di fama mondiale. La sua omonima società, fondata nel 1981, produce attualmente una gamma di prodotti attraverso la sua etichetta Michael Kors.
Moncler SpA
È una società con sede in Italia che opera nel settore della moda. L’azienda progetta, produce e distribuisce abbigliamento e accessori attraverso il marchio Moncler.
Gruppo Prada
Il marchio Prada fa parte del Gruppo Prada, una potenza globale nel mercato dei beni di lusso, oltre che un’icona del business. Il modello di business del gruppo, capace di coniugare processi industrializzati con lavorazioni sofisticate, qualità al top e il livello di dettaglio caratteristico della produzione artigianale, ha stabilito un precedente mondiale. Il gruppo Prada comprende anche: Miu Miu (l’altra anima di Miuccia Prada) un marchio dalla forte personalità, tanto provocatorio e sofisticato, quanto freddo e all’avanguardia; Church’s, produttore di calzature da uomo di alta gamma, fondato nella città britannica di Northampton nel 1873; Car Shoe, inventore dell’originale mocassino da guida con tomaie traforate con borchie di gomma, brevettato nel 1963.
PVH Corp
Una delle più grandi aziende di abbigliamento al mondo, possiede e commercializza i marchi iconici Calvin Klein e Tommy Hilfiger in tutto il mondo.
Ralph Lauren
Leader mondiale nel design, nel marketing e nella distribuzione di prodotti lifestyle premium in quattro categorie: abbigliamento, casa, accessori e profumi. Da oltre 48 anni, la reputazione e l’immagine distintiva di Ralph Lauren sono state costantemente sviluppate attraverso un numero crescente di prodotti, marchi e mercati internazionali.
Salvatore Ferragamo SpA
La capogruppo del Gruppo Salvatore Ferragamo, uno dei leader mondiali nel settore del lusso, le cui origini risalgono al 1927. Il Gruppo è attivo nella creazione, produzione e vendita di calzature, pelletteria, abbigliamento, prodotti in seta e altri accessori, oltre che di profumi per donna e uomo.
Signet Jewelers Limited
Il più grande rivenditore al mondo di gioielli con diamanti. Signet gestisce circa 3.600 negozi principalmente con i marchi Kay Jewelers, Zales, Jared The Galleria Of Jewelry, H.Samuel, Ernest Jones, Peoples e Piercing Pagoda.
Tiffany & Co
Il gioielliere di fama internazionale fondato a New York nel 1837. Attraverso le sue filiali, Tiffany & Co. produce prodotti e gestisce i negozi al dettaglio TIFFANY & CO. in tutto il mondo.
Recentemente ci sono state voci di un’acquisizione da parte di LVMH, non ancora tramontate ma certamente diventate più complesse.
VF Corp
Leader mondiale nella progettazione, produzione, commercializzazione e distribuzione di abbigliamento, calzature e accessori di marca. Il portafoglio diversificato di potenti marchi dell’azienda abbraccia numerose aree geografiche, categorie di prodotti, demografia dei consumatori e canali di vendita. I marchi più grandi dell’azienda sono The North Face, Vans, Timberland, Wrangler, Lee e Nautica.
Ben più noto l’indice EuroStoxx 50 ma non è l’unico strumento per fare un paniere delle azioni del vecchio continente. Una valida alternativa è l’indice MSCI Europa.
Cosa è l’MSCI Europa
Si tratta di un paniere di titoli azionari gestito dall’omonima società MSCI (Morgan Stanley Capital International) che include tutte le migliori azioni del vecchio continente.
Si tratta di una raccolta dei 15 mercati azionari più grandi in Europa e copre un complessivo 85% della capitalizzazione di ognuno di questi mercati.
Ciò è possibile perché, per ognuno dei 15 mercati, nel paniere finiscono le azioni a più larga capitalizzazione.
Composizione dell’indice MSCI Europa
Come già detto sono 15 i mercati che “prestano” i titoli per la composizione di questo indice, si tratta dei mercati di:
Austria
Belgio
Danimarca
Finlandia
Francia
Germania
Irlanda
Italia
Olanda
Norvegia
Portogallo
Spagna
Svezia
Svizzera
Regno Unito
Ovviamente quando si parla di titoli azionari il Regno Unito fa da padrone e compone circa un quarto dell’intero indice, seguito da Francia, Germania e Svizzera.
Il paniere ha un consistente numero di azioni, tipicamente si sfiorano i 500 titoli differenti. Nel momento in cui scriviamo, per esempio, contiamo 424 azioni differenti all’interno del paniere.
Titoli azionari all’interno dell’indice MSCI Europa
Titolo
Nazione
Peso nel paniere
NESTLE
CH
4,17%
ROCHE HOLDING PAR
CH
3,07%
NOVARTIS
CH
2,34%
SAP
DE
1,90%
ASML HOLDING
NL
1,79%
ASTRAZENECA
GB
1,71%
LVMH
FR
1,53%
NOVO NORDISK
DK
1,40%
SANOFI
FR
1,35%
SIEMENS
DE
1,19%
GLAXOSMITHKLINE
GB
1,13%
TOTAL
FR
1,02%
UNILEVER
NL
1,01%
ALLIANZ
DE
0,98%
L’OREAL
FR
0,95%
BRITISH AMERICAN TOBACCO
GB
0,91%
AIR LIQUIDE
FR
0,89%
HSBC HOLDINGS
GB
0,89%
DIAGEO
GB
0,88%
IBERDROLA
ES
0,86%
ENEL
IT
0,82%
RIO TINTO
GB
0,82%
RECKITT BENCKISER GROUP
GB
0,79%
SCHNEIDER ELECTRIC SE
FR
0,78%
BAYER
DE
0,74%
BP
GB
0,72%
ADIDAS
DE
0,72%
DEUTSCHE TELEKOM
DE
0,67%
BASF
DE
0,65%
ZURICH INSURANCE GROUP
CH
0,64%
ROYAL DUTCH SHELL CL A
GB
0,62%
KERING
FR
0,61%
LONZA GROUP
CH
0,55%
ABB LTD
CH
0,55%
BHP GROUP ORD SHS
GB
0,55%
AIRBUS
NL
0,52%
VINCI
FR
0,52%
DEUTSCHE POST
DE
0,52%
DAIMLER
DE
0,52%
PROSUS
NL
0,51%
BNP PARIBAS ACT.A
FR
0,51%
RELX
GB
0,50%
PHILIPS
NL
0,49%
AB INBEV
BE
0,49%
UBS GROUP
CH
0,49%
GIVAUDAN
CH
0,48%
DANONE
FR
0,48%
NATIONAL GRID
GB
0,44%
MUENCHENER RUECKVER
DE
0,43%
PRUDENTIAL
GB
0,43%
AXA
FR
0,43%
ESSILORLUXOTTICA
FR
0,43%
VODAFONE GROUP
GB
0,42%
LONDON STOCK EXCHANGE GROUP
GB
0,42%
VONOVIA
DE
0,42%
RICHEMONT
CH
0,41%
EXPERIAN
GB
0,41%
PERNOD RICARD
FR
0,40%
INFINEON TECHNOLOGIES
DE
0,40%
SIKA
CH
0,40%
SAFRAN
FR
0,40%
AHOLD DEL
NL
0,39%
DEUTSCHE BOERSE
DE
0,39%
ADYEN
NL
0,38%
DSV PANALPINA
DK
0,38%
INTESA SANPAOLO
IT
0,38%
ERICSSON
SE
0,37%
INDITEX
ES
0,37%
ATLAS COPCO
SE
0,37%
BANCO SANTANDER
ES
0,37%
VESTAS WIND SYSTEMS
DK
0,35%
ANGLO AMERICAN
GB
0,35%
VOLKSWAGEN
DE
0,34%
INVESTOR
SE
0,34%
KONE
FI
0,34%
TESCO
GB
0,33%
ALCON
CH
0,33%
VOLVO
SE
0,33%
CRH
IE
0,33%
COMPASS GROUP
GB
0,33%
DSM KON
NL
0,32%
ING GROEP
NL
0,32%
HERMES INTERNATIONAL
FR
0,32%
ORSTED DONG Energy
DK
0,30%
GENMAB
DK
0,30%
AMADEUS IT GROUP
ES
0,30%
E.ON
DE
0,29%
DASSAULT SYSTEM
FR
0,29%
CREDIT SUISSE GROUP AG
CH
0,29%
ENGIE
FR
0,29%
NORDEA BANK
FI
0,28%
LAFARGEHOLCIM LTD
CH
0,28%
NESTE
FI
0,28%
ASSA ABLOY
SE
0,28%
BMW
DE
0,28%
FLUTTER ENTERTAINMENT
IE
0,28%
WOLTERS KLUWER
NL
0,27%
HEINEKEN
NL
0,27%
FERRARI
NL
0,27%
RWE
DE
0,27%
VIVENDI
FR
0,27%
SANDVIK
SE
0,27%
SWISS RE AG
CH
0,26%
NOKIA
FI
0,26%
GLENCORE
JE
0,26%
LLOYDS BANKING GROUP
GB
0,26%
CAPGEMINI
FR
0,25%
ORANGE
FR
0,25%
SAINT GOBAIN
FR
0,25%
GEBERIT
CH
0,25%
KERRY GROUP
IE
0,25%
LEGRAND
FR
0,25%
ENI
IT
0,25%
ESSITY AKTIEBOLAG (PUBL)
SE
0,24%
BAE SYSTEMS
GB
0,24%
FERGUSON
JE
0,24%
BARCLAYS
GB
0,24%
HEXAGON
SE
0,24%
CELLNEX TELECOM
ES
0,23%
STMICROELECTRONICS
NL
0,22%
MERCK
DE
0,22%
SAMPO
FI
0,22%
AKZO NOBEL
NL
0,22%
FRESENIUS
DE
0,22%
COLOPLAST
DK
0,22%
HENKEL& KGAA
DE
0,22%
MICHELIN
FR
0,21%
SYMRISE
DE
0,21%
UNICREDIT
IT
0,21%
TELEPERFORMANCE
FR
0,21%
FRESENIUS MEDICAL CARE
DE
0,21%
DEUTSCHE WOHNEN
DE
0,20%
TELEFONICA
ES
0,20%
PARTNERS GROUP HOLDING
CH
0,20%
BANCO BILBAO VIZCAYA ARGENTARIA
ES
0,20%
OCADO GROUP
GB
0,19%
UPM-KYMMENE
FI
0,19%
IMPERIAL BRANDS
GB
0,19%
SMITH AND NEPHEW
GB
0,19%
DEUTSCHE BANK
DE
0,19%
SGS
CH
0,19%
ASHTEAD GROUP
GB
0,19%
SSE
GB
0,19%
ASSICURAZIONI GENERALI
IT
0,18%
EQUINOR
NO
0,18%
UCB
BE
0,17%
SEGRO REIT
GB
0,17%
SKANDINAVISKA ENSKILDA BANKEN
SE
0,17%
AVIVA
GB
0,17%
SARTORIUS
DE
0,17%
SWISSCOM
CH
0,17%
SWEDBANK
SE
0,17%
LEGAL AND GENERAL GROUP
GB
0,16%
JUST EAT TAKEAWAY
NL
0,16%
EDP
PT
0,16%
DELIVERY HERO
DE
0,16%
CARLSBERG
DK
0,16%
HENNES & MAURITZ
SE
0,16%
ZALANDO
DE
0,16%
NOVOZYMES
DK
0,16%
KINGSPAN GROUP
IE
0,16%
SVENSKA HANDELSBANKEN
SE
0,16%
DNB
NO
0,15%
INTERTEK GROUP
GB
0,15%
SWEDISH MATCH
SE
0,15%
KBC
BE
0,15%
FIAT CHRYSLER AUTOMOBILES
NL
0,15%
RENTOKIL INITIAL
GB
0,15%
SONOVA HOLDING
CH
0,15%
SWISS LIFE HLDG
CH
0,15%
FERROVIAL
ES
0,15%
WORLDLINE
FR
0,14%
LOGITECH
CH
0,14%
BT GROUP
GB
0,14%
SIEMENS HEALTHINEERS
DE
0,14%
CHRISTIAN HANSEN HOLDING
DK
0,14%
3I GROUP
GB
0,14%
STANDARD CHARTERED
GB
0,14%
VEOLIA ENVIRONNEMENT VE
FR
0,14%
EDENRED
FR
0,14%
TELENOR
NO
0,14%
QIAGEN
NL
0,13%
SOCIETE GENERALE
FR
0,13%
BEIERSDORF
DE
0,13%
SCHINDLER P PAR
CH
0,13%
CONTINENTAL
DE
0,13%
HALMA
GB
0,13%
NN GROUP
NL
0,13%
ARGENX
NL
0,13%
REPSOL
ES
0,13%
BUNZL
GB
0,12%
CREDIT AGRICOLE
FR
0,12%
KUEHNE & NAGEL
CH
0,12%
PEUGEOT
FR
0,12%
EUROFINS
FR
0,12%
GBL
BE
0,12%
STRAUMANN HOLDING
CH
0,12%
CRODA INTERNATIONAL
GB
0,12%
ALSTOM
FR
0,12%
NEXT
GB
0,12%
LEG IMMOBILIEN
DE
0,12%
SNAM
IT
0,12%
SPIRAX-SARCO ENGINEERING
GB
0,12%
SAGE GROUP
GB
0,12%
INGENICO GROUP
FR
0,12%
BRENNTAG
DE
0,12%
TERNA RETE ELETTRICA NAZIONALE
IT
0,11%
GN STORE NORD
DK
0,11%
TELIA COMPANY
SE
0,11%
CARREFOUR
FR
0,11%
PERSIMMON
GB
0,11%
A P MOLLER MAERSK
DK
0,11%
MONDI
GB
0,11%
SCOUT24
DE
0,11%
JULIUS BAER
CH
0,11%
SARTORIUS STEDIM BIOTECH
FR
0,11%
EPIROC
SE
0,11%
TEMENOS
CH
0,11%
CHOCOLADEF. LINDT & SPRUENGLI PAR
CH
0,11%
STORA ENSO
FI
0,11%
HANNOVER RUECK
DE
0,11%
UMICORE
BE
0,11%
AENA SME
ES
0,11%
KINNEVIK
SE
0,11%
DANSKE BANK
DK
0,11%
COVESTRO AG
DE
0,11%
ARCELORMITTAL
LU
0,11%
FORTUM
FI
0,11%
MTU AERO ENGINES HOLDING
DE
0,10%
WPP
JE
0,10%
PORSCHE AUTOMOBIL HOLDING PRF
DE
0,10%
INTERCONTINENTAL HOTELS GROUP
GB
0,10%
HEIDELBERGCEMENT
DE
0,10%
KPN KON
NL
0,10%
KNORR BREMSE
DE
0,10%
SMURFIT KAPPA GROUP
IE
0,10%
ENDESA
ES
0,10%
ASSOCIATED BRITISH FOODS
GB
0,10%
GRIFOLS
ES
0,10%
ELISA
FI
0,10%
BOLIDEN
SE
0,10%
CAIXABANK
ES
0,10%
SVENSKA CELLULOSA AKTIEBOLAGET
SE
0,10%
EVOLUTION GAMING GROUP
SE
0,10%
ADECCO
CH
0,10%
FINECO BANK
IT
0,10%
RED ELECTRICA CORPORACION
ES
0,10%
ATOS
FR
0,09%
BOUYGUES
FR
0,09%
MONCLER
IT
0,09%
MOWI
NO
0,09%
SKF
SE
0,09%
THALES
FR
0,09%
DCC
IE
0,09%
UBISOFT ENTERTAIN
FR
0,09%
BURBERRY GROUP
GB
0,09%
NIBE INDUSTRIER
SE
0,09%
ATLANTIA
IT
0,09%
ARKEMA
FR
0,09%
CNH INDUSTRIAL
NL
0,09%
EMS-CHEMIE HOLDING
CH
0,09%
NEXI
IT
0,09%
AGEAS
BE
0,09%
UNITED UTILITIES GROUP
GB
0,09%
SEVERN TRENT
GB
0,09%
PANDORA
DK
0,09%
ORKLA
NO
0,09%
ALFA LAVAL
SE
0,08%
PUMA
DE
0,08%
KINGFISHER
GB
0,08%
EIFFAGE
FR
0,08%
BALOISE
CH
0,08%
INFORMA
GB
0,08%
SWISS PRIME SITE
CH
0,08%
SKANSKA
SE
0,08%
SMITHS GROUP
GB
0,08%
TELE2
SE
0,08%
VALEO
FR
0,08%
PRYSMIAN
IT
0,08%
BUREAU VERITAS
FR
0,08%
MELROSE INDUSTRIES
GB
0,08%
AUTO TRADER GROUP
GB
0,08%
ADMIRAL GROUP
GB
0,08%
HARGREAVES LANSDOWN
GB
0,08%
BERKELEY GROUP HOLDINGS THE
GB
0,08%
PUBLICIS GROUPE
FR
0,08%
SWATCH GROUP I
CH
0,08%
VIFOR PHARMA
CH
0,08%
BARRY CALLEBAUT
CH
0,08%
YARA INTERNATIONAL
NO
0,08%
SOLVAY
BE
0,08%
TEAMVIEWER
DE
0,08%
ST.JAMES’S PLACE
GB
0,08%
STANDARD LIFE ABERDEEN
GB
0,07%
BIOMERIEUX
FR
0,07%
GVC HOLDINGS
IM
0,07%
SODEXO
FR
0,07%
UNIPER
DE
0,07%
DAVIDE CAMPARI MILANO
NL
0,07%
RSA INSURANCE GROUP
GB
0,07%
SIEMENS GAMESA RENEWABLE ENERGY
ES
0,07%
EDF
FR
0,07%
RANDSTAD
NL
0,07%
ERSTE GROUP BANK
AT
0,07%
SUEZ
FR
0,07%
EXOR
NL
0,07%
GETLINK
FR
0,07%
GALAPAGOS
BE
0,07%
ORPEA
FR
0,07%
NATURGY ENERGY
ES
0,07%
JOHNSON MATTHEY
GB
0,07%
BARRATT DEVELOPMENTS
GB
0,07%
NATWEST GROUP
GB
0,07%
AROUNDTOWN
LU
0,07%
GECINA
FR
0,07%
HIKMA PHARMACEUTICALS
GB
0,07%
ACS ACTIVIDADES DE CONSTRUCCION
ES
0,07%
ENAGAS
ES
0,07%
KION GROUP
DE
0,07%
EVONIK INDUSTRIES
DE
0,06%
MORRISONWM.SUPERMARKETS
GB
0,06%
RECORDATI INDUSTRIA CHIM. FARMA.
IT
0,06%
WHITBREAD
GB
0,06%
SCHINDLER HOLDING
CH
0,06%
EPIROC
SE
0,06%
ANTOFAGASTA
GB
0,06%
GEA GROUP
DE
0,06%
DIRECT LINE INSURANCE GROUP
GB
0,06%
ICA GRUPPEN
SE
0,06%
ACCOR
FR
0,06%
DIASORIN
IT
0,06%
COMMERZBANK
DE
0,06%
GALP ENERGIA-NOM
PT
0,06%
UNIBAIL RODAMCO WE STAPLED UNT
FR
0,06%
M&G
GB
0,06%
MEDIOBANCA BANCA DI CREDITO
IT
0,06%
ELECTROLUX
SE
0,06%
LANXESS
DE
0,06%
ORION
FI
0,06%
SECURITAS
SE
0,06%
RENAULT
FR
0,06%
TAYLOR WIMPEY
GB
0,06%
PEARSON
GB
0,06%
CARL ZEISS MEDITEC
DE
0,06%
LAND SECURITIES GROUP REIT
GB
0,05%
POSTE ITALIANE
IT
0,05%
SAINSBURYJ
GB
0,05%
HUSQVARNA
SE
0,05%
A P MOLLER MAERSK
DK
0,05%
SCHRODERS
GB
0,05%
AEGON
NL
0,05%
OMV
AT
0,05%
AMUNDI
FR
0,05%
SOFINA
BE
0,05%
JD SPORTS FASHION
GB
0,05%
NEMETSCHEK
DE
0,05%
AMBU
DK
0,05%
EQT
SE
0,05%
INDUSTRIVARDEN
SE
0,05%
J.MARTINS SGPS
PT
0,05%
SCOR
FR
0,05%
VOPAK
NL
0,05%
CLARIANT
CH
0,05%
LUNDIN ENERGY
SE
0,05%
IPSEN
FR
0,05%
ROLLS-ROYCE HOLDINGS
GB
0,05%
REMY COINTREAU
FR
0,05%
AVEVA GROUP
GB
0,05%
GJENSIDIGE FORSIKRING
NO
0,05%
ADEVINTA
NO
0,05%
UNITED INTERNET
DE
0,05%
NORSK HYDRO
NO
0,04%
BRITISH LAND REIT
GB
0,04%
LUNDBERGFORETAGEN
SE
0,04%
TRYG
DK
0,04%
SCHIBSTED
NO
0,04%
SEB
FR
0,04%
VERBUND
AT
0,04%
COLRUYT (D)
BE
0,04%
COVIVIO
FR
0,04%
ABN AMRO BANK
NL
0,04%
WARTSILA
FI
0,04%
LATOUR INVESTMENT
SE
0,04%
TELECOM ITALIA
IT
0,04%
FUCHS PETROLUB PRF
DE
0,04%
AERCAP HOLDINGS
NL
0,04%
BANKINTER
ES
0,04%
BOLLORE
FR
0,04%
BANQUE CANTONALE VAUDOISE
CH
0,04%
DEMANT
DK
0,04%
FDJ
FR
0,04%
ELIA GROUP
BE
0,04%
FAURECIA
FR
0,04%
ALTICE EUROPE
NL
0,04%
VOESTALPINE
AT
0,04%
PROXIMUS
BE
0,03%
AEROPORTS DE PARIS
FR
0,03%
ILIAD
FR
0,03%
TELEFONICA DEUTSCHLAND HOLDING
DE
0,03%
DEUTSCHE LUFTHANSA
DE
0,03%
SES FDR
LU
0,03%
INWIT
IT
0,03%
KLEPIERRE REIT
FR
0,03%
LEONARDO
IT
0,03%
WENDEL
FR
0,03%
TENARIS
LU
0,03%
THYSSENKRUPP
DE
0,03%
RAIFFEISEN BANK INTERNATIONAL
AT
0,03%
SWATCH GROUP
CH
0,03%
H.LUNDBECK
DK
0,03%
ANDRITZ
AT
0,03%
NATIXIS
FR
0,03%
DASSAULT AVIAT
FR
0,03%
EVRAZ
GB
0,03%
EURAZEO
FR
0,02%
CNP ASSURANCES
FR
0,02%
HOCHTIEF
DE
0,02%
METRO
DE
0,02%
PIRELLI & C
IT
0,02%
MAPFRE
ES
0,02%
FRAPORT
DE
0,02%
TELENET GROUP
BE
0,02%
ICADE REIT
FR
0,02%
JCDECAUX
FR
0,02%
Componenti dell’MSCI Europa
Confronto tra MSCI Europa ed EuroStoxx 50
Vista la natura e la grandezza dell’indice MSCI Europa, possiamo tranquillamente affermare che è questo la vera cartina tornasole del mercato europeo, ben più dell’EuroStoxx.
Infatti il paniere di 50 titoli ha al suo interno le più grandi aziende, senza fare reale distinzione tra mercati, succede così che mercati più piccoli, come possono essere quelli scandinavi o dell’Est Europa abbiano uno o nessun titolo dentro l’EuroStoxx 50.
Inoltre abbiamo accennato alla grandezza dell’indice, infatti lo Stoxx 50 ha, appunto, 50 titoli, mentre l’MSCI ha all’interno oltre 400 titoli (424 a ottobre del 2020).
Diverso invece il discorso per l’MSCI Europa che coprendo le aziende a più grande capitalizzazione di 15 mercati differenti ha all’interno varie aziende che sfuggono completamente all’indice di Stoxx (il quale si ferma 12).
Inoltre MSCI Europa ha all’interno anche mercati che non fanno parte dello Stoxx perché non nella comunità europea (Svizzera e presto UK).
Oggi è il grande giorno in America, infatti i 328 milioni di abitanti americani sono chiamati alle urne per decidere chi sarà il futuro presidente degli Stati Uniti d’America.
Appare evidente, per il potere posto in mano a questa figura, che questa è una scelta che travalica i confini americani e interessa direttamente tutto il mondo.
I due principali sfidanti sono l’attuale presidente Donald Trump e il candidato democratico Joe Biden.
A onor del vero, oltre a Repubblicani e Democratici, esistono anche altri partiti, con relativi candidati. Qui una breve lista, ovviamente puramente indicativa poiché è praticamente impossibile che alcuno di essi abbia la benché minima possibilità di guadagnare anche solo uno Stato:
Partito Libertario: Jo Jorgensen
Partito Verde: Howie Hawkins
Partito della Costituzione: Don Blankenship
Vari partiti attivisti sulle libertà: Gloria La Riva
Partito proibizionista: Phil Collins
Partito dell’Alleanza: Rocky De La Fuente
Pane e Rose: Jerome Segal
Partito della Marijuana libera: Rudy Reyes
Partito dell’Unità d’America: Bill Hammons
Partito della Solidarietà: Brian T. Carroll
Birthday Party: Kanye West (sì, proprio il cantante)
Come seguire le elezioni americane
Partiamo dalla cosa più semplice, cioè come seguire le elezioni americane in Italia.
Innanzitutto gli orari: si voterà oggi, 3 novembre 2020, con l’inizio dello spoglio nella serata italiana. Al solito tutte le emittenti faranno dei talk show e dei programmi di approfondimento.
Negli ultimi anni, in particolare, molto seguite le #maratonamentana con Enrico Mentana in diretta da mezzanotte su La7 e gli approfondimenti di SkyTG24, anche esso in diretta dalla sera di martedì 3 novembre.
Probabilmente un’idea di vincitore l’avremo intorno alle 4/5 di mattina (orario italiano) con l’arrivo degli Stati chiave.
Le idee economiche di Biden e di Trump
Cerchiamo quindi di capire quali sono le idee economiche che metteranno in campo i due leader in caso di vittoria.
Idee economiche Trump
L’abbiamo già visto grazie al primo mandato: il presidente Donald Trump punta a una politica protezionistica, con la difesa delle aziende americane, sia sul territorio nazionale che internazionale.
Un chiaro esempio è la guerra dei dazi fatta partire con la Cina.
Inoltre Donald Trump prosegue una guerra fiscale per tutelare la ricchezza, con la tutela dei redditi più alti.
Dal punto di vista ambientale, Trump reputa l’evoluzione climatica come un intoppo da ignorare. Quindi largo spazio ad aziende che producono energia attraverso carburanti fossili, a discapito dell’onda green che sta investendo il mondo intero.
Idee economiche Biden
Al contrario, Biden è un democratico di vera sinistra, quindi riprenderebbe in mano l’idea di Obama, con largo spazio alla salute alla portata di tutti, con forti investimenti nello sviluppo di infrastrutture nel Paese e con un’accelerazione importante sulle tematiche ambientali.
Durante la campagna elettorale il leader democratico ha promesso 2 mila miliardi per investimenti nell’energia green.
Probabilmente non terminerebbe la guerra contro le altre nazioni per il diritto americano di tutelare le proprie aziende, ma certamente non arriverà ad avere posizioni oltranziste come Trump.
In caso di vittoria di Donald Trump
Lasciando da parte i partiti piccoli che obiettivamente non hanno alcuna possibilità di vincere, cerchiamo di analizzare cosa potrebbe succedere in borsa in caso di vittoria di uno o dell’altro candidato.
Iniziamo con il Partito Repubblicano che vede Donald Trump come candidato, quindi sarebbe una conferma per ulteriori 4 anni dell’attuale presidenza.
Settore energia con Trump
In caso di vittoria di Trump il settore energetico avrebbe una ulteriore spinta verso le energie old style. Quindi nessun nuovo investimento sulla green economy ma spinta sulla old economy, con i produttori petroliferi che ne avrebbero un gran vantaggio.
In questo caso potremmo vedere titoli come BP, Royal Dutch Shell, ExxonMobil, Total ed Equinor, ma anche la nostra ENI, pronte a esultare.
Tutte aziende che hanno già dichiarato di voler puntare al green per il futuro ma che a oggi hanno la maggior parte della loro produzione ancora legata a energia non rinnovabile.
Settore automobilistico con Trump
Per le case europee sarebbe un disastro la vittoria di Trump alle imminenti elezioni, ciò perché il tycon ha più volta messo nel mirino proprio i produttori auto del vecchio continente, a suo dire poiché farebbero svalutare il mercato dei produttori americani.
Particolarmente esposte sul mercato a stelle e strisce ci sono: Daimler, FCA, Michelin, Pirelli. Stesso discorso anche per i marchi asiatici, con Honda e Nissan che potrebbero essere i più penalizzati.
Ovviamente a guadagnarne, quantomeno per il mercato interno, sarebbero Ford e General Motors.
Comparto lusso con Trump
Donald Trump ha già dimostrato di non voler minimamente tassare i ricchi o comunque chi possiede molto denaro.
Il mercato del lusso quindi fa ampiamente il tifo per l’attuale presidente, con marchi come Burberry, Salvatore Ferragamo, Nike, Brunello Cucinelli, Louis Vuitton, EssilorLuxottica, Adidas, Tod’s e Tiffany che potrebbero navigare meglio con Trump.
In caso di vittoria di Joe Biden
Di contro, gli stessi settori già analizzati per Trump, si ritroverebbero in situazione diametralmente opposta in caso di vittoria di Biden.
Comparto energetico con Biden
La promessa di 2 mila miliardi di incentivi sull’energia rinnovabile è una bella spinta per tutti i titoli del settore green.
Per l’amministrazione Biden l’abbandono dell’energia attraverso combustibili fossili è una priorità.
A guadagnarne potrebbero essere SMA Solar Technology AG, Vestas, Siemens Gamesa Renewable Energy, Nordex, Iberdrola, RWE, National Grid, oltre a quei brand che già sono avanti con la trasformazione del loro business, giusto per fare un nome abbiamo ERG in Italia oppure Snam che sta puntando forte sull’idrogeno.
Con la vittoria del Partito Democratico e in particolare con i 2 mila miliardi, ci sarebbe uno tsunami di denaro in grado di arrivare anche ad aziende più modeste, come per esempio Nel, Ceres Power e ITM Power.
Comparto auto con Biden
Ovviamente a giovarne sarebbero i produttori europei, i quali vedrebbero cadere la spinta protezionistica nei confronti delle aziende a stelle e strisce.
Al di là del protezionismo, i vantaggi green proposti da Biden investirebbero anche il mercato automobilistico, con Tesla sugli scudi.
Particolarmente avvantaggiati potrebbero essere anche i player del settore batterie, con Johnson Matthey, Umicore e Varta che potrebbero avere buoni spunti.
Settore del lusso con Biden
Biden vorrebbe creare un sistema fiscale più proporzionale e certamente andrebbe a intaccare i portafogli dei più facoltosi.
Per questo motivo, in caso di vittoria del Partito Democratico, potrebbe vedere i player del comparto lusso perdere punti percentuali in borsa.
Chi non ha influenze dalle elezioni americane?
Ci sono dei settori che non propendono per una o per l’altra parte, si tratta di particolari mercati che, per fattori esterni o ciclici, non hanno particolare preferenza e che continuerebbero a macinare i loro fatturati.
Settore edile
Dopo una crisi come l’attuale, dovuta al Covid, l’espansione e la creazione di nuovi posti di lavoro deve necessariamente passare anche dal settore edile.
Diventa quindi indifferente la vittoria di uno o dell’altro partito, poiché certamente questo settore verrà investito da liquidità necessaria per far ripartire l’economia di un’intera nazione. Lo stiamo già vedendo in Italia, dove il Governo è stato molto celere a creare bonus al 110% per inondare il mercato di liquidità.
Aziende come per esempio Buzzi Unicem, HeidelbergCement e LafargeHolcim, piuttosto che Ashtead Group, CRH e Ferguson vedranno comunque incrementare i loro guadagni.
Se vogliamo proprio fare una scommessa, il mercato delle illuminazioni a led potrebbe avere una spinta in caso di vittoria di Biden, sempre grazie ai 2 mila miliardi per investimenti green; quindi attenzione a Illumina, Signify, Schneider Electric, Legrand e Rexel.
Comparto farmaceutico
L’idea di Biden è quella di dare accesso a cure a tutti gli abitanti americani, quindi potenzialmente potrebbe arrivare a calmierare i prezzi di alcuni medicinali fondamentali.
Trump all’opposto è sulla posizione di far pagare tutto il necessario ai contribuenti per sostenere le case farmaceutiche e indirettamente il lavoro delle stesse, soprattutto se queste case farmaceutiche sono americane.
Letta così appare evidente come il settore farmaceutico dovrebbe fare il tifo per Trump, ma è anche vero che maggior persone che si possono permettere delle cure equivale ad avere maggiori clienti.
Infine il particolare momento che stiamo vivendo e la crisi dovuta al Covid farà sì che queste posizioni siano fortemente calmierate, quindi sostanzialmente, nell’arco dei prossimi 4 anni, difficilmente ci sarà una differenza dovuta al vincitore di queste elezioni.
Tra le aziende che potrebbero avvantaggiarsi ci sono certamente AstraZeneca, Novartis, Roche Holding e Novo Nordisk.
Settore bancario e finanziario
Come al solito il mercato teme solo l’incertezza e se questa non dovesse verificarsi, se quindi avremo un vincitore chiaro e incontestabile, il settore bancario e finanziario si adatterà velocemente alla nuova corrente.
C’è giusto un accento che potrebbe cambiare e cioè il fatto che Biden potrebbe voler maggiormente regolamentare il mercato, oltre ad aggiungere qualche tassa per sostenere altre iniziative più popolari.
Trump di contro è molto liberale e lascia che sia il mercato stesso ad autoregolamentarsi.
Comunque, per sua natura stessa, il mercato finanziario si adatta e quindi nel medio periodo cambia veramente poco il colore dell’amministrazione americana. L’abbiamo già visto quattro anni fa, quando la vittoria di Trump sembrava la sciagura peggiore che potesse accadere: sappiamo che a distanza di 4 anni i mercati si sono adeguati.
Al di là delle banche americane, guardando al vecchio continente le banche maggiormente esposte in america sono: BNP Paribas, Banco Santander, Barclays e BBVA.
Comparto Tech
Esiste veramente qualcuno in grado di bloccare l’avanzata dei big tech? C’è da scommettere che qualsiasi sia il colore del partito vincitore delle elezioni americane del 2020, i big tecnologici avanzeranno senza problemi.
Ciò è certamente dovuto alla natura innovativa di tali aziende ma anche al fatto che il business è così distribuito in tutto il mondo che difficilmente il governo di una sola nazione sarà in grado di cambiare le sorti di aziende come Apple, Microsoft, Amazon, Google ecc.
Anche qui, su questo comparto, l’unica nota di differenza si potrebbe avere con la vittoria di Biden e successiva apertura a mercati internazionali. In tal caso aziende di semiconduttori (STMicroelectronics e/o Infineon Technologies) oppure aziende legate alla domotica e al green potrebbero avere dei vantaggi consistenti (esempio Home Depot). Vantaggio che si potrebbe estendere anche ad aziende asiatiche che sono state messe al bando ultimamente, come per esempio Huawei.
Euronext è la più grande borsa valori d’Europa e la sesta al mondo. È stata creata originariamente dalle fusioni delle borse di Amsterdam, Parigi e Bruxelles.
Nel corso degli anni si è fusa con diverse altre borse, in particolare con la Borsa di New York, prima di essere acquisita dalla Borsa Intercontinentale.
Nel 2014, Euronext è stata scorporata per tornare ad essere un’entità indipendente.
Euronext ha quindi al proprio interno questi indici:
AEX di Amsterdam
BEL 20 di Bruxelles
CAC 40 di Parigi
PSI 20 di Lisbona
Euronext 100 blue-chip paneuropeo
Euronext include inoltre le borse di Irlanda e di Oslo.
Euronext 100
All’interno di Euronext esiste quindi un indice che raccoglie le 100 azioni con maggiore capitalizzazione e più attivamente negoziati su Euronext.
I componenti dell’indice Euronext 100 cambiano trimestralmente e questa è la lista a giugno del 2020.
Forbes Global 2000 è una classifica annuale delle più grandi aziende pubbliche; viene stilata considerando 4 pilastri:
vendite
profitti
attività
valore di mercato
La classifica di Forbes è considerata una delle classifiche aziendali più popolari e i risultati della sua analisi annuale sono largamente accettati “hook, line and sinker” senza comprendere o mettere in discussione i suoi metodi.
Metodologia
Nello svolgere questo lavoro, Forbes stabilisce dei punti di cut-off per ciascuna delle quattro metriche; in ognuna delle metriche le aziende devono soddisfarne almeno uno.
Così facendo, Forbes crea quattro liste separate: Vendite 2000, Profitti 2000, Attività 2000, Valore di mercato 2000.
Quindi, è possibile che un’azienda soddisfi il cut-off per le vendite e non soddisfi il cut-off per gli utili, ma faccia comunque parte della lista finale perché ha soddisfatto uno dei cut-off delle metriche.
I valori di cut-off per ogni metrica sono fissati annualmente (cioè vengono adeguati di anno in anno). Ad esempio, il cut-off per la metrica delle vendite del 2017 era di 3,95 miliardi di dollari contro i 4,9 miliardi di dollari del 2016. Mentre per gli utili il cut-off del 2017 era di 257,0 milioni di dollari, che è più alto di 10 milioni di dollari rispetto all’anno precedente.
Questi aggiustamenti potrebbero rivelare la performance sistemica del settore per un determinato periodo (in questo caso, annuale).
Raccolta dei dati
I loro dati provengono da FactSet Research systems (FRS), una società multinazionale di dati finanziari e software con sede a Norwalk, Connecticut (CT), negli Stati Uniti, che fornisce informazioni finanziarie e software analitico per i professionisti degli investimenti.
La qualità dei dati della FRS viene controllata con altre fonti, come Bloomberg e il bilancio della società.
Analisi dei dati
Dopo che le aziende sono state aggiunte alla lista finale di Forbes 2000, che è un consolidamento delle quattro liste generate da ciascuna delle metriche delineate, Forbes aggiunge tutti i valori insieme e classifica le aziende in base al valore totale che chiamano “punteggio composito”.
Critiche/Limitazioni
Tuttavia, ci sono diverse limitazioni (conosciute e spesso accettate) a questo approccio. Ad esempio, la sua limitazione alle sole società pubbliche.
Tuttavia, ve ne sono alcune di cui non si parla molto, come ad esempio:
la selezione delle metriche
il metodo di aggregazione dei dati alla fonte
l’uso di un punteggio composito che non tiene conto della possibilità di una differenza di intensità delle diverse metriche.
Aziende italiane nella classifica Forbes Global 2000
Queste le posizioni delle aziende italiane nell’ultima classifica Forbes 2000.
Pos.
Azienda
Ticket
97
Enel
ENEL
125
Intesa San Paolo
ISP
140
Generali
G
202
Unicredit
UCG
315
Poste Italiane
PST
468
ENI
ENI
520
Atlantia
ATL
546
Telecom Italia
TIT
683
Unipol
UNI
861
Leonardo
LDO
880
Snam
SRG
941
Banco BPM
BAMI
1075
Mediobanca
MB
1080
Terna
TRN
1149
Ferrari
RACE
1275
Banca Mediolanum
BMED
1445
BPER Banca
BPE
1474
Cattolica Assicurazioni
CASS
1493
UBI Banca
UBI
1569
Banca MPS
BMPS
1800
Fineco Bank
FBK
1813
Credito Emiliano
CE
1891
Pirelli
PIRC
1895
Banca Popolare di Sondrio
BPSO
1933
Saipem
SPM
1963
Prysmian
Aziende italiane nella classifica Forbes Global 2020
Ovviamente ci sono anche altre aziende italiane di matrice che non hanno più sede in Italia. Come per esempio:
Pos.
Azienda
Ticket
Sede
223
Fiat Chrysler Automobiles
FCA
Gran Bretagna
304
EssilorLuxottica
EL
Francia
528
CNH Industrial
CNHI
Gran Bretagna
558
Exor
EXO
Olanda
1810
Tenaris
TEN
Lussemburgo
Aziende italiane con sede all’estero
Top Ten Forbes Global 2000 del 2020
Pos.
Azienda
Nazione
1
ICBC
Cina
2
China Construction Bank
Cina
3
JPMorgan Chase
USA
4
Berkshire Hathaway
USA
5
Agricultural Bank of China
Cina
6
Saudi Oil Company (Saudi Aramco)
Arabia Saudita
7
Ping An Insurance Group
Cina
8
Bank of America
USA
9
Apple
USA
10
Bank of China
Cina
Top ten nella classifica Forbes Global 2000
Top 10 aziende tedesche nella classifica Forbes 2000 del 2020
Pos.
Azienda
23
Volkswagen
25
Allianz
62
Siemens
69
Deutsche Telekom
75
BMW Group
102
Bayer
107
BASF
150
SAP
185
Deutsche Post
206
Munich Re
Top 10 aziende della Germania su Forbes Global 2000 del 2020
Top 10 aziende francesi nella classifica Forbes 2000 del 2020
Pos.
Azienda
29
Total
42
BNP Paribas
64
Axa Group
73
LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton
112
EDF
117
Sanofi
118
Crédit Agricole
137
Vinci
156
Orange
176
L’Oréal
Top 10 aziende dalla Francia nella classifica Forbes Global 2000 del 2020
Top 10 aziende americane nella classifica Forbes 2000 del 2020
Ne abbiamo già viste 4 nella top ten, ecco le prime 10 aziende a stelle e strisce.
Pos
Azienda
3
JPMorgan Chase
4
Berkshire Hathaway
8
Bank of America
9
Apple
11
AT&T
13
Alphabet (Google)
14
ExxonMobile
15
Microsoft
17
Wells Fargo
18
Citigroup
Top 10 aziende americane nella classifica Forbes Global 2000 del 2020
L’indice EUROSTOXX 50 (talvolta chiamato Dow Jones EUROSTOXX 50) è l’indice Blue-chip leader in Europa per l’Eurozona e fornisce una rappresentazione dei leader nell’Eurozona.
Contiene aziende leader nei loro settori e contiene 50 azioni di 11 paesi dell’Eurozona: Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna.
Ulteriori derivati sono i seguenti indici di singoli paesi: L’EUROSTOXX 50 Subindex Francia, l’EUROSTOXX 50 Subindex Italia e l’EUROSTOXX 50 Subindex Spagna, composti da componenti provenienti rispettivamente da Francia, Italia e Spagna.
Dove hai sentito parlare dell’indice EUROSTOXX 50?
Se sei un investitore, potresti essere stato informato della creazione dell’indice EUROSTOXX 50 nel 1998 e del suo successivo ruolo nel valutare il sentiment del mercato azionario all’interno dell’Eurozona. Il vostro consulente finanziario potrebbe avervi suggerito un investimento nell’indice EUROSTOXX 50 come un buon modo per ottenere un’esposizione alle grandi imprese nell’area della moneta unica.
Cosa dovete sapere sull’Indice EUROSTOXX 50
L’Indice EUROSTOXX 50 è stato progettato da STOXX, un fornitore di indici di proprietà del Gruppo Deutsche Börse, ed è l’equivalente europeo dell’Indice Dow Jones 30. È l’indice leader delle 50 maggiori aziende blue-chip con sede in 12 paesi della zona euro.
L’EUROSTOXX 50 dichiara che il suo obiettivo è quello di presentare l’80% di ogni gruppo industriale in ogni mercato, e di conseguenza l’80% dei titoli d’investimento di ogni mercato. I trader e le aziende internazionali possono negoziare e acquistare azioni attraverso stock option, contratti a termine e ETF (exchange-traded funds).
A differenza dell’analogo indice statunitense compilato da Dow Jones, l’indice EUROSTOXX 50 limita l’adesione alle società dei paesi che hanno adottato la moneta unica, l’euro. Ciò significa che nell’indice non ci sono società britanniche.
L’EUROSTOXX 50 è concesso in licenza alle società di servizi finanziari per l’utilizzo nella costruzione di prodotti che tracciano l’indice e viene utilizzato dai gestori di fondi come benchmark per valutare la loro performance. Tra le società presenti nell’indice figurano aziende leader come:
Deutsche Bank
BMW
Adidas
Volkswagen
Vivendi
Intesa San Paolo
Santander
Orange
ENI
Enel
Danone
Axa
A gennaio del 2020 i top 10 componenti dell’EUROSTOXX 50 comprendevano:
Total SA
SAP SE
ASML Holding NV
LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton SE
Linde PLC
Sanofi SA
Siemens AG
Allianz SE
Airbus SE
Unilever NV
Come vengono scelte le aziende per EUROSTOXX 50?
L’Indice EUROSTOXX 50 rappresenta le aziende blue-chip di 12 paesi della zona euro con il più alto valore di mercato per azione. Le società “blue-chip” sono semplicemente società che sono finanziariamente stabili e che ottengono continuamente buoni risultati sul mercato azionario, portando di solito rendimenti elevati agli investitori che hanno acquistato le loro azioni.
La composizione dell’indice varia a seconda dell’aumento e del calo dei valori delle società. Le modifiche vengono tipicamente apportate all’indice EUROSTOXX 50 quando un’azienda non è più una rappresentazione accurata dell’economia a causa di un periodo di significativo disagio finanziario, o per rappresentare meglio l’economia dopo che si è verificato un significativo cambiamento nel suo complesso.
Come viene calcolato?
L’Indice EUROSTOXX 50 è il cosiddetto indice ponderato in base al prezzo, il che significa che le azioni con prezzi azionari più elevati hanno un peso maggiore nell’indice. I 40 titoli più preziosi della lista di selezione sono automaticamente inclusi nell’EUROSTOXX 50, tra cui Allianz, Daimler e Siemens. Le società rimanenti, che riempiranno la lista a capacità, cambiano di anno in anno, per riflettere quanto sia desiderabile investire in virtù del loro valore di mercato.
I calcoli per questi indici utilizzano la formula di Laspeyres, che misura le variazioni di prezzo rispetto a un peso base fisso di quantità.
I calcoli per i valori delle azioni vengono effettuati ogni 15 secondi tra le 09.00 CET e le 18.00 CET per le varianti Euro e Dollaro USA di qualsiasi tipo di rendimento. Le varianti in sterline britanniche sono disponibili solo come calcoli di fine giornata (18.00 CET).
Cosa determina il prezzo di EUROSTOXX 50?
In termini semplici, il prezzo delle società della zona euro quotate sull’indice EUROSTOXX è ciò che controlla il prezzo. Poiché molte delle società quotate sono francesi e tedesche, la volatilità dell’economia di questi paesi influenzerà l’Indice EUROSTOXX. Poiché l’indice è composto da 50 società, il prezzo di una di queste società probabilmente non influenzerà l’indice in modo significativo, poiché le variazioni dei prezzi delle altre società si equilibreranno con esso e si livelleranno. Tuttavia, una seria azione dei prezzi in tutti i paesi europei farà muovere questo indice, e anche le recessioni economiche lo influenzeranno.
Da quando l’indice EUROSTOXX 50 è stato fondato nel 1998, c’è stata l’opportunità di vedere come se la cava in tempi di crisi, quanto è volatile e cosa lo colpisce in particolare. Dal 2008 è evidente che in tempi di crisi nell’Eurozona, l’Indice EUROSTOXX 50 ha rispecchiato questa volatilità.
Come si investe in EUROSTOXX 50?
Il modo più semplice per investire nell’EUROSTOXX 50 è tramite gli ETF. Gli ETF possono essere acquistati e venduti come normali azioni sul mercato azionario, il che li rende diversi dai fondi comuni d’investimento. Di solito hanno anche tassi di commissione molto bassi o nulli, il che li rende più accessibili al commercio rispetto ai fondi indicizzati o ai fondi comuni d’investimento. I due ETF EUROSTOXX 50 più popolari sono SPDR EUROSTOXX 50 ETF e iShares EUROSTOXX 50 ETF.
Molti trader e investitori acquistano e vendono sulla base dell’EUROSTOXX 50 in quanto il mercato considera questo indice come una presentazione generale della salute economica dell’Europa.
Perché EUROSTOXX 50 è utile agli investitori?
L’indice EUROSTOXX 50 è stato introdotto come un comodo strumento di benchmarking della performance delle 50 maggiori società della zona euro quotate in borsa. In questo modo, gli investitori sanno quale sia il capitale di mercato delle aziende giorno per giorno, aiutandoli a decidere su quali siano le aziende più fruttuose in cui investire.
Tutti i componenti dell’€Stoxx 50
A questo punto non ci rimane che elencare tutti i 50 titoli azionari facenti parte dello STOXX 50 Europa.
Il CAC (Cotation Assistée en Continu) 40 è l’indice borsistico francese di riferimento, che rappresenta le 40 società più significative tra le 100 maggiori capitalizzazioni di mercato quotate alla borsa Euronext di Parigi. È uno dei più grandi mercati azionari europei, e quindi uno dei più importanti indici nazionali del gruppo borsistico paneuropeo Euronext.
Come viene calcolato il CAC 40?
Il CAC 40 è composto da 40 delle principali società francesi quotate alla borsa Euronext di Parigi. L’indice è composto e recensito da Euronext, una borsa valori europea.
I componenti del CAC 40 sono rivisti ogni trimestre. Le società vengono selezionate in base alla combinazione di due classifiche: in primo luogo, il valore del loro fatturato regolamentato del precedente periodo di 12 mesi e, infine, la loro capitalizzazione di mercato corretta per il flottante.
L’indice CAC 40 è composto da queste 40 società più alte, dove le società in classifica da 36 a 45 sono collocate in una zona di buffer riser-faller, con priorità alle società già presenti nell’indice. Si noti che in alcuni casi, alle società di altre borse Euronext, può essere concesso un posto sul CAC 40.
Aziende sul CAC 40
Come già anticipato ci sono variazioni trimestrali sulle aziende che compongono il CAC40, però ci sono anche aziende che per loro natura, grandezza e liquidità sono perennemente presenti in questo indice.
Questo l’elenco dei componenti del CAC40:
Stock
Ticket
Capitaliz. (mlrd di €)
LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton
EPA:MC
203
L’Oréal
EPA:OR
150
Sanofi
EPA:SAN
56,8
Total
EPA:FP
98,6
Hermes International
EPA:RMS
81,9
Kering
EPA:KER
67,7
Airbus Group
EPA:AIR
63,4
Air Liquide
EPA:AI
60
EssilorLuxottica
EPA:EL
54,9
Schneider Electric
EPA:SU
54,2
Vinci
EPA:DG
50,1
BNP Paribas
EPA:BNP
48,8
Safran
EPA:SAF
48,6
Axa
EPA:CS
47,8
Danone
EPA:BN
41,2
Dassault Systemes
EPA:DSY
39,8
Pernod Ricard
EPA:RI
38,6
Orange
EPA:ORA
30,6
Engie
EPA:ENGI
28,1
Vivendi
EPA:VIV
26,6
Credit Agricole
EPA:ACA
26,2
STMicro
EPA:STM
22,5
Legrand
EPA:LR
18,2
Michelin
EPA:ML
18,2
Saint Gobain
EPA:SGO
17,7
Thales
EPA:HO
16,6
Capgemini
EPA:CAP
16,5
Société Générale
EPA:GLE
14,2
Peugeot
EPA:UG
13,8
Worldline
EPA:WLN
12,8
Veolia Environnement
EPA:VIE
12,2
Carrefour
EPA:CA
11,9
Bouygues
EPA:EN
11,7
ArcelorMittal
AMS:MT
10,6
Sodexo
EPA:SW
10,4
Unibail Rodamco Westfield
AMS:URW
9,8
Accor
EPA:AC
7,8
Atos
EPA:ATO
7,7
Publicis
EPA:PUB
7,6
Renault
EPA:RNO
7,5
Componenti del Cac 40 al 07/06/2020
Orario di negoziazione CAC 40 (Francia 40)
I principali orari di trading per il CAC 40 sono tra le 09:00 e le 17:30 (CET).
Come si fa a negoziare il CAC 40 (France 40) CFD?
Il CAC 40 è uno degli indici più popolari e ampiamente negoziati del gruppo Euronext, ed ha la tendenza ad essere volatile. Come qualsiasi indice azionario, il CAC 40 non può essere acquistato e venduto come un’azione. Al contrario, oggi è possibile negoziare l’indice CAC 40 utilizzando contratti per differenza (CFD). Negoziare il CAC 40 utilizzando i CFD permette di assumere una posizione lunga o corta senza dover trattare con uno scambio.
Storia del CAC 40
Il CAC prende il nome da Paris Bourse’s, la storica borsa valori, sistema di automazione, la ‘Cotation Assistée en Continu’, che si traduce in ‘Quotazione Assistita Continua’.
Lanciato il 31 dicembre 1987, con un valore di base di 1000, equivalente a un limite di mercato di 370.437.433.433.95,70 franchi francesi, il massimo storico dell’indice è di 6922,33 punti. Come molti altri grandi indici, anche questo è stato raggiunto al culmine della bolla delle dot-com nel settembre 2000.
Da cosa viene influenza il CAC40?
A causa della distribuzione della capitalizzazione di mercato, il CAC 40 è particolarmente sensibile ad alcune variazioni della domanda e dell’offerta di determinati beni e servizi.
I prezzi delle azioni delle maggiori società hanno un effetto sproporzionato sull’indice. Ad esempio, Total, una multinazionale del petrolio e del gas, è la più grande azione all’interno del CAC 40, e quindi l’indice può essere direttamente influenzato dalle variazioni del prezzo del petrolio, influenzando il valore del prezzo delle azioni di Total.
Lo stesso principio si applica al titolo Sanofi, una delle principali aziende farmaceutiche, quando un nuovo farmaco riceve l’approvazione, ci si aspetta che il titolo aumenti, con un impatto sull’indice, o al contrario quando un brevetto scade e l’azienda si trova ad affrontare la concorrenza, ci si aspetta che il titolo scenda, il che può influenzare l’indice.
I cambiamenti economici globali, le tendenze e gli eventi nazionali, come le elezioni presidenziali francesi, le guerre e i disastri naturali, hanno un impatto incredibile sull’indice.
Le questioni sociali e geopolitiche francesi avranno una forte influenza sul CAC 40.
Oltre a ciò, gli indicatori macroeconomici francesi influenzeranno il CAC 40.
Moet Hennessy Louis Vuitton SE (OTC: LVMUY), comunemente chiamato LVMH o Louis Vuitton, esiste come risultato di una fusione del 1987 tra la rinomata casa di moda Louis Vuitton e la società di vini e liquori Moët Hennessy. Il marchio Louis Vuitton ha una storia molto più lunga; la casa di moda è stata inizialmente lanciata dal suo omonimo fondatore nel 1854. Il conglomerato di marchi di lusso possiede circa 70 piccole aziende che chiama “case” e che producono numerosi marchi di alta gamma. Il marchio più antico dell’azienda, il marchio di vini Château d’Yquem, risale al XVI secolo.
Dal 1989, Louis Vuitton è guidata dal Presidente e CEO Bernard Arnault. Tra gli altri dirigenti dell’azienda vi sono Antonio Belloni, Amministratore Delegato del Gruppo; Delphine Arnault, Louis Vuitton Products; Nicolas Bazire, Sviluppo e Acquisizioni; e Jean-Jacques Guiony, Finanza.
La crescita dei ricavi di Louis Vuitton
In attesa dei dati del 2019, nel 2018, Louis Vuitton ha registrato un fatturato totale di 46,8 miliardi di euro. Si tratta di un aumento considerevole rispetto all’analogo dato del 2017, 42,6 miliardi di euro.
Di seguito, diamo un’occhiata più da vicino a diversi dei principali marchi, filiali e acquisizioni di Louis Vuitton.
TAG Heuer
TAG Heuer nasce da un’idea dell’innovatore svizzero Edouard Heuer. L’azienda affonda le sue radici a St-Imier, in Svizzera, dove Heuer brevettò il suo primo orologio nel 1882.
Nel 2019, numerosi orologi presentano un design a triplo cronografo, ma il design Heuer è stato il primo e unico nel suo genere nel corso del XIX secolo e per la maggior parte del XX secolo.
Nella nascita dell’industria automobilistica, i cronografi Heuer hanno avuto un ruolo di primo piano nelle automobili, ma anche negli aerei e nelle imbarcazioni.
Nel 1985 Heuer si fuse con Techniques d’Avant Garde, o TAG, e nel 1999 la LVHM acquistò quasi il 100% della proprietà di TAG Heuer per una somma non rivelata.
Nel 2018, orologi e gioielli hanno rappresentato circa l’8% delle entrate totali di LVMH. TAG Heuer rimane uno degli sponsor principali del team di Formula Uno Red Bull, una partnership portata al marchio da TAG negli anni ’80.
Veuve Clicquot
Fondata alla fine del XVIII secolo da Philippe Clicquot, l’azienda vinicola e di spedizioni Clicquot, che alla fine divenne Veuve Clicquot, era ben nota agli intenditori di Champagne di tutta Europa e degli Stati Uniti già nel 1782. All’azienda francese si deve l’invenzione dello Champagne rosato, un processo che Philippe Clicquot e le generazioni successive della famiglia Clicquot perfezionarono con l’aggiunta di vino rosso durante il processo di produzione dello Champagne.
Louis Vuitton ha acquistato Veuve Clicquot nel 1986 per una quantità non rivelata, appena un anno prima che l’azienda di moda si fondesse con Moët Hennessy. Nel 2018, Louis Vuitton ha registrato un fatturato totale di 5,1 miliardi di euro dal suo ramo vini e liquori, di cui Veuve Clicquot è un membro importante. In quell’anno, l’azienda ha venduto 64,9 milioni di bottiglie di Champagne.
Bulgari
Conosciuta per la creatività e il design di gioielli colorati, Bulgari è stata all’avanguardia nella mercificazione della “dolce vita” fin dalla sua fondazione da parte dell’immigrato greco Sotirios Voulgaris nel 1884.
Il flagship store dell’azienda italiana in Via dei Condotti è un punto di riferimento storico e una delle attrazioni turistiche più visitate di Roma.
LVMH ha acquisito una partecipazione del 50,4% in Bulgari nel 2011 in un’operazione per un valore complessivo di 4,3 miliardi di euro.
Marc Jacobs International
Il premiato designer Marc Jacobs è stato direttore creativo di Louis Vuitton per 16 anni. La partnership strategica ha fatto sì che LVMH abbia assorbito circa l’80% dell’azienda di Jacob nel 2013; questo è speculato dagli addetti ai lavori perché né l’azienda né Jacobs hanno mai rivelato date o cifre esatte.
Marc Jacobs International produce abbigliamento e accessori di alta moda con due marchi, Marc Jacobs e Marc by Marc. Al 2016, i ricavi associati hanno sfiorato il miliardo di dollari, anche se nel 2018 erano scesi a circa 300 milioni di dollari, probabilmente in parte a causa della decisione di Marc Jacobs di separarsi dal marchio LVMH.
Fresh
Cavalcando l’onda dell’interesse dei consumatori per i prodotti naturali, Lev Glazman e Alina Roytberg hanno lanciato Fresh a Boston nel 1991. I prodotti di punta dell’azienda comprendono saponi artigianali, prodotti per la cura della pelle e dei capelli con ingredienti naturali come latte, zucchero e tè. Produce anche una linea di candele firmate.
Venticinque anni dopo, nel 2016, Fresh ha lanciato il Fresh Research Lab, che si trova nel Centro di Ricerca Helios di LVMH a Saint-Jean-de-Braye, Francia.
LVMH ha acquisito la maggioranza di Fresh nel 2000 per una somma non rivelata. Dal 2018, i profumi e i cosmetici rappresentano circa il 13% dei ricavi netti di LVMH.
Guerlain
Pierre-Francois Guerlain fondò la casa di profumi Guerlain nel 1828 con l’intenzione di vendere profumi di alta gamma.
Tra i clienti di Guerlain, all’epoca del suo lancio, c’erano importanti personalità politiche e pubbliche come Napoleone III, la Regina Isabella II di Spagna e la Regina Vittoria.
La società è rimasta di proprietà e gestita dai membri della famiglia Guerlain fino alla sua acquisizione da parte di LVMH nel 1994 per una somma non rivelata. Con circa 800 prodotti offerti nel corso della sua storia, Guerlain rimane un nome familiare per fragranze memorabili come Shalimar, Champs-Élysées e Insolence.
Recenti acquisizioni di LVHM
Con quasi 70 filiali in una serie di aree di prodotti di lusso, ci sono molti altri marchi nella scuderia Louis Vuitton.
Alcuni, come Berluti e Moynat, sono più popolari in Europa e forse meno familiari ai consumatori americani.
Altri, tra cui Belvedere, Zenith, Fendi e Sephora, sono noti in tutto il mondo.
Strategia di acquisizione
Anche se LVMH ha acquisito un gran numero di aziende nel corso dei decenni, tende a farlo senza grande successo.
Piuttosto, Louis Vuitton è alla ricerca di marchi che valorizzino la sua offerta di prodotti e che le permettano di mantenere le sue associazioni di marchi di lusso ed eleganza.
Dato che molti dei marchi della famiglia LVMH hanno una storia pluridecennale, è forse meno probabile che LVMH cerchi di acquisire un gran numero di nuove aziende che si proiettino nel futuro.