Johnson & Johnson è una holding con le sue consociate coinvolte nella produzione e distribuzione di prodotti sanitari di consumo, dispositivi medici e prodotti farmaceutici.
Il suo segmento di consumo è rappresentato dai marchi Johnson’s, Clean & Clear, Le Petite Marseillais e altri. La divisione farmaceutica spedisce prodotti per quasi tutti i campi terapeutici e per le cure delle malattie autoimmuni. La divisione medica produce dispositivi per l’ortopedia, la cura del diabete e altri settori.
La stabilità finanziaria è da decenni uno dei tratti distintivi di Johnson & Johnson. L’azienda ha aumentato il suo dividendo per 55 anni consecutivi e rimane una delle due sole aziende statunitensi ad avere un rating di credito tripla A.
Fortune ha incluso Johnson & Johnson nella sua lista delle più grandi società americane.
Johnson & Johnson è anche orgogliosa della sua responsabilità sociale d’impresa e definisce i suoi valori in un Credo. In esso, l’azienda dichiara: “Crediamo che la nostra prima responsabilità sia nei confronti dei medici, degli infermieri e dei pazienti, delle madri e dei padri e di tutti gli altri che utilizzano i nostri prodotti e servizi […] Dobbiamo sforzarci costantemente di ridurre i nostri costi per mantenere prezzi ragionevoli […] I nostri fornitori e distributori devono avere l’opportunità di realizzare un profitto equo”.
Chi sono le persone chiave di Johnson & Johnson?
Alex Gorsky è Presidente del Consiglio di Amministrazione e Amministratore Delegato. Tra le altre figure chiave figurano il Chief Financial Officer Dominic Caruso; Joaquin Duato, Worldwide Chairman, Pharmaceuticals; Jorge Mesquita, Worldwide Chairman, Consumer; e Ashley McEvoy, Company Group Chairman, Consumer Medical Devices.
Qual è la storia moderna di Johnson & Johnson?
Johnson & Johnson è stata fondata da tre fratelli nel 1885, incorporata nel 1887 e presieduta dai successivi membri della famiglia Johnson fino al 1963. La società è stata quotata in borsa nel 1944 e si è costantemente espansa dal mercato nazionale all’America Latina, all’Europa, all’Africa e all’Asia. Nel 1959, Johnson & Johnson acquistò il produttore farmaceutico Cilag AG – un grande punto di riferimento per la sua divisione farmaceutica. Le divisioni medica e salute dei consumatori hanno visto una grande crescita negli ultimi decenni del XX secolo.
Quali sono gli ultimi sviluppi in Johnson & Johnson?
Per i tre mesi terminati il 29 marzo 2020, i ricavi di Johnson & Johnson sono aumentati del 3% a 20,69 miliardi di dollari. L’utile netto è aumentato del 55% a 5,8 Mrd di dollari. I ricavi riflettono un aumento della domanda di prodotti e servizi della Società dovuto alle favorevoli condizioni di mercato.
Il prezzo delle azioni Johnson & Johnson, che ha oscillato tra i 50 e i 60 dollari per la maggior parte del primo decennio di questo secolo, ha iniziato a decollare nel 2012. A maggio 2014 le azioni erano scambiate a oltre 100 dollari e a gennaio 2018 sono arrivate a 147 dollari. Al 23 aprile 2020, si attestavano a poco più di 157 dollari.
Dove opera Johnson & Johnson?
Johnson & Johnson ha sede nel New Brunswick, nello stato americano del New Jersey. Le circa 250 filiali dell’azienda operano in 60 paesi in tutto il mondo e i suoi prodotti sono venduti in più di 175 paesi. Si tratta quindi di un’azienda veramente globale, con alti livelli di riconoscimento del marchio.
Dove viene commercializzata la Johnson & Johnson?
Johnson & Johnson è quotata alla Borsa di New York (NYSE) e le azioni sono una componente della media industriale Dow Jones.
Qualche tempo fa, in previsione dell’uscita dalla pandemia da Covid 19, avevamo parlato delle azioni cicliche, cioè azioni che tendono a essere soggette all’andamento del mercato, quindi a crescere nei momenti di espansione economica e deprimersi nei momenti di contrazione economica.
Ma esiste anche l’altro lato della medaglia, cioè le azioni difensive (o anche conosciute come azioni non cicliche), cioè titoli che sono poco influenzate dal ciclo economico e hanno una buona performance, distribuendo dividendi, anche nei momenti di crisi economica, come per esempio una Stagflazione.
Un’azione difensiva è quindi un titolo azionario è un’azione che ben performa indipendentemente dallo stato di salute dei mercati azionari. Attenzione a non confondere le azioni difensive con le azioni della difesa, che invece sono titoli di aziende impegnate in ambito militare.
Caratteristiche delle azioni difensive
Iniziamo quindi a comprendere quali caratteristiche deve avere un’azione per essere considerata difensiva. Innanzitutto deve avere un core business che è necessario 365 giorni l’anno, sia con la neve, con la guerra o con il sole. Per esempio, anche durante una guerra, le persone devono mangiare e curarsi, tali azioni rientrano quindi a pieno titolo nei difensivi.
Inoltre è bene che un’azione difensiva non subisca eccessivamente la volatilità e che distribuisca dividendi costanti, ancora meglio se tra gli aristocratici dei dividendi, cioè azioni che ogni anno aumentano la loro cedola.
Giusto per citare qualche nome: la francese Carrefour, le americane Procter & Gamble e Coca Cola oppure legate a vizi che non verranno meno con una crisi, come il fumo e quindi Philip Morris International o Altria. Questi sono solo alcuni esempi.
C’è anche un parametro che indica quelle che sono azioni tipicamente più difensive, o quantomeno che vengono influenzate meno dalla volatilità ed è l’indicatore beta. Le azioni difensive hanno solitamente beta minore di 1, spesso addirittura minore di 0,5. Per meglio comprendere, se il mercato scende del 4% e un’azione ha un beta di 0,25 vuol dire che è scesa solo dell’1%. Lo stesso dicasi però al contrario, quindi se il mercato sale del 4% con beta 0,25 l’azione sarà salita solo dell’1%.
Mix del portafoglio con azioni difensive
Per le caratteristiche intrinseche delle azioni difensive, appare molto evidente come una percentuale di tali titoli dovrebbe sempre essere presente all’interno di ogni portafoglio. E qualora si andasse verso un periodo di forte stress sui mercati, i titoli difensivi dovrebbero essere qualcosa in più di qualche azione.
Naturalmente nel momento in cui si esce da una crisi, quindi il mercato è fortemente espansivo, ci si affiderà molto di più ai titoli ciclici e meno ai difensivi.
I mercati che possono rientrare tra i titoli difensivi
Passiamo quindi ad analizzare i mercati che potrebbero rientrare tra i titoli difensivi. Per farlo immaginate a cosa avrete bisogno a prescindere dalla vostra situazione economica. A noi vengono in mente:
Le abbiamo inserite in quello che per noi è l’ordine di importanza, poiché di vitto e alloggio avremo sempre e comunque necessità, della salute anche, ma in taluni casi alcune spese, in caso di crisi economica, potrebbero essere rimandate (benché sia meglio di no). Se abbiamo animali in casa è certo che dovremo alimentarli, ma possiamo dare i nostri scarti piuttosto che acquistare i cibi appositi. Prodotti per l’igiene sono fondamentali, ma in caso di necessità basta acqua e un sapone e non sono necessari prodotti supplementari su cui l’intero mercato fa business. Dell’energia c’è necessità, ma in caso di crisi ci si può limitare con l’uso (pensiamo per esempio alle richieste da parte dei governi, negli anni ’70 durante la crisi energetica, per ridurre la temperatura in casa e fare a meno di ciò che non è strettamente necessario). Infine il tabacco, che è un vizio ma in caso di grave crisi economica siamo certi che qualcuno smetterà di fumare.
Anche se parzialmente derogabili, comunque queste spese accompagnano la vita di ognuno di noi e, tipicamente, a meno che la crisi economica non sia veramente devastante, tipicamente ci curiamo poco delle spese su queste categorie.
Le azioni difensive, una breve lista
Dopo aver sviscerato i mercati che sono zeppi di azioni difensive, andiamo a fare qualche nome, in questa lista di azioni difensive.
Per fare questa lista abbiamo cercato di mixare azioni provenienti da vari mercati, principalmente americano ed europeo (compresa Svizzera e UK), inoltre abbiamo guardato solo alle aziende con un beta minore di 1 (poco volatili) ed essendo i risultati moltissimi, abbiamo limitato la lista a quelle con la capitalizzazione più alta. Ovviamente tutte queste azioni provengono dalle industrie di cui abbiamo già parlato.
Ci siamo, come ogni anno, a metà aprile, si apre la stagione dei rilasci degli utili, tipicamente il primo trimestre del nuovo anno.
Naturalmente il 2021 non farà eccezione e questa settimana avremo i primi big mondiali che pubblicheranno i loro dati.
Si comincia con Goldman Sachs, JPMorgan Chase, Wells Fargo e Tesco, attesi il 14 aprile ad aprire la stagione.
Fermo restando che potrete seguire l’evoluzione dal nostro calendario utili, ecco comunque riassunte le prossime date importanti:
Azione
Data
Goldman Sachs Group
14/04/2021
JPMorgan Chase
14/04/2021
Wells Fargo
14/04/2021
Tesco
14/04/2021
Citigroup
15/04/2021
Alcoa
15/04/2021
Bank of America
15/04/2021
BlackRock
15/04/2021
PepsiCo
15/04/2021
UnitedHealth Group
15/04/2021
U.S. Bancorp
15/04/2021
Bank of New York Mellon
16/04/2021
Morgan Stanley
16/04/2021
Coca-Cola
19/04/2021
Lockheed Martin
19/04/2021
Texas Instruments
19/04/2021
United Airlines Holdings
19/04/2021
IBM
19/04/2021
Procter & Gamble
20/04/2021
Johnson & Johnson
20/04/2021
Netflix
20/04/2021
Philip Morris
20/04/2021
Intuitive Surgical
20/04/2021
Il calendario dei prossimi utili
Come possiamo facilmente vedere saranno le banche, come al solito, ad aprire le danze ma dalla prossima settimana avremo altre aziende in vari settori. Nella lista troviamo Coca Cola e Pepsi, quindi del settore delle bevande, Intuitive Surgical e UnitedHealth, quindi settore medico, Netflix e IBM a rappresentare il settore Tech, Lockheed Martin per il settore della difesa.
Mai come in questo momento storico le azioni di aziende legate alle necessità primarie sono considerate così tanto bene rifugio. Si tratta di aziende anticicliche, che anche in periodi di crisi continuano a prosperare poiché il core business è legato a qualcosa che le persone non possono non acquistare.
Ci sono varie categorie, come per esempio le utility, le quali offrono elettricità, acqua, gas naturale e servizi di scarico per clienti residenziali, commerciali e industriali, senza dimenticare ovviamente i servizi governativi.
Nel tempo queste aziende si sono guadagnate un posto tra i beni indispensabili e il loro continuo guadagno è dato dall’aumento costante dei prezzi, grazie a contratti regolamentati (quindi approvati da enti governativi) oppure garantiti da accordi ad hoc.
Tali guadagni costanti permettono a queste aziende di avere una visione nel lungo periodo, potendo approvare piani industriali a più anni che garantiscono per i soci dei buoni dividendi, tipicamente superiori alle medie di mercato.
Investimenti a lungo periodo, garanzia degli introiti, prevedibilità del mercato e redditività rendono tali azioni dei buoni beni rifugio, a basso rischio per chi decide di investirci.
Quali sono le migliori azioni di beni indispensabili?
Non tutte le aziende hanno dei fondamentali così soddisfacenti per attirare investimenti; ciò può essere dato dall’alto debito conseguito per posizionarsi sul mercato, da una cattiva gestione o da mutamenti del mercato (pensiamo per esempio ai produttori di petrolio nel momento in cui il mercato si sta spostando verso green energy).
Ecco una lista di aziende di spicco:
Settore
Nazione
Abbott Laboratories NYSE: ABT
Salute
USA
AbbVie NYSE: ABBV
Salute
USA
Albertsons NYSE: ACI
Food
USA
American Water Works Company Inc NYSE: AWK
Acqua
USA
ArcelorMittal AMS: MT
Materie Base
Lussemburgo
Artesian Resources Corporation NASDAQ: ARTNA
Acqua
USA
Athens Water and Sewerage Company SA FRA: EYP
Acqua
Grecia
BioNTech ETR: 22UA
Salute
Germania
Brookfield Infrastructure Partners L.P. NYSE: BIP
Infrastrutture
Canada
California Water Service Group NYSE: CWT
Acqua
USA
Campbell’s NYSE: CPB
Food
USA
Canadian Solar NASDAQ: CSIQ
Infrastrutture
Canada
Carrefour EPA: CA
Food
Francia
Centrica PLC LON: CNA
Energia
Regno Unito
Companhia de Saneamento Bsc DEDSP Sbsp BVMF: SBSP3
Acqua
Brasile
Compass Minerals NYSE: CMP
Materie Base
USA
Covestro ETR: 1COV
Materie Base
Germania
DaVita NYSE: DVA
Salute
USA
DONG Energy CPH: ORSTED
Energia
Danimarca
EDP Renewables ELI: EDPR
Energia
Portogallo
Électricité de France EPA: EDF
Energia
Francia
Eli Lilly and Company NYSE: LLY
Salute
USA
Enel BIT: ENEL
Energia
Italia
Engie EPA: ENGI
Energia
Francia
Essential Utilities Inc NYSE: WTRG
Acqua
USA
Exelon NASDAQ: EXC
Energia
USA
E.ON ETR: EOAN
Energia
Germania
Fresenius Medical Care ETR: FME
Salute
Germania
Global Water Resources Inc NASDAQ: GWRS
Acqua
USA
Hospital Corporation of America NYSE: HCA
Salute
USA
Iberdrola BME: IBE
Energia
Spagna
JinkoSolar Holding Co., Ltd NYSE: JKS
Infrastrutture
Cina
Johnson & Johnson NYSE: JNJ
Salute
USA
Kansai Electric Power Co Inc TYO: 9503
Energia
Giappone
Kroger NYSE: KR
Food
USA
KSB SE & Co KgaA ETR: KSB
Infrastrutture
Germania
Legrand EPA: LR
Infrastrutture
Francia
Magellan Health NASDAQ: MGLN
Salute
USA
Medtronic NYSE: MDT
Salute
USA
Merck & Co. NYSE: MRK
Salute
USA
Merck KGaA ETR: MRK
Salute
Germania
Middlesex Water Company NASDAQ: MSEX
Acqua
USA
Nestle SA SWX: NESN
Food
Svizzera
Nexans EPA: NEX
Infrastrutture
Francia
NextEra Energy Inc NYSE: NEE
Energia
USA
Novartis AG SWX: NOVN
Salute
Svizzera
Novo Nordisk CPH: NOVO-B
Salute
Danimarca
Nutrien Ltd TSE: NTR
Materie Base
Canada
Pennon Group LON: PNN
Acqua
Regno Unito
Pfizer NYSE: PFE
Salute
USA
Prysmian SpA BIT: PRY
Infrastrutture
Italia
Recordati BIT: REC
Salute
Italia
Renewable Energy Group Inc NASDAQ: REGI
Energia
USA
Rexel EPA: RXL
Infrastrutture
Francia
Rio Tinto Group ASX: RIO
Materie Base
Australia
RWE AG ETR: RWE
Energia
Germania
Saint-Gobain EPA: SGO
Materie Base
Francia
Scottish and Southern Energy plc LON: SSE
Energia
Regno Unito
Sesa Goa NYSE: VEDL
Materiali Base
India
Severn Trent LON: SVT
Acqua
Regno Unito
Suez Environnement EPA: SEV
Acqua
Francia
Tenaris BIT: TEN
Materie Base
Lussemburgo
Tokyo Electric Power Company TYO: 9501
Energia
Giappone
UnitedHealth Group NYSE: UNH
Salute
USA
Universal Health Services Inc NYSE: UHS
Salute
USA
United Utilities Group PLC LON: UU
Acqua
Regno Unito
Vale BVMF: VALE3
Materie Base
Brasile
Veolia Environnement EPA: VIE
Acqua / Energia
Francia
Vestas CPH: VWS
Infrastrutture
Danimarca
Vinci EPA: DG
Infrastrutture
Francia
Walmart NYSE: WMT
Food
USA
York Water Co NASDAQ: YORW
Acqua
USA
Azioni delle aziende legate a servizi indispensabili
Perché è bene investire in azioni di utilità?
Prendiamo per esempio il caso delle aziende legate alle infrastrutture, queste hanno affrontato costi enormi per costruire e mantenere i loro asset e quindi temono poco la concorrenza; ciò perché qualsiasi azienda volesse entrare nel mercato dovrebbe, prima di ogni altra cosa, avere un profilo finanziario adatto, creare debito e avere il tempo per creare il tutto, una volta fatto questo si confronterebbe con il mercato.
Stesso dicasi per le aziende energetiche, per la distribuzione di acqua, gas e per l’estrazione di materiali. Ma anche degli ospedali, di laboratori di ricerca, di aziende farmaceutiche e di ogni altro genere di grande investimento primario.
Rating obbligazionario investment-grade
Ovviamente stiamo parlando di aziende medio/grandi, che emettono obbligazioni per finanziare gli investimenti, diventa quindi fondamentale analizzare il rating obbligazionario o di credito di ognuna delle società.
Naturalmente le aziende con rating investment-grade possono finanziarsi a costi bassi e in taluni casi, per aziende con rating AAA (sono pochissime) il credito sfiora lo zero di tasso di interesse.
Bassa leva finanziaria
Come detto è naturale che tali aziende si finanzino sul mercato del credito, ma allo stesso tempo è altrettanto fondamentale che ripaghino tali debiti oppure abbiano una crescita di fatturato tale da rendere i passivi trascurabili.
Per questo motivo, gli investitori dovrebbero cercare le utility con metriche di leverage conservative per il settore. Possibilmente con il rapporto tra debito e ebitda che sia il più basso possibile.
Dividend Payout conservativo
Il Dividend Payout ratio è la percentuale di utile che viene poi distribuita ai soci sotto forma di dividendo. Tipicamente le aziende di utility hanno un payout che si aggira intorno al 65/70%.
I dividendi, per quanto utili per gli azionisti, non sempre sono un bene per l’azienda. Pensiamo per esempio a una compagnia che ha in previsione un grosso investimento e che distribuisce comunque un bel dividendo ricorrendo poi al debito. Non è una mossa molto saggia poiché, conoscendo comunque l’investimento previsto, ha finanziato il dividendo attraverso il debito con l’unico intento di far felici gli azionisti.
Warren Buffett ha appena annunciato di aver acquistato azioni Pfizer e di essere esposto verso le aziende farmaceutiche; Amazon ha appena annunciato Amazon Pharmacy, per vendere medicinali da banco (al momento solo in America); i vaccini contro il Covid stanno galoppando e smuoveranno decine di miliardi.
Insomma, c’è un forte fermento sul tema farmaceutico con un mercato che è in evoluzioni e che potrebbe creare delle grandi opportunità, ne avevamo già parlato in un articolo dedicato al mercato della salute un po’ più ad ampio spettro.
L’industria farmaceutica globale registra ogni anno un fatturato di 1,2 trilioni di dollari. Si tratta di un mercato enorme, che crea enormi opportunità per gli investitori a lungo termine, nonché progressi nella qualità della vita dei pazienti.
Come già detto la pandemia dovuta al COVID-19 sta attirando l’attenzione sulle aziende farmaceutiche, soprattutto quelle che stanno sviluppando vaccini candidati per il Corona Virus. Non è tutto oro ciò che luccica però, ci sono dei rischi ed è fondamentale capire quali sono.
Come fare a entrare nel segmento dei farmaceutici? Proviamo dare una lista di azioni e a capire cosa valutare.
Perché investire in azioni farmaceutiche?
Partiamo da un fondo relativamente giovane, cioè l’ETF SPDR S&P Pharmaceuticals (NYSEMKT:XPH) che, dalla sua nascita del 2006, ha sovraperformato l’S&P500. Appare evidente che i titoli farmaceutici hanno un potenziale tale per superare il mercato in generale, soprattutto se si guarda ai solidi fondamentali di cui dispone.
C’è poco da fare: la popolazione invecchia e linearmente ha sempre più bisogno di medicinali, per vaccini o per la cura, siano essi per infezioni batteriche che per virali. Inoltre questo mercato, per sua natura, investe continuamente in ricerca e sviluppo (e per fortuna aggiungeremmo), così da avere continuamente nuovi prodotti da distribuire.
Alcune azioni di aziende farmaceutiche
Ecco qui una lista di azioni farmaceutiche che hanno il potenziale per creare utili a lungo periodo.
Azienda
Ticket
Nazione
Abbott Laboratories
NYSE:ABT
USA
AbbVie
NYSE:ABBV
USA
Amgen Inc
NASDAQ:AMGN
USA
AstraZeneca
LON:AZN
Regno Unito
Baxter International
NYSE:BAX
USA
Bayer
ETR:BAYN
Germania
BioNTech
NASDAQ:BNTX
Germania
Bristol Myers Squibb
NYSE:BMY
USA
Diasorin
BIT:DIA
Italia
Eli Lilly and Company
NYSE:LLY
USA
GlaxoSmithKline
LON:GSK
Regno Unito
Johnson & Johnson
NYSE:JNJ
USA
Merck & Co
NYSE:MRK
USA
Novartis
SWX:NOVN
Svizzera
Pfizer
NYSE:PFE
USA
Recordati
BIT:REC
Italia
Roche Holding
SWX:RO
Svizzera
Sanofi
EPA:SAN
Francia
Vertex Pharmaceuticals
NASDAQ:VRTX
USA
Abbott Laboratories
Ha sede a North Chicago in Illinois ma opera in più di 130 paesi differenti, Italia compresa.
Si tratta di un gruppo molto vasto che nel 2013 ha deciso di scindere le proprie attività di ricerca e sviluppo che ha fatto confluire in una nuova società quotata che prende il nome di AbbVie.
Alla “vecchia” Abbott Laboratories rimane il compito della produzione dei prodotti.
AbbVie
In ordine alfabetico viene subito dopo ed è strettamente collegata alla precedente come abbiamo già visto. Nata nel 2013 dalla scissione con Abbott Laboratories, AbbVie si occupa di Ricerca e Sviluppo per conto della casa madre.
Il portafoglio di AbbVie comprende diversi prodotti in rapida crescita, tra cui i farmaci antitumorali Imbruvica e Venclexta e i farmaci antinfiammatori Rinvoq e Skyrizi.
Non appare strano, occupandosi di ricerca e sviluppo, che questa azienda abbia costantemente un gran numero di farmaci in programma di test clinici, e spesso tante sono in fase 3, cioè l’ultima fase prima delle autorizzazioni e messa in commercio.
AbbVie, tenendo buono il track record di Abbott, vanta ben 47 anni di aumento costante del dividendo, facendo di questa società una delle regine dei Dividendi Aristocratici.
Amgen Inc
La società di biotecnologie Amgen è stata fondata nel 1980 e il nome AMGen è una contrazione di Genetica Molecolare Applicata.
Con circa 20.000 dipendenti, Amgen è una delle più grandi aziende biotecnologiche del mondo, con un fatturato annuo superiore a 25 miliardi di dollari USA.
Oltre alla sede centrale a Thousand Oaks (California), e a varie filiali negli USA, l’azienda ha uffici praticamente in tutto il globo. Per l’Europa la sede centrale si trova a Zugo, in Svizzera.
I principali prodotti sono: Repatha, Parsabiv, Blincyto, Aimovig, Prolia, Nplate e Vectibix.
AstraZeneca
Salita agli onori della cronaca già in primavera/estate 2020 perché una delle prime ad aver annunciato di avere un vaccino contro il Covid, AstraZeneca è una multinazionale originaria della Svezia/Regno Unito.
AstraZeneca è infatti un gruppo farmaceutico internazionale creato nel 1999 dalla svedese Astra AB e dalla britannica Zeneca PLC.
Zeneca è stata creata nel 1993 dalla divisione farmaceutica dell’azienda chimica britannica Imperial Chemical Industries.
La sede centrale è a Cambridge, il dipartimento di sviluppo e ricerca si trova a Södertälje, in Svezia, a sud di Stoccolma.
Attiva nello sviluppo di farmaci con prescrizione medica per patologie cardiovascolari, respiratorie, infiammatorie, metaboliche, oncologiche, infezioni e disturbi del sistema nervoso.
Baxter International
Baxter International Inc è un’azienda statunitense facente parte della lista Fortune 500.
Con sede a Deerfield, nell’Illinois, l’azienda si concentra principalmente sui prodotti per il trattamento dell’emofilia, delle malattie renali, dei disturbi immunitari e di altre condizioni mediche croniche e acute.
Bayer
Un gigante tedesco attivo in vari mercati, non solo quello farmaceutico ma anche in quello veterinario, agricolo e altre decine di subsegmenti.
Oggi ha sede a Leverkusen, in Renania Settentrionale-Vestfalia, Germania.
La Bayer AG si occupa di molti settori sin dalla sua nascita, nel 1863, quando era una semplice fabbrica di tintura a Barmen, in Germania.
L’azienda era molto prospera, perché in quel periodo era in corso la rivoluzione industriale e le aziende tessili stavano diventando molto potenti, quindi le aziende collegate come la fabbrica di tintura stavano facendo un sacco di soldi. Qualche tempo dopo, scoprirono che il colorante conteneva un qualche mezzo di guarigione e decisero di indagare sul soggetto, scoprendo l’acido acetilsalicilico, il composto dell’aspirina.
Oggi Bayer è conosciuta soprattutto per l’aspirina in campo farmaceutico, ma produce ben più prodotti, anche grazie ad acquisizioni fatte nel corso della sua vita, come quella di Schering AG; Bayer Schering Pharma produce le pillole anticoncezionali Yaz e Yasmin. Entrambi i prodotti utilizzano un nuovo tipo di ormone chiamato progesterone drospirenone in combinazione con gli estrogeni.
Sono solo degli esempi, poiché per entrare nel dettaglio della produzione di Bayer non basterebbe un sito intero.
BioNTech
È una delle aziende più piccole di questa lista, dal basso delle sue poche decine di milioni di fatturato l’anno; eppure merita di stare in questa compagnia poiché, insieme a Pfizer, è titolare di quello che sembra il vaccino più promettente contro il Corona Virus.
Oltre al Covid si è occupata di immunoterapie per il trattamento di pazienti in gravi condizioni.
Bristol Myers Squibb
Bristol-Myers Squibb, spesso chiamata BMS, è una società farmaceutica con sede a New York.
Produce farmaci su prescrizione in diverse aree terapeutiche, tra cui cancro, HIV/AIDS, malattie cardiovascolari, diabete, epatite, artrite reumatoide e disturbi psichiatrici.
Diasorin
Questa è decisamente l’azienda più piccola di questa lista, ma è italiana (un piccolo orgoglio) ed è molto attiva in immunodiagnostica e nella diagnostica molecolare.
Salita agli onori della cronaca poiché è stata una delle poche aziende ad avere la velocità necessaria per la creazione di un test diagnostico molecolare per vedere la presenza del Corona Virus con un tampone nel giro di 60 minuti.
Eli Lilly and Company
Si tratta del più grande produttore di farmaci psichiatrici e ha nel suo portafoglio brand come Prozac (fluoxetina), Dolophine (metadone), Cymbalta (duloxetina) e Zyprexa (olanzapina).
Nella storia di Eli Lilly ci sono due milestone molto importanti, cioè la creazione in serie del vaccino contro la poliomielite e dell’insulina.
GlaxoSmithKline
Stabile tra le prime 10 aziende pharma mondiali, GlaxoSmithKline è nata nel 2000 dalla fusione tra Glaxo Wellcome e SmithKline Beecham.
In Italia ha un portafoglio che comprende circa 50 farmaci da prescrizione nei segmenti del respiratorio, in antibioticoterapia, nel sistema nervoso centrale, in oncologia e in immunologia.
Johnson & Johnson
Tra i prodotti di J&J ci sono i farmaci immunologici Stelara e Tremfya e il farmaco per il cancro alla prostata Darzalex.
L’azienda ha quasi decine di programmi in fase avanzata. I candidati più promettenti sono il farmaco antitumorale lazertinib e il farmaco per la sclerosi multipla ponesimod.
J&J sta anche sviluppando un candidato per il vaccino COVID-19 e sta aumentando la capacità di produzione prima ancora che i test clinici siano completati. Tuttavia, il gigante della sanità è in ritardo rispetto a molti altri nel far avanzare il suo candidato attraverso i test clinici.
Come AbbVie, la J&J è un’aristocratica dei dividendi.
Merck & Co
Da non confondere con la tedesca Merck KGaA, anch’essa impegnata nel mercato del pharma, Merck & Co è un’azienda americana che sviluppa decine di prodotti per la salute umana e veterinaria.
Si tratta di una delle 10 migliori aziende al mondo in termini di fatturato ed è conosciuta, al di fuori degli Stati Uniti, come Merck Sharp & Dohme.
Novartis
Novartis è una multinazionale che si dedica all’industria farmaceutica e biotecnologica.
La sua sede centrale si trova nella città di Basilea (Svizzera). L’azienda è nata dalla fusione di Ciba-Geigy con Sandoz nel 1996, che all’epoca è stata la più grande fusione al mondo.
Il settore pharma genera il 60% delle vendite dell’azienda; strategicamente, questa unità cerca di sviluppare farmaci innovativi, attraverso la leadership mondiale nel mercato cardiologico e oncologico e una forte crescita dei farmaci per l’assistenza primaria, così come dei farmaci per uso specialistico, possedendo un portafoglio di prodotti altamente riconosciuto e in fase di sviluppo.
Pfizer
Realmente non conoscete ancora Pfizer? Si tratta dell’azienda che pare abbia la miglior opportunità per trovare il vaccino contro il Corona Virus.
Nel 2019 Pfizer ha trasformato la sua unità di assistenza sanitaria ai consumatori in una joint venture con GlaxoSmithKline (NYSE:GSK).
Lo spin-off Upjohn dovrebbe aprire la strada a una solida crescita futura, guidata dal farmaco per il cancro al seno Ibrance, dal diluente del sangue Eliquis (che è in commercio con BMS) e dal farmaco immunologico Xeljanz.
Anche la pipeline dell’azienda dovrebbe contribuire alla crescita di Pfizer. Pfizer ha quasi 30 programmi in fase avanzata di test o in attesa di approvazione normativa, tra cui il suo promettente vaccino pneumococcico e il farmaco antidolorifico cronico tanezumab.
Recordati
Si tratta della seconda azienda italiana di cui trattiamo, anche questa più per orgoglio tricolore che per reale merito nello stare in questa lista di aziende che sono dei colossi.
Il settore farmaceutico pesa per Recordati per il 97%, il restante 3% è nel settore chimico.
Controllata dal fondo CVC Capital Partners, che è molto attivo sul segmento salute.
Particolarmente attiva nei sottosettori di
allergia, antiinfettivi, cardiovascolare, dermatologia, gastrointestinale, ginecologia e ostetricia, integratori alimentari, farmaci di automedicazione, otorinolaringoiatra, sistema nervoso centrale, terapia del dolore/Infiammazione, urologia.
Roche Holding
F. Hoffmann-La Roche AG, con sede a Basilea, è la più grande azienda farmaceutica del mondo con un fatturato di quasi 64 miliardi di dollari USA, seguita da Pfizer e Novartis.
Roche produce reagenti e attrezzature per test medici. Le attuali attività di ricerca di Roche si concentrano su oncologia, virologia, neurologia e medicina dei trapianti.
Sanofi
Sanofi è una società francese transnazionale le cui attività comprendono i prodotti farmaceutici,compresi i medicinali soggetti a prescrizione medica nel campo del diabete, delle malattie rare, della sclerosi multipla e dell’oncologia, dei prodotti per la salute dei consumatori e dei generici, e i vaccini.
Nel settore sanitario (non pharma), Sanofi si colloca al terzo posto a livello mondiale in termini di fatturato, ma solo all’undicesimo posto in termini di capitalizzazione di mercato.
Vertex Pharmaceuticals
Vertex Pharmaceuticals è una società biofarmaceutica statunitense con sede a Boston, Massachusetts. L’azienda sviluppa farmaci per il trattamento della fibrosi cistica, del cancro, delle malattie intestinali, delle malattie autoimmuni e dei disturbi neurologici. Vertex è attiva anche nel campo della terapia genica.
Su quali aziende investire?
Si tratta di un mercato lento, che certamente non può eguagliare i grandi andamenti del mercato tech o di altri mercati più immaturi.
Tuttavia tutte le aziende citate hanno qualche prodotto in fase 3, quindi all’ultimo stadio prima della commercializzazione. Inoltre tutte queste aziende hanno già dei farmaci in farmacia e negli ospedali di tutto il mondo.
Si tratta di un mercato maturo ma costante, che continua ad arruolare clienti con il crescere della popolazione mondiale e con il relativo invecchiamento.
Cosa guardare nelle azioni farmaceutiche
La lista è lunga e investire in ognuna di queste aziende, a meno che non guidiate un fondo, è impensabile.
La prima cosa da sapere è la differenza tra le azioni farmaceutiche e quelle biotecnologiche, o addirittura quelle legate al mondo salute. In senso stretto, le aziende farmaceutiche utilizzano prodotti chimici per sviluppare farmaci, mentre le biotecnologie producono farmaci utilizzando organismi viventi come batteri o enzimi. Le aziende della salute invece sono impegnate nella pipeline globale per fruire dei servizi.
La cosa più importante da cercare nei titoli farmaceutici è la loro prospettiva di crescita, dimostrata dalla crescita dei ricavi e dei guadagni. Un rallentamento della crescita potrebbe far pensare a un aumento della concorrenza.
Un’altra componente chiave delle prospettive di crescita di un’azienda farmaceutica è la sua pipeline (tutti i candidati farmaci attualmente in fase di sviluppo). La maggior parte delle aziende farmaceutiche include nelle loro pipeline solo quei farmaci candidati ai test clinici sugli esseri umani o in attesa dell’approvazione normativa da parte delle agenzie governative competenti. Questi candidati possono essere farmaci approvati per un’indicazione (malattie specifiche e, talvolta, fasce d’età specifiche per una malattia), ma non sono ancora stati approvati per un’altra indicazione. Ottenere l’approvazione per ulteriori indicazioni è una grande opportunità di crescita per i produttori di farmaci.
Alcune aziende includono anche i candidati ai farmaci nelle prime fasi di sviluppo della scoperta del farmaco (dove vengono identificati i candidati ai farmaci e le malattie che potrebbero potenzialmente bersagliare) e nei test preclinici (dove i candidati ai farmaci vengono testati in provetta e/o su animali vivi).
Ci sono tipicamente tre fasi coinvolte nei test clinici:
Fase 1: piccoli studi progettati per trovare una dose sicura per il farmaco candidato e determinare come influisce sull’uomo.
Fase 2: studi che possono includere 100 o più pazienti e che si concentrano sulla determinazione della sicurezza, degli effetti collaterali a breve termine e della dose ottimale del farmaco.
Fase 3: studi più ampi che possono includere centinaia o addirittura migliaia di pazienti e che si concentrano sull’efficacia di un farmaco sperimentale nel trattare una malattia target e sulla sua sicurezza.
Ogni fase è un ostacolo che un candidato farmaco deve superare per terminare la gara. Un candidato deve completare con successo ogni fase per passare alla fase successiva. Dopo aver completato con successo i test della fase 3, una società farmaceutica richiede l’approvazione delle normative.
La Food and Drug Administration (FDA) valuta tutti i farmaci negli Stati Uniti. L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha la stessa responsabilità nell’Unione Europea.
Ci vogliono in media 10 anni per far avanzare un farmaco dalla scoperta all’approvazione. Tuttavia, la FDA può accelerare il processo concedendo ad un farmaco la designazione di scoperta, lo status di farmaco orfano o la revisione prioritaria.
I dividendi sono un altro fattore importante da considerare quando si valutano le azioni delle grandi aziende farmaceutiche.
I rischi dell’investimento in azioni farmaceutiche
Diversi fattori determinano i rischi di investimento in azioni farmaceutiche:
Potenziale di fallimento clinico: le probabilità sono particolarmente elevate che i candidati all’inizio della fase iniziale possano non essere efficaci o sicuri negli studi clinici. Anche i candidati ai farmaci nella fase 3 dei test possono però fallire.
Possibilità di non ottenere l’approvazione normativa: mentre un farmaco potrebbe attraversare tutte le fasi dei test clinici, non c’è garanzia che ottenga l’approvazione delle agenzie regolatorie.
Sfide nell’ottenere il rimborso: le aziende farmaceutiche devono convincere i pagatori, compresi i programmi governativi o le assicurazioni sanitarie, a coprire i loro farmaci. I pagatori possono fare pressione sulle aziende farmaceutiche affinché fissino prezzi dei farmaci più bassi di quanto ipotizzato dagli stessi produttori.
La concorrenza: la compagnia farmaceutica può affrontare la concorrenza sul mercato, specialmente quando le versioni generiche di un farmaco entrano nel mercato dopo che il farmaco perde l’esclusività del brevetto.
Responsabilità del prodotto e contenzioso: i produttori di farmaci possono affrontare questioni di responsabilità civile relative ai loro prodotti. Alcune aziende hanno ritirato i farmaci dal mercato a causa di problemi di sicurezza, e sono comuni anche le cause legali.
Grande euforia ieri per l’annuncio di Pfizer secondo cui, nel 90% dei casi trattati in fase 3 della sperimentazione per il vaccino, l’esito a un contagio possibile è stata negativa.
In parole povere, significa che il vaccino sviluppato da Pfizer, in collaborazione con BioNTech, nel 90% dei casi funziona.
Bisogna essere prudenti però, perché tale vaccino è stato somministrato a circa 4.000 persone e di queste solo circa un centinaio sono entrate in contatto con il virus, e 10 di loro hanno comunque contratto il virus con esito positivo, mentre in 90 l’esito è stato negativo.
Prima di affermare con certezza che il vaccino funziona bisogna attendere ancora altri casi di contatto certo, almeno 165, e solo allora si potrà calcolare il reale funzionamento.
Vaccini contro il Corona Virus
Di contro bisogna anche sottolineare che il vaccino prodotto da Pfizer è solo uno dei 4 che si trovano in una fase avanzata, gli altri 3 sono sviluppati da:
AstraZeneca
Moderna
Jonhson & Jonhson
Il Covid 19 ha quindi i giorni contati? Non propriamente, perché i tempi, benché si stia correndo, non sono ancora corti. Bisogna attendere almeno gennaio perché le dosi dei vaccini siano disponibili per il grosso della popolazione.
La reazione sui mercati
Nel mentre ieri giornata di grande sbornia sui mercati globali, con aziende più colpite che hanno recuperato quasi il 40% (come nel caso di Carnival), con Pfizer che è andata in doppia cifra percentuale e come il FTSE MIB che ha chiuso con un rialzo che superava il 6%.
Però c’è una cerchia di aziende che non beneficiano del risultato. Per una serie di motivi c’è una lista di aziende che ieri ha chiuso in territorio negativo, o semplicemente che non avrà vita facile in borsa nel prossimo futuro. Ecco qualche esempio:
Diasorin: l’azienda italiana si occupa di test sierologici e tamponi; appare evidente che con il vaccino la richiesta dei suoi servigi sarà sempre più bassa. Ieri l’azienda di Salluggia ha perso circa il 16%.
Zoom Communication ha avuto una notorietà immensa in questi mesi di lockdown, con un aumento, da inizio anno, che supera il 500%. Appare ovvio che in caso di vaccino il software servirà un po’ meno, con ovvie ripercussioni sui conti economici.
Netflix: alzi la mano chi non ha fatto (o quantomeno pensato) a Netflix in questo periodo di chiusura. È la tv del futuro che, grazie al covid, ha avuto una netta accelerazione nel presente. L’azienda continuerà certamente a incrementare la propria base utenti, ma forse un po’ più lentamente di quanto fatto in questi ultimi mesi.
Amazon: con i negozi chiusi era una delle poche alternative alla sete di shopping. Ecco, la piattaforma certamente continuerà a crescere, ma forse l’accelerazione di questi mesi diventerà difficile da ripetere.
Parlare di Dividendi Aristocratici in un anno come il 2020, cioè con la pandemia di Covid in atto e con le aziende che per far fronte alle esigenze di liquidità cercano di tenere più cassa possibile è un esercizio non semplice.
Eppure c’è una ristretta cerchia di titoli che continua a far parte di questa Elite e che, anche nel 2020, hanno continuato ad aumentare i propri dividendi.
Cosa sono i Dividendi Aristocratici?
Per far parte di questa ristretta lista bisogna soddisfare 3 criteri fondamentali:
Avere un trackrecord di aumenti dei dividendi almeno per 25 anni
Avere una dimensione e una liquidità soddisfacente
Il punto 3 in realtà è quasi sempre soddisfatto perché le regole di grandezza e di liquidità sono già soddisfatte per rientrare nell’indice di Standard & Poor’s.
Azioni con Dividendi Aristocratici
La lista, per ovvi motivi, deve essere continuamente aggiornata e questa fa riferimento a ottobre del 2020, con la lista di titoli appartenenti alla classe dei dividendi aristocratici.
Titolo
Ticket
3M Company
MMM
A.O. Smith
AOS
Abbott Laboratories
ABT
AbbVie Inc.
ABBV
Aflac
AFL
Air Products & Chemicals Inc
APD
Albemarle Corporation
ALB
Amcor plc
AMCR
Archer Daniels Midland
ADM
AT&T
T
Atmos Energy
ATO
Automatic Data Processing
ADP
Becton Dickinson
BDX
Brown-Forman (Class B shares)
BF-B
Cardinal Health Inc.
CAH
Caterpillar Inc.
CAT
Chevron Corp.
CVX
Chubb Limited
CB
Cincinnati Financial Corp
CINF
Cintas Corp
CTAS
The Clorox Company
CLX
Coca-Cola Co
KO
Colgate-Palmolive
CL
Consolidated Edison Inc
ED
Dover Corp
DOV
Ecolab Inc
ECL
Emerson Electric
EMR
Essex Property Trust
ESS
Expeditors International of Washington
EXPD
Exxon Mobil Corp
XOM
Federal Realty Investment Trust
FRT
Franklin Resources
BEN
General Dynamics
GD
Genuine Parts Company
GPC
Hormel Foods Corp
HRL
Illinois Tool Works
ITW
Johnson & Johnson
JNJ
Kimberly-Clark
KMB
Leggett & Platt
LEG
Linde plc
LIN
Lowe’s Companies, Inc.
LOW
McCormick & Company
MKC
McDonald’s
MCD
Medtronic
MDT
Nucor
NUE
Pentair
PNR
People’s United Financial
PBCT
PepsiCo
PEP
PPG Industries
PPG
Procter & Gamble
PG
Raytheon Technologies
RTX
Realty Income
O
Roper Technologies
ROP
S&P Global (formalmente McGraw Hill Financial, Inc.)
SPGI
Sherwin-Williams
SHW
Stanley Black & Decker Inc.
SWK
Sysco
SYY
T. Rowe Price
TROW
Target Corporation
TGT
VF Corporation
VFC
Walgreens Boots Alliance
WBA
Walmart
WMT
W. W. Grainger
GWW
Lista di titolo appartenenti ai dividendi aristocratici
Come si può facilmente notare, sono presenti titoli di colossi, come Coca Cola e McDonald’s e altri titoli meno conosciuti, soprattutto nel vecchio continente.
Dividendi Aristocratici in Europa e in Italia
Evidentemente se vogliamo trovare gli equivalenti dei dividend aristocratics americani in Europa, quindi i dividendi aristocratici europei, dobbiamo abbandonare qualche parametro, come per esempio la presenza nell’S&P 500 (che include solo titoli americani); inoltre, per allungare un po’ la lista e arrivare almeno a 30 titoli, abbassiamo la soglia del numero di anni di dividendo, portandola a 20.
Quello che ne esce è il seguente quadro.
Azienda
Paese
Ticker
Anni di aumento
Nestle SA
CH
SWX:NESN
61
Unilever NV
NL
AMS:UNA
54
Muenchener Rueckvrschrng Gslchft AG Mnch
DE
ETR:MUV2
50
Halma plc
UK
LON:HLMA
42
Total SA
FR
EPA:FP
38
Groep Brussel Lambert NV
BE
EBR:GBLB
34
L’Oreal SA
FR
EPA:OR
32
Danone SA
FR
EPA:BN
32
Coloplast A/S
DK
CPH:COLO-B
31
Wolters Kluwer
NL
AMS:WKL
30
Roche Holding Ltd. Genussscheine
CH
SWX:ROG
30
Spirax-Sarco Engineering plc
UK
LON:SPX
29
Diageo plc
UK
LON:DGE
29
Henkel AG & Co KGaA
DE
ETR:HEN3
29
SAP SE
DE
ETR:SAP
28
Croda International plc
UK
LON:CRDA
28
Koninklijke DSM N.V.
NL
AMS:DSM
27
Philips NV
NL
AMS:PHIA
26
Siemens AG
DE
ETR:SIE
26
ASSA ABLOY AB
SW
STO:ASSA-B
25
Red Electrica Corporacion SA
ES
BME:REE
25
Novartis AG
CH
SWX:NOVN
24
Lindt & Sprüngli AG
CH
SWX:LISN
24
Novo Nordisk A/S
DK
CPH:NOVO-B
23
Fresenius Medical Care AG & Co. KGaA
DE
ETR:FME
23
Hermes International SCA
FR
EPA:RMS
22
Sanofi SA
FR
EPA:SAN
21
British American Tabacco
UK
LON:BATS
20
Lista dei dividendi aristocratici europei
Come si può notare mancano completamente le aziende italiane. Benché tante aziende italiane distribuiscono dividendi, per motivi differenti, in questo momento nessuna azione ha un trackrecord di almeno 20 anni.
Solo un paio di anni fa Milano Finanza aveva pubblicato la lista dei sacerdoti del dividendo nel quale si notava qualche titolo che puntava ai 20 anni:
Peccato che Atlantia già nel 2018 abbia diminuito la somma del dividendo, ERG l’abbia fatto nel 2017, Recordati non ha ancora tagliato ma si aspetta il saldo per il 2020 e Sol è l’unica ancora in pista, ma ha una capitalizzazione tale per cui non può essere aggiunta alla lista precedente.
Insomma, la lista dei dividendi aristocratici italiani deve essere ancora costruita, ma serviranno anni.
Il Dow Jones Global Titans 50 Index è un indice composto da 50 delle più grandi multinazionali del mondo. S&P Global possiede questo indice così come gli altri indici Dow Jones.
S&P seleziona le società per questo indice calcolando criteri specifici come la capitalizzazione di mercato e la fluttuazione libera di ciascuna società, le vendite e i ricavi e i livelli di reddito netto.
L’indice Global Titans 50 è stato lanciato nel luglio 1999. Esso riflette l’impatto della globalizzazione sull’economia mondiale, nonché la crescita e l’influenza delle fusioni e lo sviluppo delle mega-società negli ultimi anni.
L’indice Dow Jones Global Titans 50 è uno dei tanti indici Dow Jones, ognuno dei quali traccia diversi aspetti dell’economia. L’indice Dow Jones originale tracciava specificamente le aziende industriali, in quanto erano i principali motori dell’economia quando l’indice ha fatto il suo debutto. L’indice globale dei titani riflette lo spostamento dell’economia globale verso la tecnologia e i servizi. Comprende ancora aziende manifatturiere come i produttori di auto e bevande e di software, ma comprende anche produttori di software e vari fornitori di servizi.
L’indice globale Dow Jones Global Titans 50
S&P ricalcola e ri-pesa l’indice trimestralmente per tenere conto delle variazioni del flottante dei titoli dei membri. S&P calcola e riporta il suo valore sia in dollari statunitensi che in euro.
Ogni società quotata nell’indice guadagna ricavi sia a livello nazionale che internazionale. Queste società blue chip operano individualmente sulle principali borse di tutto il mondo, come la Borsa di New York, la Borsa di Tokyo, il NASDAQ e la Borsa di Londra.
S&P sceglie queste società all’interno dell’universo BMI di S&P, che comprende circa il 95% dei mercati sviluppati ed emergenti per capitalizzazione di mercato. Poiché le società dell’indice Global Titans 50 sono note per le loro dimensioni e la loro stabilità, la valutazione degli utili dell’indice nel suo complesso tende ad essere inferiore alle principali medie di mercato come l’S&P 500.
La composizione dell’indice
Le aziende elencate nell’indice operano in un’ampia varietà di settori, tra cui alimenti e bevande, elettronica, automobili, prodotti farmaceutici e software.
L’industria che la fa da padrona nell’indice è la tecnologia, con un peso del 42,5%, seguita da Health Care con 15,8% e Consumer Services 12,9%.
Le aziende con sede negli Stati Uniti dominano l’indice, comprese società come McDonald’s, Wal-Mart, Philip Morris, General Electric, Johnson & Johnson ed Exxon Mobil. Anche le aziende tecnologiche americane figurano nell’indice, tra cui Apple, Microsoft e Alphabet, la società madre di Google.
Benché si chiami Global Titans 50, i titoli in lista sono tipicamente di più poiché alcune aziende hanno più titoli, come per esempio Alphabet che ha azioni A e C.
Questa la lista completa a giugno del 2020
Azienda
Nazione
Capitalizzazione (mlrd $)
Apple
USA
1.578
Microsoft
USA
1.564
Alphabet
USA
1.001
Berkshire Hathaway
USA
434
Johnson & Johnson
USA
372
Samsung
Sud Korea
368
Walmart
USA
338
Nestlé
Svizzera
310
Mastercard
USA
303
Procter & Gamble
USA
299
Roche
Svizzera
296
JPMorgan Chase
USA
282
Intel
USA
250
NVidia
USA
236
Verizon
USA
227
AT&T
USA
214
Toyota
Giappone
206
The Walt Disney Company
USA
205
Bank of America
USA
202
Merck
USA
199
The Coca Cola
USA
193
Cisco Systems
USA
193
Novartis
Svizzera
192
Pfizer
USA
192
Exxon Mobil
USA
186
PepsiCo
USA
184
AbbVie
USA
174
Oracle
USA
172
Chevron
USA
165
Abbott Laboratories
USA
163
Amgen
USA
152
McDonald’s
USA
136
Sanofi
Francia
128
Royal Dutch Shell
Olanda
124
Philip Morris
USA
110
IBM
USA
106
Citigroup
USA
105
Qualcomm
USA
103
The Boeing Company
USA
102
GlaxoSmithKline
Gran Bretagna
101
Total
Francia
101
BHP
Gran Bretagna
100
HSBC
Gran Bretagna
97
Siemens
Germania
95
3M
USA
90
British American Tobacco
Gran Bretagna
87
BP
Gran Bretagna
77
Anheuser-Busch InBev
USA
76
Allianz
Germania
71
Gazprom
Russia
65
General Electric
USA
60
BASF
Germania
52
Conoco Phillips
USA
45
Vodafone
Gran Bretagna
43
Lista dei componenti del Dow Jones Global Titans 50 Index
Spesso ci si riferisce alle varie classifiche mondiali guardando alle aziende che hanno più profitti, che hanno più ricavi oppure semplicemente che hanno una maggiore capitalizzazione.
La questione di base, però, è che la maggior parte degli investitori non va OTC e quindi le azioni che riescono ad acquistare arrivano dai seguenti mercati:
USA
Gran Bretagna
Germania
Francia
Italia
Spagna
Svizzera
Olanda
Portogallo
Si tratta di pochi mercati che però, Cina a parte, servono la maggior parte delle aziende di spessore a livello mondiale.
Certo, la Cina (così come anche il Giappone) fa storia a sé ma chi volesse operare su questi mercati avrebbe sostanzialmente 2 strade: mercato Over The Country oppure CFD/ETF.
Rimaniamo quindi in occidente, dove è molto semplice acquistare azioni e limitiamoci a 4 monete principali: euro, dollaro, franco svizzero, sterlina.
Per la classifica, anziché prendere come parametro semplicemente la capitalizzazione, dove le aziende americane la fanno da padrone, prendiamo quella che è la lista globale più completa, cioè il Fortune Global 500 dell’ultimo anno, quindi del 2019.
Le migliori aziende occidentali, quotate in borsa
Pos.
Azienda
Nazione
1
Walmart
USA
2
Royal Dutch Shell
Olanda
3
BP
Gran Bretagna
4
Exxon Mobil
USA
5
Volkswagen
Germania
6
Apple
USA
7
Berkshire Hathaway
USA
8
Amazon.com
USA
9
UnitedHealth Group
USA
10
Glencore
Svizzera
11
McKesson
USA
12
Daimler
Germania
13
CVS Health
USA
14
Total
Francia
15
EXOR Group
Olanda / Italia
16
AT&T
USA
17
AmerisourceBergen
USA
18
Chevron
USA
19
Ford Motor
USA
20
General Motors
USA
21
Costco Wholesale
USA
22
Alphabet / Google
USA
23
Cardinal Health
USA
24
Walgreens Boots Alliance
USA
25
JPMorgan Chase & Co.
USA
26
Verizon Communications
USA
27
Allianz
Germania
28
AXA
Francia
29
Kroger
USA
30
General Electric
USA
31
Fannie Mae
USA
32
BMW Group
Germania
33
Phillips 66
USA
34
Valero Energy
USA
35
Bank of America Corp.
USA
36
Microsoft
USA
37
Home Depot
USA
38
Boeing
USA
39
Wells Fargo
USA
40
Siemens
Germania
41
Citigroup
USA
42
Marathon Petroleum
USA
43
Comcast
USA
44
Nestlé
Svizzera
45
Uniper
Germania
46
Anthem
USA
47
Carrefour
Francia
48
ENI
Italia
49
Dell Technologies
USA
50
Banco Santander
Spagna
51
Enel
Italia
52
Deutsche Telekom
Germania
53
Crédit Agricole
Francia
54
Assicurazioni Generali
Italia
55
Peugeot
Francia
56
HSBC Holdings
Gran Bretagna
57
DuPont
USA
58
Tesco
Gran Bretagna
59
BNP Paribas
Francia
60
Johnson & Johnson
USA
61
Electricité de France (EDF)
Francia
62
International Business Machines (IBM)
USA
63
BASF
Germania
64
ArcelorMittal
Lussemburgo
65
Target
USA
66
Airbus
Olanda
67
Deutsche Post DHL Group
Germania
68
Engie
Francia
69
Royal Ahold Delhaize
Olanda
70
United Parcel Service (UPS)
USA
71
Lowe’s
USA
72
Intel
USA
73
MetLife
USA
74
Renault
Francia
75
Munich Re Group
Germania
76
Procter & Gamble
USA
77
United Technologies
USA
78
FedEx
USA
79
PepsiCo
USA
80
Archer Daniels Midland
USA
81
Prudential Financial
USA
82
Roche Group
Svizzera
83
Albertsons Cos.
USA
84
Unilever
Olanda / GB
85
Centene
USA
86
Walt Disney
USA
87
Sysco
USA
88
HP
USA
89
Société Générale
Francia
90
Telefónica
Spagna
91
Humana
USA
92
RWE
Germania
93
Facebook
USA
94
Christian Dior
Francia
95
Caterpillar
USA
96
Anheuser-Busch InBev
Belgio
97
Energy Transfer
USA
98
Lockheed Martin
USA
99
Pfizer
USA
100
Repsol
Spagna
101
Novartis
Svizzera
102
Goldman Sachs Group
USA
103
Continental
Germania
104
Vinci
Francia
105
Finatis
Francia
106
ThyssenKrupp
Germania
107
Vodafone
Gran Bretagna
108
Morgan Stanley
USA
Le ultime 8 le abbiamo aggiunte poiché non ce l’hanno fatta per poco 🙂
Scherzi a parte, le ultime 8 le abbiamo aggiunte perché questa è la lista completa delle società, presenti nella Global 500 di Fortune, che hanno superato i 50 miliardi $ di fatturato durante il 2019. Ovviamente stiamo parlando di società che arrivano da mercati comunitari, britannici, svizzeri o americani.
Gli investitori hanno diverse strategie che possono utilizzare per fare soldi nel mercato azionario. Una strategia popolare è quella di acquistare azioni in crescita, che sono aziende che si prevede aumenteranno i loro profitti (o ricavi) ad un ritmo più veloce della media. Insomma, azioni di aziende che per la natura del loro business faranno faville in futuro.
Le aziende che possono farlo per un periodo di tempo prolungato tendono ad essere ricompensate con un prezzo delle azioni più alto, consentendo ai loro investitori di ottenere grandi rendimenti attraverso l’apprezzamento del capitale.
Attenzione però, perché le aziende ad alta crescita potenziale stanno già scontando la ricompensa del rischio, quindi è importante conoscere le basi di ciò che l’investimento di crescita comporta, i suoi rischi e come minimizzarli prima di iniziare una strategia di investimento.
Ma una volta pronti, come fanno gli investitori a trovare titoli di crescita in cui investire? Ecco alcuni metodi usati per identificare le aziende che stanno per decollare.
Cos’è un titolo in crescita (o titolo growth)?
Uno stock di crescita è un’azienda su cui ci si aspetta aumenti dei propri profitti (o ricavi) a un ritmo molto più veloce rispetto alla media delle aziende del settore o del mercato in generale.
I titoli in crescita attraggono molti investitori e ciò si denota sul P/E (i multipli degli utili per arrivare al prezzo) che generalmente è alto. In generale, più velocemente una società può far crescere i propri profitti, più velocemente il prezzo delle azioni dovrebbe essere apprezzato. Al di là dei profitti, ci sono alcune altre caratteristiche comuni dei titoli in crescita di successo a cui prestare attenzione, come le grandi opportunità di mercato e i solidi modelli di business.
Dove cercare i titoli in crescita
Innanzitutto lasciate stare l’Italia, non perché non ce ne possano essere ma per il semplice motivo che la grandezza della piazza azionaria fa sì che ci si trovi davanti a un titolo pronto a decollare una volta ogni 4/5 anni.
Se si guarda un elenco di azioni ad alta crescita si nota che molte di queste società non esistevano alcuni decenni fa, ma da allora sono diventate nomi famosi:
Amazon.com (NASDAQ:AMZN)
Netflix (NASDAQ:NFLX)
Tesla (NASDAQ:TSLA)
hanno tutte iniziato come piccoli operatori nei loro rispettivi mercati, ma hanno costantemente convinto i consumatori ad acquistare da loro invece che dalla concorrenza. Questo ha contribuito a generare un’enorme crescita di ricavi e profitti, nel corso degli anni, e ha trasformato queste aziende in investimenti vincenti.
Quindi, come si può identificare il prossimo Amazon.com, Netflix o Tesla mentre è ancora agli inizi? Un metodo è quello di setacciare le tue abitudini recenti per vedere se puoi identificare prodotti o servizi che stai acquistando regolarmente da oggi e che non avevi in passato.
Se voi (o i vostri amici) vi siete innamorati di un nuovo prodotto o servizio, allora c’è una buona probabilità che l’azienda dietro a quel prodotto valga la pena di indagare.
Personalmente ho fatto diversi investimenti redditizi nell’ultimo decennio, semplicemente osservando le mie abitudini di acquisto. Per esempio, ho capito che Tesla sarebbe esplosa quando vidi, durante un viaggio ad Amsterdam nel 2014, una serie di Taxi con il marchio americano. Se i tassisti olandesi scelgono in massa un marchio innovativo come Tesla, c’è da stare certi che il futuro è là. Nel 2014 il prezzo delle azioni si aggirava intorno ai 220 dollari, prezzo che all’epoca ritenevo caro e quindi entrai con pochi soldi… beh, se segui questo sito sai che Tesla è arrivata a sfondare i 1.000 dollari.
Le famiglie americane stanno cambiando le loro abitudini, quando mangiano fuori vanno da ristoranti più sani, come Chipotle (NYSE:CMG), ma mantengono ancora l’idea della velocità con i fast food tradizionali come McDonald’s. Quindi a pranzo un fast food e a cena slow food.
Inoltre in Italia abbiamo un particolare vantaggio che in America manca: noi possiamo vedere a posteriori cosa ha avuto successo nella nazione a stella e strisce e investire nel momento in cui si affaccia sul mercato internazionale. Un’azione che ha fatto molto bene in America è probabile che all’estero faccia altrettanto bene; inoltre ha tanto mercato da esplorare.
Un esempio? McDoland’s negli anni ’80 era un must in America e si stava affacciando prepotentemente sul mercato internazionale; qui da noi avevamo ancora i paninari (che sarebbero stati tutti sostituiti dal fast food), quindi un investitore attento avrebbe potuto spendere 1,21 dollari il 20 giugno del 1980 e tirarne fuori 218 il 16 agosto del 2019. Si tratta di un guadagno del 17.916%. Un lavoratore italiano che investe il suo primo stipendio da 1.200 dollari in McDonald’s si ritrova un TFR di circa 215 mila dollari.
Volete un esempio moderno? Starbucks (NASDAQ:SBUX) ha aperto in Italia giusto un paio d’anni fa (in forte ritardo sul resto d’Europa), quindi siamo già in ritardo per l’investimento, nonostante ciò chi avesse visto la tendenza in Europa (che dura da 10 anni) avrebbe investito a fine anni 2000 a circa 10 dollari per avere oggi un’azione che ne valeva circa 80/100.
In America stanno abbandonando il cavo e la tendenza si vede anche qui da noi: lo streaming sta vincendo e quindi Amazon.com (Prime Video), Netflix e YouTube di Alphabet avranno molto futuro. Troppo tardi? Mica tanto… ancora c’è tanta fetta di popolazione che non è stata pervasa da Netflix, anche nelle grandi città.
Visto che l’abbiamo nominato, vogliamo parlare di Amazon e dell’eCommerce? Quanti articoli comprate online? Pensate che tutti facciano come voi? Pensate che ci siano fette di popolazione che arriveranno prossimamente su Amazon?
Ci sono negozi al dettaglio o concetti di ristoranti che frequenti ora ma che prima non frequentavi? Ci sono nuovi cibi o bevande che ora acquistate dal negozio di alimentari? Sei diventato un fan sfegatato di un particolare sito web o di una particolare app?
Una rapida ricerca su internet può aiutarti a trovare le aziende che stanno dietro ai prodotti o ai servizi che hai imparato ad amare. Se si tratta di aziende quotate in borsa e ancora nelle prime fasi del loro ciclo di crescita, allora potresti essere incappato in un potenziale vincitore.
Tenete d’occhio le macro tendenze della società
I migliori stock di crescita tendono a beneficiare di un cambiamento massiccio che avviene nella società. Le aziende che sono in grado di capitalizzare su un trend che richiede anni per essere messo in pratica possono spesso vedere i loro ricavi e profitti crescere per anni e possono generare enormi ritorni per gli investitori.
Quindi, quali macro tendenze stanno accadendo in questo momento che gli investitori possono trarre vantaggio?
Salute e benessere
Avete notato che sempre più persone stanno iniziando ad adottare uno stile di vita più sano? Questa tendenza si sta sviluppando in numerosi modi, come ad esempio la crescente popolarità dello yoga o l’uso crescente di alimenti biologici. Questa è una tendenza che sembra essere qui per rimanere ed è pronta a beneficiare molte aziende diverse. Dai distributori di alimenti biologici ai produttori di abbigliamento per lo yoga ci sono molti modi in cui gli investitori possono trarre vantaggio da questa tendenza. Pensate che lo Yoga sia una moda passeggera? Investite solo sul mangiar sano.
La guerra ai contanti
Ci siamo abituati a usare carte di debito e di credito per pagare tutto (almeno noi avanguardisti), eppure 85% delle transazioni globali avviene ancora in contanti o con assegni e l’Italia è molto indietro, solo il 32% delle transazioni avviene attraverso carte di pagamento.
Dati i benefici che derivano dall’andare senza contanti (transazioni più veloci, non dover mai affrontare il cambio di moneta, la possibilità di guadagnare ricompense attraverso il cashback) in molti passeranno alla plastica nel tempo. Questa è una grande ragione per cui nel portafoglio personale ci sono aziende che beneficeranno di questo cambiamento come Visa, Mastercard e Square.
L’ascesa della pubblicità online
Ti piace ricevere telefonate da call center? Ricevere posta indesiderata? Guardare la pubblicità in televisione? Non piace a nessuno.
Le grandi aziende però vi devono convincere e troveranno il metodo per arrivare a voi. Ecco perché molti di loro stanno spostando i loro soldi dedicati alla pubblicità verso i canali online in modo da potersi mantenere in contatto con i loro consumatori.
Questo spostamento di spesa sta creando un’enorme opportunità per le aziende che eccellono nel raggiungere i consumatori online come The Trade Desk (NASDAQ:TTD) e Facebook (NASDAQ:FB).
Invecchiamento della popolazione mondiale
Lo sapevate che 10.000 americani compieranno 65 anni ogni giorno tra il 2010 e il 2029? In Italia? Non siamo da meno, siamo una delle popolazioni più vecchie al mondo.
Questo massiccio cambiamento demografico è un forte vento per tutte le aziende che rispondono alle esigenze degli anziani. Tutti i tipi di aziende trarranno vantaggio da questa tendenza, compresi i proprietari di case di cura e i conglomerati sanitari, come Johnson & Johnson.
Cavalcare le tendenze
Questi sono solo alcuni dei macro cambiamenti che si stanno verificando nella nostra società oggi. La prossima volta che ne notate uno, fate una piccola ricerca per vedere se ci sono aziende che trarranno beneficio da questa tendenza.
A cavalluccio sulle leggende
I gestori di fondi di Wall Street di solito hanno a disposizione enormi budget per la ricerca che usano per trovare grandi imprese. Dal momento che questi grandi gestori di fondi sono tenuti a segnalare le loro partecipazioni alla SEC ogni 90 giorni, può essere un’esperienza di apprendimento che apre gli occhi per scegliere tra i loro recenti acquisti e vendite per vedere quali azioni gli piacciono.
Anche se non vale la pena seguire tutti i gestori di fondi di crescita, ce ne sono diversi che possono essere una meravigliosa fonte di idee per le azioni.
Pat Dorsey della Dorsey Asset Management
Dorsey è stato il direttore della ricerca azionaria di Morningstar per più di un decennio, autore di due libri da leggere per gli investitori che guardano al futuro:
The Five Rules for Successful Stock Investing
The Little Book that Builds Wealth
Dorsey gestisce ora la propria attività di gestione patrimoniale e scommette in modo concentrato su azioni in crescita che, a suo avviso, saranno in grado di aumentare la ricchezza degli azionisti per anni.
Chuck Akre di Akre Capital Management
Akre ha gestito il fondo FBR Focus Fund dal 1997 al 2009 e ha prodotto rendimenti annualizzati di oltre il 12% durante il suo mandato, un risultato di gran lunga superiore al 4,4% del rendimento dell’S&P 500 nello stesso arco di tempo.
Akre ha lanciato i propri fondi comuni di investimento nel 2009. Il suo stile è quello di acquistare azioni di crescita che vengono scambiate a prezzi di valore e che raramente vende. Gestisce anche un portafoglio concentrato.
Carl Icahn di Icahn Capital Management
Gli investitori a lungo termine del veicolo d’investimento quotato in borsa Icahn Enterprises (NASDAQ:IEP) hanno goduto di rendimenti da battere il mercato. Il patrimonio netto di Icahn è salito a più di 18 miliardi di dollari grazie alla sua capacità di trovare titoli a prezzi bassi. Negli ultimi anni, è diventato un investitore attivista che acquista una posizione significativa in un’azienda e poi scuote il suo consiglio di amministrazione e il team di gestione nel tentativo di migliorare il business. Anche se il suo stile frenetico non è adatto a tutti, è buona norma guardare il suo portafoglio per vedere cosa ha comprato o venduto di recente.
Ci sono anche una pletora di siti web che rendono facile tracciare e classificare ciò che gli investitori in crescita stanno facendo, tra cui Whale Wisdom, TipRanks e Guru Focus. Gli investitori in crescita possono visitare uno qualsiasi di questi siti e imparare rapidamente ciò che molti grandi manager hanno comprato e venduto negli ultimi mesi per trovare idee proprie per le azioni.
Strumenti di selezione delle azioni
Altre fonti affidabili che vengono utilizzate per trovare idee di crescita sono strumenti di screening gratuiti. Mentre ci sono diversi strumenti di screening azionario tra cui gli investitori possono scegliere, uno dei migliori si chiama Finviz. Questo sito web facile da usare contiene dati su più di 7.300 aziende e gli investitori possono inserire una varietà di parametri per aiutarli a trovare i titoli che soddisfano i criteri che ritengono più utili.
Metriche da controllare per investire
Ecco alcune metriche che bisogna guardare regolarmente per analizzare il mercato alla ricerca di azioni in crescita.
Market cap o capitalizzazione
Questa metrica è un modo rapido per misurare le dimensioni di un’azienda.
Bisogna ovviamente controllare che le aziende abbiano già una base soldi e un buon modo per farlo è quello di vagliare le aziende che hanno un limite di mercato di almeno 300 milioni di dollari. Dato che la maggior parte delle azioni da un centesimo vale molto meno di 300 milioni di dollari, questo è un modo semplice per tenerle fuori dai vostri radar.
Redditività
Le aziende che mostrano profitti consistenti tendono ad essere molto meno rischiose di quelle che bruciano capitale. Questo è un motivo importante per cui tendo a privilegiare le azioni che sono già entrate in attivo. Un modo rapido per verificare la redditività è quello di impostare il rapporto P/E come numero positivo. Questo eliminerà tutte le aziende che non hanno ancora prodotto un utile netto positivo.
Crescita delle vendite
Le migliori azioni di crescita sono in grado di far crescere i loro profitti per anni e non c’è un modo affidabile per farlo senza aumentare anche le entrate.
Previsione di crescita degli utili
Gli analisti di Wall Street vengono pagati somme enormi per seguire da vicino le aziende e pubblicare rapporti che prevedono i loro tassi di crescita nei prossimi anni.
Anche se queste proiezioni possono essere estremamente imprecise, trovo che sia utile misurare ciò che il mercato si aspetta da loro.
Settore
Alcuni settori sono più difficili per gli investitori per fare soldi rispetto ad altri. Tipicamente ci si allontana dalle industrie di materie prime come i materiali di base e l’energia e ci si concentra su settori in cui le imprese possono costruire un vantaggio competitivo duraturo.
Qualche esempio: i settori tecnologici, sanitari, dei servizi e finanziari.
Tuttavia, è importante che gli investitori si attengano alle industrie che capiscono, quindi questi settori potrebbero non essere un grande terreno di caccia per tutti.
Bilancio
Anche se il debito non è sempre una cosa negativa, non è bello investire in aziende che portano enormi quantità di debito nel loro bilancio. Per questo si usa il rapporto debito/capitale proprio per eliminare le aziende fortemente indebitate dalla ricerca.
Questo rapporto confronta l’ammontare del debito totale che un’azienda ha con il suo patrimonio netto. Una buona regola empirica è quella di fissare il rapporto debito/patrimonio netto al di sotto del 30%. Tuttavia, più basso è questo numero, meglio è. Ma tenete presente che alcuni settori utilizzano naturalmente più debiti di altri, quindi fate attenzione quando confrontate questo numero con le aziende che si trovano in settori diversi.
Con questi parametri in mente, facciamo una schermata di stock utilizzando i seguenti criteri:
Limite di mercato oltre i 300 milioni di dollari.
Con sede negli Stati Uniti
Profitti su base trailing (ovvero i risultati effettivi dell’azienda negli ultimi 12 mesi) e forward (ovvero i profitti stimati per i prossimi 12 mesi).
Crescita positiva dei profitti negli ultimi cinque anni.
Crescita delle vendite di almeno il 10% negli ultimi cinque anni.
Un rapporto debito/patrimonio netto inferiore a 0,1 (quindi 10%).
Crescita degli utili prevista pari o superiore al 15%.
Abbiamo trovato una lista di 81 aziende. Ecco uno sguardo a 10 di esse, le più grandi e più conosciute:
Azienda
Capitalizzazione (mlrd di $)
P/E
Settore
Alphabet
970
29
Information Tech
Facebook
662
33
Information Tech
Electronic Arts
36,5
12
Gaming (IT)
Applied Materials
52
18
Semiconduttori
Mastercard
298
38
Credit
Monster Beverage
36
33
Drink Food
Amazon.com
1.280
122
Information Tech
Activision Blizzard
56
36
Gaming (IT)
Intuitive Surgical
67
49
Medical Devices
Netflix
187
86
Streaming video
Una selezione delle maggiori aziende a crescita rapida
Anche se non esiste una formula a prova di proiettile per creare un elenco di titoli in grande crescita, l’utilizzo di strumenti di screening può essere un ottimo modo per identificare i potenziali vincitori. Può anche essere un ottimo modo per scoprire le società in crescita quando sono ancora piccole e all’inizio del loro ciclo, il che può permettere agli investitori di entrare al prezzo più basso.
I rischi di investire in azioni future
Mentre investire in azioni in crescita può essere ottimo, c’è un rischio di cui gli investitori dovrebbero essere consapevoli. Quando Wall Street crede che una società stia per aumentare rapidamente i propri profitti, allora di solito riceve una valutazione molto alta. Questo fatto aumenta notevolmente il rischio che le azioni della società possano diminuire drasticamente se non soddisfano le aspettative degli investitori (il motivo per cui, come spiegato in precedenza, in Tesla ho fatto un piccolo investimento). Questa è una delle ragioni per cui gli investitori dovrebbero conoscere i fondamenti delle azioni di crescita e fare il loro lavoro prima di tuffarsi.
Un altro rischio che gli investitori devono tenere presente è che i titoli in crescita sono di solito molto più suscettibili alle oscillazioni selvagge dei prezzi nei mercati turbolenti rispetto ai titoli di valore. La volatilità può essere a volte snervante, quindi se sei il tipo di investitore che non è in grado di gestire grandi oscillazioni di prezzo, allora l’investimento di crescita probabilmente non fa per te. Attenzione inoltre, perché le oscillazioni mal si addicono con la leva; quindi se investite a leva, magari con piccoli margini, il rischio di prendere un stop lose è enorme.
L’investimento per la crescita fa per voi?
L’utilizzo di questi metodi vi aiuterà a identificare dozzine di azioni che hanno un grande potenziale di crescita. Naturalmente, trovare titoli con un grande potenziale di crescita è una cosa. Avere il gusto di comprarle e poi tenerle in mano per tutto il tempo è un’altra cosa. Tuttavia, se riuscite ad imparare a farlo con successo, allora metterete il potere dell’interesse composto dalla vostra parte e sarete in una grande posizione per generare ricchezza significativa a lungo termine.
Immaginate una pila di banconote da un dollaro che arriva dalla Terra alla Luna, con un’altra pila che arriva dalla superficie della Luna per l’85% del tragitto di ritorno verso la Terra. Il totale sarebbe di circa 6,5 trilioni di dollari. Questo è quanto denaro viene speso ogni anno a livello globale per l’assistenza sanitaria, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Con tutti questi soldi destinati all’assistenza sanitaria, è ragionevole pensare che questo sia un settore di grande interesse per gli investitori. Ma come si comincia a investire nel settore sanitario? Qui c’è tutto quello che dovete sapere sul settore sanitario e che tipo di azioni e di ETF scegliere per il vostro portafoglio.
Che cos’è il settore sanitario?
Il settore sanitario è enorme e comprende una vasta gamma di aziende, sia grandi che piccole. Queste aziende possono essere ampiamente suddivise in tre gruppi:
Fornitori di servizi sanitari
Pagatori
Fornitori di prodotti e servizi per l’industria sanitaria
La buona notizia per gli investitori è che ci sono molti titoli tra cui scegliere in tutte e tre le categorie, molti dei quali hanno solide prospettive di crescita.
I fornitori di assistenza sanitaria sono costituiti da organizzazioni e individui che forniscono assistenza diretta ai pazienti, tra cui ospedali, ambulatori, studi medici, studi dentistici e ortodontisti, farmacie, centri di dialisi, agenzie sanitarie domiciliari, strutture di assistenza a lungo termine e centri per anziani.
I pagatori aiutano a coprire i costi dell’assistenza sanitaria per i pazienti. Pagatori governativi come Medicare e Medicaid negli Stati Uniti forniscono la copertura sanitaria per molti individui. I pagatori privati includono gli assicuratori sanitari, le compagnie di assistenza sanitaria gestite e i gestori delle prestazioni farmaceutiche (PBM), in Italia abbiamo molte assicurazioni, come UniSalute, del gruppo Unipol, giusto per fare un esempio.
Tra i fornitori di prodotti e servizi per l’industria sanitaria ce ne sono alcuni che sviluppano prodotti utilizzati direttamente per curare i pazienti, come le aziende farmaceutiche e i produttori di dispositivi medici. Questo gruppo comprende anche aziende che forniscono prodotti e servizi utilizzati per la diagnosi di malattie, ad esempio, fornitori di servizi di laboratorio e produttori di test medici. Ci sono anche molte aziende che forniscono servizi tecnologici all’industria sanitaria, fornendo ai fornitori le infrastrutture necessarie per curare i pazienti e mantenere i loro dati al sicuro.
L’industria sanitaria, in generale, sta crescendo in modo significativo. Un fattore chiave che guida questa crescita è l’andamento demografico dell’invecchiamento della popolazione in molte parti del mondo. Man mano che gli individui invecchiano, è più probabile che abbiano bisogno di prodotti e servizi sanitari.
Un altro fattore che ha influito sulla crescita del settore sanitario statunitense è l’Affordable Care Act (ACA), noto anche come Obamacare, che è stato firmato nel 2010. L’ACA ha aumentato l’accesso all’assicurazione sanitaria per milioni di americani attraverso l’espansione dei programmi statali Medicaid e l’istituzione di una borsa di assicurazione sanitaria in cui gli individui senza assicurazione sanitaria sponsorizzata dal datore di lavoro possono acquistare un’assicurazione sanitaria. Gli individui con un reddito più basso ricevono sussidi federali per ottenere la copertura assicurativa sanitaria.
L’ACA è solo un esempio di come la regolamentazione governativa abbia un impatto sull’industria sanitaria. Attualmente, sono in corso sforzi a Washington, D.C., per controllare i prezzi dei farmaci. Inoltre, diversi candidati presidenziali democratici sostengono una proposta chiamata Medicare for All, che offrirebbe servizi sanitari a tutti gli americani con il governo federale come unico pagatore. Un po’ come succede in Italia per intenderci, con il Servizio Nazionale che paga gran parte delle spese mediche per gli italiani.
La U.S. Food and Drug Administration (FDA) supervisiona l’industria sanitaria negli Stati Uniti e questa è l’agenzia di regolamentazione con cui le aziende sanitarie lavorano per ottenere l’approvazione di farmaci, dispositivi e servizi per l’uso su pazienti americani.
Punti focali nel settore sanitario
Diversi punti focali avranno un impatto sul settore sanitario per gli anni a venire.
Invecchiamento demografico L’invecchiamento della popolazione globale è la tendenza chiave più importante nel settore sanitario. Una media di 10.000 baby boomer negli Stati Uniti raggiunge i 65 anni ogni giorno, secondo l’AARP. Ma anche le popolazioni di altri Paesi stanno invecchiando, comprese molte nazioni in Europa e in Asia. E l’Italia? Siamo uno dei Paesi più vecchi al mondo, la longevità italiana è seconda solo ai giapponesi.
L’invecchiamento demografico che spinge la domanda di assistenza sanitaria potrebbe aumentare le entrate per le aziende di tutto il settore sanitario. Tuttavia, è anche probabile che stimoli nuovi sforzi per esercitare una pressione al ribasso sull’aumento dei costi sanitari, in modo che le persone possano permettersi l’assistenza di cui hanno bisogno. La pressione sui prezzi va a vantaggio delle aziende che offrono prodotti e servizi che aiutano a contenere o a ridurre i costi sanitari complessivi, ma i cambiamenti nelle politiche di prezzo dei farmaci potrebbero avere un impatto negativo sulle aziende con prodotti e servizi sanitari ad alto prezzo.
Tecnologia avanzata dei dispositivi medici Continuano a essere fatti enormi progressi nello sviluppo di dispositivi medici che utilizzano tecnologie avanzate. Alcuni di questi dispositivi sono utilizzati dagli operatori sanitari per il trattamento dei pazienti, mentre altri dispositivi sono indossati dai pazienti (come i monitor per il glucosio continuo o le CGM) o funzionano all’interno dei pazienti (come le pompe cardiache artificiali e le valvole cardiache artificiali).
Un esempio di tecnologia avanzata dei dispositivi medici utilizzata dagli operatori sanitari per il trattamento dei pazienti è un sistema chirurgico robotico, che consente ai chirurghi di controllare con precisione gli strumenti chirurgici montati su un braccio robotico.
Editing genico e terapie geniche Ci sono più di 10.000 malattie causate da un’alternanza (nota come mutazione) in un singolo gene del DNA umano, secondo l’OMS. Due tipi di trattamenti che hanno molte promesse nel trattamento di queste malattie genetiche sono l’editing genico e le terapie geniche.
L’editing genico comporta l’inserimento, la cancellazione o la sostituzione del DNA all’interno di un gene. Il trattamento di modificazione genica non è ancora disponibile per i pazienti, ma diverse aziende biotecnologiche stanno sviluppando trattamenti di modificazione genica per varie malattie genetiche, tra cui l’emofilia e la malattia falciforme. Le biotecnologie stanno anche utilizzando approcci di gene-editing chiamati CAR-T per modificare le cellule immunitarie del corpo per combattere il cancro.
Le terapie geniche prevedono l’inserimento di un gene sano nelle cellule. Diverse terapie geniche sono state approvate negli Stati Uniti, tra cui Luxterna di Spark Therapeutics, che tratta una rara forma genetica di cecità. Roche Holding, una società sanitaria svizzera, ha annunciato che acquisterà Spark per 5 miliardi di dollari.
Biopsia liquida Alcune malattie potrebbero essere trattate in modo più efficace se potessero essere individuate prima. La biopsia liquida è un approccio particolarmente promettente per la diagnosi precoce delle malattie, in particolare per alcuni tipi di cancro.
La biopsia liquida funziona ottenendo campioni di sangue per trovare biomarcatori (sostanze nel sangue o nei tessuti che indicano la presenza di un cancro). Anche se l’uso della biopsia liquida non è ancora diffuso, nei prossimi anni si potrebbero fare progressi significativi nel migliorare l’approccio per individuare più tipi di cancro e altre malattie in fasi molto precoci.
Medicina di precisione Un’altra tendenza genetica che ha già un impatto sull’assistenza sanitaria e che dovrebbe crescere di importanza è la medicina di precisione (talvolta chiamata anche medicina personalizzata), che comporta l’adattamento dei farmaci alle caratteristiche individuali di un paziente. Le caratteristiche genetiche dei pazienti sono un settore particolarmente importante per la medicina di precisione.
Nel 2018 i farmaci di precisione hanno rappresentato il 42% di tutte le approvazioni di farmaci. Questo approccio di sviluppo di farmaci che si concentrano su specifiche mutazioni genetiche è destinato a diventare ancora più diffuso in futuro con il progredire della ricerca genetica.
Chi sono gli investitori nel settore sanitario?
Prima di esaminare cosa cercare nei titoli sanitari, pensiamo a quali tipi di investitori dovrebbero essere i titoli sanitari in primo luogo.
Storicamente, alcuni titoli sanitari (in particolare le grandi aziende farmaceutiche, i dettaglianti di farmacie e le assicurazioni sanitarie) sono stati considerati come alternative relativamente stabili per gli investitori conservatori interessati ai titoli di valore. D’altro canto, i titoli in crescita nel settore sanitario, ad esempio le piccole biotecnologie senza prodotti approvati, sono stati visti come adatti solo per gli investitori aggressivi disposti ad assumersi rischi significativi, al fine di bloccare il potenziale vantaggio di questi multibaggers in fase iniziale.
In una certa misura, questi punti di vista storici sono ancora applicabili. Gli investitori conservatori dovrebbero comunque evitare le azioni di piccole biotecnologie senza entrate costanti. Tuttavia, le mutevoli dinamiche del settore sanitario potrebbero rendere i titoli sanitari più volatili rispetto al passato. Se gli Stati Uniti dovessero implementare un sistema sanitario a pagamento unico come Medicare for All, quasi certamente danneggerebbe gli assicuratori sanitari, ma potrebbe anche avere un impatto negativo su altre aziende del settore. Come per tutti gli investimenti, non investire mai denaro di cui si avrà bisogno nei prossimi tre o cinque anni. Con i titoli sanitari in piccola crescita, avrete bisogno di molto tempo per ripagare il vostro investimento.
Come trovare i migliori titoli sanitari
Quindi cosa si deve cercare nei titoli sanitari se si è un investitore disposto a gestire quello che probabilmente sarà un mercato più volatile per il settore? I fattori che cerchereste con qualsiasi tipo di azione sono ancora validi, incluse le prospettive di crescita, i dividendi, la solidità finanziaria e la valutazione.
Ricordate, però, che le prospettive di crescita delle azioni del settore sanitario potrebbero avere un impatto drammatico se gli Stati Uniti passassero a un sistema a singolo pagatore. Perché? La maggior parte delle aziende health che operano a livello globale si affidano agli Stati Uniti per gran parte delle loro entrate e dei loro profitti. Un sistema a contribuzione unica negli Stati Uniti potrebbe limitare i prezzi dei prodotti e dei servizi delle aziende. A causa di questo rischio, le azioni delle aziende sanitarie, che aiutano a ridurre i costi sanitari, potrebbero funzionare meglio di altre.
Come per le azioni di qualsiasi settore, non concentratevi solo sul dividend yield delle azioni sanitarie. Valutate anche la probabilità che l’azienda sia in grado di continuare a pagare il dividendo almeno ai livelli attuali. Una metrica utile per effettuare questa determinazione è il payout ratio, che misura i dividendi in percentuale degli utili.
Ci sono diversi modi per valutare la solidità finanziaria di un determinato titolo. Si dovrebbe considerare la crescita dei ricavi e degli utili. È importante anche la posizione di cassa dell’azienda, che comprende le disponibilità liquide, i mezzi equivalenti e gli investimenti a breve termine. Uno dei migliori indicatori della solidità finanziaria è il free cash flow (FCF) generato, che misura la liquidità residua dopo aver pagato le spese operative e gli investimenti.
La metrica più comunemente utilizzata per determinare il valore intrinseco di un titolo è il rapporto prezzo/utile (P/E). Tuttavia, poiché molti titoli del settore sanitario stanno registrando una rapida crescita, l’analisi dei rapporti P/E storici potrebbe non essere utile quanto il rapporto P/E a termine, che si basa su utili stimati a un anno di distanza. Può essere utile anche il rapporto prezzo/utilizzo degli utili (PEG), che è un fattore dei tassi di crescita degli utili previsti (di solito su un periodo di cinque anni). Il lato negativo di queste metriche è che le stime della crescita dei guadagni possono essere troppo alte o troppo basse.
I migliori titoli health da acquistare
Ci sono troppi grandi stock sanitari da discutere in un unico articolo, ma queste azioni sanitarie si distinguono soprattutto per la loro stabilità:
Azienda
Capitalizzazione
P/E
Illumina
50 mlrd $
53,5
Intuitive Surgical
62 mlrd $
46,0
Johnson & Johnson
400 mlrd $
18,9
Teladoc Health
13 mlrd $
EPS -1,3761
Vertex Pharmaceuticals
73 mlrd $
62,3
Recordati
8,5 mlrd €
23,1
Sanofi
110 mlrd €
16,40
Bayer
60 mlrd €
12
Illumina
Illumina è leader mondiale nel sequenziamento dei geni. Nel gennaio 2019 l’amministratore delegato Francis deSouza ha detto che “l’ubiquità e l’impatto della genomica renderanno nano tutto ciò che abbiamo visto finora” in futuro. Se questo punto di vista ottimistico si rivelerà vincente, gli investitori di Illumina saranno ampiamente ricompensati.
I sistemi dell’azienda sono già strumenti critici utilizzati per lo sviluppo di biopsie liquide e farmaci di precisione, due tendenze fondamentali per la salute. Diverse altre aree presentano enormi opportunità di crescita per Illumina, in particolare la genomica dei consumatori, i test prenatali non invasivi (NIPT), la genomica della popolazione e la ricerca e il trattamento di malattie rare e non diagnosticate.
Si può pensare al sequenziamento genico come a un puzzle. Il tipo di sequenziamento genico in cui Illumina è specializzata è il sequenziamento a lettura breve, che è noto per la sua elevata precisione e la sua produttività. Ma il sequenziamento a lettura lunga comporta meno “pezzi di puzzle” da mettere insieme rispetto al sequenziamento a lettura breve ed è più adatto per alcuni tipi di applicazioni.
Illumina spera di aggiungere il sequenziamento a lunga lettura al suo repertorio attraverso l’acquisizione della Pacific Biosciences of California.
Intuitive Surgical
L’azienda è particolarmente pronta a trarre vantaggio dal trend demografico menzionato in precedenza. Man mano che gli individui invecchiano, è più probabile che necessitino di procedure chirurgiche (compresi diversi dei tipi di procedure in cui l’azienda è oggi più utilizzata).
Intuitive Surgical pensa anche che l’uso della chirurgia robotica possa aiutare a ridurre i costi sanitari complessivi. L’azienda mette spesso in evidenza studi che hanno scoperto che l’uso del sistema da Vinci riduce la durata delle visite in ospedale, riduce le complicanze associate alle procedure chirurgiche, si traduce in un minor numero di riammissioni ospedaliere e abbassa i tassi di infezione.
Le principali opportunità di crescita dell’azienda sono la continua espansione dei tipi di procedure che possono essere eseguite con la tecnologia robotica e l’aumento delle vendite sui mercati internazionali.
Johnson & Johnson
Johnson & Johnson è la più grande azienda sanitaria del mondo. Il gigantesco conglomerato ha più di 260 società operative che operano in almeno 60 paesi e sono organizzate in tre segmenti di business: consumer, farmaceutico e dispositivi medici.
Il segmento consumer di J&J commercializza un’ampia varietà di marchi per la casa, tra cui Band-Aid, Benadryl, Neosporin, Aveeno, StayFree, Tylenol e Zyrtec. Anche se negli ultimi anni l’azienda non ha generato una crescita significativa dal segmento consumer, il business realizza un fatturato annuo di oltre 80 miliardi di dollari.
Il segmento farmaceutico dell’azienda è il suo più forte motore di crescita e il più grande produttore di denaro. Il segmento ha più farmaci da prescrizione approvati che rappresentano un successo, in particolare i farmaci immunologici Remicade, Simponi, Stelara e Tremfya, e i farmaci antitumorali Darzalex, Imbruvica e Zytiga.
Il segmento dei dispositivi medici di Johnson & Johnson si concentra sui dispositivi per applicazioni ortopediche, procedure chirurgiche, soluzioni interventistiche come quelle cardiovascolari e neurovascolari e la salute degli occhi. Il segmento sta diventando anche un attore più importante nel mercato dei sistemi chirurgici robotici grazie all’acquisizione di Auris Health.
Qualsiasi discussione su J&J deve includere il dividendo della società. Il rendimento dei dividendi di J&J è attualmente pari a quasi il 2,6%. La società ha aumentato il suo dividendo per 56 anni consecutivi. Sono probabili ulteriori aumenti dei dividendi, con il payout ratio di J&J ad un livello ragionevole del 63%.
Teladoc Salute
Teladoc Health fornisce servizi di teleassistenza sanitaria a pazienti in più di 125 paesi in tutto il mondo. Gli oltre 12.000 clienti dell’azienda comprendono il 40% di Fortune 500.
Si potrebbe pensare che la convenienza che la telehealth offre ai pazienti sia un grande vantaggio per Teladoc Health, e lo è. Tuttavia, un vantaggio ancora più grande per l’azienda è che i suoi servizi riducono effettivamente i costi per i clienti. Dato che i demografi anziani di cui si è parlato in precedenza spingono i costi sanitari più alti, Teladoc potrebbe trovare un numero ancora maggiore di clienti in fila alle sue porte.
Ma non ci sono molti concorrenti nel mercato dei servizi di teleassistenza? Certo, ma Teladoc è il più grande. È l’unica azienda di servizi di teleassistenza sanitaria con un’impronta globale. L’azienda offre anche servizi di assistenza virtuale per più aree rispetto ai suoi concorrenti. Non sorprende quindi che il principale rivenditore di farmacie CVS Health abbia scelto Teladoc come partner di teleassistenza per i suoi ambulatori MinuteClinic.
Teladoc Health è l’operatore più interessante in quello che dovrebbe essere un mercato in rapida crescita. Potrebbe anche essere un solido vincitore anche se gli Stati Uniti passassero a un sistema sanitario a pagamento unico. Purtroppo al momento presenta bilanci con EPS negativo, quindi è un titolo in prospettiva.
Vertex Pharmaceuticals
Vertex Pharmaceuticals si concentra principalmente sullo sviluppo di farmaci per il trattamento della causa genetica alla base della fibrosi cistica (FC). La biotecnologia dispone di tre farmaci per la fibrosi cistica approvati dalla FDA: Kalydeco, Orkambi e Symdeko.
Vertex è probabilmente il miglior titolo biotech sul mercato per diverse ragioni. L’azienda gode fondamentalmente di un monopolio nella fibrosi cistica. Nessun altro farmaco che affronti la causa alla base della malattia è stato approvato negli Stati Uniti o in Europa. Vertex ha anche molto spazio per crescere.
La biotecnologia dovrebbe essere in grado di aumentare il suo mercato indirizzabile di oltre il 75% nei prossimi anni con l’introduzione di terapie combinate a tre farmaci per la FC. L’anno prossimo Vertex potrebbe ottenere la sua prima approvazione FDA per una combinazione di tre farmaci.
Vertex sta inoltre sviluppando farmaci per il trattamento di altre malattie. Potrebbe essere un attore chiave nell’editing dei geni grazie alla partnership con Crispr Therapeutics. Le due biotecnologie stanno sviluppando trattamenti di modificazione genica per le malattie rare del sangue, la beta talassemia e l’anemia falciforme. Inoltre, la pipeline di Vertex include farmaci sperimentali per il trattamento del dolore e delle malattie genetiche rare.
Recordati
Lasciamo per un attimo il mercato sanitario statunitense e spostiamoci su quello di casa nostra.
Uno dei principali attori in Italia, e in Europa, è certamente Recordati, fondata nel 1926, è un gruppo farmaceutico internazionale, quotato alla Borsa Italiana, con oltre 5.000 dipendenti, che si dedica alla ricerca, allo sviluppo, alla produzione e alla commercializzazione di prodotti farmaceutici. Con sede a Milano, Recordati è presente in tutta Europa, compresa la Russia, la Turchia, il Nord Africa, gli Stati Uniti d’America, il Canada, il Messico, alcuni paesi del Sud America, il Giappone e l’Australia.
Un’efficiente rete di informatori scientifici del farmaco promuove un’ampia gamma di farmaci innovativi (Lomexin, Urispas, Kentera, REAGILA), sia proprietari che su licenza, in diverse aree terapeutiche, tra cui un’attività specializzata nel trattamento delle malattie rare. Recordati è un partner di riferimento per le licenze di nuovi prodotti per i propri territori. Recordati è impegnata nella ricerca e nello sviluppo di nuove specialità farmaceutiche con particolare attenzione ai trattamenti per le malattie rare.
Dal 2018 il socio maggioritario è CVC Capital Partners, un fondo inglese specializzato sul mercato sanitario.
Sanofi
Rimaniamo in Europa e spostiamoci in Francia, almeno per la sede centrale, con un’azienda molto concentrata sui vaccini, si tratta del maggior produttore al mondo di vaccini, attraverso la controllata Sanofi Pasteur (e secondo voi non avrà anche quello contro il Covid-19?).
Sanofi S.A. è una multinazionale farmaceutica francese con sede a Parigi dal 2013 la quinta più grande al mondo per vendite su prescrizione medica. Originariamente, la società è stata costituita nel 1973 e l’attuale incarnazione è stata costituita come Sanofi-Aventis nel 2004, dalla fusione di Aventis e Sanofi-Synthélabo, ognuna delle quali era il prodotto di diverse fusioni precedenti. Ha cambiato il suo nome in Sanofi nel maggio 2011.
Sanofi si occupa di ricerca e sviluppo, produzione e commercializzazione di farmaci principalmente nel mercato delle prescrizioni, ma l’azienda sviluppa anche farmaci da banco. L’azienda copre sette grandi aree terapeutiche: cardiovascolare, sistema nervoso centrale, diabete, medicina interna, oncologia, trombosi e vaccini.
Bayer
Bayer è una multinazionale tedesca, una delle più grandi aziende farmaceutiche del mondo. Con sede a Leverkusen, le aree di business di Bayer includono prodotti farmaceutici per uso umano e veterinario; prodotti per la salute dei consumatori; prodotti chimici per l’agricoltura, sementi e prodotti biotecnologici.
Fondata a Barmen nel 1863 come fabbrica di coloranti, il primo e più noto prodotto della Bayer è stato l’Aspirina.
La Bayer ha svolto un ruolo chiave nella ricostruzione della Germania occidentale del dopoguerra, riguadagnando rapidamente la sua posizione di una delle più grandi aziende chimiche e farmaceutiche del mondo. Nel 2006 l’azienda ha acquisito Schering, nel 2014 ha acquisito il business consumer di Merck & Co. con marchi come Claritin, Coppertone e Dr. Scholl’s, e nel 2018 ha acquisito Monsanto, uno dei principali produttori di colture geneticamente modificate.
I prodotti chiave includono analgesici come Bayer Aspirin e Aleve, integratori alimentari Redoxon e Berocca, e prodotti per la cura della pelle Bepanthen e Bepanthol.
La Divisione Farmaceutica si concentra sui prodotti su prescrizione, soprattutto per la salute delle donne e la cardiologia, e anche sulle specialità terapeutiche nei settori dell’oncologia, dell’ematologia e dell’oftalmologia. La divisione comprende anche la Business Unit Radiologia, che commercializza apparecchiature per la diagnostica per immagini potenziata con mezzi di contrasto.
ETF per la salute
Se la scelta di singoli titoli sanitari sembra troppo scoraggiante, avete un’altra buona opzione per investire nel settore sanitario. Gli ETF (Exchange Traded Funds) focalizzati sul settore sanitario che forniscono un modo per acquistare più azioni in un colpo solo, il che vi offre una diversificazione istantanea e un’esposizione al rialzo del settore. Un ETF è un titolo negoziabile che segue un determinato indice e fa trading su un’importante borsa valori.
Il più grande ETF sanitario è il Health Care Select Sector SPDR Fund (NYSEMKT:XLV). Questo ETF tenta di tracciare l’indice Health Care Select Sector Index, che comprende oltre 60 titoli sanitari che si trovano nell’indice S&P 500. Se siete alla ricerca di un’ampia esposizione al settore sanitario, questo ETF potrebbe essere una buona scelta per voi.
Ci sono anche ETF che vi permettono di concentrarvi solo su un settore specifico all’interno dell’assistenza sanitaria. Ad esempio, l’ETF SPDR S&P Biotech (NYSEMKT:XBI) include 120 titoli biotech nel suo portafoglio. L’iShares U.S. Medical Devices ETF (NYSEMKT:IHI), come indica il suo nome, possiede 58 titoli di dispositivi medici statunitensi.
I vantaggi principali dell’acquisto di un ETF sanitario piuttosto che di singoli titoli sanitari sono la semplicità e la diversificazione. Il principale svantaggio è che gli ETF addebitano le spese di gestione. Gli ETF sanitari a cui si fa riferimento hanno un rapporto di spesa (spese di gestione suddivise per attività nell’ETF) compreso tra lo 0,13% e lo 0,43%.
Rischi dei titoli sanitari
I titoli sanitari e gli ETF, che detengono titoli sanitari, sono esposti a diversi rischi. Abbiamo già accennato ai rischi associati ai cambiamenti normativi governativi, in particolare alla possibilità che gli Stati Uniti possano implementare un sistema sanitario a pagamento unico.
Un altro rischio importante per i titoli sanitari è la possibilità di concorrenza. I produttori di farmaci, ad esempio, devono continuamente affrontare la prospettiva che un’altra società sviluppi un trattamento meno costoso o più efficace. Le aziende produttrici di dispositivi medici si trovano ad affrontare sfide simili.
Alcuni stock sanitari corrono anche il rischio che i loro prodotti e servizi possano essere considerati non sicuri. Johnson & Johnson è stata coinvolta in un contenzioso per l’accusa di contaminazione da amianto del suo talco e di altri prodotti a base di talco. Bayer, con l’acquisizione della Monsanto ha portato a casa vari problemi. È necessario che gli investitori scavino nella relazione annuale di una società e leggano la sezione sui fattori di rischio, prestando particolare attenzione alle questioni relative ai consumatori e alle cause legali per responsabilità civile sui prodotti.
Le aziende sanitarie che sviluppano farmaci o dispositivi medici devono ottenere le approvazioni normative per i loro prodotti da parte della FDA, dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) o di altri enti normativi. Il mancato ottenimento di queste approvazioni normative può danneggiare le prospettive di business delle aziende e causare il crollo delle loro azioni.
Alcune aziende sanitarie devono anche affrontare delle sfide per ottenere il rimborso dei loro prodotti.
Grandi guadagni potenziali
Nonostante questi rischi, i titoli del settore sanitario possono anche offrire agli investitori un’opportunità significativa di generare forti rendimenti a lungo termine. I titoli sanitari come Illumina, Intuitive Surgical, Johnson & Johnson, Teladoc Health, Vertex Pharmaceuticals, Recordati, Sanofi e Bayer sembrano essere in ottima forma per fornire tali rendimenti grazie ai loro prodotti innovativi e alle tendenze chiave che operano a loro favore.
Se seguite le notizie, ogni giorno sentirete i telegiornali fare riferimento al Dow Jones Industrial Average, all’S&P 500 e al Nasdaq Composite, tre dei più importanti indici che misurano, se non la salute del mercato azionario americano, almeno la fiducia degli investitori in esso.
Tuttavia, il Russell 1000 è importante almeno quanto i suoi tre indici più noti, e forse un po’ di più.
Cos’è un indice?
Un indice di borsa è un elenco di società quotate in borsa. Gli indici tracciano la performance di diversi gruppi di azioni. Possono contenere alcuni titoli in base al loro settore, al loro potenziale di crescita, alla loro storia di dividendi, alle dimensioni dell’azienda sottostante o a una combinazione di fattori. Un indice può comprendere un piccolo numero di azioni (come il Dow, con solo 30 componenti) o un grande numero di azioni (come il Nasdaq Composite, con più di 3.000 componenti).
E ci sono un sacco di indici là fuori; le categorie di cui sopra sono giusto un’assaggio.
Gli indici hanno anche modi diversi di decidere la “ponderazione” di ogni componente (cioè la quantità di influenza che ogni azione ha sull’indice complessivo). Più comunemente, la capitalizzazione di mercato di una società determinerà quanto del valore complessivo dell’indice è ad essa attribuito; maggiore è la sua capitalizzazione di mercato, maggiore è l’impatto che i movimenti del prezzo delle azioni hanno sull’indice. Gli altri indici sono “di pari peso”, il che significa che i movimenti del prezzo delle azioni di ogni società influenzano l’indice in modo uguale, indipendentemente dal valore di mercato della società.
Informazioni sul Russell 1000
Il Russell 1000 è un elenco delle 1.000 maggiori aziende pubbliche statunitensi. È un sottoinsieme del Russell 3000, che elenca le 3.000 maggiori. Le società del Russell 3000 rappresentano circa il 98% del valore del mercato azionario statunitense, il che lo rende forse la rappresentazione più accurata della performance azionaria nazionale. Il Russell 1000, pur contenendo solo un terzo delle azioni del Russell 3000, rappresenta ancora circa il 92% del valore del mercato azionario statunitense.
La Russell Investments, che ha creato e mantiene gli indici Russell, si colloca ogni anno alla fine di maggio in ogni società pubblica degli Stati Uniti. Se una società viene cancellata da un indice Russell nel corso dell’anno (cosa che può accadere se si fonde o viene acquisita, viene resa privata o cessa l’attività), non verrà sostituita fino al periodo annuale di “ricostituzione”. Lo stesso vale quando si aggiungono le aziende che “crescono” nel Russell 1000. Anche le grandi IPO (si pensi a Twitter o Facebook negli ultimi anni) non entreranno a far parte del Russell 1000 fino alla prossima ricostituzione dopo la loro pubblicazione.
Come si può investire nel Russell 1000
Potete investire nella maggior parte dei principali indici utilizzando i fondi indicizzati, che sono fondi comuni d’investimento o fondi negoziati in borsa che investono nelle azioni che compongono un indice.
Questo tipo di approccio passivo all’investimento non porterà a rendimenti superiori al mercato, in quanto otterrete all’incirca la stessa performance dell’indice. I vostri rendimenti saranno solo leggermente inferiori a causa delle commissioni che pagherete al gestore del fondo. Tuttavia, i fondi indicizzati, con il loro approccio passivo e la loro ampia diversificazione, sottraggono molto lavoro e rischi all’investimento sul mercato azionario.
Mentre Russell non offre direttamente un fondo comune d’investimento o un ETF per nessuno dei suoi indici, diversi fondi indicizzati seguono il Russell 1000, tra cui il Vanguard Russell 1000 ETF (NASDAQ:VONE), l’iShares Russell 1000 (NYSEMKT:IWB) ETF, e l’SPDR Russell 1000 ETF (NYSEMKT: ONEK).
La piccola variazione nella performance di cui sopra è un prodotto delle commissioni e dei costi di acquisto e di vendita all’interno dei fondi. Per periodi di tempo molto lunghi (poiché tutti e tre gli ETF sono costruiti per rispecchiare i rendimenti dell’indice Russell 1000) quasi tutte le variazioni di performance si riducono alle commissioni di gestione.
Il rapporto costi/premi (che misura le commissioni di gestione annuali di un fondo come percentuale del patrimonio) per il fondo SPDR è attualmente dello 0,11% all’anno, mentre Vanguard addebita lo 0,12% per gli investitori al dettaglio e iShares lo 0,15%.
Queste commissioni sono molto basse ma nel tempo possono sommarsi. Anche la minuscola differenza tra le spese iShares dello 0,15% e le spese Vanguard dello 0,12% si mangerebbe quasi 2.000 dollari in rendimenti su un investimento di 10.000 dollari in 30 anni. Si tratta del 20% dell’investimento iniziale perso a causa di una differenza nelle commissioni annuali di tre centesimi dell’1%.
Dovreste investire nel Russell 1000?
I fondi indicizzati ad ampio raggio dovrebbero far parte del piano di investimento di quasi tutti, e il Russell 1000 è un buon investimento per la maggior parte di essi.
Come afferma il popolare disclaimer, le performance passate non sono una garanzia per i rendimenti futuri. Eppure vi sono prove del fatto che la base più ampia di società più piccole (che spesso hanno maggiori prospettive di crescita) del Russell 1000 è un fattore della sua sovraperformance a lungo termine rispetto all’S&P 500.
Sulla base della sua performance storica, dei molteplici fondi indice economici disponibili e della probabilità di una forte performance futura, il Russell 1000 è importante quanto l’S&P 500.
Componenti del Russell 1000
Elencarle tutte e 1.000 viene un po’ complesso, però possiamo certamente pubblicare la top ten, al 30 aprile ’20, così come indicata dal prospetto informativo della stessa Russell.
L’indice S&P 100 è un indice del mercato azionario degli Stati Uniti gestito da Standard & Poor’s.
Le opzioni dell’indice S&P 100 sono negoziate con il simbolo del ticker “OEX“. A causa della popolarità di queste opzioni, gli investitori spesso si riferiscono all’indice con il simbolo del ticker.
L’S&P 100, un sottoinsieme dell’S&P 500, comprende 101 (perché una delle società che lo compongono ha 2 classi di azioni) azioni statunitensi leader con opzioni quotate in borsa.
I titoli azionari nell’S&P 100
I componenti dell’S&P 100 sono selezionati per l’equilibrio del settore e rappresentano circa il 63% della capitalizzazione di mercato dell’S&P 500 e quasi il 51% della capitalizzazione di mercato dei mercati azionari statunitensi. Le azioni dell’S&P 100 tendono ad essere le società più grandi e consolidate dell’S&P 500.
Ecco la lista completa dei titoli nell’S&P 100:
Ticker
Azienda
Market Cap
P/E
Div. Yield
AAPL
Apple Inc
1.673.443.328
30,66
0,84%
MSFT
Microsoft Corp
1.546.415.104
36,76
0,98%
AMZN
Amazon.com Inc
1.496.278.016
143,76
0,00%
GOOG
Alphabet Cl C
1.036.215.680
30,55
0,00%
GOOGL
Alphabet Cl A
1.034.113.216
30,61
0,00%
FB
Facebook Inc
686.434.112
32,92
0,00%
BRK.B
Berkshire Hathaway Cl B
464.160.960
19,19
0,00%
JNJ
Johnson & Johnson
393.213.152
16,70
2,72%
V
Visa Inc
376.066.464
34,54
0,61%
WMT
Wal-Mart Stores
374.615.392
26,45
1,64%
PG
Procter & Gamble Company
308.861.248
24,60
2,54%
JPM
JP Morgan Chase & Company
304.732.768
13,46
3,61%
MA
Mastercard Inc
300.469.280
39,04
0,52%
UNH
Unitedhealth Group Inc
291.294.912
16,33
1,64%
HD
Home Depot
277.570.944
25,63
2,33%
INTC
Intel Corp
250.398.752
10,83
2,24%
NVDA
Nvidia Corp
249.314.864
75,90
0,16%
NFLX
Netflix Inc
231.948.224
105,92
0,00%
VZ
Verizon Communications Inc
230.817.424
11,31
4,47%
T
AT&T Inc
218.294.560
8,43
6,93%
DIS
Walt Disney Company
215.722.464
26,57
1,46%
BAC
Bank of America Corp
207.607.360
9,35
2,93%
ADBE
Adobe Systems Inc
204.476.400
56,38
0,00%
MRK
Merck & Company
200.413.632
14,52
3,07%
PYPL
Paypal Holdings
199.353.888
77,86
0,00%
KO
Coca-Cola Company
198.209.232
21,68
3,53%
PFE
Pfizer Inc
197.752.080
12,32
4,26%
CSCO
Cisco Systems Inc
193.296.704
15,68
3,10%
CMCSA
Comcast Corp A
191.864.864
13,67
2,19%
XOM
Exxon Mobil Corp
187.225.168
18,99
7,80%
PEP
Pepsico Inc
185.758.512
24,76
3,06%
ORCL
Oracle Corp
171.293.824
16,18
1,70%
ABT
Abbott Laboratories
170.516.656
29,67
1,49%
CRM
Salesforce.com Inc
167.144.512
232,21
0,00%
CVX
Chevron Corp
164.966.272
13,39
5,80%
LLY
Eli Lilly and Company
157.814.256
25,61
1,79%
TMO
Thermo Fisher Scientific Inc
154.986.672
31,49
0,22%
NKE
Nike Inc
151.242.608
53,85
0,99%
AMGN
Amgen Inc
150.120.640
16,41
2,53%
ABBV
Abbvie Inc
147.556.048
10,90
4,70%
COST
Costco Wholesale
144.056.032
38,85
0,86%
MCD
McDonald’s Corp
141.959.712
25,23
2,61%
ACN
Accenture Plc
139.525.296
28,76
1,46%
BMY
Bristol-Myers Squibb Company
134.222.768
11,20
3,04%
DHR
Danaher Corp
131.697.048
40,24
0,38%
NEE
Nextera Energy
131.358.600
30,26
2,16%
CHTR
Charter Communicatio
130.687.848
65,25
0,00%
MDT
Medtronic Inc
128.429.376
21,17
2,39%
TXN
Texas Instruments
121.311.232
25,71
2,72%
UNP
Union Pacific Corp
120.018.320
20,25
2,22%
PM
Philip Morris International Inc
117.329.744
14,10
6,24%
AMT
American Tower Corp
114.142.432
31,84
1,71%
IBM
International Business Machines
110.107.496
9,92
5,30%
LOW
Lowe’s Companies
107.776.680
22,52
1,56%
HON
Honeywell International Inc
107.438.896
17,98
2,37%
C
Citigroup Inc
107.129.840
9,53
3,94%
WFC
Wells Fargo & Company
104.385.920
21,13
8,05%
UPS
United Parcel Service
103.236.832
16,35
3,39%
LMT
Lockheed Martin Corp
102.605.560
16,55
2,63%
QCOM
Qualcomm Inc
102.593.432
34,92
2,81%
BA
Boeing Company
100.844.880
552,76
0,00%
GILD
Gilead Sciences Inc
96.135.152
12,46
3,55%
MMM
3M Company
92.318.952
17,92
3,69%
BLK
Blackrock
87.460.384
19,95
2,55%
SBUX
Starbucks Corp
86.909.840
29,19
2,17%
CVS
CVS Corp
84.947.840
8,76
3,10%
MS
Morgan Stanley
82.942.528
11,09
2,73%
AXP
American Express Company
77.534.808
11,93
1,77%
MO
Altria Group
77.085.104
9,56
8,20%
MDLZ
Mondelez Intl Inc
76.003.296
20,94
2,17%
CAT
Caterpillar Inc
74.994.080
14,23
2,98%
GS
Goldman Sachs Group
73.822.224
11,51
2,31%
BKNG
Booking Holdings Inc
71.497.840
18,74
0,00%
CL
Colgate-Palmolive Company
64.222.472
25,67
2,36%
GE
General Electric Company
61.667.000
12,31
0,56%
TGT
Target Corp
60.976.828
22,28
2,17%
DUK
Duke Energy Corp
59.574.536
16,22
4,70%
SO
Southern Company
56.803.556
16,62
4,83%
USB
U.S. Bancorp
56.576.216
11,20
4,46%
RTX
Raytheon Technologies Corp.
54.022.460
7,74
3,02%
BIIB
Biogen Inc
45.617.296
7,90
0,00%
COP
Conocophillips
44.602.156
13,69
4,04%
FDX
Fedex Corp
43.393.628
16,97
1,61%
GD
General Dynamics Corp
42.602.320
12,30
3,02%
KHC
Kraft Heinz Company
42.031.056
11,97
4,83%
DD
Du Pont De.Nemours Inc
40.197.400
14,75
2,19%
GM
General Motors Company
38.424.392
6,67
5,65%
EMR
Emerson Electric Company
37.724.568
17,82
3,14%
EXC
Exelon Corp
37.085.972
11,82
4,02%
WBA
Walgreens Boots Alliance
35.831.180
7,90
4,50%
MET
Metlife Inc
35.150.920
6,22
4,76%
KMI
Kinder Morgan
33.899.692
15,91
7,02%
BK
Bank of New York Mellon Corp
32.531.178
8,90
3,36%
DOW
Dow Inc
32.466.242
13,80
6,46%
COF
Capital One Financial Corp
28.848.442
10,34
2,51%
ALL
Allstate Corp
28.776.166
7,71
2,40%
AIG
American International Group
28.043.636
10,15
4,03%
F
Ford Motor Company
27.282.488
12,25
0,00%
SLB
Schlumberger N.V.
26.118.640
13,31
2,65%
SPG
Simon Property Group
20.155.864
5,65
7,81%
OXY
Occidental Petroleum Corp
15.309.306
66,08
0,23%
Componenti dell’S&P 100 a luglio 2020
Storia del S&P100
L’indice è stato avviato il 15 giugno 1983, quando il CBOE ha creato le prime opzioni di indice, basate sul proprio indice, il CBOE 100.
Nel 1993 il CBOE ha creato il Chicago Board Options Exchange Market Volatility Index (VIX), calcolato sulla base del prezzo delle opzioni S&P 100 (all’epoca queste erano di gran lunga le opzioni di indice più negoziate). Poi, nel 2003, l’hanno modificato per essere basato sull’S&P 500.
La capitalizzazione media di mercato del flottante dell’S&P 100 è oltre 3 volte superiore a quella dell’S&P 500 (135 miliardi di dollari contro i 40 miliardi di dollari del gennaio 2017); come tale, è più grande di un indice a grande capitalizzazione. Il “sigma” delle società all’interno dell’S&P 100 è tipicamente inferiore a quello dell’S&P 500 e quindi la corrispondente volatilità dell’S&P 100 è inferiore. Tuttavia, la correlazione tra i due indici è molto elevata.
Il 2019 si è chiuso per l’indice S&P100 a 1.442, in aumento del 29,47% rispetto alla chiusura del 2018. Si tratta di uno dei migliori anni per l’indice.
Il Dow Jones Industrial Average, spesso indicato come “il Dow Jones”, è un indice ponderato in base al prezzo che tiene traccia del valore di 30 società di proprietà pubblica quotate al NASDAQ e alla Borsa di New York (NYSE).
L’indice Dow Jones è diventato una sorta di microcosmo per i mercati finanziari globali, poiché è cresciuto fino a diventare uno degli indici più antichi e più seguiti al mondo. È spesso visto dagli investitori e dai commentatori dei media come una sintesi generale della performance del mercato azionario statunitense.
L’indice comprende alcune delle più grandi società mondiali per capitalizzazione di mercato, tra cui Apple (AAPL), ExxonMobil (XOM) e The Walt Disney Company (DIS).
Come negoziare il CFD Dow Jones
Il prezzo Dow fornisce tipicamente ai trader un elevato grado di liquidità; risponde bene alla volatilità dei mercati americani, all’analisi tecnica e ai livelli di supporto e resistenza del benchmark, e anche a quelli che i trader considerano importanti livelli “psicologici”.
Come anche per il Nasdaq 100 e per l’S&P500, fare trading su un indice come il Dow Jones significa fare trading su un paniere di titoli, senza doversi necessariamente concentrare su un settore o su uno strumento.
Come viene calcolato il Dow Jones?
A differenza di altri indici principali come il FTSE 100 o il NASDAQ 100, il Dow è un indice ponderato in base al prezzo, il che significa che le azioni con prezzi azionari più alti hanno un peso maggiore nell’indice.
Per calcolare il Dow, la somma dei prezzi di tutte le 30 azioni quotate sull’indice viene divisa per un divisore, chiamato “Dow Divisor“.
Nel corso del tempo, il divisore è stato adeguato per tener conto delle aggiunte e delle sottrazioni (come le fusioni e i frazionamenti azionari) che hanno influenzato l’indice, garantendo che il valore numerico del Dow non venga influenzato.
Ad esempio, il 26 giugno 2018 il divisore Dow era pari a 0,14748071991788. A questo valore, ogni variazione di prezzo di 1 dollaro in un determinato titolo all’interno della media equivale a un movimento di prezzo di 6,781 (o 1 ÷ 0,14748071991788).
Aziende e titoli sul Dow
Un elenco esemplificativo delle attuali società che sono state incluse nell’indice Dow Jones:
Boeing
General Electric
Apple
Walt Disney
Coca Cola
American Express
Goldman Sachs
Cisco Systems
Nike
JPMorgan Chase
Delta Air Lines
FedEx
Intel
Johnson & Johnson
McDonald’s
3M
Microsoft
Pfizer
Procter & Gamble
Visa
Verizon
Un estratto dei componenti del Dow Jones
La ExxonMobil è stata inclusa nell’indice Dow Jones dal 1° ottobre 1928, quando era allora nota come Standard Oil of New Jersey.
Se si commercia il Dow, si noterà che esso comprende aziende di un’ampia gamma di settori diversi, tra cui la tecnologia, le materie prime, la sanità e la produzione. Apple, la prima società al mondo con una capitalizzazione di mercato di mille miliardi di dollari, è inclusa nell’indice Dow Jones.
Storia della media industriale Dow Jones
La media industriale Dow Jones Industrial Average risale al 26 maggio 1896 quando Charles Dow, fondatore della Dow Jones and Co. e poi redattore del Wall Street Journal, compilò e pubblicò per la prima volta la media per servire da indicatore della performance del mercato azionario americano.
Dow calcolò quella che divenne la prima media su 12 azioni puramente industriali, nessuna delle quali rimane come parte dell’indice. La General Electric, che è ancora in funzione e faceva parte della media originale, è stata rimossa dall’indice nel 2018.
Il maggior guadagno percentuale in un giorno sull’indice Dow Jones ha avuto luogo durante il mercato dell’orso degli anni ’30. Ha guadagnato 8,26 punti e ha chiuso a 62,10 il 15 marzo 1933.
Il Dow Jones, come i principali indici mondiali, ha raggiunto il suo massimo poco prima della crisi dovuta al Covid-19. Durante i mesi di marzo e aprile 2020 il crollo dovuto al Corona Virus.
Gli indici Dow-nominati Dow si sono espansi nel corso degli anni fino a comprendere il Dow Jones Transportation Average e il Dow Jones Utility Average.
Orari di trading Dow Jones
Le società Dow sono tutte quotate alla Borsa di New York (NYSE) o al NASDAQ, entrambe quotate tra le 09:30 e le 16:30 EST ogni giorno della settimana.
È possibile negoziare l’indice Dow Jones 24 ore su 24 da lunedì a venerdì.
L’S&P 500, noto anche come Standard & Poor’s 500, è un indice del mercato azionario che traccia l’andamento dei prezzi dei titoli delle prime 500 società statunitensi.
Poiché le attività dell’indice comprendono un totale approssimativo di 2,2 trilioni di dollari, l’indice S&P 500, insieme al Dow Jones Industrial Average (DJIA), è spesso utilizzato come indicatore della performance e della forza dell’economia statunitense.
Come negoziare il CFD S&P 500
Il prezzo S&P 500 fornisce tipicamente ai trader un alto grado di liquidità, lunghe ore di trading e spread di trading ristretti. Oggi è possibile negoziare l’indice S&P 500 utilizzando i CFD (contratti per differenza). L’utilizzo dei CFD per negoziare l’S&P 500 vi permetterà di andare lungo o corto senza dover trattare con gli scambi convenzionali.
Poiché l’indice traccia un ‘paniere’ di 500 aziende statunitensi, ai trader che trattano l’S&P 500 viene data un’esposizione diversificata ad un mercato azionario statunitense (un’esposizione che è ampiamente coperta da analisti che conducono approfondite ricerche tecniche e fondamentali sulla sua performance).
Inoltre, essendo uno degli indici che include più azioni, viene comunemente considerando un ottimo strumento di diversificazione; infatti tra i 500 titoli presenti ci sarà sempre varietà di andamento anche in periodi di crisi.
Come viene calcolato l’S&P 500?
Le aziende che fanno trading sull’indice S&P 500 vengono selezionate da un comitato che valuta il merito dell’azienda secondo otto criteri primari. Questi sono:
Capitalizzazione di mercato
Liquidità
Domicilio
Quota pubblica
Classificazione dei settori
Attuabilità finanziaria
Durata delle negoziazioni in borsa
Inoltre, ogni azienda deve soddisfare i seguenti requisiti di liquidità:
Una capitalizzazione di mercato maggiore o uguale a 6,1 miliardi di dollari
Volume minimo mensile di negoziazione di 250.000 azioni per ciascuno dei sei mesi precedenti la data di valutazione
Le aziende S&P 500 sono selezionate per essere rappresentative dei settori dell’economia statunitense (ad esempio, tecnologia, sanità, industria, materie prime).
L’S&P 500 è ponderato in base alla capitalizzazione, il che significa che le aziende con maggiori capitalizzazioni di mercato avranno una maggiore influenza sul prezzo dell’S&P 500.
Come la media industriale Dow Jones Industrial Average, il valore dell’indice S&P 500 è calcolato attraverso la somma della capitalizzazione di mercato di tutti i 500 titoli che vengono divisi dal Divisore, dove il Divisore è considerato pari a circa 8,9 miliardi. Il Divisor viene rettificato in caso di frazionamenti azionari o fusioni per garantire che il valore numerico dell’indice non sia influenzato.
Aziende nell’S&P 500
Se commerciate l’S&P 500, noterete che comprende aziende di un’ampia gamma di settori diversi, tra cui tecnologia, materie prime, salute e produzione. Apple, la prima società al mondo con una capitalizzazione di mercato di mille miliardi di dollari, è inclusa nell’indice S&P 500.
Nello stesso indice, giusto come esempi, sono incluse anche:
3M
Johnson&Johnson
WalMart
Visa
Mastercard
Procter&Gamble
Verizon
AT&T
Exxon Mobil
FedEx
Ford
Carnival
Coca Cola
Walt Disney
Bank of America
Nike
McDonalds
Storia dell’S&P 500
L’indice S&P 500 è stato pubblicato per la prima volta nella sua forma attuale il 4 marzo 1957 da Standard & Poor’s, una società di informazioni e analisi finanziarie. Iniziò come “Composite Index” – il primo indice azionario di S&P – nel 1923, seguendo un numero limitato di azioni.
Nel 1926, l’indice S&P Composite Index si espanse fino a comprendere 90 azioni, prima di salire a 500 nel 1957.
Fin dall’inizio, è stato ampiamente utilizzato come misura generale dei prezzi delle azioni grazie alla sua inclusione sia delle azioni di crescita che di quelle di valore.
Il massimo dell’indice è stato raggiunto a febbraio del 2020, poco prima dell’esplosione della crisi dovuta al Covid-19; in tale occasione l’indice è arrivato a sfiorare 3.400.
Orario di trading dell’S&P 500
Poiché le aziende dell’S&P 500 operano sul NASDAQ e sulla Borsa di New York, ai trader piace negoziare l’indice S&P 500 durante le principali ore di mercato tra le 09:30 e le 16:30 EST. Il trading durante queste ore spesso offre una maggiore liquidità e spread più ristretti.
Tuttavia, è possibile negoziare l’S&P 500 24 ore su 24 da lunedì a venerdì.