Quali sono state le ultime recessioni negli Stati Uniti?
Prossima recessione dovuta al Covid?
Quali sono state le ultime recessioni negli Stati Uniti?

Sapevate che ci sono state diverse recessioni negli Stati Uniti dopo la Grande Depressione? Può essere una sorpresa, soprattutto quando si vedono questi eventi coperti dai media come orrori di una volta.

Ci concentriamo principalmente sugli Stati Uniti non perché siamo esterofili, ma semplicemente perché è l’economia più grande al mondo e una recessione al di là dell’oceano, potete starne certi, in qualche modo arriverà anche quaggiù da noi.

Cos’è una recessione?

Una recessione è stata storicamente definita come due trimestri consecutivi di declino del PIL, il valore combinato di tutti i beni e servizi prodotti negli Stati Uniti. Si differenzia dal Prodotto Nazionale Lordo (PNL) in quanto non include il valore dei beni e servizi prodotti da aziende statunitensi all’estero o beni e servizi ricevuti negli Stati Uniti come importazioni.

Una definizione più moderna di recessione che viene utilizzata dal Comitato di Incontri del National Bureau of Economic Research (NBER), il gruppo incaricato di definire le date di inizio e fine di una recessione, è

“un significativo declino dell’attività economica diffuso in tutta l’economia, che dura più di qualche mese”

National Bureau of Economic Research

Nel 2007, un economista del Federal Reserve Board (FRB), Jeremy J. Nalewaik, ha suggerito che una combinazione di PIL e Reddito Interno Lordo (IDE) può essere più accurata nel definire una recessione.

Di seguito sono riportate alcune delle più grandi recessioni nella storia degli Stati Uniti.

Recessioni storiche

Diamo un’occhiata ad alcune di queste recessioni secondo alcune caratteristiche chiave.

  • Durata: Quanto è durata la recessione ufficiale?
  • Diminuzione del PIL: Di quanto è diminuito il reddito nazionale?
  • Picco di disoccupazione: Quale percentuale della forza lavoro era senza lavoro?
  • Motivi e cause: Quali circostanze storiche uniche hanno contribuito allo sviluppo di questa recessione?

La recessione di Roosevelt (Maggio 1937 – Giugno 1938)

  • Durata: 13 mesi
  • Diminuzione del PIL: 3,4%
  • Picco di disoccupazione: 19,1% (oltre quattro milioni di disoccupati)

Ragioni e cause
Il mercato azionario è crollato alla fine del 1937. Le imprese accusarono il “New Deal”, una serie di progetti infrastrutturali finanziati dal governo attraverso l’Amministrazione dei Progetti di Lavoro (WPA) e il Corpo di Conservazione Civile (CCC).

Questi campi fornivano lavoro e vitto e alloggio a più di 250.000 uomini. Il governo ha attribuito la colpa di uno “sciopero dei capitali” (mancanza di investimenti) alle imprese, mentre i “New Dealers” hanno attribuito la colpa dei tagli ai finanziamenti dell’AMP. Le prime detrazioni della previdenza sociale hanno tolto 2 miliardi di dollari dalla circolazione in quel momento.

La recessione dell’Unione (Febbraio 1945 – Ottobre 1945)

  • Durata: 9 mesi
  • Diminuzione del PIL: 11,2%.
  • Picco di disoccupazione: 2,1%

Motivi e cause
La fine della seconda guerra mondiale, l’inizio della smobilitazione delle forze militari e la lenta transizione verso la produzione civile hanno segnato questo periodo.

La produzione bellica era praticamente cessata e i veterani stavano appena iniziando a rientrare nella forza lavoro. Era anche conosciuta come la “Recessione del sindacato”, poiché i sindacati cominciavano a riaffermarsi. I salari minimi erano in aumento e il credito era scarso.

La recessione del dopoguerra (Novembre 1948 – ottobre 1949)

  • Durata: 11 mesi
  • Diminuzione del PIL: 1,17 %.
  • Picco di disoccupazione: 5,9%

Motivi e cause
Man mano che i veterani di ritorno rientravano in gran numero nella forza lavoro per competere per i posti di lavoro con i lavoratori civili esistenti che erano entrati nella forza lavoro durante la guerra, la disoccupazione ha cominciato ad aumentare. La risposta del governo è stata minima, poiché all’epoca era molto più preoccupato per l’inflazione che per la disoccupazione.

La recessione del dopoguerra coreano (Luglio 1953 – Maggio 1954)

  • Durata: 10 mesi
  • Diminuzione del PIL: 2,22%
  • Picco di disoccupazione: 2,8% (il più basso tasso di picco dalla seconda guerra mondiale)

Ragioni e cause
Dopo un periodo inflazionistico che seguì la guerra di Corea, più dollari erano diretti alla sicurezza nazionale. Nel 1952 la Federal Reserve ha inasprito la politica monetaria per frenare l’inflazione.

Il drammatico cambiamento dei tassi di interesse provocò un aumento del pessimismo sull’economia e una diminuzione della domanda aggregata.

La recessione di Eisenhower (Agosto 1957 – Aprile 1958)

  • Durata: 8 mesi
  • Diminuzione del PIL: 3,35%
  • Picco di disoccupazione: 6,2%

Motivi e cause
Il governo ha inasprito la politica monetaria, rispetto agli anni precedenti, per frenare l’inflazione, ma i prezzi hanno continuato a salire negli Stati Uniti fino al 1959.

La forte recessione mondiale e il forte dollaro statunitense hanno contribuito a creare un deficit commerciale con l’estero.

La recessione del “Rolling Adjustment” (Aprile 1960 – Febbraio 1961)

  • Durata: 10 mesi
  • Diminuzione del PIL: 2,42%
  • Picco di disoccupazione: 6,8%

Motivi e cause
Questa recessione è stata anche conosciuta come “rolling adjustment” per molte importanti industrie statunitensi, tra cui l’industria automobilistica.

Gli americani hanno iniziato a spostarsi verso l’acquisto di auto compatte e spesso di produzione straniera e l’industria ha ridotto le scorte. Il prodotto nazionale lordo (PNL) e la domanda di prodotti è diminuita.

La recessione di Nixon (Dicembre 1969 – Novembre 1970)

  • Durata: 11 mesi
  • Diminuzione del PIL: 0,81%
  • Picco di disoccupazione: 5,5%

Motivi e cause
L’aumento dell’inflazione ha indotto il governo ad adottare una politica monetaria molto restrittiva. La struttura della spesa pubblica si è aggiunta alla contrazione dell’attività economica.

La recessione della crisi petrolifera (Novembre 1973 – Marzo 1975)

  • Durata: 16 mesi
  • Diminuzione del PIL: 3,65%
  • Picco di disoccupazione: 9%

Motivi e cause
Questa lunga e profonda recessione è stata causata dal quadruplicarsi dei prezzi del petrolio e dall’elevata spesa pubblica per la guerra del Vietnam.

Ciò ha portato a una stagflazione e a un’elevata disoccupazione. La disoccupazione raggiunse infine il 9% nel maggio del 1975, dopo la dichiarata fine della recessione.

La recessione della crisi energetica (Gennaio 1980 – luglio 1980)

Durata: 6 mesi
Diminuzione del PIL: 1,12%.
Picco di disoccupazione: 7,8%

Motivi e cause
L’inflazione ha raggiunto il 13,5% e la Federal Reserve ha alzato i tassi di interesse e rallentato la crescita della massa monetaria, il che ha rallentato l’economia e causato un aumento della disoccupazione.

I prezzi e l’offerta di energia sono stati messi a rischio causando una crisi di fiducia e l’inflazione.

La recessione della crisi iraniana ed energetica (Luglio 1981 – Novembre 1982)

Durata: 16 mesi
Diminuzione del PIL: 3,64%
Picco di disoccupazione: 11%

Motivi e cause
Questa lunga e profonda recessione è stata causata dal cambio di regime in Iran. Il paese, all’epoca il secondo produttore mondiale di petrolio, ha rovesciato il governo statunitense.

Il “nuovo” Iran esportava il petrolio a intervalli incoerenti e a volumi inferiori, costringendo i prezzi ad un aumento dei prezzi. Il governo statunitense ha imposto una politica monetaria più severa per controllare l’inflazione dilagante, che era stata riportata dalle due precedenti crisi petrolifere ed energetiche. Il tasso di riferimento ha raggiunto il 21,4% nel 1982.

La recessione della guerra del Golfo (luglio 1990 – marzo 1991)

Durata: 8 mesi
Diminuzione del PIL: 1,50%.
Picco di disoccupazione: 6,8%

Motivi e cause
L’Iraq ha invaso il Kuwait. Questo ha portato ad un aumento del prezzo del petrolio nel 1990, che ha causato un calo delle vendite del commercio manifatturiero. A ciò si è aggiunto l’impatto dello spostamento della produzione manifatturiera verso l’estero, con l’entrata in vigore delle disposizioni del North American Free Trade Agreement (NAFTA). Inoltre, il leveraged buyout della United Airlines ha innescato un crollo del mercato azionario.

La recessione dell’11 settembre (Marzo 2001 – Novembre 2001)

Durata: 8 mesi
Diminuzione del PIL: 0,3%
Picco di disoccupazione: 5.5%

Motivi e cause
Il crollo della bolla delle dotcom, gli attacchi dell’11 settembre e una serie di scandali contabili presso le principali società statunitensi hanno contribuito a questa contrazione relativamente lieve dell’economia statunitense.

Nei mesi successivi, il PIL è tornato ai livelli precedenti. Ma la crisi si è allargata a macchia d’olio in tutto il mondo, per fortuna con danni limitati.

La Grande Recessione (Dicembre 2007 – Giugno 2009)

Durata: 18 mesi
Diminuzione del PIL: 4,32%
Picco di disoccupazione: 10,0%

Motivi e cause
Il crollo della bolla immobiliare degli anni 2000 e i conseguenti pignoramenti record e una crisi finanziaria che ha gettato i mercati di tutto il mondo in una spirale. I prezzi del petrolio sono saliti a livelli record a metà del 2008 e poi sono crollati, devastando l’industria petrolifera statunitense.

La Recessione da Covid-19 (Marzo 2020 – …)

Non si può ancora annoverare tra le recessioni, poiché non ci sono ancora i dati sul PIL e nessun indicatore per dimostrarlo analiticamente, ma statene pur certi che con un lockdown di vari mesi, con tutte le attività mondiali chiuse e con la spesa ridotta al lumicino, i prossimi trimestri del PIL, in America come nel resto del Mondo, non porteranno il segno più davanti.

I morti da Covid-19 in America si avvicinano alle 100 mila unità, un numero enorme e c’è il forte rischio che nel mondo altre Nazioni abbiano parzialmente nascosto dei casi.

Inoltre il crollo del prezzo del petrolio, innescato dalle scaramucce tra Russia e Arabia Saudita e poi ampliate dal crollo della domanda, conseguenza del lockdown, certamente non aiuta nella ripresa dei prezzi, né tantomeno a sciogliere una matassa che sembra molto complessa.

Ovviamente, alla data attuale, non abbiamo ancora i dati da indicare, ma su questo argomento torneremo certamente a parlarne.

Cos’hanno in comune tutte queste diverse recessioni?

Facendo eccezione per la prossima recessione, quella da Covid-19 (benché anche questa ha alcuni dei tratti seguenti), il fattore singolo più importante è un periodo di politica monetaria espansiva negli anni precedenti alla recessione, a volte per aiutare a finanziare la spesa pubblica per la guerra o per tentare di gonfiare nuovamente l’economia dopo il precedente ciclo di recessione.

Una volta che le bolle del debito che ne derivano scoppiano, o la fine di una guerra porta a tagli dell’espansione monetaria, diversi anni di investimenti e mal’investimenti basati sul debito tendono ad essere spazzati via in un processo di deflazione del debito in un periodo relativamente breve. Questo aumenta la disoccupazione e trascina il PIL al ribasso.

Al di là delle tendenze monetarie sottostanti, gli shock economici reali spesso contribuiscono a innescare la svolta verso la recessione. Per prima cosa, le oscillazioni del prezzo del petrolio sembrano essere costanti e frequenti precursori storici delle recessioni statunitensi.

Un picco dei prezzi del petrolio ha preceduto o coinciso con 10 delle 11 recessioni del dopoguerra. Ciò evidenzia che, mentre l’integrazione globale delle economie che consente di intensificare gli sforzi di cooperazione tra i governi è aumentata nel tempo, l’integrazione stessa lega le economie mondiali più strettamente tra loro, rendendole più sensibili ai problemi al di fuori dei loro confini.