La pandemia di COVID-19, causata dal coronavirus SARS-CoV-2, è una pandemia in corso che ha avuto inizio nel 2019 in Cina. I primi casi di infezione da SARS-CoV-2 sono stati segnalati a Wuhan, una città della Cina centrale, nel dicembre 2019. La malattia, chiamata COVID-19, è rapidamente diventata pandemica, diffondendosi in tutto il mondo.
La COVID-19 è una malattia respiratoria che può essere lieve o grave e può portare a complicanze come polmonite e insufficienza respiratoria. La maggior parte delle persone che contrae la COVID-19 guarisce senza bisogno di trattamento speciale, ma alcune persone, soprattutto anziani e persone con altre condizioni mediche preesistenti, possono sviluppare forme gravi della malattia che possono essere potenzialmente letali.
A partire dal 2020, la COVID-19 ha causato oltre 150 milioni di morti in tutto il mondo. Per affrontare la pandemia, molti paesi hanno adottato misure come il distanziamento sociale, il coprifuoco e le chiusure di scuole e attività commerciali. Molti paesi hanno anche sviluppato vaccini per la COVID-19, e la vaccinazione è attualmente in corso in molti paesi.
La pandemia ha avuto un impatto significativo sulla vita quotidiana delle persone in tutto il mondo, così come sull’economia globale. Molti lavoratori hanno perso il lavoro o hanno visto ridursi le loro ore di lavoro a causa delle chiusure di attività commerciali e della diminuzione della domanda di alcuni prodotti e servizi. Inoltre, la pandemia ha messo in luce la necessità di una maggiore preparazione e risposta alle emergenze sanitarie a livello globale.
Finito di parlare del settore auto, con UBS che ha promosso be 3 titoli in occidente, la stessa banca svizzera ci segnala altre 27 azioni che durante il 2021 vedranno rendimenti pazzeschi grazie all’aumento degli utili che registreranno.
La banca d’affari si aspetta che gli utili delle aziende del vecchio continente, quest’anno, salgano mediamente del 35% e, a guidare la ripresa, ci saranno auto, banche e materie prime. Dall’altro lato della medaglia invece i titoli difensivi, che hanno ben reagito nel 2020 e che, nei prossimi mesi, potrebbero pagare lo scotto.
A ben guardare la lista delle aziende promosse appare chiaro il perché UBS si aspetti che gli utili dei titoli salgano: sono tutte aziende che hanno avuto particolari grattacapi a causa del Covid.
Le azioni che vedranno volare gli utili
Eccole quindi le 27 aziende segnalate da UBS:
Azione
Settore
Nazione
ABB SWX: ABBN
Robotica
Svizzera
Autoliv NYSE: ALV STO: ALIV-SDB
Sicurezza Auto
Svezia
Auto Trader LON: AUTO
Annunci Auto
Regno Unito
Barratt LON: BDEV
Immobiliare
Regno Unito
Continental ETR: CON
Pneumatici
Germania
Infineon ETR: IFX
Semiconduttori
Germania
JD Sports LON: JD
Moda
Regno Unito
Knorr-Bremse ETR: KBX
Freni industriali
Germania
Linde ETR: LIN
Chimica
Regno Unito
Lundin Mining TSE: LUN
Minerali
Canada
LVMH EPA: MC
Moda
Francia
Nomad Foods NYSE: NOMD
Food
Regno Unito
Oerlikon SWX: OERL
Industriale
Svizzera
Orsted CPH: ORSTED
Energia
Danimarca
Plastic Omnium EPA: POM
Materie prime
Francia
Remy EPA: RCO
Bevande
Francia
Richemont SWX: CFR
Lusso
Svizzera
Sainsburys LON: SBRY
Supermercati
Regno Unito
Sika SWX: SIKA
Chimica
Svizzera
Sonova SWX: SOON
Audio
Svizzera
Stroeer ETR: SAX
Pubblicità
Germania
Saint-Gobain EPA: SGO
Industriale
Francia
Tecan SWX: TECN
Biofarmaceutica
Svizzera
Teleperformance EPA: TEP
Tech
Francia
Vodafone LON: VOD
ISP
Regno Unito
Wacker Chemie ETR: WCH
Chimica
Germania
WPP LON: WPP
Pubblicità
Regno Unito
Quella su cui si prevede un utile più grande è Plastic Omnium, la quale, secondo la banca svizzera, dovrebbe registrare un aumento degli utili del 524%; seguita da Continental (494%) e Lundin (490%).
Sono molti i fattori analizzati, non solo quindi Corona Virus ma anche M&A, fattori geopolitici, dividendi, capex e forza del pricing.
Con i piani vaccinali che stanno lentamente (troppo lentamente) funzionando in tutto il mondo, le azioni e il mondo finanziario in generale, che anticipa sempre l’economia reale, inizia a scommettere sui titoli che avranno un grande vantaggio dal post Covid.
Tra le tante voci arriva quella di Bank of America, la quale dà una lista di ben 17 aziende da acquistare in previsione futura, e tra queste è presente anche un’italiana.
Lista delle azioni da acquistare per il post covid
Eccola quindi la lista delle aziende da acquistare secondo BofA:
Azione
Target Price
Settore
Alcoa NYSE:AA
37$
Alluminio
Axalta Coating Systems NYSE:AXTA
37£
Vernici
Broadcom Inc NASDAQ:AVGO
550$
Semiconduttori
CNH Industrial BIT: CNHI
18€
Industriale
Comcast NASDAQ:CMCSA
60$
ISP
Emerson Electric Company NYSE: EMR
94$
Industriale
Herc Holdings NYSE: HRI
106$
Industriale
Hess Corp. NYSE:HES
95$
Energia
Knight-Swift Transportation NYSE: KNX
52$
Trasporti
Marriott International NASDAQ:MAR
150$
Hotel
Occidental Petroleum NYSE: OXY
31$
Energia
Parker NYSE: PH
324$
Industriale
Principal Financial NASDAQ: PFG
62$
Finanziario
Robert Half NYSE: RHI
68$
HR
The Walt Disney Company NYSE:DIS
223$
Intrattenimento
Union Pacific NYSE: UNP
232$
Trasporti
World Fuel Services NYSE: INT
41$
Energia
Le azioni consigliate da Bank of America per il Post Covid
Tra il 20 e il 21 febbraio del 2020 abbiamo registrato, a livello mondiale, l’ultimo giorni di massimi prima del crollo causato dalla pandemia da Corona Virus.
Giusto per dare un’indicazione, prendiamo in esempio l’S&P 500 che il giorno 20 febbraio 2020 toccava il massimo a 3.398,3 prima di iniziare una correzione che l’avrebbe portato a toccare, il giorno 23 marzo 2020, un minimo di 2.184,7.
A tutti gli effetti, quindi, possiamo dire che l’incubo SARS-CoV-2, per le borse mondiali, è iniziato tra il 20 e il 21 febbraio di un anno fa.
A distanza di un anno, quindi, quali azioni hanno recuperato? Quali azioni sono ancora sotto e quali hanno registrato nuovi record?
Migliori e peggiori azioni a distanza di un anno dall’inizio del Covid
Per fare questa classifica prendiamo in esame i titoli della parte occidentale del mondo, quindi registrando le performance in Europa, USA e Canada.
Per stilare questa classifica prendiamo in esame solo i titoli azionari che a oggi hanno una valutazione di capitalizzazione maggiore di 1 miliardo, così da escludere delle aziende sconosciute.
Ecco quello che esce:
Migliori azioni dall’inizio del Covid
Performance
Nazione
Argo Blockchain PLC LON:ARB
+4.330%
Regno Unito
Riot Blockchain NASDAQ:RIOT
+4.035%
USA
Marathon Patent Group NASDAQ:MARA
+3.729%
USA
Novavax NASDAQ:NVAX
+3.237%
USA
Ocugen NASDAQ:OCGN
+1.801%
USA
Blink Charging Co NASDAQ:BLNK
+1.309%
USA
NIO NYSE:NIO
+1.234%
Cina
Veritone NASDAQ:VERI
+1.204%
USA
Bionano Genomics NASDAQ:BNGO
+1.109%
USA
eXp World Holdings NASDAQ:EXPI
+1.109%
USA
Migliori azioni dall’inizio del Covid
Come possiamo vedere, nella lista, eccetto la prima posizione che va a un’azione del Regno Unito, il resto della classifica è occupata da aziende americane.
Insieme a queste mettiamo anche NIO che, benché abbia la sede centrale in Cina, è quotata al Nasdaq.
Peggiori azioni dall’inizio del Covid
Performance
Nazione
Galapagos NV AMS: GLPG
-72%
Belgio
Grenke AG FRA: GLJ
-69%
Germania
BlueBird Bio NASDAQ: BLUE
-66%
USA
International Airlines Group LON: IAG
-63%
Spagna / Regno Unito
eHealth NASDAQ:EHTH
-59%
USA
Rolls-Royce Holdings LON: RR
-59%
Regno Unito
Phillips 66 Partners NYSE: PSXP
-58%
USA
Two Harbors Investment NYSE: TWO
-58%
USA
PBF Energy NYSE: PBF
-57%
USA
Banco de Sabadell BME: SAB
-56,7%
Spagna
Peggiori azioni dall’inizio del Covid
Qui la presenza americana è molto inferiore e si può notare come molte aziende del vecchio continente abbiano subito il colpo.
Migliori azioni in Europa dall’inizio del Covid
Stringendo leggermente lo sguardo, calcolando solo le aziende con una capitalizzazione superiore al miliardo, guardiamo quali sono in Europa le aziende che hanno registrato la miglior performance.
Performance
Nazione
Argo Blockchain LON:ARB
+4.330%
Regno Unito
Fastned BV AMS:FAST
+698%
Olanda
Global Fashion Group ETR: GFG
+660%
Lussemburgo
Shop Apotheke Europe FRA: SAE
+382%
Olanda
AO World LON: AO
+299%
Regno Unito
Indivior LON: INDV
+287%
Regno Unito
Valneva EPA: VLS
+255%
Francia
ITM Power LON: ITM
+243%
Regno Unito
Northern Data ETR: NB2
+227%
Germania
Flatex AG FRA: FTK
+193%
Germania
Migliori azioni in Europa dall’inizio del Covid
Un bel mix nel vecchio continente, con azioni che arrivano da qualsiasi angolo dell’Europa, eccetto che dall’Italia.
Peggiori azioni in Europa dall’inizio del Covid
Passiamo quindi alle peggiori azioni nel vecchio continente, dove va certamente registrato il crollo di Wirecard, non qui menzionato perché il nuovo valore di capitalizzazione è inferiore al miliardo.
Inoltre, onde evitare di ripeterci, in questa classifica non inseriamo le aziende già inserite in quella globale, che sono Galapagos NV, Grenke AG, International Airlines Group, Rolls-Royce Holdings e Banco de Sabadell.
Performance
Nazione
SSP Group LON: SSPG
-56,7%
Regno Unito
Cineworld Group LON: CINE
-56,1%
Regno Unito
Unibail Rodamco AMS: URW
-55,2%
Francia
Babcock International Group LON: BAB
-53,9%
Regno Unito
Elior Group EPA: ELIOR
-52,8%
Francia
Prosegur Cash BME: CASH
-48,3%
Spagna
TechnipFMC EPA: FTI
-48,2%
Regno Unito
Autogrill SpA BIT: AGL
-48%
Italia
Deutsche Pfandbriefbank FRA: PBB
-47,6%
Germania
Micro Focus International LON: MCRO
-47,3%
Regno Unito
Easyjet LON: EZJ
-47%
Regno Unito
Leonardo SpA BIT: LDO
-46,8%
Italia
Azioni peggiori in Europa dall’inizio del Covid
A differenza delle altre classifiche, dove abbiamo preso in considerazione sempre i primi 10 posti, in questo caso facciamo una piccola eccezione e arriviamo a 12 poiché, come possiamo ben vedere, le ultime due posizioni sono occupate da aziende dal grosso calibro, come EasyJet e Leonardo.
Azioni migliori in Italia dall’inizio del Covid
Stringiamo ancora il campo geografico e andiamo ad analizzare solo le aziende italiane, ma considerando le capitalizzazioni medie di Piazza Affari abbassiamo il livello di capitalizzazione da 1 miliardo a 500 milioni di euro.
Performance
Alerion Clean Power BIT: ARN
+113%
Esprinet BIT: PRT
+105%
SeSa BIT: SES
+98,2%
De’ Longhi BIT: DLG
+84,3%
Tinexta BIT: TNXT
+60,6%
Gruppo MutuiOnline BIT: MOL
+59,7%
DiaSorin BIT: DIA
+47,6%
Biesse BIT: BSS
+44,9%
SOL BIT: SOL
+44,9%
Carel Industries BIT: CRL
+39,8%
Migliori azioni a Piazza Affari dall’inizio del Covid
Peggiori azioni a Milano dall’inizio del Covid
Ed ecco invece le peggiori azioni a Piazza Affari dall’inizio del Covid.
Performance
Autogrill BIT: AGL
-48%
Saras BIT: SRS
-47,8%
Leonardo BIT: LDO
-46,8%
Cattolica Assicurazione BIT: CASS
-43,9%
UniCredit BIT: UCG
-42,4%
Banca Monte dei Paschi di Siena BIT: BMPS
-40,6%
ENAV BIT: ENAV
-39,1%
Bper Banca BIT: BPE
-35,9%
Banca IFIS BIT: IF
-35,1%
Atlantia BIT: ATL
-33,9%
Azioni peggiori a Piazza Affari dall’inizio del Covid
Come possiamo vedere, rispetto alla classifica precedente europea, tra Autogrill e Leonardo, considerando la diminuzione sul filtro della capitalizzazione (da 1 miliardo a 500 milioni) si inserisce Saras che ha una capitalizzazione di 681 milioni.
Migliori azioni in Nord America dall’inizio del Covid
Ci spostiamo quindi dal vecchio continente all’America, prendendo in esame le azioni del Nord America, quindi con Nasdaq, NYSE e mercato del Canada.
Anche qui applichiamo dei filtri, in particolare, considerando che dall’Italia difficilmente si investe su titoli azionari piccoli americani, poniamo un limite sulla capitalizzazione a 10 miliardi di dollari e in questa classifica, considerando che 9 su 10 azioni della classifica globale arrivano dagli USA, non replichiamo i titoli già aggiunti in quella classifica. Li riportiamo solo a titolo informativo:
Riot Blockchain
Marathon Patent Group
Novavax
Ocugen
Blink Charging Co
NIO
Veritone
Bionano Genomics
eXp World Holdings
Queste le azioni che, di conseguenza, hanno guadagnato meno di quelle già in lista.
Performance
IAC/Interactivecorp NASDAQ:IAC
+965%
Plug Power NASDAQ:PLUG
+914%
Etsy NASDAQ:ETSY
+318%
Cloudflare NYSE:NET
+305%
Chewy Inc. NYSE:CHWY
+290%
CrowdStrike Holdings NASDAQ:CRWD
+277%
Roku Inc NASDAQ:ROKU
+277%
Pinterest NYSE:PINS
+265%
Wayfair Inc NYSE:W
+256%
Appian Corporation NASDAQ:APPN
+249%
Migliori azioni in Nord America dall’inizio del Covid
Dalla lista, guardando il prefisso del ticket, appare evidente come non siano presenti azioni canadesi ma solo degli States. Per questo motivo aggiungiamo un supplemento di tabella, con le migliori 3 aziende canadesi dall’inizio del Covid.
Performance
First Quantum Minerals TSE: FM
+141%
Teck Resources TSE:TECK.A
+69,7%
Constellation Software TSE: CSU
+18,3%
Migliori azioni in Canada dall’inizio del Covid
E come possiamo vedere dal terzo titolo, la crescita e modesta. Il quarto in classifica registra appena il +5% e quindi nemmeno lo menzioniamo, poiché sono andamenti che potrebbero cambiare in una singola giornata.
Peggiori azioni americane dall’inizio del Covid
Passiamo quindi alle peggiori azioni, cioè quelle che non hanno ancora recuperato il livello pre-Covid. Il ché, considerando che gli indici americani hanno già superato i record precedenti al Covid, è indicativo del come queste aziende siano state particolarmente colpite quest’anno.
Performance
Energy Transfer NYSE: ET
-44,2%
United Airlines NASDAQ: UAL
-43,4%
Carnival Corporation NYSE: CCL
-42,1%
ONEOK NYSE: OKE
-40,9%
Occidental Petroleum NYSE: OXY
-40,9%
Suncor Energy TSE: SU
-40,8%
Boston Properties NYSE:BXP
-37,2%
Pembina Pipeline TSE: PPL
-35,4%
Boeing NYSE: BA
-35,3%
FirstEnergy NYSE: FE
-34,3%
Azioni peggiori in Nord America dall’inizio del Covid
In questo caso in classifica troviamo due aziende canadesi, mentre le altre sono tutte “americane”. Mettiamo l’aggettivo americane tra virgolette poiché in mezzo c’è qualche azienda, come Carnival, che in realtà ha sedi e interessi in vari parti del mondo.
Si noti come tra le azioni peggiori ce ne siano varie del mondo del turismo e trasporti, in particolare Carnival e United Airlines e sempre in classifica troviamo Boeing.
Andamento indici da inizio Covid
Per dare un riferimento molto chiaro, quindi un benchmark, riportiamo qui gli indici principali a livello mondiale con le performance a 1 anno, quindi dall’inizio del Covid.
Indice
Performance
Area
NASDAQ 100
+43,7%
USA
S&P 500
+17%
USA
DOW Jones
+8,6%
USA
DAX
+2,19%
Germania
EURO STOXX 50
-3,18%
Europa
SMI
-4,13%
Svizzera
CAC
-5,0%
Francia
FTSE MIB
-7,5%
Italia
FTSE 100
-11,4%
Regno Unito
IBEX
-18,3%
Spagna
Andamento indici dall’inizio della pandemia da Corona Virus
Che ci sarebbe stato un crollo delle vendite delle automobili era ampiamente previsto, così come il fatto che dicembre non avrebbe fatto differenza rispetto all’intero 2020.
Il Covid ha contratto le vendite e il settore automotive non sfugge certo alla pandemia.
ACEA, ente europeo di immatricolazione e statistica, ha pubblicato i dati che sottolineano come nel 2020, in Europa, si sia persa la vendita di un’auto su 4. Un crollo del 24,3% che sarebbe in grado di mettere in ginocchio qualsiasi azienda. In totale sono state 11,96 milioni le auto immatricolate.
Il gruppo FCA, prima della fusione con PSA (che ha dato vita a Stellantis), ha registrato in dicembre una controtendenza, con un aumento del 7,5% rispetto a un anno prima. Se si allarga l’orizzonte, però, si nota come il 2020 sia stato particolarmente avaro di soddisfazioni, infatti la casa del Lingotto fa peggio rispetto al mercato, registrando un -26% contro il -24,3% del mercato. Ciò è dovuto, in particolar modo, al fatto che in primavera la pandemia si è concentrata particolarmente sull’Italia, con il resto d’Europa che, benché a ritmo ridotto, ha continuato a girare.
Numeri che si vedono bene facendo lo spaccato per nazione, con l’Italia al secondo posto (-27,9%) superata solo dalla Spagna (-32,3%) e seguita dalla Francia (-25,5%).
Non va meglio al partner di FCA, quella PSA che è entrata in Stellantis, che nel 2020 ha registrato un calo del -29,3%, quindi ben peggio di FCA.
Si salva Volkswagen, anche grazie al calo della Germania (-19,1%) più contenuto che altrove.
Vendite auto nel 2020
Questa la tabella con le performance di immatricolazione:
Il 2020 è stato certamente un anno molto particolare; il Covid, la trattativa infinita per la Brexit, la corsa al vaccino, con tutta l’attesa e quindi le approvazioni e la vendita, le mascherine, l’accordo tra FCA e Peugeot che segna la nascita di Stellantis, il caso Wirecard, l’infinita telenovela tra Atlantia e il Governo per la revoca delle concessioni autostradali, l’OPA lanciata da Intesa su UBI, oppure l’ingresso di Generali in Cattolica e l’IPO di AirBnb… insomma, un anno veramente eccezionale, in tutti i sensi, e come ogni anno straordinario (non in senso positivo ma nel senso “fuori dall’ordinario) c’è chi ha vinto e chi ha perso.
Dopo aver fatto la fotografia a metà anno, eccoci quindi qui a tirare le somme, nella speranza che il 2021 ci regali (a prescindere da come è andato per ognuno il 2020) ancora più gain e quindi porti molta più ricchezza e, si spera, più felicità.
Un 2021 che si presenta certamente con le giuste carte, a livello finanziario, per essere un anno straordinario (in questo caso sì, con senso iperpositivo): il risiko bancario è in evoluzione, così come MPS dovrà trovare un marito, UniCredit dovrà costruire una nuova strada sotto il nuovo CEO, Stellantis sta per nascere (si parla di fine gennaio) e tanto altro è alla porta, come per esempio la fusione tra Tiffany e LVMH, quella tra Slack e Salesforce, la realizzazione della rete unica sotto la guida di FiberCop o altre operazioni che arriveranno.
Inoltre il 2021 dovrà vedere il recupero totale di ciò che abbiamo perso a causa del Corona Virus, ma torniamo al 2020 e vediamo come è andato quest’anno che si appresta a concludersi.
Migliori e peggiori azioni di Piazza Affari
Partiamo dalla piazza milanese poiché, ovviamente, è quella che ci interessa più da vicino; escludiamo da queste tabelle le aziende oggetto di IPO a Piazza Affari e le matricole facenti parte dell’AIM che, per la bassa capitalizzazione che registrano, hanno dei movimenti certamente più ampi di quanto non possano essere registrate da società con più market Cap.
Migliori azioni di Borsa Italiana del 2020
Eccole quindi le migliori aziende di Piazza Affari, quelle cioè che hanno registrato le migliori performance sulla Borsa di Milano.
Azione
Performance
Dividend Yield
Market Cap
Alerion Clean Power BIT: ARN
236%
1,93%
530
Tiscali BIT: TIS
177%
–
153
Seri Industrial BIT: SERI
161%
–
203
Sesa BIT: SES
122%
–
1.639
Gabetti Property Solutions BIT: GAB
115%
–
37
Esprinet BIT: PRT
103%
–
538
Tinexta BIT: TNXT
87%
–
1.025
Wiit SpA BIT: WIIT
75%
0,93%
428
FullSix BIT: FUL
74%
–
14
Digital Bros SpA BIT: DIB
71%
0,70%
305
PharmaNutra SpA BIT: PHN
69%
1,16%
383
Gruppo MutuiOnline BIT: MOL
69%
0,35%
1.356
Credito Valtellinese BIT: CVAL
62%
–
813
EEMS Italia SpA BIT: EEMS
56%
–
4
Piteco SpA BIT: PITE
49%
1,58%
192
Ambienthesis SpA BIT: ATH
48%
1,50%
65
DiaSorin BIT: DIA
44%
0,57%
9.360
Risanamento BIT: RN
44%
–
97
La Doria S.p.A. BIT: LD
43%
1,37%
414
Interpump Group BIT: IP
41%
0,63%
4.338
Retelit BIT: LIT
40%
0,89%
367
Migliori azioni per performance nel 2020 su Piazza Affari
Peggiori azioni italiane nel 2020
Passiamo quindi a quelle che hanno registrato un anno negativo, in particolar modo vediamo le azioni che sono andate peggio sulla Borsa Italiana quest’anno.
Azione
Performance
Dividend Yield
Market Cap
Bioera SpA BIT: BIE
-62%
–
3
Tesmec BIT: TES
-61%
–
49
Fidia SpA BIT: FDA
-59%
–
8
Saras BIT: SRS
-59%
–
560
ePrice BIT: EPR
-56%
–
24
Cairo Communication BIT: CAI
-55%
–
162
A.S. Roma SpA BIT: ASR
-54%
–
196
BPER Banca BIT: BPE
-50%
–
2.120
Netweek SpA BIT: NTW
-50%
–
11
Saipem SpA BIT: SPM
-50%
0,46%
2.199
Monrif BIT: MON
-48%
–
16
Fiera Milano BIT: FM
-47%
4,51%
207
Astaldi BIT: AST
-46%
–
444
OVS BIT: OVS
-46%
–
246
RCS MediaGroup BIT: RCS
-44%
–
292
Aeffe BIT: AEF
-44%
–
120
Aedes BIT: AED
-44%
–
21
Mondo TV BIT: MTV
-44%
–
46
Leonardo BIT: LDO
-43%
2,36%
3.424
Bialetti Industrie BIT: BIA
-43%
–
17
Le azioni peggiori di Borsa Italiana nel 2020
Migliori e peggiori azioni in Europa
Dopo aver visto il listino italiano, allarghiamo l’orizzonte e diamo un’occhiata a cosa succede in Europa, limitando lo sguardo a quelle nazioni facenti parte del gruppo dei 27, quindi esclusa la Svizzera e la Gran Bretagna che sono fuori dalla moneta unica e dalla Comunità Europea.
Inoltre, come fatto anche per il listino italiano, per evitare di avere grandi numeri da aziende con piccole capitalizzazioni, abbiamo limitato lo sguardo a quelle compagnie che hanno almeno 400 milioni di capitalizzazione.
Migliori azioni in Europa nel 2020
Eccole quindi le aziende che nel vecchio continente hanno sopraperformato qualsiasi indice.
Si denota subito come francesi, tedesche e olandesi hanno fatto da padrone.
Azione
Performance
Dividend Yield
Market Cap
Novacyt EPA: ALNOV
5.337%
–
649
S&O Agrar FRA: H2O
2.336%
–
641
Westwing Group AG ETR: WEW
791%
–
661
McPhy Energy SAS EPA: MCPHY
772%
–
901
Alfen NV AMS: ALFEN
386%
–
1.738
home24 ETR: H24
314%
–
588
GLOBAL FASHION GROUP SA ETR: GFG
305%
–
2.013
Northern Data AG ETR: NB2
300%
–
995
AB Science SA EPA: AB
274%
–
903
Fastned BV AMS: FAST
255%
–
723
Solaria Energia y Medio Ambiente SA BME: SLR
233%
–
2.836
Hellofresh SE ETR: HFG
218%
–
10.319
Inventiva SA EPA: IVA
192%
–
412
Valneva SE EPA: VLA
191%
–
681
Akasol ETR: ASL
180%
–
585
Qt Group Oyj HEL: QTCOM
173%
–
1.408
ABO Wind AG ETR: AB9
171%
0,90%
408
Adyen NV AMS: ADYEN
169%
–
59.691
VERBIO Vereinigte BioEnergie AG ETR: VBK
164%
0,65%
1.950
Energiekontor AG ETR: EKT
160%
0,72%
791
va Q tec AG ETR: VQT
146%
–
436
flatexDEGIRO AG ETR: FTK
142%
–
1.623
Grenergy Renovables SL BME: GRE
131%
–
846
Le migliori azioni in Europa nel 2020
Azioni peggiori in Europa nel 2020
Passiamo quindi alle peggiori azioni in Europa nel 2020, notiamo subito che manca Wirecard, che ha registrato performance imbarazzanti (circa -99%), ciò, come spiegato, è causato dal fatto che abbiamo limitato il market cap delle aziende analizzate, ciò per evitare di avere in lista solo azioni da pochi milioni di euro.
Azione
Performance
Dividend Yield
Market Cap
CGG EPA: CGG
-71%
–
578
Banco Sabadell BME: SAB
-64%
5,48%
2.053
International Airlines Group BME: IAG
-60%
5,29%
8.976
GRENKE AG ETR: GLJ
-58%
2,08%
1.790
Elior Group EPA: ELIOR
-57%
5,18%
975
Galápagos NV AMS: GLPG
-56%
–
5.314
Akka Technologies EPA: AKA
-56%
–
585
TUI ETR: TUI1
-55%
–
2.969
Técnicas Reunidas BME: TRE
-55%
–
588
AURELIUS Equity Opport. SE&Co ETR: AR4
-55%
–
536
Unibail Rodamco Westfield AMS: URW
-53%
8,25%
9.059
ABN AMRO AMS: ABN
-50%
7,41%
3.811
Fugro AMS: FUR
-48%
–
791
Schlumberger EPA: SLB
-46%
2,31%
24.653
Telefónica BME: TEF
-45%
11,79%
18.454
Klépierre EPA: LI
-45%
11,83%
5.577
Wereldhave NV AMS: WHA
-44%
16,99%
448
Société générale EPA: GLE
-44%
–
14.741
Royal Dutch Shell Plc AMS: RDSA
-43%
5,63%
113.622
Mercialys SA EPA: MERY
-41%
6,66%
663
Carmila SA EPA: CARM
-41%
8,49%
1.677
Galp Energia ELI: GALP
-40%
7,92%
6.813
Le Azioni peggiori in Europa, nel 2020, per performance
Azioni Americane nel 2020
Se si parla di mercati finanziari, ovviamente, non si può ignorare l’America, dove Nasdaq e NYSE rappresentano, a livello global, le piazze finanziarie più importanti.
Anche per il mercato americano abbiamo preso in esame solo le aziende con una capitalizzazione maggiore di 1 miliardo.
Migliori Azioni in America nel 2020
Eccole quindi le azioni migliori del mercato americano nel 2020. Anche in America si notano performance stellari per le migliori, con particolare aumento per le aziende tecnologiche e farmaceutiche. Si nota anche Nio, società cinese produttrice di veicoli elettrici.
Azione
Performance
Dividend Yield
Market Cap
Novavax NASDAQ: NVAX
3.149%
–
6.739
Blink Charging Co NASDAQ: BLNK
2.561%
–
1.308
Nio Inc NYSE: NIO
1.038%
–
58.818
Plug Power Inc NASDAQ: PLUG
1.025%
–
12.888
GrowGeneration Corp NASDAQ: GRWG
858%
–
1.718
Celsius Holdings Inc. NASDAQ: CELH
814%
–
2.589
Arcturus Therapeutics Holdings Inc NASDAQ: ARCT
802%
–
2.077
Fiverr NYSE: FVRR
800%
–
6.080
Digital Turbine Inc NASDAQ: APPS
721%
–
4.252
Overstock.com Inc NASDAQ: OSTK
705%
–
1.987
Twist Bioscience Corp NASDAQ: TWST
681%
–
6.473
Workhorse Group NASDAQ: WKHS
655%
–
2.266
Seres Therapeutics Inc NASDAQ: MCRB
603%
–
1.813
Enphase Energy NASDAQ: ENPH
594%
–
18.754
eXp World Holdings Inc NASDAQ: EXPI
593%
–
4.501
IAC/InterActiveCorp NASDAQ: IAC
567%
–
12.535
Jumia Technologies AG NYSE: JMIA
548%
–
2.899
Farfetch NYSE: FTCH
518%
–
17.802
Owens & Minor Inc. NYSE: OMI
486%
0,033%
1.824
SunPower NASDAQ: SPWR
484%
–
4.160
Ocular Therapeutix Inc NASDAQ: OCUL
458%
–
1.361
Gravity Corporation NASDAQ: GRVY
436%
–
1.149
Daqo New Energy Corp NYSE: DQ
434%
–
3.115
Switchback Energy Acquisition NYSE: SBE
432%
–
2.853
Pacific Biosciences NASDAQ: PACB
427%
–
4.131
Fate Therapeutics Inc NASDAQ: FATE
408%
–
7.104
CloudFlare NYSE: NET
398%
–
21.372
SunRun NASDAQ: RUN
396%
–
11.093
Fubotv Inc NYSE: FUBO
396%
–
2.443
Migliori azioni per performance in America nel 2020
Azioni peggiori in America nel 2020
Ovviamente nemmeno in America è tutto oro, ed ecco la lista delle peggiori azioni americane nel 2020.
Azione
Performance
Dividend Yield
Market Cap
CVR Energy Inc. NYSE: CVI
-63%
–
1.206
Momo Inc NASDAQ: MOMO
-59%
–
2.246
Carnival Corporation & plc NYSE: CCL
-59%
–
18.037
Norwegian Cruise Line NYSE: NCLH
-57%
–
6.349
Macerich Co NYSE: MAC
-57%
5,50%
1.433
Occidental Petroleum NYSE: OXY
-57%
0,23%
13.466
ChampionX Corp NYSE: CHX
-55%
–
2.440
Phillips 66 NYSE: PSX
-55%
12,82%
5.102
Two Harbors Investment Corp NYSE: TWO
-55%
10,40%
1.465
Murphy Oil NYSE: MUR
-54%
4,11%
1.529
EPR Properties NYSE: EPR
-54%
–
1.968
ViaSat NASDAQ: VSAT
-54%
–
1.864
Plains All American Pipeline NASDAQ: PAA
-51%
–
5.276
Continental Resources NYSE: CLR
-51%
–
4.995
Cinemark Holdings, Inc. NYSE: CNK
-51%
–
1.597
Marathon Oil NYSE: MRO
-51%
1,81%
4.283
United Continental Holdings NASDAQ: UAL
-50%
–
10.361
EchoStar NASDAQ: SATS
-50%
–
1.719
Frontline NYSE: FRO
-50%
32,93%
1.011
Azul SA NYSE: AZUL
-50%
–
1.951
Shell Midstream Partners LP NYSE: SHLX
-50%
18,25%
3.244
HollyFrontier NYSE: HFC
-50%
5,52%
3.361
Energy Transfer LP Unit NYSE: ET
-49%
9,47%
14.218
Sabre Corp NASDAQ: SABR
-49%
–
2.950
ONEOK, Inc. NYSE: OKE
-48%
9,64%
14.111
Diamondback Energy Inc NASDAQ: FANG
-48%
3,15%
6.158
Performance peggiore delle azioni in America nel 2020
Azioni britanniche e svizzere nel 2020
Come avevamo anticipato nel capitolo riguardante l’Europa, per il Regno Unito e per la Svizzera abbiamo fatto due classifiche a parte, poiché, benché a livello geografico le aziende in questione siano europee, a livello monetario e politico si tratta di mondi completamente differenti.
In Inghilterra abbiamo ovviamente cifre in GBP, in Svizzera vige il franco CHF.
Per la Gran Bretagna abbiamo messo un limite sulle aziende con un Market Cap di almeno 400 milioni di GBP; per la Svizzera abbiamo presi in esame solo l’indice principale, cioè lo SMI.
Azioni migliori Gran Bretagna 2020
Eccole le migliori azioni nel Regno Unito nel 2020.
Azione
Performance
Dividend Yield
Market Cap
Greatland Gold plc LON: GGP
1.975%
–
1.600
ITM Power LON: ITM
572%
–
2.908
Ceres Power Holdings plc LON: CWR
385%
–
2.408
AO World PLC LON: AO
349%
–
2.146
AFC Energy plc LON: AFC
304%
–
494
MaxCyte Inc LON: MXCT
302%
–
426
CMC Markets LON: CMCX
185%
5,11%
1.346
Naked Wines PLC LON: WINE
178%
0,32%
508
Premier Foods Plc LON: PFD
169%
–
962
Indivior PLC LON: INDV
163%
–
833
S4 Capital PLC LON: SFOR
163%
–
2.986
BATM Advanced Communications LON: BVC
161%
–
476
Ergomed PLC LON: ERGO
153%
–
537
Frontier Developments LON: FDEV
151%
–
1.332
Petropavlovsk PLC LON: POG
145%
–
1.376
Tremor International Ltd LON: TRMR
141%
–
571
Codemasters LON: CDM
137%
–
1.121
Team17 LON: TM17
117%
–
1.181
Luceco PLC LON: LUCE
105%
0,91%
461
Volex PLC LON: VLX
105%
0,98%
530
Ferrexpo Plc LON: FXPO
103%
3,40%
1.948
Clipper Logistics PLC LON: CLG
100%
1,77%
647
Pan African Resources plc LON: PAF
98%
2,90%
509
Keywords Studios PLC LON: KWS
92%
0,02%
2.372
Impax Asset Management Group Plc LON: IPX
85%
1,19%
1.039
Games Workshop Group PLC LON: GAW
85%
1,64%
4.085
Sumo Group PLC LON: SUMO
82%
–
618
Fresnillo plc LON: FRES
78%
0,99%
9.288
Ocado LON: OCDO
76%
–
18.634
888 Holdings LON: 888
76%
2,40%
1.192
Migliori Azioni nel Regno Unito nel 2020
Peggiori Azioni del Regno Unito nel 2020
Ed ecco le peggiori azioni del Regno Unito nel 2020.
Azione
Performance
Dividend Yield
Market Cap
Hammerson LON: HMSO
-81%
0,74%
1.212
Capita LON: CPI
-76%
–
720
SIG plc LON: SHI
-72%
–
427
Cineworld LON: CINE
-70%
13,54%
997
Petrofac LON: PFC
-63%
–
550
The Restaurant Group LON: RTN
-59%
3,12%
439
Micro Focus LON: MCRO
-58%
–
1.652
Greencore Group plc LON: GNC
-56%
–
683
James Fisher & Sons plc LON: FSJ
-55%
0,88%
504
Babcock International LON: BAB
-55%
–
1.599
Go-Ahead Group plc LON: GOG
-54%
–
485
Network International Holdings PLC LON: NETW
-53%
–
1.863
Tullow Oil LON: TLW
-52%
–
478
Stagecoach Group LON: SGC
-52%
–
473
Rolls-Royce Holdings LON: RR
-51%
–
10.713
Centrica LON: CNA
-50%
–
2.888
Rank Group PLC LON: RNK
-49%
1,97%
735
Select Service Partner LON: SSPG
-48%
1,78%
2.005
National Express Group LON: NEX
-48%
–
1.664
C&C Group Plc LON: CCR
-47%
–
750
Mitchells & Butlers LON: MAB
-46%
–
1.177
Senior plc LON: SNR
-45%
–
440
Aston Martin LON: AML
-45%
–
2.330
Equiniti Group PLC LON: EQN
-45%
–
459
BP plc LON: BP
-44%
9,30%
59.498
Investec plc LON: INVP
-43%
2,80%
2.177
Azioni peggiori nel 2020 nel Regno Unito
Migliori azioni in Svizzera nel 2020
Come detto abbiamo analizzato solo le 20 aziende dell’indice SMI, ecco perché la lista è decisamente più corta.
Ecco quindi le migliori azioni svizzere del 2020.
Azione
Performance
Dividend Yield
Market Cap
Lonza SWX: LONN
60%
0,48%
38.901
Sika SWX: SIKA
33%
0,95%
31.585
Kuehne Nagel SWX: KNIN
24%
1,97%
22.421
Givaudan SWX: GIVN
22%
1,67%
31.620
Migliori azioni nel 2020 in Svizzera
Peggiori azioni in Svizzera nel 2020
E sempre sullo SMI, ecco le peggiori azioni svizzere del 2020.
Azione
Performance
Dividend Yield
Market Cap
Swiss Re SWX: SREN
-23,39%
7,08%
24.347
Swiss Life Holding AG SWX: SLHN
-13,94%
3,64%
12.161
Credit Suisse Group AG SWX: CSGN
-12,51%
1,21%
25.855
Novartis AG SWX: NOVN
-12,00%
3,65%
183.710
Peggiori azioni nel 2020 in Svizzera
Mercati migliori e peggiori del 2020
Dalle liste appare chiaro come a beneficiare di questo 2020 sono state aziende tecnologiche che adottano soluzioni per il lavoro o la comunicazione a distanza.
Grande ondata di acquisti anche su aziende con un core business legato al green e all’oro.
Tra le peggiori ci sono aziende di trasporti, di turismo e quelle aziende che sono state “congelate” a causa dei vari lockdown.
Quando il mercato si ristabilirà, e in alcuni casi già da ora, le azioni che potranno crescere maggiormente saranno quelle che hanno subito maggiori problemi a causa del virus. Qualche esempio? Carnival, Norwegian Cruise o Cinemark Holdings, ma sono solo degli esempi.
Alcuni esperti dicono che siamo nell’età dell’oro della biotecnologia. I progressi scientifici stanno aprendo possibilità per la cura e la prevenzione di malattie che si potevano solo immaginare in passato.
Quest’età dell’oro presenta anche enormi opportunità per gli investitori. I titoli biotecnologici offrono il potenziale per enormi rendimenti a lungo termine. Ecco cosa bisogna sapere per investire nei migliori titoli biotech sul mercato.
I migliori titoli BioTech
I migliori titoli biotecnologici da acquistare al momento vantano forti pipeline, e alcuni hanno già farmaci vincenti sul mercato. La pandemia COVID-19 ha anche creato alcune enormi opportunità per le biotecnologie che sviluppano potenziali trattamenti e vaccini. Ecco alcune aziende che gli investitori dovrebbero osservare da vicino.
Azienda
Ticket
Focus
Axsome Therapeutics
NASDAQ:AXSM
Neuroscienze
BioSpecifics Technologies
NASDAQ:BSTC
Malattie infettive
Bluebird Bio
NASDAQ:BLUE
Cancro
Bristol Myers Squibb
NYSE:BMY
Cancro
CRISPR Therapeutics
NASDAQ:CRSP
Malattie rare
Gilead Sciences
NASDAQ:GILD
Antivirali
Ionis Pharmaceuticals
NASDAQ:IONS
Malattie rare
Novavax
NASDAQ:NVAX
Infezioni rare
Vertex Pharmaceuticals
NASDAQ:VRTX
Malattie rare
Una lista di società (con relative azioni) impegnate nelle BioTecnologie
Axsome Therapeutics
Axsome ha un candidato principale, AXS-05, che è in fase di valutazione in tre studi di fase 3 che riguardano la depressione e l’agitazione del morbo di Alzheimer, nonché in uno studio di fase 2 per la cessazione del fumo. La biotecnologia sta anche testando il farmaco sperimentale per l’emicrania AXS-07 in uno studio di fase 3 e ha altri due candidati farmaci in studi clinici precedenti.
Se approvato, AXS-05 potrebbe generare un picco di vendite annuali di almeno 1 miliardo di dollari, il che lo renderebbe un farmaco di successo. Gli analisti non hanno valutato l’entità delle entrate che AXS-07 o gli altri candidati di Axsome potrebbero realizzare. Ma il solo potenziale di AXS-05 rende Axsome un’interessante azione biotecnologica a piccola capitalizzazione da acquistare in questo momento.
BioSpecifics Technologies
Produce collagene da iniettare per malattie e contratture. Ha in fase 3 un medicinale per la cura della cellulite.
Inoltre in fase due ha un medicinale per Capsuliti adesive.
Bluebird Bio
Bluebird Bio ha già un farmaco approvato in Europa per il trattamento della rara malattia del sangue trasfusione-dipendente beta-talassemia (Zynteglo). Il farmaco è in uno studio di fase 3 negli Stati Uniti; Bluebird sta anche valutando la Lenti-D in studi di fase 3 per il trattamento di una rara malattia genetica chiamata adrenoleukodystrophy cerebrale.
Oltre a questi programmi di proprietà completa, Bluebird e Bristol Myers Squibb (NYSE:BMY) hanno richiesto l’approvazione normativa statunitense ed europea per l’ide-cel nel trattamento del mieloma multiplo, un tipo di tumore del sangue. La pipeline di Bluebird include anche candidati in studi di fase 1 che si occupano di altre malattie genetiche e tipi di cancro.
Zynteglo potrebbe raggiungere lo status di blockbuster, generando un picco di vendite annuali di quasi 1,9 miliardi di dollari. Alcuni analisti ritengono che la Lenti-D potrebbe rastrellare fino a 4 miliardi di dollari all’anno se approvata negli Stati Uniti e in Europa. Bluebird riceverà royalties dalle vendite di ide-cel della BMS (ammesso che ottenga l’approvazione). Tutto questo si traduce in una grande crescita per Bluebird nei prossimi anni.
Bristol Myers Squibb
Bristol Myers Squibb è una delle aziende di BioTech con maggiori progetti in fase di sviluppo.
Conta oltre 50 candidati in fase di sviluppo, con una dozzina in fase 3 e altrettante in fase 2.
Inoltre è allo studio su possibili altri 40 medicinali che potrebbero presto entrare in pipeline di approvazione.
BMS è impegnata prevalentemente nella ricerca di medicinali per combattere il cancro.
Novavax
Novavax ha un secondo flop per il candidato al vaccino respiratorio sinciziale ResVax.
L’azienda ha riportato risultati estremamente positivi da uno studio in fase avanzata di uno studio sperimentale sul vaccino antinfluenzale NanoFlu. L’azienda ora prevede di perseguire l’approvazione del vaccino da parte della Food and Drug Administration. Gli analisti progettano che, se approvato, NanoFlu potrebbe generare un picco di vendite annuali di 1,7 miliardi di dollari.
Novavax potrebbe avere un vincitore ancora più grande con il suo candidato vaccino COVID-19 NVX-CoV2373. È uno dei principali candidati al vaccino che utilizza una sotto unità proteica (una singola molecola proteica) per stimolare una risposta immunitaria contro il nuovo coronavirus. La biotecnologia ha annunciato i risultati positivi di uno studio di fase 1 del vaccino sperimentale ad agosto, spingendo alcuni analisti a dichiarare NVX-CoV2373 come potenzialmente il miglior candidato vaccino della categoria tra i candidati al coronavirus in fase di sviluppo.
Il governo degli Stati Uniti ha firmato un accordo da 1,6 miliardi di dollari con Novavax per finanziare lo sviluppo e la produzione in fase avanzata del suo vaccino COVID-19, compresa la fornitura di 100 milioni di dosi in caso di successo nei test clinici. La Novavax ha anche concluso accordi di fornitura di inchiostri nel Regno Unito e in India.
Vertex Pharmaceuticals
Vertex gode di un monopolio virtuale nel trattamento della causa alla base della fibrosi cistica (CF), una rara malattia genetica che provoca l’eccessivo accumulo di muco nei polmoni e nell’apparato digerente. Il suo più recente farmaco per la fibrosi cistica, il Trikafta/Kaftrio, potrebbe espandere la popolazione di pazienti indirizzabili di oltre il 50%, mirando a una mutazione genetica che si stima si verifichi nel 90% dei pazienti affetti da fibrosi cistica.
La pipeline dell’azienda include altri promettenti farmaci per la FC in fase 2 di sperimentazione. Vertex sta anche cercando di espandersi oltre la FC, con programmi di fase 2 mirati al dolore e al raro deficit di alfa-1 antitripsina, una malattia genetica rara che può causare sintomi quali respiro affannoso, infezioni polmonari e affaticamento.
Inoltre, i programmi di Vertex in fase iniziale potrebbero essere dei veri e propri capovolgimenti. Sta collaborando con CRISPR Therapeutics (NASDAQ:CRSP) per testare le terapie di modificazione genica (trattamenti che comportano la modificazione delle sequenze di DNA) che mirano alle malattie rare del sangue beta-talassemia e falcemia. Il gruppo spera di passare presto alla fase 1 di sperimentazione di un farmaco sperimentale che ha il potenziale per curare il diabete di tipo 1, una malattia che colpisce oltre 1,1 milioni di persone in tutto il mondo. Anche se gli analisti non hanno previsto picchi di vendite per questi candidati alla pipeline, Vertex potrebbe essere seduto su una miniera d’oro se tutto va bene.
Nozioni di base sulle biotecnologie
Cos’è una biotecnologia? È un’azienda che utilizza organismi viventi (per esempio, batteri o enzimi) per produrre farmaci. Questo uso di organismi viventi differenzia le biotecnologie dalle aziende farmaceutiche, che utilizzano sostanze chimiche per sviluppare farmaci.
Ci sono quattro fasi principali per le biotecnologie nello sviluppo di nuovi farmaci:
La scoperta dei farmaci, in cui le biotecnologie identificano i candidati farmaci e le malattie che potrebbero potenzialmente colpire.
Test preclinici, in cui le biotecnologie testano i candidati farmaci in vitro (in provetta) e/o in vivo (in animali vivi, come i topi).
Test clinici, dove le biotecnologie testano i candidati farmaci nell’uomo.
Approvazione normativa, dove le biotecnologie cercano di ottenere l’approvazione da parte delle agenzie governative competenti per la vendita di un farmaco.
I test clinici prevedono di solito tre fasi:
Fase 1, che comprende piccoli studi progettati per trovare una dose sicura per il candidato farmaco e determinare come influisce sull’uomo.
Fase 2, che prevede studi che possono includere circa 100 o più pazienti e che si concentrano sulla sicurezza, sugli effetti collaterali a breve termine e sulla determinazione della dose ottimale per il farmaco.
Fase 3, che prevede studi più ampi che possono includere centinaia o addirittura migliaia di pazienti e che si concentrano su quanto efficacemente un farmaco sperimentale tratti una malattia target e su quanto sia sicuro.
Un candidato farmaco deve superare con successo ogni fase per passare alla successiva. Una volta che un farmaco ha completato con successo uno studio di fase 3 dimostrando sicurezza ed efficacia nel trattamento della condizione target, la biotecnologia presenterà la domanda per l’approvazione normativa utilizzando i dati clinici dello studio. Negli Stati Uniti, la FDA supervisiona le approvazioni dei nuovi farmaci.
Gli investitori devono prestare molta attenzione alle fasi in cui si trovano i candidati farmaci di una società. Più è in fase avanzata, meno rischi ci sono di solito. È anche importante considerare il picco di vendite annuali di un farmaco candidato, il più alto livello di vendite all’anno che gli analisti progettano. Più alto è, meglio è.
Inoltre, una biotecnologia con più farmaci sperimentali in cantiere (il termine usato per indicare tutti i farmaci di un’azienda in fase di sviluppo) tenderà ad avere meno rischi rispetto ad una biotecnologia con uno o pochissimi drug candidate.
Un’altra cosa importante da tenere d’occhio con le biotecnologie è la loro posizione finanziaria. La maggior parte delle biotecnologie non raggiunge la redditività finché non lancia con successo uno o più farmaci sul mercato. Hanno bisogno di ingenti somme di denaro per finanziare le operazioni e far avanzare i loro candidati alla pipeline. Spesso le aziende emettono nuove azioni per raccogliere la liquidità necessaria, il che riduce il valore delle azioni esistenti. Alcune biotecnologie ricevono denaro anche attraverso partnership con produttori di farmaci più grandi e sovvenzioni da parte di agenzie governative e organizzazioni no-profit.
Rischi del BioTech
È possibile che gli studi clinici di queste biotecnologie possano fallire. Anche se i test andassero bene, non c’è garanzia che le aziende otterranno le approvazioni normative per i loro farmaci. Questi sono due dei principali rischi associati all’investimento in azioni biotech. Le aziende possono anche esaurire i fondi per finanziare studi clinici, completare le pratiche normative e/o portare nuovi farmaci sul mercato.
È anche possibile che una qualsiasi di queste aziende possa essere acquisita da un produttore di farmaci più grande. Le probabilità che questi titoli generino enormi guadagni a lungo termine per gli investitori dei pazienti sembrano essere buone.
Naturalmente, lo sappiamo bene, il Corona Virus non è arrivato solo in Italia, anzi è proprio in America che ha fatto il maggior numero di morti.
Questo ha avuto un impatto, anche sul settore tecnologico come può essere quello rappresentato dal Nasdaq. Nonostante l’indice del settore tecnologico abbia ampiamente recuperato il terreno perso, e sia stato il primo a farlo, ci sono ancora dei titoli in ritardo.
In questo articolo vogliamo analizzare i prezzi delle azioni del Nasdaq da metà febbraio a oggi, cioè dal 19 febbraio, ultimo giorno prima che l’occidente scoprisse il Covid, e oggi che le notizie sul vaccino stanno spopolando.
Sono passati esattamente 9 mesi, ed ecco cosa è successo sul Nasdaq 100 in questi tre trimestri.
Azione
Ticker
Performance
Moderna Inc
NASDAQ:MRNA
369,82%
Zoom Video Communications Inc
NASDAQ:ZM
299,35%
Pinduoduo Inc
NASDAQ:PDD
256,53%
Tesla Inc
NASDAQ:TSLA
165,23%
Docusign Inc
NASDAQ:DOCU
134,26%
JD.Com Inc
NASDAQ:JD
100,81%
Mercadolibre Inc
NASDAQ:MELI
77,46%
NVIDIA Corporation
NASDAQ:NVDA
70,69%
QUALCOMM, Inc.
NASDAQ:QCOM
62,38%
Align Technology, Inc.
NASDAQ:ALGN
60,42%
Paypal Holdings Inc
NASDAQ:PYPL
53,43%
IDEXX Laboratories, Inc.
NASDAQ:IDXX
52,61%
Apple Inc
NASDAQ:AAPL
45,88%
Seagen Inc
NASDAQ:SGEN
45,19%
Amazon.com, Inc.
NASDAQ:AMZN
43,09%
Xilinx, Inc.
NASDAQ:XLNX
42,30%
TAKE-TWO INTERACTIVE SOFTWARE, INC Common Stock
NASDAQ:TTWO
42,29%
Advanced Micro Devices, Inc.
NASDAQ:AMD
40,14%
KLA Corp
NASDAQ:KLAC
38,94%
Cadence Design Systems Inc
NASDAQ:CDNS
38,75%
ASML Holding NV
NASDAQ:ASML
33,53%
Synopsys, Inc.
NASDAQ:SNPS
32,24%
Regeneron Pharmaceuticals Inc
NASDAQ:REGN
29,50%
eBay Inc
NASDAQ:EBAY
29,31%
Lam Research Corporation
NASDAQ:LRCX
28,90%
Lululemon Athletica Inc
NASDAQ:LULU
28,35%
T-Mobile Us Inc
NASDAQ:TMUS
27,23%
Maxim Integrated Products Inc.
NASDAQ:MXIM
25,41%
Facebook, Inc. Common Stock
NASDAQ:FB
25,05%
Netflix Inc
NASDAQ:NFLX
24,75%
Fastenal Company
NASDAQ:FAST
24,34%
PACCAR Inc
NASDAQ:PCAR
21,03%
Broadcom Inc
NASDAQ:AVGO
20,57%
Monster Beverage Corp
NASDAQ:MNST
20,18%
Verisk Analytics, Inc.
NASDAQ:VRSK
20,12%
Adobe Inc
NASDAQ:ADBE
19,88%
NetEase Inc
NASDAQ:NTES
19,82%
Autodesk, Inc.
NASDAQ:ADSK
19,67%
Alexion Pharmaceuticals, Inc.
NASDAQ:ALXN
19,63%
Intuitive Surgical, Inc.
NASDAQ:ISRG
19,27%
Cintas Corporation
NASDAQ:CTAS
18,48%
Charter Communications Inc
NASDAQ:CHTR
18,43%
Costco Wholesale Corporation
NASDAQ:COST
18,33%
Activision Blizzard, Inc.
NASDAQ:ATVI
17,29%
Intuit Inc.
NASDAQ:INTU
16,08%
O’Reilly Automotive Inc
NASDAQ:ORLY
15,91%
Kraft Heinz Co
NASDAQ:KHC
15,82%
Skyworks Solutions Inc
NASDAQ:SWKS
15,46%
Texas Instruments Incorporated
NASDAQ:TXN
15,34%
Alphabet Inc Class C
NASDAQ:GOOG
14,42%
Alphabet Inc Class A
NASDAQ:GOOGL
14,15%
CSX Corporation
NASDAQ:CSX
13,92%
Microchip Technology Inc.
NASDAQ:MCHP
13,69%
Workday Inc
NASDAQ:WDAY
13,17%
DexCom, Inc.
NASDAQ:DXCM
12,87%
Microsoft Corporation
NASDAQ:MSFT
12,71%
Applied Materials, Inc.
NASDAQ:AMAT
12,31%
Liberty Global PLC
NASDAQ:LBTYK
11,84%
Copart, Inc.
NASDAQ:CPRT
10,98%
Splunk Inc
NASDAQ:SPLK
10,87%
NXP Semiconductors NV
NASDAQ:NXPI
9,78%
Liberty Global PLC Class A
NASDAQ:LBTYA
9,77%
Starbucks Corporation
NASDAQ:SBUX
8,62%
Cognizant Technology Solutions Corp
NASDAQ:CTSH
8,45%
Analog Devices, Inc.
NASDAQ:ADI
7,54%
ANSYS, Inc.
NASDAQ:ANSS
7,38%
Comcast Corporation
NASDAQ:CMCSA
6,90%
Electronic Arts Inc.
NASDAQ:EA
6,43%
Baidu Inc
NASDAQ:BIDU
4,61%
Booking Holdings Inc
NASDAQ:BKNG
3,87%
Keurig Dr Pepper Inc
NASDAQ:KDP
2,29%
Amgen, Inc.
NASDAQ:AMGN
2,15%
Paychex, Inc.
NASDAQ:PAYX
1,99%
Dollar Tree, Inc.
NASDAQ:DLTR
1,80%
Micron Technology, Inc.
NASDAQ:MU
1,25%
Expedia Group Inc
NASDAQ:EXPE
0,53%
Check Point Software Technologies Ltd.
NASDAQ:CHKP
0,42%
Incyte Corporation
NASDAQ:INCY
0,39%
Xcel Energy Inc
NASDAQ:XEL
-0,41%
CDW common stock
NASDAQ:CDW
-0,66%
PepsiCo, Inc.
NASDAQ:PEP
-1,48%
MONDELEZ INTERNATIONAL INC Common Stock
NASDAQ:MDLZ
-2,60%
Illumina, Inc.
NASDAQ:ILMN
-2,63%
Citrix Systems, Inc.
NASDAQ:CTXS
-2,67%
Trip.com Group Ltd
NASDAQ:TCOM
-3,16%
Automatic Data Processing Inc
NASDAQ:ADP
-4,46%
Cerner Corporation
NASDAQ:CERN
-5,00%
Ulta Beauty Inc
NASDAQ:ULTA
-7,63%
Verisign, Inc.
NASDAQ:VRSN
-8,03%
Ross Stores, Inc.
NASDAQ:ROST
-9,47%
Gilead Sciences, Inc.
NASDAQ:GILD
-9,58%
Cisco Systems, Inc.
NASDAQ:CSCO
-10,74%
Fiserv Inc
NASDAQ:FISV
-12,61%
Vertex Pharmaceuticals Incorporated
NASDAQ:VRTX
-12,68%
Sirius XM Holdings Inc
NASDAQ:SIRI
-12,83%
Exelon Corporation
NASDAQ:EXC
-13,91%
BioMarin Pharmaceutical Inc.
NASDAQ:BMRN
-17,47%
Marriott International Inc
NASDAQ:MAR
-18,49%
Walgreens Boots Alliance Inc
NASDAQ:WBA
-26,58%
Fox Corp Class A
NASDAQ:FOXA
-27,27%
Fox Corp Class B
NASDAQ:FOX
-27,71%
Biogen Inc
NASDAQ:BIIB
-29,34%
Intel Corporation
NASDAQ:INTC
-32,86%
Componenti del Nasdaq 100 e performance dal prima del Covid a oggi
I migliori titoli sul Nasdaq dal crollo covid
Non stupisce che il primo della lista sia Moderna, prima società ad aver comunicato di aver trovato una strada per produrre il vaccino per il Corona Virus.
Così come pochi si stupiranno della seconda posizione, quello Zoom che in questi mesi è diventato indispensabile per gli usi più disparati, dalla didattica a distanza fino al business.
Pinduoduo è sconosciuto ai più probabilmente, ma è una società cinese che sviluppa un software per Ecommerce, non stupisce quindi che si trovi in quella posizione.
Al quarto posto troviamo quella Tesla che nel mentre è stata ammessa nell’indice S&P500 e che quindi ha un vantaggio rifletto dalla forza del paniere.
DocuSign, come Pinduoduo, beneficia della pandemia con relativo lockdown poiché si tratta di un sistema per sottoscrivere documenti da remoto; quindi fondamentali in questo momento.
Le azioni peggiori del Nasdaq dal crollo del Corona Virus
La peggiore in assoluto è Intel che agli effetti del Corona Virus somma il fatto che Apple ha deciso, a partire dal prossimo anno, di sviluppare in casa anche i processori per i propri Mac. Una perdita non da poco per un produttore che negli ultimi anni sta vedendo svanire tante linee di business.
Stupisce invece la posizione di Biogen, che ha avuto importanti autorizzazioni da parte dell’FDA (ente di controllo dei medicinali in America) e che presenta dei bilanci che superano i consensi degli analisti. In netto ritardo rispetto al resto dell’indice.
Era il 16 marzo del 2020 e il FTSE MIB, insieme a gran parte dei mercati mondiali toccava minimi che non si vedevano da anni.
In particolar modo il FTSE MIB toccava il minimo di 14.153, numero che non vedeva da agosto 2012.
Quel giorno si veniva da quattro settimane di continue discese e con l’Italia che andava in lockdown non si vedeva una via d’uscita. Solo con il senno di poi possiamo dire che quel giorno si toccò il momento più brutto, almeno sulle borse, del 2020 nel pieno dell’emergenza Covid.
Da quel 16 marzo 2020 sembra passata una vita ma in realtà siamo a soli 8 mesi di distanza. In questi 2 quadrimestri cosa è successo?
Inoltre, al di là del punto più basso, qual è la performance delle azioni da prima che il Covid diventasse una triste realtà?
Vediamo la lista delle azioni presenti nel FTSE MIB e capiamo quali azioni hanno già recuperato, quante hanno addirittura sovraperformato e quante invece ancora devono recuperare del terreno.
Da metà marzo a metà novembre (8 mesi)
Questa che segue è la performance dei titoli azionari facenti parte del FTSE MIB tra il 16 marzo 2020 e il 16 novembre 2020.
Azioni
Ticket
Performance
Amplifon
BIT:AMP
119,00%
STMicroelectronics
BIT:STM
81,03%
Fiat Chrysler Automobiles
BIT:FCA
75,59%
Prysmian
BIT:PRY
73,82%
Davide Campari
BIT:CPR
72,49%
Interpump Group
BIT:IP
64,87%
Banca Generali
BIT:BGN
63,18%
FinecoBank Banca Fineco
BIT:FBK
61,76%
DiaSorin
BIT:DIA
60,76%
Mediobanca
BIT:MB
60,04%
Banco BPM
BIT:BAMI
55,56%
Banca Mediolanum
BIT:BMED
54,29%
Moncler
BIT:MONC
49,98%
Nexi
BIT:NEXI
48,55%
Enel
BIT:ENEL
47,36%
CNH Industrial
BIT:CNHI
46,35%
Azimut Holding
BIT:AZM
45,15%
FTSE MIB (benchmark indice)
–
44,30%
Atlantia
BIT:ATL
43,47%
Ferrari
BIT:RACE
43,44%
Recordati
BIT:REC
42,91%
Buzzi Unicem
BIT:BZU
42,38%
Tenaris
VIE:TEN
36,97%
InWIT (Infrastr. Wireless Italiane)
BIT:INW
35,24%
Unipol Gruppo
BIT:UNI
33,94%
Pirelli & C.
BIT:PIRC
32,60%
Poste Italiane
BIT:PST
32,46%
Intesa Sanpaolo
BIT:ISP
31,43%
Exor
BIT:EXO
29,93%
Terna – Rete Elettrica Nazionale
BIT:TRN
29,81%
Snam
BIT:SRG
29,63%
Italgas
BIT:IG
24,24%
Assicurazioni Generali
BIT:G
23,63%
UniCredit
BIT:UCG
23,15%
Eni
BIT:ENI
22,80%
Telecom Italia
BIT:TIT
20,69%
A2A
BIT:A2A
19,42%
Leonardo
BIT:LDO
6,18%
HERA
BIT:HER
0,97%
Saipem
BIT:SPM
-1,52%
Bper Banca
BIT:BPE
-16,46%
Componenti del FTSE MIB ordinati per performance tra il 16 marzo 2020 e il 16 novembre 2020
Come si può facilmente notare la quasi totalità delle azioni ha registrato una performance invidiabile dal momento più basso del FTSE MIB.
Circa la metà delle azioni (17) hanno sovraperformato la resa dell’indice (44,30%) mentre l’altra metà (23) hanno sottoperformato.
Però ha poco senso guardare dal minimo annuale a oggi se non consideriamo come si trovavano quei titoli prima del minimo di marzo.
In particolar modo l’ultimo giorno prima del crollo dovuto al Covid si è registrato sul FTSE MIB in data 19 febbraio 2020, quando l’indice toccò il massimo di 25.271 punti.
Questa invece la performance dei titoli del FTSE MIB dal pre-Covid a oggi, dopo circa 9 mesi (3 interi trimestri).
Aziende
Ticket
Performance
DiaSorin
BIT:DIA
43,10%
Amplifon
BIT:AMP
19,67%
Interpump Group
BIT:IP
14,71%
Recordati
BIT:REC
12,17%
Davide Campari
BIT:CPR
11,64%
FinecoBank Banca Fineco
BIT:FBK
10,01%
Prysmian
BIT:PRY
6,92%
Moncler
BIT:MONC
5,23%
Ferrari
BIT:RACE
4,67%
Fiat Chrysler Automobiles
BIT:FCA
2,61%
STMicroelectronics
BIT:STM
2,27%
CNH Industrial
BIT:CNHI
0,00%
InWIT – Infrastrutture Wireless Italiane
BIT:INW
-4,51%
Enel
BIT:ENEL
-5,60%
Terna – Rete Elettrica Nazionale
BIT:TRN
-7,66%
Buzzi Unicem
BIT:BZU
-7,78%
Nexi
BIT:NEXI
-9,64%
Snam
BIT:SRG
-10,78%
Banca Generali
BIT:BGN
-12,97%
Pirelli & C.
BIT:PIRC
-13,14%
Banca Mediolanum
BIT:BMED
-13,50%
FTSE MIB Indice (benchmark)
–
-15,15%
Italgas
BIT:IG
-15,26%
Mediobanca
BIT:MB
-24,82%
Exor
BIT:EXO
-25,01%
Poste Italiane
BIT:PST
-25,20%
Assicurazioni Generali
BIT:G
-26,01%
Banco BPM
BIT:BAMI
-26,02%
Azimut Holding
BIT:AZM
-27,70%
Intesa Sanpaolo
BIT:ISP
-29,23%
HERA
BIT:HER
-30,04%
Telecom Italia
BIT:TIT
-32,69%
Unipol Gruppo
BIT:UNI
-33,27%
Tenaris
VIE:TEN
-34,85%
A2A
BIT:A2A
-35,26%
Atlantia
BIT:ATL
-36,14%
Eni
BIT:ENI
-38,41%
UniCredit
BIT:UCG
-41,26%
Saipem
BIT:SPM
-48,81%
Leonardo
BIT:LDO
-49,64%
Bper Banca
BIT:BPE
-52,69%
Performance delle azioni sul FTSE MIB da prima del Covid a metà novembre (dopo 9 mesi)
Mentre la performance del FTSE MIB dal 19 febbraio al 17 novembre è stato del -15,15%, ci sono titoli che hanno ampiamente recuperato e sono addirittura in attivo e altre azioni che invece ancora valgono la metà di quanto valevano prima della pandemia.
Appare evidente come tra i primi 4 per performance ben 3 sono legati al farmaceutico e alla salute. Interpump e Campari, che compongono la TOP 5 hanno avuto importanti cambiamenti nel periodo, con la società di beverage che è passata da un trasferimento all’estero e la società industriale che a marzo non era nel FTSE MIB, quindi beneficia della promozione.
Ci sono alcuni settori che sono stati particolarmente colpiti dal Covid-19, lo sappiamo già, abbiamo imparato a conoscerle attraverso TG e leggendo le notizie. Bar, Ristoranti e tutti quei centri di aggregazione tipiche del pre-covid hanno ricevuto un salasso non da poco.
Andando nel nostro ambito, cioè quello degli investimenti azionari, ci sono dei settori che più di altri hanno subito il shock della pandemia con relativo lockdown.
In questo articolo proviamo ad analizzare un po’ di segmenti e qualche titolo che, superate le difficoltà, potrebbero registrare delle crescite a doppia cifra.
Aviazione e Trasporti
Partiamo da quel settore che più di tutti ha subito variazioni, cioè trasporti e Aviazione.
In questo settore rientrano varie aziende e vari sottosegmenti. Giusto per elencarne qualcuno:
Trasporti ferroviari
Trasporti marittimi
Aviazione
Trasporti stradali
Guardando più nel dettaglio possiamo facilmente notare come ci siano delle aziende che a causa del Corona Virus hanno perso tanto nel loro core business e faranno fatica a riprendersi, ciò perché questa pandemia cambierà anche gli usi comuni.
Trasporti stradali
Pensiamo per esempio a Saras, azienda italiana che raffina il petrolio ricavandone derivati. Con gli spostamenti che si azzerano o che, comunque, diminuiscono è evidente che Saras perda business; altrettanto evidente che appena ci sarà una ripresa l’azienda ne beneficerà; attenzione però, perché con la tendenza verso lo smart working prima di tornare al 100% del pre-crisi ci vorrà del tempo. Certamente è un’azione da cassettista, da acquistare oggi e rivendere tra qualche anno.
Saras ha comunque beneficiato della minore richiesta di petrolio, che ha portato il prezzo della materia prima ad abbassarsi sensibilmente. Con la ripresa della normalità è prevedibile che il greggio torni ad alzarsi leggermente, con giubilo da parte di quelle aziende che trattano il combustibile:
ENI
Total
Shell
Sempre rimanendo su strada c’è un’altra azienda che ha subito dei forti cali dati dai trasporti rallentati, si tratta di Atlantia, che gestisce (ancora per poco) la rete autostradale italiana; ovviamente meno spostamenti significano meno pedaggi e quindi meno introiti per Autostrade. Con la ripresa delle attività a pieno regime ci sarà un recupero e, anche se lo Stato dovesse revocare le concessioni autostradali, comunque teniamo bene in mente che Atlantia gestisce aeroporti e autostrade in tante nazioni, quindi la concessione italiana è solo una fetta dell’enorme torta.
Trasporti marittimi
Spostiamoci dalle autostrade e guardiamo il settore delle crociere, dove i big player sono sostanzialmente 3:
Royal Caribbean (NYSE:RCL)
Carnival (NYSE:CCL)
Norwegian (NYSE:NCLH)
Con le navi bloccate nei porti è complesso riuscire a fare business, non appena ci sarà una vera ripresa le navi usciranno in mare e a quel punto ci sarà un ritorno alla normalità. Non è un caso se con le prime info sui vaccini Carnival ha registrato +40% in un solo giorno e ogni minimo rumor è utile per ulteriori allunghi.
Anche perché, a differenza delle aziende citate in precedenza, che subiranno anche la tendenza allo smart working, le crociere non avranno questo tipo di impatto e le persone torneranno in totale sicurezza a navigare.
Su queste aziende c’è solo il peso del debito: un settore che già per sua natura si affida ai finanziamenti, con il Covid ha sommato ulteriori passivi e serviranno anni per riuscire a rientrare nei fondamentali precedenti.
Aviazione
Anche qui il discorso non differisce molto dai trasporti marittimi: appena si tornerà a una parvenza di normalità le persone torneranno a viaggiare.
A differenza delle crociere, che non sono sostituibili dal digitale, i viaggi per lavoro probabilmente avranno un impatto negli anni a venire, quindi il recupero, almeno nel breve periodo, non sarà al 100%.
Stesso discorso dicasi anche per gli aeroporti.
Qualche azione di questo settore:
Compagnie aeree:
American Airlines Group
Delta Air Lines
Deutsche Lufthansa
Air France-KLM
International Airlines Group
Enti di gestione aeroportuale:
ENAV
AENA
Groupe ADP
Fraport
Aeroporti
Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna
Trasporto ferroviario
Trainline PLC
Turismo
Ci stiamo un po’ girando intorno al turismo, in varie forme, ma ciò che è stato particolarmente colpito è il trasporto e l’organizzazione per il turismo.
Parliamo in modo particolare della prenotazione alberghiera, fortemente colpita da questa pandemia.
Tra i titoli da segnalare ci sono:
Booking
Trivago
Last Minute
E se il settore del booking non ride c’è certamente chi al momento sta piangendo ed è il settore alberghiero puro. In questo settore segnaliamo Marriott International, pronto all’esplosione non appena si tornerà alla normalità.
Un settore che con la ripresa tornerà a volare, soddisfacendo l’esigenza dei viaggiatori di piacere.
C’è un ulteriore azione, che ancora non è quotata, ma che sta per farlo ed è AirBnb; anche questa azione, quando sarà quotata, potrà beneficiare della ripresa.
Commercio al dettaglio
Con la serrata dei negozi voluta durante il lockdown un altro settore che è andato in difficoltà è quello della Grande Distribuzione.
Se a soffrire sono i negozi, c’è anche un altro attore della filiera che ha subito qualche contraccolpo: si tratta dei gestori dei centri commerciali, i quali hanno dovuto trovare accordi per dilazionare gli affitti durante la prima fase e assistono a chiusure definitive dentro i loro locali.
In Italia abbiamo una società particolarmente attiva in questo settore ed è Igd SIIQ. Se invece allarghiamo l’orizzonte al panorama europeo e mondiale troviamo Unibail Rodamco Westfield.
Con la ripresa delle vendite è probabile che gran parte del mercato venga recuperato, con buona pace di quelle attività e di quelle catene che hanno deciso di spostare tutto online.
Elettricità
Il consumo casalingo non ha compensato le perdite del settore business: un negozio, una fabbrica e gli uffici consumano più elettricità di quanto non si faccia in ambiente domestico.
Azioni di compagnie elettriche hanno quindi perso terreno e recupereranno con il ritorno alla normalità. Non ci si aspetta crescite in doppia cifra, come potrebbe essere per il settore alberghiero o crocieristico, ma certamente ci sarà un rimbalzo. Tra questi titoli si segnala:
Enel
EDP
Engie
Aziende che oltre del ritorno alla normalità potranno beneficiare del nuovo presidente americano Biden e della sua promessa di 2 mila miliardi sul settore green, oltre che della tendenza verso auto elettriche.
Spostare persone e cose da un luogo all’altro è un grande business, e molte aziende di trasporto diverse puntano ad accaparrarsi una grande fetta di questo enorme mercato. Investendo nelle azioni di queste aziende, si può trarre profitto dal trasporto.
In questo momento, l’industria dei trasporti è stata seriamente perturbata dal Corona Virus. Di seguito, esamineremo più da vicino le azioni di trasporto e il modo migliore per investire in esse alla luce della pandemia.
Cosa sono le azioni della logistica?
Le azioni del mercato dei trasporti rientrano nel settore industriale, che comprende un’ampia gamma di produttori di attrezzature pesanti e fornitori di servizi chiave per le imprese. Troverete le seguenti attività nel settore dei trasporti:
Compagnie aeree, che trasportano passeggeri
Compagnie di trasporto aereo, che trasportano merci
Le ferrovie, che trasportano passeggeri e merci in treno
Aziende di autotrasporti, che trasportano merci su strada
Le compagnie di navigazione marittima, che movimentano i prodotti via mare
Le aziende di logistica, che escogitano la migliore combinazione di mezzi di trasporto per spostare le cose in modo rapido ed efficiente
Fornitori di servizi che aiutano altre aziende con tutte queste modalità di trasporto, come gli operatori aeroportuali, i porti marittimi e le compagnie di pedaggio private
Alcune aziende che muovono le cose non vengono trattate come azioni di trasporto. Per esempio, le compagnie di oleodotti che trasportano petrolio greggio, gas naturale e acqua sono considerate azioni di energia o di servizi pubblici.
Alcune azioni del settore trasporti di alto livello
Tra le azioni legate al business dei trasporti più conosciute ci sono le seguenti:
United Parcel Service (NYSE:UPS): colosso nella consegna dei pacchi, UPS ha visto un grande incremento di attività grazie all’ascesa dell’e-commerce. Non solo spedisce ogni anno miliardi di pacchi e documenti via terra, mare e aria, ma UPS gestisce anche una rete di negozi, centri clienti e drop box ad uso dei clienti
FedEx (NYSE:FDX): parlando del mercato dei servizi overnight di posta non possiamo non nominare FedEx, la quale, nonostante sia impegnata nella logistica dei pacchi, ha la terza flotta mondiale in quanto a numero di aerei, seconda solo a Delta ed American Airlines.
Union Pacific (NYSE:UNP): questa ferrovia ha una vasta rete di binari nei due terzi occidentali degli Stati Uniti, con diverse rotte che vanno dal fiume Mississippi all’Oceano Pacifico. La Union Pacific spedisce tutto, dal carbone e dai prodotti chimici alle colture e alle automobili
Deutsche Post DHL (ETR:DPW): lasciamo l’America e veniamo nel vecchio continente, dove il mercato è molto frammentato. C’è però un’azienda che lentamente si sta imponendo come la UPS europea e si tratta di DHL, ramo di Deutsche Post.
Poste Italiane (BIT:PST): se parliamo di business del trasporto non possiamo dimenticare la nostra Posta. Benché negli ultimi anni il proprio core business si sta sempre più spostando verso i servizi bancari e finanziari, comunque le Poste sono ancora oggi la rete più distribuita in Italia.
Gruppo FNM (BIT:FNM): rimanendo sempre in Italia abbiamo il secondo vettore ferroviario alle spalle di Ferrovie dello Stato. Ferrovie Nord Milano è posseduta per metà dalla Regione Lombardia ed è un’azienda fondamentale per gli spostamenti di persone nell’area economicamente più sviluppata del Paese.
J.B. Hunt Transport Services (NASDAQ:JBHT): torniamo dall’altra parte dell’oceano e con una vasta rete di autotrasporti, J.B. Hunt serve gli Stati Uniti, il Canada e il Messico. J.B. Hunt si avvale anche di partner per offrire trasporti diversi dall’autotrasporto
Kirby (NYSE:KEX): è il principale operatore di tank-barge negli Stati Uniti, che utilizza l’intero spartiacque del fiume Mississippi come canale per il trasporto di merci attraverso il cuore del paese. Kirby serve anche le coste occidentali, orientali e del Golfo insieme all’Alaska e alle Hawaii per la consegna di liquidi alla rinfusa ai clienti
Maersk (CPH:MAERSK-A): anziché saltare da un lato all’altro dell’oceano, questa volta rimaniamo in mare aperto con un’azienda che ha il proprio core business nel segmento dei trasporti marittimi. Si tratta di una holding danese, conosciuta dal grande pubblico grazie soprattutto ai container con il logo enorme stampato sopra
Lufthansa Group (ETR:LHA): prendiamo come esempio quella con la flotta più grande in Europa, ma potremmo anche mettere nella lista la anglo-iberica IAG, piuttosto che la low cost Ryanair o la franco-olandese Air France-KLM. Volando (è il caso di dirlo) dall’altra parte dell’oceano non possiamo non nominare American Airlines, Delta Air Lines e United Airlines
Come valutare le migliori scorte di trasporto
Vedrete alcuni aspetti comuni se investirete in azioni di trasporto. Per valutare come si comporteranno queste aziende, tenete presente quanto segue.
Costi del carburante
Le aziende di trasporto usano molta energia per portare le cose dove devono andare. Sono quindi sensibili ai prezzi del petrolio greggio e ai costi del carburante. Sia che utilizzino jet fuel per aerei, diesel per camion e treni, o una combinazione di elettricità e gas naturale per far funzionare attrezzature aggiornate, le migliori aziende di trasporto cercano di essere il più possibile efficienti dal punto di vista dei consumi.
Debito
È costoso per le aziende di trasporto acquistare l’attrezzatura di cui hanno bisogno. Finanziare gli acquisti attraverso il debito a lungo termine può essere intelligente, ma le migliori aziende evitano che i loro livelli di debito diventino insostenibili.
Forza economica
Quando l’economia è forte, le aziende di trasporto tendono a fare bene, perché molte persone e imprese vogliono spedire oggetti. Ma la domanda di spedizione può diminuire drasticamente durante i periodi di crisi economica. Gli investitori devono abituarsi agli alti e bassi dell’industria dei trasporti in risposta alle mutevoli condizioni dell’economia globale.
Concorrenza
È comune che diverse aziende si battano per lo stesso gruppo di clienti. Per esempio, anche solo negli Stati Uniti, si trovano vettori come American Airlines Group (NASDAQ:AAL), Southwest Airlines (NYSE:LUV), Delta Air Lines (NYSE: DAL) e JetBlue (NASDAQ:JBLU) che combattono l’uno contro l’altro e i loro pari. Come per altre azioni di trasporto, il confronto di metriche chiave come la capacità e la redditività può essere utile per valutare se uno stock è migliore di un altro.
COVID-19
La pandemia di coronavirus ha sconvolto il settore dei trasporti sia a livello nazionale che globale. L’aviazione, ad esempio, è stata colpita duramente come requisiti normativi (compresi i mandati governativi per servire alcune città e volare su rotte specifiche) in conflitto con le restrizioni di viaggio e la mancanza di domanda. Tutte le principali compagnie aeree statunitensi hanno sospeso i loro dividendi in risposta all’emergenza.
Nel frattempo, gli ordini di soggiorno a domicilio e le chiusure di attività hanno incrementato la domanda di servizi di spedizione per l’e-commerce, ma hanno danneggiato le spedizioni business-to-business. Questa è stata una benedizione mista per gli spedizionieri come UPS, che continuano a costruire le loro reti di e-commerce.
D’altro canto ci sono aziende di trasporto, come quelle legate alle crociere (Carnival, Norwegian Cruise e Royal Caribbean), che hanno bloccato le loro navi in porto e non hanno idea di quando potranno tornare a lavorare a pieno regime.
Poiché gli effetti di COVID-19 si ripercuotono sull’economia globale, gli investitori del settore dei trasporti dovrebbero essere pronti a fare i conti con i colpi.
Le azioni della logistica fanno per voi?
I titoli legati al mondo della logistica possono dare un prezioso contributo al vostro portafoglio azionario. Con un’esposizione diretta allo stato dell’economia, i titoli di trasporto hanno la reputazione di segnalare se ci si trova di fronte a tempi buoni o cattivi. Questo però vuol dire spesso anticipare i restanti mercati, quindi un investitore deve essere conscio del fatto che potrebbe avere perdine o guadagni senza preavvisi.
Pfizer e BioNTech hanno inondato i mercati con una forte ondata di ottimismo, ciò grazie all’annunciato che il vaccino contro il Covid-19 è efficace nel 90% dei casi, in un piccolo sottoinsieme di candidati che facevano parte degli studi clinici di Fase 3 dell’azienda.
La notizia di un vaccino contro il coronavirus ha fatto salire gli indici in tutto il mondo, insieme alle materie prime e ad altre attività a rischio.
La sostanza dell’annuncio di Pfizer
La notizia del vaccino Pfizer, annunciata nientemeno che dal presidente e CEO dell’azienda, il dottor Albert Bourla, indica che in una piccola analisi intermedia condotta su 94 candidati risultati positivi al Covid-19, i test hanno rilevato che il 90 per cento dei pazienti, che hanno ricevuto il vaccino, aveva una forte risposta immunitaria al virus, il che significa che non erano stati infettati.
Risultati molto positivi nella lotta contro il virus, che ha causato quasi 1.300.000 morti nel mondo finora. Grande entusiasmo soprattutto perché gli scienziati di tutto il mondo avevano già detto che le loro migliori speranze erano per un vaccino che mostrasse un livello di efficacia intorno al 75 per cento, mentre i più pessimisti settavano l’asticella al 60%.
La casa farmaceutica americana Pfizer e la tedesca BioNTech hanno lavorato a fianco nel processo di sviluppo del vaccino e si divideranno i proventi della vendita del trattamento una volta che sarà approvato dalle autorità di regolamentazione di tutto il mondo, compresa la Food and Drugs Administration (FDA) degli Stati Uniti.
Quanto guadagnano Pfizer e BioNTech dal vaccino?
Secondo le stime della banca d’investimento statunitense Morgan Stanley, la vendita del vaccino farà fruttare intorno a 13 miliardi di dollari nel prossimo anno, il che significa un introito di 6,5 miliardi a testa per le due aziende che hanno cooperato.
Il prezzo di ogni dose dovrebbe aggirarsi intorno ai 20 euro e saranno necessarie due dosi per garantire il massimo livello di immunità.
Considerando che nel 2019 le vendite di Pfizer sono state per quasi 52 miliardi, questa nuova ondata di liquidità significherà un aumento del fatturato di circa il 10%; invece è complesso calcolare il costo in ricerca e sviluppo per poi arrivare a calcolare quanto il vaccino impatterà sull’utile aziendale.
È probabile che gli analisti rivedano le loro previsioni sulle azioni Pfizer, con poco preavviso, così da incorporare l’impatto che un vaccino efficace (forse il più efficace finora) avrà sul prezzo delle azioni Pfizer.
Passiamo invece a BioNTech, che ha avuto un fatturato di quasi 109 milioni di euro lo scorso anno, il che la rende decisamente interessante e con un potenziale di upside veramente notevole.
Detto questo, il patrimonio netto della società è attualmente valutato a 27 miliardi di dollari, che è circa quattro volte l’importo delle vendite che il vaccino porterebbe l’anno prossimo.
Prospettive delle azioni Pfizer
Da un punto di vista tecnico, lunedì, giorno dell’annuncio, sembrava ci fosse un limite a 42 dollari che gli operatori erano riluttanti a superare. Sebbene il titolo si sia spostato a questi livelli durante la giornata, il prezzo si è stabilizzato al di sotto, chiudendo a 38,5 dollari e (8,3 per cento al di sotto dei massimi intraday dello stesso giorno).
Un brutto segnale arriva però dall’amministratore delegato dell’azienda, che avrebbe venduto un totale di 5,6 milioni di dollari di azioni della società nello stesso giorno dell’annuncio, anche se l’esecutivo detiene ancora un totale di 81.812 azioni della casa farmaceutica, valutate circa 3,15 milioni di dollari.
Le azioni della casa farmaceutica americana sono attualmente scambiate a 13 volte i suoi guadagni dei prossimi 12 mesi. L’anno scorso Pfizer ha realizzato un utile netto di 16,27 miliardi di dollari, con un EPS di 1,65 dollari.
Prospettive delle azioni BioNTech
Le azioni BioNTech hanno superato con successo la loro resistenza di 105 dollari vista in marzo e luglio, con il prezzo del titolo che ha chiuso la sessione di lunedì proprio sopra quel punto.
A questo punto, gli investitori dovrebbero essere consapevoli del fatto che l’unico elemento a sostegno di una valutazione così alta per BioNTech è un vaccino efficace che fornisce ricavi significativi per l’azienda.
Qualsiasi notizia che metta in discussione questo flusso di entrate potrebbe provocare un forte crollo del prezzo delle azioni.
Inoltre, l’ammontare delle entrate derivanti dal vaccino è un fattore da analizzare in profondità, dato che le attuali previsioni sulle azioni BioNTech stanno assumendo molti “se”, mentre la realtà delle cose può essere molto diversa da quelle aspettative.
Vale anche la pena di notare che le ultime tre volte che le azioni BioNTech hanno visto un RSI ipercomprato, la ripresa è stata accolta da brusche vendite mentre i player del mercato hanno preso profitti dopo che lo slancio iniziale ha iniziato a svanire.
Conclusione sulle azioni Pfizer e BioNTech
C’è un vecchio detto a Wall Street che dice: “Compra il pettegolezzo, vendi la notizia“.
La crescente pandemia mondiale ha spinto negli ultimi mesi i titoli tecnologici e sanitari; al solo annuncio di un vaccino queste azioni si sono un po’ sgonfiate.
Le notizie di Pfizer stanno ora potenzialmente materializzando quelle “speranze”, il che significa che le azioni potrebbero fare l’esatto contrario di quello che la maggior parte delle persone si aspetterebbe: la speranza gonfia la bolla e nel momento della notizia ci potrebbero essere prese di beneficio.
Con questo in mente, anche se il vaccino non è ancora un affare fatto, i player del mercato potrebbero prepararsi a ruotare in settori ciclici che negli ultimi mesi hanno subito perdite; non è un caso che Carnival, per esempio, lunedì ha chiuso con un guadagno che sfiorava il 40%.
Grande euforia ieri per l’annuncio di Pfizer secondo cui, nel 90% dei casi trattati in fase 3 della sperimentazione per il vaccino, l’esito a un contagio possibile è stata negativa.
In parole povere, significa che il vaccino sviluppato da Pfizer, in collaborazione con BioNTech, nel 90% dei casi funziona.
Bisogna essere prudenti però, perché tale vaccino è stato somministrato a circa 4.000 persone e di queste solo circa un centinaio sono entrate in contatto con il virus, e 10 di loro hanno comunque contratto il virus con esito positivo, mentre in 90 l’esito è stato negativo.
Prima di affermare con certezza che il vaccino funziona bisogna attendere ancora altri casi di contatto certo, almeno 165, e solo allora si potrà calcolare il reale funzionamento.
Vaccini contro il Corona Virus
Di contro bisogna anche sottolineare che il vaccino prodotto da Pfizer è solo uno dei 4 che si trovano in una fase avanzata, gli altri 3 sono sviluppati da:
AstraZeneca
Moderna
Jonhson & Jonhson
Il Covid 19 ha quindi i giorni contati? Non propriamente, perché i tempi, benché si stia correndo, non sono ancora corti. Bisogna attendere almeno gennaio perché le dosi dei vaccini siano disponibili per il grosso della popolazione.
La reazione sui mercati
Nel mentre ieri giornata di grande sbornia sui mercati globali, con aziende più colpite che hanno recuperato quasi il 40% (come nel caso di Carnival), con Pfizer che è andata in doppia cifra percentuale e come il FTSE MIB che ha chiuso con un rialzo che superava il 6%.
Però c’è una cerchia di aziende che non beneficiano del risultato. Per una serie di motivi c’è una lista di aziende che ieri ha chiuso in territorio negativo, o semplicemente che non avrà vita facile in borsa nel prossimo futuro. Ecco qualche esempio:
Diasorin: l’azienda italiana si occupa di test sierologici e tamponi; appare evidente che con il vaccino la richiesta dei suoi servigi sarà sempre più bassa. Ieri l’azienda di Salluggia ha perso circa il 16%.
Zoom Communication ha avuto una notorietà immensa in questi mesi di lockdown, con un aumento, da inizio anno, che supera il 500%. Appare ovvio che in caso di vaccino il software servirà un po’ meno, con ovvie ripercussioni sui conti economici.
Netflix: alzi la mano chi non ha fatto (o quantomeno pensato) a Netflix in questo periodo di chiusura. È la tv del futuro che, grazie al covid, ha avuto una netta accelerazione nel presente. L’azienda continuerà certamente a incrementare la propria base utenti, ma forse un po’ più lentamente di quanto fatto in questi ultimi mesi.
Amazon: con i negozi chiusi era una delle poche alternative alla sete di shopping. Ecco, la piattaforma certamente continuerà a crescere, ma forse l’accelerazione di questi mesi diventerà difficile da ripetere.
Infine arrivò il 6 luglio, giorno di inizio sottoscrizione per il BTP Futura, nuovo buono del tesoro emesso dallo Stato per finanziare le spese correnti.
In particolare, i soldi recuperati dal BTP Futura dovrebbero essere destinati ad aiutare le aziende e i cittadini colpiti dall’emergenza Covid-19.
Cosa è il BTP Futura
Si tratta di una nuova emissione di Buoni del Tesoro Pluriennali, dalla durata di 10 anni con 3 fasi di cedole fisse incrementali.
Queste obbligazioni sono emesse dallo Stato italiano, come già detto, per destinare liquidità nelle casse delle aziende e dei cittadini colpiti dalla crisi di Covid-19.
L’emissione è riservata agli investitori privati, quindi con esclusione di professionisti, istituti di credito e altri attori professionali.
L’idea del governo è quella di convogliare una parte degli oltre 1.000 miliardi di investimenti privati dei cittadini nelle casse dello Stato.
Costo BTP Futura
Essendo una nuova emissione il costo per il BTP Futura alla pari è di 100, cioè significa che con 1.000 euro acquisterete 1.000 obbligazioni.
Il taglio minimo del BTP Futura è proprio di 1.000, ciò per avvicinare tutti gli investitori privati.
Rendimento del BTP Futura
Come annunciato dal Tesoro venerdì 3 luglio, il rendimento del BTP Futura, spalmato sui 10 anni di vita, è allineato al rendimento del BTP classico con eguale scadenza.
Il che significa che il rendimento del BTP Futura, nei 10 anni di vita, è al momento della partenza di sottoscrizione a un tasso di 1,26%.
Inoltre, qualora l’investitore optasse per l’acquisto del BTP nel momento della sottoscrizione e lo tenesse fino a naturale scadenza nel 2030, verrebbe aggiunta a questa resa anche un premio allineato all’aumento medio % del PIL italiano, con un minimo dell’1% e un massimo del 3%.
Quindi, considerando la casistica peggiore, con aumento del PIL medio dell’1%, il rendimento del BTP Futura, acquistato in collocamento e tenuto fino a morte naturale, passa da 1,26% a 1,38% lordo, che al netto delle tasse (12,5%) significa 1,21% annuo medio.
Variazione rendimento di collocamento
Il Tesoro ha mantenuto il diritto a modificare le cedole e quindi il rendimento medio con l’unica opzione a nord.
Proprio per evitare distorsioni di mercato, il rendimento medio del BTP Futura, dal 6 al 10 luglio (periodo di collocamento) è dell’1,26% ma a fine collocamento, qualora il BTP decennale avesse un rendimento maggiore rispetto al BTP Futura, le ultime 4 cedole di quest’ultimo verrebbero alzate in modo da avere un rendimento speculare.
Quindi il Tesoro potrebbe modificare il rendimento medio a fine collocamento ma solo all’insù.
Non varia invece il premio dell’1-3% legato al PIL italiano nel periodo.
Cedole BTP Futura
Fino a ora abbiamo sempre parlato di rendimento medio nei 10 anni e mai di cedole annuali, questo per il semplice motivo che il rendimento del BTP Futura ha cedole fisse che aumentano con l’aumento degli anni.
Periodo
Cedola
Frequenza
Primi 4 anni
1,15% lordo
8 cedole semestrali da 0,575% lordo
Dal 5° al 7° anno
1,30% lordo
6 cedole semestrali da 0,65% lordo
Ultimi 3 anni
1,45% lordo
6 cedole semestrali da 0,725% lordo
Come già anticipato, qualora il rendimento del BTP decennale, a fine collocamento del BTP Futura, fosse più alto dell’1,26% la cedola dell’ultima riga (quindi degli ultimi 3 anni) sarebbe più alta.
Conviene acquistare e investire nel BTP Futura?
I rendimenti sono esigui, ma di questi tempi, essendo un governativo con garanzia europea, non è nemmeno male come resa.
La domanda piuttosto è se vale la pena di partecipare al collocamento del BTP Futura oppure se è meglio acquistare il decennale classico.
La risposta è molto semplice: se si pensa di acquistare in collocamento e detenere fino a scadenza il BTP Futura rende qualcosa in più, inoltre non si affrontano costi di intermediazione per il collocamento.
Se invece si pensa di non acquistare il titolo in collocamento o se si ritiene di non poter aspettare 10 anni, il BTP classico sarà certamente più liquido e inoltre rientra tra i titoli acquistati dalla BCE (mentre il BTP Futura, essendo destinato a investitori privati, no).
Siamo finalmente al giro di boa di questo 2020 che ha regalato, fino a qui, più delusioni che successi.
Anno bisesto anno funesto dice un antico adagio e mai come questo 2020 questo detto è realistico.
Nella speranza, quindi, che gli ultimi 6 mesi dell’anno ci regalino gain consistenti e nessuna sorpresa dal punto di vista della pandemia, vediamo quali titoli azionari se ne sono infischiati del Covid e quali invece hanno subito pesanti perdite.
Quelli che seguono sono le performance YTD (Year to Date) registrati all’apertura dei mercati di stamane 1 luglio; quindi con il taglio perfetto dei 6 mesi.
Andamento Indici finanziari nel primo semestre del 2020
Per avere un riferimento benchmark partiamo dall’andamento degli indici finanziari nel primo semestre del 2020.
Andamento degli indici finanziari principali nel primo semestre del 2020
Migliori azioni FTSE MIB nei primi 6 mesi del 2020
Partiamo con i migliori titoli sul FTSE Mib, indice di riferimento per la Borsa Italiana.
In cima troviamo DiaSorin che, non a caso, è attiva nella filiera dei test per il Covid-19.
In seconda posizione Nexi, attiva nella filiera dei pagamenti con carta di credito e al centro di movimenti azionari consistenti.
Al terzo ancora un’azienda pharma, cioè Recordati.
Azione
Performance
DiaSorin
47,66%
Nexi
24,39%
Recordati
18,31%
Fineco Bank
12,39%
Enel
8,57%
InWit
8,53%
Terna
2,75%
Ferrari
2,67%
Performance azionarie migliori nel primo semestre del 2020 sul FTSE MIB
Peggiori titoli del FTSE Mib nel primo semestre del 2020
Quando passiamo ai titoli peggiori notiamo che nelle prime 5 posizioni ci sono ben 3 titoli energetici, i quali sono stati colpiti dal crollo del prezzo del petrolio.
Tra le altre 2 aziende Tenaris e Leonardo, Tenaris particolarmente colpita poiché produce tubi che servono anche nelle pipeline del trasporto del greggio.
Azione
Performance
Saipem
-49,06%
Leonardo
-43,54%
Tenaris
-42,81%
ENI
-38,68%
Telecom Italia
-37,15%
Unicredit
-37,11%
CNH Industrial
-36,38%
Mediobanca
-34,89%
Banco BPM
-34,52%
Unipol
-32,28
I peggiori titoli del FTSE MIB nei primi 6 mesi del 2020
Migliori azioni italiani nei primi 6 mesi del 2020
Proviamo ad allargare lo sguardo a tutti i titoli italiani, e non solo a quelli che fanno parte del FTSE MIB, e notiamo subito come i primi due titoli per performance non fanno parte dell’indice principale di Piazza Affari.
Titolo
Performance
Digital Bros
71,88%
Innovatec
50,33%
Diasorin
47,66%
WIIT
41,61%
ItalMobiliare
25,73%
Nexi
24,39%
De Longhi
23,71%
La Doria
21,54%
Recordati
18,31%
Carel Industries
17,89%
Falck Renewables
14,29%
Banca MPS
12,80%
SeSa
12,49%
Fineco Bank
12,39%
Avio
10,65%
Le azioni italiane migliori da gennaio a giugno del 2020
Peggiori azioni italiane nei primi 6 mesi del 2020
Anche tra i peggiori titoli, nelle prime 5 posizioni non ci sono azioni che fanno parte del paniere principale (BPER ne ha fatto parte fino a un mese fa, poi è stata esclusa).
Azioni
Performance
Mondadori Editore
-53,4%
Aeffe
-51,55%
Saras
-51,19%
BPER Banca
-50,66%
Autogrill
-49,86%
Saipem
-49,06%
Cairo Communication
-46%
Sogefi
-45,24%
Fiera Milano
-44,71%
Unieuro
-44,25%
Leonardo
-43,54%
IGD Siiq
-43,47%
Tenaris
-42,81%
Mediaset
-40,49%
Banca Ifis
-38,93%
Le peggiori azioni italiane nei primi 6 mesi del 2020
Migliori azioni europee nei primi 6 mesi del 2020
Allarghiamo ancora lo sguardo e proviamo a dare un’occhiata alle azioni dell’Europa; quindi guardiamo a Euronext, Equiduct, IBEX e tutte le borse comunicatarie.
Sì, avete letto bene, non è una virgola ma un punto. L’azienda che ha avuto il miglior incremento è francese, si chiama Novacyt e ha avuto un aumento del 1.568 %.
Azione
Performance
Nazione
Novacyt
1.568%
Francia
Deoleo
545%
Spagna
Amoeba
428%
Francia
Naga Group
332%
Germania
Groupe Actiplay
277%
Francia
Neovacs
271%
Francia
Intrasense
267%
Francia
McPhy Energy
266%
Francia
Northern Data
263%
Germania
Lleida Networks Serveis
262%
Spagna
Theranexus
250%
Francia
Biophytis
235%
Francia
NEXR Technologies
227%
Germania
Biosynex
222%
Francia
Inventiva
209%
Francia
I migliori titoli europei nel primo semestre del 2020
Peggiori azioni europee nei primi 6 mesi del 2020
Nella classifica delle peggiori azioni a livello europeo si nota subito che la prima in classifica non è sorprendentemente Wirecard, al centro di uno scandalo senza limiti, ma un’azienda francese che porta il nome di Cybergun.
Azioni
Performance
Nazione
Cybergun
-96%
Francia
Wirecard
-95%
Germania
Vapiano
-92%
Germania
Curasan
-90%
Germania
Technicolor
-85%
Francia
TOM TAILOR Holding
-83%
Germania
Nanogate
-81%
Germania
Europlasma
-77%
Francia
Genfit
-71%
Francia
Banco de Sabadell
-70%
Spagna
Le aziende peggiori in borsa nei primi sei mesi del 2020
Migliori azioni britanniche nei primi 6 mesi del 2020
La Gran Bretagna è stata nella Comunità Europea fino al primo febbraio del 2020, quindi in modo parziale dovrebbe entrare nella precedente lista; ma considerando che la Brexit ha essa stessa un effetto sull’economia e quindi sul valore delle azioni, abbiamo deciso di fare due liste a parte.
Azioni
Performance
All Asia Asset Capital Limited
625%
PowerHouse Energy Group
586%
Greatland Gold
567%
EQTEC
548%
Dev Clever Holdings
412%
Genedrive
353%
Best of the Best
342%
Altyn
294%
Velocys
277%
ITM Power
271%
Le aziende del Regno Unito che hanno meglio performato in borsa durante il primo semestre del 2020
Peggiori azioni britanniche nei primi 6 mesi del 2020
La peggior azienda britannica non arriva al livello delle europee ma poco ci manca. Se infatti Wirecard e Cybergun si fermano nell’intorno del -95%, Amigo Holdings arriva al -91%.
Azione
Performance
Amigo Holdings
-91%
Coro Energy
-83%
Hyve Group
-83%
Hurricane Energy
-83%
Attis Oil & Gas
-82%
French Connection Group
-81%
Iconic Labs
-81%
Petra Diamonds
-79%
N Brown Group
-78%
Mercantile Ports and Logistics
-77%
I peggiori titoli dell’LSE nei primi 6 mesi del 2020
Migliori titoli degli Stati Uniti nel primo semestre 2020
Anziché allargare lo sguardo proviamo ad andare al di là dell’oceano, passando dall’altra parte dell’Atlantico.
Anche qui cifre da capogiro, con la migliore azienda che supera i 2.000%.
Azione
Performance
Vaxart
2.037%
Novavax
2.001%
Co-Diagnostics
1.848%
Genprex
884%
Inovio Pharmaceuticals
860%
Allied Healthcare Products
773%
Genius Brands International
758%
Waitr Holdings
742%
Adaptimmune Therapeutics
674%
Veritone
580%
I migliori titoli di NYSE e NASDAQ durante i primi 6 mesi del 2020
Peggiori azioni Stati Uniti nel primo semestre del 2020
In cima alla classifica delle peggiori azioni americane troviamo Hertz che pochi giorni fa ha alzato bandiera bianca facendo appello alle regole del fallimento per la controllata americana.
Azioni
Performance
Hertz Global Holdings
-91%
Valaris
-89%
Pacific Drilling
-88%
California Resources Corporation
-86%
Borr Drilling
-86%
Sundance Energy
-85%
Novan
-84%
Tellurian
-84%
Whiting Petroleum Corporation
-84%
Second Sight Medical Products
-83%
Le peggiori aziende americane in borsa durante il periodo di Covid-19 (primi 6 mesi del 2020)
Il mercato azionario ha dato il via al 2020 con il vento in poppa, ma la pandemia di Covid-19 ha cambiato tutto a tempo di record. Nel giro di 7 sessioni, durante marzo, il Dow Jones Industrial Average ha perso più di 1.000 punti (il più grande dei quali è stato un crollo assoluto di 2.997,10 punti, o quasi il 13 per cento).
I principali indici del mercato azionario statunitense non solo hanno rinunciato a tutti i loro guadagni per il 2020, ma hanno anche perso quelli del 2019, 2018 e 2017.
Potrebbe sembrare sciocco chiedersi quali siano le migliori società del mercato azionario in cui investire, ma è una domanda legittima. Ci sono molte ragioni per credere che il peggio della pandemia sia passato e che l’economia globale possa entrare in una fase di ripresa. Lo dimostra il recupero degli indici, dal Dow Jones al Nasdaq, che ha addirittura registrato un nuovo record storico durante giugno.
Certo, una ripresa economica potrebbe richiedere un anno, o due, o tre (o più) e potrebbero esserci battute d’arresto a breve termine. Ma pochi, se non nessuno, esperti ed economisti dubitano che l’economia globale si riprenderà completamente in pochi anni.
Per questo motivo, gli investitori dovrebbero approfittare degli attuali sconti delle azioni, soprattutto durante i mesi estivi, per costruire posizioni in aziende che hanno percorsi dimostrabili o catalizzatori per stimolare la crescita nei prossimi anni.
Rimbalzo del petrolio: comprare azioni petrolifere
A pochi giorni dall’inizio ufficiale dell’estate 2020, l’Agenzia Internazionale per l’Energia ha annunciato un chiaro catalizzatore di buoni titoli su cui investire durante l’estate. Secondo l’AIE, la domanda globale di greggio diminuirà di 8,1 milioni di barili al giorno nel 2020, ma si prevede una ripresa al ritmo più alto mai registrato nel 2021, con 5,7 milioni di barili al giorno.
L’AIE prevede che la domanda globale di petrolio (escluso il jet fuel) tornerà ai livelli pre-Covid-19 entro la metà del 2021. Ma se si introduce prima un vaccino o una soluzione sanitaria alla pandemia, i tempi di recupero possono essere accelerati.
Quindi, quali sono le due principali società del mercato azionario in cui investire? Gli investitori hanno diverse possibilità di scelta nel settore petrolifero. Ma qualsiasi scelta dovrebbe consistere in operatori globali con un capitale sufficiente per sostenersi attraverso qualsiasi incertezza o interruzione a breve termine.
Chevron vanta uno dei migliori rapporti debito/capitale proprio del settore. Il rapporto tra indebitamento e patrimonio netto della società nel secondo trimestre è pari a 0,22 contro 0,26 nel 2018 e 0,21 nel 2019. La solidità del bilancio è uno dei motivi per cui il management ha giurato di non tagliare il pagamento dei dividendi nonostante una pandemia globale che ha schiacciato la domanda di petrolio.
Il gigante Exxon, produttore di energia, si distingue tra i suoi pari, poiché rimane impegnato a spendere dai 30 ai 35 miliardi di dollari all’anno fino al 2025, nonostante un ambiente difficile. La società ha detto di ritenere “l’orizzonte a più lungo termine più chiaro”. In particolare, il miglioramento del tenore di vita in tutto il mondo nei prossimi anni si traduce in un aumento della domanda di petrolio e i grandi investimenti di oggi la metteranno in una posizione migliore per guadagnare quote di mercato in futuro.
Quello che sta facendo Exxon è ciò che nel 2015 ha già fatto ENI, quando il crollo del prezzo del petrolio ha richiesto un enorme lavoro per abbassare il costo di produzione. Questo sacrificio, effettuato nel 2015, torna particolarmente utile ora, poiché permette all’azienda del cane a sei zampe di non tagliare il dividendo (che a questi prezzi rende uno yield maggiore del 10%) e di poter resistere a un po’ di turbolenze. Inoltre ENI ha anche la partecipazione statale e c’è da stare certi, visto quanto sta facendo il governo Conte II che in caso di problemi l’intervento pubblico arriverà.
Il futuro delle telecomunicazioni è 5G
Il mondo delle telecomunicazioni diventerà esponenzialmente più veloce grazie alla tecnologia 5G e una manciata di alcuni dei titoli più performanti sono ben posizionati per sfruttare il trend. In particolare, il produttore di iPhone Apple può dominare il futuro del 5G come nessun altro.
E la parte migliore è che un potenziale annuncio su una lineup 5G arriverà subito dopo i mesi estivi. Gli investitori potrebbero voler considerare l’acquisto di eventuali cali del titolo per tutta l’estate.
Di solito Apple ospita un evento per il lancio di un prodotto intorno a settembre e il 2020 non dovrebbe essere diverso, nonostante la pandemia. Anche se potrebbe sembrare meno impressionante di fronte a un pubblico vuoto, il messaggio potrebbe essere lo stesso: preparatevi per il 5G.
Tenete presente che questo fa parte di un mercato che, secondo IDC, dovrebbe esplodere da 10 milioni di dispositivi nel 2019 a 1,01 miliardi nel 2023.
Uno dei più noti analisti Apple di Wall Street, Daniel Ives di Wedbush, ha commentato in una nota di ricerca che Apple è “al posto di guida per lanciare questo ciclo 5G in questo tipico periodo di settembre”.
I precedenti cicli di iPhone andavano da un po’ deludenti fino all’ho-hum, perché gli aggiornamenti incrementali non erano abbastanza impressionanti da giustificare il costoso prezzo.
Ma questa volta un iPhone 5G compatibile con il la nuova rete sarà certamente una novità. L’analista ritiene che un numero di 350 milioni di utenti iPhone vorranno aggiornare i loro vecchi dispositivi nonostante il “fondale scuro di Covid-19 e una macro soft”.
Travel e turismo, come e quanto recupererà?
Del mondo dei viaggi ne avevamo già parlato, in particolar modo sulle crociere, che prima della crisi di Covid, garantivano ottimi ritorni con dividendi niente male.
I lockdown da virus sembrano oramai alle spalle e, a meno di nuovi ritorni della pandemia, le aziende turistiche che hanno superato la crisi sono in posizione di vantaggio.
Carnival ha una posizione dominante sul mondo dei viaggi, la società ha vari brand legati alle crociere (tra cui la “nostra” Costa) e ha egregiamente superato il periodo di crisi.
I fondamentali sono ottimi e benché ci sia stato un aumento del debito dovuto a inattività, i clienti stanno tornando. Da settembre il cielo sembra sereno e per Carnival potrebbero esserci dei recuperi sensazionali.
In conclusione, approfittate delle buone aziende del mercato azionario
Un’eventuale debolezza dei titoli durante i mesi estivi potrebbe essere considerata dagli investitori come un’opportunità di acquisto. Il mercato azionario si trova in una chiara modalità di ripresa e ogni opportunità di accaparrarsi azioni di società con una prospettiva a lungo termine dovrebbe essere colta.
In caso contrario, gli investitori potrebbero perdere la nave ed essere costretti ad acquistare buone azioni a prezzi molto più alti.
Se qualcosa può essere considerato positivo dal momento attuale, è che alcuni processi di adozione della tecnologia nella distribuzione e nella vendita di servizi vengono accelerati, meccanismi che si stavano sviluppando, anche se ad un ritmo molto lento.
In altre parole, l’accelerazione dei piani di trasformazione digitale, di cui stiamo parlando, non è più facoltativa nelle società di servizi finanziari (ma allargheremmo il discorso a tutto il mercato in generale), ma è una priorità strategica. E questo sta di fatto accadendo di fronte alle esigenze innescate dall’ambiente sociale e dal virus del Covid-19.
Dalla quarantena, al confinamento, alla lontananza sociale, o qualunque fosse il nome per i vari Paesi, le abitudini sono rimaste immutate. Non c’è stato bisogno di campagne di marketing o di incentivi di premi o bonus per portare i clienti nelle filiali della banca; benché alcuni hanno usato i bancomat come mera scusa per scappare da casa e dal lockdown, la maggior parte delle persone si sono affollate vicino agli ATM alla ricerca di soldi in contanti per poter pagare i beni di prima necessità.
Ecco perché, in alcune regioni del mondo, nel bel mezzo di una situazione critica, abbiamo potuto vedere come i più vulnerabili si affollavano negli sportelli bancomat alla ricerca della quantità minima di denaro contante per pagare le loro necessità quotidiane.
Questa realtà, che non è transitoria, dimostra che l’approccio di trasformazione tecnologica che le istituzioni finanziarie hanno seguito non è molto vicino alla realtà della situazione dei clienti nel quadro attuale. E la comprensione di questo è la chiave per le banche per arrivare a una strategia commerciale comune e socialmente necessaria.
L’esempio di Alibaba in Cina
Si pone quindi la questione di come aziende come Alibaba, la cui attività è in gran parte al di fuori del settore finanziario, siano riuscite ad aumentare la digitalizzazione incoraggiando l’uso di massa dei media elettronici. Alibaba ha sviluppato AliPay, il quale ha portato alla crescita esponenziale della Cina in questo mezzo di pagamento. Anche gli acquisti per strada possono essere regolati con il cellulare, senza forzare il contatto con elementi fisici che tutti noi cerchiamo di evitare.
D’altra parte, è bene ricordare che, anche con la loro immagine deteriorata, le banche sono ancora un servizio essenziale.
E questo anche con il disagio prodotto dal loro operato, sia tra i clienti a causa dei problemi operativi aggravati dal momento critico, sia tra i loro dipendenti che, in diverse parti del pianeta, segnalano la tardiva messa a disposizione di elementi di sicurezza come gel, vetri protettivi, ecc. indispensabili per chi interagisce con tante persone nel proprio orario di lavoro.
Allo stesso modo, di fronte all’emergenza, lo sforzo migliore degli enti bancari arriva oggi solo per replicare il modello di business tradizionale aggiungendo alcuni strumenti digitali per favorire l’operazione senza presenza pubblica nelle filiali.
Considerando che lockdown, come quelli appena passati, possono probabilmente ripetersi in futuro, sarebbe il momento di trasformare il difetto in una virtù e di adottare un approccio più efficace all’automazione delle linee di produzione di servizi nella misura massima possibile, consentendo di generare sinergie tra i diversi mercati.
Ricordando che un servizio, per funzionare, ha bisogno di dimostrare la sua scalabilità, è quindi tempo di comprendere ed espandere la creazione di ecosistemi in grado di sostenere un formato collaborativo, integrando le strategie, in modo che sia i fornitori che gli utenti ottengano vantaggi reali per la loro vita quotidiana, al di là degli slogan di mercato.
Pertanto, l’ecosistema digitale sviluppato da Alibabà o Amazon ci serve ancora una volta come esempio, poiché riunisce i fornitori di servizi mediatici, e-commerce e tecnologici di ogni mercato. E questo per ottenere una crescita sostenibile del volume del commercio elettronico a livello globale, sapendo che per raggiungere questo obiettivo i benefici devono raggiungere tutte le parti coinvolte.
Se l’attività bancaria adottasse questo approccio, otterrebbe sicuramente un’alternativa chiaramente superiore. Vale a dire, aggiungendo piattaforme di pagamento elettronico sicure e veloci a un’offerta collaborativa di servizi che consentono all’utente di accedere in modo più comodo e sicuro.
Sicuramente con questo modello, il segmento dei clienti più anziani, date le circostanze attuali, sarà più propenso ad utilizzare i nuovi strumenti di quanto non lo sia stato finora, poiché sarebbe ancora meglio se l’offerta fosse concentrata in un unico sito facilmente accessibile.
Probabilmente, tirando fuori i muscoli dalla debolezza attuale, questo è il momento di educare il maggior numero di utenti, reinventando il concetto di “filiale bancaria” verso siti friendly per operare e mezzi di pagamento meno inquinanti.
Sarebbe anche bene pensare ai millennials, o addirittura alla generazione Z, che inizia ad aver bisogno di credito e di servizi finanziari; insomma ai futuri clienti che, se prima fuggivano dalle banche, ora lo faranno con più avversione per le concentrazioni di persone e le attese amministrative.
Forse è il momento di adattare il business agli utenti e non il contrario. E in questo modo recuperare e guadagnare immagine sul mercato.
In caso alternativo ci sono già operatori pronti a sostituire le vecchie e noiose banche; qualche esempio? The Lending Club e Square, giusto per citarne un paio. Si tratta di operatori Fintech pronti a sostituire gli istituti di credito.
Immaginate una pila di banconote da un dollaro che arriva dalla Terra alla Luna, con un’altra pila che arriva dalla superficie della Luna per l’85% del tragitto di ritorno verso la Terra. Il totale sarebbe di circa 6,5 trilioni di dollari. Questo è quanto denaro viene speso ogni anno a livello globale per l’assistenza sanitaria, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Con tutti questi soldi destinati all’assistenza sanitaria, è ragionevole pensare che questo sia un settore di grande interesse per gli investitori. Ma come si comincia a investire nel settore sanitario? Qui c’è tutto quello che dovete sapere sul settore sanitario e che tipo di azioni e di ETF scegliere per il vostro portafoglio.
Che cos’è il settore sanitario?
Il settore sanitario è enorme e comprende una vasta gamma di aziende, sia grandi che piccole. Queste aziende possono essere ampiamente suddivise in tre gruppi:
Fornitori di servizi sanitari
Pagatori
Fornitori di prodotti e servizi per l’industria sanitaria
La buona notizia per gli investitori è che ci sono molti titoli tra cui scegliere in tutte e tre le categorie, molti dei quali hanno solide prospettive di crescita.
I fornitori di assistenza sanitaria sono costituiti da organizzazioni e individui che forniscono assistenza diretta ai pazienti, tra cui ospedali, ambulatori, studi medici, studi dentistici e ortodontisti, farmacie, centri di dialisi, agenzie sanitarie domiciliari, strutture di assistenza a lungo termine e centri per anziani.
I pagatori aiutano a coprire i costi dell’assistenza sanitaria per i pazienti. Pagatori governativi come Medicare e Medicaid negli Stati Uniti forniscono la copertura sanitaria per molti individui. I pagatori privati includono gli assicuratori sanitari, le compagnie di assistenza sanitaria gestite e i gestori delle prestazioni farmaceutiche (PBM), in Italia abbiamo molte assicurazioni, come UniSalute, del gruppo Unipol, giusto per fare un esempio.
Tra i fornitori di prodotti e servizi per l’industria sanitaria ce ne sono alcuni che sviluppano prodotti utilizzati direttamente per curare i pazienti, come le aziende farmaceutiche e i produttori di dispositivi medici. Questo gruppo comprende anche aziende che forniscono prodotti e servizi utilizzati per la diagnosi di malattie, ad esempio, fornitori di servizi di laboratorio e produttori di test medici. Ci sono anche molte aziende che forniscono servizi tecnologici all’industria sanitaria, fornendo ai fornitori le infrastrutture necessarie per curare i pazienti e mantenere i loro dati al sicuro.
L’industria sanitaria, in generale, sta crescendo in modo significativo. Un fattore chiave che guida questa crescita è l’andamento demografico dell’invecchiamento della popolazione in molte parti del mondo. Man mano che gli individui invecchiano, è più probabile che abbiano bisogno di prodotti e servizi sanitari.
Un altro fattore che ha influito sulla crescita del settore sanitario statunitense è l’Affordable Care Act (ACA), noto anche come Obamacare, che è stato firmato nel 2010. L’ACA ha aumentato l’accesso all’assicurazione sanitaria per milioni di americani attraverso l’espansione dei programmi statali Medicaid e l’istituzione di una borsa di assicurazione sanitaria in cui gli individui senza assicurazione sanitaria sponsorizzata dal datore di lavoro possono acquistare un’assicurazione sanitaria. Gli individui con un reddito più basso ricevono sussidi federali per ottenere la copertura assicurativa sanitaria.
L’ACA è solo un esempio di come la regolamentazione governativa abbia un impatto sull’industria sanitaria. Attualmente, sono in corso sforzi a Washington, D.C., per controllare i prezzi dei farmaci. Inoltre, diversi candidati presidenziali democratici sostengono una proposta chiamata Medicare for All, che offrirebbe servizi sanitari a tutti gli americani con il governo federale come unico pagatore. Un po’ come succede in Italia per intenderci, con il Servizio Nazionale che paga gran parte delle spese mediche per gli italiani.
La U.S. Food and Drug Administration (FDA) supervisiona l’industria sanitaria negli Stati Uniti e questa è l’agenzia di regolamentazione con cui le aziende sanitarie lavorano per ottenere l’approvazione di farmaci, dispositivi e servizi per l’uso su pazienti americani.
Punti focali nel settore sanitario
Diversi punti focali avranno un impatto sul settore sanitario per gli anni a venire.
Invecchiamento demografico L’invecchiamento della popolazione globale è la tendenza chiave più importante nel settore sanitario. Una media di 10.000 baby boomer negli Stati Uniti raggiunge i 65 anni ogni giorno, secondo l’AARP. Ma anche le popolazioni di altri Paesi stanno invecchiando, comprese molte nazioni in Europa e in Asia. E l’Italia? Siamo uno dei Paesi più vecchi al mondo, la longevità italiana è seconda solo ai giapponesi.
L’invecchiamento demografico che spinge la domanda di assistenza sanitaria potrebbe aumentare le entrate per le aziende di tutto il settore sanitario. Tuttavia, è anche probabile che stimoli nuovi sforzi per esercitare una pressione al ribasso sull’aumento dei costi sanitari, in modo che le persone possano permettersi l’assistenza di cui hanno bisogno. La pressione sui prezzi va a vantaggio delle aziende che offrono prodotti e servizi che aiutano a contenere o a ridurre i costi sanitari complessivi, ma i cambiamenti nelle politiche di prezzo dei farmaci potrebbero avere un impatto negativo sulle aziende con prodotti e servizi sanitari ad alto prezzo.
Tecnologia avanzata dei dispositivi medici Continuano a essere fatti enormi progressi nello sviluppo di dispositivi medici che utilizzano tecnologie avanzate. Alcuni di questi dispositivi sono utilizzati dagli operatori sanitari per il trattamento dei pazienti, mentre altri dispositivi sono indossati dai pazienti (come i monitor per il glucosio continuo o le CGM) o funzionano all’interno dei pazienti (come le pompe cardiache artificiali e le valvole cardiache artificiali).
Un esempio di tecnologia avanzata dei dispositivi medici utilizzata dagli operatori sanitari per il trattamento dei pazienti è un sistema chirurgico robotico, che consente ai chirurghi di controllare con precisione gli strumenti chirurgici montati su un braccio robotico.
Editing genico e terapie geniche Ci sono più di 10.000 malattie causate da un’alternanza (nota come mutazione) in un singolo gene del DNA umano, secondo l’OMS. Due tipi di trattamenti che hanno molte promesse nel trattamento di queste malattie genetiche sono l’editing genico e le terapie geniche.
L’editing genico comporta l’inserimento, la cancellazione o la sostituzione del DNA all’interno di un gene. Il trattamento di modificazione genica non è ancora disponibile per i pazienti, ma diverse aziende biotecnologiche stanno sviluppando trattamenti di modificazione genica per varie malattie genetiche, tra cui l’emofilia e la malattia falciforme. Le biotecnologie stanno anche utilizzando approcci di gene-editing chiamati CAR-T per modificare le cellule immunitarie del corpo per combattere il cancro.
Le terapie geniche prevedono l’inserimento di un gene sano nelle cellule. Diverse terapie geniche sono state approvate negli Stati Uniti, tra cui Luxterna di Spark Therapeutics, che tratta una rara forma genetica di cecità. Roche Holding, una società sanitaria svizzera, ha annunciato che acquisterà Spark per 5 miliardi di dollari.
Biopsia liquida Alcune malattie potrebbero essere trattate in modo più efficace se potessero essere individuate prima. La biopsia liquida è un approccio particolarmente promettente per la diagnosi precoce delle malattie, in particolare per alcuni tipi di cancro.
La biopsia liquida funziona ottenendo campioni di sangue per trovare biomarcatori (sostanze nel sangue o nei tessuti che indicano la presenza di un cancro). Anche se l’uso della biopsia liquida non è ancora diffuso, nei prossimi anni si potrebbero fare progressi significativi nel migliorare l’approccio per individuare più tipi di cancro e altre malattie in fasi molto precoci.
Medicina di precisione Un’altra tendenza genetica che ha già un impatto sull’assistenza sanitaria e che dovrebbe crescere di importanza è la medicina di precisione (talvolta chiamata anche medicina personalizzata), che comporta l’adattamento dei farmaci alle caratteristiche individuali di un paziente. Le caratteristiche genetiche dei pazienti sono un settore particolarmente importante per la medicina di precisione.
Nel 2018 i farmaci di precisione hanno rappresentato il 42% di tutte le approvazioni di farmaci. Questo approccio di sviluppo di farmaci che si concentrano su specifiche mutazioni genetiche è destinato a diventare ancora più diffuso in futuro con il progredire della ricerca genetica.
Chi sono gli investitori nel settore sanitario?
Prima di esaminare cosa cercare nei titoli sanitari, pensiamo a quali tipi di investitori dovrebbero essere i titoli sanitari in primo luogo.
Storicamente, alcuni titoli sanitari (in particolare le grandi aziende farmaceutiche, i dettaglianti di farmacie e le assicurazioni sanitarie) sono stati considerati come alternative relativamente stabili per gli investitori conservatori interessati ai titoli di valore. D’altro canto, i titoli in crescita nel settore sanitario, ad esempio le piccole biotecnologie senza prodotti approvati, sono stati visti come adatti solo per gli investitori aggressivi disposti ad assumersi rischi significativi, al fine di bloccare il potenziale vantaggio di questi multibaggers in fase iniziale.
In una certa misura, questi punti di vista storici sono ancora applicabili. Gli investitori conservatori dovrebbero comunque evitare le azioni di piccole biotecnologie senza entrate costanti. Tuttavia, le mutevoli dinamiche del settore sanitario potrebbero rendere i titoli sanitari più volatili rispetto al passato. Se gli Stati Uniti dovessero implementare un sistema sanitario a pagamento unico come Medicare for All, quasi certamente danneggerebbe gli assicuratori sanitari, ma potrebbe anche avere un impatto negativo su altre aziende del settore. Come per tutti gli investimenti, non investire mai denaro di cui si avrà bisogno nei prossimi tre o cinque anni. Con i titoli sanitari in piccola crescita, avrete bisogno di molto tempo per ripagare il vostro investimento.
Come trovare i migliori titoli sanitari
Quindi cosa si deve cercare nei titoli sanitari se si è un investitore disposto a gestire quello che probabilmente sarà un mercato più volatile per il settore? I fattori che cerchereste con qualsiasi tipo di azione sono ancora validi, incluse le prospettive di crescita, i dividendi, la solidità finanziaria e la valutazione.
Ricordate, però, che le prospettive di crescita delle azioni del settore sanitario potrebbero avere un impatto drammatico se gli Stati Uniti passassero a un sistema a singolo pagatore. Perché? La maggior parte delle aziende health che operano a livello globale si affidano agli Stati Uniti per gran parte delle loro entrate e dei loro profitti. Un sistema a contribuzione unica negli Stati Uniti potrebbe limitare i prezzi dei prodotti e dei servizi delle aziende. A causa di questo rischio, le azioni delle aziende sanitarie, che aiutano a ridurre i costi sanitari, potrebbero funzionare meglio di altre.
Come per le azioni di qualsiasi settore, non concentratevi solo sul dividend yield delle azioni sanitarie. Valutate anche la probabilità che l’azienda sia in grado di continuare a pagare il dividendo almeno ai livelli attuali. Una metrica utile per effettuare questa determinazione è il payout ratio, che misura i dividendi in percentuale degli utili.
Ci sono diversi modi per valutare la solidità finanziaria di un determinato titolo. Si dovrebbe considerare la crescita dei ricavi e degli utili. È importante anche la posizione di cassa dell’azienda, che comprende le disponibilità liquide, i mezzi equivalenti e gli investimenti a breve termine. Uno dei migliori indicatori della solidità finanziaria è il free cash flow (FCF) generato, che misura la liquidità residua dopo aver pagato le spese operative e gli investimenti.
La metrica più comunemente utilizzata per determinare il valore intrinseco di un titolo è il rapporto prezzo/utile (P/E). Tuttavia, poiché molti titoli del settore sanitario stanno registrando una rapida crescita, l’analisi dei rapporti P/E storici potrebbe non essere utile quanto il rapporto P/E a termine, che si basa su utili stimati a un anno di distanza. Può essere utile anche il rapporto prezzo/utilizzo degli utili (PEG), che è un fattore dei tassi di crescita degli utili previsti (di solito su un periodo di cinque anni). Il lato negativo di queste metriche è che le stime della crescita dei guadagni possono essere troppo alte o troppo basse.
I migliori titoli health da acquistare
Ci sono troppi grandi stock sanitari da discutere in un unico articolo, ma queste azioni sanitarie si distinguono soprattutto per la loro stabilità:
Azienda
Capitalizzazione
P/E
Illumina
50 mlrd $
53,5
Intuitive Surgical
62 mlrd $
46,0
Johnson & Johnson
400 mlrd $
18,9
Teladoc Health
13 mlrd $
EPS -1,3761
Vertex Pharmaceuticals
73 mlrd $
62,3
Recordati
8,5 mlrd €
23,1
Sanofi
110 mlrd €
16,40
Bayer
60 mlrd €
12
Illumina
Illumina è leader mondiale nel sequenziamento dei geni. Nel gennaio 2019 l’amministratore delegato Francis deSouza ha detto che “l’ubiquità e l’impatto della genomica renderanno nano tutto ciò che abbiamo visto finora” in futuro. Se questo punto di vista ottimistico si rivelerà vincente, gli investitori di Illumina saranno ampiamente ricompensati.
I sistemi dell’azienda sono già strumenti critici utilizzati per lo sviluppo di biopsie liquide e farmaci di precisione, due tendenze fondamentali per la salute. Diverse altre aree presentano enormi opportunità di crescita per Illumina, in particolare la genomica dei consumatori, i test prenatali non invasivi (NIPT), la genomica della popolazione e la ricerca e il trattamento di malattie rare e non diagnosticate.
Si può pensare al sequenziamento genico come a un puzzle. Il tipo di sequenziamento genico in cui Illumina è specializzata è il sequenziamento a lettura breve, che è noto per la sua elevata precisione e la sua produttività. Ma il sequenziamento a lettura lunga comporta meno “pezzi di puzzle” da mettere insieme rispetto al sequenziamento a lettura breve ed è più adatto per alcuni tipi di applicazioni.
Illumina spera di aggiungere il sequenziamento a lunga lettura al suo repertorio attraverso l’acquisizione della Pacific Biosciences of California.
Intuitive Surgical
L’azienda è particolarmente pronta a trarre vantaggio dal trend demografico menzionato in precedenza. Man mano che gli individui invecchiano, è più probabile che necessitino di procedure chirurgiche (compresi diversi dei tipi di procedure in cui l’azienda è oggi più utilizzata).
Intuitive Surgical pensa anche che l’uso della chirurgia robotica possa aiutare a ridurre i costi sanitari complessivi. L’azienda mette spesso in evidenza studi che hanno scoperto che l’uso del sistema da Vinci riduce la durata delle visite in ospedale, riduce le complicanze associate alle procedure chirurgiche, si traduce in un minor numero di riammissioni ospedaliere e abbassa i tassi di infezione.
Le principali opportunità di crescita dell’azienda sono la continua espansione dei tipi di procedure che possono essere eseguite con la tecnologia robotica e l’aumento delle vendite sui mercati internazionali.
Johnson & Johnson
Johnson & Johnson è la più grande azienda sanitaria del mondo. Il gigantesco conglomerato ha più di 260 società operative che operano in almeno 60 paesi e sono organizzate in tre segmenti di business: consumer, farmaceutico e dispositivi medici.
Il segmento consumer di J&J commercializza un’ampia varietà di marchi per la casa, tra cui Band-Aid, Benadryl, Neosporin, Aveeno, StayFree, Tylenol e Zyrtec. Anche se negli ultimi anni l’azienda non ha generato una crescita significativa dal segmento consumer, il business realizza un fatturato annuo di oltre 80 miliardi di dollari.
Il segmento farmaceutico dell’azienda è il suo più forte motore di crescita e il più grande produttore di denaro. Il segmento ha più farmaci da prescrizione approvati che rappresentano un successo, in particolare i farmaci immunologici Remicade, Simponi, Stelara e Tremfya, e i farmaci antitumorali Darzalex, Imbruvica e Zytiga.
Il segmento dei dispositivi medici di Johnson & Johnson si concentra sui dispositivi per applicazioni ortopediche, procedure chirurgiche, soluzioni interventistiche come quelle cardiovascolari e neurovascolari e la salute degli occhi. Il segmento sta diventando anche un attore più importante nel mercato dei sistemi chirurgici robotici grazie all’acquisizione di Auris Health.
Qualsiasi discussione su J&J deve includere il dividendo della società. Il rendimento dei dividendi di J&J è attualmente pari a quasi il 2,6%. La società ha aumentato il suo dividendo per 56 anni consecutivi. Sono probabili ulteriori aumenti dei dividendi, con il payout ratio di J&J ad un livello ragionevole del 63%.
Teladoc Salute
Teladoc Health fornisce servizi di teleassistenza sanitaria a pazienti in più di 125 paesi in tutto il mondo. Gli oltre 12.000 clienti dell’azienda comprendono il 40% di Fortune 500.
Si potrebbe pensare che la convenienza che la telehealth offre ai pazienti sia un grande vantaggio per Teladoc Health, e lo è. Tuttavia, un vantaggio ancora più grande per l’azienda è che i suoi servizi riducono effettivamente i costi per i clienti. Dato che i demografi anziani di cui si è parlato in precedenza spingono i costi sanitari più alti, Teladoc potrebbe trovare un numero ancora maggiore di clienti in fila alle sue porte.
Ma non ci sono molti concorrenti nel mercato dei servizi di teleassistenza? Certo, ma Teladoc è il più grande. È l’unica azienda di servizi di teleassistenza sanitaria con un’impronta globale. L’azienda offre anche servizi di assistenza virtuale per più aree rispetto ai suoi concorrenti. Non sorprende quindi che il principale rivenditore di farmacie CVS Health abbia scelto Teladoc come partner di teleassistenza per i suoi ambulatori MinuteClinic.
Teladoc Health è l’operatore più interessante in quello che dovrebbe essere un mercato in rapida crescita. Potrebbe anche essere un solido vincitore anche se gli Stati Uniti passassero a un sistema sanitario a pagamento unico. Purtroppo al momento presenta bilanci con EPS negativo, quindi è un titolo in prospettiva.
Vertex Pharmaceuticals
Vertex Pharmaceuticals si concentra principalmente sullo sviluppo di farmaci per il trattamento della causa genetica alla base della fibrosi cistica (FC). La biotecnologia dispone di tre farmaci per la fibrosi cistica approvati dalla FDA: Kalydeco, Orkambi e Symdeko.
Vertex è probabilmente il miglior titolo biotech sul mercato per diverse ragioni. L’azienda gode fondamentalmente di un monopolio nella fibrosi cistica. Nessun altro farmaco che affronti la causa alla base della malattia è stato approvato negli Stati Uniti o in Europa. Vertex ha anche molto spazio per crescere.
La biotecnologia dovrebbe essere in grado di aumentare il suo mercato indirizzabile di oltre il 75% nei prossimi anni con l’introduzione di terapie combinate a tre farmaci per la FC. L’anno prossimo Vertex potrebbe ottenere la sua prima approvazione FDA per una combinazione di tre farmaci.
Vertex sta inoltre sviluppando farmaci per il trattamento di altre malattie. Potrebbe essere un attore chiave nell’editing dei geni grazie alla partnership con Crispr Therapeutics. Le due biotecnologie stanno sviluppando trattamenti di modificazione genica per le malattie rare del sangue, la beta talassemia e l’anemia falciforme. Inoltre, la pipeline di Vertex include farmaci sperimentali per il trattamento del dolore e delle malattie genetiche rare.
Recordati
Lasciamo per un attimo il mercato sanitario statunitense e spostiamoci su quello di casa nostra.
Uno dei principali attori in Italia, e in Europa, è certamente Recordati, fondata nel 1926, è un gruppo farmaceutico internazionale, quotato alla Borsa Italiana, con oltre 5.000 dipendenti, che si dedica alla ricerca, allo sviluppo, alla produzione e alla commercializzazione di prodotti farmaceutici. Con sede a Milano, Recordati è presente in tutta Europa, compresa la Russia, la Turchia, il Nord Africa, gli Stati Uniti d’America, il Canada, il Messico, alcuni paesi del Sud America, il Giappone e l’Australia.
Un’efficiente rete di informatori scientifici del farmaco promuove un’ampia gamma di farmaci innovativi (Lomexin, Urispas, Kentera, REAGILA), sia proprietari che su licenza, in diverse aree terapeutiche, tra cui un’attività specializzata nel trattamento delle malattie rare. Recordati è un partner di riferimento per le licenze di nuovi prodotti per i propri territori. Recordati è impegnata nella ricerca e nello sviluppo di nuove specialità farmaceutiche con particolare attenzione ai trattamenti per le malattie rare.
Dal 2018 il socio maggioritario è CVC Capital Partners, un fondo inglese specializzato sul mercato sanitario.
Sanofi
Rimaniamo in Europa e spostiamoci in Francia, almeno per la sede centrale, con un’azienda molto concentrata sui vaccini, si tratta del maggior produttore al mondo di vaccini, attraverso la controllata Sanofi Pasteur (e secondo voi non avrà anche quello contro il Covid-19?).
Sanofi S.A. è una multinazionale farmaceutica francese con sede a Parigi dal 2013 la quinta più grande al mondo per vendite su prescrizione medica. Originariamente, la società è stata costituita nel 1973 e l’attuale incarnazione è stata costituita come Sanofi-Aventis nel 2004, dalla fusione di Aventis e Sanofi-Synthélabo, ognuna delle quali era il prodotto di diverse fusioni precedenti. Ha cambiato il suo nome in Sanofi nel maggio 2011.
Sanofi si occupa di ricerca e sviluppo, produzione e commercializzazione di farmaci principalmente nel mercato delle prescrizioni, ma l’azienda sviluppa anche farmaci da banco. L’azienda copre sette grandi aree terapeutiche: cardiovascolare, sistema nervoso centrale, diabete, medicina interna, oncologia, trombosi e vaccini.
Bayer
Bayer è una multinazionale tedesca, una delle più grandi aziende farmaceutiche del mondo. Con sede a Leverkusen, le aree di business di Bayer includono prodotti farmaceutici per uso umano e veterinario; prodotti per la salute dei consumatori; prodotti chimici per l’agricoltura, sementi e prodotti biotecnologici.
Fondata a Barmen nel 1863 come fabbrica di coloranti, il primo e più noto prodotto della Bayer è stato l’Aspirina.
La Bayer ha svolto un ruolo chiave nella ricostruzione della Germania occidentale del dopoguerra, riguadagnando rapidamente la sua posizione di una delle più grandi aziende chimiche e farmaceutiche del mondo. Nel 2006 l’azienda ha acquisito Schering, nel 2014 ha acquisito il business consumer di Merck & Co. con marchi come Claritin, Coppertone e Dr. Scholl’s, e nel 2018 ha acquisito Monsanto, uno dei principali produttori di colture geneticamente modificate.
I prodotti chiave includono analgesici come Bayer Aspirin e Aleve, integratori alimentari Redoxon e Berocca, e prodotti per la cura della pelle Bepanthen e Bepanthol.
La Divisione Farmaceutica si concentra sui prodotti su prescrizione, soprattutto per la salute delle donne e la cardiologia, e anche sulle specialità terapeutiche nei settori dell’oncologia, dell’ematologia e dell’oftalmologia. La divisione comprende anche la Business Unit Radiologia, che commercializza apparecchiature per la diagnostica per immagini potenziata con mezzi di contrasto.
ETF per la salute
Se la scelta di singoli titoli sanitari sembra troppo scoraggiante, avete un’altra buona opzione per investire nel settore sanitario. Gli ETF (Exchange Traded Funds) focalizzati sul settore sanitario che forniscono un modo per acquistare più azioni in un colpo solo, il che vi offre una diversificazione istantanea e un’esposizione al rialzo del settore. Un ETF è un titolo negoziabile che segue un determinato indice e fa trading su un’importante borsa valori.
Il più grande ETF sanitario è il Health Care Select Sector SPDR Fund (NYSEMKT:XLV). Questo ETF tenta di tracciare l’indice Health Care Select Sector Index, che comprende oltre 60 titoli sanitari che si trovano nell’indice S&P 500. Se siete alla ricerca di un’ampia esposizione al settore sanitario, questo ETF potrebbe essere una buona scelta per voi.
Ci sono anche ETF che vi permettono di concentrarvi solo su un settore specifico all’interno dell’assistenza sanitaria. Ad esempio, l’ETF SPDR S&P Biotech (NYSEMKT:XBI) include 120 titoli biotech nel suo portafoglio. L’iShares U.S. Medical Devices ETF (NYSEMKT:IHI), come indica il suo nome, possiede 58 titoli di dispositivi medici statunitensi.
I vantaggi principali dell’acquisto di un ETF sanitario piuttosto che di singoli titoli sanitari sono la semplicità e la diversificazione. Il principale svantaggio è che gli ETF addebitano le spese di gestione. Gli ETF sanitari a cui si fa riferimento hanno un rapporto di spesa (spese di gestione suddivise per attività nell’ETF) compreso tra lo 0,13% e lo 0,43%.
Rischi dei titoli sanitari
I titoli sanitari e gli ETF, che detengono titoli sanitari, sono esposti a diversi rischi. Abbiamo già accennato ai rischi associati ai cambiamenti normativi governativi, in particolare alla possibilità che gli Stati Uniti possano implementare un sistema sanitario a pagamento unico.
Un altro rischio importante per i titoli sanitari è la possibilità di concorrenza. I produttori di farmaci, ad esempio, devono continuamente affrontare la prospettiva che un’altra società sviluppi un trattamento meno costoso o più efficace. Le aziende produttrici di dispositivi medici si trovano ad affrontare sfide simili.
Alcuni stock sanitari corrono anche il rischio che i loro prodotti e servizi possano essere considerati non sicuri. Johnson & Johnson è stata coinvolta in un contenzioso per l’accusa di contaminazione da amianto del suo talco e di altri prodotti a base di talco. Bayer, con l’acquisizione della Monsanto ha portato a casa vari problemi. È necessario che gli investitori scavino nella relazione annuale di una società e leggano la sezione sui fattori di rischio, prestando particolare attenzione alle questioni relative ai consumatori e alle cause legali per responsabilità civile sui prodotti.
Le aziende sanitarie che sviluppano farmaci o dispositivi medici devono ottenere le approvazioni normative per i loro prodotti da parte della FDA, dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) o di altri enti normativi. Il mancato ottenimento di queste approvazioni normative può danneggiare le prospettive di business delle aziende e causare il crollo delle loro azioni.
Alcune aziende sanitarie devono anche affrontare delle sfide per ottenere il rimborso dei loro prodotti.
Grandi guadagni potenziali
Nonostante questi rischi, i titoli del settore sanitario possono anche offrire agli investitori un’opportunità significativa di generare forti rendimenti a lungo termine. I titoli sanitari come Illumina, Intuitive Surgical, Johnson & Johnson, Teladoc Health, Vertex Pharmaceuticals, Recordati, Sanofi e Bayer sembrano essere in ottima forma per fornire tali rendimenti grazie ai loro prodotti innovativi e alle tendenze chiave che operano a loro favore.
La strategia del cassettista, cioè di investire una cifra e dimenticarsene per un po’ di anni, per tanti è stata la chiave di volta per riuscire a creare degli ottimi guadagni in borsa.
La chiave, naturalmente, è sapere quali azioni acquistare (e quando), investendo 10 mila dollari (usiamo la moneta americana poiché da oltre oceano arrivano le aziende).
Per aiutarvi in questo senso, ecco cinque titoli in circolazione che potrebbero rendervi ricchi nei prossimi anni.
Shopify
La pandemia di coronavirus avrà un effetto duraturo sul commercio globale. Gran parte del tradizionale settore del commercio al dettaglio (che era già in declino prima della crisi COVID-19) potrebbe essere spazzato via se i timori di ammalarsi dovessero tenere i consumatori fuori dai negozi.
Shopify (NYSE:SHOP) sta aiutando le aziende ad adattarsi a questi tempi difficili. La piattaforma di commercio offre alle piccole imprese gli strumenti necessari per costruire negozi di e-commerce e competere in un mondo sempre più online. Il software di Shopify è così buono che anche le aziende più grandi stanno affollando la sua piattaforma, dandogli più modi per vincere negli anni a venire.
Amazon.com
Come Shopify, Amazon.com (NASDAQ:AMZN) è in grado di trarre profitto dall’incessante crescita dell’e-commerce in tutto il mondo. Secondo vari economisti e statisti, le vendite globali di e-commerce al dettaglio saliranno a 6,5 trilioni di dollari entro il 2023, contro i 3,5 trilioni di dollari del 2019.
Questo lascia un’abbondanza di crescita per la potente Amazon, che ha generato circa 245 miliardi di dollari di vendite legate all’e-commerce nel 2019. Amazon è anche leader mondiale nei servizi di infrastrutture cloud, un altro grande mercato in rapida crescita che dovrebbe alimentare la crescita del juggernaut online nel prossimo decennio.
Alibaba
La Cina è una delle poche aree del mondo in cui Amazon non domina l’e-commerce. Il paese più popoloso del mondo (e il suo mercato al dettaglio online in rapida crescita) è il dominio di Alibaba (NYSE:BABA). Alibaba è un’economia a sé stante, con quasi un miliardo di utenti in tutti i suoi mercati di e-commerce e offre anche servizi di pagamento digitale. Con obiettivi che includono 10 trilioni di yuan (1,4 trilioni di dollari) di vendite lorde di merce sulla sua piattaforma entro il 2024 e il servizio a due miliardi di clienti entro il 2036, Alibaba sarà una forza con cui fare i conti nel prossimo decennio e oltre.
Mastercard
Oltre all’e-commerce, la pandemia di COVID-19 accelererà probabilmente anche la tendenza globale ad abbandonare il denaro contante e ad orientarsi verso le forme di pagamento digitali. I timori di trasmissione di malattie potrebbero rendere le persone esitanti a toccare e scambiare denaro contante, e molti sceglieranno invece di utilizzare le opzioni di pagamento senza contatto. Questo, unito alla crescita delle vendite al dettaglio online, dovrebbe alimentare un costante aumento dell’utilizzo dei pagamenti digitali nel prossimo decennio. Mastercard (NYSE:MA), che gestisce la più grande rete di pagamenti digitali del mondo, beneficia di queste tendenze forse più di qualsiasi altra azienda.
Un’alternativa, sulla stessa linea, potrebbe essere Visa (NYSE:V), poiché beneficerà degli stessi fattori, ma noi preferiamo Mastercard per i migliori fondamentali sui cui può contare. Se avete 12.500 dollari, anziché 10.000, può essere un’idea interessante puntare qualcosa anche su Visa e tra qualche tempo rivalutare le due aziende per decidere quale tenere.
Salesforce
Il megatrend della trasformazione digitale sarà probabilmente accelerato anche dal COVID-19. Dopo aver sofferto per le chiusure forzate degli uffici durante la crisi del coronavirus, le aziende saranno ancora più motivate a trasferire le loro attività in cloud. Il software cloud è più facile da distribuire alle forze di lavoro remote. È anche più facile da aggiornare e sicuro. E nessuno fa il software cloud così bene come Salesforce.com (NYSE:CRM).
Il pioniere del cloud computing ha contribuito ad inaugurare il trend del cloud un decennio fa. E con la sua tecnologia all’avanguardia in aree sempre più vitali (come l’integrazione dei dati, l’analisi e l’intelligenza artificiale) Salesforce è ben posizionata per guidare il settore nel prossimo decennio.
“Un calo significativo dell’attività economica diffusa in tutta l’economia, che dura più di qualche mese, normalmente visibile nel Prodotto Interno Lordo (PIL) reale, nel reddito reale, nell’occupazione, nella produzione industriale e nelle vendite al dettaglio all’ingrosso”
National Bureau of Economic Research
Una recessione avviene anche quando le imprese cessano di espandersi, il PIL diminuisce per due trimestri consecutivi, il tasso di disoccupazione aumenta e i prezzi delle abitazioni diminuiscono.
La natura e le cause delle recessioni sono al tempo stesso ovvie e incerte. Le recessioni sono in sostanza un insieme di fallimenti aziendali che si realizzano simultaneamente. Le imprese sono costrette a ridistribuire le risorse, a ridimensionare la produzione, a limitare le perdite e, di solito, a licenziare i dipendenti. Queste sono le cause chiare e visibili delle recessioni. Ci sono diversi modi per spiegare cosa causa un cluster generale di fallimenti aziendali, perché vengono improvvisamente realizzati nello stesso momento e come possono essere evitati. Gli economisti non sono d’accordo sulle risposte a queste domande e sono state proposte diverse teorie.
Segni macroeconomici e microeconomici di una recessione
La definizione macroeconomica standard di recessione è due trimestri consecutivi di crescita negativa del PIL reale. L’attività privata, che era in espansione prima della recessione, ridimensiona la produzione e cerca di limitare l’esposizione al rischio sistematico. È probabile che i livelli misurabili di spesa e di investimento diminuiscano e che si verifichi una naturale pressione al ribasso dei prezzi con il crollo della domanda aggregata. Il PIL diminuisce e i tassi di disoccupazione aumentano perché le aziende licenziano i lavoratori per ridurre i costi.
A livello microeconomico, le imprese sperimentano margini in calo durante la recessione. Quando i ricavi, sia delle vendite che degli investimenti, diminuiscono, le imprese cercano di ridurre le loro attività meno efficienti. Un’azienda potrebbe smettere di produrre prodotti a basso margine o ridurre le retribuzioni dei dipendenti. Potrebbe anche rinegoziare con i creditori per ottenere uno sgravio temporaneo degli interessi. Purtroppo, il calo dei margini spesso costringe le aziende a licenziare i dipendenti meno produttivi.
Cause generali delle recessioni
In generale, le principali teorie economiche della recessione si concentrano su fattori finanziari, psicologici ed economici reali che possono portare alla cascata di fallimenti aziendali che costituiscono una recessione. Alcune teorie guardano alle tendenze economiche a lungo termine che gettano le basi per la recessione negli anni che la precedono, e alcune guardano solo ai fattori immediatamente visibili che appaiono all’inizio di una recessione. Molti, o tutti questi vari fattori possono essere in gioco in una determinata recessione.
I fattori finanziari possono sicuramente contribuire alla caduta di un’economia in recessione, come abbiamo scoperto durante la crisi finanziaria statunitense. La sovraestensione del credito e del debito sui prestiti a rischio e sui mutuatari marginali può portare a un enorme accumulo di rischio nel settore finanziario. L’espansione dell’offerta di denaro e credito nell’economia da parte delle Banche centrali e del settore bancario in generale può portare questo processo agli estremi, stimolando bolle dei prezzi delle attività a rischio. E quando la musica si ferma le ripercussioni possono abbattersi sull’economia reale.
Ancora peggio, i tassi di interesse artificialmente soppressi durante il periodo del boom che ha portato alla recessione possono distorcere la struttura delle relazioni tra imprese e consumatori, rendendo i progetti di business, gli investimenti e le decisioni di consumo sensibili ai tassi di interesse, come la decisione di acquistare una casa più grande o di avviare una rischiosa espansione commerciale a lungo termine, sembrano essere molto più attraenti di quanto dovrebbero essere. Il fallimento finale di queste decisioni, quando i tassi aumentano per riflettere la realtà, costituisce una componente importante dell’ondata di fallimenti aziendali che compongono una recessione.
I fattori psicologici sono spesso citati dagli economisti anche per il loro contributo alla recessione. L’eccessiva esuberanza degli investitori durante gli anni del boom che portano l’economia al suo apice, e il pessimismo reciproco che si instaura dopo un crollo del mercato al minimo amplificano gli effetti dei fattori economici e finanziari reali man mano che il mercato oscilla. Inoltre, poiché tutte le azioni e le decisioni economiche sono sempre in una certa misura lungimiranti, le aspettative soggettive degli investitori, delle imprese e dei consumatori sono sempre coinvolte nell’inizio e nella diffusione di una recessione economica.
Anche i cambiamenti reali dei fondamentali economici, al di là dei conti finanziari e della psicologia degli investitori, contribuiscono in modo determinante alla recessione. Alcuni economisti spiegano le recessioni solo come risultato di veri e propri shock economici, come le interruzioni delle catene di fornitura, e i danni che possono causare a una vasta gamma di imprese. Gli shock che hanno un impatto su settori chiave come l’energia o i trasporti possono avere effetti talmente diffusi da indurre molte aziende in tutta l’economia a ridurre e annullare i piani di investimento e di assunzione contemporaneamente, con effetti a catena sui lavoratori, sui consumatori e sul mercato azionario.
Alcuni fattori economici reali possono anche essere legati ai mercati finanziari. Poiché i tassi di interesse di mercato non rappresentano solo il costo della liquidità finanziaria per le imprese, ma anche le preferenze temporali dei consumatori, dei risparmiatori e degli investitori per i consumi presenti e futuri, la soppressione artificiale dei tassi di interesse da parte di una banca centrale durante gli anni del boom prima di una recessione distorce non solo i mercati finanziari, ma anche le decisioni reali di business e di consumo.
A loro volta, le reali preferenze dei consumatori, dei risparmiatori e degli investitori pongono dei limiti a quanto possa procedere un tale boom artificialmente stimolato. Questi si manifestano come reali vincoli economici alla crescita continua, sotto forma di carenze del mercato del lavoro, colli di bottiglia nella catena di fornitura e picchi nei prezzi delle materie prime (che portano all’inflazione) quando non si possono mettere a disposizione risorse reali sufficienti per sostenere tutti i piani di investimento aziendali sovrastimolati basati su politiche di facile gestione del denaro. Una volta che questi si sono messi in moto, inizia un’ondata di fallimenti aziendali a fronte dell’aumento dei costi di produzione e l’economia si avvia verso la recessione.
Alcune cause della recessione in corso
Anche se non è stata ancora dichiarata una recessione ufficiale, l’economia si sta chiaramente muovendo in quella direzione. Una delle cause principali è ovviamente evidente nel vero e proprio shock economico del diffuso sconvolgimento delle catene di fornitura globali e nazionali e dei danni diretti alle imprese di tutti i settori, dovuto all’epidemia di Covid-19 e alla risposta sanitaria pubblica. Sia l’impatto dell’epidemia che la paura e l’incertezza che la circonda sono importanti.
Ma una delle principali cause di fondo è anche l’eccessiva estensione delle catene di fornitura, l’eccesso di investimenti in attività marginali, le scorte sottili e i fragili modelli di business che sono diventati la norma nel corso del decennio di tassi di interesse estremamente bassi e di politica monetaria da parte delle banche centrali di tutto il mondo, e in particolare della Federal Reserve, dopo l’ultima recessione. Le profonde distorsioni nel business, negli investimenti e nel comportamento dei consumatori, che entro il 2020 sono diventati tutti completamente dipendenti da un flusso infinito di denaro facile, hanno posto le basi per la devastazione economica che è attualmente in corso, lasciando l’economia con zero margine di resilienza per ammortizzare gli shock economici negativi.
Ciò era diventato chiaro già nel 2018 e nel 2019, quando la diffusa carenza di personale necessario e le condizioni generalmente rigide del mercato del lavoro si sono fatte sentire e hanno spinto la Fed a rallentare leggermente l’espansione del denaro e del credito. Il mercato azionario è crollato e indicatori di punta come la curva dei rendimenti hanno rapidamente iniziato a lampeggiare segnali di allarme di imminente recessione. Una sfida seria come quella rappresentata da Covid-19 e dai blocchi associati negli ultimi mesi, le ricadute economiche sono state anni in corso. L’economia era seduta su una polveriera, e Covid-19 è stato un fiammifero.
Ogni crisi porta con sé delle problematiche ma anche delle opportunità. Chi fosse arrivato con tanta liquidità in questo periodo di crisi sta già sognando e pregustando la preda da azzannare.
In borsa le occasioni non mancano, con tante blue chip che hanno un prezzo da discount.
Vediamo insieme qualcuna, analizzando cosa pensano gli analisti e dove potrebbero arrivare.
Atlantia (BIT:ATL)
Partiamo da casa nostra e in particolar modo da Atlantia, finita nell’occhio del ciclone negli ultimi anni a causa della caduta del Ponte Morandi a Genova.
Il M5S pareva intenzionato a togliere la concessione autostradale a ASPI (Autostrade per l’Italia), di cui Atlantia è la maggior azionista.
Il Milleproroghe approvato a fine 2019 dà anche gli strumenti allo Stato per farlo ma i pentastellati (e in generale tutto il governo), hanno altro a cui pensare e non sono convinti di questa mossa.
Il perché è presto detto: attualmente il governo è impegnato in altro e la cancellazione della concessione porterebbe quasi certamente gli attori davanti a un arbitrato europeo, che in casi simili in passato si è già espresso a favore dell’azienda.
La soluzione sembra quindi quella di far cedere ad Atlantia una grossa fetta di ASPI con l’ingresso delle istituzioni, sotto varia forma, ma per questo gesto verrà ben ricompensata (a prezzi di mercato). Il governo potrà esultare per aver eliminato la concessione ad Atlantia e quest’ultima sarà ben ricompensata con soldi che andrà a spendere bene e e altrove.
Inoltre il Covid-19 ha messo a dura prova altri asset di Atlantia, tra cui c’è certamente la gestione degli aeroporti.
Per questi motivi l’azienda è fortemente penalizzata in questo momento, ma non lo sarà per sempre ed è certamente solida.
I consensi oggi danno 4 buy, 3 Outperform, 10 Hold e solo 1 sell. Il target price è posto a 18,21, con un guadagno sulle quotazioni attuali di circa il 28%.
Juventus (BIT:JUVE)
Continuiamo con una squadra di calcio che è stata fortemente penalizzata per la chiusura del campionato, oltre che per trimestrali non certo esaltanti.
Gli investimenti fatti per Cristiano Ronaldo si fanno sentire sui conti e la sospensione di campionato e coppe per il Covid-19 non è stata una bella notizia.
C’è da dire però che la squadra e l’intero organico, tagliandosi lo stipendio, ha dimostrato maturità dando alla società dell’ossigeno fondamentale.
Inoltre i soldi della UEFA (che sono il vero tesoretto) da qualche parte dovranno andare e anche se la Champions di quest’anno dovesse essere annullata, c’è da credere che alle 8 squadra che partecipavano ai quarti qualcosa arriverà di certo.
Negli ultimi giorni il titolo ha già fatto dei progressi, avvicinandosi al target price che è posto a 0,99. Con la quotazione attuale avremmo un guadagno del 10% circa.
Pochi giudizi da parte degli analisti, che comunque hanno 1 su buy, 3 su hold e 0 su sell.
Telecom Italia (BIT:TIT)
Gubitosi, presentando i dati del 2019 ha detto:
La produzione di cassa nell’esercizio 2019 è stata sufficientemente ampia da rendere sostenibile il ritorno alla distribuzione di utili alle azioni ordinarie, cosa che non accadeva dal 2013
Luigi Gubitosi
In tempi in cui gli altri corrono a tagliare il dividendo, questo è certamente un buon segnale.
I fondamentali dell’azienda sono buoni e ciò si vede anche dai giudizi degli analisti che si schierano con: 9 buy, 6 Outperform, 2 hold e 2 sell.
Il Target Price è posto a 0,58 che con le quotazioni attuali significherebbe un aumento del 56%. Mica male…
Enel (BIT:ENEL)
La società, fresca di rinnovo di Francesco Starace, negli ultimi anni sta crescendo a ritmo vertiginoso.
La crisi dovuta al Covid-19 ha penalizzato il titolo, che comunque ha ottimi fondamentali; inoltre la penalizzazione sembra persino eccessiva poiché con il lockdown i consumi casalinghi non possono che aumentare.
I consensi parlano di 9 buy e 11 Outperform, 5 Hold e un solo Sell. Più chiaro di così…
Il Target Price è posto a 7,57 che con le quotazioni attuali significa un aumento del 20%.
Brembo (BIT:BRE)
Infine parliamo dell’azienda bergamasca che è stata fortemente colpita dal Covid-19, sia per la vicinanza a uno degli epicentri italiani sia perché le vendite di auto (e quindi di pezzi che compongono tali auto) è stata fortemente penalizzata.
C’è da dire comunque che Brembo lavora tantissimo con il mercato tedesco, che sta già uscendo dal tunnel e quindi le vendite dovrebbero ripartire velocemente, inoltre chi aveva in mente di cambiare auto (o anche semplicemente di fare manutenzione) ha solo rimandato l’affare, non certamente l’ha cancellato.
I consensi sono cauti con 2 Outperform e 3 Hold, nessun Buy e nessun Sell.
Il Target Price è comunque posto a 8,73 che con quotazioni attuali significa un +12%.
La prima metà di aprile ha visto una frenetica attività di trading negli Stati Uniti e in Europa. Ci sono state sia importanti operazioni di vendita che di acquisto. Alcuni settori (come l’e-commerce e lo streaming) hanno chiaramente beneficiato della pandemia. Altri, come le compagnie aeree, sono stati in profondo declino. Diamo un’occhiata alle sei azioni più attivamente scambiate di aprile (e a ciò che le ha portate in cima alla lista).
Tesla (TSLA) – molta incertezza davanti a noi
Il 15 aprile, Tesla ha sorpreso tutti quando ha iniziato a crescere rapidamente proprio mentre l’S&P 500 stava cadendo. In due giorni, Tesla ha guadagnato il 9,3%. Questo è successo dopo che Golman Sachs ha fissato il rating di Tesla a “comprare”, dandogli un obiettivo di prezzo per 12 mesi di 864 dollari (11,5% in più rispetto alla valutazione attuale). Negli ultimi tre mesi, il volume medio degli scambi di Tesla si è attestato a circa 21 milioni, collocandosi così saldamente sulla lista delle azioni più negoziate.
Tuttavia, ci sono ancora alcuni rischi da affrontare, come la rapida crescita del titolo e i problemi di gestione patrimoniale. Il margine operativo netto di Tesla si mantiene a un misero -3,5% e il rendimento del capitale investito è pari al -4,89%. Inoltre, la domanda di automobili in Nord America ha subito una forte contrazione a causa della pandemia di Covid-19. Molto probabilmente quest’anno dovremo considerare Tesla come un investimento a lungo termine.
Boeing (BA) – lotta contro le probabilità
La Boeing è stata colpita duramente dalla pandemia del coronavirus: il prezzo delle azioni è sceso del 58% nel 2020. Questo è molto peggio della media di S&P 500 del -14,1%.
In aprile, il titolo BA ha perso circa il 10%, con un volume di scambi in media di 21,8 milioni. Ciò è dovuto in parte alle basse consegne del primo trimestre: solo 50 aerei contro i 149 del primo trimestre del 2019.
I risultati finanziari del primo trimestre saranno resi noti il 29 aprile, e a questo punto nessuno si aspetta numeri positivi. Rispetto alle questioni attuali, la messa a terra dei 737 MAX jet nel marzo 2020 sembra un problema minore (anche se all’epoca appariva come una sfida seria).
Tuttavia, ci sono miglioramenti all’orizzonte: il 17 aprile la Boeing ha annunciato che la prossima settimana riprenderà la produzione nel suo stabilimento nello stato di Washington.
Netflix – guadagni veloci, ma con qualche rischio
Se c’è un’industria che ha veramente tratto profitto dalla pandemia del coronavirus, è lo streaming. Il Binge-watching su Netflix è il modo in cui milioni di persone passano il lockdown. Questo è confermato dai dati di Google Trends. Il numero di ricerche di “Netflix” su Google è aumentato dopo l’introduzione degli ordini di soggiorno a domicilio in tutto il mondo.
Anche le visite alla pagina di abbonamento dell’azienda sono raddoppiate. Ciò promette un aumento degli abbonamenti.
In aprile, finora, NFLX ha guadagnato il 16,9% per raggiungere i 439 dollari. Il volume di trading giornaliero ha raggiunto una media di 8,3 milioni di azioni negli ultimi tre mesi.
Il margine netto di Netflix è del 9,30%, anche se il rendimento delle attività si attesta attualmente ad un incoraggiante 6,10%. NFLX ha un Rank Zachs Rank di #2 – “Buy” e un punteggio di A (il che significa un momento vantaggioso per entrare nel titolo).
Tuttavia, chiunque acquisti NFLX a questo punto dovrebbe essere consapevole dei rischi. L’azienda reinveste una grossa quota dei suoi guadagni nella sua attiva strategia di espansione mondiale e nella produzione di nuovi spettacoli e film. Per questo motivo, non paga un dividendo. Inoltre, Netflix ha oltre 12,4 miliardi di dollari di debito.
Una questione ancora più importante è che la produzione si è fermata su alcuni degli spettacoli più popolari di Netflix, come Stranger Things e The Witcher. Se le nuove stagioni vengono posticipate troppo a lungo, l’azienda può perdere moltissimi abbonati.
Aston Martin Lagonda (AML) – la regina delle perdenti
Normalmente non si trova un produttore di auto di lusso europeo nell’elenco delle azioni più quotate. Nel caso di Aston Martin, la ragione di questo picco di attività è una massiccia svendita: l’AML ha già perso il 48,5% del suo valore in aprile, passando da 1,05 a 0,51 sterline. Rispetto al prezzo di IPO del 2018, l’AML è sceso di oltre il 90%.
C’è stata una breve spinta alla fine di marzo, dopo che il consorzio canadese Yew Tree ha accettato di fornire 536 milioni di sterline per salvare Aston Martin. Ma anche questa somma potrebbe non essere sufficiente a salvare la “Ferrari britannica“.
L’azienda contava sul lancio del suo nuovo SUV DBX questa estate, così come sul suo nuovo team di F1 appena creato. Tuttavia, la pandemia potrebbe influire sulle consegne. Per quanto riguarda il piano di Formula 1, Aston Martin potrebbe non essere in grado di pagare 20 milioni di sterline all’anno per una squadra da corsa. In ogni caso, l’AML non è un buon acquisto in questo momento.
Amazon (AMZN) – l’unico vero vincitore
Mentre altre aziende si preoccupano di far crollare la domanda, Amazon ha dovuto assumere altri 75 mila lavoratori per far fronte all’aumento degli ordini.
Le azioni sono aumentate del 23,5% ad aprile, passando da 1.949 a 2.408 dollari, con un volume medio giornaliero di 6,8 milioni di azioni.
AMZN ha già superato i 2.400 dollari fissati dagli analisti di Wall Street a gennaio, facendo salire il target a 2.700 dollari da parte di alcuni esperti. Questo significa che Amazon rimane un acquisto attraente (anche se si dovrebbe essere preparati ad una forte volatilità nei prossimi mesi) anche se il titolo ha corso tanto, forse troppo, e se questa corsa non sarà supportata da dati trimestrali ottimi, ci sarà una rapida discesa; quindi attenzione a ogni segnale.
I titoli globali hanno avuto un inizio anno positivo, quando gli investitori vedevano un altro anno di crescita stellare. Nelle prime cinque settimane la maggior parte degli indici di tutto il mondo ha registrato una tendenza al rialzo, con l’S&P Global che in quel periodo ha registrato un’impennata di quasi il tre per cento.
Tuttavia, le cose hanno cominciato a peggiorare alla fine di febbraio, quando gli investitori hanno iniziato a valutare i rischi posti dall’epidemia di coronavirus che si stava rapidamente diffondendo in Cina. Di conseguenza, la volatilità ha iniziato ad aumentare, con le azioni globali che sono diventate rosse. A marzo, il Dow Jones Industrial Average (US30) ha avuto i suoi migliori guadagni giornalieri e il suo peggior calo giornaliero. Due record nello stesso mese, se non è volatilità questa….
La maggior parte degli indici globali è scesa quest’anno a due cifre, con l’Europa che ha registrato le perdite maggiori. Il FTSE MIB (Italy 40) ha perso quasi il 30%, mentre il CAC francese è sceso del 25%. Negli Stati Uniti, il Dow Jones (US30) e l’S&P 500 (US500) sono scesi rispettivamente del 19 per cento e del 15 per cento.
L’ottimismo ha iniziato a tornare sui mercati qualche settimana fa, quando gli investitori hanno iniziato a dare di nuovo fiducia (con l’appiattimento della curva pandemica Covid-19, gli stimoli del governo e le azioni delle banche centrali). Proprio in aprile, il Dow Jones ha avuto la sua settimana migliore dal 1987. Negli ultimi 30 giorni, il Dow, S&P e Nasdaq100 (US100) hanno guadagnato più dell’8%.
Quali sono i titoli su cui investire in questo momento?
Prima di guardare ad alcuni titoli in cui investire in questo momento, ricapitoliamo quello che alcuni analisti dicono sulle attuali condizioni di mercato.
Morgan Stanley (MS) prevede che il tasso di disoccupazione salirà al 12,8% e che l’economia statunitense subirà una contrazione di circa il 30% nel secondo trimestre.
In una dichiarazione dopo aver pubblicato i risultati finanziari del primo trimestre, JP Morgan (JPM) ha avvertito che gli Stati Uniti sprofonderanno in una grave recessione. Poco dopo, il FMI ha pubblicato le sue prospettive economiche globali e ha previsto una contrazione dell’economia mondiale del 3,3% quest’anno.
Gli analisti di Goldman Sachs (GS) prevedono un calo del PIL statunitense dell’1% quest’anno e del 24% nel trimestre in corso.
Un altro terribile avvertimento è venuto da James Bullard, il Presidente della Federal Reserve di St. Louis, che ha previsto che il tasso di disoccupazione salirà al 30% e il PIL si contrarrà del 50%.
Lo stesso quadro è stato previsto anche in Europa. Una settimana fa, un rapporto degli economisti tedeschi prevedeva che l’economia sarebbe scesa del 4% quest’anno e del 9,8% nel secondo trimestre. In Francia, l’economia del Paese è crollata del 6% nel primo trimestre, e gli economisti prevedono che il secondo trimestre sarà ancora peggiore. In un comunicato, il ministro delle Finanze ha avvertito che la nazione potrebbe trovarsi nella peggiore recessione dalla seconda guerra mondiale.
Gli analisti sono divisi sull’attuale rally delle azioni. Da un lato, alcuni ritengono che le azioni abbiano toccato il fondo. In una recente nota, gli analisti di Goldman Sachs hanno detto che le azioni hanno toccato il fondo perché il governo stava facendo “tutto il necessario” per sostenere il mercato.
Dall’altro lato, alcuni esperti sostengono che il mercato sta avendo un rimbalzo (il classico rimbalzo del gatto morto). Si aspettano che la stagione dei guadagni e la continua chiusura contribuisca a far scendere le azioni.
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La recente volatilità ha causato, quello che alcuni analisti descrivono, come un’opportunità unica nella vita di investire in azioni. In un’intervista alla CNBC, Carl Icahn ha detto che alcuni titoli sono stati ceduti a causa della loro bassa valutazione.
Diamo ora un’occhiata ad alcune buone azioni in cui investire.
Facebook (FB)
Il prezzo del titolo Facebook è sceso di oltre il 14% quest’anno. Ciò è dovuto in parte al fatto che gli investitori si aspettano che le entrate dell’azienda diminuiscano man mano che gli inserzionisti si tengono lontani dalla piattaforma.
Pensiamo che questa debolezza abbia creato un buon punto d’ingresso per diversi motivi. In primo luogo, Facebook ha un ampio fossato impenetrabile nel settore dei social media e della pubblicità. In secondo luogo, mentre i ricavi dell’azienda saranno colpiti nel primo e nel secondo trimestre, ci aspettiamo che le entrate dell’azienda si riprendano nel corso dell’anno. Questo è in parte dovuto al fatto che molte aziende esistenti e nuove faranno leva sulla piattaforma Facebook per raggiungere un maggior numero di clienti.
In terzo luogo, Facebook ha un bilancio solido, con oltre 54 miliardi di dollari in contanti e un debito minimo. Ci aspettiamo che l’azienda faccia leva su questo bilancio per ottenere una crescita post-crisi.
Secondo i dati aggregati da MarketBeat, la maggior parte degli analisti ha un buy rating con un obiettivo di prezzo di 235 dollari. Ciò implica un aumento del 35% rispetto al prezzo attuale.
Electronic Arts (EA)
Cosa fa la gente a casa quando è ferma dal lavoro? Inutile dire che buona parte degli uomini, se hanno una console per giocare, ne approfittano.
Electronic Arts da questo punto di vista è in una situazione privilegiata. Per il mercato europeo è forte con il gioco calcistico Fifa e sul mercato americano domina con NFL.
I consensi raccolti da Reuters indicano che gli analisti hanno 12 Buy, 11 Outperform, 11 Hold e nessun Sell.
Il consenso indica un target price a 119,77 $ con una crescita del 9,75%.
Microsoft (MSFT)
Il prezzo delle azioni Microsoft è sceso di circa il 2% quest’anno, una performance migliore di quella del mercato azionario statunitense nel suo complesso.
Ci sono diverse ragioni per questo: in primo luogo, la maggior parte dei prodotti Microsoft sono destinati alle aziende e sono difficili da sostituire. Tra questi vi sono prodotti come Office 365, Windows e i servizi Azure.
In secondo luogo, Microsoft ha un bilancio stellare. Ha più di 138 miliardi di dollari in contanti e investimenti a breve termine. Questo le permetterà di prosperare anche dopo la fine dell’attuale crisi finanziaria. Inoltre, la aiuterà ad acquisire società di alta qualità con una valutazione relativamente bassa.
In terzo luogo, l’attuale crisi finanziaria potrebbe portare a una maggiore domanda di servizi cloud della società. In un recente articolo, il Wall Street Journal ha notato che molte aziende hanno iniziato a pensare di investire più denaro nel cloud computing. Essendo una delle maggiori aziende del settore, Microsoft continuerà a beneficiare di questa transizione.
I dati raccolti da MarketBeat mostrano che la maggior parte degli analisti ha un rating di acquisto delle azioni Microsoft con un prezzo medio di 184 dollari, il che implica un guadagno dell’8% rispetto al livello attuale.
Salesforce (CRM)
Salesforce è una grande azienda che fornisce diversi prodotti alle aziende. È la più grande azienda di gestione delle relazioni con i clienti (CRM) al mondo, con un valore di mercato di oltre 141 miliardi di dollari. Le azioni dell’azienda sono diminuite di oltre il 3%, il che rappresenta una performance altrettanto buona.
Come per Microsoft, Salesforce fornisce servizi a migliaia di aziende in tutto il mondo. Nel corso degli anni, ha coltivato relazioni con molte grandi aziende che difficilmente annulleranno i loro abbonamenti. L’azienda ha anche creato una serie di prodotti diversificati che sono insostituibili per la maggior parte delle aziende. Ad esempio, è diventata un attore leader nel campo della business intelligence grazie all’acquisizione di Tableau.
Salesforce ha un buon bilancio con più di 7 miliardi di dollari in contanti e un debito minimo. Il fossato dell’azienda e il buon bilancio della società fanno sì che i suoi guadagni non risentano in modo significativo dell’attuale pandemia di coronavirus.
La maggior parte degli analisti ha un rating di acquisto del titolo. Le loro stime di consenso sono di 200 dollari, che è un 25 per cento in più rispetto al livello attuale.
Shopify (SHOP)
Shopify è una società SAAS che aiuta le persone e le imprese a costruire piattaforme di e-commerce. Aiuta a servire più di un milione di aziende di tutto il mondo. Quest’anno le azioni di Shopify sono aumentate di oltre il 22 per cento.
Shopify guadagna denaro addebitando ai suoi membri un canone mensile e richiede una tassa di transazione per ogni prodotto venduto.
Il principale catalizzatore per Shopify è che ci aspettiamo un boom di imprenditorialità quando l’economia si aprirà. Con milioni di persone senza lavoro, un buon numero di loro cercherà di avviare la propria attività. Così facendo, SHOP beneficerà dei nuovi membri.
Un altro catalizzatore è che con la chiusura di molte aziende, molte persone negli Stati Uniti, in Canada e in Europa stanno ora facendo acquisti online. Questo sta aumentando i ricavi delle transazioni dell’azienda, il che potrebbe dare una spinta alle entrate del primo trimestre.
Tuttavia, Shopify è sempre stata un’azienda volatile in cui investire. Questo la rende l’opzione più contrariata di questa lista. Infatti la maggior parte degli analisti si aspetta che il titolo scenda di circa l’11%.
Quindi attenzione su questo titolo, potrebbe avere grandi guadagni ma anche farvi perdere dei soldi.
Advanced Micro Devices (AMD)
AMD è passata da una relativa oscurità ad un concorrente principale nell’industria dei semiconduttori sotto la guida di Lisa Su. Il prezzo delle azioni AMD è salito del 19 per cento quest’anno, e ci aspettiamo che guadagni di più in aprile.
AMD ha due principali catalizzatori: in primo luogo, i giochi per computer sono aumentati con l’aumento del numero di persone che rimangono in casa (stesso discorso fatto per Electronic Arts) e si prevede che cresceranno in futuro, dato che le persone eviteranno di partecipare alle partite dal vivo. In questo modo, la domanda di dispositivi di gioco veloci sta aumentando. Pertanto, ci aspettiamo che AMD sia uno dei principali beneficiari di questa tendenza grazie alla sua forte linea di prodotti.
In secondo luogo, ci aspettiamo che i prodotti dei data center di AMD ricevano una spinta, dato che un numero sempre maggiore di aziende abbraccia il cloud. Infine, il management di AMD ha fatto molto per ridurre il debito e aumentare la liquidità a disposizione, il che è una buona cosa da fare durante l’attuale recessione.
Ci sono davvero delle buone azioni in cui investire ora?
Rispondendo alla domanda “in quali azioni investire in questo momento?”, crediamo che la risposta sia nel settore tecnologico, dato che altri settori industriali sono ora pronti ad affrontare alcune grandi sfide in aprile e oltre. Ad esempio, il settore immobiliare vivrà un periodo di bassa crescita, mentre il settore finanziario soffrirà di tassi di interesse bassi. Il settore consumer rallenterà man mano che un maggior numero di persone si concentrerà sull’essenziale.
Tuttavia, poiché nelle ultime settimane i mercati finanziari hanno registrato molteplici alti e bassi, vi raccomandiamo di armarvi di quante più conoscenze possibili. Quando scegliete in quali azioni investire, considerate le ultime notizie, le tendenze del mercato, l’opinione degli esperti e l’analisi tecnica.
Se pensate di non essere pronti ad assumere impegni di investimento a lungo termine, ma volete comunque cercare di trarre profitto dalla volatilità del mercato, provate a entrare nelle posizioni con size piccole e con soldi che certamente non vi serviranno da qui a qualche mese.
Ogni crisi porta con sé delle opportunità di guadagno per chi le sa sfruttare o anche semplicemente per chi è fortunato e si trova nel momento giusto al posto giusto.
Anche la crisi provocata dalla pandemia Covid-19 non è da meno e ci sono delle aziende che hanno (o avranno) un vantaggio non da poco.
Ecco qualche esempio delle aziende che hanno visto la capitalizzazione aumentare da inizio anno.
Servizi alla Salute
Inutile dire che un’emergenza sanitaria aiuta certamente le aziende che di sanità ci vivono.
Senza falsi moralismi, e ringraziandole per il lavoro che svolgono poiché ci permettono di contrastare questa crisi, ci sono comunque aziende che hanno tratto vantaggio.
Acceleron Pharma Inc (NASDAQ:XLRN)
Acceleron Pharma Inc. è una società biofarmaceutica in fase clinica, quotata a Wall Street. L’azienda è focalizzata sulla scoperta, lo sviluppo e la commercializzazione di prodotti terapeutici per il trattamento di malattie gravi e rare. La sua ricerca si concentra sui principali regolatori naturali della crescita e della riparazione cellulare, in particolare il Transforming Growth Factor-Beta (TGF-beta), superfamiglia proteica. Ha quattro candidati terapeutici scoperti internamente che sono in studi clinici, che includono luspatercept, sotatercept, dalantercept e ACE-083. Offre una tecnologia di piattaforma, IntelliTrap. Sta anche valutando ACE-1332, un antagonista selettivo del TGF-beta, per il trattamento di disturbi con una componente fibrotica, e molecole aggiuntive della sua piattaforma IntelliTrap per aree terapeutiche non rivelate. Dalantercept è progettato per trattare i tumori inibendo la formazione di vasi sanguigni attraverso il recettore ALK1. ACE-083 è progettato per promuovere la crescita muscolare e la funzione in muscoli specifici e mirati.
Per l’esercizio fiscale chiuso al 31 dicembre 2019, le entrate di Acceleron Pharma Inc sono aumentate da 14 milioni di dollari a 74 milioni di dollari. La perdita netta è aumentata del 5% a 124,9 milioni di dollari. I ricavi riflettono i ricavi che rimangono stabili a 14 milioni di dollari. La perdita netta più alta riflette le spese di Ricerca e Sviluppo – Balan è aumentata da 18,5 milioni di dollari a 48,2 milioni di dollari (spese), le altre spese sono aumentate del 32% a 95,8 milioni di dollari (spese), l’aumento generale e amministrativo del 92% a 43,4 milioni di dollari (spese).
Per la crisi di Covid-19 Acceleron Pharma ha messo a disposizione Reblozyl, medicinale usato per contrastare il virus.
Da inizio anno Acceleron Pharma ha una performance del +85,36%.
Draegerwerk AG & Co KGaA (FRA:DRW3)
Draegerwerk AG & Co KGaA è un fornitore tedesco di tecnologia medica e di sicurezza. La Società opera attraverso due segmenti: Medicale e sicurezza. Il segmento Medical sviluppa, produce e commercializza soluzioni di sistema, attrezzature e servizi per l’ottimizzazione dei processi nel punto di cura acuta, come le cure di emergenza, le cure preoperatorie, le cure critiche e le cure prenatali. Il segmento Sicurezza sviluppa, produce e commercializza prodotti, soluzioni di sistema e servizi per la protezione personale, la tecnologia di rilevamento dei gas e la gestione integrata dei pericoli per i clienti di vari settori, come quello minerario, dei vigili del fuoco, della polizia e della protezione dalle calamità. L’azienda ha siti produttivi in Europa, nelle Americhe, in Africa e in Asia.
Per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2019, il fatturato di Draegerwerk AG & Co KGaA è aumentato del 7% a 2,78 miliardi di euro. L’utile netto applicabile agli azionisti ordinari è diminuito del 3% a 24,9 milioni di euro. I ricavi riflettono l’aumento del 5% del segmento Europa a 1,5 miliardi di euro, Africa, Asia, Australia a 729,8 milioni di euro. L’utile netto è stato compensato da un aumento del 4% delle spese di marketing e vendita – Balanci a 609,2 milioni di euro (spese).
Per l’emergenza di Covid-19 Draegerwerk ha messo a disposizione i respiratori, in particolar modo sul mercato tedesco.
Da inizio anno Draegerwerk ha una performance di +52,78%
Servizi tecnologici
Ovviamente non solo la salute beneficia di una crisi mondiale che obbliga milioni di persone a rimanere recluse in casa.
Ed ecco un altro settore che può avere vantaggi da questa situazione: la tecnologia e in particolare quella tecnologia che porta in ambiente domestico dei servizi.
Atlassian (NASDAQ:TEAM)
Atlassian Corporation Plc è una holding che offre una gamma di prodotti per la collaborazione in team. La Società offre prodotti, tra cui JIRA, Confluence, HipChat, Bitbucket e JIRA Service Desk, per sviluppatori di software, manager di tecnologie dell’informazione (IT). L’azienda offre JIRA per la pianificazione del team e la gestione dei progetti; Confluence per la creazione e la condivisione dei contenuti del team; HipChat per la messaggistica e le comunicazioni in tempo reale del team; Bitbucket per la condivisione e la gestione del codice del team e JIRA Service Desk per le applicazioni di assistenza e supporto del team.
Si tratta in sostanza di un’azienda che offre servizi per la collaborazione a distanza tra team; e quale miglior occasione per sottoscrivere contratti con questa azienda se non quando tutto il team di sviluppo di un’azienda terza è a lavorare in smartworking?
Per il semestre chiuso al 31 dicembre 2019, i ricavi di Atlassian Corporation PLC sono aumentati del 36% a 772,1 milioni di dollari. L’utile netto è stato pari a 193,4 milioni di dollari contro una perdita di 197,3 milioni di dollari. I ricavi riflettono l’aumento degli abbonamenti del 50% a 429,8 milioni di dollari, l’aumento della manutenzione del 20% a 226,9 milioni di dollari, l’aumento di Altri Rev. da parte di Biz Related Activ. del 46% a 61,6 milioni di dollari. L’utile netto riflette l’aumento delle altre entrate (spese) non operative da $204,7 milioni (spese) a $186,4 milioni (entrate).
La performance YTD di Atlassian è di +20,13%.
Netflix (NASDAQ:NFLX)
C’è bisogno di spiegare perché Netflix ha un vantaggio dal fatto che la gente è chiusa in casa, in tanti casi a far nulla?
Da inizio anno la performance di Netflix è di un bel +27,80%.
Per chi vivesse sulla luna e non conoscesse questa società, Netflix, Inc. è un provider di reti televisive su Internet. La Società opera attraverso tre segmenti: Domestic streaming, International streaming e Domestic DVD. Il segmento Domestic streaming comprende servizi che trasmettono contenuti in streaming ai propri utenti negli Stati Uniti. Il segmento streaming internazionale comprende servizi che trasmettono contenuti in streaming ai propri utenti al di fuori degli Stati Uniti. Il segmento Domestic DVD via via in disuso, ma consente di ricevere DVD direttamente a casa, solo negli Stati Uniti. Gli utenti di Netflix possono guardare serie originali, documentari, lungometraggi, nonché spettacoli televisivi e film direttamente sul loro schermo collegato a Internet, televisori, computer e dispositivi mobili. Il servizio è presente in oltre 190 nazioni.
Per l’esercizio finanziario chiuso al 31 dicembre 2019, le entrate di Netflix Inc sono aumentate del 28% a 20,16 miliardi di dollari. L’utile netto prima delle voci straordinarie è aumentato del 47% a 1,74 mld di dollari. Le entrate riflettono l’aumento del 36% del segmento internazionale a 10,62 mld di dollari, lo streaming domestico e il segmento DVD sono aumentati del 19% a 9,54 mld di dollari. L’utile netto ha beneficiato dell’aumento del reddito del segmento Internazionale da 661,9 milioni di dollari a 1,58 mdi.
Amazon.com (NASDAQ:AMZN)
Poteva mancare il Re delle consegne a domicilio di qualsiasi cosa in questa lista?
Amazon.com, Inc. offre una gamma di prodotti e servizi attraverso i suoi siti web. I prodotti della Società includono merce e contenuti che acquista per la rivendita da venditori e quelli offerti da venditori terzi. Inoltre, produce e vende anche dispositivi elettronici. Opera attraverso tre segmenti: Nord America, Internazionale e Amazon Web Services (AWS). I suoi prodotti AWS includono analytics, Amazon Athena, Amazon CloudSearch, Amazon EMR, Amazon Elasticsearch Service, Amazon Kinesis, Amazon Managed Streaming per Apache Kafka, Amazon Redshift, Amazon QuickSight, AWS Data Pipeline, AWS Glue e AWS Lake Formation. Le soluzioni AWS includono l’apprendimento automatico, l’analisi e i laghi di dati, l’Internet degli oggetti, l’informatica senza server, i contenitori, le applicazioni aziendali e lo storage.
Inoltre, l’azienda fornisce servizi, come la pubblicità. Offre anche Amazon Prime, un programma di membership che include la spedizione gratuita, l’accesso allo streaming di vari film ed episodi televisivi (TV).
Per l’anno fiscale chiuso al 31 dicembre 2019, le entrate di Amazon.com, Inc. sono aumentate del 20% a 280,52 miliardi di dollari. L’utile netto prima delle voci straordinarie è aumentato del 17% a 11,59 miliardi di dollari. I ricavi riflettono l’aumento del 15% del segmento dei negozi online a 141,25 miliardi di dollari, l’aumento del 26% del segmento dei servizi per i venditori di terze parti a 53,76 miliardi di dollari, l’aumento del 21% del segmento del Nord America a 170,77 miliardi di dollari, l’aumento del 37% del segmento dei servizi web di Amazon a 35,03 miliardi di dollari.
Da inizio anno la performance è di +23,57%.
Akamai (NASDAQ:AKAM)
Akamai Technologies, Inc. è impegnata nella fornitura di servizi cloud per la fornitura, l’ottimizzazione e la sicurezza dei contenuti e delle applicazioni aziendali su Internet. L’azienda è coinvolta nell’offerta di servizi di rete di distribuzione dei contenuti (CDN). I suoi servizi includono la fornitura di contenuti, applicazioni e software su Internet, nonché soluzioni mobili e di sicurezza. Le sue soluzioni includono Soluzioni di Performance e Sicurezza, Soluzioni di Media Delivery, e Soluzioni di Servizio e Supporto. Offre una gamma di servizi professionali e soluzioni progettate per assistere i propri clienti nell’integrazione, configurazione, ottimizzazione e gestione delle offerte principali.
Per l’anno fiscale chiuso al 31 dicembre 2019, i ricavi di Akamai Technologies, Inc. sono aumentati del 7% a 2,89 miliardi di dollari. L’utile netto prima delle voci straordinarie è aumentato del 59% a 478 milioni di dollari. I ricavi riflettono l’aumento del 16% del segmento Fuori dagli Stati Uniti a 1,2 miliardi di dollari, mentre il segmento Stati Uniti è aumentato dell’1% a 1,69 miliardi di dollari.
Da inizio anno Akamai sta performando con un bel +16,35%.
Servizi di Food Delivery
Non si può uscire per andare al ristorante o in pizzeria, ma chi di voi non ha avuto voglia di mangiare qualcosa di asporto direttamente a casa?
Ci sono delle società che dalla pandemia ne hanno beneficiato e che sono riuscite a penetrare nuovi mercati.
Dominos Pizza (NYSE:DPZ)
Non si tratta di un’azienda tecnologica a stretto senso, ma si basa fortemente sulla tecnologia per fare ciò che fa.
Domino’s Pizza, Inc. è una catena di pizzerie che attraverso la tecnologia penetra i mercati con lo strumento del delivery. Dal 1° gennaio 2017, l’azienda opera in oltre 13.800 sedi in più di 85 mercati in tutto il mondo. La Società opera attraverso tre segmenti: negozi nazionali, franchising internazionale e supply chain.
Per l’anno fiscale conclusosi il 29 dicembre 2019, le entrate di Domino’s Pizza, Inc. sono aumentate del 5% a 3,62 miliardi di dollari. L’utile netto è aumentato dell’11% a 400,7 milioni di dollari. I ricavi riflettono l’aumento del segmento Supply chain del 7% a 2,23 miliardi di dollari, mentre il segmento International Franchise è aumentato del 7% a 241 milioni di dollari. L’utile netto ha beneficiato di un aumento del 6% del reddito del segmento dei negozi negli Stati Uniti a 349,7 milioni di dollari, mentre il reddito del segmento della supply chain è aumentato del 12% a 182 milioni di dollari. Il dividendo per azione è aumentato da 2,20 a 2,60 dollari.
Da inizio anno la performance è di +21,94%.
Just Eat Takeaway (AMS:TKWY)
Just Eat Takeaway.com NV, già Takeaway.com NV, è una società con sede nei Paesi Bassi che gestisce un mercato di consegna di alimenti online. L’azienda si concentra sul collegamento tra consumatori e ristoranti, e permette agli utenti di ordinare cibo dai ristoranti vicini e farsi consegnare il cibo a casa. La Società trasmette l’ordine effettuato dai clienti e lo inoltra ai ristoranti, che preparano e consegnano il pasto. È presente in oltre 30 nazioni e gestisce i siti Web JustEat.com, JustEat.it, Lieferando.de, Lieferservice.at, Lieferservice.ch, Pizza.be, Pizza.lu, Pizza.pl, Pyszne.pl, BGmenu.com, Oliviera.ro, Takeaway.com, Thuisbezorgd.nl e Vietnammm.com, tra gli altri. Le piattaforme offrono vari tipi di ristoranti.
Per l’esercizio finanziario chiuso al 31 dicembre 2019, i ricavi di Just Eat Takeaway.com NV sono aumentati del 79% a 415,9 milioni di euro. La perdita netta è aumentata da 14 milioni di euro a 115,5 milioni di euro. I ricavi riflettono l’aumento del segmento Germania da 86 milioni di euro a 210,9 milioni di euro, mentre il segmento Altri Paesi è aumentato del 71% a 95,2 milioni di euro. La maggiore perdita netta riflette l’aumento dei costi del personale da 48,5 milioni di euro a 112,4 milioni di euro (spese), gli altri costi operativi aumentano da 33,9 milioni di euro a 85,1 milioni di euro (spese).
I brutti risultati del 2019 hanno parzialmente oscurato la crescita da inizio anno, che comunque è intorno al +10%.
Produttori di materie prime (in particolare oro)
In ogni crisi gli investitori corrono verso beni rifugio, nel caso del Corona Virus non hanno fatto eccezione, facendo la corsa all’oro.
A beneficiarne ovviamente ci sono i produttori di oro, tra questi possiamo trovare:
Kinross Gold Corporation (NYSE:KGC)
Kinross Gold Corporation è una società mineraria aurifera quotata a Wall Street. La società è impegnata nell’estrazione dell’oro e nelle attività correlate, tra cui l’esplorazione e l’acquisizione di proprietà aurifere, l’estrazione e la lavorazione di minerali contenenti oro e il recupero di proprietà aurifere.
Per l’esercizio fiscale chiuso al 31 dicembre 2019, le entrate di Kinross Gold Corporation sono aumentate del 9% a 3,5 miliardi di dollari. L’utile netto è stato pari a 718,6 milioni di dollari contro una perdita di 23,6 milioni di dollari.
Da inizio anno la performance è stata del +38%.
Gold Fields Limited (NYSE:GFI)
Gold Fields Limited (Gold Fields) è una società di estrazione dell’oro. La Società è un produttore di oro e un detentore di riserve auree. La Società è coinvolta nell’estrazione dell’oro e del rame in sotterraneo e in superficie e nelle attività correlate, tra cui l’esplorazione, lo sviluppo, l’estrazione, la lavorazione e la fusione. Ha circa otto miniere di produzione situate in Sudafrica, Ghana, Australia e Perù.
Per l’anno fiscale chiuso al 31 dicembre 2019, le entrate di Gold Fields Limited sono aumentate del 15% a 2,97 miliardi di dollari. L’utile netto è stato pari a 161,6 milioni di dollari contro una perdita di 348,2 milioni di dollari. I ricavi riflettono l’aumento del 22% del segmento Africa occidentale/Ghana a 1,16 miliardi di dollari. L’utile netto riflette la riduzione di valore degli investimenti finanziari del 98% a 9,8 milioni di dollari (spese). Il dividendo per azione è aumentato da $0,03 a $0,11.
Da inizio anno la performance delle azioni di Gold Fields sono di +34%.