Mercedes Benz (ex Daimler AG) è una società multinazionale di ingegneria automobilistica con sede a Stoccarda, Germania.
Attraverso una rete globale di filiali, è specializzata nello sviluppo, nella produzione e nella distribuzione di automobili, camion, furgoni e autobus.
Daimler è un attore chiave del settore. Per unità vendute, Daimler è il tredicesimo produttore di automobili al mondo. È il più grande produttore di camion di tutti.
Le attività dell’azienda erano suddivise in cinque segmenti:
Il segmento Mercedes-Benz Cars produce veicoli di qualità superiore e comprende marchi di lusso come Mercedes-Benz, AMG e Maybach.
Daimler afferma che attualmente si sta concentrando su quattro aree d’azione strategiche. In primo luogo, mira ad espandere la sua base economica attraverso una crescita redditizia nel suo core business. In secondo luogo, sta cercando di essere leader nella connettività, nella guida autonoma, nell’uso flessibile e nei sistemi di trazione elettrica. In terzo luogo, Daimler sta scuotendo la sua cultura aziendale per sostenere questa trasformazione. E in quarto luogo, l’azienda vuole sfruttare al massimo le opportunità di mercato.
Chi sono le persone chiave della Daimler?
Il Dr. Dieter Zetsche è presidente del Consiglio di Amministrazione della Daimler AG dal gennaio 2006. È anche capo della divisione auto della Mercedes-Benz. Un’altra figura chiave è Martin Daum, che è a capo delle divisioni Daimler Trucks e Daimler Buses. Bodo Uebber è membro del Consiglio di amministrazione dal dicembre 2003 ed è responsabile della divisione Finance & Controlling e della divisione Financial Services di Daimler.
Qual è la storia moderna di Daimler?
La storia della Daimler risale al 1890, quando Gottlieb Daimler fondò la Daimler Motoren Gesellschaft. Nel 1926 questa si fuse con la Benz & Cie per diventare la Daimler-Benz AG.
Nel 1998 Daimler-Benz e Chrysler Corporation annunciano il più grande accordo transfrontaliero mai realizzato al mondo, dopo di che il nome dell’azienda cambia in DaimlerChrysler AG. Nove anni dopo, il gruppo Chrysler è stato venduto a Cerberus Capital Management e il nome dell’azienda è stato cambiato ancora una volta (questa volta in Daimler AG).
Quali sono gli ultimi sviluppi in Daimler?
Nel febbraio 2018 Geely Group Co. Ltd ha acquisito una quota del 9,69% della società per circa 9 miliardi di dollari, diventando così il maggiore singolo azionista di Daimler AG.
Li Shufu, presidente di Zhejiang Geely Holding Group, ha descritto Daimler come “una società eccezionale con un management di prima classe”.
Dalla metà del 2015, il prezzo delle azioni Daimler ha oscillato tra i 55 e gli 85 euro circa. Nel gennaio 2018, il titolo ha raggiunto un massimo di 75 euro per due anni, ma ha perso terreno nei mesi successivi, aprendo la strada a un trend ribassista che l’ha portata, a gennaio 2020, a quota 50 euro. Ad aprile del 2020, in piena crisi dovuta al Covid-19, Daimler veniva scambiata a 25 euro per azione.
Dove opera la Daimler?
L’azienda di Stoccarda gestisce impianti di produzione in più di 20 paesi e oltre 8.500 punti vendita in tutto il mondo. Oltre ad una presenza capillare in Europa e Nord America, Daimler ha sedi in Sud America (Argentina, Brasile e Colombia), Asia-Pacifico (Cina, India, Giappone, Australia, Nuova Zelanda ecc.) e Africa (Egitto, Kenya, Sud Africa).
Dove viene commercializzata la Daimler?
Le azioni Daimler sono quotate alle borse di Francoforte e Stoccarda e fanno parte sia dell’indice DAX 30 che dell’indice Euro Stoxx 50.
La scelta di Vladimir Putin di invadere l’Ucraina gli si sta ritorcendo contro; probabilmente il presidente, che sogna l’ex Unione Sovietica, non si aspettava questa reazione da parte dell’occidente, che l’ha etichettato come tiranno dittatore e sta abbandonando l’area.
Sono tantissime le aziende che hanno già abbandonato la Russia, altre hanno bloccato (o limitato) i servizi e altre ancora non hanno ancora abbandonato la nazione ma hanno bloccato qualsiasi ulteriore investimento.
L’Europa ha paura che lo zar possa continuare con la sua opera di invasione e quindi prova a proteggere le Nazioni più virtuose, laddove le aziende fanno il grosso dei loro profitti. Lo fanno anche a costo di perderci business e capitali, a patto di mantenere al sicuro le nazioni in cui operano.
Aziende dell’intrattenimento
Partiamo da quelle aziende che probabilmente avranno un minor impatto sull’economia ma un segno forte sulla popolazione russa, cioè le aziende del business dell’entertainment. Sony, Disney e Warner Bros (AT&T) hanno già sospeso la distribuzione di film in Russia. Un po’ più lieve la posizione di Paramount e Spotify che, come anche Netflix, ha sospeso la distribuzione di nuove produzioni ma non hanno ancora abbandonato il mercato.
Electronic Arts, per andare sul mondo del gaming, ha eliminato la Russia dal proprio gioco di punta: Fifa.
Tecnologia
Le aziende sopracitate hanno una forte connessione con la tecnologia, ma non sono dei Tech puri. In questa sezione rientrano invece Apple, Google (Alphabet) e Meta, che vista l’essenzialità dei prodotti distribuiti, non hanno abbandonato il Paese ma hanno limitato i servizi. Meta ha servizi come Facebook, Instagram e WhatsApp, che potrebbero rientrare nell’entertainment ma anche nelle necessità (pensiamo alle comunicazioni su WhatsApp).
Apple ha chiuso negozi fisici e deciso di non vendere nuovi dispositivi nel Paese dell’ex Unione Sovietica. Google ha fortemente limitato i servizi su Maps, anche per una questione di sicurezza per gli Ucraini che si proteggono, e bloccato il servizio Pay, così da allinearsi con le sanzioni.
Airbnb ha sospeso i suoi servizi in Russia e, insieme ai propri host, ha deciso di fornire alloggi gratuiti e sicuri in Ucraina e nelle nazioni vicine al conflitto, così da dare supporto ai rifugiati che decidono di lasciare il Paese.
I servizi di media, come YouTube, Facebook, Microsoft, Tik Tok e Twitter hanno deciso di bloccare i canali di propaganda russa, chiudendo la diffusione di RT (Russia TV) e di Sputnik.
Pagamenti e Finanziari
Sappiamo già che le banche e le strutture russe sono state fortemente bloccate, quelle che rimanevano disponibili erano i pagamenti attraverso Mastercard e Visa. Negli ultimi giorni anche queste due aziende hanno bloccato tutto per i clienti russi, spingendosi anche oltre i confini russi e bloccando i pagamenti per russi in giro per l’Europa.
Decisione abbastanza simile anche per American Express, che al momento pare abbia bloccato solo all’interno dei confini russi.
Ovviamente in questa categoria rientrano anche tutti i servizi finanziari, come Société Générale e HSBC.
Posizione molto dura da parte di NorgesBank, il più grande fondo sovrano al mondo che è stato il primo ad abbandonare il Paese, abbandonando partecipazioni molto importanti, soprattuto in Gazprom, Lukoil e Sberbank.
Moda e Retail
Sono molti i brand di moda e di negozi retail che hanno deciso di chiudere i punti fisici in Russia. Tra i primi a prendere decisioni del genere sono stati Nike e Burberry, tra gli ultimi si registrano le aziende svedesi H&M e Ikea. L’azienda di arredamenti, inoltre, in Russia aveva delle importanti sedi di produzione, che vengono congelate e vengono bloccati gli export e gli import dal paese, con un impatto diretto su circa 15 mila russi e relativo indotto.
Settore automobilistico
Negli ultimi 20 anni le aziende automobilistiche hanno guardato alla Russia come a un mercato vergine da inondare, spostando produzioni e vendite nel Paese. Appena scoppiato il conflitto bellico sono arrivate decisioni importanti da quasi tutte le aziende principali, quindi Volkswagen, Ford e GM hanno annunciato lo stop a esportazioni verso la Russia. Ancora più drastica Toyota, che in Russia, precisamente a San Pietroburgo ha una fabbrica che è stata bloccata.
Si registrano anche i blocchi agli export per Volvo e Harley Davidson, oltre che per i marchi di lusso Jaguar, Aston Martin e Rolls-Royce.
Daimler (Mercedes Benz) ha deciso di interrompere la collaborazione con la russa Kamaz, vendendo anche la sua quota nell’azienda.
Trasporti
Con il blocco degli import ed export delle principali aziende industriali del globo, ovviamente viene impattato anche tutto l’indotto. Sia per questo motivo che per la sicurezza delle proprie navi, la società di trasporto marino Maersk ha completamente bloccato qualsiasi import verso la Russia.
Aziende petrolifere
Non fa certo eccezione il petrolio, ne avevamo già parlato qualche giorno fa, con le aziende petrolifere di tutto il mondo che hanno dismesso o bloccato importanti partecipazioni. La prima in ordine cronologico è stata la britannica BP, che possedeva e ha ceduto il 20% di Rosneft. Hanno copiato la mossa ExxonMobil, Shell ed Equinor.
Leggermente differente la posizione della francese TotalEnergies che ha deciso di non fare ulteriori investimenti ma non ha abbandonato quelli già in essere.
Il titolo può far sorridere, anche perché Daimler, in realtà, è sempre stato principalmente Mercedes Benz. La notizia però è nel cambio di nome con cui si presenta in borsa.
Dal 3 febbraio, infatti, il brand Daimler rimane solo per il segmento Truck, che è diventata, a tutti gli effetti, un’azienda a sé stante con tanto di titolo quotato (già da qualche mese). Proprio nel momento della presentazione di Daimler Truck fu annunciato l’imminente cambio di nome per l’azienda principale: non più Daimler AG ma Mercedes Benz, anche in borsa.
Nulla di strano fin qui, non è certo la prima azienda che cambia nome. Giusto per citare qualche caso recente, possiamo prendere in esempio Facebook, diventata Meta Platforms, piuttosto che Google diventata, oramai qualche anno fa, Alphabet.
La vera “stranezza” è che tipicamente il cambio di nome si limita alla sola label, non viene mai toccato il ticker del titolo, ciò per evitare un riallineamento da parte di tutti coloro i quali con quel titolo ci lavorano (pensate per esempio alle banche, ai siti di informazione, agli investitori, che si vedono cambiare il ticket dall’oggi al domani). Nel caso di Daimler, invece, oltre al nome cambia anche il ticket, non più ETR:DAI (o solo DAI) ma ETR:MGB (o solo MGB).
Se quindi eravate investitori di Daimler e siete abituati a seguire i titoli in base al ticker, sappiate che l’azienda di cui siete soci ha cambiato indirizzo, almeno in borsa…
Continuiamo con la nostra panoramica per mettere in evidenza le aziende più grandi per ogni singola nazione e, dopo aver trattato le più grandi aziende francesi e le più grandi aziende spagnole, eccoci davanti alle più grandi aziende quotate in Germania.
Il paniere di riferimento è il DAX30, che include, appunto, le 30 aziende più meritevoli di terra teutonica. Ma le prime 30 della nostra lista non corrispondono precisamente con le componenti del DAX, per il semplice motivo che la capitalizzazione di mercato non è l’unico fattore per essere promosso nel DAX.
Eccole quindi, le 50 aziende quotate più grandi della Germania, ordinate per capitalizzazione di mercato, espressa in dollari così da uniformare tutti i mercati (Svizzera, Regno Unito, Europa e America).
Aziende più grandi in Germania
Azienda / Azione
Capitalizzazione (in milioni di $)
Settore / Core Business
Sap ETR: SAP
$ 165.677
Tech
Volkswagen ETR: VOW3
$ 147.537
Costruttore veicoli
Siemens ETR: SIE
$ 133.443
Beni di consumo
Allianz ETR: ALV
$ 107.262
Assicurativo
Daimler ETR: DAI
$ 95.298
Costruttore veicoli
Deutsche Telekom ETR: DTE
$ 91.297
Telecomunicazioni
Merck Kgaa ETR: MRK
$ 76.438
Farmaceutici
BASF ETR: BAS
$ 74.115
Prodotti Chimici
Deutsche Post ETR: DPW
$ 72.814
Logistica
BMW ETR: BMW
$ 65.128
Costruttore veicoli
Siemens Healthineers ETR: SHL
$ 64.142
Tecnologia Medica
Bayer ETR: BAYN
$ 63.604
Farmaceutici
Adidas ETR: ADS
$ 60.260
Calzature e accessori
Infineon Technologies ETR: IFX
$ 52.517
Semiconduttori
Henkel ETR: HEN3
$ 45.874
Casalinghi
Münchener Rückversicherungs ETR: MUV2
$ 40.557
Assicurativo
Delivery Hero ETR: DHER
$ 39.543
Servizi Internet
Vonovia ETR: VNA
$ 37.195
Costruttore immobili residenziali
Sartorius Aktiengesellschaft ETR: SRT
$ 35.951
Sistemi diagnostici
Porsche Automobil Holding ETR: PAH3
$ 32.264
Costruttore veicoli
Hapag-Lloyd Aktiengesellschaft ETR: HLAG
$ 31.989
Logistica
Deutsche Börse ETR: DB1
$ 31.636
Borse / Scambio valori
E.On ETR: EOAN
$ 31.447
Energetici
Deutsche Bank ETR: DBK
$ 28.803
Banche
Fresenius Se ETR: FRE
$ 27.418
Ospedali
Continental ETR: CON
$ 27.101
Accessori per veicoli
Zalando ETR: ZAL
$ 26.351
Abbigliamento e accessori
Enbw Energie Baden-Württemberg ETR: EBK
$ 26.326
Energetici
Rwe ETR: RWE
$ 25.656
Energetici
Beiersdorf Aktiengesellschaft ETR: BEI
$ 25.620
Prodotti personali
Siemens Energy ETR: ENR
$ 23.777
Energia rinnovabile
Fresenius Medical Care ETR: FME
$ 23.309
Servizi medici
Hannover Rück ETR: HNR1
$ 22.312
Assicurativo
Knorr-Bremse Aktiengesellschaft ETR: KBX
$ 19.779
Macchinari/Veicoli pesanti
Deutsche Wohnen ETR: DWNI
$ 18.609
Costruttore immobili residenziali
Heidelbergcement ETR: HEI
$ 18.192
Materiali da costruzione
Symrise ETR: SY1
$ 17.496
Prodotti Chimici
Evonik Industries ETR: EVK
$ 16.324
Prodotti Chimici
Vantage Towers ETR: VTWR
$ 15.801
Telecomunicazioni
Puma ETR: PUM
$ 15.784
Calzature
Carl Zeiss Meditec ETR: AFX
$ 15.767
Tecnologia Medica
Hellofresh ETR: HFG
$ 14.406
Supermercati
Traton ETR: 8TRA
$ 14.279
Autobus
Brenntag ETR: BNR
$ 13.880
Prodotti Chimici
Mtu Aero Engines ETR: MTX
$ 13.452
Parti di Aerei
Uniper ETR: UN01
$ 13.356
Energetici
Kion Group ETR: KGX
$ 13.079
Macchinari/Veicoli pesanti
Covestro ETR: 1COV
$ 12.645
Plastica
Auto1 Group ETR: AG1
$ 11.811
Rivenditori privati
Aziende più grandi in Germania
Ovviamente, essendo classificate per capitalizzazione, potrebbe succedere che qualcuna di queste aziende possa uscire da questa lista nei prossimi mesi, per lasciare spazio a qualcun’altra. Le capitalizzazioni si riferiscono al valore di borsa del 3 maggio 2021.
Struttura della borsa tedesca
La borsa tedesca, gestita da Deutsche Börse Ag, è un reticolo di mercati finanziari, composti da:
Berliner Börse
Börse Düsseldorf
Hamburg Stock Exchange
Börse München
Börse Stuttgart
Frankfurt Stock Exchange
I titoli azionari sono per la maggiore in quest’ultima piazza, cioè nella borsa di Francoforte, la quale, a sua volta, si divide in due segmenti:
Xetra: il mercato di riferimento per azioni e fondi
Börse Frankfurt: la piazza principale per investitori privati
Le industrie muovono l’economia di interi Paesi, quasi sempre sono tutelate sotto la sfera della strategia nazionale e sono, in larga parte, una buona fetta del PIL di qualsiasi Nazione.
Essendo una categoria di aziende molto vasta, questi titoli vengono suddivisi in sottocategorie, focalizzate su prodotti e servizi industriali:
Il mercato industriale è conosciuto anche come settore secondario e, come abbiamo imparato a scuola, è uno dei tre segmenti principali dell’economia, insieme al primario (agricoltura, pesca e materie prime) e terziario (servizi, turismo, ecc).
Lista azioni industriali
Con questo in mente e prima di continuare con il nostro discorso, andiamo a vedere quali sono le azioni legate al mondo industriale.
Naturalmente, essendo un mercato che occupa larghe fette di economia, non possiamo fare la lista completa delle aziende, ma proviamo a dare una visione su quelle imprese che per capitalizzazione o importanza occupano certamente i primi posti di questo settore.
Azienda / Azione
Settore
3M NYSE: MMM
Prodotti industriali
ABB Ltd SWX: ABBN
Robotica
AGCO NYSE: AGCO
Macchine agricole
Airbus Group EPA: AIR
Aviazione
Alstom EPA: ALO
Treni
Andritz AG VIE: ANDR
Impianti industriali
ArcelorMittal AMS: MT
Acciaieria
Aston Martin LON:AML
Auto
Audi Group FRA:NSU
Auto
BAE Systems LON: BA
Difesa
BAIC Motor Corp HKG: 1958
Mezzi pesanti
BMW ETR:BMW
Auto
Boeing NYSE: BA
Aviazione
Carraro BIT: CARR
Mezzi di mozione
Carrier Corporation NYSE: CARR
Climatizzazione
Caterpillar NYSE: CAT
Macchinari da costruzione
Cintas NASDAQ: CTAS
Pulizia industriale
CNH Industrial BIT: CNHI
Mezzi industriali
Comer Industries BIT: COM
Ingegneria
Cummins NYSE: CMI
Motori industriali
Daimler ETR: DAI
Mezzi pesanti / Auto
Deere & Company NYSE: DE
Macchine agricole
Deutz ETR: DEZ
Macchine agricole
Dongfeng Motor Group HKG: 0489
Mezzi pesanti
Dover Corporation NYSE: DOV
Prodotti industriali
FAW Jiefang Group SHE: 000800
Mezzi pesanti
Ford NYSE: F
Auto / Mezzi pesanti
General Dynamics NYSE: GD
Difesa
General Motors NYSE:GM
Auto
Hino Motors TYO: 7205
Mezzi pesanti
Honeywell NYSE: HON
Controllo e Automazione
Huntington Ingalls NYSE: HII
Costruttore navale
IDEX NYSE: IEX
Ingegneria speciale
Illinois Tool Works NYSE: ITW
Elementi di fissaggio
Isuzu TYO: 7202
Mezzi pesanti / Auto
Johnson Controls NYSE: JCI
Attrezzatura antincendio
Kion Group ETR: KGX
Movimentazione materiali
Kirby NYSE:KEX
Trasporti
Komatsu Limited TYO: 6301
Movimento terra
KONE HEL: KNEBV
Ascensori e scale mobili
Kubota TYO: 6326
Macchine agricole
L3Harris Technologies NYSE: LHX
Difesa / Tech
Leidos NYSE: LDOS
Difesa / Aerospazio
Leonardo BIT: LDO
Difesa / Aerospazio
Linde AG NYSE: LIN
Gas industriali
Lockheed Martin NYSE: LMT
Difesa
Maersk CPH:MAERSK-A
Trasporti
NaviStar International NYSE: NAV
Mezzi pesanti
Nikola Corporation NASDAQ: NKLA
Mezzi pesanti
Northrop Grumman NYSE: NOC
Difesa / Aerospazio
Paccar NASDAQ: PCAR
Mezzi pesanti
Parker NYSE: PH
Automazione industriale
Piaggio BIT:PIA
Motoveicoli
Rational AG ETR: RAA
Forni industriali
Raytheon Technologies NYSE: RTX
Difesa
Renault EPA:RNO
Auto
Rockwell Automation NYSE: ROK
Automazione industriale
Roper Technologies NYSE: ROP
Prodotti ingegnerizzati
Safran EPA: SAF
Aeronautica / Difesa
Saipem BIT: SPM
Servizi industriali
Sandvik STO: SAND
Ingegneria dei materiali
Schindler Holding SWX: SCHP
Scale mobili e ascensori
Sinotruk HKG: 3808
Mezzi pesanti
Snap-on NYSE: SNA
Utensileria meccanica
Stanley Black & Decker NYSE: SWK
Utensileria da lavoro
Stellantis BIT: STLA
Auto
Tesla NASDAQ:TSLA
Auto
Thales EPA: HO
Difesa / Aerospazio
The Greenbrier Companies NYSE: GBX
Trasporti
ThyssenKrupp ETR: TKA
Materiali industriali
Trinity Industries NYSE: TRN
Materiali industriali
United Rentals NYSE: URI
Noleggio attrezzature
Volkswagen ETR: VOW3
Auto / Mezzi pesanti
Volvo STO: VOLV-B
Auto / Mezzi pesanti
Wabtec NYSE: WAB
Treni
Lista delle azioni del mercato industriale
Caratteristiche di un’azione industriale
Il settore industriale, basando tutte le proprie revenue dal contesto economico, e partecipandovi così attivamente, è ovviamente sensibile ai cambiamenti economici. Possiamo tranquillamente dire che gli industriali sono ciclici.
Questa è una chiara preoccupazione per gli investitori, che infatti, in momenti di crisi, scappano velocemente da tali titoli. Il caso esempio è la pandemia da Covid-19, che ha visto i titoli industriali perdere più di altri mercati a inizio 2020.
E proprio per questo motivo i titoli industriali tornano a essere ottimi strumenti nel momento in cui si sta per uscire da una crisi economica.
Come trovare i migliori titoli industriali
Le caratteristiche chiave di una forte azienda industriale sono:
Operazioni diversificate
Un rating obbligazionario investment-grade
Bassi costi operativi
Il settore industriale è anche ad alta intensità di capitale, il che significa che le aziende hanno bisogno di investire regolarmente molto denaro per sostenere ed espandere le loro operazioni. Per questo motivo, le aziende industriali spesso prendono in prestito denaro per comprare nuove attrezzature e costruire nuovi impianti di produzione. Un rating obbligazionario investment-grade aiuta le aziende industriali a prendere in prestito in modo più economico ed efficiente.
Dato il modo in cui i cicli economici possono influenzare la redditività del settore industriale, le aziende del settore devono mantenere un forte profilo finanziario e investire saggiamente il loro denaro in modo da poter navigare in condizioni di mercato difficili. I bassi costi operativi alleviano le pressioni fiscali sulle aziende industriali e aiutano a mantenere le loro finanze forti.
Oggi dobbiamo dare un ulteriore spunto, perché in previsione del 2021 e in particolare del futuro prossimo, questo mercato è particolarmente soggetto a discussioni e analisi.
L’ultima delle quali arriva da UBS, la quale mette nel mirino 7 case automobilistiche, assegnando rating e target price.
Le azioni delle auto da comprare
Ed ecco quindi, riassunta, la posizione che gli analisti della banca svizzera hanno:
Azienda
TP
Prezzo attuale
Rating
BMW
71 €
88,5 €
neutral
Daimler
55 €
77,4 €
neutral
Ford
9 $
12,2 $
neutral
Renault
54 €
36 €
buy
Stellantis
21 €
15,2 €
buy
Tesla
730 $
739 $
neutral
Volkswagen
300 €
240 €
buy
Rating e Target price per le azioni del settore auto secondo UBS
Per UBS sono quindi 3 le azioni da preferire rispetto alle altre, si tratta di Renault, Stellantis e Volkswagen. Forse non è un caso che tutte queste hanno appena lanciato piani di elettrificazioni importanti, proiettandosi verso il futuro.
Futuro nel quale è già Tesla che, nonostante un P/E molto elevato, per UBS sta quotando il prezzo corretto.
Da questa visione ne escono un po’ sconfitte Ford, BMW e Daimler, la casa di Mercedes.
Camion o tir, come li si voglia chiamare, stiamo parlando dei mezzi pesanti, che ogni giorno attraversano in lungo e in largo la nostra nazione e che spesso viaggiano per migliaia di chilometri su e giù per l’Europa.
In particolare in Italia fa da padrone il brand (ex?) tricolore Iveco, appartenente (ancora) al gruppo CNH. Essendo uno dei paesi che fa maggior ricorso a trasporto su gomma, comunque, sulle strade italiane vediamo qualsiasi marchio venduto nel vecchio continente.
Ma guardando la classifica mondiale di vendite, ci rendiamo conto che i marchi prodotti venduti in Europa sono solo una piccola fetta dell’intera torta.
Azioni di aziende che producono camion
Ecco quindi una lista di azioni legate ad aziende che producono mezzi pesanti.
Gruppo
Marchi
BAIC Motor Corp HKG: 1958
Foton (Foton Motor – SHA: 600166)
CNH Industrial BIT: CNHI
Iveco
Daimler ETR: DAI
Mercedes-Benz, Freightliner, FUSO, Sterling Trucks, Western Star Trucks
Dongfeng Motor Group HKG: 0489
Dongfeng Trucks
FAW Jiefang Group SHE: 000800
FAW Jie Fang Truck
Ford NYSE: F
Ford Truck
Hino Motors TYO: 7205
Hino Trucks, Toyota Trucks
Isuzu TYO: 7202
Isuzu
NaviStar International NYSE: NAV
NaviStar, DuraStar, LoneStar
Nikola Corporation NASDAQ: NKLA
Nikola One
Paccar NASDAQ: PCAR
DAF, Kenworth, Peterbilt
Sinotruk HKG: 3808
Sinotruk
Volkswagen ETR: VOW3
Man, Scania
Volvo STO: VOLV-B
Mack Trucks, Renault Trucks, Volvo Trucks
Marci e azioni dei gruppi industriali che producono mezzi pesanti
Come possiamo vedere dalla lista spaziamo in tutto il mondo, con brand che arrivano dall’estremo oriente (Foton, Dongfeng, FAW, Hino, Isuzu e Sinotruk), dal vecchio continente (Volvo, Renault, Daimler, Iveco e Volkswagen) e dall’America (Nikola, Paccar, NaviStar e Ford).
Un mercato molto frammentato e soprattutto chiuso a comparti stagni; infatti, giusto per fare un esempio, Volkswagen ha interessi in Asia, ma è all’interno di Join Venture insieme ad altri brand locali, stesso dicasi per Ford, Renault, ecc.
Cosa guardare per fare un buon investimento?
Si tratta di mezzi industriali pesanti, che richiedono sforzi enormi per essere prodotti, fondamentale quindi che le aziende produttrici siano in salute dal punto di vista dei fondamentali.
Il livello di debito è generalmente elevato, anche perché la costruzione e il mantenimento dei siti di produzione richiede investimenti che si fanno generalmente a debito. Benché il debito sia comune, comunque è importante valutare il rapporto con il patrimonio dell’azienda e ancora di più con il valore contabile tangibile. Perché è vero che tali investimenti sono costosi, ma è altrettanto vero che aumentano in modo sensibile il capex aziendale.
Allo stesso modo, essendo beni anticiclici, bisogna ben stare attenti all’andamento di fatturato e utile, che devono essere sempre in crescita durante gli anni.
Così come fatto da Sergio Marchionne, a capo di Fiat, a cavallo tra il 2010 e il 2011. Fiat fece nascere in quel momento due anime, Fiat, che poi sarebbe diventata FCA e quindi Stellantis, e Fiat Industrial, che sarebbe diventata nel 2013 CNH Industrial.
Daimler sta pensando di fare una scissione e quotare il ramo riguardante i camion, allo stesso modo di quanto fatto da Marchionne.
Dovrebbe chiamarsi Daimler Truck e contenere il ramo camion e autobus dell’azienda tedesca.
In una nota l’azienda di Stoccarda scrive:
Come conseguenza dello spin-off, una significativa quota di maggioranza di Daimler Truck verrà distribuita agli azionisti di Daimler Ag, consentendo il deconsolidamento.
Uno spin-off richiederebbe l’approvazione di un’assemblea straordinaria degli azionisti di Daimler Ag, che potrebbe tenersi alla fine del terzo trimestre del 2021.
In questo caso la transazione e la quotazione di Daimler Truck sulla Borsa di Francoforte dovrebbero essere completate entro la fine del 2021
Nota di Daimler sulla scissione dei camion e degli autobus
A Fiat quell’operazione andò molto bene… sarà lo stesso per la capogruppo di Mercedes?
Che ci sarebbe stato un crollo delle vendite delle automobili era ampiamente previsto, così come il fatto che dicembre non avrebbe fatto differenza rispetto all’intero 2020.
Il Covid ha contratto le vendite e il settore automotive non sfugge certo alla pandemia.
ACEA, ente europeo di immatricolazione e statistica, ha pubblicato i dati che sottolineano come nel 2020, in Europa, si sia persa la vendita di un’auto su 4. Un crollo del 24,3% che sarebbe in grado di mettere in ginocchio qualsiasi azienda. In totale sono state 11,96 milioni le auto immatricolate.
Il gruppo FCA, prima della fusione con PSA (che ha dato vita a Stellantis), ha registrato in dicembre una controtendenza, con un aumento del 7,5% rispetto a un anno prima. Se si allarga l’orizzonte, però, si nota come il 2020 sia stato particolarmente avaro di soddisfazioni, infatti la casa del Lingotto fa peggio rispetto al mercato, registrando un -26% contro il -24,3% del mercato. Ciò è dovuto, in particolar modo, al fatto che in primavera la pandemia si è concentrata particolarmente sull’Italia, con il resto d’Europa che, benché a ritmo ridotto, ha continuato a girare.
Numeri che si vedono bene facendo lo spaccato per nazione, con l’Italia al secondo posto (-27,9%) superata solo dalla Spagna (-32,3%) e seguita dalla Francia (-25,5%).
Non va meglio al partner di FCA, quella PSA che è entrata in Stellantis, che nel 2020 ha registrato un calo del -29,3%, quindi ben peggio di FCA.
Si salva Volkswagen, anche grazie al calo della Germania (-19,1%) più contenuto che altrove.
Vendite auto nel 2020
Questa la tabella con le performance di immatricolazione:
Una crisi economica o una semplice recessione ha impatti differenti sulle aziende in base al core business delle stesse. Infatti, in periodi di crisi, ci sono aziende che subiscono il crollo economico, mentre altre aziende, per la loro natura, non ne risentono. Di base questo è il concetto di ciclicità delle azioni.
Proprio la crisi dovuta alla pandemia del corona virus ci sta facendo ben vedere quali siano le aziende più vulnerabili.
Cos’è un titolo ciclico?
Un titolo ciclico (un’azione o qualsiasi tipo di strumento) è un’entità che segue il ciclo economico, quindi tende a essere rialzista in fasi di espansione economica e tende a essere ribassista in fasi di recessioni.
Il trend rialzista o ribassista ovviamente non è dato dalle performance finanziarie fini a sé stesse ma per il fatto che il business della società, in periodi di crisi economica, subisce l’andamento generale. Allo stesso tempo, in fase di espansione queste aziende avranno molti più clienti.
Esempi di industrie e settori ciclici
Di base la maggior parte delle industrie comunemente conosciute sono cicliche, quindi fare una lista esaustiva è praticamente impossibile. Giusto come esempio, però, possiamo elencarne qualcuna che subisce a pieno la ciclicità dell’economia:
Compagnie aeree: in tempi difficili i viaggi non strettamente necessari sono la prima cosa che aziende e individui tendono a tagliare. Quando l’economia prospera, invece, si tende a viaggiare di più, soprattutto per piacere
Hotel e Turismo: un settore che è speculare rispetto alle compagnie aeree, con i clienti che non viaggiano c’è meno bisogno di hotel
Ristoranti: non lo inseriamo nel capitolo turismo poiché la maggior parte di essi si rivolgono a clienti di prossimità, quindi non turisti. In una fase di crisi economica, così come per i beni discrezionali, i clienti tendono a mangiare più spesso a casa e meno al ristorante
Beni discrezionali: è vero che il lusso top non conosce crisi, ma è altrettanto vero che esistono un’infinità di brand che non si rivolgono solo a top spender
Automobili: non c’è nulla di meglio dell’incertezza per bloccare le grandi spese; in fasi complesse le persone tendono ad accumulare denaro piuttosto che spenderlo (facendo aggravare la crisi), le automobili sono tra le prime vittime: perché cambiarla se la vecchia ancora può fare un anno?
Tecnologia: gran parte dei titoli tecnologici, soprattutto quelli legati all’hardware sono ciclici. Se escludiamo i portali Web, che viene usata a prescindere dalle fasi economiche, la maggior parte dei titoli tecnologici sono ciclici. Si può rimandare il rinnovo del parco PC per un’azienda? Si può aspettare per acquistare l’ultimo iPhone o un nuovo iPad?
Banche: in crisi i tassi di interesse tendono a crollare, facendo diminuire i margini di interesse per gli istituti bancari, inoltre meno persone si impegnano finanziariamente in mutui e prestiti e, se ciò non bastasse, l’aumento di fallimenti e di difficoltà porterà tanti crediti in sofferenza.
Industriali: abbiamo già detto che in tempi difficili le persone contraggono le spese e ciò è un disastro per le aziende dell’industria pesante e delle materie prime, che vedono contrarre la domanda di produzione.
Esempio di industrie e settori non ciclici
I titoli difensivi appartengono invece a società che non subiscono i cambiamenti di tendenza nell’economia. Si tratta di aziende che navigano senza particolari variazioni sia in momenti di recessione che in momenti di espansione.
Un classico esempio sono i produttori e i rivenditori di prodotti non discrezionali: i supermercati, i produttori alimentari, la salute; cioè tutte quelle aziende di cui c’è bisogno sia quando si è in recessione che quando si è in espansione.
Un ulteriore esempio sono le utilities, poiché, qualsiasi sia la situazione economica, le persone hanno necessità di elettricità e di spostamenti. Questo paragrafo è generale e ovviamente non riferito alla crisi dovuta da Covid, la quale è leggermente differente rispetto a una crisi per un ciclo economico classico.
Esempi di azioni cicliche e difensive
Giusto per dare un’idea concreta, citiamo solo alcune aziende che possono rientrare nella categoria di ciclicità o difensivi.
Azioni cicliche
Intesa Sanpaolo
Apple
Stellantis
Lufthansa
Intel
Netflix
Azioni difensive
Enel
ENI
Carrefour
Amazon
Coca Cola
Nestlé
Ovviamente, come abbiamo avuto modo di dire più volte, la ciclicità o meno dipendono dalla natura della crisi economica, come abbiamo per esempio visto la crisi da Covid ha un po’ sovvertito queste idee, con Netflix che anziché essere ciclico è diventato un titolo difensivo, poiché il lockdown ha spinto maggiori abbonamenti.
Nessuna di queste aziende elencate, ma in generale nessuna impresa, è totalmente ciclica o totalmente difensiva, anche perché serve comunque capacità di adattamento alla nuova situazione e alle circostanze.
Comunque, in linea generale, giusto per farsi l’idea, questi sono titoli che tendenzialmente sono ciclici o difensivi.
Quando acquistare titoli ciclici?
Avessimo una sfera di cristallo la risposta sarebbe semplice: i titoli ciclici vanno acquistati alla fine della crisi, quando il mercato sta ripartendo, e vanno vendute quando una crisi sta iniziando.
Come al solito, un investitore non è uno stratega ma semplicemente un soggetto che cerca di portare vantaggio verso il portafoglio. Per farlo la strada migliore è quella di mixare questi titoli, così che al calo di un’azione corrisponda l’aumento di un’altra.
Lista completa di azioni cicliche
Dopo aver visto un breve esempio delle azioni cicliche, proviamo a fare una lista completa, così come segnalata dalla comunità finanziaria. Questa lista corrisponde alle 50 azioni cicliche più grandi in termini di capitalizzazione sui mercati americani ed europei (compresa Svizzera e UK).
Ad appena 24 ore dal terribile incidente occorso a Romain Grosjean, pilota di Formula 1 in pista con Haas, arriva una notizia storica.
No, non c’entra la sicurezza, o almeno in parte: infatti dal 2021 la safety car non sarà più una Mercedes, come negli ultimi 24 anni, ma Aston Martin.
Una vetrina mondiale e una forma di sponsorizzazione che negli anni è stata ben sfruttata, con il lancio di nuove auto e un’occasione unica per mostrarle.
A Mercedes rimane l’auto medica nella speranza che non venga vista in TV né su nessuna pista di F1.
Aston Martin sarà l’ennesimo marchio a fornire la Safety Car, che in F1 esiste dal 1973 (debutto in Canada).
Tra i marchi storici vale la pena ricordare Porsche con la 914/6 che guidò i piloti dal 1973 al 1980. A Montecarlo, nel 1980 si vide per la prima volta una Lamborghini, precisamente la Countach.
Negli anni ci sono state varie auto, anche all’interno dello stesso mondiale. Per quanto riguarda i colori nostrani celebre è la Fiat che presentò la Tempra 2.0 in Brasile nel 1993; nello stesso anno si vide anche la Ford con la Escort RS Cosworth.
A Imola, nel 1994, celebre gara che vide la morte di Ayrton Senna, la Safety Car era una Opel Vectra, mentre a Suzuka, nello stesso anno, fece il debutto la Honda Prelude.
Altrettanto celebre è la Tatra 623 che nel Gran Premio d’Ungheria del 1995 investì, senza gravi conseguenze, il pilota Taki Inoue.
Il 1995 è l’anno dei ritorni, con la Porsche che presenta una 911 GT2 a Spa, in Belgio e la Lamborghini, con una Diablo in Canada.
Spazio anche per la piccola Clio della Renault, che fece da guida in Argentina nel 1996.
Da allora solo Mercedes, con il contratto unico firmato nel 2000 per la fornitura di entrambi i veicoli (safety e medical).
Dal prossimo anno vedremo quindi il debutto della Aston Martin, che dopo essere stata guidata da 007 verrà impegnata nei circuiti di Formula 1.
Aston Martin e Mercedes sono solo due dei fornitori ufficiali di Formula 1, tra gli altri ricordiamo anche la “nostra” Pirelli, fornitore delle gomme usate nei circuiti da tutte le vetture dal 2011 e almeno fino al 2023.
Esiste una pagina, sul sito ufficiale di Formula 1, dove è possibile vedere tutti gli sponsor tecnici, tra i quali campeggiano:
Aramco
DHL
Emirates
Heineken
Pirelli
Rolex
Mercedes
Amazon AWS
LIQUI MOLY
Microsoft
Tutti impegnati a vari livelli nel massimo sport automobilistico.
L’industria automobilistica è enorme e molto in vista. Se vi chiedessi una lista di marchi d’auto sono sicuro me ne snocciolereste almeno una ventina, e per ognuna avete un’opinione abbastanza precisa, che nasce dalla vostra esperienza o da opinioni altrui che avete fatto vostre.
Grazie a questa visibilità, i titoli automobilistici hanno attirato grande interesse da parte degli investitori per decenni, e probabilmente lo faranno per i decenni a venire. Di seguito, esamineremo più da vicino i titoli automobilistici e il modo migliore per investire in essi.
L’industria automobilistica
Troverete i seguenti tipi di stock all’interno del gruppo dell’industria automobilistica:
Costruttori di automobili, che producono automobili, camion e SUV, compresi i veicoli elettrici
Fornitori di ricambi per auto, dai sedili e candele di accensione ai complessi sistemi elettronici e batterie per auto elettriche
Aziende produttrici di pneumatici
Gruppi di concessionari auto
Come si valuta un’azione automobilistica?
Le azioni automobilistiche rientrano nel settore dei beni di consumo durevoli. Questo settore comprende le aziende che realizzano prodotti per i consumatori destinati a durare più di qualche anno, come lavatrici, mobili, automobili e camion.
Prima di investire in titoli automobilistici, è importante capire come i cicli economici influenzano le aziende automobilistiche e come queste aziende lavorano per massimizzare i profitti e rimanere competitive durante i periodi di congiuntura economica buona e cattiva.
Comprendere il ciclo di vendita dell’auto
Le case automobilistiche e i loro fornitori sono scorte cicliche, il che significa che i loro profitti aumentano e diminuiscono con la fiducia dei consumatori. È facile capire il perché: quando le imprese e i consumatori sono preoccupati per l’economia, rinviano l’acquisto di nuovi veicoli.
La ciclicità delle vendite di auto è importante per gli investitori perché:
I costruttori di auto hanno costi fissi elevati, compresi i loro stabilimenti, le attrezzature, le reti logistiche e i contratti di lavoro. Queste bollette devono essere pagate a prescindere dal numero di auto vendute.
I costruttori e i fornitori di auto devono anche spendere molto per lo sviluppo dei prodotti per assicurarsi di avere un flusso costante di nuovi prodotti competitivi.
Costi elevati e spese costanti fanno sì che i margini di profitto nell’industria automobilistica tendano ad essere bassi, anche in periodi di congiuntura economica favorevole.
Quando le vendite crollano, come in un periodo di recessione, i profitti delle aziende automobilistiche diminuiscono drasticamente (mettendo a rischio la spesa per i prodotti futuri e la competitività futura delle aziende).
Riserve di liquidità
La maggior parte delle aziende automobilistiche ha tagliato drasticamente la spesa per i prodotti futuri durante la recessione del 2008-2009, stessa cosa vista durante la crisi dovuta al Covid 19. I pochi che non l’hanno fatto avevano prodotti freschi nei loro showroom quando è iniziata la ripresa e sono riusciti a guadagnare quote di mercato.
Questa è stata una lezione importante per l’intera industria: ora la maggior parte delle case automobilistiche mondiali dispone di consistenti riserve di liquidità per mantenere gli sforzi per i prodotti futuri durante la prossima recessione, ogni volta che questa arriverà.
Molte aziende automobilistiche pagano dividendi anche ai loro azionisti. Alcune case automobilistiche hanno confermato che faranno uso delle riserve di liquidità per continuare a pagare i dividendi durante le recessioni. E ce ne sono altre che avevano previsto dividendi ma, con l’arrivo della crisi di Covid, hanno deciso di rimodulare quanto previsto: un esempio ne è FCA che, grazie alla prevista fusione con PSA, aveva promesso un ricco dividendo di 5,5 miliardi pre-fusione, poi tagliato drasticamente per mantenere liquidità disponibile.
Concorrenza mercato auto
In generale, la casa automobilistica con i prodotti più recenti otterrà migliori profitti. Le case automobilistiche devono investire costantemente per assicurarsi di avere un flusso costante di nuovi prodotti nelle loro pipeline.
Oggi le case automobilistiche e i fornitori di ricambi stanno anche facendo grandi investimenti nelle tecnologie del futuro, come i veicoli elettrici e i sistemi di guida autonoma. La maggior parte degli esperti ritiene che queste tecnologie saranno necessarie alle case automobilistiche se vogliono rimanere competitive in un futuro non troppo lontano.
Veicoli elettrici
È possibile che alcune delle opportunità più entusiasmanti dei prossimi anni coinvolgeranno i produttori di veicoli elettrici. I veicoli elettrici sono nuovi e diversi, e la maggior parte degli analisti si aspetta che nel corso del tempo spostino in larga misura i veicoli a combustione interna.
Le aziende produttrici di veicoli elettrici potrebbero vedere una forte crescita, il che è eccitante per gli investitori (e si nota nell’andamento del prezzo delle azioni di qualcuna di esse). Ma è importante ricordare che i processi coinvolti nello sviluppo e nella produzione di veicoli elettrici non sono poi così diversi da quelli utilizzati dai costruttori di veicoli a combustione interna tradizionali. Ciò significa che i produttori di veicoli elettrici devono affrontare costi elevati proprio come le case automobilistiche tradizionali.
È anche importante ricordare che tutte le case automobilistiche tradizionali stanno introducendo veicoli elettrici propri, e la concorrenza in questo segmento di mercato sarà feroce nel tempo.
Come interpretare il bilancio delle aziende automobilistiche?
I bilanci delle case automobilistiche non sono troppo difficili da decifrare. Ecco tre cose da sapere:
Gli investitori automobilistici tendono a guardare al reddito operativo, o EBIT (utile al lordo di interessi e tasse), così come ai margini operativi, per tracciare la performance finanziaria di un’azienda automobilistica nel tempo. Questi includono i costi diretti di produzione e spedizione dei veicoli, nonché le spese di ricerca e sviluppo (che possono essere molto elevate nell’industria automobilistica), escludendo i costi degli interessi e le tasse, meno direttamente legati alla performance dell’azienda.
Spesso le case automobilistiche forniscono dati corretti che escludono l’impatto di oneri e guadagni una tantum come ammortamenti e perdite fiscali; questi sono utili per comprendere la performance di fondo dell’attività.
Molte case automobilistiche hanno filiali che sono società finanziarie, che forniscono prestiti e leasing a clienti e commercianti. Sono generalmente abbastanza redditizie, ma possono fare bilanci automobilistici che confondono gli investitori. Per aiutare, la maggior parte delle case automobilistiche fornisce cifre relative al debito e al flusso di cassa specifiche per le loro attività principali del settore automobilistico, spesso chiamate numeri “automobilistici” o “industriali”. È possibile utilizzarli per capire il debito di un’azienda e per fare dei confronti tra le case automobilistiche.
I marchi più popolari da trattare in borsa
Come anticipato in apertura, vista la natura del mercato e la visibilità ovvia, creare una lista di brand non è così difficile. Siamo sicuri comunque che nella lista che segue troverete dei brand che non avete mai considerato.
Produttori di autoveicoli e correlati
Questa una lista di brand che costruiscono autoveicoli, camion e veicoli in generale
Marchio
Ticket
Aston Martin
LON:AML
Audi Group
FRA:NSU
BMW
ETR:BMW
Daimler (Mercedes)
ETR:DAI
Ferrari
BIT:RACE
Fiat Chrysler Automobiles
BIT:FCA
Ford
NYSE:F
General Motors
NYSE:GM
Honda
TYO:7267
Hyundai Motor Co
KRX:005380
Isuzu
TYO:7202
Kia Motors
KRX:000270
Li Auto Inc
NASDAQ:LI
Lordstown Motors
NASDAQ:RIDE
Mahindra & Mahindra
NSE:M&M
Mazda
TYO:7261
Mitsubishi Motors
TYO:7211
Nikola
NASDAQ:NKLA
Nio
NYSE:NIO
Nissan
TYO:7201
Peugeot PSA
EPA:UG
Piaggio
BIT:PIA
Porsche
ETR:PAH3
Renault
EPA:RNO
Rolls-Royce
LON:RR
SsangYong Motor
KRX:003620
Subaru Corporation
TYO:7270
Suzuki
TYO:7269
Tata
NSE:TATAMOTORS
Tesla
NASDAQ:TSLA
Toyota
NYSE:TM
Volkswagen
ETR:VOW3
Volvo
STO:VOLV-B
Xpeng
NYSE:XPEV
Produttori di Autoveicoli e correlati
Aziende del settore autoveicoli
Quella che segue, invece, è una lista di aziende che sono nella filiera della produzione o vendita di autoveicoli e correlati.
Nella lista troviamo dai produttori di gomme (Pirelli, Continental, Michelin, ecc) a conglomerati che possiedono più marchi (per esempio EXOR, oppure Traton SE che vende camion MAN e altri veicoli).
In questa lista sono presenti anche aziende che producono componentistiche in generale, soprattutto per il mercato elettrico e meccanico.
Azienda
Ticker
Continental
ETR:CON
Cooper Tire
NYSE:CTB
Exor
BIT:EXO
Gestamp Automocion
BME:GEST
Goodyear Tire
NASDAQ:GT
Michelin
EPA:ML
Navistar International
NYSE:NAV
Nokian Tyres
HEL:TYRES
Oshkosh Corporation
NYSE:OSK
Paccar
NASDAQ:PCAR
Pininfarina
BIT:PINF
Pirelli
BIT:PIRC
SAIC Motor
SHA:600104
Traton SE
ETR:8TRA
Veoneer
NYSE:VNE
Workhorse Group
NASDAQ:WKHS
Aziende nella filiera della produzione e vendita di veicoli
Le azioni automobilistiche fanno per voi?
I titoli automobilistici possono contribuire in modo importante al vostro portafoglio di investimenti. Poiché salgono e scendono con la fiducia dei consumatori, possono essere utili indicatori del fatto che i problemi economici (o una ripresa) potrebbero essere in arrivo.
Per la loro stessa natura, quindi, hanno dei movimenti molto ampi in concomitanza con il ciclo economico di interi Paesi o, addirittura, mondiali. Per questo motivo sono strumenti che possono far variare di tanto il capitale e dovrebbero essere trattate solo da chi ha una buona propensione al rischio.
Quando si tratta di fare shopping, ci sono cose di cui si ha bisogno, e ci sono cose che sono più belle da avere. Il settore discrezionale copre quella seconda categoria, i beni e i servizi per i quali si spende denaro quando si ha a disposizione un po’ di denaro extra.
A differenza delle aziende di beni di prima necessità, che fanno il minimo indispensabile, le azioni legate ai beni di consumo discrezionale tendono ad andare bene quando l’economia è forte e le persone hanno più soldi, e male quando i tempi sono difficili e non si riesce a sbarcare il lunario, come durante la pandemia del coronavirus.
Cosa sono le azioni legate ai beni di consumo discrezionali?
Le azioni del settore discrezionale coprono diversi sottosegmenti, ma l’unica cosa che hanno in comune è che tutte coinvolgono aziende che contano sul fatto che i consumatori spendono soldi che non hanno bisogno di spendere.
Essi includono i seguenti tipi di business:
Produttori di auto, camion e motocicli
Costruttori di pneumatici e produttori di ricambi e attrezzature per auto
Costruttori di case (Real Estate)
Produttori di mobili, elettrodomestici, casalinghi e altri arredi per la casa
Produttori di elettronica di consumo
Aziende di abbigliamento e di beni di lusso
Operatori di hotel, resort e casinò
Aziende di ristorazione
Operatori crocieristici
Il fatto che i titoli discrezionali dei consumatori tendono a crescere e a diminuire con l’economia generale li rende ciclici. Ci sono diverse aziende discrezionali di consumo che si distinguono per essere tra le migliori del settore.
E tra le migliori dei vari settori discrezionali spesso spunta un marchio di vero lusso. Sì, perché il mercato luxury, a differenza dell’intero mercato di beni discrezionali, è meno ciclico e può puntare su margini decisamente alti, così da contrastare qualsiasi crisi.
La crisi che non arriva per il lusso
Secondo un sondaggio del Credit Suisse, i milionari globali (in termini di dollari USA) sono ormai 47 milioni, hanno capacità pari al 44% della ricchezza mondiale ma rappresentano meno dello 0,1% della popolazione mondiale. Si può decifrare questa distribuzione disomogenea delle ricchezze, ma se ne può anche trarre profitto. Secondo Bain & Co., le vendite di beni di lusso hanno raggiunto i 300 miliardi di dollari nel 2019, trainate in gran parte dalla crescita annuale del 18% al 20% nella Cina continentale. Nonostante un rallentamento del tasso di crescita economica, la Cina ha superato gli Stati Uniti come il paese con il maggior numero di persone ricche.
Le aziende di lusso beneficiano del potere di nomi di marchi individuali che puzzano di stile e qualità ma anche di longevità. Gli investitori parlano spesso di “fossati“, o di protezione contro la concorrenza spietata che porta a clienti rubati e prezzi più bassi. I brevetti forniscono dei fossati, ma i marchi potenti sono altrettanto buoni (spesso migliori, in effetti, perché persistono). Nessuno tranne Hermès può realizzare una borsa Hermès, così come Rolex è rinomata per i suoi orologi eleganti. Certo, possono essere copiati illegalmente, ma altre persone ricche (il pubblico che gli acquirenti al dettaglio vogliono impressionare di più) conoscono la realtà.
La più grande delle aziende di lusso è una meraviglia: LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton, che, come Hermès e il colosso della moda privata Chanel, ha sede a Parigi. Un conglomerato cucito insieme dal suadente Bernard Arnault, che ha appena superato Bill Gates come seconda persona più ricca del mondo, LVMH ha una capitalizzazione di mercato (azioni in circolazione volte il prezzo delle azioni) di 220 miliardi di dollari, quasi il triplo di quella di Hermès.
LVMH ha raggiunto un accordo a novembre per l’acquisto di una delle poche aziende di beni di lusso che non hanno sede in Europa: Tiffany (TIF), la gioielliera di 183 anni. Con l’acquisizione (16 miliardi di dollari in contanti), Tiffany entrerà (il condizionale è d’obbligo perché non è detto che l’operazione vada a buon fine) a far parte di un portafoglio di 75 aziende di LVMH che, oltre al designer di pelle Vuitton, al produttore di champagne Moët & Chandon e al re del cognac Hennessy, comprende i gioiellieri Bulgari e Chaumet, le case di moda Christian Dior, Fendi, Givenchy e Loro Piana e ancora, la catena di hotel di lusso Belmond, il quotidiano economico Les Echos e il famoso e frizzante Dom Pérignon.
Quando LVMH punta alle acquisizioni, come convince gli azionisti (molti dei quali sono soci fondatori) a vendere? In primo luogo offre liquidità, permettendo ai pronipoti di incassare, oltre alle economie di scala e al know-how gestionale. Ad esempio, gli analisti affermano che Bulgari ha più che raddoppiato le vendite da quando è stata acquisita dal conglomerato nel 2011.
Anche le versioni più piccole di LVMH sono fiorenti. Kering, anch’essa con sede a Parigi, possiede marchi di alta moda come Gucci, Bottega Veneta, Yves Saint Laurent, Alexander McQueen e Brioni (i cui completi sono favoriti dal Presidente Trump, vedremo cosa ne penserà Joe Biden). Nei nove mesi chiusi al 30 settembre i ricavi di Kering sono aumentati del 17%. Il titolo è scambiato a un P/E di poco meno di 20 (inferiore a quello di LVMH) e rende il 2% (quasi il doppio del rendimento di LVMH).
La Compagnie Financière Richemont, con sede a Bellevue, in Svizzera, offre un buon valore, scambiando ben al di sotto del suo massimo del 2014. Richemont punta su gioielli e orologi, con marchi come Cartier, Van Cleef & Arpels, Piaget, dunhill e Chloé.
Più lusso di quanto si pensi
Non fatevi ingannare dal nome della Swatch Group. Si tratta di un altro collezionista svizzero di marchi di lusso, tra cui Harry Winston, Omega e Jacquet-Droz, un orologiaio svizzero di 261 anni, i cui segnatempo vanno ben oltre le decine di migliaia di dollari.
Un altro titolo più piccolo e multimarca è la Capri Holdings di Londra, con un market cap di quasi 6 miliardi di dollari. Ha tre partecipazioni, tutte con nomi forti: Jimmy Choo, Michael Kors e Versace.
Si vuole un’azienda americana? Tapestry ha sede nel quartiere trendy di Hudson Yards a New York. I suoi marchi (Kate Spade, Coach e Stuart Weitzman) sono di alta qualità, ma un po’ al di sotto del lusso.
Non c’è bisogno di un fondo comune di investimento di lusso
Per entrare in questo mercato non serve un fondo per differenziare, basta acquistare LVMH, Kering o Richemont (o tutti e tre) e prendere in considerazione anche le singole società e le azioni multisocietà più piccole.
Se l’economia globale rallenta, queste aziende potrebbero soffrire e i loro prezzi delle azioni potrebbero scendere. In questo caso, comprate di più. Sviluppare un nuovo marchio di lusso è un’impresa costosa e che richiede tempo. Ma si può diventare partner di quelle già affermate.
Il lusso non è solo da indossare
Un errore che tipicamente si fa è quello di pensare che il lusso consiste solo nei brand di fama mondiale che sviluppano prodotti da indossare (borse, gioielli, vestiti), in realtà il lusso è applicabile in ogni categoria merceologica e ha mille sfaccettature.
Un esempio? Vi dice nulla Ferrari o BMW? E un produttore di Yacht come Ferretti?
Il lusso italiano
Quando si parla di lusso, oltre alla Francia, non si può certo ignorare il made in Italy, marchio da sempre riconoscibile in tutto il mondo come sinonimo di garanzia e di qualità, oltre che di stile.
Abbiamo già accennato a qualche brand (Ferrari, Ferretti), senza trascurare ovviamente altre aziende che fanno grande l’Italia nel mondo: Gucci, Salvatore Ferragamo, Valentino, ecc…
Ovviamente non tutte queste aziende sono pubbliche, alcune hanno una proprietà privata, ma vale certamente la pena provare a guardare tutte le aziende quotate per capire qual è la possibilità per entrare in questo mondo.
Lista delle aziende legate al lusso
Ecco la lista di qualche azienda legata al mondo del lusso:
Azienda
Ticker
Advantex Marketing International Inc.
CSE:ADX
Atlas Pearls
ASX:ATP
Birks Group Inc.
NYSE:BGI
BMW
ETR:BMW
Brunello Cucinelli
BIT:BC
Burberry Group plc
LSE:BRBY
Canada Goose Holdings Inc.
TSX:GOOS
CASPER SLEEP INC.
NYSE:CSPR
Charles & Colvard, Ltd.
NASDAQ:CTHR
Christian Dior
EPA:CDI
Coach, Inc. (Tapestry)
NYSE:TPR
Daimler Mercedes
ETR:DAI
DGSE Companies, Inc.
NYSE:DGSE
Elizabeth Arden (Revlon)
NYSE:REV
Estee Lauder
NYSE:EL
Ethan Allen Interiors Inc.
NYSE:ETH
FARFETCH LTD
NYSE:FTCH
Ferrari N.V.
NYSE:RACE
GreenTree Hospitality Group Ltd.
NYSE:GHG
Hermes
EPA:RMS
Hugo Boss
ETR:BOSS
Jimmy Choo (Capri Holding)
NYSE:CPRI
Kering
EPA:KER
L’Oreal SA
EPA:OR
EssilorLuxottica
EPA:EL
Luxxfolio Holdings Inc.
CSE:LUXX
LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton
EPA:MC
MARINEMAX INC
NYSE:HZO
Marriott
NYSE:MAR
Michael Hill International Limited
ASX:MHJ
Moncler SpA
BIT:MONC
Movado Group, Inc.
NYSE:MOV
Nordstrom
NYSE:JWN
Nova LifeStyle, Inc.,
NASDAQ:NVFY
Porsche Automobil Holding
ETR:PAH3
Prada Group
HKG:1913
PVH Corp.
NYSE:PVH
Ralph Lauren
NYSE:RL
REVOLVE GROUP, LLC
NYSE:RVLV
Salvatore Ferragamo SpA
BIT:SFER
Shangri-La Hotels
HKG:0069
Signet Jewelers Limited
NYSE:SIG
The RealReal, Inc.
NASDAQ:REAL
Tiffany & Co.
NYSE:TIF
Tod’s
BIT:TODS
VF Corp.
NYSE:VFC
Vince Holding Corp.
NYSE:VNCE
Walker Greenbank
LSE:WGB
Williams-Sonoma Inc.
NYSE:WSM
Lista di alcune aziende legate al lusso
Ed ecco un po’ di descrizioni delle aziende coinvolte
Advantex Marketing International Inc.
Fornisce programmi di marketing specializzati che consentono ai membri dei gruppi di affinità di guadagnare miglia frequent flyer e altri premi fedeltà attraverso gli acquisti presso i commercianti partecipanti.
Attraverso partnership con Aeroplan, Toronto-Dominion Bank, Canadian Imperial Bank of Commerce e Caesars Entertainment, Advantex ha accesso contrattuale a milioni di consumatori con un reddito personale e familiare superiore alla media.
Advantex ha anche partnership con circa 1.025 commercianti in Canada e negli Stati Uniti.
Atlas Pearls
Produce e fornisce perle del mare del sud in Australia, Indonesia e a livello internazionale. La società opera attraverso i segmenti Wholesale Loose Pearl e Jewellery.
Possiede e gestisce aziende agricole di perle bianche e d’argento. La società produce e vende anche gioielli di perle e prodotti correlati, tra cui anelli, orecchini, polsini e bracciali, fili, collane e pendenti e gemelli. Inoltre, gestisce negozi al dettaglio a Perth e Bali.
Belmond Ltd
È un portafoglio globale di esperienze di viaggio di lusso che comprende hotel, treni, crociere e safari in alcune delle destinazioni più stimolanti e arricchenti del mondo. Dal 2019 parte di LVMH.
Fondata oltre 40 anni fa con l’acquisizione dell’Hotel Cipriani di Venezia, la Compagnia possiede e gestisce 48 esperienze uniche e distintive di crociere alberghiere, ferroviarie e fluviali, tra cui una prevista per la futura apertura, in molte delle più celebri destinazioni del mondo.
Dai punti di riferimento della città ai resort più intimi, la collezione comprende Belmond Grand Hotel Europe, San Pietroburgo; Belmond Copacabana Palace, Rio de Janeiro; Belmond Maroma Resort & Spa, Riviera Maya; e Belmond El Encanto, Santa Barbara.
Belmond comprende anche safari, otto treni turistici di lusso tra cui il Venice Simplon-Orient-Express, tre crociere fluviali e ’21’, uno dei ristoranti più famosi di New York.
Birks Group Inc.
È uno dei principali operatori di gioiellerie di lusso in Canada e nel sud-est degli Stati Uniti.
La Società gestisce 26 negozi con il marchio Birks nella maggior parte dei principali mercati metropolitani del Canada, 17 negozi in Florida e Georgia con il marchio Mayors, un negozio con il marchio Rolex e due sedi retail a Calgary e Vancouver con il marchio Brinkhaus.
Birks è stata fondata nel 1879 e nel corso degli anni si è sviluppata fino a diventare il principale rivenditore e designer canadese di gioielli, orologi e articoli da regalo.
Mayors è stata fondata nel 1910 e ha mantenuto l’intimità di una boutique a conduzione familiare, diventando allo stesso tempo famosa per la sua gioielleria, i suoi orologi e il suo servizio.
BMW
Insieme alle sue consociate, si occupa dello sviluppo, della produzione e della vendita di automobili e motociclette in tutto il mondo.
L’azienda opera attraverso i segmenti Automotive, Motociclette e Servizi Finanziari. Il segmento Automotive è coinvolto nello sviluppo, nella produzione, nell’assemblaggio e nella vendita di automobili e fuoristrada con i marchi BMW, MINI e Rolls-Royce, oltre a fornire parti di ricambio e accessori. Questo segmento vende i suoi prodotti attraverso rivenditori indipendenti e autorizzati.
Il segmento Motocicli sviluppa, produce, assembla e vende motocicli con il marchio BMW Motorrad, oltre ad offrire parti di ricambio e accessori. Il segmento Servizi Finanziari si occupa di leasing di auto, flotte, attività multimarca, finanziamenti ai clienti al dettaglio e ai concessionari, attività di deposito per i clienti e attività assicurative.
Burberry Group plc
Progetta, produce, reperisce e vende prodotti con il marchio Burberry. Il design e lo sviluppo dei prodotti sono concentrati nella sede centrale di Burberry a Londra. I tessuti e gli altri materiali vengono acquistati e i prodotti finiti vengono fabbricati sia presso gli stabilimenti di proprietà dell’azienda nel Regno Unito, sia attraverso una rete di fornitori esterni, situati prevalentemente in Europa. I contenuti e i programmi creativi e di marketing sono sviluppati internamente per coinvolgere e collegare il marchio e i suoi prodotti con i consumatori.
I prodotti Burberry sono venduti a livello globale attraverso i suoi negozi e Burberry.com, nonché attraverso clienti all’ingrosso di terze parti, sia offline che online.
In alcune aree selezionate, Burberry utilizza le competenze di prodotto e di distribuzione dei partner di licenza per sviluppare il business.
Canada Goose Holdings Inc.
Fondata in un piccolo magazzino a Toronto, in Canada, 60 anni fa, Canada Goose è cresciuta fino a diventare un marchio globale di abbigliamento esterno.
Canada Goose è un designer, produttore, distributore e rivenditore di abbigliamento esterno premium per uomo, donna e bambino. Le giacche dell’azienda sono vendute in 36 paesi in tutto il mondo, tra cui due negozi al dettaglio di proprietà e quattro negozi di e-commerce.
Casper Sleep Inc.
È un’azienda globale del sonno. L’azienda ha un portafoglio completo di prodotti per il sonno progettati in modo ossessivo (compresi materassi, cuscini, biancheria da letto e mobili) progettati internamente dal pluripremiato team di ricerca e sviluppo dell’azienda presso i Casper Labs di San Francisco.
Oltre alla sua attività globale di ecommerce, Casper possiede e gestisce 60 Sleep Shops in tutto il Nord America e i suoi prodotti sono disponibili presso un numero crescente di rivenditori.
Charles & Colvard, Ltd
Con sede nell’area del Parco del Triangolo di Ricerca del North Carolina, è il creatore originale e la fonte principale delle gemme di moissanite Forever One, Forever Brilliant e Forever Classic per la gioielleria.
La moissanite è unica nel suo genere, disponibile in tre gradi di colore (incolore, quasi incolore e di colore tenue) e prodotta a partire da cristalli di carburo di silicio (SiC). La Moissanite creata da Charles & Colvard Created Moissanite è venduta con una garanzia limitata a vita a distributori all’ingrosso, produttori, rivenditori e designer come pietre sciolte o incastonate in un’ampia varietà di incastonature di qualità.
Charles & Colvard, Ltd. vende anche direttamente ai consumatori attraverso la sua filiale operativa interamente controllata, charlesandcolvard.com, LLC, e attraverso mercati di terze parti.
Coach, Inc
È una casa di design leader a New York nel settore degli accessori di lusso moderni e dei marchi di lifestyle.
Il marchio Coach è stato fondato a New York City nel 1941 e vanta una ricca tradizione nell’abbinamento di pelli e materiali eccezionali con un design innovativo.
Coach è venduto in tutto il mondo attraverso i Coach store, alcuni grandi magazzini e negozi specializzati e attraverso il sito web di Coach.
Nel 2015, Coach ha acquisito Stuart Weitzman, leader mondiale nelle calzature di design, vendute in più di 70 paesi e attraverso il suo sito web.
Davi Luxury Brand Group, Inc
Sviluppa e commercializza una linea di prodotti per la cura della pelle/cosmetici a base di uva e prodotti di lusso a base botanica per la cura della pelle a marchio Davi, Davi Skin e Davi Napa per donne e uomini.
I clienti target dell’azienda includono hotel di lusso e negozi in volo e duty-free. La società era precedentemente conosciuta come Dafoe Corp. e ha cambiato il suo nome in Davi Luxury Brand Group, Inc. nel gennaio 2011. Davi Luxury Brand Group, Inc. è stata fondata nel 2007 e ha sede a Beverly Hills, California.
DGSE Companies, Inc
Vende all’ingrosso e al dettaglio gioielli, diamanti, orologi di pregio, metalli preziosi e prodotti in metallo prezioso e monete rare attraverso le sue operazioni di Charleston Gold & Diamond Exchange e Dallas Gold & Silver Exchange.
DGSE possiede anche Fairchild International, Inc., uno dei più grandi grossisti di orologi d’epoca del paese.
La società ha sede a Dallas, Texas.
Elizabeth Arden
È un’azienda globale di prodotti di bellezza di prestigio con un ampio portafoglio di marchi di bellezza di prestigio venduti in oltre 120 Paesi.
Estee Lauder
È uno dei leader mondiali nella produzione e commercializzazione di prodotti di qualità per la cura della pelle, il trucco, i profumi e la cura dei capelli. I prodotti dell’azienda sono venduti in oltre 150 paesi e territori con marchi tra cui: Estée Lauder, Aramis, Clinique, Prescriptives, Lab Series, Origins, Tommy Hilfiger, M-A-C, Kiton, La Mer, Bobbi Brown, Donna Karan New York, DKNY, Aveda, Jo Malone London, Bumble e bumble, Michael Kors, Darphin, GoodSkin Labs, Tom Ford, Ojon, Smashbox, Ermenegildo Zegna, AERIN, Osiao, Marni, Tory Burch, RODIN olio lusso, Le Labo, Editions de Parfums Frédéric Malle e GLAMGLOW.
Farfetch ltd
È una piattaforma globale omnicanale per l’industria della moda di lusso. Le sue unità di business includono Farfetch.com, Farfetch Black & White, Store of The Future, e Browns (incluso Brownsfashion.com).
Fondata nel 2007 da José Neves per l’amore della moda, e lanciata nel 2008, Farfetch è nata come un mercato e-commerce per le boutique di lusso di tutto il mondo. Oggi il marketplace collega clienti in 190 Paesi con articoli provenienti da più di 45 paesi e oltre 980 delle migliori boutique e marchi del mondo, offrendo un’esperienza di shopping davvero unica e l’accesso alla più ampia selezione di lusso su un’unica piattaforma. Farfetch è la piattaforma tecnologica leader a livello mondiale per l’industria della moda di lusso.
Ferrari N.V.
È tra i marchi di lusso leader a livello mondiale focalizzati sul design, l’ingegneria, la produzione e la vendita delle auto sportive di lusso più riconoscibili al mondo. Il marchio Ferrari simboleggia l’esclusività, l’innovazione, le prestazioni sportive all’avanguardia e il design italiano.
La sua storia e l’immagine di cui godono le sue vetture sono strettamente legate al suo team di Formula 1, la Scuderia Ferrari, il team di maggior successo nella storia della Formula 1.
GreenTree Hospitality Group Ltd
È un gruppo leader nella gestione dell’ospitalità in Cina. Al 30 settembre 2019, GreenTree contava un totale di 3.102 hotel. Nel 2018, GreenTree si è classificata tra i primi 12 migliori hotel al mondo in termini di numero di hotel in “World’s Largest Hotel Companies”.
Hermes
Si occupa della produzione e della distribuzione al dettaglio e all’ingrosso di beni di consumo in tutto il mondo. Si occupa dell’acquisto, della concia, della tintura e del finissaggio delle pelli, della tessitura, dell’incisione, della stampa, della tintura e del finissaggio dei tessuti.
L’azienda vende i suoi prodotti attraverso una rete di 311 negozi al dettaglio. Inoltre, vende orologi, profumi e articoli per la tavola attraverso reti di negozi specializzati e nei negozi duty-free degli aeroporti.
Hugo Boss
È uno dei leader di mercato nel segmento premium e di lusso del mercato globale dell’abbigliamento. Si concentra sullo sviluppo e la commercializzazione di moda e accessori di alta qualità per uomo e donna.
Con sede a Metzingen, è uno dei produttori di abbigliamento elencati più redditizi al mondo.
Jimmy Choo
Dall’apertura del suo primo negozio a Londra nel 1996, Jimmy Choo è cresciuto fino a diventare uno dei principali specialisti delle calzature di lusso. Jimmy Choo ha un marchio unico e potente, riconosciuto a livello mondiale.
Kate Spade
Disegna e commercializza accessori e abbigliamento principalmente sotto due marchi lifestyle globali e multicanale: Kate Spade New York e Jack Spade.
Kering Holland
È leader mondiale nell’abbigliamento e negli accessori, che sviluppa un insieme di marchi potenti.
Gucci, Bottega Veneta, Saint Laurent, Alexander McQueen, Balenciaga, Brioni, Christopher Kane, McQ, Stella McCartney, Tomas Maier, Sergio Rossi, Boucheron, Dodo, Girard-Perregaux, JEANRICHARD, Pomellato, Qeelin e Ulysse Nardin, Sport & Lifestyle: Puma, Volcom, Cobra, Electric e Tretorn.
I marchi sono complementari e tutti godono di un forte potenziale di crescita organica.
Kingold Jewelry Inc
Situata in posizione centrale a Wuhan City, una delle più grandi città della Cina, è stata fondata nel 2002 e oggi è uno dei principali designer e produttori cinesi di gioielli in oro a 24 carati, ornamenti e prodotti orientati agli investimenti.
L’Oreal SA
La Società ha un ruolo di coordinamento strategico e di coordinamento scientifico, industriale e di marketing del Gruppo L’Oreal (Gruppo) su base globale. Il Gruppo crea e sviluppa prodotti cosmetici.
EssilorLuxottica
Leader nel settore dell’occhialeria di alta moda, di lusso e sportiva, con una rete globale di vendita all’ingrosso che coinvolge 130 Paesi diversi.
Grazie al merge tra l’italiana Luxottica e la francese Essilor la newCo è il leader mondiale dell’occhialeria.
LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton
Ne abbiamo già parlato: opera come una società di prodotti di lusso in tutto il mondo. La società opera attraverso sei segmenti: Vini e alcolici, Moda e pelletteria, Profumi e cosmetici, Orologi e gioielli, Vendita al dettaglio selettiva e altre attività e società holding.
I suoi vini e liquori comprendono champagne, spumanti e vini tranquilli, cognac, scotch whisky, liquori bianchi e altri vini sotto il Moët & Chandon, Dom Pérignon, Veuve Clicquot Ponsardin, Krug, Mercier, Ruinart, Château dYquem, Château Cheval Blanc, Hennessy, Glenmorangie, Ardbeg, Belvedere, Chandon, Cloudy Bay, Cape Mentelle, Newton Vineyard, Terrazas de los Andes, Cheval des Andes, Numanthia e Wenjun.
Per quanto riguarda i marchi da indossare LVMH è un vero e proprio conglomerato del lusso.
Marinexmax Inc
È il più grande rivenditore di barche da diporto e yacht degli Stati Uniti.
Focalizzata su marchi premium, come Sea Ray, Boston Whaler, Meridian, Hatteras, Azimut Yachts, Ocean Alexander, Galeon, Grady-White, Harris, Crest, Bennington, Scout, Sailfish, Sea Pro, Sportsman, Scarab Jet Boats, Yamaha Jet Boats, Aquila e Nautique, MarineMax vende imbarcazioni da diporto nuove e usate e prodotti e servizi marini correlati, oltre a fornire servizi di brokeraggio e charter.
Marriott
È una società leader mondiale nel settore degli alloggi con sede a Bethesda, Maryland, USA, con più di 4.300 proprietà in 81 paesi e territori. La società gestisce e concede in franchising hotel e licenze per località di villeggiatura sotto 19 marchi.
Michael Hill International Limited
Possiede e gestisce negozi di gioielleria al dettaglio e fornisce servizi correlati. La società gestisce i suoi negozi con i marchi Michael Hill ed Emma & Roe. I suoi negozi offrono bracciali e braccialetti, orecchini, pendenti e collane, anelli, orologi e collezioni.
Michael Kors Holdings Limited
È un designer di accessori di lusso e prêt-à-porter di fama mondiale. La sua omonima società, fondata nel 1981, produce attualmente una gamma di prodotti attraverso la sua etichetta Michael Kors.
Moncler SpA
È una società con sede in Italia che opera nel settore della moda. L’azienda progetta, produce e distribuisce abbigliamento e accessori attraverso il marchio Moncler.
Gruppo Prada
Il marchio Prada fa parte del Gruppo Prada, una potenza globale nel mercato dei beni di lusso, oltre che un’icona del business. Il modello di business del gruppo, capace di coniugare processi industrializzati con lavorazioni sofisticate, qualità al top e il livello di dettaglio caratteristico della produzione artigianale, ha stabilito un precedente mondiale. Il gruppo Prada comprende anche: Miu Miu (l’altra anima di Miuccia Prada) un marchio dalla forte personalità, tanto provocatorio e sofisticato, quanto freddo e all’avanguardia; Church’s, produttore di calzature da uomo di alta gamma, fondato nella città britannica di Northampton nel 1873; Car Shoe, inventore dell’originale mocassino da guida con tomaie traforate con borchie di gomma, brevettato nel 1963.
PVH Corp
Una delle più grandi aziende di abbigliamento al mondo, possiede e commercializza i marchi iconici Calvin Klein e Tommy Hilfiger in tutto il mondo.
Ralph Lauren
Leader mondiale nel design, nel marketing e nella distribuzione di prodotti lifestyle premium in quattro categorie: abbigliamento, casa, accessori e profumi. Da oltre 48 anni, la reputazione e l’immagine distintiva di Ralph Lauren sono state costantemente sviluppate attraverso un numero crescente di prodotti, marchi e mercati internazionali.
Salvatore Ferragamo SpA
La capogruppo del Gruppo Salvatore Ferragamo, uno dei leader mondiali nel settore del lusso, le cui origini risalgono al 1927. Il Gruppo è attivo nella creazione, produzione e vendita di calzature, pelletteria, abbigliamento, prodotti in seta e altri accessori, oltre che di profumi per donna e uomo.
Signet Jewelers Limited
Il più grande rivenditore al mondo di gioielli con diamanti. Signet gestisce circa 3.600 negozi principalmente con i marchi Kay Jewelers, Zales, Jared The Galleria Of Jewelry, H.Samuel, Ernest Jones, Peoples e Piercing Pagoda.
Tiffany & Co
Il gioielliere di fama internazionale fondato a New York nel 1837. Attraverso le sue filiali, Tiffany & Co. produce prodotti e gestisce i negozi al dettaglio TIFFANY & CO. in tutto il mondo.
Recentemente ci sono state voci di un’acquisizione da parte di LVMH, non ancora tramontate ma certamente diventate più complesse.
VF Corp
Leader mondiale nella progettazione, produzione, commercializzazione e distribuzione di abbigliamento, calzature e accessori di marca. Il portafoglio diversificato di potenti marchi dell’azienda abbraccia numerose aree geografiche, categorie di prodotti, demografia dei consumatori e canali di vendita. I marchi più grandi dell’azienda sono The North Face, Vans, Timberland, Wrangler, Lee e Nautica.
Ben più noto l’indice EuroStoxx 50 ma non è l’unico strumento per fare un paniere delle azioni del vecchio continente. Una valida alternativa è l’indice MSCI Europa.
Cosa è l’MSCI Europa
Si tratta di un paniere di titoli azionari gestito dall’omonima società MSCI (Morgan Stanley Capital International) che include tutte le migliori azioni del vecchio continente.
Si tratta di una raccolta dei 15 mercati azionari più grandi in Europa e copre un complessivo 85% della capitalizzazione di ognuno di questi mercati.
Ciò è possibile perché, per ognuno dei 15 mercati, nel paniere finiscono le azioni a più larga capitalizzazione.
Composizione dell’indice MSCI Europa
Come già detto sono 15 i mercati che “prestano” i titoli per la composizione di questo indice, si tratta dei mercati di:
Austria
Belgio
Danimarca
Finlandia
Francia
Germania
Irlanda
Italia
Olanda
Norvegia
Portogallo
Spagna
Svezia
Svizzera
Regno Unito
Ovviamente quando si parla di titoli azionari il Regno Unito fa da padrone e compone circa un quarto dell’intero indice, seguito da Francia, Germania e Svizzera.
Il paniere ha un consistente numero di azioni, tipicamente si sfiorano i 500 titoli differenti. Nel momento in cui scriviamo, per esempio, contiamo 424 azioni differenti all’interno del paniere.
Titoli azionari all’interno dell’indice MSCI Europa
Titolo
Nazione
Peso nel paniere
NESTLE
CH
4,17%
ROCHE HOLDING PAR
CH
3,07%
NOVARTIS
CH
2,34%
SAP
DE
1,90%
ASML HOLDING
NL
1,79%
ASTRAZENECA
GB
1,71%
LVMH
FR
1,53%
NOVO NORDISK
DK
1,40%
SANOFI
FR
1,35%
SIEMENS
DE
1,19%
GLAXOSMITHKLINE
GB
1,13%
TOTAL
FR
1,02%
UNILEVER
NL
1,01%
ALLIANZ
DE
0,98%
L’OREAL
FR
0,95%
BRITISH AMERICAN TOBACCO
GB
0,91%
AIR LIQUIDE
FR
0,89%
HSBC HOLDINGS
GB
0,89%
DIAGEO
GB
0,88%
IBERDROLA
ES
0,86%
ENEL
IT
0,82%
RIO TINTO
GB
0,82%
RECKITT BENCKISER GROUP
GB
0,79%
SCHNEIDER ELECTRIC SE
FR
0,78%
BAYER
DE
0,74%
BP
GB
0,72%
ADIDAS
DE
0,72%
DEUTSCHE TELEKOM
DE
0,67%
BASF
DE
0,65%
ZURICH INSURANCE GROUP
CH
0,64%
ROYAL DUTCH SHELL CL A
GB
0,62%
KERING
FR
0,61%
LONZA GROUP
CH
0,55%
ABB LTD
CH
0,55%
BHP GROUP ORD SHS
GB
0,55%
AIRBUS
NL
0,52%
VINCI
FR
0,52%
DEUTSCHE POST
DE
0,52%
DAIMLER
DE
0,52%
PROSUS
NL
0,51%
BNP PARIBAS ACT.A
FR
0,51%
RELX
GB
0,50%
PHILIPS
NL
0,49%
AB INBEV
BE
0,49%
UBS GROUP
CH
0,49%
GIVAUDAN
CH
0,48%
DANONE
FR
0,48%
NATIONAL GRID
GB
0,44%
MUENCHENER RUECKVER
DE
0,43%
PRUDENTIAL
GB
0,43%
AXA
FR
0,43%
ESSILORLUXOTTICA
FR
0,43%
VODAFONE GROUP
GB
0,42%
LONDON STOCK EXCHANGE GROUP
GB
0,42%
VONOVIA
DE
0,42%
RICHEMONT
CH
0,41%
EXPERIAN
GB
0,41%
PERNOD RICARD
FR
0,40%
INFINEON TECHNOLOGIES
DE
0,40%
SIKA
CH
0,40%
SAFRAN
FR
0,40%
AHOLD DEL
NL
0,39%
DEUTSCHE BOERSE
DE
0,39%
ADYEN
NL
0,38%
DSV PANALPINA
DK
0,38%
INTESA SANPAOLO
IT
0,38%
ERICSSON
SE
0,37%
INDITEX
ES
0,37%
ATLAS COPCO
SE
0,37%
BANCO SANTANDER
ES
0,37%
VESTAS WIND SYSTEMS
DK
0,35%
ANGLO AMERICAN
GB
0,35%
VOLKSWAGEN
DE
0,34%
INVESTOR
SE
0,34%
KONE
FI
0,34%
TESCO
GB
0,33%
ALCON
CH
0,33%
VOLVO
SE
0,33%
CRH
IE
0,33%
COMPASS GROUP
GB
0,33%
DSM KON
NL
0,32%
ING GROEP
NL
0,32%
HERMES INTERNATIONAL
FR
0,32%
ORSTED DONG Energy
DK
0,30%
GENMAB
DK
0,30%
AMADEUS IT GROUP
ES
0,30%
E.ON
DE
0,29%
DASSAULT SYSTEM
FR
0,29%
CREDIT SUISSE GROUP AG
CH
0,29%
ENGIE
FR
0,29%
NORDEA BANK
FI
0,28%
LAFARGEHOLCIM LTD
CH
0,28%
NESTE
FI
0,28%
ASSA ABLOY
SE
0,28%
BMW
DE
0,28%
FLUTTER ENTERTAINMENT
IE
0,28%
WOLTERS KLUWER
NL
0,27%
HEINEKEN
NL
0,27%
FERRARI
NL
0,27%
RWE
DE
0,27%
VIVENDI
FR
0,27%
SANDVIK
SE
0,27%
SWISS RE AG
CH
0,26%
NOKIA
FI
0,26%
GLENCORE
JE
0,26%
LLOYDS BANKING GROUP
GB
0,26%
CAPGEMINI
FR
0,25%
ORANGE
FR
0,25%
SAINT GOBAIN
FR
0,25%
GEBERIT
CH
0,25%
KERRY GROUP
IE
0,25%
LEGRAND
FR
0,25%
ENI
IT
0,25%
ESSITY AKTIEBOLAG (PUBL)
SE
0,24%
BAE SYSTEMS
GB
0,24%
FERGUSON
JE
0,24%
BARCLAYS
GB
0,24%
HEXAGON
SE
0,24%
CELLNEX TELECOM
ES
0,23%
STMICROELECTRONICS
NL
0,22%
MERCK
DE
0,22%
SAMPO
FI
0,22%
AKZO NOBEL
NL
0,22%
FRESENIUS
DE
0,22%
COLOPLAST
DK
0,22%
HENKEL& KGAA
DE
0,22%
MICHELIN
FR
0,21%
SYMRISE
DE
0,21%
UNICREDIT
IT
0,21%
TELEPERFORMANCE
FR
0,21%
FRESENIUS MEDICAL CARE
DE
0,21%
DEUTSCHE WOHNEN
DE
0,20%
TELEFONICA
ES
0,20%
PARTNERS GROUP HOLDING
CH
0,20%
BANCO BILBAO VIZCAYA ARGENTARIA
ES
0,20%
OCADO GROUP
GB
0,19%
UPM-KYMMENE
FI
0,19%
IMPERIAL BRANDS
GB
0,19%
SMITH AND NEPHEW
GB
0,19%
DEUTSCHE BANK
DE
0,19%
SGS
CH
0,19%
ASHTEAD GROUP
GB
0,19%
SSE
GB
0,19%
ASSICURAZIONI GENERALI
IT
0,18%
EQUINOR
NO
0,18%
UCB
BE
0,17%
SEGRO REIT
GB
0,17%
SKANDINAVISKA ENSKILDA BANKEN
SE
0,17%
AVIVA
GB
0,17%
SARTORIUS
DE
0,17%
SWISSCOM
CH
0,17%
SWEDBANK
SE
0,17%
LEGAL AND GENERAL GROUP
GB
0,16%
JUST EAT TAKEAWAY
NL
0,16%
EDP
PT
0,16%
DELIVERY HERO
DE
0,16%
CARLSBERG
DK
0,16%
HENNES & MAURITZ
SE
0,16%
ZALANDO
DE
0,16%
NOVOZYMES
DK
0,16%
KINGSPAN GROUP
IE
0,16%
SVENSKA HANDELSBANKEN
SE
0,16%
DNB
NO
0,15%
INTERTEK GROUP
GB
0,15%
SWEDISH MATCH
SE
0,15%
KBC
BE
0,15%
FIAT CHRYSLER AUTOMOBILES
NL
0,15%
RENTOKIL INITIAL
GB
0,15%
SONOVA HOLDING
CH
0,15%
SWISS LIFE HLDG
CH
0,15%
FERROVIAL
ES
0,15%
WORLDLINE
FR
0,14%
LOGITECH
CH
0,14%
BT GROUP
GB
0,14%
SIEMENS HEALTHINEERS
DE
0,14%
CHRISTIAN HANSEN HOLDING
DK
0,14%
3I GROUP
GB
0,14%
STANDARD CHARTERED
GB
0,14%
VEOLIA ENVIRONNEMENT VE
FR
0,14%
EDENRED
FR
0,14%
TELENOR
NO
0,14%
QIAGEN
NL
0,13%
SOCIETE GENERALE
FR
0,13%
BEIERSDORF
DE
0,13%
SCHINDLER P PAR
CH
0,13%
CONTINENTAL
DE
0,13%
HALMA
GB
0,13%
NN GROUP
NL
0,13%
ARGENX
NL
0,13%
REPSOL
ES
0,13%
BUNZL
GB
0,12%
CREDIT AGRICOLE
FR
0,12%
KUEHNE & NAGEL
CH
0,12%
PEUGEOT
FR
0,12%
EUROFINS
FR
0,12%
GBL
BE
0,12%
STRAUMANN HOLDING
CH
0,12%
CRODA INTERNATIONAL
GB
0,12%
ALSTOM
FR
0,12%
NEXT
GB
0,12%
LEG IMMOBILIEN
DE
0,12%
SNAM
IT
0,12%
SPIRAX-SARCO ENGINEERING
GB
0,12%
SAGE GROUP
GB
0,12%
INGENICO GROUP
FR
0,12%
BRENNTAG
DE
0,12%
TERNA RETE ELETTRICA NAZIONALE
IT
0,11%
GN STORE NORD
DK
0,11%
TELIA COMPANY
SE
0,11%
CARREFOUR
FR
0,11%
PERSIMMON
GB
0,11%
A P MOLLER MAERSK
DK
0,11%
MONDI
GB
0,11%
SCOUT24
DE
0,11%
JULIUS BAER
CH
0,11%
SARTORIUS STEDIM BIOTECH
FR
0,11%
EPIROC
SE
0,11%
TEMENOS
CH
0,11%
CHOCOLADEF. LINDT & SPRUENGLI PAR
CH
0,11%
STORA ENSO
FI
0,11%
HANNOVER RUECK
DE
0,11%
UMICORE
BE
0,11%
AENA SME
ES
0,11%
KINNEVIK
SE
0,11%
DANSKE BANK
DK
0,11%
COVESTRO AG
DE
0,11%
ARCELORMITTAL
LU
0,11%
FORTUM
FI
0,11%
MTU AERO ENGINES HOLDING
DE
0,10%
WPP
JE
0,10%
PORSCHE AUTOMOBIL HOLDING PRF
DE
0,10%
INTERCONTINENTAL HOTELS GROUP
GB
0,10%
HEIDELBERGCEMENT
DE
0,10%
KPN KON
NL
0,10%
KNORR BREMSE
DE
0,10%
SMURFIT KAPPA GROUP
IE
0,10%
ENDESA
ES
0,10%
ASSOCIATED BRITISH FOODS
GB
0,10%
GRIFOLS
ES
0,10%
ELISA
FI
0,10%
BOLIDEN
SE
0,10%
CAIXABANK
ES
0,10%
SVENSKA CELLULOSA AKTIEBOLAGET
SE
0,10%
EVOLUTION GAMING GROUP
SE
0,10%
ADECCO
CH
0,10%
FINECO BANK
IT
0,10%
RED ELECTRICA CORPORACION
ES
0,10%
ATOS
FR
0,09%
BOUYGUES
FR
0,09%
MONCLER
IT
0,09%
MOWI
NO
0,09%
SKF
SE
0,09%
THALES
FR
0,09%
DCC
IE
0,09%
UBISOFT ENTERTAIN
FR
0,09%
BURBERRY GROUP
GB
0,09%
NIBE INDUSTRIER
SE
0,09%
ATLANTIA
IT
0,09%
ARKEMA
FR
0,09%
CNH INDUSTRIAL
NL
0,09%
EMS-CHEMIE HOLDING
CH
0,09%
NEXI
IT
0,09%
AGEAS
BE
0,09%
UNITED UTILITIES GROUP
GB
0,09%
SEVERN TRENT
GB
0,09%
PANDORA
DK
0,09%
ORKLA
NO
0,09%
ALFA LAVAL
SE
0,08%
PUMA
DE
0,08%
KINGFISHER
GB
0,08%
EIFFAGE
FR
0,08%
BALOISE
CH
0,08%
INFORMA
GB
0,08%
SWISS PRIME SITE
CH
0,08%
SKANSKA
SE
0,08%
SMITHS GROUP
GB
0,08%
TELE2
SE
0,08%
VALEO
FR
0,08%
PRYSMIAN
IT
0,08%
BUREAU VERITAS
FR
0,08%
MELROSE INDUSTRIES
GB
0,08%
AUTO TRADER GROUP
GB
0,08%
ADMIRAL GROUP
GB
0,08%
HARGREAVES LANSDOWN
GB
0,08%
BERKELEY GROUP HOLDINGS THE
GB
0,08%
PUBLICIS GROUPE
FR
0,08%
SWATCH GROUP I
CH
0,08%
VIFOR PHARMA
CH
0,08%
BARRY CALLEBAUT
CH
0,08%
YARA INTERNATIONAL
NO
0,08%
SOLVAY
BE
0,08%
TEAMVIEWER
DE
0,08%
ST.JAMES’S PLACE
GB
0,08%
STANDARD LIFE ABERDEEN
GB
0,07%
BIOMERIEUX
FR
0,07%
GVC HOLDINGS
IM
0,07%
SODEXO
FR
0,07%
UNIPER
DE
0,07%
DAVIDE CAMPARI MILANO
NL
0,07%
RSA INSURANCE GROUP
GB
0,07%
SIEMENS GAMESA RENEWABLE ENERGY
ES
0,07%
EDF
FR
0,07%
RANDSTAD
NL
0,07%
ERSTE GROUP BANK
AT
0,07%
SUEZ
FR
0,07%
EXOR
NL
0,07%
GETLINK
FR
0,07%
GALAPAGOS
BE
0,07%
ORPEA
FR
0,07%
NATURGY ENERGY
ES
0,07%
JOHNSON MATTHEY
GB
0,07%
BARRATT DEVELOPMENTS
GB
0,07%
NATWEST GROUP
GB
0,07%
AROUNDTOWN
LU
0,07%
GECINA
FR
0,07%
HIKMA PHARMACEUTICALS
GB
0,07%
ACS ACTIVIDADES DE CONSTRUCCION
ES
0,07%
ENAGAS
ES
0,07%
KION GROUP
DE
0,07%
EVONIK INDUSTRIES
DE
0,06%
MORRISONWM.SUPERMARKETS
GB
0,06%
RECORDATI INDUSTRIA CHIM. FARMA.
IT
0,06%
WHITBREAD
GB
0,06%
SCHINDLER HOLDING
CH
0,06%
EPIROC
SE
0,06%
ANTOFAGASTA
GB
0,06%
GEA GROUP
DE
0,06%
DIRECT LINE INSURANCE GROUP
GB
0,06%
ICA GRUPPEN
SE
0,06%
ACCOR
FR
0,06%
DIASORIN
IT
0,06%
COMMERZBANK
DE
0,06%
GALP ENERGIA-NOM
PT
0,06%
UNIBAIL RODAMCO WE STAPLED UNT
FR
0,06%
M&G
GB
0,06%
MEDIOBANCA BANCA DI CREDITO
IT
0,06%
ELECTROLUX
SE
0,06%
LANXESS
DE
0,06%
ORION
FI
0,06%
SECURITAS
SE
0,06%
RENAULT
FR
0,06%
TAYLOR WIMPEY
GB
0,06%
PEARSON
GB
0,06%
CARL ZEISS MEDITEC
DE
0,06%
LAND SECURITIES GROUP REIT
GB
0,05%
POSTE ITALIANE
IT
0,05%
SAINSBURYJ
GB
0,05%
HUSQVARNA
SE
0,05%
A P MOLLER MAERSK
DK
0,05%
SCHRODERS
GB
0,05%
AEGON
NL
0,05%
OMV
AT
0,05%
AMUNDI
FR
0,05%
SOFINA
BE
0,05%
JD SPORTS FASHION
GB
0,05%
NEMETSCHEK
DE
0,05%
AMBU
DK
0,05%
EQT
SE
0,05%
INDUSTRIVARDEN
SE
0,05%
J.MARTINS SGPS
PT
0,05%
SCOR
FR
0,05%
VOPAK
NL
0,05%
CLARIANT
CH
0,05%
LUNDIN ENERGY
SE
0,05%
IPSEN
FR
0,05%
ROLLS-ROYCE HOLDINGS
GB
0,05%
REMY COINTREAU
FR
0,05%
AVEVA GROUP
GB
0,05%
GJENSIDIGE FORSIKRING
NO
0,05%
ADEVINTA
NO
0,05%
UNITED INTERNET
DE
0,05%
NORSK HYDRO
NO
0,04%
BRITISH LAND REIT
GB
0,04%
LUNDBERGFORETAGEN
SE
0,04%
TRYG
DK
0,04%
SCHIBSTED
NO
0,04%
SEB
FR
0,04%
VERBUND
AT
0,04%
COLRUYT (D)
BE
0,04%
COVIVIO
FR
0,04%
ABN AMRO BANK
NL
0,04%
WARTSILA
FI
0,04%
LATOUR INVESTMENT
SE
0,04%
TELECOM ITALIA
IT
0,04%
FUCHS PETROLUB PRF
DE
0,04%
AERCAP HOLDINGS
NL
0,04%
BANKINTER
ES
0,04%
BOLLORE
FR
0,04%
BANQUE CANTONALE VAUDOISE
CH
0,04%
DEMANT
DK
0,04%
FDJ
FR
0,04%
ELIA GROUP
BE
0,04%
FAURECIA
FR
0,04%
ALTICE EUROPE
NL
0,04%
VOESTALPINE
AT
0,04%
PROXIMUS
BE
0,03%
AEROPORTS DE PARIS
FR
0,03%
ILIAD
FR
0,03%
TELEFONICA DEUTSCHLAND HOLDING
DE
0,03%
DEUTSCHE LUFTHANSA
DE
0,03%
SES FDR
LU
0,03%
INWIT
IT
0,03%
KLEPIERRE REIT
FR
0,03%
LEONARDO
IT
0,03%
WENDEL
FR
0,03%
TENARIS
LU
0,03%
THYSSENKRUPP
DE
0,03%
RAIFFEISEN BANK INTERNATIONAL
AT
0,03%
SWATCH GROUP
CH
0,03%
H.LUNDBECK
DK
0,03%
ANDRITZ
AT
0,03%
NATIXIS
FR
0,03%
DASSAULT AVIAT
FR
0,03%
EVRAZ
GB
0,03%
EURAZEO
FR
0,02%
CNP ASSURANCES
FR
0,02%
HOCHTIEF
DE
0,02%
METRO
DE
0,02%
PIRELLI & C
IT
0,02%
MAPFRE
ES
0,02%
FRAPORT
DE
0,02%
TELENET GROUP
BE
0,02%
ICADE REIT
FR
0,02%
JCDECAUX
FR
0,02%
Componenti dell’MSCI Europa
Confronto tra MSCI Europa ed EuroStoxx 50
Vista la natura e la grandezza dell’indice MSCI Europa, possiamo tranquillamente affermare che è questo la vera cartina tornasole del mercato europeo, ben più dell’EuroStoxx.
Infatti il paniere di 50 titoli ha al suo interno le più grandi aziende, senza fare reale distinzione tra mercati, succede così che mercati più piccoli, come possono essere quelli scandinavi o dell’Est Europa abbiano uno o nessun titolo dentro l’EuroStoxx 50.
Inoltre abbiamo accennato alla grandezza dell’indice, infatti lo Stoxx 50 ha, appunto, 50 titoli, mentre l’MSCI ha all’interno oltre 400 titoli (424 a ottobre del 2020).
Diverso invece il discorso per l’MSCI Europa che coprendo le aziende a più grande capitalizzazione di 15 mercati differenti ha all’interno varie aziende che sfuggono completamente all’indice di Stoxx (il quale si ferma 12).
Inoltre MSCI Europa ha all’interno anche mercati che non fanno parte dello Stoxx perché non nella comunità europea (Svizzera e presto UK).
Oggi è il grande giorno in America, infatti i 328 milioni di abitanti americani sono chiamati alle urne per decidere chi sarà il futuro presidente degli Stati Uniti d’America.
Appare evidente, per il potere posto in mano a questa figura, che questa è una scelta che travalica i confini americani e interessa direttamente tutto il mondo.
I due principali sfidanti sono l’attuale presidente Donald Trump e il candidato democratico Joe Biden.
A onor del vero, oltre a Repubblicani e Democratici, esistono anche altri partiti, con relativi candidati. Qui una breve lista, ovviamente puramente indicativa poiché è praticamente impossibile che alcuno di essi abbia la benché minima possibilità di guadagnare anche solo uno Stato:
Partito Libertario: Jo Jorgensen
Partito Verde: Howie Hawkins
Partito della Costituzione: Don Blankenship
Vari partiti attivisti sulle libertà: Gloria La Riva
Partito proibizionista: Phil Collins
Partito dell’Alleanza: Rocky De La Fuente
Pane e Rose: Jerome Segal
Partito della Marijuana libera: Rudy Reyes
Partito dell’Unità d’America: Bill Hammons
Partito della Solidarietà: Brian T. Carroll
Birthday Party: Kanye West (sì, proprio il cantante)
Come seguire le elezioni americane
Partiamo dalla cosa più semplice, cioè come seguire le elezioni americane in Italia.
Innanzitutto gli orari: si voterà oggi, 3 novembre 2020, con l’inizio dello spoglio nella serata italiana. Al solito tutte le emittenti faranno dei talk show e dei programmi di approfondimento.
Negli ultimi anni, in particolare, molto seguite le #maratonamentana con Enrico Mentana in diretta da mezzanotte su La7 e gli approfondimenti di SkyTG24, anche esso in diretta dalla sera di martedì 3 novembre.
Probabilmente un’idea di vincitore l’avremo intorno alle 4/5 di mattina (orario italiano) con l’arrivo degli Stati chiave.
Le idee economiche di Biden e di Trump
Cerchiamo quindi di capire quali sono le idee economiche che metteranno in campo i due leader in caso di vittoria.
Idee economiche Trump
L’abbiamo già visto grazie al primo mandato: il presidente Donald Trump punta a una politica protezionistica, con la difesa delle aziende americane, sia sul territorio nazionale che internazionale.
Un chiaro esempio è la guerra dei dazi fatta partire con la Cina.
Inoltre Donald Trump prosegue una guerra fiscale per tutelare la ricchezza, con la tutela dei redditi più alti.
Dal punto di vista ambientale, Trump reputa l’evoluzione climatica come un intoppo da ignorare. Quindi largo spazio ad aziende che producono energia attraverso carburanti fossili, a discapito dell’onda green che sta investendo il mondo intero.
Idee economiche Biden
Al contrario, Biden è un democratico di vera sinistra, quindi riprenderebbe in mano l’idea di Obama, con largo spazio alla salute alla portata di tutti, con forti investimenti nello sviluppo di infrastrutture nel Paese e con un’accelerazione importante sulle tematiche ambientali.
Durante la campagna elettorale il leader democratico ha promesso 2 mila miliardi per investimenti nell’energia green.
Probabilmente non terminerebbe la guerra contro le altre nazioni per il diritto americano di tutelare le proprie aziende, ma certamente non arriverà ad avere posizioni oltranziste come Trump.
In caso di vittoria di Donald Trump
Lasciando da parte i partiti piccoli che obiettivamente non hanno alcuna possibilità di vincere, cerchiamo di analizzare cosa potrebbe succedere in borsa in caso di vittoria di uno o dell’altro candidato.
Iniziamo con il Partito Repubblicano che vede Donald Trump come candidato, quindi sarebbe una conferma per ulteriori 4 anni dell’attuale presidenza.
Settore energia con Trump
In caso di vittoria di Trump il settore energetico avrebbe una ulteriore spinta verso le energie old style. Quindi nessun nuovo investimento sulla green economy ma spinta sulla old economy, con i produttori petroliferi che ne avrebbero un gran vantaggio.
In questo caso potremmo vedere titoli come BP, Royal Dutch Shell, ExxonMobil, Total ed Equinor, ma anche la nostra ENI, pronte a esultare.
Tutte aziende che hanno già dichiarato di voler puntare al green per il futuro ma che a oggi hanno la maggior parte della loro produzione ancora legata a energia non rinnovabile.
Settore automobilistico con Trump
Per le case europee sarebbe un disastro la vittoria di Trump alle imminenti elezioni, ciò perché il tycon ha più volta messo nel mirino proprio i produttori auto del vecchio continente, a suo dire poiché farebbero svalutare il mercato dei produttori americani.
Particolarmente esposte sul mercato a stelle e strisce ci sono: Daimler, FCA, Michelin, Pirelli. Stesso discorso anche per i marchi asiatici, con Honda e Nissan che potrebbero essere i più penalizzati.
Ovviamente a guadagnarne, quantomeno per il mercato interno, sarebbero Ford e General Motors.
Comparto lusso con Trump
Donald Trump ha già dimostrato di non voler minimamente tassare i ricchi o comunque chi possiede molto denaro.
Il mercato del lusso quindi fa ampiamente il tifo per l’attuale presidente, con marchi come Burberry, Salvatore Ferragamo, Nike, Brunello Cucinelli, Louis Vuitton, EssilorLuxottica, Adidas, Tod’s e Tiffany che potrebbero navigare meglio con Trump.
In caso di vittoria di Joe Biden
Di contro, gli stessi settori già analizzati per Trump, si ritroverebbero in situazione diametralmente opposta in caso di vittoria di Biden.
Comparto energetico con Biden
La promessa di 2 mila miliardi di incentivi sull’energia rinnovabile è una bella spinta per tutti i titoli del settore green.
Per l’amministrazione Biden l’abbandono dell’energia attraverso combustibili fossili è una priorità.
A guadagnarne potrebbero essere SMA Solar Technology AG, Vestas, Siemens Gamesa Renewable Energy, Nordex, Iberdrola, RWE, National Grid, oltre a quei brand che già sono avanti con la trasformazione del loro business, giusto per fare un nome abbiamo ERG in Italia oppure Snam che sta puntando forte sull’idrogeno.
Con la vittoria del Partito Democratico e in particolare con i 2 mila miliardi, ci sarebbe uno tsunami di denaro in grado di arrivare anche ad aziende più modeste, come per esempio Nel, Ceres Power e ITM Power.
Comparto auto con Biden
Ovviamente a giovarne sarebbero i produttori europei, i quali vedrebbero cadere la spinta protezionistica nei confronti delle aziende a stelle e strisce.
Al di là del protezionismo, i vantaggi green proposti da Biden investirebbero anche il mercato automobilistico, con Tesla sugli scudi.
Particolarmente avvantaggiati potrebbero essere anche i player del settore batterie, con Johnson Matthey, Umicore e Varta che potrebbero avere buoni spunti.
Settore del lusso con Biden
Biden vorrebbe creare un sistema fiscale più proporzionale e certamente andrebbe a intaccare i portafogli dei più facoltosi.
Per questo motivo, in caso di vittoria del Partito Democratico, potrebbe vedere i player del comparto lusso perdere punti percentuali in borsa.
Chi non ha influenze dalle elezioni americane?
Ci sono dei settori che non propendono per una o per l’altra parte, si tratta di particolari mercati che, per fattori esterni o ciclici, non hanno particolare preferenza e che continuerebbero a macinare i loro fatturati.
Settore edile
Dopo una crisi come l’attuale, dovuta al Covid, l’espansione e la creazione di nuovi posti di lavoro deve necessariamente passare anche dal settore edile.
Diventa quindi indifferente la vittoria di uno o dell’altro partito, poiché certamente questo settore verrà investito da liquidità necessaria per far ripartire l’economia di un’intera nazione. Lo stiamo già vedendo in Italia, dove il Governo è stato molto celere a creare bonus al 110% per inondare il mercato di liquidità.
Aziende come per esempio Buzzi Unicem, HeidelbergCement e LafargeHolcim, piuttosto che Ashtead Group, CRH e Ferguson vedranno comunque incrementare i loro guadagni.
Se vogliamo proprio fare una scommessa, il mercato delle illuminazioni a led potrebbe avere una spinta in caso di vittoria di Biden, sempre grazie ai 2 mila miliardi per investimenti green; quindi attenzione a Illumina, Signify, Schneider Electric, Legrand e Rexel.
Comparto farmaceutico
L’idea di Biden è quella di dare accesso a cure a tutti gli abitanti americani, quindi potenzialmente potrebbe arrivare a calmierare i prezzi di alcuni medicinali fondamentali.
Trump all’opposto è sulla posizione di far pagare tutto il necessario ai contribuenti per sostenere le case farmaceutiche e indirettamente il lavoro delle stesse, soprattutto se queste case farmaceutiche sono americane.
Letta così appare evidente come il settore farmaceutico dovrebbe fare il tifo per Trump, ma è anche vero che maggior persone che si possono permettere delle cure equivale ad avere maggiori clienti.
Infine il particolare momento che stiamo vivendo e la crisi dovuta al Covid farà sì che queste posizioni siano fortemente calmierate, quindi sostanzialmente, nell’arco dei prossimi 4 anni, difficilmente ci sarà una differenza dovuta al vincitore di queste elezioni.
Tra le aziende che potrebbero avvantaggiarsi ci sono certamente AstraZeneca, Novartis, Roche Holding e Novo Nordisk.
Settore bancario e finanziario
Come al solito il mercato teme solo l’incertezza e se questa non dovesse verificarsi, se quindi avremo un vincitore chiaro e incontestabile, il settore bancario e finanziario si adatterà velocemente alla nuova corrente.
C’è giusto un accento che potrebbe cambiare e cioè il fatto che Biden potrebbe voler maggiormente regolamentare il mercato, oltre ad aggiungere qualche tassa per sostenere altre iniziative più popolari.
Trump di contro è molto liberale e lascia che sia il mercato stesso ad autoregolamentarsi.
Comunque, per sua natura stessa, il mercato finanziario si adatta e quindi nel medio periodo cambia veramente poco il colore dell’amministrazione americana. L’abbiamo già visto quattro anni fa, quando la vittoria di Trump sembrava la sciagura peggiore che potesse accadere: sappiamo che a distanza di 4 anni i mercati si sono adeguati.
Al di là delle banche americane, guardando al vecchio continente le banche maggiormente esposte in america sono: BNP Paribas, Banco Santander, Barclays e BBVA.
Comparto Tech
Esiste veramente qualcuno in grado di bloccare l’avanzata dei big tech? C’è da scommettere che qualsiasi sia il colore del partito vincitore delle elezioni americane del 2020, i big tecnologici avanzeranno senza problemi.
Ciò è certamente dovuto alla natura innovativa di tali aziende ma anche al fatto che il business è così distribuito in tutto il mondo che difficilmente il governo di una sola nazione sarà in grado di cambiare le sorti di aziende come Apple, Microsoft, Amazon, Google ecc.
Anche qui, su questo comparto, l’unica nota di differenza si potrebbe avere con la vittoria di Biden e successiva apertura a mercati internazionali. In tal caso aziende di semiconduttori (STMicroelectronics e/o Infineon Technologies) oppure aziende legate alla domotica e al green potrebbero avere dei vantaggi consistenti (esempio Home Depot). Vantaggio che si potrebbe estendere anche ad aziende asiatiche che sono state messe al bando ultimamente, come per esempio Huawei.
Ogni anno viene pubblicata la classifica delle Migliori aziende in cui lavorare; esistono varie versioni ma i dati provengono sempre dalla medesima azienda di consulenza, che porta il nome di Great Place to Work.
I dati raccolti vengono condivisi con Fortune che, sulla base della granularità fornita, crea la propria classifica delle 100 Best Companies to Work For.
Andiamo con ordine e vediamo le varie versioni, compresa quella italiana.
World’s Best Workplaces nel 2020
Questa è la classifica originale, redatta direttamente da Great Place to Work, che come detto prende in considerazione vari parametri, come il numero di persone cercate, il turn-over, la soddisfazione dei dipendenti e un’altra serie di parametri.
Ecco la classifica delle prime 25 aziende:
Pos.
Azienda
Nazionalità
Settore
1
Cisco
USA
Information technology
2
DHL Express
Germania
Trasporti
3
Hilton
USA
Ospitalità
4
Salesforce
USA
Information technology
5
Stryker
USA
Sanità
6
Mars Inc.
USA
Manifatturiero e Produzione
7
The Adecco Group
Svizzera
Servizi professionali / Lavoro
8
Mercado Libre
Argentina
Information Technology
9
SAS
USA
Information Technology
10
EY
Inghilterra
Servizi professionali
11
Intuit Inc.
USA
Information Technology
12
SAP SE
Germania
Information Technology
13
Adobe
USA
Information Technology
14
Admiral Group
Galles
Servizi finanziari e assicurativi
15
AbbVie
USA
Biotecnologie / farmaceutica
16
Daimler Mobility AG
Germania
Servizi finanziari e assicurativi
17
Dell Tech
USA
Information Technology
18
Cadence
USA
Elettronica
19
Marriott International
USA
Ospitalità
20
Volvo Group
Svezia
Manifatturiero e produzione
21
Roche
Svizzera
Biotecnologie / farmaceutica
22
Deloitte
Inghilterra
Servizi professionali
23
Santander
Spagna
Servizi finanziari e assicurativi
24
Natura
Brasile
Manifatturiero e produzione
25
Scotiabank
Canada
Servizi finanziari e assicurativi
Classifica 2020 World’s Best Workplaces
Si nota una forte presenza di aziende legate all’IT, oltre a una sovrabbondanza di aziende americane. Inoltre, ahimé, si nota anche l’assenza di aziende italiane nei primi 25 al mondo.
Best Workplaces Italia
Andiamole quindi a vedere queste aziende italiane, in una classifica a loro dedicate e purtroppo notiamo già che nel ranking trovano posto solo 14 aziende.
Spesso ci si riferisce alle varie classifiche mondiali guardando alle aziende che hanno più profitti, che hanno più ricavi oppure semplicemente che hanno una maggiore capitalizzazione.
La questione di base, però, è che la maggior parte degli investitori non va OTC e quindi le azioni che riescono ad acquistare arrivano dai seguenti mercati:
USA
Gran Bretagna
Germania
Francia
Italia
Spagna
Svizzera
Olanda
Portogallo
Si tratta di pochi mercati che però, Cina a parte, servono la maggior parte delle aziende di spessore a livello mondiale.
Certo, la Cina (così come anche il Giappone) fa storia a sé ma chi volesse operare su questi mercati avrebbe sostanzialmente 2 strade: mercato Over The Country oppure CFD/ETF.
Rimaniamo quindi in occidente, dove è molto semplice acquistare azioni e limitiamoci a 4 monete principali: euro, dollaro, franco svizzero, sterlina.
Per la classifica, anziché prendere come parametro semplicemente la capitalizzazione, dove le aziende americane la fanno da padrone, prendiamo quella che è la lista globale più completa, cioè il Fortune Global 500 dell’ultimo anno, quindi del 2019.
Le migliori aziende occidentali, quotate in borsa
Pos.
Azienda
Nazione
1
Walmart
USA
2
Royal Dutch Shell
Olanda
3
BP
Gran Bretagna
4
Exxon Mobil
USA
5
Volkswagen
Germania
6
Apple
USA
7
Berkshire Hathaway
USA
8
Amazon.com
USA
9
UnitedHealth Group
USA
10
Glencore
Svizzera
11
McKesson
USA
12
Daimler
Germania
13
CVS Health
USA
14
Total
Francia
15
EXOR Group
Olanda / Italia
16
AT&T
USA
17
AmerisourceBergen
USA
18
Chevron
USA
19
Ford Motor
USA
20
General Motors
USA
21
Costco Wholesale
USA
22
Alphabet / Google
USA
23
Cardinal Health
USA
24
Walgreens Boots Alliance
USA
25
JPMorgan Chase & Co.
USA
26
Verizon Communications
USA
27
Allianz
Germania
28
AXA
Francia
29
Kroger
USA
30
General Electric
USA
31
Fannie Mae
USA
32
BMW Group
Germania
33
Phillips 66
USA
34
Valero Energy
USA
35
Bank of America Corp.
USA
36
Microsoft
USA
37
Home Depot
USA
38
Boeing
USA
39
Wells Fargo
USA
40
Siemens
Germania
41
Citigroup
USA
42
Marathon Petroleum
USA
43
Comcast
USA
44
Nestlé
Svizzera
45
Uniper
Germania
46
Anthem
USA
47
Carrefour
Francia
48
ENI
Italia
49
Dell Technologies
USA
50
Banco Santander
Spagna
51
Enel
Italia
52
Deutsche Telekom
Germania
53
Crédit Agricole
Francia
54
Assicurazioni Generali
Italia
55
Peugeot
Francia
56
HSBC Holdings
Gran Bretagna
57
DuPont
USA
58
Tesco
Gran Bretagna
59
BNP Paribas
Francia
60
Johnson & Johnson
USA
61
Electricité de France (EDF)
Francia
62
International Business Machines (IBM)
USA
63
BASF
Germania
64
ArcelorMittal
Lussemburgo
65
Target
USA
66
Airbus
Olanda
67
Deutsche Post DHL Group
Germania
68
Engie
Francia
69
Royal Ahold Delhaize
Olanda
70
United Parcel Service (UPS)
USA
71
Lowe’s
USA
72
Intel
USA
73
MetLife
USA
74
Renault
Francia
75
Munich Re Group
Germania
76
Procter & Gamble
USA
77
United Technologies
USA
78
FedEx
USA
79
PepsiCo
USA
80
Archer Daniels Midland
USA
81
Prudential Financial
USA
82
Roche Group
Svizzera
83
Albertsons Cos.
USA
84
Unilever
Olanda / GB
85
Centene
USA
86
Walt Disney
USA
87
Sysco
USA
88
HP
USA
89
Société Générale
Francia
90
Telefónica
Spagna
91
Humana
USA
92
RWE
Germania
93
Facebook
USA
94
Christian Dior
Francia
95
Caterpillar
USA
96
Anheuser-Busch InBev
Belgio
97
Energy Transfer
USA
98
Lockheed Martin
USA
99
Pfizer
USA
100
Repsol
Spagna
101
Novartis
Svizzera
102
Goldman Sachs Group
USA
103
Continental
Germania
104
Vinci
Francia
105
Finatis
Francia
106
ThyssenKrupp
Germania
107
Vodafone
Gran Bretagna
108
Morgan Stanley
USA
Le ultime 8 le abbiamo aggiunte poiché non ce l’hanno fatta per poco 🙂
Scherzi a parte, le ultime 8 le abbiamo aggiunte perché questa è la lista completa delle società, presenti nella Global 500 di Fortune, che hanno superato i 50 miliardi $ di fatturato durante il 2019. Ovviamente stiamo parlando di società che arrivano da mercati comunitari, britannici, svizzeri o americani.
L’indice EUROSTOXX 50 (talvolta chiamato Dow Jones EUROSTOXX 50) è l’indice Blue-chip leader in Europa per l’Eurozona e fornisce una rappresentazione dei leader nell’Eurozona.
Contiene aziende leader nei loro settori e contiene 50 azioni di 11 paesi dell’Eurozona: Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna.
Ulteriori derivati sono i seguenti indici di singoli paesi: L’EUROSTOXX 50 Subindex Francia, l’EUROSTOXX 50 Subindex Italia e l’EUROSTOXX 50 Subindex Spagna, composti da componenti provenienti rispettivamente da Francia, Italia e Spagna.
Dove hai sentito parlare dell’indice EUROSTOXX 50?
Se sei un investitore, potresti essere stato informato della creazione dell’indice EUROSTOXX 50 nel 1998 e del suo successivo ruolo nel valutare il sentiment del mercato azionario all’interno dell’Eurozona. Il vostro consulente finanziario potrebbe avervi suggerito un investimento nell’indice EUROSTOXX 50 come un buon modo per ottenere un’esposizione alle grandi imprese nell’area della moneta unica.
Cosa dovete sapere sull’Indice EUROSTOXX 50
L’Indice EUROSTOXX 50 è stato progettato da STOXX, un fornitore di indici di proprietà del Gruppo Deutsche Börse, ed è l’equivalente europeo dell’Indice Dow Jones 30. È l’indice leader delle 50 maggiori aziende blue-chip con sede in 12 paesi della zona euro.
L’EUROSTOXX 50 dichiara che il suo obiettivo è quello di presentare l’80% di ogni gruppo industriale in ogni mercato, e di conseguenza l’80% dei titoli d’investimento di ogni mercato. I trader e le aziende internazionali possono negoziare e acquistare azioni attraverso stock option, contratti a termine e ETF (exchange-traded funds).
A differenza dell’analogo indice statunitense compilato da Dow Jones, l’indice EUROSTOXX 50 limita l’adesione alle società dei paesi che hanno adottato la moneta unica, l’euro. Ciò significa che nell’indice non ci sono società britanniche.
L’EUROSTOXX 50 è concesso in licenza alle società di servizi finanziari per l’utilizzo nella costruzione di prodotti che tracciano l’indice e viene utilizzato dai gestori di fondi come benchmark per valutare la loro performance. Tra le società presenti nell’indice figurano aziende leader come:
Deutsche Bank
BMW
Adidas
Volkswagen
Vivendi
Intesa San Paolo
Santander
Orange
ENI
Enel
Danone
Axa
A gennaio del 2020 i top 10 componenti dell’EUROSTOXX 50 comprendevano:
Total SA
SAP SE
ASML Holding NV
LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton SE
Linde PLC
Sanofi SA
Siemens AG
Allianz SE
Airbus SE
Unilever NV
Come vengono scelte le aziende per EUROSTOXX 50?
L’Indice EUROSTOXX 50 rappresenta le aziende blue-chip di 12 paesi della zona euro con il più alto valore di mercato per azione. Le società “blue-chip” sono semplicemente società che sono finanziariamente stabili e che ottengono continuamente buoni risultati sul mercato azionario, portando di solito rendimenti elevati agli investitori che hanno acquistato le loro azioni.
La composizione dell’indice varia a seconda dell’aumento e del calo dei valori delle società. Le modifiche vengono tipicamente apportate all’indice EUROSTOXX 50 quando un’azienda non è più una rappresentazione accurata dell’economia a causa di un periodo di significativo disagio finanziario, o per rappresentare meglio l’economia dopo che si è verificato un significativo cambiamento nel suo complesso.
Come viene calcolato?
L’Indice EUROSTOXX 50 è il cosiddetto indice ponderato in base al prezzo, il che significa che le azioni con prezzi azionari più elevati hanno un peso maggiore nell’indice. I 40 titoli più preziosi della lista di selezione sono automaticamente inclusi nell’EUROSTOXX 50, tra cui Allianz, Daimler e Siemens. Le società rimanenti, che riempiranno la lista a capacità, cambiano di anno in anno, per riflettere quanto sia desiderabile investire in virtù del loro valore di mercato.
I calcoli per questi indici utilizzano la formula di Laspeyres, che misura le variazioni di prezzo rispetto a un peso base fisso di quantità.
I calcoli per i valori delle azioni vengono effettuati ogni 15 secondi tra le 09.00 CET e le 18.00 CET per le varianti Euro e Dollaro USA di qualsiasi tipo di rendimento. Le varianti in sterline britanniche sono disponibili solo come calcoli di fine giornata (18.00 CET).
Cosa determina il prezzo di EUROSTOXX 50?
In termini semplici, il prezzo delle società della zona euro quotate sull’indice EUROSTOXX è ciò che controlla il prezzo. Poiché molte delle società quotate sono francesi e tedesche, la volatilità dell’economia di questi paesi influenzerà l’Indice EUROSTOXX. Poiché l’indice è composto da 50 società, il prezzo di una di queste società probabilmente non influenzerà l’indice in modo significativo, poiché le variazioni dei prezzi delle altre società si equilibreranno con esso e si livelleranno. Tuttavia, una seria azione dei prezzi in tutti i paesi europei farà muovere questo indice, e anche le recessioni economiche lo influenzeranno.
Da quando l’indice EUROSTOXX 50 è stato fondato nel 1998, c’è stata l’opportunità di vedere come se la cava in tempi di crisi, quanto è volatile e cosa lo colpisce in particolare. Dal 2008 è evidente che in tempi di crisi nell’Eurozona, l’Indice EUROSTOXX 50 ha rispecchiato questa volatilità.
Come si investe in EUROSTOXX 50?
Il modo più semplice per investire nell’EUROSTOXX 50 è tramite gli ETF. Gli ETF possono essere acquistati e venduti come normali azioni sul mercato azionario, il che li rende diversi dai fondi comuni d’investimento. Di solito hanno anche tassi di commissione molto bassi o nulli, il che li rende più accessibili al commercio rispetto ai fondi indicizzati o ai fondi comuni d’investimento. I due ETF EUROSTOXX 50 più popolari sono SPDR EUROSTOXX 50 ETF e iShares EUROSTOXX 50 ETF.
Molti trader e investitori acquistano e vendono sulla base dell’EUROSTOXX 50 in quanto il mercato considera questo indice come una presentazione generale della salute economica dell’Europa.
Perché EUROSTOXX 50 è utile agli investitori?
L’indice EUROSTOXX 50 è stato introdotto come un comodo strumento di benchmarking della performance delle 50 maggiori società della zona euro quotate in borsa. In questo modo, gli investitori sanno quale sia il capitale di mercato delle aziende giorno per giorno, aiutandoli a decidere su quali siano le aziende più fruttuose in cui investire.
Tutti i componenti dell’€Stoxx 50
A questo punto non ci rimane che elencare tutti i 50 titoli azionari facenti parte dello STOXX 50 Europa.
Tesla Motor Inc. (TSLA) è un’azienda americana di progettazione, sviluppo, produzione e distribuzione di auto elettriche e treni elettrici, guidata dall’amministratore delegato e dall’imprenditore seriale Elon Musk. La società è stata fondata nel 2003 e ha sede a Palo Alto, California.
Si occupa anche di fornire servizi ad altre aziende automobilistiche per raggiungere questi obiettivi, ad esempio, vendendo la sua tecnologia delle batterie.
Tesla ha due segmenti di ricavi primari: le vendite di autoveicoli e i servizi di sviluppo. Le vendite automobilistiche rappresentano la parte del leone delle entrate.
Tra i principali concorrenti di Tesla vi sono le aziende automobilistiche tradizionali, come ad esempio:
Ford Motor Company (F), la multinazionale automobilistica fondata nel 1903.
General Motors (GM), la casa automobilistica statunitense fondata nel 1908.
Honda Motor Company (HMC), la multinazionale automobilistica fondata nel 1948
Toyota Motor Corp. (TM), una multinazionale del settore automobilistico
Le aziende automobilistiche tradizionali stanno continuamente aumentando la loro offerta di auto ibride a benzina ed elettriche e di veicoli elettrici puri, come la Chevy Volt e la Nissan Leaf. Tuttavia, le auto Tesla portano con sé una certa cache di alto livello che non è stata ancora riprodotta dalle case automobilistiche storiche.
Ma questo sta cambiando rapidamente, poiché sempre più aziende automobilistiche si stanno impegnando nello sviluppo e nella produzione di auto elettriche, tra cui BMW, Fiat Chrysler, Ford, Hyundai, Jaguar & Land Rover, Kia, Mazda, Mercedes-Benz, Mitsubishi, Nissan, Subaru, Volkswagen e Volvo.
Nissan e Volkswagen hanno a lungo offerto opzioni relativamente poco costose per le EV, con Nissan che ha la Leaf e Volkswagen che offre il suo E-Golf; inoltre la casa tedesca sta affrontando il mercato elettrico con Audi, che è decisamente una concorrente all’altezza di Tesla.
Fiat Chrysler ha appena fatto uscire sul mercato la 500 elettrica, che non compete direttamente con le auto Tesla, ma è un primo segnale da parte del produttore Italo-Americano.
Tuttavia, quando si tratta di veicoli elettrici di fascia alta, Tesla governa.
US News classifica i primi 5 veicoli elettrici di lusso di lusso, dove le auto Tesla hanno preso il no. 1 e n. 2:
Tesla Modello S
Tesla Modello 3
Porsche Taycan
Lexus ES Hybrid
BWI i3
Porsche ha un brand molto riconoscibile, noto per le auto sportive di alta qualità, e afferma che la sua stazione di ricarica è la più veloce del mondo, e la sua Taycan va da 0 a 60 miglia all’ora in 3,5 secondi. La BWI i3 è invece una due volumi con tetto alto, ma ha lo stesso riconoscimento del nome di alta gamma che porta Porsche.
Tesla commercializza e vende le sue auto attraverso la propria rete di negozi al dettaglio situati in Nord America, Europa e Asia. Per l’intero anno fiscale 2019, l’azienda ha registrato un fatturato lordo di 24,57 miliardi di dollari. Tesla ha una capitalizzazione di mercato di 88 miliardi di dollari ma a differenza di tanti competitor non paga un dividendo.
Tesla non è rimasta redditizia nonostante l’elevata domanda per le sue auto elettriche e la rapida espansione (l’azienda ha anche investito molto nelle sue infrastrutture, con la costruzione della sua nuova Gigafactory a Reno, Nev).
“Dato che Tesla non ha mai realizzato un profitto annuale in quasi 15 anni dalla sua esistenza, il profitto non è ovviamente ciò che ci motiva”, scriveva Elon Musk nel 2018.
Il Deutscher Aktienindex, o DAX, traccia il valore delle 30 maggiori società quotate alla Borsa di Francoforte (FSE) e questo è rappresentato in tempo reale dal prezzo DAX.
Poiché le società quotate che compongono l’indice DAX 30 rappresentano circa il 75% del limite di mercato totale del FSE, il DAX è spesso visto come uno strumento di misura per l’economia tedesca.
L’economia tedesca è la più grande dell’Unione Europea e la quinta economia più grande a livello globale. È un mercato attivo e liquido.
Come negoziare il CFD DAX
Il prezzo DAX fornisce tipicamente ai trader un alto grado di liquidità, lunghi orari di negoziazione e spread di negoziazione ristretti. Oggi è possibile negoziare l’indice DAX utilizzando i CFD (contratti per differenza) o i futures. L’utilizzo dei CFD per negoziare il DAX vi permetterà di andare lungo o corto senza dover trattare con le borse convenzionali, come l’Eurex.
I trader si divertono a fare trading con il DAX perché spesso le tendenze possono essere facilmente individuabili sui grafici in tempo reale. I trader che fanno trading con il DAX 30 spesso trovano che le tendenze siano ben definite in una varietà di tempi, rendendo il DAX popolare tra i trader di CFD di tutto il mondo.
Come viene calcolato il DAX?
Per poter operare sull’indice DAX 30, una società deve negoziare almeno il 15% del proprio market cap pubblicamente ed essere quotata per almeno tre anni. Devono anche:
Appartenere al segmento “Prime Standard” dell’FSE
Rappresentare l’economia tedesca
L’indice DAX è ponderato in base alla capitalizzazione, il che significa che le aziende che hanno limiti di mercato più elevati avranno una maggiore influenza sul prezzo delle azioni del DAX. Allo stesso tempo, nessuna società può avere una ponderazione superiore al 10% per operare sul DAX.
Le aziende che negoziano sul DAX tedesco vengono riviste trimestralmente – vengono aggiunte o rimosse in base alle dimensioni del loro portafoglio ordini e al loro market cap.
I prezzi utilizzati per formulare l’indice DAX sono calcolati attraverso la piattaforma di trading Xetra. Questo rende l’indice un mercato molto liquido – un’altra ragione per cui ai trader piace fare trading sul DAX.
Come operare con un CFD sul DAX
Facendo trading con i CFD sull’indice DAX 30, non si acquista l’attività sottostante in sé, il che significa che non si è legati ad essa. Si specula solo sull’aumento o sulla diminuzione del prezzo delle sue azioni. Il trading con i CFD non è diverso dal trading tradizionale in termini di strategie associate. Un investitore di CFD può andare short o long, impostare stop e limitare le perdite e applicare scenari di trading che si allineano ai suoi obiettivi. Quindi, sia che il vostro punto di vista sia positivo o negativo, potete fare trading DAX in entrambe le direzioni.
Aziende sul DAX
Se commerciate DAX, noterete che le società quotate in borsa sono molto pesanti in termini di produzione. Il DAX 30 è composto per lo più da produttori di automobili e di prodotti chimici.
I tre grandi produttori di automobili – Daimler (società madre di Mercedes-Benz), BMW e Volkswagen – detengono una parte significativa del peso del DAX.
Le società incluse nell’indice DE30 sono imprese multinazionali che influenzano sia l’economia nazionale tedesca che quella globale. Le componenti dell’indice abbracciano un’ampia gamma di settori. Ad esempio, Allianz SE (ALV) è una società di servizi finanziari globale che si concentra sulla fornitura ai clienti di prodotti assicurativi e di gestione patrimoniale. Bayer AG (BAYN) è una società farmaceutica e di salute dei consumatori, nota per i suoi prodotti per il trattamento del dolore e l’allergia. Adidas AG (ADS) sviluppa, produce e commercializza abbigliamento, calzature e attrezzature per l’atletica leggera.
Le aziende che operano sul DAX tedesco sono sottoposte a revisione trimestrale.
Come già detto le aziende che si trovano sul DAX sono simbolo dell’economia tedesca nel mondo e sono le top 30 aziende della Germania. Le aziende vengono rivalutate ogni trimestre.
Azione
Ticket
Capitaliz. (mlrd €)
Adidas
ETR:ADS
53,2
Allianz
ETR:ALV
80,1
BASF
ETR:BAS
52,6
Bayer
ETR:BAYN
64,2
Beiersdorf
ETR:BEI
25,0
BMW
ETR:BMW
37,5
Continental
ETR:CON
18,3
Covestro
ETR:1COV
6,7
Daimler
ETR:DAI
42,2
Deutsche Bank
ETR:DBK
17,7
Deutsche Borse
ETR:DB1
29,7
Deutsche Post
ETR:DPW
39,2
Deutsche Telekom
ETR:DTE
72,4
E.ON
ETR:EOAN
26,5
Fresenius Medical
ETR:FME
23,9
Fresenius SE
ETR:FRE
25,2
Heidelbergcement
ETR:HEI
10,4
Henkel
ETR:HEN3
35,8
Infineon
ETR:IFX
28,1
Linde PLC
ETR:LIN
103
Lufthansa
ETR:LHA
5,2
Merck
ETR:MRK
13,5
Mtu Aero Engines
ETR:MTX
9,4
Munich Re
ETR:MUV2
33,7
RWE
ETR:RWE
18,7
SAP
ETR:SAP
150
Siemens
ETR:SIE
92,1
Volkswagen
ETR:VOW3
77,9
Vonovia SE
ETR:VNA
29,6
Wirecard
ETR:WDI
11,0
Componenti DAX30 al 07/06/2020
Storia del DAX
L’indice DAX è stato pubblicato per la prima volta alla Borsa di Francoforte il 1° luglio 1988 con un livello di partenza di 1.163 punti. A Frank Mella, che all’epoca era redattore del giornale tedesco Börsen-Zeitung, viene attribuita l’invenzione del DAX, dopo che il suo editore gli affidò l’incarico di ideare un indice della borsa tedesca.
Il gestore del DAX 30, Deutsche Börse, ha aggiunto diversi indici correlati dal 1988. Tra questi vi sono l’MDAX, che rappresenta le 50 maggiori aziende dopo il DAX; il TecDAX, che rappresenta le 30 maggiori aziende tecnologiche al di fuori del DAX; e l’HDAX, che combina il DAX, MDAX e TecDAX.
Il prezzo delle azioni DAX tende spesso ad essere notevolmente volatile rispetto alle sue controparti britanniche e statunitensi, rendendo il trading DAX un’opportunità interessante per i trader. Come per qualsiasi operazione di trading, tuttavia, non è esente da rischi.
Secondo il grafico storico dell’indice DAX, nel corso dei decenni di attività, l’indice ha registrato una forte volatilità, caratterizzata da molteplici fluttuazioni di prezzo.
Il suo primo significativo crollo è avvenuto il 16 ottobre 1989, sulla scia del crollo del mercato azionario di Wall Street. L’indice tedesco ha perso circa il 13% del suo valore in un solo giorno, seguito da perdite multiple e ripide.
Poco dopo, il DE30 ha guadagnato un momentum al rialzo, con il suo prezzo che è salito costantemente nel corso del decennio successivo per poi raggiungere il picco di 7.976 nel marzo 2000. In questo periodo, l’entusiasmo per i titoli tecnologici ha iniziato a vacillare, con molti investitori in corsa per l’uscita. Il DAX è sceso sotto i 2.200 nel marzo 2003, un minimo che non si vedeva dalla fine del 1995.
L’economia globale si è poi ripresa, ma ci è voluto fino all’estate del 2007 prima che l’indice Germany 30 raggiungesse nuovamente il record di 8.000 unità del 2000. Questa salita si è conclusa durante la famigerata crisi finanziaria del 2008. Nell’ottobre 2008, il DAX ha iniziato a calare di valore e il 9 marzo 2009 ha perso il 56% rispetto ai massimi del 2007.
Nel giugno 2014, dopo che la Banca Centrale Europea ha deciso di seguire la politica del denaro a basso costo, il DAX è salito per la prima volta a 10.000 punti.
Nel gennaio 2018 l’indice è salito a 13.559, ma ha chiuso l’anno a 10.380. Nel febbraio 2020, il suo valore ha raggiunto i 13.797. A marzo, tuttavia, il prezzo dell’indice ha registrato un forte calo, scendendo a 8.441.
Orari di trading DAX
I principali orari di negoziazione per l’indice DAX 30 sono compresi tra le 09:00 e le 17:30 CET, anche se Deutsche Börse calcola anche il DAX anticipato (08:00 – 09:00 CET) e il DAX ritardato (17:30 – 22:00 CET) per le negoziazioni fuori orario.