Azione: Mercedes (ETR:MBG – MBG.DE, ex Daimler ETR:DAI – FRA:DAI – DAI.DE)

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Logo Mercedes Benz

Mercedes Benz (ex Daimler AG) è una società multinazionale di ingegneria automobilistica con sede a Stoccarda, Germania.

Attraverso una rete globale di filiali, è specializzata nello sviluppo, nella produzione e nella distribuzione di automobili, camion, furgoni e autobus.

Daimler è un attore chiave del settore. Per unità vendute, Daimler è il tredicesimo produttore di automobili al mondo. È il più grande produttore di camion di tutti.

Le attività dell’azienda erano suddivise in cinque segmenti:

  1. Mercedes-Benz Cars
  2. Mercedes-Benz Vans
  3. Daimler Trucks
  4. Daimler Buses
  5. Daimler Financial Services

Dal 2021, con la separazione del ramo Truck, sono rimaste solo Mercedes Benz Cars, Vans e Services.

Il segmento Mercedes-Benz Cars produce veicoli di qualità superiore e comprende marchi di lusso come Mercedes-Benz, AMG e Maybach.

Daimler afferma che attualmente si sta concentrando su quattro aree d’azione strategiche. In primo luogo, mira ad espandere la sua base economica attraverso una crescita redditizia nel suo core business. In secondo luogo, sta cercando di essere leader nella connettività, nella guida autonoma, nell’uso flessibile e nei sistemi di trazione elettrica. In terzo luogo, Daimler sta scuotendo la sua cultura aziendale per sostenere questa trasformazione. E in quarto luogo, l’azienda vuole sfruttare al massimo le opportunità di mercato.

Chi sono le persone chiave della Daimler?

Il Dr. Dieter Zetsche è presidente del Consiglio di Amministrazione della Daimler AG dal gennaio 2006. È anche capo della divisione auto della Mercedes-Benz. Un’altra figura chiave è Martin Daum, che è a capo delle divisioni Daimler Trucks e Daimler Buses. Bodo Uebber è membro del Consiglio di amministrazione dal dicembre 2003 ed è responsabile della divisione Finance & Controlling e della divisione Financial Services di Daimler.

Qual è la storia moderna di Daimler?

La storia della Daimler risale al 1890, quando Gottlieb Daimler fondò la Daimler Motoren Gesellschaft. Nel 1926 questa si fuse con la Benz & Cie per diventare la Daimler-Benz AG.

Nel 1998 Daimler-Benz e Chrysler Corporation annunciano il più grande accordo transfrontaliero mai realizzato al mondo, dopo di che il nome dell’azienda cambia in DaimlerChrysler AG. Nove anni dopo, il gruppo Chrysler è stato venduto a Cerberus Capital Management e il nome dell’azienda è stato cambiato ancora una volta (questa volta in Daimler AG).

Quali sono gli ultimi sviluppi in Daimler?

Nel febbraio 2018 Geely Group Co. Ltd ha acquisito una quota del 9,69% della società per circa 9 miliardi di dollari, diventando così il maggiore singolo azionista di Daimler AG.

Li Shufu, presidente di Zhejiang Geely Holding Group, ha descritto Daimler come “una società eccezionale con un management di prima classe”.

Dalla metà del 2015, il prezzo delle azioni Daimler ha oscillato tra i 55 e gli 85 euro circa. Nel gennaio 2018, il titolo ha raggiunto un massimo di 75 euro per due anni, ma ha perso terreno nei mesi successivi, aprendo la strada a un trend ribassista che l’ha portata, a gennaio 2020, a quota 50 euro. Ad aprile del 2020, in piena crisi dovuta al Covid-19, Daimler veniva scambiata a 25 euro per azione.

Dove opera la Daimler?

L’azienda di Stoccarda gestisce impianti di produzione in più di 20 paesi e oltre 8.500 punti vendita in tutto il mondo. Oltre ad una presenza capillare in Europa e Nord America, Daimler ha sedi in Sud America (Argentina, Brasile e Colombia), Asia-Pacifico (Cina, India, Giappone, Australia, Nuova Zelanda ecc.) e Africa (Egitto, Kenya, Sud Africa).

Dove viene commercializzata la Daimler?

Le azioni Daimler sono quotate alle borse di Francoforte e Stoccarda e fanno parte sia dell’indice DAX 30 che dell’indice Euro Stoxx 50.

  • Le aziende che hanno già lasciato la Russia

    Le aziende che hanno già lasciato la Russia

    La scelta di Vladimir Putin di invadere l’Ucraina gli si sta ritorcendo contro; probabilmente il presidente, che sogna l’ex Unione Sovietica, non si aspettava questa reazione da parte dell’occidente, che l’ha etichettato come tiranno dittatore e sta abbandonando l’area.

    Sono tantissime le aziende che hanno già abbandonato la Russia, altre hanno bloccato (o limitato) i servizi e altre ancora non hanno ancora abbandonato la nazione ma hanno bloccato qualsiasi ulteriore investimento.

    L’Europa ha paura che lo zar possa continuare con la sua opera di invasione e quindi prova a proteggere le Nazioni più virtuose, laddove le aziende fanno il grosso dei loro profitti. Lo fanno anche a costo di perderci business e capitali, a patto di mantenere al sicuro le nazioni in cui operano.

    Aziende dell’intrattenimento

    Partiamo da quelle aziende che probabilmente avranno un minor impatto sull’economia ma un segno forte sulla popolazione russa, cioè le aziende del business dell’entertainment. Sony, Disney e Warner Bros (AT&T) hanno già sospeso la distribuzione di film in Russia. Un po’ più lieve la posizione di Paramount e Spotify che, come anche Netflix, ha sospeso la distribuzione di nuove produzioni ma non hanno ancora abbandonato il mercato.

    Electronic Arts, per andare sul mondo del gaming, ha eliminato la Russia dal proprio gioco di punta: Fifa.

    Tecnologia

    Le aziende sopracitate hanno una forte connessione con la tecnologia, ma non sono dei Tech puri. In questa sezione rientrano invece Apple, Google (Alphabet) e Meta, che vista l’essenzialità dei prodotti distribuiti, non hanno abbandonato il Paese ma hanno limitato i servizi. Meta ha servizi come Facebook, Instagram e WhatsApp, che potrebbero rientrare nell’entertainment ma anche nelle necessità (pensiamo alle comunicazioni su WhatsApp).

    Apple ha chiuso negozi fisici e deciso di non vendere nuovi dispositivi nel Paese dell’ex Unione Sovietica. Google ha fortemente limitato i servizi su Maps, anche per una questione di sicurezza per gli Ucraini che si proteggono, e bloccato il servizio Pay, così da allinearsi con le sanzioni.

    Airbnb ha sospeso i suoi servizi in Russia e, insieme ai propri host, ha deciso di fornire alloggi gratuiti e sicuri in Ucraina e nelle nazioni vicine al conflitto, così da dare supporto ai rifugiati che decidono di lasciare il Paese.

    I servizi di media, come YouTube, Facebook, Microsoft, Tik Tok e Twitter hanno deciso di bloccare i canali di propaganda russa, chiudendo la diffusione di RT (Russia TV) e di Sputnik.

    Pagamenti e Finanziari

    Sappiamo già che le banche e le strutture russe sono state fortemente bloccate, quelle che rimanevano disponibili erano i pagamenti attraverso Mastercard e Visa. Negli ultimi giorni anche queste due aziende hanno bloccato tutto per i clienti russi, spingendosi anche oltre i confini russi e bloccando i pagamenti per russi in giro per l’Europa.

    Decisione abbastanza simile anche per American Express, che al momento pare abbia bloccato solo all’interno dei confini russi.

    Ovviamente in questa categoria rientrano anche tutti i servizi finanziari, come Société Générale e HSBC.

    Posizione molto dura da parte di NorgesBank, il più grande fondo sovrano al mondo che è stato il primo ad abbandonare il Paese, abbandonando partecipazioni molto importanti, soprattuto in Gazprom, Lukoil e Sberbank.

    Moda e Retail

    Sono molti i brand di moda e di negozi retail che hanno deciso di chiudere i punti fisici in Russia. Tra i primi a prendere decisioni del genere sono stati Nike e Burberry, tra gli ultimi si registrano le aziende svedesi H&M e Ikea. L’azienda di arredamenti, inoltre, in Russia aveva delle importanti sedi di produzione, che vengono congelate e vengono bloccati gli export e gli import dal paese, con un impatto diretto su circa 15 mila russi e relativo indotto.

    Settore automobilistico

    Negli ultimi 20 anni le aziende automobilistiche hanno guardato alla Russia come a un mercato vergine da inondare, spostando produzioni e vendite nel Paese. Appena scoppiato il conflitto bellico sono arrivate decisioni importanti da quasi tutte le aziende principali, quindi Volkswagen, Ford e GM hanno annunciato lo stop a esportazioni verso la Russia. Ancora più drastica Toyota, che in Russia, precisamente a San Pietroburgo ha una fabbrica che è stata bloccata.

    Si registrano anche i blocchi agli export per Volvo e Harley Davidson, oltre che per i marchi di lusso Jaguar, Aston Martin e Rolls-Royce.

    Daimler (Mercedes Benz) ha deciso di interrompere la collaborazione con la russa Kamaz, vendendo anche la sua quota nell’azienda.

    Trasporti

    Con il blocco degli import ed export delle principali aziende industriali del globo, ovviamente viene impattato anche tutto l’indotto. Sia per questo motivo che per la sicurezza delle proprie navi, la società di trasporto marino Maersk ha completamente bloccato qualsiasi import verso la Russia.

    Aziende petrolifere

    Non fa certo eccezione il petrolio, ne avevamo già parlato qualche giorno fa, con le aziende petrolifere di tutto il mondo che hanno dismesso o bloccato importanti partecipazioni. La prima in ordine cronologico è stata la britannica BP, che possedeva e ha ceduto il 20% di Rosneft. Hanno copiato la mossa ExxonMobil, Shell ed Equinor.

    Leggermente differente la posizione della francese TotalEnergies che ha deciso di non fare ulteriori investimenti ma non ha abbandonato quelli già in essere.

  • Daimler è diventato Mercedes Benz, anche sul ticker

    Daimler è diventato Mercedes Benz, anche sul ticker

    Il titolo può far sorridere, anche perché Daimler, in realtà, è sempre stato principalmente Mercedes Benz. La notizia però è nel cambio di nome con cui si presenta in borsa.

    Dal 3 febbraio, infatti, il brand Daimler rimane solo per il segmento Truck, che è diventata, a tutti gli effetti, un’azienda a sé stante con tanto di titolo quotato (già da qualche mese). Proprio nel momento della presentazione di Daimler Truck fu annunciato l’imminente cambio di nome per l’azienda principale: non più Daimler AG ma Mercedes Benz, anche in borsa.

    Nulla di strano fin qui, non è certo la prima azienda che cambia nome. Giusto per citare qualche caso recente, possiamo prendere in esempio Facebook, diventata Meta Platforms, piuttosto che Google diventata, oramai qualche anno fa, Alphabet.

    La vera “stranezza” è che tipicamente il cambio di nome si limita alla sola label, non viene mai toccato il ticker del titolo, ciò per evitare un riallineamento da parte di tutti coloro i quali con quel titolo ci lavorano (pensate per esempio alle banche, ai siti di informazione, agli investitori, che si vedono cambiare il ticket dall’oggi al domani). Nel caso di Daimler, invece, oltre al nome cambia anche il ticket, non più ETR:DAI (o solo DAI) ma ETR:MGB (o solo MGB).

    Se quindi eravate investitori di Daimler e siete abituati a seguire i titoli in base al ticker, sappiate che l’azienda di cui siete soci ha cambiato indirizzo, almeno in borsa…

  • Le 50 aziende più grandi in Germania

    Le 50 aziende più grandi in Germania

    Continuiamo con la nostra panoramica per mettere in evidenza le aziende più grandi per ogni singola nazione e, dopo aver trattato le più grandi aziende francesi e le più grandi aziende spagnole, eccoci davanti alle più grandi aziende quotate in Germania.

    Il paniere di riferimento è il DAX30, che include, appunto, le 30 aziende più meritevoli di terra teutonica. Ma le prime 30 della nostra lista non corrispondono precisamente con le componenti del DAX, per il semplice motivo che la capitalizzazione di mercato non è l’unico fattore per essere promosso nel DAX.

    Eccole quindi, le 50 aziende quotate più grandi della Germania, ordinate per capitalizzazione di mercato, espressa in dollari così da uniformare tutti i mercati (Svizzera, Regno Unito, Europa e America).

    Aziende più grandi in Germania

    Azienda / AzioneCapitalizzazione
    (in milioni di $)
    Settore / Core Business
    Sap
    ETR: SAP
    $ 165.677Tech
    Volkswagen
    ETR: VOW3
    $ 147.537Costruttore veicoli
    Siemens
    ETR: SIE
    $ 133.443Beni di consumo
    Allianz
    ETR: ALV
    $ 107.262Assicurativo
    Daimler
    ETR: DAI
    $ 95.298Costruttore veicoli
    Deutsche Telekom
    ETR: DTE
    $ 91.297Telecomunicazioni
    Merck Kgaa
    ETR: MRK
    $ 76.438Farmaceutici
    BASF
    ETR: BAS
    $ 74.115Prodotti Chimici
    Deutsche Post
    ETR: DPW
    $ 72.814Logistica
    BMW
    ETR: BMW
    $ 65.128Costruttore veicoli
    Siemens Healthineers
    ETR: SHL
    $ 64.142Tecnologia Medica
    Bayer
    ETR: BAYN
    $ 63.604Farmaceutici
    Adidas
    ETR: ADS
    $ 60.260Calzature e accessori
    Infineon Technologies
    ETR: IFX
    $ 52.517Semiconduttori
    Henkel
    ETR: HEN3
    $ 45.874Casalinghi
    Münchener Rückversicherungs
    ETR: MUV2
    $ 40.557Assicurativo
    Delivery Hero
    ETR: DHER
    $ 39.543Servizi Internet
    Vonovia
    ETR: VNA
    $ 37.195Costruttore immobili residenziali
    Sartorius Aktiengesellschaft
    ETR: SRT
    $ 35.951Sistemi diagnostici
    Porsche Automobil Holding
    ETR: PAH3
    $ 32.264Costruttore veicoli
    Hapag-Lloyd Aktiengesellschaft
    ETR: HLAG
    $ 31.989Logistica
    Deutsche Börse
    ETR: DB1
    $ 31.636Borse / Scambio valori
    E.On
    ETR: EOAN
    $ 31.447Energetici
    Deutsche Bank
    ETR: DBK
    $ 28.803Banche
    Fresenius Se
    ETR: FRE
    $ 27.418Ospedali
    Continental
    ETR: CON
    $ 27.101Accessori per veicoli
    Zalando
    ETR: ZAL
    $ 26.351Abbigliamento e accessori
    Enbw Energie Baden-Württemberg
    ETR: EBK
    $ 26.326Energetici
    Rwe
    ETR: RWE
    $ 25.656Energetici
    Beiersdorf Aktiengesellschaft
    ETR: BEI
    $ 25.620Prodotti personali
    Siemens Energy
    ETR: ENR
    $ 23.777Energia rinnovabile
    Fresenius Medical Care
    ETR: FME
    $ 23.309Servizi medici
    Hannover Rück
    ETR: HNR1
    $ 22.312Assicurativo
    Knorr-Bremse Aktiengesellschaft
    ETR: KBX
    $ 19.779Macchinari/Veicoli pesanti
    Deutsche Wohnen
    ETR: DWNI
    $ 18.609Costruttore immobili residenziali
    Heidelbergcement
    ETR: HEI
    $ 18.192Materiali da costruzione
    Symrise
    ETR: SY1
    $ 17.496Prodotti Chimici
    Evonik Industries
    ETR: EVK
    $ 16.324Prodotti Chimici
    Vantage Towers
    ETR: VTWR
    $ 15.801Telecomunicazioni
    Puma
    ETR: PUM
    $ 15.784Calzature
    Carl Zeiss Meditec
    ETR: AFX
    $ 15.767Tecnologia Medica
    Hellofresh
    ETR: HFG
    $ 14.406Supermercati
    Traton
    ETR: 8TRA
    $ 14.279Autobus
    Brenntag
    ETR: BNR
    $ 13.880Prodotti Chimici
    Mtu Aero Engines
    ETR: MTX
    $ 13.452Parti di Aerei
    Uniper
    ETR: UN01
    $ 13.356Energetici
    Kion Group
    ETR: KGX
    $ 13.079Macchinari/Veicoli pesanti
    Covestro
    ETR: 1COV
    $ 12.645Plastica
    Auto1 Group
    ETR: AG1
    $ 11.811Rivenditori privati
    Aziende più grandi in Germania

    Ovviamente, essendo classificate per capitalizzazione, potrebbe succedere che qualcuna di queste aziende possa uscire da questa lista nei prossimi mesi, per lasciare spazio a qualcun’altra. Le capitalizzazioni si riferiscono al valore di borsa del 3 maggio 2021.

    Struttura della borsa tedesca

    La borsa tedesca, gestita da Deutsche Börse Ag, è un reticolo di mercati finanziari, composti da:

    • Berliner Börse
    • Börse Düsseldorf
    • Hamburg Stock Exchange
    • Börse München
    • Börse Stuttgart
    • Frankfurt Stock Exchange

    I titoli azionari sono per la maggiore in quest’ultima piazza, cioè nella borsa di Francoforte, la quale, a sua volta, si divide in due segmenti:

    1. Xetra: il mercato di riferimento per azioni e fondi
    2. Börse Frankfurt: la piazza principale per investitori privati

  • Investire in azioni industriali

    Investire in azioni industriali

    Le industrie muovono l’economia di interi Paesi, quasi sempre sono tutelate sotto la sfera della strategia nazionale e sono, in larga parte, una buona fetta del PIL di qualsiasi Nazione.

    Essendo una categoria di aziende molto vasta, questi titoli vengono suddivisi in sottocategorie, focalizzate su prodotti e servizi industriali:

    Il mercato industriale è conosciuto anche come settore secondario e, come abbiamo imparato a scuola, è uno dei tre segmenti principali dell’economia, insieme al primario (agricoltura, pesca e materie prime) e terziario (servizi, turismo, ecc).

    Lista azioni industriali

    Con questo in mente e prima di continuare con il nostro discorso, andiamo a vedere quali sono le azioni legate al mondo industriale.

    Naturalmente, essendo un mercato che occupa larghe fette di economia, non possiamo fare la lista completa delle aziende, ma proviamo a dare una visione su quelle imprese che per capitalizzazione o importanza occupano certamente i primi posti di questo settore.

    Azienda / AzioneSettore
    3M
    NYSE: MMM
    Prodotti industriali
    ABB Ltd
    SWX: ABBN
    Robotica
    AGCO
    NYSE: AGCO
    Macchine agricole
    Airbus Group
    EPA: AIR
    Aviazione
    Alstom
    EPA: ALO
    Treni
    Andritz AG
    VIE: ANDR
    Impianti industriali
    ArcelorMittal
    AMS: MT
    Acciaieria
    Aston Martin
    LON:AML
    Auto
    Audi Group
    FRA:NSU
    Auto
    BAE Systems
    LON: BA
    Difesa
    BAIC Motor Corp
    HKG: 1958
    Mezzi pesanti
    BMW
    ETR:BMW
    Auto
    Boeing
    NYSE: BA
    Aviazione
    Carraro
    BIT: CARR
    Mezzi di mozione
    Carrier Corporation
    NYSE: CARR
    Climatizzazione
    Caterpillar
    NYSE: CAT
    Macchinari da costruzione
    Cintas
    NASDAQ: CTAS
    Pulizia industriale
    CNH Industrial
    BIT: CNHI
    Mezzi industriali
    Comer Industries
    BIT: COM
    Ingegneria
    Cummins
    NYSE: CMI
    Motori industriali
    Daimler
    ETR: DAI
    Mezzi pesanti / Auto
    Deere & Company
    NYSE: DE
    Macchine agricole
    Deutz
    ETR: DEZ
    Macchine agricole
    Dongfeng Motor Group
    HKG: 0489
    Mezzi pesanti
    Dover Corporation
    NYSE: DOV
    Prodotti industriali
    FAW Jiefang Group
    SHE: 000800
    Mezzi pesanti
    Ford
    NYSE: F
    Auto / Mezzi pesanti
    General Dynamics
    NYSE: GD
    Difesa
    General Motors
    NYSE:GM
    Auto
    Hino Motors
    TYO: 7205
    Mezzi pesanti
    Honeywell
    NYSE: HON
    Controllo e Automazione
    Huntington Ingalls
    NYSE: HII
    Costruttore navale
    IDEX
    NYSE: IEX
    Ingegneria speciale
    Illinois Tool Works
    NYSE: ITW
    Elementi di fissaggio
    Isuzu
    TYO: 7202
    Mezzi pesanti / Auto
    Johnson Controls
    NYSE: JCI
    Attrezzatura antincendio
    Kion Group
    ETR: KGX
    Movimentazione materiali
    Kirby
    NYSE:KEX
    Trasporti
    Komatsu Limited
    TYO: 6301
    Movimento terra
    KONE
    HEL: KNEBV
    Ascensori e scale mobili
    Kubota
    TYO: 6326
    Macchine agricole
    L3Harris Technologies
    NYSE: LHX
    Difesa / Tech
    Leidos
    NYSE: LDOS
    Difesa / Aerospazio
    Leonardo
    BIT: LDO
    Difesa / Aerospazio
    Linde AG
    NYSE: LIN
    Gas industriali
    Lockheed Martin
    NYSE: LMT
    Difesa
    Maersk
    CPH:MAERSK-A
    Trasporti
    NaviStar International
    NYSE: NAV
    Mezzi pesanti
    Nikola Corporation
    NASDAQ: NKLA
    Mezzi pesanti
    Northrop Grumman
    NYSE: NOC
    Difesa / Aerospazio
    Paccar
    NASDAQ: PCAR
    Mezzi pesanti
    Parker
    NYSE: PH
    Automazione industriale
    Piaggio
    BIT:PIA
    Motoveicoli
    Rational AG
    ETR: RAA
    Forni industriali
    Raytheon Technologies
    NYSE: RTX
    Difesa
    Renault
    EPA:RNO
    Auto
    Rockwell Automation
    NYSE: ROK
    Automazione industriale
    Roper Technologies
    NYSE: ROP
    Prodotti ingegnerizzati
    Safran
    EPA: SAF
    Aeronautica / Difesa
    Saipem
    BIT: SPM
    Servizi industriali
    Sandvik
    STO: SAND
    Ingegneria dei materiali
    Schindler Holding
    SWX: SCHP
    Scale mobili e ascensori
    Sinotruk
    HKG: 3808
    Mezzi pesanti
    Snap-on
    NYSE: SNA
    Utensileria meccanica
    Stanley Black & Decker
    NYSE: SWK
    Utensileria da lavoro
    Stellantis
    BIT: STLA
    Auto
    Tesla
    NASDAQ:TSLA
    Auto
    Thales
    EPA: HO
    Difesa / Aerospazio
    The Greenbrier Companies
    NYSE: GBX
    Trasporti
    ThyssenKrupp
    ETR: TKA
    Materiali industriali
    Trinity Industries
    NYSE: TRN
    Materiali industriali
    United Rentals
    NYSE: URI
    Noleggio attrezzature
    Volkswagen
    ETR: VOW3
    Auto / Mezzi pesanti
    Volvo
    STO: VOLV-B
    Auto / Mezzi pesanti
    Wabtec
    NYSE: WAB
    Treni
    Lista delle azioni del mercato industriale

    Caratteristiche di un’azione industriale

    Il settore industriale, basando tutte le proprie revenue dal contesto economico, e partecipandovi così attivamente, è ovviamente sensibile ai cambiamenti economici. Possiamo tranquillamente dire che gli industriali sono ciclici.

    Questa è una chiara preoccupazione per gli investitori, che infatti, in momenti di crisi, scappano velocemente da tali titoli. Il caso esempio è la pandemia da Covid-19, che ha visto i titoli industriali perdere più di altri mercati a inizio 2020.

    E proprio per questo motivo i titoli industriali tornano a essere ottimi strumenti nel momento in cui si sta per uscire da una crisi economica.

    Come trovare i migliori titoli industriali

    Le caratteristiche chiave di una forte azienda industriale sono:

    • Operazioni diversificate
    • Un rating obbligazionario investment-grade
    • Bassi costi operativi

    Il settore industriale è anche ad alta intensità di capitale, il che significa che le aziende hanno bisogno di investire regolarmente molto denaro per sostenere ed espandere le loro operazioni. Per questo motivo, le aziende industriali spesso prendono in prestito denaro per comprare nuove attrezzature e costruire nuovi impianti di produzione. Un rating obbligazionario investment-grade aiuta le aziende industriali a prendere in prestito in modo più economico ed efficiente.

    Dato il modo in cui i cicli economici possono influenzare la redditività del settore industriale, le aziende del settore devono mantenere un forte profilo finanziario e investire saggiamente il loro denaro in modo da poter navigare in condizioni di mercato difficili. I bassi costi operativi alleviano le pressioni fiscali sulle aziende industriali e aiutano a mantenere le loro finanze forti.

  • Le azioni da comprare nel settore auto

    Le azioni da comprare nel settore auto

    Del settore delle automobili ce ne siamo occupati più volte, sia a livello di notizie che per segnalare tutti i titoli presenti in questo paniere.

    Oggi dobbiamo dare un ulteriore spunto, perché in previsione del 2021 e in particolare del futuro prossimo, questo mercato è particolarmente soggetto a discussioni e analisi.

    L’ultima delle quali arriva da UBS, la quale mette nel mirino 7 case automobilistiche, assegnando rating e target price.

    Le azioni delle auto da comprare

    Ed ecco quindi, riassunta, la posizione che gli analisti della banca svizzera hanno:

    AziendaTPPrezzo
    attuale
    Rating
    BMW71 €88,5 €neutral
    Daimler55 €77,4 €neutral
    Ford9 $12,2 $neutral
    Renault54 €36 €buy
    Stellantis21 €15,2 €buy
    Tesla730 $739 $neutral
    Volkswagen300 €240 €buy
    Rating e Target price per le azioni del settore auto secondo UBS

    Per UBS sono quindi 3 le azioni da preferire rispetto alle altre, si tratta di Renault, Stellantis e Volkswagen. Forse non è un caso che tutte queste hanno appena lanciato piani di elettrificazioni importanti, proiettandosi verso il futuro.

    Futuro nel quale è già Tesla che, nonostante un P/E molto elevato, per UBS sta quotando il prezzo corretto.

    Da questa visione ne escono un po’ sconfitte Ford, BMW e Daimler, la casa di Mercedes.

  • Le azioni dei camion, come investire nei mezzi pesanti e tir

    Le azioni dei camion, come investire nei mezzi pesanti e tir

    Camion o tir, come li si voglia chiamare, stiamo parlando dei mezzi pesanti, che ogni giorno attraversano in lungo e in largo la nostra nazione e che spesso viaggiano per migliaia di chilometri su e giù per l’Europa.

    In particolare in Italia fa da padrone il brand (ex?) tricolore Iveco, appartenente (ancora) al gruppo CNH. Essendo uno dei paesi che fa maggior ricorso a trasporto su gomma, comunque, sulle strade italiane vediamo qualsiasi marchio venduto nel vecchio continente.

    Ma guardando la classifica mondiale di vendite, ci rendiamo conto che i marchi prodotti venduti in Europa sono solo una piccola fetta dell’intera torta.

    Azioni di aziende che producono camion

    Ecco quindi una lista di azioni legate ad aziende che producono mezzi pesanti.

    GruppoMarchi
    BAIC Motor Corp
    HKG: 1958
    Foton (Foton Motor – SHA: 600166)
    CNH Industrial
    BIT: CNHI
    Iveco
    Daimler
    ETR: DAI
    Mercedes-Benz, Freightliner, FUSO, Sterling Trucks, Western Star Trucks
    Dongfeng Motor Group
    HKG: 0489
    Dongfeng Trucks
    FAW Jiefang Group
    SHE: 000800
    FAW Jie Fang Truck
    Ford
    NYSE: F
    Ford Truck
    Hino Motors
    TYO: 7205
    Hino Trucks, Toyota Trucks
    Isuzu
    TYO: 7202
    Isuzu
    NaviStar International
    NYSE: NAV
    NaviStar, DuraStar, LoneStar
    Nikola Corporation
    NASDAQ: NKLA
    Nikola One
    Paccar
    NASDAQ: PCAR
    DAF, Kenworth, Peterbilt
    Sinotruk
    HKG: 3808
    Sinotruk
    Volkswagen
    ETR: VOW3
    Man, Scania
    Volvo
    STO: VOLV-B
    Mack Trucks, Renault Trucks, Volvo Trucks
    Marci e azioni dei gruppi industriali che producono mezzi pesanti

    Come possiamo vedere dalla lista spaziamo in tutto il mondo, con brand che arrivano dall’estremo oriente (Foton, Dongfeng, FAW, Hino, Isuzu e Sinotruk), dal vecchio continente (Volvo, Renault, Daimler, Iveco e Volkswagen) e dall’America (Nikola, Paccar, NaviStar e Ford).

    Un mercato molto frammentato e soprattutto chiuso a comparti stagni; infatti, giusto per fare un esempio, Volkswagen ha interessi in Asia, ma è all’interno di Join Venture insieme ad altri brand locali, stesso dicasi per Ford, Renault, ecc.

    Cosa guardare per fare un buon investimento?

    Si tratta di mezzi industriali pesanti, che richiedono sforzi enormi per essere prodotti, fondamentale quindi che le aziende produttrici siano in salute dal punto di vista dei fondamentali.

    Il livello di debito è generalmente elevato, anche perché la costruzione e il mantenimento dei siti di produzione richiede investimenti che si fanno generalmente a debito. Benché il debito sia comune, comunque è importante valutare il rapporto con il patrimonio dell’azienda e ancora di più con il valore contabile tangibile. Perché è vero che tali investimenti sono costosi, ma è altrettanto vero che aumentano in modo sensibile il capex aziendale.

    Allo stesso modo, essendo beni anticiclici, bisogna ben stare attenti all’andamento di fatturato e utile, che devono essere sempre in crescita durante gli anni.

  • Daimler pensa allo spin-off dei camion

    Daimler pensa allo spin-off dei camion

    Così come fatto da Sergio Marchionne, a capo di Fiat, a cavallo tra il 2010 e il 2011. Fiat fece nascere in quel momento due anime, Fiat, che poi sarebbe diventata FCA e quindi Stellantis, e Fiat Industrial, che sarebbe diventata nel 2013 CNH Industrial.

    Daimler sta pensando di fare una scissione e quotare il ramo riguardante i camion, allo stesso modo di quanto fatto da Marchionne.

    Dovrebbe chiamarsi Daimler Truck e contenere il ramo camion e autobus dell’azienda tedesca.

    In una nota l’azienda di Stoccarda scrive:

    Come conseguenza dello spin-off, una significativa quota di maggioranza di Daimler Truck verrà distribuita agli azionisti di Daimler Ag, consentendo il deconsolidamento.

    Uno spin-off richiederebbe l’approvazione di un’assemblea straordinaria degli azionisti di Daimler Ag, che potrebbe tenersi alla fine del terzo trimestre del 2021.

    In questo caso la transazione e la quotazione di Daimler Truck sulla Borsa di Francoforte dovrebbero essere completate entro la fine del 2021

    Nota di Daimler sulla scissione dei camion e degli autobus

    A Fiat quell’operazione andò molto bene… sarà lo stesso per la capogruppo di Mercedes?

  • Vendite di auto nel 2020 in Europa suddivise per Brand

    Vendite di auto nel 2020 in Europa suddivise per Brand

    Che ci sarebbe stato un crollo delle vendite delle automobili era ampiamente previsto, così come il fatto che dicembre non avrebbe fatto differenza rispetto all’intero 2020.

    Il Covid ha contratto le vendite e il settore automotive non sfugge certo alla pandemia.

    ACEA, ente europeo di immatricolazione e statistica, ha pubblicato i dati che sottolineano come nel 2020, in Europa, si sia persa la vendita di un’auto su 4. Un crollo del 24,3% che sarebbe in grado di mettere in ginocchio qualsiasi azienda. In totale sono state 11,96 milioni le auto immatricolate.

    Il gruppo FCA, prima della fusione con PSA (che ha dato vita a Stellantis), ha registrato in dicembre una controtendenza, con un aumento del 7,5% rispetto a un anno prima. Se si allarga l’orizzonte, però, si nota come il 2020 sia stato particolarmente avaro di soddisfazioni, infatti la casa del Lingotto fa peggio rispetto al mercato, registrando un -26% contro il -24,3% del mercato. Ciò è dovuto, in particolar modo, al fatto che in primavera la pandemia si è concentrata particolarmente sull’Italia, con il resto d’Europa che, benché a ritmo ridotto, ha continuato a girare.

    Numeri che si vedono bene facendo lo spaccato per nazione, con l’Italia al secondo posto (-27,9%) superata solo dalla Spagna (-32,3%) e seguita dalla Francia (-25,5%).

    Non va meglio al partner di FCA, quella PSA che è entrata in Stellantis, che nel 2020 ha registrato un calo del -29,3%, quindi ben peggio di FCA.

    Si salva Volkswagen, anche grazie al calo della Germania (-19,1%) più contenuto che altrove.

    Vendite auto nel 2020

    Questa la tabella con le performance di immatricolazione:

    Mark. Share 2019Mark. Share 2020Immatricolazioni
    Volkswagen group24,9%25,6%-21,6%
    PSA Group16,4%15,9%-29,3%
    Renault Group11,8%11,5%-25,6%
    Hyundai Group6,6%7,0%-18,4%
    FCA Group6,8%6,6%-25,5%
    BMW Group5,9%6,5%-16,0%
    Daimler (Mercedes)6,2%6,3%-22,4%
    Toyota Group5,0%5,7%-12,8%
    Ford5,5%5,0%-30,6%
    Volvo2,0%2,2%-15,9%
    Nissan2,2%2,1%-27,7%
    Mazda1,6%1,2%-42,5%
    Immatricolazioni auto in Europa nel 2020
  • Azioni cicliche, cosa e quali sono

    Azioni cicliche, cosa e quali sono

    Una crisi economica o una semplice recessione ha impatti differenti sulle aziende in base al core business delle stesse. Infatti, in periodi di crisi, ci sono aziende che subiscono il crollo economico, mentre altre aziende, per la loro natura, non ne risentono. Di base questo è il concetto di ciclicità delle azioni.

    Proprio la crisi dovuta alla pandemia del corona virus ci sta facendo ben vedere quali siano le aziende più vulnerabili.

    Cos’è un titolo ciclico?

    Un titolo ciclico (un’azione o qualsiasi tipo di strumento) è un’entità che segue il ciclo economico, quindi tende a essere rialzista in fasi di espansione economica e tende a essere ribassista in fasi di recessioni.

    Il trend rialzista o ribassista ovviamente non è dato dalle performance finanziarie fini a sé stesse ma per il fatto che il business della società, in periodi di crisi economica, subisce l’andamento generale. Allo stesso tempo, in fase di espansione queste aziende avranno molti più clienti.

    Esempi di industrie e settori ciclici

    Di base la maggior parte delle industrie comunemente conosciute sono cicliche, quindi fare una lista esaustiva è praticamente impossibile. Giusto come esempio, però, possiamo elencarne qualcuna che subisce a pieno la ciclicità dell’economia:

    • Compagnie aeree: in tempi difficili i viaggi non strettamente necessari sono la prima cosa che aziende e individui tendono a tagliare. Quando l’economia prospera, invece, si tende a viaggiare di più, soprattutto per piacere
    • Hotel e Turismo: un settore che è speculare rispetto alle compagnie aeree, con i clienti che non viaggiano c’è meno bisogno di hotel
    • Ristoranti: non lo inseriamo nel capitolo turismo poiché la maggior parte di essi si rivolgono a clienti di prossimità, quindi non turisti. In una fase di crisi economica, così come per i beni discrezionali, i clienti tendono a mangiare più spesso a casa e meno al ristorante
    • Beni discrezionali: è vero che il lusso top non conosce crisi, ma è altrettanto vero che esistono un’infinità di brand che non si rivolgono solo a top spender
    • Automobili: non c’è nulla di meglio dell’incertezza per bloccare le grandi spese; in fasi complesse le persone tendono ad accumulare denaro piuttosto che spenderlo (facendo aggravare la crisi), le automobili sono tra le prime vittime: perché cambiarla se la vecchia ancora può fare un anno?
    • Tecnologia: gran parte dei titoli tecnologici, soprattutto quelli legati all’hardware sono ciclici. Se escludiamo i portali Web, che viene usata a prescindere dalle fasi economiche, la maggior parte dei titoli tecnologici sono ciclici. Si può rimandare il rinnovo del parco PC per un’azienda? Si può aspettare per acquistare l’ultimo iPhone o un nuovo iPad?
    • Banche: in crisi i tassi di interesse tendono a crollare, facendo diminuire i margini di interesse per gli istituti bancari, inoltre meno persone si impegnano finanziariamente in mutui e prestiti e, se ciò non bastasse, l’aumento di fallimenti e di difficoltà porterà tanti crediti in sofferenza.
    • Industriali: abbiamo già detto che in tempi difficili le persone contraggono le spese e ciò è un disastro per le aziende dell’industria pesante e delle materie prime, che vedono contrarre la domanda di produzione.

    Esempio di industrie e settori non ciclici

    I titoli difensivi appartengono invece a società che non subiscono i cambiamenti di tendenza nell’economia. Si tratta di aziende che navigano senza particolari variazioni sia in momenti di recessione che in momenti di espansione.

    Un classico esempio sono i produttori e i rivenditori di prodotti non discrezionali: i supermercati, i produttori alimentari, la salute; cioè tutte quelle aziende di cui c’è bisogno sia quando si è in recessione che quando si è in espansione.

    Un ulteriore esempio sono le utilities, poiché, qualsiasi sia la situazione economica, le persone hanno necessità di elettricità e di spostamenti. Questo paragrafo è generale e ovviamente non riferito alla crisi dovuta da Covid, la quale è leggermente differente rispetto a una crisi per un ciclo economico classico.

    Esempi di azioni cicliche e difensive

    Giusto per dare un’idea concreta, citiamo solo alcune aziende che possono rientrare nella categoria di ciclicità o difensivi.

    Azioni cicliche

    • Intesa Sanpaolo
    • Apple
    • Stellantis
    • Lufthansa
    • Intel
    • Netflix

    Azioni difensive

    • Enel
    • ENI
    • Carrefour
    • Amazon
    • Coca Cola
    • Nestlé

    Ovviamente, come abbiamo avuto modo di dire più volte, la ciclicità o meno dipendono dalla natura della crisi economica, come abbiamo per esempio visto la crisi da Covid ha un po’ sovvertito queste idee, con Netflix che anziché essere ciclico è diventato un titolo difensivo, poiché il lockdown ha spinto maggiori abbonamenti.

    Nessuna di queste aziende elencate, ma in generale nessuna impresa, è totalmente ciclica o totalmente difensiva, anche perché serve comunque capacità di adattamento alla nuova situazione e alle circostanze.

    Comunque, in linea generale, giusto per farsi l’idea, questi sono titoli che tendenzialmente sono ciclici o difensivi.

    Quando acquistare titoli ciclici?

    Avessimo una sfera di cristallo la risposta sarebbe semplice: i titoli ciclici vanno acquistati alla fine della crisi, quando il mercato sta ripartendo, e vanno vendute quando una crisi sta iniziando.

    Come al solito, un investitore non è uno stratega ma semplicemente un soggetto che cerca di portare vantaggio verso il portafoglio. Per farlo la strada migliore è quella di mixare questi titoli, così che al calo di un’azione corrisponda l’aumento di un’altra.

    Lista completa di azioni cicliche

    Dopo aver visto un breve esempio delle azioni cicliche, proviamo a fare una lista completa, così come segnalata dalla comunità finanziaria. Questa lista corrisponde alle 50 azioni cicliche più grandi in termini di capitalizzazione sui mercati americani ed europei (compresa Svizzera e UK).

    AzioneIndustriaNazione
    Adidas
    (ETR:ADS)
    ModaGermania
    Apple
    (NASDAQ:AAPL)
    HardwareUSA
    Aptiv – Delphi Automotive
    (NYSE:APTV)
    Auto PartsIrlanda
    AutoZone
    (NYSE:AZO)
    Auto PartsUSA
    Bayerische Motoren Werke
    (ETR:BMW)
    AutomobilisticaGermania
    Capri Holdings
    (NYSE:CPRI)
    ModaUSA
    Carnival
    (NYSE:CCL)
    TurismoUSA
    Christian Dior
    (EPA:CDI)
    Moda / LussoFrancia
    Compagnie Financiere Richemont
    (SWX:CFR)
    GioielliSvizzera
    Continental
    (ETR:CON)
    Auto PartsGermania
    Daimler Truck Holding
    (FRA:DTG)
    Mezzi pesantiGermania
    Ferrari
    (BIT:RACE)
    Auto / LussoItalia
    Ford Motor
    (NYSE:F)
    AutomobilisticaUSA
    General Motors
    (NYSE:GM)
    AutomobilisticaUSA
    Genuine Parts
    (NYSE:GPC)
    Auto PartsUSA
    Hasbro
    (NASDAQ:HAS)
    GamesUSA
    Hella KGaA
    (FRA:HLE)
    Auto PartsGermania
    Hermes International
    (EPA:RMS)
    Lusso / ModaFrancia
    Hunter Douglas
    (AMS:HDG)
    ArredamentoOlanda
    Illinois Tool Works
    (NYSE:ITW)
    RetailUSA
    Levi Strauss
    (NYSE:LEVI)
    ModaUSA
    LKQ Corporation
    (NASDAQ:LKQ)
    Auto PartsUSA
    Lucid Group
    (NASDAQ:LCID)
    AutomobilisticaUSA
    Lufthansa
    (ETR:LHA)
    ViaggiGermania
    LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton
    (EPA:MC)
    Lusso / ModaFrancia
    Mattel
    (NASDAQ:MAT)
    GamesUSA
    Melrose Industries
    (LON:MRO)
    IngegneriaRegno Unito
    Mercedes-Benz Group
    (ETR:MBG)
    AutomobilisticaGermania
    Michelin
    (EPA:ML)
    Auto PartsFrancia
    Mohawk Industries
    (NYSE:MHK)
    ArredamentoUSA
    Moncler
    (BIT:MONC)
    ModaItalia
    Nike
    (NYSE:NKE)
    ModaUSA
    O’Reilly Automotive
    (NASDAQ:ORLY)
    Auto PartsUSA
    Oshkosh Corporation
    (NYSE:OSK)
    Mezzi pesantiUSA
    Paccar
    (NASDAQ:PCAR)
    Mezzi pesantiUSA
    Peloton Interactive
    (NASDAQ:PTON)
    SportUSA
    Pool Corporation
    (NASDAQ:POOL)
    Tempo liberoUSA
    Porsche Automobil Holding
    (ETR:PAH3)
    AutomobilisticaGermania
    Puma
    (ETR:PUM)
    ModaGermania
    Renault
    (EPA:RNO)
    AutomobilisticaFrancia
    Rivian Automotive
    (NASDAQ:RIVN)
    AutomobilisticaUSA
    SEB
    (EPA:SK)
    ElettrodomesticiFrancia
    Snap-on
    (NYSE:SNA)
    Mezzi industrialiUSA
    Somfy
    (EPA:SO)
    Mezzi industrialiFrancia
    Stellantis
    (BIT:STLA)
    AutomobilisticaOlanda
    Stanley Black & Decker
    (NYSE:SWK)
    Mezzi industrialiUSA
    Swatch Group
    (SWX:UHR)
    Lusso / ModaSvizzera
    Traton
    (FRA:8TRA)
    Mezzi pesantiGermania
    V.F. Corporation
    (NYSE:VFC)
    ModaUSA
    Volkswagen
    (ETR:VOW3)
    AutomobilisticaGermania
    Whirlpool
    (NYSE:WHR)
    ElettrodomesticiUSA
    Lista azioni cicliche
  • Aston Martin sostituirà Mercedes

    Aston Martin sostituirà Mercedes

    Ad appena 24 ore dal terribile incidente occorso a Romain Grosjean, pilota di Formula 1 in pista con Haas, arriva una notizia storica.

    No, non c’entra la sicurezza, o almeno in parte: infatti dal 2021 la safety car non sarà più una Mercedes, come negli ultimi 24 anni, ma Aston Martin.

    Una vetrina mondiale e una forma di sponsorizzazione che negli anni è stata ben sfruttata, con il lancio di nuove auto e un’occasione unica per mostrarle.

    A Mercedes rimane l’auto medica nella speranza che non venga vista in TV né su nessuna pista di F1.

    Aston Martin sarà l’ennesimo marchio a fornire la Safety Car, che in F1 esiste dal 1973 (debutto in Canada).

    Tra i marchi storici vale la pena ricordare Porsche con la 914/6 che guidò i piloti dal 1973 al 1980. A Montecarlo, nel 1980 si vide per la prima volta una Lamborghini, precisamente la Countach.

    Negli anni ci sono state varie auto, anche all’interno dello stesso mondiale. Per quanto riguarda i colori nostrani celebre è la Fiat che presentò la Tempra 2.0 in Brasile nel 1993; nello stesso anno si vide anche la Ford con la Escort RS Cosworth.

    A Imola, nel 1994, celebre gara che vide la morte di Ayrton Senna, la Safety Car era una Opel Vectra, mentre a Suzuka, nello stesso anno, fece il debutto la Honda Prelude.

    Altrettanto celebre è la Tatra 623 che nel Gran Premio d’Ungheria del 1995 investì, senza gravi conseguenze, il pilota Taki Inoue.

    Il 1995 è l’anno dei ritorni, con la Porsche che presenta una 911 GT2 a Spa, in Belgio e la Lamborghini, con una Diablo in Canada.

    Spazio anche per la piccola Clio della Renault, che fece da guida in Argentina nel 1996.

    Da allora solo Mercedes, con il contratto unico firmato nel 2000 per la fornitura di entrambi i veicoli (safety e medical).

    Dal prossimo anno vedremo quindi il debutto della Aston Martin, che dopo essere stata guidata da 007 verrà impegnata nei circuiti di Formula 1.

    Aston Martin e Mercedes sono solo due dei fornitori ufficiali di Formula 1, tra gli altri ricordiamo anche la “nostra” Pirelli, fornitore delle gomme usate nei circuiti da tutte le vetture dal 2011 e almeno fino al 2023.

    Esiste una pagina, sul sito ufficiale di Formula 1, dove è possibile vedere tutti gli sponsor tecnici, tra i quali campeggiano:

    • Aramco
    • DHL
    • Emirates
    • Heineken
    • Pirelli
    • Rolex
    • Mercedes
    • Amazon AWS
    • LIQUI MOLY
    • Microsoft

    Tutti impegnati a vari livelli nel massimo sport automobilistico.

  • Azioni Industria Automobilistica, come scegliere equity delle auto

    Azioni Industria Automobilistica, come scegliere equity delle auto

    L’industria automobilistica è enorme e molto in vista. Se vi chiedessi una lista di marchi d’auto sono sicuro me ne snocciolereste almeno una ventina, e per ognuna avete un’opinione abbastanza precisa, che nasce dalla vostra esperienza o da opinioni altrui che avete fatto vostre.

    Grazie a questa visibilità, i titoli automobilistici hanno attirato grande interesse da parte degli investitori per decenni, e probabilmente lo faranno per i decenni a venire. Di seguito, esamineremo più da vicino i titoli automobilistici e il modo migliore per investire in essi.

    L’industria automobilistica

    Troverete i seguenti tipi di stock all’interno del gruppo dell’industria automobilistica:

    • Costruttori di automobili, che producono automobili, camion e SUV, compresi i veicoli elettrici
    • Fornitori di ricambi per auto, dai sedili e candele di accensione ai complessi sistemi elettronici e batterie per auto elettriche
    • Aziende produttrici di pneumatici
    • Gruppi di concessionari auto

    Come si valuta un’azione automobilistica?

    Le azioni automobilistiche rientrano nel settore dei beni di consumo durevoli. Questo settore comprende le aziende che realizzano prodotti per i consumatori destinati a durare più di qualche anno, come lavatrici, mobili, automobili e camion.

    Prima di investire in titoli automobilistici, è importante capire come i cicli economici influenzano le aziende automobilistiche e come queste aziende lavorano per massimizzare i profitti e rimanere competitive durante i periodi di congiuntura economica buona e cattiva.

    Comprendere il ciclo di vendita dell’auto

    Le case automobilistiche e i loro fornitori sono scorte cicliche, il che significa che i loro profitti aumentano e diminuiscono con la fiducia dei consumatori. È facile capire il perché: quando le imprese e i consumatori sono preoccupati per l’economia, rinviano l’acquisto di nuovi veicoli.

    La ciclicità delle vendite di auto è importante per gli investitori perché:

    • I costruttori di auto hanno costi fissi elevati, compresi i loro stabilimenti, le attrezzature, le reti logistiche e i contratti di lavoro. Queste bollette devono essere pagate a prescindere dal numero di auto vendute.
    • I costruttori e i fornitori di auto devono anche spendere molto per lo sviluppo dei prodotti per assicurarsi di avere un flusso costante di nuovi prodotti competitivi.
    • Costi elevati e spese costanti fanno sì che i margini di profitto nell’industria automobilistica tendano ad essere bassi, anche in periodi di congiuntura economica favorevole.
    • Quando le vendite crollano, come in un periodo di recessione, i profitti delle aziende automobilistiche diminuiscono drasticamente (mettendo a rischio la spesa per i prodotti futuri e la competitività futura delle aziende).

    Riserve di liquidità

    La maggior parte delle aziende automobilistiche ha tagliato drasticamente la spesa per i prodotti futuri durante la recessione del 2008-2009, stessa cosa vista durante la crisi dovuta al Covid 19. I pochi che non l’hanno fatto avevano prodotti freschi nei loro showroom quando è iniziata la ripresa e sono riusciti a guadagnare quote di mercato.

    Questa è stata una lezione importante per l’intera industria: ora la maggior parte delle case automobilistiche mondiali dispone di consistenti riserve di liquidità per mantenere gli sforzi per i prodotti futuri durante la prossima recessione, ogni volta che questa arriverà.

    Molte aziende automobilistiche pagano dividendi anche ai loro azionisti. Alcune case automobilistiche hanno confermato che faranno uso delle riserve di liquidità per continuare a pagare i dividendi durante le recessioni. E ce ne sono altre che avevano previsto dividendi ma, con l’arrivo della crisi di Covid, hanno deciso di rimodulare quanto previsto: un esempio ne è FCA che, grazie alla prevista fusione con PSA, aveva promesso un ricco dividendo di 5,5 miliardi pre-fusione, poi tagliato drasticamente per mantenere liquidità disponibile.

    Concorrenza mercato auto

    In generale, la casa automobilistica con i prodotti più recenti otterrà migliori profitti. Le case automobilistiche devono investire costantemente per assicurarsi di avere un flusso costante di nuovi prodotti nelle loro pipeline.

    Oggi le case automobilistiche e i fornitori di ricambi stanno anche facendo grandi investimenti nelle tecnologie del futuro, come i veicoli elettrici e i sistemi di guida autonoma. La maggior parte degli esperti ritiene che queste tecnologie saranno necessarie alle case automobilistiche se vogliono rimanere competitive in un futuro non troppo lontano.

    Veicoli elettrici

    È possibile che alcune delle opportunità più entusiasmanti dei prossimi anni coinvolgeranno i produttori di veicoli elettrici. I veicoli elettrici sono nuovi e diversi, e la maggior parte degli analisti si aspetta che nel corso del tempo spostino in larga misura i veicoli a combustione interna.

    Le aziende produttrici di veicoli elettrici potrebbero vedere una forte crescita, il che è eccitante per gli investitori (e si nota nell’andamento del prezzo delle azioni di qualcuna di esse). Ma è importante ricordare che i processi coinvolti nello sviluppo e nella produzione di veicoli elettrici non sono poi così diversi da quelli utilizzati dai costruttori di veicoli a combustione interna tradizionali. Ciò significa che i produttori di veicoli elettrici devono affrontare costi elevati proprio come le case automobilistiche tradizionali.

    È anche importante ricordare che tutte le case automobilistiche tradizionali stanno introducendo veicoli elettrici propri, e la concorrenza in questo segmento di mercato sarà feroce nel tempo.

    Come interpretare il bilancio delle aziende automobilistiche?

    I bilanci delle case automobilistiche non sono troppo difficili da decifrare. Ecco tre cose da sapere:

    Gli investitori automobilistici tendono a guardare al reddito operativo, o EBIT (utile al lordo di interessi e tasse), così come ai margini operativi, per tracciare la performance finanziaria di un’azienda automobilistica nel tempo. Questi includono i costi diretti di produzione e spedizione dei veicoli, nonché le spese di ricerca e sviluppo (che possono essere molto elevate nell’industria automobilistica), escludendo i costi degli interessi e le tasse, meno direttamente legati alla performance dell’azienda.

    Spesso le case automobilistiche forniscono dati corretti che escludono l’impatto di oneri e guadagni una tantum come ammortamenti e perdite fiscali; questi sono utili per comprendere la performance di fondo dell’attività.

    Molte case automobilistiche hanno filiali che sono società finanziarie, che forniscono prestiti e leasing a clienti e commercianti. Sono generalmente abbastanza redditizie, ma possono fare bilanci automobilistici che confondono gli investitori. Per aiutare, la maggior parte delle case automobilistiche fornisce cifre relative al debito e al flusso di cassa specifiche per le loro attività principali del settore automobilistico, spesso chiamate numeri “automobilistici” o “industriali”. È possibile utilizzarli per capire il debito di un’azienda e per fare dei confronti tra le case automobilistiche.

    I marchi più popolari da trattare in borsa

    Come anticipato in apertura, vista la natura del mercato e la visibilità ovvia, creare una lista di brand non è così difficile. Siamo sicuri comunque che nella lista che segue troverete dei brand che non avete mai considerato.

    Produttori di autoveicoli e correlati

    Questa una lista di brand che costruiscono autoveicoli, camion e veicoli in generale

    MarchioTicket
    Aston MartinLON:AML
    Audi GroupFRA:NSU
    BMWETR:BMW
    Daimler (Mercedes)ETR:DAI
    FerrariBIT:RACE
    Fiat Chrysler AutomobilesBIT:FCA
    FordNYSE:F
    General MotorsNYSE:GM
    HondaTYO:7267
    Hyundai Motor CoKRX:005380
    IsuzuTYO:7202
    Kia MotorsKRX:000270
    Li Auto IncNASDAQ:LI
    Lordstown MotorsNASDAQ:RIDE
    Mahindra & MahindraNSE:M&M
    MazdaTYO:7261
    Mitsubishi MotorsTYO:7211
    NikolaNASDAQ:NKLA
    NioNYSE:NIO
    NissanTYO:7201
    Peugeot PSAEPA:UG
    PiaggioBIT:PIA
    PorscheETR:PAH3
    RenaultEPA:RNO
    Rolls-RoyceLON:RR
    SsangYong MotorKRX:003620
    Subaru CorporationTYO:7270
    SuzukiTYO:7269
    TataNSE:TATAMOTORS
    TeslaNASDAQ:TSLA
    ToyotaNYSE:TM
    VolkswagenETR:VOW3
    VolvoSTO:VOLV-B
    XpengNYSE:XPEV
    Produttori di Autoveicoli e correlati

    Aziende del settore autoveicoli

    Quella che segue, invece, è una lista di aziende che sono nella filiera della produzione o vendita di autoveicoli e correlati.

    Nella lista troviamo dai produttori di gomme (Pirelli, Continental, Michelin, ecc) a conglomerati che possiedono più marchi (per esempio EXOR, oppure Traton SE che vende camion MAN e altri veicoli).

    In questa lista sono presenti anche aziende che producono componentistiche in generale, soprattutto per il mercato elettrico e meccanico.

    AziendaTicker
    ContinentalETR:CON
    Cooper TireNYSE:CTB
    ExorBIT:EXO
    Gestamp AutomocionBME:GEST
    Goodyear TireNASDAQ:GT
    MichelinEPA:ML
    Navistar InternationalNYSE:NAV
    Nokian TyresHEL:TYRES
    Oshkosh CorporationNYSE:OSK
    PaccarNASDAQ:PCAR
    PininfarinaBIT:PINF
    PirelliBIT:PIRC
    SAIC MotorSHA:600104
    Traton SEETR:8TRA
    VeoneerNYSE:VNE
    Workhorse GroupNASDAQ:WKHS
    Aziende nella filiera della produzione e vendita di veicoli

    Le azioni automobilistiche fanno per voi?

    I titoli automobilistici possono contribuire in modo importante al vostro portafoglio di investimenti. Poiché salgono e scendono con la fiducia dei consumatori, possono essere utili indicatori del fatto che i problemi economici (o una ripresa) potrebbero essere in arrivo.

    Per la loro stessa natura, quindi, hanno dei movimenti molto ampi in concomitanza con il ciclo economico di interi Paesi o, addirittura, mondiali. Per questo motivo sono strumenti che possono far variare di tanto il capitale e dovrebbero essere trattate solo da chi ha una buona propensione al rischio.

  • Luxury Market Stocks, come investire nel lusso

    Luxury Market Stocks, come investire nel lusso

    Quando si tratta di fare shopping, ci sono cose di cui si ha bisogno, e ci sono cose che sono più belle da avere. Il settore discrezionale copre quella seconda categoria, i beni e i servizi per i quali si spende denaro quando si ha a disposizione un po’ di denaro extra.

    A differenza delle aziende di beni di prima necessità, che fanno il minimo indispensabile, le azioni legate ai beni di consumo discrezionale tendono ad andare bene quando l’economia è forte e le persone hanno più soldi, e male quando i tempi sono difficili e non si riesce a sbarcare il lunario, come durante la pandemia del coronavirus.

    Cosa sono le azioni legate ai beni di consumo discrezionali?

    Le azioni del settore discrezionale coprono diversi sottosegmenti, ma l’unica cosa che hanno in comune è che tutte coinvolgono aziende che contano sul fatto che i consumatori spendono soldi che non hanno bisogno di spendere.

    Essi includono i seguenti tipi di business:

    • Produttori di auto, camion e motocicli
    • Costruttori di pneumatici e produttori di ricambi e attrezzature per auto
    • Costruttori di case (Real Estate)
    • Produttori di mobili, elettrodomestici, casalinghi e altri arredi per la casa
    • Produttori di elettronica di consumo
    • Aziende di abbigliamento e di beni di lusso
    • Operatori di hotel, resort e casinò
    • Aziende di ristorazione
    • Operatori crocieristici

    Il fatto che i titoli discrezionali dei consumatori tendono a crescere e a diminuire con l’economia generale li rende ciclici. Ci sono diverse aziende discrezionali di consumo che si distinguono per essere tra le migliori del settore.

    E tra le migliori dei vari settori discrezionali spesso spunta un marchio di vero lusso. Sì, perché il mercato luxury, a differenza dell’intero mercato di beni discrezionali, è meno ciclico e può puntare su margini decisamente alti, così da contrastare qualsiasi crisi.

    La crisi che non arriva per il lusso

    Secondo un sondaggio del Credit Suisse, i milionari globali (in termini di dollari USA) sono ormai 47 milioni, hanno capacità pari al 44% della ricchezza mondiale ma rappresentano meno dello 0,1% della popolazione mondiale. Si può decifrare questa distribuzione disomogenea delle ricchezze, ma se ne può anche trarre profitto. Secondo Bain & Co., le vendite di beni di lusso hanno raggiunto i 300 miliardi di dollari nel 2019, trainate in gran parte dalla crescita annuale del 18% al 20% nella Cina continentale. Nonostante un rallentamento del tasso di crescita economica, la Cina ha superato gli Stati Uniti come il paese con il maggior numero di persone ricche.

    Le aziende di lusso beneficiano del potere di nomi di marchi individuali che puzzano di stile e qualità ma anche di longevità. Gli investitori parlano spesso di “fossati“, o di protezione contro la concorrenza spietata che porta a clienti rubati e prezzi più bassi. I brevetti forniscono dei fossati, ma i marchi potenti sono altrettanto buoni (spesso migliori, in effetti, perché persistono). Nessuno tranne Hermès può realizzare una borsa Hermès, così come Rolex è rinomata per i suoi orologi eleganti. Certo, possono essere copiati illegalmente, ma altre persone ricche (il pubblico che gli acquirenti al dettaglio vogliono impressionare di più) conoscono la realtà.

    La più grande delle aziende di lusso è una meraviglia: LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton, che, come Hermès e il colosso della moda privata Chanel, ha sede a Parigi. Un conglomerato cucito insieme dal suadente Bernard Arnault, che ha appena superato Bill Gates come seconda persona più ricca del mondo, LVMH ha una capitalizzazione di mercato (azioni in circolazione volte il prezzo delle azioni) di 220 miliardi di dollari, quasi il triplo di quella di Hermès.

    LVMH ha raggiunto un accordo a novembre per l’acquisto di una delle poche aziende di beni di lusso che non hanno sede in Europa: Tiffany (TIF), la gioielliera di 183 anni. Con l’acquisizione (16 miliardi di dollari in contanti), Tiffany entrerà (il condizionale è d’obbligo perché non è detto che l’operazione vada a buon fine) a far parte di un portafoglio di 75 aziende di LVMH che, oltre al designer di pelle Vuitton, al produttore di champagne Moët & Chandon e al re del cognac Hennessy, comprende i gioiellieri Bulgari e Chaumet, le case di moda Christian Dior, Fendi, Givenchy e Loro Piana e ancora, la catena di hotel di lusso Belmond, il quotidiano economico Les Echos e il famoso e frizzante Dom Pérignon.

    Quando LVMH punta alle acquisizioni, come convince gli azionisti (molti dei quali sono soci fondatori) a vendere? In primo luogo offre liquidità, permettendo ai pronipoti di incassare, oltre alle economie di scala e al know-how gestionale. Ad esempio, gli analisti affermano che Bulgari ha più che raddoppiato le vendite da quando è stata acquisita dal conglomerato nel 2011.

    Anche le versioni più piccole di LVMH sono fiorenti. Kering, anch’essa con sede a Parigi, possiede marchi di alta moda come Gucci, Bottega Veneta, Yves Saint Laurent, Alexander McQueen e Brioni (i cui completi sono favoriti dal Presidente Trump, vedremo cosa ne penserà Joe Biden). Nei nove mesi chiusi al 30 settembre i ricavi di Kering sono aumentati del 17%. Il titolo è scambiato a un P/E di poco meno di 20 (inferiore a quello di LVMH) e rende il 2% (quasi il doppio del rendimento di LVMH).

    La Compagnie Financière Richemont, con sede a Bellevue, in Svizzera, offre un buon valore, scambiando ben al di sotto del suo massimo del 2014. Richemont punta su gioielli e orologi, con marchi come Cartier, Van Cleef & Arpels, Piaget, dunhill e Chloé.

    Più lusso di quanto si pensi

    Non fatevi ingannare dal nome della Swatch Group. Si tratta di un altro collezionista svizzero di marchi di lusso, tra cui Harry Winston, Omega e Jacquet-Droz, un orologiaio svizzero di 261 anni, i cui segnatempo vanno ben oltre le decine di migliaia di dollari.

    Un altro titolo più piccolo e multimarca è la Capri Holdings di Londra, con un market cap di quasi 6 miliardi di dollari. Ha tre partecipazioni, tutte con nomi forti: Jimmy Choo, Michael Kors e Versace.

    Si vuole un’azienda americana? Tapestry ha sede nel quartiere trendy di Hudson Yards a New York. I suoi marchi (Kate Spade, Coach e Stuart Weitzman) sono di alta qualità, ma un po’ al di sotto del lusso.

    Non c’è bisogno di un fondo comune di investimento di lusso

    Per entrare in questo mercato non serve un fondo per differenziare, basta acquistare LVMH, Kering o Richemont (o tutti e tre) e prendere in considerazione anche le singole società e le azioni multisocietà più piccole.

    Se l’economia globale rallenta, queste aziende potrebbero soffrire e i loro prezzi delle azioni potrebbero scendere. In questo caso, comprate di più. Sviluppare un nuovo marchio di lusso è un’impresa costosa e che richiede tempo. Ma si può diventare partner di quelle già affermate.

    Il lusso non è solo da indossare

    Un errore che tipicamente si fa è quello di pensare che il lusso consiste solo nei brand di fama mondiale che sviluppano prodotti da indossare (borse, gioielli, vestiti), in realtà il lusso è applicabile in ogni categoria merceologica e ha mille sfaccettature.

    Un esempio? Vi dice nulla Ferrari o BMW? E un produttore di Yacht come Ferretti?

    Il lusso italiano

    Quando si parla di lusso, oltre alla Francia, non si può certo ignorare il made in Italy, marchio da sempre riconoscibile in tutto il mondo come sinonimo di garanzia e di qualità, oltre che di stile.

    Abbiamo già accennato a qualche brand (Ferrari, Ferretti), senza trascurare ovviamente altre aziende che fanno grande l’Italia nel mondo: Gucci, Salvatore Ferragamo, Valentino, ecc…

    Ovviamente non tutte queste aziende sono pubbliche, alcune hanno una proprietà privata, ma vale certamente la pena provare a guardare tutte le aziende quotate per capire qual è la possibilità per entrare in questo mondo.

    Lista delle aziende legate al lusso

    Ecco la lista di qualche azienda legata al mondo del lusso:

    AziendaTicker
    Advantex Marketing International Inc.CSE:ADX
    Atlas PearlsASX:ATP
    Birks Group Inc.NYSE:BGI
    BMWETR:BMW
    Brunello CucinelliBIT:BC
    Burberry Group plcLSE:BRBY
    Canada Goose Holdings Inc.TSX:GOOS
    CASPER SLEEP INC.NYSE:CSPR
    Charles & Colvard, Ltd.NASDAQ:CTHR
    Christian DiorEPA:CDI
    Coach, Inc. (Tapestry)NYSE:TPR
    Daimler MercedesETR:DAI
    DGSE Companies, Inc.NYSE:DGSE
    Elizabeth Arden (Revlon)NYSE:REV
    Estee LauderNYSE:EL
    Ethan Allen Interiors Inc.NYSE:ETH
    FARFETCH LTDNYSE:FTCH
    Ferrari N.V.NYSE:RACE
    GreenTree Hospitality Group Ltd.NYSE:GHG
    HermesEPA:RMS
    Hugo BossETR:BOSS
    Jimmy Choo (Capri Holding)NYSE:CPRI
    KeringEPA:KER
    L’Oreal SAEPA:OR
    EssilorLuxotticaEPA:EL
    Luxxfolio Holdings Inc.CSE:LUXX
    LVMH Moet Hennessy Louis VuittonEPA:MC
    MARINEMAX INCNYSE:HZO
    MarriottNYSE:MAR
    Michael Hill International LimitedASX:MHJ
    Moncler SpABIT:MONC
    Movado Group, Inc.NYSE:MOV
    NordstromNYSE:JWN
    Nova LifeStyle, Inc.,NASDAQ:NVFY
    Porsche Automobil HoldingETR:PAH3
    Prada GroupHKG:1913
    PVH Corp.NYSE:PVH
    Ralph LaurenNYSE:RL
    REVOLVE GROUP, LLCNYSE:RVLV
    Salvatore Ferragamo SpABIT:SFER
    Shangri-La HotelsHKG:0069
    Signet Jewelers LimitedNYSE:SIG
    The RealReal, Inc.NASDAQ:REAL
    Tiffany & Co.NYSE:TIF
    Tod’sBIT:TODS
    VF Corp.NYSE:VFC
    Vince Holding Corp.NYSE:VNCE
    Walker GreenbankLSE:WGB
    Williams-Sonoma Inc.NYSE:WSM
    Lista di alcune aziende legate al lusso

    Ed ecco un po’ di descrizioni delle aziende coinvolte

    Advantex Marketing International Inc.

    Fornisce programmi di marketing specializzati che consentono ai membri dei gruppi di affinità di guadagnare miglia frequent flyer e altri premi fedeltà attraverso gli acquisti presso i commercianti partecipanti.

    Attraverso partnership con Aeroplan, Toronto-Dominion Bank, Canadian Imperial Bank of Commerce e Caesars Entertainment, Advantex ha accesso contrattuale a milioni di consumatori con un reddito personale e familiare superiore alla media.

    Advantex ha anche partnership con circa 1.025 commercianti in Canada e negli Stati Uniti.

    Atlas Pearls

    Produce e fornisce perle del mare del sud in Australia, Indonesia e a livello internazionale. La società opera attraverso i segmenti Wholesale Loose Pearl e Jewellery.

    Possiede e gestisce aziende agricole di perle bianche e d’argento. La società produce e vende anche gioielli di perle e prodotti correlati, tra cui anelli, orecchini, polsini e bracciali, fili, collane e pendenti e gemelli. Inoltre, gestisce negozi al dettaglio a Perth e Bali.

    Belmond Ltd

    È un portafoglio globale di esperienze di viaggio di lusso che comprende hotel, treni, crociere e safari in alcune delle destinazioni più stimolanti e arricchenti del mondo. Dal 2019 parte di LVMH.

    Fondata oltre 40 anni fa con l’acquisizione dell’Hotel Cipriani di Venezia, la Compagnia possiede e gestisce 48 esperienze uniche e distintive di crociere alberghiere, ferroviarie e fluviali, tra cui una prevista per la futura apertura, in molte delle più celebri destinazioni del mondo.

    Dai punti di riferimento della città ai resort più intimi, la collezione comprende Belmond Grand Hotel Europe, San Pietroburgo; Belmond Copacabana Palace, Rio de Janeiro; Belmond Maroma Resort & Spa, Riviera Maya; e Belmond El Encanto, Santa Barbara.

    Belmond comprende anche safari, otto treni turistici di lusso tra cui il Venice Simplon-Orient-Express, tre crociere fluviali e ’21’, uno dei ristoranti più famosi di New York.

    Birks Group Inc.

    È uno dei principali operatori di gioiellerie di lusso in Canada e nel sud-est degli Stati Uniti.

    La Società gestisce 26 negozi con il marchio Birks nella maggior parte dei principali mercati metropolitani del Canada, 17 negozi in Florida e Georgia con il marchio Mayors, un negozio con il marchio Rolex e due sedi retail a Calgary e Vancouver con il marchio Brinkhaus.

    Birks è stata fondata nel 1879 e nel corso degli anni si è sviluppata fino a diventare il principale rivenditore e designer canadese di gioielli, orologi e articoli da regalo.

    Mayors è stata fondata nel 1910 e ha mantenuto l’intimità di una boutique a conduzione familiare, diventando allo stesso tempo famosa per la sua gioielleria, i suoi orologi e il suo servizio.

    BMW

    Insieme alle sue consociate, si occupa dello sviluppo, della produzione e della vendita di automobili e motociclette in tutto il mondo.

    L’azienda opera attraverso i segmenti Automotive, Motociclette e Servizi Finanziari. Il segmento Automotive è coinvolto nello sviluppo, nella produzione, nell’assemblaggio e nella vendita di automobili e fuoristrada con i marchi BMW, MINI e Rolls-Royce, oltre a fornire parti di ricambio e accessori. Questo segmento vende i suoi prodotti attraverso rivenditori indipendenti e autorizzati.

    Il segmento Motocicli sviluppa, produce, assembla e vende motocicli con il marchio BMW Motorrad, oltre ad offrire parti di ricambio e accessori. Il segmento Servizi Finanziari si occupa di leasing di auto, flotte, attività multimarca, finanziamenti ai clienti al dettaglio e ai concessionari, attività di deposito per i clienti e attività assicurative.

    Burberry Group plc

    Progetta, produce, reperisce e vende prodotti con il marchio Burberry. Il design e lo sviluppo dei prodotti sono concentrati nella sede centrale di Burberry a Londra. I tessuti e gli altri materiali vengono acquistati e i prodotti finiti vengono fabbricati sia presso gli stabilimenti di proprietà dell’azienda nel Regno Unito, sia attraverso una rete di fornitori esterni, situati prevalentemente in Europa. I contenuti e i programmi creativi e di marketing sono sviluppati internamente per coinvolgere e collegare il marchio e i suoi prodotti con i consumatori.

    I prodotti Burberry sono venduti a livello globale attraverso i suoi negozi e Burberry.com, nonché attraverso clienti all’ingrosso di terze parti, sia offline che online.

    In alcune aree selezionate, Burberry utilizza le competenze di prodotto e di distribuzione dei partner di licenza per sviluppare il business.

    Canada Goose Holdings Inc.

    Fondata in un piccolo magazzino a Toronto, in Canada, 60 anni fa, Canada Goose è cresciuta fino a diventare un marchio globale di abbigliamento esterno.

    Canada Goose è un designer, produttore, distributore e rivenditore di abbigliamento esterno premium per uomo, donna e bambino. Le giacche dell’azienda sono vendute in 36 paesi in tutto il mondo, tra cui due negozi al dettaglio di proprietà e quattro negozi di e-commerce.

    Casper Sleep Inc.

    È un’azienda globale del sonno. L’azienda ha un portafoglio completo di prodotti per il sonno progettati in modo ossessivo (compresi materassi, cuscini, biancheria da letto e mobili) progettati internamente dal pluripremiato team di ricerca e sviluppo dell’azienda presso i Casper Labs di San Francisco.

    Oltre alla sua attività globale di ecommerce, Casper possiede e gestisce 60 Sleep Shops in tutto il Nord America e i suoi prodotti sono disponibili presso un numero crescente di rivenditori.

    Charles & Colvard, Ltd

    Con sede nell’area del Parco del Triangolo di Ricerca del North Carolina, è il creatore originale e la fonte principale delle gemme di moissanite Forever One, Forever Brilliant e Forever Classic per la gioielleria.

    La moissanite è unica nel suo genere, disponibile in tre gradi di colore (incolore, quasi incolore e di colore tenue) e prodotta a partire da cristalli di carburo di silicio (SiC). La Moissanite creata da Charles & Colvard Created Moissanite è venduta con una garanzia limitata a vita a distributori all’ingrosso, produttori, rivenditori e designer come pietre sciolte o incastonate in un’ampia varietà di incastonature di qualità.

    Charles & Colvard, Ltd. vende anche direttamente ai consumatori attraverso la sua filiale operativa interamente controllata, charlesandcolvard.com, LLC, e attraverso mercati di terze parti.

    Coach, Inc

    È una casa di design leader a New York nel settore degli accessori di lusso moderni e dei marchi di lifestyle.

    Il marchio Coach è stato fondato a New York City nel 1941 e vanta una ricca tradizione nell’abbinamento di pelli e materiali eccezionali con un design innovativo.

    Coach è venduto in tutto il mondo attraverso i Coach store, alcuni grandi magazzini e negozi specializzati e attraverso il sito web di Coach.

    Nel 2015, Coach ha acquisito Stuart Weitzman, leader mondiale nelle calzature di design, vendute in più di 70 paesi e attraverso il suo sito web.

    Davi Luxury Brand Group, Inc

    Sviluppa e commercializza una linea di prodotti per la cura della pelle/cosmetici a base di uva e prodotti di lusso a base botanica per la cura della pelle a marchio Davi, Davi Skin e Davi Napa per donne e uomini.

    I clienti target dell’azienda includono hotel di lusso e negozi in volo e duty-free. La società era precedentemente conosciuta come Dafoe Corp. e ha cambiato il suo nome in Davi Luxury Brand Group, Inc. nel gennaio 2011. Davi Luxury Brand Group, Inc. è stata fondata nel 2007 e ha sede a Beverly Hills, California.

    DGSE Companies, Inc

    Vende all’ingrosso e al dettaglio gioielli, diamanti, orologi di pregio, metalli preziosi e prodotti in metallo prezioso e monete rare attraverso le sue operazioni di Charleston Gold & Diamond Exchange e Dallas Gold & Silver Exchange.

    DGSE possiede anche Fairchild International, Inc., uno dei più grandi grossisti di orologi d’epoca del paese.

    La società ha sede a Dallas, Texas.

    Elizabeth Arden

    È un’azienda globale di prodotti di bellezza di prestigio con un ampio portafoglio di marchi di bellezza di prestigio venduti in oltre 120 Paesi.

    Estee Lauder

    È uno dei leader mondiali nella produzione e commercializzazione di prodotti di qualità per la cura della pelle, il trucco, i profumi e la cura dei capelli. I prodotti dell’azienda sono venduti in oltre 150 paesi e territori con marchi tra cui: Estée Lauder, Aramis, Clinique, Prescriptives, Lab Series, Origins, Tommy Hilfiger, M-A-C, Kiton, La Mer, Bobbi Brown, Donna Karan New York, DKNY, Aveda, Jo Malone London, Bumble e bumble, Michael Kors, Darphin, GoodSkin Labs, Tom Ford, Ojon, Smashbox, Ermenegildo Zegna, AERIN, Osiao, Marni, Tory Burch, RODIN olio lusso, Le Labo, Editions de Parfums Frédéric Malle e GLAMGLOW.

    Farfetch ltd

    È una piattaforma globale omnicanale per l’industria della moda di lusso. Le sue unità di business includono Farfetch.com, Farfetch Black & White, Store of The Future, e Browns (incluso Brownsfashion.com).

    Fondata nel 2007 da José Neves per l’amore della moda, e lanciata nel 2008, Farfetch è nata come un mercato e-commerce per le boutique di lusso di tutto il mondo. Oggi il marketplace collega clienti in 190 Paesi con articoli provenienti da più di 45 paesi e oltre 980 delle migliori boutique e marchi del mondo, offrendo un’esperienza di shopping davvero unica e l’accesso alla più ampia selezione di lusso su un’unica piattaforma. Farfetch è la piattaforma tecnologica leader a livello mondiale per l’industria della moda di lusso.

    Ferrari N.V.

    È tra i marchi di lusso leader a livello mondiale focalizzati sul design, l’ingegneria, la produzione e la vendita delle auto sportive di lusso più riconoscibili al mondo. Il marchio Ferrari simboleggia l’esclusività, l’innovazione, le prestazioni sportive all’avanguardia e il design italiano.

    La sua storia e l’immagine di cui godono le sue vetture sono strettamente legate al suo team di Formula 1, la Scuderia Ferrari, il team di maggior successo nella storia della Formula 1.

    GreenTree Hospitality Group Ltd

    È un gruppo leader nella gestione dell’ospitalità in Cina. Al 30 settembre 2019, GreenTree contava un totale di 3.102 hotel. Nel 2018, GreenTree si è classificata tra i primi 12 migliori hotel al mondo in termini di numero di hotel in “World’s Largest Hotel Companies”.

    Hermes

    Si occupa della produzione e della distribuzione al dettaglio e all’ingrosso di beni di consumo in tutto il mondo. Si occupa dell’acquisto, della concia, della tintura e del finissaggio delle pelli, della tessitura, dell’incisione, della stampa, della tintura e del finissaggio dei tessuti.

    L’azienda vende i suoi prodotti attraverso una rete di 311 negozi al dettaglio. Inoltre, vende orologi, profumi e articoli per la tavola attraverso reti di negozi specializzati e nei negozi duty-free degli aeroporti.

    Hugo Boss

    È uno dei leader di mercato nel segmento premium e di lusso del mercato globale dell’abbigliamento. Si concentra sullo sviluppo e la commercializzazione di moda e accessori di alta qualità per uomo e donna.

    Con sede a Metzingen, è uno dei produttori di abbigliamento elencati più redditizi al mondo.

    Jimmy Choo

    Dall’apertura del suo primo negozio a Londra nel 1996, Jimmy Choo è cresciuto fino a diventare uno dei principali specialisti delle calzature di lusso. Jimmy Choo ha un marchio unico e potente, riconosciuto a livello mondiale.

    Kate Spade

    Disegna e commercializza accessori e abbigliamento principalmente sotto due marchi lifestyle globali e multicanale: Kate Spade New York e Jack Spade.

    Kering Holland

    È leader mondiale nell’abbigliamento e negli accessori, che sviluppa un insieme di marchi potenti.

    Gucci, Bottega Veneta, Saint Laurent, Alexander McQueen, Balenciaga, Brioni, Christopher Kane, McQ, Stella McCartney, Tomas Maier, Sergio Rossi, Boucheron, Dodo, Girard-Perregaux, JEANRICHARD, Pomellato, Qeelin e Ulysse Nardin, Sport & Lifestyle: Puma, Volcom, Cobra, Electric e Tretorn.

    I marchi sono complementari e tutti godono di un forte potenziale di crescita organica.

    Kingold Jewelry Inc

    Situata in posizione centrale a Wuhan City, una delle più grandi città della Cina, è stata fondata nel 2002 e oggi è uno dei principali designer e produttori cinesi di gioielli in oro a 24 carati, ornamenti e prodotti orientati agli investimenti.

    L’Oreal SA

    La Società ha un ruolo di coordinamento strategico e di coordinamento scientifico, industriale e di marketing del Gruppo L’Oreal (Gruppo) su base globale. Il Gruppo crea e sviluppa prodotti cosmetici.

    EssilorLuxottica

    Leader nel settore dell’occhialeria di alta moda, di lusso e sportiva, con una rete globale di vendita all’ingrosso che coinvolge 130 Paesi diversi.

    Grazie al merge tra l’italiana Luxottica e la francese Essilor la newCo è il leader mondiale dell’occhialeria.

    LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton

    Ne abbiamo già parlato: opera come una società di prodotti di lusso in tutto il mondo. La società opera attraverso sei segmenti: Vini e alcolici, Moda e pelletteria, Profumi e cosmetici, Orologi e gioielli, Vendita al dettaglio selettiva e altre attività e società holding.

    I suoi vini e liquori comprendono champagne, spumanti e vini tranquilli, cognac, scotch whisky, liquori bianchi e altri vini sotto il Moët & Chandon, Dom Pérignon, Veuve Clicquot Ponsardin, Krug, Mercier, Ruinart, Château dYquem, Château Cheval Blanc, Hennessy, Glenmorangie, Ardbeg, Belvedere, Chandon, Cloudy Bay, Cape Mentelle, Newton Vineyard, Terrazas de los Andes, Cheval des Andes, Numanthia e Wenjun.

    Per quanto riguarda i marchi da indossare LVMH è un vero e proprio conglomerato del lusso.

    Marinexmax Inc

    È il più grande rivenditore di barche da diporto e yacht degli Stati Uniti.

    Focalizzata su marchi premium, come Sea Ray, Boston Whaler, Meridian, Hatteras, Azimut Yachts, Ocean Alexander, Galeon, Grady-White, Harris, Crest, Bennington, Scout, Sailfish, Sea Pro, Sportsman, Scarab Jet Boats, Yamaha Jet Boats, Aquila e Nautique, MarineMax vende imbarcazioni da diporto nuove e usate e prodotti e servizi marini correlati, oltre a fornire servizi di brokeraggio e charter.

    Marriott

    È una società leader mondiale nel settore degli alloggi con sede a Bethesda, Maryland, USA, con più di 4.300 proprietà in 81 paesi e territori. La società gestisce e concede in franchising hotel e licenze per località di villeggiatura sotto 19 marchi.

    Michael Hill International Limited

    Possiede e gestisce negozi di gioielleria al dettaglio e fornisce servizi correlati. La società gestisce i suoi negozi con i marchi Michael Hill ed Emma & Roe. I suoi negozi offrono bracciali e braccialetti, orecchini, pendenti e collane, anelli, orologi e collezioni.

    Michael Kors Holdings Limited

    È un designer di accessori di lusso e prêt-à-porter di fama mondiale. La sua omonima società, fondata nel 1981, produce attualmente una gamma di prodotti attraverso la sua etichetta Michael Kors.

    Moncler SpA

    È una società con sede in Italia che opera nel settore della moda. L’azienda progetta, produce e distribuisce abbigliamento e accessori attraverso il marchio Moncler.

    Gruppo Prada

    Il marchio Prada fa parte del Gruppo Prada, una potenza globale nel mercato dei beni di lusso, oltre che un’icona del business. Il modello di business del gruppo, capace di coniugare processi industrializzati con lavorazioni sofisticate, qualità al top e il livello di dettaglio caratteristico della produzione artigianale, ha stabilito un precedente mondiale. Il gruppo Prada comprende anche: Miu Miu (l’altra anima di Miuccia Prada) un marchio dalla forte personalità, tanto provocatorio e sofisticato, quanto freddo e all’avanguardia; Church’s, produttore di calzature da uomo di alta gamma, fondato nella città britannica di Northampton nel 1873; Car Shoe, inventore dell’originale mocassino da guida con tomaie traforate con borchie di gomma, brevettato nel 1963.

    PVH Corp

    Una delle più grandi aziende di abbigliamento al mondo, possiede e commercializza i marchi iconici Calvin Klein e Tommy Hilfiger in tutto il mondo.

    Ralph Lauren

    Leader mondiale nel design, nel marketing e nella distribuzione di prodotti lifestyle premium in quattro categorie: abbigliamento, casa, accessori e profumi. Da oltre 48 anni, la reputazione e l’immagine distintiva di Ralph Lauren sono state costantemente sviluppate attraverso un numero crescente di prodotti, marchi e mercati internazionali.

    Salvatore Ferragamo SpA

    La capogruppo del Gruppo Salvatore Ferragamo, uno dei leader mondiali nel settore del lusso, le cui origini risalgono al 1927. Il Gruppo è attivo nella creazione, produzione e vendita di calzature, pelletteria, abbigliamento, prodotti in seta e altri accessori, oltre che di profumi per donna e uomo.

    Signet Jewelers Limited

    Il più grande rivenditore al mondo di gioielli con diamanti. Signet gestisce circa 3.600 negozi principalmente con i marchi Kay Jewelers, Zales, Jared The Galleria Of Jewelry, H.Samuel, Ernest Jones, Peoples e Piercing Pagoda.

    Tiffany & Co

    Il gioielliere di fama internazionale fondato a New York nel 1837. Attraverso le sue filiali, Tiffany & Co. produce prodotti e gestisce i negozi al dettaglio TIFFANY & CO. in tutto il mondo.

    Recentemente ci sono state voci di un’acquisizione da parte di LVMH, non ancora tramontate ma certamente diventate più complesse.

    VF Corp

    Leader mondiale nella progettazione, produzione, commercializzazione e distribuzione di abbigliamento, calzature e accessori di marca. Il portafoglio diversificato di potenti marchi dell’azienda abbraccia numerose aree geografiche, categorie di prodotti, demografia dei consumatori e canali di vendita. I marchi più grandi dell’azienda sono The North Face, Vans, Timberland, Wrangler, Lee e Nautica.

  • MSCI Europa, l’indice europeo poco conosciuto

    MSCI Europa, l’indice europeo poco conosciuto

    Ben più noto l’indice EuroStoxx 50 ma non è l’unico strumento per fare un paniere delle azioni del vecchio continente. Una valida alternativa è l’indice MSCI Europa.

    Cosa è l’MSCI Europa

    Si tratta di un paniere di titoli azionari gestito dall’omonima società MSCI (Morgan Stanley Capital International) che include tutte le migliori azioni del vecchio continente.

    Si tratta di una raccolta dei 15 mercati azionari più grandi in Europa e copre un complessivo 85% della capitalizzazione di ognuno di questi mercati.

    Ciò è possibile perché, per ognuno dei 15 mercati, nel paniere finiscono le azioni a più larga capitalizzazione.

    Composizione dell’indice MSCI Europa

    Come già detto sono 15 i mercati che “prestano” i titoli per la composizione di questo indice, si tratta dei mercati di:

    1. Austria
    2. Belgio
    3. Danimarca
    4. Finlandia
    5. Francia
    6. Germania
    7. Irlanda
    8. Italia
    9. Olanda
    10. Norvegia
    11. Portogallo
    12. Spagna
    13. Svezia
    14. Svizzera
    15. Regno Unito

    Ovviamente quando si parla di titoli azionari il Regno Unito fa da padrone e compone circa un quarto dell’intero indice, seguito da Francia, Germania e Svizzera.

    Il paniere ha un consistente numero di azioni, tipicamente si sfiorano i 500 titoli differenti. Nel momento in cui scriviamo, per esempio, contiamo 424 azioni differenti all’interno del paniere.

    Titoli azionari all’interno dell’indice MSCI Europa

    TitoloNazionePeso nel paniere
    NESTLECH4,17%
    ROCHE HOLDING PARCH3,07%
    NOVARTISCH2,34%
    SAPDE1,90%
    ASML HOLDINGNL1,79%
    ASTRAZENECAGB1,71%
    LVMHFR1,53%
    NOVO NORDISKDK1,40%
    SANOFIFR1,35%
    SIEMENSDE1,19%
    GLAXOSMITHKLINEGB1,13%
    TOTALFR1,02%
    UNILEVERNL1,01%
    ALLIANZDE0,98%
    L’OREALFR0,95%
    BRITISH AMERICAN TOBACCOGB0,91%
    AIR LIQUIDEFR0,89%
    HSBC HOLDINGSGB0,89%
    DIAGEOGB0,88%
    IBERDROLAES0,86%
    ENELIT0,82%
    RIO TINTOGB0,82%
    RECKITT BENCKISER GROUPGB0,79%
    SCHNEIDER ELECTRIC SEFR0,78%
    BAYERDE0,74%
    BPGB0,72%
    ADIDASDE0,72%
    DEUTSCHE TELEKOMDE0,67%
    BASFDE0,65%
    ZURICH INSURANCE GROUPCH0,64%
    ROYAL DUTCH SHELL CL AGB0,62%
    KERINGFR0,61%
    LONZA GROUPCH0,55%
    ABB LTDCH0,55%
    BHP GROUP ORD SHSGB0,55%
    AIRBUSNL0,52%
    VINCIFR0,52%
    DEUTSCHE POSTDE0,52%
    DAIMLERDE0,52%
    PROSUSNL0,51%
    BNP PARIBAS ACT.AFR0,51%
    RELXGB0,50%
    PHILIPSNL0,49%
    AB INBEVBE0,49%
    UBS GROUPCH0,49%
    GIVAUDANCH0,48%
    DANONEFR0,48%
    NATIONAL GRIDGB0,44%
    MUENCHENER RUECKVERDE0,43%
    PRUDENTIALGB0,43%
    AXAFR0,43%
    ESSILORLUXOTTICAFR0,43%
    VODAFONE GROUPGB0,42%
    LONDON STOCK EXCHANGE GROUPGB0,42%
    VONOVIADE0,42%
    RICHEMONTCH0,41%
    EXPERIANGB0,41%
    PERNOD RICARDFR0,40%
    INFINEON TECHNOLOGIESDE0,40%
    SIKACH0,40%
    SAFRANFR0,40%
    AHOLD DELNL0,39%
    DEUTSCHE BOERSEDE0,39%
    ADYENNL0,38%
    DSV PANALPINADK0,38%
    INTESA SANPAOLOIT0,38%
    ERICSSONSE0,37%
    INDITEXES0,37%
    ATLAS COPCOSE0,37%
    BANCO SANTANDERES0,37%
    VESTAS WIND SYSTEMSDK0,35%
    ANGLO AMERICANGB0,35%
    VOLKSWAGENDE0,34%
    INVESTORSE0,34%
    KONEFI0,34%
    TESCOGB0,33%
    ALCONCH0,33%
    VOLVOSE0,33%
    CRHIE0,33%
    COMPASS GROUPGB0,33%
    DSM KONNL0,32%
    ING GROEPNL0,32%
    HERMES INTERNATIONALFR0,32%
    ORSTED DONG EnergyDK0,30%
    GENMABDK0,30%
    AMADEUS IT GROUPES0,30%
    E.ONDE0,29%
    DASSAULT SYSTEMFR0,29%
    CREDIT SUISSE GROUP AGCH0,29%
    ENGIEFR0,29%
    NORDEA BANKFI0,28%
    LAFARGEHOLCIM LTDCH0,28%
    NESTEFI0,28%
    ASSA ABLOYSE0,28%
    BMWDE0,28%
    FLUTTER ENTERTAINMENTIE0,28%
    WOLTERS KLUWERNL0,27%
    HEINEKENNL0,27%
    FERRARINL0,27%
    RWEDE0,27%
    VIVENDIFR0,27%
    SANDVIKSE0,27%
    SWISS RE AGCH0,26%
    NOKIAFI0,26%
    GLENCOREJE0,26%
    LLOYDS BANKING GROUPGB0,26%
    CAPGEMINIFR0,25%
    ORANGEFR0,25%
    SAINT GOBAINFR0,25%
    GEBERITCH0,25%
    KERRY GROUPIE0,25%
    LEGRANDFR0,25%
    ENIIT0,25%
    ESSITY AKTIEBOLAG (PUBL)SE0,24%
    BAE SYSTEMSGB0,24%
    FERGUSONJE0,24%
    BARCLAYSGB0,24%
    HEXAGONSE0,24%
    CELLNEX TELECOMES0,23%
    STMICROELECTRONICSNL0,22%
    MERCKDE0,22%
    SAMPOFI0,22%
    AKZO NOBELNL0,22%
    FRESENIUSDE0,22%
    COLOPLASTDK0,22%
    HENKEL& KGAADE0,22%
    MICHELINFR0,21%
    SYMRISEDE0,21%
    UNICREDITIT0,21%
    TELEPERFORMANCEFR0,21%
    FRESENIUS MEDICAL CAREDE0,21%
    DEUTSCHE WOHNENDE0,20%
    TELEFONICAES0,20%
    PARTNERS GROUP HOLDINGCH0,20%
    BANCO BILBAO VIZCAYA ARGENTARIAES0,20%
    OCADO GROUPGB0,19%
    UPM-KYMMENEFI0,19%
    IMPERIAL BRANDSGB0,19%
    SMITH AND NEPHEWGB0,19%
    DEUTSCHE BANKDE0,19%
    SGSCH0,19%
    ASHTEAD GROUPGB0,19%
    SSEGB0,19%
    ASSICURAZIONI GENERALIIT0,18%
    EQUINORNO0,18%
    UCBBE0,17%
    SEGRO REITGB0,17%
    SKANDINAVISKA ENSKILDA BANKENSE0,17%
    AVIVAGB0,17%
    SARTORIUSDE0,17%
    SWISSCOMCH0,17%
    SWEDBANKSE0,17%
    LEGAL AND GENERAL GROUPGB0,16%
    JUST EAT TAKEAWAYNL0,16%
    EDPPT0,16%
    DELIVERY HERODE0,16%
    CARLSBERGDK0,16%
    HENNES & MAURITZSE0,16%
    ZALANDODE0,16%
    NOVOZYMESDK0,16%
    KINGSPAN GROUPIE0,16%
    SVENSKA HANDELSBANKENSE0,16%
    DNBNO0,15%
    INTERTEK GROUPGB0,15%
    SWEDISH MATCHSE0,15%
    KBCBE0,15%
    FIAT CHRYSLER AUTOMOBILESNL0,15%
    RENTOKIL INITIALGB0,15%
    SONOVA HOLDINGCH0,15%
    SWISS LIFE HLDGCH0,15%
    FERROVIALES0,15%
    WORLDLINEFR0,14%
    LOGITECHCH0,14%
    BT GROUPGB0,14%
    SIEMENS HEALTHINEERSDE0,14%
    CHRISTIAN HANSEN HOLDINGDK0,14%
    3I GROUPGB0,14%
    STANDARD CHARTEREDGB0,14%
    VEOLIA ENVIRONNEMENT VEFR0,14%
    EDENREDFR0,14%
    TELENORNO0,14%
    QIAGENNL0,13%
    SOCIETE GENERALEFR0,13%
    BEIERSDORFDE0,13%
    SCHINDLER P PARCH0,13%
    CONTINENTALDE0,13%
    HALMAGB0,13%
    NN GROUPNL0,13%
    ARGENXNL0,13%
    REPSOLES0,13%
    BUNZLGB0,12%
    CREDIT AGRICOLEFR0,12%
    KUEHNE & NAGELCH0,12%
    PEUGEOTFR0,12%
    EUROFINSFR0,12%
    GBLBE0,12%
    STRAUMANN HOLDINGCH0,12%
    CRODA INTERNATIONALGB0,12%
    ALSTOMFR0,12%
    NEXTGB0,12%
    LEG IMMOBILIENDE0,12%
    SNAMIT0,12%
    SPIRAX-SARCO ENGINEERINGGB0,12%
    SAGE GROUPGB0,12%
    INGENICO GROUPFR0,12%
    BRENNTAGDE0,12%
    TERNA RETE ELETTRICA NAZIONALEIT0,11%
    GN STORE NORDDK0,11%
    TELIA COMPANYSE0,11%
    CARREFOURFR0,11%
    PERSIMMONGB0,11%
    A P MOLLER MAERSKDK0,11%
    MONDIGB0,11%
    SCOUT24DE0,11%
    JULIUS BAERCH0,11%
    SARTORIUS STEDIM BIOTECHFR0,11%
    EPIROCSE0,11%
    TEMENOSCH0,11%
    CHOCOLADEF. LINDT & SPRUENGLI PARCH0,11%
    STORA ENSOFI0,11%
    HANNOVER RUECKDE0,11%
    UMICOREBE0,11%
    AENA SMEES0,11%
    KINNEVIKSE0,11%
    DANSKE BANKDK0,11%
    COVESTRO AGDE0,11%
    ARCELORMITTALLU0,11%
    FORTUMFI0,11%
    MTU AERO ENGINES HOLDINGDE0,10%
    WPPJE0,10%
    PORSCHE AUTOMOBIL HOLDING PRFDE0,10%
    INTERCONTINENTAL HOTELS GROUPGB0,10%
    HEIDELBERGCEMENTDE0,10%
    KPN KONNL0,10%
    KNORR BREMSEDE0,10%
    SMURFIT KAPPA GROUPIE0,10%
    ENDESAES0,10%
    ASSOCIATED BRITISH FOODSGB0,10%
    GRIFOLSES0,10%
    ELISAFI0,10%
    BOLIDENSE0,10%
    CAIXABANKES0,10%
    SVENSKA CELLULOSA AKTIEBOLAGETSE0,10%
    EVOLUTION GAMING GROUPSE0,10%
    ADECCOCH0,10%
    FINECO BANKIT0,10%
    RED ELECTRICA CORPORACIONES0,10%
    ATOSFR0,09%
    BOUYGUESFR0,09%
    MONCLERIT0,09%
    MOWINO0,09%
    SKFSE0,09%
    THALESFR0,09%
    DCCIE0,09%
    UBISOFT ENTERTAINFR0,09%
    BURBERRY GROUPGB0,09%
    NIBE INDUSTRIERSE0,09%
    ATLANTIAIT0,09%
    ARKEMAFR0,09%
    CNH INDUSTRIALNL0,09%
    EMS-CHEMIE HOLDINGCH0,09%
    NEXIIT0,09%
    AGEASBE0,09%
    UNITED UTILITIES GROUPGB0,09%
    SEVERN TRENTGB0,09%
    PANDORADK0,09%
    ORKLANO0,09%
    ALFA LAVALSE0,08%
    PUMADE0,08%
    KINGFISHERGB0,08%
    EIFFAGEFR0,08%
    BALOISECH0,08%
    INFORMAGB0,08%
    SWISS PRIME SITECH0,08%
    SKANSKASE0,08%
    SMITHS GROUPGB0,08%
    TELE2SE0,08%
    VALEOFR0,08%
    PRYSMIANIT0,08%
    BUREAU VERITASFR0,08%
    MELROSE INDUSTRIESGB0,08%
    AUTO TRADER GROUPGB0,08%
    ADMIRAL GROUPGB0,08%
    HARGREAVES LANSDOWNGB0,08%
    BERKELEY GROUP HOLDINGS THEGB0,08%
    PUBLICIS GROUPEFR0,08%
    SWATCH GROUP ICH0,08%
    VIFOR PHARMACH0,08%
    BARRY CALLEBAUTCH0,08%
    YARA INTERNATIONALNO0,08%
    SOLVAYBE0,08%
    TEAMVIEWERDE0,08%
    ST.JAMES’S PLACEGB0,08%
    STANDARD LIFE ABERDEENGB0,07%
    BIOMERIEUXFR0,07%
    GVC HOLDINGSIM0,07%
    SODEXOFR0,07%
    UNIPERDE0,07%
    DAVIDE CAMPARI MILANONL0,07%
    RSA INSURANCE GROUPGB0,07%
    SIEMENS GAMESA RENEWABLE ENERGYES0,07%
    EDFFR0,07%
    RANDSTADNL0,07%
    ERSTE GROUP BANKAT0,07%
    SUEZFR0,07%
    EXORNL0,07%
    GETLINKFR0,07%
    GALAPAGOSBE0,07%
    ORPEAFR0,07%
    NATURGY ENERGYES0,07%
    JOHNSON MATTHEYGB0,07%
    BARRATT DEVELOPMENTSGB0,07%
    NATWEST GROUPGB0,07%
    AROUNDTOWNLU0,07%
    GECINAFR0,07%
    HIKMA PHARMACEUTICALSGB0,07%
    ACS ACTIVIDADES DE CONSTRUCCIONES0,07%
    ENAGASES0,07%
    KION GROUPDE0,07%
    EVONIK INDUSTRIESDE0,06%
    MORRISONWM.SUPERMARKETSGB0,06%
    RECORDATI INDUSTRIA CHIM. FARMA.IT0,06%
    WHITBREADGB0,06%
    SCHINDLER HOLDINGCH0,06%
    EPIROCSE0,06%
    ANTOFAGASTAGB0,06%
    GEA GROUPDE0,06%
    DIRECT LINE INSURANCE GROUPGB0,06%
    ICA GRUPPENSE0,06%
    ACCORFR0,06%
    DIASORINIT0,06%
    COMMERZBANKDE0,06%
    GALP ENERGIA-NOMPT0,06%
    UNIBAIL RODAMCO WE STAPLED UNTFR0,06%
    M&GGB0,06%
    MEDIOBANCA BANCA DI CREDITOIT0,06%
    ELECTROLUXSE0,06%
    LANXESSDE0,06%
    ORIONFI0,06%
    SECURITASSE0,06%
    RENAULTFR0,06%
    TAYLOR WIMPEYGB0,06%
    PEARSONGB0,06%
    CARL ZEISS MEDITECDE0,06%
    LAND SECURITIES GROUP REITGB0,05%
    POSTE ITALIANEIT0,05%
    SAINSBURYJGB0,05%
    HUSQVARNASE0,05%
    A P MOLLER MAERSKDK0,05%
    SCHRODERSGB0,05%
    AEGONNL0,05%
    OMVAT0,05%
    AMUNDIFR0,05%
    SOFINABE0,05%
    JD SPORTS FASHIONGB0,05%
    NEMETSCHEKDE0,05%
    AMBUDK0,05%
    EQTSE0,05%
    INDUSTRIVARDENSE0,05%
    J.MARTINS SGPSPT0,05%
    SCORFR0,05%
    VOPAKNL0,05%
    CLARIANTCH0,05%
    LUNDIN ENERGYSE0,05%
    IPSENFR0,05%
    ROLLS-ROYCE HOLDINGSGB0,05%
    REMY COINTREAUFR0,05%
    AVEVA GROUPGB0,05%
    GJENSIDIGE FORSIKRINGNO0,05%
    ADEVINTANO0,05%
    UNITED INTERNETDE0,05%
    NORSK HYDRONO0,04%
    BRITISH LAND REITGB0,04%
    LUNDBERGFORETAGENSE0,04%
    TRYGDK0,04%
    SCHIBSTEDNO0,04%
    SEBFR0,04%
    VERBUNDAT0,04%
    COLRUYT (D)BE0,04%
    COVIVIOFR0,04%
    ABN AMRO BANKNL0,04%
    WARTSILAFI0,04%
    LATOUR INVESTMENTSE0,04%
    TELECOM ITALIAIT0,04%
    FUCHS PETROLUB PRFDE0,04%
    AERCAP HOLDINGSNL0,04%
    BANKINTERES0,04%
    BOLLOREFR0,04%
    BANQUE CANTONALE VAUDOISECH0,04%
    DEMANTDK0,04%
    FDJFR0,04%
    ELIA GROUPBE0,04%
    FAURECIAFR0,04%
    ALTICE EUROPENL0,04%
    VOESTALPINEAT0,04%
    PROXIMUSBE0,03%
    AEROPORTS DE PARISFR0,03%
    ILIADFR0,03%
    TELEFONICA DEUTSCHLAND HOLDINGDE0,03%
    DEUTSCHE LUFTHANSADE0,03%
    SES FDRLU0,03%
    INWITIT0,03%
    KLEPIERRE REITFR0,03%
    LEONARDOIT0,03%
    WENDELFR0,03%
    TENARISLU0,03%
    THYSSENKRUPPDE0,03%
    RAIFFEISEN BANK INTERNATIONALAT0,03%
    SWATCH GROUPCH0,03%
    H.LUNDBECKDK0,03%
    ANDRITZAT0,03%
    NATIXISFR0,03%
    DASSAULT AVIATFR0,03%
    EVRAZGB0,03%
    EURAZEOFR0,02%
    CNP ASSURANCESFR0,02%
    HOCHTIEFDE0,02%
    METRODE0,02%
    PIRELLI & CIT0,02%
    MAPFREES0,02%
    FRAPORTDE0,02%
    TELENET GROUPBE0,02%
    ICADE REITFR0,02%
    JCDECAUXFR0,02%
    Componenti dell’MSCI Europa

    Confronto tra MSCI Europa ed EuroStoxx 50

    Vista la natura e la grandezza dell’indice MSCI Europa, possiamo tranquillamente affermare che è questo la vera cartina tornasole del mercato europeo, ben più dell’EuroStoxx.

    Infatti il paniere di 50 titoli ha al suo interno le più grandi aziende, senza fare reale distinzione tra mercati, succede così che mercati più piccoli, come possono essere quelli scandinavi o dell’Est Europa abbiano uno o nessun titolo dentro l’EuroStoxx 50.

    Inoltre abbiamo accennato alla grandezza dell’indice, infatti lo Stoxx 50 ha, appunto, 50 titoli, mentre l’MSCI ha all’interno oltre 400 titoli (424 a ottobre del 2020).

    Diverso invece il discorso per l’MSCI Europa che coprendo le aziende a più grande capitalizzazione di 15 mercati differenti ha all’interno varie aziende che sfuggono completamente all’indice di Stoxx (il quale si ferma 12).

    Inoltre MSCI Europa ha all’interno anche mercati che non fanno parte dello Stoxx perché non nella comunità europea (Svizzera e presto UK).

  • Elezioni americane, come seguirle e come guadagnarne

    Elezioni americane, come seguirle e come guadagnarne

    Oggi è il grande giorno in America, infatti i 328 milioni di abitanti americani sono chiamati alle urne per decidere chi sarà il futuro presidente degli Stati Uniti d’America.

    Appare evidente, per il potere posto in mano a questa figura, che questa è una scelta che travalica i confini americani e interessa direttamente tutto il mondo.

    I due principali sfidanti sono l’attuale presidente Donald Trump e il candidato democratico Joe Biden.

    A onor del vero, oltre a Repubblicani e Democratici, esistono anche altri partiti, con relativi candidati. Qui una breve lista, ovviamente puramente indicativa poiché è praticamente impossibile che alcuno di essi abbia la benché minima possibilità di guadagnare anche solo uno Stato:

    • Partito Libertario: Jo Jorgensen
    • Partito Verde: Howie Hawkins
    • Partito della Costituzione: Don Blankenship
    • Vari partiti attivisti sulle libertà: Gloria La Riva
    • Partito proibizionista: Phil Collins
    • Partito dell’Alleanza: Rocky De La Fuente
    • Pane e Rose: Jerome Segal
    • Partito della Marijuana libera: Rudy Reyes
    • Partito dell’Unità d’America: Bill Hammons
    • Partito della Solidarietà: Brian T. Carroll
    • Birthday Party: Kanye West (sì, proprio il cantante)

    Come seguire le elezioni americane

    Partiamo dalla cosa più semplice, cioè come seguire le elezioni americane in Italia.

    Innanzitutto gli orari: si voterà oggi, 3 novembre 2020, con l’inizio dello spoglio nella serata italiana. Al solito tutte le emittenti faranno dei talk show e dei programmi di approfondimento.

    Negli ultimi anni, in particolare, molto seguite le #maratonamentana con Enrico Mentana in diretta da mezzanotte su La7 e gli approfondimenti di SkyTG24, anche esso in diretta dalla sera di martedì 3 novembre.

    Probabilmente un’idea di vincitore l’avremo intorno alle 4/5 di mattina (orario italiano) con l’arrivo degli Stati chiave.

    Le idee economiche di Biden e di Trump

    Cerchiamo quindi di capire quali sono le idee economiche che metteranno in campo i due leader in caso di vittoria.

    Idee economiche Trump

    L’abbiamo già visto grazie al primo mandato: il presidente Donald Trump punta a una politica protezionistica, con la difesa delle aziende americane, sia sul territorio nazionale che internazionale.

    Un chiaro esempio è la guerra dei dazi fatta partire con la Cina.

    Inoltre Donald Trump prosegue una guerra fiscale per tutelare la ricchezza, con la tutela dei redditi più alti.

    Dal punto di vista ambientale, Trump reputa l’evoluzione climatica come un intoppo da ignorare. Quindi largo spazio ad aziende che producono energia attraverso carburanti fossili, a discapito dell’onda green che sta investendo il mondo intero.

    Idee economiche Biden

    Al contrario, Biden è un democratico di vera sinistra, quindi riprenderebbe in mano l’idea di Obama, con largo spazio alla salute alla portata di tutti, con forti investimenti nello sviluppo di infrastrutture nel Paese e con un’accelerazione importante sulle tematiche ambientali.

    Durante la campagna elettorale il leader democratico ha promesso 2 mila miliardi per investimenti nell’energia green.

    Probabilmente non terminerebbe la guerra contro le altre nazioni per il diritto americano di tutelare le proprie aziende, ma certamente non arriverà ad avere posizioni oltranziste come Trump.

    In caso di vittoria di Donald Trump

    Lasciando da parte i partiti piccoli che obiettivamente non hanno alcuna possibilità di vincere, cerchiamo di analizzare cosa potrebbe succedere in borsa in caso di vittoria di uno o dell’altro candidato.

    Iniziamo con il Partito Repubblicano che vede Donald Trump come candidato, quindi sarebbe una conferma per ulteriori 4 anni dell’attuale presidenza.

    Settore energia con Trump

    In caso di vittoria di Trump il settore energetico avrebbe una ulteriore spinta verso le energie old style. Quindi nessun nuovo investimento sulla green economy ma spinta sulla old economy, con i produttori petroliferi che ne avrebbero un gran vantaggio.

    In questo caso potremmo vedere titoli come BP, Royal Dutch Shell, ExxonMobil, Total ed Equinor, ma anche la nostra ENI, pronte a esultare.

    Tutte aziende che hanno già dichiarato di voler puntare al green per il futuro ma che a oggi hanno la maggior parte della loro produzione ancora legata a energia non rinnovabile.

    Settore automobilistico con Trump

    Per le case europee sarebbe un disastro la vittoria di Trump alle imminenti elezioni, ciò perché il tycon ha più volta messo nel mirino proprio i produttori auto del vecchio continente, a suo dire poiché farebbero svalutare il mercato dei produttori americani.

    Particolarmente esposte sul mercato a stelle e strisce ci sono: Daimler, FCA, Michelin, Pirelli. Stesso discorso anche per i marchi asiatici, con Honda e Nissan che potrebbero essere i più penalizzati.

    Ovviamente a guadagnarne, quantomeno per il mercato interno, sarebbero Ford e General Motors.

    Comparto lusso con Trump

    Donald Trump ha già dimostrato di non voler minimamente tassare i ricchi o comunque chi possiede molto denaro.

    Il mercato del lusso quindi fa ampiamente il tifo per l’attuale presidente, con marchi come Burberry, Salvatore Ferragamo, Nike, Brunello Cucinelli, Louis Vuitton, EssilorLuxottica, Adidas, Tod’s e Tiffany che potrebbero navigare meglio con Trump.

    In caso di vittoria di Joe Biden

    Di contro, gli stessi settori già analizzati per Trump, si ritroverebbero in situazione diametralmente opposta in caso di vittoria di Biden.

    Comparto energetico con Biden

    La promessa di 2 mila miliardi di incentivi sull’energia rinnovabile è una bella spinta per tutti i titoli del settore green.

    Per l’amministrazione Biden l’abbandono dell’energia attraverso combustibili fossili è una priorità.

    A guadagnarne potrebbero essere SMA Solar Technology AG, Vestas, Siemens Gamesa Renewable Energy, Nordex, Iberdrola, RWE, National Grid, oltre a quei brand che già sono avanti con la trasformazione del loro business, giusto per fare un nome abbiamo ERG in Italia oppure Snam che sta puntando forte sull’idrogeno.

    Con la vittoria del Partito Democratico e in particolare con i 2 mila miliardi, ci sarebbe uno tsunami di denaro in grado di arrivare anche ad aziende più modeste, come per esempio Nel, Ceres Power e ITM Power.

    Comparto auto con Biden

    Ovviamente a giovarne sarebbero i produttori europei, i quali vedrebbero cadere la spinta protezionistica nei confronti delle aziende a stelle e strisce.

    Al di là del protezionismo, i vantaggi green proposti da Biden investirebbero anche il mercato automobilistico, con Tesla sugli scudi.

    Ci sarebbe spazio anche per quella Volkswagen che recentemente ha messo sul piatto 60 miliardi per la trasformazione green della propria linea.

    Particolarmente avvantaggiati potrebbero essere anche i player del settore batterie, con Johnson Matthey, Umicore e Varta che potrebbero avere buoni spunti.

    Settore del lusso con Biden

    Biden vorrebbe creare un sistema fiscale più proporzionale e certamente andrebbe a intaccare i portafogli dei più facoltosi.

    Per questo motivo, in caso di vittoria del Partito Democratico, potrebbe vedere i player del comparto lusso perdere punti percentuali in borsa.

    Chi non ha influenze dalle elezioni americane?

    Ci sono dei settori che non propendono per una o per l’altra parte, si tratta di particolari mercati che, per fattori esterni o ciclici, non hanno particolare preferenza e che continuerebbero a macinare i loro fatturati.

    Settore edile

    Dopo una crisi come l’attuale, dovuta al Covid, l’espansione e la creazione di nuovi posti di lavoro deve necessariamente passare anche dal settore edile.

    Diventa quindi indifferente la vittoria di uno o dell’altro partito, poiché certamente questo settore verrà investito da liquidità necessaria per far ripartire l’economia di un’intera nazione. Lo stiamo già vedendo in Italia, dove il Governo è stato molto celere a creare bonus al 110% per inondare il mercato di liquidità.

    Aziende come per esempio Buzzi Unicem, HeidelbergCement e LafargeHolcim, piuttosto che Ashtead Group, CRH e Ferguson vedranno comunque incrementare i loro guadagni.

    Se vogliamo proprio fare una scommessa, il mercato delle illuminazioni a led potrebbe avere una spinta in caso di vittoria di Biden, sempre grazie ai 2 mila miliardi per investimenti green; quindi attenzione a Illumina, Signify, Schneider Electric, Legrand e Rexel.

    Comparto farmaceutico

    L’idea di Biden è quella di dare accesso a cure a tutti gli abitanti americani, quindi potenzialmente potrebbe arrivare a calmierare i prezzi di alcuni medicinali fondamentali.

    Trump all’opposto è sulla posizione di far pagare tutto il necessario ai contribuenti per sostenere le case farmaceutiche e indirettamente il lavoro delle stesse, soprattutto se queste case farmaceutiche sono americane.

    Letta così appare evidente come il settore farmaceutico dovrebbe fare il tifo per Trump, ma è anche vero che maggior persone che si possono permettere delle cure equivale ad avere maggiori clienti.

    Infine il particolare momento che stiamo vivendo e la crisi dovuta al Covid farà sì che queste posizioni siano fortemente calmierate, quindi sostanzialmente, nell’arco dei prossimi 4 anni, difficilmente ci sarà una differenza dovuta al vincitore di queste elezioni.

    Tra le aziende che potrebbero avvantaggiarsi ci sono certamente AstraZeneca, Novartis, Roche Holding e Novo Nordisk.

    Settore bancario e finanziario

    Come al solito il mercato teme solo l’incertezza e se questa non dovesse verificarsi, se quindi avremo un vincitore chiaro e incontestabile, il settore bancario e finanziario si adatterà velocemente alla nuova corrente.

    C’è giusto un accento che potrebbe cambiare e cioè il fatto che Biden potrebbe voler maggiormente regolamentare il mercato, oltre ad aggiungere qualche tassa per sostenere altre iniziative più popolari.

    Trump di contro è molto liberale e lascia che sia il mercato stesso ad autoregolamentarsi.

    Comunque, per sua natura stessa, il mercato finanziario si adatta e quindi nel medio periodo cambia veramente poco il colore dell’amministrazione americana. L’abbiamo già visto quattro anni fa, quando la vittoria di Trump sembrava la sciagura peggiore che potesse accadere: sappiamo che a distanza di 4 anni i mercati si sono adeguati.

    Al di là delle banche americane, guardando al vecchio continente le banche maggiormente esposte in america sono: BNP Paribas, Banco Santander, Barclays e BBVA.

    Comparto Tech

    Esiste veramente qualcuno in grado di bloccare l’avanzata dei big tech? C’è da scommettere che qualsiasi sia il colore del partito vincitore delle elezioni americane del 2020, i big tecnologici avanzeranno senza problemi.

    Ciò è certamente dovuto alla natura innovativa di tali aziende ma anche al fatto che il business è così distribuito in tutto il mondo che difficilmente il governo di una sola nazione sarà in grado di cambiare le sorti di aziende come Apple, Microsoft, Amazon, Google ecc.

    Anche qui, su questo comparto, l’unica nota di differenza si potrebbe avere con la vittoria di Biden e successiva apertura a mercati internazionali. In tal caso aziende di semiconduttori (STMicroelectronics e/o Infineon Technologies) oppure aziende legate alla domotica e al green potrebbero avere dei vantaggi consistenti (esempio Home Depot). Vantaggio che si potrebbe estendere anche ad aziende asiatiche che sono state messe al bando ultimamente, come per esempio Huawei.

  • Classifica delle Migliori Aziende in cui Lavorare

    Classifica delle Migliori Aziende in cui Lavorare

    Ogni anno viene pubblicata la classifica delle Migliori aziende in cui lavorare; esistono varie versioni ma i dati provengono sempre dalla medesima azienda di consulenza, che porta il nome di Great Place to Work.

    I dati raccolti vengono condivisi con Fortune che, sulla base della granularità fornita, crea la propria classifica delle 100 Best Companies to Work For.

    Andiamo con ordine e vediamo le varie versioni, compresa quella italiana.

    World’s Best Workplaces nel 2020

    Questa è la classifica originale, redatta direttamente da Great Place to Work, che come detto prende in considerazione vari parametri, come il numero di persone cercate, il turn-over, la soddisfazione dei dipendenti e un’altra serie di parametri.

    Ecco la classifica delle prime 25 aziende:

    Pos.AziendaNazionalitàSettore
    1CiscoUSAInformation technology
    2DHL ExpressGermaniaTrasporti
    3HiltonUSAOspitalità
    4SalesforceUSAInformation technology
    5StrykerUSASanità
    6Mars Inc.USAManifatturiero e Produzione
    7The Adecco GroupSvizzeraServizi professionali / Lavoro
    8Mercado LibreArgentinaInformation Technology
    9SASUSAInformation Technology
    10EYInghilterraServizi professionali
    11Intuit Inc.USAInformation Technology
    12SAP SEGermaniaInformation Technology
    13AdobeUSAInformation Technology
    14Admiral GroupGallesServizi finanziari e assicurativi
    15AbbVieUSABiotecnologie / farmaceutica
    16Daimler Mobility AGGermaniaServizi finanziari e assicurativi
    17Dell TechUSAInformation Technology
    18CadenceUSAElettronica
    19Marriott InternationalUSAOspitalità
    20Volvo GroupSveziaManifatturiero e produzione
    21RocheSvizzeraBiotecnologie / farmaceutica
    22DeloitteInghilterraServizi professionali
    23SantanderSpagnaServizi finanziari e assicurativi
    24NaturaBrasileManifatturiero e produzione
    25ScotiabankCanadaServizi finanziari e assicurativi
    Classifica 2020 World’s Best Workplaces

    Si nota una forte presenza di aziende legate all’IT, oltre a una sovrabbondanza di aziende americane. Inoltre, ahimé, si nota anche l’assenza di aziende italiane nei primi 25 al mondo.

    Best Workplaces Italia

    Andiamole quindi a vedere queste aziende italiane, in una classifica a loro dedicate e purtroppo notiamo già che nel ranking trovano posto solo 14 aziende.

    Pos.AziendaSettore
    1American Express ItaliaServizi finanziari e assicurazioni
    2HiltonOspitalità
    3MSD ItaliaBiotecnologie / farmaceutica
    4Conte.it – Admiral GroupServizi finanziari e assicurazioni
    5AbbVieBiotecnologie / farmaceutica
    6DHL ExpressTrasporti
    7The Adecco GroupServizi professionali
    8Medtronic ItaliaManifatturiero e produzione
    9Eli Lilly ItaliaBiotecnologie / farmaceutica
    10Micron SemiconductorManifatturiero e produzione
    11FindomesticServizi finanziari e assicurazioni
    12GucciModa / Fashion
    13Philips ItaliaManifatturiero e produzione
    14Elettronica GroupManifatturiero e produzione
    Best Workplaces Italia Classifica 2020

  • Le migliori 100 aziende occidentali dalla classifica Global 500

    Le migliori 100 aziende occidentali dalla classifica Global 500

    Spesso ci si riferisce alle varie classifiche mondiali guardando alle aziende che hanno più profitti, che hanno più ricavi oppure semplicemente che hanno una maggiore capitalizzazione.

    La questione di base, però, è che la maggior parte degli investitori non va OTC e quindi le azioni che riescono ad acquistare arrivano dai seguenti mercati:

    • USA
    • Gran Bretagna
    • Germania
    • Francia
    • Italia
    • Spagna
    • Svizzera
    • Olanda
    • Portogallo

    Si tratta di pochi mercati che però, Cina a parte, servono la maggior parte delle aziende di spessore a livello mondiale.

    Certo, la Cina (così come anche il Giappone) fa storia a sé ma chi volesse operare su questi mercati avrebbe sostanzialmente 2 strade: mercato Over The Country oppure CFD/ETF.

    Rimaniamo quindi in occidente, dove è molto semplice acquistare azioni e limitiamoci a 4 monete principali: euro, dollaro, franco svizzero, sterlina.

    Per la classifica, anziché prendere come parametro semplicemente la capitalizzazione, dove le aziende americane la fanno da padrone, prendiamo quella che è la lista globale più completa, cioè il Fortune Global 500 dell’ultimo anno, quindi del 2019.

    Le migliori aziende occidentali, quotate in borsa

    Pos.AziendaNazione
    1WalmartUSA
    2Royal Dutch ShellOlanda
    3BPGran Bretagna
    4Exxon MobilUSA
    5VolkswagenGermania
    6AppleUSA
    7Berkshire HathawayUSA
    8Amazon.comUSA
    9UnitedHealth GroupUSA
    10GlencoreSvizzera
    11McKessonUSA
    12DaimlerGermania
    13CVS HealthUSA
    14TotalFrancia
    15EXOR GroupOlanda / Italia
    16AT&TUSA
    17AmerisourceBergenUSA
    18ChevronUSA
    19Ford MotorUSA
    20General MotorsUSA
    21Costco WholesaleUSA
    22Alphabet / GoogleUSA
    23Cardinal HealthUSA
    24Walgreens Boots AllianceUSA
    25JPMorgan Chase & Co.USA
    26Verizon CommunicationsUSA
    27AllianzGermania
    28AXAFrancia
    29KrogerUSA
    30General ElectricUSA
    31Fannie MaeUSA
    32BMW GroupGermania
    33Phillips 66USA
    34Valero EnergyUSA
    35Bank of America Corp.USA
    36MicrosoftUSA
    37Home DepotUSA
    38BoeingUSA
    39Wells FargoUSA
    40SiemensGermania
    41CitigroupUSA
    42Marathon PetroleumUSA
    43ComcastUSA
    44NestléSvizzera
    45UniperGermania
    46AnthemUSA
    47CarrefourFrancia
    48ENIItalia
    49Dell TechnologiesUSA
    50Banco SantanderSpagna
    51EnelItalia
    52Deutsche TelekomGermania
    53Crédit AgricoleFrancia
    54Assicurazioni GeneraliItalia
    55PeugeotFrancia
    56HSBC HoldingsGran Bretagna
    57DuPontUSA
    58TescoGran Bretagna
    59BNP ParibasFrancia
    60Johnson & JohnsonUSA
    61Electricité de France (EDF)Francia
    62International Business Machines (IBM)USA
    63BASFGermania
    64ArcelorMittalLussemburgo
    65TargetUSA
    66AirbusOlanda
    67Deutsche Post DHL GroupGermania
    68EngieFrancia
    69Royal Ahold DelhaizeOlanda
    70United Parcel Service (UPS)USA
    71Lowe’sUSA
    72IntelUSA
    73MetLifeUSA
    74RenaultFrancia
    75Munich Re GroupGermania
    76Procter & GambleUSA
    77United TechnologiesUSA
    78FedExUSA
    79PepsiCoUSA
    80Archer Daniels MidlandUSA
    81Prudential FinancialUSA
    82Roche GroupSvizzera
    83Albertsons Cos.USA
    84UnileverOlanda / GB
    85CenteneUSA
    86Walt DisneyUSA
    87SyscoUSA
    88HPUSA
    89Société GénéraleFrancia
    90TelefónicaSpagna
    91HumanaUSA
    92RWEGermania
    93FacebookUSA
    94Christian DiorFrancia
    95CaterpillarUSA
    96Anheuser-Busch InBevBelgio
    97Energy TransferUSA
    98Lockheed MartinUSA
    99PfizerUSA
    100RepsolSpagna
    101NovartisSvizzera
    102Goldman Sachs GroupUSA
    103ContinentalGermania
    104VinciFrancia
    105FinatisFrancia
    106ThyssenKruppGermania
    107VodafoneGran Bretagna
    108Morgan StanleyUSA

    Le ultime 8 le abbiamo aggiunte poiché non ce l’hanno fatta per poco 🙂

    Scherzi a parte, le ultime 8 le abbiamo aggiunte perché questa è la lista completa delle società, presenti nella Global 500 di Fortune, che hanno superato i 50 miliardi $ di fatturato durante il 2019. Ovviamente stiamo parlando di società che arrivano da mercati comunitari, britannici, svizzeri o americani.

  • Cosa è l’Euro Stoxx 50

    Cosa è l’Euro Stoxx 50

    L’indice EUROSTOXX 50 (talvolta chiamato Dow Jones EUROSTOXX 50) è l’indice Blue-chip leader in Europa per l’Eurozona e fornisce una rappresentazione dei leader nell’Eurozona.

    Contiene aziende leader nei loro settori e contiene 50 azioni di 11 paesi dell’Eurozona: Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna.

    Ulteriori derivati sono i seguenti indici di singoli paesi: L’EUROSTOXX 50 Subindex Francia, l’EUROSTOXX 50 Subindex Italia e l’EUROSTOXX 50 Subindex Spagna, composti da componenti provenienti rispettivamente da Francia, Italia e Spagna.

    Dove hai sentito parlare dell’indice EUROSTOXX 50?

    Se sei un investitore, potresti essere stato informato della creazione dell’indice EUROSTOXX 50 nel 1998 e del suo successivo ruolo nel valutare il sentiment del mercato azionario all’interno dell’Eurozona. Il vostro consulente finanziario potrebbe avervi suggerito un investimento nell’indice EUROSTOXX 50 come un buon modo per ottenere un’esposizione alle grandi imprese nell’area della moneta unica.

    Cosa dovete sapere sull’Indice EUROSTOXX 50

    L’Indice EUROSTOXX 50 è stato progettato da STOXX, un fornitore di indici di proprietà del Gruppo Deutsche Börse, ed è l’equivalente europeo dell’Indice Dow Jones 30. È l’indice leader delle 50 maggiori aziende blue-chip con sede in 12 paesi della zona euro.

    L’EUROSTOXX 50 dichiara che il suo obiettivo è quello di presentare l’80% di ogni gruppo industriale in ogni mercato, e di conseguenza l’80% dei titoli d’investimento di ogni mercato. I trader e le aziende internazionali possono negoziare e acquistare azioni attraverso stock option, contratti a termine e ETF (exchange-traded funds).

    A differenza dell’analogo indice statunitense compilato da Dow Jones, l’indice EUROSTOXX 50 limita l’adesione alle società dei paesi che hanno adottato la moneta unica, l’euro. Ciò significa che nell’indice non ci sono società britanniche.

    L’EUROSTOXX 50 è concesso in licenza alle società di servizi finanziari per l’utilizzo nella costruzione di prodotti che tracciano l’indice e viene utilizzato dai gestori di fondi come benchmark per valutare la loro performance. Tra le società presenti nell’indice figurano aziende leader come:

    • Deutsche Bank
    • BMW
    • Adidas
    • Volkswagen
    • Vivendi
    • Intesa San Paolo
    • Santander
    • Orange
    • ENI
    • Enel
    • Danone
    • Axa

    A gennaio del 2020 i top 10 componenti dell’EUROSTOXX 50 comprendevano:

    • Total SA
    • SAP SE
    • ASML Holding NV
    • LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton SE
    • Linde PLC
    • Sanofi SA
    • Siemens AG
    • Allianz SE
    • Airbus SE
    • Unilever NV

    Come vengono scelte le aziende per EUROSTOXX 50?

    L’Indice EUROSTOXX 50 rappresenta le aziende blue-chip di 12 paesi della zona euro con il più alto valore di mercato per azione. Le società “blue-chip” sono semplicemente società che sono finanziariamente stabili e che ottengono continuamente buoni risultati sul mercato azionario, portando di solito rendimenti elevati agli investitori che hanno acquistato le loro azioni.

    La composizione dell’indice varia a seconda dell’aumento e del calo dei valori delle società. Le modifiche vengono tipicamente apportate all’indice EUROSTOXX 50 quando un’azienda non è più una rappresentazione accurata dell’economia a causa di un periodo di significativo disagio finanziario, o per rappresentare meglio l’economia dopo che si è verificato un significativo cambiamento nel suo complesso.

    Come viene calcolato?

    L’Indice EUROSTOXX 50 è il cosiddetto indice ponderato in base al prezzo, il che significa che le azioni con prezzi azionari più elevati hanno un peso maggiore nell’indice. I 40 titoli più preziosi della lista di selezione sono automaticamente inclusi nell’EUROSTOXX 50, tra cui Allianz, Daimler e Siemens. Le società rimanenti, che riempiranno la lista a capacità, cambiano di anno in anno, per riflettere quanto sia desiderabile investire in virtù del loro valore di mercato.

    I calcoli per questi indici utilizzano la formula di Laspeyres, che misura le variazioni di prezzo rispetto a un peso base fisso di quantità.

    I calcoli per i valori delle azioni vengono effettuati ogni 15 secondi tra le 09.00 CET e le 18.00 CET per le varianti Euro e Dollaro USA di qualsiasi tipo di rendimento. Le varianti in sterline britanniche sono disponibili solo come calcoli di fine giornata (18.00 CET).

    Cosa determina il prezzo di EUROSTOXX 50?

    In termini semplici, il prezzo delle società della zona euro quotate sull’indice EUROSTOXX è ciò che controlla il prezzo. Poiché molte delle società quotate sono francesi e tedesche, la volatilità dell’economia di questi paesi influenzerà l’Indice EUROSTOXX. Poiché l’indice è composto da 50 società, il prezzo di una di queste società probabilmente non influenzerà l’indice in modo significativo, poiché le variazioni dei prezzi delle altre società si equilibreranno con esso e si livelleranno. Tuttavia, una seria azione dei prezzi in tutti i paesi europei farà muovere questo indice, e anche le recessioni economiche lo influenzeranno.

    Da quando l’indice EUROSTOXX 50 è stato fondato nel 1998, c’è stata l’opportunità di vedere come se la cava in tempi di crisi, quanto è volatile e cosa lo colpisce in particolare. Dal 2008 è evidente che in tempi di crisi nell’Eurozona, l’Indice EUROSTOXX 50 ha rispecchiato questa volatilità.

    Come si investe in EUROSTOXX 50?

    Il modo più semplice per investire nell’EUROSTOXX 50 è tramite gli ETF. Gli ETF possono essere acquistati e venduti come normali azioni sul mercato azionario, il che li rende diversi dai fondi comuni d’investimento. Di solito hanno anche tassi di commissione molto bassi o nulli, il che li rende più accessibili al commercio rispetto ai fondi indicizzati o ai fondi comuni d’investimento. I due ETF EUROSTOXX 50 più popolari sono SPDR EUROSTOXX 50 ETF e iShares EUROSTOXX 50 ETF.

    Molti trader e investitori acquistano e vendono sulla base dell’EUROSTOXX 50 in quanto il mercato considera questo indice come una presentazione generale della salute economica dell’Europa.

    Perché EUROSTOXX 50 è utile agli investitori?

    L’indice EUROSTOXX 50 è stato introdotto come un comodo strumento di benchmarking della performance delle 50 maggiori società della zona euro quotate in borsa. In questo modo, gli investitori sanno quale sia il capitale di mercato delle aziende giorno per giorno, aiutandoli a decidere su quali siano le aziende più fruttuose in cui investire.

    Tutti i componenti dell’€Stoxx 50

    A questo punto non ci rimane che elencare tutti i 50 titoli azionari facenti parte dello STOXX 50 Europa.

    AzionePaeseSettore
    Adidas
    ETR: ADS
    DEAbbigliamento
    Adyen
    AMS: ADYEN
    NLBeni industriali
    Ahold Delhaize
    AMS: AD
    NLPersonal Care
    Air Liquide
    EPA: AI
    FRChimica
    Airbus
    EPA: AIR
    FRBeni industriali
    Allianz
    ETR: ALV
    DEAssicurazione
    Anheuser-Busch InBev
    EBR: ABI
    BEFood & Beverage
    ASML Holding
    AMS: ASML
    NLTechnology
    AXA
    EPA: CS
    FRAssicurazione
    BASF
    ETR: BAS
    DEChimica
    Bayer
    ETR: BAYN
    DESalute
    Banco Bilbao Vizcaya Argentaria
    BME: BBVA
    ESBanca
    Banco Santander
    BME: SAN
    ESBanca
    BMW
    ETR: BMW
    DEAutomobili
    BNP Paribas
    EPA: BNP
    FRBanca
    CRH
    LON: CRH
    IECostruzioni e materiali
    Danone
    EPA: BN
    FRFood & Beverage
    Deutsche Boerse
    ETR: DB1
    DEFinanziario
    Deutsche Post
    ETR: DPW
    DELogistica
    Deutsche Telekom
    ETR: DTE
    DETelecomunicazioni
    ENEL
    BIT: ENEL
    ITUtility
    ENI
    BIT: ENI
    ITEnergia
    EssilorLuxottica
    EPA: EL
    FRSalute
    Flutter Entertainment
    LON: FLTR
    IEViaggi
    Hermes International
    EPA: RMS
    FRLusso
    Iberdrola
    BME: IBE
    ESUtility
    Industria de Diseno Textil
    BME: ITX
    ESAbbigliamento
    Infineon Tech
    ETR: IFX
    DETechnology
    ING
    AMS: INGA
    NLBanca
    Intesa Sanpaolo
    BIT: ISP
    ITBanca
    Kering
    EPA: KER
    FRLusso
    Kone
    HEL: KNEBV
    FIBeni industriali
    L’Oreal
    EPA: OR
    FRBeauty
    Linde
    ETR: LIN
    DEChimica
    LVMH Moet Hennessy
    EPA: MC
    FRLusso
    Mercedes-Benz Group
    FRA: MBG
    DEAutomobili
    Muenchener Rueck
    ETR: MUV2
    DEAssicurazione
    Pernod Ricard
    EPA: RI
    FRFood & Beverage
    Philips
    AMS: PHIA
    NLSalute
    Prosus
    AMS: PRX
    NLTechnology
    Safran
    EPA: SAF
    FRBeni industriali
    Sanofi
    EPA: SAN
    FRSalute
    SAP
    ETR: SAP
    DETechnology
    Schneider Electric
    EPA: SU
    FRBeni industriali
    Siemens
    ETR: SIE
    DEBeni industriali
    Stellantis
    BIT: STLA
    ITAutomobili
    Total Energies
    EPA: TTE
    FREnergia
    Vinci
    EPA: DG
    FRCostruzioni e materiali
    Volkswagen
    ETR: VOW3
    DEAutomobili
    Vonovia
    ETR: VNA
    DEReal Estate
  • Chi sono i principali competitor di Tesla?

    Chi sono i principali competitor di Tesla?

    Tesla Motor Inc. (TSLA) è un’azienda americana di progettazione, sviluppo, produzione e distribuzione di auto elettriche e treni elettrici, guidata dall’amministratore delegato e dall’imprenditore seriale Elon Musk. La società è stata fondata nel 2003 e ha sede a Palo Alto, California.

    Si occupa anche di fornire servizi ad altre aziende automobilistiche per raggiungere questi obiettivi, ad esempio, vendendo la sua tecnologia delle batterie.

    Tesla ha due segmenti di ricavi primari: le vendite di autoveicoli e i servizi di sviluppo. Le vendite automobilistiche rappresentano la parte del leone delle entrate.

    Tra i principali concorrenti di Tesla vi sono le aziende automobilistiche tradizionali, come ad esempio:

    • Ford Motor Company (F), la multinazionale automobilistica fondata nel 1903.
    • General Motors (GM), la casa automobilistica statunitense fondata nel 1908.
    • Honda Motor Company (HMC), la multinazionale automobilistica fondata nel 1948
    • Toyota Motor Corp. (TM), una multinazionale del settore automobilistico

    Le aziende automobilistiche tradizionali stanno continuamente aumentando la loro offerta di auto ibride a benzina ed elettriche e di veicoli elettrici puri, come la Chevy Volt e la Nissan Leaf. Tuttavia, le auto Tesla portano con sé una certa cache di alto livello che non è stata ancora riprodotta dalle case automobilistiche storiche.

    Ma questo sta cambiando rapidamente, poiché sempre più aziende automobilistiche si stanno impegnando nello sviluppo e nella produzione di auto elettriche, tra cui BMW, Fiat Chrysler, Ford, Hyundai, Jaguar & Land Rover, Kia, Mazda, Mercedes-Benz, Mitsubishi, Nissan, Subaru, Volkswagen e Volvo.

    Nissan e Volkswagen hanno a lungo offerto opzioni relativamente poco costose per le EV, con Nissan che ha la Leaf e Volkswagen che offre il suo E-Golf; inoltre la casa tedesca sta affrontando il mercato elettrico con Audi, che è decisamente una concorrente all’altezza di Tesla.

    Fiat Chrysler ha appena fatto uscire sul mercato la 500 elettrica, che non compete direttamente con le auto Tesla, ma è un primo segnale da parte del produttore Italo-Americano.

    Tuttavia, quando si tratta di veicoli elettrici di fascia alta, Tesla governa.

    US News classifica i primi 5 veicoli elettrici di lusso di lusso, dove le auto Tesla hanno preso il no. 1 e n. 2:

    1. Tesla Modello S
    2. Tesla Modello 3
    3. Porsche Taycan
    4. Lexus ES Hybrid
    5. BWI i3

    Porsche ha un brand molto riconoscibile, noto per le auto sportive di alta qualità, e afferma che la sua stazione di ricarica è la più veloce del mondo, e la sua Taycan va da 0 a 60 miglia all’ora in 3,5 secondi. La BWI i3 è invece una due volumi con tetto alto, ma ha lo stesso riconoscimento del nome di alta gamma che porta Porsche.

    Tesla commercializza e vende le sue auto attraverso la propria rete di negozi al dettaglio situati in Nord America, Europa e Asia. Per l’intero anno fiscale 2019, l’azienda ha registrato un fatturato lordo di 24,57 miliardi di dollari. Tesla ha una capitalizzazione di mercato di 88 miliardi di dollari ma a differenza di tanti competitor non paga un dividendo.

    Tesla non è rimasta redditizia nonostante l’elevata domanda per le sue auto elettriche e la rapida espansione (l’azienda ha anche investito molto nelle sue infrastrutture, con la costruzione della sua nuova Gigafactory a Reno, Nev).

    “Dato che Tesla non ha mai realizzato un profitto annuale in quasi 15 anni dalla sua esistenza, il profitto non è ovviamente ciò che ci motiva”, scriveva Elon Musk nel 2018.

  • Indice DAX30, come investire

    Indice DAX30, come investire

    Il Deutscher Aktienindex, o DAX, traccia il valore delle 30 maggiori società quotate alla Borsa di Francoforte (FSE) e questo è rappresentato in tempo reale dal prezzo DAX.

    Poiché le società quotate che compongono l’indice DAX 30 rappresentano circa il 75% del limite di mercato totale del FSE, il DAX è spesso visto come uno strumento di misura per l’economia tedesca.

    L’economia tedesca è la più grande dell’Unione Europea e la quinta economia più grande a livello globale. È un mercato attivo e liquido.

    Come negoziare il CFD DAX

    Il prezzo DAX fornisce tipicamente ai trader un alto grado di liquidità, lunghi orari di negoziazione e spread di negoziazione ristretti. Oggi è possibile negoziare l’indice DAX utilizzando i CFD (contratti per differenza) o i futures. L’utilizzo dei CFD per negoziare il DAX vi permetterà di andare lungo o corto senza dover trattare con le borse convenzionali, come l’Eurex.

    I trader si divertono a fare trading con il DAX perché spesso le tendenze possono essere facilmente individuabili sui grafici in tempo reale. I trader che fanno trading con il DAX 30 spesso trovano che le tendenze siano ben definite in una varietà di tempi, rendendo il DAX popolare tra i trader di CFD di tutto il mondo.

    Come viene calcolato il DAX?

    Per poter operare sull’indice DAX 30, una società deve negoziare almeno il 15% del proprio market cap pubblicamente ed essere quotata per almeno tre anni. Devono anche:

    • Appartenere al segmento “Prime Standard” dell’FSE
    • Rappresentare l’economia tedesca

    L’indice DAX è ponderato in base alla capitalizzazione, il che significa che le aziende che hanno limiti di mercato più elevati avranno una maggiore influenza sul prezzo delle azioni del DAX. Allo stesso tempo, nessuna società può avere una ponderazione superiore al 10% per operare sul DAX.

    Le aziende che negoziano sul DAX tedesco vengono riviste trimestralmente – vengono aggiunte o rimosse in base alle dimensioni del loro portafoglio ordini e al loro market cap.

    I prezzi utilizzati per formulare l’indice DAX sono calcolati attraverso la piattaforma di trading Xetra. Questo rende l’indice un mercato molto liquido – un’altra ragione per cui ai trader piace fare trading sul DAX.

    Come operare con un CFD sul DAX

    Facendo trading con i CFD sull’indice DAX 30, non si acquista l’attività sottostante in sé, il che significa che non si è legati ad essa. Si specula solo sull’aumento o sulla diminuzione del prezzo delle sue azioni. Il trading con i CFD non è diverso dal trading tradizionale in termini di strategie associate. Un investitore di CFD può andare short o long, impostare stop e limitare le perdite e applicare scenari di trading che si allineano ai suoi obiettivi. Quindi, sia che il vostro punto di vista sia positivo o negativo, potete fare trading DAX in entrambe le direzioni.

    Aziende sul DAX

    Se commerciate DAX, noterete che le società quotate in borsa sono molto pesanti in termini di produzione. Il DAX 30 è composto per lo più da produttori di automobili e di prodotti chimici.

    I tre grandi produttori di automobili – Daimler (società madre di Mercedes-Benz), BMW e Volkswagen – detengono una parte significativa del peso del DAX.

    Le società incluse nell’indice DE30 sono imprese multinazionali che influenzano sia l’economia nazionale tedesca che quella globale. Le componenti dell’indice abbracciano un’ampia gamma di settori. Ad esempio, Allianz SE (ALV) è una società di servizi finanziari globale che si concentra sulla fornitura ai clienti di prodotti assicurativi e di gestione patrimoniale. Bayer AG (BAYN) è una società farmaceutica e di salute dei consumatori, nota per i suoi prodotti per il trattamento del dolore e l’allergia. Adidas AG (ADS) sviluppa, produce e commercializza abbigliamento, calzature e attrezzature per l’atletica leggera.

    Le aziende che operano sul DAX tedesco sono sottoposte a revisione trimestrale.

    Come già detto le aziende che si trovano sul DAX sono simbolo dell’economia tedesca nel mondo e sono le top 30 aziende della Germania. Le aziende vengono rivalutate ogni trimestre.

    AzioneTicketCapitaliz.
    (mlrd €)
    AdidasETR:ADS53,2
    AllianzETR:ALV80,1
    BASFETR:BAS52,6
    BayerETR:BAYN64,2
    BeiersdorfETR:BEI25,0
    BMWETR:BMW37,5
    ContinentalETR:CON18,3
    CovestroETR:1COV6,7
    DaimlerETR:DAI42,2
    Deutsche BankETR:DBK17,7
    Deutsche BorseETR:DB129,7
    Deutsche PostETR:DPW39,2
    Deutsche TelekomETR:DTE72,4
    E.ONETR:EOAN26,5
    Fresenius MedicalETR:FME23,9
    Fresenius SEETR:FRE25,2
    HeidelbergcementETR:HEI10,4
    HenkelETR:HEN335,8
    InfineonETR:IFX28,1
    Linde PLCETR:LIN103
    LufthansaETR:LHA5,2
    MerckETR:MRK13,5
    Mtu Aero EnginesETR:MTX9,4
    Munich ReETR:MUV233,7
    RWEETR:RWE18,7
    SAPETR:SAP150
    SiemensETR:SIE92,1
    VolkswagenETR:VOW377,9
    Vonovia SEETR:VNA29,6
    WirecardETR:WDI11,0
    Componenti DAX30 al 07/06/2020

    Storia del DAX

    L’indice DAX è stato pubblicato per la prima volta alla Borsa di Francoforte il 1° luglio 1988 con un livello di partenza di 1.163 punti. A Frank Mella, che all’epoca era redattore del giornale tedesco Börsen-Zeitung, viene attribuita l’invenzione del DAX, dopo che il suo editore gli affidò l’incarico di ideare un indice della borsa tedesca.

    Il gestore del DAX 30, Deutsche Börse, ha aggiunto diversi indici correlati dal 1988. Tra questi vi sono l’MDAX, che rappresenta le 50 maggiori aziende dopo il DAX; il TecDAX, che rappresenta le 30 maggiori aziende tecnologiche al di fuori del DAX; e l’HDAX, che combina il DAX, MDAX e TecDAX.

    Il prezzo delle azioni DAX tende spesso ad essere notevolmente volatile rispetto alle sue controparti britanniche e statunitensi, rendendo il trading DAX un’opportunità interessante per i trader. Come per qualsiasi operazione di trading, tuttavia, non è esente da rischi.

    Secondo il grafico storico dell’indice DAX, nel corso dei decenni di attività, l’indice ha registrato una forte volatilità, caratterizzata da molteplici fluttuazioni di prezzo.

    Il suo primo significativo crollo è avvenuto il 16 ottobre 1989, sulla scia del crollo del mercato azionario di Wall Street. L’indice tedesco ha perso circa il 13% del suo valore in un solo giorno, seguito da perdite multiple e ripide.

    Poco dopo, il DE30 ha guadagnato un momentum al rialzo, con il suo prezzo che è salito costantemente nel corso del decennio successivo per poi raggiungere il picco di 7.976 nel marzo 2000. In questo periodo, l’entusiasmo per i titoli tecnologici ha iniziato a vacillare, con molti investitori in corsa per l’uscita. Il DAX è sceso sotto i 2.200 nel marzo 2003, un minimo che non si vedeva dalla fine del 1995.

    L’economia globale si è poi ripresa, ma ci è voluto fino all’estate del 2007 prima che l’indice Germany 30 raggiungesse nuovamente il record di 8.000 unità del 2000. Questa salita si è conclusa durante la famigerata crisi finanziaria del 2008. Nell’ottobre 2008, il DAX ha iniziato a calare di valore e il 9 marzo 2009 ha perso il 56% rispetto ai massimi del 2007.

    Nel giugno 2014, dopo che la Banca Centrale Europea ha deciso di seguire la politica del denaro a basso costo, il DAX è salito per la prima volta a 10.000 punti.

    Nel gennaio 2018 l’indice è salito a 13.559, ma ha chiuso l’anno a 10.380. Nel febbraio 2020, il suo valore ha raggiunto i 13.797. A marzo, tuttavia, il prezzo dell’indice ha registrato un forte calo, scendendo a 8.441.

    Orari di trading DAX

    I principali orari di negoziazione per l’indice DAX 30 sono compresi tra le 09:00 e le 17:30 CET, anche se Deutsche Börse calcola anche il DAX anticipato (08:00 – 09:00 CET) e il DAX ritardato (17:30 – 22:00 CET) per le negoziazioni fuori orario.