Stellantis: fusione tra Fiat Chrysler Automobiles e Groupe PSA (Peugeot)
Fusione tra PSA Peugeot e Fiat Chrysler Automobiles
Stellantis: fusione tra Fiat Chrysler Automobiles e Groupe PSA (Peugeot)

Dopo la sfumata aggregazione tra Fiat Chrysler Automobiles e Renault, un altro attore francese si interessa per convolare a nozze con la casa italo-americana.

Il gruppo PSA Peugeot, guidato dal Presidente e Direttore Generale Carlos Tavares, entra in contatto con la famiglia Agnelli per cercare di accordarsi su un matrimonio alternativo.

Mentre in molti ancora pensavano alle nozze tra FCA e Renault, il 30 ottobre del 2019 il Wall Street Journal annuncia l’esistenza di una trattativa per portare alle nozze la casa torinese e il costruttore francese.

Le due società vengono allo scoperto confermando le indiscrezioni e affermando che le due dirigenze sono al lavoro per arrivare a un punto comune e vengono anticipati i primi dettagli.

L’intesa definitiva viene raggiunta e il 18 dicembre del 2019 FCA e PSA danno l’annuncio ufficiale congiunto attraverso un comunicato stampa.

Un ulteriore passo simbolico viene fatto a metà luglio del 2020, quando le due società annunciano il nome della nuova entità: Stellantis.

I termini dell’accordo

L’accordo raggiunto si basa sui seguenti termini:

  • Fusione paritetica (50/50)
  • cda composto da 11 persone, nominate 5 per parte e l’undicesimo sarà il CEO
  • John Elkann sarà il Presidente della nascente società
  • Carlos Tavares avrà il ruolo di CEO (e quindi un posto in cda)
  • La nuova entità avrà sede in Olanda e quotata su Euronext (Parigi), Piazza Affari (Milano) e NYSE (New York)
  • Nessun trasferimento dei diritti doppi di voto preesistenti e nessun membro potrà avere più del 30% dei voti in cda

Al closing dell’operazione gli azionisti di PSA avranno 1,742 azioni della nuova nata per ogni azione detenuta, mentre gli azionisti di FCA avranno un cambio di 1:1.

Prima del closing, per l’anno 2019, durante il 2020 verrà distribuito, da entrambe le società, un dividendo ordinario di 1,1 miliardi di euro. Dividendo che poi verrà cancellato a causa dell’emergenza da Covid-19 (leggi capitolo dedicato).

Infine, prima dell’aggregazione, agli azionisti di FCA verrà distribuito un dividendo straordinario di 5,5 miliardi di euro, così da livellare la capitalizzazione delle due società a egual misura. Per lo stesso motivo PSA, prima della chiusura, staccherà e distribuirà ai propri azionisti la partecipazione del 46% detenuta in Faurecia.

Per quanto riguarda la detenuta Comau, FCA la farà entrare nel controllo della nuova entità per poi staccarla e cederla agli azionisti della nuova società.

L’operazione dovrà essere conclusa entro il primo trimestre del 2021, quindi a distanza di 15 mesi dall’annuncio.

Pesi degli azionisti

Nel primo accordo, per come anticipato, c’era il forte rischio che la famiglia Agnelli, attraverso Exor, finisse a essere un socio di minoranza, ciò perché, attraverso l’aggregazione al 50%, l’attuale quota del 28% che Exor detiene in FCA sarebbe diventata il 14%.

Dall’altra parte delle Alpi, la quota della famiglia Peugeot, lo Stato francese e i cinesi di Dongfeng, con il 12% ciascuno di PSA sarebbero passati al 6%. Nella prima versione, inoltre, era data alla famiglia Peugeot la possibilità di salire di un ulteriore 2,5%, quindi con una somma totale, tra dinastia originale e Stato francese che arrivava a 14,5%, ben di più del 14% di Exor.

Per questo motivo, nella seconda e definitiva soluzione, quella del 18 dicembre, vengono spostati leggermente gli equilibri. Innanzitutto i cinesi di Dongfeng venderanno l’1,5% della nuova entità al gruppo PSA che le annullerà. Inoltre, per evitare troppa aggregazione tra Stato e Peugeot, il governo (Bpifrance) venderà il 2,5% post fusione. In compenso è dato (già dalla prima versione dell’accordo) diritto alla dinastia Peugeot di salire di un ulteriore 2,5%.

In definitiva i pesi degli shareholders principali saranno:

  1. Exor: 14%
  2. Famiglia Peugeot: 8,5%
  3. Dongfeng: 4,5%
  4. Bpifrance (Stato francese): 3,5%

I vantaggi di questa operazione

Al closing dell’operazione i vantaggi che le due aziende fanno emergere sin da subito sono tangibili: la nuova nata sarà un gruppo in grado di sfornare ogni anno 8,7 milioni di veicoli, con vendite per 170 miliardi di euro. Numeri che fanno diventare il nuovo gruppo il 4° al mondo in termini di veicoli prodotti e il 3° al mondo in termini di ricavi.

Inoltre il merge permetterà di creare sinergie per 3,7 miliardi di euro, con la condivisione di piattaforme e impianti, oltre che rete distributiva nel mondo. Nessun impianto verrà chiuso.

La nuova società ha una forte presenta in Nord e Sud America, oltre che in Europa, sarà invece carente in Asia. Oriente che continua a essere un punto debole di FCA, lacuna che avrebbe colmano con Renault (grazie alla quota in Nissan da parte dei francesi) ma non con PSA.

I brand della nuova azienda

Il nuovo gruppo che nascerà avrà un sopraffollamento di brand ed è proprio per questo che sin dal primo minuto si è iniziato a fare il conto di quale brand sarebbe rimasto senza sedia.

Le due aziende hanno comunque sempre smentito che alcun brand verrà dismesso.

I brand della nuova società saranno:

  • Da parte di PSA:
    • Peugeot
    • Citroën
    • Opel
    • DS
    • Vauxhall Motors
  • Da parte di FCA
    • Chrysler
    • Dodge
    • FIAT
    • Fiat Professional
    • Lancia
    • Jeep
    • Ram Trucks
    • Abarth
    • Alfa Romeo
    • Maserati

Appare abbastanza evidente come ci siano delle chiare sovrapposizioni in alcuni segmenti.

Il nome sarà Stellantis

Proprio i tanti brand della nuova entità hanno ispirato il nome Stellantis, ufficializzato a metà luglio del 2020 e che prende origine dal latino “stello”, cioè colui che è illuminato dalle stelle.

Naturalmente le stelle sono proprio tutti i brand delle due case. Inoltre un riferimento latino che è origine di entrambe le case.

La casa pubblicitaria che ha ideato il nome è Publicis Groupe.

Le due società sottolineano come:

La scelta del nome segna un passo importante verso il completamento della fusione paritetica (50/50), come definita nel Combination Agreement del 18 dicembre 2019

Comunicati di FCA e PSA sul nome Stellantis

Il nome Stellantis sarà utilizzato solo a livello di gruppo.

Arriva il logo di Stellantis

Dopo il nome arriva anche il logo, a inizio novembre del 2020, in piena seconda ondata per il Covid 19, il processo di aggregazione comunque non rallenta e quindi viene presentato il nuovo logo di Stellantis.

Logo Stellantis, nata dalla fusione tra Peugeot e Fiat
Logo di Stellantis, nata dalla fusione tra Peugeot e Fiat

Logo che ovviamente non vedremo su nessuna macchina ma che sarà il brand del gruppo, il quale racchiude ben 13 marchi differenti.

La cancellazione del dividendo ordinario

Il primo intoppo nell’aggregazione arriva in primavera del 2020, quando, a causa del virus Covid-19, per poter accedere ai prestiti e aiuti garantiti dai rispettivi Stati, sia PSA che FCA annullano il dividendo ordinario da 1,1 miliardi.

Gli aiuti statali a PSA e FCA

Senza dividendo ordinario le due aziende fanno affidamento sui prestiti dello Stato per affrontare la possibile crisi di liquidità dovuta al crollo di vendite di auto data dal lockdown della primavera 2020.

FCA fa richiesta per un prestito da 6,3 miliardi a Intesa San Paolo, mentre PSA viene aiutata dallo Stato francese che stanzia 8 miliardi per il settore auto e si impegna ad aiutare le proprie aziende automobilistiche attraverso fondi erogati in cambio di investimenti in soluzioni ecologiche.

La quotazione di Comau

Nel giugno del 2020 arriva un importante rumor che riguarda la società di componentistica robotica controllata interamente da FCA.

I rumor parlano di quotazione per la società, con un flottante del 70% che finirebbe in borsa e il ricavo andrebbe nelle casse della nuova entità, il restante 30% verrebbe spartito tra gli azionisti di maggioranza della nuova società, secondo i rispettivi pesi.

I rumor non hanno trovato conferme.

Rivisto il dividendo straordinario prefusione

Più di un’analista, vista l’emergenza Covid, aveva ipotizzato che il dividendo straordinario da 5,5 miliardi che FCA avrebbe pagato prima della fusione sarebbe potuto essere a rischio.

La conferma arriva a inizio settembre, quando le due case hanno reso noto un nuovo accordo che prevede delle rimodulazioni. Nel dettaglio, agli azionisti di FCA, prima della fusione, non andranno più 5,5 miliardi ma 2,9. Allo stesso tempo, gli azionisti di PSA dovranno rinunciare allo scorporo di Faurecia (46% di proprietà di PSA) che farà parte del perimetro e sarà scorporata post fusione, probabilmente con contestuale quotazione su mercato azionario. Agli azionisti di FCA andrà quindi il 23% della società di componentistica.

Infine le due società hanno tenuto a budget un ulteriore possibile dividendo di 1 miliardo post fusione, da staccare solo in base all’evolversi dell’emergenza Covid.

Antitrust e veicoli leggeri

Sempre a inizio giugno del 2020 arrivano altri dubbi sull’aggregazione e questa volta sono firmati da parte dell’antitrust europeo che chiede chiarimenti immediati in merito al segmento del LCV (veicoli commerciali leggeri).

L’autorità comunitaria chiede di dissipare i dubbi in merito a una concentrazione che in alcuni Paesi arriverebbe a superare il 40% delle vendite totali del segmento.

Carlos Tavares e Mike Manley hanno sempre detto di non avere problemi a reagire a qualsiasi richiesta da parte delle autorità, inoltre quello dei veicoli commerciali leggeri era un problema già conosciuto alle due società.

Tra le possibili soluzioni ci potrebbero essere strategie separate, cessioni parziali o limitazione nelle vendite nelle aree più problematiche.

Questa richiesta non dovrebbe essere un intoppo insuperabile ma potrebbe, nella peggiore delle ipotesi, ritardare il closing dell’operazione fino a 4 mesi.

Inchiesta della Commissione Europea

Alla fine, su spinta dell’Antitrust europeo, la Commissione comunitaria, il 17 di giugno, apre un’inchiesta sull’aggregazione.

Il punto dolente è proprio quello già sollevato sui veicoli commerciali leggeri, cioè i van sotto le 3,5 tonnellate.

Entrambe le società hanno già la leadership in alcuni mercati e con l’aggregazione verrebbe a mancare la concorrenza in alcune aree.

Evidentemente né PSA né FCA hanno timore che l’inchiesta possa interrompere il processo di aggregazione, ciò poiché nessuna risposta è arrivata dalle aziende alle preoccupazioni preliminari dell’istituto di vigilanza guidato da Margrethe Vestager.

Ora la commissione ha tempo fino al 22 ottobre (90 giorni lavorativi) per sciogliere i dubbi. I mercati principalmente a rischio sarebbero:

  1. Belgio
  2. Croazia
  3. Repubblica Ceca
  4. Francia
  5. Grecia
  6. Ungheria
  7. Italia
  8. Lituania
  9. Lussemburgo
  10. Polonia
  11. Portogallo
  12. Slovacchia
  13. Slovenia
  14. Spagna
  15. Regno Unito

Come si può facilmente notare la portata dell’indagine sarà molto ampia.

Questa volta, all’inchiesta ufficiale, le società hanno risposto e in una nota congiunta la casa del Leone e il Lingotto hanno confermato che l’aggregazione verrà effettuata entro il primo trimestre del 2021, quindi senza particolari ritardi.

Nella stessa risposta le due case si dicono confidenti anche perché delle autorità antitrust hanno già risposto confermando il deal, tra queste ci sarebbero Russia, Giappone, Stati Uniti e Cina.

La risposta chiosa con la sottolineature del come le società faranno comprendere alla Comunità Europea la portata dell’integrazione, la quale darà benefici a tutto il mercato, ai cittadini e all’economia.

Toyota “aiuta” Stellantis con l’antitrust

FCA e PSA hanno collaborato nei mesi estivi con la commissione e con l’antitrust trovando un accordo per cui una parte dei veicoli commerciali leggeri, prodotti dalla società francese, andranno a Toyota, la quale ha già in essere una joint venture con PSA per la produzione degli stessi veicoli nella fabbrica spagnola di Vigo.

Accordo e proposta che ha ricevuto il via libera da parte dell’antitrust già a fine ottobre 2020. Via libera che quindi non sarà necessario attendere per febbraio 2021, come precedentemente annunciato, ma che potrebbe arrivare già a fine anno.

Il deposito dei documenti in previsione del 4 gennaio

Il 4 gennaio 2021 segnerà ufficialmente la nascita del nuovo Stellantis, grazie ai cda di PSA e di FCA chiamati ad approvare la fusione.

Proprio in previsione di tale data le due aziende hanno depositato i documenti, dai quali viene indicata, secondo il principio contabile internazionale Ifrs 2, come società acquirente quella dei francesi PSA e come società target l’italo-americana FCA.

Altri punti dei documenti, già conosciuti, indicano come l’acquisizione sia effettivamente da parte del Leone e il target sia l’italiana.