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La statua di Cristiano Ronaldo
La Juventus e il futuro senza Cristiano Ronaldo
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Ne avevamo già parlato tempo fa ed eravamo già critici sull’operazione fatta dalla Juventus che andò ad acquistare Cristiano Ronaldo con l’idea di vincere la Champions League.

Come abbiamo scoperto, 3 anni dopo quell’acquisto, la Champions non si vince con un solo giocatore e, benché grazie all’operazione CR7 siano arrivati più introiti, questi non si sono certo trasformati in utili.

In questo articolo non parliamo della questione tecnica e di quanto Ronaldo sia indispensabile per la Juventus, quanto di questione economica, essendo la Juve una società quotata.

I costi di 3 anni di Cristiano Ronaldo

Per fare un’analisi decente non possiamo che partire dai costi di Cristiano Ronaldo, pagato 100 milioni nell’estate del 2018, costi lievitati a 115,5 grazie agli oneri di solidarietà.

Soldi che sono stati spalmati in 4 anni e che portano ancora una valutazione di ammortamento, a bilancio, per 29 milioni nel mese di giugno 2021.

In pratica, per fare plusvalenza con la cessione di CR7, basta venderlo a una cifra maggiore di 31 milioni di euro.

Ovviamente il calciatore vale molto di più e una cessione a 60 milioni non è certo impossibile.

Inoltre nei costi va aggiunto anche il cartellino dello stesso calciatore, che ogni anno pesa, sui bilanci societari, per 64 milioni (31 netti a stagione per lui più tasse).

In pratica, se anziché cederlo in giugno, si arrivasse a scadenza perdendolo a zero, il costo totale dell’operazione in 4 anni sarebbe calcolato in circa 375 milioni.

I benefici economici di avere CR7 in rosa

Ovviamente un calciatore come Cristiano Ronaldo non significa solo costi, ma anche dei benefici, che sono calcolabili.

Il primo vantaggio, facilmente calcolabile, è quello del merchandising, con il valore prodotto dalla vendite di magliette e gadget. Il primo anno di Ronaldo alla Juventus questo valore era calcolabile in 16 milioni di euro, abbassatosi man mano durante gli anni, anche a causa del Covid.

Secondo vantaggio immediato è legato al numero di abbonamenti e presenze allo stadio. Il primo anno era calcolato in 30 milioni sugli abbonamenti ma anche questo ha avuto un impatto dovuto al Covid.

L’effetto più importante però è calcolabile sugli sponsor, con l’Adidas che ha rinegoziato il contratto, passando da 23 a 51 milioni a stagione, con un bonus di 15 milioni legato alla stagione 18/19, completamente ascrivibile all’operazione Ronaldo. Il nuovo contratto ha durata fino al 2026, quindi l’effetto Ronaldo, considerando che l’incremento è dovuto per intero all’ingaggio del portoghese, continuerà a produrre effetti nei prossimi anni.

Stesso dicasi di Jeep, che in vista dell’acquisto di Ronaldo mise sul piatto un aumento contrattuale di circa 25 milioni a stagione per gli anni ancora di contratto (18/19, 19/20 e 20/21) e poi rinnovò lo stesso con ulteriore aumento di 3 milioni (45 totali /annui) fino a giugno del 2024.

Il risultato finale

Alla fine, a conti fatti, il costo di Ronaldo dopo 3 anni è di circa 307 milioni di euro, che vengono in parte abbattuti da introiti calcolabili in benefici per circa 225 milioni (calcolando all’interno tutto l’incremento di maglie, stadi, ecc, senza considerare quella che sarebbe il naturale incremento annuale).

Siamo a un buco da 82 milioni di euro, che sui bilanci si notano tutti. Infatti, se guardiamo ai bilanci, noteremo come la Juventus, prima l’ultima stagione prima dell’arrivo del campione portoghese, chiudeva l’anno con una perdita di 19,2 milioni di euro.

Il primo anno di Ronaldo è stato chiuso con una perdita di 39,9 milioni di euro. La seconda e la terza stagione dell’asso sono state influenzate dal Covid, quindi è complesso fare questo calcolo, giusto per info il secondo anno si chiuso con perdite per 89,7 milioni mentre per l’anno in corso, ovviamente, siamo ancora in attesa. Il primo semestre, con un buco da 113,7 milioni non promette nulla di buono.

Per fare un confronto possiamo perdere la differenza del primo anno (39,9 milioni – 19,2 milioni dell’anno prima), e vediamo che moltiplicandolo per 3 arriviamo appunto a 62 milioni, sommando anche l’uscita prematura dalla Champions degli ultimi 2 anni, gli 82 milioni non sono così inverosimili.

Cosa rimane dalla partenza di Ronaldo

Chiudere così l’articolo però sarebbe ingeneroso, poiché sappiamo perfettamente che la partenza di Ronaldo comunque lascerebbe del valore.

Innanzitutto torniamo al prezzo di cessione, quei 60 milioni ipotizzati a inizio articolo, che porterebbero una perdita teorica a passare da 82 a 22 milioni di euro.

Inoltre Adidas, dopo essere passata da 23 a 51 difficilmente tornerà indietro e certamente non lo farà prima della scadenza naturale del contratto. Significa che per le prossime 5 stagioni la Juventus incasserà 28 milioni di euro in più a stagione che probabilmente avrebbe avuto solo in piccola parte senza Ronaldo. Diciamo che l’impatto di Ronaldo sia stato per la metà, quindi per 14 milioni, moltiplicandolo per 5 anni rimanenti si ha un ritorno di 70 milioni, che sommati alla perdita di 22 milioni rimanenti dalla cessione, porta l’introito a 48 milioni di euro.

Ai quali ci sono ancora da sommare i maggiori introiti della Jeep, che avranno effetto ancora per 3 anni e che abbiamo visto sono quantificabili in 25 milioni a stagione. Per un totale di 75 milioni che sommate ai 48 precedenti porta un utile per la parentesi Ronaldo di 123 milioni di euro.

Non male… Peccato solo per i risultati sportivi che non sono arrivati.