Azione: Gazprom (MCX:GAZP)

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  • Le aziende che hanno già lasciato la Russia

    Le aziende che hanno già lasciato la Russia

    La scelta di Vladimir Putin di invadere l’Ucraina gli si sta ritorcendo contro; probabilmente il presidente, che sogna l’ex Unione Sovietica, non si aspettava questa reazione da parte dell’occidente, che l’ha etichettato come tiranno dittatore e sta abbandonando l’area.

    Sono tantissime le aziende che hanno già abbandonato la Russia, altre hanno bloccato (o limitato) i servizi e altre ancora non hanno ancora abbandonato la nazione ma hanno bloccato qualsiasi ulteriore investimento.

    L’Europa ha paura che lo zar possa continuare con la sua opera di invasione e quindi prova a proteggere le Nazioni più virtuose, laddove le aziende fanno il grosso dei loro profitti. Lo fanno anche a costo di perderci business e capitali, a patto di mantenere al sicuro le nazioni in cui operano.

    Aziende dell’intrattenimento

    Partiamo da quelle aziende che probabilmente avranno un minor impatto sull’economia ma un segno forte sulla popolazione russa, cioè le aziende del business dell’entertainment. Sony, Disney e Warner Bros (AT&T) hanno già sospeso la distribuzione di film in Russia. Un po’ più lieve la posizione di Paramount e Spotify che, come anche Netflix, ha sospeso la distribuzione di nuove produzioni ma non hanno ancora abbandonato il mercato.

    Electronic Arts, per andare sul mondo del gaming, ha eliminato la Russia dal proprio gioco di punta: Fifa.

    Tecnologia

    Le aziende sopracitate hanno una forte connessione con la tecnologia, ma non sono dei Tech puri. In questa sezione rientrano invece Apple, Google (Alphabet) e Meta, che vista l’essenzialità dei prodotti distribuiti, non hanno abbandonato il Paese ma hanno limitato i servizi. Meta ha servizi come Facebook, Instagram e WhatsApp, che potrebbero rientrare nell’entertainment ma anche nelle necessità (pensiamo alle comunicazioni su WhatsApp).

    Apple ha chiuso negozi fisici e deciso di non vendere nuovi dispositivi nel Paese dell’ex Unione Sovietica. Google ha fortemente limitato i servizi su Maps, anche per una questione di sicurezza per gli Ucraini che si proteggono, e bloccato il servizio Pay, così da allinearsi con le sanzioni.

    Airbnb ha sospeso i suoi servizi in Russia e, insieme ai propri host, ha deciso di fornire alloggi gratuiti e sicuri in Ucraina e nelle nazioni vicine al conflitto, così da dare supporto ai rifugiati che decidono di lasciare il Paese.

    I servizi di media, come YouTube, Facebook, Microsoft, Tik Tok e Twitter hanno deciso di bloccare i canali di propaganda russa, chiudendo la diffusione di RT (Russia TV) e di Sputnik.

    Pagamenti e Finanziari

    Sappiamo già che le banche e le strutture russe sono state fortemente bloccate, quelle che rimanevano disponibili erano i pagamenti attraverso Mastercard e Visa. Negli ultimi giorni anche queste due aziende hanno bloccato tutto per i clienti russi, spingendosi anche oltre i confini russi e bloccando i pagamenti per russi in giro per l’Europa.

    Decisione abbastanza simile anche per American Express, che al momento pare abbia bloccato solo all’interno dei confini russi.

    Ovviamente in questa categoria rientrano anche tutti i servizi finanziari, come Société Générale e HSBC.

    Posizione molto dura da parte di NorgesBank, il più grande fondo sovrano al mondo che è stato il primo ad abbandonare il Paese, abbandonando partecipazioni molto importanti, soprattuto in Gazprom, Lukoil e Sberbank.

    Moda e Retail

    Sono molti i brand di moda e di negozi retail che hanno deciso di chiudere i punti fisici in Russia. Tra i primi a prendere decisioni del genere sono stati Nike e Burberry, tra gli ultimi si registrano le aziende svedesi H&M e Ikea. L’azienda di arredamenti, inoltre, in Russia aveva delle importanti sedi di produzione, che vengono congelate e vengono bloccati gli export e gli import dal paese, con un impatto diretto su circa 15 mila russi e relativo indotto.

    Settore automobilistico

    Negli ultimi 20 anni le aziende automobilistiche hanno guardato alla Russia come a un mercato vergine da inondare, spostando produzioni e vendite nel Paese. Appena scoppiato il conflitto bellico sono arrivate decisioni importanti da quasi tutte le aziende principali, quindi Volkswagen, Ford e GM hanno annunciato lo stop a esportazioni verso la Russia. Ancora più drastica Toyota, che in Russia, precisamente a San Pietroburgo ha una fabbrica che è stata bloccata.

    Si registrano anche i blocchi agli export per Volvo e Harley Davidson, oltre che per i marchi di lusso Jaguar, Aston Martin e Rolls-Royce.

    Daimler (Mercedes Benz) ha deciso di interrompere la collaborazione con la russa Kamaz, vendendo anche la sua quota nell’azienda.

    Trasporti

    Con il blocco degli import ed export delle principali aziende industriali del globo, ovviamente viene impattato anche tutto l’indotto. Sia per questo motivo che per la sicurezza delle proprie navi, la società di trasporto marino Maersk ha completamente bloccato qualsiasi import verso la Russia.

    Aziende petrolifere

    Non fa certo eccezione il petrolio, ne avevamo già parlato qualche giorno fa, con le aziende petrolifere di tutto il mondo che hanno dismesso o bloccato importanti partecipazioni. La prima in ordine cronologico è stata la britannica BP, che possedeva e ha ceduto il 20% di Rosneft. Hanno copiato la mossa ExxonMobil, Shell ed Equinor.

    Leggermente differente la posizione della francese TotalEnergies che ha deciso di non fare ulteriori investimenti ma non ha abbandonato quelli già in essere.

  • Norges bank svende le proprietà russe

    Norges bank svende le proprietà russe

    Si moltiplicano le operazioni di svendita da parte di player mondiali nei confronti di titoli russi. L’annuncio più importante è forse arrivato nel weekend, quando la Norvegese Norges Bank, il più grande fondo sovrano del mondo, ha annunciato che avrebbe venduto tutte le azioni russe possedute in portafoglio.

    Se andiamo a guardare le partecipazioni di Norges Bank, notiamo subito come il fondo scandinavo possiede vari titoli russi, tra cui spicca 0,69% di Gazprom, ma non solo.

    Ecco la lista di partecipazioni di Norges Bank in Russia:

    AziendaQuotaAzioniValore
    (x 1 mlrd. di Rubli)
    Gazprom0,69%162.565.60238,7 mlrd RUB
    NK Lukoil0,91%6.297.97830,91 mlrd RUB
    Sberbank Rossii0,89%193.015.55625,3 mlrd RUB
    AK Alrosa1,03%75.670.5436 mlrd RUB
    PhosAgro0,64%830.2014,2 mlrd RUB
    Magnit0,96%979.9443,1 mlrd RUB
    Inter RAO YEES0,79%826.646.3242,1 mlrd RUB
    AFK Sistema1,31%126.492.6381,6 mlrd RUB
    Azioni russe possedute da Norges Bank

    Si tratta di partecipazioni per circa 112 miliardi di Rubli, che una settimana fa, quindi prima dell’invasione russa nei confronti dell’Ucraina, avevano un valore di 1,45 miliardi di dollari e che oggi, a causa del crollo del Rublo, valgono 1,14 miliardi di $. Insomma, Norges bank, solo per effetto dei cambi, ha già perso circa 400 milioni di dollari e, quando effettuerà effettivamente le cessioni, presumibilmente questa cifra andrà a crescere.

    BP ed Equinor come Norges Bank

    Ma Norges Bank non è l’unica. Sempre rimanendo in Norvegia, anche se di più piccolo impatto, si registra la stessa decisione da parte di Equinor, che ha deciso di abbandonare tutte le Joint Venture in Russia.

    Uscendo dalla Norvegia, c’è da registrare la posizione della britannica BP, presente nell’azionariato di Rosneft, con una quota del 19,70% e che deciso di liquidare tutta la propria quota.

    La reazione russa alla vendita di azioni

    Non si è fatta attendere la risposta della Russia di Putin che oggi, in virtù di questi movimenti annunciati nel weekend, ha deciso di non aprire la borsa. Moscow Exchange che è quindi rimasto chiuso ma che ha un appuntamento già fissato in agenda, all’apertura delle contrattazioni.

    Inoltre è stato fatto divieto di apertura di posizioni nette corte sui titoli russi, così da evitare speculatori che possano affondare ancora di più le quotazioni delle azioni russe.

  • MOEX, indice delle azioni del mercato della Russia

    MOEX, indice delle azioni del mercato della Russia

    Anche in Russia, ovviamente, esiste un indice azionario che raccoglie le principali azioni del mercato della Russia, il suo nome è MOEX e in questi giorni di guerra tra Ucraina e Russia sta subendo dei crolli record per qualsiasi borsa del mondo.

    Un mercato esotico per gli italiani, che per fortuna investono poco nel mercato russo, ma comunque tra i titoli del Moex sono presenti alcuni titoli considerati come dei big europei; un esempio è Gazprom, la principale azienda energetica del Paese.

    Le azioni russe

    Entrando un po’ più nel dettaglio, questa è la lista completa dei componenti del Moscow Exchange:

    AzioneSettore
    Acron
    (MCX:AKRN)
    Minerali / Fertilizzanti
    Aeroflot
    (MCX:AFLT)
    Compagnia aerea
    Akb Primor’ye Pao
    (MCX:PRMB)
    Banca
    Alrosa
    (MCX:ALRS)
    Minerali / Diamanti
    Ank Bashneft
    (MCX:BANE)
    Petrolio
    Aviakompaniya Utair Pao
    (MCX:UTAR)
    Compagnia aerea
    Bank Uralsib Pao
    (MCX:USBN)
    Banca
    Chelyabinskiy kuznechno-prssvy zavod PAO
    (MCX:CHKZ)
    Auto parts
    Dal’nevostochnaya
    (MCX:DVEC)
    Banca
    Enel Rossiya Pao
    (MCX:ENRU)
    Energia
    Federal Grid
    (MCX:FEES)
    Energia
    Federal Hydro
    (MCX:HYDR)
    Energia
    Gazprom
    (MCX:GAZP)
    Energia
    GK Samolet
    (MCX:SMLT)
    Real Estate
    Inter RAO
    (MCX:IRAO)
    Energia
    Kazan Sintez
    (MCX:KZOS)
    Chimica
    Korporatsiya Vsmpo Avisma
    (MCX:VSMO)
    Minerali / Titanio
    Kvadra-Generiruyushchaya Kompaniya PAO
    (MCX:TGKD)
    Energia
    LSR Group
    (MCX:LSRG)
    Materiali da costruzione
    Lukoil
    (MCX:LKOH)
    Petrolio
    M Video
    (MCX:MVID)
    Retail / Elettronica
    Magnit
    (MCX:MGNT)
    Retail / Food
    Magnitogorsk Iron & Steel Works
    (MCX:MAGN)
    Acciaieria
    Mechel
    (MCX:MTLR)
    Acciaieria
    MRSK Urala OAO
    (MCX:MRKU)
    Energia
    Mobile Telesystems
    (MCX:MTSS)
    Telecomunicazioni
    Moscow Exchange
    (MCX:MOEX)
    Borsa
    Moskovskaya Gorodskaya Telefonnaya Pao
    (MCX:MGTS)
    Telecomunicazioni
    Moskovskiy Kreditnyi Bank PAO
    (MCX:CBOM)
    Banca
    Mostotrest Pao
    (MCX:MSTT)
    Costruttore
    Norilsk Nickel
    (MCX:GMKN)
    Minerali / Nichel
    Novatek
    (MCX:NVTK)
    Energia
    Novolipetsk Steel
    (MCX:NLMK)
    Acciaieria
    Novorossiysk Commercial Sea Port
    (MCX:NMTP)
    Logistica / Porti
    Ob’yedinennye
    (MCX:UCSS)
    Finanziario
    Obyedinennaya
    (MCX:UNAC)
    Aeronautica
    PhosAgro
    (MCX:PHOR)
    Minerali / Fertilizzanti
    PIK Group
    (MCX:PIKK)
    Real Estate
    Polymetal International
    (MCX:POLY)
    Minerali / Metalli preziosi
    Polyus
    (MCX:PLZL)
    Minerali / Oro
    Raspadskaya
    (MCX:RASP)
    Minerali / Carbone
    Renaissance Insurance Group
    (MCX:RENI)
    Assicurativo
    Rosneft
    (MCX:ROSN)
    Petrolio
    Rosseti
    (MCX:RSTI)
    Energia
    Rosseti Kuban’ Pao
    (MCX:KUBE)
    Energia
    Rosseti Severnyi Kavkaz Pao
    (MCX:MRKK)
    Energia
    Rosseti Sibir’ Pao
    (MCX:MKRS)
    Energia
    Rostelecom
    (MCX:RTKM)
    Telecomunicazioni
    Rusolovo Pao
    (MCX:ROLO)
    Minerali / Metalli
    Sberbank
    (MCX:SBER)
    Banca
    Severstal
    (MCX:CHMF)
    Acciaieria
    Sfi Pao
    (MCX:SFIN)
    Finanziario
    Sistema
    (MCX:AFKS)
    Conglomerato
    Slavneft’ Y
    (MCX:JNOS)
    Petrolio
    Sovkomflot Pao
    (MCX:FLOT)
    Logistica / Navale
    Surgutneftegas
    (MCX:SNGS)
    Energia
    Tatneft
    (MCX:TATN)
    Petrolio
    Tattelekom Pao
    (MCX:TTLK)
    Telecomunicazioni
    TMK Group
    (MCX:TRMK)
    Tubi
    Transneft
    (MCX:TRNFP)
    Energia
    United Wagon
    (MCX:UWGN)
    Logistica / Ferrovia
    Var’yeganneftegaz Pao
    (MCX:VJGZ)
    Petrolio / Gas
    VTB Bank
    (MCX:VTBR)
    Banca
    Yandex
    (MCX:YNDX)
    Tech
    Componenti del Moex, indice azionario russo

    Come si può notare dalla lista, la Russia basa la propria economia su due mercati principali:

    1. Energia
    2. Minerali

    Ricca di petrolio, gas e minerali di vario genere, l’indotto di questi mercati ha sviluppato ulteriori aree molto importanti, come per esempio quello della logistica e degli acciai.

    Nella lista si trovano alcuni nomi molto noti, il primo che balza all’occhio per noi italiani è quello di Enel Rossiya Pao, laddove Enel non è una casualità ma è data dal fatto che la compagnia energetica italiana controlla il 56% della società.

    Altri nomi molto noti sono la già citata Gazprom, azienda statale di gestione e vendita del gas, Lukoil, azienda petrolifera con interessi in tutto il globo e Yandex, uno dei principali concorrenti di Google.

  • Dow Jones Global Titans 50 Index

    Dow Jones Global Titans 50 Index

    Il Dow Jones Global Titans 50 Index è un indice composto da 50 delle più grandi multinazionali del mondo. S&P Global possiede questo indice così come gli altri indici Dow Jones.

    S&P seleziona le società per questo indice calcolando criteri specifici come la capitalizzazione di mercato e la fluttuazione libera di ciascuna società, le vendite e i ricavi e i livelli di reddito netto.

    L’indice Global Titans 50 è stato lanciato nel luglio 1999. Esso riflette l’impatto della globalizzazione sull’economia mondiale, nonché la crescita e l’influenza delle fusioni e lo sviluppo delle mega-società negli ultimi anni.

    L’indice Dow Jones Global Titans 50 è uno dei tanti indici Dow Jones, ognuno dei quali traccia diversi aspetti dell’economia. L’indice Dow Jones originale tracciava specificamente le aziende industriali, in quanto erano i principali motori dell’economia quando l’indice ha fatto il suo debutto. L’indice globale dei titani riflette lo spostamento dell’economia globale verso la tecnologia e i servizi. Comprende ancora aziende manifatturiere come i produttori di auto e bevande e di software, ma comprende anche produttori di software e vari fornitori di servizi.

    L’indice globale Dow Jones Global Titans 50

    S&P ricalcola e ri-pesa l’indice trimestralmente per tenere conto delle variazioni del flottante dei titoli dei membri. S&P calcola e riporta il suo valore sia in dollari statunitensi che in euro.

    Ogni società quotata nell’indice guadagna ricavi sia a livello nazionale che internazionale. Queste società blue chip operano individualmente sulle principali borse di tutto il mondo, come la Borsa di New York, la Borsa di Tokyo, il NASDAQ e la Borsa di Londra.

    S&P sceglie queste società all’interno dell’universo BMI di S&P, che comprende circa il 95% dei mercati sviluppati ed emergenti per capitalizzazione di mercato. Poiché le società dell’indice Global Titans 50 sono note per le loro dimensioni e la loro stabilità, la valutazione degli utili dell’indice nel suo complesso tende ad essere inferiore alle principali medie di mercato come l’S&P 500.

    La composizione dell’indice

    Le aziende elencate nell’indice operano in un’ampia varietà di settori, tra cui alimenti e bevande, elettronica, automobili, prodotti farmaceutici e software.

    L’industria che la fa da padrona nell’indice è la tecnologia, con un peso del 42,5%, seguita da Health Care con 15,8% e Consumer Services 12,9%.

    Le aziende con sede negli Stati Uniti dominano l’indice, comprese società come McDonald’s, Wal-Mart, Philip Morris, General Electric, Johnson & Johnson ed Exxon Mobil. Anche le aziende tecnologiche americane figurano nell’indice, tra cui Apple, Microsoft e Alphabet, la società madre di Google.

    Benché si chiami Global Titans 50, i titoli in lista sono tipicamente di più poiché alcune aziende hanno più titoli, come per esempio Alphabet che ha azioni A e C.

    Questa la lista completa a giugno del 2020

    AziendaNazioneCapitalizzazione
    (mlrd $)
    AppleUSA1.578
    MicrosoftUSA1.564
    AlphabetUSA1.001
    Berkshire HathawayUSA434
    Johnson & JohnsonUSA372
    SamsungSud Korea368
    WalmartUSA338
    NestléSvizzera310
    MastercardUSA303
    Procter & GambleUSA299
    RocheSvizzera296
    JPMorgan ChaseUSA282
    IntelUSA250
    NVidiaUSA236
    VerizonUSA227
    AT&TUSA214
    ToyotaGiappone206
    The Walt Disney CompanyUSA205
    Bank of AmericaUSA202
    MerckUSA199
    The Coca ColaUSA193
    Cisco SystemsUSA193
    NovartisSvizzera192
    PfizerUSA192
    Exxon MobilUSA186
    PepsiCoUSA184
    AbbVieUSA174
    OracleUSA172
    ChevronUSA165
    Abbott LaboratoriesUSA163
    AmgenUSA152
    McDonald’sUSA136
    SanofiFrancia128
    Royal Dutch ShellOlanda124
    Philip MorrisUSA110
    IBMUSA106
    CitigroupUSA105
    QualcommUSA103
    The Boeing CompanyUSA102
    GlaxoSmithKlineGran Bretagna101
    TotalFrancia101
    BHPGran Bretagna100
    HSBCGran Bretagna97
    SiemensGermania95
    3MUSA90
    British American TobaccoGran Bretagna87
    BPGran Bretagna77
    Anheuser-Busch InBevUSA76
    AllianzGermania71
    GazpromRussia65
    General ElectricUSA60
    BASFGermania52
    Conoco PhillipsUSA45
    VodafoneGran Bretagna43
    Lista dei componenti del Dow Jones Global Titans 50 Index