Azione: Amazon (NASDAQ:AMZN)

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Logo Amazon

Amazon.com, Inc. offre una gamma di prodotti e servizi attraverso i suoi siti web. I prodotti della Società includono merce e contenuti che acquista per la rivendita da venditori e quelli offerti da venditori terzi. Inoltre, produce e vende anche dispositivi elettronici. Tra i suoi segmenti è presente anche Amazon Web Services (AWS).

I suoi prodotti AWS includono analytics, Amazon Athena, Amazon CloudSearch, Amazon EMR, Amazon Elasticsearch Service, Amazon Kinesis, Amazon Managed Streaming per Apache Kafka, Amazon Redshift, Amazon QuickSight, AWS Data Pipeline, AWS Glue e AWS Lake Formation. Le soluzioni AWS includono l’apprendimento automatico, l’analisi e i laghi di dati, l’Internet degli oggetti, l’informatica senza server, i contenitori, le applicazioni aziendali e lo storage.

Inoltre, l’azienda fornisce servizi, come la pubblicità. Offre anche Amazon Prime, un programma di affiliazione che include la spedizione gratuita, l’accesso allo streaming di vari film ed episodi televisivi (TV).

  • FAANG che sono MAMANA, tra inflazione e trimestrali dei titoli tech

    FAANG che sono MAMANA, tra inflazione e trimestrali dei titoli tech

    C’erano un tempo i titoli FAANG, i quali corrispondevano a Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Google. Poi, causa rebranding delle società capogruppo (Facebook è diventato Meta Platform e Google è diventato Alphabet), la sigla potrebbe diventare MAANA, ai quali aggiungiamo noi anche Microsoft, in una nuova sigla che potrebbe essere MAMANA.

    Ecco, in questi giorni i titoli MAMANA stanno avendo delle variazioni di prezzo molto importanti. Ha iniziato Netflix, il quale ha presentato dei risultati della trimestrale ottimi, ma ha modificato la guidance, indicando per il trimestre in arrivo un calo del numero dei nuovi abbonati: 2,5 milioni secondo l’azienda, rispetto ai 4 milioni che si aspettavano gli analisti. Risultato un crollo del 25% nel giro di un paio di giorni.

    Poi ha continuato Alphabet, la quale ha stupito in positivo gli investitore, facendo registrare dei picchi del 10% nel primo giorno di contrattazioni. Infine lo stesso destino è toccato ad Amazon, con gli analisti che si aspettavano un EPS relativamente basso e l’azienda ha annunciato utili per (quasi) 10 volte ciò che si aspettavano gli analisti; risultato un (circa) 10% nel primo giorno di contrattazioni. Dulcis in fundo, Meta Platform (già Facebook) che non si è discostata di molto rispetto a quanto si aspettassero gli analisti, ma per la prima volta nella sua storia ha comunicato un calo di utenti attivi giornalieri… apriti cielo, perso il 25%.

    Le uniche che hanno lasciato abbastanza “tranquilli” gli investitori sono state Apple e Microsoft, che in questo gruppetto sono anche, probabilmente, le aziende più mature.

    Ma un investitore di lungo corso, come vogliamo essere noi, non bada ai risultati di una singola trimestrale (cosa sono 3 mesi in confronto a 5/10 anni?), piuttosto si concentra sulle prospettive a lungo periodo. Ecco, allora questo andiamo a fare, analizziamo, una a una, le aziende del settore tech, cercando di comprendere quali sono le prospettive e dove andremo a parare tra qualche anno.

    Per farlo seguiamo l’ordine del nome FAANG, al quale aggiungeremo, alla fine, Microsoft.

    Meta Platform (ex Facebook)

    Partiamo quindi dalla F di Facebook o, dovremmo dire, dalla M di Meta Platform. Tutto sommato, a guardare i numeri, la trimestrale di Facebook/Meta è stata anche ottima, rispetto a 12 mesi prima i ricavi sono stati in aumento del 19,9% (33,7 miliardi contro i 28,1 del Q420), utili invece in linea (10,3 contro 11,2), con una perdita dell’8%.

    Se invece guardiamo all’intero anno, chiusosi in concomitanza con questa trimestrale, abbiamo ricavi per 117,9 miliardi, in aumento del 37% rispetto ai 12 mesi precedenti (86 miliardi) e utili a 39,4 miliardi rispetto ai 29,1 dell’anno precedente, quindi con un aumento del 35%.

    Insomma l’azienda, per quanto riguarda i bilanci, è in continua crescita, ma il mercato sconta il futuro e quindi l’annuncio della perdita di un milioni di utenti (a livello globale) ha spaventato gli investitori.

    Ma come già anticipato, su questo sito preferiamo guardare le aziende in prospettiva, andando a indagare più in là di un singolo trimestre e possibilmente anche di una singola annualità.

    Partiamo con un pro e un contro:

    • Pro: tra quelle in oggetto è l’unica che sta veramente investendo nel Metaverso, questo potrebbe essere un vantaggio nella misura in cui il metaverso realmente dovesse diventare qualcosa di concreto. Al momento stiamo parlando, più o meno, di “aria fritta”.
    • Contro: tra le aziende qui analizzate (Netflix a parte) è quella che possiede meno brevetti (5.683), quindi quella che basa la propria fortuna più sugli utenti che utilizzano i servizi rispetto alla tecnologia

    Partiamo analizzando il contro, cioè il numero di brevetti: 5.683 per un’azienda delle dimensioni di Facebook, che è attiva oramai da oltre un decennio, è veramente poca cosa. Stanno ponendo rimedio registrando patents sulle tecnologie del metaverso, ma questa è una forte scommessa. Se il metaverso dovesse rappresentare una meteora, come è già stato varie volte in passato, allora Facebook avrà impegnato risorse, brevetti e soldi su qualcosa destinato a morire.

    La vera ricchezza di Meta Platforms, al momento, sono gli utenti: chi non ha WhatsApp? Chi non conosce Facebook o Instagram? Ma basare l’intera ricchezza sugli umore degli utenti potrebbe non essere una gran mossa, soprattutto quando questi utenti sono privati su un mezzo per distrarsi.

    Apple

    La seconda e la terza lettera sono entrambe A, quindi avrebbero una valenza duplice, sia per Apple che per Amazon. E a ben vedere entrambe le società si somigliano, in quanto a prospettive e maturità.

    Ma partiamo con Apple che, tra le due, è certamente quella con qualche primavera in più. Nel 2011, con la morte di Steve Jobs, si disse che l’azienda sarebbe andata in brutte acque, senza più innovazione… dopo 10 anni possiamo affermare che quelle paure erano esagerate.

    Apple è viva e vegeta e benché gli ultimi dati di vendita di iPhone, il prodotto principale della mela morsicata, non sia più a livelli di qualche anno fa, l’azienda ha saputo più volte innovare e progettare device che hanno rivoluzionato il mercato (AirPods vi dice nulla, per esempio?).

    Se un grande investitore come Warren Buffett, attraverso la sua società Berkshire Hathaway, impegna circa il 40% del proprio capitale nelle azioni dell’azienda di Cupertino un motivo ci sarà…

    Tralasciando trimestrali e altri dati di bilancio, che per Apple sono un costante crescere, guardiamo quindi alle prospettive sul medio/lungo periodo, con un occhio agli ultimi anni.

    Apple, dopo aver sviluppato ed essersi concentrata principalmente sull’iPhone, negli ultimi anni ha ricominciato a innovare, trovando nuove soluzioni per aggiungere revenue stream alle proprie casse. Tra gli ultimissimi device creati troviamo certamente AirPods e AirTag, due device wearable che stanno vendendo molto bene.

    Ma la vera innovazione di Apple è sotto la scocca, infatti la società ha concentrato gli ultimissimi periodi nello sviluppo di tecnologia in grado di abbattere qualsiasi competitor. Ecco quindi, per esempio, la creazione dei propri processori, con la linea A per i device portable (iPad e iPhone) e la linea M per i MacBook.

    Proprio con i MacBook, nell’ultimo anno ha dato una sterzata netta; infatti il Macbook stava diventando sempre più un device medio/alto che poco si distingueva dalla concorrenza e anche i prezzi ne risentivano.

    I nuovi MacBook 2021, basati su processore M1, hanno rivisto i prezzi al rialzo, impostando un nuovo livello all’asticella per i competitor e, soprattutto, a detta dell’intero mercato, hanno alzato le prestazioni a qualcosa mai visto prima. Insomma, chi acquista oggi un portatile, se vuole un top di gamma, non può far a meno di guardare verso Cupertino.

    Infine, a differenza degli altri competitor in questa lista, Apple sta creando un proprio solco da seguire, differente rispetto agli altri. Infatti mentre Amazon, Google, Netflix e compagnia si stanno uccidendo sul Web, Apple mantiene il focus sull’hardware e sul software, con poche fuoriuscite da questo percorso.

    Amazon

    Quindi continuiamo con la terza lettera, quindi la seconda A e questa volta analizziamo Amazon. E dopo aver analizzato un’azienda che sta facendo la propria ricchezza attraverso l’hardware, torniamo a parlare di Web.

    Amazon è nata vendendo libri su Internet, sembra oramai un’era fa, eppure sono passati appena più di 10 anni da quando Amazon è diventata quello che conosciamo oggi (azienda fondata nel 1994 da Jeff Bezos, ma il vero cambio passo è stato fatto alla fine degli anni 2000).

    Se chiedete a 10 persone in strada cosa fa Amazon sicuramente vi risponderanno “commercio elettronico“, infatti per questo è conosciuta dalla massa. Ma in realtà il vero valore di Amazon non è oramai nella vendita di prodotti attraverso il proprio store, quando nel settore AWS, cioè servizi SaaS per altre aziende.

    Attraverso AWS le aziende di tutto il mondo possono approdare su cloud, con software già preconfezionati per rispondere alle più svariate esigenze. Quella che era la piattaforma su cui si appoggiava Amazon è stata pacchettizzata, sviluppata e venduta ad altre aziende.

    Ciò è un valore inestimabile per Amazon, poiché un grosso sito, che ha allargato i propri tentacoli su svariati servizi offerti da AWS, prima di abbandonare Amazon per andare altrove ci penserà molte volte. Un business quindi molto stabile e anche qualora (per assurdo) lo store di Amazon fosse chiuso possiamo stare certi che l’azienda sarà dura a morire.

    Tutto ciò senza dimenticare il mondo Echo e gli assistenti virtuali che ci stiamo posizionando in casa e che ci permettono di accedere ad altri innumerevoli servizi di Amazon (Prime Music, Prime Video, ecc).

    Insomma, sulla base del cloud, Amazon sta allargandosi a macchia d’olio e oramai è nella vita di chiunque di noi, anche di coloro i quali non sono clienti dell’azienda di Seattle.

    Netflix

    A ben guardare le capitalizzazioni di mercato, Netflix non dovrebbe nemmeno esserci in questa stretto gruppo di aziende. Infatti il servizio di streaming televisivo è, tra le 6, l’azienda più piccola e, a differenza delle altre, si concentra solo su un aspetto, senza variare su altri segmenti di mercato.

    Infatti Netflix non ha servizi cloud, non ha servizi Web che non siano quello che è il suo core business né è probabilmente interessata a espandersi verso altri lidi. Netflix è un servizio di streaming di film e serie TV, lo fa bene e rappresenta, a tutti gli effetti, la TV del futuro.

    La penetrazione di mercato è ancora abbastanza bassa, non a caso gli investitori guardano ai nuovi abbonati più che ai dati di bilancio. Per tale motivo, alla comunicazione di un rallentamento sulle nuove sottoscrizioni, il titolo è crollato in borsa.

    Allo stesso tempo, però, Netflix sta aggiungendo titoli alla sua già folta libreria, sia acquisendo diritti di trasmissione che producendo film e serie TV, sempre apprezzate dagli utenti.

    Tra le 6 aziende è certamente quella più “immatura” e che può scalare di più il mercato; infatti possiede ancora ampi bacini di aree del mondo da raggiungere e, anche dove ha già una presenza, ci sono target enormi non ancora toccati.

    Google (Alphabet)

    Chiudiamo la vecchia sigla FAANG con Google, che in realtà da qualche anno si chiama Alphabet. Non basterebbe un intero libro per descrivere tutte le attività e gli interessi dell’azienda di Mountain View, figuriamoci se riusciamo a essere esaustivi con un capitolo all’interno di un articolo… impossibile.

    Detto ciò proviamo a elencare i servizi principali e il core business dell’azienda:

    • Google
    • YouTube
    • AdSense/Google Marketing
    • Google Business
    • Cloud
    • Google Maps
    • Google services (Analytics, API, ecc)

    E questa è una breve lista, veramente poco esauriente. Nata come motore di ricerca, ha ben presto affiancato la prima piattaforma automatica di advertising (AdSense/AdWords) la quale è riuscita a dare una base solida ai ricavi della società.

    Attraverso acquisizioni a pioggia è riuscita ad allargarsi in molti altri campi, facendo fruttare molti dei servizi che sviluppa. A oggi il grosso del proprio successo si ha attraverso la pubblicità, che veicola su Google, su YouTube e sui siti che si affiancano ad AdSense, oltre che nel mondo business attraverso il cloud (qui competitor di Amazon), SaaS e Google Business (servizi di posta elettronica, documenti, spazi hosting, ecc).

    Se proprio dobbiamo trovare una pecca in Alphabet, questa è il fatto che non è mai riuscita a creare un ecosistema per le aziende, lasciando questo mercato a Office365 di Microsoft. Manca di un servizio come Teams ma in compenso riesce a dare molti altri servizi senza rinchiudere le aziende dentro l’ecosistema.

    Da qualche tempo, attraverso Google Stadia (competitor di Xbox di Microsoft) sta cercando di invadere il mercato dei videogames, inoltre è già forte la presenza su Mobile (Android) e su Web (oltre ai siti, anche con Chrome).

    Se Apple è riuscita a creare degli ecosistemi con l’hardware e Microsoft, per le aziende, con Office 365, Google comunque eccelle su vari ecosistemi, principalmente Web per utenti privati.

    Attraverso Other Bets Google prova a creare un lab per entrare in mercati futuri, come per esempio Waymo, il programma di guida autonoma di vetture, piuttosto che Nest, che include tutto ciò che riguarda l’ambiente domestico (come per esempio Google Home).

    Ci sarebbe molto di cui parlare per Google, ma giusto come riferimento basta dire che tra quelle in esame è l’azienda con più brevetti registrati e accettati, ben 34.188, circa 7 volte quelle di Meta Platforms. In pratica Alphabet, anche sparissero gli utenti dai suoi servizi (impossibile) potrebbe probabilmente sopravvivere grazie ai brevetti registrati e di cui non si può far a meno.

    Microsoft

    Ed ecco quella che, secondo noi, è una corretta aggiunta alla vecchia sigla. Microsoft, passata inosservata negli anno scorsi, si sta muovendo con le idee molto chiare e con un business che ha un grande respiro.

    Fatta pulizia su alcuni business oramai persi, come per esempio i sistemi operativi mobile, piuttosto che la produzione di hardware su larga scala, il CEO Satya Nadella, alla guida di Microsoft oramai da 7 anni, ha concentrato le proprie risorse su pochi punti, diventando per questi il riferimento assoluto.

    Un esempio di ciò è Office 365, una suite di software che creano un ecosistema intorno alle aziende. Grazie anche al Covid, non esiste azienda di una certa dimensione che non ha adottato questa soluzione, con comunicazione interna intorno a Teams, e con una serie di servizi a corredo (InTune, le licenze per Office, Outlook, ecc).

    In parallelo, un secondo pillar fortemente sviluppato negli anni è stata la piattaforma di gaming, con Xbox come capogruppo e gli abbonamenti a Xbox pass come cavallo di battaglia. La crisi dei chip ha leggermente avvantaggiato Microsoft rispetto a Sony e l’azienda di Redmond ne ha prontamente approfittato.

    Infine rimangono in piedi i vecchi stream di introiti come il sistema operativo Windows e il mondo Web con MSN e Bing. Ma che negli anni contano sempre meno rispetto al totale delle attività di MS.

    Conclusione

    Facendo un punto finale su quanto ci siamo detti, appare evidente come in questo gruppo di aziende ce ne sono alcune che sono passate da azioni growth a value, ciò perché hanno consolidato business e sono oramai delle certezze. Tra questi ci sono certamente Microsoft, Apple, Amazon e Alphabet.

    Dall’altro lato ci sono aziende ancora molto sensibili a variazioni del mercato, come per esempio Netflix e Meta Platforms, le quali possono subire grandi variazioni di prezzo in base ai comportamenti dei propri utenti.

    I prezzi delle azioni Tech, in generale, sembrano un po’ “tirati” soprattutto per alcune aziende che ancora hanno da dimostrare quanto possono crescere in futuro. Stiamo però andando verso un anno che si presenta come molto volatile e i titoli growth subiranno molto i sali/scendi del mercato.

    Di contro ci sono alcune aziende oramai stabili e che sono riuscite a inserirsi in mercati di difficile sostituzione (pensiamo a un’azienda che deve sostituire Office 365 con qualcosa altro oppure un’azienda con decine di servizi SaaS su AWS che deve passare ad altro player…), queste aziende hanno guadagnato una posizione stabile e difficile da attaccare, inoltre sono le stesse aziende che presentano un P/E tra i più bassi, quindi anche in caso di crisi o di volatilità sono le aziende che subiranno di meno.

  • Azioni dei siti Web, come investire sui portali

    Azioni dei siti Web, come investire sui portali

    La quotazione di Coinbase è solo l’ultima operazione che ha portato un sito web all’interno del mondo della borsa. Di portali, in borsa, ne troviamo di tutti i tipi, dagli eCommerce, che hanno quindi un guadagno diretto dall’attività del consumer, fino ai siti di annunci (Real Estate, Atomotive, ecc) che hanno un guadagno indiretto; senza dimenticare quei siti che hanno un guadagno dalla pubblicazione di pubblicità o molto più semplicemente da attività di intermediazione, come appunto Coinbase.

    Indubbiamente il Web è oramai al centro delle nostre vite e i siti di un certo livello hanno centinaia di professionisti che ci lavorano. Il giro d’affari è immenso e, giusto per dare un esempio, la pubblicità online, nella sola Italia, quota intorno ai 3,3 miliardi di euro. Con queste cifre appare chiaro il perché colossi del calibro di Facebook e Google cercano di accaparrarsi questo mercato e, considerando che IAB quota la loro parte nel 78%, appare evidente come ci stiano perfettamente riuscendo.

    Ma la pubblicità è solo un piccolo pezzetto di questa torta. Immaginiamo per esempio alle commissioni di Airbnb, piuttosto che di Booking, per la prenotazione alberghiera, piuttosto che agli introiti di altri siti per la pubblicazione di annunci di lavoro o di compravendita (eBay); tutte attività che esulano dalla pubblicità e che si vanno a sommare alle cifre precedentemente accennate.

    Si tratta di una montagna di denaro che gira in mano a poche centinaia di portali e qualcuno di questi è quotato.

    Azioni dei portali web quotati in borsa

    Ce ne sono svariati su molti sottomercati, proviamo quindi a fare una lista più completa possibile di questi siti web.

    AzioneSettore
    Airbnb
    NASDAQ: ABNB
    Prenotazione Travel
    Alphabet
    NASDAQ: GOOG
    Google / Youtube
    Alibaba Group
    Alibaba Group
    E-Commerce
    Amazon.com
    NASDAQ: AMZN
    E-commerce
    AO World
    LON: AO
    E-Commerce elettronica
    ASOS
    LON: ASC
    E-Commerce abbigliamento
    Atlassian
    NASDAQ: TEAM
    B2B Services
    Auto Trader
    LON: AUTO
    Annunci automotive
    Baidu
    NASDAQ: BIDU
    Motore di ricerca
    Blue Apron
    NYSE: APRN
    Delivery Food
    Carparts.Com
    NASDAQ: PRTS
    E-Commerce Automotive
    Chewy Inc
    NYSE: CHWY
    E-Commerce Pet
    Coinbase Global
    NASDAQ: COIN
    Trading Crypto
    Deliveroo
    LON: ROO
    Delivery Food
    Delivery Hero SE
    ETR: DHER
    Delivery Food
    DoorDash
    NYSE: DASH
    Delivery Food
    DropBox
    NASDAQ: DBX
    Cloud
    eBay
    NASDAQ: EBAY
    E-Commerce
    ePrice
    BIT: EPR
    E-Commerce elettronica
    Etsy
    NASDAQ: ETSY
    E-Commerce
    Facebook
    NASDAQ: FB
    Social Network
    Farfetch
    NYSE: FTCH
    E-Commerce abbigliamento
    Farmae
    BIT: FAR
    E-Commerce Pharma
    Fiverr
    NYSE: FVRR
    Body Rental
    Giglio Group
    BIT: GG
    E-Commerce Moda
    Go Daddy
    NYSE: GDDY
    Hosting e domini
    GrubHub
    NYSE: GRUB
    Food Delivery
    home24
    ETR: H24
    E-Commerce arredamento
    IAC/InterActiveCorp
    NASDAQ: IAC
    Ask.com / Investopedia
    IQIYI
    NASDAQ: IQ
    Video Sharing
    JD.com
    NASDAQ: JD
    E-commerce Moda
    Jumia Technologies
    NYSE: JMIA
    E-Commerce elettronica
    Just Eat Takeaway.com
    AMS: TKWY
    Food Delivery
    MercadoLibre
    NASDAQ: MELI
    Aste online
    MoneySupermarket.com
    LON: MONY
    Comparatore prezzi
    Mutui Online
    BIT: MOL
    Comparatore Mutui
    N Brown Group
    LON: BWNG
    E-Commerce Moda
    Overstock.com
    NASDAQ: OSTK
    E-Commerce Arredo
    Pinterest
    NYSE: PINS
    Social Network
    Redfin
    NASDAQ: RDFN
    Annunci Real Estate
    REVOLVE
    NYSE: RVLV
    E-Commerce Moda
    Rightmove
    LON: RMV
    Annunci Real Estate
    Scout24
    ETR: G24
    Network di annunci
    Shopify
    NYSE: SHOP
    Piattaforma E-Commerce
    Spotify
    NYSE: SPOT
    Musica
    Tencent Music Entertainment
    NYSE: TME
    Streaming musicale
    The Priceline Group
    NASDAQ: BKNG
    Booking.com
    TripAdvisor
    NASDAQ: TRIP
    Travel Review
    Trivago
    NASDAQ: TRVG
    Comparatore Hotel
    Twilio
    NYSE: TWLO
    Comunicazione online
    Twitter
    NYSE: TWTR
    Social Network
    Wayfair
    NYSE: W
    E-Commerce Arredi
    Wish
    NASDAQ: WISH
    E-Commerce
    Zalando
    ETR: ZAL
    E-Commerce Moda
    Zillow Group
    NASDAQ: ZG
    Annunci Real Estate
    Azioni di siti web

    Essendo tutti servizi basati sulla tecnologia è complesso tirare una riga per capire cosa è servizio offline e cosa diventa puro online.

    Vero, il settore degli E-commerce la fa da padrone, è evidente dal numero di aziende presenti in lista, ma la vendita di Hosting è un servizio o un sito? Uber, piuttosto che Deliveroo e compagnia, sono solo delle app/siti o sono un servizio fisico?

    Certo, se ci fossimo fermati alla pura lista di portali che realizza tutto in modo non tangibile saremmo stati certi di essere nel giusto, ma la lista si sarebbe ridotta a poche voci; eppure siamo convinti che un E-Commerce, per quanto c’è alla base un bene fisico, è pur sempre un portale web.

  • Azioni Blockchain, come investire nel futuro delle transazioni distribuite

    Azioni Blockchain, come investire nel futuro delle transazioni distribuite

    Negli ultimi anni si fa un gran parlare di BlockChain, tipicamente al grande pubblico arriva come “la tecnologia alla base del Bitcoin e delle criptovalute”. Eppure questa tecnologia non è solo la base delle crypto quanto piuttosto qualcosa molto più ampio che permette di aprire nuovi trend tecnologici.

    Non stupisce quindi che molti investitori considerino la blockchain, in ottica di investimento, solo quando si parla di Bitcoin e altre monete; la comprensione di ciò che può fare questa tecnologia, però, potrebbe portare a importanti investimenti che, in previsione futura, potrebbero essere molto fruttuosi.

    Vediamo quindi una veloce panoramica di ciò che la tecnologia blockchain consente, inoltre di seguito facciamo una breve lista delle azioni che la sfruttano o permettono di averla.

    Cos’è la blockchain?

    Prima di proseguire con qualsiasi spiegazione tecnica, vale la pena sottolineare che la blockchain e le cryptocurrency sono concetti completamente differenti. La Blockchain è la tecnologia che permette ai coin di esistere e di essere scambiati, ma la stessa ha molti altri usi possibili.

    Pensate per esempio come se la blockchain fosse internet e il Bitcoin un sito web; certo, il sito per funzionare ha bisogno di Internet, ma quest’ultimo è usato per altri innumerevoli scopi (whatsapp, messaggi, voicecall, ecc).

    La Blockchain è una forma di tecnologia ledger (o tecnologia ledger distribuita), la quale mantiene i record in modo decentralizzato. Questo significa che anziché memorizzare le informazioni su un server, permette la creazione di un libro maestro pubblico e immutabile; per permettere la scrittura e la conoscenza di questo libro, lo stesso viene reso pubblico e accessibile a chiunque. I libri maestri sono un mezzo sicuro per memorizzare i dati, poiché non sono modificabili ma possono essere essere utilizzati anonimamente.

    Quindi, oltre alle crypto, quali altri usi si può fare della blockchain? Eccone qualcuno:

    • Programmi di ricompensa e fedeltà
    • Protezione del copyright
    • Identità digitali
    • Voto digitale
    • Trasferimenti immobiliari
    • Cartelle cliniche
    • Testamenti
    • Documenti in genere

    Cosa può fare la blockchain

    Sono migliaia le aziende che incorporano la blockchain nelle loro attività, offrendo servizi a clienti che sono ignari della tecnologia che adoperano.

    Facciamo un semplice esempio di uso quotidiano: diciamo che la catena di supermercati X ha un programma fedeltà a punti; fino a ieri questi punti erano salvati su un server mentre, grazie alla blockchain, il registro degli stessi punti potrebbe essere distribuito tra gli utenti stessi. Cosa cambia per un utente se il proprio ID anonimo con i punti raccolti sia su un server o in un registro distribuito? Assolutamente nulla, ma per l’azienda si traduce in un netto risparmio dei costi di manutenzione server.

    Ora, con questo in mente, guardiamo un po’ di aziende che traggono (o che potrebbero trarre) vantaggio o che permettono l’esistenza della blockchain.

    DocuSign (NASDAQ:DOCU)

    DocuSign è il leader indiscusso del mercato nella tecnologia della firma elettronica. In pratica permette di sottoscrivere contratti a distanza. Appare quindi evidente del perché questo settore è esploso negli ultimi anni, soprattutto con l’avvento dei lockdown.

    DocuSign ha utilizzato attivamente la tecnologia blockchain nel suo business sin dal 2015, permettendo ai clienti di registrare i loro accordi sulla blockchain Ethereum.

    CME Group (NASDAQ:CME)

    CME Group è la più grande borsa di futures e opzioni del mondo, che offre titoli derivati per azioni, indici, cambi e altro. È anche l’unica borsa che crea un mercato per i contratti futures di bitcoin. Con l’interesse del bitcoin in aumento negli ultimi trimestri, e il potenziale per il prezzo del bitcoin di raggiungere nuovi massimi storici, CME Group si trova a vedere aumentare le entrate, in quanto la società ottiene una piccola fee per ogni transazione effettuata sui suoi scambi. E se l’interesse per le criptovalute continua a crescere, anche altri prodotti futures potrebbero essere offerti sullo scambio.

    Square (NYSE:SQ)

    La società fintech Square ha due componenti principali del suo business:

    1. il suo ecosistema di elaborazione dei pagamenti per le piccole imprese
    2. la sua piattaforma di pagamento personale Cash App

    Recentemente ha introdotto Square Online Store, che aiuta i commercianti a costruire e-commerce e capacità omnichannel.

    Vi starete chiedendo in tutto ciò cosa c’entra la blockchain, ecco la risposta: Cash App consente agli utenti di acquistare e vendere bitcoin rapidamente e facilmente con risultati che portano l’azienda a essere una delle maggiori acquirenti di Bitcoin. Inoltre, Square ha il proprio team di sviluppatori di coin, noto come Square Crypto, che ha diversi progetti interessanti per conto suo.

    IBM (NYSE:IBM)

    Anche se la performance di IBM negli ultimi anni non è stata stellare, l’azienda ha fatto alcune grandi mosse di recente per cercare di far ripartire la crescita. Per esempio, la sua acquisizione da 34 miliardi di dollari di Red Hat le dà un sacco di opportunità di cross-selling con i suoi clienti aziendali.

    IBM Blockchain ha già fornito soluzioni trasformative per clienti come Kroger (NYSE:KR), True Tickets e molti altri, e potrebbe avere una strada per crescite importanti se le soluzioni basate su blockchain guadagnano più trazione negli anni a venire.

    IBM Blockchain si sta concentrando sull’aiutare i clienti a costruire catene di approvvigionamento più affidabili alla luce delle interruzioni di COVID-19. Questo potrebbe metterla in una posizione di vantaggio per lungo periodo.

    NVIDIA (NASDAQ:NVDA)

    Qui facciamo un piccolo salto, abbandonando temporaneamente le società che sfruttano la blockchain per passare a una società che ne consente l’uso; infatti NVIDIA è il principale produttore di unità di elaborazione grafica (GPU), che sono componenti essenziali in aree tecnologiche come l’intelligenza artificiale, i veicoli autonomi e i giochi.

    Le GPU sono componenti hardware chiave del mining di criptovalute; in poche parole, i “minatori” usano GPU specializzate per elaborare le transazioni sulla blockchain e vengono ricompensati con monete digitali appena coniate. L’aumento dei prezzi delle criptovalute ha creato un rinnovato interesse per il mining.

    Mastercard (NYSE:MA)

    Il gigante dell’elaborazione dei pagamenti Mastercard è cresciuto enormemente per diversi anni, dato che la tendenza verso un’economia senza contanti ha portato a volumi crescenti di transazioni con carte di debito e di credito.

    La tecnologia Blockchain ha il potenziale per trasformare lo spazio di pagamento senza contanti in particolare quando si tratta di trasferimenti di denaro transfrontalieri. Mastercard ha annunciato una partnership con la società di tecnologia blockchain R3 per sviluppare un nuovo sistema di pagamento transfrontaliero, che potrebbe alla fine dare all’azienda un importante vantaggio competitivo nel settore, eliminando i principali punti dolenti dell’invio di denaro a livello internazionale.

    E Mastercard ha recentemente accelerato il suo programma partner Crypto Card, che rende più facile per i partner portare sul mercato carte di pagamento in criptovaluta.

    Amazon (NASDAQ:AMZN)

    Pensavate che un mercato così ghiotto avrebbe tenuto lontani i big della tecnologia? Niente affatto, infatti, oltre a gestire la più grande piattaforma di e-commerce del mondo, Amazon gestisce anche il principale servizio di infrastruttura cloud, Amazon Web Services.

    La piattaforma AWS offre Amazon Managed Blockchain, che permette ai clienti di creare e gestire le proprie reti blockchain.

    Inoltre nessuno può escludere che il colosso di Seattle alla fine decida di includere la tecnologia blockchain nella vendita e/o distribuzione dei propri prodotti, venduti mediante e-commerce.

    La Blockchain attualmente costituisce una minuscola percentuale delle entrate di Amazon, ma con l’evoluzione della tecnologia, c’è il potenziale per molto di più.

  • Azioni degli E-Commerce, come investire sulle vendite online

    Azioni degli E-Commerce, come investire sulle vendite online

    La pandemia da Corona Virus ha fatto scattare lockdown in tutto il mondo, spingendo qualsiasi azienda a valutare nuovi metodi per la vendita di prodotti. Una tendenza già in atto, cioè quella dello spostamento da vendite in store fisici a vendita su E-Commerce, grazie al Covid, ha avuto un’accelerazione improvvisa.

    Ciò si denota dalla continua chiusura di negozi (lo stiamo vedendo con i brand di abbigliamento che abbandonano i centri commerciali in favore dell’online), lo stiamo vedendo dando un occhio sulle offerte di lavoro, con la continua ricerca di figure che degli E-commerce hanno fatto la loro professione e lo stiamo vedendo osservando i dati delle aziende che hanno già una grande storia in questo mercato.

    Azioni degli E-Commerce

    Prima di proseguire e analizzare nel dettaglio questo mercato, facciamo subito una lista quanto più completa possibile, con le aziende più grandi del mercato degli ecommerce.

    AzioneSettore
    AirBnb
    NASDAQ: ABNB
    Travel
    Alibaba Group
    (NYSE:BABA)
    Generico
    Amazon.com
    (NASDAQ:AMZN)
    Generico
    ASOS
    (LON:ASC)
    Abbigliamento
    Booking Holdings
    (NASDAQ:BKNG)
    Travel
    CarParts.com
    (NASDAQ:PRTS)
    Automotive
    Chewy
    (NYSE:CHWY)
    Pet food
    Costar Group
    (NASDAQ:CSGP)
    Real Estate
    Ebay
    (NASDAQ:EBAY)
    Piattaforma
    Etsy
    (NASDAQ:ETSY)
    Artigianato
    Expedia Group
    (NASDAQ:EXPE)
    Travel
    Farfetch
    (NYSE:FTCH)
    Abbigliamento
    Godaddy
    (NYSE:GDDY)
    Hosting
    JD.com
    (NASDAQ:JD)
    Elettronica
    Jumia Technologies
    (NYSE:JMIA)
    Elettronica
    Mercadolibre
    (NASDAQ:MELI)
    Generico
    NetEase
    (NASDAQ:NTES)
    Video Games
    Overstock.com
    (NASDAQ:OSTK)
    Arredo
    Pinduoduo
    NASDAQ:PDD
    Agricoltura
    Qurate Retailm
    (NASDAQ:QRTEA)
    Media
    Scout24
    ETR:G24
    Auto / Real Estate
    Shopify
    (NYSE:SHOP)
    Piattaforma
    The RealReal
    (NASDAQ:REAL)
    Lusso
    Wayfair
    (NYSE:W)
    Casalinghi
    Wish
    NASDAQ:WISH
    Generico
    Zalando
    ETR:ZAL
    Abbigliamento
    Azioni del mondo degli ecommerce

    Come possiamo vedere dalla lista, i mercati a cui si rivolgono queste piattaforme sono i più vari, con siti per un solo settore specifico, come nel caso di Zalando (abbigliamento), Scout24 che possiede AutoScout e ImmobilScout, oppure Godaddy che si occupa di domini internet e hosting.

    Ci sono poi delle soluzioni tecnologiche, come per esempio Shopify, che è la piattaforma più utilizzata per aziende che hanno la necessità di aprire un proprio sito ecommerce.

    Infine ci sono dei colossi, come per esempio Amazon e Alibaba, che vendono di tutto e che permettono anche a venditori terzi di cedere i propri prodotti.

    I migliori E-Commerce su cui investire

    In questa sezione facciamo una breve lista di quelli che, a nostro parere, sono gli E-Commerce su cui si può certamente investire. Ovviamente nella lista includiamo anche i colossi mondiali della vendita online.

    Amazon

    Non possiamo parlare di eCommerce senza parlare di Amazon. Partito come sito di vendita di libri, nel tempo ha aggiunto ulteriori categorie sino ad arrivare oggi con la vendita di qualsiasi prodotto.

    Si tratta certamente del sito E-Commerce più utilizzato in occidente e, oltre al business della vendita online, il gigante di Seattle, fondato da Jeff Bezos, ha nelle proprie revenue stream anche la rivendita di servizi tecnologici avanzati (AWS) o sistemi di home entertainment (Prime Video, Prime Music, piuttosto che Echo).

    Alibaba

    Potremmo tranquillamente dire che Alibaba sta all’Asia come Amazon sta all’occidente, se non per il fatto che lo stesso Alibaba, attraverso Aliexpress, è riuscito a sbarcare anche in Europa e America portando con sé tutto il mercato asiatico.

    Proprio quest’ultimo punto l’ha fatto diventare un colosso mondiale: si tratta della principale porta d’accesso ai prodotti asiatici (principalmente cinesi) da parte degli occidentali.

    ASOS e Zalando

    Lasciamo il mercato asiatico e americano e concentriamoci su due player del mercato europeo come Zalando e ASOS. Concorrenti tra di loro, entrambe si occupano prevalentemente del mercato dell’abbigliamento.

    ASOS è britannico mentre Zalando è tedesco, ma entrambe hanno avuto successo nell’intero vecchio continente.

    Wish

    Se vogliamo, facendo un paragone con l’offline, Wish è quello che Tigros è per i negozi: prodotti a basso costo, di importazione dalla Cina.

    Si tratta di un E-commerce che negli ultimi anni è praticamente esploso e l’IPO del 2020 lo ha dimostrato. L’azione è partita da 20 dollari, arrivando fino a 31 ma ora è sotto pressione.

    Shopify

    Come per Amazon, non si può parlare del mercato degli ecommerce senza citare Shopify. Si tratta di una piattaforma in grado di portare online migliaia di aziende che non vogliono portarsi in house l’infrastruttura necessaria.

    Con poco sforzo, su Shopify, è possibile creare e gestire un negozio online e all’esercente non rimane che caricare i prodotti con relativa fotografia a prezzo.

    Inoltre Shopify è il centro di un’ulteriore tendenza degli ultimi anni, cioè il DropShip: in pratica è possibile aprire un negozio senza avere magazzino, si mettono in vendita i prodotti e al packaging e delivery ci pensa un terzo player che prende in carico l’impegno di fare shipping.

    eBay

    Con eBay si parla della storia degli eCommerce, infatti l’azienda esisteva quando ancora, praticamente, non esisteva la vendita online.

    Nata come piattaforma per rivendere prodotti usati, il sito è evoluto per accettare ogni tipo di venditore, sia di merce nuova che usata.

  • Investire nel 5G, quali azioni scegliere

    Investire nel 5G, quali azioni scegliere

    La prossima generazione di telefonia mobile, in particolar modo quando parliamo di scambio di pacchetti Internet, è certamente il 5G. Si tratta della quinta generazione di tecnologia di rete wireless, che ha latenze inferiori al suo predecessore e velocità che arrivano, nei picchi, a 100 volte più del 4G.

    Una tecnologia del genere, è inutile nasconderselo, potrebbe addirittura arrivare a minare lo strapotere delle fibre nelle case domestiche. Ovviamente questo è ben conosciuto dagli operatori che, tipicamente, hanno connessioni sia fisse che mobile e non alzano il numero di GB disponibili solo per evitare, appunto, la cannibalizzazione.

    In Italia già dal 2020 sono attive delle reti 5G, in particolar modo sono le due aziende più grandi, Vodafone e TIM, che stanno allargando le proprie antenne. Negli Stati Uniti invece è stata T-Mobile ad anticipare la concorrenza, ciò grazie soprattutto al fattore di scala e al risparmio avuto con il merge tra questa e Sprint Corporation; in ogni nazione, comunque, c’è almeno un operatore che è stato pioniere.

    I migliori titoli del 5G

    I fornitori di reti mobili come T-Mobile, Vodafone, TIM, Orange e Verizon, sono ottimi veicoli per iniziare a investire sul 5G, ma gli investitori dovrebbero guardare al mercato della filiera, in particolar modo a quello delle torri e attrezzature per realizzare ottimi gain.

    Nel 5G lavorano infatti molte aziende che sostanzialmente possono essere suddivise in:

    Un piccolo investitore potrebbe avere qualche difficoltà a costruire un portafoglio con almeno un paio di aziende in ognuna di questi punti, per questo motivo sono nate come funghi decine di ETF che nei componenti hanno proprio le aziende della filiera del 5G.

    Produttori di chip 5G (produttori di semiconduttori)

    Non esiste tecnologia, al giorno d’oggi, che non abbia alla base i chip, quindi anche la tecnologia del 5G fa largo uso di semiconduttori.

    Tra queste aziende troviamo, giusto come esempio, Qualcomm, Skyworks Solutions, Intel, Advanced Micro Devices, NVIDIA oltre a una serie di produttori asiatici.

    Non a caso tra i produttori mettiamo NVIDIA, poiché il 5G potrebbe iniziare a fare largo uso di GPU, potenza di calcolo delle schede video. Inoltre proprio i videogiocatori, vista la latenza bassa della rete, potrebbero fare grande uso di 5G con impatti positivi per il produttore di schede video, nel suo mercato di riferimento.

    Azioni legate alle infrastrutture del 5G

    Oltre ai chip, anche i produttori di attrezzatura per networking avranno un grande vantaggio, ovviamente per arrivare agli utenti finali le connettività 5G dovranno passare attraverso infrastrutture di rete.

    Tra le infrastrutture di rete troviamo certamente gestori di Torri WiFi, come per esempio la spagnola Cellnex, ma anche produttori di dispositivi per networking, come Cisco ed Ericsson, piuttosto che connettività in fibra ottica, poiché il 5G collega solo l’ultimo miglio, cioè dal nostro device fino all’antenna, però le antenne tra di loro sono connesse attraverso reti in fibra e qui potrebbe entrare in gioco un’azienda italiana, come Prysmian, uno dei leader mondiali in questo settore.

    Un’ulteriore azienda interessante per quanto riguarda la connettività è l’americana Corning, produttore di vetro e ceramica per ambiti industriali in origine e che si sta convertendo sempre più alle reti. Riprova ne è la collaborazione con Qualcomm per fornire attrezzatura di rete all’interno di edifici e torri.

    Tra le infrastrutture poi non possiamo dimenticare il mondo del cloud, poiché connettività sempre più veloce e mobile, insieme a device e smartphone che registrano a risoluzioni sempre maggiori, portano a backup e streaming di video e immagini sempre più pesanti e sempre più complesse da gestire. In questo caso un grande vantaggio soprattutto per i big della tecnologia, come per esempio Amazon (con AWS), Google (Google Cloud), Microsoft (Azure) e Apple (iCloud), ma anche per piccoli come per esempio DropBox piuttosto che la semisconosciuta Arista Networks, la quale gestisce data center.

    Azioni immobiliari (principalmente torri)

    Abbiamo già parlato della spagnola Cellnex che è leader indiscusso di questo segmento, quello che non abbiamo detto è che, spesso, le torri WiFi vengono installate in immobili locati con contratti per lunghe durate.

    In questo segmento spiccano principalmente le aziende di gestione torri al di là dell’oceano, come per esempio American Tower, Crown Castle e Digital Realty Trust, i quali sono a tutti gli effetti dei Real Estate Investiments Trust (REITs).

    Chi gestisce immobili industriali adatti allo scopo avrà solo da guadagnarci dall’installazione di nuovi siti per le antenne 5G.

    Tutte le azioni di aziende che hanno interessi nel 5G

    Ed eccola una lista che vuole cercare di essere più esaustiva possibile, con la lista di tutte quelle azioni legate ad aziende che hanno grandi interessi grazie al 5G.

    AzioniSettore
    Akamai
    NASDAQ: AKAM
    CDN
    Alphabet Inc (Google Cloud)
    NASDAQ: GOOGL
    Cloud
    Altice Europe
    AMS: ATC
    ISP
    Amazon (AWS)
    NASDAQ: AMZN
    Cloud
    American Tower Corp
    NYSE: AMT
    Torri
    Apple (iCloud)
    NASDAQ: AAPL
    Cloud
    AT&T Inc.
    NYSE: T
    ISP
    BCE Inc
    TSE: BCE
    ISP
    Broadcom
    NASDAQ: AVGO
    Chipset
    BT Group PLC
    LON: BT.A
    ISP
    Cable One
    NYSE: CABO
    Cavi e Fibra
    CenturyLink
    NYSE: LUMN
    ISP
    Cellnex Telecom
    BME: CLNX
    Torri
    Cisco Systems
    NASDAQ: CSCO
    Networking
    CloudFlare
    NYSE: NET
    CDN
    Corning Incorporated
    NYSE: GLW
    Cavi e Fibra
    Crown Castle International Corp
    NYSE: CCI
    Torri
    Deutsche Telekom
    ETR: DTE
    ISP
    Digital Realty Trust
    NYSE: DLR
    Torri
    Dropbox Inc
    NASDAQ: DBX
    Cloud
    Ericsson Telefonaktiebolaget LM
    STO: ERIC-B
    Networking
    FoxConn
    TPE: 2354
    Chipset
    IBM (IBM Cloud)
    NYSE: IBM
    Cloud
    Iliad
    EPA: ILD
    ISP
    Intel
    NASDAQ: INTC
    Chipset
    Inwit
    BIT: INW
    Torri
    Lumen Technologies
    NYSE: LUMN
    Torri
    MediaTek
    TPE: 2454
    Chipset
    Micron Technology
    NASDAQ: MU
    Chipset
    Microsoft (Azure Platform)
    NASDAQ: MSFT
    Cloud
    Motorola Solutions
    NYSE: MSI
    Networking
    Nexans
    EPA: NEX
    Cavi e Fibra
    NKT
    CPH: NKT
    Cavi e Fibra
    Nokia
    HEL: NOKIA
    Networking
    NVIDIA (ARM)
    NASDAQ: NVDA
    Chipset
    Orange
    EPA: ORA
    ISP
    Prysmian
    BIT: PRY
    Cavi e Fibra
    Qorvo
    NASDAQ: QRVO
    Networking
    Qualcomm
    NASDAQ: QCOM
    Chipset
    Skyworks Solutions
    NASDAQ: SWKS
    Networking
    STMicroelectronics
    BIT: STM
    Chipset
    T-Mobile US
    NASDAQ: TMUS
    ISP
    Telecom Italia SpA
    BIT: TIT
    ISP
    Telefónica
    BME: TEF
    ISP
    Telephone and Data Systems, Inc.
    NYSE: TDS
    Torri
    TSMC
    TPE: 2330
    Chipset
    Verizon Communications
    NYSE: VZ
    ISP
    Vodafone
    LON: VOD
    ISP

    Investire nel 5G per il lungo termine

    Quello del 5G è un mercato agli inizi, ma nonostante ciò, poiché gli attori sono tutti player già presenti nel 4G, questo mercato non soffre certamente dei problemi dati da industrie immature.

    Non vi è dubbio che il 5G è il futuro della connettività mondiale, come lo è stato il 4G fino a oggi. Investire nelle aziende migliori su questo mercato porterà solo vantaggi sul lungo periodo.

  • Investire nelle azioni di cloud computing

    Investire nelle azioni di cloud computing

    Il Cloud è la vera innovazione degli ultimi 10 anni nell’Information Technology. In particolare, è complesso dare una definizione totale del cloud computing, ma si tratta di centralizzare spazi e calcoli computazionali così da permettere di esternalizzare servizi che in-house costerebbero decisamente di più.

    Pensiamo per esempio a piccole società, o individui, che abbiano la necessità di archiviare documenti con la garanzia di non perdere tale documentazione, la soluzione in-house potrebbe essere quella di installare dei servizi RAID, con dei costi sensibili e la quasi impossibilità di raggiungerli da remoto, invece attraverso servizi cloud si ha spazio a sufficienza con la possibilità di consultare tali documenti da app, smartphone, PC e in generale da remoto: un esempio in tal senso è Dropbox.

    Ma il cloud non si ferma solo a dello spazio in remoto, spesso attraverso il cloud si sfruttano dei Software as a Service (SaaS), pensiamo per esempio a piattaforme di E-commerce, come Shopify, oppure ad architetture decisamente più grandi, come Salesforce, ma anche a service utili per i developer per implementare piattaforme complesse attraverso poco lavoro.

    Infine il cloud viene sfruttato da un’infinità di servizi per recuperare del potere computazionale. Per esempio, la maggior parte dei siti web, oramai, è in cloud, cioè è fisicamente in un server fornito da una società che virtualizza e fornisce potere computazionale (un esempio è AWS di Amazon), senza l’esigenza di gestire server in-house. Allo stesso modo possono essere sfruttate soluzioni come la CDN, per la diffusione dei siti medesimi, oppure servizi per il calcolo di Intelligenza Artificiale, di elaborazione matematica e di un’altra miriade di funzionalità.

    Azioni legate al cloud

    Eccolo quindi un elenco di azioni facenti riferimento ad aziende impegnate nella filiera del cloud.

    Sotto Settore
    Adobe
    NASDAQ: ADBE
    SaaS
    Akamai
    NASDAQ: AKAM
    CDN
    Alphabet Inc (Google Cloud)
    NASDAQ: GOOGL
    Cloud Computing
    Amazon (AWS)
    NASDAQ: AMZN
    Cloud Computing
    Apple (iCloud)
    NASDAQ: AAPL
    Archiviazione
    Box
    NYSE: BOX
    Archiviazione
    CloudFlare
    NYSE: NET
    CDN
    Coupa
    NASDAQ: COUP
    SaaS / Budget Man.
    CrowdStrike
    NASDAQ: CRWD
    Security
    Datadog
    NASDAQ: DDOG
    Analytics Platform
    DocuSign
    NASDAQ: DOCU
    Agreement Cloud
    Dropbox Inc
    NASDAQ: DBX
    Archiviazione
    Fastly
    NYSE: FSLY
    Cloud Platform
    IBM (IBM Cloud)
    NYSE: IBM
    Cloud Computing
    Microsoft (Azure Platform)
    NASDAQ: MSFT
    Cloud Computing
    Ncino Inc
    NASDAQ: NCNO
    Banking SaaS
    Oracle Corporation
    NYSE: ORCL
    Database Storage
    Salesforce.com
    NYSE: CRM
    SaaS / CRM
    ServiceNow
    NYSE: NOW
    SaaS
    Shopify
    NYSE: SHOP
    E-Commerce
    Splunk
    NASDAQ: SPLK
    Big Data
    Trade Desk Inc
    NASDAQ: TTD
    Advertising
    Twilio
    NYSE: TWLO
    CPaaS
    Veeva Systems
    NYSE: VEEV
    Cloud Pharma
    VMware Inc
    NYSE: VMW
    Virtualization
    Workday
    NASDAQ: WDAY
    SaaS
    Zscaler
    NASDAQ: ZS
    Security
    Azioni di aziende che offrono servizi cloud

    Come è facile notare, dando uno sguardo ai sotto-settori, il cloud viene impiegato praticamente per ogni aspetto della nostra vita e, in particolar modo, viene sfruttato dalle aziende per i più disparati motivi.

    Si passa da soluzioni cloud per aziende pharma, a soluzioni per il mondo finance, fino ad arrivare alle piattaforme di cloud computing totali (AWS, Azure, Google, IBM).

    L’archiviazione, che è l’uso più elementare del cloud, è solo una piccola fetta di questo mondo, che oramai viene sfruttato da qualsiasi industria del mondo.

  • Tesla e il problema green regulatory credits (delle altre)

    Tesla e il problema green regulatory credits (delle altre)

    Se a 1.000 persone chiedessimo cosa produce Tesla, il 90% di loro risponderebbe auto, forse un 10% risponderebbe auto e batterie.

    Se alle stesse 1.000 persone chiedessimo con cosa fa utili Tesla, probabilmente il 100% darebbe la stessa risposta della domanda precedente. Però sarebbero tutti in errore, almeno in parte.

    Basta andare a pagina 5 di una qualsiasi presentazione dei conti di Tesla per scoprire che la casa che produce veicoli elettrici (e batterie) non fa utili con le auto (né con le batterie) ma bensì con un prodotto che, potenzialmente, è molto più durevole: regulatory credits.

    Cosa sono i regulatory credits (o quote verdi)

    Tutte le aree del mondo industrializzate, per limitare l’inquinamento e provare a entrare, entro le date che si sono date come deadline, in un momento storico in cui le emissioni di Co2 non saranno più un problema, hanno imposto dei limiti alle case automobilistiche.

    Significa che ogni casa automobilistica ha un limite massimo di emissioni che può effettuare, attraverso la propria attività o con i veicoli che vende. Queste regole vennero imposte a metà anni ’10 per far fronte (e dare una risposta sensata) agli scandali DiegalGate che colpirono quasi tutti i produttori di veicoli (con Volkswagen in testa).

    Da questo punto di vista, Tesla, producendo auto elettriche, è in una botte di ferro. Lo stesso però non si può dire delle sue competitor, soprattutto in alcuni casi dove le emissioni sono decisamene alte.

    Cosa può fare chi non si adegua velocemente?

    La domanda nasce spontanea: chi non si adegua velocemente cosa rischia? Multe salate, molto salate. Ne sa qualcosa Volkswagen che rischia una multa fino a 100 milioni dalla Comunità Europea per le emissioni del 2020. Fatto conosciuto alla casa automobilistica che infatti è corsa ai ripari destinando fino a 200 milioni di euro a riserva per eventuali problematiche su questo genere.

    Come fare per evitare le multe? Semplice, acquistare quote verdi ed è qui che entra in scena Tesla.

    Sì, perché le case automobilistiche meno inquinanti, spesso, hanno più “certificati” di quelli che sono necessari alla loro produzione e possono decidere di venderle ad altre case automobilistiche.

    Così, nel 2019, FCA e GM hanno deciso di mettere mano al portafoglio acquistando, proprio da Tesla, i regulatory credits. Con cifre di tutto rispetto, considerando che la sola FCA ha pagato 1,27 miliardi di dollari a Tesla.

    Impattano dei regulatory credits sui conti di Tesla

    A questo punto la domanda cardine è: quanto le quote verdi influenzano i conti di Tesla?

    Non si tratta di dati segreti e quindi proviamo a dare risposta in questa tabella:

    20162017201820192020
    Ricavi7.00011.75921.46124.57831.536
    Utile(675)(1.962)(976)(862)721
    Regulatory Credits3023604195941.580
    Utile senza Quote verdi(977)(2.322)(1.395)(1.456)(859)
    Dati di bilancio di Tesla

    Come possiamo vedere, se non fosse per l’attività di vendita di quote verdi, che ha un impatto quasi zero sui costi, Tesla non avrebbe ancora raggiunto l’utile, nemmeno nel 2020, primo anno in cui, invece, registra un risultato maggiore a zero.

    Quindi, la sola produzione e vendita di auto (e di batterie) è un business ancora in perdita per Tesla; ciò che permette a Tesla di iniziare a prosperare è proprio la vendita di quote verdi.

    Quanto potranno crescere questi introiti?

    La domanda successiva riguarda la sostenibilità di questi introiti, perché se è vero (come è vero) che le case automobilistiche stanno producendo veicoli elettrici per abbassare il loro inquinamento, si arriverà presto ad avere un prosciugamento di questo introito.

    Allo stesso tempo, però, si può immaginare che questo meccanismo possa essere esteso a tutti i mercati e non solo a quello automobilistico.

    Non è un caso che Amazon si stia impegnando per abbattere il proprio peso sull’inquinamento, con ordini di veicoli commerciali elettrici, e dichiarandolo in uno spot che sta girando in questi giorni sulle TV italiane nel quale dichiara (sottolineandolo) che ha come obiettivo l’impatto zero entro il 2040.

    Qualora questo tipo di compra/vendita di quote green venisse allargato a tutti i mercati, sarebbero migliaia le aziende “costrette” ad acquistare quote verdi da chi ne ha in abbondanza (pensiamo ad aziende che lavorano con le miniere, o a chi lavora con il petrolio).

    Non è detto che ciò avvenga e se non dovesse essere allargato ad altri mercati è evidente che questo core business, per Tesla, è destinato a esaurirsi, con la necessità impellente di far fruttare il core business principale, cioè la vendita di auto (e di batterie).

  • La rivale di Tesla, sostenuta da Ford e Amazon, si prepara a Wall Street

    La rivale di Tesla, sostenuta da Ford e Amazon, si prepara a Wall Street

    Potrebbe essere uno delle più grandi IPO a Wall Street per questo 2021, benché la fonte, che ha dato indiscrezioni a Bloomberg, anticipa che il calendario IPO non è ancora definito e lo sbarco potrebbe ritardare fino al 2022.

    Comunque sia, si tratta di Rivian Automotive Inc, una startup che produce SUV full electric e che rappresenta, già oggi, uno dei principali rivali di Tesla.

    La cosa interessante di Rivian è che è sostenuta da Ford e Amazon, le quali hanno investito denaro nella casa produttrice. In particolare con Amazon c’è un accordo per mettere in circolo circa 10 mila furgoni completamente elettrici entro il 2022.

    In un round di investimenti di gennaio Rivian è stata valutata 27 miliardi di dollari ma fino alla data di sbarco a Wall Street si prevede che la valutazione possa addirittura raddoppiare, toccando la cifra di 50 miliardi di dollari.

    I dipendenti della casa automobilistica sono circa 3.600, distribuiti su 3 location principali: negli uffici presenti in Michigan e California e nello stabilimento di produzione presente in Illinois.

    Sono due i pick-up in dirittura d’arrivo: R1T che è previsto per giugno e il SUV R1S per agosto.

  • Bitcoin in una nuova vita (Tesla, Amazon, Apple e Alphabet)

    Bitcoin in una nuova vita (Tesla, Amazon, Apple e Alphabet)

    Elon Musk, proprietario di Tesla e uomo più ricco al mondo, sta investendo cifre considerevoli sul Bitcoin, sia a livello personale che con le aziende che gestisce.

    Infatti è di ieri la notizia che Tesla ha investito 1,5 miliardi nell’acquisto di Bitcoin, operazione funzionale per permettere, a chi lo desidera, di acquistare un’autovettura utilizzando la criptovaluta.

    Ma le buone notizie potrebbero non fermarsi qui, infatti RBC Capital Markets scrive che Apple potrebbe approfittare della moda per integrare il pagamento attraverso Bitcoin su i suoi dispositivi mobile.

    Sarebbe questa la mossa definitiva, poiché permetterebbe a milioni di possessori di device della mela, di effettuare pagamenti attraverso criptocurrency.

    RBC, in particolare, sottolinea come:

    Con un investimento da 1 miliardo di dollari il gruppo potenzierebbe il suo ingresso nel settore, attirando più utenti sullo scambio basato su Wallet e probabilmente facendo aumentare il prezzo del Bitcoin

    Apple interessata ai bitcoin?

    Qualora Apple dovesse veramente decidere di adottare questa soluzione si potrebbe pensare anche a una mossa simile da parte di Alphabet, il quale potrebbe copiare il sistema per inserirlo sui suoi sistemi Android.

    Ma chi ha già quasi tutto pronto per permettere i pagamenti con Bitcoin è un’altra azienda, cioè Amazon, la quale potrebbe in modo semplice implementare la possibilità di pagare sul proprio e-commerce con la criptocurrency.

    Insomma, i big tech si stanno muovendo e stanno analizzando le opportunità e queste sono notizie molto positive per il bitcoin, che non a caso porta il valore della cripto dai 33 mila dollari (per 1 BTC) di venerdì a quasi 48 mila di oggi.

    Notizie ovviamente positive anche per chi possiede e ha investito nella criptovaluta, che vede il proprio portafoglio sempre più grosso.

  • Utili stratosferici per i big tech (si dimette Jeff Bezos)

    Utili stratosferici per i big tech (si dimette Jeff Bezos)

    Ieri sera è andata in scena una delle crescite più grandi che le borse possano ricordare. In particolar modo grazie a 2 titoli azionari che hanno frantumato qualsiasi previsione degli analisti.

    Parliamo di Amazon e di Alphabet, che hanno registrato EPS e Ricavi, nell’ultimo trimestre, ben superiore a qualsiasi previsione e a 12 mesi precedenti.

    Amazon era attesa con un EPS di 7,16 e con dei ricavi di 119,68 miliardi di dollari. Cifre già enormi, ma mai quanto quello che è stato comunicato dall’azienda. L’ecommerce più famoso al mondo ha comunicato EPS di 14,09 che corrisponde al 97% in più di quanto previsto e al 118% in più rispetto allo stesso trimestre di un anno prima. I ricavi da 125,56 miliardi, invece, rappresentano una sorpresa del 4,91% rispetto alle previsioni e del 43,6% rispetto a 12 mesi prima.

    Numeri mostruosi, aiutati senza dubbio dai lockdown, dalla chiusura dei negozi e dagli investimenti fatti in passato.

    Arriva però una “tegola” evidentemente prevista: il CEO e fondatore Jeff Bezos ha rassegnato le proprie dimissioni, rimanendo comunque Presidente della società. Il ruolo di CEO va a Andy Jaffy, che era a capo del mondo cloud (Amazon Web Services) della società.

    Passando invece ad Alphabet, che guida Google, gli aumenti sono più contenuti ma certamente più sorprendenti, ciò perché da Amazon ce lo si poteva immaginare un incremento di questa portata, invece con il mercato pubblicitario quasi fermo nessuno si aspettava una crescita del genere dal colosso di Montain View.

    Nel dettaglio Alphabet ha comunicato EPS di 22,3 e ricavi di 56,9 miliardi. Sorpresa sulle previsioni di 15,68 di EPS (42,2%) e ricavi da 52,89 (7,6%). Incremento anche rispetto a 12 mesi prima, quando l’EPS fu di 15,35 (+45,4%) e i ricavi di 46,08 (+23,5%).

    Questi numeri sono sorprendenti soprattutto se si guarda a quanto fatto dalla terza big, Apple, che aveva comunicato i dati il 27 gennaio. Dati che erano stati di qualche punto oltre le attese e appena in doppia cifra rispetto a 12 mesi precedenti.

    Infine ieri è toccato a un’altra “piccola” azienda tech, legata al mondo dei videogames. Parliamo di Electronic Arts che ha comunicato EPS di 3,61 (2,94 il previsto, 2,53 un anno prima) e ricavi di 2,4 miliardi (2,38 previsto e 1,98 un anno prima).

    Appare evidente quindi come il Covid abbia aiutato (e non poco) le aziende tecnologiche, le quali continuano con l’ascesa e rafforzano l’indice Nasdaq che pare non conoscere limiti.

  • Azioni Food Delivery

    Azioni Food Delivery

    Il mercato del food delivery in Europa si sta sviluppando negli ultimi anni, con il boom dei servizi grazie alle app arrivate intorno al 2015.

    Celebri sono i rider che sfrecciano per le città italiane così da consegnare un pasto caldo e pronto a persone che lo consumeranno comodamente a casa.

    Un servizio che ha avuto un notevole incremento durante il 2020 a causa del lockdown imposto dalla pandemia da Corona Virus. Grazie al Covid anche i ristoratori restii a entrare in questo mondo hanno dovuto piegarsi e appoggiarsi ai vari Deliveroo, JustEat, Glovo e Uber.

    Ma se in Europa si ha la grande diffusione grazie allo sbarco di alcune app durante la metà degli anni ’10, in America questi sono servizi più comuni, con una lunga storia dietro e non sempre legati alla tecnologia. Lo dimostra per esempio Domino’s Pizza che dal 1960 produce pizze e le invia a casa delle persone con una rete capillare che nel tempo si è aperta anche a nuovi pizzaioli non facenti parte del circuito Domino’s.

    Azioni di aziende che fanno Food Delivery

    Notiamo subito nella lista la presenza di Amazon, che è praticamente presente in ogni business e qui ha il marchio PrimeNow.

    Le aziende quotate sono ancora poche e DoorDash è solo l’ultima sbarcata in borsa a dicembre del 2020, nonostante il mercato (a differenza di quello del food vero e proprio) è molto frammentato.

    Nazione
    Amazon.com
    NASDAQ: AMZN
    USA
    Blue Apron Holdings, Inc.
    NYSE: APRN
    USA
    Delivery Hero SE
    ETR: DHER
    Germania
    Domino’s Pizza
    NYSE: DPZ
    USA
    DoorDash
    NYSE: DASH
    USA
    Goodfood Market Corp
    TSE: FOOD
    Canada
    GrubHub Inc
    NYSE: GRUB
    USA
    Hellofresh SE
    ETR: HFG
    Germania
    Just Eat Takeaway.com NV
    AMS: TKWY
    Olanda
    Uber
    NYSE: UBER
    USA
    Azioni di aziende che effettuano Food Delivery

    Purtroppo, oltre alla presenza di Amazon, si nota anche l’assenza dell’Italia, con nessuna azienda in grado di entrare in questa particolare lista.

    Certo, non mancano le aziende che producono e consegnano cibo, ma sono legate al mondo B2B, quindi con catering verso altre aziende e non direttamente nella residenza degli utenti. Tra queste aziende non possiamo non nominare l’italiana Marr (BIT:MARR) e la francese Sodexo (EPA:SW), ma come detto, fanno un lavoro leggermente differente.

  • Investire nelle azioni del mercato delle telecomunicazioni

    Investire nelle azioni del mercato delle telecomunicazioni

    Il settore delle telecomunicazioni può essere suddiviso in due grandi sottosegmenti:

    • Le aziende di tecnologia, conosciute come aziende IT
    • Le società di telecomunicazioni che forniscono infrastrutture e servizi per la connettività

    Delle società di tecnologia abbiamo già ampiamente parlato, quindi in questo articolo ci concentriamo sulle società di telecomunicazioni, cioè quelle aziende che ci permettono di navigare su Internet grazie al loro core business che è concentrato sulla connettività e sul networking.

    Azioni delle aziende di Telecomunicazioni

    SettoreNazione
    Akamai Technologies
    NASDAQ: AKAM
    DeliveryUSA
    Amazon.com
    NASDAQ: AMZN
    NetworkingUSA
    American Tower Corp
    NYSE: AMT
    TorriUSA
    AT&T Inc.
    NYSE: T
    ISPUSA
    Cellnex Telecom
    BME: CLNX
    TorriSpagna
    Cisco Systems
    NASDAQ: CSCO
    NetworkingUSA
    CloudFlare
    NYSE: NET
    DeliveryUSA
    Crown Castle International Corp
    NYSE: CCI
    TorriUSA
    Deutsche Telekom
    ETR: DTE
    ISPGermania
    Ericsson Telefonaktiebolaget LM
    STO: ERIC-B
    NetworkingSvezia
    Iliad
    EPA: ILD
    ISPFrancia
    Inwit
    BIT: INW
    TorriItalia
    Lumen Technologies
    NYSE: LUMN
    TorriUSA
    Motorola Solutions
    NYSE: MSI
    NetworkingUSA
    Nokia
    HEL: NOKIA
    NetworkingFinlandia
    Orange
    EPA: ORA
    ISPFrancia
    T-Mobile US
    NASDAQ: TMUS
    ISPUSA
    Telecom Italia SpA
    BIT: TIT
    ISPItalia
    Telefónica
    BME: TEF
    ISPSpagna
    Telephone and Data Systems, Inc.
    NYSE: TDS
    TorriUSA
    Verizon Communications
    NYSE: VZ
    ISPUSA
    VMware Inc.
    NYSE: VMW
    NetworkingUSA
    Vodafone
    LON: VOD
    ISPRegno Unito
    Azioni di aziende delle Telecomunicazioni

    Come analizzare le azioni delle telecomunicazioni

    Essendo un macrosettore all’interno delle aziende che fanno telecomunicazioni possiamo trovare molte compagnie differenti che prestano i loro servizi in modo parallelo. Possiamo per esempio incontrare le ISP (come Telecom, Iliad, Vodafone, ecc) oppure società di networking (come per esempio Cisco) oppure società che si occupano di servizi di Cloud/Network/Delivery (come AWS di Amazon, Cloudflare, Akamai, ecc), infine le torri wireless, che sono la base hardware per le trasmissioni (come Cellnext oppure InWit).

    Alcune di queste aziende hanno un andamento costante e difficilmente le vedrete tra le peggiori o le migliori azioni su un dato mercato. Sono aziende per lo più anticicliche poiché la connettività a Internet serve sia in momenti di crisi che in momenti di economia prosperosa.

    Spesso sono aziende che pagano ricchi dividendi poiché, eccetto rari casi, si tratta di un business remunerativo. Allo stesso tempo, però, gli investitori dovrebbero tenere sotto controllo i debiti di tale aziende poiché per creare infrastrutture adeguate è necessario realizzare debiti che saranno ripagati in anni di attività.

    Infine attenzione va data a quelle aziende che tendono a espandersi attraverso acquisizioni di clienti o di partner, se non addirittura di competitor; un caso emblematico è quello della spagnola Cellnex che negli ultimi anni è particolarmente attiva nell’acquisizione di attività legata alle torri in tutta Europa.

    Il settore delle telecomunicazioni ha un grande potenziale di crescita

    Grazie alle necessità di avere sempre maggiore connettività, data da servizi di streaming e da evoluzioni tecnologiche, queste aziende continueranno nel tempo ad avere un ruolo centrale e fondamentale, è importante però che tali aziende continuino a investire nell’innovazione. Pensate per esempio cosa ne sarà di una qualsiasi azienda che dovesse decidere di non investire nel prossimo 5G, probabilmente tra qualche anno avrà un’emorragia di clienti e avrà i conti che caleranno a picco. Allo stesso tempo aziende molto indebitate potrebbero avere problemi nel creare nuove reti adeguate ai tempi moderni.

    Tempi moderni che, come detto, continueranno a spingere nella direzione dell’innovazione e della necessità di avere aziende di telecomunicazioni performanti.

  • Azioni cicliche, cosa e quali sono

    Azioni cicliche, cosa e quali sono

    Una crisi economica o una semplice recessione ha impatti differenti sulle aziende in base al core business delle stesse. Infatti, in periodi di crisi, ci sono aziende che subiscono il crollo economico, mentre altre aziende, per la loro natura, non ne risentono. Di base questo è il concetto di ciclicità delle azioni.

    Proprio la crisi dovuta alla pandemia del corona virus ci sta facendo ben vedere quali siano le aziende più vulnerabili.

    Cos’è un titolo ciclico?

    Un titolo ciclico (un’azione o qualsiasi tipo di strumento) è un’entità che segue il ciclo economico, quindi tende a essere rialzista in fasi di espansione economica e tende a essere ribassista in fasi di recessioni.

    Il trend rialzista o ribassista ovviamente non è dato dalle performance finanziarie fini a sé stesse ma per il fatto che il business della società, in periodi di crisi economica, subisce l’andamento generale. Allo stesso tempo, in fase di espansione queste aziende avranno molti più clienti.

    Esempi di industrie e settori ciclici

    Di base la maggior parte delle industrie comunemente conosciute sono cicliche, quindi fare una lista esaustiva è praticamente impossibile. Giusto come esempio, però, possiamo elencarne qualcuna che subisce a pieno la ciclicità dell’economia:

    • Compagnie aeree: in tempi difficili i viaggi non strettamente necessari sono la prima cosa che aziende e individui tendono a tagliare. Quando l’economia prospera, invece, si tende a viaggiare di più, soprattutto per piacere
    • Hotel e Turismo: un settore che è speculare rispetto alle compagnie aeree, con i clienti che non viaggiano c’è meno bisogno di hotel
    • Ristoranti: non lo inseriamo nel capitolo turismo poiché la maggior parte di essi si rivolgono a clienti di prossimità, quindi non turisti. In una fase di crisi economica, così come per i beni discrezionali, i clienti tendono a mangiare più spesso a casa e meno al ristorante
    • Beni discrezionali: è vero che il lusso top non conosce crisi, ma è altrettanto vero che esistono un’infinità di brand che non si rivolgono solo a top spender
    • Automobili: non c’è nulla di meglio dell’incertezza per bloccare le grandi spese; in fasi complesse le persone tendono ad accumulare denaro piuttosto che spenderlo (facendo aggravare la crisi), le automobili sono tra le prime vittime: perché cambiarla se la vecchia ancora può fare un anno?
    • Tecnologia: gran parte dei titoli tecnologici, soprattutto quelli legati all’hardware sono ciclici. Se escludiamo i portali Web, che viene usata a prescindere dalle fasi economiche, la maggior parte dei titoli tecnologici sono ciclici. Si può rimandare il rinnovo del parco PC per un’azienda? Si può aspettare per acquistare l’ultimo iPhone o un nuovo iPad?
    • Banche: in crisi i tassi di interesse tendono a crollare, facendo diminuire i margini di interesse per gli istituti bancari, inoltre meno persone si impegnano finanziariamente in mutui e prestiti e, se ciò non bastasse, l’aumento di fallimenti e di difficoltà porterà tanti crediti in sofferenza.
    • Industriali: abbiamo già detto che in tempi difficili le persone contraggono le spese e ciò è un disastro per le aziende dell’industria pesante e delle materie prime, che vedono contrarre la domanda di produzione.

    Esempio di industrie e settori non ciclici

    I titoli difensivi appartengono invece a società che non subiscono i cambiamenti di tendenza nell’economia. Si tratta di aziende che navigano senza particolari variazioni sia in momenti di recessione che in momenti di espansione.

    Un classico esempio sono i produttori e i rivenditori di prodotti non discrezionali: i supermercati, i produttori alimentari, la salute; cioè tutte quelle aziende di cui c’è bisogno sia quando si è in recessione che quando si è in espansione.

    Un ulteriore esempio sono le utilities, poiché, qualsiasi sia la situazione economica, le persone hanno necessità di elettricità e di spostamenti. Questo paragrafo è generale e ovviamente non riferito alla crisi dovuta da Covid, la quale è leggermente differente rispetto a una crisi per un ciclo economico classico.

    Esempi di azioni cicliche e difensive

    Giusto per dare un’idea concreta, citiamo solo alcune aziende che possono rientrare nella categoria di ciclicità o difensivi.

    Azioni cicliche

    • Intesa Sanpaolo
    • Apple
    • Stellantis
    • Lufthansa
    • Intel
    • Netflix

    Azioni difensive

    • Enel
    • ENI
    • Carrefour
    • Amazon
    • Coca Cola
    • Nestlé

    Ovviamente, come abbiamo avuto modo di dire più volte, la ciclicità o meno dipendono dalla natura della crisi economica, come abbiamo per esempio visto la crisi da Covid ha un po’ sovvertito queste idee, con Netflix che anziché essere ciclico è diventato un titolo difensivo, poiché il lockdown ha spinto maggiori abbonamenti.

    Nessuna di queste aziende elencate, ma in generale nessuna impresa, è totalmente ciclica o totalmente difensiva, anche perché serve comunque capacità di adattamento alla nuova situazione e alle circostanze.

    Comunque, in linea generale, giusto per farsi l’idea, questi sono titoli che tendenzialmente sono ciclici o difensivi.

    Quando acquistare titoli ciclici?

    Avessimo una sfera di cristallo la risposta sarebbe semplice: i titoli ciclici vanno acquistati alla fine della crisi, quando il mercato sta ripartendo, e vanno vendute quando una crisi sta iniziando.

    Come al solito, un investitore non è uno stratega ma semplicemente un soggetto che cerca di portare vantaggio verso il portafoglio. Per farlo la strada migliore è quella di mixare questi titoli, così che al calo di un’azione corrisponda l’aumento di un’altra.

    Lista completa di azioni cicliche

    Dopo aver visto un breve esempio delle azioni cicliche, proviamo a fare una lista completa, così come segnalata dalla comunità finanziaria. Questa lista corrisponde alle 50 azioni cicliche più grandi in termini di capitalizzazione sui mercati americani ed europei (compresa Svizzera e UK).

    AzioneIndustriaNazione
    Adidas
    (ETR:ADS)
    ModaGermania
    Apple
    (NASDAQ:AAPL)
    HardwareUSA
    Aptiv – Delphi Automotive
    (NYSE:APTV)
    Auto PartsIrlanda
    AutoZone
    (NYSE:AZO)
    Auto PartsUSA
    Bayerische Motoren Werke
    (ETR:BMW)
    AutomobilisticaGermania
    Capri Holdings
    (NYSE:CPRI)
    ModaUSA
    Carnival
    (NYSE:CCL)
    TurismoUSA
    Christian Dior
    (EPA:CDI)
    Moda / LussoFrancia
    Compagnie Financiere Richemont
    (SWX:CFR)
    GioielliSvizzera
    Continental
    (ETR:CON)
    Auto PartsGermania
    Daimler Truck Holding
    (FRA:DTG)
    Mezzi pesantiGermania
    Ferrari
    (BIT:RACE)
    Auto / LussoItalia
    Ford Motor
    (NYSE:F)
    AutomobilisticaUSA
    General Motors
    (NYSE:GM)
    AutomobilisticaUSA
    Genuine Parts
    (NYSE:GPC)
    Auto PartsUSA
    Hasbro
    (NASDAQ:HAS)
    GamesUSA
    Hella KGaA
    (FRA:HLE)
    Auto PartsGermania
    Hermes International
    (EPA:RMS)
    Lusso / ModaFrancia
    Hunter Douglas
    (AMS:HDG)
    ArredamentoOlanda
    Illinois Tool Works
    (NYSE:ITW)
    RetailUSA
    Levi Strauss
    (NYSE:LEVI)
    ModaUSA
    LKQ Corporation
    (NASDAQ:LKQ)
    Auto PartsUSA
    Lucid Group
    (NASDAQ:LCID)
    AutomobilisticaUSA
    Lufthansa
    (ETR:LHA)
    ViaggiGermania
    LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton
    (EPA:MC)
    Lusso / ModaFrancia
    Mattel
    (NASDAQ:MAT)
    GamesUSA
    Melrose Industries
    (LON:MRO)
    IngegneriaRegno Unito
    Mercedes-Benz Group
    (ETR:MBG)
    AutomobilisticaGermania
    Michelin
    (EPA:ML)
    Auto PartsFrancia
    Mohawk Industries
    (NYSE:MHK)
    ArredamentoUSA
    Moncler
    (BIT:MONC)
    ModaItalia
    Nike
    (NYSE:NKE)
    ModaUSA
    O’Reilly Automotive
    (NASDAQ:ORLY)
    Auto PartsUSA
    Oshkosh Corporation
    (NYSE:OSK)
    Mezzi pesantiUSA
    Paccar
    (NASDAQ:PCAR)
    Mezzi pesantiUSA
    Peloton Interactive
    (NASDAQ:PTON)
    SportUSA
    Pool Corporation
    (NASDAQ:POOL)
    Tempo liberoUSA
    Porsche Automobil Holding
    (ETR:PAH3)
    AutomobilisticaGermania
    Puma
    (ETR:PUM)
    ModaGermania
    Renault
    (EPA:RNO)
    AutomobilisticaFrancia
    Rivian Automotive
    (NASDAQ:RIVN)
    AutomobilisticaUSA
    SEB
    (EPA:SK)
    ElettrodomesticiFrancia
    Snap-on
    (NYSE:SNA)
    Mezzi industrialiUSA
    Somfy
    (EPA:SO)
    Mezzi industrialiFrancia
    Stellantis
    (BIT:STLA)
    AutomobilisticaOlanda
    Stanley Black & Decker
    (NYSE:SWK)
    Mezzi industrialiUSA
    Swatch Group
    (SWX:UHR)
    Lusso / ModaSvizzera
    Traton
    (FRA:8TRA)
    Mezzi pesantiGermania
    V.F. Corporation
    (NYSE:VFC)
    ModaUSA
    Volkswagen
    (ETR:VOW3)
    AutomobilisticaGermania
    Whirlpool
    (NYSE:WHR)
    ElettrodomesticiUSA
    Lista azioni cicliche
  • Azioni Information Technology, come e quali scegliere

    Azioni Information Technology, come e quali scegliere

    Il settore della tecnologia è molto ampio e permea oramai tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana. Qualsiasi azione voi compiate c’è certamente qualche azienda del settore tecnologico che ha lavorato in modo che ciò sia possibile.

    Sviluppo software, Social, Provider di connettività (che sia fibra, WiFi o mobile), streaming televisivo, cloud computing… insomma, qualsiasi cosa oramai voi pensiate, questa è parallela alla tecnologia.

    Un mercato che, nonostante la relativa giovinezza, ha vissuto già grandi evoluzioni nella storia (pensate per esempio cosa sono stati gli smartphone nel mercato dei telefoni cellulari) e altre sono in fase di svolgimento.

    Una in particolare è la tendenza che in questi anni sta cambiando radicalmente questo mercato: l’adozione di Software-As-A-Service (SaaS), cioè l’acquisto di un abbonamento ricorrente che fornisce il servizio chiavi in mano, basato su cloud e su Intelligenza Artificiale. Scendendo nel dettaglio e facendo un esempio molto basilare, pensate per esempio a Netflix o a Spotify, cioè la fornitura di servizi multimediali con il semplice acquisto di un abbonamento anziché farvi andare in un negozio per acquistare il supporto fisico.

    Questo, con le implicazioni molto più complesse rispetto al semplice esempio che abbiamo fatto, è certamente una comodità per gli utenti stessi, ma soprattutto è un modo per garantirsi flussi continui e ricorrenti da parte di chi quel prodotto lo sviluppa.

    Guardando invece all’hardware abbiamo in essere un’evoluzione sui semiconduttori, che costituiscono la base di tutto l’hardware e che, per realizzare device sempre più tascabili, sta sperimentando dimensioni di CPU, GPU, ecc sempre più ridotte.

    E cosa dire delle società di telecomunicazioni, che non più tardi di un decennio fa vivevano di traffico voce e sms e che oggi, grazie a Internet, si concentrano prevalentemente sulla rete?

    Le aziende dell’Information Technology

    Ovviamente questo mercato è enorme e le aziende che potremmo elencare sarebbero qualche decina di migliaia. Quindi ci limiteremo solo alle aziende più grandi o più innovative.

    Settore
    Activision Blizzard (NASDAQ:ATVI)Games
    Adobe (NASDAQ:ADBE)Software
    Advanced Micro Devices (NASDAQ:AMD)Hardware
    Airbnb (NASDAQ:ABNB)Web
    Akamai Technologies (NASDAQ:AKAM)Networking
    Alphabet (NASDAQ:GOOG)Web / Cloud
    Amazon.com (NASDAQ:AMZN)E-Commerce / Cloud
    Apple (NASDAQ:AAPL)Device e servizi
    AT&T Inc. (NYSE:T)Provider
    Atlassian (NASDAQ:TEAM)Software
    Broadcom Inc (NASDAQ:AVGO)Hardware
    Cisco (NASDAQ:CSCO)Hardware
    CloudFlare (NYSE:NET)Networking
    Delivery Hero SE (ETR:DHER)Delivery
    Dell Technologies (NYSE:DELL)Hardware
    DocuSign (NASDAQ:DOCU)Software
    Dropbox Inc (NASDAQ:DBX)Cloud
    Electronic Arts (NASDAQ:EA)Games
    Facebook (NASDAQ:FB)Social
    Go Daddy (NYSE:GDDY)Brand e Domini
    Hewlett-Packard (NYSE:HPQ)Hardware
    IBM (NYSE:IBM)Hardware / Cloud
    Intel (NASDAQ:INTC)Hardware
    Microsoft (NASDAQ:MSFT)Software / Cloud
    Netflix (NASDAQ:NFLX)Streaming
    NVIDIA (NASDAQ:NVDA)Hardware
    Oracle Corporation (NYSE:ORCL)Database
    Paypal (NASDAQ:PYPL)FinTech
    Pinterest Inc (NYSE:PINS)Web
    Qualcomm (NASDAQ:QCOM)Hardware
    Salesforce.com (NYSE:CRM)Software
    SAP (ETR:SAP)Software
    ServiceNow (NYSE:NOW)Cloud
    Shopify (NYSE:SHOP)E-Commerce
    Slack Technologies Inc (NYSE:WORK)Comunicazione
    Sonos (NASDAQ:SONO)Hardware
    Spotify (NYSE:SPOT)Streaming
    STMicroelectronics NV (BIT:STM)Hardware
    Take Two Interactive (NASDAQ:TTWO)Games
    Texas Instruments (NASDAQ:TXN)Hardware
    Twilio (NYSE:TWLO)Comunicazione
    Twitter Inc. (NYSE:TWTR)Social
    Uber (NYSE:UBER)Delivery
    Verisign (NASDAQ:VRSN)Software
    VMware Inc. (NYSE:VMW)Software
    Zendesk (NYSE:ZEN)Software
    Zoom Video Communications (NASDAQ:ZM)Comunicazione
    Le azioni delle aziende più grandi nel settore della tecnologia

    In pratica le macrocategorie (o almeno una parte di esse, quella più importante) potrebbero essere le seguenti:

    • Cloud / Networking
    • Comunicazione
    • E-Commerce
    • FinTech
    • Games
    • Hardware
    • Provider
    • Servizi (Delivery, ecc)
    • Social
    • Software
    • Streaming
    • Web

    L’impatto della pandemia COVID-19

    La pandemia dovuta al corona virus è stata una manna per alcune di queste società e una disgrazia per altre.

    Pensiamo per esempio ad Airbnb, fresca di IPO, la quale ha dovuto parzialmente rivoluzionato il proprio core business per contenere i mancati viaggi e quindi le mancate entrate dal principale servizio offerto.

    Di contro, per esempio, pensiamo ad Amazon che grazie al Covid ha venduto molto di più rispetto a quanto non facesse precedentemente; idem per servizi di streaming in settori business, come per esempio Zoom o Teams di Microsoft, di Slack (fresco di offerta da parte di Salesforce) oppure di Netflix che ha visto un ottimo volano nei lockdown.

    Ma la rivoluzione non c’è stata solo per i giganti dell’IT, ma anche per aziende molto più piccole e dinamiche che hanno saputo approfittare del momento. La mente corre veloce a Shopify, una piattaforma per eCommerce che ha saputo cavalcare il momento e presentarsi come una delle migliori soluzioni agli occhi di aziende che proprio nella vendita online vedevano il loro unico sbocco per sopravvivere.

    Inoltre non è tutto oro ciò che luccica, pensiamo per esempio a Facebook e Alphabet (Google), premiate dagli utenti costretti a rimanere chiusi in casa ma con il core business principale legato al mondo dell’advertising, il quale è crollato poiché le aziende “normali” hanno ridotto gli investimenti in tempo di crisi. Il risultato è stato un maggior costo per sostenere gli utenti alla ricerca di informazioni a fronte di un minor introito dovuto a tagli pubblicitari.

    Come analizzare le azioni di tecnologia

    Le aziende mature, con un buon track record, che hanno esaurito la loro verve esplosiva nell’innovazione (pensiamo per esempio ad Apple, con prodotti maturi come iPhone, iPad e Macbook, che non sta innovando particolarmente ma che conta su buonissimi bilanci), possono basare la loro valutazione sul P/E, infatti il rapporto tra prezzo dell’azione e utili è un buonissimo indicatore per comprendere quali aziende, tra quelle mature, è più premiata di altre.

    Attenzione però, perché il P/E potrebbe facilmente infiammarsi per annunci, innovazioni o idee in questo settore.

    Le aziende giovani, con grandi idee innovative, spesso hanno utili negativi poiché si trovano ancora nella fase di investimento. Per queste aziende ovviamente il P/E non ha alcun significato, ciò che c’è da analizzare è quindi la curva di crescita di fatturato e utile, così da comprendere se tra qualche mese/anno queste potranno essere competitive e ancora sul mercato oppure in difficoltà.

    Le differenze tra le azioni della tecnologia

    Facciamo giusto qualche esempio per meglio comprendere quanto stiamo dicendo.

    Alphabet ha una capitalizzazione di 1.300 miliardi di dollari, il P/E si aggira stabilmente intorno ai 35 e nel 2019 (ultimo anno intero chiuso) è riuscita a registrare utili per 34 miliardi, in crescita rispetto ai 31 dell’anno prima e ai 13 del 2014. Insomma è un’azienda solida, in continua crescita ma che ha perso l’etichetta in rampa di lancio.

    Netflix ha una capitalizzazione di 225 miliardi di dollari (circa un quinto di Google), P/E di 133 e ha chiuso il 2019 con utile netto a 1,86 miliardi, in crescita rispetto a 1,2 miliardi dell’anno precedente e a 122 milioni del 2015.

    Square, che rappresenta un innovativo sistema di pagamento mobile, è ancora nel pieno della propria scalata, ha capitalizzazione di 108 miliardi di dollari, P/E di 763 e il 2019 è stato il primo anno chiuso con un’utile superiore allo zero (375 milioni) contro i 38 milioni persi nel 2018 e i 154 milioni persi nel 2014.

    Come possiamo vedere si tratta di 3 aziende molto differenti tra di loro.

    La prima, Alphabet, è un’azienda solida, che continua a innovare ma che ha trovato una propria dimensione, che continua a portare utili ai propri soci e ciò si denota dal P/E di 35, che nel settore è basso ma rispetto ad altri mercati è enorme. Si tratta dell’azione meno rischiosa da acquistare poiché ha servizi di cui difficilmente riusciremo a fare a meno in futuro, continua a innovare e continua regalare gioie, senza il rischio di essere sovraprezzata.

    Netflix ha fatto capire di che pasta è fatta ed è già entrata tra i colossi della tecnologia. Nonostante ciò ancora ha ampi spazi per crescere e tanti clienti ancora da raggiungere; senza il timore di essere smentiti possiamo dire che è la televisione del futuro ma che ancora centinaia di milioni di persone vivono senza questa TV. Ecco, questo aspetto ci fa capire il perché del 133 di P/E; l’ampio margine la porterà a continuare a crescere con gli utili e la farà diventare sempre più solida. Sicuramente è più rischiosa rispetto ad Alphabet, poiché ancora non ha conquistato quel vantaggio competitivo certo. Ma sicuramente in futuro avrà un posto e quindi il rischio è limitato.

    Di contro Square è la più rischiosa, potrebbero succedere qualche migliaio di fattori che potrebbero portarla a non avere la giusta spinta per mantenere le promesse. Inoltre il P/E di 763 è grande sia per il mercato della tecnologia che per altri mercati. La scommessa è enorme ma se manterrà ciò che promette sarà vincente. Ovviamente tutto dipende dalla vostra propensione al rischio.

    Conclusione

    Partiamo dal fondo e cioè dai 3 esempi che abbiamo fatto: appare evidente come ci siamo concentrati sui quasi estremi della torta, proprio per rappresentare la complessità e la grandezza di questo mercato, nel quale hanno posto aziende appena nate e colossi con decenni alle spalle.

    Si tratta di un mercato tipicamente valutato in modo più generoso rispetto ad altri mercati e in alcuni casi con qualche azione che somigli a una bolla pronta a esplodere (per esempio Tesla con capitalizzazione da 900 miliardi e nemmeno un anno chiuso in utile, se nel Q4 non ci saranno sorprese il 2020 potrebbe essere il primo).

    Aziende storiche o con basi solide possono rappresentare ottimi porti per i vostri soldi, le scommesse dipendono dal vostro giudizio e dalla vostra voglia di scommettere.

  • Azioni del mondo dei Media, come investire sull’Entertainment

    Azioni del mondo dei Media, come investire sull’Entertainment

    Il mondo dei media è ampio e variegato, all’interno troviamo aziende che producono e distribuiscono film, serie TV, musica, libri, programmi radiofonici, canali televisivi ed emittenti.

    Aziende di cui la popolazione mondiale fa sempre più uso. Anche grazie alla proliferazione dei dispositivi mobile che hanno reso tutto più raggiungibile.

    Le aziende si stanno spaccando in due grandi rami in questo mercato: quelle che hanno radici solide e un core business vivo e vegeto si stanno ingrandendo; altre aziende un po’ più tradizionali stanno vivendo una stagione di M&A.

    Sia in America che in Europa il mercato si sta condensando intorno a pochi player che stanno facendo da padrone: vi dicono nulla Netflix, Discovery, Walt Disney o Amazon Prime Video?

    Nel mentre attori delle telecomunicazioni stanno facendo campagna acquisti, portandosi a casa dei player di tutto rispetto: alcuni esempi sono AT&T, proprietaria di WarnerMedia, oppure Comcast che a NBCUniversal, nel 2018, ha aggiunto Sky.

    Un cambiamento che investe anche le radio, le quali si affidano sempre più al digitale e ai podcast per diffondere i loro media on-demand.

    Le migliori aziende di media

    Ecco una lista di aziende che fanno parte di questo settore e che nei prossimi anni potrebbero vivere momenti particolarmente felici.

    AziendaSegmento
    Alphabet (YouTube) NASDAQ:GOOGStreaming
    Amazon Prime Video (NASDAQ:AMZN)Streaming
    AMC Entertainment (NYSE:AMC)Televisione
    Apple TV+ (NASDAQ:AAPL)Streaming
    AT&TTelecomunic. / Produttore
    Cable One (NYSE:CABO)Servizi TV (cavo)
    Charter Communications (NASDAQ:CHTR)Televisione
    Cinemark Holdings (NYSE:CNK)Cinema
    Comcast (NASDAQ:CMCSA)Televisione
    Discovery (NASDAQ:DISCA)Televisione
    Dish Network (NASDAQ:DISH)Televisione
    Fox Corp (NASDAQ:FOX)Produttore / TV
    Gray Television (NYSE:GTN)Televisione
    Groupe TF1 (EPA:TFI)Televisione
    Imax Corp (NYSE:IMAX)Cinema
    Lucisano Media Group (BIT:LMG)Cinema
    Mediaset (BIT:MS)Televisione
    Mondo TV (BIT:MTV)Produttore / TV
    Netflix (NASDAQ:NFLX)Streaming
    Nexstar Media Group (NASDAQ:NXST)Televisione
    ProSiebenSat.1 Media (ETR:PSM)Televisione
    Rai Way (BIT:RWAY)Servizi TV (antenne)
    Roku (NASDAQ:ROKU)Device
    Spotify (NYSE:SPOT)Streaming Musica
    Televisa (NYSE:TV)Televisione
    ViacomCBS (NASDAQ:VIAC)Produttore / TV
    Walt Disney (NYSE:DIS)Produttore / Streaming
    Warner Music Group (NASDAQ:WMG)Musica

    Come è facile notare, soprattutto perché in ordine alfabetico sono in cima alla lista, anche in questo settore ci sono i big tecnologici che ci hanno messo il naso:

    • Amazon.com grazie a Prime Video (fresco acquirente dei diritti per la Champions League)
    • Alphabet (Google) grazie a YouTube
    • Apple grazie al canale streaming Apple TV+

    Inoltre, come se non bastasse, questi player anche anche piedi nel segmento dello streaming musicale, che sfruttano appieno grazie agli assistenti vocali (Echo, Nest, ecc).

    In mezzo a tutta questa trasformazione ci sono alcune aziende che meritano certamente un focus maggiore rispetto ad altre.

    Discovery (NASDAQ:DISCA)

    Partiamo da quello che è il secondo network privato in Italia alle spalle di Mediaset.

    Partita nel 1985 in America con The Discovery Channel, oggi possiede circa 140 canali televisivi in tutto il mondo.

    Si tratta di uno dei più grandi emittenti televisivi nel globo.

    Netflix (NASDAQ:NFLX)

    Il più grande servizio di streaming on demand al mondo. Si tratta della televisione del futuro, streaming via Internet, e Netflix ha una posizione dominante.

    Ha ampi spazi di crescita ancora, dovrà raggiungere ancora milioni di utenti e per caratteristiche è quella che potrebbe farcela maggiormente.

    Negli ultimi anni è anche produttore, con Serie TV e film che l’hanno resa celebre.

    La scala globale le conferisce una forza e una longevità che difficilmente potranno essere scalfiti.

    Anche se grandi brand si sono lanciati sul suo terreno, Netflix comunque appare in una posizione di dominio.

    Gli mancano solo gli eventi live, su cui si sta lanciando il principale concorrente (Amazon Prime Video), ma siamo sicuri che presto andranno a colmare anche questa lacuna.

    Amazon.com (NASDAQ:AMZN)

    Dopo aver parlato di Netflix e della TV del futuro non possiamo non mettere in risalto anche Amazon che con il servizio Prime Video si è guadagnata una posizione di tutto rispetto.

    Purtroppo non la possiamo annoverare tra le aziende maggiori sullo streaming video per il semplice motivo che l’on-demand non è la principale fonte di introiti. Infatti il core business di Amazon non è certo Prime Video.

    Di contro, tra i fattori che potrebbero portarla ad avere successo, c’è il fatto che ha appena acquisito i diritti per trasmettere i maggiori 16 big match di Champions League che, al di là dell’interesse nello sport, la rendono la prima piattaforma streaming on-demand con diritti per live stream. Un ulteriore segmento ancora mal coperto da altri player.

    Walt Disney (NYSE:DIS)

    Chi non conosce la Disney? Da quando ha acquisito la maggior parte della 21° Century Fox è una potenza mondiale.

    Ha un portafoglio molto forte di proprietà intellettuali, tra cui Star Wars, Marvel, Pixar, e i suoi classici marchi Disney. Ha anche forti marchi televisivi in Disney e ESPN, che possiede contratti a lungo termine per la trasmissione di eventi sportivi di alto livello, tra cui il Monday Night Football.

    Negli ultimi anni ha spinto fortemente sullo streaming, attraverso Disney+, differenziandosi comunque da Netflix e concentrandosi su contenuti adatti ai più piccoli.

    Ovviamente ha anche altre linee di prodotto, come i parchi tematici.

    Spotify (NYSE:SPOT)

    Per il servizio di streaming musicale potremmo fare un discorso parallelo a quello di Netflix; infatti come quest’ultimo sta allo streaming video, Spotify sta allo streaming musicale.

    La differenza è che mentre Netflix ha fatto il grande salto, diventando anche produttore e i suoi successi si possono trovare solo sulla sua piattaforma, Spotify questo salto non l’ha mai fatto e quindi altri servizi di streaming potrebbero mangiargli il mercato.

    Evoluzione che è già in essere, poiché i vari YouTube Music, Prime Music, ecc stanno acquisendo sempre più clienti e, inoltre, sono attivi nativamente sugli assistent domestici dei clienti. Acquistando un Echo di Amazon ascolterete, se non cambiate le impostazioni, la musica da Amazon Prime Music…

    Qual è un buon investimento?

    Ci sono vari aspetti da considerare quando si valuta un buon investimento in questo settore:

    • Contenuto: proprietà intellettuale unica, contratti a lungo termine con personalità note e licenze per eventi che attirano un grande pubblico, come sport o cerimonie di premiazione, tutti attirano i consumatori. Quasi altrettanto importante è possedere marchi forti che colpiscono gli spettatori.
    • Scala: più grande è l’azienda mediatica, maggiore è il potere negoziale che ha con i distributori e i marketer. Ciò può significare una distribuzione più ampia, tariffe più alte per le commissioni di affiliazione e la pubblicità migliore. Inoltre, una scala sufficiente fornisce opportunità promozionali incrociate tra le proprietà della media company.
    • Diversificazione: le migliori aziende di media sono diversificate per formati, metodi di distribuzione, demografia del pubblico e geografie.
    • Tecnologia: man mano che il consumo di media si sposta verso i servizi diretti al consumatore, possedere la tecnologia per supportare la distribuzione diretta può fornire un beneficio significativo ai margini di profitto su scala.
    • Fondamentali: le aziende del settore dei media hanno bisogno di una buona quantità di riserve di liquidità per poter fare offerte sui contenuti e produrre nuovi film, serie televisive e altri programmi. La liquidità consente inoltre di effettuare un maggior numero di acquisizioni e fusioni. Gli investitori vogliono però assicurarsi che il debito non sia fuori controllo. Un flusso di cassa più consistente, proveniente ad esempio dai proventi degli abbonamenti, dovrebbe consentire una maggiore leva finanziaria.
  • Azioni delle aziende dei Videogiochi, come investire su Fifa e sugli eSports

    Azioni delle aziende dei Videogiochi, come investire su Fifa e sugli eSports

    Con il gran clamore suscitato dall’uscita della nuova console di Sony, la PlayStation 5, non possiamo non dare un’occhiata al mercato dei videogiochi nella sua interezza.

    Il mercato del games online sta esplodendo negli ultimi anni e le opportunità non mancano di certo, sia per player che sono già in questo mercato sia per player che si stanno rapidamente affacciando a questo business.

    A vecchi business se ne affacciano di nuovi, a vecchi player se ne aggiungono di più agguerriti.

    E se il play in single mod sta andando in pensione, gli eSports e il multiplay online sta diventando il padrone di questo mondo.

    Prima di proseguire con qualsiasi altro discorso bisogna fare un piccolo paragrafo sugli eSports e in modo particolare cosa possa significare un termine del genere.

    Cosa è l’eSports

    Con eSports si indicano quei campionati ufficiali che vedono impegnate più persone per cercare di vincere la competizione.

    In origine c’erano le fiere che rappresentavano degli hub per i videogiocatori che si incontravano e si sfidavano.

    Con la banda larga e il benestare delle console, gli eSports digitali hanno imboccato la rampa di lancio creando un mercato miliardario.

    Sono vari i brand che si apprestano a versare denaro in questo mondo, come per esempio Duracell che ha appena sottoscritto un contratto per sponsorizzare il team inglese Ellevens Esports.

    E non sorprendono più di tanto le notizie di un bimbo di 8 anni che è appena diventato una star, con tanto di contratto, grazie a Fortnite.

    Il successo degli eSports si deve alla loro natura: milioni di utenti connessi simultaneamente per assistere a una gara tra team professionisti.

    In pratica si sta replicando la modalità degli sport classici, dove milioni di spettatori guardano una gara di persone che vengono pagate dagli sponsor.

    La velocità del business degli eSports

    Con gli eSport siamo ancora in una fase embrionale, quindi è complesso realmente capire che portata e quanto velocemente possa espandersi così da diventare qualcosa di tangibile.

    Il mercato dei professionisti è ancora deregolamentato e ci sono vari aspetti ancora da chiarire.

    Quello che c’è da notare è però che le aziende hanno iniziato a capire il vero potenziale di questo mercato e stanno iniziando a investirci, sia in termini di sponsorizzazione sia in termini di investimento per far crescere dei team che andranno a creare dei nuovi professionisti.

    Come guadagnano gli eSports?

    Il modello di business potrebbe sembrare sconosciuto ma si basa su solide conoscenze passate e su metodologie già usate con fortuna altrove.

    Le aziende di eSports guadagnano attraverso accordi di licenza per la trasmissione, merchandising, vendita di biglietti per eventi dal vivo, sponsorizzazioni, pubblicità e altri canali.

    Le aziende possono anche vendere i diritti esclusivi per gestire squadre di esporti all’interno di campionati ufficiali, e i campionati di gioco competitivi possono fungere da pubblicità per i titoli sottostanti.

    Industria dei videogiochi

    Nell’attesa di vedere qualche titolo azionario legato agli eSports, abbandoniamo temporaneamente questo segmento e allarghiamo gli orizzonti guardando all’intero settore.

    I titoli dell’industria dei videogiochi sono spesso molto vivaci, ciò perché troppo spesso si dà importanza all’attesa del gioco più che alle metriche fondamentali dell’azienda stessa.

    Non vi è dubbio che al crescere del tam tam per l’uscita di un videogioco come GTA il titolo TakeTwo vedrà il suo P/E alzarsi di conseguenza, fermo il fatto che sviluppare un gioco come GTA ha dei costi decisamente alti e quindi le aspettative spesso si infrangono sui bilanci dell’azienda stessa.

    Non che l’azienda (o in generale le aziende) non siano dei buoni investimenti, infatti spesso parliamo di società con ottimi fondamentali, la questione è che spesso la psicologia prende il sopravvento e quindi ci sono delle variazioni che portano la volatilità alle stelle.

    Gli investitori più scaltri hanno probabilmente già in portafoglio qualche azienda legata ai videogame, ma con un’ottica sempre di medio/lungo periodo, sfruttando i momenti di depressione per aumentare l’investimento.

    Il segmento dei videogiochi e delle console

    Ovviamente gli eSports sono un po’ la novità, ma il mercato dei videogames non è certo fermo e vecchie tecnologie fanno ancora da padrone, basti pensare alle console, nate nella modalità in cui le abbiamo ancora oggi nella prima metà degli anni 90 e in circa 25 anni ci sono state evoluzioni tecnologiche che l’hanno portate a essere sempre più prestanti e veloci, ma la logica del dispositivo, della TV e del joypad non cambia.

    Ecco allora le diverse tipologie di aziende che si affacciano con più modalità su questo mercato:

    • Console e hardware
    • Videogames
    • eSports
    • Connettività, Server e servizi

    Le console e l’hardware

    In origine esisteva un CD da inserire in una console per poter giocare a un gioco, è stato così per molto tempo e ancora prima lo stesso CD (o addirittura un floppy) veniva inserito in un PC.

    Con il tempo il mercato è cambiato tantissimo, con l’avvento della banda larga i CD (e i successivi Blue-Ray) hanno lasciato spazio ai download e i maggiori player in questo campo (Sony e Microsoft, con qualche incursione di Nintendo) hanno approntato dei marketplace in cui poter acquistare le licenze digitali dei videogiochi.

    Il maggior pericolo per le console è rappresentato da dispositivi smart che ogni giorno promettono di minare la leadership delle principali aziende.

    In particolar modo, essendo un business multimiliardario e globale, i big del tech non stanno certo a guardare e se Google Stadia promette di essere la Netflix del videogames, c’è un dispositivo che più di tutti ha spostato le regole di ingaggio. Si tratta degli smartphone in grado di creare da zero un intero mercato dei videogames per mobile.

    Certo, i video giocatori, quelli seri, non si accontentano di un telefonino e hanno bisogno di una console se non addirittura di un hardware dedicato da creare attraverso un sistema a PC.

    In questo ultimo segmento sono nate (o cresciute) aziende che di mestiere forniscono schede grafiche molto potenti, mouse adatti, dispositivi di puntamento o altri joypad e device per meglio giocare.

    I videogiochi

    Le case produttrici di videogames non sono state certo a guardare e hanno approfittato di ogni evoluzione tecnologica per poter migliorare sia i giochi stessi che le modalità di vendita, quindi, giusto per fare un esempio, se i blue-ray rappresentavano un problema nella misura in cui esisteva una compravendita di videogiochi usati, le licenze digitali hanno risolto definitivamente la questione.

    Allo stesso modo le stesse società hanno abbracciato più che volentieri il multiplay online per il semplice motivo che, attraverso questo sistema, un videogioco non è stato più un bene da consumare e rivendere ma una piattaoforma su cui costruire server, connettività, espansioni, abbonamenti, ecc.

    Insomma si è passati da un uso temporaneo di un gioco, con i dischi che non potevano avere espansioni (se non con la vendita di ulteriori dischi) alla fase in cui un videogioco è solo un terreno su cui costruire una serie di filoni di guadagno.

    Addirittura si è arrivati, per la verità più su mobile che su console, ad avere giochi gratuiti con la semplice idea che le varie migliorie/novità dovessero essere pagate successivamente attraverso una serie di micropagamenti. E il mercato sta apprezzando questo tipo di esperienza.

    Le azioni legate al mondo dei videogiochi

    AziendaKey Strengths
    Activision Blizzard (NASDAQ:ATVI)Call of Duty, Diablo, Hearthstone, Starcraft, World of Warcraft
    Amazon (NASDAQ:AMZN)Prime Games, Amazon Games, Amazon Twitch
    AMD (NASDAQ:AMD)Processori e schede video Rateon
    Apple (NASDAQ:AAPL)Apple Arcade, App store con gaming
    Electronic Arts (NASDAQ:EA)Apex Legends, Battlefront, FIFA, Madden, Star Wars
    GameStop (NYSE:GME)Reseller games e console
    Google/Alphabet (NASDAQ:GOOGL)Google Stadia
    Hasbro (NASDAQ:HAS)Monopoly, Scrabble
    Huya (NYSE:HUYA)Video Gaming Streaming
    Microsoft (NASDAQ:MSFT)X-Box
    Logitech (SWX:LOGN)Sistemi di puntamento
    Nintendo (TYO:7974)Console: Switch, Games: Pokémon, Super Mario, The Legend of Zelda
    NVIDIA (NASDAQ:NVDA)Schede video
    Sony (TYO:6758)PlayStation
    Take-Two Interactive (NASDAQ:TTWO)Grand Theft Auto, NBA 2K, Red Dead Redemption, WWE 2K
    Tencent Holdings (HKG:0700)Honor of Kings, League of Legends
    Lista di azioni sul settore dei Videogiochi

    Con modalità differenti, tutte queste aziende hanno almeno un piede all’interno del mondo gaming, si va dai big Apple, Amazon e Google che hanno sviluppato la loro piattaforma, sino a NVIDIA e AMD che forniscono hardware di alto livello per i PC.

    Ovviamente ci sono anche tutti i produttori di videogames e qualche servizio di streaming.

    Dove investire

    Un investitore che si affaccia per la prima volta a questo mondo potrebbe essere un po’ confuso, con queste ultime righe vogliamo cercare di spaccare il mercato dando indicazioni ben precise.

    Se gli eSports rappresentano la novità assoluta, e tanto ne abbiamo parlato durante l’articolo, il business è ancora fortemente immaturo e le aziende che si trovano al 100% su questo mercato, come per esempio Huya, vanno valutate con tanta attenzione.

    Altre aziende nasceranno su questo mercato, proprio perché è ancora agli inizi, quindi di possibilità di business ce n’è tantissimo. C’è un mare di potenziale ancora inesplorato.

    Investire invece sul classico potrebbe essere una buona chiave per periodi medi, con Sony, Microsoft e i big della tecnologia che certamente cercheranno di approfittarne per trarre maggior beneficio.

    Se invece vogliamo concentrarci solo sui videogames, le società di produzione di giochi, come EA, Activision Blizzard o Take Two sono delle corazzate che possono agevolmente girare il timone verso le piattaforme che prenderanno più piede.

    Al momento il gaming che passa da PlayStation, Nintendo o da X-Box sembra incontrastato e i big della tecnologia avranno tanta strada da percorrere prima di potersi misurare con i tre principali player per console.

    Noi non sappiamo quale sarà la piattaforma del futuro e come PlayStation, piuttosto che X-box sapranno evolversi, di certo i produttori di videogames non usciranno sconfitti da questa sfida. Quindi, nell’ottica di un investimento a lungo periodo i produttori sono da preferire.

    Chi volesse scommettere (ed è una bella e affascinante scommessa) potrebbe provare a cavalcare quello che pare essere un business per il futuro, cioè gli eSports.

  • Aston Martin sostituirà Mercedes

    Aston Martin sostituirà Mercedes

    Ad appena 24 ore dal terribile incidente occorso a Romain Grosjean, pilota di Formula 1 in pista con Haas, arriva una notizia storica.

    No, non c’entra la sicurezza, o almeno in parte: infatti dal 2021 la safety car non sarà più una Mercedes, come negli ultimi 24 anni, ma Aston Martin.

    Una vetrina mondiale e una forma di sponsorizzazione che negli anni è stata ben sfruttata, con il lancio di nuove auto e un’occasione unica per mostrarle.

    A Mercedes rimane l’auto medica nella speranza che non venga vista in TV né su nessuna pista di F1.

    Aston Martin sarà l’ennesimo marchio a fornire la Safety Car, che in F1 esiste dal 1973 (debutto in Canada).

    Tra i marchi storici vale la pena ricordare Porsche con la 914/6 che guidò i piloti dal 1973 al 1980. A Montecarlo, nel 1980 si vide per la prima volta una Lamborghini, precisamente la Countach.

    Negli anni ci sono state varie auto, anche all’interno dello stesso mondiale. Per quanto riguarda i colori nostrani celebre è la Fiat che presentò la Tempra 2.0 in Brasile nel 1993; nello stesso anno si vide anche la Ford con la Escort RS Cosworth.

    A Imola, nel 1994, celebre gara che vide la morte di Ayrton Senna, la Safety Car era una Opel Vectra, mentre a Suzuka, nello stesso anno, fece il debutto la Honda Prelude.

    Altrettanto celebre è la Tatra 623 che nel Gran Premio d’Ungheria del 1995 investì, senza gravi conseguenze, il pilota Taki Inoue.

    Il 1995 è l’anno dei ritorni, con la Porsche che presenta una 911 GT2 a Spa, in Belgio e la Lamborghini, con una Diablo in Canada.

    Spazio anche per la piccola Clio della Renault, che fece da guida in Argentina nel 1996.

    Da allora solo Mercedes, con il contratto unico firmato nel 2000 per la fornitura di entrambi i veicoli (safety e medical).

    Dal prossimo anno vedremo quindi il debutto della Aston Martin, che dopo essere stata guidata da 007 verrà impegnata nei circuiti di Formula 1.

    Aston Martin e Mercedes sono solo due dei fornitori ufficiali di Formula 1, tra gli altri ricordiamo anche la “nostra” Pirelli, fornitore delle gomme usate nei circuiti da tutte le vetture dal 2011 e almeno fino al 2023.

    Esiste una pagina, sul sito ufficiale di Formula 1, dove è possibile vedere tutti gli sponsor tecnici, tra i quali campeggiano:

    • Aramco
    • DHL
    • Emirates
    • Heineken
    • Pirelli
    • Rolex
    • Mercedes
    • Amazon AWS
    • LIQUI MOLY
    • Microsoft

    Tutti impegnati a vari livelli nel massimo sport automobilistico.

  • Azioni migliori e peggiori del NASDAQ, come ha impattato il Covid

    Azioni migliori e peggiori del NASDAQ, come ha impattato il Covid

    Naturalmente, lo sappiamo bene, il Corona Virus non è arrivato solo in Italia, anzi è proprio in America che ha fatto il maggior numero di morti.

    Questo ha avuto un impatto, anche sul settore tecnologico come può essere quello rappresentato dal Nasdaq. Nonostante l’indice del settore tecnologico abbia ampiamente recuperato il terreno perso, e sia stato il primo a farlo, ci sono ancora dei titoli in ritardo.

    In questo articolo vogliamo analizzare i prezzi delle azioni del Nasdaq da metà febbraio a oggi, cioè dal 19 febbraio, ultimo giorno prima che l’occidente scoprisse il Covid, e oggi che le notizie sul vaccino stanno spopolando.

    Sono passati esattamente 9 mesi, ed ecco cosa è successo sul Nasdaq 100 in questi tre trimestri.

    AzioneTickerPerformance
    Moderna IncNASDAQ:MRNA369,82%
    Zoom Video Communications IncNASDAQ:ZM299,35%
    Pinduoduo IncNASDAQ:PDD256,53%
    Tesla IncNASDAQ:TSLA165,23%
    Docusign IncNASDAQ:DOCU134,26%
    JD.Com IncNASDAQ:JD100,81%
    Mercadolibre IncNASDAQ:MELI77,46%
    NVIDIA CorporationNASDAQ:NVDA70,69%
    QUALCOMM, Inc.NASDAQ:QCOM62,38%
    Align Technology, Inc.NASDAQ:ALGN60,42%
    Paypal Holdings IncNASDAQ:PYPL53,43%
    IDEXX Laboratories, Inc.NASDAQ:IDXX52,61%
    Apple IncNASDAQ:AAPL45,88%
    Seagen IncNASDAQ:SGEN45,19%
    Amazon.com, Inc.NASDAQ:AMZN43,09%
    Xilinx, Inc.NASDAQ:XLNX42,30%
    TAKE-TWO INTERACTIVE SOFTWARE, INC Common StockNASDAQ:TTWO42,29%
    Advanced Micro Devices, Inc.NASDAQ:AMD40,14%
    KLA CorpNASDAQ:KLAC38,94%
    Cadence Design Systems IncNASDAQ:CDNS38,75%
    ASML Holding NVNASDAQ:ASML33,53%
    Synopsys, Inc.NASDAQ:SNPS32,24%
    Regeneron Pharmaceuticals IncNASDAQ:REGN29,50%
    eBay IncNASDAQ:EBAY29,31%
    Lam Research CorporationNASDAQ:LRCX28,90%
    Lululemon Athletica IncNASDAQ:LULU28,35%
    T-Mobile Us IncNASDAQ:TMUS27,23%
    Maxim Integrated Products Inc.NASDAQ:MXIM25,41%
    Facebook, Inc. Common StockNASDAQ:FB25,05%
    Netflix IncNASDAQ:NFLX24,75%
    Fastenal CompanyNASDAQ:FAST24,34%
    PACCAR IncNASDAQ:PCAR21,03%
    Broadcom IncNASDAQ:AVGO20,57%
    Monster Beverage CorpNASDAQ:MNST20,18%
    Verisk Analytics, Inc.NASDAQ:VRSK20,12%
    Adobe IncNASDAQ:ADBE19,88%
    NetEase IncNASDAQ:NTES19,82%
    Autodesk, Inc.NASDAQ:ADSK19,67%
    Alexion Pharmaceuticals, Inc.NASDAQ:ALXN19,63%
    Intuitive Surgical, Inc.NASDAQ:ISRG19,27%
    Cintas CorporationNASDAQ:CTAS18,48%
    Charter Communications IncNASDAQ:CHTR18,43%
    Costco Wholesale CorporationNASDAQ:COST18,33%
    Activision Blizzard, Inc.NASDAQ:ATVI17,29%
    Intuit Inc.NASDAQ:INTU16,08%
    O’Reilly Automotive IncNASDAQ:ORLY15,91%
    Kraft Heinz CoNASDAQ:KHC15,82%
    Skyworks Solutions IncNASDAQ:SWKS15,46%
    Texas Instruments IncorporatedNASDAQ:TXN15,34%
    Alphabet Inc Class CNASDAQ:GOOG14,42%
    Alphabet Inc Class ANASDAQ:GOOGL14,15%
    CSX CorporationNASDAQ:CSX13,92%
    Microchip Technology Inc.NASDAQ:MCHP13,69%
    Workday IncNASDAQ:WDAY13,17%
    DexCom, Inc.NASDAQ:DXCM12,87%
    Microsoft CorporationNASDAQ:MSFT12,71%
    Applied Materials, Inc.NASDAQ:AMAT12,31%
    Liberty Global PLCNASDAQ:LBTYK11,84%
    Copart, Inc.NASDAQ:CPRT10,98%
    Splunk IncNASDAQ:SPLK10,87%
    NXP Semiconductors NVNASDAQ:NXPI9,78%
    Liberty Global PLC Class ANASDAQ:LBTYA9,77%
    Starbucks CorporationNASDAQ:SBUX8,62%
    Cognizant Technology Solutions CorpNASDAQ:CTSH8,45%
    Analog Devices, Inc.NASDAQ:ADI7,54%
    ANSYS, Inc.NASDAQ:ANSS7,38%
    Comcast CorporationNASDAQ:CMCSA6,90%
    Electronic Arts Inc.NASDAQ:EA6,43%
    Baidu IncNASDAQ:BIDU4,61%
    Booking Holdings IncNASDAQ:BKNG3,87%
    Keurig Dr Pepper IncNASDAQ:KDP2,29%
    Amgen, Inc.NASDAQ:AMGN2,15%
    Paychex, Inc.NASDAQ:PAYX1,99%
    Dollar Tree, Inc.NASDAQ:DLTR1,80%
    Micron Technology, Inc.NASDAQ:MU1,25%
    Expedia Group IncNASDAQ:EXPE0,53%
    Check Point Software Technologies Ltd.NASDAQ:CHKP0,42%
    Incyte CorporationNASDAQ:INCY0,39%
    Xcel Energy IncNASDAQ:XEL-0,41%
    CDW common stockNASDAQ:CDW-0,66%
    PepsiCo, Inc.NASDAQ:PEP-1,48%
    MONDELEZ INTERNATIONAL INC Common StockNASDAQ:MDLZ-2,60%
    Illumina, Inc.NASDAQ:ILMN-2,63%
    Citrix Systems, Inc.NASDAQ:CTXS-2,67%
    Trip.com Group LtdNASDAQ:TCOM-3,16%
    Automatic Data Processing IncNASDAQ:ADP-4,46%
    Cerner CorporationNASDAQ:CERN-5,00%
    Ulta Beauty IncNASDAQ:ULTA-7,63%
    Verisign, Inc.NASDAQ:VRSN-8,03%
    Ross Stores, Inc.NASDAQ:ROST-9,47%
    Gilead Sciences, Inc.NASDAQ:GILD-9,58%
    Cisco Systems, Inc.NASDAQ:CSCO-10,74%
    Fiserv IncNASDAQ:FISV-12,61%
    Vertex Pharmaceuticals IncorporatedNASDAQ:VRTX-12,68%
    Sirius XM Holdings IncNASDAQ:SIRI-12,83%
    Exelon CorporationNASDAQ:EXC-13,91%
    BioMarin Pharmaceutical Inc.NASDAQ:BMRN-17,47%
    Marriott International IncNASDAQ:MAR-18,49%
    Walgreens Boots Alliance IncNASDAQ:WBA-26,58%
    Fox Corp Class ANASDAQ:FOXA-27,27%
    Fox Corp Class BNASDAQ:FOX-27,71%
    Biogen IncNASDAQ:BIIB-29,34%
    Intel CorporationNASDAQ:INTC-32,86%
    Componenti del Nasdaq 100 e performance dal prima del Covid a oggi

    I migliori titoli sul Nasdaq dal crollo covid

    Non stupisce che il primo della lista sia Moderna, prima società ad aver comunicato di aver trovato una strada per produrre il vaccino per il Corona Virus.

    Così come pochi si stupiranno della seconda posizione, quello Zoom che in questi mesi è diventato indispensabile per gli usi più disparati, dalla didattica a distanza fino al business.

    Pinduoduo è sconosciuto ai più probabilmente, ma è una società cinese che sviluppa un software per Ecommerce, non stupisce quindi che si trovi in quella posizione.

    Al quarto posto troviamo quella Tesla che nel mentre è stata ammessa nell’indice S&P500 e che quindi ha un vantaggio rifletto dalla forza del paniere.

    DocuSign, come Pinduoduo, beneficia della pandemia con relativo lockdown poiché si tratta di un sistema per sottoscrivere documenti da remoto; quindi fondamentali in questo momento.

    Le azioni peggiori del Nasdaq dal crollo del Corona Virus

    La peggiore in assoluto è Intel che agli effetti del Corona Virus somma il fatto che Apple ha deciso, a partire dal prossimo anno, di sviluppare in casa anche i processori per i propri Mac. Una perdita non da poco per un produttore che negli ultimi anni sta vedendo svanire tante linee di business.

    Stupisce invece la posizione di Biogen, che ha avuto importanti autorizzazioni da parte dell’FDA (ente di controllo dei medicinali in America) e che presenta dei bilanci che superano i consensi degli analisti. In netto ritardo rispetto al resto dell’indice.

  • Il vaccino di Pfizer manda al tappeto alcune azioni

    Il vaccino di Pfizer manda al tappeto alcune azioni

    Grande euforia ieri per l’annuncio di Pfizer secondo cui, nel 90% dei casi trattati in fase 3 della sperimentazione per il vaccino, l’esito a un contagio possibile è stata negativa.

    In parole povere, significa che il vaccino sviluppato da Pfizer, in collaborazione con BioNTech, nel 90% dei casi funziona.

    Bisogna essere prudenti però, perché tale vaccino è stato somministrato a circa 4.000 persone e di queste solo circa un centinaio sono entrate in contatto con il virus, e 10 di loro hanno comunque contratto il virus con esito positivo, mentre in 90 l’esito è stato negativo.

    Prima di affermare con certezza che il vaccino funziona bisogna attendere ancora altri casi di contatto certo, almeno 165, e solo allora si potrà calcolare il reale funzionamento.

    Vaccini contro il Corona Virus

    Di contro bisogna anche sottolineare che il vaccino prodotto da Pfizer è solo uno dei 4 che si trovano in una fase avanzata, gli altri 3 sono sviluppati da:

    • AstraZeneca
    • Moderna
    • Jonhson & Jonhson

    Il Covid 19 ha quindi i giorni contati? Non propriamente, perché i tempi, benché si stia correndo, non sono ancora corti. Bisogna attendere almeno gennaio perché le dosi dei vaccini siano disponibili per il grosso della popolazione.

    La reazione sui mercati

    Nel mentre ieri giornata di grande sbornia sui mercati globali, con aziende più colpite che hanno recuperato quasi il 40% (come nel caso di Carnival), con Pfizer che è andata in doppia cifra percentuale e come il FTSE MIB che ha chiuso con un rialzo che superava il 6%.

    Però c’è una cerchia di aziende che non beneficiano del risultato. Per una serie di motivi c’è una lista di aziende che ieri ha chiuso in territorio negativo, o semplicemente che non avrà vita facile in borsa nel prossimo futuro. Ecco qualche esempio:

    • Diasorin: l’azienda italiana si occupa di test sierologici e tamponi; appare evidente che con il vaccino la richiesta dei suoi servigi sarà sempre più bassa. Ieri l’azienda di Salluggia ha perso circa il 16%.
    • Zoom Communication ha avuto una notorietà immensa in questi mesi di lockdown, con un aumento, da inizio anno, che supera il 500%. Appare ovvio che in caso di vaccino il software servirà un po’ meno, con ovvie ripercussioni sui conti economici.
    • Netflix: alzi la mano chi non ha fatto (o quantomeno pensato) a Netflix in questo periodo di chiusura. È la tv del futuro che, grazie al covid, ha avuto una netta accelerazione nel presente. L’azienda continuerà certamente a incrementare la propria base utenti, ma forse un po’ più lentamente di quanto fatto in questi ultimi mesi.
    • Amazon: con i negozi chiusi era una delle poche alternative alla sete di shopping. Ecco, la piattaforma certamente continuerà a crescere, ma forse l’accelerazione di questi mesi diventerà difficile da ripetere.
  • Elezioni americane, come seguirle e come guadagnarne

    Elezioni americane, come seguirle e come guadagnarne

    Oggi è il grande giorno in America, infatti i 328 milioni di abitanti americani sono chiamati alle urne per decidere chi sarà il futuro presidente degli Stati Uniti d’America.

    Appare evidente, per il potere posto in mano a questa figura, che questa è una scelta che travalica i confini americani e interessa direttamente tutto il mondo.

    I due principali sfidanti sono l’attuale presidente Donald Trump e il candidato democratico Joe Biden.

    A onor del vero, oltre a Repubblicani e Democratici, esistono anche altri partiti, con relativi candidati. Qui una breve lista, ovviamente puramente indicativa poiché è praticamente impossibile che alcuno di essi abbia la benché minima possibilità di guadagnare anche solo uno Stato:

    • Partito Libertario: Jo Jorgensen
    • Partito Verde: Howie Hawkins
    • Partito della Costituzione: Don Blankenship
    • Vari partiti attivisti sulle libertà: Gloria La Riva
    • Partito proibizionista: Phil Collins
    • Partito dell’Alleanza: Rocky De La Fuente
    • Pane e Rose: Jerome Segal
    • Partito della Marijuana libera: Rudy Reyes
    • Partito dell’Unità d’America: Bill Hammons
    • Partito della Solidarietà: Brian T. Carroll
    • Birthday Party: Kanye West (sì, proprio il cantante)

    Come seguire le elezioni americane

    Partiamo dalla cosa più semplice, cioè come seguire le elezioni americane in Italia.

    Innanzitutto gli orari: si voterà oggi, 3 novembre 2020, con l’inizio dello spoglio nella serata italiana. Al solito tutte le emittenti faranno dei talk show e dei programmi di approfondimento.

    Negli ultimi anni, in particolare, molto seguite le #maratonamentana con Enrico Mentana in diretta da mezzanotte su La7 e gli approfondimenti di SkyTG24, anche esso in diretta dalla sera di martedì 3 novembre.

    Probabilmente un’idea di vincitore l’avremo intorno alle 4/5 di mattina (orario italiano) con l’arrivo degli Stati chiave.

    Le idee economiche di Biden e di Trump

    Cerchiamo quindi di capire quali sono le idee economiche che metteranno in campo i due leader in caso di vittoria.

    Idee economiche Trump

    L’abbiamo già visto grazie al primo mandato: il presidente Donald Trump punta a una politica protezionistica, con la difesa delle aziende americane, sia sul territorio nazionale che internazionale.

    Un chiaro esempio è la guerra dei dazi fatta partire con la Cina.

    Inoltre Donald Trump prosegue una guerra fiscale per tutelare la ricchezza, con la tutela dei redditi più alti.

    Dal punto di vista ambientale, Trump reputa l’evoluzione climatica come un intoppo da ignorare. Quindi largo spazio ad aziende che producono energia attraverso carburanti fossili, a discapito dell’onda green che sta investendo il mondo intero.

    Idee economiche Biden

    Al contrario, Biden è un democratico di vera sinistra, quindi riprenderebbe in mano l’idea di Obama, con largo spazio alla salute alla portata di tutti, con forti investimenti nello sviluppo di infrastrutture nel Paese e con un’accelerazione importante sulle tematiche ambientali.

    Durante la campagna elettorale il leader democratico ha promesso 2 mila miliardi per investimenti nell’energia green.

    Probabilmente non terminerebbe la guerra contro le altre nazioni per il diritto americano di tutelare le proprie aziende, ma certamente non arriverà ad avere posizioni oltranziste come Trump.

    In caso di vittoria di Donald Trump

    Lasciando da parte i partiti piccoli che obiettivamente non hanno alcuna possibilità di vincere, cerchiamo di analizzare cosa potrebbe succedere in borsa in caso di vittoria di uno o dell’altro candidato.

    Iniziamo con il Partito Repubblicano che vede Donald Trump come candidato, quindi sarebbe una conferma per ulteriori 4 anni dell’attuale presidenza.

    Settore energia con Trump

    In caso di vittoria di Trump il settore energetico avrebbe una ulteriore spinta verso le energie old style. Quindi nessun nuovo investimento sulla green economy ma spinta sulla old economy, con i produttori petroliferi che ne avrebbero un gran vantaggio.

    In questo caso potremmo vedere titoli come BP, Royal Dutch Shell, ExxonMobil, Total ed Equinor, ma anche la nostra ENI, pronte a esultare.

    Tutte aziende che hanno già dichiarato di voler puntare al green per il futuro ma che a oggi hanno la maggior parte della loro produzione ancora legata a energia non rinnovabile.

    Settore automobilistico con Trump

    Per le case europee sarebbe un disastro la vittoria di Trump alle imminenti elezioni, ciò perché il tycon ha più volta messo nel mirino proprio i produttori auto del vecchio continente, a suo dire poiché farebbero svalutare il mercato dei produttori americani.

    Particolarmente esposte sul mercato a stelle e strisce ci sono: Daimler, FCA, Michelin, Pirelli. Stesso discorso anche per i marchi asiatici, con Honda e Nissan che potrebbero essere i più penalizzati.

    Ovviamente a guadagnarne, quantomeno per il mercato interno, sarebbero Ford e General Motors.

    Comparto lusso con Trump

    Donald Trump ha già dimostrato di non voler minimamente tassare i ricchi o comunque chi possiede molto denaro.

    Il mercato del lusso quindi fa ampiamente il tifo per l’attuale presidente, con marchi come Burberry, Salvatore Ferragamo, Nike, Brunello Cucinelli, Louis Vuitton, EssilorLuxottica, Adidas, Tod’s e Tiffany che potrebbero navigare meglio con Trump.

    In caso di vittoria di Joe Biden

    Di contro, gli stessi settori già analizzati per Trump, si ritroverebbero in situazione diametralmente opposta in caso di vittoria di Biden.

    Comparto energetico con Biden

    La promessa di 2 mila miliardi di incentivi sull’energia rinnovabile è una bella spinta per tutti i titoli del settore green.

    Per l’amministrazione Biden l’abbandono dell’energia attraverso combustibili fossili è una priorità.

    A guadagnarne potrebbero essere SMA Solar Technology AG, Vestas, Siemens Gamesa Renewable Energy, Nordex, Iberdrola, RWE, National Grid, oltre a quei brand che già sono avanti con la trasformazione del loro business, giusto per fare un nome abbiamo ERG in Italia oppure Snam che sta puntando forte sull’idrogeno.

    Con la vittoria del Partito Democratico e in particolare con i 2 mila miliardi, ci sarebbe uno tsunami di denaro in grado di arrivare anche ad aziende più modeste, come per esempio Nel, Ceres Power e ITM Power.

    Comparto auto con Biden

    Ovviamente a giovarne sarebbero i produttori europei, i quali vedrebbero cadere la spinta protezionistica nei confronti delle aziende a stelle e strisce.

    Al di là del protezionismo, i vantaggi green proposti da Biden investirebbero anche il mercato automobilistico, con Tesla sugli scudi.

    Ci sarebbe spazio anche per quella Volkswagen che recentemente ha messo sul piatto 60 miliardi per la trasformazione green della propria linea.

    Particolarmente avvantaggiati potrebbero essere anche i player del settore batterie, con Johnson Matthey, Umicore e Varta che potrebbero avere buoni spunti.

    Settore del lusso con Biden

    Biden vorrebbe creare un sistema fiscale più proporzionale e certamente andrebbe a intaccare i portafogli dei più facoltosi.

    Per questo motivo, in caso di vittoria del Partito Democratico, potrebbe vedere i player del comparto lusso perdere punti percentuali in borsa.

    Chi non ha influenze dalle elezioni americane?

    Ci sono dei settori che non propendono per una o per l’altra parte, si tratta di particolari mercati che, per fattori esterni o ciclici, non hanno particolare preferenza e che continuerebbero a macinare i loro fatturati.

    Settore edile

    Dopo una crisi come l’attuale, dovuta al Covid, l’espansione e la creazione di nuovi posti di lavoro deve necessariamente passare anche dal settore edile.

    Diventa quindi indifferente la vittoria di uno o dell’altro partito, poiché certamente questo settore verrà investito da liquidità necessaria per far ripartire l’economia di un’intera nazione. Lo stiamo già vedendo in Italia, dove il Governo è stato molto celere a creare bonus al 110% per inondare il mercato di liquidità.

    Aziende come per esempio Buzzi Unicem, HeidelbergCement e LafargeHolcim, piuttosto che Ashtead Group, CRH e Ferguson vedranno comunque incrementare i loro guadagni.

    Se vogliamo proprio fare una scommessa, il mercato delle illuminazioni a led potrebbe avere una spinta in caso di vittoria di Biden, sempre grazie ai 2 mila miliardi per investimenti green; quindi attenzione a Illumina, Signify, Schneider Electric, Legrand e Rexel.

    Comparto farmaceutico

    L’idea di Biden è quella di dare accesso a cure a tutti gli abitanti americani, quindi potenzialmente potrebbe arrivare a calmierare i prezzi di alcuni medicinali fondamentali.

    Trump all’opposto è sulla posizione di far pagare tutto il necessario ai contribuenti per sostenere le case farmaceutiche e indirettamente il lavoro delle stesse, soprattutto se queste case farmaceutiche sono americane.

    Letta così appare evidente come il settore farmaceutico dovrebbe fare il tifo per Trump, ma è anche vero che maggior persone che si possono permettere delle cure equivale ad avere maggiori clienti.

    Infine il particolare momento che stiamo vivendo e la crisi dovuta al Covid farà sì che queste posizioni siano fortemente calmierate, quindi sostanzialmente, nell’arco dei prossimi 4 anni, difficilmente ci sarà una differenza dovuta al vincitore di queste elezioni.

    Tra le aziende che potrebbero avvantaggiarsi ci sono certamente AstraZeneca, Novartis, Roche Holding e Novo Nordisk.

    Settore bancario e finanziario

    Come al solito il mercato teme solo l’incertezza e se questa non dovesse verificarsi, se quindi avremo un vincitore chiaro e incontestabile, il settore bancario e finanziario si adatterà velocemente alla nuova corrente.

    C’è giusto un accento che potrebbe cambiare e cioè il fatto che Biden potrebbe voler maggiormente regolamentare il mercato, oltre ad aggiungere qualche tassa per sostenere altre iniziative più popolari.

    Trump di contro è molto liberale e lascia che sia il mercato stesso ad autoregolamentarsi.

    Comunque, per sua natura stessa, il mercato finanziario si adatta e quindi nel medio periodo cambia veramente poco il colore dell’amministrazione americana. L’abbiamo già visto quattro anni fa, quando la vittoria di Trump sembrava la sciagura peggiore che potesse accadere: sappiamo che a distanza di 4 anni i mercati si sono adeguati.

    Al di là delle banche americane, guardando al vecchio continente le banche maggiormente esposte in america sono: BNP Paribas, Banco Santander, Barclays e BBVA.

    Comparto Tech

    Esiste veramente qualcuno in grado di bloccare l’avanzata dei big tech? C’è da scommettere che qualsiasi sia il colore del partito vincitore delle elezioni americane del 2020, i big tecnologici avanzeranno senza problemi.

    Ciò è certamente dovuto alla natura innovativa di tali aziende ma anche al fatto che il business è così distribuito in tutto il mondo che difficilmente il governo di una sola nazione sarà in grado di cambiare le sorti di aziende come Apple, Microsoft, Amazon, Google ecc.

    Anche qui, su questo comparto, l’unica nota di differenza si potrebbe avere con la vittoria di Biden e successiva apertura a mercati internazionali. In tal caso aziende di semiconduttori (STMicroelectronics e/o Infineon Technologies) oppure aziende legate alla domotica e al green potrebbero avere dei vantaggi consistenti (esempio Home Depot). Vantaggio che si potrebbe estendere anche ad aziende asiatiche che sono state messe al bando ultimamente, come per esempio Huawei.

  • Le migliori 100 aziende occidentali dalla classifica Global 500

    Le migliori 100 aziende occidentali dalla classifica Global 500

    Spesso ci si riferisce alle varie classifiche mondiali guardando alle aziende che hanno più profitti, che hanno più ricavi oppure semplicemente che hanno una maggiore capitalizzazione.

    La questione di base, però, è che la maggior parte degli investitori non va OTC e quindi le azioni che riescono ad acquistare arrivano dai seguenti mercati:

    • USA
    • Gran Bretagna
    • Germania
    • Francia
    • Italia
    • Spagna
    • Svizzera
    • Olanda
    • Portogallo

    Si tratta di pochi mercati che però, Cina a parte, servono la maggior parte delle aziende di spessore a livello mondiale.

    Certo, la Cina (così come anche il Giappone) fa storia a sé ma chi volesse operare su questi mercati avrebbe sostanzialmente 2 strade: mercato Over The Country oppure CFD/ETF.

    Rimaniamo quindi in occidente, dove è molto semplice acquistare azioni e limitiamoci a 4 monete principali: euro, dollaro, franco svizzero, sterlina.

    Per la classifica, anziché prendere come parametro semplicemente la capitalizzazione, dove le aziende americane la fanno da padrone, prendiamo quella che è la lista globale più completa, cioè il Fortune Global 500 dell’ultimo anno, quindi del 2019.

    Le migliori aziende occidentali, quotate in borsa

    Pos.AziendaNazione
    1WalmartUSA
    2Royal Dutch ShellOlanda
    3BPGran Bretagna
    4Exxon MobilUSA
    5VolkswagenGermania
    6AppleUSA
    7Berkshire HathawayUSA
    8Amazon.comUSA
    9UnitedHealth GroupUSA
    10GlencoreSvizzera
    11McKessonUSA
    12DaimlerGermania
    13CVS HealthUSA
    14TotalFrancia
    15EXOR GroupOlanda / Italia
    16AT&TUSA
    17AmerisourceBergenUSA
    18ChevronUSA
    19Ford MotorUSA
    20General MotorsUSA
    21Costco WholesaleUSA
    22Alphabet / GoogleUSA
    23Cardinal HealthUSA
    24Walgreens Boots AllianceUSA
    25JPMorgan Chase & Co.USA
    26Verizon CommunicationsUSA
    27AllianzGermania
    28AXAFrancia
    29KrogerUSA
    30General ElectricUSA
    31Fannie MaeUSA
    32BMW GroupGermania
    33Phillips 66USA
    34Valero EnergyUSA
    35Bank of America Corp.USA
    36MicrosoftUSA
    37Home DepotUSA
    38BoeingUSA
    39Wells FargoUSA
    40SiemensGermania
    41CitigroupUSA
    42Marathon PetroleumUSA
    43ComcastUSA
    44NestléSvizzera
    45UniperGermania
    46AnthemUSA
    47CarrefourFrancia
    48ENIItalia
    49Dell TechnologiesUSA
    50Banco SantanderSpagna
    51EnelItalia
    52Deutsche TelekomGermania
    53Crédit AgricoleFrancia
    54Assicurazioni GeneraliItalia
    55PeugeotFrancia
    56HSBC HoldingsGran Bretagna
    57DuPontUSA
    58TescoGran Bretagna
    59BNP ParibasFrancia
    60Johnson & JohnsonUSA
    61Electricité de France (EDF)Francia
    62International Business Machines (IBM)USA
    63BASFGermania
    64ArcelorMittalLussemburgo
    65TargetUSA
    66AirbusOlanda
    67Deutsche Post DHL GroupGermania
    68EngieFrancia
    69Royal Ahold DelhaizeOlanda
    70United Parcel Service (UPS)USA
    71Lowe’sUSA
    72IntelUSA
    73MetLifeUSA
    74RenaultFrancia
    75Munich Re GroupGermania
    76Procter & GambleUSA
    77United TechnologiesUSA
    78FedExUSA
    79PepsiCoUSA
    80Archer Daniels MidlandUSA
    81Prudential FinancialUSA
    82Roche GroupSvizzera
    83Albertsons Cos.USA
    84UnileverOlanda / GB
    85CenteneUSA
    86Walt DisneyUSA
    87SyscoUSA
    88HPUSA
    89Société GénéraleFrancia
    90TelefónicaSpagna
    91HumanaUSA
    92RWEGermania
    93FacebookUSA
    94Christian DiorFrancia
    95CaterpillarUSA
    96Anheuser-Busch InBevBelgio
    97Energy TransferUSA
    98Lockheed MartinUSA
    99PfizerUSA
    100RepsolSpagna
    101NovartisSvizzera
    102Goldman Sachs GroupUSA
    103ContinentalGermania
    104VinciFrancia
    105FinatisFrancia
    106ThyssenKruppGermania
    107VodafoneGran Bretagna
    108Morgan StanleyUSA

    Le ultime 8 le abbiamo aggiunte poiché non ce l’hanno fatta per poco 🙂

    Scherzi a parte, le ultime 8 le abbiamo aggiunte perché questa è la lista completa delle società, presenti nella Global 500 di Fortune, che hanno superato i 50 miliardi $ di fatturato durante il 2019. Ovviamente stiamo parlando di società che arrivano da mercati comunitari, britannici, svizzeri o americani.

  • Internet of Things, cosa sapere per investire

    Internet of Things, cosa sapere per investire

    Internet è più di una raccolta di siti web e blog che si possono visitare attraverso un computer, un tablet o uno smartphone. È anche il tessuto digitale che collega tra loro questi siti, rendendo possibile a chiunque, quasi ovunque, di accedervi.

    L’Internet delle cose, o in inglese Internet of Things (IoT) porta questa idea in un luogo diverso. Non si tratta di una raccolta di siti web, ma di milioni di dispositivi connessi a internet per raccogliere dati, tracciare l’uso, monitorare le funzionalità e automatizzare sistemi e processi.

    Un campanello intelligente collegato a IoT può inviare un messaggio di testo quando qualcuno si avvicina alla porta, mentre un termostato collegato a IoT controlla la temperatura in casa. L’orologio connesso a Internet delle Cose può monitorare il tuo stato di salute, e un frigorifero con Internet of Things potrebbe essere in grado di fare di tutto, dal dirti che il tuo latte si è rovinato all’ordinarne di più quando ne hai poco.

    Cos’è un dispositivo intelligente?

    Quasi tutto può essere un dispositivo per IoT se è dotato di un’attrezzatura adeguata, e la gamma di funzioni per i cosiddetti dispositivi “intelligenti” può variare notevolmente. I dispositivi intelligenti sono quelli in grado di comprendere semplici comandi o di eseguire un certo livello di programmazione.

    Uno smartphone è un esempio avanzato di dispositivo intelligente. Il vostro iPhone Apple (NASDAQ:AAPL) o Alphabet’s (NASDAQ:GOOGL) Google Android-powered handset è molto più vicino a un computer che, per esempio, la funzionalità limitata di un apparecchio “intelligente” che può ordinare le proprie lampadine di ricambio.

    Per definizione, qualsiasi dispositivo con una connessione a Internet che fa qualcosa (come raccogliere dati e trasmetterli a un archivio centrale online, per esempio) è un dispositivo “intelligente”. Se il forno può spegnersi da solo dopo aver inviato un comando via internet, è un dispositivo “intelligente”. Lo stesso vale per i forse miliardi (i numeri esatti sono difficili da individuare) di altri dispositivi collegati.

    Quanto è grande Internet of Things?

    Si stima che quest’anno si raggiungeranno i 20 miliardi di dispositivi IoT. La spesa per IoT è aumentata costantemente. Nel 2009, questo mercato ha rappresentato circa 18 miliardi di dollari di vendite; nel 2017, questo numero è cresciuto fino a 1,1 trilioni di dollari, e si prevede che la spesa supererà i 2 trilioni di dollari entro il 2020.

    Si tratta chiaramente di un’area in espansione con molte opportunità per gli investitori. I consumatori hanno abbracciato i dispositivi IoT come Amazon Echo voice assistant/speaker powered by Alexa artificial intelligence (AI). Si tratta di un dispositivo sofisticato che potrebbe, in teoria, servire da hub per una casa completamente connessa.

    Potresti, se lo volessi, usare Alexa (o altri altoparlanti intelligenti) per controllare le luci, gli elettrodomestici, la sicurezza e l’accesso della casa. Quello che non si sa (ed è un grande jolly per prevedere il futuro IoT) è esattamente quello per cui la gente lo userà. Alcuni, naturalmente, lo usano già come hub per la casa intelligente, mentre altri lo usano come un modo per chiedere informazioni sul tempo o per suonare una canzone.

    Mentre rimane da vedere l’intera gamma di applicazioni, ciò che è chiaro è che i consumatori stanno acquistando questi dispositivi.

    Cos’è una casa intelligente?

    In sostanza, una casa intelligente è una casa piena di dispositivi connessi alla rete (una casa in cui i dispositivi IoT consentono l’automazione di funzioni che un tempo dovevano essere controllate manualmente). Potrebbe essere semplice come sbloccare una porta a distanza o accendere delle luci. Può anche diventare molto più complicato con le versioni intelligenti di quasi tutti gli elettrodomestici disponibili.

    Si può controllare tutto attraverso uno smartphone, un portatile o un computer, oppure attraverso un dispositivo come Echo di Amazon, Google Home di Alphabet o HomePod di Apple. Ma è probabile che le case intelligenti siano controllate da una combinazione di un hub interno alla casa (come i tre di cui sopra) e uno smartphone o un’interfaccia basata su computer, oppure installando dei controller come un Raspberry.

    Sempre di più, gli elettrodomestici di tutti i giorni stanno diventando dispositivi intelligenti connessi. I consumatori possono ora acquistare una stufa che può essere programmata per preriscaldare a una certa ora, oppure per decidere se accendersi in base al meteo.

    Quali sono le opportunità di investimento per Internet delle Cose?

    Internet of Things funziona dietro le quinte in innumerevoli settori. I dispositivi collegati vanno da compiti relativamente semplici come una presa di luce che può avvisare i proprietari quando è necessaria una lampadina di ricambio a un dispositivo medico ad alta tecnologia che può ordinare le proprie riparazioni.

    In teoria, c’è ben poco che i dispositivi collegati non possano fare. I sensori abilitati all’IoT possono monitorare il traffico in una città e regolare i semafori di conseguenza. Potrebbero anche essere usati negli aerei per segnalare problemi di manutenzione o inviare ordini per il rifornimento di carburante per le bevande prima dell’atterraggio dell’aereo.

    IoT permette di monitorare o automatizzare praticamente tutto. Ciò consente la creazione di smart cities o di applicazioni su scala ridotta come l’orologio, in grado di dire che è ora di alzarsi.

    IoT è un sottoinsieme del più ampio segmento di mercato tecnologico. Tuttavia, all’interno della categoria IoT, ci sono diversi segmenti di mercato in cui è possibile investire.

    Elettronica di consumo

    Questo elenco tocca molte delle più grandi aziende tecnologiche, così come alcuni marchi a cui potreste non pensare. Tra questi figurano Apple, Amazon, Microsoft, Google e praticamente tutte le altre aziende che producono dispositivi tecnologici utilizzati direttamente o indirettamente o necessari per i prodotti dell’internet degli oggetti.

    Questa è la categoria che ha le voci più familiari. La maggior parte delle persone sono state esposte a un dispositivo alimentato da Alexa o almeno hanno visto uno spot televisivo per qualcosa di simile (ricordate Gattuso in tv che chiede al dispositivo di chiamare l’avvocato?).

    Per gli investitori, quest’area potrebbe essere la più facile da capire perché è molto orientata al futuro e ha il potenziale per costruire altri tipi di modelli di reddito (abbonamenti, dispositivi per la casa intelligente, ordini di generi alimentari, ecc).

    Assistenza sanitaria

    IoT ha un impatto sull’assistenza sanitaria in diversi modi. Aziende come Apple utilizzano i dati raccolti dai suoi smartwatch dell’internet degli oggetti per aggregare le informazioni sanitarie e lavorare a soluzioni a beneficio del pubblico. I Wearables consentono sia un’ampia aggregazione di dati sia un monitoraggio molto personalizzato di tutto, da quanto spesso ci si sposta alla frequenza cardiaca e ai modelli di sonno.

    I dispositivi alimentati dall’IoT possono funzionare anche a un livello più ampio. Watson di IBM, la piattaforma AI dell’azienda, alimenta una serie di servizi sanitari. Questo include tutto, dal consentire trattamenti più precisi per il cancro all’uso dei dati per gli usi alternativi dei farmaci e aiutare il governo a gestire meglio i programmi sanitari.

    Infrastruttura

    In teoria, in futuro, una smart car sarà in grado di comunicare con la città in cui si trova per determinare dove andare. Ciò consente la gestione del traffico, previene gli incidenti e potrebbe risolvere i problemi di trasporto. Fornisce anche un’enorme quantità di dati utilizzabili.

    Cisco Systems si aspetta che le smart cities siano una fonte di crescita importante. L’azienda ha lanciato un programma da un miliardo di dollari per le smart city poco tempo fa.

    Agricoltura

    Molte delle stesse idee che si applicano alle città possono essere applicate alle fattorie. Il mercato dell’agricoltura di precisione è stato valutato 4,42 miliardi di dollari nel 2017 e si prevede che raggiungerà i 9,53 miliardi di dollari entro il 2023.

    L’agricoltura di precisione aumenta le rese utilizzando sensori collegati a IoT per tracciare cose come le precipitazioni, le variazioni di temperatura e le condizioni del suolo. Idealmente, questa tecnologia potrebbe rendere più economico il cibo, consentendo margini migliori e prezzi più bassi.

    Auto intelligenti

    Le auto intelligenti sono state cercate da un’ampia gamma di produttori e aziende tecnologiche. La definizione può anche includere gli sforzi di Google’s Waymo per fornire veicoli autosufficienti alle varie aziende che hanno integrato assistenti digitali a controllo vocale nei loro sistemi.

    La tecnologia delle auto intelligenti può anche includere veicoli equipaggiati con IoT che indicano quando è necessario effettuare la manutenzione. In alcuni casi, una smart car potrebbe essere in grado di diagnosticare le proprie riparazioni e assicurarsi che il pezzo di cui ha bisogno sia in attesa quando la si guida alla stazione di servizio. E chi dice che non possa andare da sola a farsi riparare o più semplicemente che sappia prendere l’appuntamento per la manutenzione?

    Le aziende con interessi nell’Internet del futuro

    Alcune le abbiamo già anticipate, altre le inseriamo in questa tabella per la prima volta.

    AziendaTicket
    MicrosoftMSFT
    IBMIBM
    AmazonAMZN
    AppleAAPL
    AlphabetGOOGL
    IntelINTC
    NVIDIANVDA
    AMDAMD
    Telecom ItaliaBIT:TIT
    VodafoneLON:VOD
    IliadEPA:ILD
    Cisco SystemsCSCO
    NokiaNOKIA
    ARM HoldingsARMH
    Aziende con interesse nell’IoT

    La sfida più grande quando si investe nell’internet delle cose è che si tratta di uno spazio ampio e mal definito in cui i principali attori hanno tutti diversi flussi di reddito.

    Nessuna delle società elencate è un puro player dell’IoT. Ciò significa che le aziende che creano dispositivi, software e hardware per l’internet degli oggetti operano in altri mercati e realizzano la maggior parte dei loro ricavi da questi altri canali di vendita. In linea di massima, questa lista comprende le aziende tecnologiche che abbracciano il futuro connesso o i marchi che operano principalmente in aree tangenziali che vedono nell’internet degli oggetti un modo per far crescere il proprio business.

    Si tratta di una lista non certo esaustiva ed è complesso mettere un limite a ciò che IoT. Per esempio, Tesla che è l’azienda automobilistica evidentemente più proiettata al futuro, probabilmente sarà una delle prime che adotterà IoT. Ma anche la nostra semplice FCA ha accordi con HARMAN (Samsung) e Google per lo sviluppo di auto connesse… quindi FCA è un’azineda IoT?

    Evidentemente qualsiasi azienda potrebbe esserlo, qui selezioniamo solo le prime che potrebbero avere un impatto diretto.

    Microsoft

    Uno dei maggiori sostenitori dell’Internet degli oggetti, Microsoft, vuole fare di Windows il sistema operativo dominante nello spazio dell’IoT. L’azienda offre soluzioni complete con una piattaforma IoT che abbraccia il cloud, il sistema operativo e i dispositivi. Al centro di tutto ciò si trova il nucleo centrale dell’azienda, Windows 10 IoT, una versione semplificata del suo sistema operativo per i dispositivi collegati.

    Oltre ad offrire le proprie soluzioni per l’internet degli oggetti, Microsoft ha aperto i suoi prodotti agli sviluppatori. Ha una piattaforma (simile a quella che offre per la sua normale suite di prodotti Windows) che ha strumenti per gli sviluppatori per creare servizi, dispositivi e soluzioni per l’internet degli oggetti. L’azienda ha anche recentemente deciso di impegnare 5 miliardi di dollari in più nei suoi sforzi per l’IoT, che il Vice Presidente di Microsoft Azure, Julia White, ha spiegato in un post sul blog:

    Stiamo pianificando di dedicare ancora più risorse alla ricerca e all’innovazione nell’internet degli oggetti e a quello che in ultima analisi si sta evolvendo per essere il nuovo margine intelligente… Siamo in una posizione unica per semplificare il percorso dell’internet degli oggetti in modo che ogni cliente (indipendentemente dalle dimensioni, dalle competenze tecniche, dal budget, dall’industria o da altri fattori) possa creare soluzioni affidabili e connesse che migliorino le esperienze di business e dei clienti, così come la vita quotidiana delle persone in tutto il mondo.

    IBM

    Big Blue ha costruito il suo business dell’internet degli oggetti attorno alla sua intelligenza artificiale Watson.

    La piattaforma Watson IoT di IBM è stata progettata per essere una soluzione aziendale, un modo per la tecnologia IBM di aiutare altre aziende a sviluppare prodotti e soluzioni. Questo ha portato a progetti in diversi settori, tra cui quello automobilistico, della vendita al dettaglio, della produzione e dei servizi di pubblica utilità. Le soluzioni basate su Watson sono state utilizzate anche per aiutare le aziende a gestire le risorse, l’inventario e le strutture. IBM offre una piattaforma di sviluppo per incoraggiare le terze parti a creare nuovi usi per l’IA Watson.

    Amazon

    Amazon è stata leader nel portare la tecnologia dell’internet degli oggetti nelle case dei consumatori. Ad esempio, i suoi pulsanti Amazon Dash sono un esempio di dispositivo collegato a IoT. I consumatori non fanno altro che premere il pulsante e ordinare il prodotto con cui è collegato. Un consumatore può posizionare un pulsante Dash per il caffè vicino alla sua caffettiera o uno per il detersivo per piatti sotto il lavello vicino alla lavastoviglie. È l’IoT nella sua forma più semplice, ma è un forte esempio di come la tecnologia possa entrare nelle case delle persone.

    Il leader online è anche uno dei principali attori del mercato delle case collegate. I suoi dispositivi Echo, alimentati dalla sua Alexa AI, hanno la capacità di fungere da hub per le case digitali e possono controllare i dispositivi connessi all’internet degli oggetti.

    Inoltre, Amazon ha una piattaforma IoT offerta attraverso la sua divisione Web Services (AWS). Si tratta di un insieme di strumenti simili a quelli che IBM e Microsoft offrono alle aziende e agli sviluppatori per consentire loro di creare i propri usi per la tecnologia o implementare il software e le soluzioni che Amazon ha creato.

    L’azienda sulle sue pagine spiega:

    “AWS IoT Core è una piattaforma che permette di collegare i dispositivi ad AWS Services e ad altri dispositivi, di proteggere i dati e le interazioni, di elaborare e agire sui dati dei dispositivi, e permette alle applicazioni di interagire con i dispositivi anche quando sono offline”.

    Apple

    Apple è in competizione con Amazon (e con altri) per essere leader nelle case collegate, utilizzando l’iPhone come controller nel modo in cui Amazon utilizza i suoi dispositivi Echo. L’azienda ha anche il suo HomePod digital assistant/smart-home hub, ma le basse vendite lo rendono meno strategico del suo smartphone di successo.

    Oltre ad essere nelle case della gente, Apple è entrata nel mercato consumer dell’internet degli oggetti attraverso i suoi orologi e i dati che raccoglie attraverso i servizi per iPhone come Apple Health. Questi dispositivi intelligenti monitorano cose come i passi compiuti, la frequenza cardiaca e altro ancora, permettendo ad Apple di offrire consigli utili se l’utente è alla ricerca di questo.

    Apple, naturalmente, mette anche la versione IoT del suo sistema operativo IoS a disposizione degli sviluppatori attraverso il servizio HomeKit. L’azienda si è rivolta agli sviluppatori di app, ai produttori di dispositivi e anche agli hobbisti con HomeKit, fornendo loro gli strumenti per creare prodotti e servizi connessi. A livello commerciale, Apple collabora anche con aziende di diversi segmenti, tra cui l’automotive, il retail e la produzione, per creare prodotti e servizi IoT basati su IoS.

    Alphabet Google

    Google, naturalmente, ha anche la sua famiglia di prodotti Home. Si tratta di altoparlanti IoT e assistenti intelligenti molto simili ai dispositivi Echo di Amazon.

    Alphabet nel 2018 ha assunto l’ex CTO Samsung Injong Rhee per guidare il suo business dell’internet degli oggetti. Fino a quel punto tutte le idee e i progetti su IoT erano un po’ slacciate tra di loro.

    Il primo obiettivo di Rhee era quello di allineare i vari progetti di Alphabet relativi all’internet degli oggetti, che vanno dalle auto che guidano da sole, all’assistente virtuale di Google Home e ai servizi basati sul cloud.

    Lui stesso scrive:

    Una delle prime cose che vorrei fare con i miei colleghi di Google è coordinare e allineare questi sforzi verso una storia concertata dell’internet degli oggetti di Google.

    Alphabet ha pubblicato per la prima volta i suoi ricavi da cloud nel suo rapporto sugli utili del quarto trimestre del 2018.

    Il CEO Sundar Pichai ha osservato che Google Cloud era “già un business da un miliardo di dollari al trimestre” e che G Suite, strumenti di produttività e collaborazione cloud, ha più di 4 milioni di clienti paganti.

    Intel

    Il chipmaker fa un buon lavoro nel mettere la sua visione dell’internet degli oggetti sul suo sito web.

    Come molti degli altri player di questa lista, Intel ha sia i propri prodotti che soluzioni per i partner che acquistano i suoi processori e chip. Questo mette l’azienda in una buona posizione per far crescere i ricavi dell’internet degli oggetti man mano che la categoria cresce.

    Intel suddivide la sua strategia dell’internet degli oggetti in tre segmenti:

    Collegare il non collegato

    “Ciò significa prendere gli attuali dispositivi non connessi e aggiungere sensori e tecnologia che permette loro di trasferire i dati al cloud, dove possono essere analizzati e trasformati in insight attuabili”

    Costruire cose intelligenti e connesse

    Questo significa che i nuovi dispositivi che l’azienda o i suoi partner creano dovrebbero avere la connettività integrata fin dall’inizio.

    Creare un mondo autonomo

    Intel sta progettando dispositivi che diventeranno abbastanza intelligenti da funzionare da soli. Ciò significa che prenderanno decisioni in tempo reale dopo aver imparato dal loro ambiente e aver utilizzato i dati per migliorare le prestazioni.

    ARM

    Un altro produttore di chip, ARM, che è interamente di proprietà della SoftBank giapponese, ha la sua piattaforma cloud IoT, Mbed. Il servizio è alimentato dal sistema operativo Mbed della società. Come le altre aziende di questa lista, ARM sta cercando di offrire soluzioni per l’internet degli oggetti, oltre a strumenti per i suoi partner per creare ciò di cui hanno bisogno.

    La soluzione di gestione dei dispositivi Mbed Cloud fornisce funzionalità di gestione dell’internet degli oggetti flessibili, sicure ed efficienti per una serie di profili di dispositivi, e può essere implementata come soluzione cloud, come soluzione on-premises con capacità simili al cloud senza dipendere da alcun cloud pubblico, o come soluzione ibrida

    Sito Web ARM

    Arm ha anche recentemente collaborato con NVIDIA in un accordo che renderà più facile per i produttori di chip aggiungere capacità di apprendimento profondo all’elettronica di consumo di prossima generazione, ai dispositivi mobili e ai gadget dell’internet degli oggetti. Arm e Nvidia integreranno l’architettura open-source NVIDIA Deep Learning Accelerator nel progetto di chip di apprendimento automatico Trillium di Arm. Questo dovrebbe (secondo le aziende) consentire ai produttori di chip dell’internet degli oggetti di integrare rapidamente le funzionalità dell’IA nei loro prodotti.

    NVIDIA / AMD

    A vario titolo in realtà tutti i produttori di componenti per hardware entreranno nella partita.

    La potenzialità di NVIDIA per esempio l’abbiamo vista con l’accordo con ARM; ma NVIDIA può dire la sua sul mercato IoT. In generale la potenza di calcolo si sta spostando da CPU a GPU e questo processo l’abbiamo per esempio visto con il mining delle cryptocurrency.

    Anche AMD è un player di questo mercato e per quanto spesso si rilega il produttore a un mercato secondario, in realtà il produttore di Chipset ha sia il mercato GPU attraverso Radeon che il mercato delle CPU.

    Telecom Italia / Vodafone / Iliad

    Citiamo i tre operatori quotati presenti in Italia, ma in realtà bisognerebbe citare tutti gli operatori di telefonia, sia fissa che mobile.

    Tutte e quattro queste società stanno lavorando a progetti per costruire reti 5G di prossima generazione.

    Perché se il 5G potrebbe non servire a un tostapane intelligente, la creazione di reti di nuova generazione aprirà la capacità di prendere il traffico di fascia alta, come la riproduzione video la sincronizzazione veloce di informazioni, ecc. Pensate per esempio a un’auto che si guida da sola e che deve necessariamente affidarsi a una copertura Internet per evitare il traffico in città o per conoscere strade chiuse o incidenti.

    Andiamo verso un modo iperconnesso e il 5G è solo un passaggio obbligatorio verso il futuro.

    I carrier wireless sono una sorta di vincitori passivi nello spazio IoT, oltre ai loro sforzi attivi per far avanzare il concetto di smart-city. I loro servizi sono necessari per trasportare le informazioni dai dispositivi connessi al cloud e, fintanto che possono monetizzare efficacemente tali esigenze di servizio, dovrebbero trarre profitto dalla crescita dell’internet degli oggetti.

    CISCO / NOKIA

    Stesso discorso che con le TLC, tutte queste informazioni dovranno per forza di cose essere traghettate su reti e le reti devono essere costruite o ampliate.

    Citiamo Nokia e Cisco solo perché le più grandi quotate, ma dovremmo mettere in questa lista anche Ericsson, Huawei e qualsiasi produttore di hardware di rete.

    IoT sarà il futuro ma ancora non lo sappiamo

    Quello che è chiaro è che l’internet degli oggetti è appena iniziato, e alcuni dei suoi utilizzi non sono ancora stati immaginati. I dispositivi connessi abilitati con l’apprendimento automatico possono sbloccare dati e modelli che gli esseri umani farebbero fatica a vedere. Ad esempio, le smart car senza conducente possono aiutarci a stabilire orari di lavoro basati sulla riduzione al minimo del traffico, e i frigoriferi collegati possono dirci perché non stiamo perdendo peso (o perché lo stiamo facendo), oltre a farci evitare sprechi inutili.

    Si tratta di un insieme aperto di possibilità che inizia a essere relativamente piccolo. Avere una lampadina intelligente in casa che si spegne quando non c’è nessuno nella stanza, o comprare un’auto che può dirvi preventivamente che ha bisogno di manutenzione, sono solo usi iniziali per l’internet degli oggetti.

  • Warren Buffett: le sue migliori azioni, le sue strategie di investimento e i suoi consigli

    Warren Buffett: le sue migliori azioni, le sue strategie di investimento e i suoi consigli

    Chiunque sia interessato al mercato azionario, agli investimenti o alle questioni di denaro ha probabilmente incontrato le scelte azionarie di Warren Buffett, i consigli o i racconti leggendari dell’oracolo di Omaha.

    È il più grande investitore vivente e, a differenza di molti miliardari, è disposto a insegnarci a pescare finanziariamente.

    Ma con così tante cose in giro, è difficile restringere il campo all’essenziale Buffett.

    Questo è il nostro obiettivo. Sia che vogliate un elenco delle azioni preferite di Buffett, i bassifondi delle sue tecniche di investimento, o qualche lettura avanzata, è qui che lo troverete.

    Come investire come Warren Buffett

    Buffett ha acquistato le sue prime azioni all’età di 11 anni utilizzando le informazioni disponibili per qualsiasi altro investitore. Ora, ben ottantenne, è ancora in attività.

    Oggi acquista aziende per la sua società, Berkshire Hathaway, e può concludere l’affare esotico qua e là. Ma Buffett e il suo team gestiscono oltre 200 miliardi di dollari (in crescita) in azioni di società pubbliche.

    Come fa? Passando una notevole quantità di tempo a leggere esattamente quello che possiamo anche noi: 10-Ks, registrazioni SEC e trascrizioni di probabili guadagni.

    Una delle differenze chiave, tra lui e la maggior parte di noi, è la sua incredibile attenzione. È come se stesse correndo sia uno sprint che una maratona. Si impara molto leggendo il rapporto annuale di un’azienda, ma cosa succede se lo si fa su un’azienda per più di 20, 30, 40, 50 anni consecutivi? E per tutti i suoi concorrenti? E per le aziende di settori completamente diversi, anche quelle in cui non sareste mai interessati ad investire?

    Pochi di noi iniziano abbastanza presto e hanno il livello di attenzione costante per diventare il prossimo Warren Buffett, ma ognuno di noi ha la possibilità di diventare un investitore migliore ascoltando questi sette principi:

    1. Investite in quello che sapete;
    2. Imparare le basi dell’investimento di valore;
    3. Identificare le scorte a basso costo;
    4. Trova aziende che resistono alla prova del tempo;
    5. Investire in una buona gestione;
    6. Sii aggressivo nei momenti difficili;
    7. Mantenere una mentalità a lungo termine

    Le ultime scelte di stock di Warren Buffett

    Quando sei il più rinomato stock picker del mondo, tutti vogliono il tuo ultimo consiglio. Per quanto Buffett condivida la sapienza, la sua saggezza è la madre delle sue prossime mosse. Ci sono molte ragioni per tenere nascosto ciò che pensa, tra cui il fatto che se ce lo dicesse, un mucchio di persone si ammasserebbero nell’azienda e lui otterrebbe un prezzo delle azioni peggiore.

    Ma fortunatamente per noi, la Securities and Exchange Commission richiede ai gestori degli investimenti delle dimensioni di Berkshire Hathaway di rivelare le loro mosse azionarie in un 13F trimestrale.

    Nell’ambito della pianificazione della successione, Buffett ha ceduto sempre più quote del portafoglio a Todd Combs e Ted Weschler, ma ne controlla ancora la maggior parte e rappresenta le mosse più importanti.

    Le prime 10 partecipazioni azionarie di Buffett

    Mentre il trimestrale di Berkshire Hathaway compra e vende mostra le sue ultime mosse, è bene fare un passo indietro e vedere quali sono le partecipazioni più grandi:

    TitoloTicketValore
    (in milioni di $)
    AppleAAPL62.340
    Bank of AmericaBAC19.638
    Coca CocaKO17.700
    America ExpressAXP12.979
    Wells Fargo & Co.WFC9.276
    Kraft Heinz CompanyKHC8.056
    Moody’s Corp.MCO5.218
    JPMorgan Chase & Co.JPM5.196
    U.S. BancorpUSB4.563
    DaVita HealthCare Partners Inc.DVA2.898
    Bank of New York Mellon Corp.BK2.686
    Charter Communications, Inc.CHTR2.368
    VeriSign, Inc.VRSN2.308
    Delta Air Lines, Inc.DAL2.051
    Southwest Airlines Co.LUV1.910
    VISA IncV1.702
    General Motors CompanyGM1.552
    Costco Wholesale Corp.COST1.236
    MasterCard IncorporatedMA1.192
    Amazon.com, Inc.AMZN1.040
    Le 20 maggior aziende detenute da Warren Buffett risultanti dall’ultimo 13F del 31 Marzo

    Alcune cose che saltano fuori:

    • Sono aziende enormi. Il successo e la ricchezza di Buffett gli impediscono di muovere l’ago acquistando azioni di società a piccola o media capitalizzazione.
    • La presenza di banche o finanziarie è in eccesso
    • Le altre, per la maggiore, sono grandi marchi di consumo

    Le citazioni di Warren Buffett

    Al di là della sua performance, una delle ragioni per cui è così famoso è che preferisce la franchezza al gergo.

    Se si chiedesse di uno dei grandi rischi dei derivati, una testa parlante nelle notizie finanziarie probabilmente parlerebbe del rischio di controparte e di strumenti complessi come i collateralized debt obligations. Nel frattempo, Buffett non ha paura di diventare creativo:

    “I derivati sono come il sesso. Il problema non è con chi andiamo a letto noi, ma con chi vanno a letto loro”.

    Warren Buffett

    Le strategie dei dividendi di Warren Buffett

    Se date un’occhiata alle 20 migliori azioni di Buffett, potreste notare che ognuna di esse paga un dividendo.

    Nel frattempo, si può anche notare che la società gestita da Buffett, Berkshire Hathaway, non paga un dividendo.

    Chiaramente, c’è qualche sfumatura nel pensiero di Buffett sui dividendi…

    L’assemblea annuale degli azionisti del Berkshire Hathaway

    Ogni anno, circa 40.000 persone partecipano all’assemblea annuale degli azionisti del Berkshire Hathaway, alias Woodstock for Capitalists.

    E’ piuttosto sorprendente che una conferenza di investimento faccia arrivare tante persone quante sono le persone che si presentano come un grande evento sportivo. A Omaha, in Nebraska, nientemeno. E questo senza contare le persone che guardano il livestream.

    Al centro dell’incontro annuale c’è Warren Buffett e il suo partner Charlie Munger sul palco per alcune ore a rispondere a tutte le domande di un gruppo selezionato di stimati giornalisti e a tutti i partecipanti che arrivano abbastanza presto per fare la fila ai microfoni.

    Esteso, è un intero fine settimana di festeggiamenti, tra cui lo shopping presso i venditori legati al Berkshire che espongono al CHI Health Center, un picnic al Nebraska Furniture Mart, una gara di 5 km, una serata di bistecche per gli azionisti al Gorat’s (uno dei ristoranti preferiti da Warren), ecc.

    La lettera annuale degli azionisti del Berkshire Hathaway

    Forse un modo ancora migliore per ottenere la saggezza distillata di Buffett rispetto al viaggio a Omaha è leggere la sua missiva annuale agli azionisti. Ogni edizione offre sia approfondimenti specifici sull’attività del Berkshire sia approfondimenti generali sugli investimenti.

    È possibile accedervi sul sito web di Berkshire.

    I 5 migliori libri su Warren Buffett

    Anche Buffett ha scritto molto, ma su di lui è stato scritto molto di più. Se state cercando di approfondire le sue strategie o semplicemente ciò che lo fa ticchettare, iniziate con questi cinque:

    • Buffett: The Making of an American Capitalist, di Roger Lowenstein
    • The Warren Buffett Way, di Robert G. Hagstrom
    • Il CEO di Warren Buffett, di Robert P. Miles
    • La Palla di Neve: Warren Buffett e il business della vita, di Alice Schroeder
    • Toccare Dancing to Work: Warren Buffett su Praticamente tutto, 1966-2013, di Carol J. Loomis

    Qual è il patrimonio netto di Warren Buffett?

    Oltre 80 miliardi di dollari. A seconda dei giorni, è la terza persona più ricca del mondo dietro a Jeff Bezos (e alla famiglia) e Bill Gates. E questo dopo aver deciso, nel 2006, di iniziare a dare in beneficenza il 99% della sua ricchezza (e tutte le sue azioni del Berkshire Hathaway) durante la sua vita o alla sua morte. Ha già dato via decine di miliardi di dollari.

    Dove è andato a scuola?

    Come studente universitario, ha frequentato Wharton alla University of Pennsylvania prima di trasferirsi alla University of Nebraska. Per la scuola di specializzazione, ha frequentato la Columbia Business School.

    Quali investitori lo hanno influenzato?

    Buffett ha detto che il suo stile di investimento è “85% Graham e 15% Fisher”.

    Graham è Benjamin Graham, “Il padre dell’investimento di valore”. Ha scritto The Intelligent Investor e ha scritto insieme a David Dodd Analisi della sicurezza. È stato per un po’ il professore e mentore di Buffett alla Columbia Business School e il suo capo.

    Fisher è Philip Fisher, un pioniere dell’investimento per la crescita e autore di azioni comuni e profitti non comuni.

    Mentre Graham e Fisher erano gli eroi degli investimenti di Buffett, il suo partner commerciale Charlie Munger è stato probabilmente la sua più forte influenza tra pari.

  • Come trovare un’azione che crescerà in futuro

    Come trovare un’azione che crescerà in futuro

    Gli investitori hanno diverse strategie che possono utilizzare per fare soldi nel mercato azionario. Una strategia popolare è quella di acquistare azioni in crescita, che sono aziende che si prevede aumenteranno i loro profitti (o ricavi) ad un ritmo più veloce della media. Insomma, azioni di aziende che per la natura del loro business faranno faville in futuro.

    Le aziende che possono farlo per un periodo di tempo prolungato tendono ad essere ricompensate con un prezzo delle azioni più alto, consentendo ai loro investitori di ottenere grandi rendimenti attraverso l’apprezzamento del capitale.

    Attenzione però, perché le aziende ad alta crescita potenziale stanno già scontando la ricompensa del rischio, quindi è importante conoscere le basi di ciò che l’investimento di crescita comporta, i suoi rischi e come minimizzarli prima di iniziare una strategia di investimento.

    Ma una volta pronti, come fanno gli investitori a trovare titoli di crescita in cui investire? Ecco alcuni metodi usati per identificare le aziende che stanno per decollare.

    Cos’è un titolo in crescita (o titolo growth)?

    Uno stock di crescita è un’azienda su cui ci si aspetta aumenti dei propri profitti (o ricavi) a un ritmo molto più veloce rispetto alla media delle aziende del settore o del mercato in generale.

    I titoli in crescita attraggono molti investitori e ciò si denota sul P/E (i multipli degli utili per arrivare al prezzo) che generalmente è alto. In generale, più velocemente una società può far crescere i propri profitti, più velocemente il prezzo delle azioni dovrebbe essere apprezzato. Al di là dei profitti, ci sono alcune altre caratteristiche comuni dei titoli in crescita di successo a cui prestare attenzione, come le grandi opportunità di mercato e i solidi modelli di business.

    Dove cercare i titoli in crescita

    Innanzitutto lasciate stare l’Italia, non perché non ce ne possano essere ma per il semplice motivo che la grandezza della piazza azionaria fa sì che ci si trovi davanti a un titolo pronto a decollare una volta ogni 4/5 anni.

    Se si guarda un elenco di azioni ad alta crescita si nota che molte di queste società non esistevano alcuni decenni fa, ma da allora sono diventate nomi famosi:

    • Amazon.com (NASDAQ:AMZN)
    • Netflix (NASDAQ:NFLX)
    • Tesla (NASDAQ:TSLA)

    hanno tutte iniziato come piccoli operatori nei loro rispettivi mercati, ma hanno costantemente convinto i consumatori ad acquistare da loro invece che dalla concorrenza. Questo ha contribuito a generare un’enorme crescita di ricavi e profitti, nel corso degli anni, e ha trasformato queste aziende in investimenti vincenti.

    Quindi, come si può identificare il prossimo Amazon.com, Netflix o Tesla mentre è ancora agli inizi? Un metodo è quello di setacciare le tue abitudini recenti per vedere se puoi identificare prodotti o servizi che stai acquistando regolarmente da oggi e che non avevi in passato.

    Se voi (o i vostri amici) vi siete innamorati di un nuovo prodotto o servizio, allora c’è una buona probabilità che l’azienda dietro a quel prodotto valga la pena di indagare.

    Personalmente ho fatto diversi investimenti redditizi nell’ultimo decennio, semplicemente osservando le mie abitudini di acquisto. Per esempio, ho capito che Tesla sarebbe esplosa quando vidi, durante un viaggio ad Amsterdam nel 2014, una serie di Taxi con il marchio americano. Se i tassisti olandesi scelgono in massa un marchio innovativo come Tesla, c’è da stare certi che il futuro è là. Nel 2014 il prezzo delle azioni si aggirava intorno ai 220 dollari, prezzo che all’epoca ritenevo caro e quindi entrai con pochi soldi… beh, se segui questo sito sai che Tesla è arrivata a sfondare i 1.000 dollari.

    Le famiglie americane stanno cambiando le loro abitudini, quando mangiano fuori vanno da ristoranti più sani, come Chipotle (NYSE:CMG), ma mantengono ancora l’idea della velocità con i fast food tradizionali come McDonald’s. Quindi a pranzo un fast food e a cena slow food.

    Inoltre in Italia abbiamo un particolare vantaggio che in America manca: noi possiamo vedere a posteriori cosa ha avuto successo nella nazione a stella e strisce e investire nel momento in cui si affaccia sul mercato internazionale. Un’azione che ha fatto molto bene in America è probabile che all’estero faccia altrettanto bene; inoltre ha tanto mercato da esplorare.

    Un esempio? McDoland’s negli anni ’80 era un must in America e si stava affacciando prepotentemente sul mercato internazionale; qui da noi avevamo ancora i paninari (che sarebbero stati tutti sostituiti dal fast food), quindi un investitore attento avrebbe potuto spendere 1,21 dollari il 20 giugno del 1980 e tirarne fuori 218 il 16 agosto del 2019. Si tratta di un guadagno del 17.916%. Un lavoratore italiano che investe il suo primo stipendio da 1.200 dollari in McDonald’s si ritrova un TFR di circa 215 mila dollari.

    Volete un esempio moderno? Starbucks (NASDAQ:SBUX) ha aperto in Italia giusto un paio d’anni fa (in forte ritardo sul resto d’Europa), quindi siamo già in ritardo per l’investimento, nonostante ciò chi avesse visto la tendenza in Europa (che dura da 10 anni) avrebbe investito a fine anni 2000 a circa 10 dollari per avere oggi un’azione che ne valeva circa 80/100.

    In America stanno abbandonando il cavo e la tendenza si vede anche qui da noi: lo streaming sta vincendo e quindi Amazon.com (Prime Video), Netflix e YouTube di Alphabet avranno molto futuro. Troppo tardi? Mica tanto… ancora c’è tanta fetta di popolazione che non è stata pervasa da Netflix, anche nelle grandi città.

    Visto che l’abbiamo nominato, vogliamo parlare di Amazon e dell’eCommerce? Quanti articoli comprate online? Pensate che tutti facciano come voi? Pensate che ci siano fette di popolazione che arriveranno prossimamente su Amazon?

    Ci sono negozi al dettaglio o concetti di ristoranti che frequenti ora ma che prima non frequentavi? Ci sono nuovi cibi o bevande che ora acquistate dal negozio di alimentari? Sei diventato un fan sfegatato di un particolare sito web o di una particolare app?

    Una rapida ricerca su internet può aiutarti a trovare le aziende che stanno dietro ai prodotti o ai servizi che hai imparato ad amare. Se si tratta di aziende quotate in borsa e ancora nelle prime fasi del loro ciclo di crescita, allora potresti essere incappato in un potenziale vincitore.

    Tenete d’occhio le macro tendenze della società

    I migliori stock di crescita tendono a beneficiare di un cambiamento massiccio che avviene nella società. Le aziende che sono in grado di capitalizzare su un trend che richiede anni per essere messo in pratica possono spesso vedere i loro ricavi e profitti crescere per anni e possono generare enormi ritorni per gli investitori.

    Quindi, quali macro tendenze stanno accadendo in questo momento che gli investitori possono trarre vantaggio?

    Salute e benessere

    Avete notato che sempre più persone stanno iniziando ad adottare uno stile di vita più sano? Questa tendenza si sta sviluppando in numerosi modi, come ad esempio la crescente popolarità dello yoga o l’uso crescente di alimenti biologici. Questa è una tendenza che sembra essere qui per rimanere ed è pronta a beneficiare molte aziende diverse. Dai distributori di alimenti biologici ai produttori di abbigliamento per lo yoga ci sono molti modi in cui gli investitori possono trarre vantaggio da questa tendenza. Pensate che lo Yoga sia una moda passeggera? Investite solo sul mangiar sano.

    La guerra ai contanti

    Ci siamo abituati a usare carte di debito e di credito per pagare tutto (almeno noi avanguardisti), eppure 85% delle transazioni globali avviene ancora in contanti o con assegni e l’Italia è molto indietro, solo il 32% delle transazioni avviene attraverso carte di pagamento.

    Dati i benefici che derivano dall’andare senza contanti (transazioni più veloci, non dover mai affrontare il cambio di moneta, la possibilità di guadagnare ricompense attraverso il cashback) in molti passeranno alla plastica nel tempo. Questa è una grande ragione per cui nel portafoglio personale ci sono aziende che beneficeranno di questo cambiamento come Visa, Mastercard e Square.

    L’ascesa della pubblicità online

    Ti piace ricevere telefonate da call center? Ricevere posta indesiderata? Guardare la pubblicità in televisione? Non piace a nessuno.

    Le grandi aziende però vi devono convincere e troveranno il metodo per arrivare a voi. Ecco perché molti di loro stanno spostando i loro soldi dedicati alla pubblicità verso i canali online in modo da potersi mantenere in contatto con i loro consumatori.

    Questo spostamento di spesa sta creando un’enorme opportunità per le aziende che eccellono nel raggiungere i consumatori online come The Trade Desk (NASDAQ:TTD) e Facebook (NASDAQ:FB).

    Invecchiamento della popolazione mondiale

    Lo sapevate che 10.000 americani compieranno 65 anni ogni giorno tra il 2010 e il 2029? In Italia? Non siamo da meno, siamo una delle popolazioni più vecchie al mondo.

    Questo massiccio cambiamento demografico è un forte vento per tutte le aziende che rispondono alle esigenze degli anziani. Tutti i tipi di aziende trarranno vantaggio da questa tendenza, compresi i proprietari di case di cura e i conglomerati sanitari, come Johnson & Johnson.

    Cavalcare le tendenze

    Questi sono solo alcuni dei macro cambiamenti che si stanno verificando nella nostra società oggi. La prossima volta che ne notate uno, fate una piccola ricerca per vedere se ci sono aziende che trarranno beneficio da questa tendenza.

    A cavalluccio sulle leggende

    I gestori di fondi di Wall Street di solito hanno a disposizione enormi budget per la ricerca che usano per trovare grandi imprese. Dal momento che questi grandi gestori di fondi sono tenuti a segnalare le loro partecipazioni alla SEC ogni 90 giorni, può essere un’esperienza di apprendimento che apre gli occhi per scegliere tra i loro recenti acquisti e vendite per vedere quali azioni gli piacciono.

    Anche se non vale la pena seguire tutti i gestori di fondi di crescita, ce ne sono diversi che possono essere una meravigliosa fonte di idee per le azioni.

    Pat Dorsey della Dorsey Asset Management

    Dorsey è stato il direttore della ricerca azionaria di Morningstar per più di un decennio, autore di due libri da leggere per gli investitori che guardano al futuro:

    • The Five Rules for Successful Stock Investing
    • The Little Book that Builds Wealth

    Dorsey gestisce ora la propria attività di gestione patrimoniale e scommette in modo concentrato su azioni in crescita che, a suo avviso, saranno in grado di aumentare la ricchezza degli azionisti per anni.

    Chuck Akre di Akre Capital Management

    Akre ha gestito il fondo FBR Focus Fund dal 1997 al 2009 e ha prodotto rendimenti annualizzati di oltre il 12% durante il suo mandato, un risultato di gran lunga superiore al 4,4% del rendimento dell’S&P 500 nello stesso arco di tempo.

    Akre ha lanciato i propri fondi comuni di investimento nel 2009. Il suo stile è quello di acquistare azioni di crescita che vengono scambiate a prezzi di valore e che raramente vende. Gestisce anche un portafoglio concentrato.

    Carl Icahn di Icahn Capital Management

    Gli investitori a lungo termine del veicolo d’investimento quotato in borsa Icahn Enterprises (NASDAQ:IEP) hanno goduto di rendimenti da battere il mercato. Il patrimonio netto di Icahn è salito a più di 18 miliardi di dollari grazie alla sua capacità di trovare titoli a prezzi bassi. Negli ultimi anni, è diventato un investitore attivista che acquista una posizione significativa in un’azienda e poi scuote il suo consiglio di amministrazione e il team di gestione nel tentativo di migliorare il business. Anche se il suo stile frenetico non è adatto a tutti, è buona norma guardare il suo portafoglio per vedere cosa ha comprato o venduto di recente.

    Ci sono anche una pletora di siti web che rendono facile tracciare e classificare ciò che gli investitori in crescita stanno facendo, tra cui Whale Wisdom, TipRanks e Guru Focus. Gli investitori in crescita possono visitare uno qualsiasi di questi siti e imparare rapidamente ciò che molti grandi manager hanno comprato e venduto negli ultimi mesi per trovare idee proprie per le azioni.

    Strumenti di selezione delle azioni

    Altre fonti affidabili che vengono utilizzate per trovare idee di crescita sono strumenti di screening gratuiti. Mentre ci sono diversi strumenti di screening azionario tra cui gli investitori possono scegliere, uno dei migliori si chiama Finviz. Questo sito web facile da usare contiene dati su più di 7.300 aziende e gli investitori possono inserire una varietà di parametri per aiutarli a trovare i titoli che soddisfano i criteri che ritengono più utili.

    Metriche da controllare per investire

    Ecco alcune metriche che bisogna guardare regolarmente per analizzare il mercato alla ricerca di azioni in crescita.

    Market cap o capitalizzazione

    Questa metrica è un modo rapido per misurare le dimensioni di un’azienda.

    Bisogna ovviamente controllare che le aziende abbiano già una base soldi e un buon modo per farlo è quello di vagliare le aziende che hanno un limite di mercato di almeno 300 milioni di dollari. Dato che la maggior parte delle azioni da un centesimo vale molto meno di 300 milioni di dollari, questo è un modo semplice per tenerle fuori dai vostri radar.

    Redditività

    Le aziende che mostrano profitti consistenti tendono ad essere molto meno rischiose di quelle che bruciano capitale. Questo è un motivo importante per cui tendo a privilegiare le azioni che sono già entrate in attivo. Un modo rapido per verificare la redditività è quello di impostare il rapporto P/E come numero positivo. Questo eliminerà tutte le aziende che non hanno ancora prodotto un utile netto positivo.

    Crescita delle vendite

    Le migliori azioni di crescita sono in grado di far crescere i loro profitti per anni e non c’è un modo affidabile per farlo senza aumentare anche le entrate.

    Previsione di crescita degli utili

    Gli analisti di Wall Street vengono pagati somme enormi per seguire da vicino le aziende e pubblicare rapporti che prevedono i loro tassi di crescita nei prossimi anni.

    Anche se queste proiezioni possono essere estremamente imprecise, trovo che sia utile misurare ciò che il mercato si aspetta da loro.

    Settore

    Alcuni settori sono più difficili per gli investitori per fare soldi rispetto ad altri. Tipicamente ci si allontana dalle industrie di materie prime come i materiali di base e l’energia e ci si concentra su settori in cui le imprese possono costruire un vantaggio competitivo duraturo.

    Qualche esempio: i settori tecnologici, sanitari, dei servizi e finanziari.

    Tuttavia, è importante che gli investitori si attengano alle industrie che capiscono, quindi questi settori potrebbero non essere un grande terreno di caccia per tutti.

    Bilancio

    Anche se il debito non è sempre una cosa negativa, non è bello investire in aziende che portano enormi quantità di debito nel loro bilancio. Per questo si usa il rapporto debito/capitale proprio per eliminare le aziende fortemente indebitate dalla ricerca.

    Questo rapporto confronta l’ammontare del debito totale che un’azienda ha con il suo patrimonio netto. Una buona regola empirica è quella di fissare il rapporto debito/patrimonio netto al di sotto del 30%. Tuttavia, più basso è questo numero, meglio è. Ma tenete presente che alcuni settori utilizzano naturalmente più debiti di altri, quindi fate attenzione quando confrontate questo numero con le aziende che si trovano in settori diversi.

    Con questi parametri in mente, facciamo una schermata di stock utilizzando i seguenti criteri:

    • Limite di mercato oltre i 300 milioni di dollari.
    • Con sede negli Stati Uniti
    • Profitti su base trailing (ovvero i risultati effettivi dell’azienda negli ultimi 12 mesi) e forward (ovvero i profitti stimati per i prossimi 12 mesi).
    • Crescita positiva dei profitti negli ultimi cinque anni.
    • Crescita delle vendite di almeno il 10% negli ultimi cinque anni.
    • Un rapporto debito/patrimonio netto inferiore a 0,1 (quindi 10%).
    • Crescita degli utili prevista pari o superiore al 15%.

    Abbiamo trovato una lista di 81 aziende. Ecco uno sguardo a 10 di esse, le più grandi e più conosciute:

    AziendaCapitalizzazione
    (mlrd di $)
    P/ESettore
    Alphabet97029Information Tech
    Facebook66233Information Tech
    Electronic Arts36,512Gaming (IT)
    Applied Materials5218Semiconduttori
    Mastercard29838Credit
    Monster Beverage3633Drink Food
    Amazon.com1.280122Information Tech
    Activision Blizzard5636Gaming (IT)
    Intuitive Surgical6749Medical Devices
    Netflix18786Streaming video
    Una selezione delle maggiori aziende a crescita rapida

    Anche se non esiste una formula a prova di proiettile per creare un elenco di titoli in grande crescita, l’utilizzo di strumenti di screening può essere un ottimo modo per identificare i potenziali vincitori. Può anche essere un ottimo modo per scoprire le società in crescita quando sono ancora piccole e all’inizio del loro ciclo, il che può permettere agli investitori di entrare al prezzo più basso.

    I rischi di investire in azioni future

    Mentre investire in azioni in crescita può essere ottimo, c’è un rischio di cui gli investitori dovrebbero essere consapevoli. Quando Wall Street crede che una società stia per aumentare rapidamente i propri profitti, allora di solito riceve una valutazione molto alta. Questo fatto aumenta notevolmente il rischio che le azioni della società possano diminuire drasticamente se non soddisfano le aspettative degli investitori (il motivo per cui, come spiegato in precedenza, in Tesla ho fatto un piccolo investimento). Questa è una delle ragioni per cui gli investitori dovrebbero conoscere i fondamenti delle azioni di crescita e fare il loro lavoro prima di tuffarsi.

    Un altro rischio che gli investitori devono tenere presente è che i titoli in crescita sono di solito molto più suscettibili alle oscillazioni selvagge dei prezzi nei mercati turbolenti rispetto ai titoli di valore. La volatilità può essere a volte snervante, quindi se sei il tipo di investitore che non è in grado di gestire grandi oscillazioni di prezzo, allora l’investimento di crescita probabilmente non fa per te. Attenzione inoltre, perché le oscillazioni mal si addicono con la leva; quindi se investite a leva, magari con piccoli margini, il rischio di prendere un stop lose è enorme.

    L’investimento per la crescita fa per voi?

    L’utilizzo di questi metodi vi aiuterà a identificare dozzine di azioni che hanno un grande potenziale di crescita. Naturalmente, trovare titoli con un grande potenziale di crescita è una cosa. Avere il gusto di comprarle e poi tenerle in mano per tutto il tempo è un’altra cosa. Tuttavia, se riuscite ad imparare a farlo con successo, allora metterete il potere dell’interesse composto dalla vostra parte e sarete in una grande posizione per generare ricchezza significativa a lungo termine.

  • Azioni tecnologiche, cosa bisogna sapere

    Azioni tecnologiche, cosa bisogna sapere

    Il settore tecnologico comprende tutto, dalle grandi aziende che tutti conoscono, ai grandi e piccoli operatori che operano in gran parte dietro le quinte. In questa categoria rientrano anche le aziende emergenti di tutte le dimensioni, le start-up e i marchi domestici da miliardi di dollari.

    In senso lato, la categoria comprende le azioni che si occupano di ricerca, creazione e distribuzione di beni o servizi basati sulla tecnologia. Può trattarsi di tutto, dai computer ai software, dai televisori ai siti web. L’hardware è il dispositivo fisico (un computer, un televisore, uno smartphone, ecc). Il software è il codice del computer e le piattaforme che fanno funzionare questi dispositivi.

    I titoli tecnologici offrono agli investitori molte opportunità. Infatti, da anni il settore offre i rendimenti più alti di tutti i settori di mercato.

    Questi forti rendimenti, tuttavia, non significano che il settore tecnologico sia privo di rischi. La tecnologia cambia rapidamente, e i leader una tantum possono rimanere indietro o addirittura fallire. Inoltre, le aziende emergenti promettenti possono fare un enorme balzo in avanti, per poi svanire rapidamente.

    La tecnologia è uno spazio entusiasmante che comprende tendenze che vanno dall’intelligenza artificiale (AI), agli smartphone, alla blockchain, alle tecnologie di auto-guida, alla continua tendenza al software-as-a-service (SaaS), all’Internet degli oggetti (IoT), ai servizi di streaming media e altro ancora. È un’area ricca di opportunità, ma anche di rischi.

    I ritorni possono variare

    Se si guarda agli ultimi dieci anni di ritorni per il settore tecnologico, i numeri variano notevolmente. La categoria ha superato tutti i settori monitorati nel 2009 e nel 2017, ma ha sottoperformato la media di tutti i settori in quattro dei dieci anni.

    Il settore tecnologico può essere boom o crash; lo stesso vale per le singole aziende e i segmenti di mercato all’interno di questo spazio. A volte una tecnologia sembra che possa essere la prossima grande opportunità (pensate alla televisione 3D di pochi anni fa) solo per fallire in modo spettacolare sul mercato.

    Aree di investimento

    Tecnologia è un termine ad ampio spettro: si è espansa molto al di là di quelle che un tempo sarebbero state considerate le tipiche azioni tecnologiche, comprese aziende di computer come Apple (NASDAQ:AAPL), Microsoft (NASDAQ:MSFT), IBM (NYSE:IBM). Non è nemmeno più giusto chiamare uno di questi tre marchi solo come aziende di computer. Esse operano in una varietà di altri segmenti che fanno tutti parte del mercato tecnologico, incluso ma non limitato ai seguenti punti.

    Intelligenza artificiale (AI)

    È qui che i computer svolgono compiti che tradizionalmente avrebbero potuto richiedere un cervello umano. L’intelligenza artificiale comprende anche l’apprendimento (in cui gli scienziati dei dati costruiscono modelli informatici ispirati alla struttura e alla funzione del cervello umano che riproduce essenzialmente la nostra capacità di apprendere) e l’apprendimento automatico (un tipo di intelligenza artificiale in cui i computer imparano senza essere programmati in modo specifico). L’Alexa di Amazon potrebbe essere l’IA più famosa, anche se anche il Watson di IBM ha ottenuto molta attenzione da parte dei media.

    Gli smartphone

    Mentre Apple e Samsung guidano questo spazio, ci sono molti giocatori secondari che producono componenti, software, applicazioni e telefoni. “Smartphone” è una sorta di nome accattivante per i telefoni che possono eseguire applicazioni, programmi e quasi tutto ciò che un computer potrebbe essere in grado di fare.

    Blockchain

    La blockchain ha ottenuto molta pubblicità perché è la tecnologia dietro ai Bitcoin e altre valute virtuali, è più di un semplice metodo di pagamento alternativo. Blockchain è “il libro mastro digitale, distribuito e decentralizzato legato alla maggior parte delle valute crittografiche che sono responsabili della registrazione di tutte le transazioni senza bisogno di un intermediario finanziario”. In altre parole, è un registro trasparente e immutabile di tutte le transazioni che non coinvolgono le banche che agiscono come terze parti”.

    Pensate per esempio alla potenzialità se i mutui stipulati dai notai fossero semplicemente firmati attraverso Blockchain, sarebbero pubblici ma allo stesso tempo indossolubilmente firmati da due soggetti che hanno apposto la loro firma. Questo registro è pubblico e diffuso su Web, con un numero infinito di copie.

    Tecnologie di guida

    Aziende come Alphabet (NASDAQ:GOOGL), Waymo, Tesla, e la maggior parte delle principali case automobilistiche stanno lavorando alla creazione di auto con guida autonoma. Nella maggior parte dei luoghi, questo non è ancora legale, ma alcune tecnologie di assistenza alla guida sono già arrivate sul mercato, ma è probabile che le cabine di guida automatica, e anche i camion, saranno in uso (limitato) ragionevolmente presto.

    Computer e software

    Queste sono le aziende che producono computer portatili, desktop e tablet, e il software che li fa funzionare. Questo segmento comprende anche i produttori di componenti come Intel (NASDAQ:INTC) e Advanced Micro Devices, che producono i chip e i processori che alimentano i computer, ma anche marchi più grandi e conosciuti come Apple; oppure produttori di componenti, come per esempio HP.

    Internet

    Pensate ad aziende come Google di Alphabet, Bing e MSN di Microsoft, Twitter e Yahoo di Verizon, che offrono prodotti puramente digitali. La maggior parte di questi attori sono almeno in parte supportati dai ricavi pubblicitari, anche se alcuni vendono abbonamenti e monetizzano in altri modi.

    L’Internet delle cose (IoT)

    L’internet degli oggetti è la rete di dispositivi collegati tra loro e il cloud (l’internet pubblico che permette il collegamento tra sistemi lontani). È tutto, da un termostato intelligente in grado di regolare la temperatura della vostra casa a complesse apparecchiature mediche che possono ordinare le proprie riparazioni.

    Media in streaming

    Si potrebbe sostenere che Netflix è una società di intrattenimento, ma è anche una società tecnologica che ha creato la propria infrastruttura.

    Netflix crea contenuti per la sua piattaforma di streaming, ma crea e mantiene anche la piattaforma stessa.

    Un’azienda come Roku (NASDAQ: ROKU), che produce lettori multimediali in streaming, è più che altro uno stock del settore tecnologico tradizionale, ma potrebbe anche essere considerata un membro della categoria successiva in quanto produce dispositivi avanzati. Gli streaming media sono cresciuti man mano che i consumatori cercano di tagliare il cavo, una tendenza che si sta accelerando.

    Dispositivi indossabili

    Gli attori, tra cui Roku, GoPro e Fitbit, producono dispositivi guidati dalla tecnologia. In molti casi, producono anche il software che li fa funzionare e fornisce loro funzionalità aggiuntive.

    Cloud

    Il cloud è un sistema di memorizzazione del computer che consente l’accesso alle informazioni e ai servizi da parte dei dispositivi da qualsiasi luogo.

    Il cloud permette alle aziende (e agli individui) di utilizzare servizi che non sono residenti nei loro dispositivi. Amazon, Google, IBM e Microsoft sono tutti i principali attori del cloud.

    Sicurezza informatica

    Con i dati ora ospitati nel cloud, sui nostri dispositivi, e persino nei chip delle nostre carte di credito, mantenere le informazioni sicure è diventato un settore in crescita. La sicurezza informatica consiste nel garantire che le informazioni siano accessibili solo alle persone che dovrebbero vederle.

    Chip / Componenti

    Alcune aziende tecnologiche non producono affatto dispositivi finiti, producono le parti che vanno al loro interno. Intel ne è un buon esempio, poiché l’azienda produce i chip e i processori che fanno funzionare i computer. Questo segmento comprende anche aziende che producono memoria, schermi e altre parti che vanno nei dispositivi tecnologici.

    Pensate per esempio a Qualcomm, fino a pochi anni fa una piccola azienda che produceva componenti minori; oggi le sue schede madri, sotto al nome Snapdragon, equipaggiano la maggior parte dei device Android.

    La tecnologia è ovunque

    È possibile investire in tecnologia senza acquistare un’azione di puro settore tecnologico. Ad esempio, Amazon (NASDAQ:AMZN) è un’enorme negozio al dettaglio mondiale, ma ha anche un’attività di cloud computing multimiliardaria (AWS) e opera in gran parte nello spazio digitale.

    La tecnologia ha valicato tutti i settori della vita, e un certo numero di aziende che a prima vista non sono specificamente aziende tecnologiche (si pensi alle case automobilistiche che sviluppano auto a guida automatica) sono almeno in parte stock tecnologici.

    Uno sguardo agli ETF tecnologici

    Un fondo quotato in borsa, o ETF, è un fondo che investe in più azioni, ma viene venduto come un’unica azione che segue un determinato indice e viene scambiato su una delle principali borse. È un modo per possedere un settore di mercato senza dover fare affidamento su azioni specifiche. Ad esempio, si può acquistare un ETF di azioni IoT o azioni tecnologiche a piccola capitalizzazione.

    Quali sono le metriche più importanti?

    Ci sono davvero due tipi principali di aziende tecnologiche: i marchi in via di sviluppo e le aziende mature. Anche le aziende mature come Apple o Microsoft devono ancora innovare per sopravvivere a lungo termine, ma hanno una base di prodotti che si sono radicati nel mercato. Ciò fornisce una stabilità di reddito a lungo termine, permettendo a queste aziende mature di sviluppare i loro prossimi prodotti senza doversi preoccupare di mantenere le luci accese.

    Microsoft, ad esempio, ha spostato Office da un prodotto o una suite di prodotti acquistati a un modello in abbonamento. Ciò significa, in un esempio molto semplice, che un individuo ha acquistato Word o Excel e lo possiede. Potrebbe sostituirlo nel giro di pochi anni, oppure utilizzare il software per tutto il tempo possibile. Ora Microsoft addebita un canone di abbonamento annuale per Office. Questo lo rende in realtà più economico per i consumatori a breve termine, ma devono pagare di nuovo ogni anno.

    Un’azienda tecnologica matura è valutata in parte con metodi tradizionali, tra cui il profitto, la crescita dei ricavi e le vendite complessive. Naturalmente, poiché la tecnologia è uno spazio in continua evoluzione, anche un’azienda come Apple o Microsoft può vedere il suo prezzo delle azioni salire o scendere sulla base di un prodotto non provato o anche l’annuncio di un nuovo sviluppo.

    Lo sviluppo di marchi come Tesla affronta una sfida diversa. Si tratta di aziende valutate in gran parte sul potenziale di vendita, non sul profitto. Tesla, per esempio, ha un enorme arretrato di ordini del modello 3 da riempire, ma deve ancora dimostrare di poter operare in modo redditizio. Nella maggior parte dei casi, questi marchi perdono denaro – a volte molto – mentre costruiscono capacità e sviluppano un mercato per il loro prodotto. Le aziende emergenti hanno generalmente più vantaggi (almeno all’inizio), ma presentano un rischio significativo.

    Chi dovrebbe investire in tecnologia?

    I titoli tecnologici offrono opportunità sia per gli investitori alle prime armi che per quelli esperti. Le aziende come Apple, e anche i player più piccoli come Roku, offrono la possibilità alle persone di acquistare azioni di aziende i cui marchi sono diventati parte integrante della loro vita. È anche uno spazio in cui la persona media può saltare sulla tecnologia emergente che ha sperimentato e crede che diventerà parte del futuro.

    Lo spazio tecnologico offre opportunità sia per gli investitori in crescita che per gli investitori di reddito, che possono scegliere tra diverse aziende mature e consolidate. Naturalmente, poiché si tratta di un settore in rapido sviluppo, c’è una certa opportunità di crescita anche nelle aziende mature.

    Cercare di ottenere un quadro chiaro del valore di un titolo tecnologico può essere difficile, poiché a volte i prodotti e i flussi di reddito possono essere più complessi di quelli di un’azienda di beni di consumo, ad esempio, come Johnson & Johnson che vende marchi e prodotti con cui l’individuo medio ha familiarità. Le aziende possono essere valutate con una serie di metodi, tra cui le valutazioni basate sui guadagni, le valutazioni basate sui ricavi, le valutazioni basate sui flussi di cassa, le valutazioni basate sulle azioni e le valutazioni basate sui soci.

    Agli investitori in crescita potrebbe piacere…

    L’investimento in crescita è l’acquisto di azioni di società che si prevede cresceranno molto in futuro. Spesso si paga un premio per queste azioni, ma queste azioni non vengono valutate per ciò che l’azienda ha già raggiunto, ma per ciò che potrebbe ottenere in futuro. Queste azioni hanno spesso una grande attenzione da parte degli analisti, a volte smentiscono le reali dimensioni dell’azienda.

    Naturalmente, entrare in possesso di un titolo in anticipo può portare enormi guadagni. Facebook, ad esempio, ha quotato la sua offerta pubblica iniziale (IPO) a 38 dollari. Le azioni in realtà sono scese a circa la metà nei primi giorni di scambi, ora viaggiano a circa 230 dollari.

    Roku, che è stata quotata in borsa a settembre, ha incrementato il suo fatturato complessivo del 28% su base annua a 188,3 milioni di dollari, trainata da una crescita della piattaforma del 129%. L’azienda sta sbloccando opportunità di crescita passando da un’azienda di dispositivi a una che concede in licenza la propria tecnologia ad altri operatori. Ha anche fatto crescere in modo significativo il suo business pubblicitario.

    A differenza di molti attori in crescita, Roku è redditizia. Tuttavia i suoi numeri, toccano a malapena la superficie del potenziale che l’azienda ha, anche se sta combattendo contro alcune aziende molto più grandi (Apple, Amazon e Google tra queste).

    Quando si decide se investire in una di queste aziende, si guarda alla valutazione ma anche al potenziale di mercato. Non c’è un unico metodo per farlo, ma dovreste considerare le proiezioni dei guadagni a termine dell’azienda e il tasso di crescita dei guadagni per il calcolo del rapporto prezzo-utile a termine e del PEG ratio. Per le aziende in crescita, prestare attenzione al free cash flow e all’indebitamento aiuterà gli investitori ad avere un quadro migliore della salute finanziaria complessiva del business.

    Gli investitori potrebbero gradire…

    Il settore tecnologico, naturalmente, offre agli investitori anche l’opportunità di investire in società consolidate che offrono un reddito sotto forma di dividendi, una distribuzione di una parte degli utili di una società agli azionisti. Infatti, lo spazio tecnologico ospita alcuni aristocratici dei dividendi (membri dell’indice S&P 500) che hanno avuto l’aumento del dividendo annuale almeno negli ultimi 25 anni consecutivi.

    La natura in rapida evoluzione della tecnologia suggerisce che gli investitori alla ricerca di reddito, attraverso dividend yield alti, dovrebbero guardare alle aziende che non raggiungono la soglia dei 25 anni. Molti dei principali attori tecnologici di oggi erano in fase di crescita o non esistevano 25 anni fa. Apple, per esempio, è stata quotata in borsa solo nel 1980.

    La tecnologia, come settore offre, in genere, dividend yield più bassi (in media poco più dell’1%) rispetto alla resa media dell’S&P 500 che è del 2-2,2%. In molti casi ha senso che le aziende tecnologiche investano più pesantemente in ricerca e sviluppo rispetto ad altri settori. Tuttavia ci sono delle eccezione; Microsoft, ad esempio, offre un rendimento dell’1,83% e ha aumentato il suo dividendo per 14 anni consecutivi.

    Azioni di alta tecnologia

    Come già detto, non è facile capire esattamente cosa sia uno stock tecnologico. La maggior parte di queste società sono chiaramente aziende tecnologiche, ma Netflix e Tesla potrebbero essere considerate rispettivamente una società di intrattenimento e una società automobilistica.

    AzioneTicketCapitalizzazioneP/E
    AppleAAPL1.382 mlrd $24,9
    MicrosoftMSFT1.391 mlrd $38,2
    IBMIBM105 mlrd $8,9
    IntelINTC263 mlrd $13,0
    AMDAMD65 mlrd $135
    TeslaTSLA151 mlrd $
    RokuROKU12,9 mlrd $
    NetflixNFLX185 mlrd $85
    AmazonAMZN1.200 mlrd $115
    Hewlett-PackardHPQ24 mlrd $8,5
    NokiaNOK22 mlrd $60
    Electronic ArtsEA34 mlrd $11,4
    AkamaiAKAM16 mlrd $33,2
    Alphabet (Google)GOOGL968 mlrd $29
    QualcommQCOM89 mlrd $23,5
    NVIDIANVDA209 mlrd $63,6
    AdobeADBE181 mlrd $56,8
    FacebookFB652 mlrd $33
    Lista di azioni tecnologiche con relativa capitalizzazione e P/E alla data del 28/05/2020

    Apple

    Uno dei veri titani della tecnologia, Apple ha un fedele seguito per i suoi iPhone, computer Mac, iPad e Apple TV. L’azienda non domina quando si tratta di quote di mercato, ma vende i suoi dispositivi a prezzi costantemente elevati rispetto ai suoi rivali.

    Il settore dei servizi per Apple è già redditizio e lo diventerà ancora di più in futuro. Infatti, la società fondata da Steve Jobs, attraverso il controllo completo dell’App Store, può prendere una parte dei profitti delle vendite di applicazioni e abbonamenti, garantendo al tempo stesso che solo le app che soddisfano i suoi standard possano accedere alle sue piattaforme.

    Questo crea l’ecosistema (un ambiente in cui il cliente deve rimanere con Apple per utilizzare tutti i suoi acquisti precedenti), che può essere sfruttato per far sì che i consumatori acquistino nuovi dispositivi e rimangano fidelizzati.

    Microsoft

    Una volta leader indiscusso di questo spazio (ai tempi di Bill Gates), Microsoft ha attraversato alcuni momenti di inciampo quando gli smartphone e i tablet hanno iniziato a sfidare i computer tradizionali. Questo ha reso Windows, il sistema operativo (OS) dell’azienda, meno dominante e ha creato sfide di vendita anche per la suite Office dell’azienda.

    I tablet e gli smartphone con Android e iOS di Apple potevano svolgere molte funzioni simili a quelle dei computer. Questo rendeva Windows meno necessario e offriva ai consumatori un’opzione. Ciò ha avuto un impatto anche su Office, perché per molti anni Microsoft ha a malapena supportato Office su computer Mac, e non ha offerto versioni per Android o Apple iPhone e iPad.

    Negli ultimi anni, tuttavia, l’amministratore delegato Satya Nadella ha cambiato un po’ di cose. il nuovo CEO ha aperto i prodotti dell’azienda a tutte le piattaforme, ha investito molto nel cloud e ha spostato Office verso un modello di abbonamento con successo. Ora Nadella ha scommesso molto sull’IA e sull’IoT, posizionando l’azienda in modo da continuare a trarre profitto dai suoi prodotti consolidati e al tempo stesso preparandola alla crescita futura.

    IBM

    E parlando di aziende che controllavano la tecnologia non si può parlare della big blue. L’odierna IBM dimostra quanto un’azienda tecnologica possa cambiare nel corso degli anni. Un marchio un tempo noto per essere un leader pionieristico nel settore dell’home computing non opera più nemmeno in quello spazio. Al contrario, l’azienda si è rifusa come player di cloud computing e leader nell’AI con le sue iniziative basate su Watson, i servizi di consulenza e le factory di dati.

    Durante la sua trasformazione, IBM ha avuto il supporto di Berkshire Hathaway e del suo CEO Warren Buffett. È interessante notare che la società di Buffet ha venduto la maggior parte della sua partecipazione nella società proprio quando ha iniziato a mostrare i segni di una svolta. IBM aveva sofferto per cinque anni di calo delle entrate prima di invertire la tendenza nel quarto trimestre del 2017 e continuare a crescere nel primo trimestre del 2018. Questa è una buona notizia per gli investitori, ma l’azienda sta ancora trovando la sua strada e sviluppando un mercato in spazi emergenti, che vanno dall’apprendimento delle macchine alla guida automatizzata e altro ancora.

    Intel/AMD

    Entrambe queste aziende producono chip per computer, processori e altre parti interne del computer. Non è un’attività visibile al pubblico, anche se Intel ha fatto notevoli sforzi per far conoscere il suo nome con le etichette “Intel Inside”.

    Si tratta di uno spazio in crescita, spinto in parte dal gioco e dalla necessità di processori migliori e più veloci per eseguire funzioni come la realtà virtuale e la realtà aumentata. Tuttavia, l’aumento della concorrenza da parte dei rivali, tra cui Nvidia, ha spinto sia Intel che AMD a concentrarsi sul miglioramento del design, creando chip più piccoli con rendimenti più elevati, e in generale cercando di fare di più per meno.

    In qualità di investitore, questi titoli possono essere difficili da seguire a causa del loro basso profilo pubblico e della dipendenza dalle partnership. Tuttavia, è possibile anticipare parzialmente le vendite di Intel e AMD in base a quali dispositivi utilizzano i loro prodotti. Ad esempio, Intel fornisce processori per i Mac di Apple (ma dal 2021 non dovrebbe più essere così), oltre ad avere la fetta più grossa di processori per PC desktop e portatili.

    NVIDIA

    Appena citata nella sezione riguardante AMD e Intel, NVIDIA sviluppa le schede grafiche avanzate per i computer gamer.

    Si tratta di una nicchia piuttosto ampia di utilizzatori, ma cosa più importante, sono clienti che pagano profumatamente per avere prodotto tecnologicamente avanzati e, ovviamente, cambiano spesso i loro componenti per stare al passo con i tempi.

    NVIDIA è la regina incontrastata delle schede video per una clientela avanzata e nemmeno le piattaforme mobile (come tablet e smartphone) sembrano scalfire questa posizione, poiché i veri giocatori continuano a preferire il PC a qualsiasi altro device.

    Inoltre periodicamente e in determinate condizioni altri settori si avvicinano ai processori grafici di altissima prestazione; per esempio nel momento della corsa a minare bitcoin, il calcolo computazionale era maggiormente ottimizzato sulle schede grafiche piuttosto che sulle CPU, questo ha portato notevole visibilità a società come NVIDIA.

    QualComm

    Intel e AMD hanno però un serio problema quando si parla di mobile; infatti i processori dei prodotti di Apple (i processori Ax di iPad e iPhone) vengono realizzati dalla Mela stessa. Per quanto riguarda invece il cuore degli smartphone Android, questi sono per la maggiorparte firmati Snapdragon, che non è un’azienda ma un brand di QualComm.

    Questa società, quindi, sta vendendo le sue matherboard alla fetta maggiore di device mobile commercializzati. Sta guadagnando una posizione da intoccabile, che nemmeno Intel, fino a questo momento, è riuscita a scalfire.

    Probabilmente se non seguite la tecnologia non avete mai sentito questo nome, ma se non avete un iPhone è molto probabile che siate suoi clienti.

    Tesla

    Come alcuni degli altri giocatori di questa lista, Tesla non è una società puramente tecnologica. È un’azienda automobilistica che si differenzia con la tecnologia. L’azienda è anche pioniera nel settore delle batterie e sta creando soluzioni avanzate ad energia solare.

    La sfida più grande per Tesla è stata l’aumento della produzione del suo modello 3 a basso prezzo. In teoria, se l’azienda potesse raggiungere i suoi obiettivi di produzione del Modello 3, il suo futuro a lungo termine sarebbe più chiaro.

    Corre il rischio di essere soffocata dalle aziende automobilistiche più affermate che si spostano sempre più verso i veicoli elettrici e che hanno una capacità di vendita e di appeal decisamente maggiore di Tesla.

    Per quanto riguarda i conti, Tesla è finalmente riuscita a chiudere qualche trimestre in positivo, smettendo di bruciare denaro. Bisogna solo capire quanto questo vantaggio durerà e cosa succederà quando colossi come Volkswagen decideranno di puntare pesantemente sull’elettrico.

    Roku

    Un piccolo player che ha fatto bene a respingere i giganti, Roku fa dei lettori in streaming e concede in licenza la sua tecnologia per l’incorporazione nei televisori. La società, come già detto, vende anche pubblicità, che è stato un business in crescita.

    Roku opera in un mercato ancora in fase di sviluppo. Man mano che i consumatori tagliano il cavo, sempre più persone sceglieranno di acquistare dispositivi o televisori che possono accedere ai vari servizi di streaming. Questo crea una domanda per Roku, che ha una linea di prodotti che copre i dispositivi entry-level.

    La sfida più grande per Roku è che gli altri attori nel suo spazio sono Google, Amazon e Apple. Finora, l’azienda ha più che tenuto duro, ma c’è certamente il rischio di competere con rivali che possono superare l’oblio.

    Netflix

    Non si può definire un’azienda che produce così tanti contenuti originali come un puro gioco tecnologico, ma la base di Netflix è la sua piattaforma di streaming. L’azienda ha fatto leva su tale piattaforma per far crescere il suo business basato su abbonamento a livello globale. Ora conta 118,9 milioni di membri pagati, suddivisi in parti uguali tra gli Stati Uniti (55 milioni) e il resto del mondo (63,82 milioni), inoltre il lockdown dovuto al Covid-19, ha dato una spinta vigorosa alla società.

    Netflix ha ancora un notevole margine di crescita, sia nel suo mercato nazionale che a livello globale. L’azienda sarà aiutata dal taglio del cordone ombelicale e dalla maggiore adozione di dispositivi di streaming e di televisori dotati di streaming, ma dovrà anche continuare a investire miliardi di dollari in contenuti per mantenere gli attuali utenti felici e portarne di nuovi.

    Amazon.com

    Il leader online è, naturalmente, un rivenditore, ma è senza dubbio anche un leader tecnologico. Oltre a sviluppare la propria piattaforma digitale Amazon è diventata leader di dispositivi con i suoi altoparlanti Echo (che hanno l’assistente digitale Alexa incorporato) i tablet e gli e-reader Kindle e i prodotti Fire TV. Alexa da sola renderebbe l’azienda una vera e propria potenza tecnologica, in quanto l’assistente AI/voce ha stabilito lo standard per i consumatori quando si tratta di offrire un’integrazione pratica e utile in casa.

    Amazon ha anche un asset di pura tecnologia nel suo crescente business cloud, questo porta il nome di Amazon Web Services. AWS ha prodotto oltre 20 miliardi di dollari di fatturato nel 2017, diventando così il più grande fornitore di servizi cloud e, a distanza di 3 anni, non ha mostrato segni di rallentamento della crescita.

    Alphabet (Google)

    Come fare a parlare di tecnologia senza citare Google (o la sua casa madre Alphabet)?

    Google è il motore di ricerca più utilizzato al mondo, con notevole distacco dal secondo: un abisso, Google può essere considerato a tutti gli effetti monopolista sulle ricerche nel Web.

    Ma Google, o per meglio dire Alphabet, non si fermano a questo, infatti la grande G è il produttore anche del sistema operativo Android che, come già detto, fa funzionare la fetta più grande di smartphone.

    YouTube vi dice nulla? Ebbene sì, il sito di streaming video più utilizzato al mondo è di Alphabet.

    E cosa dire di Gmail? Di Waze? Di Google Maps?

    Infine, ciliegina sulla torta, attraverso Google Analytics, Alphabet raccoglie informazioni della quasi totalità dei siti Web, restituendo ai proprietari dei siti una piattaforma di statistica e analisi senza eguali.

    E mica abbiamo finito, perché se è vero che Amazon, attraverso Echo ha inserito Alexa in molte case, Google non è da meno, facendo finire il suo Assistant su Google Home e sui device Android che, ricordiamo, sono la fetta più grande di smartphone.

    AdSense/AdWords o più semplicemente Google Marketing vi dicono qualcosa? No? Ebbene, Google ha creato la propria ricchezza proprio sulla pubblicità, attraverso banner testuali che trovate in quasi tutti i siti Web del mondo e quindi, nel momento in cui ha spazio per inserire i banner, ecco che i clienti pronti a pagare sono arrivati a fiumi.

    Infine (e questa volta facciamo una lista velocissima) c’è anche:

    • Google Chrome (da cosa ci state leggendo?)
    • Google Pay
    • Hangouts
    • G Suite
    • Google Calendar
    • Google Docs (competitor di Office di Microsoft)
    • Google Play Musica
    • reCaptcha
    • Firebase
    • Chrome OS
    • Android TV
    • Device smartphone come Pixel e Nexus
    • Chromecast
    • Stadia
    • Famiglia Nest (nata dai termostati)

    Insomma, Google è probabilmente (anche senza probabilmente) presente in ogni vostra interazione con il mondo della tecnologia.

    Hewlett-Packard

    Società con fortune alterne, nata per produrre calcolatrici avanzate nel dopoguerra è arrivata fino ai giorni nostri dopo aver affrontato un bel po’ di sfide.

    Nel 2015 la società originale si è divisa, formando Hewlett-Packard (HPQ), società che si dedica al ramo storico, cioè computer e stampanti, e Hewlett-Packard Enterprise (HPE) che si occupa di servizi e hardware per le aziende.

    Benché sia complesso immaginarla proiettata nel futuro, comunque è una società solida che domina il mercato delle stampanti, anche se sul versante dei PC ha un po’ abdicato.

    Nokia

    Parlando di società che hanno abdicato non si può non segnalare la finlandese Nokia, leader incontrastata fino alla nascita dell’iPhone. Dopo l’iPhone Nokia non è più riuscita a reggere il passo e ha avuto varie fortune (ma ancora di più sfortune).

    Il settore dei device è stato ceduto a Microsoft oramai vari anni fa (anche se i finlandesi hanno fatto qualche incursione nel mondo mobile a posteriori). Il vero cuore della società ora è la connettività e la tecnologia alla base delle reti. Infatti, grazie all’acquisizione di Alcatel-Lucent, nel 2015, Nokia è entrata prepotentemente nel ramo networking.

    Electronic Arts

    Chiunque sia appassionato di calcio non può non aver visto questo brand. Si tratta del produttore di Fifa, ma il titolo calcistico è solo uno degli innumerevoli progetti di Electronic Arts.

    La casa di produzione, infatti, annovera tra le sue firme brand come:

    • Battlefield
    • Harry Potter
    • Madden NFL
    • Medal of Honor
    • NBA Live
    • Need for Speed
    • NHL
    • SimCity
    • The Sims

    Con sedi in tutto il mondo e licenze che hanno scadenze lontanissime, diventa complesso pensare che questa società possa in qualche modo avere qualche problema in futuro.

    Fino a qui c’è stata una storia di successi durata oltre 30 anni.

    Akamai

    Tornando alle cose che usate ma che non avete idea di farlo, ecco un altro brand che avrete certamente incontrato senza saperlo.

    Akamai ha varie soluzioni che aiutano i proprietari di siti Web ma c’è una cosa che fa decisamente bene ed è la CDN. Si tratta, in parole molto semplice, di una copia del sito web distribuito nel mondo così che utenti dall’Asia o dall’America non debbano arrivare a una connessione in Europa per avere la pagina Web ma si possono fermare nelle loro nazioni.

    La CDN di Akamai fa proprio questo: crea una cache delle pagine Web e le distribuisce nei vari nodi sparsi per il mondo (ne ha in quasi tutte le nazioni).

    Si tratta di qualcosa che fa anche Amazon con AWS Cloudfront ma Akamai si concentra particolarmente sulle performance e su una serie di servizi che Amazon non ha ancora eguagliato.

    Akamai, giusto per fare qualche nome, viene utilizzato da Facebook per servire le fotografie, da Microsoft per distribuire gli aggiornamenti e da una serie di altri enormi brand che hanno bisogno di tanta banda per quello che fanno.

    Adobe

    Probabilmente chi mastica tecnologia legge questo nome, Adobe, e immediatamente pensa a Photoshop.

    In realtà è un altro il prodotto migliore di Adobe e cioè il PDF. Infatti Adobe è stata l’inventrice del formato PDF, che ancora produce denaro nelle casse della società attraverso lo sfruttamento delle licenze e la vendita di Acrobat per la modifica dei PDF stessi.

    Inoltre, oltre a PDF e Photoshop, Adobe produce una serie di software per la produzione grafica (come per esempio After Effects) ed ha i pochi che non utilizzano Analytics di Google ma preferiscono Omniture di Adobe.

    Facebook

    Non potevamo non chiudere questa guida con il Re dei Social Network; ultimo descritto ma non ultimo per importanza.

    Dalla quotazione di pochi anni fa Facebook ha fatto passi da gigante, oggi controlla la maggior parte di ciò che significa Social Network. Non ci credete? Ecco una lista di prodotti:

    • Facebook
    • Messenger
    • Instagram
    • WhatsApp

    In pratica è molto probabile che ogni giorno (se non ogni ora) qualche vostro messaggio (o qualche vostra visita) attraversi i server di Facebook.

    Inoltre negli ultimi anni sta allargando di tanto la propria influenza e sta creando prodotti nuovi che prendono sempre più nuove fette di mercato, un esempio è Facebook Watch (piattaforma video presente in Facebook), piuttosto che Libra, la moneta virtuale di FB.

    Gli utili Facebook li fa attraverso la piattaforma FB Adv, che è diretta concorrente di Google Marketing.

  • Come guadagnare grazie a questi 5 titoli azionari

    Come guadagnare grazie a questi 5 titoli azionari

    La strategia del cassettista, cioè di investire una cifra e dimenticarsene per un po’ di anni, per tanti è stata la chiave di volta per riuscire a creare degli ottimi guadagni in borsa.

    La chiave, naturalmente, è sapere quali azioni acquistare (e quando), investendo 10 mila dollari (usiamo la moneta americana poiché da oltre oceano arrivano le aziende).

    Per aiutarvi in questo senso, ecco cinque titoli in circolazione che potrebbero rendervi ricchi nei prossimi anni.

    Shopify

    La pandemia di coronavirus avrà un effetto duraturo sul commercio globale. Gran parte del tradizionale settore del commercio al dettaglio (che era già in declino prima della crisi COVID-19) potrebbe essere spazzato via se i timori di ammalarsi dovessero tenere i consumatori fuori dai negozi.

    Shopify (NYSE:SHOP) sta aiutando le aziende ad adattarsi a questi tempi difficili. La piattaforma di commercio offre alle piccole imprese gli strumenti necessari per costruire negozi di e-commerce e competere in un mondo sempre più online. Il software di Shopify è così buono che anche le aziende più grandi stanno affollando la sua piattaforma, dandogli più modi per vincere negli anni a venire.

    Amazon.com

    Come Shopify, Amazon.com (NASDAQ:AMZN) è in grado di trarre profitto dall’incessante crescita dell’e-commerce in tutto il mondo. Secondo vari economisti e statisti, le vendite globali di e-commerce al dettaglio saliranno a 6,5 trilioni di dollari entro il 2023, contro i 3,5 trilioni di dollari del 2019.

    Questo lascia un’abbondanza di crescita per la potente Amazon, che ha generato circa 245 miliardi di dollari di vendite legate all’e-commerce nel 2019. Amazon è anche leader mondiale nei servizi di infrastrutture cloud, un altro grande mercato in rapida crescita che dovrebbe alimentare la crescita del juggernaut online nel prossimo decennio.

    Alibaba

    La Cina è una delle poche aree del mondo in cui Amazon non domina l’e-commerce. Il paese più popoloso del mondo (e il suo mercato al dettaglio online in rapida crescita) è il dominio di Alibaba (NYSE:BABA). Alibaba è un’economia a sé stante, con quasi un miliardo di utenti in tutti i suoi mercati di e-commerce e offre anche servizi di pagamento digitale. Con obiettivi che includono 10 trilioni di yuan (1,4 trilioni di dollari) di vendite lorde di merce sulla sua piattaforma entro il 2024 e il servizio a due miliardi di clienti entro il 2036, Alibaba sarà una forza con cui fare i conti nel prossimo decennio e oltre.

    Mastercard

    Oltre all’e-commerce, la pandemia di COVID-19 accelererà probabilmente anche la tendenza globale ad abbandonare il denaro contante e ad orientarsi verso le forme di pagamento digitali. I timori di trasmissione di malattie potrebbero rendere le persone esitanti a toccare e scambiare denaro contante, e molti sceglieranno invece di utilizzare le opzioni di pagamento senza contatto. Questo, unito alla crescita delle vendite al dettaglio online, dovrebbe alimentare un costante aumento dell’utilizzo dei pagamenti digitali nel prossimo decennio. Mastercard (NYSE:MA), che gestisce la più grande rete di pagamenti digitali del mondo, beneficia di queste tendenze forse più di qualsiasi altra azienda.

    Un’alternativa, sulla stessa linea, potrebbe essere Visa (NYSE:V), poiché beneficerà degli stessi fattori, ma noi preferiamo Mastercard per i migliori fondamentali sui cui può contare. Se avete 12.500 dollari, anziché 10.000, può essere un’idea interessante puntare qualcosa anche su Visa e tra qualche tempo rivalutare le due aziende per decidere quale tenere.

    Salesforce

    Il megatrend della trasformazione digitale sarà probabilmente accelerato anche dal COVID-19. Dopo aver sofferto per le chiusure forzate degli uffici durante la crisi del coronavirus, le aziende saranno ancora più motivate a trasferire le loro attività in cloud. Il software cloud è più facile da distribuire alle forze di lavoro remote. È anche più facile da aggiornare e sicuro. E nessuno fa il software cloud così bene come Salesforce.com (NYSE:CRM).

    Il pioniere del cloud computing ha contribuito ad inaugurare il trend del cloud un decennio fa. E con la sua tecnologia all’avanguardia in aree sempre più vitali (come l’integrazione dei dati, l’analisi e l’intelligenza artificiale) Salesforce è ben posizionata per guidare il settore nel prossimo decennio.

  • Cosa è l’indice Russell 1000

    Cosa è l’indice Russell 1000

    Se seguite le notizie, ogni giorno sentirete i telegiornali fare riferimento al Dow Jones Industrial Average, all’S&P 500 e al Nasdaq Composite, tre dei più importanti indici che misurano, se non la salute del mercato azionario americano, almeno la fiducia degli investitori in esso.

    Tuttavia, il Russell 1000 è importante almeno quanto i suoi tre indici più noti, e forse un po’ di più.

    Cos’è un indice?

    Un indice di borsa è un elenco di società quotate in borsa. Gli indici tracciano la performance di diversi gruppi di azioni. Possono contenere alcuni titoli in base al loro settore, al loro potenziale di crescita, alla loro storia di dividendi, alle dimensioni dell’azienda sottostante o a una combinazione di fattori. Un indice può comprendere un piccolo numero di azioni (come il Dow, con solo 30 componenti) o un grande numero di azioni (come il Nasdaq Composite, con più di 3.000 componenti).

    E ci sono un sacco di indici là fuori; le categorie di cui sopra sono giusto un’assaggio.

    Gli indici hanno anche modi diversi di decidere la “ponderazione” di ogni componente (cioè la quantità di influenza che ogni azione ha sull’indice complessivo). Più comunemente, la capitalizzazione di mercato di una società determinerà quanto del valore complessivo dell’indice è ad essa attribuito; maggiore è la sua capitalizzazione di mercato, maggiore è l’impatto che i movimenti del prezzo delle azioni hanno sull’indice. Gli altri indici sono “di pari peso”, il che significa che i movimenti del prezzo delle azioni di ogni società influenzano l’indice in modo uguale, indipendentemente dal valore di mercato della società.

    Informazioni sul Russell 1000

    Il Russell 1000 è un elenco delle 1.000 maggiori aziende pubbliche statunitensi. È un sottoinsieme del Russell 3000, che elenca le 3.000 maggiori. Le società del Russell 3000 rappresentano circa il 98% del valore del mercato azionario statunitense, il che lo rende forse la rappresentazione più accurata della performance azionaria nazionale. Il Russell 1000, pur contenendo solo un terzo delle azioni del Russell 3000, rappresenta ancora circa il 92% del valore del mercato azionario statunitense.

    La Russell Investments, che ha creato e mantiene gli indici Russell, si colloca ogni anno alla fine di maggio in ogni società pubblica degli Stati Uniti. Se una società viene cancellata da un indice Russell nel corso dell’anno (cosa che può accadere se si fonde o viene acquisita, viene resa privata o cessa l’attività), non verrà sostituita fino al periodo annuale di “ricostituzione”. Lo stesso vale quando si aggiungono le aziende che “crescono” nel Russell 1000. Anche le grandi IPO (si pensi a Twitter o Facebook negli ultimi anni) non entreranno a far parte del Russell 1000 fino alla prossima ricostituzione dopo la loro pubblicazione.

    Come si può investire nel Russell 1000

    Potete investire nella maggior parte dei principali indici utilizzando i fondi indicizzati, che sono fondi comuni d’investimento o fondi negoziati in borsa che investono nelle azioni che compongono un indice.

    Questo tipo di approccio passivo all’investimento non porterà a rendimenti superiori al mercato, in quanto otterrete all’incirca la stessa performance dell’indice. I vostri rendimenti saranno solo leggermente inferiori a causa delle commissioni che pagherete al gestore del fondo. Tuttavia, i fondi indicizzati, con il loro approccio passivo e la loro ampia diversificazione, sottraggono molto lavoro e rischi all’investimento sul mercato azionario.

    Mentre Russell non offre direttamente un fondo comune d’investimento o un ETF per nessuno dei suoi indici, diversi fondi indicizzati seguono il Russell 1000, tra cui il Vanguard Russell 1000 ETF (NASDAQ:VONE), l’iShares Russell 1000 (NYSEMKT:IWB) ETF, e l’SPDR Russell 1000 ETF (NYSEMKT: ONEK).

    La piccola variazione nella performance di cui sopra è un prodotto delle commissioni e dei costi di acquisto e di vendita all’interno dei fondi. Per periodi di tempo molto lunghi (poiché tutti e tre gli ETF sono costruiti per rispecchiare i rendimenti dell’indice Russell 1000) quasi tutte le variazioni di performance si riducono alle commissioni di gestione.

    Il rapporto costi/premi (che misura le commissioni di gestione annuali di un fondo come percentuale del patrimonio) per il fondo SPDR è attualmente dello 0,11% all’anno, mentre Vanguard addebita lo 0,12% per gli investitori al dettaglio e iShares lo 0,15%.

    Queste commissioni sono molto basse ma nel tempo possono sommarsi. Anche la minuscola differenza tra le spese iShares dello 0,15% e le spese Vanguard dello 0,12% si mangerebbe quasi 2.000 dollari in rendimenti su un investimento di 10.000 dollari in 30 anni. Si tratta del 20% dell’investimento iniziale perso a causa di una differenza nelle commissioni annuali di tre centesimi dell’1%.

    Dovreste investire nel Russell 1000?

    I fondi indicizzati ad ampio raggio dovrebbero far parte del piano di investimento di quasi tutti, e il Russell 1000 è un buon investimento per la maggior parte di essi.

    Come afferma il popolare disclaimer, le performance passate non sono una garanzia per i rendimenti futuri. Eppure vi sono prove del fatto che la base più ampia di società più piccole (che spesso hanno maggiori prospettive di crescita) del Russell 1000 è un fattore della sua sovraperformance a lungo termine rispetto all’S&P 500.

    Sulla base della sua performance storica, dei molteplici fondi indice economici disponibili e della probabilità di una forte performance futura, il Russell 1000 è importante quanto l’S&P 500.

    Componenti del Russell 1000

    Elencarle tutte e 1.000 viene un po’ complesso, però possiamo certamente pubblicare la top ten, al 30 aprile ’20, così come indicata dal prospetto informativo della stessa Russell.

    1. Microsoft
    2. Apple
    3. Amazon
    4. FaceBook
    5. Alphabet C
    6. Alphabet A
    7. Johnson & Johnson
    8. Berkshire Hathaway
    9. Visa
    10. Jpmorgan Chase
  • Cosa è la lista Fortune 500

    Cosa è la lista Fortune 500

    La rivista Fortune 500 è la lista annuale di 500 delle più grandi aziende statunitensi classificate per fatturato totale per i rispettivi anni fiscali. L’elenco è compilato utilizzando i dati più recenti relativi alle entrate e comprende sia le aziende pubbliche che quelle private con dati sulle entrate pubblicamente disponibili. Essere un’azienda Fortune 500 è ampiamente considerato un marchio di prestigio.

    Le basi di Fortune 500

    Il sondaggio Fortune 500 include società che sono costituite e operano negli Stati Uniti e presentano i rendiconti finanziari ad agenzie governative, sia quotate in borsa che private. Sono escluse le società private che non presentano il bilancio ad agenzie governative, le società straniere, le società statunitensi consolidate da altre società e le società che trascurano di presentare un bilancio completo per almeno tre trimestri dell’anno fiscale in corso.

    A partire dal 2019, le società sono classificate in base alle entrate totali per i rispettivi anni fiscali, come indicato nei loro 10.000 rendiconti finanziari.

    Nel corso della sua storia, più di 1.800 società americane sono state inserite nella lista Fortune 500. La lista è cambiata radicalmente rispetto alla prima Fortune 500 pubblicata nel 1955. Fusioni e acquisizioni, cambiamenti nella produzione e fallimenti hanno tolto le aziende dalla lista. L’impatto di una recessione può anche eliminare più aziende da singoli settori. La lista di Fortune 500 può spesso essere un segno rivelatore di quanto sia forte l’economia o se c’è stata una ripresa economica dopo anni di scarsa performance.

    Le aziende Fortune 500 rappresentano, tutte insieme, i due terzi del PIL degli Stati Uniti con 12,8 trilioni di dollari di ricavi, 1,0 trilioni di dollari di profitti e 21,6 trilioni di dollari di valore di mercato. Diventa facile capire perché questa lista ha tutta questa importanza.

    La storia di Fortune 500

    Nel 1955 è stata pubblicata la prima lista Fortune 500. L’idea della lista venne a Edgar P. Smith, assistente del direttore della rivista Fortune. L’idea di Smith decollò e fornì le basi per la popolare lista annuale.

    Le liste originali di Fortune 500 contenevano solo aziende che erano nei settori manifatturiero, minerario ed energetico, limitando l’inclusione di molte grandi aziende. Nella lista originale Fortune 500 del 1955, General Motors (GM) era la prima azienda con un fatturato annuo di 9,8 miliardi di dollari. Per ottenere un posto nella lista, un’azienda doveva produrre 49,7 milioni di dollari di entrate annuali.

    Il grande cambiamento del 1994

    Nel 1994, il Fortune 500 ha subito il suo più grande cambiamento. Il nuovo elenco ha continuato a includere aziende dei settori manifatturiero, minerario ed energetico originari, ma per la prima volta ha incluso anche società di servizi.

    Questo cambiamento nel 1994 ha avuto un forte impatto sulla lista di Fortune 500 per il futuro. Ad esempio, in quell’anno, le società di servizi costituivano 291 delle 500 voci. Tre delle nuove società di servizi incluse per la prima volta sono addirittura entrate nella top 10 della Fortune 500. Wal-Mart era la numero 4, AT&T la numero 5 e Sears Roebuck & Co. la numero 9. Wal-Mart ha trascorso diversi anni al numero 1, una posizione che non avrebbe occupato se questo cambiamento non si fosse verificato.

    I primati di Fortune 500

    Oltre a classificare i più redditizi, la lista identifica i suoi nuovi arrivati, i più grandi datori di lavoro e i salti più grandi. Sul sito web di Fortune, gli utenti possono filtrare i risultati in molti modi, ad esempio identificando le aziende con CEO donne, i fondatori come CEO, la forte crescita dei posti di lavoro, così come molte altre metriche.

    La classifica Fortune 500 del 2019

    Queste le prime 10 aziende del 2019, tanti i nomi uguali a quella del 2018:

    Pos.AziendaFatturato
    (in mlrd di $)
    1WalMart514,4
    2Exxon Mobil290,2
    3Apple265,6
    4Berkshire Hathaway247,8
    5Amazon.com232,8
    6UnitedHealth Group226,2
    7McKesson208,3
    8CVS Health194,6
    9AT&T170,7
    10AmerisourceBergen167,9
    Classifica Fortune 500 del 2019

    Classifica Fortune 500 del 2018

    Questa che segue è la top ten delle aziende americane del 2018:

    Pos.AziendaFatturato
    (in mlrd di $)
    1WalMart500,3
    2Exxon Mobil244,3
    3Berkshire Hathaway242,1
    4Apple229,2
    5UnitedHealth Group201,1
    6McKesson198,5
    7CVS Health184,7
    8Amazon.com177,8
    9At&T160,5
    10General Motors157,3
    Classifica Fortune 500 del 2018
  • Cosa è il S&P 100 e quali titoli contiene

    Cosa è il S&P 100 e quali titoli contiene

    L’indice S&P 100 è un indice del mercato azionario degli Stati Uniti gestito da Standard & Poor’s.

    Le opzioni dell’indice S&P 100 sono negoziate con il simbolo del ticker “OEX“. A causa della popolarità di queste opzioni, gli investitori spesso si riferiscono all’indice con il simbolo del ticker.

    L’S&P 100, un sottoinsieme dell’S&P 500, comprende 101 (perché una delle società che lo compongono ha 2 classi di azioni) azioni statunitensi leader con opzioni quotate in borsa.

    I titoli azionari nell’S&P 100

    I componenti dell’S&P 100 sono selezionati per l’equilibrio del settore e rappresentano circa il 63% della capitalizzazione di mercato dell’S&P 500 e quasi il 51% della capitalizzazione di mercato dei mercati azionari statunitensi. Le azioni dell’S&P 100 tendono ad essere le società più grandi e consolidate dell’S&P 500.

    Ecco la lista completa dei titoli nell’S&P 100:

    TickerAziendaMarket CapP/EDiv. Yield
    AAPLApple Inc1.673.443.32830,660,84%
    MSFTMicrosoft Corp1.546.415.10436,760,98%
    AMZNAmazon.com Inc1.496.278.016143,760,00%
    GOOGAlphabet Cl C1.036.215.68030,550,00%
    GOOGLAlphabet Cl A1.034.113.21630,610,00%
    FBFacebook Inc686.434.11232,920,00%
    BRK.BBerkshire Hathaway Cl B464.160.96019,190,00%
    JNJJohnson & Johnson393.213.15216,702,72%
    VVisa Inc376.066.46434,540,61%
    WMTWal-Mart Stores374.615.39226,451,64%
    PGProcter & Gamble Company308.861.24824,602,54%
    JPMJP Morgan Chase & Company304.732.76813,463,61%
    MAMastercard Inc300.469.28039,040,52%
    UNHUnitedhealth Group Inc291.294.91216,331,64%
    HDHome Depot277.570.94425,632,33%
    INTCIntel Corp250.398.75210,832,24%
    NVDANvidia Corp249.314.86475,900,16%
    NFLXNetflix Inc231.948.224105,920,00%
    VZVerizon Communications Inc230.817.42411,314,47%
    TAT&T Inc218.294.5608,436,93%
    DISWalt Disney Company215.722.46426,571,46%
    BACBank of America Corp207.607.3609,352,93%
    ADBEAdobe Systems Inc204.476.40056,380,00%
    MRKMerck & Company200.413.63214,523,07%
    PYPLPaypal Holdings199.353.88877,860,00%
    KOCoca-Cola Company198.209.23221,683,53%
    PFEPfizer Inc197.752.08012,324,26%
    CSCOCisco Systems Inc193.296.70415,683,10%
    CMCSAComcast Corp A191.864.86413,672,19%
    XOMExxon Mobil Corp187.225.16818,997,80%
    PEPPepsico Inc185.758.51224,763,06%
    ORCLOracle Corp171.293.82416,181,70%
    ABTAbbott Laboratories170.516.65629,671,49%
    CRMSalesforce.com Inc167.144.512232,210,00%
    CVXChevron Corp164.966.27213,395,80%
    LLYEli Lilly and Company157.814.25625,611,79%
    TMOThermo Fisher Scientific Inc154.986.67231,490,22%
    NKENike Inc151.242.60853,850,99%
    AMGNAmgen Inc150.120.64016,412,53%
    ABBVAbbvie Inc147.556.04810,904,70%
    COSTCostco Wholesale144.056.03238,850,86%
    MCDMcDonald’s Corp141.959.71225,232,61%
    ACNAccenture Plc139.525.29628,761,46%
    BMYBristol-Myers Squibb Company134.222.76811,203,04%
    DHRDanaher Corp131.697.04840,240,38%
    NEENextera Energy131.358.60030,262,16%
    CHTRCharter Communicatio130.687.84865,250,00%
    MDTMedtronic Inc128.429.37621,172,39%
    TXNTexas Instruments121.311.23225,712,72%
    UNPUnion Pacific Corp120.018.32020,252,22%
    PMPhilip Morris International Inc117.329.74414,106,24%
    AMTAmerican Tower Corp114.142.43231,841,71%
    IBMInternational Business Machines110.107.4969,925,30%
    LOWLowe’s Companies107.776.68022,521,56%
    HONHoneywell International Inc107.438.89617,982,37%
    CCitigroup Inc107.129.8409,533,94%
    WFCWells Fargo & Company104.385.92021,138,05%
    UPSUnited Parcel Service103.236.83216,353,39%
    LMTLockheed Martin Corp102.605.56016,552,63%
    QCOMQualcomm Inc102.593.43234,922,81%
    BABoeing Company100.844.880552,760,00%
    GILDGilead Sciences Inc96.135.15212,463,55%
    MMM3M Company92.318.95217,923,69%
    BLKBlackrock87.460.38419,952,55%
    SBUXStarbucks Corp86.909.84029,192,17%
    CVSCVS Corp84.947.8408,763,10%
    MSMorgan Stanley82.942.52811,092,73%
    AXPAmerican Express Company77.534.80811,931,77%
    MOAltria Group77.085.1049,568,20%
    MDLZMondelez Intl Inc76.003.29620,942,17%
    CATCaterpillar Inc74.994.08014,232,98%
    GSGoldman Sachs Group73.822.22411,512,31%
    BKNGBooking Holdings Inc71.497.84018,740,00%
    CLColgate-Palmolive Company64.222.47225,672,36%
    GEGeneral Electric Company61.667.00012,310,56%
    TGTTarget Corp60.976.82822,282,17%
    DUKDuke Energy Corp59.574.53616,224,70%
    SOSouthern Company56.803.55616,624,83%
    USBU.S. Bancorp56.576.21611,204,46%
    RTXRaytheon Technologies Corp.54.022.4607,743,02%
    BIIBBiogen Inc45.617.2967,900,00%
    COPConocophillips44.602.15613,694,04%
    FDXFedex Corp43.393.62816,971,61%
    GDGeneral Dynamics Corp42.602.32012,303,02%
    KHCKraft Heinz Company42.031.05611,974,83%
    DDDu Pont De.Nemours Inc40.197.40014,752,19%
    GMGeneral Motors Company38.424.3926,675,65%
    EMREmerson Electric Company37.724.56817,823,14%
    EXCExelon Corp37.085.97211,824,02%
    WBAWalgreens Boots Alliance35.831.1807,904,50%
    METMetlife Inc35.150.9206,224,76%
    KMIKinder Morgan33.899.69215,917,02%
    BKBank of New York Mellon Corp32.531.1788,903,36%
    DOWDow Inc32.466.24213,806,46%
    COFCapital One Financial Corp28.848.44210,342,51%
    ALLAllstate Corp28.776.1667,712,40%
    AIGAmerican International Group28.043.63610,154,03%
    FFord Motor Company27.282.48812,250,00%
    SLBSchlumberger N.V.26.118.64013,312,65%
    SPGSimon Property Group20.155.8645,657,81%
    OXYOccidental Petroleum Corp15.309.30666,080,23%
    Componenti dell’S&P 100 a luglio 2020

    Storia del S&P100

    L’indice è stato avviato il 15 giugno 1983, quando il CBOE ha creato le prime opzioni di indice, basate sul proprio indice, il CBOE 100.

    Nel 1993 il CBOE ha creato il Chicago Board Options Exchange Market Volatility Index (VIX), calcolato sulla base del prezzo delle opzioni S&P 100 (all’epoca queste erano di gran lunga le opzioni di indice più negoziate). Poi, nel 2003, l’hanno modificato per essere basato sull’S&P 500.

    La capitalizzazione media di mercato del flottante dell’S&P 100 è oltre 3 volte superiore a quella dell’S&P 500 (135 miliardi di dollari contro i 40 miliardi di dollari del gennaio 2017); come tale, è più grande di un indice a grande capitalizzazione. Il “sigma” delle società all’interno dell’S&P 100 è tipicamente inferiore a quello dell’S&P 500 e quindi la corrispondente volatilità dell’S&P 100 è inferiore. Tuttavia, la correlazione tra i due indici è molto elevata.

    Il 2019 si è chiuso per l’indice S&P100 a 1.442, in aumento del 29,47% rispetto alla chiusura del 2018. Si tratta di uno dei migliori anni per l’indice.

  • NASDAQ 100, l’indice dei tecnologici americani

    NASDAQ 100, l’indice dei tecnologici americani

    L’indice NASDAQ 100 è un indice delle 100 maggiori e più attivamente negoziate società quotate alla borsa valori del NASDAQ. L’indice funge da riferimento per i titoli tecnologici statunitensi, ma comprende anche aziende del settore della vendita al dettaglio, dell’industria, delle biotecnologie e della sanità.

    I trader si divertono a seguire l’indice NASDAQ 100 perché offre un’esposizione alla sostanziale azione dei prezzi di mercato e alle fluttuazioni giornaliere. Il NASDAQ oggi è noto per il suo volume e la sua volatilità rispetto agli altri principali indici, ed è protetto dalla sicurezza di una rigorosa regolamentazione, supervisione e regole di scambio federali statunitensi.

    Come fare trading con i CFD del NASDAQ 100

    Il prezzo del NASDAQ 100 fornisce tipicamente ai trader un alto grado di liquidità, lunghe ore di trading e spread ridotti. Alcune delle più grandi aziende tecnologiche del mercato globale sono le aziende del NASDAQ 100.

    È possibile negoziare l’indice NASDAQ 100 dal vivo utilizzando i CFD (contratti per differenza). L’utilizzo dei CFD per il trading del NASDAQ 100 vi permetterà di andare lungo o corto senza dover trattare con gli scambi convenzionali.

    Il NASDAQ 100 è un modo per ottenere un’esposizione al settore tecnologico statunitense senza dover analizzare le performance delle singole aziende. L’indice è pieno di volumi e volatilità che costituiscono un’ampia sezione trasversale di strumenti di trading liquidi, rendendo il NASDAQ 100 popolare tra i trader di CFD di tutto il mondo.

    Come viene calcolato il NASDAQ 100?

    Come altri indici del mercato azionario globale, l’indice NASDAQ 100 tiene traccia di un paniere di singole aziende, e le variazioni dei loro prezzi delle azioni influenzeranno l’indice per tutta la giornata di trading.

    Il valore dell’indice NASDAQ 100 è uguale al valore aggregato dei pesi delle azioni dell’indice di ogni titolo, moltiplicato per l’ultimo prezzo di vendita di ogni titolo e poi diviso per il divisore dell’indice.

    Per poter operare sull’indice NASDAQ 100, l’azienda deve essere quotata esclusivamente sul NASDAQ nei livelli Global Select o Global Market. Anche le società quotate al NASDAQ devono possedere le seguenti caratteristiche:

    • Avere un volume medio giornaliero di 200.000 azioni
    • Essere offerti al pubblico per almeno tre mesi
    • Essere liberi dalla procedura fallimentare
    • Presentare sia la relazione trimestrale che quella annuale

    Il NASDAQ 100 è ponderato in base alla capitalizzazione, il che significa che le aziende con maggiori capitalizzazioni di mercato avranno una maggiore influenza sul prezzo dell’indice NASDAQ 100.

    Le aziende che oggi fanno trading sul NASDAQ vengono riviste trimestralmente – vengono aggiunte o rimosse in base alla dimensione del loro market cap. Nessuna azienda può avere una ponderazione superiore al 24%.

    Ma il NASDAQ 100 non va confuso con il NASDAQ Composite: quest’ultimo comprende circa 3.000 azioni che vengono scambiate sulla borsa del NASDAQ. Il NASDAQ 100 è responsabile del 67% del tetto totale del mercato del più grande e generale NASDAQ Composite.

    Le aziende del NASDAQ 100

    Come già detto le aziende vengono riviste trimestralmente, questo è un elenco esemplificativo delle società più grandi che operano sul NASDAQ 100:

    • Tesla
    • Netflix
    • Facebook
    • Amazon
    • Alphabet / Google
    • Apple
    • Microsoft
    • NVidia
    • Intel
    • Paypal
    • eBay
    • Take Two

    Noterete che le aziende del NASDAQ 100 appartengono per lo più al settore tecnologico. Le grandi aziende tecnologiche come Apple e Amazon sono incluse nell’indice NASDAQ 100 ma non mancano nemmeno aziende che hanno poco di tecnologico: abbiamo messo come primo della lista proprio Tesla per dare questo segnale.

    Storia del NASDAQ 100

    Il NASDAQ 100 è stato lanciato il 31 gennaio 1985 con un prezzo base iniziale di 250. Tuttavia, dopo che il prezzo ha raggiunto quasi 800 il 31 dicembre 1993, il prezzo è stato riportato a 125 il giorno successivo.

    Al momento del lancio, il NASDAQ 100 cercò di promuoversi all’ombra della Borsa di New York (NYSE) creando i due indici separati che conosciamo oggi: il NASDAQ 100, che consiste di aziende nei settori industriale, tecnologico, della vendita al dettaglio, delle telecomunicazioni, della sanità, dei trasporti, dei media, delle biotecnologie e della scienza; e il NASDAQ Financial 100, che consiste di banche, assicurazioni e società di brokeraggio creditizio.

    Nel creare questi due indici separati, il NASDAQ sperava che le opzioni e i futures fossero scambiati su di essi e che i fondi comuni di investimento li adottassero come misure di riferimento.

    Il NASDAQ 100 ha un toccato un massimo intorno a 9.700 poco prima dell’esplosione della crisi dovuta al COVID-19. Durante la crisi finanziaria del 2008, il 20 novembre 2008 ha raggiunto un minimo intraday di 6 anni, pari a 1.018.

    NASDAQ 100 quando si fa trading

    I principali orari di negoziazione per l’indice NASDAQ 100 sono compresi tra le 09:30 e le 16:00 (EST), anche se il prezzo dell’indice NASDAQ viene calcolato anche durante l’orario di negoziazione pre-mercato (04:00 – 09:30 EST) e l’orario di negoziazione post-mercato (16:00 – 20:00 EST).

  • Azioni con più scambi in Aprile 2020

    Azioni con più scambi in Aprile 2020

    La prima metà di aprile ha visto una frenetica attività di trading negli Stati Uniti e in Europa. Ci sono state sia importanti operazioni di vendita che di acquisto. Alcuni settori (come l’e-commerce e lo streaming) hanno chiaramente beneficiato della pandemia. Altri, come le compagnie aeree, sono stati in profondo declino. Diamo un’occhiata alle sei azioni più attivamente scambiate di aprile (e a ciò che le ha portate in cima alla lista).

    Tesla (TSLA) – molta incertezza davanti a noi

    Il 15 aprile, Tesla ha sorpreso tutti quando ha iniziato a crescere rapidamente proprio mentre l’S&P 500 stava cadendo. In due giorni, Tesla ha guadagnato il 9,3%. Questo è successo dopo che Golman Sachs ha fissato il rating di Tesla a “comprare”, dandogli un obiettivo di prezzo per 12 mesi di 864 dollari (11,5% in più rispetto alla valutazione attuale). Negli ultimi tre mesi, il volume medio degli scambi di Tesla si è attestato a circa 21 milioni, collocandosi così saldamente sulla lista delle azioni più negoziate.

    Tuttavia, ci sono ancora alcuni rischi da affrontare, come la rapida crescita del titolo e i problemi di gestione patrimoniale. Il margine operativo netto di Tesla si mantiene a un misero -3,5% e il rendimento del capitale investito è pari al -4,89%. Inoltre, la domanda di automobili in Nord America ha subito una forte contrazione a causa della pandemia di Covid-19. Molto probabilmente quest’anno dovremo considerare Tesla come un investimento a lungo termine.

    Boeing (BA) – lotta contro le probabilità

    La Boeing è stata colpita duramente dalla pandemia del coronavirus: il prezzo delle azioni è sceso del 58% nel 2020. Questo è molto peggio della media di S&P 500 del -14,1%.

    In aprile, il titolo BA ha perso circa il 10%, con un volume di scambi in media di 21,8 milioni. Ciò è dovuto in parte alle basse consegne del primo trimestre: solo 50 aerei contro i 149 del primo trimestre del 2019.

    I risultati finanziari del primo trimestre saranno resi noti il 29 aprile, e a questo punto nessuno si aspetta numeri positivi. Rispetto alle questioni attuali, la messa a terra dei 737 MAX jet nel marzo 2020 sembra un problema minore (anche se all’epoca appariva come una sfida seria).

    Tuttavia, ci sono miglioramenti all’orizzonte: il 17 aprile la Boeing ha annunciato che la prossima settimana riprenderà la produzione nel suo stabilimento nello stato di Washington.

    Netflix – guadagni veloci, ma con qualche rischio

    Se c’è un’industria che ha veramente tratto profitto dalla pandemia del coronavirus, è lo streaming. Il Binge-watching su Netflix è il modo in cui milioni di persone passano il lockdown. Questo è confermato dai dati di Google Trends. Il numero di ricerche di “Netflix” su Google è aumentato dopo l’introduzione degli ordini di soggiorno a domicilio in tutto il mondo.

    Anche le visite alla pagina di abbonamento dell’azienda sono raddoppiate. Ciò promette un aumento degli abbonamenti.

    In aprile, finora, NFLX ha guadagnato il 16,9% per raggiungere i 439 dollari. Il volume di trading giornaliero ha raggiunto una media di 8,3 milioni di azioni negli ultimi tre mesi.

    Il margine netto di Netflix è del 9,30%, anche se il rendimento delle attività si attesta attualmente ad un incoraggiante 6,10%. NFLX ha un Rank Zachs Rank di #2 – “Buy” e un punteggio di A (il che significa un momento vantaggioso per entrare nel titolo).

    Tuttavia, chiunque acquisti NFLX a questo punto dovrebbe essere consapevole dei rischi. L’azienda reinveste una grossa quota dei suoi guadagni nella sua attiva strategia di espansione mondiale e nella produzione di nuovi spettacoli e film. Per questo motivo, non paga un dividendo. Inoltre, Netflix ha oltre 12,4 miliardi di dollari di debito.

    Una questione ancora più importante è che la produzione si è fermata su alcuni degli spettacoli più popolari di Netflix, come Stranger Things e The Witcher. Se le nuove stagioni vengono posticipate troppo a lungo, l’azienda può perdere moltissimi abbonati.

    Aston Martin Lagonda (AML) – la regina delle perdenti

    Normalmente non si trova un produttore di auto di lusso europeo nell’elenco delle azioni più quotate. Nel caso di Aston Martin, la ragione di questo picco di attività è una massiccia svendita: l’AML ha già perso il 48,5% del suo valore in aprile, passando da 1,05 a 0,51 sterline. Rispetto al prezzo di IPO del 2018, l’AML è sceso di oltre il 90%.

    C’è stata una breve spinta alla fine di marzo, dopo che il consorzio canadese Yew Tree ha accettato di fornire 536 milioni di sterline per salvare Aston Martin. Ma anche questa somma potrebbe non essere sufficiente a salvare la “Ferrari britannica“.

    L’azienda contava sul lancio del suo nuovo SUV DBX questa estate, così come sul suo nuovo team di F1 appena creato. Tuttavia, la pandemia potrebbe influire sulle consegne. Per quanto riguarda il piano di Formula 1, Aston Martin potrebbe non essere in grado di pagare 20 milioni di sterline all’anno per una squadra da corsa. In ogni caso, l’AML non è un buon acquisto in questo momento.

    Amazon (AMZN) – l’unico vero vincitore

    Mentre altre aziende si preoccupano di far crollare la domanda, Amazon ha dovuto assumere altri 75 mila lavoratori per far fronte all’aumento degli ordini.

    Le azioni sono aumentate del 23,5% ad aprile, passando da 1.949 a 2.408 dollari, con un volume medio giornaliero di 6,8 milioni di azioni.

    AMZN ha già superato i 2.400 dollari fissati dagli analisti di Wall Street a gennaio, facendo salire il target a 2.700 dollari da parte di alcuni esperti. Questo significa che Amazon rimane un acquisto attraente (anche se si dovrebbe essere preparati ad una forte volatilità nei prossimi mesi) anche se il titolo ha corso tanto, forse troppo, e se questa corsa non sarà supportata da dati trimestrali ottimi, ci sarà una rapida discesa; quindi attenzione a ogni segnale.

  • Le aziende che hanno tratto vantaggio dal Corona Virus

    Le aziende che hanno tratto vantaggio dal Corona Virus

    Ogni crisi porta con sé delle opportunità di guadagno per chi le sa sfruttare o anche semplicemente per chi è fortunato e si trova nel momento giusto al posto giusto.

    Anche la crisi provocata dalla pandemia Covid-19 non è da meno e ci sono delle aziende che hanno (o avranno) un vantaggio non da poco.

    Ecco qualche esempio delle aziende che hanno visto la capitalizzazione aumentare da inizio anno.

    Servizi alla Salute

    Inutile dire che un’emergenza sanitaria aiuta certamente le aziende che di sanità ci vivono.

    Senza falsi moralismi, e ringraziandole per il lavoro che svolgono poiché ci permettono di contrastare questa crisi, ci sono comunque aziende che hanno tratto vantaggio.

    Acceleron Pharma Inc (NASDAQ:XLRN)

    Acceleron Pharma Inc. è una società biofarmaceutica in fase clinica, quotata a Wall Street. L’azienda è focalizzata sulla scoperta, lo sviluppo e la commercializzazione di prodotti terapeutici per il trattamento di malattie gravi e rare. La sua ricerca si concentra sui principali regolatori naturali della crescita e della riparazione cellulare, in particolare il Transforming Growth Factor-Beta (TGF-beta), superfamiglia proteica. Ha quattro candidati terapeutici scoperti internamente che sono in studi clinici, che includono luspatercept, sotatercept, dalantercept e ACE-083. Offre una tecnologia di piattaforma, IntelliTrap. Sta anche valutando ACE-1332, un antagonista selettivo del TGF-beta, per il trattamento di disturbi con una componente fibrotica, e molecole aggiuntive della sua piattaforma IntelliTrap per aree terapeutiche non rivelate. Dalantercept è progettato per trattare i tumori inibendo la formazione di vasi sanguigni attraverso il recettore ALK1. ACE-083 è progettato per promuovere la crescita muscolare e la funzione in muscoli specifici e mirati.

    Per l’esercizio fiscale chiuso al 31 dicembre 2019, le entrate di Acceleron Pharma Inc sono aumentate da 14 milioni di dollari a 74 milioni di dollari. La perdita netta è aumentata del 5% a 124,9 milioni di dollari. I ricavi riflettono i ricavi che rimangono stabili a 14 milioni di dollari. La perdita netta più alta riflette le spese di Ricerca e Sviluppo – Balan è aumentata da 18,5 milioni di dollari a 48,2 milioni di dollari (spese), le altre spese sono aumentate del 32% a 95,8 milioni di dollari (spese), l’aumento generale e amministrativo del 92% a 43,4 milioni di dollari (spese).

    Per la crisi di Covid-19 Acceleron Pharma ha messo a disposizione Reblozyl, medicinale usato per contrastare il virus.

    Da inizio anno Acceleron Pharma ha una performance del +85,36%.

    Draegerwerk AG & Co KGaA (FRA:DRW3)

    Draegerwerk AG & Co KGaA è un fornitore tedesco di tecnologia medica e di sicurezza. La Società opera attraverso due segmenti: Medicale e sicurezza. Il segmento Medical sviluppa, produce e commercializza soluzioni di sistema, attrezzature e servizi per l’ottimizzazione dei processi nel punto di cura acuta, come le cure di emergenza, le cure preoperatorie, le cure critiche e le cure prenatali. Il segmento Sicurezza sviluppa, produce e commercializza prodotti, soluzioni di sistema e servizi per la protezione personale, la tecnologia di rilevamento dei gas e la gestione integrata dei pericoli per i clienti di vari settori, come quello minerario, dei vigili del fuoco, della polizia e della protezione dalle calamità. L’azienda ha siti produttivi in Europa, nelle Americhe, in Africa e in Asia.

    Per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2019, il fatturato di Draegerwerk AG & Co KGaA è aumentato del 7% a 2,78 miliardi di euro. L’utile netto applicabile agli azionisti ordinari è diminuito del 3% a 24,9 milioni di euro. I ricavi riflettono l’aumento del 5% del segmento Europa a 1,5 miliardi di euro, Africa, Asia, Australia a 729,8 milioni di euro. L’utile netto è stato compensato da un aumento del 4% delle spese di marketing e vendita – Balanci a 609,2 milioni di euro (spese).

    Per l’emergenza di Covid-19 Draegerwerk ha messo a disposizione i respiratori, in particolar modo sul mercato tedesco.

    Da inizio anno Draegerwerk ha una performance di +52,78%

    Servizi tecnologici

    Ovviamente non solo la salute beneficia di una crisi mondiale che obbliga milioni di persone a rimanere recluse in casa.

    Ed ecco un altro settore che può avere vantaggi da questa situazione: la tecnologia e in particolare quella tecnologia che porta in ambiente domestico dei servizi.

    Atlassian (NASDAQ:TEAM)

    Atlassian Corporation Plc è una holding che offre una gamma di prodotti per la collaborazione in team. La Società offre prodotti, tra cui JIRA, Confluence, HipChat, Bitbucket e JIRA Service Desk, per sviluppatori di software, manager di tecnologie dell’informazione (IT). L’azienda offre JIRA per la pianificazione del team e la gestione dei progetti; Confluence per la creazione e la condivisione dei contenuti del team; HipChat per la messaggistica e le comunicazioni in tempo reale del team; Bitbucket per la condivisione e la gestione del codice del team e JIRA Service Desk per le applicazioni di assistenza e supporto del team.

    Si tratta in sostanza di un’azienda che offre servizi per la collaborazione a distanza tra team; e quale miglior occasione per sottoscrivere contratti con questa azienda se non quando tutto il team di sviluppo di un’azienda terza è a lavorare in smartworking?

    Per il semestre chiuso al 31 dicembre 2019, i ricavi di Atlassian Corporation PLC sono aumentati del 36% a 772,1 milioni di dollari. L’utile netto è stato pari a 193,4 milioni di dollari contro una perdita di 197,3 milioni di dollari. I ricavi riflettono l’aumento degli abbonamenti del 50% a 429,8 milioni di dollari, l’aumento della manutenzione del 20% a 226,9 milioni di dollari, l’aumento di Altri Rev. da parte di Biz Related Activ. del 46% a 61,6 milioni di dollari. L’utile netto riflette l’aumento delle altre entrate (spese) non operative da $204,7 milioni (spese) a $186,4 milioni (entrate).

    La performance YTD di Atlassian è di +20,13%.

    Netflix (NASDAQ:NFLX)

    C’è bisogno di spiegare perché Netflix ha un vantaggio dal fatto che la gente è chiusa in casa, in tanti casi a far nulla?

    Da inizio anno la performance di Netflix è di un bel +27,80%.

    Per chi vivesse sulla luna e non conoscesse questa società, Netflix, Inc. è un provider di reti televisive su Internet. La Società opera attraverso tre segmenti: Domestic streaming, International streaming e Domestic DVD. Il segmento Domestic streaming comprende servizi che trasmettono contenuti in streaming ai propri utenti negli Stati Uniti. Il segmento streaming internazionale comprende servizi che trasmettono contenuti in streaming ai propri utenti al di fuori degli Stati Uniti. Il segmento Domestic DVD via via in disuso, ma consente di ricevere DVD direttamente a casa, solo negli Stati Uniti. Gli utenti di Netflix possono guardare serie originali, documentari, lungometraggi, nonché spettacoli televisivi e film direttamente sul loro schermo collegato a Internet, televisori, computer e dispositivi mobili. Il servizio è presente in oltre 190 nazioni.

    Per l’esercizio finanziario chiuso al 31 dicembre 2019, le entrate di Netflix Inc sono aumentate del 28% a 20,16 miliardi di dollari. L’utile netto prima delle voci straordinarie è aumentato del 47% a 1,74 mld di dollari. Le entrate riflettono l’aumento del 36% del segmento internazionale a 10,62 mld di dollari, lo streaming domestico e il segmento DVD sono aumentati del 19% a 9,54 mld di dollari. L’utile netto ha beneficiato dell’aumento del reddito del segmento Internazionale da 661,9 milioni di dollari a 1,58 mdi.

    Amazon.com (NASDAQ:AMZN)

    Poteva mancare il Re delle consegne a domicilio di qualsiasi cosa in questa lista?

    Amazon.com, Inc. offre una gamma di prodotti e servizi attraverso i suoi siti web. I prodotti della Società includono merce e contenuti che acquista per la rivendita da venditori e quelli offerti da venditori terzi. Inoltre, produce e vende anche dispositivi elettronici. Opera attraverso tre segmenti: Nord America, Internazionale e Amazon Web Services (AWS). I suoi prodotti AWS includono analytics, Amazon Athena, Amazon CloudSearch, Amazon EMR, Amazon Elasticsearch Service, Amazon Kinesis, Amazon Managed Streaming per Apache Kafka, Amazon Redshift, Amazon QuickSight, AWS Data Pipeline, AWS Glue e AWS Lake Formation. Le soluzioni AWS includono l’apprendimento automatico, l’analisi e i laghi di dati, l’Internet degli oggetti, l’informatica senza server, i contenitori, le applicazioni aziendali e lo storage.

    Inoltre, l’azienda fornisce servizi, come la pubblicità. Offre anche Amazon Prime, un programma di membership che include la spedizione gratuita, l’accesso allo streaming di vari film ed episodi televisivi (TV).

    Per l’anno fiscale chiuso al 31 dicembre 2019, le entrate di Amazon.com, Inc. sono aumentate del 20% a 280,52 miliardi di dollari. L’utile netto prima delle voci straordinarie è aumentato del 17% a 11,59 miliardi di dollari. I ricavi riflettono l’aumento del 15% del segmento dei negozi online a 141,25 miliardi di dollari, l’aumento del 26% del segmento dei servizi per i venditori di terze parti a 53,76 miliardi di dollari, l’aumento del 21% del segmento del Nord America a 170,77 miliardi di dollari, l’aumento del 37% del segmento dei servizi web di Amazon a 35,03 miliardi di dollari.

    Da inizio anno la performance è di +23,57%.

    Akamai (NASDAQ:AKAM)

    Akamai Technologies, Inc. è impegnata nella fornitura di servizi cloud per la fornitura, l’ottimizzazione e la sicurezza dei contenuti e delle applicazioni aziendali su Internet. L’azienda è coinvolta nell’offerta di servizi di rete di distribuzione dei contenuti (CDN). I suoi servizi includono la fornitura di contenuti, applicazioni e software su Internet, nonché soluzioni mobili e di sicurezza. Le sue soluzioni includono Soluzioni di Performance e Sicurezza, Soluzioni di Media Delivery, e Soluzioni di Servizio e Supporto. Offre una gamma di servizi professionali e soluzioni progettate per assistere i propri clienti nell’integrazione, configurazione, ottimizzazione e gestione delle offerte principali.

    Per l’anno fiscale chiuso al 31 dicembre 2019, i ricavi di Akamai Technologies, Inc. sono aumentati del 7% a 2,89 miliardi di dollari. L’utile netto prima delle voci straordinarie è aumentato del 59% a 478 milioni di dollari. I ricavi riflettono l’aumento del 16% del segmento Fuori dagli Stati Uniti a 1,2 miliardi di dollari, mentre il segmento Stati Uniti è aumentato dell’1% a 1,69 miliardi di dollari.

    Da inizio anno Akamai sta performando con un bel +16,35%.

    Servizi di Food Delivery

    Non si può uscire per andare al ristorante o in pizzeria, ma chi di voi non ha avuto voglia di mangiare qualcosa di asporto direttamente a casa?

    Ci sono delle società che dalla pandemia ne hanno beneficiato e che sono riuscite a penetrare nuovi mercati.

    Dominos Pizza (NYSE:DPZ)

    Non si tratta di un’azienda tecnologica a stretto senso, ma si basa fortemente sulla tecnologia per fare ciò che fa.

    Domino’s Pizza, Inc. è una catena di pizzerie che attraverso la tecnologia penetra i mercati con lo strumento del delivery. Dal 1° gennaio 2017, l’azienda opera in oltre 13.800 sedi in più di 85 mercati in tutto il mondo. La Società opera attraverso tre segmenti: negozi nazionali, franchising internazionale e supply chain.

    Per l’anno fiscale conclusosi il 29 dicembre 2019, le entrate di Domino’s Pizza, Inc. sono aumentate del 5% a 3,62 miliardi di dollari. L’utile netto è aumentato dell’11% a 400,7 milioni di dollari. I ricavi riflettono l’aumento del segmento Supply chain del 7% a 2,23 miliardi di dollari, mentre il segmento International Franchise è aumentato del 7% a 241 milioni di dollari. L’utile netto ha beneficiato di un aumento del 6% del reddito del segmento dei negozi negli Stati Uniti a 349,7 milioni di dollari, mentre il reddito del segmento della supply chain è aumentato del 12% a 182 milioni di dollari. Il dividendo per azione è aumentato da 2,20 a 2,60 dollari.

    Da inizio anno la performance è di +21,94%.

    Just Eat Takeaway (AMS:TKWY)

    Just Eat Takeaway.com NV, già Takeaway.com NV, è una società con sede nei Paesi Bassi che gestisce un mercato di consegna di alimenti online. L’azienda si concentra sul collegamento tra consumatori e ristoranti, e permette agli utenti di ordinare cibo dai ristoranti vicini e farsi consegnare il cibo a casa. La Società trasmette l’ordine effettuato dai clienti e lo inoltra ai ristoranti, che preparano e consegnano il pasto. È presente in oltre 30 nazioni e gestisce i siti Web JustEat.com, JustEat.it, Lieferando.de, Lieferservice.at, Lieferservice.ch, Pizza.be, Pizza.lu, Pizza.pl, Pyszne.pl, BGmenu.com, Oliviera.ro, Takeaway.com, Thuisbezorgd.nl e Vietnammm.com, tra gli altri. Le piattaforme offrono vari tipi di ristoranti.

    Per l’esercizio finanziario chiuso al 31 dicembre 2019, i ricavi di Just Eat Takeaway.com NV sono aumentati del 79% a 415,9 milioni di euro. La perdita netta è aumentata da 14 milioni di euro a 115,5 milioni di euro. I ricavi riflettono l’aumento del segmento Germania da 86 milioni di euro a 210,9 milioni di euro, mentre il segmento Altri Paesi è aumentato del 71% a 95,2 milioni di euro. La maggiore perdita netta riflette l’aumento dei costi del personale da 48,5 milioni di euro a 112,4 milioni di euro (spese), gli altri costi operativi aumentano da 33,9 milioni di euro a 85,1 milioni di euro (spese).

    I brutti risultati del 2019 hanno parzialmente oscurato la crescita da inizio anno, che comunque è intorno al +10%.

    Produttori di materie prime (in particolare oro)

    In ogni crisi gli investitori corrono verso beni rifugio, nel caso del Corona Virus non hanno fatto eccezione, facendo la corsa all’oro.

    A beneficiarne ovviamente ci sono i produttori di oro, tra questi possiamo trovare:

    Kinross Gold Corporation (NYSE:KGC)

    Kinross Gold Corporation è una società mineraria aurifera quotata a Wall Street. La società è impegnata nell’estrazione dell’oro e nelle attività correlate, tra cui l’esplorazione e l’acquisizione di proprietà aurifere, l’estrazione e la lavorazione di minerali contenenti oro e il recupero di proprietà aurifere.

    Per l’esercizio fiscale chiuso al 31 dicembre 2019, le entrate di Kinross Gold Corporation sono aumentate del 9% a 3,5 miliardi di dollari. L’utile netto è stato pari a 718,6 milioni di dollari contro una perdita di 23,6 milioni di dollari.

    Da inizio anno la performance è stata del +38%.

    Gold Fields Limited (NYSE:GFI)

    Gold Fields Limited (Gold Fields) è una società di estrazione dell’oro. La Società è un produttore di oro e un detentore di riserve auree. La Società è coinvolta nell’estrazione dell’oro e del rame in sotterraneo e in superficie e nelle attività correlate, tra cui l’esplorazione, lo sviluppo, l’estrazione, la lavorazione e la fusione. Ha circa otto miniere di produzione situate in Sudafrica, Ghana, Australia e Perù.

    Per l’anno fiscale chiuso al 31 dicembre 2019, le entrate di Gold Fields Limited sono aumentate del 15% a 2,97 miliardi di dollari. L’utile netto è stato pari a 161,6 milioni di dollari contro una perdita di 348,2 milioni di dollari. I ricavi riflettono l’aumento del 22% del segmento Africa occidentale/Ghana a 1,16 miliardi di dollari. L’utile netto riflette la riduzione di valore degli investimenti finanziari del 98% a 9,8 milioni di dollari (spese). Il dividendo per azione è aumentato da $0,03 a $0,11.

    Da inizio anno la performance delle azioni di Gold Fields sono di +34%.

  • FAANG, la bolla finanziaria dei tecnologici

    FAANG, la bolla finanziaria dei tecnologici

    I FAANG, per chi non lo sapesse, sono le azioni delle 5 maggiori aziende tecnologiche: Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Google. In realtà, avendo cambiato il nome, il motore di ricerca di Mountain View dovrebbe avere una A di Alphabet (quindi dovrebbe essere FAANA) ma ciò farebbe perdere l’associazione con il termine Fang che significa dente (o zanna).

    Al di là del termine con cui vengono riconosciuti, queste aziende negli ultimi mesi sono cresciute ininterrottamente e oggi hanno dei valori di capitalizzazione senza precedenti. Apple è stata la prima a superare quota 1.000 miliardi di valore, seguita dopo qualche giorno da Amazon (che poi ha ripiegato).

    Questi valori sono però corretti? Per rispondere a questa domanda bisogna analizzare ogni singola azienda. Per farlo partiamo dai fondamentali:

    Azienda Prezzo azione Capitalizzazione P/E EPS ROE
    Facebook 163 $ 463 mld $ 26,02 3,30% 27,25
    Apple 218,37 $ 1.054 mld $ 23,70 4,21% 36,87
    Amazon 1.926 $ 947 mld $ 427 0,32% 9,55
    Netflix 368 $ 159 mld $ 256 0,34% 20,37
    Alphabet 1.186 $ 827 mld $ 36,14 1,42% 15,42

    Da questi pochi dati si possono già notare alcuni aspetti importanti:

    • Amazon è quella che rende meno sul capitale proprio (ha basso ROE e basso EPS)
    • Nonostante la poca resa di Amazon, comunque risulta essere quella più premiata dagli azionisti, si nota dal P/E
    • Google è l’azienda che riesce a far rendere meglio il proprio capitale
    • Netflix è la più piccola della compagnia

    Questi pochi punti già dovrebbero dare un segno chiaro di cosa sta bollendo in pentola, ma per essere più chiari proviamo ad analizzare azienda per azienda.

    Facebook

    La stella creata da Mark Zuckerberg ha brillato fino alla fine del 2017, poi una serie di eventi l’hanno fatta opacizzare. Il proprio business è completamente basato sull’advertising e poggia le radici sui propri utenti.

    Il caso di Cambridge Analytica ha messo a nudo il problema privacy nell’azienda di Menlo Park e il Social network ha iniziato a perdere investitori pubblicitari. Altro problema per l’azienda potrebbe essere la nuova legge sul Copyright appena approvata in Europa che costringerà la piattaforma a verificare il copyright di tutto ciò che viene caricato sul Social. Vorrà dire che Mark e soci dovranno fare dei grossi investimenti in soluzioni tecnologiche per arrivare a fare, almeno, quanto oggi già fa Youtube (che blocca video con copyright terzo).

    Infine Facebook sta vivendo un cortocircuito non da poco: chi investe infatti su FB Adv lo fa, nella maggior parte dei casi, per aumentare la fanbase sullo stesso social network. E su questo non vengono venduti prodotti. Ecco perché Facebook si sta tanto adoperando per fare un marketplace. Altrimenti gli investitori torneranno a investire sui motori di ricerca e portare gli utenti nel proprio sito, dove i prodotti si vendono.

    Se ci aggiungiamo che a livello tecnologico l’azienda ha pochi brevetti, che gli utenti più giovani stanno andando verso nuovi lidi, che WhatsApp e Instagram (che sono della stessa società) sono difficilmente monetizzabili, ecco che il quadro è completo.

    In caso di esplosione di una bolla, Facebook potrebbe essere molto colpita. Ma anche qualora la bolla non esplodesse, i costi non potranno che lievitare e quindi gli utili diminuire. L’ultima trimestrale potrebbe essere stata un antipasto e, a meno che nella prossima trimestrale Facebook non faccia i miracoli, le azioni sono destinate a galleggiare su questi livelli ancora per lungo tempo.

    Apple

    Si tratta della prima azienda ad aver superato la soglia dei 1.000 miliardi di valorizzazione, il P/E non è elevato e gli investitori sanno che ogni volta la corporation di Cupertino si deve reinventare.

    Ogni iPhone presentato deve essere migliore del precedente, ogni iPad deve cercare di dimostrare il suo valore e nuovi prodotti latitano. Da quando è morto Steve Jobs le novità sono state poche (Apple Watch, su cui Steve Jobs ha messo comunque la firma, e AirPods): un po’ poco.

    In Apple lo sanno bene e infatti stanno cercando di diversificare gli introiti, puntando tantissimo sui servizi, su iCloud e sulle commissioni delle vendite inApp.

    Per ora questo mercato regge e a differenza di Facebook, Apple può contare su innumerevoli brevetti che la rendono comunque inarrivabile. Inoltre finché l’iPhone sarà il telefono aziendale per eccellenza, Apple potrà dormire sonni tranquilli.

    Guardando anche il P/E si nota come gli investitori gli abbiano dato già il prezzo corretto e in caso di bolla finanziaria questo titolo dovrebbe essere tra quelli che crollerà di meno. Quantomeno perché l’esplosione della bolla non porterà gli utenti finali a guardare altrove.

    Il vero pericolo per Apple è la mancanza di innovazione e i concorrenti cinesi (Xiaomi su tutti) che spingono per erodere mercato. Altro pericolo potrebbe essere Donald Trump che vorrebbe obbligare l’azienda a costruire il telefono in America, con conseguenze mostruose sui costi.

    Amazon

    Guardando alla capitalizzazione è l’altra società che ha superato i 1.000 miliardi, anche se ha ripiegato immediatamente dopo. Il numero che salta all’occhio è il P/E elevato, troppo elevato: il mercato per ora dà fiducia all’azienda di Jeff Bezos, anche perché l’eCommerce continua a investire e tutto sommato sbaglia pochi colpi.

    AWS (la piattaforma cloud di Amazon) va bene e attira clienti B2B che continuano a pagare delle commissioni fisse per poter avere i server di Amazon.

    Il Prime è un’ottima soluzione che, oltre a dare le spedizioni gratuite, dà anche libri gratis, un’alternativa a Dropbox e fa concorrenza a Netflix grazie a Prime Video.

    Proprio Amazon Prime è una buona revenue stream per Amazon, con utenti che ogni anno sono disposti a pagare una quota per avere il servizio; si tratta di un flusso di cassa costante che può anche aumentare visto l’aumento di servizi e quindi la rimodulazione del prezzo in atto oramai da anni.

    Certo, un investimento oggi su Amazon è lungimirante, perché in divenire potrebbe essere la società, di questa allegra compagnia, che sta investendo di più e quindi che potenzialmente potrebbe portare più utili, ma attenzione, se la bolla sui tecnologici dovesse esplodere domani, con questo P/E alto, gli investitori saranno in fuga e tra tutte le società potrebbe essere proprio quella che vede il prezzo delle azioni perdere più valore.

    Quindi investire su Amazon significa avere molta fiducia e sperare che la bolla, se deve esplodere, non lo faccia prima di un paio d’anni.

    Netflix

    Dall’EPS si nota subito come si tratti dell’azienda che rende meno agli investitori; oltre a essere la più piccola è anche quella con i costi più alti. Ancora sta facendo dumping, quindi offrendo sottocosto il proprio prodotto per creare un’utenza affezionata. Dovrà per forza di cose aumentare i prezzi, soprattutto perché è quella che paga il conto più salato sulla bolletta della banda utilizzata e, qualora il costo della banda aumentasse, sarà costretta ad aumentare il proprio di costo. A differenza delle altre, insieme ad Apple, è quella che non ha una propria soluzione Cloud e quindi presta il fianco a questi aumenti.

    Inoltre Netflix sta facendo grossi investimenti in termini di produzioni, con Serie TV di primo ordine che hanno costi elevati di produzione. Vero che queste creano un valore difficilmente intaccabile, ma è anche vero che hanno un alto costo.

    Gli investitori riconoscono questi investimenti e infatti in quanto a P/E è molto apprezzata; si tratta del secondo valore più alto tra le aziende FAANG. Vale lo stesso discorso di Amazon: se la bolla dovesse esplodere domani, visto il valore alto di P/E e la dimensione ridotta dell’azienda, potrebbe essere tra le aziende a perdere maggiore valore.

    Condivide con Amazon e con Apple però anche un’altro aspetto: in caso di esplosione della bolla finanziaria gli utenti continueranno ad acquistare i prodotti di questa azienda, quindi potrebbe essere una delle prime a rialzarsi.

    Google

    L’ultima nel nome FAANG ma la prima ad apparire sul mercato. Google, ribattezzata Alphabet da qualche anno oramai, è stata la prima società di questo gruppetto a essere sbarcata in borsa, nel lontano 2004.

    Oggi, guardando i numeri, pare essere l’azienda più stabile, con un EPS degno e con un ROE decisamente buono, l’azienda di Mountain View si presenta come una certezza per gli investitori.

    La capitalizzazione, se rapportata ad Amazon e Apple appare leggermente bassa ma ciò è dato dal fatto che il P/E è stato minato da multe della commissione europea negli ultimi periodi.

    Questo è il vero rischio per questa azienda: l’Antitrust. Oramai Google fa tutto: motore di ricerca, mail, advertising, analytics, mappe, navigazione satellitare, comparatore di prezzi, comparatore di assicurazioni, social network, video network (con Youtube), sistema operativo (Android), browser (Chrome); insomma, tanti servizi, distanti tra di loro, che interagiscono mettendosi in risalto l’un l’altro. I competitor sempre di più, però, guardano a questa interazione con sospetto e rabbia con il risultato che gli antitrust hanno iniziato ad accendere dei fari sull’azienda di Sergey Brin e Larry Page.

    Inoltre bisognerà vedere come finirà la questione copyright appena approvata dalla comunità europea. Infatti, insieme a Facebook, Google potrebbe essere quello maggiormente colpito ma, a differenza del Social network, Alphabet si trova già in una posizione di vantaggio: conosce già tutte le altre risorse presenti su Web, già fa un controllo del Copyright attraverso Google Images e Youtube e, infine, il suo AMP è in posizione di vantaggio rispetto a IA di Facebook. Infatti, in caso di reale approvazione della linktax (le piattaforme dovranno pagare per poter lanciare il contenuto di un editore), Google potrebbe spingere gli stessi detentori del contenuto verso la soluzione AMP, quindi essendo il contenuto caricato direttamente su Google decadrebbe la necessità di dover pagare per portare gli utenti sui siti terzi.

    Una eventuale esplosione di bolla finanziaria sui tecnologici impatterebbe poco per il motore di ricerca più famoso: gli utili arrivano da advertising, da vendite inApp su Android, da Youtube Music (concorrente di Spotify), da vendita di smartphone e device (chromecast, ecc) e da una serie di voci più piccole che comunque, tutte sommate, danno una base importante.

    Una diversificazione che mette al riparo la società da scossoni in borsa. Ovviamente in caso di bolla anche le azioni Google ne risentiranno ma in misura certamente ridotta e comunque potrebbero tornare velocemente a volare.

    In conclusione

    Come abbiamo visto il mercato dei FAANG è molto eterogeneo, con differenze molto marcate tra singole aziende. Sono poche le similitudini e normalmente riguardano uno dei tanti aspetti della società stessa.

    Non possiamo predire se e quando esploderà una bolla finanziaria sui tecnologici. C’è da dire comunque che i prezzi ad oggi, soprattutto per alcune aziende, appaiono ingiustificati.

    Ci sono aziende che stanno facendo dumping (Netflix) e che stanno investendo in prospettiva per il futuro (Amazon), se la bolla dovesse esplodere tra 2/3 anni probabilmente queste aziende sarebbero fuori pericolo e si troverebbero in una situazione di vantaggio; d’altro canto, se la bolla dovesse esplodere domani, queste aziende nel breve periodo sarebbero proprio le più esposte.

    C’è un’azienda che ha poca base tecnologica e di proprietà, si tratta di Facebook, che ha ancora un business troppo debole e basato esclusivamente sulla privacy degli utenti (che mette a disposizione di investitori pubblicitari). In caso di bolla finanziaria verrebbe messa a nudo e comunque, per l’aria che tira sulla privacy, è quella che comunque rischia di più.

    Poi ci sono aziende con un trackrecord oramai consolidato con brevetti importanti sul software e con un hardware che deve migliorare di giorno in giorno. I numeri, sia di Apple che di Google, confermano che si tratta di un investimento certamente più sicuro nel breve/medio periodo ma, se la bolla non dovesse scoppiare, non sarebbe l’investimento più remunerativo.

    Su quale investire? Dipende da te che leggi, dalla tua propensione al rischio, da quello che valuti possibile in merito alla bolla finanziaria sui tecnologici. La vedi lontana? Investi su Netflix e Amazon. Pensi che i prezzi dei tecnologici sia alti? Stai lontano da queste azioni o investi in Apple/Google.

    Forse quella che ci sentiamo di sconsigliare è proprio Facebook: un’azienda debole che basa il proprio business su una property che potrebbe scomparire con la nascita di un nuovo social network. Per esempio: se Google rilanciasse G+ mettendo i risultati sulle SERP del motore di ricerca, dove andranno i brand? E gli utenti? Ecco, queste sono domande da porsi.